Stagione

REALITY?

Nella presentazione della stagione Reality 2020 raccontavamo la nostra visione della realtà che non voleva tradursi in una disquisizione filosofica né in un appiattimento sulla spettacolarizzazione dei media contemporanei. Era un titolo che voleva chiudere un triennio dove ampio spazio era stato dato ad artisti che del Teatro della realtà hanno fatto la loro ricerca e arte. Un triennio partito da Power e proseguito con Economy nel quale sentivamo la necessità di analizzare e interpretare il presente, tenendo sempre lo sguardo sul cosiddetto dato di realtà come la barra di un timone che tiene la rotta nonostante le propagande politiche sfacciate e impenitenti che non temono né l’autocontraddizione né l’esplicita menzogna.

Di quella stagione – che avrebbe dovuto strutturarsi nei focus Global, Human e Virtual – abbiamo fatto appena in tempo a presentare l’evento speciale che dai focus esulava ma che per noi aveva il sapore simbolico di un primo spettacolo che ZONA K portava dentro Casa degli Artisti.

Poi tutto, come per tutti, si è interrotto. Le compagnie sono state prima avvertite, poi messe in stand by, infine gli spettacoli sono stati annullati. All’improvviso la nostra forza, il nostro tratto distintivo, la nostra identità e coerenza nelle scelte progettuali e le consolidate relazioni in ambito internazionale sono diventate il nostro boomerang. Come tenere in piedi una stagione che avrebbe previsto numerosi artisti europei? Come riaprire uno spazio dove le misure di distanziamento costringono ad avere non più di 20 spettatori? Come lanciare lo sguardo oltre l’ostacolo per immaginarsi e costruire una nuova realtà?

È bastata la parola “nuova” per risintonizzarci e per ripartire da dove eravamo state interrotte. Se è una nuova realtà che dobbiamo vivere, allora la nostra stagione può chiamarsi REALITY?. Il punto di domanda non chiude solo una frase interrogativa, ma sintetizza anche lo stupore, la perplessità e in fondo la speranza che questo non sia davvero un nuovo mondo da inventare, ma una fase, una parentesi da non archiviare e dalla quale ripartire.

Si riparte dunque dal desiderio di trovare un nuovo senso alla realtà, nuove prospettive, nuovi modi di fruire la cultura grazie a un confronto continuo con alcuni degli artisti che più ci hanno accompagnato in questi anni. Così la nuova stagione autunnale che si è delineata prosegue la strada avviata laddove possibile e lascia molto più spazio a quei tratti distintivi che hanno caratterizzato il nostro lavoro negli anni passati: progetti complessi, performance urbane, spettacoli per pochi spettatori alla volta, collaborazione con teatri più grandi per ospitare artisti che hanno bisogno del palcoscenico. La novità più importante è la volontà di dare spazio e tempo più lunghi agli spettacoli in stagione con, da parte nostra, uno sforzo produttivo importante: molti degli spettacoli che proponiamo sono delle vere e proprie produzioni e co-produzioni. Si tratta di una scelta che era già in fieri e che ha trovato nella pandemia una spinta: continuare a lavorare su una stagione annuale, ma con progetti ancora più nostri che riescano a sostenere una lunga tenuta e che non si esauriscano nello spazio di poche repliche.

Ecco in anteprima il programma di REALITY?

 

OTTOBRE

14 ottobre – 14 novembre
FASE NOVE || Assolo Urbano
[camminata urbana]
di Ekin Bozkurt, Chiara Campara, Giulia Oglialoro, Riccardo Tabilio, Francesco Venturi (IT)
con Rimini Protokoll (DE)
una produzione ZONA K e Casa degli Artisti

23 -25 ottobre 
R 500 – SAFARI NEL LABIRINTO URBANO. Studio #II
[camminata urbana]
di Michele Losi / Pleiadi Art Prod. (IT)

 

NOVEMBRE

14 ottobre – 14 novembre
FASE NOVE || Assolo Urbano
[camminata urbana]

di Ekin Bozkurt, Chiara Campara, Giulia Oglialoro, Riccardo Tabilio e Francesco Venturi (IT)
con Rimini Protokoll (DE)
una produzione ZONA K e Casa degli Artisti

5 – 15 novembre
PLAY ME (ORIGINS PROJECT)

una produzione ZONA K, creazione CODICEFIONDA (IT)
consulenza drammaturgica Agrupación Señor Serrano (ES)

18 – 28 novembre
ENA –
Nomen Nescio
di Roger Bernat (ES)
con la collaborazione di Mar Canet e Varvara Guljajeva 

23 – 28 novembre
REALITY?

4 dialoghi sul teatro e il contemporaneo [convegno]
a cura di Sara Chiappori e Renata Viola

 

DICEMBRE

THE MOUNTAIN [spettacolo]
di Agrupacion Señor Serrano (ES)
una co-produzione di ZONA K, in collaborazione con Tieffe Teatro Menotti Milano
Tutti i dettagli e biglietteria online aperta dal 12 ottobre.

 

foto: terraproject
edit & grafica: NEO studio

Perché REALITY?

Cinema, teatri, sale da concerto: spenti i computer e chiuse le piattaforme di live streaming, si torna — con i dovuti accorgimenti — a vedere dal vivo.

Ma cosa significa, dal punto di vista della programmazione, tornare a teatro dopo mesi di lockdown? Come si costruisce una stagione ai tempi del Covid?

Una volta sbrigliati i nodi, spesso molto aggrovigliati, del rispetto delle norme, gli organizzatori si trovano di fronte alla sfida di proporre un’offerta che, più che mai quest’anno, deve confrontarsi con il pubblico a cui è destinata: occorre ipotizzare scenari e diversificare l’offerta. Perché gli spettatori tornino a teatro e si riattivi un virtuoso meccanismo di partecipazione è quindi indispensabile conoscere aspettative e bisogni artistici.

Per questo (nell’ambito del progetto sulla promozione del pubblico sostenuto con il contributo Mibac per il triennio 2018/2020) ZONA K e Stratagemmi si sono prese carico di interpellare direttamente gli spettatori: con la collaborazione di Stefano Laffi (Codici), abbiamo messo a punto un questionario per indagare le necessità, le incertezze, ma anche le idee e le proposte per il futuro.

