Un abbonamento al buio speciale: 3 spettacoli a scelta a soli 33,50€ (d.p. inclusi). Compri ora, risparmi il 30% e sostieni un festival appena nato.
Come funziona: Acquista l’abbonamento su LiveTicket e inserisci i tuoi dati di accesso, anche se stai comprando per fare un regalo.
L’abbonamento sarà utilizzabile dopo la presentazione del festival (inizio marzo 2026). A quel punto ti invieremo via email tutte le istruzioni dettagliate su come utilizzare SECRET LIFE per te o per le persone a cui lo regali
Presentazione: mercoledì 28 gennaio 2026 ore 19.30 a ZONA K Prenotazione obbligatoria: didattica@zonak.it – +39 393 8767162 Non riesci a essere presente fisicamente? Richiedi il link Zoom per partecipare da remoto.
Il workshop FORTE è rivolto ad artisti e operatori teatrali che lavorano o desiderano lavorare alla progettazione e conduzione di laboratori per bambini e ragazzi.
L’obiettivo è fornire strumenti di riferimento per ripensare le proprie competenze teatrali esplorando in particolare la pratica del teatro partecipato, con attenzione quindi all’attivazione degli utenti nel processo creativo.
È strutturato in moduli interconnessi:
OBIETTIVI – Bisogni educativi, finalità e obiettivi didattici .
PROGRAMMAZIONE – Il laboratorio: setting, macro e microstruttura, articolazione delle lezioni .
STRUMENTI – Improvvisazioni, drammaturgia, performance, analisi dei casi, esercizi .
PROGETTAZIONE – Il progetto: tema, struttura, elaborazione, presentazione e messa in pratica .
ESPERIENZE – Incontri con esperti e formatori di teatro partecipato
Gli incontri saranno sia in presenza negli spazi di ZONA Ksia online seguendo questo calendario: 14 – 15 febbraio (13 ore) a ZONA K 7 – 8 marzo (13 ore) a ZONA K 14 – 15 marzo (12 ore) online 21 – 22 marzo (13 ore) a ZONA K 11 – 12 aprile (13 ore) a ZONA K 18 – 19 aprile (12 ore) online 9 – 10 maggio (14 ore) a ZONA K
90 ore totali: 66 ore di workshop in presenza + 24 ore di supervisione progetti e incontri online
Per partecipare è richiesto l’invio preventivo del proprio CV prima dell’ammissione al corso.
Costo: € 600,00 Termine iscrizione 2 febbraio 2026
Agevolazioni: – 10% per iscrizione pagamento unica rata oppure – possibilità di suddividere il pagamento in due rate
Il workshop si attiva al raggiungimento del numero minimo degli iscritti. A fine percorso verrà rilasciato un Attestato di Partecipazione.
Per informazioni e iscrizioni contattaci! didattica@zonak.it Whats App +39 393 8767162
FORTE è un workshop a cura di ZONA K che prevede la partecipazione di esperti di formazione con diversi ruoli e competenze.
Federica Di Rosa, drammaturga, responsabile della formazione per ZONA K. Diplomata in Drammaturgia presso la Scuola d’Arte Drammatica “Paolo Grassi” di Milano. Da anni ha uno stretto rapporto di collaborazione con la regista Andrée Ruth Shammah e il Teatro Franco Parenti, dove cura la drammaturgia di diversi spettacoli ed eventi. Ha collaborato con il Teatro della Tosse di Genova, il Teatro Coccia di Novara, Zona K, ForMattArt e con artisti come Ornella Vanoni, Adriana Asti, Milena Vukotic. Dal 2015 è responsabile della formazione per ZONA K e si occupa di progetti di teatro partecipato e site specific. Applica la sua esperienza di drammaturga all’ideazione e conduzione di laboratori di teatro e di scrittura per adulti, ragazzi e bambini e al coordinamento di progetti artistici nell’ambito educativo e sociale. Cura la regia di spettacoli teatrali e performance dal vivo sia in contesti istituzionali e con attori professionisti sia in progetti site e people specific. Oltre al linguaggio teatrale ha approfondito anche il linguaggio video e audio e la progettazione in ambito culturale e sociale.
Benedetta Frigerio, responsabile formazione Teatro Franco Parenti. Si diploma in regia teatrale all’Accademia d’Arte Drammatica “Paolo Grassi” di Milano e dopo la scuola internazionale di alta formazione “École des Maîtres”, si laurea in Scienze dei Processi Formativi con specializzazione in Educazione alla teatralità. Affianca i registi Cristina Pezzoli, Andrée Ruth Shammah, Leo De Berardinis, Marco Paolini, Mario Martone nella guida di attori come Anna Galiena, Ivana Monti, Giorgio Albertazzi, Michele Placido, Isa Danieli, Franco Branciaroli, Gioele Dix, Carlo Cecchi. Dal 1995 conduce laboratori teatrali e corsi di formazione per bambini, adolescenti, adulti e diversamente abili.
Andrea Ciommiento, autore e regista di teatro partecipativo e multimediale. Dopo gli studi in “Tecniche Artistiche e dello Spettacolo” all’Università Ca’ Foscari di Venezia perfeziona la sua ricerca alla Biennale Teatro College di Venezia. Oggi realizza progetti che includono laboratori di narrazione, spettacoli dal vivo e coinvolgimento delle comunità. Collabora con teatri, istituzioni culturali e scuole, sviluppando percorsi che uniscono performance, ricerca sociale e impegno civile. Il suo approccio alla creazione rompe la barriera tra Attori e Pubblico indagando nuove forme di partecipazione attiva. Ha tenuto docenze per il Master in Teatro Sociale dell’Università Sapienza di Roma.Ha fondato Invasioni Creative e creato Precise Storie. Ha collaborato con ZONA K di Milano, Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, Fondazione Circolo dei Lettori di Torino, Rete delle Case del Quartiere di Torino, Fondazione per la Cultura della Città di Torino, Community Opera di Matera, Maison du Geste et de l’Image di Parigi
Elisabetta Consonni, coreografa e direttrice artistica. Coreografa tutto, esseri umani e disumani, oggetti mobili e immobili, mappe, interstizi e gruppi vacanze spaziali. Tesse reti di relazioni, sottili e forti, come il vetro di zucchero. Una formazione ufficiale in Cultural Studies e tecniche di danza in Italia e a Londra (The Place) e una più ampia formazione non ufficiale e non lineare la portano a vivere a Rotterdam, poi in Polonia e poi a Milano incrociando le pratiche somatiche e l’uso della voce, soffermandosi, ad un certo punto, ad interrogarsi su come l’arte performativa possa fornire strumenti per le politiche urbane e sociali. La sua ricerca intende espandere la pratica coreografica fino a diventare strumento per far accadere spostamenti di attenzione, osservare dinamiche relazionali, ribaltare narrazioni e rileggere criticamente i contesti. Non si stanca, quindi, di continuare ad inventare formati sempre nuovi che siano partecipativi in modi differenti. Tutti gli esiti artistici sono frutto di un processo condiviso con persone che hanno contribuito con il loro lavoro, ma anche con cuore e intelligenza: Francesco Dalmasso, Masako Matsushita, Daniele Pennati, Sara Catellani, Cristina Pancini, Susanna Iheme, Marta Ciappina, Olimpia Fortuni Alessandro Tollari, Barbara Stimoli, Silvia Tagliazucchi, e tante altre persone in misure differenti. I suoi lavori sono stati presentati in Europa e Canada. La necessità di operare su un unico territorio, a lungo termine, combinando pratica relazionale, sensibilità artistica e desiderio di moltiplicare le voci e le azioni su un contesto, la porta a curare la direzione artistica di Festival ORLANDO a Bergamo dal 2024.
Tatiana Sicouri, psicologa psicoterapeuta, psicodrammatista, esperta MED Movimento Evolutivo Dinamico, conductor e performer di Playback Theatre. Da 25 anni lavora con i gruppi, come luogo di esperienza e consapevolezza di sé, in differenti contesti e con ogni tipologia di individui. Ogni persona attraverso le relazioni cresce e si trasforma; nel corpo e nei processi somatici può conoscere meglio le proprie emozioni e imparare a riconoscere i propri bisogni ed esprimere desideri. Noi siamo corpo e mente in relazione con le persone e con l’ambiente che ci circonda. Collabora con AMEDI APS – Associazione Movimento Evolutivo Dinamico Italia che ha l’obiettivo di diffondere la conoscenza e gli obiettivi del MED – Movimento Evolutivo Dinamico® – un metodo di ricerca azione che racchiude competenze pratiche e teoriche di ordine teatrale, fisico, psicologico e pedagogico, riconosciuto e certificato dall’associazione internazionale ISMETA – International Somatic Movement Education Therapy Association.
Un percorso di due anni di ricerca, mentoring e produzione per artist e collettivi under 30. Nato dall’alleanza tra BASE e ZONA K, due centri culturali che uniscono il proprio know-how multidisciplinare e la propria rete professionale, per offrirti un tempo, uno spazio e risorse per sperimentare e metterti in gioco. Perché riconoscere il lavoro artistico come occupazione reale è il primo passo per immaginare futuri migliori.
Not a real job è una piattaforma di professionalizzazione che ti offre la possibilità di approfondire la pratica artistica, fare ricerca ed emergere come professionista. L’obiettivo è rendere il lavoro artistico visibile, riconosciuto e generativo come motore per riappropriarsi della capacità di reimmaginare comunità, città e mondi.
Perché lo chiamiamo Not a Real Job? Sì, lo sappiamo: suona strano. Lo facciamo perché vogliamo ribaltare questa frase: il lavoro artistico è più reale che mai. È lavoro, è necessario e può essere una leva per immaginare futuri ancora desiderabili.
In sintesi, il percorso:
2026: Controtempo – anno dedicato alla Ricerca, Formazione e Mentoring
2027: Spaziotempo – anno focalizzato sulla Produzione artistica
A CHI CI RIVOLGIAMO
Cerchiamo fino a 6 artist e/o collettivi under 30, con particolare attenzione alla fascia 18-24 anni, che sono attivi nella città metropolitana di Milano (città, hinterland, provincia).
Ma andiamo oltre l’anagrafica. A BASE e ZONA K l’accessibilità non è una norma da rispettare, ma una postura politica, lavoriamo per un accesso radicale alla cultura e vogliamo abbattere le barriere visibili e invisibili che tengono lontane le persone dai luoghi di produzione.
Il percorso di Not a real job è per te se:
I tuoi linguaggi rimangono invisibili, se sei un* giovane artista attiv nell’area metropolitana di Milano e i tuoi linguaggi sfuggono ai tradizionali canali di visibilità riconosciuti;
Sei ibrid*, ti muovi tra danza, teatro, design, musica, architettura, media, videomaking, installazione e oltre;
Hai una visione pubblica, La tua ricerca vede la città e gli spazi urbani come un campo fertile. Vuoi confrontarti con lo spazio pubblico, ma ti mancano gli strumenti o il supporto per realizzare le tue idee;
Cerchi un ecosistema, senti il bisogno di un ambiente di fiducia e supporto per smettere di “chiedere permesso” e iniziare a “prenderti spazio”;
Pensi che “non sia roba per te”, Se hai una disabilità (fisica, sensoriale o cognitiva) o senti di non avere il background “giusto”, sappi che questo spazio è anche per te. Ci impegniamo ad abbattere le barriere d’accesso e a supportare ogni tipo di talento.
La call chiuderà il 20 gennaio: hai tempo fino ad allora per compilare QUESTO FORM e unirti a noi!
COSA FAREMO INSIEME
Fase 1 – CONTROTEMPO Ricerca e mentoringMarzo – dicembre 2026
CONTROTEMPO è il primo anno di Not a Real Job: un percorso condiviso da BASE Milano e ZONA K che intreccia pratiche artistiche, spazio pubblico e professionalizzazione. Un tempo intenzionalmente dilatato di ricerca, formazione e mentoring, in cui i due centri mettono in comune spazi, competenze e comunità, alternando immersioni, camp, laboratori e momenti di restituzione.
Per questa fase è previsto un rimborso spese di € 500,00 a supporto della ricerca e un pocket money fino a € 250,00 per spese di viaggio e vitto, per ciascun artist/collettivo.
Durante l’intero periodo marzo–dicembre, ogni artist/collettivo potrà inoltre usufruire per una settimana di uno spazio di lavoro protetto tra BASE e ZONA K, dedicato alla creazione autonoma e alla sperimentazione.
PROGRAMMA:
MARZO – CONTATTO ‣ Dove: BASE Ci conosciamo? La prima fase è dedicata all’incontro e alla costruzione del gruppo di lavoro. I partecipanti condividono pratiche, desideri e domande, avviando un primo orientamento delle rispettive ricerche e una riflessione comune sulle modalità di lavoro all’interno di Not a Real Job.
APRILE – INGRESSO ‣ Dove: BASE Il percorso prosegue con una settimana di immersione all’interno di We Will Design, il programma di BASE dedicato alle intersezioni tra design, architettura e pratiche performative. Un contesto di osservazione e attraversamento, utile a mettere in relazione la propria pratica con altri processi di ricerca e produzione. Una settimana di full immersion per scaldarci!
MAGGIO – APERTURE ‣ Dove: BASE Tre giorni intensivi di confronto con un gruppo di giovani artisti internazionali, studiosi e operatori culturali nazionali e internazionali con un focus sulla creazione nello spazio pubblico. Le ricerche dei partecipanti vengono condivise e discusse attraverso sessioni di feedback e scambio, favorendo l’emersione di nuove domande e possibili direzioni di sviluppo.
MAGGIO/GIUGNO – IMPATTO ‣ Dove: ZONA K Tre giorni di formazione e laboratorio dedicati ai temi della partecipazione, dell’azione e dell’impatto nell’ambito delle arti. Le giornate prevedono un approfondito percorso di formazione con esperti e interventi puntuali di professionisti che collaborano con ZONA K.
LUGLIO – STRUMENTI ‣ Dove: BASE Una fase orientata alla dimensione professionale del lavoro artistico. I contenuti affrontano la costruzione del portfolio, la presentazione dei progetti, l’accesso alle risorse e lo sviluppo di reti, con l’obiettivo di rendere la ricerca più solida e sostenibile.
AGOSTO/SETTEMBRE – IMMERSIONE ‣ Dove: BASE Un periodo di lavoro intensivo dedicato alla creazione artistica. Il camp alterna momenti di confronto collettivo e lavoro autonomo, con il tutoraggio di una comunità multidisciplinare di artisti e creativi, e si conclude con una prima restituzione dei processi avviati.
OTTOBRE/NOVEMBRE – INCROCI ‣ Dove: ZONA K Una fase costruita a partire dai bisogni specifici dei partecipanti. Ogni artista o collettivo individua un’esperta o un esperto di riferimento e cura un incontro di approfondimento condiviso con il gruppo, favorendo la circolazione di saperi e pratiche.
DICEMBRE – RESTITUZIONI La prima fase si conclude con open studio e momenti di restituzione pubblica. Le ricerche sviluppate vengono presentate e discusse in un contesto di confronto critico che porterà alla selezione fino a 3 artisti o collettivi per l’accesso alla Fase 2 – Spaziotempo.
Fase 2: SPAZIOTEMPO – Produzione e accopagnamentoGennaio – dicembre 2027
SPAZIOTEMPO è il secondo anno di Not a Real Job ed è interamente dedicato alla produzione artistica. Al termine di CONTROTEMPO, verranno selezionati fino a 3 artisti o collettivi che accederanno a questa fase, pensata per consolidare la pratica, sviluppare un progetto e accompagnarlo verso una prima messa in relazione con il pubblico.
SPAZIOTEMPO è un tempo di messa a terra: le ricerche avviate nel primo anno trovano qui spazio, risorse e accompagnamento per trasformarsi in progetti strutturati, sostenuti da un dialogo costante con BASE e ZONA K.
PRODUZIONE Il cuore della fase è lo sviluppo di un progetto artistico attraverso un accompagnamento curatoriale e tecnico su misura. Ogni artist o collettivo selezionato riceve un contributo economico di produzione di 1.500 € e può usufruire di 2–3 settimane di lavoro negli spazi di BASE e ZONA K, che diventano piattaforme di sviluppo, sperimentazione e produzione. Il lavoro procede in modo flessibile, adattandosi alle esigenze specifiche di ciascun progetto e mantenendo un dialogo continuo con i team dei due centri.
VISIBILITÀ I progetti sviluppati durante SPAZIOTEMPO non restano confinati allo studio. I/le partecipanti avranno l’opportunità di presentare il proprio lavoro all’interno dei contesti pubblici e delle programmazioni di BASE e ZONA K, entrando in relazione con pubblici, curatori e operatori culturali. La visibilità è intesa come momento di confronto e verifica, non come semplice esposizione finale.
RETE SPAZIOTEMPO lavora anche sulla dimensione relazionale del lavoro artistico. Gli artisti e i collettivi vengono messi in contatto con una rete di curatori, istituzioni e operatori culturali, a livello nazionale e internazionale. L’obiettivo non è promettere percorsi prestabiliti, ma favorire connessioni reali e durature, utili allo sviluppo futuro della pratica.
IL NOSTRO IMPEGNO
Equità, non solo uguaglianza: sappiamo che non tutte le persone partono dallo stesso blocco di partenza. Ci impegniamo a fornire il supporto necessario per garantire a tutt la stessa possibilità di arrivare al traguardo.
Accessibilità a 360°: che la barriera sia architettonica, economica, linguistica o psicologica, il nostro lavoro è smantellarla insieme a te.
Safe space: ci impegniamo a garantire un ambiente libero da discriminazioni, razzismo, abilismo e sessismo dove il confronto è sicuro e la sperimentazione è libera.
VUOI SAPERNE DI PIÙ? Hai dubbi o vuoi solo vedere le nostre facce prima di candidarti? Facciamo due chiacchiere live per spiegarti tutto quello che c’è da sapere (e anche qualcosa in più). Ci vediamo online TBD.
Dopo l’acquisto del biglietto – in prossimità dell’inizio della settimana di Residenze Digitali – gli spettatori riceveranno via email tutte le informazioni e le istruzioni utili per accedere allo spettacolo.
Martedì 9 dicembre
Dalle 18:30 alle 19:00 SPOOKY INTERNET STORIE per non dormire Buonanotte di MARA OSCAR CASSIANI durata: 20′
Molka è una performance interattiva (su Discord) progettata per svolgersi all’interno di una piattaforma di live streaming pornografico che mette in discussione il confine tra osservazione e violazione. Ispirato alle spy cams pornografiche coreane da cui prende il nome, il progetto immerge lo spettatore in un bagno pubblico dove quattro donne, lentamente, scoprono di essere osservate. Con un’estetica che richiama i siti di voyeur cam, il pubblico può scegliere tra diverse inquadrature, interagire in chat e influenzare la narrazione in tempo reale. Commenti reali e messaggi automatizzati si mescolano, simulando un ambiente ambiguo e disturbante, dove il confine tra spettatore e complice si fa labile. Scritto da Benedetta Pigoni durante una residenza in Corea del Sud, Molka si ispira al movimento femminista delle 4B e si interroga su come il desiderio possa trasformarsi in strumento di controllo. È un’indagine cruda e potente sulla pornografia dello sguardo, in cui il pubblico è chiamato a confrontarsi con la propria responsabilità: non solo testimone, ma parte attiva del sistema che osserva.
La performance si svolgerà su piattaforma Discord (non è necessario avere un account per partecipare).Le istruzioni pratiche verranno inviate via e-mail nei giorni precedenti la performance. Durata: 40 minuti | Età consigliata: dai 14 anni in su
di Benedetta Pigoni regia Giammarco Pignatiello con Alessandra Curia, Cinzia Lorelli, Caterina Pagliuzzi, Maria Teresa Vannini
progetto vincitore del bando RESIDENZE DIGITALI 2025 presentato all’interno de LA SETTIMANA DELLE RESIDENZE DIGITALI.
Giammarco Pignatiello (Foggia, 1997), regista diplomato in Paolo Grassi. Con il collettivo Divano Project è vincitore del bando testinscena2024 promosso da Fondazione Claudia Lombardi per il Teatro, in collaborazione con Campo Teatrale. Inizia il suo percorso nel 2015 con la Piccola Compagnia Impertinente, dirigendo e scrivendo spettacoli per l’infanzia patrocinati dal Teatro Pubblico Pugliese.
Benedetta Pigoni (Reggio Emilia, 2000), drammaturga. Vince il Premio Tondelli 2023 e il ConTest Amleta con 30 milligrammi di Ulipristal, messo in scena nel 2024 in una produzione del Seoul Institute of the Arts. Studia teatro di figura con Animateria e collabora come marionettista con la compagnia Carlo Colla e Figli. Attualmente diplomanda al corso di Scrittura per lo Spettacolo alla Paolo Grassi.
PER PARTECIPARE È NECESSARIO ► fare la tessera 2025 di ZONA K, ma per te che la fai ora è gratis! ► essere in possesso di uno smartphone con installata l’app Telegram
Le informazioni complete verranno inviate tramite e-mail nelle giornate precedenti la data dell’evento.
Una performance su Telegram, la prima della storia, forse […] fanno morire dal ridere ma ci portano anche a profonde riflessioni sul ruolo del teatro nella contemporaneità. (Simone Pacini, “Krapp’s Last Post”)
Lo shitposting è la condivisione sui social di contenuti volutamente scadenti o fuori contesto, con l’obiettivo di far esplodere ogni comunicazione univoca. Strumento principale sono i meme: assemblaggi di immagini, video e testi in una dialettica tra scritto e icona assimilabile a quella tra parola e palco. Ma cosa succede se si usa lo shitposting per schiantare i paradigmi teatrali? Dal 2023 il gruppo di ricerca Teatropostaggio cerca di rispondere a questa domanda.
Il Teatropostaggio da un milione di dollari è il primo esperimento della formazione. La performance si svolge su Telegram, in una chat dove il pubblico può solo leggere. Qui va in scena un’improbabile riscrittura digitale di Goldoni via selfie, gif ed emoji. Ma l’operazione si smonta quando un gruppo di disturbatori irrompe e bombarda la chat di meme creati dalle stesse immagini degli attori.
Prende il via un’esilarante degenerazione dei linguaggi. La drammaturgia segue un canovaccio agile: ad ogni replica meme e messaggi sono improvvisati, rendendo ogni appuntamento irripetibile.
In contemporanea all’habitat digitale, il lavoro vive anche nello spazio fisico: gli spettatori in sala si trovano di fronte ad uno spazio vuoto, illuminato solo dagli smartphone e riempito dal suono fuori sincrono delle notifiche. Il teatro che non teme l’online, ma lo sfrutta per riconfermarsi come luogo dove condividere spazio, tempo, impalpabile.
ideazione, curatela performativa Giacomo Lilliù curatela drammaturgica Pier Lorenzo Pisano cast attoriale (in rotazione) Federica Dordei, Lorenzo Guerrieri, Giacomo Lilliù, Arianna Primavera, Daniele Turconi cast memetico (in rotazione) Giulio Armeni, Davide Palandri, Piastrelle sexy, Daniele Zinni, Loren Zonardo, Federico Cicinelli produzione Pallaksch progetto realizzato con il sostegno di Inteatro Residenze, Gruppo della Creta & TeatroBasilica con il contributo di MiC con il patrocinio del CIRCe (Università di Torino) sostenuto con la fellowship FONDO Network per la creatività emergente 2022 sviluppato da Santarcangelo Festival con AMAT, Centrale Fies, ERT – Emilia Romagna Teatro Fondazione, Fabbrica Europa, I Teatri di Reggio Emilia, L’arboreto-Teatro Dimora | Centro di Residenza Emilia-Romagna, Operaestate Festival Veneto / CSC Centro per la Scena Contemporanea, Ravenna Teatro, Teatro Pubblico Campano, Teatro Pubblico Pugliese, TSU Teatro Stabile dell’Umbria, Triennale Milano Teatro vincitore RESIDENZE DIGITALI 2023 a cura di Centro di Residenza della Toscana (Armunia–CapoTrave/Kilowatt), in collaborazione con AMAT, Centro di Residenza Emilia-Romagna (L’arboreto-Teatro Dimora / La Corte Ospitale), C.U.R.A.–Centro Umbro Residenze Artistiche (La Mama Umbria Umbria International–Gestioni Cinematografiche e Teatrali/ZUT–Centro Teatrale Umbro–Micro Teatro Terra Marique–Indisciplinarte), Fondazione Piemonte dal Vivo–Lavanderia a Vapore, Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza, ZONA K ringraziamento speciale MALTE
IN SITU PLATFORM è un programma quadriennale che sostiene a livello europeo artiste/i emergenti nello sviluppo di progetti artistici nello spazio pubblico e in luoghi non convenzionali.
Attraverso questa nuova call, selezioneremo circa 60 artiste/i a cui offrire:
contenuti online esclusivi per apprendere sulla produzione artistica legata all’arte nello spazio pubblico
un laboratorio immersivo in presenza con opportunità di apprendimento e networking da svolgersi in una località europea
Questa open call fa per te se:
sei un artista o un collettivo che lavora nello e con lo spazio pubblico
hai una proposta artistica in fase di sviluppo che non ha ancora debuttato o è stata in tournée
vuoi arricchire la tua pratica unendoti a una rete di artisti e programmatori
vuoi dare slancio al tuo progetto a livello europeo
Il team di coordinamento di IN SITU organizza sessioni informative online per aiutarvi a comprendere meglio lo spirito di IN SITU, il funzionamento della PLATFORM e gli obiettivi della open call:
Giovedì 13 novembre 2025, ore 11:30 CET. Se intendi partecipare, registrati a questo link.
Martedì 25 novembre 2025, ore 14:30 CET. Se intendi partecipare, registrati a questo link.
IN SITU si impegna per la diversità e l’inclusione come indicato nella nostra dichiarazione su diversità, equità e inclusione, e pertanto accogliamo candidature da ogni provenienza e siamo disponibili a discutere le vostre eventuali esigenze di accessibilità.
Led by Lieux publics, European and national centre for artistic creation in public space
Il corso prevede oltre allo studio tecnico del ballo, anche l’approfondimento teorico della sua storia cultura e musica ormai più che centenaria.
Sarà strutturato in lezioni mono settimanali di 1 h. ciascuna, suddiviso nei seguenti livelli:
– Intermedi/Avanzati: musicalità e varianti delle dinamiche tipiche per la pista
– Avanzati: pulizia, stile, adornos uomo e donna, per impreziosire il ballo e renderlo personale
Nel corso dell’anno sarà insegnato accanto al Tango anche la Milonga e il Vals.
Particolare attenzione sarà data all’aspetto tecnico, musicale, e all’approfondimento della relazione di coppia nell’ascolto delle potenzialità del proprio corpo e di quello del partner.
Per l’ottimale svolgimento è consigliata l’iscrizione a coppie o comunque un numero pressoché pari uomini/donne.
I corsi si svolgono tutti i lunedì.
h. 21.00 – 22.00 corso Intermedi/Avanzati
h. 22.00 – 23.00 corso Avanzati
Per iscrizioni e maggiori informazioni contattare:
Paolo Vitalucci tel. 3284814234 paolo@pkustango.com
Paolo Vitalucci: Il mio approccio col tango risale ormai a oltre vent’anni fa, inseguendo gli allora rarissimi stages tenuti dai maestri argentini in “trasferta” in Italia. Quasi da subito iniziai ad approfondire i miei studi direttamente a Buenos Aires alla ricerca dello stile e del maestro più vicino al mio ideale di tango.
L’amore, lo studio e la passione furono così forti da portarmi nel ’99 a fare del tango la mia professione a tempo pieno.
Da allora, senza sosta, ho insegnato e mi sono esibito in numerosissime città italiane ed europee, e regolarmente negli USA.
Dal 2000, fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 2010, ho studiato, collaborato ed affiancato nell’insegnamento a Buenos Aires il maestro di fama mondiale “El Turco” Josè Brahemcha (*), venendo poi dallo stesso riconosciuto come suo fedele erede e profondo conoscitore del pregiatissimo stile di Villa Urquiza. L’incontro con Josè e la fortuna di lavorare sempre al fianco di Karola Redaelli, mi hanno permesso da subito di guardare con occhio critico ed attento tutto quello che il panorama tango può offrire anche in altre forme e stili.
Il mio passato da musicista, antecedente al tango, ha contribuito fortemente ad approfondire la ricerca della musicalità, ritmo e spontaneità dei movimenti nella danza, curando l’eleganza, la fluidità e la dinamicità.
Nella mia didattica è determinante la tecnica, che, attraverso la profonda conoscenza del corpo, permette lo sviluppo dell’improvvisazione, essenziale e basilare nel tango.
Urquiza Stile Tango
Villa Urquiza è lo stile che meglio mi identifica: autentico, elegante, fluido e naturale, le cui difficoltà appaiono semplici e ballate senza fatica. Una cura approfondita di ogni minimo dettaglio è l’altra carratteristica di Urquiza, e nella magia dell’abbraccio s’instaura il vero dialogo. Questa eredità di stile ricevuta direttamente da “El Turco Josè”, mi pregia di essere uno degli unici due esponenti europei di Urquiza, uno stile completo ed elegante che dagli anni ’40 ad oggi continua a rivoluzionare ed influenzare il panorama tango.
Lo stile di Villa Urquiza oggi viene identificato come Tango Salon, mantenendo comunque la sua identità unica, originale e ben distinta.
Alessandra Rizzotti: dal ‘97 è ballerina e insegnante professionista di Tango. Ha sviluppato una didattica personale ed è’ attenta agli elementi più tradizionali del ballo così come alla sua evoluzione, coniugandoli in una ricerca costante sia nell’insegnamento che sul versante artistico. Rappresenta in Italia un riferimento per allievi e nuove generazioni di insegnanti, tiene lezioni a Milano, e workshop in Italia, Svizzera, Francia. Ha collaborato con diversi artisti italiani ed argentini e in particolare con un grande nome del Tango internazionale, Esteban Moreno, che dal 2006 affianca periodicamente.
A 80 anni dalla Liberazione, l’Istituto nazionale Ferruccio Parri propone un programma di spettacoli e incontri per riflettere sulla pace, in un presente segnato da guerre e massacri.
Quest’anno ZONA K diventa tappa del festival Ti porto al Parri, nell’edizione Stanche di guerra, che mette al centro le donne costruttrici di pace, ospitando una giornata dedicata al documentario storico.
Ecco il programma aperto alla cittadinanza.
► NB: La partecipazione alle proiezioni in ZONA K è riservata a socie e soci e richiede la prenotazione: se non sei ancora iscritto/a, potrai attivare la tessera da 2€ contestualmente alla prenotazione, valida fino alla fine del 2025.
ore 17:00 La donna nella Resistenza (1965) di Liliana Cavani – 60’ Distribuzione RAI CINEMA Documentario realizzato dalla RAI nel ventesimo anniversario della Liberazione. Ripercorre la storia della Resistenza tramite testimonianze dirette delle sue protagoniste.
dalle 19:00 La Liberazione – un film di famiglia (2024) di Michele Manzolini e Paolo Simoni – 40’ Un progetto di Fondazione Home Movies e Istituto storico Parri Bologna metropolitana Attraverso il montaggio di filmati amatoriali del 1943-45, gli spettatori rivivono la Liberazione di Bologna con lo sguardo di chi l’ha vissuta in prima persona. Intervengono prima della proiezione: Agnese Portincasa (Direttrice dell’Istituto Parri di Bologna) ed Elena Pirazzoli (ricercatrice).
Flora (2024) di Martina De Polo – 71’ Produzione Combo Distribuzione Lo Scrittoio La straordinaria storia di Flora Monti, la più giovane staffetta partigiana (12 anni), tra testimonianze ed emozioni.
Write My Name (2024) di Deya Ar e Begüm Aksoy – 15’ Produzione Archivio nazionale cinematografico della Resistenza (ANCR) Un racconto attraverso immagini, reportage e animazioni delle esperienze di donne e bambini sopravvissuti al genocidio e alla guerra a Gaza. Interviene prima della proiezione: Micaela Veronesi (ANCR – Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza ETS).
presenta: La storia dal basso: origini, metodi e sviluppi di un originale sguardo sulla ricerca storica con Marcus Rediker, Carlo Greppi e Laboratorio Lapsus
Evento gratuito con prenotazione obbligatoria: SOLD OUT Per info dettagliate clicca → QUI
L’approccio noto come storia dal basso, fra le più originali e rilevanti innovazioni nel panorama della ricerca storica internazionale degli ultimi decenni, concentra la propria attenzione sui rapporti di potere, oppressione e resistenza per dare voce alle persone che con le loro lotte e il sudore del proprio lavoro hanno contribuito alla costruzione del mondo in cui viviamo, quelle stesse persone che per secoli sono state escluse dalla storia ufficiale e dalle narrazioni dall’alto verso il basso fatte dalle élite. Nella storia dal basso, al contrario, tutti vengono inclusi e ognuno è artefice della storia. Una tradizione di scrittura storica che, mantenendo viva la memoria delle lotte passate, può essere utilizzata da giovani attivisti/e e studiosi/e per generare nuove visioni di possibilità politica, ricordando a coloro che lottano per un futuro diverso: «Non siete soli. Le vostre lotte hanno una lunga storia, a cui potete ispirarvi per trarne conoscenze pratiche».
Marcus Rediker, Distinguished Professor of Atlantic History presso la University of Pittsburgh. Carlo Greppi, storico e autore di numerosi saggi sulla storia del Novecento tra cui “Storie che non fanno la storia”. Laboratorio Lapsus, associazione di ricercatrici e ricercatori che da oltre 15 anni opera nel campo della ricerca, della didattica e della divulgazione della storia contemporanea con un approccio sperimentale, multidisciplinare e collaborativo.
“Il mondo di superficie, il nostro mondo, è una fantasmagorica inesauribile riserva di colori, suoni, incontri, emozioni… eppure nel “tutto” manca qualcosa; l’assenza dell’alba, il sempre notte, il mai una stella, il concerto di gocce d’acqua, sempre uguale, ma che mai annoia, che è sempre nuovo, quasi si adeguasse ai pensieri, ai sentimenti, ai sogni.” (M. Montalbini)
Dopo il suo intervento per Laterale nel 2022 torna a Danae con HIDE, il suo ultimo lavoro, una performance di danza e voce, dedicata a chi affronta la “notte buia dell’anima”, come la chiama il mistico San Giovanni della Croce. HIDE è un luogo performativo dedicato all’esplorazione delle profondità geologiche, corporee e sensoriali: una passione per l’interiore e il nascosto, che accomuna lo yogui, l’asceta e lo speleonauta. Ci troviamo in una grotta pervasa da una vibrazione inumana, che assomiglia a un ruggito-fusa: una materia sonora avvolgente e magmatica, prodotta in tempo reale dal corpo del performer, in bilico tra animale e umano, animato e inanimato, nascondimento e apparizione. Corpo e grotta si riversano l’uno nell’altra, si mischiano in un unico cripto-paesaggio umido e allucinatorio, dove affiora la possibilità di una metamorfosi e di una rinascita.
▼ Per info dettagliate e biglietti visita il sito di DANAE FESTIVAL ▼
di e con Edoardo Mozzanega sound-design e musiche Nicola Ratti accompagnamento alla creazione e alla drammaturgia Chiara Prodi sound dramaturg Diana Lola Posani training e consulenza vocale Francesco Venturi giochi coreografici Michele Ifigenia Colturi scene e costumi Chiara Prodi disegno luci Elena Vastano assistente al sound-design e tecnico del suono Emil Cottino mentoring Salvo Lombardo foto e video Giulio Favotto amministrazione Cesare Benedetti un ringraziamento al Gruppo Grotte “E. Roner” CAI SAT Rovereto e Marco Bani
produzione Chiasma con il sostegno di MiC e SIAE, nell’ambito del programma “Per Chi Crea”, Centro di Residenza della Toscana (Armunia-CapoTrave/Kilowatt), BASE, Oriente Occidente, residenze NAOcrea 2024 – Ariella Vidach Aiep, Lavanderia a Vapore con il supporto di Teatro delle Moire/Danae Festival
Edoardo Mozzanega è un performer, regista e dance-maker dalla formazione multidisciplinare. La sua ricerca nasce dal corpo, fulcro sensibile dell’indagine, e si apre a molteplici linguaggi—teatro, danza, storytelling, video-making e pratiche somatiche—per svelare il potere trasformativo che hanno sulla realtà, sul modo in cui la sentiamo e la narriamo. Questo percorso lo ha portato a creare diversi formati performativi come videoinstallazioni, pubblicazioni, performance in teatro e site specific. Dal 2019 cura Neutopica, un progetto nomade, che riflette sui modi di fare mondo e fare casa, attraverso la creazione di comunità temporanee e di opere relazionali collettive. Dal 2023 è coreografo e formatore per la compagnia Rumore d’ali Teatro, formata da attori detenuti all’interno della Casa di Reclusione di Vigevano. Come performer ha collaborato, tra gli altri, con Compagnia NUT, Public Movement, AriBenjamin Meyers, Antonio Marras, Alessandro Sciarroni.
TAM TAM è un’esperienza teatrale pensata per accompagnare bambine e bambini alla scoperta delle emozioni e della relazione con gli altri attraverso il gioco, il corpo e l’immaginazione.
Un’occasione unica per dare spazio alla fantasia, alla creatività e all’espressione di sé!
Quest’anno il tema è “SE FOSSI…”: Se fossi una coccinella? Un albero? Un oggetto magico? Un modo divertente per esplorare la trasformazione e il cambiamento, stimolando il pensiero creativo e la capacità di mettersi nei panni dell’altro.
Durante il corso, bambine e bambini lavoreranno in gruppo con la guida di professionisti, e sperimenteranno anche discipline artistiche come movimento, musica e arte.
Alla fine del percorso, il gruppo presenterà un piccolo racconto scenico da condividere con adulti e amici, un momento speciale per celebrare insieme il viaggio teatrale fatto insieme.
