Kepler-452 (IT)

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spettacolo teatrale | durata 100 min

c/o Teatro Out Off, via Mac Mahon 16


Una compagnia di teatro che decide di mettere in scena “Il Capitale” di Karl Marx. Lo decide perché, dopo la fine del primo lockdown, sente la necessità di mettersi in ascolto di chi, nella fase immediatamente successiva, avrebbe perso il posto di lavoro. Nicola ed Enrico decidono così di girare l’Italia alla ricerca di quei luoghi in cui le pagine di Marx diventano persone, luoghi, accadimenti. Un giorno finiscono in una fabbrica, la GKN di Campi Bisenzio, che ha appena chiuso. In un mattino dell’estate 2021, il 9 luglio per la precisione, i 422 operai che ci lavorano ricevono una mail: non devono tornare al lavoro il giorno dopo: sono licenziati. Da quel giorno gli operai occupano la fabbrica. I primi giorni dell’autunno la compagnia entra per la prima volta alla GKN. Gli operai li invitano a mangiare il cinghiale con loro. Da quel giorno loro dormono lì, dentro la fabbrica occupata, su delle brandine. Nel frattempo Nicola ed Enrico intervistano centinaia di operai, partecipano a picchetti, assemblee, manifestazioni, ascoltano, osservano, cercando di volta in volta di tornare alle pagine di Marx per tentare di instaurare un dialogo creativo tra “Il Capitale” e quello che succede al presidio, tra un classico della letteratura filosofica ed economica e un gruppo di esseri umani in carne ed ossa. Poi la loro attenzione si concentra su tre persone in particolare: Iorio, manutentore, Felice, operaio addetto al montaggio e Tiziana, operaia addetta alle pulizie, che invitano in teatro con loro per fare insieme uno spettacolo. Comincia così la creazione de Il Capitale, uno spettacolo che racconta cosa significa trascorrere vent’anni in fabbrica a fare dei pezzi, delle differenze tra chi lo ha fatto e chi non lo ha fatto mai, dell’estrazione di plusvalore, della chiusura di una fabbrica tra tante, di cosa succede quando un gruppo di operai decide di tentare di fare la storia, di come per qualche tempo le logiche del Capitale vengano estromesse da un perimetro di spazio, quello di uno stabilimento industriale occupato. Di come il Capitale, prima o poi torni a presentare il conto. Il Capitale è anche la storia dell’incontro tra una compagnia di teatro e un gruppo di operai metalmeccanici nell’autunno del Capitale. Il Capitale è soprattutto uno spettacolo sul tempo, sul suo scorrere, su chi lo possiede, su chi lo vende, lo acquista, lo libera. 

un progetto di Kepler-452 drammaturgia e regia Enrico Baraldi e Nicola Borghesi con Nicola Borghesi Tiziana De Biasio, Felice Ieraci, Francesco Iorio – Collettivo di fabbrica lavoratori GKN e con la partecipazione di Dario Salvetti luci e spazio scenico Vincent Longuemare sound design Alberto Bebo Guidetti video e documentazione Chiara Caliò consulenza tecnico-scientifica su “Il Capitale” di Karl Marx Giovanni Zanotti assistente alla regia Roberta Gabriele macchinista Andrea Bovaia tecnico luci e video Giuseppe Tomasi fonico Francesco Vacca elementi scenici realizzati nel Laboratorio di ERT produzione Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale si ringraziano Stefano Breda e Cantiere Camilo Cienfuegos di Campi Bisenzio