Ne è uscito un quadro per certi versi inaspettato – utile a conoscere in profondità il pubblico, anche al di là della situazione emergenziale – che ha contribuito a dare forma alla stagione autunnale di ZONA K, non a caso denominata con titolo-interrogativoReality?”.

Il campione che ha risposto al questionario si è mostrato per la maggior parte (ben 8 persone su 10) curioso ed entusiasta di provare forme di spettacolo alternative a quelle tradizionali, improntate su nuovi linguaggi e su un diverso modo di vivere lo spazio. Dispositivi interattivi fruibili da remoto, o camminate itineranti per la città: l’importante – ci hanno detto i nostri spettatori – è sentirsi più sicuri. Chi vuole tornare a teatro, ma anche chi è ancora indeciso, preferisce in grande maggioranza (87% dei casi) le proposte di spettacoli all’aperto. Il teatro, suggerisce l’esito del questionario, può dunque muoversi, attraversare i luoghi, e il pubblico è pronto a seguirlo.

Ecco allora che la stagione di ZONA K k comincia en plein air. Ad aprire le danze sono i più noti professionisti dei dispositivi scenici urbani, Rimini Protokoll: è loro la curatela di FASE NOVE // Assolo Urbano (14 ottobre-14 novembre), un tour di nove luoghi cittadini importanti dal punto di vista artistico. Obiettivo della passeggiata è interrogarsi su alcune questioni irrisolte del contemporaneo, esplose con grande forza durante la pandemia: perché esiste l’arte? E quanto è fondamentale nelle nostre vite quotidiane?

E per chi non è soddisfatto, è pronta anche una seconda occasione per una performance itinerante: il collettivo Pleiadi ha preparato R 500 – Safari nel labirinto urbano. #Studio II (23-25 ottobre).

E il virtuale? Cosa ne pensano gli spettatori?

Saturi di schermi e video call che scandiscono le giornate lavorative, gli interpellati hanno risposto forte e chiaro: non suscita interesse la visione telematica di uno spettacolo, né in differita (un’opzione solo per 3 persone su 10) né in live streaming (per 4 su 10). Il teatro, del resto, è relazione. Lo sa bene il Signore europeo del teatro partecipativo, Roger Bernat, che ha pensato ad hoc in questi mesi un nuovo progetto di home theatre Roger Bernat (disponibile tra il 18-28 novembre). Il dispositivo ENA invita il pubblico a entrare in relazione, attraverso l’utilizzo di una app, con un’intelligenza artificiale. Gli spettatori attraverso domande, inviti e indicazioni hanno la possibilità di confrontarsi faccia a faccia con un “finto” essere umano in un incontro che non è fine a sé stesso, come spesso capita quando abbiamo a che fare con bot nati a scopo commerciale, ma finalizzato alla creazione di un vero e proprio testo drammaturgico che prenderà forma dai dialoghi tra gli spettatori ed ENA.

La relazione multimediale interattiva è al centro anche di Play me (Origins project) di Codicefionda e Agrupación Señor Serrano (5-15 novembre), fruibile da uno spettatore per volta. Oggetto di indagine è il rapporto di adolescenti e adulti con il mondo del gaming e delle identità reali.

C’è, però, ancora qualcuno che vuole ritornare a sedersi in platea (circa il 44% degli intervistati). Per loro, Agrupación Señor Serrano presenta The Mountain (2-3 dicembre) un lavoro che affronta un tema molto caldo, la relazione tra vero e falso, tra notizie e fake news, tra robot e umani, a partire da una considerazione statistica che chiama in causa il pubblico: in media ognuno di noi mente tre volte al giorno. Esiste dunque la verità? E come possiamo trovarla?

La redazione di Stratagemmi Prospettive Teatrali

 

E. Bozkurt, C. Campara, G. Oglialoro, R. Tabilio, F. Venturi
con Rimini Protokoll

Un progetto di ZONA K e Casa degli Artisti

L’emergenza pandemica ha comportato una divisione delle componenti sociali in sistemicamente rilevanti e non rilevanti. Per molti è stata una polarizzazione anche psicologica: tra ciò che è essenziale e ciò che è superfluo. Le professioni artistiche non sono rientrate tra quelle socialmente necessarie.

Dobbiamo pensare a un mondo nel quale l’arte non avrà più un ruolo? Possiamo immaginare una realtà che annulli l’esistenza dell’arte e di chi vi lavora? Che relazione può intrattenere l’arte con ognuno di noi in questo stato di crisi? Sta per finire qualcosa che è diventato da tempo stantio? Una crisi così profonda può essere un’opportunità?

FASE NOVE // Assolo Urbano invita a porsi queste domande nel contesto della città. Nove luoghi importanti per l’arte a Milano – alcuni iconici, altri insoliti – diventano il palcoscenico di nove installazioni audio che, attraverso interviste a diversi esperti, si confrontano con la domanda provocatoria: Perché esiste l’arte?

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14 OTT – 14 NOV ogni 10 min.
mercoledì – venerdì dalle ore 13.30 alle 16.30 
sabato dalle ore 10.00 alle ore 13.00

partenza Casa degli Artisti, Corso Garibaldi, 89/A – via Tommaso da Cazzaniga -M2 Moscova-

Info: camminata urbana per 1 persona • in italiano

Biglietteria solo online, non è richiesta la tessera associativa:
intero 15,00 € – ridotto 10,00 € (studenti/ under 26/over 65/gruppi)
Ritiro biglietti il giorno stesso della camminata 15 minuti prima della partenza c/o Casa degli Artisti, Corso Garibaldi, 89/A – via Tommaso da Cazzaniga -M2 Moscova-

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INFORMAZIONI FONDAMENTALI PER PARTECIPARE A
FASE NOVE // Assolo Urbano
Il giorno della camminata presentasi c/o Casa degli Artisti almeno 15 minuti prima dell’inizio per ritiro biglietto. Sarà chiesto un documento come cauzione per l’uso del navigatore. 