PROVA GRATUITA SU PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA È possibile partecipare gratuitamente a una lezione di prova lunedì 29 settembre, solo su prenotazione. I posti sono limitati. È richiesto il tesseramento 2025 (costo simbolico € 2,00).
Chi non riuscisse a partecipare il 29 settembre potrà richiedere un’altra prova gratuita solo se il gruppo non avrà raggiunto il numero massimo di partecipanti, e comunque non oltre lunedì 27 ottobre.
Se invece vuoi procedere subito con l’iscrizione, compila il modulo online cliccando QUI NB! 15% per iscrizione entro il 15 settembre pagamento in unica rata!
Le lezioni si svolgono sempre il lunedì per la fascia d’età 6 e 7 anni con orario dalle 17.15 alle 18.15. Il corso è annuale e prevede 28 appuntamenti totali compresa la prima lezione di prova e si attiva al raggiungimento del numero minimo dei partecipanti. È previsto un numero massimo di partecipanti. Le iscrizioni verranno registrate in base all’ordine di arrivo dei moduli con relative ricevute di pagamento.
Costo € 470,00.
Agevolazioni:
– 15% per iscrizione entro il 15 settembre pagamento in unica rata; – 10% per iscrizione pagamento unica rata; – 5% per iscrizione secondogeniti e iscritti anno precedente pagamento in due rate Gli sconti non sono cumulabili.
A vocazione interdisciplinare e internazionale, ha come missione la promozione della ricerca, della formazione e della produzione artistica; lo sviluppo di una dimensione personale e corale del lavoro; la produzione di progetti culturali rivolti ad un pubblico il più ampio possibile.
1250 mq su tre piani, 11 atelier destinati al lavoro degli artisti, uno spazio espositivo al pianterreno aperto al pubblico, un bistrot, uno spazio esterno affacciato sul verde, Casa degli Artisti lavora come luogo di connessioni per favorire lo scambio tra i diversi attori dell’arte, della società e dell’impresa e per stimolare un dialogo sulla sfera pubblica e sullo spazio urbano.
Il gruppo di lavoro è composto da artisti, organizzatori culturali, formatori, architetti, galleristi, cittadini, con conoscenze puntuali del panorama culturale cittadino, italiano e internazionale. Undici professionisti, appartenenti a cinque associazioni, che si sono incontrati sulla base di una visione comune e con la volontà di intrecciare risorse, competenze e connessioni.
In seguito all’aggiudicazione del bando di gestione dell’immobile, indetto dal Municipio 1 del Comune di Milano, è stata costituita un’Associazione Temporanea di Scopo (ATS) – comprendente le cinque realtà no profit che hanno partecipato al bando: ZONA K, capofila, That’s Contemporary, Atelier Spazio XPO’, NIC Nuove Imprese Culturali e Centro Itard Lombardia, con Future Fond, come partner esterno.
Valentina Picariello / Valentina Kastlunger / Giulia Restifo / Christian Gancitano / Matteo Bianchi / Mattia Bosco / Mariavera Chiari / Francesco Piccolomini / Lorenzo Vatalaro / Susanna Ravelli / Lorenzo Castellini
STORIA Casa degli Artisti nasce nel 1909 su iniziativa dei Fratelli Bogani, due mecenati innamorati dell’arte, per ospitare laboratori e atelier. Fin dai primi anni vede un’intensa frequentazione di artisti di varie discipline. Alla fine degli anni ’30 la Casa viene espropriata dal Comune di Milano con l’intento di demolirla, nell’ambito di un ampio progetto di rinnovamento urbanistico della zona, poi abbandonato con lo scoppio della guerra.
Nel dopoguerra l’attività riprende e vive un nuovo slancio soprattutto alla fine degli anni Settanta, quando la Casa viene gestita da artisti di fama internazionale come Luciano Fabro, Hidetoshi Nagasawa e la critica e storica dell’arte Jole De Sanna.Tra le azioni di quel periodo si annoverano mostre collettive dedicate a giovani artisti emergenti, relazioni con altri spazi no profit della città e il restauro de “I bagni misteriosi” di Giorgio De Chirico del 1994.
Nel 1988 una parte del piano terra viene occupata da Csoa Garibaldi, mentre negli altri spazi della Casa continuano ad operare gruppi di artisti, artigiani e liutai. Nel 2007 la casa viene sgomberata e quindi messa in sicurezza a causa delle condizioni di precarietà strutturale in cui versava.
Nel 2015 inizia il percorso di riqualificazione dell’edificio grazie al Municipio 1. La ristrutturazione è effettuata da La Ducale SpA del Gruppo Tecnocasa, a scomputo degli oneri di urbanizzazione relativi alla costruzione del condominio privato di Corso Garibaldi 95. Su indicazioni della Soprintendenza, il recupero della Casa ha visto un intervento più consistente sulle facciate esterne e un approccio più filologico negli interni, dove sono stati mantenuti i mattoni a vista e le originali strutture in cemento armato.
Partenza: Bar Post Office, via Cassinis 76 (MM3 Rogoredo) Ingresso: 10,00 € Prenotazione obbligatoria: compila QUESTO form
Il laboratorio di teatro “BÜRGERBÜHNE – La scena dei cittadini” nei mesi scorsi è approdato a Rogoredo e ora siamo felici di invitarti alla performance itinerante che si svolgerà tra le vie del quartiere.
La città cambia, noi cambiamo con la città. I quartieri si trasformano e le strade, gli edifici, le piazze, le panchine diventano un archivio di ricordi, emozioni, desideri, propositi. I quartieri Rogoredo-Santa Giulia sono nel pieno di questa trasformazione: da un passato industriale, a un presente di rinnovamento, verso un futuro che si intravede in mezzo alle costruzioni per le vicine Olimpiadi invernali. E poi?
Ideato e promosso da Hubita APS in collaborazione con Zona K Milano ( www.zonakmilano.it) all’interno del più ampio “BÜRGERBÜHNE – La scena dei cittadini”.
Sostenuto e finanziato da La Scuola dei Quartieri, progetto del Comune di Milano cofinanziato dall’Unione Europea-Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+) del Programma Nazionale Metro Plus e Città Medie Sud 2021-2027.
Pas Moi è la nuova lecture-performance dialogata di Diana Anselmo, capitolo conclusivo di un percorso di ricerca documentaria e affettiva che esplora la rete di potere e dominio intessuta nella storiografia tradizionale. Se la precedente performance Je Vous Aime – poi divenuta una mostra personale alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino – metteva in luce la storia di oppressione della Comunità Sorda e le implicazioni rieducative delle prime proiezioni di immagini in movimento che hanno poi portato al cinema, Pas Moi segue un percorso parallelo e, da una prospettiva Sorda e segnante, esplora la genesi dei primi strumenti di registrazione, trasmissione e riproduzione del suono.
Attraverso archivi minori, antistorie e saperi situate trasmessi corpo-a-corpo, i celebrati apparecchi all’origine della futura industria cinematografica e musicale si rivelano concepiti con un intento audista e fonocentrico: “guarire” la sordità. Malattia da eradicare o far sparire nelle maglie del mondo udente, più che un’identità, una cultura con una propria lingua e comunità. Pas Moi prova a immaginare dove si può arrivare se un altro è il punto di partenza. Al di là della “mancanza di udito”, più in là, più lontano ancora.
L’opera assume la forma di una lecture-performance a più voci ma senza suono, che si dipana verbalmente ma non vocalmente.
È un dialogo performativo tra due persone Sorde condotto in lingua dei segni, la madre lingua (anche se non risiede nella bocca) di due dei tre artisti sordi in scena. La conversazione si svolge su due livelli, passando da una lecture a una chiacchierata informale, ed è resa accessibile al pubblico non segnante attraverso proiezioni di testo che ribaltano l’usitata gerarchia fonocentrica di dominio linguistico.
Attraverso dialoghi, videoperformance, musica, canzoni segnate e cantate ed embodiement musicale, lo spettacolo esplora la storia minore di dispositivi come il microfono, il telefono, il grammofono, giungendo infine a interrogarsi su cosa potrebbe accadere nello spazio interstellare, lì dove non conta se si può sentire o meno.
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ideazione, performance, visual Diana Anselmo performer Diana Anselmo, Daniel Bongioanni, Antonio Dominelli suono, composizione Antonio Dominelli testo della Singsong Paddy Ladd dramaturg Piersandra di Matteo coaching nella ricerca e nel materiale performativo Saša Asentić realizzato con Santarcangelo Festival produttore esecutivo Chiasma coprodotto da Scuola Piccola Zattere, TheaterFormen Festival, Gessnerallee Zürich, Fuorimargine Centro di Produzione di Danza e Arti Performative della Sardegna sostenuto dalla rete R.O.M, dal partner Reykjavik Dance Festival su invito di Santarcangelo Festival. R.O.M è sostenuta dall’Unione Europea nell’ambito del programma Europa Creativa, dal Conseil des arts de Montréal e dal Conseil des arts et des lettres du Québec col sostegno di Teatro delle Moire/Danae Festival con il supporto di Istituto Italiano di Cultura di Oslo, Istituto Italiano di Cultura di Berlino, MIC – Ministero della Cultura all’interno di LANDING, progetto sostenuto dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale realizzato da Santarcangelo Festival
Diana Anselmo è performer e artista visivo Sordo nativo segnante. Bilingue LIS/Italiano, debutta nel 2021 con Autoritratto in 3 atti e all’estero con Le Sacre du Printemps (2022) di Xavier Le Roy. Nel 2024 espone Je Vous Aime alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e deafnotdead alla Galleria Eugenia Delfini. Dal 2023 collabora con Cristina Kristal Rizzo, con cui firma la co-autorialità di Monumentum DA. Nel 2025 debutta con “Pas Moi”, il secondo capitolo della sua ricerca sulla Deaf History. Diana è tra i fondatori di Al.Di.Qua. Artists, prima associazione europea di categoria di/per artist* con disabilità.
Festival YouRban programma artistico 4 ottobre 2025 Fabbrica Del Vapore
ore 19.00 EL CONDE DE TORREFIEL (ES) IO NON HO NOME/I HAVE NO NAME
[performance testuale] in italiano, durata 35 min. ▷ Partecipazione gratuita fino ad esaurimento posti. La performance sarà annullata solo in caso di forte maltempo.
Io non ho nome/I Have No Name è un testo letto a fine giornata su un LED-Wall collocato in uno spazio aperto. Un testo che fa da sottotitolo al paesaggio. Lo schermo traduce in parole per il suo pubblico ciò che la Natura ha da dire agli esseri umani oggi. In questa proposta di El Conde de Torrefiel, il paesaggio naturale o urbano diventa tutti gli elementi di una pièce teatrale: è scenografia, è suono e luce, è narratore e protagonista, in un monologo che dà voce a qualcosa di tanto essenziale e minaccioso per le nostre vite quanto la Natura. Un dispositivo poetico che capovolge il punto di vista di 180° per immaginare come gli esseri umani siano percepiti dalla Natura. Un testo che mette in luce le contraddizioni in questo rapporto tra l’umano e la sua fonte primordiale, attraverso un discorso il cui tono oscilla tra oracolo e sogno, tra storia e finzione, e che ci invita a esplorare le ere del nostro mondo. Io non ho nome/I Have No Name è stato creato per il progetto Shared Landscapes (sette opere tra campi e foreste) curato da Caroline Bernaud (Théâtre de Vidy) e Stefan Kaegi (Rimini Protokoll), dove diverse opere interrogavano l’ambiente naturale come spazio scenico.
Io non ho nome / I Have No Name by El Conde de Torrefiel is a text projected on a LED wall in open spaces, acting as a subtitle to the landscape. Here, nature—urban or natural—takes on every role of the stage: scenography, light, sound, narrator, and protagonist, in a monologue that reverses perspective and imagines how humans are perceived by nature itself. With a tone shifting between oracle and dream, history and fiction, the work highlights the contradictions of our relationship with this “primordial source” of life and invites us to explore the eras of our world. Created for Shared Landscapes, curated by Caroline Bernaud (Théâtre de Vidy) and Stefan Kaegi (Rimini Protokoll), the project explores the natural environment as a stage.
Un progetto di El Conde de Torrefiel, Produzione Théâtre Vidy-Lausanne, Un progetto Performing Landscape – produzione Rimini Apparat, Théâtre Vidy-Lausanne, Bunker and Mladi Levi Festival, Culturgest, Festival d’Avignon, Tangente St. Pölten – Festival für Gegenwartskultur, Temporada Alta, ZONA K e Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, con il co-finanziamento dell’Unione Europea. Con il sostegno di Berliner Festspiele.
durata 50 min. ▷ Partecipazione gratuita fino ad esaurimento posti. Il djset si svolgerà solo in caso di bel tempo.
Sofia T è una DJ con base a Milano con oltre 15 anni di esperienza nei club più iconici della città, tra cui Rocket, Amnesia e Fabrique. Il suo stile unico fonde ritmi incalzanti e profondità sonore avvolgenti, trasformando ogni performance in un viaggio emozionale. La sua musica, che spazia da groove techno pulsanti ad atmosfere trance ipnotiche, crea un’esperienza indimenticabile sulla pista da ballo. Sempre alla ricerca di nuove direzioni artistiche, Sofia supera i confini tra techno classica, trance e potenti sonorità vocali, offrendo set che fanno cantare il pubblico a squarciagola.
Sofia T is a Milan-based DJ with over 15 years of experience in the city’s most iconic clubs, including Rocket, Amnesia, and Fabrique. Her distinctive style blends driving rhythms with immersive soundscapes, creating unforgettable journeys on the dance floor. Constantly exploring new artistic directions, she fuses classic techno, trance, and powerful vocal elements in dynamic sets that captivate the crowd.
ore 20.30 SATOYAMA (IT) Sinking Islands
[concerto jazz/onirico] durata 60 min ▷ Partecipazione gratuita fino ad esaurimento posti. In caso di maltempo il concerto si svolgerà al chiuso.
Nel 2022 Satoyama pubblica Sinking Islands, un concept album che racconta l’innalzamento degli oceani e il destino che unirà luoghi lontani e poco conosciuti, ma anche città più vicine di quanto si possa immaginare. Ogni brano prende il nome di una realtà che inevitabilmente vedrà le proprie coste sommerse: da Tuvalu, Palau e Kiribati fino alla più familiare Venezia. La musica di Satoyama è lo spirito dei sognatori che parla direttamente all’anima. È lo sguardo che non si arrende alla corrente apatica di una società che spesso distoglie lo sguardo dal cambiamento climatico. Un invito a sentire, riflettere e lasciarsi trasportare da paesaggi sonori che oscillano tra introspezione e visionarietà. In concerto, Satoyama trasforma queste isole sommerse in un viaggio dal vivo, dove ogni nota e ogni ritmo risuonano come un monito e un sogno insieme, creando un’esperienza unica e immersiva per il pubblico.
In 2022, Satoyama released Sinking Islands, a concept album exploring rising oceans and the fate that will connect distant, little-known places—and even cities closer than we might imagine. Each track is named after a location destined to be submerged, from Tuvalu, Palau, and Kiribati to the familiar Venice. Satoyama’s music speaks to the soul of dreamers, resisting the apathetic currents of a society that often ignores climate change. In concert, these “sinking islands” become a live journey, where every note resonates as both a warning and a dream, creating a unique and immersive experience for the audience.
con Luca Benedetto tromba e tastiera, Christian Russano chitarre ed elettronica, Marco Bellafiore contrabbasso ed elettronica, Gabriele Luttino batteria, glockenspiel ed elettronica
ore 19.00 EL CONDE DE TORREFIEL (ES) IO NON HO NOME/I HAVE NO NAME
[performance testuale] in italiano, durata 35 min. ▷ Partecipazione gratuita fino ad esaurimento posti. La performance sarà annullata solo in caso di forte maltempo.
Io non ho nome/I Have No Name è un testo letto a fine giornata su un LED-Wall collocato in uno spazio aperto. Un testo che fa da sottotitolo al paesaggio. Lo schermo traduce in parole per il suo pubblico ciò che la Natura ha da dire agli esseri umani oggi. In questa proposta di El Conde de Torrefiel, il paesaggio naturale o urbano diventa tutti gli elementi di una pièce teatrale: è scenografia, è suono e luce, è narratore e protagonista, in un monologo che dà voce a qualcosa di tanto essenziale e minaccioso per le nostre vite quanto la Natura. Un dispositivo poetico che capovolge il punto di vista di 180° per immaginare come gli esseri umani siano percepiti dalla Natura. Un testo che mette in luce le contraddizioni in questo rapporto tra l’umano e la sua fonte primordiale, attraverso un discorso il cui tono oscilla tra oracolo e sogno, tra storia e finzione, e che ci invita a esplorare le ere del nostro mondo. Io non ho nome/I Have No Name è stato creato per il progetto Shared Landscapes (sette opere tra campi e foreste) curato da Caroline Bernaud (Théâtre de Vidy) e Stefan Kaegi (Rimini Protokoll), dove diverse opere interrogavano l’ambiente naturale come spazio scenico.
Io non ho nome / I Have No Name by El Conde de Torrefiel is a text projected on a LED wall in open spaces, acting as a subtitle to the landscape. Here, nature—urban or natural—takes on every role of the stage: scenography, light, sound, narrator, and protagonist, in a monologue that reverses perspective and imagines how humans are perceived by nature itself. With a tone shifting between oracle and dream, history and fiction, the work highlights the contradictions of our relationship with this “primordial source” of life and invites us to explore the eras of our world. Created for Shared Landscapes, curated by Caroline Bernaud (Théâtre de Vidy) and Stefan Kaegi (Rimini Protokoll), the project explores the natural environment as a stage.
Un progetto di El Conde de Torrefiel, produzione Théâtre Vidy-Lausanne, un progettoPerforming Landscape – produzione Rimini Apparat, Théâtre Vidy-Lausanne, Bunker and Mladi Levi Festival, Culturgest, Festival d’Avignon, Tangente St. Pölten – Festival für Gegenwartskultur, Temporada Alta, ZONA K e Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, con il co-finanziamento dell’Unione Europea.Con il sostegno di Berliner Festspiele.
ore 20.00 RICICLATO CIRCO MUSICALE (IT) NOTE DI SCARTO – concerto per oggetti abbandonati
[concerto musica rock/pop/etno con strumenti con materiali riciclati] durata 120 min. ▷ Partecipazione gratuita fino ad esaurimento posti. In caso di maltempo il concerto si svolgerà al chiuso.
Uno spettacolo musicale che nasce da oltre vent’anni di ricerca e sperimentazione sugli strumenti costruiti con materiali di recupero. Sul palco prende vita un repertorio originale e trasversale, dove generi diversi si intrecciano proprio come gli oggetti che danno forma agli strumenti: dal Radiomin (theremin ricavato da tre radio AM) alla Commodarra (chitarra-sintetizzatore da un vecchio Commodore), dalla Din Don Box (citofono portatile con campanelli di casa) al Saxifone (sax da sifone del lavandino e lastra ai raggi X), fino all’Olifante (tromba rotante con imbuto e tubo di gomma) e molti altri ancora. Ideato dal Riciclato Circo Musicale, gruppo italiano nato nel 2006, lo spettacolo non è solo performance ma anche pratica di sostenibilità e creatività: ciò che è destinato alla discarica si trasforma in valore, musica e bellezza. Nei concerti e nei laboratori, il pubblico è coinvolto in un’esperienza collettiva che unisce gioco, educazione ambientale ed economia circolare, mostrando in modo tangibile come il riciclo possa diventare energia artistica e partecipazione.
An original musical performance by Riciclato Circo Musicale, who for over twenty years have transformed discarded materials into unique instruments—from radios turned into theremins to saxophones made of plumbing parts. Mixing genres and sounds, the show is both music and environmental practice, proving how recycling can generate creativity, beauty, and collective participation.
Con Andrea Accoroni Din Don Box, Controbarattolo, Olifante, Radiomin, Ombrellino, Saxifone, Casalingatore, Voce, Simone Medori Buzzeria, Medusa, Cajondino, Bottiglie, Cori, Michele Kaio Tiberi Bonga, Commodarra, Walk Sound, Battiscopolofon, Elastofono, Cori, Andrea Massetti Chiteglia, Bassolardo, Medusa, Oroloslide, Trapano, Cassitar, Cori
ore 19.00 EL CONDE DE TORREFIEL (ES) IO NON HO NOME/I HAVE NO NAME
[performance testuale] in italiano, durata 35 min. ▷ Partecipazione gratuita fino ad esaurimento posti. La performance sarà annullata solo in caso di forte maltempo.
Io non ho nome/I Have No Name è un testo letto a fine giornata su un LED-Wall collocato in uno spazio aperto. Un testo che fa da sottotitolo al paesaggio. Lo schermo traduce in parole per il suo pubblico ciò che la Natura ha da dire agli esseri umani oggi. In questa proposta di El Conde de Torrefiel, il paesaggio naturale o urbano diventa tutti gli elementi di una pièce teatrale: è scenografia, è suono e luce, è narratore e protagonista, in un monologo che dà voce a qualcosa di tanto essenziale e minaccioso per le nostre vite quanto la Natura. Un dispositivo poetico che capovolge il punto di vista di 180° per immaginare come gli esseri umani siano percepiti dalla Natura. Un testo che mette in luce le contraddizioni in questo rapporto tra l’umano e la sua fonte primordiale, attraverso un discorso il cui tono oscilla tra oracolo e sogno, tra storia e finzione, e che ci invita a esplorare le ere del nostro mondo. Io non ho nome/I Have No Name è stato creato per il progetto Shared Landscapes (sette opere tra campi e foreste) curato da Caroline Bernaud (Théâtre de Vidy) e Stefan Kaegi (Rimini Protokoll), dove diverse opere interrogavano l’ambiente naturale come spazio scenico.
Io non ho nome / I Have No Name by El Conde de Torrefiel is a text projected on a LED wall in open spaces, acting as a subtitle to the landscape. Here, nature—urban or natural—takes on every role of the stage: scenography, light, sound, narrator, and protagonist, in a monologue that reverses perspective and imagines how humans are perceived by nature itself. With a tone shifting between oracle and dream, history and fiction, the work highlights the contradictions of our relationship with this “primordial source” of life and invites us to explore the eras of our world. Created for Shared Landscapes, curated by Caroline Bernaud (Théâtre de Vidy) and Stefan Kaegi (Rimini Protokoll), the project explores the natural environment as a stage.
Un progetto di El Conde de Torrefiel, Produzione Théâtre Vidy-Lausanne, Un progetto Performing Landscape – produzione Rimini Apparat, Théâtre Vidy-Lausanne, Bunker and Mladi Levi Festival, Culturgest, Festival d’Avignon, Tangente St. Pölten – Festival für Gegenwartskultur, Temporada Alta, Zona K e Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, con il co-finanziamento dell’Unione Europea. Con il sostegno di Berliner Festspiele.
WE DID IT! è uno spettacolo ambientato in un futuro prossimo, dove l’umanità ha trovato nuove forme di convivenza con il pianeta e con le altre specie. Tra realtà, possibilità e immaginazione, si presenta come un documentario ipotetico che smonta il paradigma TINA – There Is No Alternative, mostrando scenari di trasformazione culturale e sociale. I territori urbani diventano più vivibili, le campagne rifioriscono e i modelli produttivi intensivi lasciano spazio a pratiche sostenibili e diffuse. Oltre a essere un’opera originale, WE DID IT! è anche un esperimento di sostenibilità e accessibilità teatrale: viaggia su un furgone 100% elettrico dotato di pannelli solari che permettono di alimentare impianti audio e luci anche dove non sarebbe possibile farlo.
WE DID IT! is set in a near future where humanity has learned new ways of coexisting with the planet and other species. Blending reality, possibility, and imagination, it takes the form of a hypothetical documentary that challenges the TINA paradigm—There Is No Alternative—and envisions cultural and social transformation. Cities become more livable, rural areas thrive again, and intensive production models give way to sustainable practices. Beyond being an original performance, WE DID IT! is also an experiment in sustainability and accessibility: it travels on a 100% electric van equipped with solar panels that power its sound and lighting systems, even in places without infrastructure.
Ideazione e drammaturgia Fiorenza Menni e Andrea Mochi Sismondi, con Andrea Mochi Sismondi, regia, spazio scenico e progetto sonoro Fiorenza Menni, creazione musicale Vincenzo Scorza, in voce Anna Amadori, Massimiliano Briarava, Eugenia Delbue, Fiorenza Menni e Alessio Scorza,promozione e comunicazione Tihana Maravic, amministrazione Greta Fuzzi, direzione tecnica Giovanni Brunetto e Vincenzo Scorza, grazie per le suggestioni letterarie a Simona Brighetti, Gaspare Caliri, Valentina Cappi, Chiara Davino, Daria Deflorian, Chiara Lagani, Pierluigi Musarò, Paolo Nori, Ilaria Palomba, Laura Pugno, Alessandra Sarchi e Sara Sermini, una produzione Ateliersi, in collaborazione con IT.A.CÀ Migranti e Viaggiatori, Progetto Reimagining Mobilities, Cluster Create e Greentech dell’Emilia Romagna, Rete Lo Stato dei Luoghi e Soverini, con il sostegno di Ministero della Cultura, Regione Emilia-Romagna e Comune di Bologna, con il supporto della misura PNRR per la Transizione Ecologica degli Organismi Culturali e Creativi finanziata dall’Unione Europea – Next Generation EU
[gioco teatrale da tavolo per 22 persone] in italiano, durata 120 min. ▷ Partecipazione gratuita con prenotazione obbligatoria a biglietti@zonak.it. Il gioco teatrale si svolgerà al chiuso.
Eutopia esplora un nuovo modo di “fare insieme” attraverso un approccio ludico e multisensoriale, combinando performance, installazione e game design. Lo spettacolo invita il pubblico a partecipare attivamente, trasformando il teatro in un tavolo di azione collettiva dove ogni contributo produce risultati unici. L’esperienza mette in discussione modelli biologici, ecologici e antropologici, creando mondi possibili in cui umano e non-umano si intrecciano, dando vita a paesaggi multispecie in continua trasformazione. In Eutopia, gli esseri umani non sono al centro né antagonisti della natura, ma co-creatori di storie non umane generate dalla loro azione.
Eutopia explores new ways of “doing together” through a playful, multisensory approach, blending performance, installation, and game design. The audience actively participates, turning the theater into a collaborative space where each contribution shapes unique outcomes. The project challenges traditional biological, ecological, and anthropological models, creating worlds where humans and non-humans coexist, forming ever-changing multispecies landscapes. Humans are neither central nor antagonists to nature, but co-creators of non-human stories emerging from their actions.
Creazione Trickster-p,concetto e realizzazione Cristina Galbiati e Ilija Luginbühl, collaborazione artistica Simona Gonella, Yves Regenass, collaborazione al game design Pietro Polsinelli, spazio sonoro originale Zeno Gabaglio, occhio esterno Martina Mutzner, assistenza e collaborazione alla costruzione Arianna Bianconi, grafica e consulenza all’allestimento Studio CCRZ, foto e teaser Giulia Lenzi, produzione Trickster-p, LAC Lugano Arte e Cultura, co-produzione Theater Chur, ROXY Birsfelden, Südpol Luzern, TAK Theater, Liechtenstein, FOG Triennale Milano Performing Arts, residenza di creazione Le Grütli – Centre de production et de diffusion des Arts vivants, con il sostegno di Pro Helvetia – Fondazione svizzera per la cultura, DECS Repubblicae Cantone Ticino – Fondo Swisslos, Città di Lugano, Comune di Novazzano,Fachausschuss Tanz & Theater BS/BL, SWISSLOS/Kulturförderung KantonGraubünden, Landis & Gyr Stiftung, GKB BEITRAGSFONDS, Stiftung Dr. ValentinMalamoud, Boner Stiftung für Kunst und Kultur, BürgergemeindeChur, FondazioneWinterhalter
ore 19.00 EL CONDE DE TORREFIEL (ES) IO NON HO NOME/I HAVE NO NAME
[performance testuale] in italiano, durata 35 min. ▷ Partecipazione gratuita fino ad esaurimento posti. La performance sarà annullata solo in caso di forte maltempo.
Io non ho nome/I Have No Name è un testo letto a fine giornata su un LED-Wall collocato in uno spazio aperto. Un testo che fa da sottotitolo al paesaggio. Lo schermo traduce in parole per il suo pubblico ciò che la Natura ha da dire agli esseri umani oggi. In questa proposta di El Conde de Torrefiel, il paesaggio naturale o urbano diventa tutti gli elementi di una pièce teatrale: è scenografia, è suono e luce, è narratore e protagonista, in un monologo che dà voce a qualcosa di tanto essenziale e minaccioso per le nostre vite quanto la Natura. Un dispositivo poetico che capovolge il punto di vista di 180° per immaginare come gli esseri umani siano percepiti dalla Natura. Un testo che mette in luce le contraddizioni in questo rapporto tra l’umano e la sua fonte primordiale, attraverso un discorso il cui tono oscilla tra oracolo e sogno, tra storia e finzione, e che ci invita a esplorare le ere del nostro mondo. Io non ho nome/I Have No Name è stato creato per il progetto Shared Landscapes (sette opere tra campi e foreste) curato da Caroline Bernaud (Théâtre de Vidy) e Stefan Kaegi (Rimini Protokoll), dove diverse opere interrogavano l’ambiente naturale come spazio scenico.
Io non ho nome / I Have No Name by El Conde de Torrefiel is a text projected on a LED wall in open spaces, acting as a subtitle to the landscape. Here, nature, urban or natural, takes on every role of the stage: scenography, light, sound, narrator, and protagonist, in a monologue that reverses perspective and imagines how humans are perceived by nature itself. With a tone shifting between oracle and dream, history and fiction, the work highlights the contradictions of our relationship with this “primordial source” of life and invites us to explore the eras of our world. Created for Shared Landscapes, curated by Caroline Bernaud (Théâtre de Vidy) and Stefan Kaegi (Rimini Protokoll), the project explores the natural environment as a stage.
Un progetto di El Conde de Torrefiel, produzione Théâtre Vidy-Lausanne, un progettoPerforming Landscape – produzione Rimini Apparat, Théâtre Vidy-Lausanne, Bunker and Mladi Levi Festival, Culturgest, Festival d’Avignon, Tangente St. Pölten – Festival für Gegenwartskultur, Temporada Alta, ZONA K e Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, con il co-finanziamento dell’Unione Europea.Con il sostegno di Berliner Festspiele.
ore 17.00 > 19.00 versione individuale ore 18.30 versione di gruppo RICCARDO TABILIO (IT) This little piece of future // Questo pezzetto di futuro
[performance audioguidata] in italiano, durata 30 min. ▷ Partecipazione gratuita con prenotazione obbligatoria a biglietti@zonak.it. La performance sarà annullata solo in caso di forte maltempo.
Una performance audioguidata originale per YouRban, collegata al laboratorio mobile del progetto. Riccardo Tabilio, drammaturgo e sound designer con esperienze immersive in Italia e Europa, guida i partecipanti attraverso la ricerca sui polimeri rinforzati del team YouRban, trasformando materiali e frammenti in elementi di una storia suggestiva. La performance invita a immaginare le città del futuro, i loro circoli virtuosi, le soluzioni creative e le sfide da affrontare, estendendo lo sguardo all’umanità del futuro. Tra meraviglia e ironia, i partecipanti sono sollecitati a riappropriarsi di un pezzetto di futuro e a riflettere su ciò che sarà.
An original audio-guided performance for YouRban, led by playwright and sound designer Riccardo Tabilio. Participants explore the team’s research on revitalizing reinforced polymers, turning waste and fragments into the building blocks of a story about imagining future cities, their solutions, and humanity itself. Blending wonder and irony, the performance invites the audience to reclaim a piece of the future and envision what is yet to come.
[gioco teatrale da tavolo per 22 persone] in italiano, durata 120 min. ▷ Partecipazione gratuita con prenotazione obbligatoria a biglietti@zonak.it. Il gioco teatrale si svolgerà al chiuso.
Eutopia esplora un nuovo modo di “fare insieme” attraverso un approccio ludico e multisensoriale, combinando performance, installazione e game design. Lo spettacolo invita il pubblico a partecipare attivamente, trasformando il teatro in un tavolo di azione collettiva dove ogni contributo produce risultati unici. L’esperienza mette in discussione modelli biologici, ecologici e antropologici, creando mondi possibili in cui umano e non-umano si intrecciano, dando vita a paesaggi multispecie in continua trasformazione. In Eutopia, gli esseri umani non sono al centro né antagonisti della natura, ma co-creatori di storie non umane generate dalla loro azione.
Eutopia explores new ways of “doing together” through a playful, multisensory approach, blending performance, installation, and game design. The audience actively participates, turning the theater into a collaborative space where each contribution shapes unique outcomes. The project challenges traditional biological, ecological, and anthropological models, creating worlds where humans and non-humans coexist, forming ever-changing multispecies landscapes. Humans are neither central nor antagonists to nature, but co-creators of non-human stories emerging from their actions.
Creazione Trickster-p,concetto e realizzazione Cristina Galbiati e Ilija Luginbühl, collaborazione artistica Simona Gonella, Yves Regenass, collaborazione al game design Pietro Polsinelli, spazio sonoro originale Zeno Gabaglio, occhio esterno Martina Mutzner, assistenza e collaborazione alla costruzione Arianna Bianconi, grafica e consulenza all’allestimento Studio CCRZ, foto e teaser Giulia Lenzi, produzione Trickster-p, LAC Lugano Arte e Cultura, co-produzione Theater Chur, ROXY Birsfelden, Südpol Luzern, TAK Theater, Liechtenstein, FOG Triennale Milano Performing Arts, residenza di creazione Le Grütli – Centre de production et de diffusion des Arts vivants, con il sostegno di Pro Helvetia – Fondazione svizzera per la cultura, DECS Repubblicae Cantone Ticino – Fondo Swisslos, Città di Lugano, Comune di Novazzano,Fachausschuss Tanz & Theater BS/BL, SWISSLOS/Kulturförderung KantonGraubünden, Landis & Gyr Stiftung, GKB BEITRAGSFONDS, Stiftung Dr. ValentinMalamoud, Boner Stiftung für Kunst und Kultur, BürgergemeindeChur, FondazioneWinterhalter
ore 17.00 > 19.00 versione individuale ore 18.30 versione di gruppo RICCARDO TABILIO (IT) This little piece of future // Questo pezzetto di futuro
[performance audioguidata] in italiano, durata 30 min. ▷ Partecipazione gratuita con prenotazione obbligatoria a biglietti@zonak.it. La performance sarà annullata solo in caso di forte maltempo.
Una performance audioguidata originale per YouRban, collegata al laboratorio mobile del progetto. Riccardo Tabilio, drammaturgo e sound designer con esperienze immersive in Italia e Europa, guida i partecipanti attraverso la ricerca sui polimeri rinforzati del team YouRban, trasformando materiali e frammenti in elementi di una storia suggestiva. La performance invita a immaginare le città del futuro, i loro circoli virtuosi, le soluzioni creative e le sfide da affrontare, estendendo lo sguardo all’umanità del futuro. Tra meraviglia e ironia, i partecipanti sono sollecitati a riappropriarsi di un pezzetto di futuro e a riflettere su ciò che sarà.
An original audio-guided performance for YouRban, led by playwright and sound designer Riccardo Tabilio. Participants explore the team’s research on revitalizing reinforced polymers, turning waste and fragments into the building blocks of a story about imagining future cities, their solutions, and humanity itself. Blending wonder and irony, the performance invites the audience to reclaim a piece of the future and envision what is yet to come.
ore 19.00 ESECUTORI DI METALLO SU CARTA (Enrico Gabrielli, Luisa Santacesaria, Sebastiano De Gennaro, Damiano Afrifa) feat. DAVIDE TOFFOLO e ALESSANDRO BARONCIANI (IT) plays Mort Garson MOTHER EARTH’S PLANTASIA
[concerto per sintetizzatori con illustrazioni dal vivo] durata 40 min. ▷ Partecipazione gratuita fino ad esaurimento posti. Il concerto si svolgerà al chiuso.
L’Ensemble ESECUTORI DI METALLO SU CARTA del collettivo 19’40” eseguirà dal vivo il capolavoro del californiano pioniere dei modulari ed ingegnere alla Moog, Mr. Mort Garson, l’album MOTHER EARTH’S PLANTASIA (Musica per le piante) del 1976, con il supporto di illustrazioni disegnate in tempo reale da Davide Toffolo (Tre Allegri Ragazzi Morti) e Alessandro Baronciani. Ispirato dal movimento hippie californiano, l’album fu concepito specificamente per “favorire la crescita delle piante”. La copertina mostra un disegno naïf con due figure stilizzate attorno a un rampicante sorridente. A completare il curioso concept, compare una firma: “Dr. T.C. Singh, Department of Botany, Annamalai University, India”… un disco dal pollice verde, convalidato da un’oscura istituzione botanica indiana. L’esecuzione dal vivo resta fedele all’originale, con quattro sintetizzatori analogici sul palco.
The Ensemble Esecutori di Metallo su Carta from the 19’40” collective will perform live Mort Garson’s 1976 masterpiece Mother Earth’s Plantasia, a pioneering electronic album designed to “help plants grow”, with real-time illustrations by Davide Toffolo and Alessandro Baronciani. Inspired by the Californian hippie movement, the album combines whimsical, plant-themed visuals and imaginative track titles like Rhapsody in Green and Concerto for Philodendron & Pothos. Composed entirely on Moog and other analog synthesizers, Garson, a Juilliard-trained composer, crafted a unique, lush electronic sound. The live performance faithfully recreates the original using four analog synthesizers on stage.
Con Sebastiano De Gennaro sintetizzatore (Korg MS20), Enrico Gabrielli sintetizzatore (JEN), Damiano Afrifa sintetizzatore (Roland Juno-DS), Luisa Santacesaria sintetizzatore (Multivox)
[concerto – musica dagli anni 50 ad oggi, soul, funk, reggae con strumenti realizzati con materiali riciclati] durata 100 min ▷ Partecipazione gratuita fino ad esaurimento posti. In caso di maltempo il concerto si svolgerà al chiuso.
