BÜRGERBÜHNE – La scena dei cittadini

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Performance itinerante in cuffia | durata 120 min | in italiano

punto di partenza: Via Cesare Cesariano, 8 Milano


Una mappa di parole e suoni, un disegno di luoghi e storie, un percorso audio a misura di cittadino, che attraversa Milano e unisce Parco Sempione a Villapizzone, Lambrate ai Navigli, Paolo Sarpi a Rimembranze di Greco. In ogni luogo la cronaca e la storia di Milano incrociano le storie personali dei cittadini, così in una strada una targa ricorda uno scienziato mentre al civico 2 una ragazza entra nella casa che segna l’inizio della sua storia nella città; una piazza diventa un campo da calcio dove si gioca una partita tra vecchi e nuovi abitanti; una canzone ricorda un concerto annullato all’ultimo minuto e un titolo di giornale rimbalza tra gli anni della contestazione e l’omicidio nell’albergo proprio accanto a quel locale dove tutte le mattine si faceva colazione ai tempi dell’Università.

Sono luoghi di crescita e di trasformazione, di memoria e proiezioni di futuro quelli che il pubblico è chiamato ad attraversare: alcuni solo evocati, altri realmente toccati dal percorso a piedi che il pubblico è chiamato a seguire. Lungo la strada incontri inaspettati, soste improvvise e cambiamenti di percorso: un viaggio per Milano allo stesso tempo collettivo e individuale, dove perdersi tra passato, presente e futuro diventa un modo per scoprire quello che non sapevamo di conoscere.

La performance è realizzata in seguito a un laboratorio teatrale cominciato a Living Moneta e proseguito a ZONA K.
“BÜRGERBÜHNE – La scena dei cittadini” – ispirato al progetto dello Staatsschauspiel di Dresda – è uno spazio aperto al confronto per trasformare le riflessioni, le urgenze e le domande dei cittadini in linguaggio artistico e trovare così nuove forme di partecipazione attiva

Un progetto di ZONA K Performer, autori/autrici dei testi Massimo Amati, Eleonora Bedon, Emilia Bella, Francesco Cecinato, Francesca Gerli, Maria Teresa Gimelli, Paolo Grulla, Fabio Lastella, Elena Lerra, Cristina Pecchillo Veronese, Sara Pennati, Daniela Petrillo, Irmtraut Tonndorf Drammaturgia e regia Federica Di Rosa Organizzazione e aiuto regia Leda Peccatori Editing audio Davide Stecconi Laboratorio a Living Moneta/Associazione Porta Moneta a cura di Miriam Selima Fieno, Nicola Di Chio Laboratorio a ZONA K a cura di Federica Di Ros con Leda Peccatori Si ringrazia LibrOsteria, Ristorante Pizzeria Mediterraneo, Giardini In transito Lea Garofalo

Foto da Pexel: Francesco Ungaro

Con pièce di:

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foto di Thies Ratzke

Chiara Bersani e Marco D’Agostin 

Coreografi e danzatori italiani, una con disabilità e l’altro no, esplorano insieme la nozione di “corpo politico” da più di dieci anni. Per Paesaggi condivisi offrono al pubblico un picnic inconsueto, nel quale il paesaggio è tanto condiviso quanto inaccessibile. Clicca sulla foto per approfondire.

El Conde de Torrefiel

Il collettivo spagnolo composto da Tanya Beyeler e Pablo Gisbert mette solitamente in scena spettacoli in cui dialogano testi e “tableaux vivants”, ponendo la lettura al centro del dispositivo. Per Paesaggi condivisi il duo propone ai partecipanti un paesaggio “sottotitolato”: su uno schermo led immerso nell’ambiente naturale scorre un testo che gli spettatori sono invitati a leggere collettivamente – insieme al paesaggio circostante – per analizzare, decostruire e reinterpretare le nostre rappresentazioni della natura. Clicca sulla foto per approfondire.

foto di Bruno Simao

Sofia Dias e Vítor Roriz  

Dal 2006, il duo di artisti e coreografi portoghesi ha sviluppato un linguaggio coreografico che combina movimento, linguaggio e suono. Per Paesaggi condivisi il duo ha creato una composizione sonora che guida e coordina due gruppi di spettatori attraverso la foresta, in una specie di pas de deux che mette in discussione i legami tra uomo e natura. Testi, canzoni e paesaggi sonori danno forma a una nuova geometria dello spazio da condividere con gli altri partecipanti. Clicca sulla foto per approfondire.

foto di Luca Del Pia

Antonio Tagliarini
Autore, regista e performer.
I primi amori, e di conseguenza la sua formazione, sono la danza contemporanea e la performing art, che segnano profondamente il rapporto dell’artista con l’arte scenica. Comincia poi a studiare e approfondire l’arte più strettamente teatrale.
È autore e interprete di diversi spettacoli e performance che presenta in festival italiani e internazionali.

Begüm Erciyas e Daniel Kötter

Begüm Erciyas, artista turco-belga, e Daniel Kötter, regista tedesco, creano mondi intimi, ibridi e sfaccettati con l’aiuto di diversi media e tecnologie. In Paesaggi condivisi propongono ai partecipanti di indossare visori VR per immergersi in un paesaggio svuotato di ogni presenza umana e lasciato alla mercé dello sfruttamento economico. Gli spettatori diventano invisibili gli uni agli altri e fanno un’esperienza intima e collettiva al contempo. Clicca sulla foto per approfondire.

foto di Mv Kummer

Stefan Kaegi (Rimini Protokoll)  

Regista svizzero del collettivo tedesco Rimini Protokoll, crea solitamente progetti inusuali per lo spazio urbano. In Paesaggi condivisi invita i partecipanti a sdraiarsi sotto gli alberi, con il viso rivolto verso le chiome: una conversazione registrata da ascoltare in cuffia li guiderà in un’esperienza sonora immersiva che inverte le prospettive. Clicca sulla foto per approfondire.

foto di Sergio Bertani

Riccardo Tabilio

Autore teatrale, regista e sound designer, lavora con realtà affermate del teatro partecipato e documentario in Italia e all’estero. È autore di molti spettacoli performativi di Kepler-452 (Lapsus Urbano; Consegne; Gli Altri; Album), ha scritto per registi come Silvio Peroni (QAnon Revolution) e per Rimini Protokoll e ZONA K nel progetto Fase Nove. Collabora tra gli altri con 4704, Karakorum Teatro, Teatro della Cooperativa. Nel 2021 il suo Leviatano è stato vincitore del premio NDN di Idra.

foto di Michael Chiu

Ari Benjamin Meyers 

Compositore e artista americano che vive a Berlino, nel suo lavoro esplora la natura performativa e socio-politica della musica insieme a musicisti di ogni estrazione e provenienza. Per Paesaggi condivisi  ha accolto la sfida di comporre per il territorio. Le sue composizioni musicali, interpretate da artisti locali, accompagnano l’intero cammino disegnando vibranti cartografie sonore dello spazio. Clicca sulla foto per approfondire.

Émilie Rousset 

Regista francese, indaga e raccoglie archivi e materiale documentario che elabora nelle sue opere teatrali, nelle sue installazioni e nei suoi film. Per Paesaggi condivisi ha raccolto le parole di esperti – un avvocato ambientalista, un agricoltore, un tecnico bio-acustico - che saranno portate al pubblico da alcuni performer e una macchina agricola, invitandolo ad esplorare i legami tra scienza, tecnologia, economia e paesaggio. Clicca sulla foto per approfondire.

RITORA A PAESAGGI CONDIVISI

foto copertina ©CHLOE COHEN

Ant Hampton/Time Based Editions (GB/DE)

individual experience | duration 80 min
available in Italian, English, French and Dutch

in partnership and c/o Casa degli Artisti Milano 
Via Tommaso da Cazzaniga, Corso Garibaldi, 89/A

AUDIO IS PLAYED FROM YOUR SMARTPHONE,
SHOW UP FULLY CHARGED AND EQUIPPED WITH YOUR OWN HEADPHONES


Time Based Editions’ ingenious new format offers ‘audio-visual’ as two separate elements, held together here in a shared, collective present through a physical synchronisation of our hands. Together we dive into a here-and-now of the page: printed photography brought alive by a soundscape that both guides and surrounds us.

“the beauty of the collective experience is that it does feel more like a live event, which increases the attention and urgency. In the theatre auditorium, Borderline Visible truly feels like a journey through space and time.” – Marijn Lems, for Theaterkrant

What’s the difference between experiencing it collectively and doing it alone?

Partly, it’s the same difference between seeing a movie at home and in a cinema with others. Especially when, as here, the material and story gets to a place where bearing witness collectively feels necessary.
But with Time Based Editions we are not simply watching a film.
We become aware of movement around us – a choreographed ‘echo’ of our own page-turning; fingers tracing lines together, a book being turned upside down in sync with others.
With this awareness our attention is brought away from image and representation and more to the book as a material object and our embodied relationship with it.
Sometimes the prompts to ‘close your eyes’ are not present in the collective version. Instead, the light may fade or disappear entirely leaving us momentarily holding our books in darkness as the sound continues.

By Ant Hampton Feedback David Bergé Book design Roland Brauchli Based on a project with Rita Pauls Music Perila, Oren Ambarchi Thanks to Pieter Ampe, Giorgos Antoniou, Sae Bosco and Samos Volunteers, Yannick Christian, Hani Dunia, Effi & Amir, Tim Etchells, Katy Fallon, Martin Hampton, Britt Hatzius, Leo Kay, LAPS, Camille Louis, Eva Neklyaeva, Beyhan Onur, Anelka Tavares, Prodromos Tsinikoris, Giulia de Vecchi, Anny Y

Credits for the various versions can be found at https://timebasededitions.com/Product-page

Time Based Editions is an imprint of PHOTOGRAPHIC EXPANDED PUBLISHING ATHENS Created with the support of: The Resonance Foundation (Los Angeles) Bimeras (Istanbul / Berlin) Théâtre Vidy (Lausanne) Research and prototype support: Lita House of Production and Kundura Stage (Istanbul) National Theatre of Northern Greece (Thessaloniki)
More info – www.timebasededitions.com / instagram: @time_based_editions

Photo by Doc Lab

Ant Hampton (1975, DE/UK) is a British-German performance maker and writer. His work since 1999 has often involved guiding people through unrehearsed situations and interactive relations, using automated devices. His three collaborations with Tim Etchells are participative experiences for two at a time, combining audio with different engagements with the page: text and silent reading (The Quiet Volume, 2010); archive photography (Lest We See, 2015); and mark-making/ erasure (Not to Scale, 2020). In more recent years his practice has expanded into a wider investigation of risk-taking and leaps of faith, for example with The Thing – An Automatic Workshop in Everyday Disruption, created with Christophe Meierhans. These and many other of his “Autoteatro” works continue to tour internationally in over 80 language versions, some of them without anyone needing to travel – a paradoxical outcome for an art committed to liveness and presence which in turn informed his 2021 advocacy and research project: ShowingWithoutGoing.live – an Atlas. Together with David Bergé, he co-founded Time Based Editions in 2023.

In partnership with

Con l’animale di Numero23Prod – Massimo Furlan and Claire de Ribaupierre 

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In residenza dal 28 novembre all’8 dicembre 2023


La loro ricerca artistica pone l’attenzione sulle relazioni tra la natura e i suoi abitanti: chi sono i protagonisti, come interagiscono, come si influenzano a vicenda ed evolvono nello stesso tempo e nello stesso luogo. La raccolta delle testimonianze si trasformerà in un testo teatrale.

Oggi ci accorgiamo sempre più spesso che stiamo trascurando le conoscenze ancestrali, basate su un equilibrio tra ciò che prendiamo dalla natura e ciò che le lasciamo il tempo di ricostituire. Se non conosciamo più l’ambiente, lo stiamo trascurando e se ne prendiamo troppo, lo stiamo distruggendo. Senza la conoscenza dell’intelligenza di ciò che ci circonda, distruggiamo noi stessi.

Unancha di Ismael Pacheco Condoy

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In residenza dal 24 ottobre al 5 novembre 2023


Un progetto musicale multidisciplinare che intende sperimentare e creare un primo live audio-visivo.

Le sperimentazioni toccano il tema del futurismo indigeno o futurismo andino.

Oltre ogni limite, ovvero del vivere quotidiano di Teatro dei Borgia

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In residenza dal 15 al 22 settembre 2023


“Un limite, un confine o una frontiera sono delle linee reali o simboliche in cui contatto e conflitto si avvicendano, oppure coesistono.
Dove il confine divide? E dove, invece, unisce? Un confine può essere politico e rappresentare uno strumento di esercizio del potere; oppure simbolico, con l’intento di escludere. Ma quando il confine si fa inclusivo?”
Questo lavoro intende indagare la volontà di andare a vedere cosa c’è oltre, al di là di un confine, di studiare da un punto di vista storico e antropologico quali sono le situazioni in cui il confine, da essere schierato, diventa neutrale. Un progetto interdisciplinare di formazione, ricerca e produzione artistica focalizzato sul dialogo e lo scambio tra Pratiche e Saperi, teso alla scoperta di punti di congiunzione tra teatro d’arte, sociologia, antropologia, politica e alterità.

Walking Landscape di Moni Wespi

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In residenza nei periodi 5 giugno + 2 – 6 luglio + 14 – 20 dicembre 2023


Walking Landscapes è il nuovo progetto che Moni Wespi intende esplorare insieme nel programma di residenza a ZONA K. 

Moni prosegue la ricerca, iniziata nel 2014 con il progetto Moving Portraits, sul rapporto tra l’umano e il paesaggio, sulle nostre identità e l’ambiente che ci circonda e sulla lentezza, sul concetto di rallentamento attraverso la pratica del micromovimento. Walking Landscapes vuole essere un’opera site specific e partecipata, rivolta a un quartiere e i suoi cittadini: con stampe fotografiche su stoffa Moni Wespi realizzerà costumi che riproducano porzioni degli spazi urbani scelti.

Un progetto di Moni Wespi in collaborazione con Noemi Bresciani, Marco De Meo e Fiorenza Auriemma

Direzioni possibili di Silvia Rigon

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In residenza dal 2 al 14 maggio + 18 maggio 2023
Restituzione pubblica 18 maggio 2023


Si tratta di una residenza di ricerca incentrata su cosa significhi direzione artistica.

Durante il periodo di studio si vuole esplorare il rapporto tra curatela e direzione artistica attraverso il confronto con figure che ricoprono o hanno ricoperto il ruolo. La finalità è esplorare quali sono le possibilità, le direzioni e le forme che il settore dello spettacolo dal vivo potrà prendere in futuro con un’attenzione particolare ai rapporti con gli altri Paesi dell’Unione Europea e del mondo.

Nel concreto l’artista in residenza organizza delle videoconferenze pubbliche con alcune figure significative attivando un confronto attivo e ragionato che abbraccia varie sfaccettature del ruolo.

DANIELA di Giulia Scotti

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In residenza dal 27 febbraio al 12 marzo + 30 settembre 2023


Ho iniziato a scrivere questo testo a febbraio del 2021, l’ho finito a dicembre dello stesso anno.
All’inizio credevo di stare scrivendo la sceneggiatura per un fumetto perché l’anno prima avevo disegnato e scritto il mio primo fumetto e mi era stato detto che era un buon lavoro e che avrei dovuto iniziare a pensare ad una nuova storia.

Ho iniziato a scrivere questo testo, per scene, come faccio sempre.
Non mi sono imposta una forma, perciò le scene sono venute lunghe, molto scritte. Quando sono arrivata alla fine del testo, non sapevo cosa fosse: era troppo scritto per essere un fumetto, troppo corto per essere un romanzo, troppo narrativo per essere una drammaturgia. Ad oggi non escludo nessuno di questi esiti.

testo e regia Giulia Scotti consulenza Alessandra Ventrella 

Tolja Djokovic (IT)

performance

c/o private houses

in collaboration with STANZE


A più voci (quaderno proibito) is a project that focuses on the relationship between female writing and creativity with the theme of the home and domestic work.  Tolja Djokovic responds to a request from the Periferico Festival in Modena to initiate a co-creation process starting from a reflection on art and the lives of women today. Three coordinates become the focus of the work: the first concerns research on literary sources: writers who have spoken of their writing as “domestic”, that is, women who have carried out their creative practice by juggling housework, and authors who have focused on the relationship between home and creativity. The second fundamental coordinate is the involvement of communities of non-professional women in theatre, who are eager to participate in a theatrical creation. The third coordinate concerns the performance venues: private houses that become the occasion to generate an encounter between those who live there, those who have written and those who watch.

A multitude of voices takes the form of a mini-series and is structured in five interconnected and self-contained episodes around women’s writing, the theme of home, domestic work and creativity.

After a debut at the Periferico Festival in October, the project arrives in Milan with the involvement of a group of women from the city.

A project by Tolja Djokovic With the participation of a group of women from Modena and Milan Production by E production, Periferico festival, ZONA K

Photo by the artist

Tolja Djokovic grew up in Rome but lives in Milan. She graduated in Philology and Italian Literature with a research thesis on reading aloud the poetic text, and has been working in theatre as an actress and author since 2009. In 2018 she participates in the International Dramaturg Masterclass of the Iolanda Gazzarro School of Theatre of ERT. In 2019 she founds the company tostacarusa for which she is dramaturg and director. In 2021 she participates in the writing of Per la città dolente, a Teatro Metastasio production, directed by Roberto Latini. In 2022 she is present at the Venice Theatre Biennale with the text En Abyme directed by Fabiana Iacozzilli. In 2023 he won the 57th Riccione Theatre Prize with the text Lucia camminava.