Kepler-452 è una compagnia teatrale che nasce nel 2015 a Bologna dall’incontro tra Nicola Borghesi, Enrico Baraldi, Paola Aiello e, per la parte organizzativa, prima Michela Buscema e poi, dal 2021, Roberta Gabriele. Fin dalla sua nascita la compagnia coltiva un’urgenza: aprire le porte dei teatri, uscire, osservare ciò che c’è fuori, nell’incrollabile convinzione che la realtà abbia una forza drammaturgica autonoma. I formati teatrali realizzati spaziano dal coinvolgimento in scena di non-professionisti sulla base delle proprie biografie, a reportage teatrali che trasformano indagini sul reale in momenti performativi, alla creazione di percorsi audioguidati e altri dispositivi di interazione con lo spazio urbano, fino alla realizzazione del Festival 20 30 che, a partire dal 2014, ha portato in scena tanti under 30 nel tentativo di tracciare un affresco generazionale. A partire dal 2018 comincia un percorso di produzione con ERT / Teatro Nazionale “ Il giardino dei ciliegi – Trent’anni di felicità in comodato d’uso” (2018) mentre nel 2019 debutta “F. – Perdere le cose”. A partire dal 2017 realizza diverse edizioni di Comizi d’amore, un format di teatro partecipato che racconta in scena alcune comunità a partire dalle domande poste da Pasolini nel suo documentario omonimo.

foto Luca Del Pia

10 – Stagione teatrale

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Presente / Internazionale / Partecipato / Urbano / Politico
Gioco / Cittadino / Multimediale / Progetto / Dispositivo


10 parole chiave. 10 modi. 10 azioni. 10 spettacoli.

10 è cifra doppia e cifra tonda, quella delle grandi occasioni da festeggiare e dei bilanci da presentare. Sono stati anni di corse, rincorse, discussioni e punti interrogativi. Anni in cui abbiamo sperimentato e osato. Ci siamo prese libertà e le abbiamo condivise. Abbiamo conosciuto e incontrato i vicini del quartiere prima e poi il resto del mondo. Abbiamo ascoltato e tradotto lingue diverse. Abbiamo preso confidenza con le nuove tecnologie, il multimediale e il digitale, conversato con computer e programmato smartphone, composto playlist e immaginato nuovi format. Abbiamo invaso piazze, strade e fermate della metropolitana, camminato per strade e sentieri periferici ma anche guardato il mondo dall’alto. Abbiamo visto l’alba e i tramonti appena fuori città, giocato con ragazzi e bambini e inseguito anziani in calzamaglia che si credevano Superman. Abbiamo ballato il pop tedesco, il pasodoble catalano e il rock inglese. Abbiamo quasi fondato un partito. Ci siamo più volte innamorate come tutte le ragazze libere.

Il desiderio di capire, entrare nelle questioni, immaginare e scoprire nuovi modi di fare è rimasto quello di dieci anni fa. Il mondo per noi è ancora tutto da sfogliare, molte le urgenze da sondare, tante le domande da verificare anche se spesso le risposte ci stanno un po’ strette. E così andiamo avanti, sempre più convinte che mettere al centro dei progetti le persone e il loro agire sia un modo per ascoltare mille prospettive diverse e aprire nuovi sguardi sul mondo che ci circonda. Ci interessa il futuro. I prossimi dieci anni. Le sfide ci sono sempre piaciute. Crediamo nella pluralità del pubblico e nella coerenza del nostro lavoro, la cui visione si fonda sulla convinzione che la creazione artistica sia una leva attiva e attivatrice per la riflessione e l’azione collettiva sulle dinamiche sociali della vita contemporanea.

Gli spettacoli che presentiamo nascono e raccontano vite vissute, esperienze anche estreme, spesso lontane dalla narrazione urlata dei media e dei social. Alla base della ricerca artistica degli spettacoli in programma possiamo trovare sempre un dato reale, una testimonianza o un documento storico/scientifico, un’urgenza da raccontare. Perché sono l’insieme delle piccole storie, dei gesti audaci e delle scelte controcorrente che fanno la Storia. E questa continuerà a essere la nostra direzione.

10 – cifra doppia e cifra tonda – si apre già con un +1 per immaginare una nuova decade, raccontare mondi altri, sempre più convinte che la potenza dell’opera artistica possa trasformarsi in azione politica e incidere sul nostro futuro più prossimo.