La Gaudats Junk Band nasce nel 2015 da un’idea di Daniele Guidotti, artigiano e musicista impegnato nel Centro di Ricerca Rifiuti Zero. La band si distingue per la creazione di strumenti musicali interamente realizzati con materiali riciclati, come cassette per vino, pentole, plastica e altri oggetti di scarto, trasformati in chitarre, bassi, tubofoni e batterie. Il repertorio combina brani inediti e rivisitazioni “junk” di classici italiani e internazionali, attraversando generi diversi con creatività e originalità. La band è composta da musicisti locali amici di lunga data e ha collaborato con artisti noti come Marco Bachi (Bandabardò) e Rick Hutton (ex volto di Videomusic e presentatore del Porretta Soul Festival).
Gaudats Junk Band was founded in 2015 by Daniele Guidotti. The band creates musical instruments entirely from recycled materials, wine crates, pots, plastics, and other discarded objects, turning waste into guitars, drums, and more.Their energetic, participatory performances invite the audience to join in, combining original songs and “junk” covers of Italian and international hits. They also run educational activities in schools to promote recycling and environmental awareness.The band includes local musicians and has collaborated with well-known artists like Marco Bachi (Bandabardò) and Rick Hutton (former Videomusic host).
Con Luca Pucci, Marco Martinelli, Beatrice Mazzanti, Paolo Sodini, Rich Hutton, Mauro Briganti, Marco Bachi, Daniele Guidotti
ore 17.00 > 19.00 versione individuale ore 18.30 versione di gruppo RICCARDO TABILIO (IT) This little piece of future // Questo pezzetto di futuro
[performance audioguidata] in italiano, durata 30 min. ▷ Partecipazione gratuita con prenotazione obbligatoria a biglietti@zonak.it. La performance sarà annullata solo in caso di forte maltempo.
Una performance audioguidata originale per YouRban, collegata al laboratorio mobile del progetto. Riccardo Tabilio, drammaturgo e sound designer con esperienze immersive in Italia e Europa, guida i partecipanti attraverso la ricerca sui polimeri rinforzati del team YouRban, trasformando materiali e frammenti in elementi di una storia suggestiva. La performance invita a immaginare le città del futuro, i loro circoli virtuosi, le soluzioni creative e le sfide da affrontare, estendendo lo sguardo all’umanità del futuro. Tra meraviglia e ironia, i partecipanti sono sollecitati a riappropriarsi di un pezzetto di futuro e a riflettere su ciò che sarà.
An original audio-guided performance for YouRban, led by playwright and sound designer Riccardo Tabilio. Participants explore the team’s research on revitalizing reinforced polymers, turning waste and fragments into the building blocks of a story about imagining future cities, their solutions, and humanity itself. Blending wonder and irony, the performance invites the audience to reclaim a piece of the future and envision what is yet to come.
ore 19.00 SERGE COULIBALY e FASO DANSE THEATRE (BurkinaFaso/BE) TOLON-KE!
[concerto danzato] durata 60 min. ▷ Partecipazione gratuita fino ad esaurimento posti. La performance sarà annullata solo in caso di forte maltempo.
Dotato di microfono e chitarra, il cantante Patrick Kabré—una star nel suo Burkina Faso natale—condurrà questo concerto danzante. “Tolon ké!”, che significa “divertiamoci” in lingua Dyula, è un invito a celebrare e muoversi a un ritmo condiviso, con le braccia alzate e i piedi ben piantati a terra. Abbandonando la coreografia prestabilita, quattro performer del virtuoso Faso Danse Théâtre improvviseranno insieme, scatenando il pubblico. Una performance semplicemente irresistibile!
Equipped with a mic and a guitar, singer Patrick Kabré—a star in his native Burkina Faso—will emcee this danced concert. “Tolon ké!”, meaning “let’s have fun” in the Dyula language, is an invitation to celebrate and move to a shared rhythm, arms raised, feet on the ground. Abandoning scripted choreography, four performers from the virtuoso Faso Danse Théâtre will improvise together, whipping the crowd into a frenzy. A simply irresistible performance!
Prodotto da Faso Danse Théâtre co-prodotto da Kanal Centre Pompidou Brussels ideazione e coreografia Serge Aimé Coulibaly coreografo assistente Sayouba Sigue con Chloé Aïcha Ata’a Njoya, Suzie M. J. Babin, Jean Robert Koudogbo-Kiki, Sayouba Sigue, Patrick Kabré musica Patrick Kabré drammaturgia Sara Vanderieck luci e tecnica Herman Coulibaly e Thomas Verachtert produzione Arnout André de la Porte touring Frans Brood Productions
[concerto – musica etnica con strumenti realizzati con materiali riciclati] durata 90 min. ▷ Partecipazione gratuita fino ad esaurimento posti. Il concerto si svolgerà al chiuso.
Quattro polistrumentisti del Trentino-Alto Adige, espressione delle tre lingue ufficiali della regione (italiano, tedesco, ladino), scelgono la musica come terreno comune di dialogo. Nasce così la Upcycling Band, un ensemble che utilizza esclusivamente strumenti e sculture sonore unici al mondo, costruiti a mano da Max Castlunger a partire da materiali di recupero: tubi di plastica, bombole, bidoni, mobili dismessi e molto altro. In scena decine di strumenti originali – tubofoni, gong, xilofoni, flauti, tamburi – si intrecciano in un viaggio musicale che prende ispirazione dalle culture del mondo e conduce l’ascoltatore verso paesaggi sonori sorprendenti e inaspettati.
Four multi-instrumentalists from Trentino-Alto Adige, representing the region’s three official languages (Italian, German, Ladin), use music as a shared language. Upcycling Band performs with unique handmade instruments and sound sculptures created from recycled material, plastic pipes, drums, old furniture, and more. Their shows feature dozens of original instruments, tubophones, gongs, xylophones, flutes, drums, blending world music influences into surprising and immersive soundscapes.
con Mirko Pedrotti, Georg Malfertheiner, Max Castlunger, Manfred Gampenrieder
Camminata urbana in cuffia | durata 120 min | in italiano adatto a un pubblico a partire dai 10 anni evento non accessibile a persone con mobilità ridotta
ATTENZIONE: LEGGERE ATTENTAMENTE TUTTE LE INFORMAZIONI INERENTI ALLA PARTECIPAZIONEELENCATE DI SEGUITO
Un progetto di teatro partecipato per esplorare la notte a Milano: tra movida e silenzio, pericoli e segreti, voci, divieti, trasgressione e desideri.
Dall’esperienza biennale di Bürgerbühne – La scena dei cittadini nasce BÜRGER NACHT, una nuova creazione collettiva che ha come nucleo il gruppo senior protagonista delle due precedenti edizioni. Insieme, cittadine e cittadini indagano la città quando cala il buio, per restituire uno sguardo inedito su ciò che accade quando Milano cambia volto.
Attraverso interviste, suoni, osservazioni e racconti, BÜRGER NACHT costruisce un viaggio sonoro a tappe, da mezzanotte all’alba, che accompagna il pubblico in un’esperienza immersiva e itinerante tra le vie del quartiere. Una camminata urbana pubblica e interattiva, che trasforma la città in scena e invita a camminare, ascoltare e immaginare Milano — la città che non dorme.
COME PARTECIPARE
➤ La camminata ha una durata di circa 2 ore. Si consiglia di indossare scarpe e vestiti adatti alla camminata urbana e di portare con sé una bottiglia/borraccia d’acqua.
➤ Il luogo di arrivo è una sorpresa, ma sarà vicino a una fermata della metro.
➤ La camminata verrà annullata solo in caso di pioggia consistente; in caso di annullamento preventivo verrete avvisati telefonicamente.
La camminata urbana è realizzata in seguito a un laboratorio teatrale tenutosi a ZONA K. “BÜRGERBÜHNE – La scena dei cittadini” – ispirato al progetto dello Staatsschauspiel di Dresda – è uno spazio aperto al confronto per trasformare le riflessioni, le urgenze e le domande dei cittadini in linguaggio artistico e trovare così nuove forme di partecipazione attiva
Un progetto di ZONA K Performer, autori/autrici dei testi Massimo Amati, Emilia Bella, Francesca Gerli, Maria Teresa Gimelli, Paolo Grulla, Fabio Lastella, Daniela Petrillo, Manuela Sitzia, Irmtraut Tonndorf Drammaturgia e regia Federica Di Rosa Con l’aiuto di Giulia Storchi Editing audio Davide Stecconi Composizione coreografica Maura Di Vietri
Foto da Unsplash: Mikita Elaborazione grafica: Neostudio
Generazione Kids è un percorso speciale pensato per stimolare la creatività, l’espressione e il lavoro di gruppo. Attraverso il teatro, i bambini sperimentano il corpo, la voce e la relazione con gli altri, in un’esperienza coinvolgente e collettiva.
Generazione Kids utilizza il teatro come strumento per lavorare sullo spazio scenico: la distanza, il corpo, la consapevolezza di sé e la creazione di azioni teatrali di gruppo; la relazione con l’altro: i miei compagni, il pubblico di bambini e di adulti; la voce e l’espressività: il tono, il volume, come trasmettere emozioni.
Generazione Kids utilizza l’audio come modalità per registrare le voci e creare un percorso sonoro di racconti, musiche, canzoni rap; esplorare al massimo l’espressività della propria voce e le potenzialità espressive del corpo, libero dalla preoccupazione della memoria dei testi.
Il tema dell’anno è: “IO, LA CITTÀ, IL MONDO” Chi sono? Cosa mi piace? Cosa vorrei cambiare? Domande che guideranno la creazione di una performance interattiva originale, a partire dai pensieri e dai desideri dei bambini.
Il laboratorio è condotto da un esperto di teatro, con il supporto di professionisti del movimento creativo e della musica rap. Il percorso si chiude con una performance interattiva: niente palco ma uno spazio condiviso dove anche il pubblico sarà coinvolto in prima persona!
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PROVA GRATUITA SU PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA È possibile partecipare gratuitamente a una lezione di prova martedì 30 settembre, solo su prenotazione. I posti sono limitati. È richiesto il tesseramento 2025 (costo simbolico € 2,00).
Chi non riuscisse a partecipare il 30 settembre potrà richiedere un’altra prova gratuita solo se il gruppo non avrà raggiunto il numero massimo di partecipanti, e comunque non oltre martedì 28 ottobre.
Se invece vuoi procedere subito con l’iscrizione, compila il modulo online cliccando QUI NB! 15% per iscrizione entro il 15 settembre pagamento in unica rata!
Le lezioni si svolgono sempre il martedì per la fascia d’età 8 > 10 anni con orario dalle 17.15 alle 18.15. Il corso è annuale e prevede 28 appuntamenti totali compresa la prima lezione di prova e si attiva al raggiungimento del numero minimo dei partecipanti. È previsto un numero massimo di partecipanti. Le iscrizioni verranno registrate in base all’ordine di arrivo dei moduli con relative ricevute di pagamento.
Costo € 470,00.
Agevolazioni:
– 15% per iscrizione entro il 15 settembre pagamento in unica rata; – 10% per iscrizione pagamento unica rata; – 5% per iscrizione secondogeniti e iscritti anno precedente pagamento in due rate Gli sconti non sono cumulabili.
60+ Corso di teatro, scrittura e movimento dedicato agli Over60
La via immaginaria, un percorso di teatro e movimento che, attraverso la creazione di testi, azioni, suoni e audio, diventa una ricerca collettiva sulla città. Una via che non esiste nella realtà ma esiste nell’immaginazione dei partecipanti, un’utopia, un’esperienza fatta di storie, incontri, rumori, desideri, suoni, azioni.
Il percorso 60+ esplora la scrittura, l’azione teatrale, l’improvvisazione, il movimento per approfondire il tema con diverse discipline artistiche e creare una performance collettiva e partecipata.
Lezione di prova gratuita martedì 30 settembre 2025 solo su prenotazione. È richiesto il tesseramento 2025 (costo simbolico € 2,00). Contatti: organizzazione@zonak.it – 02.97378443
Il percorso è strutturato in 14 lezioni da settembre 2025 a gennaio 2026. Le lezioni di 90 minuti si svolgono il martedì dalle ore 14.30 alle ore 16.00. Costo € 400,00
Agevolazioni: – Sconto del 5% per iscrizione unica soluzione e per iscritti anni precedenti. – Possibilità di suddividere la quota in due rate durante l’anno. Gli sconti non sono cumulabili. Il corso si attiverà al raggiungimento del numero minimo dei partecipanti.
Il corso sarà condotto da Davide Stecconi: diplomato alla Civica Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi 1999 (corso Drammaturgia). Dal 2000, alternandosi come sceneggiatore e regista, ha scritto e diretto cortometraggi e lungometraggi e alcune fiction per la TV fra cui la serie Piloti – Rai2 -. Più recentemente collabora alla realizzazione di spot per il web e documentari come filmmaker.
Arti performative e ambienti digitali: un nuovo orizzonte creativo
RESIDENZE DIGITALI si racconta nel campus di Milano di NABA, Nuova Accademia di Belle Arti e presenta il WORKSHOP “Corpo, performance e motion capture”
Residenze Digitali promuove la ricerca e creazione di opere performative in relazione allo spazio e agli strumenti digitali. Attraverso un bando annuale seleziona progetti artistici da sostenere grazie a percorsi di residenza, tutoraggio e sostegno economico. I percorsi sono concepiti come laboratori di sperimentazione in cui gli artisti possano indagare le potenzialità espressive offerte dalle tecnologie digitali, creando opere ibride che ripensino il rapporto tra artista, pubblico e spazio performativo.
La rete dei partner, le artiste e gli artisti selezionati per questa sesta edizione (Mara Oscar Cassiani, Albert Figurt, Benedetta Pigoni e Gianmarco Pignatiello, Boris Pimenov) aprono i lavori con un incontro a Milano, ospiti dei partner di progetto milanesi NABA, Nuova Accademia di Belle Arti e ZONA K, partner del Centro di Residenza Artistica della Lombardia IntercettAzioni.
L’incontro, che avrà luogo dalle ore 18.30 nell’Aula G 0.4 del campus dell’Accademia a Milano, sarà l’occasione per raccontare al pubblico milanese il progetto, dettagliare le opportunità che offre ad artiste e artisti e riflettere insieme sulle possibilità creative che nascono dall’intersezione tra arti dal vivo e spazi virtuali, in un dialogo aperto tra studenti e docenti, artisti, operatori culturali e pubblico.
A integrazione dell’incontro, Residenze Digitali e NABA presentano il workshop teorico pratico “Corpo, performance e motion capture”, volto a esplorare le potenzialità della tecnologia mocap in ambito performativo. Il workshop, gratuito e rivolto ad artisti, studenti e creative technologist, si terrà nel Virtual Studio della sede milanese dell’Accademia dalle ore 15 alle 18 e sarà tenuto da Emanuele Lomello, Media Laboratory Manager di NABA, coadiuvato da due performer. Per partecipare visitare questo link.
L’evento sarà inoltre un’occasione per presentare e illustrare ilBiennio Specialistico in Digital and Live Performance di NABA, Nuova Accademia di Belle Arti, un percorso che attraverso esperienze pratiche e insegnamenti teorici, fornisce agli studenti le competenze metodologiche per lo sviluppo di processi e progetti in ambito performativo, per affinare la comprensione della realtà che li circonda e lavorare nel campo della digital e live performance a livello professionale.
QUANDO: Lunedì 26 maggio ore 18.30
DOVE: Aula G 0.4 del campus NABA, Nuova Accademia di Belle Arti via C. Darwin 20 – 20143 Milano
COME: ingresso libero, gradita prenotazione via mail a biglietti@zonak.it
Interverranno:
Lucia Franchi, Luca Ricci e Marta Meroni (CapoTrave/Kilowatt), Angela Fumarola, Fabrizio Masi (Armunia), Valentina Kastlunger (NABA, Nuova Accademia di Belle Arti), Federica Bruscaglioni (Zona K), Carlotta Garlanda (Amat), Gioele Perissini (In/Visible Cities), Roberta Nicolai (Teatri di Vetro), Fabrizio Gavosto (Mirabilia); le tutor Laura Gemini (Docente di Spettacolo e digital liveness presso l’Università degli studi di Urbino Carlo Bo) e Federica Patti (Curatrice indipendente, docente di Processi e tecniche dello spettacolo multimediale presso l’Accademia di Belle Arti di Brera); le artiste e gli artisti Mara Oscar Cassiani, Albert Figurt, Benedetta Pigoni e Gianmarco Pignatiello, Boris Pimenov.
Residenze Digitali nasce nel 2020 da un’idea del Centro di Residenza della Toscana (Armunia – CapoTrave/Kilowatt) che da allora ha esteso il partenariato all’Associazione Marchigiana Attività Teatrali AMAT, partner di R.A.M. Residenze Artistiche Marchigiane, l’Associazione ZONA K di Milano, partner del Centro di Residenza Artistica della Lombardia IntercettAzioni e ad altre realtà che nelle varie edizioni hanno fatto parte della rete; nuovi partner della sesta edizione sono NABA, Nuova Accademia di Belle Arti, l’Associazione Triangolo Scaleno / Festival Teatri di Vetro, l’Associazione IdeAgorà / Festival Mirabilia e l’Associazione Quarantasettezeroquattro (In\Visible Cities – Festival urbano multimediale) di Gorizia.
Il Centro di Residenza Artistica IntercettAzioni, riconosciuto e sostenuto da Regione Lombardia e Ministero della Cultura, lancia una call rivolta ad artiste/i e compagnie professioniste italiane per la selezione di due progetti di arti performative da sviluppare nel biennio 2026–2027.
Il bando mira a individuare due realtà da ospitare presso il Centro di Residenza IntercettAzioni che abbiano elaborato un progetto originale per la creazione di una performance che preveda l’utilizzo dello spazio pubblico e la stretta relazione con esso.
I progetti proposti devono essere quindi pensati come performance multidisciplinari, ideate e strettamente correlate allo spazio pubblico.
Le due realtà selezionate saranno ospitate presso le sedi del Centro di Residenza IntercettAzioni – Milano (Zona K e Teatro delle Moire), Brescia/Canzo (Circuito CLAPS), Vimodrone (Industria Scenica) e Piateda (Laagam) – per un percorso di 5 periodi di residenza, ciascuno della durata di 7 giorni, tra maggio 2026 e dicembre 2027.
Il Centro di Residenza mette a disposizione:
un contributo economico di 12.500 euro lordi per ciascun progetto selezionato;
spazi di lavoro e, in alcune sedi, ospitalità gratuita;
un percorso di tutoraggio artistico e progettuale.
La call è rivolta a singole/i artiste/i e compagnie fino a 5 componenti, residenti e operanti in Italia, attive/i nei campi della prosa, danza, circo contemporaneo e musica.
Scadenza per l’invio delle candidature: 28 febbraio 2026, ore 24.00
Per maggiori informazioni scrivi a: progetti@claps.lombardia.it
Per diventare volontaria e volontario iscriviti a QUESTO portale Termine invio candidature: 24 aprile
È in arrivo la prima edizione di LIFETheatre Arts Media Festival promosso da ZONA K e dal Comune di Milano / dalla Fabbrica Del Vapore. Uno sguardo sul reale, sulla vita e sulle vite delle persone. Uno studio documentaristico per raccontare il mondo con immagini e parole. Un richiamo alla rivista patinata che ha fatto la storia del fotogiornalismo per un festival che affonderà nella realtà in modo tutt’altro che patinato.
LIFE si svolgerà in due periodi: ▶︎ dal 7 al 19 maggio negli spazi di Fabbrica del Vapore ▶︎ dal 4 al 21 giugno a ZONA K, Teatro Fontana, Teatro Out Off
31 giorni di spettacoli, performance, talk, workshop, film e installazioni di artiste e artisti nazionali e internazionali provenienti da Libano, Paesi Bassi, Bielorussia, Svizzera, Germania, Inghilterra, Palestina, Belgio, Spagna, Kosovo, fino a toccare Messico e Argentina.
Hai voglia di metterti in gioco, incontrare e conoscere in prima persona compagnie e artisti/e nazionali e internazionali, immergerti nel dietro le quinte del festival? Unisciti al nostro staff e diventa volontaria e volontario di LIFE!
Partecipare è facile, ecco cosa serve:
Avere 18 anni o più
Essere disponibili per almeno 3 giorni e fino a un massimo di 7 giorni consecutivi, in uno o in entrambi i periodi del festival
Avere una buona padronanza dell’inglese
Dimostrare spirito di squadra, flessibilità e voglia di mettersi in gioco, ed essere disponibili al confronto e alla cura delle relazioni
Di cosa ti occuperai nello specifico? Potrai svolgere diverse attività, come accogliere gli artisti, ricevere i visitatori al desk informativo, gestione delle diverse sale, oppure occuparti di piccole commissioni in giro per la città. Noi saremo sempre al tuo fianco! Come volontaria e volontario del festival, beneficerai di una copertura assicurativa di responsabilità civile garantita da ZONA K. All’inizio della collaborazione, lo staff organizzativo ti chiederà di compilare un modulo di scarico di responsabilità. Sarà inoltre necessario associarti a ZONA K per l’anno in corso. La tessera sarà rilasciata a titolo gratuito. Le mansioni che ti verranno affidate non comporteranno alcun rischio elevato. L’intera attività sarà svolta nel rispetto di tutte le misure di sicurezza previste dalla normativa vigente.
Se ci darai una mano, avrai diritto a benefit che agevoleranno lo svolgimento delle mansioni di cui ti occuperai e ti permetteranno di vivere appieno gli eventi del festival:
Buoni pasto (nel caso in cui si svolgano almeno 6 ore giornaliere)
Possibilità di assistere gratuitamente agli eventi del festival nello spazio in cui si sta svolgendo il proprio turno/nel periodo selezionato per la prestazione volontaria
Diritto a un totale di 2 biglietti ridotti per accompagnatori validi per uno o due eventi del festival, da utilizzare nel periodo selezionato per la prestazione volontaria
Diritto alla tariffa “riduzione volontari” per tutti gli eventi in programma (previa verifica disponibilità)
Zainetto e T-shirt di ZONA K
Ci riserviamo la possibilità di fissare colloqui telefonici, se arriverà un alto numero di candidature.
Cosa succede dopo? Gli esiti delle selezioni saranno comunicati via e–mail entro il 28 aprile. Una settimana prima dell’inizio della prima e della seconda parte del festival si terrà l’incontro informativo con i volontari presso la sede di ZONA K.
Per diventare volontaria e volontario iscriviti a QUESTO portale Termine invio candidature: 24 aprile
In occasione della presentazione del progetto YouRban, iniziativa mirata a diffondere consapevolezza riguardo all’economia circolare, ZONA K è stata chiamata a curare le performance artistiche, teatrali e musicali che si svolgeranno in Fabbrica del Vapore dal 26 settembre al 5 ottobre 2025.
YouRban è un ambizioso progetto Europeo – coordinato dal Dipartimento di Ingegneria Meccanica del Politecnico di Milano – che affronta la sfida della sostenibilità e della cultura della circolarità, attraverso la mobile plant YouRban, una vera e propria fabbrica urbana itinerante che mostrerà alla cittadinanza come la rigenerazione degli scarti di materiali plastici rinforzati riduca il loro impatto ambientale (https://www.yourban-europe.eu/).
In questo contesto – che prevede attività, laboratori e workshop per avvicinare pubblici diversi ai temi del riuso dei materiali compositi a fine vita – ZONA K ha curato una selezione di performance site specific, spettacoli, concerti per avvicinare il pubblico alle tematiche YouRban in modo ludico, partecipativo, impattante, volto ad aumentare la consapevolezza ambientale e civile di tutte le persone.
PROGRAMMA ARTISTICO
DOVE? In Fabbrica Del Vapore Tutti gli eventi sono gratuiti fino a esaurimento posti. La prenotazione è obbligatoria. Per prenotare, clicca sulla giornata desiderata per consultare le informazioni relative.
Contatti: biglietti@zonak.it – 393.8767162
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[concerto – musica dagli anni 50 ad oggi, soul, funk, reggae con strumenti realizzati con materiali riciclati] durata 100 min ▷ Partecipazione gratuita fino ad esaurimento posti. Prenotazione obbligatoria, clicca QUI. In caso di maltempo il concerto si svolgerà al chiuso.
Un concerto fuori dal comune, dove strumenti nati da materiali di scarto danno vita a nuove sonorità: vieni a scoprire la creatività travolgente della Gaudats Junk Band.
ore 17.00 > 19.00 versione individuale ore 18.30 versione di gruppo RICCARDO TABILIO (IT) This little piece of future // Questo pezzetto di futuro
[performance audioguidata] in italiano, durata 30 min. ▷ Partecipazione gratuita con prenotazione obbligatoria a biglietti@zonak.it. La performance sarà annullata solo in caso di forte maltempo.
Un percorso sonoro unico che intreccia ricerca scientifica e immaginazione: lasciati guidare da Riccardo Tabilio in un viaggio tra città del futuro, visioni sorprendenti e domande sul nostro domani.
ore 19.00 SERGE COULIBALY e FASO DANSE THEATRE (BurkinaFaso/BE) TOLON-KE!
[concerto danzato] durata 60 min. ▷ Partecipazione gratuita fino ad esaurimento posti. Prenotazione obbligatoria, clicca QUI. La performance sarà annullata solo in caso di forte maltempo.
Con Patrick Kabré e i performer di Faso Danse Théâtre, lasciati travolgere da “Tolon ké!”: un concerto danzante che invita a celebrare insieme, senza coreografie né confini, al ritmo contagioso della musica.
ore 20.30 UPCYCLING BAND(IT) Green Art Music Project
[concerto – musica etnica con strumenti realizzati con materiali riciclati] durata 90 min. ▷ Partecipazione gratuita fino ad esaurimento posti. Prenotazione obbligatoria, clicca QUI. Il concerto si svolgerà al chiuso.
Un viaggio musicale tra lingue, culture e strumenti unici al mondo: la Upcycling Band trasforma materiali di recupero in paesaggi sonori sorprendenti e tutti da scopri
ore 17.00 > 19.00 versione individuale ore 18.30 versione di gruppo RICCARDO TABILIO (IT) This little piece of future // Questo pezzetto di futuro
[performance audioguidata] in italiano, durata 30 min. ▷ Partecipazione gratuita con prenotazione obbligatoria a biglietti@zonak.it. La performance sarà annullata solo in caso di forte maltempo.
Un percorso sonoro unico che intreccia ricerca scientifica e immaginazione: lasciati guidare da Riccardo Tabilio in un viaggio tra città del futuro, visioni sorprendenti e domande sul nostro domani.
ore 19.00 ESECUTORI DI METALLO SU CARTA (Enrico Gabrielli, Luisa Santacesaria, Sebastiano De Gennaro, Damiano Afrifa) feat. DAVIDE TOFFOLO e ALESSANDRO BARONCIANI (IT) plays Mort Garson MOTHER EARTH’S PLANTASIA
[concerto per sintetizzatori con illustrazioni dal vivo] durata 40 min. ▷ Partecipazione gratuita fino ad esaurimento posti. Prenotazione obbligatoria, clicca QUI. Il concerto si svolgerà al chiuso.
Un live unico: l’Ensemble Esecutori di Metallo su Carta reinterpreta Mother Earth’s Plantasia di Mort Garson con quattro sintetizzatori analogici, mentre Davide Toffolo e Alessandro Baronciani disegnano dal vivo un universo visivo ispirato alle piante.
ore 17.00 > 19.00 versione individuale ore 18.30 versione di gruppo RICCARDO TABILIO (IT) This little piece of future // Questo pezzetto di futuro
[performance audioguidata] in italiano, durata 30 min. ▷ Partecipazione gratuita con prenotazione obbligatoria a biglietti@zonak.it. La performance sarà annullata solo in caso di forte maltempo.
Un percorso sonoro unico che intreccia ricerca scientifica e immaginazione: lasciati guidare da Riccardo Tabilio in un viaggio tra città del futuro, visioni sorprendenti e domande sul nostro domani.
ore 19.30 TRICKSTER-P (CH) EUTOPIA
[gioco teatrale da tavolo per 22 persone] in italiano, durata 120 min. ▷ Partecipazione gratuita con prenotazione obbligatoria a biglietti@zonak.it. Il gioco teatrale si svolgerà al chiuso.
Un’esperienza partecipativa che unisce performance, installazione e gioco: con Eutopia il pubblico diventa co-creatore di mondi possibili, dove umano e non-umano si incontrano in paesaggi in continua trasformazione.
[gioco teatrale da tavolo per 22 persone] in italiano, durata 120 min. ▷ Partecipazione gratuita con prenotazione obbligatoria a biglietti@zonak.it. Il gioco teatrale si svolgerà al chiuso.
Un’esperienza partecipativa che unisce performance, installazione e gioco: con Eutopia il pubblico diventa co-creatore di mondi possibili, dove umano e non-umano si incontrano in paesaggi in continua trasformazione.
ore 19.00 EL CONDE DE TORREFIEL (ES) IO NON HO NOME/I HAVE NO NAME
[performance testuale] in italiano, durata 35 min. ▷ Partecipazione gratuita fino ad esaurimento posti. Prenotazione obbligatoria, clicca QUI. La performance sarà annullata solo in caso di forte maltempo.
Un testo proiettato su un LED-Wall trasforma il paesaggio in scenografia e narratore: con Io non ho nome / I Have No Name, El Conde de Torrefiel dà voce alla Natura in un monologo poetico che ci invita a riconsiderare il nostro rapporto con essa.
ore 19.00 EL CONDE DE TORREFIEL (ES) IO NON HO NOME/I HAVE NO NAME
[performance testuale] in italiano, durata 35 min. ▷ Partecipazione gratuita fino ad esaurimento posti. Prenotazione obbligatoria, clicca QUI. La performance sarà annullata solo in caso di forte maltempo.
Un testo proiettato su un LED-Wall trasforma il paesaggio in scenografia e narratore: con Io non ho nome / I Have No Name, El Conde de Torrefiel dà voce alla Natura in un monologo poetico che ci invita a riconsiderare il nostro rapporto con essa.
ore 20.30 ATELIERSI (IT) WE DID IT!
[spettacolo] in italiano, durata 50 min. ▷ Partecipazione gratuita fino ad esaurimento posti. Prenotazione obbligatoria, clicca QUI.In caso di maltempo lo spettacolo si svolgerà al chiuso.
Uno sguardo sul futuro prossimo in cui umanità e natura convivono in equilibrio: WE DID IT! è un ipotetico documentario teatrale che immagina scenari sostenibili e viaggia su un furgone 100% elettrico, trasformando ogni luogo in palcoscenico.
ore 19.00 EL CONDE DE TORREFIEL (ES) IO NON HO NOME/I HAVE NO NAME
[performance testuale] in italiano, durata 35 min. ▷ Partecipazione gratuita fino ad esaurimento posti. Prenotazione obbligatoria, clicca QUI. La performance sarà annullata solo in caso di forte maltempo.
Un testo proiettato su un LED-Wall trasforma il paesaggio in scenografia e narratore: con Io non ho nome / I Have No Name, El Conde de Torrefiel dà voce alla Natura in un monologo poetico che ci invita a riconsiderare il nostro rapporto con essa.
ore 20.00 RICICLATO CIRCO MUSICALE (IT) NOTE DI SCARTO – concerto per oggetti abbandonati
[concerto musica rock/pop/etno con strumenti con materiali riciclati] durata 120 min. ▷ Partecipazione gratuita fino ad esaurimento posti. Prenotazione obbligatoria, clicca QUI. In caso di maltempo il concerto si svolgerà al chiuso.
Dal theremin costruito con vecchie radio al sax ricavato da un sifone: il Riciclato Circo Musicale trasforma materiali di scarto in strumenti straordinari e in uno spettacolo che unisce musica, gioco e sostenibilità.
ore 19.00 EL CONDE DE TORREFIEL (ES) IO NON HO NOME/I HAVE NO NAME
[performance testuale] in italiano, durata 35 min. ▷ Partecipazione gratuita fino ad esaurimento posti. Prenotazione obbligatoria, clicca QUI. La performance sarà annullata solo in caso di forte maltempo.
Un testo proiettato su un LED-Wall trasforma il paesaggio in scenografia e narratore: con Io non ho nome / I Have No Name, El Conde de Torrefiel dà voce alla Natura in un monologo poetico che ci invita a riconsiderare il nostro rapporto con essa.
ore 19.45e ore 21.30 SOFIA T (IT) DJSET
durata 50 min. ▷ Partecipazione gratuita fino ad esaurimento posti. Prenotazione non necessaria. Il djset si svolgerà solo in caso di bel tempo.
Con oltre 15 anni di esperienza nei club più iconici di Milano, Sofia T trasforma ogni DJ set in un viaggio musicale intenso, tra techno pulsante, trance ipnotica e potenti sonorità vocali: lasciati trascinare sulla pista da ballo.
ore 20.30 SATOYAMA (IT) Sinking Islands
[concerto jazz/onirico] durata 60 min ▷ Partecipazione gratuita fino ad esaurimento posti. Prenotazione obbligatoria, clicca QUI. In caso di maltempo il concerto si svolgerà al chiuso.
Con Sinking Islands, Satoyama trasforma le città e le isole minacciate dall’innalzamento degli oceani in un viaggio musicale intenso e visionario: un concerto che è insieme monito e sogno, capace di coinvolgere e immergere il pubblico.
Odissea minore di Miriam Selima Fieno e Nicola di Chio | Teatro Metastasio
In residenza dal 25 novembre al 1 dicembre e dal 16 al 22 dicembre 2024
Le migrazioni dei minori rappresentano uno degli aspetti più drammatici e complessi del fenomeno migratorio contemporaneo. Una quota significativa di giovani e bambini raggiunge l’Europa attraversando la rotta balcanica, un itinerario migratorio che ha origine in Grecia, attraversa la penisola balcanica e prosegue fino all’Italia.
Odissea Minore. Per un’educazione della frontiera è un progetto di teatro documentario che riflette sul futuro dell’Europa, intrecciando storie di migrazione e analisi sociale.
Gli attori e registi Miriam Selima Fieno e Nicola Di Chio, insieme al giornalista e autore Christian Elia e alla videomaker e documentarista Cecilia Fasciani, hanno ideato un’indagine multidimensionale che si sviluppa su due fronti principali.
Un viaggio lungo la rotta balcanica, articolato in tre tappe — Grecia, Bihac in Bosnia-Erzegovina e Italia — per raccogliere testimonianze e documentare le esperienze di chi vive questa realtà.
La creazione di un comitato di esperti sull’infanzia, capace di analizzare il presente e offrire una visione sul futuro di questa “generazione di frontiera”. Il risultato sarà un’opera artistica che combina teatro, giornalismo narrativo, ricerca documentaria e cinematografia del reale, interrogando il nostro presente e gettando luce sugli eventi che stanno plasmando l’Europa del futuro.
Dov’è la nostra eternità? Come si fa a vivere qualcosa di cui si vede già la fine? Come perde densità un amore fagocitato dai ritmi della quotidianità di chi non riesce a stare a galla, in bilico tra lavori precari, assistendo con un certo senso di impotenza al crollo del mondo circostante? Sono le domande che pone con il nuovo progetto Lexicon, ospitato in residenza nei giorni scorsi.
Lexicon esplora il tema del confine, tra pubblico e privato, corpi e spazi, crisi personali e globali. Due ventenni vivono una relazione a distanza tra mancanza di rete, stanchezza e un futuro incerto, trovando ironia e speranza anche nel caos. Il progetto si interroga sui linguaggi con cui si riempiono gli spazi tra le persone, quando i corpi non condividono lo stesso spazio fisico.
Il testo di Lexicon nell’arco del 2023 ha ricevuto la menzione al premio Carlo Annoni per la categoria NEXT GENERATION; è stato selezionato per Hystrio Festival; è stato finalista al Premio Tondelli.
Il progetto, nato da momenti cruciali delle loro vite personali e dalla frustrazione per il soffocamento politico che coinvolge la scena artistica e accademica indipendente in Ungheria, elabora il Viaggio come un’esperienza da vivere e costruire insieme.
Journeying – The weight we carry indaga la migrazione in tutte le sue forme: dai grandi spostamenti legati a eventi globali, alla vita dei nomadi digitali. Un focus particolare è stato dedicato al “trasporto di pesi”, sia letteralmente che metaforicamente, mettendo in scena la quotidianità degli artisti che si muovono con carichi importanti e la riflessione su cosa significhi portare con sé la propria casa e i propri ricordi.
Vissuta da sempre in Italia, ma ora residente a Helsinki, ha abitato gli spazi di ZONA K per lavorare a Interspazio, un progetto di ricerca collettiva in cui pratiche, teorie e percorsi artistici si mettono in relazione con lo spazio pubblico e promuovono lo sviluppo di linguaggi artistici relazionali e pratiche partecipative.
Durante le giornate di lavoro in ZONA K, l’artista si è concentrata sul concetto di “spazio pubblico”, che spazia da elemento urbanistico e geografico a un più ampio ecosistema politico, sociale e culturale, nella sfera analogica e digitale. Durante la residenza sono stati organizzati dei momenti di presentazione, incontri e sopralluoghi nel quartiere di Isola.
La memoria personale e la storia collettiva vengono intrecciate attraverso le forme della performance multimediale e attivando un processo partecipativo. Il progetto mette in relazione i ricordi di un campione di persone con i frammenti di un archivio esterno e con le pratiche del movimento somatico. Come attingere alla memoria per orientare una nuova narrazione del presente? Filippo Michelangelo Ceredi lavora sull’ascolto della memoria personale e sul potenziale di ritrovare le connessioni con la dimensione collettiva dell’esistenza, riportando in luce il valore politico dell’essere umano. Come passare da immagini, suoni e gesti della nostra memoria ad una rappresentazione nello spazio?