Giulia Scotti (IT)

show | duration 60 min

c/o ZONA K, admission allowed with membership 2024


In my family there are stories that are not told in the belief that what is not told will never be known. Of my aunt’s story no one ever told my brother and me anything, what we did know was that my father had three sisters and that we now have two aunts and that therefore one of the three was no longer alive, Daniela. I have no memories of her alive, nor of us together. There is a photograph of her, I remember that one, I never liked it, it’s a bit grainy, a bit anonymous, and my aunt’s face is yellow, or at least that’s how it looked to me when I looked at it as a child. It is the photo you give to friends and relatives on the day of the funeral. When she died nobody told me. I have an image of that afternoon. I am walking through the house, I stop in front of my parents’ bathroom, I have a feeling. The door is half-open, I look inside: there is my father, standing there, his arms long, outstretched, leaning against the sink, he is crying, desperately crying, shaking, but without making a sound. I remember being worried because I had never seen my father cry.

I grew up and didn’t think about it any more: my aunt was dead and death brings sadness, which is why, I imagined, no one ever talked about it. Then one day, I was twenty-five, my father came to me and told me Daniela’s story. He did it without stopping, without omitting anything, as if he had been waiting for that moment all his life. This is the story of my aunt as I heard it from my dad, it is the story of a man who wants to save his sister from death but cannot.
Almost everything is true, some parts are made up.” Giulia Scotti

Winner of the ‘Tuttoteatro.com’ Dante Cappelletti 2023 Award
Special mention bando Odiolestate 2023

text and direction Giulia Scotti collaboration on the project Andrea Pizzalis consultancy Alessandra Ventrella with Giulia Scotti lighting design Elena Vastano sound Lemmo co-production INDEX, tuttoteatro.com production residence Carrozzerie | n.o. t with the support of IntercettAzioni – Centro di Residenza Artistica della Lombardia, Centro di Residenza della Toscana (Armunia – CapoTrave/Kilowatt), Olinda/TeatroLaCucina in collaboration with mare culturale urbano, Ex Asilo Filangieri production, organisation, administration Valentina Bertolino, Silvia Parlani, Grazia Sgueglia communication Francesco Di Stefano
We would like to thank Antonio Tagliarini, Fabiana Iacozzilli, Francesco Alberici for having believed in it first. Special thanks to Daria Deflorian for supporting the project

Pic by the artist

Giulia Scotti graduated as an actress from Grock – Theatre School. She participates as an actress in several shows, the latest of which Elogio della vita a rovescio directed by Daria Deflorian; in addition to her theatrical practice she explores different expressive mediums, until she approaches comics. In 2018 she was selected for the European project Artists@Work. Fermata Rogoredo was born, a short comic-strip story exhibited during the festival of Internazionale in Ferrara, ed. 2018. In 2020 her debut comic Tutto quello che non ho dimenticato won the first prize, awarded by the writer Paolo Cognetti, of the Milano Pitch for the adult fiction book section. In 2019 he founded, together with a collective of actresses and actors, the Praxis association, which works by proposing a blend of performing arts, anthropological discipline and social research methods. What is not there is the personal project currently in the works.

Diana Anselmo e Sara Pranovi (IT)

performance in Italian and LIS | duration 50 min

c/o ZONA K, admission allowed with membership 2024

In collaboration with Danae Festival


Je Vous Aime is a lecture-performance about a short film, so short that it lasts barely a second: it is 1891, four years before the Lumière premiere. Georges Demenÿ invents a device that for the first time manages to project a faint moving image: his own face uttering the words “Je vous aime”. This is technically the first video ever, which will lead to the invention of the cinematograph and eventually cinema itself.

Starting from History, always the result of a meticulous choice between what can be preserved and what cannot, and from the Archive, a device at the service of a certain system of power, the performance highlights the anti-history, or rather “those whom History does not take into account”; thus revealing how that first video was aimed at teaching lip-reading to deaf children – after they were prevented by law from signing. This was the verdict of the Milan Congress, the consequences of which still affect Deaf people today. In Italy, Italian Sign Language (LIS) was only recognised as a true language in May 2021: 141 years later. Je vous Aime is, therefore, a multimedia performative stage action that unfolds between verbal storytelling, slides, video testimonies in Italian Sign Language (LIS), and Visual Sign (a poetic form of sign languages) with the aim of discussing audism, phonocentrism, and linguicism, and rewriting the “literature of the masters”.

performer Diana Anselmo and Sara Pranovi director Diana Anselmo video testimonies Paolo Girardi, Leonarda Catalano, Mario Minucci, Maurizio Anselmo, Anna Folchi, Vincenza Giuranna, Diana Vantini, Matteo Pedrazzi produced with the support of IntercettAzioni – Centro di Residenza Artistica della Lombardia

Photo by Sara Meliti

Diana Anselmo is a Deaf performer, activist and improvised human being.Bilingual LIS and Italian, she made her debut with her first performance “Autoritratto in 3 atti” (2021), still presented at various Italian and international festivals. Abroad, he made his debut in Berlin with “Le Sacre du Printemps (2022)” by Xavier Le Roy. He is one of the founders of Al.Di.Qua. Artists, the first association in Europe of and for artists* with disabilities.

Sara Pranovi is a LIS interpreter with specific expertise in the world of performance. On stage, she has translated numerous shows into LIS: alongside Marta Cuscunà (Corvidae, Sguardi di Specie) and Irene Serini (Abracadabra), she has also interpreted in sign language the works “Abbracci” by Teatro Telaio, “I Danni del Pomodoro” by Teatro d’Emergenza, “Escargot” by Teatro del Piccione, “Il Tenace Soldatino di Piombo” by Teatro delle Apparizioni and “Pornodrama 2.0” by Giuseppe Comuniello and Camilla Guarino.

Guinea Pigs (IT)

EXTRA FOCUS

show | duration 80 min

c/o ZONA K, admission allowed with membership 2024


A theatrical fiction on citizenship rights that tells the story of the transition from adolescence to adulthood of a second-generation girl grappling with the construction of her identity, conflict with her family and her relationship with her origins, and the obstacles caused by missed citizenship rights in school life and in the world of sport. The story focuses on a pivotal moment in the protagonist’s life: her turning 18, and sees her coming to terms with the desires, expectations and renunciations that this ‘milestone’ brings to her existence. The show talks about school, the relationship between generations, education, privileges acquired by birth and rights denied by law. The adolescent characters are played by girls and boys met along the production route, while adult actors and actresses represent the family and the educating community. The show marks the culmination of three years of work by the Guinea Pigs Performing Arts Laboratory with groups of teenagers in Milan and Lombardy. Every aspect of the creative process is conceived, written in collaboration, and in dialogue with the working group: a collective and transgenerational creation process where each participant finds a space for storytelling, action, and representation. L’Italia è relativa also wants to be an opportunity to reflect on the unconscious privilege that concerns a large part of the population that is already Italian and to publicly question ourselves on what is the society we are imagining or are consciously deciding not to imagine.

a performance by Giulia Tollis and Riccardo Mallus with Letizia Bravi, Ivna Lamart, Marco De Francesca and a cast of adolescents still to be defined dramaturgy Giulia Tollis direction Riccardo Mallus and Mohamed Boughanmi Rengifo video Julian Soardi set design Stefano Zullo with the collaboration of Ilenia Mia Carrozzo, Giovanni Di Ponziano, Anna Simon Hanna production Laboratorio d’Arte Performativa Guinea Pigs with the support of MiC and SIAE in the framework of the programme “Per Chi Crea“, and ZONA K, Industria Scenica, Ilinxarium multidisciplinary artistic residence, Casa degli Artisti (Milan), Compagnia Carnevale, Barrio’s Cultural Centre

Photo by the artist

Laboratorio d’Arte Performativa Guinea Pigs creates performances, installations, events, and cultural experiences that investigate social issues in theatrical spaces and urban contexts and are the result of meetings and collaborations with third parties operating in the social field and other artistic disciplines. In 2022 the company, together with the publishing house Marcos Y Marcos and the Arci Post club in Parma, planned and realised a cycle of digital and live events to promote the fruition and diffusion of poetry as part of the project Atlante Sonoro della Poesia Mondiale (Sound Atlas of World Poetry) financed by the Fondazione Cariparma.

Massimo Furlan / Claire De Ribaupierre (CH)

show  | duration 60 min | in italian

c/o Parco delle Cave


Con l’Animale is the second part of the ‘Trilogie des liens‘, a project in which Massimo Furlan and Claire de Ribaupierre ponder our relationships with nature and its inhabitants, to understand how an environment is made up: who the protagonists are, how they interact, how they evolve contextually and constantly. To understand what unites us, what we all have in common. How we build balances or cause imbalances, how we create alliances or break them, how we live together.

The show Con l’Animale starts from interviews with people who have a special relationship with the wild world: wildlife guards, gamekeepers, fishermen, local hunters, ecology theorists, and philosophers. The stories told reflect the wealth of knowledge and connections with animals. Rivers and forests reveal environments rich in contaminations, condensing some of the paradoxes of our time. The artists listen to their stories, anecdotes, and experiences and ponder their habits. Their actions and practices combine tradition and contemporary issues, necessary needs (population regulation, human feeding, etc.) and Sunday pastimes, intimate understanding of animals in their environments and questions about human intervention in natural ecosystems. Today, more and more, we are neglecting ancestral knowledge based on the balance between what we take from nature and what we give it time to replenish. Not knowing the environment anymore means neglecting it, taking excessive advantage of it means destroying it. Without knowledge of the intelligence of what surrounds us, we destroy ourselves.

a project by Massimo Furlan and Claire de Ribaupierre direction Massimo Furlan dramaturgy Claire de Ribaupierre with Tommaso Banfi, Vanni Bruscaglioni, Fabio Fiochi, Paolo Nicolini, Andrea Reversi, Pablo Vallin technical and video direction Jérôme Vernez lighting Etienne Gaches sound Aurélien Chouzenoux administration and production Noémie Doutreleau distribution Jérôme Pique production Numero23Prod. co-production Théâtre Vidy – Lausanne (CH), Les 2 scènes – Besançon with the support of Ville de Lausanne, État de Vaud, Pro Helvetia – Fondation Suisse pour la Culture, Loterie Romande (en cours), programme européen de coopération transfrontalière Interreg France-Suisse dans le cadre du projet CDuLaB.

Foto di Pierre Nydegger

After training at the Ecole des Beaux-Arts in Lausanne, Swiss set designer and visual artist Massimo Furlan worked with various dance and theatre companies. In 2003, he founded his own company dedicated to the performing arts, Numéro23Prod, to interrogate the act of representation outside the confines of genres. His multiple performances, essentially articulated around humour and contrast, question popular manifestations, the notion of the team and the themes of image, duration, childhood, memory and play. In 1988 Furlan received an award from the Irène Reymond foundation in French-speaking Switzerland and in 2001 a Prix culturel vaudois jeunes créateurs beaux-arts. In 2014, he received the Swiss Cultural Theatre Prize. Her works have been presented in theatres and festivals throughout Europe.

Since 2023 Claire de Ribaupierre has been the dramaturge of Massimo Furlan’s creations. She holds a degree in Literature and conducts research in the fields of anthropology and contemporary images and literature.

FOCUS #3 · ROTTE / ROUTES

The route must be established before navigation and then checked along the way, step by step. It is a matter of having a direction to steer the course. This is how we have tended to move for centuries. We set off with a destination and a path. This applies to our movements, to research (the ‘method’ comes from there) as to any path of truth or direction of self-care.

Today, rather, we often have the impression that something is broken. In the great historical journeys of mankind, in the sensible experiences or oriented paths above and within one’s own soul, something has broken.  These ruptures often question us, if not trouble, distress or even despair us.

Yet, the ruptures also allow us to discover something that the direction and the path of truth kept hidden. Caught up as we were by the sense, meaning and direction of our progress, we forget what was happening to us along the way, step by step, and what was being erased at each step because it was inevitably left behind, discarded, (de)cayed.

Another route, then, begins to emerge from the background of our teleological truths. Another adventure, seemingly devoid of the sense that the first knew how to display, but more rooted or radical. More than a story, then, it is a geography, a writing of spaces that become lived, inhabited, traversed places. More than a journey, a wandering. More than a discovery, an encounter.

Learning to inhabit the silent trail of what continually interrupts the route entails a general turning of ourselves and our way of inhabiting the space in which we live. It means beginning to inhabit one of the last enigmatic sentences that Freud left us: “the psyche is extended, knows nothing about it”.

The routes, our routes, are among the places, in the interstices between a life lived and another that we have instead abandoned, written on the landscapes where the traces of ourselves, realised and unrealised, allow us to rediscover what we have always been because we have never been. The psyche is out there, amidst the passages of the city, the chiaroscuros of the parks, the alleys of the houses, the grand buildings of the past and present.

Faced with the feeling we often have that something is broken, it is a matter of inventing passages, interstices, cracks that allow us, as they say, to make it through by the skin of our teeth. It is more than a survival strategy, it is an over-living, a living above life, another method, another step. As Roland Barthes suggested: “I move on to another kind of knowledge (that of the Amateur), and it is in this that I am methodical”. Another politics being announced, a different way of inhabiting the city, one’s own as well as that of others, or rather, of constantly writing and retracing this threshold between one’s own and others. Because, if the psyche is extended, the unconscious is out there, in the polis, or in what will become of it, on the condition of finding it again, forever lost, every morning, at dawn.

Matteo Bonazzi

[Philosopher (University of Verona) and psychoanalyst (SLP/AMP). President of the association “CLAC. Clinic of contemporary adolescence”]

PROGRAM

25 + 26 October c/o ZONA K
Diana Anselmo e Sara Pranovi (IT)

8 + 9 November c/o ZONA K
Simon Senn (CH)

14 + 15 November c/o Teatro La Cucina
Berlin (BE)

4 – 6 December c/o ZONA K
Giulia Scotti (IT)

13 + 14 December c/o case private
Tolja Djokovic (IT)

Photo by Cesura – Design by Neo Studio/Leonardo Mazzi

FOCUS #1 · TRANSITI / TRANSITS

Transits, passages. Passages, borders. Borders, transits. The circle closes and it is a very ancient circle, which brings together the atavistic migration of mankind with respect to the self-determination of populations within a territory, in some way seizing a geography, constructing a proprietary map on a common good.

If transit was for centuries linked to expansionist aims where land, read food and taxes, and power (temporal or linked to religion) were the drivers of conflict, at least since the Second World War to the present – after the opposition in blocs – asymmetrical wars arise not over food, but over raw materials, strategies of influence and the arrangement of new logistics markets. Power and hoarding are sold as wars of freedom and exports of democracy, which seems to be a unique characteristic of the Western world.

Power corrodes and progress gallops. The expansion of a group of countries that have united within the acronym Brics (Brazil, Russia, India, China and South Africa) has experienced an enlargement in recent years that has seen 22 other requests from other countries and Egypt, the Arab Emirates, Iran and Ethiopia joined the group. On the table is the de-dollarisation of the economy, a different conception of power relations, the end of routes linked to a past, even a colonial past. 

It is a new step, very definite, but still little perceived, in a particularly weak era of the former superpowers and their uncharismatic and/or bloodthirsty leaders.

From the sky comes rain and scorching heat that will overwhelm us because we have failed to make a reasoned transit to rescue temperatures. Written like this, reality looks more like a script from a tragic horror film, where no hero can escape the inevitable fate.

In 2024, it is still possible for the nation-state to block the prohibition of border crossing, in the name of free and complete transit, in accepting that passage is inevitable and must be governed, not suffered. Without forgetting that there exists a humanity, the majority, of women and men who want to transition into a new era, but who are periodically disappointed by the 1% in charge. In this scenario we, billions of humans, also transit. With our dreams, miseries and happiness. There is a street in Milan where an association operates that helps undocumented migrants. It is called Via dei Transiti. It happened like this, by chance, but sometimes they seem like signs of destiny, which leave an often salvific fuse lit, that of hope.

Angelo Miotto [journalist, documentary filmmaker, podcaster. Founder and director of Q Code Mag].