FOCUS HUMAN

Last focus of the season, HUMAN offers performances that address the times of today by placing man and his rights, his strengths, his contradictions and sufferings at the centre. After the short century, which showed the brutality of humanity and also the ability to get involved again, what have we become? Who do we want to be?

Hobsbawn said that the 1900s had ended in a global disorder of an unclear nature and without a clear mechanism to end or control it. Are we facing the new twenties, with the naïve and glitzy consciousness of what is happening around us?

Will the homo sapiens, well defined and described by Harari, be able to make sense of the world he created? And understand global developments and distinguish the mistake from what is correct?

 

These, the shows of FOCUS VIRTUAL.

October – November
RIMINI PROTOKOLL (DE)
NIGHT SHIFT
[Travelling show]
A ZONA K production in collaboration with Casa degli Artisti

c/o places in the city

 

22 – 23 October
BABILONIA TEATRI (IT)
GIULIO
[show]

c/o ZONA K

 

12 – 13 November
M. Anderson, I. Kralj THEATRE GIGANTE – A. Renda TEATRO DELLE ALBE /RAVENNA TEATRO (U.S.A/IT)
IN THE BELLY OF THE BEAST
[show]

c/o ZONA K

 

28 – 29November
AGRUPACIÓN SEÑOR SERRANO (ES)
THE MOUNTAIN
[multimedia show]
A ZONA K co-production presented in collaboration with Olinda Onlus

c/o TeatroLaCucina

 

26 – 29 novembre

CONVENTION
At the end of not only the year but also of the three-year period and of a path that until today has led us to invite the most representative names of that genre defined Theatre of reality, we will dedicate two days to a convention of reflection and comparison on what future prospects they are outlined in the relationship and in the action of the theatre on reality.
An important opportunity to take stock of the current situation in Europe but also to open up new questions and questions. For the occasion, some of the artists hosted over the years and the operators and critics most sensitive to the topic will be invited.

c/o ZONA K and other places in the city

 

Discover the entire programme of the Theatre Season 2020 REALITY

 

Photo ©Rocco Rorandelli / TerraProject

FOCUS SOCIETY

Already in the 1930s, Keyens sustained that the true challenge that needs to be overcome is the reconnection of economy and society in an intelligent and non regressive manner.

After a century and another devastating economic crisis, it is understandable to wonder if a mediation between the modernizing push of progress and the needs of society is still possible.

The populist movements of today – whether guided from above or born spontaneously from the bottom – embody a diffused indisposition that contests blocked social hierarchies, as well as stationary social elevators, concentration of richness that is increasingly evident and that no longer allows for the possibility of the acquisition of well being and security in the same way it was assured in the past.

Nonetheless in a panorama so desolating and confused, the voices of those reclaiming the humanistic side of the economy, a social science that needs to occupy itself with the wellbeing of man in the “interest of stability and social justice”, are not missing.

The focus crosses various visions – ironic, disillusioned, worried – of today’s society, that is founded on economy and in which you’ll drown.

 

5 May 2019
KTO THEATRE (PL)
Peregrinus
[itinerant performance]

21 – 22 May 2019
BABILONIA TEATRI (IT)
Calcinculo
[show]

24 – 25 May2019
ANNIE DORSEN (USA)
Spokaoke
[performance]

28 – 29 May 2019
LA BALLATA DEI LENNA (IT)
Human animal. Liberamente tratto da “il re e pallido” di D.F. Wallace
[show]

 

 

 

FOCUS ECOLOGY

Climate change, green economy, ecological economics…

The UN defines the green economy as a real perspective. A perspective for which a growth of income and employment are driven by investments whose goal is to reduce pollution, increase renewable energy, make resources more efficient and avoid the loss of biodiversity.

Climate change is a fact: the temperatures are increasing, the precipitation pattern is changing, the ice and snow are melting and the average sea level is rising globally.