Nel paese delle Meraviglie di Chiara Callegari e Simone Luglio | KNK Teatro
Il romanzo di Lewis Carroll diventa il punto di partenza per una riscrittura in cui si intrecciano viaggio, assurdo, ironica follia e un senso temporaneo di spaesamento. Un’immersione nella mente di un malato di Alzheimer.
Teatro, musica e arte si fanno strumenti per rivelarne anche il lato poetico, romantico e ironico.
Chiara Callegari e Simone Luglio danno vita a uno spettacolo ispirato alla loro esperienza e a quella delle persone incontrate durante la residenza, trasformandola in una storia magica, capace di comunicare su più livelli e di coinvolgere tutti.
Il progetto, è stato individuato come progetto condiviso scelto dal Centro di Residenza.
MEDUSA – THE INVISIBLE DANCE è un progetto di danza ideato e curato da Fabritia D’Intino, danzatrice e coreografa, con la musica originale suonata dal vivo di Federico Scettri, sound artist e ricercatore.
Siamo ancora capaci di muoverci nel buio? La ricerca che sta alla base di MEDUSA si identifica come LIGHT-SPECIFIC, ovvero si sviluppa a partire dalle caratteristiche luminose di ogni spazio. In che misura il buio viene respinto ed allontanato con l’uso dell’illuminazione artificiale, ad esempio di una sala teatrale, di una sala prove, e in che misura viene accolto e addomesticato in spazi naturali e selvatici?
MEDUSA – THE INVISIBLE DANCE è una danza dispersa, evaporata, presente e invisibile che si realizza al buio, luogo in cui è possibile stare e in cui si lasciano arrivare molte cose, anche la distrazione. Un ambiente popolato da presenze spettrali e da informazioni soniche che porta alla decostruzione dello sguardo sul corpo danzante e sul pubblico.
Il Centro di Residenza della Toscana (Armunia – CapoTrave/Kilowatt), in partenariato con l’Associazione Marchigiana Attività Teatrali AMAT partner di R.A.M. Residenze Artistiche Marchigiane, l’Associazione ZONA K partner del Centro di Residenza Artistica della Lombardia IntercettAzioni, Quarantasettezeroquattro ETS- In\Visible Cities Festival, l’Associazione Triangolo Scaleno / Festival Teatri di Vetro, l’Associazione IdeAgorà / Festival Mirabilia e NABA, Nuova Accademia di Belle Arti, lanciano il presente bando per la selezione di n° 4 progetti di Residenza Digitale da svilupparsi nel corso dell’anno 2025.
L’intento è quello di stimolare gli artisti e le artiste delle performing arts all’esplorazione dello spazio digitale, come declinazione della loro ricerca autoriale.
Dovrà trattarsi di progettualità artistiche legate ai linguaggi della scena contemporanea e della performance, che nascano direttamente per l’ambiente digitale o che in esso trovino un ambito funzionale ed efficace all’esplicitarsi dell’idea artistica. A titolo di esempio: non si tratta di presentare percorsi di lettura o riprese video di testi o spettacoli esistenti o da farsi, bensì di concepire progetti artistici che abbiano nello spazio web il loro habitat ideale, indicandone le modalità di fruizione e interazione da parte dello spettatore, che può anche prevedere la compresenza di una dimensione dal vivo, affiancandola a quella digitale, che deve restare prevalente. Gli artisti/e partecipanti dovranno anche specificare se può risultare utile l’eventuale concessione di un periodo di residenza dal vivo, negli spazi gestiti dai partner dell’azione, o durante il periodo di ricerca (per registrazioni di materiali video, o altro), o nel periodo finale di allestimento. In ogni caso, tutti i progetti devono prevedere una restituzione on-line aperta al pubblico, da tenersi nel corso del mese di dicembre 2025.
Ciascuna delle 4 proposte vincitrici riceverà un contributo di residenza di 4.500 euro + iva + messa a disposizione dell’alloggio e di uno spazio di lavoro per l’eventuale periodo di residenza in presenza. Il compenso sarà pagato dietro la presentazione di regolare fattura.
I promotori del presente bando hanno individuato in Marcello Cualbu, Laura Gemini e Federica Patti, tre esperti nell’ambito della creazione digitale che, insieme con i curatori del progetto, saranno i tutor degli artisti/e durante lo sviluppo dei loro percorsi.
I lavori vincitori potranno avvalersi anche di altri contributi produttivi forniti da ulteriori soggetti dello spettacolo, ovvero non si richiede loro alcun vincolo di esclusiva per ciò che riguarda la produzione che resta nell’assoluta disponibilità gestionale degli artisti/e.
Gli artisti e le artiste interessati a partecipare alla selezione dovranno entrare nel portale www.ilsonar.it, selezionare le pagine relative al bando Residenze Digitali e compilare i campi richiesti dal modulo di partecipazione online. Verranno richiesti loro:
1) una presentazione dell’artista o della compagnia (massimo 1.000 battute);
2) una descrizione del progetto di Residenza Digitale che si intende realizzare, specificando un’ipotesi di cronoprogramma e indicando se è necessario un periodo di residenza dal vivo presso gli spazi gestiti dai partner dell’azione (massimo 2.500 battute);
3) l’indicazione di un partner tecnico (programmatore, webmaster, fornitore di specifico know-how) che supporti le necessità dell’opera;
4) un allegato di tipo non testuale che possa illustrare le modalità di realizzazione on-line previste e/o immaginate (video, audio, pdf, PowerPoint), che potrà essere caricato come allegato o fornito come link esterno;
5) disponibilità a un incontro in presenza da tenersi il 26 e 27 maggio 2025 a Milano, nella quale si riuniranno di persona tutti i partner del progetto, i tutor e gli artisti/e selezionati per il quale le spese di viaggio e ospitalità sono a carico dei partner del progetto;
6) disponibilità a partecipare a tutti gli incontri online che si terranno a cadenza mensile, da giugno fino a dicembre 2025 e poi a realizzare una prova aperta online del proprio lavoro, nel periodo di dicembre 2025 che verrà individuato in accordo tra partner del progetto e artisti/e.
Tutti i materiali sopra descritti dovranno essere caricati online entro le ore dodici (mezzogiorno) di giovedì 27 marzo 2025.
É possibile che gli organizzatori invitino alcuni degli artisti/e a un colloquio conoscitivo, da realizzarsi in videoconferenza, nel periodo 22-23 aprile, con i candidati/e che avranno superato la prima fase della selezione.
All’atto di invio dei propri materiali, le compagnie e gli artisti/e accettano implicitamente tutte le norme contenute nel presente bando.
Con il presente bando, si vuole sviluppare un dialogo sempre più ampio e fruttuoso tra spettacolo dal vivo e pensiero creativo applicato allo spazio digitale, esplorando opportunità di creazione che aprano nuove sfide formali e concettuali, producendo contenuti artistici innovativi e affiancando le forme consuete di fruizione dello spettacolo dal vivo.
Per la sesta edizione del bando, il centro di Residenza della Toscana (Armunia – CapoTrave/Kilowatt), in partenariato con l’Associazione Marchigiana Attività Teatrali AMAT partner di R.A.M. Residenze Artistiche Marchigiane, l’Associazione ZONA K partner del Centro di Residenza Artistica della Lombardia IntercettAzioni, Quarantasettezeroquattro ETS- In\Visible Cities Festival, l’Associazione Triangolo Scaleno / Festival Teatri di Vetro, l’Associazione IdeAgorà / Festival Mirabilia e NABA, Nuova Accademia di Belle Arti, lanciano il presente bando per la selezione di n° 4 progetti di Residenza Digitale da svilupparsi nel corso dell’anno 2025. I progetti vincitori avranno un momento di emersione e confronto con i pubblici all’interno de La Settimana delle Residenze Digitali che si terrà nel corso del mese di dicembre 2025.
Starting from 2025, the IN SITU network will launch PLATFORM, a four year programme to identify and support 200 emerging artists. It proposes an innovative and efficient support platform to develop artistic creations at the European level in public spaces and non-conventional venues.
Our first Open call targets 65 emerging artists working in non-conventional venues. The application form will be available starting from January 1 on this page → https://www.in-situ.info/news/open-call-1
From 2025 to 2028, the IN SITU network will launch PLATFORM, a four year programme to identify and support 200 emerging artists creating in public space and non-conventional venues throughout Europe.
The network is pleased to announce the continued support of the European Commission, marking two decades of collaboration and shared commitment.
Want to learn more about IN SITU PLATFORM?
PLATFORM in a nutshell
Coordinated by Lieux publics in close cooperation with 20 partners, PLATFORM runs from 2025 to 2028 and proposes an innovative and efficient support programme for emerging artists to develop artistic creation at the European level in public space and non-conventional venues. It takes the form of an international consortium composed of one Coordination entity and more than 20 partners from 21 countries in Europe and beyond : Austria, Belgium, Czech republic, Poland, Denmark, France, Germany, Greece, Hungary, Italy, Kosovo, the Netherlands, Norway, Portugal, Spain, Tunisia but also UK, USA, Burkina Faso, South Korea and Chile.
Three cycles will be organised throughout the 4 years of the project, each of them welcoming and actively supporting 65 artists selected through curated calls for applications.
The first segment of each cycle offers to all selected artists:
– an online preparation and training programme focusing on artistic creation in public space.
– five immersive labs to benefit from the expertise of IN SITU members, work with them on their artistic projects and connect with artists and professionals.
– a peer to peer programme building on the knowledge of experienced IN SITU artists.
After a second selection, the second segment supports 10 to 15 projects out of the 65 supported in the first segment with:
– a tailor-made path of residencies and dissemination opportunities.
– a direct production grant.
– the organisation of an IN SITU FOCUS showcasing IN SITU emerging artists at the occasion of international festivals in Spain, Kosovo and Austria.
Where are we heading?
With the next European program, IN SITU will open up even further and the community of artistic creation in public space expands :
– More artists are supported with the clear vision of creating a collective endorsing IN SITU values.
– The network gathers more partners, other European networks and professionals worldwide increasing cross fertilisation among key actors of the sector.
With its 20 years of expertise, IN SITU network offers a solid platform for booming the international careers of emerging artists. A fertile ground for learning together, experimenting and meeting key players in the field of arts in public space.
IN SITU PARTNERS
Artopolis Association (Hungary), Atelier 231 (France), Bildstorung (Germany), Bússola (Portugal), Cielos del Infinito (Chile), CIFAS (Belgium), City of Weaves (Poland), Collectif ACMUR – Rendez-vous chez nous (Burkina Faso), Čtyři Dny / Four Days (Czech Republic), DARI Project (South Korea), Dream City (Tunisia), Eyes Walk Festival (Greece), FiraTàrrega (Spain), Freedom Festival / Norfolk & Norwich Festival (The United Kingdom), Flynn Center (The United States of America), La Strada Graz (Austria), Lieux Publics (France), Metropolis – KIT (Denmark), ODA Teatri (Kosovo), Oerol Festival (The Netherlands), Østfold Internasjonale Teater (Norway), Provinciaal Domein Dommelhof (Belgium), Teatro Di Sardegna (Italy), ZONA K / BASE Milano (Italy).
ore 19:30 METABOLO II: ORYNTHIA di Valerie Tameu Dove: in presenza presso La Corte Ospitale di Rubiera (RE) e online (invio del link via email dopo l’acquisto del biglietto) Durata: 50′ – online: per 20 spettatori
Un rituale cyber-magico, in cui il movimento del corpo umano, quello di un biota acquatico e un software di intelligenza artificiale collaborano per dare vita a un’entità numerica, una figura ispirata alla leggenda della Mami Wata, divinità acquatica mutaforma dell’Africa occidentale ed equatoriale.
ore 21:00 SPAZIO LATENTE di Filippo Rosati Dove: su Twitch Durata: 50′ – per 50 spettatori
Un’esperienza digitale immersiva che porta il pubblico in un teatro anatomico virtuale dove l’innesto di un impianto cerebrale consentirà la modifica da parte del pubblico delle memorie del paziente, un lavoro che s’interroga sul rapporto tra tecnologia, arte e coscienza umana
VENERDÌ 29 NOVEMBRE ore 19:30 NON PLAYER HUMAN di Simone Arganini e Rocco Punghellini Dove: su Twitch Durata: 60′
Una performance interattiva che, attraverso la figura del “Non-Playable-Character”, porta in scena le tensioni esistenziali dell’essere umano, interrogandosi sulle dinamiche relazionali e di potere che si creano in presenza di un soggetto controllato in un contesto di live-stream.
ore 21:00 METABOLO II: ORYNTHIA di Valerie Tameu Dove: online (invio del link via email dopo l’acquisto del biglietto) Durata: 50′ – per 20 spettatori
SABATO 30 NOVEMBRE ore 18:30 RADIO PENTOTHAL di Ruggero Franceschini Dove: online (invio del link via email dopo l’acquisto del biglietto) Durata: 60′
Una radio ispirata dal personaggio di Andrea Pazienza e dalla storica Radio Alice, i cui contenuti sono generati da un programma di intelligenza artificiale addestrata con materiali della controcultura degli anni ‘70.
ore 21:00 NON PLAYER HUMAN di Simone Arganini e Rocco Punghellini Dove: su Twitch Durata: 60′
DOMENICA 1 DICEMBRE ore 18:30 RADIO PENTOTHAL di Ruggero Franceschini DOVE: online (invio del link via email dopo l’acquisto del biglietto) Durata: 60′
“La quinta edizione della Settimana delle Residenze Digitali porta all’attenzione di pubblico e operatori quattro artisti fortemente motivati a lavorare nello spazio digitale online, con progetti realizzati dal vivo che domandano allo spettatore una partecipazione relazionale e interattiva: sempre più il nostro lavoro si avvicina agli obiettivi che avevamo pensato quando lo abbiamo avviato nel 2020, ovvero aprire nel panorama teatrale e coreografico italiano uno spazio che prima non c’era” – dichiarano Lucia Franchi e Luca Ricci, direttori generali dell’Associazione CapoTrave/Kilowatt e coordinatori insieme ad Armunia del network Residenze Digitali.
Residenze Digitali nasce da un’idea del Centro di Residenza della Toscana (Armunia – CapoTrave/Kilowatt), in partenariato con l’Associazione Marchigiana Attività Teatrali AMAT, il Centro di Residenza Emilia-Romagna (L’arboreto – Teatro Dimora │ La Corte Ospitale), l’Associazione ZONA K di Milano, Fondazione Piemonte dal Vivo – Lavanderia a Vapore, C.U.R.A. – Centro Umbro Residenze Artistiche, a cui si sono aggiunte quest’anno due nuove realtà: il Centro di produzione di danza e arti performative Fuorimargine, in Sardegna, e l’Associazione Quarantasettezeroquattro (In\Visible Cities – Festival urbano multimediale) di Gorizia.
Sono 4 le proposte vincitrici del Bando delle Residenze Digitali, progetto che si rivolge ad artiste e artisti delle performing arts per supportare l’esplorazione dello spazio digitale: Non Playable Human di Simone Arganini e Rocco Punghellini, esplora, sull’eco della performance Rythdi Marina Abramović, lo spazio fra individuo e NPC (“non-playable-character”- un personaggio programmato per eseguire specifici input, ma privo di arbitrio), in un dialogo da remoto di cui sono partecipi il performer, il pubblico e un mediatore. Radio Pentothal di Ruggero Franceschini è una stazione radio diffusa via web e onde radio, ispirata all’omonimo personaggio inventato dal disegnatore Andrea Pazienza e alimentata da un’intelligenza artificiale testuale che crea contenuti visionari e onirici ispirati agli anni ’70 italiani, a cui il pubblico può contribuire in diretta; Neuralink Theatre di Filippo Rosati / Umanesimo Artificiale ricerca il concetto speculativo di performatività per impianti cerebrali neurali, esplorando come il cervello percepisce e codifica le immagini. Speculando su nuove forme di interfacce neurali, gli spettatori vengono immersi in un ambiente virtuale che unisce storytelling, gameplay interattivo e stimolazione sensoriale; HydroSync (titolo provvisorio) di Valerie Tameu è un rituale cyber-magico in cui il movimento del corpo umano, quello di un biota acquatico e un software di intelligenza artificiale collaborano per dare vita a una figura digitale ispirata alla leggenda della Mami Wata, Dea dell’acqua mutaforma.
Ogni progetto riceve un contributo di residenza di 4.500 euro + iva, e la messa a disposizione dell’alloggio e di uno spazio di lavoro per l’eventuale periodo di residenza in presenza. Tutti i progetti prevedono una restituzione on-line aperta al pubblico durante la Settimana delle Residenze Digitali che si terrà dal 26 novembre al 1 dicembre.
Il processo di creazione artistica viene seguito dai partner di progetto e conta sulla collaborazione di tre tutor esperte della creazione digitale, a cui si aggiunge da quest’anno un quarto professionista: Laura Gemini, Anna Maria Monteverdi, Federica Patti e Marcello Cualbu.Residenze Digitali nasce da un’idea del Centro di Residenza della Toscana (Armunia – CapoTrave/Kilowatt), in partenariato con l’Associazione Marchigiana Attività Teatrali AMAT, il Centro di Residenza Emilia-Romagna (L’arboreto – Teatro Dimora │ La Corte Ospitale), l’Associazione ZONA K di Milano, Fondazione Piemonte dal Vivo – Lavanderia a Vapore, C.U.R.A. – Centro Umbro Residenze Artistiche, a cui si aggiungono quest’anno due nuove realtà: il Centro di produzione di danza e arti performative Fuorimargine, di Cagliari, e l’Associazione Quarantasettezeroquattro (In\Visible Cities – Festival urbano multimediale) di Gorizia.
I PROGETTI SELEZIONATI
NON PLAYABLE HUMAN di SIMONE ARGANINI
La visione romantica di un eden immutabile, e la necessità di un rifugio esistenziale, oggi trovano per molti una risposta nell’ecosistema digitale: un mondo frammentato fatto di spazi programmati, parziali, in cui trovare la propria nicchia e realizzare le proprie fantasie. Spazi restituiti come esperienze narrative e di escapism, la cui bellezza risiede proprio nella loro alterità e limitatezza. Allo stesso tempo però, il digitale si manifesta oggi più che mai come una dimensione misteriosa e complessa.
Nel 2023, uno dei fenomeni virali più peculiari è stato quello dei “real-world NPCs”. Il termine NPC è preso in prestito dal gaming e significa “non-playable-character”, a indicare un personaggio programmato per eseguire specifiche task, ma privo di arbitrio. Questo parallelismo fra realtà e gaming, già osservato anni fa in forma di video-meme con gli “NPC Dialogues in real-life”, si è sviluppato a tal punto che oggi esistono gli NPC streamers, ovvero persone che eseguono prompt inviati dai follower in live-stream, in cambio di tokens, spesso con finalità erotiche o feticiste. Questo esempio, come altri, rivela il radicale cambiamento di paradigmi che stiamo continuamente sperimentando nella società post-digitale.
Sull’eco di Rhythm 0 di Marina Abramović, nell’era post-digitale il progetto propone un dialogo da remoto di cui saranno partecipi il performer, il pubblico e un mediatore. I temi saranno l’esplorazione dello spazio fra individuo e NPC, l’uso del prompting, il ruolo della mediazione, e la problematicità del posizionamento dell’io e del corpo nell’ecosistema virtuale.
Simone Arganini studia danza contemporanea con Manfredi Perego e musica elettronica al Conservatorio di Parma e di Vicenza. È danzatore e autore di performance, oltre a occuparsi di sound design, composizione e programmazione di dispositivi interattivi per spettacoli teatrali. È membro di CollettivO CineticO.
Rocco Punghellini è designer digitale e sviluppatore web freelance, con una passione per la tecnologia e per le sue implicazioni sociali. Si forma in comunicazione visiva presso il Politecnico di Milano e il Royal College of Art di Londra.
Radio Pentothal è una stazione radio interattiva diffusa via web e onde radio, alimentata da un’intelligenza artificiale testuale che crea contenuti visionari e onirici ispirati agli anni ’70 italiani, a cui il pubblico può contribuire in diretta. Questo progetto nasce da una libreria di famiglia, che è ferma a Bologna, 1977: le graphic novel di Andrea Pazienza o Max Capa (“L’Elefante a Rotelle”), la guida su come fare una radio clandestina, i saggi filosofici di Bifo, le registrazioni di Radio Alice (incluso il blitz della polizia trasmesso in diretta)…
La fertilità creativa della controcultura degli anni ’70 è un dataset prezioso per l’addestramento di un intelligenza artificiale testuale: un LLM, Large Language Model (simile a Chat GPT). Il LLM sarà addestrato con il supporto tecnico di un data scientist e sarà poi implementato in un’installazione leggera, mobile: un omaggio a Radio Alice. Il pubblico potrà creare in collaborazione con il LLM la propria trasmissione, scegliendo tra diverse categorie (radiodramma, poesia, canzone, radiogiornale…), e trasmetterla o condurla tramite microfoni. La performance sarà accessibile al pubblico online, o su frequenze radio. Prima e dopo la performance, la radio tornerà a trasmettere il cosiddetto “nastro continuo” (già utilizzato da Radio Alice), anch’esso creato precedentemente in collaborazione con il LLM. Pentothal è sia un personaggio inventato da Andrea Pazienza, che ritrasse perfettamente Bologna alla fine degli anni ’70, sia il “siero della verità”: ma cosa c’è di vero nelle informazioni che riceviamo?
Questa performance interattiva vuole ricercare come la collaborazione con l’intelligenza artificiale possa diventare una forma di resistenza alle manipolazioni del capitalismo della sorveglianza, con l’aiuto di una sciocca, lontana e distorta radio.
Ruggero Franceschini si diploma nel 2014 alla Scuola del Piccolo Teatro di Milano e lavora in teatro e al cinema con Luca Ronconi, Declan Donnellan, Pappi Corsicato, Federico Tiezzi, Giorgio Sangati, Rajeev Badhan, Francesca Merli, Hannah Hurtzig. Nel 2016 consegue la laurea triennale in Lettere Moderne presso l’Università degli Studi di Milano, nel 2019 prende la Laurea Magistrale alla CSM di Londra in Performance Design and Practice. Lavora come regista, sia in teatro che nello spazio pubblico, per TSV, MALTE, eunemesi (IT), switchoffthelight (TW), Momentum (AT) e LUIT (FR).
concept e regia: Ruggero Franceschini drammaturgia: Sonia Antinori, Ruggero Franceschini con: Alberto Baraghini, Angelo Callegarin, Paula Carrara, Claudia Gambino, Samantha Silvestri sound design: I Fidanzati della Morte set design: Kinga Kolaczko creative developer: Michele Cremaschi con il supporto di: MALTE, Sineglossa
NEURALINK THEATRE – PERFORMATIVITÀ PER IMPIANTI NEURALI di FILIPPO ROSATI / UMANESIMO ARTIFICIALE
In un mondo in cui i progressi tecnologici hanno ridefinito la nostra esistenza, il concetto tradizionale di teatro e performatività ha subito una trasformazione senza precedenti. In un futuro dove ogni individuo è dotato di impianti cerebrali neurali (es: Neuralink), si aprono le porte a nuove frontiere per l’espressione artistica e la narrazione immersiva. Come percepisce le immagini il nostro cervello? Come le codifica in esperienze? Cosa significa creare un’opera d’arte per impianti neurali? Che forma potrebbe avere?
“Neuralink theatre” invita gli spettatori a un viaggio oltre i limiti dello spazio fisico, superando le convenzioni del teatro tradizionale ed abbracciando tecnologia, arte e coscienza umana. Speculando su nuove forme di interfacce neurali, gli spettatori vengono immersi in una miscela dinamica di storytelling, gameplay interattivo e stimolazione sensoriale. La piattaforma online (spazio web 3D) funge da portale verso un mondo nuovo, fatto di esperienze progettate per affascinare i sensi e stimolare l’immaginazione. Ma oltre al semplice intrattenimento, “neuralink theatre” funge anche da piattaforma per esplorare domande profonde sulla natura della coscienza, sull’identità e sulle implicazioni etiche delle neurotecnologie emergenti. Essendo parte attiva dell’azione performativa, i partecipanti sono incoraggiati a contemplare le implicazioni di un mondo in cui i confini tra digitale e organico sono sempre più sfumati.
Filippo Rosati è fondatore di Umanesimo Artificiale, realtà che lavora con tecnologie esponenziali in campo artistico e opera in tutto il mondo dall’Italia, con una rete di partner europei. Umanesimo Artificiale nasce con l’intento di indagare cosa significa essere umani nell’era dell’intelligenza artificiale. Promuove il pensiero creativo-computazionale attraverso il canale delle arti digitali e dello spettacolo, e sensibilizza verso una relazione fertile tra artisti e nuove tecnologie.
concept e direzione artistica: Filippo RosatiR&D Umanesimo Artificiale produzione: operating system. studio
HYDROSYNC (titolo provvisorio) di VALERIE TAMEU
È un rituale cyber-magico, in cui il movimento del corpo umano, quello di un biota acquatico e un software di intelligenza artificiale collaborano per dare vita a una figura digitale ispirata alla leggenda della Mami Wata, dea dell’acqua mutaforma. Questa nuova entità ibrida, che unisce elementi umani e marini, si materializza durante la performance come un essere alieno, per poi trasformarsi in una presenza online attraverso un’applicazione web. L’AI può davvero cogliere la complessità del desiderio e dell’intenzione del movimento umano, o si limita al tracciamento spaziale del corpo, diventando testimonianza di un’interpretazione fallace?
Valerie Tameu è autrice e performer. Si laurea in studi di danza presso la Facoltà di Cinema, Spettacolo, Musica e Media di Torino. Dal 2019, crea e porta avanti i suoi progetti artistici in diversi contesti e realtà che spaziano dalla performance alle installazioni e ai progetti di ricerca, caratterizzati da un approccio ibrido e esplorativo. La sua ricerca riguarda il rapporto tra performance e identità, e la differenza tra memoria e immaginazione, mentre la sua pratica artistica fonde corporeità, idee, teorie e allucinazioni.
di e con: Valerie Tameu sound artist: Michele Mandrelli creative developer: Michele Cremaschi
Performance itinerante in cuffia | durata 120 min | in italiano adatto a un pubblico a partire dai 10 anni evento non accessibile a persone con mobilità ridotta
ATTENZIONE: PRIMA DI EFFETTUARE L’ACQUISTO DEI BIGLIETTI LEGGERE ATTENTAMENTE TUTTE LE INFORMAZIONI INERENTI ALLA PARTECIPAZIONE ELENCATE DI SEGUITO
Una mappa di parole e suoni, un disegno di luoghi e storie, un percorso audio a misura di cittadino, che attraversa Milano e unisce Parco Sempione a Villapizzone, Lambrate ai Navigli, Paolo Sarpi a Rimembranze di Greco.
Sono luoghi di crescita e di trasformazione, di memoria e proiezioni di futuro quelli che il pubblico è chiamato ad attraversare: alcuni solo evocati, altri realmente toccati dal percorso a piedi che il pubblico è chiamato a seguire.
In ogni luogo la cronaca e la storia di Milano incrociano le storie personali dei cittadini, così in una strada una targa ricorda uno scienziato mentre al civico 2 una ragazza entra nella casa che segna l’inizio della sua storia nella città; una piazza diventa un campo da calcio dove si gioca una partita tra vecchi e nuovi abitanti; una canzone ricorda un concerto annullato all’ultimo minuto e un titolo di giornale rimbalza tra gli anni della contestazione e l’omicidio nell’albergo proprio accanto a quel locale dove tutte le mattine si faceva colazione ai tempi dell’Università.
Lungo la strada, attraversata dal percorso chic e dal percorso radical, incontri inaspettati, soste improvvise e cambiamenti di rotta: un viaggio per Milano, ogni volta diverso, allo stesso tempo collettivo e individuale, dove perdersi tra passato, presente e futuro diventa un modo per scoprire quello che non sapevamo di conoscere.
COME PARTECIPARE
➤ La camminata ha una durata di circa 2 ore. Si consiglia di indossare scarpe e vestiti adatti alla camminata urbana e di portare con sé una bottiglia/borraccia d’acqua.
➤ Il ritrovo è 15 minuti prima dell’inizio della performance nella piazzetta di via Cesariano 8, lì riceverete le vostre cuffie wireless. ➤ Il luogo di arrivo è una sorpresa, ma sarà una fermata della metro o di un tram, o del passante ferroviario.
➤ NB: durante il percorso si prenderanno i mezzi pubblici, si prega di portare con sé un biglietto cartaceo ATM.
➤ La performance verrà annullata solo in caso di pioggia consistente; in caso di annullamento preventivo verrete avvisati telefonicamente.
La performance è realizzata in seguito a un laboratorio teatrale cominciato a Living Moneta e proseguito a ZONA K. “BÜRGERBÜHNE – La scena dei cittadini” – ispirato al progetto dello Staatsschauspiel di Dresda – è uno spazio aperto al confronto per trasformare le riflessioni, le urgenze e le domande dei cittadini in linguaggio artistico e trovare così nuove forme di partecipazione attiva
Un progetto di ZONA K Performer, autori/autrici dei testi Massimo Amati, Eleonora Bedon, Emilia Bella, Francesco Cecinato, Francesca Gerli, Maria Teresa Gimelli, Paolo Grulla, Fabio Lastella, Elena Lerra, Xina Veronese, Sara Pennati, Daniela Petrillo, Irmtraut Tonndorf Drammaturgia e regia Federica Di Rosa Organizzazione e aiuto regia Leda Peccatori Editing audio Davide Stecconi Laboratorio a Living Moneta/Associazione Porta Moneta a cura di Miriam Selima Fieno, Nicola Di Chio Laboratorio a ZONA K a cura di Federica Di Rosa con Leda Peccatori costumi Tantrika Shop musiche originali Bruschetta Brothers Si ringrazia LibrOsteria, Ristorante Pizzeria Mediterraneo, Giardini In transito Lea Garofalo e Federico Antonello
restituzione pubblica con cuffie audio WiFi | durata 60 min.
c/o Piazza IV Novembre – Antrodoco (Rieti) in caso di maltempo: Teatro Sant’Agostino – Piazza Martiri della Libertà, 5
Posti limitati – Partecipazione gratuita con prenotazione obbligatoria. Per info e prenotazioni (indicando nome e numero persone): 346 1276066
Un gruppo di adolescenti di Antrodoco. Una voce in cuffia che guida il Pubblico. Una restituzione pubblica per conoscere da vicino le nuove generazioni
I protagonisti di questa storia sarete voi, Pubblico, e noi, Attori. Una squadra sarà il riflesso dell’altra. Uno specchio, un incontro, una differenza.
Verrai a trovarci?
con Arianna Accili, Lorenzo Castrucci, Giorgia Chiuppi, Elisa Fainelli, Francesca Quintili, Lucia Sereni, Lara Petrelli; produzione ZONA K (Milano); drammaturgia e regia Andrea Ciommiento; assistenza alla regia Sathya Nardelli; ringraziamento a Elisa Guerrieri e Francesco Giangiacomo; coordinamento progettuale Federica Di Rosa; in collaborazione con il Comune di Comuni di Antrodoco-Borgo Velino-Castel Sant’Angelo; con il sostegno del Ministero per la Famiglia per il progetto “Educare Insieme“
Open Call per PLAYLIST PLAYLAST. The Impossible Karaoke
Certe canzoni ci appartengono più di altre. ‘PLAYLIST PLAYLAST. The Impossible Karaoke‘ è una performance partecipata, un rito collettivo che nasce da un sogno d’amore.
Oltre alle canzoni della nostra playlist abbiamo deciso di aggiungere 3 brani proposti dal pubblico.
Ecco come fare per proporre la tua canzone: – scegli una canzone che racconti l’amore o la fine di un amore
– allega un breve testo scritto che illustri il tuo legame con questo brano (max 10 righe, 600 battute spazi inclusi)
– indica se vuoi cantarla e raccontarne la storia tu (anche insieme agli amici) o se preferisci affidarla all’artista
– ascolta la playlist e preparati a cantare anche tutti i brani – a questo link.
– invia la tua proposta entro il 10 settembre a: giulia@micamera.com, segnalando nell’oggetto: “PLAYLIST PLAYLAST. The Impossible Karaoke”
Dal 15 settembre le canzoni selezionate saranno inserite nella playlist ufficiale.
foto di Luigi Fiano
Gaia Giani (IT)
EXTRA FOCUS IN COLLABORATION WITH Micamera
participatory performance, karaoke
DETAILED INFORMATION COMING SOON ON HOW TO RESERVE THE MICROPHONE
132 moons, 2244 songs, 17 playlists, three years of love. Then it’s all over. What’s left?
Gaia Giani recounts her dream of love between Milan and Tucson in a performance – karaoke created to collectively process the end of a love affair.
It all begins with the 2244 tracks divided into 17 playlists created together with her ex-partner. What to do with them? Giani can no longer listen to them, but she can’t get rid of them either. She decides to start sharing them with her friends, asks them to choose some tracks, and before long a playlist of playlists is born, a musical elaboration of her romantic evolution.
There’s nothing left to do but sing them together: here is PLAYLIST PLAYLAST. The Impossible Karaoke, a collective performance to sing about an impossible love. The goal is to reclaim the music and erase the 17 playlists. Each track has a story behind it, and in a sort of stand-up comedy, Giani retraces the ‘playlist method’, the heartache, and the goodbyes. PLAYLIST PLAYLAST. The Impossible Karaoke is an evening of singing and dancing, a collective ritual, shared laughter and tears. At the same time, it is a reflection on memory, on the archives – of songs, photos, messages – that we carry with us, in our phones or on hard drives, with the dilemma and sometimes the urgency to archive them, let them lie silent, or get rid of them.
After an initial private performance, this second edition is open to a wider audience. Participants will have the opportunity to suggest a track to add (and a story to tell). Among the proposals, two will be included as bonus tracks in the original playlist.
TAM TAM è un’esperienza teatrale pensata per accompagnare bambine e bambini alla scoperta delle emozioni e della relazione con gli altri attraverso il gioco, il corpo e l’immaginazione.
Un’occasione unica per dare spazio alla fantasia, alla creatività e all’espressione di sé!
Quest’anno il tema è il “SE FOSSI…”: Se fossi una coccinella? Un albero? Un oggetto magico? Un modo divertente per esplorare la trasformazione e il cambiamento, stimolando il pensiero creativo e la capacità di mettersi nei panni dell’altro.
Durante il corso, bambine e bambini lavoreranno in gruppo con la guida di professionisti, e sperimenteranno anche discipline artistiche come movimento, musica e arte.
Alla fine del percorso, il gruppo presenterà un piccolo racconto scenico da condividere con adulti e amici, un momento speciale per celebrare insieme il viaggio teatrale fatto insieme.
PROVA GRATUITA SU PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA È possibile partecipare gratuitamente a una lezione di prova lunedì 29 settembre, solo su prenotazione. I posti sono limitati.
Chi non riuscisse a partecipare il 29 settembre potrà richiedere un’altra prova gratuita solo se il gruppo non avrà raggiunto il numero massimo di partecipanti, e comunque non oltre lunedì 27 ottobre.
Le lezioni si svolgono sempre il lunedì per la fascia d’età 6 – 7 anni, e il martedì per la fascia 8 – 10 anni; in entrambi i giorni l’orario è dalle 17.15 alle 18.15. Il corso è annuale e prevede 28 appuntamenti totali compresa la prima lezione di prova e si attiva al raggiungimento del numero minimo dei partecipanti. È previsto un numero massimo di partecipanti. Le iscrizioni verranno registrate in base all’ordine di arrivo dei moduli con relative ricevute di pagamento.
Costo € 470,00.
Agevolazioni:
– 15% per iscrizione entro il 15 settembre pagamento in unica rata; – 10% per iscrizione pagamento unica rata; – 5% per iscrizione secondogeniti e iscritti anno precedente pagamento in due rate Gli sconti non sono cumulabili.
Hai tra gli 11 e i 14 anni? Partecipa a Teatro e non solo!
Perché questo corso è… teatro + audio + video+ esplorazione + invenzione + linguaggi della scena e costruiremo insieme una performance multidisciplinare.
Il titolo del corso Teatro e non solo! quest’anno è Isola Clip, un punto di vista speciale per raccontare il quartiere: un palazzo, una panchina, il marciapiede, una finestra, un cartello stradale…
Scegli il tuo sguardo sulla città e fallo parlare attraverso audio, video, musica, suoni, parole, azione performativa. Trasforma l’Isola in tante clip!
Teatro e non solo! è un percorso teatrale che utilizza strumenti che conosci (smartphone, programmi di montaggio audio e video) per sperimentare il tuo punto di vista e la tua immaginazione in un’esperienza artistica collettiva.
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PROVA GRATUITA SU PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA E’ possibile partecipare gratuitamente a una lezione di prova martedì 1 o 8 ottobre prenotando il proprio posto scrivendoci aorganizzazione@zonak.it o chiamandoci allo 02.97378443. Il numero dei partecipanti è limitato.
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Le lezioni si svolgono sempre il martedì con orario dalle 14.30 alle 15.30.
Il corso è annuale e prevede 28 appuntamenti totali compresa la lezione di prova e si attiva al raggiungimento del numero minimo dei partecipanti.
Il corso è annuale e prevede 28 appuntamenti totali compresa la lezione di prova e si attiva al raggiungimento del numero minimo dei partecipanti. È previsto un numero massimo di partecipanti. Le iscrizioni verranno registrate in base all’ordine di arrivo dei moduli con relative ricevute di pagamento.
Costo € 470,00.
Agevolazioni:
– 15% per iscrizione entro il 15 settembre pagamento in unica rata;
– 10% per iscrizione pagamento unica rata;
– 5% per iscrizione secondogeniti e iscritti anno precedente pagamento in due rate Gli sconti non sono cumulabili.