PROGRAM

8 + 9 marzo c/o ZONA K
Faustin Linyekula / Mamu Tshi (RDC/CH)

22 + 23 marzo c/o ZONA K
Lina Majdalanie e Rabih Mroué (LB/GE)

24 marzo c/o ZONA K
Lina Majdalanie e Rabih Mroué (LB/GE)

4 + 5 aprile c/o ZONA K
Zoë Demoustier / Ultima Vez (BE)

16 + 17 maggio c/o ZONA K
Ant Hampton (GB/CH)

Photo by Cesura – Design Neo Studio by Leonardo Mazzi

FOCUS #2 · TERRITORI / TERRITORIES

What a strange condition we are living in. The Earth demands our attention, the climate crisis asks us to finally take care of our planet, just when it seemed we could do without it. Some (very few super-rich), planning to move elsewhere, colonising other planets or transferring their residence onto space rockets orbiting far from here. Others (increasingly more), carving out their own enclosure, within boundaries more and more uncertain yet considered natural, traditional, inherited: we inside and the others outside. A great many (how many billions?) spending much of their time in digital spaces, according to codes and rules of a topological rather than metric nature. We all build exclusive territories, homes tailored to our needs, “particular housing solutions”, we might call them in the casual language of real estate agents. So, artificial territories, which do not exist in nature, our phantasmagorical projections. With one rather significant peculiarity though: to be inhabitable, these territories need resources extracted from the common territory that is the Earth: energy, food, labour, technology, metals, oxygen, water…

Forced to come to terms with the Earth, we escape it. We live by paradoxes: we inhabit the Earth, but struggle to set foot on the ground. We were all thrown onto the Earth, but we wonder how do I recognise my territory? We still measure distances in metres, but we are constantly connected, in networks that transcend them.

Someone, more informed, tells us that we are the Earth, that is, the Earth belongs to all its inhabitants, human and non-human. We should stop distinguishing between the world we rely on and the world we live in. The first is the Earth; the second is the territory. Those who concern themselves with the former are considered idealistic enemies of the people. Those who prioritize the latter tend to define it in demanding terms: Nation, Homeland. In order to live comfortably in “our” territory, we need the Earth. But if we adopt the perspective of the Earth, it follows that we must consider the territories we inhabit as non-exclusive, shared among other earthly beings. At that point, where to place the boundaries? If they cannot be recognised, territories disappear. Territorial pissing would return to being an exclusive practice of non-humans, with humans ceasing to seek refuge in it and ultimately recognising that territory is the use that is made of it: a space of circulation, available to those who move there.

For the thoughts expressed here, I am indebted to Pierluigi Crosta, Bruno Latour, Michel Serres, Alain Tarrius, and the Nirvana.

Claudio Calvaresi
[PhD in Urban Planning, he is Principal of Avanzi-Sustainability by Action. He is coordinator, for Avanzi, of MadreProject, the School of Bread and Places].

PROGRAM

8 + 9 e 15 + 16 June c/o Parco delle Groane
Caroline Barneaud, Stefan Kaegi (CH/GE)

22 + 23 June
ZONAK presenta
BÜRGERBHÜNE

10 + 11 September
Be Flat (BE)

20 + 21 September
Moni Wespi (CH/BE)

11 + 12 October
Massimo Furlan, Claire De Ribaupierre (CH)

Photo by Cesura – Design Neo Studio by Leonardo Mazzi

GEOGRAFIE / GEOGRAPHIES

“History is the teacher of life”. From childhood, we are used to repeating it to the point of exhaustion. So abused is the ancient saying that it has ended up losing power, and from history, it seems we have learned little, more often nothing. The twin sister of history is geography. There is no history without land, no history without borders to cross, conquer, restore, sacrifice. There are no peoples who do not say, rightly and more often wrongly, ‘this is mine.’ There is no history without geography, therefore: yet, always, in cultural rhetoric and in the construction of scholastic and academic paths, geography is the child of a lesser God. A childhood memory of lists of capitals and names of lakes and heights of mountains, and nothing else.

It took the overbearing reactivation of history, the brutal reshuffling of the cards of the economy, the boiling of young blood that feels all the boundaries of body and soul, deserts and seas, to remind us that geographies exist, they affect us, they define us: and so do humans with them. It took the clear, incontrovertible, and swift arrival of signs of inequality to the poorest, to mobilize them to cross over. It took human action to change the global ecosystem, producing droughts and floods, to push the caravans of salvation to move northwards, precisely following the opposite route to the one that, hundreds of thousands of years ago, led a few thousand homo sapiens to guarantee a future for our species, surviving in the heart of Africa.

It was a time without nations and without borders, a time of survival without boundaries without which humanity would not have existed. An era in which the factors of an unknown and indomitable nature decided everything, and pre-human geography could only adapt: if it could manage to do so.

Today, in the time of hyper-humanity, of the Anthropocene that has irreversibly altered atmospheres and temperatures, investigating the geographies of the world and of the soul means traversing the choices of peoples and those who dominate them, and the very concept of democracy, its utopian dimension, the temptation to consider it obsolete. It means questioning, criticising, thanking or cursing humanity itself, which in space builds and names places, designs harmony or incubates domination and destruction. The geographies we look at, finally, put us right in front of a crossroads: they remind us that nothing is given, and every right promised land is only the result of choice and decision.

Jacopo Tondelli
[journalist and writer, co-founder and editor of Gli Stati Generali].


March – May 2024

FOCUS #1 · TRANSITI / TRANSITS

Faustin Linyekula / Mamu Tshi (RDC/CH)

Lina Majdalanie e Rabih Mroué (LB/GE)

Zoë Demoustier / Ultima Vez (BE)

Ant Hampton (GB/CH)


June – September 2024

FOCUS #2 · TERRITORI / TERRITORIES

Caroline Barneaud, Stefan Kaegi (CH/GE)

Be Flat (BE)

Massimo Furlan, Claire De Ribaupierre (CH)

October 2024

EXTRA FOCUS

4 – 6 October c/o ZONA K
Guinea Pigs (IT)

October – December 2024

FOCUS #3 · ROTTE / ROUTES

Diana Anselmo e Sara Pranovi (IT)

Simon Senn (CH)

Berlin (BE)

Tolja Djokovic (IT)

The images of the 2024 season’s poster and materials are by Cesura, an independent photography collective whose work focuses on authorial photographic documentary. Founded with the desire to be a new and autonomous force on the international photography scene, Cesura also founded its own independent publishing house and printing workshop. Its publications have received countless prizes and awards over the years.
Alessandro Sala deals with social and environmental issues and has followed the migration crisis in the Mediterranean with particular attention, focusing on the reception process of asylum seekers. In 2022, he won the PAC ministerial grant with the DIORAMI project, a tale of 8 Sicilian botanical wonders exhibited at the Botanical Garden in Palermo.

Design: Neo Studio by Leonardo Mazzi

Berlin (BE)

show | duration 110 min
in English with Italian subtitles

c/o Teatro La Cucina / Olinda onlus via Ippocrate 45, Milan


The making of Berlin is a portrait of a city. It is built around the extraordinary story of Friedrich Mohr, a Berliner who was the Berliner Philharmoniker’s stage manager during WWII. The making of Berlin – with live horn music – offers an unfiltered look at BERLIN’s work process. But above all, it tells the story of one of the ‘unbrave’ who failed to stand up when fellow Jewish musicians and friends were expelled from the orchestra. The making of Berlin is the final part of the Holocene cycle, during which BERLIN made several portraits of cities over the past twenty years.

BERLIN helps Mohr to realize an as yet unfulfilled dream. At the end of WWII, the conductor of the Philharmonic decided to perform Siegfried’s Funeral March from Wagner’s Götterdämmerung one last time. The performance would be broadcast live on German state radio. Rehearsing with the entire orchestra in one location soon proved too dangerous due to ongoing bombing. So the conductor divided the orchestra into seven segments and had them rehearse in separate bunkers. Faltering (recording) technology threw a spanner in the works. Mohr’s ultimate wish is to perform the technical tour de force as initially planned seventy-five years after the date. The Götterdämmerung will be played from seven bunkers simultaneously and can be heard in its entirety on the radio. A daring feat for which BERLIN called on, among others, radio station Klara, the orchestra of Opera Ballet Vlaanderen and German actor Martin Wuttke (known from Tarantino’s Inglourious Basterds).

Theatre- and film-maker Fien Leysen records the creation process for a behind-the-scenes documentary. Her footage eventually ends up in the performance as well. You gradually discover together with BERLIN that Mohr’s story is full of inaccuracies and that he seems to want to restore the irreparable. How far can you stretch the truth when you’re looking for atonement?

direction Yves Degryse with (on stage) Yves Degryse, Geert De Vleesschauwer / Marjolein Demey / Bregt Janssens / Eveline Martens / Sam Loncke (afwisselend), Rozanne Descheemaeker / Matea Majic / Diechje Minne / Jonathan van der Beek (afwisselend) ; with (film) Friedrich Mohr, Martin Wuttke, Stefan Lennert, Werner Buchholz, Alisa Tomina, Krijn Thijs, Chantal Pattyn, Symfonisch Orkest Opera Ballet Vlaanderen, Alejo Pérez, Yves Degryse, Caroline Große, Michael Becker, Claire Hoofwijk, Alejandro Urrutia, Marek Burák, Marvyn Pettina, Farnaz Emamverdi, team BERLIN: Jane Seynaeve, Eveline Martens, Jessica Ridderhof, Geert De Vleesschauwer, Sam Loncke, Manu Siebens, Kurt Lannoye, team Opera Ballet Vlaanderen: Jan Vandenhouwe, Lise Thomas, Eva Knapen, Christophe De Tremerie video e video editing Geert De Vleesschauwer, Fien Leysen, Yves Degryse internship video editing Maria Feenstra drone shots Yorick Leusink, Solon Lutz behind the scenes footage Fien Leysen scenography Manu Siebens set construction Manu Siebens, Ina Peeters, Rex Tee, Joris Festjens set design and construction film Jessica Ridderhof, Klaartje Vermeulen, Ruth Lodder, Ina Peeters musical composition and mixing Peter Van Laerhoven live music (horn) Rozanne Descheemaeker / Matea Majic / Diechje Minne / Jonathan van der Beek (alternating) music film Peter Van Laerhoven, Tim Coenen, Symfonisch Orkest Opera Ballet Vlaanderen olv Alejo Pérez mixing orchestra Maarten Buyl sound design and mixing Arnold Bastiaanse sound recordings Bas De Caluwé, Maarten Moesen, Bart Vandebril technical coordination Manu Siebens, Geert De Vleesschauwer production management Jessica Ridderhof production support Germany Daniela Schwabe, Gordon Schirmer research Wagner Clem Robyns, Piet De Volder research internship Annika Serong photography Koen Broos, Gordon Schirmer technical coordination berlin Marjolein Demey day-to-day coordination and production assistant Jane Seynaeve production BERLIN coproduction DE SINGEL (Antwerp, BE), le CENTQUATRE-PARIS (FR), Opera Ballet Vlaanderen (BE), VIERNULVIER (Ghent, BE), C-TAKT (Limburg, BE), Theaterfestival Boulevard (Den Bosch, NL), Berliner Festspiele (DE) with the support of the Flemish Government, Sabam for Culture, Tax Shelter of the Belgian federal government via Flanders Tax Shelter

Photo by Koen Broos

Founders of BERLIN in 2003, Bart Baele, Caroline Rochlitz and Yves Degryse decided not to choose a particular genre, but to venture into the realm of documentary filmmaking and let the places of their forays guide their inspiration. This philosophy resulted in two project cycles: Holocene (the current geological era) where the starting point is always a city or other place on the planet, and Horror Vacui (fear of the void) in which true and poignant stories are delicately unravelled around a table. The Holocene cycle includes Jerusalem, Iqaluit, Bonanza, Moscow and Zvizdal. The first three episodes of Horror Vacui are Tagfish, Land’s end and Perhaps all the dragons. BERLIN are still working on both cycles. The Making of Berlin is the last chapter of Holocene. The company has worked in 27 different countries in recent years, within various circuits: from theatres to exhibition spaces, from festivals to special locations.

Simon Senn (CH)

performance | duration 60 min

c/o ZONA K, admission allowed with membership 2024


In this digital conference that doubles as a demonstration and confession, Simon Senn, a videographer and visual artist from Geneva, demonstrates how the virtual world and the real world are not always in opposition, revealing the unexpected entanglements between technology, representation, gender, and law.

Simon Senn’s experience began when he bought the digital replica of a female body online. He then went in search of the woman whose body he was « virtually » inhabiting. Onstage he conveys this disturbing experience to the audience.

After downloading the replica (a detailed and evidently accurate reproduction), he brought it to life with easily purchased sensors and discovered what it felt like to « have » a female body – at least through his 3D glasses. The experience was moving. Who is this woman ? Can he do anything he likes with this digital body ? What about the new and enjoyable sensuality this virtual form offers him ? He managed to track down the young woman and begin a discussion with her (one that continues today), where together they investigate this third digital body that exists between them. Arielle is now part of the project and is present in the show.

Simon Senn decided to consult a psychologist and explore his feelings of «gender disturbance », which continue to surprise him – does he perhaps suffer from « Snapchat dysmorphia », the clinically accepted psychological illness of those who wish to transform themselves in order to resemble their online image?

conception and direction Simon Senn with Simon Senn, Arielle F. and a virtual body production Compagnie Simon Senn co-production Théâtre Vidy-Lausanne – Le Grütli, Centre de production et de diffusion des Arts vivants – Théâtre du Loup distribution and tour Théâtre Vidy-Lausanne with the support of Porosus – Pro Helvetia – Fondation Ernst Göhner – Pour-cent culturel Migros – Loterie Romande

Photo from simonsenn.com

Born in 1986, Simon Senn is an artist and theater director, and lives in Geneva. He obtained a Bachelor of Fine Arts from the Haute école d’art et de design de Genève and a Master’s degree from Goldsmiths College in London. At first glance, his work seems to suggest that he is a socially engaged artist, speaking out against a certain type of injustice. However, his works sometimes reveal a more ambiguous approach, exploring aporias rather than articulating addressed criticisms. Even if his videos or installations are normally based on a certain reality, fiction is often mixed in. Be Arielle F is his first proposal for the stage, with which he received the second Prix d’encouragement pour les arts de la scène Premio in 2019. During the health crisis of 2020, a live stream and adapted version of the show was offered digitally by the Théâtre Vidy-Lausanne. In 2024, he collaborates with Indian dancer Rohee Uberoi to capture and encode the movement of Bharata natyam in their projet Rohee, to be shown in Vidy.

Be Flat (BE)

urban acrobatics performance | duration 60 min

c/o Portello


The two acrobats of Be Flat have prepared a unique tour of (name city) for a select group of followers. The streets of the city, the facades of the buildings and the cobblestones below are transformed into an urban circus piste. But Follow me is not only a performance to be watched, it is a playful collective journey through public space. So turn off your cell phones, tighten your shoelaces, and lets go!

directors / circusartists Ward mortier, Thomas Decaesstecker dramaturgical advice Craig Weston external viewpoint Sander De Cuyper with the support of Vlaamse gemeenschap coproduction Miramiro partners Circuscentrum, Centre des Arts scéniques, Centre des Arts de la Rue, Latitude 50, Circusplaneet, Circus in beweging et Ell Circo d’ell Fuego

Photo by Yngwie Scheerlinck.

Thomas (Tervuren 1989) and Ward (Ghent 1993) first met at a freerunning gathering in Ghent in 2008. Sharing a mutual passion for music and movement during the ensuing years has led them to a unique and solid friendship. Ward studied Chinese pole combined with acrodance at ESAC (Ecole Supérieure des Arts du Cirque, Brussels). Thomas followed training as acrobat and hand-stand artist in Santiago, Chili at the Escuela De Artes Circenses Del Circo Del Mundo. Their mutual interests, combined with their individual specialisations and experiences, guarantee a broad range of skills to be used in a gamma of contexts and situations.

Ant Hampton/Time Based Editions (UK/DE)

live collective experience | duration 80 min | in italian

c/o ZONA K, admission allowed after membership 2024
in collaboration with Ateatro

A talk with the author will be held at the end of the performance on Thursday 16 May.

Books and reading have changed and continue to change. The advent of digital, the rediscovery of orality and the audio dimension, and forms of participatory art are multiplying ‘ways of reading’ in new and innovative, yet ancient ways. Hybrid, performative, multimedia, transmedia forms are emerging… These transformations are reflected on the book as a physical object and on libraries as places of encounter and experience.

Starting from the experience of Borderline Visible, the author Ant Hampton and Stefano Parise, Director Area Biblioteche del Comune di Milano, will discuss these themes, moderated by lecturer and theatre and publishing expert Oliviero Ponte di Pino.


“Borderline Visible is probably DocLab’s most poetic work this year, but in all its simplicity it is also the most poignant.”– NRC Handelsblad


“an extremely engaging psychogeographical framework constantly enriched by Hampton’s searching mind and razor-sharp political rage.”– Marijn Lems, Theaterkrant


Winner of the IDFA (International Documentary Festival Amsterdam) 2023 DocLab award for Creative Technologies

Ant Hampton presents the first in a new series of ‘live books’ – Time Based Editions – in which photographs and audio take you on a journey through the pages interweaving history, autobiography, literature and an urgent investigation into the hidden atrocities perpetuated on the margins of Europe.
Borderline Visible begins as a récit de voyage, a journey from Lausanne to Izmir undertaken by two artists and friends. In Greece, health problems force one of them to stop, while the other goes on to Turkey, suddenly remaining alone. The narrative turns into a moving and troubled psycho-geography. Moving from ‘we’ to ‘I’, from present to past, from the personal to the political, Ant Hampton attempts to give value and meaning to the all too human ruins of ambition, history and language. The careful process of recomposition gradually brings to light a complex constellation of Jewish history, the end of the Ottoman Empire and Sephardic diasporas, rumours, earthquakes, tourism and forced migration, mental health and dementia, swallows and TS Eliot’s The Waste Land.