Trattandosi di un percorso a tappe obbligate l’orario di partenza è improrogabile.
La camminata dura circa 120 min e sarà percorsa a piedi.
Il luogo di arrivo è vicino a quello di partenza.
Si raccomanda di munirsi di scarpe comode e impermeabile in caso di pioggia leggera; i
n caso di forte pioggia l’evento sarà annullato.
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Artisti: Ekin Bozkurt, Chiara Campara, Giulia Oglialoro, Riccardo Tabilio e Francesco Venturi Supervisione artistica: Aljoscha Begrich e Jörg Karrenbauer (Rimini Protokoll) Project management: Valentina Kastlunger (ZONA K) Coordinamento e mixing audio: William Geroli Implementazione multimedia: Stripes Digitus Lab In collaborazione con: Eataly Smeraldo, Goethe-Institut Milano, Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, Giardini in Transito – Giardino Comunitario Lea Garofalo, Anteo Palazzo del Cinema, Piccolo Teatro di Milano  Main partner Casa degli Artisti: BNP Paribas Si ringrazia: Libreria Feltrinelli di viale Pasubio, Il Barettino di via Solferino, Armonium Galvan

Foto: Luca Del Pia

**Azione performativa inserita in “IntercettAzioni”- Centro di Residenza Artistica della Lombardia: un progetto di Circuito CLAPS e ZONA K, Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire, con il contributo di Regione Lombardia, MiBACT e Fondazione Cariplo.**

 

Ekin Bozkurt (sound designer), Chiara Campara (filmmaker), Giulia Oglialoro (autrice, giornalista), Riccardo Tabilio (autore e dramaturg) e Francesco Venturi (compositore) sono gli artisti che la seconda open call di Casa degli Artisti a tema “Work” ha selezionato nel marzo 2020 per il progetto artistico condiviso con il collettivo tedesco Rimini Protokoll.

Il lavoro, coordinato e seguito da Jörg Karrenbauer e Aljoscha Begrich di Rimini Protokoll nel ruolo di mentori, è stato completamente ripensato durante i mesi di lockdown. È restato centrale il tema del lavoro, ma ha deciso di concentrarsi in particolare sul lavoro nel mondo della cultura e dell’arte, tema reso ancora più urgente dalla crisi provocata dalla pandemia. Si è deciso di lavorare proprio sulla contingenza, considerandola un’opportunità, indagando la mutevole percezione degli spazi e degli operatori culturali.

Rimini Protokoll è stato fondato nel 2000 da Stefan Kaegi, Helgard Haug e Daniel Wetzel e negli anni ha collaborato con diverse costellazioni di artisti. L’obiettivo è quello di espandere i mezzi del teatro al fine di creare nuove prospettive sulla realtà. Rimini Protokoll si avvale della collaborazione di esperti, le cui conoscenze e competenze vanno oltre il teatro, per produrre spettacoli, produzioni radiofoniche e interventi urbani che spesso traducono spazi urbani e strutture sociali in formati teatrali.

La programmazione è organizzata in modo da rispondere alle normative nazionali in relazione all’attuale emergenza sanitaria (DPCM del 17/05/2020 e del 11/06/2020 e Ordinanze della Regione Lombardia n. 547 del 17/05/2020 e n. 566 del 12/06/2020)

 

Michele Losi / Pleiadi (IT)

R 500 – Safari nel labirinto urbano. #Studio II è una camminata urbana che conduce il pubblico all’esplorazione della natura, a volte nascosta ai nostri occhi, e della sua complessa relazione con l’architettura urbana e gli abitanti, in uno stretto raggio di 500 metri compreso tra ZONA K e la Biblioteca degli Alberi.

Questa seconda tappa del lavoro di ricerca, iniziato a ottobre 2019, nasce da due residenze artistiche del collettivo Pleiadi a ZONA K e dal format europeo “Radius” dell’artista olandese Sjoerd Wagenaar: un metodo di indagine artistica e scientifica di uno stretto raggio di territorio.
Il format Radius invita le persone a guardare il paesaggio circostante con uno sguardo nuovo, basato sulla conoscenza dell’ambiente. Gli artisti raccolgono storie dai residenti, consultano scienziati, architetti, biologi, ‘scavando’ e mappando il raggio di territorio, restituendo al pubblico l’esito dell’indagine attraverso una camminata urbana.
Anche quest’anno ci sarà il contributo del Collettivo di architetti Studio Pasta Madre.

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venerdì 23 e sabato 24 ottobre ore 17.00 – ore 17.45 – ore 18.30
domenica 25 ottobre ore 16.00 – ore 16.45 – ore 17.30

partenza ZONA K

Info: camminata urbana per 10 persone • in italiano

Biglietteria solo online, richiesta la tessera associativa di 2,00€ :
intero 15,00 € – ridotto 10,00 € (studenti/ under 26/over 65/gruppi)

La camminata dura circa 100 min e sarà percorsa a piedi.
Il luogo di arrivo è vicino a quello di partenza.
Si raccomanda di munirsi di scarpe comode e impermeabile in caso di pioggia leggera; in caso di forte pioggia l’evento sarà annullato.

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Un progetto di Pleiadi, Campsirago Residenza, in collaborazione con ZONA K (IT), The International Accademy for Natural Arts (NL), BAM – Biblioteca degli Alberi Milano (IT), Artistic and scientific team Michele Losi, Sjoerd Wagenaar, Liliana Benini, Sofia Bolognini, Luca Maria Baldini, Emilio Padoa Schioppa, collettivo Studio Pasta MadreCittadini del quartiere che parteciperanno all’indagine.

 

**Azione performativa inserita in “IntercettAzioni”- Centro di Residenza Artistica della Lombardia: un progetto di Circuito CLAPS e ZONA K, Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire, con il contributo di Regione Lombardia, MiBACT e Fondazione Cariplo.**

CODICEFIONDA (IT)
cons. dramm. Agrupación Señor Serrano (ES)

Nella Stagione Teatrale 2020 REALITY? arriva PLAY ME (Origins Project), la nuova produzione di ZONA K che prosegue il percorso già intrapreso con Generazione gLocale nel 2017 attraverso il coinvolgimento di ragazzi, l’uso di nuovi dispositivi scenici e il supporto ideativo e drammaturgico di importanti nomi della scena internazionale, per questo progetto il pluripremiato collettivo catalano Agrupación Señor Serrano.