Per facilitare la logistica e la fruizione del corso, durante l’anno le ragazze e i ragazzi che parteciperanno al corso potranno, usciti da scuola, pranzare al sacco direttamente in ZONA K.
Moni Wespi (CH/BE)
participatory performance | duration 60 min c/o Wanda Osiris Park, via Veglia, Milan
Moni Wespi continues the research, begun in 2014 with the project Moving Portraits, on the relationship between the human and the landscape, on our identities and the environment that surrounds us. This time the research focuses on children, on the movements they make when they play, on how they relate to and blend in with the environment.
Young performers, aged between 4 and 9 years, wear costumes made of specially produced fabrics that, thanks to their colours and textures, look like brick walls, stones or grass: their bodies camouflage themselves, becoming landscape, and their movements also adapt, slow down.
You can decide whether to just watch or actively participate in- wearing headphones and a costume, to simply reflect on your surroundings and your body. In this way, you too will arrive in your ‘landscape’, very slowly.
a project by Moni Wespi, with the group of children of the audience
MONI WESPI is a international choreographer, art director and visual designer. In her choreographic practice, she creates images through radical scenographic choices, combined with her movement research. In 2007, Wespi founded the company LOUTOP, with which she created an entirely new and innovative stage project, that was touring internationally 2007-2014 (250 shows). In 2010 Monika Wespi was awarded the “GRANT” award of Zürich for her work with Loutop. In 2011 she joined the collective “Asphalt Piloten”, an artistic open cell and award-winning company of unbridled artists from different artistic and geographic backgrounds.
Since 2014 she enlargened her artistic career with international collaborations. The choregrapic visualart project MOVING PORTRAIT was born in a collaboration with the videoartist Lucia Gerhardt. Presented and exposed as videoinstallations. Since 2019 the Project starts taking performativ and interactive forms, where audience takes the place of the performer such as MOVING BLING and STEP IN SET. Moni Wespi is working from a multidisciplinary approach, elaborating visual concepts for performers, musicians, fashiondesigners and participates on the creation and definition of their visual language/identity, developing costumes/set design and support for videos, photographs and stage projects.
with the contribution of
MAPPE: IL VALORE DEL PAESAGGIO TRA TEATRO, NATURA E ARTIFICIO
Incontro | partecipazione gratuita c/o Biblioteca Comunale di Bollate, Via Carlo Alberto dalla Chiesa 30
Archivio di segni, palinsesto di tracce, il paesaggio sfugge a una definizione univoca. Al limite tra città e campagna, tra naturale e artificiale, all’incrocio tra teatro e rito sociale, tra comunità umane e non umane, il progetto Paesaggi condivisi è l’occasione per discutere alcune questioni nodali che riguardano il rapporto tra gli spazi e l’abitare. E, a partire dal teatro, esplorare nuovi modi di guardare al proprio territorio e al suo valore.
A cura e con Francesca Serrazanetti (Politecnico di Milano / Stratagemmi) e Emanuele Regi (Dottorando Università di Bologna) in dialogo con Arch. Giuseppe Brollo, Prof Antonio Longo (Politecnico di Milano), Ente Parco delle Groane.
Incontro ingresso gratuito prenotazione obbligatoria: clicca qui ➝ piccoloteatro.org c/o Chiostro Chiostro Nina Vinchi via Rovello 2, Milano
Quella tra teatro e paesaggio è una relazione antica ma soggetta a continue reinvenzioni. Dentro e fuori la città, l’invisibile si fa evidente davanti allo sguardo dello spettatore, orientato dalla lente dell’arte. Il progetto Paesaggi condivisioffre una panoramica di possibilità e visioni nel porre il paesaggio come soggetto del teatro, nel superamento della convenzionale relazione palco-platea. In dialogo con artiste e artisti coinvolti, l’incontro approfondisce i processi di avvicinamento alla creazione artistica nella relazione tra spazio e dispositivi performativi, tra costruzione di comunità e di un’idea europea, condivisa, di paesaggio.
A cura di e con Francesca Serrazanetti (Politecnico di Milano / Stratagemmi) e Emanuele Regi (Dottorando Università di Bologna) in dialogo con i curatori artistici del progetto Paesaggi Condivisi Stefan Kaegi e Caroline Barneaud e alcuni degli artisti coinvolti.
ATTENZIONE: PRIMA DI EFFETTUARE L’ACQUISTO DEI BIGLIETTI LEGGERE ATTENTAMENTE TUTTE LE INFORMAZIONI INERENTI ALLA PARTECIPAZIONE ELENCATE DI SEGUITO
Una mappa di parole e suoni, un disegno di luoghi e storie, un percorso audio a misura di cittadino, che attraversa Milano e unisce Parco Sempione a Villapizzone, Lambrate ai Navigli, Paolo Sarpi a Rimembranze di Greco.
Sono luoghi di crescita e di trasformazione, di memoria e proiezioni di futuro quelli che il pubblico è chiamato ad attraversare: alcuni solo evocati, altri realmente toccati dal percorso a piedi che il pubblico è chiamato a seguire.
In ogni luogo la cronaca e la storia di Milano incrociano le storie personali dei cittadini, così in una strada una targa ricorda uno scienziato mentre al civico 2 una ragazza entra nella casa che segna l’inizio della sua storia nella città; una piazza diventa un campo da calcio dove si gioca una partita tra vecchi e nuovi abitanti; una canzone ricorda un concerto annullato all’ultimo minuto e un titolo di giornale rimbalza tra gli anni della contestazione e l’omicidio nell’albergo proprio accanto a quel locale dove tutte le mattine si faceva colazione ai tempi dell’Università.
Lungo la strada, attraversata dal percorso chic e dal percorso radical, incontri inaspettati, soste improvvise e cambiamenti di rotta: un viaggio per Milano, ogni volta diverso, allo stesso tempo collettivo e individuale, dove perdersi tra passato, presente e futuro diventa un modo per scoprire quello che non sapevamo di conoscere.
COME PARTECIPARE
➤ La camminata ha una durata di circa 2 ore. Si consiglia di indossare scarpe e vestiti adatti alla camminata urbana e di portare con sé una bottiglia/borraccia d’acqua.
➤ Il ritrovo è 15 minuti prima dell’inizio della performance nella piazzetta di via Cesariano 8, lì riceverete le vostre cuffie wireless. ➤ Il luogo di arrivo è una sorpresa, ma sarà una fermata della metro o di un tram, o del passante ferroviario.
➤ NB: durante il percorso si prenderanno i mezzi pubblici, si prega di portare con sé un biglietto cartaceo ATM.
➤ La performance verrà annullata solo in caso di pioggia consistente; in caso di annullamento preventivo verrete avvisati telefonicamente.
La performance è realizzata in seguito a un laboratorio teatrale cominciato a Living Moneta e proseguito a ZONA K. “BÜRGERBÜHNE – La scena dei cittadini” – ispirato al progetto dello Staatsschauspiel di Dresda – è uno spazio aperto al confronto per trasformare le riflessioni, le urgenze e le domande dei cittadini in linguaggio artistico e trovare così nuove forme di partecipazione attiva
Un progetto di ZONA K Performer, autori/autrici dei testi Massimo Amati, Eleonora Bedon, Emilia Bella, Francesco Cecinato, Francesca Gerli, Maria Teresa Gimelli, Paolo Grulla, Fabio Lastella, Elena Lerra, Xina Veronese, Sara Pennati, Daniela Petrillo, Irmtraut Tonndorf Drammaturgia e regia Federica Di Rosa Organizzazione e aiuto regia Leda Peccatori Editing audio Davide Stecconi Laboratorio a Living Moneta/Associazione Porta Moneta a cura di Miriam Selima Fieno, Nicola Di Chio Laboratorio a ZONA K a cura di Federica Di Rosa con Leda Peccatori costumi Tantrika Shop musiche originali Bruschetta Brothers Si ringrazia LibrOsteria, Ristorante Pizzeria Mediterraneo, Giardini In transito Lea Garofalo e Federico Antonello
Coreografi e danzatori italiani, una con disabilità e l’altro no, esplorano insieme la nozione di “corpo politico” da più di dieci anni. Per Paesaggi condivisi offrono al pubblico un picnic inconsueto, nel quale il paesaggio è tanto condiviso quanto inaccessibile. Clicca sulla foto per approfondire.
El Conde de Torrefiel Il collettivo spagnolo composto da Tanya Beyeler e Pablo Gisbert mette solitamente in scena spettacoli in cui dialogano testi e “tableaux vivants”, ponendo la lettura al centro del dispositivo. Per Paesaggi condivisi il duo propone ai partecipanti un paesaggio “sottotitolato”: su uno schermo led immerso nell’ambiente naturale scorre un testo che gli spettatori sono invitati a leggere collettivamente – insieme al paesaggio circostante – per analizzare, decostruire e reinterpretare le nostre rappresentazioni della natura. Clicca sulla foto per approfondire.
Dal 2006, il duo di artisti e coreografi portoghesi ha sviluppato un linguaggio coreografico che combina movimento, linguaggio e suono. Per Paesaggi condivisi il duo ha creato una composizione sonora che guida e coordina due gruppi di spettatori attraverso la foresta, in una specie di pas de deux che mette in discussione i legami tra uomo e natura. Testi, canzoni e paesaggi sonori danno forma a una nuova geometria dello spazio da condividere con gli altri partecipanti. Clicca sulla foto per approfondire.
foto di Luca Del Pia
Antonio Tagliarini Autore, regista e performer. I primi amori, e di conseguenza la sua formazione, sono la danza contemporanea e la performing art, che segnano profondamente il rapporto dell’artista con l’arte scenica. Comincia poi a studiare e approfondire l’arte più strettamente teatrale. È autore e interprete di diversi spettacoli e performance che presenta in festival italiani e internazionali.
Begüm Erciyas, artista turco-belga, e Daniel Kötter, regista tedesco, creano mondi intimi, ibridi e sfaccettati con l’aiuto di diversi media e tecnologie. In Paesaggi condivisi propongono ai partecipanti di indossare visori VR per immergersi in un paesaggio svuotato di ogni presenza umana e lasciato alla mercé dello sfruttamento economico. Gli spettatori diventano invisibili gli uni agli altri e fanno un’esperienza intima e collettiva al contempo. Clicca sulla foto per approfondire.
Regista svizzero del collettivo tedesco Rimini Protokoll, crea solitamente progetti inusuali per lo spazio urbano. In Paesaggi condivisi invita i partecipanti a sdraiarsi sotto gli alberi, con il viso rivolto verso le chiome: una conversazione registrata da ascoltare in cuffia li guiderà in un’esperienza sonora immersiva che inverte le prospettive. Clicca sulla foto per approfondire.
foto di Sergio Bertani
Riccardo Tabilio
Autore teatrale, regista e sound designer, lavora con realtà affermate del teatro partecipato e documentario in Italia e all’estero. È autore di molti spettacoli performativi di Kepler-452 (Lapsus Urbano; Consegne; Gli Altri; Album), ha scritto per registi come Silvio Peroni (QAnon Revolution) e per Rimini Protokoll e ZONA K nel progetto Fase Nove. Collabora tra gli altri con 4704, Karakorum Teatro, Teatro della Cooperativa. Nel 2021 il suo Leviatano è stato vincitore del premio NDN di Idra.
Compositore e artista americano che vive a Berlino, nel suo lavoro esplora la natura performativa e socio-politica della musica insieme a musicisti di ogni estrazione e provenienza. Per Paesaggi condivisi ha accolto la sfida di comporre per il territorio. Le sue composizioni musicali, interpretate da artisti locali, accompagnano l’intero cammino disegnando vibranti cartografie sonore dello spazio. Clicca sulla foto per approfondire.
Regista francese, indaga e raccoglie archivi e materiale documentario che elabora nelle sue opere teatrali, nelle sue installazioni e nei suoi film. Per Paesaggi condivisi ha raccolto le parole di esperti – un avvocato ambientalista, un agricoltore, un tecnico bio-acustico - che saranno portate al pubblico da alcuni performer e una macchina agricola, invitandolo ad esplorare i legami tra scienza, tecnologia, economia e paesaggio. Clicca sulla foto per approfondire.
AUDIO IS PLAYED FROM YOUR SMARTPHONE, SHOW UP FULLY CHARGED AND EQUIPPED WITH YOUR OWN HEADPHONES
Time Based Editions’ ingenious new format offers ‘audio-visual’ as two separate elements, held together here in a shared, collective present through a physical synchronisation of our hands. Together we dive into a here-and-now of the page: printed photography brought alive by a soundscape that both guides and surrounds us.
“the beauty of the collective experience is that it does feel more like a live event, which increases the attention and urgency. In the theatre auditorium, Borderline Visible truly feels like a journey through space and time.” – Marijn Lems, for Theaterkrant
What’s the difference between experiencing it collectively and doing it alone?
Partly, it’s the same difference between seeing a movie at home and in a cinema with others. Especially when, as here, the material and story gets to a place where bearing witness collectively feels necessary. But with Time Based Editions we are not simply watching a film. We become aware of movement around us – a choreographed ‘echo’ of our own page-turning; fingers tracing lines together, a book being turned upside down in sync with others. With this awareness our attention is brought away from image and representation and more to the book as a material object and our embodied relationship with it. Sometimes the prompts to ‘close your eyes’ are not present in the collective version. Instead, the light may fade or disappear entirely leaving us momentarily holding our books in darkness as the sound continues.
By Ant Hampton Feedback David Bergé Book design Roland Brauchli Based on a project with Rita Pauls Music Perila, Oren Ambarchi Thanks to Pieter Ampe, Giorgos Antoniou, Sae Bosco and Samos Volunteers, Yannick Christian, Hani Dunia, Effi & Amir, Tim Etchells, Katy Fallon, Martin Hampton, Britt Hatzius, Leo Kay, LAPS, Camille Louis, Eva Neklyaeva, Beyhan Onur, Anelka Tavares, Prodromos Tsinikoris, Giulia de Vecchi, Anny Y
Time Based Editions is an imprint of PHOTOGRAPHIC EXPANDED PUBLISHING ATHENSCreated with the support of: The Resonance Foundation (Los Angeles) Bimeras (Istanbul / Berlin) Théâtre Vidy (Lausanne)Research and prototype support: Lita House of Production and Kundura Stage (Istanbul) National Theatre of Northern Greece (Thessaloniki) More info – www.timebasededitions.com / instagram: @time_based_editions
Photo by Doc Lab
Ant Hampton (1975, DE/UK) is a British-German performance maker and writer. His work since 1999 has often involved guiding people through unrehearsed situations and interactive relations, using automated devices. His three collaborations with Tim Etchells are participative experiences for two at a time, combining audio with different engagements with the page: text and silent reading (The Quiet Volume, 2010); archive photography (Lest We See, 2015); and mark-making/ erasure (Not to Scale, 2020). In more recent years his practice has expanded into a wider investigation of risk-taking and leaps of faith, for example with The Thing – An Automatic Workshop in Everyday Disruption, created with Christophe Meierhans. These and many other of his “Autoteatro” works continue to tour internationally in over 80 language versions, some of them without anyone needing to travel – a paradoxical outcome for an art committed to liveness and presence which in turn informed his 2021 advocacy and research project: ShowingWithoutGoing.live – an Atlas. Together with David Bergé, he co-founded Time Based Editions in 2023.
In partnership with
Con l’animale di Numero23Prod – Massimo Furlan and Claire de Ribaupierre
La loro ricerca artistica pone l’attenzione sulle relazioni tra la natura e i suoi abitanti: chi sono i protagonisti, come interagiscono, come si influenzano a vicenda ed evolvono nello stesso tempo e nello stesso luogo. La raccolta delle testimonianze si trasformerà in un testo teatrale.
Oggi ci accorgiamo sempre più spesso che stiamo trascurando le conoscenze ancestrali, basate su un equilibrio tra ciò che prendiamo dalla natura e ciò che le lasciamo il tempo di ricostituire. Se non conosciamo più l’ambiente, lo stiamo trascurando e se ne prendiamo troppo, lo stiamo distruggendo. Senza la conoscenza dell’intelligenza di ciò che ci circonda, distruggiamo noi stessi.
“Un limite, un confine o una frontiera sono delle linee reali o simboliche in cui contatto e conflitto si avvicendano, oppure coesistono. Dove il confine divide? E dove, invece, unisce? Un confine può essere politico e rappresentare uno strumento di esercizio del potere; oppure simbolico, con l’intento di escludere. Ma quando il confine si fa inclusivo?” Questo lavoro intende indagare la volontà di andare a vedere cosa c’è oltre, al di là di un confine, di studiare da un punto di vista storico e antropologico quali sono le situazioni in cui il confine, da essere schierato, diventa neutrale. Un progetto interdisciplinare di formazione, ricerca e produzione artistica focalizzato sul dialogo e lo scambio tra Pratiche e Saperi, teso alla scoperta di punti di congiunzione tra teatro d’arte, sociologia, antropologia, politica e alterità.
In residenza nei periodi 5 giugno + 2 – 6 luglio + 14 – 20 dicembre 2023
Walking Landscapes è il nuovo progetto che Moni Wespi intende esplorare insieme nel programma di residenza a ZONA K.
Moni prosegue la ricerca, iniziata nel 2014 con il progetto Moving Portraits, sul rapporto tra l’umano e il paesaggio, sulle nostre identità e l’ambiente che ci circonda e sulla lentezza, sul concetto di rallentamento attraverso la pratica del micromovimento. Walking Landscapes vuole essere un’opera site specific e partecipata, rivolta a un quartiere e i suoi cittadini: con stampe fotografiche su stoffa Moni Wespi realizzerà costumi che riproducano porzioni degli spazi urbani scelti.
Un progetto di Moni Wespi in collaborazione con Noemi Bresciani, Marco De Meo e Fiorenza Auriemma
In residenza dal 2 al 14 maggio + 18 maggio 2023 Restituzione pubblica 18 maggio 2023
Si tratta di una residenza di ricerca incentrata su cosa significhi direzione artistica.
Durante il periodo di studio si vuole esplorare il rapporto tra curatela e direzione artistica attraverso il confronto con figure che ricoprono o hanno ricoperto il ruolo. La finalità è esplorare quali sono le possibilità, le direzioni e le forme che il settore dello spettacolo dal vivo potrà prendere in futuro con un’attenzione particolare ai rapporti con gli altri Paesi dell’Unione Europea e del mondo.
Nel concreto l’artista in residenza organizza delle videoconferenze pubbliche con alcune figure significative attivando un confronto attivo e ragionato che abbraccia varie sfaccettature del ruolo.
In residenza dal 27 febbraio al 12 marzo + 30 settembre 2023
Ho iniziato a scrivere questo testo a febbraio del 2021, l’ho finito a dicembre dello stesso anno. All’inizio credevo di stare scrivendo la sceneggiatura per un fumetto perché l’anno prima avevo disegnato e scritto il mio primo fumetto e mi era stato detto che era un buon lavoro e che avrei dovuto iniziare a pensare ad una nuova storia.
Ho iniziato a scrivere questo testo, per scene, come faccio sempre. Non mi sono imposta una forma, perciò le scene sono venute lunghe, molto scritte. Quando sono arrivata alla fine del testo, non sapevo cosa fosse: era troppo scritto per essere un fumetto, troppo corto per essere un romanzo, troppo narrativo per essere una drammaturgia. Ad oggi non escludo nessuno di questi esiti.
testo e regia Giulia Scotti consulenza Alessandra Ventrella
Tolja Djokovic (IT)
performance for 25 spectators c/o private houses in the Isola district and ZONA K
A più voci (Quaderno proibito) is a theatrical performance in four episodes, each of which takes place in a private home or a non-theatrical space and revolves around the relationship between domestic work and creativity. Each episode deals with a specific theme, and the private homes chosen as performance venues become fundamental elements of the story, transforming themselves into open spaces visited by outsiders.
Co-produced by E Production, Periferico Festival and ZONA K, A più voci (Quaderno proibito) is a special project realised by the playwright Tolja Djokovic that saw the involvement of a large community of women from the city of Modena, where a participatory workshop was held starting in June, and that also feeds on the contribution of other women from the cities where it is staged.
Each episode of the series is unique and develops on the basis of the experiences and stories shared during the workshop meetings. The result is a choral process that questions domestic work and the forms in which art manifests itself, seeking new perspectives on the role of women in society and the definition of the woman artist. A più voci (Quaderno proibito) reflects on the concepts of home and domestic work, which can be experienced as sources of pain and frustration but also as reservoirs of skills, energy and vitality.
A project by Tolja Djokovic in dialogue with Serena Terranova / Collettivo Amigdala realised with the participation of Simona Biagi, Anna Chiara Nicolussi, Giulia Matzé, Gabriella Tritta, Paula Nolff, Teresa Righi Riva, Nicoletta Rinaldi, Teodora Grano, Elena De Simone, Teresa Mazzanti, Maria Chiara Vigiano, Chiara Ricci, Emilia Bergamini, Roberta Dell’Oste, Valentina Piro, Gloria Dagnino, Elena Gargaglia, Luisa Motta, Irmtraut Tondorf, Xina Veronese, Elena Lerra, Emilia Bella, Francesca Gerli, Angela Ruggeri graphic design Inner Room, Sanctuary, Economy Fabrizio Goglia production E Production, Periferico Festival, ZONA K
Photo by Davide Piferi De Simoni
Tolja Djokovic grew up in Rome but lives in Milan. She graduated in Philology and Italian Literature with a research thesis on reading aloud the poetic text, and has been working in theatre as an actress and author since 2009. In 2018 she participates in the International Dramaturg Masterclass of the Iolanda Gazzarro School of Theatre of ERT. In 2019 she founds the company tostacarusa for which she is dramaturg and director. In 2021 she participates in the writing of Per la città dolente, a Teatro Metastasio production, directed by Roberto Latini. In 2022 she is present at the Venice Theatre Biennale with the text En Abyme directed by Fabiana Iacozzilli. In 2023 he won the 57th Riccione Theatre Prize with the text Lucia camminava.
In my family there are stories that are not told in the belief that what is not told will never be known. Of my aunt’s story no one ever told my brother and me anything, what we did know was that my father had three sisters and that we now have two aunts and that therefore one of the three was no longer alive, Daniela. I have no memories of her alive, nor of us together. There is a photograph of her, I remember that one, I never liked it, it’s a bit grainy, a bit anonymous, and my aunt’s face is yellow, or at least that’s how it looked to me when I looked at it as a child. It is the photo you give to friends and relatives on the day of the funeral. When she died nobody told me. I have an image of that afternoon. I am walking through the house, I stop in front of my parents’ bathroom, I have a feeling. The door is half-open, I look inside: there is my father, standing there, his arms long, outstretched, leaning against the sink, he is crying, desperately crying, shaking, but without making a sound. I remember being worried because I had never seen my father cry.
I grew up and didn’t think about it any more: my aunt was dead and death brings sadness, which is why, I imagined, no one ever talked about it. Then one day, I was twenty-five, my father came to me and told me Daniela’s story. He did it without stopping, without omitting anything, as if he had been waiting for that moment all his life. This is the story of my aunt as I heard it from my dad, it is the story of a man who wants to save his sister from death but cannot. Almost everything is true, some parts are made up.” Giulia Scotti
Winner of the ‘Tuttoteatro.com’ Dante Cappelletti 2023 Award Special mention bando Odiolestate 2023
text and direction Giulia Scotti collaboration on the project Andrea Pizzalis consultancy Alessandra Ventrella with Giulia Scotti lighting design Elena Vastano sound Lemmo co-production INDEX, tuttoteatro.com production residence Carrozzerie | n.o. t with the support of IntercettAzioni – Centro di Residenza Artistica della Lombardia, Centro di Residenza della Toscana (Armunia – CapoTrave/Kilowatt), Olinda/TeatroLaCucina in collaboration with mare culturale urbano, Ex Asilo Filangieri production, organisation, administration Valentina Bertolino, Silvia Parlani, Grazia Sgueglia communication Francesco Di Stefano We would like to thank Antonio Tagliarini, Fabiana Iacozzilli, Francesco Alberici for having believed in it first. Special thanks to Daria Deflorian for supporting the project
Pic by the artist
Giulia Scotti graduated as an actress from Grock – Theatre School. She participates as an actress in several shows, the latest of which Elogio della vita a rovescio directed by Daria Deflorian; in addition to her theatrical practice she explores different expressive mediums, until she approaches comics. In 2018 she was selected for the European project Artists@Work. Fermata Rogoredo was born, a short comic-strip story exhibited during the festival of Internazionale in Ferrara, ed. 2018. In 2020 her debut comic Tutto quello che non ho dimenticato won the first prize, awarded by the writer Paolo Cognetti, of the Milano Pitch for the adult fiction book section. In 2019 he founded, together with a collective of actresses and actors, the Praxis association, which works by proposing a blend of performing arts, anthropological discipline and social research methods. What is not there is the personal project currently in the works.
Je Vous Aime is a lecture-performance about a short film, so short that it lasts barely a second: it is 1891, four years before the Lumière premiere. Georges Demenÿ invents a device that for the first time manages to project a faint moving image: his own face uttering the words “Je vous aime”. This is technically the first video ever, which will lead to the invention of the cinematograph and eventually cinema itself.
Starting from History, always the result of a meticulous choice between what can be preserved and what cannot, and from the Archive, a device at the service of a certain system of power, the performance highlights the anti-history, or rather “those whom History does not take into account”; thus revealing how that first video was aimed at teaching lip-reading to deaf children – after they were prevented by law from signing. This was the verdict of the Milan Congress, the consequences of which still affect Deaf people today. In Italy, Italian Sign Language (LIS) was only recognised as a true language in May 2021: 141 years later. Je vous Aime is, therefore, a multimedia performative stage action that unfolds between verbal storytelling, slides, video testimonies in Italian Sign Language (LIS), and Visual Sign (a poetic form of sign languages) with the aim of discussing audism, phonocentrism, and linguicism, and rewriting the “literature of the masters”.
performer Diana Anselmo and Sara Pranovi director Diana Anselmo video testimonies Paolo Girardi, Leonarda Catalano, Mario Minucci, Maurizio Anselmo, Anna Folchi, Vincenza Giuranna, Diana Vantini, Matteo Pedrazzi produced with the support of IntercettAzioni – Centro di Residenza Artistica della Lombardia
Photo by Sara Meliti
Diana Anselmo is a Deaf performer, activist and improvised human being.Bilingual LIS and Italian, she made her debut with her first performance “Autoritratto in 3 atti” (2021), still presented at various Italian and international festivals. Abroad, he made his debut in Berlin with “Le Sacre du Printemps (2022)” by Xavier Le Roy. He is one of the founders of Al.Di.Qua. Artists, the first association in Europe of and for artists* with disabilities.
Sara Pranovi is a LIS interpreter with specific expertise in the world of performance. On stage, she has translated numerous shows into LIS: alongside Marta Cuscunà (Corvidae, Sguardi di Specie) and Irene Serini (Abracadabra), she has also interpreted in sign language the works “Abbracci” by Teatro Telaio, “I Danni del Pomodoro” by Teatro d’Emergenza, “Escargot” by Teatro del Piccione, “Il Tenace Soldatino di Piombo” by Teatro delle Apparizioni and “Pornodrama 2.0” by Giuseppe Comuniello and Camilla Guarino.
A theatrical fiction on citizenship rights that tells the story of the transition from adolescence to adulthood of a second-generation girl grappling with the construction of her identity, conflict with her family and her relationship with her origins, and the obstacles caused by missed citizenship rights in school life and in the world of sport. The story focuses on a pivotal moment in the protagonist’s life: her turning 18, and sees her coming to terms with the desires, expectations and renunciations that this ‘milestone’ brings to her existence. The show talks about school, the relationship between generations, education, privileges acquired by birth and rights denied by law. The adolescent characters are played by girls and boys met along the production route, while adult actors and actresses represent the family and the educating community. The show marks the culmination of three years of work by the Guinea Pigs Performing Arts Laboratory with groups of teenagers in Milan and Lombardy. Every aspect of the creative process is conceived, written in collaboration, and in dialogue with the working group: a collective and transgenerational creation process where each participant finds a space for storytelling, action, and representation. L’Italia è relativa also wants to be an opportunity to reflect on the unconscious privilege that concerns a large part of the population that is already Italian and to publicly question ourselves on what is the society we are imagining or are consciously deciding not to imagine.
a performance by Giulia Tollis and Riccardo Mallus with Letizia Bravi, Marco De Francesca, Ivna Lamart and Ilenia Mia Carrozzo, Giovanni Di Ponziano Tiffany Guaygua dramaturgy Giulia Tollis with contributions by Annasimon Hanna Edward Botros and the actresses and actors directed Riccardo Mallus and Mohamed Boughanmi Rengifo video Julian Soardi sound design Flavia Ripa set design and costumes Stefano Zullo technical direction Marco Ottolini with the precious collaboration of Federica Incrocci with the consultancy Nicola Datena of the Association Le Carbet of Milan and Na. Co. – Narrazioni Contaminate of Turin We would like to thank AGS Pallavolo Milano and the Istituto Comprensivo ‘Gino Capponi’ of Milan and all the people we met in the high schools and in the creation workshops who contributed to the realisation of this show We would like to thank Irene Timpanaro for her red Citroën C3 A Laboratorio d’Arte Performativa Guinea Pigs production, with the support of MiC and SIAE in the framework of the programme ‘Per Chi Crea’ with the support of Intercettazioni – Centro di Residenza Artistica della Lombardia, a project of Circuito CLAPS and Industria Scenica, Laagam, Teatro delle Moire, ZONA K with the support of ZONA K, Industria Scenica, Ilinxarium multidisciplinary artistic residency, Casa degli Artisti di Milano, Compagnia Carnevale, Centro Culturale Barrio’s
Photo: M. Giussani
Photo by the artist
Laboratorio d’Arte Performativa Guinea Pigs creates performances, installations, events, and cultural experiences that investigate social issues in theatrical spaces and urban contexts and are the result of meetings and collaborations with third parties operating in the social field and other artistic disciplines. In 2022 the company, together with the publishing house Marcos Y Marcos and the Arci Post club in Parma, planned and realised a cycle of digital and live events to promote the fruition and diffusion of poetry as part of the project Atlante Sonoro della Poesia Mondiale (Sound Atlas of World Poetry) financed by the Fondazione Cariparma.
Massimo Furlan / Claire De Ribaupierre (CH)
show | duration 60 min | in italian
c/o Parco delle Cave Cava Aurora – Associazione Unione Pescatori Aurora (in case of rain, the show will be staged in ZONA K)
An ancestral bond with the wild world, based on knowledge, patience, and listening with all the senses. Men and animals. Hunters and prey, fishermen and fish, forest rangers and philosophers. What connects them? Forests, rivers, mountains, and lakes where some live, and others search for a world that has almost disappeared. What do their stories, their anecdotes, and their experiences tell us?
On stage, fishermen and hunters—examples of the paradoxes of our time—are intimate connoisseurs of animals in their habitats and bearers of questions about human intervention in natural ecosystems. Their actions and practices combine tradition with contemporary issues, necessary needs (population regulation, human sustenance, etc.), and Sunday pastimes.
“Con l’Animale” is the second chapter of the “Trilogy of Contaminations,” a project in which Massimo Furlan and Claire De Ribaupierre explore the relationships we have with nature and its inhabitants to understand how an environment is structured: who are the main players, how they interact, and how they constantly evolve together. It aims to understand what unites us, what we all have in common. How do we build balances or create imbalances, form alliances or break them, and how do we coexist?
Today, more and more, we are neglecting the ancestral knowledge based on the balance between what we take from nature and the time we give it to regenerate. To no longer know the environment is to neglect it; to exploit it excessively is to destroy it. Without understanding the intelligence of what surrounds us, we are destroying ourselves.
a project by Massimo Furlan and Claire De Ribaupierre direction Massimo Furlan dramaturgy Claire De Ribaupierre with Tommaso Banfi, Vanni Bruscaglioni, Fabio Fiochi, Paolo Nicolini, Pablo Vallin technical and video direction Jérôme Vernez lighting Etienne Gaches sound Aurélien Chouzenoux administration and production Noémie Doutreleau distribution Jérôme Pique production Numero23Prod. co-production Théâtre Vidy – Lausanne (CH), Les 2 scènes – Besançon with the support of Ville de Lausanne, État de Vaud, Pro Helvetia – Fondation Suisse pour la Culture, Loterie Romande (en cours), programme européen de coopération transfrontalière Interreg France-Suisse dans le cadre du projet CDuLaB.
Foto di Pierre Nydegger
After training at the Ecole des Beaux-Arts in Lausanne, Swiss set designer and visual artist Massimo Furlan worked with various dance and theatre companies. In 2003, he founded his own company dedicated to the performing arts, Numéro23Prod, to interrogate the act of representation outside the confines of genres. His multiple performances, essentially articulated around humour and contrast, question popular manifestations, the notion of the team and the themes of image, duration, childhood, memory and play. In 1988 Furlan received an award from the Irène Reymond foundation in French-speaking Switzerland and in 2001 a Prix culturel vaudois jeunes créateurs beaux-arts. In 2014, he received the Swiss Cultural Theatre Prize. Her works have been presented in theatres and festivals throughout Europe.
Since 2023 Claire De Ribaupierre has been the dramaturge of Massimo Furlan’s creations. She holds a degree in Literature and conducts research in the fields of anthropology and contemporary images and literature.
FOCUS #3 · ROTTE / ROUTES
The route must be established before navigation and then checked along the way, step by step. It is a matter of having a direction to steer the course. This is how we have tended to move for centuries. We set off with a destination and a path. This applies to our movements, to research (the ‘method’ comes from there) as to any path of truth or direction of self-care.
Today, rather, we often have the impression that something is broken. In the great historical journeys of mankind, in the sensible experiences or oriented paths above and within one’s own soul, something has broken. These ruptures often question us, if not trouble, distress or even despair us.
Yet, the ruptures also allow us to discover something that the direction and the path of truth kept hidden. Caught up as we were by the sense, meaning and direction of our progress, we forget what was happening to us along the way, step by step, and what was being erased at each step because it was inevitably left behind, discarded, (de)cayed.
Another route, then, begins to emerge from the background of our teleological truths. Another adventure, seemingly devoid of the sense that the first knew how to display, but more rooted or radical. More than a story, then, it is a geography, a writing of spaces that become lived, inhabited, traversed places. More than a journey, a wandering. More than a discovery, an encounter.
Learning to inhabit the silent trail of what continually interrupts the route entails a general turning of ourselves and our way of inhabiting the space in which we live. It means beginning to inhabit one of the last enigmatic sentences that Freud left us: “the psyche is extended, knows nothing about it”.
The routes, our routes, are among the places, in the interstices between a life lived and another that we have instead abandoned, written on the landscapes where the traces of ourselves, realised and unrealised, allow us to rediscover what we have always been because we have never been. The psyche is out there, amidst the passages of the city, the chiaroscuros of the parks, the alleys of the houses, the grand buildings of the past and present.
Faced with the feeling we often have that something is broken, it is a matter of inventing passages, interstices, cracks that allow us, as they say, to make it through by the skin of our teeth. It is more than a survival strategy, it is an over-living, a living above life, another method, another step. As Roland Barthes suggested: “I move on to another kind of knowledge (that of the Amateur), and it is in this that I am methodical”. Another politics being announced, a different way of inhabiting the city, one’s own as well as that of others, or rather, of constantly writing and retracing this threshold between one’s own and others. Because, if the psyche is extended, the unconscious is out there, in the polis, or in what will become of it, on the condition of finding it again, forever lost, every morning, at dawn.
Matteo Bonazzi
[Philosopher (University of Verona) and psychoanalyst (SLP/AMP). President of the association “CLAC. Clinic of contemporary adolescence”]
Photo by Cesura – Design by Neo Studio/Leonardo Mazzi
FOCUS #1 · TRANSITI / TRANSITS
Transits, passages. Passages, borders. Borders, transits. The circle closes and it is a very ancient circle, which brings together the atavistic migration of mankind with respect to the self-determination of populations within a territory, in some way seizing a geography, constructing a proprietary map on a common good.
If transit was for centuries linked to expansionist aims where land, read food and taxes, and power (temporal or linked to religion) were the drivers of conflict, at least since the Second World War to the present – after the opposition in blocs – asymmetrical wars arise not over food, but over raw materials, strategies of influence and the arrangement of new logistics markets. Power and hoarding are sold as wars of freedom and exports of democracy, which seems to be a unique characteristic of the Western world.
Power corrodes and progress gallops. The expansion of a group of countries that have united within the acronym Brics (Brazil, Russia, India, China and South Africa) has experienced an enlargement in recent years that has seen 22 other requests from other countries and Egypt, the Arab Emirates, Iran and Ethiopia joined the group. On the table is the de-dollarisation of the economy, a different conception of power relations, the end of routes linked to a past, even a colonial past.
It is a new step, very definite, but still little perceived, in a particularly weak era of the former superpowers and their uncharismatic and/or bloodthirsty leaders.
From the sky comes rain and scorching heat that will overwhelm us because we have failed to make a reasoned transit to rescue temperatures. Written like this, reality looks more like a script from a tragic horror film, where no hero can escape the inevitable fate.
In 2024, it is still possible for the nation-state to block the prohibition of border crossing, in the name of free and complete transit, in accepting that passage is inevitable and must be governed, not suffered. Without forgetting that there exists a humanity, the majority, of women and men who want to transition into a new era, but who are periodically disappointed by the 1% in charge. In this scenario we, billions of humans, also transit. With our dreams, miseries and happiness. There is a street in Milan where an association operates that helps undocumented migrants. It is called Via dei Transiti. It happened like this, by chance, but sometimes they seem like signs of destiny, which leave an often salvific fuse lit, that of hope.
Angelo Miotto [journalist, documentary filmmaker, podcaster. Founder and director of Q Code Mag].