In the collective experience, the spectators are invited to participate in this journey together, flipping back and forth through the pages of the book, comparing images, closing and opening their eyes, drawing lines on the maps with a finger, guided by an audio track that combines narration, music, field recordings and instructions on how to get through the book.


After the two collective appointments, Borderline Visible will be available for individual viewing in Italian, English, French and Dutch from 18 to 26 May (excluding Mondays) at 3.30 p.m. and 5.30 p.m. at Casa degli Artisti Milano. Tickets available soon.


By Ant Hampton Feedback David Bergé Book design Roland Brauchli Based on a project with Rita Pauls Music Perila, Oren Ambarchi Thanks to Pieter Ampe, Giorgos Antoniou, Sae Bosco and Samos Volunteers, Yannick Christian, Hani Dunia, Effi & Amir, Tim Etchells, Katy Fallon, Martin Hampton, Britt Hatzius, Leo Kay, LAPS, Camille Louis, Eva Neklyaeva, Beyhan Onur, Anelka Tavares, Prodromos Tsinikoris, Giulia de Vecchi, Anny Y

ITALIAN VERSION Translation Valentina Kastlunger Editing Valentina Picariello Voice Astrid Casali Recording Luca Ciffo Editing and sound Ant Hampton Thanks to Flora Pitrolo for proofreading and correcting the translation Produced by Quarantasettezeroquattro, Teatro Bastardo and ZONA K

Time Based Editions is an imprint of PHOTOGRAPHIC EXPANDED PUBLISHING ATHENS Created with the support of: The Resonance Foundation (Los Angeles) Bimeras (Istanbul / Berlin) Théâtre Vidy (Lausanne) Research and prototype support: Lita House of Production and Kundura Stage (Istanbul) National Theatre of Northern Greece (Thessaloniki)

More info – www.timebasededitions.com / instagram: @time_based_editions

Photo by Doc Lab

Ant Hampton (1975, DE/UK) is a British-German performance maker and writer. His work since 1999 has often involved guiding people through unrehearsed situations and interactive relations, using automated devices. His three collaborations with Tim Etchells are participative experiences for two at a time, combining audio with different engagements with the page: text and silent reading (The Quiet Volume, 2010); archive photography (Lest We See, 2015); and mark-making/ erasure (Not to Scale, 2020). In more recent years his practice has expanded into a wider investigation of risk-taking and leaps of faith, for example with The Thing – An Automatic Workshop in Everyday Disruption, created with Christophe Meierhans. These and many other of his “Autoteatro” works continue to tour internationally in over 80 language versions, some of them without anyone needing to travel – a paradoxical outcome for an art committed to liveness and presence which in turn informed his 2021 advocacy and research project: ShowingWithoutGoing.live – an Atlas. Together with David Bergé, he co-founded Time Based Editions in 2023.

Zoë Demoustier / Ultima Vez (BE)

dance | duration 60 min
in English with Italian subtitles
c/o ZONA K, admission allowed after membership 2024


At the end of the performance on Friday 5 April there will be the meeting “The political gesture of a body-archive“.
The body-archive and gesture as instruments of an investigation into violence, at the centre of Zoë Demoustier’s work, are themes that also belong to other contemporary dance experiences.
One of the most significant is that of Arkadi Zaides and his “Archive”, in which the dancer’s body interprets the proxemics of war, calling into question the gaze of the spectator.
To these intersections is dedicated the meeting with Zoë Demoustier, moderated by Camilla Lietti and Francesca Serrazanetti (Stratagemmi).


In Unfolding an Archive, Zoë Demoustier unfolds an image archive of 20 years of war reporting. The man behind the camera is her father Daniel Demoustier. The search for a relationship to the imagery of world events with which she grew up is like a movement from far and near. In an attempt at a reconstruction, she brings the archive to life. She dismantles the mechanisms hidden behind the archive images. Gradually, a choreography of poses and gestures is created in a broken timeline of physical memories.

« In Unfolding an Archive I investigate what news is, how journalism works, how you use images to place reality in a certain frame. But there is also a second, much more personal track: what has my father’s special job done to me? It took a long time before I dared to put that into the performance. At some point I realized I couldn’t avoid that question. And that those apparently very personal topics – how
our family functioned, the father-daughter relationship, the question of how present a parent should be – are just very universal: everyone has to deal with them. » Zoë Demoustier in HUMO

Choreography and performance Zoë Demoustier Live sound Willem Lenaerts Sound concept Willem Lenaerts & Rint Mennes Light design Harry Cole Light and technical support Pieter Kint Interview & editing Yelena Schmitz Design & Costume Annemie Boonen Research Annemie Boonen & Willem Lenaerts Dramaturgy Elowise Vandenbroecke Coaching Danielle van Vree Video and sound archive Daniel Demoustier Co-production STUK With the support of the City of Leuven, 30CC, Platform In De Maak Residences STUK, Ultima Vez, Vlaams Cultuurhuis de Brakke Grond, Voetvolk Atelier Rubigny Thanks to Shila Anaraki, Oihana Azpillaga, Jonas Beerts, Anna Bentivegna, Stijn De Cauwer, Elliot Dehaspe, Dirk De Lathauwer, Lahja Demoustier, Misha Demoustier, Hannes Dereere, Josine De Roover, Pieter Desmet, Klaas De Somer, Willem Malfliet, Hildegard De Vuyst, Silke Huysmans, Karen Joosten, Koen Theys, Maarten Van Cauwenberghe, Gerlinde Van Puymbroeck, Veerle Van Schoelant, Niek Vanoosterweyck, Bart Vanvoorden, Remo Verdickt, Cas-co Leuven, Dag van de Dans, Danstuin.

Photo by TomHerbots

Zoë Demoustier (1995) is performer and choreographer. The body is always the starting point for her visual representations. From movement she makes links with topical and committed subjects to create documentary choreographic work. Zoë made the performances nesten (fABULEUS/Anna Bentivegna & Ayrton Fraenk), Road to Nowhere (Forsiti’A/Yelena Schmitz), Born to be wild (Thespikon) and worked as a performer and assistant with Kabinet K, Michiel Vandevelde, Alma Söderberg/Manyone, Iris Bouche/Opera Ballet Vlaanderen, David Weber Krebs and Marcelo Evelin. In 2021 she was ambassador of Dance Day in which she created tomorrow’s dance makers in collaboration with De Zendelingen. From 2022 she will start a new collaboration as a choreographer at Ultima Vez. Unfolding an Archive is her first solo performance, for which she has already initiated within the Directing course at the RITCS and Cultural Studies at the KU Leuven. In the performance she uses techniques from the mime corporel tradition that she learned during her studies at the Mime Education in Amsterdam. For Unfolding an Archive she works closely with musician and sound designer Willem Lenaerts.

Lina Saneh and Rabih Mroué (LB/DE)

video installation | original version translated into Italian
+ meeting with the company

c/o ZONA K, free entrance allowed with 2024 membership


You collect a lot of things over the years, often without knowing why or what you want to do with them. Until one day, you spread them out and start looking at them properly. You try to understand why it is you like them and why you might also be ashamed of them at the same time. You attempt to discover or to invent their stories, struggling to give free rein to your emotions or to tame them. As you look at your collection, you might allow memories to return, and you might try to utter them, mixing your stories with their imagined ones. In brief, you might use them to talk about “you”; you, as an inseparable singular from all the other singulars, you, as an unbreakable moment from history.

written and directed by Lina Majdalanie & Rabih Mroué voice-over Francesca Bracchino e Marcello Spinetta animation Sarmad Louis music Abdalla El-Masri, Charbel Habr, Matef and HoRa’ Mim editing Rabih Mroué, Sarmad Louis sound Rafi Mrad photo corrections Randa Mansour
Commissioned and produced by steirischer herbst ’20

Lina Saneh and Rabih Mroué were born in Beirut in 1966 but reside in Berlin. They generally work together, while also pursuing personal projects. Rabih Mroué has developed a versatile artistic practice in which he assumes, often simultaneously, the functions of actor, director and playwright, with a peculiar ability to photograph the contemporary. Since 1990, he and Lina Saneh have created performances that blur the boundaries between disciplines in a poetic fusion of theatre, installations, performance art and video. Together they present works that directly reflect the social and political realities of their country, while delving into the underlying issues and contradictions of Lebanese society.

AUDIO KIDS
Viaggio sonoro alla scoperta di Milano e dei suoi luoghi della cultura.

Sorry, this entry is only available in Italian.

Il progetto | Mappe

3 scuole della periferia milanese, 3 importanti istituzioni culturali, 250 bambine e bambini di terza e quarta della scuola primaria. 
Si parte per un viaggio lungo un anno e mezzo alla scoperta di musei e teatri e degli oggetti che li abitano e li rappresentano: oggetti quotidiani diventati “famosi” ed esposti nel Museo del Design di Triennale Milano, oggetti che viaggiano per il mondo – conservati nei depositi del Mudec Museo delle Culture – oggetti per costruire uno spettacolo, che vivono dietro le quinte del Teatro Franco Parenti
I bambini dell’ICS Ilaria Alpi, dell’IC Vittorio Locchi e dell’IC Rinnovata Pizzigoni saranno i primi a sperimentare questo percorso, che porterà alla realizzazione di 3 audioguide per raccontare i luoghi dal punto di vista dei bambini. 

Gli oggetti | Identità e incontri

I luoghi della cultura diventano spazi di apprendimento attivo, di educazione estetica e sensoriale, dove formarsi e imparare attraverso il gioco e il divertimento. 
L’identità di un luogo è creata dagli elementi che lo compongono, dalla loro storia, dalle suggestioni che creano, dalle atmosfere che evocano. Non solo conservazione e memoria quindi, ma contatto diretto, relazione, dettagli che rendono un luogo quel luogo: per questo proprio gli oggetti saranno il filo conduttore di questa esperienza culturale. 

Le tappe | Itinerari di viaggio

VISITE GUIDATE
A ogni scuola è assegnato un luogo da esplorare. Le classi coinvolte saranno accompagnate all’interno degli spazi di Triennale Milano, Mudec e Teatro Franco Parenti con visite guidate costruite su misura. I luoghi della cultura ritornano bambini, cercando di ripensarsi attraverso lo sguardo dei più piccoli, di rendersi accessibili e trovare così un nuovo modo di raccontarsi. Può nascere così un dialogo tra luogo e bambino, uno con la sua  storia e la sua esperienza, l’altro con le sue domande e il suo punto di vista . 

LABORATORI
I laboratori di creazione partecipata nelle scuolesaranno condotti da operatori teatrali che guideranno i bambini alla produzione di contenuti attraverso una metodologia attiva, un lavoro sull’espressività vocale e fisica, l’invenzione di azioni performative.

AUDIOGUIDE
Un team composto da drammaturgo, sound designer e attori lavorerà alla creazione di una cornice narrativa e sonora all’interno della quale verranno inseriti i contributi dei bambini: saranno così realizzate tre audioguide, una per ogni luogo della cultura, costruite come format replicabili per progetti futuri.

PERFORMANCE
La prima presentazione delle audioguide prevede la realizzazione di azioni performative di bambine e bambini all’interno dei luoghi raccontati, e sarà aperta alle altre classi delle scuole coinvolte nel progetto e agli adulti di riferimento. Il pubblico non dovrà solo ascoltare ma anche rispondere, agire, farsi interprete dei contenuti. Le audioguide resteranno a disposizione di musei e teatri, per essere in futuro ascoltate da altri bambini e adulti.

MOSTRA
Un intervento mirato alla condivisione degli strumenti per creare all’interno delle scuole- con materiali di recupero – una mostra di oggetti che raccontino i temi esplorati e inventare il proprio luogo della cultura.

Il racconto | Appunti di viaggio

Che voce hanno gli oggetti? Che storie raccontano?
Cosa succede durante un laboratorio a scuola? Come vengono coinvolti e formati gli insegnanti? Come si costruisce l’audioguida? E la performance? 
Su ZK BLOG racconteremo periodicamente tutte le tappe del progetto attraverso la voce dei protagonisti: le bambine e i bambini coinvolte/i, gli operatori teatrali, le/gli insegnanti, le guide dei musei e del teatro.


Un progetto di ZONA K realizzato in collaborazione con Mudec – Museo delle Culture di Milano, Teatro Franco Parenti/Associazione Pier Lombardo e Triennale Milano con il contributo di Fondazione Cariplo.

Faustin Linyekula / Mamu Tshi (RDC/CH)

dance | duration 50 min
in French with Italian subtitles

c/o ZONA K, admission allowed upon 2024 membership


Amandine Ngindu, a renowned krump dancer from Lausanne who goes by the stage name Mamu Tshi, met her Congolese compatriot Faustin Linyekula at Vidy. Together they traveled to the Kasai region to meet her grandmother, with whom she has no common language. In this danced portrait composed together upon their return, Mamu Tshi expresses herself through words and the restrained power of krump, reaching across the borders of her history.

With Mamu Tshi (Amandine Tshijanu Ngindu) Concept and choreography Faustin Linyekula, Mamu Tshi (Amandine Tshijanu Ngindu) Assistant director Angélique Tahé Music Twin Traxamus, Groupe folklorique Atandele (Kananga, DRC) Recorded voices Kaku Musambi Papa Ngindu Papa Mako Griot Tshimina Video Faustin Linyekula Zima Tukala Thanks to Aunt Pauline Bibomba and all the family in Kanyuka, DRC, Zima Tukala (yo moko oyebi), Victor Bafuafua, Sylvie Makela and the Salon Tribus Urbaines General director Veronique Kespi Lighting director Farid Deghou Boussad Sound director Luc Grandjean Stage director Christian Wilmart Production Anouk Luthier Production Théâtre Vidy-Lausanne with support from Studios Kabako (Kisangani, DRC) Support Arts and Humanities Division, New York University Abu Dhabi

photo by Sarah Imsand

Mamu Tshi Mamu Tshi was born in Congo, which she left at birth for Lausanne, where she lives and works today. Very early attracted to urban dance, she is today part of the world krump elite: in 2020 and 2021, she received the title of “dancer of the year” in this discipline. Freestyle dancing, powerful, expressive and liberating, is part of the street dance movement and is considered, among other things, as an artistic response to the systematic oppression of certain groups and the frustration that results from it. The battles, influenced by hip-hop and full of energy, are generally contested in public spaces by different crews. Mamu Tshi frequented urban dances for a long time before performing for the first time in 2019 at the Théâtre Sévelin 36 as part of the “Quarts d’Heure” – a platform for young choreographers. The same theater then invited her to develop her soloWomb: Entrailles as an “associated artist” for a creation in spring 2023. With her playL’Héritière, Mamu Tshi also completes the international trio Portraits in Otherness commissioned by Akram Khan Company for the tour in Switzerland (Steps festival). In parallel and with the collective “Swiss Krump Movement” and the Warriorz, pioneers of krump in Switzerland, she transmits this culture by organizing training and other community events. The lack of resources led her to initiate a project to include cultures and artistic practices from urban and underground environments in the Swiss cultural landscape, CAaUSE, entre d’Arts Alternatif et Urbain Suisse Émergent. At Vidy, she is a choreography assistant and performer in Sous influence by Nina Negri in 2021, and in 2024 she performs Mamu Tshi, Portrait pour Amandine in collaboration with Faustin Linyekula.

Dancer, choreographer and director, Faustin Linyekula lives and works in Kisangani (Democratic Republic of Congo). After literary and theatrical training in Kisangani, he moved to Nairobi in 1993 and in 1997 co-founded the first contemporary dance company in Kenya, the Gàara company. Returning to Kinshasa in June 2001, he set up a structure for dance and visual theater, a place for exchange, research and creation: Studios Kabako. With his company, Linyekula is the author of more than fifteen plays which have been presented on the biggest stages and festivals in Europe, North and South America, Australia and Africa. Among his collaborations are a production for the Comédie Française (Bérénice, 2009), a creation for the Ballet de Lorraine (La Création du monde 1923-2012, 2012), a solo for a dancer from the National Ballet of Portugal. Linyekula has also imagined performances for museums: the MOMA in New York (2012), the MUCEM in Marseille (2016), the Metropolitan Museum (2017) or the Royal Museum for Central Africa in Tervuren (2018). He teaches regularly in Africa and the United States. Linyekula received the Grand Prize from the Prince Claus Foundation for Culture and Development in 2007. Since 2007, Linyekula’s work and approach have been based in the city of Kisangani, where Kabako Studios supports the training, production and dissemination of young Congolese artists in the field of performing arts, but also video and music. In 2014, Linyekula and Kabako Studios received the first prize from the American CurryStone foundation for the work developed in Kisangani and in particular in the commune of Lubunga with the different communities. In 2016, as part of the Artista Na Cidade biennial, Linyekula was an associated artist of the city of Lisbon, from which he received the medal for artistic merit. From September 2018 and for three seasons, he was associated with the Manège – Scène nationale de Reims in France. In 2019 he was an associate artist of the Holland Festival in Amsterdam. At Vidy, he presented Congo, a trio for singer, actor and dancer based on the eponymous book by Éric Vuillard in 2019. The series of films by young African artists Lettres du continent, which he designed with Virginie Dupray during the pandemic in 2020, was presented by Vidy in the fall of 2020. In 21/22, he led the Imaginaires des futurs possibles cycle with the playwright Claire de Ribaupierre, an initiative bringing together artists, scientists and spectators proposed by Vidy and the Sustainability Center of the University of Lausanne. In 2024 he presents Mamu Tshi, Portrait pour Amandine.

source https://vidy.ch/en/

Lina Saneh and Rabih Mroué (LB)

show | duration 50 min
in French with Italian subtitles

c/o ZONA K, admission allowed upon 2024 membership


After its premiere in 2009, Photo-Romance immediately become one of the most successful international theatre pieces and is now, after touring worldwide, is coming to Mousonturm in its newest version: in the roles of author and censor Lina Saneh and Rabih Mroué discuss the photo novella adaptation of a historical film document, which shows the enthusiasm of Italian crowds at Hitler’s Mussolini visit. The two of them – him, a former leftist activist, she, a divorced homemaker – met in Beirut in 2006 shortly after Israel’s attack on Lebanon: two lonely people, uncomfortable with the hubbub outside. By mixing fiction and reality, Photo-Romance deconstructs the political logic, as well as the illusion of theatre and shows “truth” to be a construction of possibilities.