Un bottone. Un giocatore. Uno schermo.

Ecco i nuovi barbari. Incomprensibili agli occhi del mondo adulto. Gli adolescenti, iperconnessi e fragili, terrorizzati e attratti dall’immagine di sé sui “social media”, esperti conoscitori di “sexting”, “video-game” e “binge drinking”, possessori di SmartPhone come prolungamento del proprio corpo. Ma cosa sappiamo degli adolescenti di oggi?

Un corto circuito narrativo dalle origini del videogioco alle origini dell’iGeneration.
Una esperienza immersiva in cui incontrare gli adolescenti di oggi tramite l’uso delle nuove tecnologie. Un percorso di creazione che racconta le nostre identità – reali e virtuali – grazie al confronto tra generazioni.

In questa performance lo Spettatore si troverà in relazione a loro. Potrà scegliere se confermare o mettere in dubbio le proprie aspettative, le proprie paure e i propri pregiudizi. Il fine ultimo sarà un “gioco performativo” per generare un incontro inedito e intimo. PLAY ME (ORIGINS PROJECT) è il risultato di un lavoro sulle biografie di ragazzi incontrati nella fase di ricerca e sviluppo drammaturgico tra Torino e Milano. Quello che il sociologo Morin definisce “cinema di autenticità totale”.

 

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da martedì a sabato ore 17.00 – 21.30
domenica ore 15.00 – 19.30
lunedì riposo

Info: performance multimediale per singolo spettatore con utilizzo VR • pubblico dai 16 anni in su • durata 25 min. • ingresso ogni 15 min • in italiano

Biglietteria solo online, richiesta la tessera associativa:
intero 15,00 € – ridotto 10,00 € (studenti/ under 26/over 65/gruppi)
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Direzione progettuale e creazione Andrea Ciommiento, creazione e referenza multimediale Simone Rosset, consulenza drammaturgica Álex Serrano e Pau Palacios, produzione esecutiva Valentina Picariello e Valentina Kastlunger, organizzazione e comunicazione Silvia Orlandi e Federica Bruscaglioni, programmazione applicazione VR Luigi Sorbilli e Giuliano Poretti, assistenza alla creazione Kausar El Allam, Shady Mostafa, Imane Mouslim, Jaouher Brahim, Mattia Ghezzi, Anes Fettar, Matteo Coppola, Momo Moukett, Filippo Farina, Lorenzo Bregant, Federica Bruscaglioni. Produzione ZONA K (Milano), creazione Codicefionda (Torino), consulenza drammaturgica Agrupación Señor Serrano (Barcellona), in collaborazione con Fuori Luogo Festival (La Spezia), Polo del ‘900 (Torino), Festival dei Diritti Umani (Milano), Istituto Professionale Albe Steiner (Torino), Yepp Italia (Torino) e Collettivo gLocale (Milano), Dialoghi – Residenze delle arti performative a Villa Manin” (CSS Teatro stabile d’innovazione del FVG), Con il sostegno di IntercettAzioni – Centro di Residenza Artistica della Lombardia e del Comune di Milano. Si ringrazia ITAS Giulio Natta e Hotel San Guido di Milano.

Il progetto è realizzato con il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito di ORA! Produzioni di cultura contemporanea. Visita ora.compagniadisanpaolo.it

Roger Bernat (ES)

con la collaborazione di Mar Canet e Varvara Guljajeva 
e la partecipazione di Roberto Fratini, Renato Gabrielli, Magdalena Barile 

 

Dal 18 al 28 novembre, 24 ore su 24, il regista catalano Roger Bernat, che generalmente crea performance senza performer, ci offre la possibilità di scrivere un’opera teatrale oceanica direttamente dal sito di ZONA K.

Luis Buñuel e Jean-Claude Carrière si sono chiusi in una stanza e, incarnando i loro personaggi, hanno scritto le sceneggiature dei loro futuri film. Sul sito web del teatro, invece di dialogare con Buñuel, Carrière o Shakespeare, l’utente di internet dialoga con ENA, un bot che imita la conversazione umana. Secondo la definizione di Wikipedia, un bot è una sequenza di computer che esegue compiti ripetitivi che per un essere umano sarebbero impossibili o molto pesanti. Per imparare a scrivere, a ENA sono stati mostrati 8 milioni di documenti.

I bot che rispondono al telefono quando chiamiamo le grandi compagnie, quelli che condizionano i social network quando si avvicinano le elezioni o i bot che affrontiamo nei giochi elettronici sono fratelli e sorelle di ENA. Ma ENA non vuole venderci nulla, non vuole informarci di nessuna notizia (fake o reale) e non vuole nemmeno confortarci. ENA è stata concepita con il solo scopo di far finta di essere un umano, quindi per fare teatro. ENA non capisce quello che dice o che le viene detto. Per ENA il linguaggio è solo una sequenza di segni a cui risponde con un’altra sequenza.
Qualsiasi dialogo con ENA avrà senso solo per la persona che partecipa alla conversazione e per il pubblico che sta leggendo la conversazione sul sito web del teatro in quel momento.   Avere un dialogo con ENA è come giocare a squash con un muro che ti restituisce la palla. Tenete a mente che, come essere umano, potreste rimanere sorpresi o arrabbiarvi, o stancarvi. ZONA K non può essere ritenuta responsabile dei messaggi inviati da ENA che possono essere imprevedibili.

ATTENZIONE:
ENA ha imparato a scrivere con GPT-2 (OpenAI) e dialoghi grazie a DialoGPT (Microsoft) del database Transformer (Google). Per questo motivo, pur capendo l’italiano, risponde solo in inglese. Nessuno è perfetto.