Photo by Cesura – Design Neo Studio by Leonardo Mazzi
FOCUS #2 · TERRITORI / TERRITORIES
What a strange condition we are living in. The Earth demands our attention, the climate crisis asks us to finally take care of our planet, just when it seemed we could do without it. Some (very few super-rich), planning to move elsewhere, colonising other planets or transferring their residence onto space rockets orbiting far from here. Others (increasingly more), carving out their own enclosure, within boundaries more and more uncertain yet considered natural, traditional, inherited: we inside and the others outside. A great many (how many billions?) spending much of their time in digital spaces, according to codes and rules of a topological rather than metric nature. We all build exclusive territories, homes tailored to our needs, “particular housing solutions”, we might call them in the casual language of real estate agents. So, artificial territories, which do not exist in nature, our phantasmagorical projections. With one rather significant peculiarity though: to be inhabitable, these territories need resources extracted from the common territory that is the Earth: energy, food, labour, technology, metals, oxygen, water…
Forced to come to terms with the Earth, we escape it. We live by paradoxes: we inhabit the Earth, but struggle to set foot on the ground. We were all thrown onto the Earth, but we wonder how do I recognise my territory? We still measure distances in metres, but we are constantly connected, in networks that transcend them.
Someone, more informed, tells us that we are the Earth, that is, the Earth belongs to all its inhabitants, human and non-human. We should stop distinguishing between the world we rely on and the world we live in. The first is the Earth; the second is the territory. Those who concern themselves with the former are considered idealistic enemies of the people. Those who prioritize the latter tend to define it in demanding terms: Nation, Homeland. In order to live comfortably in “our” territory, we need the Earth. But if we adopt the perspective of the Earth, it follows that we must consider the territories we inhabit as non-exclusive, shared among other earthly beings. At that point, where to place the boundaries? If they cannot be recognised, territories disappear. Territorial pissing would return to being an exclusive practice of non-humans, with humans ceasing to seek refuge in it and ultimately recognising that territory is the use that is made of it: a space of circulation, available to those who move there.
For the thoughts expressed here, I am indebted to Pierluigi Crosta, Bruno Latour, Michel Serres, Alain Tarrius, and the Nirvana.
Claudio Calvaresi [PhD in Urban Planning, he is Principal of Avanzi-Sustainability by Action. He is coordinator, for Avanzi, of MadreProject, the School of Bread and Places].
Photo by Alessandro Sala / Cesura – Design Neo Studio by Leonardo Mazzi
GEOGRAFIE / GEOGRAPHIES
“History is the teacher of life”. From childhood, we are used to repeating it to the point of exhaustion. So abused is the ancient saying that it has ended up losing power, and from history, it seems we have learned little, more often nothing. The twin sister of history is geography. There is no history without land, no history without borders to cross, conquer, restore, sacrifice. There are no peoples who do not say, rightly and more often wrongly, ‘this is mine.’ There is no history without geography, therefore: yet, always, in cultural rhetoric and in the construction of scholastic and academic paths, geography is the child of a lesser God. A childhood memory of lists of capitals and names of lakes and heights of mountains, and nothing else.
It took the overbearing reactivation of history, the brutal reshuffling of the cards of the economy, the boiling of young blood that feels all the boundaries of body and soul, deserts and seas, to remind us that geographies exist, they affect us, they define us: and so do humans with them. It took the clear, incontrovertible, and swift arrival of signs of inequality to the poorest, to mobilize them to cross over. It took human action to change the global ecosystem, producing droughts and floods, to push the caravans of salvation to move northwards, precisely following the opposite route to the one that, hundreds of thousands of years ago, led a few thousand homo sapiens to guarantee a future for our species, surviving in the heart of Africa.
It was a time without nations and without borders, a time of survival without boundaries without which humanity would not have existed. An era in which the factors of an unknown and indomitable nature decided everything, and pre-human geography could only adapt: if it could manage to do so.
Today, in the time of hyper-humanity, of the Anthropocene that has irreversibly altered atmospheres and temperatures, investigating the geographies of the world and of the soul means traversing the choices of peoples and those who dominate them, and the very concept of democracy, its utopian dimension, the temptation to consider it obsolete. It means questioning, criticising, thanking or cursing humanity itself, which in space builds and names places, designs harmony or incubates domination and destruction. The geographies we look at, finally, put us right in front of a crossroads: they remind us that nothing is given, and every right promised land is only the result of choice and decision.
Jacopo Tondelli [journalist and writer, co-founder and editor of Gli Stati Generali].
The images of the 2024 season’s poster and materials are by Cesura, an independent photography collective whose work focuses on authorial photographic documentary. Founded with the desire to be a new and autonomous force on the international photography scene, Cesura also founded its own independent publishing house and printing workshop. Its publications have received countless prizes and awards over the years. Alessandro Sala deals with social and environmental issues and has followed the migration crisis in the Mediterranean with particular attention, focusing on the reception process of asylum seekers. In 2022, he won the PAC ministerial grant with the DIORAMI project, a tale of 8 Sicilian botanical wonders exhibited at the Botanical Garden in Palermo.
Design: Neo Studio by Leonardo Mazzi
Yves Degryse/Berlin (BE)
show | duration 110 min in German and Dutch with Italian subtitles
c/o Teatro La Cucina / Olinda onlus via Ippocrate 47, Milan
At the end of the performance on Thursday 14 November, there will be a talk with the director Fien Leysen of the Flemish collective led by Francesca Serrazanetti of Stratagemmi.
The making of Berlin is a portrait of a city. It is built around the extraordinary story of Friedrich Mohr, a Berliner who was the Berliner Philharmoniker’s stage manager during WWII. The making of Berlin – with live horn music – offers an unfiltered look at BERLIN’s work process. But above all, it tells the story of one of the ‘unbrave’ who failed to stand up when fellow Jewish musicians and friends were expelled from the orchestra. The making of Berlin is the final part of the Holocene cycle, during which BERLIN made several portraits of cities over the past twenty years.
BERLIN helps Mohr to realize an as yet unfulfilled dream. At the end of WWII, the conductor of the Philharmonic decided to perform Siegfried’s Funeral March from Wagner’s Götterdämmerung one last time. The performance would be broadcast live on German state radio. Rehearsing with the entire orchestra in one location soon proved too dangerous due to ongoing bombing. So the conductor divided the orchestra into seven segments and had them rehearse in separate bunkers. Faltering (recording) technology threw a spanner in the works. Mohr’s ultimate wish is to perform the technical tour de force as initially planned seventy-five years after the date. The Götterdämmerung will be played from seven bunkers simultaneously and can be heard in its entirety on the radio. A daring feat for which BERLIN called on, among others, radio station Klara, the orchestra of Opera Ballet Vlaanderen and German actor Martin Wuttke (known from Tarantino’s Inglourious Basterds).
Theatre- and film-maker Fien Leysen records the creation process for a behind-the-scenes documentary. Her footage eventually ends up in the performance as well. You gradually discover together with BERLIN that Mohr’s story is full of inaccuracies and that he seems to want to restore the irreparable. How far can you stretch the truth when you’re looking for atonement?
direction Yves Degryse with (on stage) Yves Degryse, Geert De Vleesschauwer / Marjolein Demey / Bregt Janssens / Eveline Martens / Sam Loncke (afwisselend), Rozanne Descheemaeker / Matea Majic / Diechje Minne / Jonathan van der Beek (afwisselend) ; with (film) Friedrich Mohr, Martin Wuttke, Stefan Lennert, Werner Buchholz, Alisa Tomina, Krijn Thijs, Chantal Pattyn, Symfonisch Orkest Opera Ballet Vlaanderen, Alejo Pérez, Yves Degryse, Caroline Große, Michael Becker, Claire Hoofwijk, Alejandro Urrutia, Marek Burák, Marvyn Pettina, Farnaz Emamverdi, team BERLIN: Jane Seynaeve, Eveline Martens, Jessica Ridderhof, Geert De Vleesschauwer, Sam Loncke, Manu Siebens, Kurt Lannoye, team Opera Ballet Vlaanderen: Jan Vandenhouwe, Lise Thomas, Eva Knapen, Christophe De Tremerie video e video editing Geert De Vleesschauwer, Fien Leysen, Yves Degryse internship video editing Maria Feenstra drone shots Yorick Leusink, Solon Lutz behind the scenes footage Fien Leysen scenography Manu Siebens set construction Manu Siebens, Ina Peeters, Rex Tee, Joris Festjens set design and construction film Jessica Ridderhof, Klaartje Vermeulen, Ruth Lodder, Ina Peeters musical composition and mixing Peter Van Laerhoven live music (horn) Rozanne Descheemaeker / Matea Majic / Diechje Minne / Jonathan van der Beek (alternating) music film Peter Van Laerhoven, Tim Coenen, Symfonisch Orkest Opera Ballet Vlaanderen olv Alejo Pérez mixing orchestra Maarten Buyl sound design and mixing Arnold Bastiaanse sound recordings Bas De Caluwé, Maarten Moesen, Bart Vandebril technical coordination Manu Siebens, Geert De Vleesschauwer production management Jessica Ridderhof production support Germany Daniela Schwabe, Gordon Schirmer research Wagner Clem Robyns, Piet De Volder research internship Annika Serong photography Koen Broos, Gordon Schirmer technical coordination berlin Marjolein Demey day-to-day coordination and production assistant Jane Seynaeve production BERLIN coproduction DE SINGEL (Antwerp, BE), le CENTQUATRE-PARIS (FR), Opera Ballet Vlaanderen (BE), VIERNULVIER (Ghent, BE), C-TAKT (Limburg, BE), Theaterfestival Boulevard (Den Bosch, NL), Berliner Festspiele (DE) with the support of the Flemish Government, Sabam for Culture, Tax Shelter of the Belgian federal government via Flanders Tax Shelter
Photo by Koen Broos
Founders of BERLIN in 2003, Bart Baele, Caroline Rochlitz and Yves Degryse decided not to choose a particular genre, but to venture into the realm of documentary filmmaking and let the places of their forays guide their inspiration. This philosophy resulted in two project cycles: Holocene (the current geological era) where the starting point is always a city or other place on the planet, and Horror Vacui (fear of the void) in which true and poignant stories are delicately unravelled around a table. The Holocene cycle includes Jerusalem, Iqaluit, Bonanza, Moscow and Zvizdal. The first three episodes of Horror Vacui are Tagfish, Land’s end and Perhaps all the dragons. BERLIN are still working on both cycles. The Making of Berlin is the last chapter of Holocene. The company has worked in 27 different countries in recent years, within various circuits: from theatres to exhibition spaces, from festivals to special locations.
Simon Senn (CH)
performance | in French and English with Italian surtitles | duration 60 min viewing is recommended for audiences over 15 years old
At the end of the performance on Friday 8 November, there will be a public meeting moderated by Maddalena Giovannelli (Stratagemmi) in dialogue with Simon Senn and with Ester Fuoco, PhD in Digital Humanities and Researcher in Disciplines of the Performing Arts at IULM in Milan (see full BIO below)
In this digital conference that doubles as a demonstration and confession, Simon Senn, a videographer and visual artist from Geneva, demonstrates how the virtual world and the real world are not always in opposition, revealing the unexpected entanglements between technology, representation, gender, and law.
Simon Senn’s experience began when he bought the digital replica of a female body online. He then went in search of the woman whose body he was « virtually » inhabiting. Onstage he conveys this disturbing experience to the audience.
After downloading the replica (a detailed and evidently accurate reproduction), he brought it to life with easily purchased sensors and discovered what it felt like to « have » a female body – at least through his 3D glasses. The experience was moving. Who is this woman ? Can he do anything he likes with this digital body ? What about the new and enjoyable sensuality this virtual form offers him ? He managed to track down the young woman and begin a discussion with her (one that continues today), where together they investigate this third digital body that exists between them. Arielle is now part of the project and is present in the show.
Simon Senn decided to consult a psychologist and explore his feelings of «gender disturbance », which continue to surprise him – does he perhaps suffer from « Snapchat dysmorphia », the clinically accepted psychological illness of those who wish to transform themselves in order to resemble their online image?
conception and direction Simon Senn with Simon Senn, Arielle F. and a virtual body production Compagnie Simon Senn co-production Théâtre Vidy-Lausanne – Le Grütli, Centre de production et de diffusion des Arts vivants – Théâtre du Loup distribution and tour Théâtre Vidy-Lausanne with the support of Porosus – Pro Helvetia – Fondation Ernst Göhner – Pour-cent culturel Migros – Loterie Romande
Photo from simonsenn.com
Born in 1986, Simon Senn is an artist and theater director, and lives in Geneva. He obtained a Bachelor of Fine Arts from the Haute école d’art et de design de Genève and a Master’s degree from Goldsmiths College in London. At first glance, his work seems to suggest that he is a socially engaged artist, speaking out against a certain type of injustice. However, his works sometimes reveal a more ambiguous approach, exploring aporias rather than articulating addressed criticisms. Even if his videos or installations are normally based on a certain reality, fiction is often mixed in. Be Arielle F is his first proposal for the stage, with which he received the second Prix d’encouragement pour les arts de la scène Premio in 2019. During the health crisis of 2020, a live stream and adapted version of the show was offered digitally by the Théâtre Vidy-Lausanne. In 2024, he collaborates with Indian dancer Rohee Uberoi to capture and encode the movement of Bharata natyam in their projet Rohee, to be shown in Vidy.
Ester Fuoco is PhD in Digital Humanities and Researcher in Disciplines of the Performing Arts at IULM in Milan. From 2021 to 2023 she was a research fellow at the Biorobotics Institute of the Scuola Superiore Sant’Anna in Pisa and at the Univ. IULM with projects related to the application of robotics and AI in the performing Arts. Her recent publications include the volume Deviations in Contemporary Theatrical Anthropology: New Myths and Performative Rituals between XR, Robots and AI (Routledge,2024) and Neither here, nor now. Medial vicissitudes of contemporary performance (Ledizioni, 2022).
Be Flat (BE)
touring acrobatic improvisation performance
The two acrobats of Be Flat have prepared a unique tour of (name city) for a select group of followers. The streets of the city, the facades of the buildings and the cobblestones below are transformed into an urban circus piste. But Follow me is not only a performance to be watched, it is a playful collective journey through public space. So turn off your cell phones, tighten your shoelaces, and lets go!
directors / circusartists Ward mortier, Thomas Decaesstecker dramaturgical advice Craig Weston external viewpoint Sander De Cuyper with the support of Vlaamse gemeenschap coproduction Miramiro partners Circuscentrum, Centre des Arts scéniques, Centre des Arts de la Rue, Latitude50, Circusplaneet, Circus in beweging et Ell Circo d’ell Fuego
Photo by Yngwie Scheerlinck.
Thomas (Tervuren 1989) and Ward (Ghent 1993) first met at a freerunning gathering in Ghent in 2008. Sharing a mutual passion for music and movement during the ensuing years has led them to a unique and solid friendship. Ward studied Chinese pole combined with acrodance at ESAC (Ecole Supérieure des Arts du Cirque, Brussels). Thomas followed training as acrobat and hand-stand artist in Santiago, Chili at the Escuela De Artes Circenses Del Circo Del Mundo. Their mutual interests, combined with their individual specialisations and experiences, guarantee a broad range of skills to be used in a gamma of contexts and situations.
Ant Hampton/Time Based Editions (UK/DE)
live collective experience | duration 80 min | in italian
c/o ZONA K, admission allowed after membership 2024 in collaboration with Ateatro
A talk with the author will be held at the end of the performance on Thursday 16 May.
Books and reading have changed and continue to change. The advent of digital, the rediscovery of orality and the audio dimension, and forms of participatory art are multiplying ‘ways of reading’ in new and innovative, yet ancient ways. Hybrid, performative, multimedia, transmedia forms are emerging… These transformations are reflected on the book as a physical object and on libraries as places of encounter and experience.
Starting from the experience of Borderline Visible, the author Ant Hampton and Stefano Parise, Director Area Biblioteche del Comune di Milano, will discuss these themes, moderated by lecturer and theatre and publishing expert Oliviero Ponte di Pino.
“Borderline Visible is probably DocLab’s most poetic work this year, but in all its simplicity it is also the most poignant.”– NRC Handelsblad
“an extremely engaging psychogeographical framework constantly enriched by Hampton’s searching mind and razor-sharp political rage.”– Marijn Lems, Theaterkrant
Winner of the IDFA (International Documentary Festival Amsterdam) 2023 DocLab award for Creative Technologies
Ant Hampton presents the first in a new series of ‘live books’ – Time Based Editions – in which photographs and audio take you on a journey through the pages interweaving history, autobiography, literature and an urgent investigation into the hidden atrocities perpetuated on the margins of Europe. Borderline Visible begins as a récit de voyage, a journey from Lausanne to Izmir undertaken by two artists and friends. In Greece, health problems force one of them to stop, while the other goes on to Turkey, suddenly remaining alone. The narrative turns into a moving and troubled psycho-geography. Moving from ‘we’ to ‘I’, from present to past, from the personal to the political, Ant Hampton attempts to give value and meaning to the all too human ruins of ambition, history and language. The careful process of recomposition gradually brings to light a complex constellation of Jewish history, the end of the Ottoman Empire and Sephardic diasporas, rumours, earthquakes, tourism and forced migration, mental health and dementia, swallows and TS Eliot’s The Waste Land.
In the collective experience, the spectators are invited to participate in this journey together, flipping back and forth through the pages of the book, comparing images, closing and opening their eyes, drawing lines on the maps with a finger, guided by an audio track that combines narration, music, field recordings and instructions on how to get through the book.
After the two collective appointments, Borderline Visible will be available for individual viewing in Italian, English, French and Dutch from 18 to 26 May (excluding Mondays) at 3.30 p.m. and 5.30 p.m. at Casa degli Artisti Milano. Tickets available soon.
By Ant Hampton Feedback David Bergé Book design Roland Brauchli Based on a project with Rita Pauls Music Perila, Oren Ambarchi Thanks to Pieter Ampe, Giorgos Antoniou, Sae Bosco and Samos Volunteers, Yannick Christian, Hani Dunia, Effi & Amir, Tim Etchells, Katy Fallon, Martin Hampton, Britt Hatzius, Leo Kay, LAPS, Camille Louis, Eva Neklyaeva, Beyhan Onur, Anelka Tavares, Prodromos Tsinikoris, Giulia de Vecchi, Anny Y
ITALIAN VERSION Translation Valentina Kastlunger Editing Valentina Picariello Voice Astrid Casali Recording Luca Ciffo Editing and sound Ant Hampton Thanks to Flora Pitrolo for proofreading and correcting the translation Produced by Quarantasettezeroquattro, Teatro Bastardo and ZONA K
Time Based Editions is an imprint of PHOTOGRAPHIC EXPANDED PUBLISHING ATHENSCreated with the support of: The Resonance Foundation (Los Angeles) Bimeras (Istanbul / Berlin) Théâtre Vidy (Lausanne)Research and prototype support: Lita House of Production and Kundura Stage (Istanbul) National Theatre of Northern Greece (Thessaloniki)
Ant Hampton (1975, DE/UK) is a British-German performance maker and writer. His work since 1999 has often involved guiding people through unrehearsed situations and interactive relations, using automated devices. His three collaborations with Tim Etchells are participative experiences for two at a time, combining audio with different engagements with the page: text and silent reading (The Quiet Volume, 2010); archive photography (Lest We See, 2015); and mark-making/ erasure (Not to Scale, 2020). In more recent years his practice has expanded into a wider investigation of risk-taking and leaps of faith, for example with The Thing – An Automatic Workshop in Everyday Disruption, created with Christophe Meierhans. These and many other of his “Autoteatro” works continue to tour internationally in over 80 language versions, some of them without anyone needing to travel – a paradoxical outcome for an art committed to liveness and presence which in turn informed his 2021 advocacy and research project: ShowingWithoutGoing.live – an Atlas. Together with David Bergé, he co-founded Time Based Editions in 2023.
Zoë Demoustier / Ultima Vez (BE)
dance | duration 60 min in English with Italian subtitles c/o ZONA K, admission allowed after membership 2024
At the end of the performance on Friday 5 April there will be the meeting “The political gesture of a body-archive“. The body-archive and gesture as instruments of an investigation into violence, at the centre of Zoë Demoustier’s work, are themes that also belong to other contemporary dance experiences. One of the most significant is that of Arkadi Zaides and his “Archive”, in which the dancer’s body interprets the proxemics of war, calling into question the gaze of the spectator. To these intersections is dedicated the meeting with Zoë Demoustier, moderated by Camilla Lietti and Francesca Serrazanetti (Stratagemmi).
In Unfolding an Archive, Zoë Demoustier unfolds an image archive of 20 years of war reporting. The man behind the camera is her father Daniel Demoustier. The search for a relationship to the imagery of world events with which she grew up is like a movement from far and near. In an attempt at a reconstruction, she brings the archive to life. She dismantles the mechanisms hidden behind the archive images. Gradually, a choreography of poses and gestures is created in a broken timeline of physical memories.
« In Unfolding an Archive I investigate what news is, how journalism works, how you use images to place reality in a certain frame. But there is also a second, much more personal track: what has my father’s special job done to me? It took a long time before I dared to put that into the performance. At some point I realized I couldn’t avoid that question. And that those apparently very personal topics – how our family functioned, the father-daughter relationship, the question of how present a parent should be – are just very universal: everyone has to deal with them. » Zoë Demoustier in HUMO
Choreography and performance Zoë Demoustier Live sound Willem Lenaerts Sound concept Willem Lenaerts & Rint Mennes Light design Harry Cole Light and technical support Pieter Kint Interview & editing Yelena Schmitz Design & Costume Annemie Boonen Research Annemie Boonen & Willem Lenaerts Dramaturgy Elowise Vandenbroecke Coaching Danielle van Vree Video and sound archive Daniel Demoustier Co-production STUK With the support of the City of Leuven, 30CC, Platform In De Maak Residences STUK, Ultima Vez, Vlaams Cultuurhuis de Brakke Grond, Voetvolk Atelier Rubigny Thanks to Shila Anaraki, Oihana Azpillaga, Jonas Beerts, Anna Bentivegna, Stijn De Cauwer, Elliot Dehaspe, Dirk De Lathauwer, Lahja Demoustier, Misha Demoustier, Hannes Dereere, Josine De Roover, Pieter Desmet, Klaas De Somer, Willem Malfliet, Hildegard De Vuyst, Silke Huysmans, Karen Joosten, Koen Theys, Maarten Van Cauwenberghe, Gerlinde Van Puymbroeck, Veerle Van Schoelant, Niek Vanoosterweyck, Bart Vanvoorden, Remo Verdickt, Cas-co Leuven, Dag van de Dans, Danstuin.
Photo by TomHerbots
Zoë Demoustier (1995) is performer and choreographer. The body is always the starting point for her visual representations. From movement she makes links with topical and committed subjects to create documentary choreographic work. Zoë made the performances nesten (fABULEUS/Anna Bentivegna & Ayrton Fraenk), Road to Nowhere (Forsiti’A/Yelena Schmitz), Born to be wild (Thespikon) and worked as a performer and assistant with Kabinet K, Michiel Vandevelde, Alma Söderberg/Manyone, Iris Bouche/Opera Ballet Vlaanderen, David Weber Krebs and Marcelo Evelin. In 2021 she was ambassador of Dance Day in which she created tomorrow’s dance makers in collaboration with De Zendelingen. From 2022 she will start a new collaboration as a choreographer at Ultima Vez. Unfolding an Archive is her first solo performance, for which she has already initiated within the Directing course at the RITCS and Cultural Studies at the KU Leuven. In the performance she uses techniques from the mime corporel tradition that she learned during her studies at the Mime Education in Amsterdam. For Unfolding an Archive she works closely with musician and sound designer Willem Lenaerts.
Lina Saneh and Rabih Mroué (LB/DE)
video installation | original version translated into Italian + meeting with the company
You collect a lot of things over the years, often without knowing why or what you want to do with them. Until one day, you spread them out and start looking at them properly. You try to understand why it is you like them and why you might also be ashamed of them at the same time. You attempt to discover or to invent their stories, struggling to give free rein to your emotions or to tame them. As you look at your collection, you might allow memories to return, and you might try to utter them, mixing your stories with their imagined ones. In brief, you might use them to talk about “you”; you, as an inseparable singular from all the other singulars, you, as an unbreakable moment from history.
written and directed by Lina Majdalanie & Rabih Mroué voice-over Francesca Bracchino e Marcello Spinetta animation Sarmad Louis music Abdalla El-Masri, Charbel Habr, Matef and HoRa’ Mim editing Rabih Mroué, Sarmad Louis sound Rafi Mrad photo corrections Randa Mansour Commissioned and produced by steirischer herbst ’20
Lina Saneh and Rabih Mroué were born in Beirut in 1966 but reside in Berlin. They generally work together, while also pursuing personal projects. Rabih Mroué has developed a versatile artistic practice in which he assumes, often simultaneously, the functions of actor, director and playwright, with a peculiar ability to photograph the contemporary. Since 1990, he and Lina Saneh have created performances that blur the boundaries between disciplines in a poetic fusion of theatre, installations, performance art and video. Together they present works that directly reflect the social and political realities of their country, while delving into the underlying issues and contradictions of Lebanese society.
Faustin Linyekula / Mamu Tshi (RDC/CH)
dance | duration 50 min in French with Italian subtitles
Amandine Ngindu, a renowned krump dancer from Lausanne who goes by the stage name Mamu Tshi, met her Congolese compatriot Faustin Linyekula at Vidy. Together they traveled to the Kasai region to meet her grandmother, with whom she has no common language. In this danced portrait composed together upon their return, Mamu Tshi expresses herself through words and the restrained power of krump, reaching across the borders of her history.
With Mamu Tshi (Amandine Tshijanu Ngindu) Concept and choreography Faustin Linyekula, Mamu Tshi (Amandine Tshijanu Ngindu) Assistant director Angélique Tahé Music Twin Traxamus, Groupe folklorique Atandele (Kananga, DRC) Recorded voices Kaku Musambi Papa Ngindu Papa Mako Griot Tshimina Video Faustin Linyekula Zima Tukala Thanks to Aunt Pauline Bibomba and all the family in Kanyuka, DRC, Zima Tukala (yo moko oyebi), Victor Bafuafua, Sylvie Makela and the Salon Tribus Urbaines General director Veronique Kespi Lighting director Farid Deghou Boussad Sound director Luc Grandjean Stage director Christian Wilmart Production Anouk Luthier Production Théâtre Vidy-Lausanne with support from Studios Kabako (Kisangani, DRC) Support Arts and Humanities Division, New York University Abu Dhabi
photo by Sarah Imsand
Mamu TshiMamu Tshi was born in Congo, which she left at birth for Lausanne, where she lives and works today. Very early attracted to urban dance, she is today part of the world krump elite: in 2020 and 2021, she received the title of “dancer of the year” in this discipline. Freestyle dancing, powerful, expressive and liberating, is part of the street dance movement and is considered, among other things, as an artistic response to the systematic oppression of certain groups and the frustration that results from it. The battles, influenced by hip-hop and full of energy, are generally contested in public spaces by different crews. Mamu Tshi frequented urban dances for a long time before performing for the first time in 2019 at the Théâtre Sévelin 36 as part of the “Quarts d’Heure” – a platform for young choreographers. The same theater then invited her to develop her soloWomb: Entrailles as an “associated artist” for a creation in spring 2023. With her playL’Héritière, Mamu Tshi also completes the international trio Portraits in Otherness commissioned by Akram Khan Company for the tour in Switzerland (Steps festival). In parallel and with the collective “Swiss Krump Movement” and the Warriorz, pioneers of krump in Switzerland, she transmits this culture by organizing training and other community events. The lack of resources led her to initiate a project to include cultures and artistic practices from urban and underground environments in the Swiss cultural landscape, CAaUSE, entre d’Arts Alternatif et Urbain Suisse Émergent. At Vidy, she is a choreography assistant and performer in Sous influence by Nina Negri in 2021, and in 2024 she performs Mamu Tshi, Portrait pour Amandine in collaboration with Faustin Linyekula.
Dancer, choreographer and director, Faustin Linyekula lives and works in Kisangani (Democratic Republic of Congo). After literary and theatrical training in Kisangani, he moved to Nairobi in 1993 and in 1997 co-founded the first contemporary dance company in Kenya, the Gàara company. Returning to Kinshasa in June 2001, he set up a structure for dance and visual theater, a place for exchange, research and creation: Studios Kabako. With his company, Linyekula is the author of more than fifteen plays which have been presented on the biggest stages and festivals in Europe, North and South America, Australia and Africa. Among his collaborations are a production for the Comédie Française (Bérénice, 2009), a creation for the Ballet de Lorraine (La Création du monde 1923-2012, 2012), a solo for a dancer from the National Ballet of Portugal. Linyekula has also imagined performances for museums: the MOMA in New York (2012), the MUCEM in Marseille (2016), the Metropolitan Museum (2017) or the Royal Museum for Central Africa in Tervuren (2018). He teaches regularly in Africa and the United States. Linyekula received the Grand Prize from the Prince Claus Foundation for Culture and Development in 2007. Since 2007, Linyekula’s work and approach have been based in the city of Kisangani, where Kabako Studios supports the training, production and dissemination of young Congolese artists in the field of performing arts, but also video and music. In 2014, Linyekula and Kabako Studios received the first prize from the American CurryStone foundation for the work developed in Kisangani and in particular in the commune of Lubunga with the different communities. In 2016, as part of the Artista Na Cidade biennial, Linyekula was an associated artist of the city of Lisbon, from which he received the medal for artistic merit. From September 2018 and for three seasons, he was associated with the Manège – Scène nationale de Reims in France. In 2019 he was an associate artist of the Holland Festival in Amsterdam. At Vidy, he presented Congo, a trio for singer, actor and dancer based on the eponymous book by Éric Vuillard in 2019. The series of films by young African artists Lettres du continent, which he designed with Virginie Dupray during the pandemic in 2020, was presented by Vidy in the fall of 2020. In 21/22, he led the Imaginaires des futurs possibles cycle with the playwright Claire de Ribaupierre, an initiative bringing together artists, scientists and spectators proposed by Vidy and the Sustainability Center of the University of Lausanne. In 2024 he presents Mamu Tshi, Portrait pour Amandine.
source https://vidy.ch/en/
Lina Saneh and Rabih Mroué (LB)
show | duration 50 min in French with Italian subtitles
After its premiere in 2009, Photo-Romance immediately become one of the most successful international theatre pieces and is now, after touring worldwide, is coming to Mousonturm in its newest version: in the roles of author and censor Lina Saneh and Rabih Mroué discuss the photo novella adaptation of a historical film document, which shows the enthusiasm of Italian crowds at Hitler’s Mussolini visit. The two of them – him, a former leftist activist, she, a divorced homemaker – met in Beirut in 2006 shortly after Israel’s attack on Lebanon: two lonely people, uncomfortable with the hubbub outside. By mixing fiction and reality, Photo-Romance deconstructs the political logic, as well as the illusion of theatre and shows “truth” to be a construction of possibilities.
Concept, text and direction Lina Saneh and Rabih Mroué Translation Masha Refka Set design Samar Maakaroun Music Charbel Haber Soundtrack Lina Saneh, Rabih Mroué, Sarmad Louis Direction of photography Sarmad Louis jeu pour la bande-image Rabih Mroué, Lina Saneh Special guest Mona Mroué Assistant director and executive producer Petra Serhal Costumes Zeina Saab de Melero Makeup Stéphanie Aznarez Production assistant Ashkal Alwan (Beyrouth) With Lina Saneh, Charbel Haber, Rabih Mroué
Director, performer and playwright, Lina Majdalanie is a Lebanese artist, living in Berlin. Her work includes: Hartaqāt (2023), Second Look (serie video, 2020), Sunny Sunday (2020), Borborygmus (2019), Do I Know you? (2017), A Drop of Sweat (2015), 33 rpm and a few seconds (2012), Photo-Romance (2009), Appendice (2007), I Had A Dream, Mom (vidéo, 2006), Biokhraphia (2002), and others… She curated several events in Mousonturm-Frankfurt (2016 and 2023), HAU-Berlin (2017), Kunsthalle-Mulhouse (2015) and Tanzquartier-Vienna (2009). She was a fellow at the International Research Center “Interweaving Performance Cultures”/FU in Berlin (2009-2010) and a member of Home Workspace Curricular Committee-Ashkal Alwan (Beirut 2010-2014). She opted the pseudonym Lina Saneh in April 2015.
Rabih Mroué, born in Beirut and currently living in Berlin, is a theatre director, actor, visual artist and playwright. He is a contributing editor for The Drama Review /TDR (New York) and a co-founder of the Beirut Art Center (BAC). He was a fellow at The International Research Center: Interweaving Performance Cultures/ FU/Berlin from 2013 -2014. He has been a theatre-director at Münchner Kammerspiele from 2015 -2019. His works include: Hartaqāt (2023), Sunny Sunday (2020), Borborygmus (2019), So Little time (2016), Ode to Joy (2015), Riding on a cloud, (2013), 33 RPM and a Few Seconds (2012), Photo-Romance (2009), The Inhabitants of images (2008), Who’s Afraid of Representation (2005), Looking for a Missing Employee (2003), Biokhraphia (2002), Three Posters (2000) and others…
Jens Hillje, Alessandro Renda (DE/IT)
A ZONA K project
A public call, dozens of workers responding. This is the beginning of the project that has taken shape over the past year with meetings, theatre workshops, research, video documentaries, protest songs, marches, a pretext (Kafka’s America), three actors, a director and a dramaturg. Work’ as a fil rouge. Work as an aspiration, as a compulsory choice, as a source of livelihood, but above all as an engine that delineates trajectories, defines self-esteem and personal convictions, risks shaping our values and determines where and with whom we spend most of our time. But does work really define who we are? How well does it meet our expectations? How much weight does it have in our lives and in the choices we make? Can it today represent a point of observation on the state of health of society, especially after the acute phase of the health emergency?
Non siamo niente, saremo tutto (We are nothing, we will be everything) is the literal translation of a line from L’Internationale written by poet and revolutionary Eugène Pottier 150 years ago. A text that may be dated, sometimes still sung as a workers’ hymn, but now has almost no relevance to today and the state of the world of work. We are nothing, we will be everything is also the theatrical project produced by ZONA K, in which Jens Hillje and Alessandro Renda involved workers from different sectors, to explore individual stories and approach the theme from different perspectives: can we mirror ourselves in the work stories of others to feel more interconnected? How much does the realisation of a will or vocation condition our lives? Does understanding individual happiness or dissatisfaction help us to assess collective well-being? Are we still able to see ourselves as a collection of people striving for a common good or are we a sum of individuals, monads in our own right? The concatenation of stories becomes an investigative tool to transform the collective experience into a shared narrative, a chorus conceived as a total work of art and social sculpture to re-embrace the desire for community and, through theatre, find new forms of representation of reality.
show ● in Italian ● running time 90 min.
c/o and in collaboration with Olinda onlus, ex. Osp. Psic. Paolo Pini, via Ippocrate 45 Milano – M3 Affori FN
IMPORTANT Show up at least 15 min. before the performance to collect tickets c/o Bar Jodok, via Ippocrate 47 Milano – M3 Affori FN (via Ciccotti exit) Maximum punctuality is required. Access is not guaranteed once the show has started.
direction: Alessandro Renda; dramaturg: Jens Hillje; with: Roberto Corradino, Milena Costanzo, Matteo Gatta and with the citizens of a public call from Milan and La Spezia and with the Micene chorus from Milan; lighting design: Mario Loprevite; scenographic elements Denise Carnini and Francesca Pedrocchi editing and visual effect video: Francesco Tedde and Alessandro Tedde (Anthropotopia); photos: Luca Del Pia; production: ZONA K (MI); co-production: Pergine Festival (TN), Association 47|04 (GO); executive production: Valentina Picariello and Renata Viola; organisation: Federica Bruscaglioni; with the support and collaboration of Fuori Luogo La Spezia/Gli Scarti; in collaboration Project For People, Stratagemmi Prospettive Teatrali, Olinda onlus
The project is realized with the support of Fondazione Compagnia di San Paolo in the context of Art Waves Produzioni di cultura contemporanea and with the support of Fondazione Cariplo and the Municipality of Milan and presented within STOP project presented for Milano è Viva
Alessandro Renda is an actor, director and filmmaker. Since 1998 he has been a member of Teatro delle Albe in Ravenna. He has taken part in numerous shows of the company, from I Polacchi (1998) to L’isola di Alcina (2000), from Salmagundi (2004) to Stranieri (2008) from Inferno (2017) and Purgatorio (2019) among others. He has been staging the monologue written by Marco Martinelli Rumore di acque (2010) for over a decade, with several tours in Europe and the United States. Since 2001, he has been a ‘guide’ in the workshops of the non-school, an anti-academic theatrical-pedagogical practice of the Albe, with various experiences in Italy and abroad. Since 2003 he has been involved in video, making projections for the stage or video ‘translations’ of many of the company’s shows or documentaries around theatrical experiences.
Jens Hillje (Germany, 1968) has worked in the German independent theatre scene since 1990 as actor, author and director. In 1996 he founded the space ‘Barracke’ at the Deutsches Theater together with Thomas Ostermeier. From 1999 until 2009 he was chief dramaturg and member of the artistic direction of the Schaubühne in Berlin with Thomas Ostermeier and choreographer Sasha Waltz. As dramaturg, he works with the leading figures of European theatre. He created the F.I.N.D Festival in 2000 at the Schaubühne, one of the most renowned festivals in Germany. Since the 2013/14 season, Jens Hillje has been co-artistic director and Chief-dramaturg of the Gorki, together with Shermin Langhoff. Since 2021 he has been a free dramaturg. In summer 2019, he was awarded the Golden Lion for Lifetime Achievement at the Venice Biennale.
NON SIAMO NIENTE, SAREMO TUTTO is part of the schedule of
Un gruppo di adolescenti di via Padova. Una voce in cuffia che guida il Pubblico. Una performance urbana e partecipata in cuffia, specchio della società globale di oggi.