Concept, text and direction Lina Saneh and Rabih Mroué Translation Masha Refka Set design Samar Maakaroun Music Charbel Haber Soundtrack Lina Saneh, Rabih Mroué, Sarmad Louis Direction of photography Sarmad Louis jeu pour la bande-image Rabih Mroué, Lina Saneh Special guest Mona Mroué Assistant director and executive producer Petra Serhal Costumes Zeina Saab de Melero Makeup Stéphanie Aznarez Production assistant Ashkal Alwan (Beyrouth) With Lina Saneh, Charbel Haber, Rabih Mroué

Director, performer and playwright, Lina Majdalanie is a Lebanese artist, living in Berlin. Her work includes: Hartaqāt (2023), Second Look (serie video, 2020), Sunny Sunday (2020), Borborygmus (2019), Do I Know you? (2017), A Drop of Sweat (2015), 33 rpm and a few seconds (2012), Photo-Romance (2009), Appendice (2007), I Had A Dream, Mom (vidéo, 2006), Biokhraphia (2002), and others… 
She curated several events in Mousonturm-Frankfurt (2016 and 2023), HAU-Berlin (2017), Kunsthalle-Mulhouse (2015) and Tanzquartier-Vienna (2009). She was a fellow at the International Research Center “Interweaving Performance Cultures”/FU in Berlin (2009-2010) and a member of Home Workspace Curricular Committee-Ashkal Alwan (Beirut 2010-2014). She opted the pseudonym Lina Saneh in April 2015.

Rabih Mroué, born in Beirut and currently living in Berlin, is a theatre director, actor, visual artist and playwright. He is a contributing editor for The Drama Review /TDR (New York) and a co-founder of the Beirut Art Center (BAC).  He was a fellow at The International Research Center: Interweaving Performance Cultures/ FU/Berlin from 2013 -2014. He has been a theatre-director at Münchner Kammerspiele from 2015 -2019.
His works include: Hartaqāt (2023), Sunny Sunday (2020), Borborygmus (2019), So Little time (2016), Ode to Joy (2015), Riding on a cloud, (2013), 33 RPM and a Few Seconds (2012), Photo-Romance (2009), The Inhabitants of images (2008), Who’s Afraid of Representation (2005), Looking for a Missing Employee (2003), Biokhraphia (2002), Three Posters (2000) and others… 

INTERSPAZIO progetto di ricerca collettiva tra pratiche, teorie e percorsi artistici

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Per candidarti compila QUESTO FORM entro e non oltre il 5 marzo 2024.


INTERSPAZIO è una call pubblica aperta ad artiste e artisti multidisciplinari, con particolare attenzione ai linguaggi del performativo e del corpo, che desiderano intraprendere un percorso di ricerca collettiva condiviso con curatori delle organizzazioni promotrici, sul tema “pubblico” nella sua articolazione plastica e multifaccia.

Pubblico è inteso nella sua vasta accezione, come spazio ma anche come statuto, come funzione politica e come un gruppo di persone che scavalca l’atto di fruire e si costituisce invece come aggregato temporaneo: una ridefinizione che interessa artiste e artisti e curatori e curatrici che si confrontano con la chiamata a trasformare propri metodi e pratiche per approdare a nuove forme di mediazione e relazione con il contesto pre- sente e con quello invisibile o assente.

Il progetto si articola lungo il corso del 2024 nell’ambito delle programmazioni curate dalle cinque realtà promotrici della call: festival ORLANDO (Bergamo, maggio), LAVANDERIA A VAPORE (Collegno – Torino, maggio), INVISIBLE CITIES (Gorizia, settembre), INTERCETTAZIONI – Centro di Residenza Artistica della Lombardia / ZONA K (Milano, ottobre), PERIFERICO FESTIVAL (Modena, ottobre).


CHI SIAMO

INTERSPAZIO coinvolge le seguenti realtà e curatori/curatrici: Mauro Danesi, Elisabetta Consonni e Emma Mainetti Festival Orlando (BG), Chiara Organtini, Carlotta Pedrazzoli e Anna Estdahl Lavanderia a Vapore (Collegno, TO), Alessandro Cattunar, Miriam Paschini e Gioele Peressini In\Visible Cities – Contaminazioni digitali (Gorizia e Friuli Venezia Giulia), Valentina Kastlunger e Valentina Picariello IntercettAzioni / ZONA K (MI), Federica Rocchi e Serena Terranova Collettivo Amigdala – Periferico Festival (MO).

La rete è composta da organizzazioni che operano attivamente nella ricerca, produzione e circuitazione nell’ambito delle arti performative e che da anni si mettono in relazione con lo spazio pubblico, promuovendo lo sviluppo di linguaggi artistici relazionali e pratiche partecipative, in una dinamica che amplia il concetto di “spazio pubblico” da elemento urbanistico e geografico a un più ampio ecosistema politico, sociale e culturale, nella sfera analogica e digitale.

PERCHÈ

Da anni le organizzazioni ingaggiate nel progetto, hanno sperimentato nello spazio pubblico in cerca di nuove narrazioni politiche e relazioni con persone e comunità.

A partire da queste sperimentazioni empiriche, abbiamo surfato con enormi trasformazioni nelle dinamiche relazionali e nelle narrazioni e sentiamo il bisogno di uno spazio tempo di riflessione in cui mappare e mettere a fuoco queste trasformazioni.

Cosa significa, oggi, “spazio pubblico” e in che modo le arti possono interrogarsi sulla disambiguazione di questo concetto? Se siamo infatti abituati ad associare l’idea di “spazio pubblico” alla città e alla sua morfologia urbana, esiste tuttavia uno “spazio pubblico” non geografico ma relazionale, un “luogo in comune” che talvolta le arti performative sono in grado di evocare – se non di costruire materialmente – tra le persone, istituendo forme di convivenza temporanee ed effimere ma anche innovative e sorprendenti.

Interspazio è quindi un percorso di ricerca che indagherà l’arte come spazio pubblico e i linguaggi artistici come luoghi in grado di generare una convergenza di moltitudini.

Essendo troppo spesso intrappolati in ritmi operativi frenetici e senza sosta, abbiamo voluto creare uno spazio di respiro in cui riflettere sul nostro agire, sospendere il giudizio e riprendere fiato imparando dallo scambio reciproco di visioni ed esperienze, aprendo una breccia di autoformazione su queste enormi trasformazioni che investono la realtà attuale e le nostre professioni.

Interspazio vuole essere un momento di sospensione al di fuori delle logiche produttive, uno spazio di ricerca in cui intrecciare pratiche, teorie e percorsi artistici e in cui mettere in gioco dinamiche di complicità, appartenenza, conflitto, affezione, partecipazione.

Interspazio metterà in dialogo traiettorie di ricerca che hanno come focus i processi trasformativi del sociale, operando una connessione tra politica e immaginazione in una forma di protesta non muscolare rispetto al sistema dominante.

CHE COSA È

Interspazio è un percorso pilota articolato come un atelier di ricerca nomade in 5 tappe, una ricetta che mette in atto un processo collaborativo testando e mescolando saperi e metodi dei partecipanti in modo orizzontale, ossigenando le visioni in un continuo scambio con contesti e territori ospitanti, cercando di ridefinire un vocabolario e nuove possibili pratiche di mediazione.

Interspazio propone per il 2024, un percorso di ricerca, formazione e sperimentazione artistica che si comporrà di due RESIDENZE COLLETTIVE (Lavanderia a Vapore e IntercettAzioni / ZONA K) di tre ATELIER (Orlando, Periferico e In\Visible Cities) e destinate ad artist* che operano nei vari ambiti della creazione contemporanea e che coinvolgeranno anche gli operatori delle organizzazioni promotrici, dando vita ad un gruppo di lavoro trasversale.

Le RESIDENZE COLLETTIVE sono spazi di ricerca e sperimentazione della durata di 5 giorni, mentre gli ATELIER, ospitati nel contesto di festival, sono momenti più brevi durante i quali mettere in tensione le ricerche sviluppate nel corso delle RESIDENZE in pratiche condivise.

Il laboratorio si svilupperà attraverso metodi alternativi di apprendimento. le artiste e gli artisti partecipanti, assieme ai referenti delle realtà proponenti, costituiranno una comunità di apprendimento i cui i principali ingredienti siano lo scambio reciproco, la sperimentazione, il peer learning perché ognuno espanda la propria ricerca e pratica moltiplicandola nella relazione con gli altri. Il laboratorio metterà in campo diversi formati e modalità di lavoro: da discussioni collettive a sessioni di ricerca individuali o condivise, dallo scambio di pratiche all’ospitalità di esperte ed esperti di diversi ambiti e discipline.

Al gruppo dei partecipanti sarà chiesto di immaginare e guidare il proprio percorso di ricerca partecipando attivamente ai contenuti e ai formati che si sperimenteranno.

L’obiettivo del processo non è sviluppare un proprio lavoro ma condividere una domanda di ricerca comune a tutto il gruppo provando a rispondere insieme, mettendo a sistema pratiche e visioni di cui ognuno è portatore e che si svilupperanno nell’incontro.

Fuori dall’obbligo di produrre esiti, obiettivo della ricerca è maturare possibili modalità di mediazione utili al comparto artistico, dalle creazioni alle istituzioni: trovare potenziali approcci e strumenti per posizionarsi in un reale complesso e in continua trasformazione.

LA CALL

DESTINATARI
La call è indirizzata a individuare tre artiste e artisti interessati e interessate ad indagare il tema proposto e a contribuire al processo collettivo di ricerca partecipando all’intero percorso (tutte e cinque le tappe, per un totale di 19 giorni).

La call è rivolta a persone che portino esperienze, sguardi e prospettive complementari, con il desiderio di mettersi in gioco proponendo metodologie, approcci teorici e pratici. Artiste e artisti che pongano al centro dei propri percorsi di ricerca e creazione la riflessione sul corpo, sulla drammaturgia, sulla partecipazione nella sfera pubblica e digitale, sull’ibridazione tra linguaggi.

CONDIZIONI
Alle partecipanti e ai partecipanti sarà garantito un cachet di 3.500 euro (più iva ove applicabile) comprensivo di viaggio e vitto. L’alloggio è a carico degli organizzatori per tutte le giornate previste dal calendario di progetto. Il cachet sarà corrisposto dietro presentazione di fattura, che può essere emessa sia dagli artisti e dalle artiste coinvolte che da un’organizzazione di riferimento ma non da persona fisica.

DATE
La call è aperta dal 5 febbraio al 5 marzo 2024.
Entro il 18 marzo verranno comunicati nomi delle e dei partecipanti e verrà organizzato un momento online di conoscenza reciproca e allineamento sul progetto e sugli appuntamenti.

Le date del laboratorio nomade sono così organizzate:

11 e 12 maggio: primo ATELIER al festival ORLANDO, Bergamo
13 – 17 maggio: prima RESIDENZA presso LAVANDERIA A VAPORE, Collegno (TO)
4 – 8 settembre: secondo ATELIER al festival IN\VISIBLE CITIES, Gorizia
16 – 22 settembre: seconda RESIDENZA presso INTERCETTAZIONI / ZONA K, Milano
10 – 20 ottobre: terzo ATELIER al festival PERIFERICO, Modena

COME CANDIDARSI
Per candidarsi è necessario compilare QUESTO FORM entro e non oltre il 5 marzo 2024.

INFORMAZIONI
interspazio2024@gmail.com


INTERSPAZIO è una proposta di

Generazione gLocale
Focus via Padova

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Causa pioggia, la perfomance si svolgerà
in Via Russo, 23 nella palestra della scuola,
vicino al parco Trotter

performance in cuffia 
c/o Parco Trotter – Milano
ingresso via Giacosa, zona ex piscine


Posti limitati – Partecipazione gratuita con prenotazione obbligatoria
 biglietti@zonak.it – 393.8767162 


Un gruppo di adolescenti di via Padova.
Una voce in cuffia che guida il Pubblico.
Una performance urbana e partecipata in cuffia, specchio della società globale di oggi.

In quale contesto viviamo? Siamo a Milano in via Padova, in un barrio di Lima o tra le strade di Marrakesh? C’è un confine che divide la nostra provenienza? O è soltanto una questione generazionale?
Generazione gLocale è un format di teatro partecipativo che racconta le nuove generazioni superando pregiudizi e stereotipi. 

Dal 2017 ad oggi ha visto la sua realizzazione in diverse città italiane coinvolgendo adolescenti nel ruolo di Protagonisti.

Il percorso del laboratorio fatto durante questi ultimi mesi al Parco Trotter si conclude con una performance che tenta di restituire una sorta di identikit delle nuove generazioni con l’intento di attivare un dialogo, e al contempo uno scontro, tra il mondo degli Adolescenti e il mondo degli Adulti.

Una preziosa occasione per “vedere e raccontare” senza pregiudizio chi abita ogni giorno in Via Padova, come i nostri Protagonisti. 

produzione ZONA K (Milano), creazione collettiva Studenti e Studentesse dell’IC Casa del Sole – Milano, drammaturgia e regia Andrea Ciommiento, assistenza alla regia Leda Peccatori, coordinamento progettuale Federica Di Rosa, coordinamento pedagogico Anna Doneda (Project for People)progetto sostenuto con i fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese, in collaborazione con Lapsus e Terzo Paesaggio

Residenze Digitali 2024

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La quinta edizione del bando delle Residenze Digitali, un progetto del Centro di Residenza della Toscana (Armunia – CapoTrave/Kilowatt), in partenariato con l’Associazione Marchigiana Attività Teatrali AMAT, il Centro di Residenza Emilia-Romagna (L’arboreto – Teatro Dimora │ La Corte Ospitale), l’Associazione ZONA K di Milano, Fondazione Piemonte dal Vivo – Lavanderia a VaporeC.U.R.A. – Centro Umbro Residenze Artistiche (La Mama Umbria Umbria International – Gestioni Cinematografiche e Teatrali/ZUT – Centro Teatrale Umbro – Micro Teatro Terra Marique – Indisciplinarte), il Centro di produzione di danza e arti performative Fuorimargine di Cagliari e l’Associazione Quarantasettezeroquattro (In\Visible Cities – Festival urbano multimediale) di Gorizia, seleziona 4 progetti che verranno seguiti durante il 2024 dalle strutture partner e dai tutor Anna Maria Monteverdi, Federica Patti, Laura Gemini e Marcello Cualbu.

Al termine del percorso, nel mese di novembre 2024, i progetti avranno un momento di emersione e confronto con i pubblici all’interno de La Settimana delle Residenze Digitali.

confronto con i pubblici all’interno de La Settimana delle Residenze Digitali.

RESIDENZE DIGITALI 2024

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5^ edizione

ISCRIVITI E PARTECIPA

Il Centro di Residenza della Toscana (Armunia – CapoTrave/Kilowatt), in partenariato con l’Associazione Marchigiana Attività Teatrali AMAT, il Centro di Residenza Emilia-Romagna (L’arboreto – Teatro Dimora │ La Corte Ospitale), l’Associazione ZONA K di Milano, Fondazione Piemonte dal Vivo – Lavanderia a VaporeC.U.R.A. – Centro Umbro Residenze Artistiche (La Mama Umbria Umbria International – Gestioni Cinematografiche e Teatrali/ZUT – Centro Teatrale Umbro – Micro Teatro Terra Marique – Indisciplinarte), il Centro di produzione di danza e arti performative Fuorimargine di Cagliari e l’Associazione Quarantasettezeroquattro (In\Visible Cities – Festival urbano multimediale) di Gorizia, lanciano il presente bando per la selezione di n° 4 progetti di Residenza Digitale da svilupparsi nel corso dell’anno 2024. 

L’intento è quello di stimolare le artiste e gli artisti delle performing arts all’esplorazione dello spazio digitale, come ulteriore o diversa declinazione della loro ricerca autoriale. 