Nonetheless the differences towards that science that Darwin referred to as “economy of nature” and that in 1866 was given the name of ecology, are still too many.

Although scientists tell us that we have entered in a so called time of “Anthropocene”, in which the terrestrial environment is strongly conditioned from the effects of human actions, we assist to a global schizophrenia. On one side political, social and economic forecasts are predicting devastating news about the planet’s future, supported by protectionist initiatives, nationalistic closures, and the discussion of the 2015 Paris agreements. On the other hand the birth of transnational movements are in favor of the environment, and new generations are aware of the risks and especially the development of economic investments in energetic camp that let us hope that the green economy will not only remain a dream.

 

SPECIAL RESIDENCES:

11 – 14, 16 and 18 – 20 
DOM- LEONARDO DELOGU, VALERIO SIRNA (IT)
L’UOMO CHE CAMMINA
A ZONA K and DANAE FESTIVAL project
[itinerat]

16 October 2019
ANDY FIELD (GB)
Masterclass

19 – 20 October 2019
ANDY FIELD (GB)
LOOKOUT “a one on one meeting with a city view”
[performance]

23 October 2019
ČERNOBYL’: A CATASTROPHE, A POINT OF DEPARTURE AND AWARENESS.
[meeting] by Q Code Magazine

26 – 27 October 2019
BERLIN (BE)
ZVIZDAL [CHERNOBYL, SO FAR – SO CLOSE]
[performance] c/o TeatroLaCucina

 

 

 

Dreaming Collectives.
Tapping Sheeps (State 3)

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Con la serie Stato 1-4 (di cui questo è il terzo episodio), Rimini Protokoll indaga ciò che oggi sfugge all’organizzazione e al controllo dello stato-nazione contemporaneo. Guarda all’essenza di quei poteri la cui separazione era intesa come principale meccanismo di controllo e monitoraggio delle strutture statali. Quanto questi poteri sono ancor in grado di regolare gli impeti decisivi per il cambiamento sociale odierno?

Benvenuti nell’anno 2048. L’organizzazione dell’umanità è finalmente del tutto digitalizzata. Non c’è più violenza. IRIS controlla le nostre armi. Non ci sono più incidenti stradali, perché IRIS controlla il traffico. La partecipazione democratica avviene tramite interazioni digitali. Ciò che clicchi è ciò che voti. IRIS ne misura i risultati. La democrazia è diventata liquida ed è rimasta teatro – ogni spettacolo è una sessione laboratoriale per 120 spettatori nella nuvola. Equipaggiati di tablet programmati ad hoc, i partecipanti entrano in un processo di voto permanete, tutti connessi alla nuvola attraverso i loro dispositivi digitali. Il pubblico diventa il corpo risonante che proietta le dinamiche dello sciame tipiche della rete nello spazio teatrale. Le loro decisioni si trasformano in suono. I loro dati diventano nuvole digitali. Partendo da Atene, luogo in cui la democrazia è nata e sembra oggi aver fallito, Daniel Wetzel e Ioanna Valsamidou indagano potenzialità e pericoli della digitalizzazione per il processo democratico.

 

Un progetto ZONA K e Teatro Franco Parenti


Performance – durata 90 min. ca. – in italiano
c/o Teatro Franco Parenti – Via Pier Lombardo, 14

 

Ideazione, direzione e testo: Daniel Wetzel
 Co-autore: Joanna Valsamidou
 Drammaturgia e ricerca: Julia Weinreich
 Composizione: Lambros Pigounis & Peter Breitenbach 
Direzione tecnica e disegna luci: Martin Schwemin: System Development Design interattivo: Dimitris Trakas/Renia Papathanasiou Scenografia: Magda Plevraki
 Assistenza alla regia e ricerca: Andreas Adreou Collaborazione scenografica: Guy Stefanou
 Assistenze: Nora Otte, Natasha Tsintikidi, Sarah HoemskeRicerca: Annette Müller Produzione esecutiva State 3: Violetta Gyra/Paula Oevermann Produzione esecutiva per Rimini Protokoll: Anna Florin Assistente di produzione: Dimos Klimenof
 Direttore di scena: Norman Schaefer, Franz Dextor 
Luci: Olivia Walter, Thomas Wildenhain 
 Audio: Hannes Rackow/Uwe Lahmann
 Makeup: Gabriele Recknagel
 Oggetti: Reinhild Mende