In quale contesto viviamo? Siamo a Milano in via Padova, in un barrio di Lima o tra le strade di Marrakesh? C’è un confine che divide la nostra provenienza? O è soltanto una questione generazionale? Generazione gLocale è un format di teatro partecipativo che racconta le nuove generazioni superando pregiudizi e stereotipi.
Dal 2017 ad oggi ha visto la sua realizzazione in diverse città italiane coinvolgendo adolescenti nel ruolo di Protagonisti.
Il percorso del laboratorio fatto durante questi ultimi mesi al Parco Trotter si conclude con una performance che tenta di restituire una sorta di identikit delle nuove generazioni con l’intento di attivare un dialogo, e al contempo uno scontro, tra il mondo degli Adolescenti e il mondo degli Adulti.
Una preziosa occasione per “vedere e raccontare” senza pregiudizio chi abita ogni giorno in Via Padova, come i nostri Protagonisti.
produzione ZONA K (Milano), creazione collettiva Studenti e Studentesse dell’IC Casa del Sole – Milano, drammaturgia e regia Andrea Ciommiento, assistenza alla regia Leda Peccatori, coordinamento progettuale Federica Di Rosa, coordinamento pedagogico Anna Doneda (Project for People), progetto sostenuto con i fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese, in collaborazione con Lapsus e Terzo Paesaggio
La quinta edizione del bando delle Residenze Digitali, un progetto del Centro di Residenza della Toscana (Armunia – CapoTrave/Kilowatt), in partenariato con l’Associazione Marchigiana Attività Teatrali AMAT, il Centro di Residenza Emilia-Romagna (L’arboreto – Teatro Dimora │ La Corte Ospitale), l’Associazione ZONA K di Milano, Fondazione Piemonte dal Vivo – Lavanderia a Vapore, C.U.R.A. – Centro Umbro Residenze Artistiche (La Mama Umbria Umbria International – Gestioni Cinematografiche e Teatrali/ZUT – Centro Teatrale Umbro – Micro Teatro Terra Marique – Indisciplinarte), il Centro di produzione di danza e arti performative Fuorimargine di Cagliari e l’Associazione Quarantasettezeroquattro (In\Visible Cities – Festival urbano multimediale) di Gorizia, seleziona 4 progetti che verranno seguiti durante il 2024 dalle strutture partner e dai tutor Anna Maria Monteverdi, Federica Patti, Laura Gemini e Marcello Cualbu.
Al termine del percorso, nel mese di novembre 2024, i progetti avranno un momento di emersione e confronto con i pubblici all’interno de La Settimana delle Residenze Digitali.
Il Centro di Residenza della Toscana (Armunia – CapoTrave/Kilowatt), in partenariato con l’Associazione Marchigiana Attività Teatrali AMAT, il Centro di Residenza Emilia-Romagna (L’arboreto – Teatro Dimora │ La Corte Ospitale), l’Associazione ZONA K di Milano, Fondazione Piemonte dal Vivo – Lavanderia a Vapore, C.U.R.A. – Centro Umbro Residenze Artistiche (La Mama Umbria Umbria International – Gestioni Cinematografiche e Teatrali/ZUT – Centro Teatrale Umbro – Micro Teatro Terra Marique – Indisciplinarte), il Centro di produzione di danza e arti performative Fuorimargine di Cagliari e l’Associazione Quarantasettezeroquattro (In\Visible Cities – Festival urbano multimediale) di Gorizia, lanciano il presente bando per la selezione di n° 4 progetti di Residenza Digitale da svilupparsi nel corso dell’anno 2024.
L’intento è quello di stimolare le artiste e gli artisti delle performing arts all’esplorazione dello spazio digitale, come ulteriore o diversa declinazione della loro ricerca autoriale.
Dovrà trattarsi di progettualità artistiche legate ai linguaggi della scena contemporanea e della performance, che nascano direttamente per l’ambiente digitale o che in esso trovino un ambito funzionale ed efficace all’esplicitarsi dell’idea artistica. A titolo di esempio: non si tratta di presentare percorsi di lettura o riprese video di testi o spettacoli esistenti o da farsi, bensì di concepire progetti artistici che abbiano nello spazio web il loro habitat ideale, indicando le modalità di fruizione e interazione da parte dello spettatore. Il progetto può anche prevedere la compresenza di una dimensione dal vivo che affianchi quella digitale, che però deve restare prevalente. Le artiste e gli artisti partecipanti dovranno anche specificare se può risultare utile l’eventuale concessione di un periodo di residenza dal vivo, negli spazi gestiti dai partner dell’azione, o durante il periodo di ricerca (per registrazioni di materiali video, o altro), o nel periodo finale di allestimento. In ogni caso, tutti i progetti devono prevedere una restituzione on-line aperta al pubblico, da tenersi nel corso del mese di novembre 2024.
Ciascuna delle 4 proposte vincitrici riceverà un contributo di residenza di 4.500 euro + iva + messa a disposizione dell’alloggio e di uno spazio di lavoro per l’eventuale periodo di residenza in presenza. Il compenso sarà pagato dietro la presentazione di regolare fattura.
I promotori del presente bando hanno individuato in Marcello Cualbu, Laura Gemini, Anna Maria Monteverdi e Federica Patti, quattro esperti nell’ambito della creazione digitale che, insieme con i curatori del progetto, saranno i tutor degli artisti durante lo sviluppo dei loro progetti.
I lavori vincitori potranno avvalersi anche di altri contributi produttivi forniti da ulteriori soggetti dello spettacolo, ovvero non si richiede loro alcun vincolo di esclusiva per ciò che riguarda la produzione che resta nell’assoluta disponibilità gestionale degli artisti.
Le artiste e gli artisti interessati a partecipare alla selezione dovranno entrare nel portale www.ilsonar.it e selezionare le pagine relative a bando Residenze Digitali e compilare i campi richiesti dal modulo di partecipazione online. Verranno richiesti loro:
1) una presentazione dell’artista o della compagnia (massimo 1.000 battute);
2) una descrizione del progetto di Residenza Digitale che si intende realizzare, indicando anche se sono necessari uno o più periodi di residenza dal vivo presso gli spazi gestiti dai partner dell’azione (massimo 2.000 battute);
3) l’indicazione di un partner tecnico (programmatore, webmaster, fornitore di specifico know-how) che supporti le necessità dell’opera;
4) un allegato di tipo non testuale che possa illustrare le modalità di realizzazione on-line previste e/o immaginate (video, audio, pdf, PowerPoint), che potrà essere caricato come allegato o fornito come link esterno.
I materiali sopra descritti dovranno essere caricati online entro le ore dodici (mezzogiorno) di giovedì 22 febbraio 2024.
È possibile che gli organizzatori invitino alcuni degli artisti a un colloquio conoscitivo, da realizzarsi in videoconferenza, nel periodo 25-29 marzo, con i candidati che avranno superato la prima fase della selezione.
All’atto di invio dei propri materiali, gli artisti e le compagnie accettano implicitamente tutte le norme contenute nel presente bando.Con il presente bando, il Centro di Residenza della Toscana (Armunia – CapoTrave/Kilowatt), in partenariato con l’Associazione Marchigiana Attività Teatrali AMAT, il Centro di Residenza Emilia-Romagna (L’arboreto – Teatro Dimora │ La Corte Ospitale), l’Associazione ZONA K di Milano, Fondazione Piemonte dal Vivo – Lavanderia a Vapore, C.U.R.A. – Centro Umbro Residenze Artistiche (La Mama Umbria Umbria International – Gestioni Cinematografiche e Teatrali/ZUT – Centro Teatrale Umbro – Micro Teatro Terra Marique – Indisciplinarte), il Centro di produzione di danza e arti performative Fuorimargine di Cagliari e l’Associazione Quarantasettezeroquattro (In\Visible Cities – Festival urbano multimediale) di Gorizia, vogliono sviluppare un dialogo sempre più ampio e fruttuoso tra spettacolo dal vivo e pensiero creativo applicato allo spazio digitale, esplorando un’opportunità di creazione che apre nuove sfide formali e concettuali, produce contenuti artistici innovativi e affianca le forme consuete di fruizione dello spettacolo dal vivo.
Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti Per prenotazioni scrivere a biglietti@zonak.it
Una scuola. Un gruppo di adolescenti di Rho. Una voce in cuffia che guida il Pubblico.
Generazione gLocale è un format di teatro partecipativo che racconta le nuove generazioni superando pregiudizi e stereotipi. Dal 2017 ad oggi ha visto la sua realizzazione in diverse città italiane coinvolgendo adolescenti nel ruolo di Protagonisti.
In questi ultimi mesi, durante i laboratori a Rho, siamo partiti da domande di cui non sapevamo già le risposte. Ci siamo chiesti, per esempio, quali sono i diritti che ci appartengono per davvero. Nel nostro quaderno degli appunti abbiamo iniziato a scriverne alcuni: diritto alla cura, diritto alla scuola, diritto alla ribellione, diritto al futuro…
Così abbiamo adottato storie che parlano di noi, dei luoghi che attraversiamo ogni giorno, di desideri e paure comuni. Abbiamo provato a mettere insieme i pezzi costruendo un racconto multimediale dal vivo interamente realizzato con le nostre voci e le nostre azioni.
E tu, quale diritto vorresti adottare?
produzione ZONA K (Milano), creazione collettiva Classe 4AC del Liceo Rebora di Rho (Milano), con Tommaso Amboldi, Pietro Carabelli Pietro, Elizabeth Colaiemma, Elisa Cozzi, Simone Garavaglia, Giulia Girometta, Beatrice Giudici, Francesca Gorla, Sara Lualdi, Anna Manfredini, Sofia Muliari, Francesca Oropallo, Giulia Ragusa,Martina Ranieri, Elena Sardelli, Martina Trovato, drammaturgia e regia Andrea Ciommiento, assistenza alla regia Leda Peccatori, referente scuola Ylenia Marotta, coordinamento didattico Federica Di Rosa, con il sostegno dell’Otto per Mille della Chiesa Valdese, in collaborazione con Lapsus e Terzo Paesaggio
Con l’animale Un progetto teatrale di Massimo Furlan & Claire de Ribaupierre
Per il progetto teatrale Con l’animale, gli artisti svizzeri Massimo Furlan & Claire de Ribaupierre sono alla ricerca di racconti, aneddoti e testimonianze di appassionati e praticanti di caccia e pesca, da affiancare a interviste ad antropologi, filosofi e scienziati e a specialisti della fauna selvatica sul tema di queste pratiche.
La loro ricerca artistica pone l’attenzione sulle relazioni tra la natura e i suoi abitanti: chi sono i protagonisti, come interagiscono, come si influenzano a vicenda ed evolvono nello stesso tempo e nello stesso luogo. La raccolta delle testimonianze si trasformerà in un testo teatrale.
Oggi ci accorgiamo sempre più spesso che stiamo trascurando le conoscenze ancestrali, basate su un equilibrio tra ciò che prendiamo dalla natura e ciò che le lasciamo il tempo di ricostituire. Se non conosciamo più l’ambiente, lo stiamo trascurando e se ne prendiamo troppo, lo stiamo distruggendo. Senza la conoscenza dell’intelligenza di ciò che ci circonda, distruggiamo noi stessi.
Si cercano aneddoti, piccoli racconti di giornate di pesca e di caccia. Luoghi, fiumi, laghi, correnti, criteri per trovare i pesci, quale vegetazione, quale altitudine, quale ora del giorno. Boschi, foreste, pianure, montagne, la luce, le tracce, gli odori, la temperatura per il cacciatore. Aspettare la preda, in solitudine e in silenzio. La pazienza. Il rapporto con il tempo. Come accadono le cose piccole, infinitesimali, i microeventi che costituiscono forme di attenzione: la precisione del gesto, l’ascolto, la presenza di segni nell’acqua o nei boschetti, la conoscenza del terreno, la qualità dell’aria, la qualità dell’acqua, la qualità della luce. E poi le abitudini e le traiettorie di pesci e selvaggina: la molteplicità delle specie, il loro comportamento, la loro intelligenza, le loro tecniche.
Gli artisti Massimo Furlan & Claire de Ribaupierre sono disponibili
a incontri in presenze nel periodo 28 novembre – 6 dicembre 2023.
Per informazioni e disponibilità, contattare stagione@zonak.it
Massimo Furlan, regista Massimo Furlan è nato a Losanna nel 1965 da genitori italiani. Dopo aver studiato alla scuola cantonale d’arte di Losanna, lavora nel suo studio, espone regolarmente i suoi dipinti e disegni in varie gallerie e lavora come scenografo. Nel 2003 ha fondato la compagnia Numero23Prod e ha iniziato a sviluppare lavori teatrali e performativi. All’inizio, il suo lavoro si ispira ai suoi ricordi d’infanzia: parte dalla sua storia personale per poi toccare la memoria collettiva di un’intera generazione. Rivisita modelli, sogni e aneddoti che hanno avuto un impatto particolare su di lui e la cui intensità provoca ancora oggi sorpresa e una certa esultanza. Si tratta di progetti come Gran Canyon Solitude (2003), (storia d’amore) Superman (2004), Palo Alto (2006) e Les filles et les garçons (2007). Nei suoi progetti scenici, invita danzatori e altri performer sul palcoscenico per creare quelle che lui chiama immagini lunghe: scatti in sequenza che ricordano il cinema e l’installazione. Continua questa ricerca con You can speak, you are an animal (2009), Schiller Thriller (2011), Giacomo (2012), Un Jour (2014). Accanto ai suoi progetti teatrali, si dedica anche alla performance art, rimettendo in scena partite mitiche della storia del calcio negli stadi di tutta Europa (dal 2000), correndo sulla pista dell’aeroporto internazionale di Ginevra per il Festival de la Bâtie del 2004 nell’aeroporto internazionale e correndo nel tunnel del Grand Saint-Bernard che collega Svizzera e Italia, per Tunnel nel 2015. Ha inoltre interpretato tutti i concorrenti dell’Eurovision Song Contest del 1973 per il Festival di Avignone nel 2010.
Dal 2008 in poi, con la sua drammaturga Claire de Ribaupierre, inventa protocolli e dispositivi unici per la parola, nell’ambito di progetti come Chanteur plutôt qu’acteur (2008), Les Héros de la pensée (2012-2018), Après la fin, le Congrès (2015), Le Concours européen de la chanson philosophique (2019) che portano in scena pensatori.
Nel 2017 il lavoro si è aperto a una dimensione documentaristica, coinvolgendo attori non professionisti, abitanti dei villaggi dei Paesi Baschi per il progetto Hospitalités nel 2017 e lavoratori migranti per Les Italiens nel 2019. Questo approccio, che solleva la questione di chi è in scena e di chi racconta la storia, continua con progetti come Avec l’animal (2022), Les feux (2023) e Dans la terre (2024), che interrogano i gesti e il saper fare. Un altro aspetto del suo lavoro consiste nel portare gli spettatori di notte su treni, autobus e battelli, alla scoperta di paesaggi urbani o selvaggi, attraverso la contemplazione, la musica e la camminata, come una lunga ripresa cinematografica itinerante: così Girls change places (2004), The Wind in the Wood (2016), Nocturne, (2017), Travelling (2017), Factory (2017), Dans la forêt (2020). Massimo Furlan ha ricevuto il Premio svizzero per il teatro nel 2012 e il suo lavoro è sostenuto da un accordo congiunto tra la Città di Losanna, il Cantone di Vaud e Pro Helvetia, la Fondazione svizzera per la cultura.
Claire de Ribaupierre, drammaturga
Claire de Ribaupierre è nata a Losanna nel 1968, ha studiato letteratura e ha conseguito un dottorato in letteratura contemporanea. Svolge ricerche nei campi dell’antropologia, delle immagini e della letteratura. Ha pubblicato Le roman généalogique. Claude Simon et Georges Perec (2002), e ha curato diverse opere collettive sulla questione del lutto e del fantasma (Le corps évanoui, les images subites, 1999), sulla figura dell’idiota (2004) e sulla questione dell’aneddoto (2007). Nell’ottobre 2012, con il Centre d’art de Neuchâtel, ha pubblicato Les Héros de la pensée, un libro che ripercorre le 26 ore di spettacolo e 11 canzoni filosofiche (2019) per il progetto European Philosophical Song Contest. Dal 2003 lavora alle produzioni di Massimo Furlan, prima come interprete e poi come drammaturga.
È stata collaboratrice scientifica e docente presso l’École cantonale d’art du Valais e la Haute École d’art et de design di Ginevra, e ha organizzato diversi incontri in luoghi d’arte che riuniscono artisti e teorici intorno a un tema specifico (aneddoto, archivio, animale, incidente, eccesso, ecc.). Dal 2008 al 2010 ha lavorato come ricercatrice sostenuta dal Fondo Nazionale Svizzero sulle pratiche artistiche dell’archivio e su un progetto sulle pratiche di improvvisazione con diverse scuole d’arte, teatro e musica. Attualmente insegna metodologia, drammaturgia e antropologia presso La Manufacture – Haute école des arts de la scène, nell’ambito del programma di Bachelor in teatro e danza.
video installation free participation c/o The D!alma – urban creative yard Via Claudio Monteverdi, 117 – La Spezia
After its debut at Sarzana’s Teatro degli Impavidi in 2022, ZONA K offers in installation form the important work of investigation and involvement of ordinary people carried out with the production We are nothing, we will be everything.
Interviews, footage, and audio that photograph a complex labor today, made up of strong generational gaps, missed expectations, achievements, and the desire to participate. An online archive of the world of work today, starting with the testimonies of the first workers in La Spezia and Sarzana involved and growing for each square the show touches.
An immersive journey into one of the most pressing issues for everyone’s present and future.
a project by ZONA K curated by Fabio Cherstich content and direction of the show of the same name Alessandro Renda editing and visual effect video Francesco Tedde and Alessandro Tedde (Anthropotopia) The project is produced with the support of Fondazione Compagnia di San Paolo as part of Art Waves Contemporary Culture Productions.
RESTITUZIONI DEI PROGETTI SOSTENUTI DAL BANDO DELLE RESIDENZE DIGITALI: Mara Oscar Cassiani, Malte & Collettivo Ønar, Martin Romeo, Simone Verduci/Ariella Vidach
Per informazioni e acquisto biglietti (3 euro) consultare il sito www.residenzedigitali.it. All’atto dell’acquisto lo spettatore riceverà tutte le informazioni necessarie.
Si rinnova, per il quarto anno consecutivo, l’appuntamento con la Settimana delle Residenze Digitali, progettualità artistiche sperimentali, che trovano nello spazio digitale il loro habitat ideale.
La settimana si svolgerà dal 22 al 26 novembre e prevede le restituzioni dei progetti selezionati attraverso la quarta edizione del bando delle residenze digitali, un progetto ideato e promosso dal Centro di Residenza della Toscana (Armunia – CapoTrave/Kilowatt), in partenariato con l’Associazione Marchigiana Attività Teatrali AMAT, il Centro di Residenza Emilia-Romagna (L’arboreto – Teatro Dimora │ La Corte Ospitale), l’Associazione ZONA K di Milano, Fondazione Piemonte dal Vivo – Lavanderia a Vapore, a cui si aggiungono quest’anno altre due realtà: C.U.R.A. – Centro Umbro Residenze Artistiche (La Mama Umbria Umbria International – Gestioni Cinematografiche e Teatrali/ZUT – Centro Teatrale Umbro – Micro Teatro Terra Marique – Indisciplinarte) e la FondazioneTeatro Comunale Città di Vicenza.
Il programma della settimana
22 – 26 novembre dalle 16.30 alle 18.00, di CITIZENSdi SIMONE VERDUCI / ARIELLA VIDACH, progetto di arte performativa e partecipativa immaginato per lo spazio virtuale che ripercorre la definizione di eterotopia enunciata dal filosofo Michele Foucault, usata per indicare quegli spazi che hanno la particolare caratteristica di essere connessi a tutti gli altri spazi, ma in modo tale da sospendere, neutralizzare o invertire l’insieme dei rapporti che essi stessi designano, riflettono o rispecchiano. Il corpo dello spettatore è il motore di questo attraversamento. Conversazioni in corso, corpi danzanti, la preghiera in una chiesa, la confusione di un mercato affollato, sono solo alcune delle situazioni che gli utenti possono incontrare durante il loro percorso, oltre alla possibilità di interagire tra loro. Le situazioni agite da rappresentazioni virtuali sono le controparti umane. La scelta del percorso influenzerà direttamente l’evolversi degli eventi, la trama e il modo in cui lo spettatore si relazionerà all’esperienza. Le musiche sono di Franco Conte.
Simone Verduci è creative technologist e new media artist. La sua ricerca è incentrata sullo sviluppo e l’applicazione di nuove tecnologie per l’arte e il design, con uno sguardo sempre attento al contemporaneo e alla multidisciplinarietà. Ariella Vidach si forma a New York negli anni Ottanta, dove ha modo di approfondire il lavoro con i protagonisti della danza postmoderna americana. Torna a Milano nel 1990 e nel 1996 fonda la Compagnia di danza Ariella Vidach – AiEP, con la quale produce performance multimediali che affiancano alla ricerca coreografica l’interesse per il rapporto tra corpo e tecnologia. Nel 2017 AiEP riceve il “Premio Speciale” nei Premi della danza svizzera per la ricerca e l’innovazione del linguaggio.
Giovedì 23 e venerdì 24 è il momento diAI LOVE, GHOSTS AND UNCANNY VALLEYS <3di MARA OSCAR CASSIANI. Il lavoro può essere fruito in versione online giovedì 23 dalle 11 alle 12.30 e in versione ibrida, online e in presenza alla Lavanderia a Vapore di Collegno (To), venerdì 24/11 dalle 11 alle 12.30 – in presenza replica riservata alle scuole- e dalle 19 alle 20 – durata fra i 10 e i 30 minuti).
Possiamo innamorarci di una Ai (intelligenza artificiale) e poi decidere di lasciarla? Amici virtuali, avatar che posseggono profili Instagram e ci danno consigli, Ai che diventano i partner nella vita affettiva. In molti modi, sembra la relazione perfetta, perché si potrebbe sempre fare affidamento sul compagno di intelligenza artificiale, sempre disponibile a fornire compagnia e comprensione. Mentre aumentano le relazioni reali sparite in preda al ghosting (la scomparsa di qualcuno senza spiegazioni), le relazioni con le Ai crescono. I corpi, che sembrano spesso semi coscienti con un dispositivo in mano, vivono una seconda vita emotiva e reale sulle piattaforme social e Ai. Le Ai colmano i vuoti degli umani che infondono in loro quello che Gilbert Ryle nel 1949 chiamava il Ghost, l’anima nella macchina. Eppure, questo meccanismo di estrema umanizzazione diventa aberrante: quanto più la Ai assomiglia all’umano, tanto più gli utenti sono sconvolti (effetto Uncanny Valley). Il processo di ricerca oscilla tra storytelling di YouTube e momenti di realtà aumentata e si è sviluppato anche nel corso di due residenze: la prima in Lavanderia a Vapore, che ha permesso all’artista di interrogarsi su questi temi incontrando studenti e studentesse del Liceo Curie di Collegno e dell’Università DAMS di Torino, e la seconda presso C.U.R.A. centro umbro residenze artistiche. L’obiettivo è narrare ma anche dare una dimostrazione performativa della coesistenza di un rapporto tra Ai, in forma di avatar virtuali e utenti, e l’impatto sulla presenza corpo e sul nostro comportamento dell’uso dei device come tramite comunicativo. Mara Oscar Cassiani condividerà, inoltre, il processo di ricerca, la sua poetica artistica e l’esperienza di Residenze Digitali, durante la sua permanenza a Torino, il 26 novembre in occasione di onLive Campus, progetto promosso da Piemonte dal Vivo, quest’anno nell’ambito della sesta edizione del TFI Torino Film Industry al Circolo dei lettori. onLive Campus è un contesto in cui dare visibilità alle nuove estetiche e all’impatto delle residenze dedicate alle arti digitali in dialogo con la rete, come conferma la presenza nella stessa giornata di Kamilia Kard, tra i vincitori della precedente edizione di Residenze Digitali, e di MALTE & Collettivo ØNAR, altro progetto selezionato dal bando, sempre il 26 novembre a Torino per Memissima.
Mara Oscar Cassiani è un’artista wifi-based che lavora nel campo della performance, della coreografia, dei linguaggi digitali, del ritual clubbing, esplorati attraverso pratiche performative live, sia offline che online. La sua ricerca è incentrata sulla creazione di un’iconografia contemporanea, in cui le nuove grammatiche e i rituali sono mutuati dal mondo di internet, dalle sottoculture, dagli avatar e dall’immaginario del brutal capitalismo. Il rapporto che intrattiene con il pubblico, in una dimensione allargata – sia live che mediata – viene esplorato, attraverso questi immaginari visivi, in allestimenti performati in luoghi open space o in spazi virtuali open source. La performance risultante diventa un flusso di immagini, un continuo scroll-down tra estratti di cultura avatar, folklore rituale, folklore digitale e di riappropriazione nei confronti del linguaggio capitalista. L’artista ci restituisce così un’istantanea globale, un “fast food visivo” tra kitsch, cruda ritualità e apocalisse.
Giovedì 23, dalle ore 18 alle ore 20 dal vivo presso ZONA K e per un gruppo di 100 iscritti su Telegram, (replica domenica 26 dalle 18,30 alle 20 live da Off Topic di Torino per Memissima e fruibile da un gruppo Telegram di 100 iscritti) TEATROPOSTAGGIO di GIACOMO LILLIÙ. Lo shitposting è la condivisione in una chat o sui social di contenuti volutamente scadenti o fuori contesto, con l’obiettivo di far esplodere qualsiasi possibilità di comunicazione univoca. Strumento principale di questa operazione sono i meme, dunque assemblaggi di immagini, video e testi: una dialettica tra scritto e icona assimilabile a quella tra parola e palco. Ma cosa succede se si utilizza lo shitposting per “schiantare” i paradigmi drammaturgici? Giacomo Lilliù (ideazione e curatela performativa) e Pier Lorenzo Pisano (curatela drammaturgica) hanno selezionato 5 tra i più interessanti creatori di contenuti memetici, e li hanno invitati a creare nuovo materiale insieme a 4 attori professionisti. Per la Settimana delle Residenze Digitali, il percorso di ricerca trova attuazione sull’applicazione di chat Telegram, con una performance in bilico tra dadaismo, oscenità e nichilismo semantico. Gli attori saranno chiamati a condividere piccoli atti situazionisti in foto e video, che fungeranno da base per l’operazione di risignificazione dei memer, che a loro volta ispireranno nuove situazioni agli stessi performer, in un processo di feedback in cui è impossibile arrivare al termine di un qualsiasi pensiero. D’altronde, se lo shitposting serve a far saltare le fila del discorso, nessun discorso può dirsi immune da questa tentazione a deragliare.
Giacomo Lilliù (1992) è regista e attore. Formatosi alla Scuola del Teatro Stabile delle Marche e successivamente alla LAMDA di Londra, dirige e collabora a progetti in Italia, Polonia, Regno Unito. Come attore recita per Marco Baliani, la compagnia belga Ontroerend Goed, Romeo Castellucci. Dal 2014 collabora con la compagnia MALTE, diretta da Sonia Antinori, con la quale dirige e interpreta progetti come Teoria della classe disagiata, adattamento ufficiale dell’omonimo saggio di culto. Nel 2015 crea Collettivo ØNAR, gruppo informale attraverso cui si dedica alla creazione multidisciplinare e intraprende un percorso di ibridazione fra teatrale e digitale, realizzando opere come WOE/Wastage of Events (vincitore Residenze Digitali 2021). Nel 2022 il network Fondo, istituito da Santarcangelo Festival assieme ad altri 13 enti, gli riconosce una fellowship per la sua personale ricerca artistica.
Conclude la programmazione, venerdì 24 a Vicenza, dalle 20 alle 22,30 in 5 turni da 5 persone per volta, durata 30 minuti e sabato 25 nella sua versione online dal teatro virtuale di AMAT dalle 20 alle 22 (sempre 5 turni per 5 persone alla volta) HUMANVERSEdi MARTIN ROMEO.Una ricerca sul post-umano che considera tutti gli attori presenti come parte di un ecosistema: elementi fisici, non fisici, digitali, virtuali e phigital. Il metaverso è parte di questo nuovo ecosistema-mondo con il quale dobbiamo interfacciarci in vista della nascita di una nuova “civiltà”. Humanverse ci porta a riflettere sulla questione antropologica del corpo, in una realtà in cui vengono contrapposti mondi fatti di nuove alleanze tra specie diverse e abitati da esseri permeabili, ibridi e molteplici, come le creature fantastiche inventate da Carrington. Che farcene della nostra materia quando tutto è sempre più immersivo? In un mondo sempre più propenso all’immersività, quali priorità si vuole stabilire? Lo sviluppo di queste tematiche darà vita a elaborati audiovisivi generati con piattaforme AI (MidJourney, OpenAI, ChatGPT) che saranno presentati al fine di instaurare dialoghi e scambi. Lo spettatore potrà accedere a questo ambiente sia da computer che da smartphone tramite un avatar, avrà modo di interagire fisicamente grazie all’impiego di visori Quest 2 messi a disposizione durante le restituzioni pubbliche. Potrà partecipare all’esperienza in tempo reale, vivere all’interno di questo ecosistema e farlo evolvere.
Martin Romeo è un artista multimediale Italiano cresciuto in Argentina, la cui ricerca è rivolta all’arte interattiva, spaziando tra videoinstallazioni e performance di danza. Partecipa a numerosi festival internazionali, tra cui File – Electronic Language International Festival in Brasile e all’ International Sarajevo Winter Festival in Bosnia-Erzegovina. I suoi lavori sono stati esposti al Minsheng Art Museum in Cina, all’ IMRC Center in US, e a varie biennali, tra cui la 54° Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia e la 15° BJCEM in Grecia. Ha creato diversi progetti culturali ed è direttore artistico del Toolkit Festival di Venezia e Screening Festival di Trieste. Insegna all’Università ISIA e all’ Accademia di Belle Arti di Urbino.
Uno spettacolo nato come podcast dalla penna di un attore-scrittore, Non è la storia di un eroe è la restituzione live del podcast Io ero il Milanese di e con Mauro Pescio. Lo spettacolo è il racconto di un uomo che nella vita ha fatto tante scelte sbagliate, un uomo con cui la sfortuna si è accanita, un uomo che ha toccato il fondo, ma che da quel fondo si è rialzato. La storia di Lorenzo è diventata un podcast, intitolato Io ero il Milanese, prodotto da RaiPlay Sound, diventato un vero e proprio caso nel 2022. Partito in sordina, grazie al passaparola il podcast ha conquistato il pubblico superando i 700 mila ascolti. Ora la storia di Lorenzo S. potrà essere conosciuta dal vivo: lo spazio teatrale è, per antonomasia, lo spazio della rivoluzione, adatto quindi a dare voce alla rivoluzione personale di Lorenzo S. e alla sua storia difficile, dura, ma anche piena di speranza.
di Mauro Pescio e Lorenzo S. con Mauro Pescio e la partecipazione straordinaria del Coro La Nave di San Vittore a cura di Associazione Amici della Nave, Associazione Verso Itaca, ZONA K
Mauro Pescio, autore radiofonico e teatrale. Dopo essersi diplomato alla Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano si trasferisce a Roma dove fonda una compagnia teatrale con cui lavora per dieci anni. Dal 2012 è autore di “Voi siete qui” per Radio24 e dal 2015 di “Pascal” di Radio2. Per Audible ha scritto “La piena”, prima produzione italiana di Amazon di un podcast teatrale. Dal 2017 collabora con Radio3 per la trasmissione di audiodocumentari “Tre soldi”.
Rita Frongia, drammaturga, attrice, regista, che da molti anni scrive per Claudio Morganti, presenta il dittico Étoile & Star, per i quali ha sentito il desiderio di lavorare con uno sguardo coreografico, coinvolgendo due interpreti con una lunga e articolata storia artistica: l’attore Stefano Vercelli che ha lavorato tra gli altri con Jerzy Grotowski e Eugenio Barba e la danzatrice americana Teri Weikel che ha alle spalle una serie di collaborazioni con artisti e artiste di fama internazionale e dal 2002 è insegnante del Metodo Feldenkreis applicato alla danza.
Dopo una lunga vita sulla scena, quando l’equilibrio del danzatore si fa precario e le ossa sporgono come rami in cerca di luce e non ci sono più virtù e giovinezza da esibire, si va all’osso appunto, si indaga il piccolo, il sottile, l’inenarrabile, si evocano i fantasmi di una vita e si desidera danzare come mai si sarebbe immaginato. È questo il desiderio. Se metti insieme la lunga vita di un artista, più la storia che desidera incarnare (o il fantasma che cerca di evocare), viene fuori una terza storia: il suo umano ritratto. Serve una storia che faccia la grazia di nascondersi, una drammaturgia che rispetti l’intelligenza del pubblico e che non suggerisca chiavi di lettura, serve che l’artista sia presente, che in scena indaghi attimo per attimo tempi e forme, affinché si possa immaginare l’indicibile, vedere l’invisibile.
LABORATORIO TEATRALE PERMANENTE CAPITOLO 2. Alla ricerca della mia storia nella città
Uno spazio aperto ai cittadini di tutte le età. Un laboratorio teatrale per portare in scena storie personali, questioni sociali o culturali urgenti, in un contesto professionale.
Dopo il CAPITOLO 1 “Alla ricerca della pubblica felicità”, ZONA K invita i cittadini ad esplorare la città attraverso la memoria personale, a riscoprire luoghi che sono o sono stati significativi per la propria vita, che hanno segnato un passaggio, una svolta, un cambiamento.
La città cambia, e noi cambiamo con la città. Ma allo stesso tempo le sue strade, i suoi edifici, le sue panchine rappresentano un archivio di ricordi, emozioni, desideri, propositi. Raccontiamola attraverso le nostre esperienze personali e, perché no?, anche attraverso le nostre visioni di un futuro possibile.
“BÜRGERBÜHNE – La scena dei cittadini” si ispira all’omonimo progetto dello Staatsschauspiel di Dresda e intende sviluppare percorsi in cui i partecipanti lavoreranno alla creazione e alla realizzazione di una performance teatrale che verrà inserita nella stagione 2024 di ZONA K. I cittadini trasformeranno le loro istanze in linguaggio artistico per trovare così nuove forme di partecipazione attiva.
Il percorso è suddiviso in due parti.
1. Laboratorio propedeutico di teatro documentario condotto da Nicola di Chio e Miriam Selima Fieno. Un percorso formativo ibrido dove tecniche teatrali, ricerca documentaristica e dimensione digitale convergono, per esplorare le possibilità creative e narrative di un’indagine personale. c/o Living Moneta* / Associazione Porta Moneta – via Ernesto Teodoro Moneta 56, Milano (quartiere Affori) 6 incontri ogni martedì dalle ore 21.00 alle 23.00 nei giorni 10, 17, 24, 31 ottobre, 7 e 14 novembre
*richiesto il tesseramento annuale € 10,00
2. Laboratorio finalizzato alla creazione e alla messa in scena di una performance teatrale condotto da Federica Di Rosa. c/o ZONA K – via Spalato 11 Milano (quartiere Isola) 19 incontri dalle ore 20.00 alle ore 22.00 ogni martedì a partire dal 28 novembre 2023
NB: si può partecipare solo al laboratorio c/o Moneta oppure solo al laboratorio c/o ZONA K o, in alternativa, si può decidere di seguire entrambi i laboratori per un totale di 25 incontri.
La partecipazione al primo laboratorio è gratuita*, la partecipazione al secondo laboratorio prevede un piccolo contributo di € 100,00.
Requisiti per partecipare: occorre avere compiuto 18 anni e garantire la presenza per almeno l’80% degli incontri del laboratorio scelto o di tutto il percorso laboratoriale.
Come partecipare: entro il 3 ottobre 2023 invia all’indirizzo organizzazione@zonak.it il tipo di percorso laboratoriale scelto, i tuoi contatti, non più di 10 righe per presentarti e l’indicazione di un luogo della città di Milano che è o è stato importante per te e per quale motivo. Il gruppo di partecipanti sarà formato da un numero massimo di 15 partecipanti a laboratorio che saranno selezionati sulla base del materiale inviato e a seguito di un breve colloquio individuale. Nell’individuare i partecipanti, cercheremo di formare un gruppo il più vario possibile, che sia rappresentativo della città.
Un progetto ZONA K realizzato con il contributo di Fondazione Cariplo in collaborazione con Porta Moneta, Project for People, Stratagemmi Prospettive Teatrali
I KEPLER-452 si raccontano: una parabola tra teatro e realtà
È da qualche tempo che ci occupiamo di raccontare la realtà, di tentare di portarla in scena, con tutte le resistenze, intuizioni, difficoltà, scoperte, meraviglie che ne conseguono.
Dopo circa dieci anni di questo lavoro pensiamo di non aver elaborato un vero e proprio metodo, perché la realtà e il teatro sono due cose che, messe insieme, è difficile che forniscano due volte circostanze analoghe o anche solo simili. Il cortocircuito tra loro è un’altra realtà, ancora. Irripetibile.
Quando ZONA K ci ha chiesto di tenere una “MasterClass”, abbiamo pensato che, in poche ore, sarebbe stato difficile trasmettere a qualcuno la nostra pratica di lavoro.
Abbiamo deciso, piuttosto, di ripercorrere insieme questi dieci anni di incontri, tentativi, spettacoli, persone, identità, fallimenti, e raccontarli pubblicamente, nella speranza che questa parabola narrativa tracci qualcosa di simile, se non a un metodo, a una possibilità di teatro.
Una sintesi che offra l’occasione di affacciarsi su un’avventura che possa, forse, far intravedere una strada, un’intuizione nuova, in qualcuno che l’ascolta .
Nicola Borghesi, Enrico Baraldi
La masterclass si svolge il giorno 5 OTTOBRE 2023 dalle ORE 16.00 alle ORE 18.00 presso il Teatro OUT OFF – via Mac Mahon 16 Milano.