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Info: scrittura collettiva online • durata a piacere • in italiano e inglese tradotto simultaneamente

Partecipazione: gratuita, non stop h24 sul sito zonak.it
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Un progetto di Roger Bernat  con la collaborazione di Mar Canet Varvara Guljajeva web design e programmazione Mar Canet eVarvara Guldjajeva  grafica Marie-Klara González coordinamento Helena Febrés co-produzione FFF Teatre Lliure  grazie a Fabiano Cocozza

Incontri a cura di Sara Chiappori e Renata Viola

Il rapporto con la realtà incalza le arti performative, le interroga e le plasma dall’interno, insieme oggetto e habitat di un’indagine che rimescola grammatiche e semantiche dei linguaggi della scena, ridiscutendo il concetto di autore e interprete, riformulando i criteri di fruizione e l’appropriazione degli spazi, sdoganando definitivamente le nuove tecnologie, aprendo connessioni esplicite con la sociologia, l’urbanistica, la statistica, il discorso politico, l’economia.

Di tutto questo ZONA K ha dato conto nelle ultime stagioni indicando di volta in volta i punti critici di una riflessione, etica prima ancora che estetica, intorno e dentro il contemporaneo. Da qui, la necessità di aprire una finestra teorica per tentare un approfondimento ulteriore che lasci spazio ai dubbi più che alle certezze.

Pensato per un pubblico molteplice, spettatori, operatori, studenti universitari, cittadini curiosi e irrequieti, REALITY? ha l’ambizione di far reagire come in un esperimento chimico i linguaggi della scena con gli alfabeti di altre discipline, mettendo a confronto artisti che hanno lavorato con ZONA K e teorici che hanno approfondito gli stessi temi, ma dal punto di vista delle loro competenze.

Quattro parole chiave
Paesaggio: perché alimenta nuove drammaturgie dello spazio che attraversano i luoghi mettendo in crisi la nozione stessa di sguardo. Perché il nostro rapporto con il paesaggio chiama in causa tutto il corpo ed è sempre questione di relazioni, con gli altri, con il mondo, con le regole, con il tempo, con i confini.

Crisi: perché “la crisi” in cui viviamo è diventata una condizione permanente e strutturale. Oggi, più che mai, viviamo in uno stato emergenziale che ci obbliga a riformulare nuovi scenari futuri. Siamo chiamati a ripensare radicalmente tutto ciò che davamo per certo e per acquisito. Tutto ciò può veramente considerarsi un’opportunità come lo storytelling mediatico ci suggerisce o siamo alle soglie di una sorta di “rivoluzione umana”?

Gioco/Partecipazione: perché l’approccio ludico può essere la chiave, ma anche la trappola. Se la performance contemporanea ci ha abituato a fruire del fatto teatro come di un gioco, a cosa siamo disposti a rinunciare in termini di attenzione, concentrazione, fatica intellettuale? Il gioco, però, non è solo evasione deresponsabilizzante, può essere anche affare molto serio.

Politica: perché tutti ne abbiamo decretato la morte, o quanto meno l’imbarbarimento e impoverimento, ma non possiamo farne a meno. Dunque andiamo a stanarla dove si manifesta nelle sue forme peggiori, le derive fasciste sovraniste populiste, ultima tentazione di un Occidente orfano di un pensiero alternativo alle ideologie novecentesche.

Ospiti e programma dettagliato presto online.

Agrupación Señor Serrano (ES)

C’è un’immagine ampiamente diffusa che ripercorre la storia delle idee: scalare una montagna, superare tutte le difficoltà per raggiungerne la cima e, una volta lì, poter vedere il mondo “così com’è”. Raggiungere la verità e non solo ombre e riflessi. È una bella immagine a tutti gli effetti.

Ma è davvero così? Spesso guardando dall’alto non si vede altro che nuvole e nebbia che ricoprono tutto o un paesaggio che cambia a seconda dell’ora del giorno o del tempo. Com’è il mondo allora? Com’è la verità? Esiste la verità? La verità è la cima di una montagna da coronare e basta, o piuttosto un sentiero freddo e inospitale che deve essere continuamente percorso?

In The Mountain, l’ultimo spettacolo della pluripremiata compagnia catalana, convergono la prima spedizione sull’Everest, il cui esito è ancora oggi incerto, Orson Welles che semina il panico con il suo programma radiofonico The War of the Worlds, giocatori di badminton che giocano a baseball, un sito Web di fake news, un drone che scruta il pubblico, molta neve, schermi mobili, immagini frammentate, e Vladimir Putin che parla soddisfatto di fiducia e verità.

Un palcoscenico bianco e diafano. Miniature in scala su dei praticabili, uno studio radiofonico, una riproduzione dell’Everest, schermi di proiezione portatili e treppiedi cinematografici costituiscono uno spazio a metà strada tra un set televisivo, un museo e un campo da badminton. Una rete di idee, storie, immagini, azioni e concetti è alla base del quadro drammaturgico di The Mountain. Con questi materiali, dispiegati in strati che si mescolano creando connessioni inaspettate, lo spettacolo si presenta come un’esplorazione senza mappa sul mito della verità.

 

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Una co-produzione ZONA K presentato in collaborazione con Teatro Menotti

c/o Teatro Menotti via Ciro Menotti 11, Milano [Autobus 92, Tram 9]

Info: spettacolo multimediale • durata 70 min. • in inglese con sottotitoli in italiano

Acquisto biglietti online obbligatorio: intero 15 euro d.p. inclusi – ridotto 10 euro d.p. inclusi (studenti/under 26/over 65).
Ritiro biglietti il giorno stesso dello spettacolo presso il Teatro Menotti. 