 

 

RIMINI PROTOKOLL è l’etichetta per i lavori di Helgard Haug, Stefan Kaegi e Daniel Wetzel, che dal 2000 costituiscono un collettivo di registi/autori e firmano le loro opere singolarmente, a due o a tre. Il loro lavoro indaga sistematicamente la realtà attraverso il teatro, utilizzando linguaggi innovativi che hanno di fatto rivoluzionato la scena Europea. Hanno portato in scena impresari di pompe funebri, uomini d’affari africani, programmatori specializzati e grandi investitori, politici ed economisti – i cosiddetti “esperti della realtà” – a volte anche tutti insieme. Ha organizzato passeggiate urbane guidate da un navigatore elettronico, visite a domicilio nelle case, rappresentazioni statistiche in scena delle maggior città del mondo, umanoidi meccanici protagonisti del palco. Sono stati invitati innumerevoli volte al Berliner Theatertreffen e hanno vinto innumerevoli premi (il Leone d’Argento alla Biennale di Venezia, il premio tedesco Der Faust, il riconoscimento come miglior Radiodramma dell’Associazione Ciechi di Guerra tedeschi – il premio per radiodramma più importante in Germania, il Premio Teatrale Europeo, solo per citarne alcuni). Si può ben dire che da metà degli anni 2000 in poi si deve parlare del teatro d’avanguardia prima e dopo i Rimini Protokoll.

FOCUS POLITICS

Those who want to be political must venture out into the world.

Opening the 2018 theatre season with FOCUS POLITICS is prescient and provocative.
The March elections speak for us. Politics permeates social life in an all too intrusive and shouted way, contributing to spreading disaffection and detachment of citizens. The question arises: is democracy still a representation of popular power? In a rapidly changing society, is the power of democracy still effective? And is it still possible to speak of a public and active Agora?

Two renowned international artists, who have already been guests in previous editions of the ZONA K season, pose these questions. Roger Bernat presents PENDIENTE DE VOTO (PENDING VOTE). A show in which the participation of the public is requested in a political reflection that humorously tackles the mechanisms of power in all democracies and the totalitarian drifts germinating in the community. It is also a reflection on the word citizenship and participatory democracy, which cannot fail to remind us of the forthcoming political elections.

Yan Duyvendak, Nicolas Cilins & Nataly Sugnaux Hernandez (CH) with ACTIONS: a scenic device that gives shape to an ideal democratic assembly where refugees, political leaders and volunteers of the city can express themselves, with the aim of responding with effective and direct actions able to involve positively every single individual and at the same time get out of the doldrums of the rhetoric of good intentions.

Finally, in the Italian section, ZONA K will host the revelation artist Filippo M. Ceredi with BETWEEN ME AND P., an intimate documentary show about a brother who has mysteriously disappeared. Once again it is the action of an individual that becomes a political gesture in the radical refusal to submit to the status quo of today’s society.

Events:

16 – 17 February 2018 h 20.00
Roger Bernat/ FFF (ES)
PENDIENTE DE VOTO
[show]

20 February 2018 h 18.30
Eric Gobetti and Simone Malavolti
SARAJEVO REWIND 2014>1914
[documentary film]

2 -3 March h 20.00, 4th March 2018 h 17.00
Filippo M. Ceredi (IT)
BETWEEN ME AND P.
[performance]

9 – 10 March 2018 h 20.00
Yan Duyvendak & Nicolas Cilins & Nataly Sugnaux Hernandez (CH)
ACTIONS
[participatory performance]
c/o Casa della Memoria