Dovrà trattarsi di progettualità artistiche legate ai linguaggi della scena contemporanea e della performance, che nascano direttamente per l’ambiente digitale o che in esso trovino un ambito funzionale ed efficace all’esplicitarsi dell’idea artistica. A titolo di esempio: non si tratta di presentare percorsi di lettura o riprese video di testi o spettacoli esistenti o da farsi, bensì di concepire progetti artistici che abbiano nello spazio web il loro habitat ideale, indicando le modalità di fruizione e interazione da parte dello spettatore. Il progetto può anche prevedere la compresenza di una dimensione dal vivo che affianchi quella digitale, che però deve restare prevalente. Le artiste e gli artisti partecipanti dovranno anche specificare se può risultare utile l’eventuale concessione di un periodo di residenza dal vivo, negli spazi gestiti dai partner dell’azione, o durante il periodo di ricerca (per registrazioni di materiali video, o altro), o nel periodo finale di allestimento. In ogni caso, tutti i progetti devono prevedere una restituzione on-line aperta al pubblico, da tenersi nel corso del mese di novembre 2024.

Ciascuna delle 4 proposte vincitrici riceverà un contributo di residenza di 4.500 euro + iva + messa a disposizione dell’alloggio e di uno spazio di lavoro per l’eventuale periodo di residenza in presenza. Il compenso sarà pagato dietro la presentazione di regolare fattura. 

I promotori del presente bando hanno individuato in Marcello Cualbu, Laura Gemini, Anna Maria Monteverdi e Federica Patti, quattro esperti nell’ambito della creazione digitale che, insieme con i curatori del progetto, saranno i tutor degli artisti durante lo sviluppo dei loro progetti.

I lavori vincitori potranno avvalersi anche di altri contributi produttivi forniti da ulteriori soggetti dello spettacolo, ovvero non si richiede loro alcun vincolo di esclusiva per ciò che riguarda la produzione che resta nell’assoluta disponibilità gestionale degli artisti. 

Le artiste e gli artisti interessati a partecipare alla selezione dovranno entrare nel portale www.ilsonar.it e selezionare le pagine relative a bando Residenze Digitali e compilare i campi richiesti dal modulo di partecipazione online. Verranno richiesti loro: 

1) una presentazione dell’artista o della compagnia (massimo 1.000 battute);

2) una descrizione del progetto di Residenza Digitale che si intende realizzare, indicando anche se sono necessari uno o più periodi di residenza dal vivo presso gli spazi gestiti dai partner dell’azione (massimo 2.000 battute);

3) l’indicazione di un partner tecnico (programmatore, webmaster, fornitore di specifico know-how) che supporti le necessità dell’opera;

4) un allegato di tipo non testuale che possa illustrare le modalità di realizzazione on-line previste e/o immaginate (video, audio, pdf, PowerPoint), che potrà essere caricato come allegato o fornito come link esterno.

I materiali sopra descritti dovranno essere caricati online entro le ore dodici (mezzogiorno) di giovedì 22 febbraio 2024.

È possibile che gli organizzatori invitino alcuni degli artisti a un colloquio conoscitivo, da realizzarsi in videoconferenza, nel periodo 25-29 marzo, con i candidati che avranno superato la prima fase della selezione. 

All’atto di invio dei propri materiali, gli artisti e le compagnie accettano implicitamente tutte le norme contenute nel presente bando.Con il presente bando, il Centro di Residenza della Toscana (Armunia – CapoTrave/Kilowatt), in partenariato con l’Associazione Marchigiana Attività Teatrali AMAT, il Centro di Residenza Emilia-Romagna (L’arboreto – Teatro Dimora │ La Corte Ospitale), l’Associazione ZONA K di Milano, Fondazione Piemonte dal Vivo – Lavanderia a VaporeC.U.R.A. – Centro Umbro Residenze Artistiche (La Mama Umbria Umbria International – Gestioni Cinematografiche e Teatrali/ZUT – Centro Teatrale Umbro – Micro Teatro Terra Marique – Indisciplinarte), il Centro di produzione di danza e arti performative Fuorimargine di Cagliari e l’Associazione Quarantasettezeroquattro (In\Visible Cities – Festival urbano multimediale) di Gorizia, vogliono sviluppare un dialogo sempre più ampio e fruttuoso tra spettacolo dal vivo e pensiero creativo applicato allo spazio digitale, esplorando un’opportunità di creazione che apre nuove sfide formali e concettuali, produce contenuti artistici innovativi e affianca le forme consuete di fruizione dello spettacolo dal vivo.

Generazione gLocale – Focus Diritti

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spettacolo multimediale dal vivo con cuffie audio WiFi | durata 50 min.

c/o Liceo Clemente Rebora
Via Beatrice d’Este, 28 – RHO (MILANO)

Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti
Per prenotazioni scrivere a biglietti@zonak.it  


Una scuola.
Un gruppo di adolescenti di Rho.
Una voce in cuffia che guida il Pubblico.

Generazione gLocale è un format di teatro partecipativo che racconta le nuove generazioni superando pregiudizi e stereotipi. Dal 2017 ad oggi ha visto la sua realizzazione in diverse città italiane coinvolgendo adolescenti nel ruolo di Protagonisti.

In questi ultimi mesi, durante i laboratori a Rho, siamo partiti da domande di cui non sapevamo già le risposte. Ci siamo chiesti, per esempio, quali sono i diritti che ci appartengono per davvero. Nel nostro quaderno degli appunti abbiamo iniziato a scriverne alcuni: diritto alla cura, diritto alla scuola, diritto alla ribellione, diritto al futuro…

Così abbiamo adottato storie che parlano di noi, dei luoghi che attraversiamo ogni giorno, di desideri e paure comuni. Abbiamo provato a mettere insieme i pezzi costruendo un racconto multimediale dal vivo interamente realizzato con le nostre voci e le nostre azioni.

E tu, quale diritto vorresti adottare?

produzione ZONA K (Milano), creazione collettiva Classe 4AC del Liceo Rebora di Rho (Milano), con Tommaso Amboldi, Pietro Carabelli Pietro, Elizabeth Colaiemma, Elisa Cozzi, Simone Garavaglia, Giulia Girometta, Beatrice Giudici, Francesca Gorla, Sara Lualdi, Anna Manfredini, Sofia Muliari, Francesca Oropallo, Giulia Ragusa, Martina Ranieri, Elena Sardelli, Martina Trovato, drammaturgia e regia Andrea Ciommiento, assistenza alla regia Leda Peccatori, referente scuola Ylenia Marotta, coordinamento didattico Federica Di Rosa, con il sostegno dell’Otto per Mille della Chiesa Valdese, in collaborazione con Lapsus e Terzo Paesaggio

Open Call per “CON L’ANIMALE”

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NUMERO23PROD. // MASSIMO FURLAN

Con l’animale
Un progetto teatrale di Massimo Furlan & Claire de Ribaupierre

Per il progetto teatrale Con l’animale, gli artisti svizzeri Massimo Furlan & Claire de Ribaupierre sono alla ricerca di racconti, aneddoti e testimonianze di appassionati e praticanti di caccia e pesca, da affiancare a interviste ad antropologi, filosofi e scienziati e a specialisti della fauna selvatica sul tema di queste pratiche.

La loro ricerca artistica pone l’attenzione sulle relazioni tra la natura e i suoi abitanti: chi sono i protagonisti, come interagiscono, come si influenzano a vicenda ed evolvono nello stesso tempo e nello stesso luogo. La raccolta delle testimonianze si trasformerà in un testo teatrale.

Oggi ci accorgiamo sempre più spesso che stiamo trascurando le conoscenze ancestrali, basate su un equilibrio tra ciò che prendiamo dalla natura e ciò che le lasciamo il tempo di ricostituire. Se non conosciamo più l’ambiente, lo stiamo trascurando e se ne prendiamo troppo, lo stiamo distruggendo. Senza la conoscenza dell’intelligenza di ciò che ci circonda, distruggiamo noi stessi.

Si cercano aneddoti, piccoli racconti di giornate di pesca e di caccia. Luoghi, fiumi, laghi, correnti, criteri per trovare i pesci, quale vegetazione, quale altitudine, quale ora del giorno. Boschi, foreste, pianure, montagne, la luce, le tracce, gli odori, la temperatura per il cacciatore. Aspettare la preda, in solitudine e in silenzio. La pazienza. Il rapporto con il tempo. Come accadono le cose piccole, infinitesimali, i microeventi che costituiscono forme di attenzione: la precisione del gesto, l’ascolto, la presenza di segni nell’acqua o nei boschetti, la conoscenza del terreno, la qualità dell’aria, la qualità dell’acqua, la qualità della luce. E poi le abitudini e le traiettorie di pesci e selvaggina: la molteplicità delle specie, il loro comportamento, la loro intelligenza, le loro tecniche.


Gli artisti Massimo Furlan & Claire de Ribaupierre sono disponibili

a incontri in presenze nel periodo 28 novembre – 6 dicembre 2023.

Per informazioni e disponibilità, contattare stagione@zonak.it


Massimo Furlan, regista
Massimo Furlan è nato a Losanna nel 1965 da genitori italiani. Dopo aver studiato alla scuola cantonale d’arte di Losanna, lavora nel suo studio, espone regolarmente i suoi dipinti e disegni in varie gallerie e lavora come scenografo. Nel 2003 ha fondato la compagnia Numero23Prod e ha iniziato a sviluppare lavori teatrali e performativi. All’inizio, il suo lavoro si ispira ai suoi ricordi d’infanzia: parte dalla sua storia personale per poi toccare la memoria collettiva di un’intera generazione. Rivisita modelli, sogni e aneddoti che hanno avuto un impatto particolare su di lui e la cui intensità provoca ancora oggi sorpresa e una certa esultanza. Si tratta di progetti come Gran Canyon Solitude (2003), (storia d’amore) Superman (2004), Palo Alto (2006) e Les filles et les garçons (2007). Nei suoi progetti scenici, invita danzatori e altri performer sul palcoscenico per creare quelle che lui chiama immagini lunghe: scatti in sequenza che ricordano il cinema e l’installazione. Continua questa ricerca con You can speak, you are an animal (2009), Schiller Thriller (2011), Giacomo (2012), Un Jour (2014). Accanto ai suoi progetti teatrali, si dedica anche alla performance art, rimettendo in scena partite mitiche della storia del calcio negli stadi di tutta Europa (dal 2000), correndo sulla pista dell’aeroporto internazionale di Ginevra per il Festival de la Bâtie del 2004 nell’aeroporto internazionale e correndo nel tunnel del Grand Saint-Bernard che collega Svizzera e Italia, per Tunnel nel 2015. Ha inoltre interpretato tutti i concorrenti dell’Eurovision Song Contest del 1973 per il Festival di Avignone nel 2010.

Dal 2008 in poi, con la sua drammaturga Claire de Ribaupierre, inventa protocolli e dispositivi unici per la parola, nell’ambito di progetti come Chanteur plutôt qu’acteur (2008), Les Héros de la pensée (2012-2018), Après la fin, le Congrès (2015), Le Concours européen de la chanson philosophique (2019) che portano in scena pensatori.

Nel 2017 il lavoro si è aperto a una dimensione documentaristica, coinvolgendo attori non professionisti, abitanti dei villaggi dei Paesi Baschi per il progetto Hospitalités nel 2017 e lavoratori migranti per Les Italiens nel 2019. Questo approccio, che solleva la questione di chi è in scena e di chi racconta la storia, continua con progetti come Avec l’animal (2022), Les feux (2023) e Dans la terre (2024), che interrogano i gesti e il saper fare. Un altro aspetto del suo lavoro consiste nel portare gli spettatori di notte su treni, autobus e battelli, alla scoperta di paesaggi urbani o selvaggi, attraverso la contemplazione, la musica e la camminata, come una lunga ripresa cinematografica itinerante: così Girls change places (2004), The Wind in the Wood (2016), Nocturne, (2017), Travelling (2017), Factory (2017), Dans la forêt (2020). Massimo Furlan ha ricevuto il Premio svizzero per il teatro nel 2012 e il suo lavoro è sostenuto da un accordo congiunto tra la Città di Losanna, il Cantone di Vaud e Pro Helvetia, la Fondazione svizzera per la cultura.

Claire de Ribaupierre, drammaturga

Claire de Ribaupierre è nata a Losanna nel 1968, ha studiato letteratura e ha conseguito un dottorato in letteratura contemporanea. Svolge ricerche nei campi dell’antropologia, delle immagini e della letteratura. Ha pubblicato Le roman généalogique. Claude Simon et Georges Perec (2002), e ha curato diverse opere collettive sulla questione del lutto e del fantasma (Le corps évanoui, les images subites, 1999), sulla figura dell’idiota (2004) e sulla questione dell’aneddoto (2007). Nell’ottobre 2012, con il Centre d’art de Neuchâtel, ha pubblicato Les Héros de la pensée, un libro che ripercorre le 26 ore di spettacolo e 11 canzoni filosofiche (2019) per il progetto European Philosophical Song Contest. Dal 2003 lavora alle produzioni di Massimo Furlan, prima come interprete e poi come drammaturga.

È stata collaboratrice scientifica e docente presso l’École cantonale d’art du Valais e la Haute École d’art et de design di Ginevra, e ha organizzato diversi incontri in luoghi d’arte che riuniscono artisti e teorici intorno a un tema specifico (aneddoto, archivio, animale, incidente, eccesso, ecc.). Dal 2008 al 2010 ha lavorato come ricercatrice sostenuta dal Fondo Nazionale Svizzero sulle pratiche artistiche dell’archivio e su un progetto sulle pratiche di improvvisazione con diverse scuole d’arte, teatro e musica. Attualmente insegna metodologia, drammaturgia e antropologia presso La Manufacture – Haute école des arts de la scène, nell’ambito del programma di Bachelor in teatro e danza.

Foto ©far° Nyon2022 – Arya Dil

ZONA K

video installation
free participation
c/o The D!alma – urban creative yard
Via Claudio Monteverdi, 117 – La Spezia


After its debut at Sarzana’s Teatro degli Impavidi in 2022, ZONA K offers in installation form the important work of investigation and involvement of ordinary people carried out with the production We are nothing, we will be everything.

Interviews, footage, and audio that photograph a complex labor today, made up of strong generational gaps, missed expectations, achievements, and the desire to participate. An online archive of the world of work today, starting with the testimonies of the first workers in La Spezia and Sarzana involved and growing for each square the show touches.

An immersive journey into one of the most pressing issues for everyone’s present and future.

a project by ZONA K curated by Fabio Cherstich content and direction of the show of the same name Alessandro Renda editing and visual effect video Francesco Tedde and Alessandro Tedde (Anthropotopia)
The project is produced with the support of Fondazione Compagnia di San Paolo as part of Art Waves Contemporary Culture Productions.

AA.VV.

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RESTITUZIONI DEI PROGETTI SOSTENUTI DAL BANDO DELLE RESIDENZE DIGITALI:
Mara Oscar Cassiani, Malte & Collettivo Ønar, Martin Romeo, Simone Verduci/Ariella Vidach

Per informazioni e acquisto biglietti (3 euro) consultare il sito www.residenzedigitali.it. All’atto dell’acquisto lo spettatore riceverà tutte le informazioni necessarie. 


Si rinnova, per il quarto anno consecutivo, l’appuntamento con la Settimana delle Residenze Digitali, progettualità artistiche sperimentali, che trovano nello spazio digitale il loro habitat ideale.

La settimana si svolgerà dal 22 al 26 novembre e prevede le restituzioni dei progetti selezionati attraverso la quarta edizione del bando delle residenze digitali, un progetto ideato e promosso dal Centro di Residenza della Toscana (ArmuniaCapoTrave/Kilowatt), in partenariato con l’Associazione Marchigiana Attività Teatrali AMAT, il Centro di Residenza Emilia-Romagna (L’arboreto – Teatro DimoraLa Corte Ospitale), l’Associazione ZONA K di Milano, Fondazione Piemonte dal Vivo – Lavanderia a Vapore, a cui si aggiungono quest’anno altre due realtà: C.U.R.A. – Centro Umbro Residenze Artistiche (La Mama Umbria Umbria International – Gestioni Cinematografiche e Teatrali/ZUT – Centro Teatrale Umbro – Micro Teatro Terra Marique – Indisciplinarte) e la Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza.

Il programma della settimana

22 – 26 novembre dalle 16.30 alle 18.00, di CITIZENS di SIMONE VERDUCI / ARIELLA VIDACH, progetto di arte performativa e partecipativa immaginato per lo spazio virtuale che ripercorre la definizione di eterotopia enunciata dal filosofo Michele Foucault, usata per indicare quegli spazi che hanno la particolare caratteristica di essere connessi a tutti gli altri spazi, ma in modo tale da sospendere, neutralizzare o invertire l’insieme dei rapporti che essi stessi designano, riflettono o rispecchiano. Il corpo dello spettatore è il motore di questo attraversamento. Conversazioni in corso, corpi danzanti, la preghiera in una chiesa, la confusione di un mercato affollato, sono solo alcune delle situazioni che gli utenti possono incontrare durante il loro percorso, oltre alla possibilità di interagire tra loro. Le situazioni agite da rappresentazioni virtuali sono le controparti umane. La scelta del percorso influenzerà direttamente l’evolversi degli eventi, la trama e il modo in cui lo spettatore si relazionerà all’esperienza. Le musiche sono di Franco Conte.