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creazione Agrupación Señor Serrano drammaturgia e regia Àlex Serrano, Pau Palacios, Ferran Dordal performance Anna Pérez Moya, Àlex Serrano, Pau Palacios, David Muñiz diffusione in Italia Ilaria Mancia management Art Republic
Una produzione GREC Festival de Barcelona, Teatre Lliure, Conde Duque Centro de Cultura Contemporánea, CSS Teatro Stabile di Innovazione del Friuli – Venezia Giulia, Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale, ZONA K, Monty Kultuurfaktorij, Grand Theatre, Feikes Huis Con il sostegno di Departament de Cultura de la Generalitat, Graner – Mercat de les Flors

Foto © Jordi Soler

Collettivo MMM (IT)

ANTEPRIMA STAGIONE TEATRALE 2020 – REVISITED EDITION
REALITY? Rimandato causa maltempo


 

Nell’ambito della festa di apertura della Piazza Aperta di via Toce arriva Radio Olimpia, Bomba libera tutt!, un campo da gioco e una stazione radiofonica mobile ospitata da un camper California.

Sul campo da gioco, allestito in piazza, si svolgeranno una serie di gare, portando il pubblico del festival, diviso in squadre, a sfidarsi in un’inedita forma di olimpiade performativa contemporanea.
Tutti i giochi sono ispirati ad azioni performative di artisti noti e meno noti.

In diretta dal campo da gioco verranno introdotte le discipline, accompagnate e arbitrate le gare. Ogni azione sarà commentata in radiocronaca e verrano portati in trionfo vincitori e vinti.
Si tratteranno contenuti di approfondimento sulle performance degli artisti citati e sui temi a cui si farà riferimento nei giochi: lo spazio pubblico, il momento della festa, il gioco, il tempo non produttivo, in un susseguirsi di sfide, interviste ad “ospiti speciali” e ai partecipanti che rendono vive le frequenze in piazza di Radio Olimpia, Bomba Libera tutti!

 

Ideato, realizzato e performato da Collettivo MMM: Martino Ferro, Maria Caterina Frani, Maria Pecchioli, Produzione Pergine Festival, in co-produzione con ZONA K  Il Giardino delle Esperidi Festival, In\Visible Cities / Contaminazioni digitali e con il supporto di Indisciplinarte e Periferico Festival, Progetto vincitore Bando Open_Creazione urbana contemporanea

 


Gioco|Performance a squadre – durata 100 min. – in italiano
c/o Piazza Aperta di via Toce, Milano [Tram 2, 4]

In caso di pioggia l’evento sarà annullato.

Partecipazione gratuita, numero posti a sedere limitati, prenotazione obbligatoria
biglietti@zonak.it – 393.8767162 – 02.9737443


 

Ph. Giulia Lenzi

UNDER COVID

ZONA K è un’associazione culturale con attività riservate ai soci.
Per accedere alla mostra occorre inviare la richiesta tesseramento almeno 24 ore prima.
Fallo subito CLICCA QUI (costo tessera € 2,00)

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ANTEPRIMA STAGIONE TEATRALE 2020 – REVISITED EDITION
REALITY?

ZONA K è da sempre attenta al linguaggio della fotografia e di come essa rappresenti la realtà. Abbiamo così deciso di riaprire la nostra sede con una mostra fotografica d’autore che racconta con lucidità e pudore ciò che è accaduto e che ha stravolto la nostra quotidianità per capire meglio quel punto interrogativo sul nostro futuro prossimo.

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E’ come se qualcosa si fosse inceppato e poi rotto. Rotto il tempo, la realtà, le abitudini. Il senso di libertà, la leggerezza, una certa arroganza nel dare per scontata la vita, perfino. Quella vita.
Poi è arrivato il giorno in cui è cambiato tutto. Stroncata la spensieratezza, annullata una gestualità tipicamente italica, spazzato via lo scorrere “normale” delle consuetudini e delle giornate. Ci si è scoperti vulnerabili, l’universo tutto da conquistare si è rimpicciolito fino a entrare all’interno delle pareti domestiche. Polverizzate le certezze, spogliate le impalcature, ci si è stretti alle uniche sicurezze ancora solide.

Si è aspettato, come se fossimo rinchiusi in un bunker, che un’entità altra ci desse nuovamente il via libera. Si è affidata la nostra esistenza prima a un bollettino, poi alle tecnologie. La parola “controllo” ha assunto le tinte rassicuranti di un mantello di protezione.
E infine la riapertura. Evviva. Ecco dunque tutti riversarsi in strada, con la fretta e l’urgenza di riappropriarsi del tempo che fu, la necessità quasi fisica di convincersi che fosse tutto finito, passato, pronto a essere dimenticato.

Eppure. Abbiamo fatto finta che non fosse successo niente, volevamo che non fosse successo niente. Ma qualcosa continua a non funzionare. Ed è solo adesso, probabilmente, ora che le emozioni si depositano e sedimentano, che abbiamo il coraggio e la lucidità di comprendere quanto davvero quella frattura del normale si sia fissata dentro di noi in maniera irreversibile. Gianmarco Maraviglia ha voluto raccontare il “suo” covid, in una narrazione a metà fra il racconto intimo e l’indagine fotogiornalistica, pur evitando la dimensione più dettagliata della malattia. Ma anche lui si è ritrovato di fronte al dilemma del “disallineamento”. Come rappresentare e sintetizzare dunque visivamente il cambio di piano sequenza del reale che le nostre esistenze hanno subito? Nasce così il glitch, l’errore di sistema. Immagini di “matrixiana” suggestione che lasciano aperto un interrogativo sul nostro futuro prossimo.

Inaugurazione – 15 settembre 2020, ore 19.00
In esposizione – dal 15 al 24 settembre 2020

Martedì – Domenica 17.00 – 21.00 Lunedì 17.00 – 19.00

Ingresso gratuito contingentato a max 20 persone contemporaneamente

ZONA K è un’associazione culturale con attività riservate ai soci.
Per accedere alla mostra occorre inviare la richiesta tesseramento almeno 24 ore prima.
Fallo subito CLICCA QUI (costo tessera € 2,00)

Indagine sul pubblico

FRA TANTI TIMORI, BUONE NUOVE DAL PUBBLICO

Il teatro è stato una delle vittime principali dell’avvento della pandemia. Senza sminuire i danni gravissimi subiti dalle maestranze artistiche e da tutta la filiera produttiva dello spettacolo dal vivo, è lecito prendere atto di una nota positiva che, in mezzo a tanto sconforto, regala un certo sollievo: il pubblico ha sentito l’assenza del teatro, e non vede l’ora di tornare a frequentarlo.