La partecipazione è gratuita e avviene attraverso la compilazione di ➝ QUESTO MODULO Il numero delle/dei partecipanti è limitato. I posti verranno assegnati in base all’ordine di arrivo dei moduli correttamente compilati.
Urban walk for 20 participants only | Duration 270 min.
c/o Urban spaces*
“L’uomo che cammina ” (The walking man) is a landscape performance, a walking journey of about four hours for 20 spectators at a time. A figure, shadowy and elusive, strolls through the city. Through her journey, the landscape opens up and hides from the eyes of the audience, which follows at a distance, as if spying, poised between identification and detachment.
Starting from the graphic novel by Jiro Taniguchi, DOM- builds a dramaturgy of spaces to delve deeper and deeper into the tangle of the city, and let the living experience of walking become the pretext for a hand-to-hand with reality. The protagonist of the Milanese remake is the writer and playwright Antonio Moresco. Walking in his footsteps and following his figure from behind, the audience finds itself immersed in a phantasmagorical sequence plan. The spaces follow one another – a square, a station, a cathedral, a swamp, a wasteland, a motel, a swimming pool – and are interwoven with solitary writings and tales of nocturnal journeys.
After the original productions in 2018 and 2019, realised thanks to the collaboration between ZONA K and Danae festival, the project is now also offered in the English version for the international meeting (Un)Common Spaces.
a project by DOM- creation, dramaturgy and direction Leonardo Delogu, Valerio Sirna with Antonio Moresco and with Paola Galassi, Isabella Macchi, Achraf Saiklaroussi with the guidance of Sathya Nardelli and with the participation of the students of ITSOS Albe Steiner freely inspired by the comic strip of the same name by Jiro Taniguchi L’uomo che cammina sound processing of the text “Camminare da solo di notte di Antonio Moresco” curated by Fabio Zuffanti with the voice of Gabriele Portoghese in the English version audioguide sound processing Lorenzo Danesin English translation of the texts Richard Courtenay Dixon video project by di Studio Azzurro curated by Alberto Danelli, Alexey Demichev, Laura Marcolini, Martina Rosa co-production Sardegna Teatro e ZONA K, co-production 2018 and 2019 edition Teatro delle Moire with the collaboration of Terzo Paesaggio thanks for the collaboration Museo del Novecento, Abbazia di Chiaravalle and Pizza 3 Corvetto.
Students of ITSOS Albe Steiner are Johan Boccalini, Alessandro Delbosio, Deva Diminutto Formiconi, Claudia Ghielietti, Aurora Gigliotti, Manuel Giuliano, Eleanna Marseglia, Giada Mura, Sam Nalgrati, Mariangela Valle.
*The starting location will be communicated by text message the day before the performance. It will be necessary to give ZONA K your mobile phone number. Comfortable clothing and shoes are recommended. Walk not appropriate for persons with reduced mobility.
DOM- is a research project born in 2013 from the collaboration between artists Leonardo Delogu and Valerio Sirna. DOM- investigates the language of performing arts, contaminating it with the militant approach of the Environmental Humanities and with the instances and imaginaries of feminist and queer ecologies. The research revolves around the relationship between bodies and territories, investigating the knot of permeability and observing how power, nature, culture and marginality interact in public space. DOM- constructs performance works, walks, gardens, texts, lectures and debates, audiovisual works, workshops, DJ sets and parties. www.casadom.org
Antonio Moresco, Italian writer [Mantua, born 1947]. After completing a difficult apprenticeship of which he gives an account in Lettere a nessuno (1997), critically documenting the difficulty of emerging from the condition of being an underground writer and rejected by the Italian publishing world, in 1993 he published the collection of short stories Clandestinità (Clandestinity), in which the themes that substantiate his work are already present, rendered in a dry and hyperrealist style that increases its dramatic impact: that of loneliness, first and foremost, traversed by a dream dimension as estrangement from the self, which is accompanied by the recurring motif of a harried search for meaning that unravels through oblique and unstable paths. The core of Moresco's oeuvre revolves around the vast work Games of Eternity, written over a period of 35 years, consisting of Gli esordi (1998), Canti del caos (published in two volumes in 2001 and 2003) and Gli increati (2015). His other works include: La cipolla (1995), Lo sbrego (2005), Scritti di viaggio, di combattimento e di sogno (2005), Merda e luce (2007), La lucina (2013), Fiaba d'amore (2014), I randagi (2014), Piccola fiaba un po' da ridere e un po' da piangere (2015), L'addio (2016), Fiabe da Antonio Moresco (2017) and, both in 2018, L'adorazione e la lotta and Il grido.
Founder in 2003 of the blog Indian Nation, in 2005 he created the online and print magazine Il primo amore.
Una chiamata pubblica, decine di lavoratrici e lavoratori che rispondono. È l’inizio del progetto che si è concretizzato nell’ultimo anno con incontri, laboratori teatrali, ricerca, video documentari, canzoni di protesta, cortei, un pretesto (America di Kafka), tre attori, un regista e un dramaturg.
Il “lavoro” come fil rouge. Il lavoro come aspirazione, come scelta obbligata, come fonte di sostentamento, ma soprattutto come motore che delinea le traiettorie, definisce autostima e convinzioni personali, rischia di plasmare i nostri valori e determina dove e con chi trascorriamo la maggior parte del tempo.
Ma il lavoro definisce veramente chi siamo? Quanto risponde alle nostre aspettative? Quanto peso ha nella nostra vita e nelle scelte che facciamo? Può oggi rappresentare un punto di osservazione sullo stato di salute della società, soprattutto dopo la fase acuta dell’emergenza sanitaria?
Non siamo niente, saremo tutto è la traduzione letterale di un verso de L’internazionale scritto dal poeta e rivoluzionario Eugène Pottier 150 anni fa. Non siamo niente, saremo tutto è anche il progetto teatrale prodotto da ZONA K, in cui Jens Hillje e Alessandro Renda hanno coinvolto lavoratrici e lavoratori di diversi settori, per esplorare storie individuali e affrontare il tema da differenti prospettive: possiamo specchiarci nelle storie lavorative altrui per sentirci più interconnessi? Quanto condiziona le nostre esistenze il rispetto di una volontà o di una vocazione? Comprendere felicità o insoddisfazioni individuali ci aiuta a valutare il benessere collettivo? Il concatenamento di storie diventa uno strumento di indagine per trasformare l’esperienza collettiva in una narrazione condivisa, un coro pensato come opera d’arte totale e scultura sociale per riabbracciare un desiderio di comunità e, attraverso il teatro, trovare nuove forme di rappresentazione della realtà.
c/o e in collaborazione con Teatro degli Impavidi di Sarzana (SP)
regia: Alessandro Renda; dramaturg: Jens Hillje; con: Roberto Corradino, Milena Costanzo, Matteo Gatta, i cittadini e le cittadine della chiamata pubblica di La Spezia e Milano e con i cori Four Steps Choir, Coro F.de André, Batebalengo, diretti da Gloria Clemente e Pietro Sinigaglia; scenografia: Denise Carnini e Francesca Pedrocchi; disegno luci: Mario Loprevite; editing e visual effect video: Francesco Tedde (Antropotopia); foto: Luca Del Pia; produzione ZONA K (MI); co-produzione: Pergine Festival (TN), Associazione 47|04 (GO); produzione esecutiva Valentina Picariello e Renata Viola; organizzazione Federica Bruscaglioni; con il sostegno e la collaborazione di Fuori Luogo La Spezia/Gli Scarti; in collaborazione con Olinda onlus, Project For People, Stratagemmi Prospettive Teatrali
Il progetto è realizzato con il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito di Art Waves Produzioni di cultura contemporanea e con il sostegno di Fondazione Cariplo e del Comune di Milano
Alessandro Renda è attore, regista e filmmaker nel Teatro delle Albe di Ravenna. Si avvicina alla compagnia fin da adolescente partecipando ai laboratori della non-scuola, pratica teatral-pedagogica antiaccademica creata da Marco Martinelli. Nel 1998 viene scelto per interpretare uno dei dodici “palotini” dello spettacolo I Polacchi, testo e regia di Martinelli e da allora è attore e regista della compagnia. Dal 2001 è guida nei laboratori non-scuola. Dal 2003 si occupa di video, realizzando proiezioni per la scena o “traduzioni” in video di molti spettacoli del Teatro delle Albe e documentari su esperienze teatrali in giro per il mondo della compagnia.
Jens Hillje (Germania, 1968) dal 1989 al 1995 studia Arti applicate all’Università di Perugia, studi che prosegue a Hildesheim e a Berlino. Dal 1990 lavora nella scena del teatro indipendente tedesco come attore, autore e regista. Nel 1996 ha fondato insieme a Thomas Ostermeier lo spazio ‘Barracke’ al Deutsches Theater. Dal 1999 fino al 2009 è Chief-dramaturg e membro della direzione artistica della Schaubühne di Berlino con Thomas Ostermeier e la coreografa Sasha Waltz: con loro crea un ensemble permanente di danza e prosa di rilievo internazionale. In qualità di dramaturg lavora con i maggiori esponenti del teatro europeo: oltre a Ostermeier, Yael Ronen, Falk Richter, Luk Perceval, Sebastian Nübling, Nurkan Erpulat. Durante il suo periodo alla Schaubühne, Jens Hillje ha creato il F.I.N.D Festival nel 2000. Il festival per la drammaturgia internazionale e contemporanea ha presentato autori emergenti della scena teatrale e oggi è uno dei più rinomati festival in Germania. Dalla stagione 2013/14, Jens Hillje è co-direttore artistico e Chief-dramaturg del Gorki, insieme a Shermin Langhoff. Dal 2021 è free dramaturg. Nell’estate 2019 è stato insignito del Leone d’Oro alla carriera alla Biennale di Venezia.
BÜRGERBÜHNE – La scena dei cittadini
BÜRGERBÜHNE – THE CITIZEN’S SCENE
Participatory show | duration 120 min
At condominium of viale Lombardia 65, Milan
Free participation Obligatory booking on biglietti@zonak.it
10+1. “ Alla ricerca della pubblica felicità” (On the search for the public happiness) is a parcipitatory theatrical performance idealised and realised together with a group of citizens which took part at the BÜRGERBÜHNE theatrical laboratory – La scena dei cittadini (the citizen’s scene)
10 rooms, 10 themes, 10 questions which need to urgently dealt with and told through a performative action in the interior of the condominium on viale Lombardia 65.
The public is suggested to observe and listen but most of all to respond and act. Is it possible to find the collective happiness? And how? Through stories real and imaginary, games and provocations, reality and fiction we move towards the inside of a path which won’t be equivalent for everyone.
17 citizens- a class representative of the city- make themselves authors and actors to bring to stage, with irony, their point of view of Milan.
A Zona K project direction and dramaturgy Federica Di Rosa of and with Massimo Amati, Fiorenza Auriemma, Eleonora Bedon, Isabella Fazio, Maria Teresa Gimelli, Paolo Grulla, Fabio Lastella, Ele- na Lerra, Mattia Martini, Cristina Meneguzzo, Sara Pennati, Giovanna Piccardo, Emanuela Sitzia, Irmtraut Tonndorf, Arianna Tuzzolino, Xina Veronese, Alessandro Zemella laboratory conducted by Federica Di Rosa with the support of Leda Peccatori
PLAY ME (Origins Project) is one of the winning projects of the call for tenders “ORA! Produzioni di cultura contemporanea” by Compagnia di San Paolo.
A button. A player. One screen.
PLAY ME (Origins Project) is a multimedia installation for a single spectator. A narrative short circuit from the origins of the videogame to the origins of the iGeneration. An interactive experience in which we meet today’s teenagers through the use of new technologies. A creative journey that tells of our identities (real and virtual) through the comparison between generations.
Here are the new barbarians.
The enemies to come.
Incomprehensible to the eyes of the adult world.
Adolescents, hyperconnected and fragile, terrified and attracted by the image of themselves on social media, experts in sexting, video-gaming and binge drinking, and owners of smartphones as an extension of their bodies.
Starting from the expectations and stereotypes we have about them seemed the best way to understand adults’ fears about the world to come. But what do we know (or what do we think we know) about today’s teenagers?
So we rediscovered the “new barbarians”: today, the real difference between US and THEM has become a generational difference rather than a geographical one. We have discovered why a teenager in Turin uses the same Nikes, the same behaviour and the same iPhone as a teenager in Marrakech or Barcelona.
Teenagers are the invaders of spaces incomprehensible to adults.
It doesn’t matter if they are good or bad, the newcomers provoke something unpredictable in adults and their communities because they are able to show their communities what they really are.
In this performance the spectator will find himself in relation to them.
They can choose to confirm or question their expectations, fears and prejudices. They will be able to do so thanks to a mode of “active presence” in which they will be invited to go through four “rooms” called Waiting Room, Chat Room, Virtual Room and Control Room. The ultimate goal will be a “performative game” to generate an unprecedented and intimate encounter.
PLAY ME (Origins Project) presents itself in conclusion as a performative project of “cinema truth”. We worked on what the sociologist Morin defines as “cinema of total authenticity” starting from the biographies of young people we met during the research and dramaturgical development phase between Turin and Milan and in the subsequent phases between La Spezia and Udine.
The work team involved various collaborators from different disciplines: from urban planning to theatre, from 3D animation to videomaking, from anthropology to dramaturgical collaboration with a group of Italian and foreign teenagers met as co-authors. Up to the supervision and dramaturgical consultancy of Agrupación Señor Serrano, winners of the Silver Lion for Innovation 2015 at the Venice Biennale, recognised on the European scene for the use of multimedia tools within performance events.
In each city where the project is hosted, workshops are held to create the performance involving teenagers in the role of Protagonists and using different tools such as video cameras, tablets, smartphones and Virtual Reality visors. All these elements become the tool for the construction of new stories that try to answer a simple question: what do we know (or what do we think we know) about today’s teenagers?
Multimedia installation with VR for single spectator – audience aged 15 and over – duration 30 min. – entrance every 15 min – in Italian
For information and booking write to organizzazione@zonak.it
Design direction and creation Andrea Ciommiento, creation and multimedia reference Simone Rosset, dramaturgical consultancy Álex Serrano and Pau Palacios, executive production Valentina Picariello and Valentina Kastlunger, organisation and communication Silvia Orlandi and Federica Bruscaglioni, VR application programming Luigi Sorbilli and Giuliano Poretti, creation assistance Kausar El Allam, Shady Mostafa, Imane Mouslim, Jaouher Brahim, Mattia Ghezzi, Anes Fettar, Matteo Coppola, Momo Moukett, Filippo Farina, Lorenzo Bregant, Federica Bruscaglioni, David Benvenuto. Production ZONA K, creation Codicefionda, dramaturgical consultancy Agrupación Señor Serrano, in collaboration with Fuori Luogo Festival, Polo del ‘900, Festival dei Diritti Umani, Istituto Professionale Albe Steiner, Yepp Italia and Collettivo gLocale, with the support of MIC, with the contribution of Centro di Residenza Artistica della Lombardia – IntercettAzioni, Comune di Milano and Dialoghi – Residenze delle arti performative a Villa Manin” (CSS Teatro stabile d’innovazione del FVG). We would like to thank ITAS Giulio Natta, Hotel San Guido in Milan and Digital Storytelling Lab – University of Udine. The project has been realised with the support of the Fondazione Compagnia di San Paolo within the framework of ORA! Productions of contemporary culture.
“The project is realised with the support of the Compagnia di San Paolo within the framework of ORA! Produzioni di cultura contemporanea”.
Il progetto AudioTeens: percorsi sonori nella Milano della Resistenzaintende valorizzare e trasmettere la memoria storica della Resistenza milanese attraverso la creazione di un’audioguida partecipata, realizzata da studenti dalla classe quarta G del Civico Liceo Linguistico Alessandro Manzoni di Milano. L’iniziativa prevede un percorso formativo sulla storia della Resistenza e dell’antifascismo, seguito da laboratori di scrittura drammaturgica e sound design che porteranno alla realizzazione di un’audioguida fruibile tramite piattaforma digitale.
Il fine del progetto è quello di sensibilizzare le giovani generazioni sui temi della Resistenza e dell’antifascismo, stimolare la conoscenza della storia locale attraverso i luoghi della memoria di Milano, promuovere la cittadinanza attiva e la partecipazione dei giovani alla vita culturale della città, creare uno strumento di divulgazione storica innovativo e accessibile e valorizzare i luoghi della memoria della città di Milano.
La quarta edizione del bandodelle Residenze Digitali, un progetto ideato e promosso dal Centro di Residenza della Toscana (Armunia – CapoTrave/Kilowatt), in partenariato con l’Associazione Marchigiana Attività Teatrali AMAT, il Centro di Residenza Emilia-Romagna (L’arboreto – Teatro Dimora │ La Corte Ospitale), l’Associazione ZONA K di Milano, Fondazione Piemonte dal Vivo – Lavanderia a Vapore, a cui si aggiungono quest’anno altre due realtà: C.U.R.A. – Centro Umbro Residenze Artistiche (La Mama Umbria Umbria International – Gestioni Cinematografiche e Teatrali/ZUT – Centro Teatrale Umbro – Micro Teatro Terra Marique – Indisciplinarte) e la FondazioneTeatro Comunale Città di Vicenza, seleziona 4 progetti che vengono seguiti per sette mesi dalle strutture partner e dalle tre tutor, Anna Maria Monteverdi, Federica Patti e Laura Gemini.
Al termine del percorso, nel mese di novembre 2023, i progetti avranno un momento di emersione e confronto con i pubblici all’interno de La Settimana delle Residenze DigitalI.
Sono stati selezionati i 4 progetti vincitori della quarta edizione del bando delle residenze digitali, un progetto ideato e promosso dal Centro di Residenza della Toscana (Armunia – CapoTrave/Kilowatt), in partenariato con l’Associazione Marchigiana Attività Teatrali AMAT, il Centro di Residenza Emilia-Romagna (L’arboreto – Teatro Dimora │ La Corte Ospitale), l’Associazione ZONA K di Milano, Fondazione Piemonte dal Vivo – Lavanderia a Vapore, a cui si aggiungono quest’anno altre due realtà: C.U.R.A. – Centro Umbro Residenze Artistiche (La Mama Umbria Umbria International – Gestioni Cinematografiche e Teatrali/ZUT – Centro Teatrale Umbro – Micro Teatro Terra Marique – Indisciplinarte) e la FondazioneTeatro Comunale Città di Vicenza.
I progetti selezionati sono: Il Teatropostaggio da un Milione di Dollari di MALTE & Collettivo ØNAR, Ai Love, Ghosts and Uncanny Valleys <3 di Mara Oscar Cassiani, Citizens di Simone Verduci, con la consulenza per il concept coreografico e la regia di Ariella Vidach, Humanverse di Martin Romeo.
I lavori sono stati selezionati da una giuria di rappresentanti dei 9 partner organizzatori e dalle 3 tutor, le studiose Laura Gemini, Anna Maria Monteverdi, Federica Patti.
Ogni compagnia artistica riceverà un contributo di 4000 euro + iva e sarà affiancata, nello sviluppo e nella realizzazione del lavoro, dai partner e dalle tutor. L’esito del processo creativo sarà una prima restituzione in un festival diffuso, sia live che online, che si terrà dal 21 al 26 novembre 2023.
Una residenza artistica digitale è un’occasione di studio, sperimentazione, creazione, per la realizzazione di opere in uno spazio nuovo, quello del digitale, con tutte le implicazioni estetiche, tecniche e relazionali che ne derivano. Si tratta di una possibilità che arricchisce il percorso degli artisti, offrendo nuove prospettive a organizzatori, operatori culturali, e agli stessi spettatori.
“Residenze Digitali è ormai diventato un ponte tra il teatro, la danza e la creazione online. È un ponte ancora fragile, per nulla sorretto dal sistema istituzionale e che fronteggia la diffidenza di una parte consistente del mondo teatrale, ma la rete dei partner non si arrende e, anzi, si rinforza ogni anno, nel portare avanti una proposta che, secondo noi, ha il merito di aprire nuove strade alla creatività, senza nulla togliere ai contesti già esistenti, ma ampliando le possibilità in campo, a favore degli artisti”. Lucia Franchi e Luca Ricci, coordinatori di Residenze Digitali insieme ad Armunia
I PROGETTI SELEZIONATI
IL TEATROPOSTAGGIO DA UN MILIONE DI DOLLARI di MALTE & Collettivo ØNAR
Lo shitposting è la condivisione in chat o sui social di contenuti scadenti o fuori contesto, con l’obiettivo di deragliare il senso del discorso. Tali contenuti sono spesso riconducibili alla sfera memetica, dunque ad assemblaggi di immagini, video e testi: una dialettica tra scritto e icona assimilabile a quella tra parola e palco. Ma cosa succede se si utilizza lo shitposting per “schiantare” i paradigmi drammaturgici? Giacomo Lilliù (ideazione e curatela performativa) e Pier Lorenzo Pisano (curatela drammaturgica) hanno selezionato 4 dei più popolari creatori di contenuti memetici sulla base della loro capacità di coniugare immediatezza e complessità. Dal 2023, il gruppo di lavoro partecipa a una serie di incontri mensili, con l’intento di avvicinare la sfera teatrale alle sensibilità dei selezionati e comporre dei materiali testuali da consegnare a 4 attori professionisti in residenza artistica. Il percorso trova attuazione tanto nello spazio fisico del teatro, con showcase aperti al pubblico, quanto nella dimensione virtuale, con sessioni di produzione estemporanea, in cui i memer inizializzano thread di scrittura creativa, arricchiti dai commenti delle loro community; durante queste sessioni gli attori interagiscono tramite tastiera, ma anche storie o reel, ricercando una performatività reagente alla specificità dei social media. Il materiale raccolto durante il progetto sarà condiviso su un portale web dedicato: un palinsesto ispirato dalla Million Dollar Homepage, mosaico pubblicitario e vero reperto della storia internettiana. Il sito, accessibile in anteprima durante la Settimana delle Residenze Digitali, renderà disponibili testi, video, meme, saggi e interviste: un archivio di questa prima incursione in un territorio ancora in ampia parte vergine.
L’Associazione Culturale MALTE nasce nel 2006 a Imola. Dal 2009 si è trasferita nelle Marche, dove ha realizzato rassegne, produzioni anche site-specific, progetti e laboratori. Tra i progetti recenti: Cronache del bambino anatra di Sonia Antinori, con Maria Ariis e Carla Manzon, regia di Gigi Dall’Aglio, e Nella giungla delle città. L’irruzione del reale, vincitore del bando MiBACT MigrArti Spettacolo 2018, un lavoro con immigrati e migranti che trae ispirazione dall’omonimo testo di Brecht. Collettivo ØNAR è un gruppo informale formato nel 2015 da nove artisti provenienti da settori diversi, tutti nati all’inizio degli anni Novanta. Il collettivo agisce come frangia indipendente all’interno delle attività di MALTE, nel solco di una ricerca articolata fra performance teatrali, produzioni filmiche e videoartistiche, progetti musicali, arti figurative e tecnologie web.
ideazione e curatela performativa Giacomo Lilliù curatela drammaturgica Pier Lorenzo Pisano con i memer Giulio Armeni (www.instagram.com/filosofia_coatta), Matteo Grilli, (www.fb.com/opupazzo), Davide Raggio (www.instagram.com/ravidememe), Daniele Zinni (www.instagram.com/inchiestagram) e quattro attori in via di definizione con il sostegno di Fondo 2022 e Inteatro Residenze con il patrocinio del CIRCe (Centro Interdisciplinare di Ricerca sulla Comunicazione) dell’Università di Torino produzione esecutiva MALTE
AI LOVE, GHOSTS AND UNCANNY VALLEYS <3 di MARA OSCAR CASSIANI
Possiamo innamorarci di una Ai (intelligenza artificiale) e poi decidere di lasciarla? Amici Virtuali, avatar che posseggono profili Instagram e ci danno consigli, Ai che diventano i partner nella vita affettiva. In molti modi, sembra la relazione perfetta, perché si potrebbe sempre fare affidamento sul compagno di intelligenza artificiale, sempre disponibile a fornire compagnia e comprensione. Mentre aumentano le relazioni reali sparite in preda al ghosting (la scomparsa di qualcuno senza spiegazioni), le relazioni con le Ai crescono. I corpi, che sembrano spesso semi coscienti con un dispositivo in mano, vivono una seconda vita emotiva e reale sulle piattaforme social e Ai. Le Ai colmano i vuoti degli umani che infondono in loro quello che Gilbert Ryle nel 1949 chiamava il Ghost, l’anima nella macchina. Eppure, questo meccanismo di estrema umanizzazione diventa aberrante: quanto più la Ai assomiglia all’umano, tanto più gli utenti sono sconvolti (effetto Uncanny Valley). Il processo del progetto oscilla tra storytelling di YouTube e momenti di realtà aumentata. L’obiettivo è narrare ma anche dare una dimostrazione performativa della coesistenza di un rapporto tra Ai, in forma di avatar virtuali e utenti, e l’impatto sulla presenza corpo e sul nostro comportamento dell’uso dei device come tramite comunicativo.
Mara Oscar Cassiani è un’artista wifi-based che lavora nel campo della performance, della coreografia, dei linguaggi digitali, del ritual clubbing, esplorati attraverso pratiche performative live, sia offline che online. La sua ricerca è incentrata sulla creazione di un’iconografia contemporanea, in cui le nuove grammatiche e i rituali sono mutuati dal mondo di internet, dalle sottoculture, dagli avatar e dall’immaginario del brutal capitalismo.Il rapporto che intrattiene con il pubblico, in una dimensione allargata – sia live che mediata – viene esplorato, attraverso questi immaginari visivi, in allestimenti performati in luoghi open space o in spazi virtuali open source. La performance risultante diventa un flusso di immagini, un continuo scroll-down tra estratti di cultura avatar, folklore rituale, folklore digitale e di riappropriazione nei confronti del linguaggio capitalista. L’artista ci restituisce così un’istantanea globale, un “fast food visivo” tra kitsch, cruda ritualità e apocalisse.
di Mara Oscar Cassiani performers Ai, Avatars, Utenti in relazioni con Ai, Mara Oscar dialoghi MOC + Ai testi MOC + Ai assistenti alla tecnica Matteo Ascani
CITIZENS di SIMONE VERDUCI / ARIELLA VIDACH
Citizens è un progetto di arte performativa e partecipativa immaginato per lo spazio virtuale che ripercorre la definizione di eterotopia enunciata dal filosofo Michele Foucault, usata per indicare quegli spazi che hanno la particolare caratteristica di essere connessi a tutti gli altri spazi, ma in modo tale da sospendere, neutralizzare o invertire l’insieme dei rapporti che essi stessi designano, riflettono o rispecchiano. In tale senso il progetto mira ridefinire attraverso tecniche di render e fotogrammetria le città che abitiamo, offrendo ai corpi la possibilità di modificare le relazioni economiche e sociologiche che li determinano.
Il movimento diventa il motore di questo attraversamento. L’ambiente virtuale realizzato si configura sovrapponendo in un solo luogo diverse localizzazioni apparentemente incompatibili (un carcere, una moschea, un giardino, una stazione, un’imbarcazione, un museo), all’interno del quale il fruitore potrà collocarsi e navigare. Grazie all’utilizzo di Plask, un’applicazione che permette di trasformare i corpi in movimento in avatar, sarà possibile per l’utente abitare i nuovi spazi riconfigurati virtualmente con il programma UNITY, dando un contributo personale all’installazione.
Simone Verduci è un creative technologist e new media artist. La sua ricerca è incentrata sullo sviluppo e l’applicazione di nuove tecnologie per l’arte e il design, con uno sguardo sempre attento al contemporaneo e alla multidisciplinarietà. Ariella Vidach si forma a New York negli anni Ottanta, dove ha modo di approfondire il lavoro con i protagonisti della danza postmoderna americana. Torna a Milano nel 1990 e nel 1996 fonda la Compagnia di danza Ariella Vidach – AiEP, con la quale produce performance multimediali che affiancano alla ricerca coreografica l’interesse per il rapporto tra corpo e tecnologia. Nel 2017 AiEP riceve il prestigioso riconoscimento “Premio Speciale” nei Premi della danza svizzera per la ricerca e l’innovazione del linguaggio.
concept e disegno interattivo VR Simone Verduci modellazione, animazione e programmazione ambienti interattivi VR Simone Assi disegno sonoro in VR Franco Conte coreografie interattive in VR Sofia Casprini tutor per concept coreografico e regia Ariella Vidach tutor per concept disegno interattivo VR e regia Claudio Prati
HUMANVERSE di MARTIN ROMEO
Una ricerca sul post-umano che considera tutti gli attori presenti come parte di un ecosistema: elementi fisici, non fisici, digitali, virtuali e phigital. Il metaverso è parte di questo nuovo ecosistema-mondo con il quale dobbiamo interfacciarci in vista della nascita di una nuova “civiltà”. Humanverse ci porta a riflettere sulla questione antropologica del corpo, in una realtà in cui vengono contrapposti mondi fatti di nuove alleanze tra specie diverse e abitati da esseri permeabili, ibridi e molteplici, come le creature fantastiche inventate da Carrington.
Che farcene della nostra materia quando tutto è sempre più immersivo? In un mondo sempre più propenso all’immersività, quali priorità si vuole stabilire? Lo sviluppo di queste tematiche darà vita a elaborati audiovisivi generati con piattaforme AI (MidJourney, OpenAI, ChatGPT) che saranno presentati al fine di instaurare dialoghi e scambi. Lo spettatore potrà accedere a questo ambiente sia da computer che da smartphone tramite un avatar, avrà modo di interagire fisicamente grazie all’impiego di visori Quest 2 messi a disposizione durante le restituzioni pubbliche. Potrà partecipare all’esperienza in tempo reale, vivere all’interno di questo ecosistema e farlo evolvere.
Martin Romeo è un artista multimediale Italiano cresciuto in Argentina, la cui ricerca è rivolta all’arte interattiva, spaziando tra videoinstallazioni e performance di danza. Partecipa a numerosi festival internazionali, tra cui File – Electronic Language International Festival in Brasile e all’ International Sarajevo Winter Festival in Bosnia-Erzegovina. I suoi lavori sono stati esposti al Minsheng Art Museum in Cina, all’ IMRC Center in US, e a varie biennali, tra cui la 54° Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia e la 15° BJCEM in Grecia. Ha creato diversi progetti culturali ed è direttore artistico del Toolkit Festival di Venezia e Screening Festival di Trieste. Insegna all’Università ISIA e all’ Accademia di Belle Arti di Urbino.
Il Centro di Residenza della Toscana (Armunia – CapoTrave/Kilowatt), in partenariato con l’Associazione Marchigiana Attività Teatrali AMAT, il Centro di Residenza Emilia-Romagna (L’arboreto – Teatro Dimora │ La Corte Ospitale), l’Associazione ZONA K di Milano, Fondazione Piemonte dal Vivo – Lavanderia a Vapore, C.U.R.A. – Centro Umbro Residenze Artistiche (La Mama Umbria Umbria International – Gestioni Cinematografiche e Teatrali/ZUT – Centro Teatrale Umbro – Micro Teatro Terra Marique – Indisciplinarte) e la Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza lanciano il presente bando per la selezione di n° 4 progetti di Residenza Digitale da svilupparsi nel corso dell’anno 2023.
L’intento è quello di stimolare gli artisti delle performing arts all’esplorazione dello spazio digitale, come ulteriore o diversa declinazione della loro ricerca autoriale. Dovrà trattarsi di progettualità artistiche legate ai linguaggi della scena contemporanea e della performance, che nascano direttamente per l’ambiente digitale o che in esso trovino un ambito funzionale ed efficace all’esplicitarsi dell’idea artistica. A titolo di esempio: non si tratta di presentare percorsi di lettura o riprese video di testi o spettacoli esistenti o da farsi, bensì di concepire progetti artistici che abbiano nello spazio web il loro habitat ideale, indicandone anche le modalità di fruizione e interazione da parte dello spettatore, che può anche prevedere la compresenza di una dimensione dal vivo, che affianchi quella digitale, che però deve restare prevalente. Gli artisti partecipanti dovranno anche specificare se può risultare utile l’eventuale concessione di un periodo di residenza dal vivo, negli spazi gestiti dai partner dell’azione, o durante il periodo di ricerca (per registrazioni di materiali video, o altro), o nel periodo finale di allestimento. In ogni caso, tutti i progetti devono prevedere una restituzione on-line aperta al pubblico, da tenersi nel corso del mese di novembre 2023.
Ciascuna delle 4 proposte vincitrici riceverà un contributo di residenza di 4.000 euro + iva + messa a disposizione dell’alloggio e di uno spazio di lavoro per l’eventuale periodo di residenza in presenza. Il compenso sarà pagato dietro la presentazione di regolare fattura.
I promotori del presente bando hanno individuato in Laura Gemini, Anna Maria Monteverdi e Federica Patti tre esperte nell’ambito della creazione digitale che saranno le tutor degli artisti durante lo sviluppo dei loro progetti: ciascuna di loro seguirà specificamente 2 dei 4 progetti vincitori.
Con il presente bando, il Centro di Residenza della Toscana (Armunia – CapoTrave/Kilowatt), l’Associazione Marchigiana Attività Teatrali AMAT, il Centro di Residenza Emilia-Romagna (L’arboreto – Teatro Dimora │ La Corte Ospitale), l’Associazione ZONA K di Milano, Fondazione Piemonte dal Vivo – Lavanderia a Vapore, C.U.R.A. – Centro Umbro Residenze Artistiche (La Mama Umbria Umbria International – Gestioni Cinematografiche e Teatrali/ZUT – Centro Teatrale Umbro – Micro Teatro Terra Marique – Indisciplinarte) e la Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza vogliono sviluppare un dialogo sempre più ampio e fruttuoso tra spettacolo dal vivo e pensiero creativo applicato allo spazio digitale, esplorando un’opportunità di creazione che apre nuove sfide formali e concettuali, produce contenuti artistici innovativi e affianca le forme consuete di fruizione dello spettacolo dal vivo.
3 scuole della periferia milanese, 3 importanti istituzioni culturali, 250 bambine e bambini di terza e quarta della scuola primaria. Si parte per un viaggio lungo un anno e mezzo alla scoperta di musei e teatri e degli oggetti che li abitano e li rappresentano: oggetti quotidiani diventati “famosi” ed esposti nel Museo del Design di Triennale Milano, oggetti che viaggiano per il mondo – conservati nei depositi del Mudec Museo delle Culture – oggetti per costruire uno spettacolo, che vivono dietro le quinte del Teatro Franco Parenti. I bambini dell’ICS Ilaria Alpi, dell’IC Vittorio Locchi e dell’IC Rinnovata Pizzigoni saranno i primi a sperimentare questo percorso, che porterà alla realizzazione di 3 audioguide per raccontare i luoghi dal punto di vista dei bambini.
Gli oggetti | Identità e incontri
I luoghi della cultura diventano spazi di apprendimento attivo, di educazione estetica e sensoriale, dove formarsi e imparare attraverso il gioco e il divertimento. L’identità di un luogo è creata dagli elementi che lo compongono, dalla loro storia, dalle suggestioni che creano, dalle atmosfere che evocano. Non solo conservazione e memoria quindi, ma contatto diretto, relazione, dettagli che rendono un luogo quel luogo: per questo proprio gli oggetti saranno il filo conduttore di questa esperienza culturale.
Le tappe | Itinerari di viaggio
VISITE GUIDATE A ogni scuola è assegnato un luogo da esplorare. Le classi coinvolte saranno accompagnate all’interno degli spazi di Triennale Milano, Mudec e Teatro Franco Parenti con visite guidate costruite su misura. I luoghi della cultura ritornano bambini, cercando di ripensarsi attraverso lo sguardo dei più piccoli, di rendersi accessibili e trovare così un nuovo modo di raccontarsi. Può nascere così un dialogo tra luogo e bambino, uno con la sua storia e la sua esperienza, l’altro con le sue domande e il suo punto di vista .
LABORATORI I laboratori di creazione partecipatanelle scuolesaranno condotti da operatori teatrali che guideranno i bambini alla produzione di contenuti attraverso una metodologia attiva, un lavoro sull’espressività vocale e fisica, l’invenzione di azioni performative.
AUDIOGUIDE Un team composto da drammaturgo, sound designer e attori lavorerà alla creazione di una cornice narrativa e sonora all’interno della quale verranno inseriti i contributi dei bambini: saranno così realizzate tre audioguide, una per ogni luogo della cultura, costruite come format replicabili per progetti futuri.
PERFORMANCE La prima presentazione delle audioguide prevede la realizzazione di azioni performative di bambine e bambini all’interno dei luoghi raccontati, e sarà aperta alle altre classi delle scuole coinvolte nel progetto e agli adulti di riferimento. Il pubblico non dovrà solo ascoltare ma anche rispondere, agire, farsi interprete dei contenuti. Le audioguide resteranno a disposizione di musei e teatri, per essere in futuro ascoltate da altri bambini e adulti.
MOSTRA Un intervento mirato alla condivisione degli strumenti per creare all’interno delle scuole- con materiali di recupero – una mostra di oggetti che raccontino i temi esplorati e inventare il proprio luogo della cultura.
Il racconto | Appunti di viaggio
Che voce hanno gli oggetti? Che storie raccontano? Cosa succede durante un laboratorio a scuola? Come vengono coinvolti e formati gli insegnanti? Come si costruisce l’audioguida? E la performance? Su ZK BLOG racconteremo periodicamente tutte le tappe del progetto attraverso la voce dei protagonisti: le bambine e i bambini coinvolte/i, gli operatori teatrali, le/gli insegnanti, le guide dei musei e del teatro.
Un progetto di ZONA K realizzato in collaborazione con Mudec – Museo delle Culture di Milano, Teatro Franco Parenti/Associazione Pier Lombardo e Triennale Milano con il contributo di Fondazione Cariplo.