Simone Verduci è creative technologist e new media artist. La sua ricerca è incentrata sullo sviluppo e l’applicazione di nuove tecnologie per l’arte e il design, con uno sguardo sempre attento al contemporaneo e alla multidisciplinarietà.
Ariella Vidach si forma a New York negli anni Ottanta, dove ha modo di approfondire il lavoro con i protagonisti della danza postmoderna americana. Torna a Milano nel 1990 e nel 1996 fonda la Compagnia di danza Ariella Vidach – AiEP, con la quale produce performance multimediali che affiancano alla ricerca coreografica l’interesse per il rapporto tra corpo e tecnologia. Nel 2017 AiEP riceve il “Premio Speciale” nei Premi della danza svizzera per la ricerca e l’innovazione del linguaggio.

Giovedì 23 e venerdì 24 è il momento di AI LOVE, GHOSTS AND UNCANNY VALLEYS <3 di MARA OSCAR CASSIANI. Il lavoro può essere fruito in versione online giovedì 23 dalle 11 alle 12.30 e in versione ibrida, online e in presenza alla Lavanderia a Vapore di Collegno (To), venerdì 24/11 dalle 11 alle 12.30 – in presenza replica riservata alle scuole- e dalle 19 alle 20 – durata fra i 10 e i 30 minuti).

Possiamo innamorarci di una Ai (intelligenza artificiale) e poi decidere di lasciarla? Amici virtuali, avatar che posseggono profili Instagram e ci danno consigli, Ai che diventano i partner nella vita affettiva. In molti modi, sembra la relazione perfetta, perché si potrebbe sempre fare affidamento sul compagno di intelligenza artificiale, sempre disponibile a fornire compagnia e comprensione. Mentre aumentano le relazioni reali sparite in preda al ghosting (la scomparsa di qualcuno senza spiegazioni), le relazioni con le Ai crescono. I corpi, che sembrano spesso semi coscienti con un dispositivo in mano, vivono una seconda vita emotiva e reale sulle piattaforme social e Ai. Le Ai colmano i vuoti degli umani che infondono in loro quello che Gilbert Ryle nel 1949 chiamava il Ghost, l’anima nella macchina. Eppure, questo meccanismo di estrema umanizzazione diventa aberrante: quanto più la Ai assomiglia all’umano, tanto più gli utenti sono sconvolti (effetto Uncanny Valley). Il processo di ricerca oscilla tra storytelling di YouTube e momenti di realtà aumentata e si è sviluppato anche nel corso di due residenze: la prima in Lavanderia a Vapore, che ha permesso all’artista di interrogarsi su questi temi incontrando studenti e studentesse del Liceo Curie di Collegno e dell’Università DAMS di Torino, e la seconda presso C.U.R.A. centro umbro residenze artistiche. L’obiettivo è narrare ma anche dare una dimostrazione performativa della coesistenza di un rapporto tra Ai, in forma di avatar virtuali e utenti, e l’impatto sulla presenza corpo e sul nostro comportamento dell’uso dei device come tramite comunicativo. Mara Oscar Cassiani condividerà, inoltre, il processo di ricerca, la sua poetica artistica e l’esperienza di Residenze Digitali, durante la sua permanenza a Torino, il 26 novembre in occasione di onLive Campus, progetto promosso da Piemonte dal Vivo, quest’anno nell’ambito della sesta edizione del TFI Torino Film Industry al Circolo dei lettori. onLive Campus è un contesto in cui dare visibilità alle nuove estetiche e all’impatto delle residenze dedicate alle arti digitali in dialogo con la rete, come conferma la presenza nella stessa giornata di Kamilia Kard, tra i vincitori della precedente edizione di Residenze Digitali, e di MALTE & Collettivo ØNAR, altro progetto selezionato dal bando, sempre il 26 novembre a Torino per Memissima.

Mara Oscar Cassiani è un’artista wifi-based che lavora nel campo della performance, della coreografia, dei linguaggi digitali, del ritual clubbing, esplorati attraverso pratiche performative live, sia offline che online. La sua ricerca è incentrata sulla creazione di un’iconografia contemporanea, in cui le nuove grammatiche e i rituali sono mutuati dal mondo di internet, dalle sottoculture, dagli avatar e dall’immaginario del brutal capitalismo. Il rapporto che intrattiene con il pubblico, in una dimensione allargata – sia live che mediata – viene esplorato, attraverso questi immaginari visivi, in allestimenti performati in luoghi open space o in spazi virtuali open source. La performance risultante diventa un flusso di immagini, un continuo scroll-down tra estratti di cultura avatar, folklore rituale, folklore digitale e di riappropriazione nei confronti del linguaggio capitalista. L’artista ci restituisce così un’istantanea globale, un “fast food visivo” tra kitsch, cruda ritualità e apocalisse.

Giovedì 23, dalle ore 18 alle ore 20 dal vivo presso ZONA K e per un gruppo di 100 iscritti su Telegram, (replica domenica 26 dalle 18,30 alle 20 live da Off Topic di Torino per Memissima e fruibile da un gruppo Telegram di 100 iscritti) TEATROPOSTAGGIO di GIACOMO LILLIÙ. Lo shitposting è la condivisione in una chat o sui social di contenuti volutamente scadenti o fuori contesto, con l’obiettivo di far esplodere qualsiasi possibilità di comunicazione univoca. Strumento principale di questa operazione sono i meme, dunque assemblaggi di immagini, video e testi: una dialettica tra scritto e icona assimilabile a quella tra parola e palco. Ma cosa succede se si utilizza lo shitposting per “schiantare” i paradigmi drammaturgici? Giacomo Lilliù (ideazione e curatela performativa) e Pier Lorenzo Pisano (curatela drammaturgica) hanno selezionato 5 tra i più interessanti creatori di contenuti memetici, e li hanno invitati a creare nuovo materiale insieme a 4 attori professionisti. Per la Settimana delle Residenze Digitali, il percorso di ricerca trova attuazione sull’applicazione di chat Telegram, con una performance in bilico tra dadaismo, oscenità e nichilismo semantico. Gli attori saranno chiamati a condividere piccoli atti situazionisti in foto e video, che fungeranno da base per l’operazione di risignificazione dei memer, che a loro volta ispireranno nuove situazioni agli stessi performer, in un processo di feedback in cui è impossibile arrivare al termine di un qualsiasi pensiero. D’altronde, se lo shitposting serve a far saltare le fila del discorso, nessun discorso può dirsi immune da questa tentazione a deragliare.

Giacomo Lilliù (1992) è regista e attore. Formatosi alla Scuola del Teatro Stabile delle Marche e successivamente alla LAMDA di Londra, dirige e collabora a progetti in Italia, Polonia, Regno Unito. Come attore recita per Marco Baliani, la compagnia belga Ontroerend Goed, Romeo Castellucci. Dal 2014 collabora con la compagnia MALTE, diretta da Sonia Antinori, con la quale dirige e interpreta progetti come Teoria della classe disagiata, adattamento ufficiale dell’omonimo saggio di culto. Nel 2015 crea Collettivo ØNAR, gruppo informale attraverso cui si dedica alla creazione multidisciplinare e intraprende un percorso di ibridazione fra teatrale e digitale, realizzando opere come WOE/Wastage of Events (vincitore Residenze Digitali 2021). Nel 2022 il network Fondo, istituito da Santarcangelo Festival assieme ad altri 13 enti, gli riconosce una fellowship per la sua personale ricerca artistica.

Conclude la programmazione, venerdì 24 a Vicenza, dalle 20 alle 22,30 in 5 turni da 5 persone per volta, durata 30 minuti e sabato 25 nella sua versione online dal teatro virtuale di AMAT dalle 20 alle 22 (sempre 5 turni per 5 persone alla volta)  HUMANVERSE di MARTIN ROMEO. Una ricerca sul post-umano che considera tutti gli attori presenti come parte di un ecosistema: elementi fisici, non fisici, digitali, virtuali e phigital. Il metaverso è parte di questo nuovo ecosistema-mondo con il quale dobbiamo interfacciarci in vista della nascita di una nuova “civiltà”. Humanverse ci porta a riflettere sulla questione antropologica del corpo, in una realtà in cui vengono contrapposti mondi fatti di nuove alleanze tra specie diverse e abitati da esseri permeabili, ibridi e molteplici, come le creature fantastiche inventate da Carrington. Che farcene della nostra materia quando tutto è sempre più immersivo? In un mondo sempre più propenso all’immersività, quali priorità si vuole stabilire? Lo sviluppo di queste tematiche darà vita a elaborati audiovisivi generati con piattaforme AI (MidJourney, OpenAI, ChatGPT) che saranno presentati al fine di instaurare dialoghi e scambi. Lo spettatore potrà accedere a questo ambiente sia da computer che da smartphone tramite un avatar, avrà modo di interagire fisicamente grazie all’impiego di visori Quest 2 messi a disposizione durante le restituzioni pubbliche. Potrà partecipare all’esperienza in tempo reale, vivere all’interno di questo ecosistema e farlo evolvere.

Martin Romeo è un artista multimediale Italiano cresciuto in Argentina, la cui ricerca è rivolta all’arte interattiva, spaziando tra videoinstallazioni e performance di danza. Partecipa a numerosi festival internazionali, tra cui File – Electronic Language International Festival in Brasile e all’ International Sarajevo Winter Festival in Bosnia-Erzegovina. I suoi lavori sono stati esposti al Minsheng Art Museum in Cina, all’ IMRC Center in US, e a varie biennali, tra cui la 54° Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia e la 15° BJCEM in Grecia. Ha creato diversi progetti culturali ed è direttore artistico del Toolkit Festival di Venezia e Screening Festival di Trieste. Insegna all’Università ISIA e all’ Accademia di Belle Arti di Urbino.

Mauro Pescio (IT)

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Tratto da Podcast Io ero il Milanese di Raiplay Sound

Spettacolo teatrale | durata 75 min

c/o Casa Circondariale“Francesco Di Cataldo” San Vittore
Piazza G. Filangieri 2 – Milano

POSTI ESAURITI – LISTA D’ATTESA COMPLETA
Guarda le repliche del 17 e 18 novembre c/o ZONA K


Uno spettacolo nato come podcast dalla penna di un attore-scrittore, Non è la storia di un eroe è la restituzione live del podcast Io ero il Milanese di e con Mauro Pescio. Lo spettacolo è il racconto di un uomo che nella vita ha fatto tante scelte sbagliate, un uomo con cui la sfortuna si è accanita, un uomo che ha toccato il fondo, ma che da quel fondo si è rialzato. La storia di Lorenzo è diventata un podcast, intitolato Io ero il Milanese, prodotto da RaiPlay Sound, diventato un vero e proprio caso nel 2022. Partito in sordina, grazie al passaparola il podcast ha conquistato il pubblico superando i 700 mila ascolti. Ora la storia di Lorenzo S. potrà essere conosciuta dal vivo: lo spazio teatrale è, per antonomasia, lo spazio della rivoluzione, adatto quindi a dare voce alla rivoluzione personale di Lorenzo S. e alla sua storia difficile, dura, ma anche piena di speranza.

di Mauro Pescio e Lorenzo S. con Mauro Pescio e la partecipazione straordinaria del Coro La Nave di San Vittore a cura di Associazione Amici della Nave, Associazione Verso Itaca, ZONA K 

Mauro Pescio, autore radiofonico e teatrale. Dopo essersi diplomato alla Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano si trasferisce a Roma dove fonda una compagnia teatrale con cui lavora per dieci anni. Dal 2012 è autore di “Voi siete qui” per Radio24 e dal 2015 di “Pascal” di Radio2. Per Audible ha scritto “La piena”, prima produzione italiana di Amazon di un podcast teatrale. Dal 2017 collabora con Radio3 per la trasmissione di audiodocumentari “Tre soldi”.

DANAE FESTIVAL
25^ edizione

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Anche quest’anno ZONA K si fa tappa del DANAE FESTIVAL, un progetto di Teatro delle Moire giunto alla 25^ edizione, e accoglie lo spettacolo di

RITA FRONGIA

Étoile & Star – Essere umani molto da vicino

Rita Frongia, drammaturga, attrice, regista, che da molti anni scrive per Claudio Morganti, presenta il dittico Étoile Star, per i quali ha sentito il desiderio di lavorare con uno sguardo coreografico, coinvolgendo due interpreti con una lunga e articolata storia artistica: l’attore Stefano Vercelli che ha lavorato tra gli altri con Jerzy Grotowski e Eugenio Barba e la danzatrice americana Teri Weikel che ha alle spalle una serie di collaborazioni con artisti e artiste di fama internazionale e dal 2002 è insegnante del Metodo Feldenkreis applicato alla danza. 

Dopo una lunga vita sulla scena, quando l’equilibrio del danzatore si fa precario e le ossa sporgono come rami in cerca di luce e non ci sono più virtù e giovinezza da esibire, si va all’osso appunto, si indaga il piccolo, il sottile, l’inenarrabile, si evocano i fantasmi di una vita e si desidera danzare come mai si sarebbe immaginato. È questo il desiderio. Se metti insieme la lunga vita di un artista, più la storia che desidera incarnare (o il fantasma che cerca di evocare), viene fuori una terza storia: il suo umano ritratto. Serve una storia che faccia la grazia di nascondersi, una drammaturgia che rispetti l’intelligenza del pubblico e che non suggerisca chiavi di lettura, serve che l’artista sia presente, che in scena indaghi attimo per attimo tempi e forme, affinché si possa immaginare l’indicibile, vedere l’invisibile. 

Info e Acquisto biglietti ➝ DANAEFESTIVAL.COM

BÜRGERBÜHNE – La scena dei cittadini

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LABORATORIO TEATRALE PERMANENTE
CAPITOLO 2. Alla ricerca della mia storia nella città

Uno spazio aperto ai cittadini di tutte le età. Un laboratorio teatrale per portare in scena storie personali, questioni sociali o culturali urgenti, in un contesto professionale.

Dopo il CAPITOLO 1 “Alla ricerca della pubblica felicità”, ZONA K invita i cittadini ad esplorare la città attraverso la memoria personale, a riscoprire luoghi che sono o sono stati significativi per la propria vita, che hanno segnato un passaggio, una svolta, un cambiamento.

La città cambia, e noi cambiamo con la città. Ma allo stesso tempo le sue strade, i suoi edifici, le sue panchine rappresentano un archivio di ricordi, emozioni, desideri, propositi. Raccontiamola attraverso le nostre esperienze personali e, perché no?, anche attraverso le nostre visioni di un futuro possibile.

“BÜRGERBÜHNE – La scena dei cittadini” si ispira all’omonimo progetto dello Staatsschauspiel di Dresda e intende sviluppare percorsi in cui i partecipanti lavoreranno alla creazione e alla realizzazione di una performance teatrale che verrà inserita nella stagione 2024 di ZONA K. I cittadini trasformeranno le loro istanze in linguaggio artistico per trovare così nuove forme di partecipazione attiva.


Il percorso è suddiviso in due parti.

1. Laboratorio propedeutico di teatro documentario condotto da Nicola di Chio e Miriam Selima Fieno. Un percorso formativo ibrido dove tecniche teatrali, ricerca documentaristica e dimensione digitale convergono, per esplorare le possibilità creative e narrative di un’indagine personale.
c/o Living Moneta* / Associazione Porta Moneta – via Ernesto Teodoro Moneta 56, Milano (quartiere Affori)
6 incontri ogni martedì dalle ore 21.00 alle 23.00 nei giorni 10, 17, 24, 31 ottobre, 7 e 14 novembre

*richiesto il tesseramento annuale € 10,00


2. Laboratorio finalizzato alla creazione e alla messa in scena di una performance teatrale condotto da Federica Di Rosa.
c/o ZONA K – via Spalato 11 Milano (quartiere Isola)
19 incontri dalle ore 20.00 alle ore 22.00 ogni martedì a partire dal 28 novembre 2023

NB: si può partecipare solo al laboratorio c/o Moneta oppure solo al laboratorio c/o ZONA K o, in alternativa, si può decidere di seguire entrambi i laboratori per un totale di 25 incontri.

La partecipazione al primo laboratorio è gratuita*, la partecipazione al secondo laboratorio prevede un piccolo contributo di € 100,00.

Requisiti per partecipare: occorre avere compiuto 18 anni e garantire la presenza per almeno l’80% degli incontri del laboratorio scelto o di tutto il percorso laboratoriale.

Come partecipare: entro il 3 ottobre 2023 invia all’indirizzo organizzazione@zonak.it il tipo di percorso laboratoriale scelto, i tuoi contatti, non più di 10 righe per presentarti e l’indicazione di un luogo della città di Milano che è o è stato importante per te e per quale motivo. Il gruppo di partecipanti sarà formato da un numero massimo di 15 partecipanti a laboratorio che saranno selezionati sulla base del materiale inviato e a seguito di un breve colloquio individuale. 
Nell’individuare i partecipanti, cercheremo di formare un gruppo il più vario possibile, che sia rappresentativo della città. 

Un progetto ZONA K realizzato con il contributo di Fondazione Cariplo in collaborazione con Porta Moneta, Project for People, Stratagemmi Prospettive Teatrali

I KEPLER-452 si raccontano: una parabola tra teatro e realtà

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È da qualche tempo che ci occupiamo di raccontare la realtà, di tentare di portarla in scena, con tutte le resistenze, intuizioni, difficoltà, scoperte, meraviglie che ne conseguono.