Questo è uno dei dati che emerge chiaramente dal questionario ideato e diffuso da ZONA K e Stratagemmi, con il supporto di Codici Ricerche, a cavallo tra maggio e giugno 2020: un periodo cruciale, immediatamente successivo al lockdown.
Il questionario mirava a rilevare quali fossero i sentimenti e le aspettative delle persone rispetto alla riapertura dei teatri, che andava giocoforza immaginata con modalità differenti rispetto al periodo pre-Covid; facendo di necessità virtù, gli ideatori dell’indagine hanno sfruttato quest’occasione di dialogo col pubblico per sondare questioni che solo in parte hanno a che fare con la situazione emergenziale degli ultimi mesi. Ad esempio: quanto siano effettivamente apprezzate proposte artistiche fruibili in modalità telematica; quale sia il rapporto del pubblico con linguaggi e forme sperimentali; quanto il contesto spaziale in cui avviene la rappresentazione influisca sul gradimento spettatoriale.

L’indagine ha prodotto risultati preziosi, e a tratti imprevedibili: basti pensare al diffuso entusiasmo per gli spettacoli all’aperto, che certo non trova adeguata risposta nelle programmazioni stagionali dei nostri teatri. O all’evidente disaffezione nei confronti della fruizione artistica da remoto, in via telematica: esperienza di cui gli spettatori sono decisamente sazi.

Si registra anche – e questo fa davvero ben sperare – una certa fiducia nei confronti dei teatri per quanto riguarda il loro adeguamento alle prescrizioni igienico-sanitarie al fine di prevenire il rischio di una recrudescenza epidemica: gli intervistati dichiarano più impazienza che paura, lasciando intendere che per loro il teatro, oltre ad essere un luogo di incontro imprescindibile, è anche un posto sicuro, affidabile.

Insomma: i dati che emergono non sono per nulla scontati, e possono aiutarci a capire da dove ripartire, e verso quali direzioni.

Senz’altro, come dimostrano i numerosi incoraggiamenti che gli intervistati hanno voluto allegare al questionario, il pubblico c’è, e fa il tifo per il teatro.

Consulta i risultati del questionario

 

 

Foto di Cristina Lorenzi per ZONA K, BODIES IN URBAN SPACES 2017 di Cie. Willi Dorner

REALITY


La stagione REALITY com’era stata pensata e presentata a febbraio 2020 è stata cancellata come da ordinanza regionale del 04/03/20. La stagione è stata riprogrammata così come da nuovo programma REALITY?.


Non si vuole fare un’analisi filosofica su realismo, neo-realismo, modernità e post- moderno.
Né ridurre un termine inglese alla semplificazione ormai acquisita nel vocabolario di uso comune italiano, che vede Reality solo e unicamente legato a show.

Per noi Reality è semplicemente, e forse banalmente, la realtà. Quella realtà che ci tiene ancorati al presente, alla sua osservazione, alla sua analisi, alla sua interpretazione. É la realtà dei fatti, il dato di realtà, che crediamo esista nonostante il disorientamento causato dall’overload di informazioni, nonostante il dilagare di “fake news”, nonostante le propagande politiche sfacciate e impenitenti che non temono né l’autocontraddizione né l’esplicita menzogna.

E’ quella realtà che nel 2018, all’affermarsi dei movimenti populisti e di una nuova forma del potere che disdegnava la conoscenza ma si costruiva sulla comunicazione, ci ha fatto pensare a Power. Quella stessa realtà che l’anno successivo con Economy ci ha portati a rivolgere lo sguardo al mondo economico, ai suoi eccessi e alle sue distorsioni.

Ed è sempre la realtà che alla fine del triennio con Reality prende il posto d’onore e, dopo due anni di immagini patinate e metaforiche, irrompe con la sua potenza, come sintesi di uno sguardo d’insieme sulla realtà globale. Uno sguardo che si interroga sul senso del mondo e che vorrebbe essere “cosmopolita” seguendo il pensiero del sociologo tedesco Ulrich Beck che parlava della necessità di uno “sguardo quotidiano, vigile sulla storia, riflessivo, che nasce in un contesto in cui confini, distinzioni e contraddizioni culturali svaniscono […]”.

GLOBAL, VIRTUAL e HUMAN sono i tre focus che accompagnano la stagione, chiavi di lettura per approfondire il quadro attuale della società contemporanea. Tre focus e non quattro come negli anni precedenti, per dare più unità e coerenza alla programmazione autunnale e permettere anche una tenuta più lunga di alcuni spettacoli.

A chiusura non solo dell’anno ma anche del triennio e di un percorso che fino a oggi ci ha portato a invitare i nomi più rappresentativi di quel filone definito Teatro della realtà, dedicheremo due giorni a un convegno di riflessione e confronto su quali prospettive future si delineano nella relazione e nell’azione del teatro sulla realtà.

Un’occasione importante dove poter fare il punto della situazione attuale in Europa ma anche aprire nuove questioni e domande. Per l’occasione saranno invitati alcuni degli artisti ospitati negli anni e gli operatori e i critici più sensibili al tema.

 

EVENTO SPECIALE
15 febbraio
WIM VANDEKEYBUS/ULTIMA VEZ (BE)
GO FIGURE OUT YOURSELF
[performance di danza]
presentato in collaborazione con e c/o Casa degli Artisti

 

FOCUS #1 • GLOBAL • 27 febbraio – 22 marzo 2020

27 + 28 febbraio
VALTERS SĪLIS (LV)
BEING A NATIONALIST
[spettacolo]
c/o ZONA K

14 + 15 marzo
GUINEA PIGS (IT)
#NUOVIPOVERI
[spettacolo]
c/o ZONA K

21 + 22 marzo
ROGER BERNAT / FFF (ES)
NESSUNA CONVERSAZIONE DEGNA DI RILIEVO
[spettacolo in cuffia]
c/o ZONA K

 

FOCUS #2 • VIRTUAL • 2 aprile – 17 maggio 2020

2 + 3 aprile
SILKE HUYSMANS & HANNES DEREERE | CAMPO (BE)
PLEASANT ISLAND
[teatro documentario multidisciplinare]
presentato in collaborazione con Fattoria Vittadini c/o Spazio Fattoria

22+ 23+ 24 maggio
MAMMALIAN DIVING REFLEX (Canada)
THE LAST MINUTES BEFORE MARS
[perfomance multimediale]
Un progetto di ZONA K e FOG Triennale Milano Performing Arts
c/o ZONA K

13 + 14 e 16 + 17 maggio
CODICEFIONDA (IT)
PLAY ME (Origins Project)
[performance multimediale]
Una produzione di ZONA K
c/o ZONA K

 

FOCUS #3 • HUMAN • ottobre – novembre 2020

inizio ottobre – fine novembre
RIMINI PROTOKOLL (DE)
TURNO DI NOTTE
[performance urbana itinerante]
Una produzione di ZONA K in collaborazione con Casa degli Artisti
c/o luoghi della città

22 + 23 ottobre
BABILONIA TEATRI (IT)
GIULIO
[spettacolo]
c/o ZONA K

12 + 13 novembre
M. Anderson, I. Kralj THEATRE GIGANTE (USA)
A. Renda TEATRO DELLE ALBE /RAVENNA TEATRO (IT)
IN THE BELLY OF THE BEAST
[spettacolo]
c/o ZONA K

28 + 29 novembre
AGRUPACIÓN SEÑOR SERRANO (ES)
THE MOUNTAIN
[spettacolo multimediale]
Una co-produzione di ZONA K presentato in collaborazione con Olinda Onlus
c/o TeatroLaCucina

novembre
CONVEGNO

 

Gli artisti che si avvicenderanno in residenza nel corso del 2020 sono:
Anna Serlenga (IT)
Guinea Pigs (IT)
Muna Mussie (IT)
Yan Duyvendak (CH)
Mats Staub (DE)
Michele Losi (IT)
+ il vincitore/vincitrice del Bando IntercettAzioni 2020

foto  ©Michele Borzoni / TerraProject

 

La stagione REALITY è un progetto di ZONA K – Soggetto di rilevanza regionale della Regione Lombardia – Con il sostegno di MIBACT Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, ORA! Compagnia di San Paolo – Con il patrocinio del Comune di Milano, Ambasciata del Belgio a Roma, Istituto Cervantes Milano, Goethe Institut, Ambasciata italiana del Canada – In collaborazione con Casa degli Artisti, Fattoria Vittadini, Triennale Milano, Olinda, Stratagemmi, Mare culturale urbano, Claps Circuito Lombardia Arti Performative, Industria Scenica, Teatro delle Moire, Milano Musica – Partner di comunicazione: Profili, Neo Studio

 

WIM VANDEKEYBUS
ULTIMA VEZ (BE)

Per l’apertura della Stagione Teatrale 2020 REALITY di ZONA K è stato scelto lo spazio di Casa Degli Artisti, da poco restituito alla città.

In Go Figure Out Yourself, un incontro con il pubblico in uno spazio non allestito, cinque personaggi vi accompagnano lontano dalle rassicuranti pareti del teatro e vi svelano un luogo in cui potrete dar forma ai vostri pensieri, semplicemente guardando e ascoltando. Al ritmo di una colonna sonora che mischia parole, musica e danza, siete invitati a partecipare a un percorso imprevedibile e appassionante.

Go Figure Out Yourself esplora i confini tra pubblico e performer.
Spostandovi liberamente e semplicemente nello spazio, diventerete voi stessi parte di un happening collettivo, da cui uscirete con molte domande e poche risposte. La lentezza del tutto contrasta con la velocità del singolo. Il totale è più della somma delle parti. Tutto è ciò che è.

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presentato in collaborazione con e
c/o Casa degli Artisti, Corso Garibaldi, 89/A – via Tommaso da Cazzaniga -M2 Moscova-

Info: performance di danza • durata 75 min. • in inglese
nb: pubblico e performer divideranno lo stesso spazio scenico. Non sono previste sedute.

Ingresso: intero 15,00 € – ridotto 10,00 € (studenti/ under 26/over 65/gruppi)
Ritiro biglietti c/o Casa degli Artisti, Corso Garibaldi, 89/A – via Tommaso da Cazzaniga -M2 Moscova-

Spettacolo in abbonamento
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regia, coreografia, scenografia Wim Vandekeybus, creato e interpretato da Sadé Alleyne, Maria Kolegova, Hugh Stanier, Kit King, Tim Bogaerts, drammaturgia Aïda Gabriëls, disegno luci Davy Deschepper, Wim Vandekeybus, costumi Isabelle Lhoas assistita da Isabelle De Cannière, coordinamento tecnico Davy Deschepper, fonica Bram Moriau, direzione palco Tom de With, produzione Ultima Vez, coproduzione Les Brigittines (Bruxelles), con il sostegno del Tax Shelter del Governo federale Belga, Casa Kafka Pictures Tax Shelter empowered by Belfius, Ultima Vez è sostenuta dalle Autorità Fiamminghe e dalla Commissione Comunitaria fiamminga della Regione di Bruxelles-Capitale.

 

Fisicità, passione, intuizione sono gli elementi portanti dell’opera di Wim Vandekeybus, uno dei maggiori esponenti della scena performativa internazionale. Artista poliedrico, coreografo, regista, performer, ha frequentato l’Università di Leuven dove ha studiato psicologia. Affascinato dalla relazione tra mente e corpo, questo interesse ha influenzato tutti i suoi lavori coreografici.

Nel 1987 ha fondato la compagnia Ultima Vez con cui ha realizzato quasi 30 produzioni oltre a numerosi film e video. L’uso di media e linguaggi differenti si traduce in cast in continua evoluzione che comprendono danzatori, circensi, attori, musicisti e in collaborazioni con artisti di diverse discipline.

Il canale YOU TUBE
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Stagione teatrale • Didattica • Laboratori • Progetti speciali

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