Dopo circa dieci anni di questo lavoro pensiamo di non aver elaborato un vero e proprio metodo, perché la realtà e il teatro sono due cose che, messe insieme, è difficile che forniscano due volte circostanze analoghe o anche solo simili. Il cortocircuito tra loro è un’altra realtà, ancora. Irripetibile.

Quando ZONA K ci ha chiesto di tenere una “MasterClass”, abbiamo pensato che, in poche ore, sarebbe stato difficile trasmettere a qualcuno la nostra pratica di lavoro. 

Abbiamo deciso, piuttosto, di ripercorrere insieme questi dieci anni di incontri, tentativi, spettacoli, persone, identità, fallimenti, e raccontarli pubblicamente, nella speranza che questa parabola narrativa tracci qualcosa di simile, se non a un metodo, a una possibilità di teatro.

Una sintesi che offra l’occasione di affacciarsi su un’avventura che possa, forse, far intravedere una strada, un’intuizione nuova, in qualcuno che l’ascolta .

Nicola Borghesi, Enrico Baraldi


La masterclass si svolge il giorno 5 OTTOBRE 2023 dalle ORE 16.00 alle ORE 18.00 presso il Teatro OUT OFF – via Mac Mahon 16 Milano.

La partecipazione è gratuita e avviene attraverso la compilazione di ➝ QUESTO MODULO
Il numero delle/dei partecipanti è limitato.
I posti verranno assegnati in base all’ordine di arrivo dei moduli correttamente compilati. 


Vai allo spettacolo di KEPLER-452 in scena il 4 e 5 ottobre per la stagione 10

DOM- e ANTONIO MORESCO (IT)

Urban walk for 20 participants only | Duration 270 min.

c/o Urban spaces*


“L’uomo che cammina ” (The walking man) is a landscape performance, a walking journey of about four hours for 20 spectators at a time. A figure, shadowy and elusive, strolls through the city. Through her journey, the landscape opens up and hides from the eyes of the audience, which follows at a distance, as if spying, poised between identification and detachment.

Starting from the graphic novel by Jiro Taniguchi, DOM- builds a dramaturgy of spaces to delve deeper and deeper into the tangle of the city, and let the living experience of walking become the pretext for a hand-to-hand with reality. The protagonist of the Milanese remake is the writer and playwright Antonio Moresco. Walking in his footsteps and following his figure from behind, the audience finds itself immersed in a phantasmagorical sequence plan. The spaces follow one another – a square, a station, a cathedral, a swamp, a wasteland, a motel, a swimming pool – and are interwoven with solitary writings and tales of nocturnal journeys.

After the original productions in 2018 and 2019, realised thanks to the collaboration between ZONA K and Danae festival, the project is now also offered in the English version for the international meeting (Un)Common Spaces.

a project by DOM- 
creation, dramaturgy and direction Leonardo Delogu, Valerio Sirna 
with Antonio Moresco 
and with Paola Galassi, Isabella Macchi, Achraf Saiklaroussi 
with the guidance of Sathya Nardelli
and with the participation of the students of ITSOS Albe Steiner
freely inspired by the comic strip of the same name by  Jiro Taniguchi L’uomo che cammina 
sound processing of the text “Camminare da solo di notte di Antonio Moresco” curated by Fabio Zuffanti 
with the voice of Gabriele Portoghese 
in the English version audioguide sound processing Lorenzo Danesin 
English translation of the texts  Richard Courtenay Dixon 
video project by di Studio Azzurro curated by Alberto Danelli, Alexey Demichev, Laura Marcolini, Martina Rosa 
co-production Sardegna Teatro e ZONA K, co-production 2018 and 2019 edition Teatro delle Moire  with the collaboration of Terzo Paesaggio 
thanks for the collaboration Museo del Novecento, Abbazia di Chiaravalle and Pizza 3 Corvetto.

Students of ITSOS Albe Steiner are Johan Boccalini, Alessandro Delbosio, Deva Diminutto Formiconi, Claudia Ghielietti, Aurora Gigliotti, Manuel Giuliano, Eleanna Marseglia, Giada Mura, Sam Nalgrati, Mariangela Valle.


*The starting location will be communicated by text message the day before the performance.
It will be necessary to give ZONA K your mobile phone number.
Comfortable clothing and shoes are recommended.
Walk not appropriate for persons with reduced mobility.

DOM- is a research project born in 2013 from the collaboration between artists Leonardo Delogu and Valerio Sirna. DOM- investigates the language of performing arts, contaminating it with the militant approach of the Environmental Humanities and with the instances and imaginaries of feminist and queer ecologies. The research revolves around the relationship between bodies and territories, investigating the knot of permeability and observing how power, nature, culture and marginality interact in public space. DOM- constructs performance works, walks, gardens, texts, lectures and debates, audiovisual works, workshops, DJ sets and parties. www.casadom.org
Antonio Moresco, Italian writer [Mantua, born 1947]. After completing a difficult apprenticeship of which he gives an account in Lettere a nessuno (1997), critically documenting the difficulty of emerging from the condition of being an underground writer and rejected by the Italian publishing world, in 1993 he published the collection of short stories Clandestinità (Clandestinity), in which the themes that substantiate his work are already present, rendered in a dry and hyperrealist style that increases its dramatic impact: that of loneliness, first and foremost, traversed by a dream dimension as estrangement from the self, which is accompanied by the recurring motif of a harried search for meaning that unravels through oblique and unstable paths. The core of Moresco's oeuvre revolves around the vast work Games of Eternity, written over a period of 35 years, consisting of Gli esordi (1998), Canti del caos (published in two volumes in 2001 and 2003) and Gli increati (2015). His other works include: La cipolla (1995), Lo sbrego (2005), Scritti di viaggio, di combattimento e di sogno (2005), Merda e luce (2007), La lucina (2013), Fiaba d'amore (2014), I randagi (2014), Piccola fiaba un po' da ridere e un po' da piangere (2015), L'addio (2016), Fiabe da Antonio Moresco (2017) and, both in 2018, L'adorazione e la lotta and Il grido.
Founder in 2003 of the blog Indian Nation, in 2005 he created the online and print magazine Il primo amore.

with the patronage and contribution of

10 + 1

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Con il progetto “10 + 1” ZONA K, anche quest’anno, si aggiudica un posto tra i vincitori del Bando “Milano è viva” del Comune di Milano, dedicato alle periferie.

“10 + 1” è l’estensione della nostra programmazione 2023, il prolungamento di un’attività che si spinge oltre i territori sicuri e consueti confermando la messa in atto di pratiche partecipative, di esplorazione di luoghi urbani, di attivazione di comunità e territori. È in quel + 1 che si riassume l’importanza di un allungamento e di un allargamento di vedute che deve necessariamente oltrepassare i confini territoriali e di pubblico per mettere in gioco e verificare la potenza dello spettacolo dal vivo là dove è meno attesa e ricercata. Il palinsesto si articola in eventi, spettacoli e laboratori uniti da un invisibile fil rouge che collega territori, spettatori e partecipanti, e svela la spinta a osare non tanto e non solo nella ricerca artistica, quanto nell’avvicinamento delle persone ai linguaggi nuovi del contemporaneo.

Questo il programma.

22 + 23 settembre 2023 ore 20.00
c/o Magnete

ROGER BERNAT + QUI E ORA (ES/IT)
LA SCELTA
[performance partecipata]

Il pubblico viene chiamato a sperimentare i meccanismi di lavoro di una direzione artistica: visionare, discutere, operare la scelta. Una sfida reale, in cui ci si trova immersi, una finzione che produce effetti sulla realtà della propria città.


30 settembre 2023 ore 10.00 – 22.00
un progetto a cura di ZONA K


AUDIO IBRIDA.

Audio guida creativa alla scoperta degli spazi Ibridi di Milano
[camminata urbana in vari luoghi di Milano]

Una performance urbana guidata dalla voce elettronica di un navigatore personale. Un’audio guida creativa, un gioco che diventa urbano e che attraversa il territorio di Milano alla scoperta degli Spazi Ibridi Socioculturali che lo abitano.


4 + 5 ottobre 2023 ore 20.00
c/o Teatro OUT OFF


KEPLER-452 (IT)
IL CAPITALE. Un libro che ancora non abbiamo letto

[spettacolo]


Lo spettacolo racconta cosa significa trascorrere vent’anni in fabbrica a fare dei pezzi, le differenze tra chi lo ha fatto e chi non lo ha fatto mai, l’estrazione di plusvalore, la chiusura di una fabbrica tra tante, racconta di cosa succede quando un gruppo di operai decide di tentare di fare la storia, di come per qualche tempo le logiche del Capitale vengano estromesse da un perimetro di spazio, quello di uno stabilimento industriale occupato.


14 + 15 ottobre 2023 ore 19.00
c/o Condominio viale Lombardia 65


BÜRGERBÜHNE – LA SCENA DEI CITTADINI (IT)
10+1: alla ricerca della pubblica felicità

10 come i 10 anni di attività teatrale di ZONA K e del suo percorso tra innovazione, attualità, ricerca
10 come il decalogo – tutto da inventare- del “buon cittadino”, tra obbedienza e disobbedienza civile
10 come le tappe per raggiungere la “pubblica felicità”, quella che in senso illuminista coincide col bene pubblico


dal 18 al 21 ottobre 2023 ore 16.00

DOM- (IT)
L’UOMO CHE CAMMINA


Una performance di paesaggio, un viaggio a piedi di circa quattro ore per 20 spettatori e spettatrici alla volta. Una figura, umbratile e sfuggente, per- corre la città passeggiando. Attraverso il suo viaggio il paesaggio si apre e si nasconde agli occhi del pubblico che segue a distanza, come a spiare, in bilico tra identificazione e distacco.

BÜRGERBÜHNE – La scena dei cittadini

BÜRGERBÜHNE – THE CITIZEN’S SCENE

Participatory show | duration 120 min


At condominium of viale Lombardia 65, Milan

Free participation
Obligatory booking on biglietti@zonak.it


10+1. “ Alla ricerca della pubblica felicità” (On the search for the public happiness) is a parcipitatory theatrical performance idealised and realised together with a group of citizens which took part at the BÜRGERBÜHNE theatrical laboratory – La scena dei cittadini (the citizen’s scene)

10 rooms, 10 themes, 10 questions which need to urgently dealt with and told through a performative action in the interior of the condominium on viale Lombardia 65.

The public is suggested to observe and listen but most of all to respond and act. Is it possible to find the collective happiness? And how? Through stories real and imaginary, games and provocations, reality and fiction we move towards the inside of a path which won’t be equivalent for everyone. 

17 citizens- a class representative of the city- make themselves authors and actors to bring to stage, with irony, their point of view of Milan. 

A Zona K project direction and dramaturgy Federica Di Rosa of and with Massimo Amati, Fiorenza Auriemma, Eleonora Bedon, Isabella Fazio, Maria Teresa Gimelli, Paolo Grulla, Fabio Lastella, Ele- na Lerra, Mattia Martini, Cristina Meneguzzo, Sara Pennati, Giovanna Piccardo, Emanuela Sitzia, Irmtraut Tonndorf, Arianna Tuzzolino, Xina Veronese, Alessandro Zemella laboratory conducted by Federica Di Rosa with the support of Leda Peccatori

GO TO THE PERMANENT THEATRICAL LABORATORY 2023

Event inserted in the schedule of

Contributi pubblici

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Anno 2018

Anno 2019

Anno 2020

Anno 2021

Anno 2022

ZONA K for Milano Re-Mapped Summer Festival

On 12 and 13 July, Pirelli HangarBicocca presents the second edition of the Milano Re-Mapped Summer Festival, a multidisciplinary festival devoted to performing arts, music, video, poetry, and other art forms, held in the outdoor spaces and in some of the indoor spaces of the institution.

For this second edition, the program is curated by ZONA KspazioSERRA, and Fritto FM, three curatorial and production groups working in Milan, selected and invited by Pirelli HangarBicocca for their ability to combine meticulous research with a constant interaction with spaces and places that are not typically devoted to culture and art. With their activities, ZONA K, spazioSERRA and Fritto FM have generated new forms of cultural production and consumption within the city, contributing to the creation of interdisciplinary scenarios that overcome urban geographies and reshape the relationship between the centre and the periphery.

Wednesday 12 July, 19:00 – 01:00
ZONA K presents:

19:00 – Moni Wespi
Slowed Landscapes (The Courage to Stand Still)

Visual choreographic installation in three outdoor locations at Pirelli Hangar Biccoca

19:00 – 23:00 (reading room) – Moni Wespi
Moving Portraits | Liquefy – Human Nature

Video installation – 5 video portraits

19:40 – Akira Yoshida
Oroimen
Dance solo

21:00 – Akira Yoshida
Home
Dance solo

20:10 – Francesco Venturi
Urvoice
Solo performance for voice and multi-channel sound system

21:40 – Salvo Lombardo
Outdoor Dance Floor
Performance + Dj/Vj set

Fritto FM closes the evening with a musical programme featuring live sets by Rainy Miller and Train to Eltanin with Giovanni Palmisano.

Thursday 13 July, from 19:00 to 1:00
spazioSERRA presents a programme featuring Mulieris Magazine, Sara Leghissa, Selin Davasse, Gian Marco Porru and La Trape.
Fritto FM concludes with a DJ set by Shannen SP.

Admission free of charge. Booking is recommended and guarantees immediate access. Wednesday 12 and Thursday 13 July, via Chiese 2 Milan
Gates open at 6.30 pm

PAESAGGI CONDIVISI
Sette pièce tra campi e foreste

Paesaggi condivisi is a theatrical journey through fields and forests, seven immersive proposals to provoke an examination of our relationship with the landscape and nature.

What if the landscape were a theatre? What if art did not imitate nature, but rather allowed us to experience it collectively? What is at stake in our relationship with “nature” and its representations, in this era in which climate and resources have made us aware of our fragility and interdependence?


Paesaggi condivisi is an invitation to leave the theatre and spend a day in nature; walking and exploring fields and forests, spectators will discover seven works of art, seven variations on the theme of landscape. Stefan Kaegi, from the Rimini Protokoll collective, and Caroline Barneaud, curator of the Théâtre Vidy-Lausanne, have invited ten European artists to share their visions on our relationship with the territory. Performative and choreographic interventions, sound and multimedia creations and dives into philosophy offer a collective and participatory experience.


Paesaggi condivisi is part of the European project Performing Landscape, which sees the involvement of eight partners from Germany, Austria, France, Italy, Spain, Portugal, Slovenia. Artists, cultural organisers and experts reflect on notions of art, the landscape and the territory. Drawing a visible and invisible map of the European locations involved, they reveal the spaces that the share through the lens of the arts and the sciences. An alternative way to examine and reinvent Europe together. Paesaggi condivisi made its debut on 14 May 2023 in Chalet-à-Gobet with the Théâtre Vidy-Lausanne and has currently been adapted and presented in the various locations involved: Avignon, Berlin, Milan, Ljubljana, St. Pölten, the Girona region and the Lisbon region.


Stefan Kaegi (Rimini Protokoll)  

The Swiss and German director Stefan Kaegi invites the audience to lie down under the trees, to put on headphones, and to listen to a conversation recorded under similar circumstances. An immersion into sound for a shift in perspective.
Conversation with a psychoanalyst, a singer, a curious child, a forest ranger and a meteorologist.


Chiara Bersani e Marco D’Agostin 

Chiara Bersani and Marco D’Agostin are two Italian artists, one with disability and the other not, who have been exploring the notion of “political body” together for the past ten years. 
With a local performer, using bodies and words, the duo will stage a strange picnic in which the landscape will become a space of sharing as much as an inaccessible space.

Sofia Dias e Vítor Roriz  

Portuguese choreographers and performers Sofia Dias and Vítor Roriz have developed a choreographic language that includes text and voice, creating shows, performances, and podcasts as well as installations… For Paesaggi Condivis, the duo has composed a sound and choreographic piece for audio-guide headsets, which simultaneously guides two audience groups through the forest, in a kind of pas de deux or surrealistic ritual, between instructions and daydreams. A personal meditation and a collective experience that interrogates our relationship to what surrounds us.


Begüm Erciyas e Daniel Kötter

Begüm Erciyas is a Turkish-Belgian artist who develops theatrical devices that offer audiences individual and intimate experiences in a collective context.
Daniel Kötter is a director and filmmaker, and has directed a
series of virtual reality documentaries that explore the effects of extraction on landscapes and communities.

Ari Benjamin Meyers 

Ari Benjamin Meyers, an American artist and composer living in Berlin, creates musical pieces for international stages and museums. He is particularly interested in formats that deploy the social and performative issues at stake in music.  He takes advantage of this unique occasion to deploy a piece for an entire territory and an entire afternoon and composes for Paesaggi Condivisi UNLESS, 4 musical and sculptural works for the trees, the ground, the birds and the air, which unfold as the landscape and the day go by with 6 local musicians.

El Conde de Torrefiel

El Conde de Torrefiel is a Spanish collective that creates visual and textual theatre pieces in which theatre, choreography, literature and the visual arts cohabit. For the end of the day and of the route, El Conde de Torrefiel will install the audience in a situation in which they will contemplate a “subtitled” landscape, augmented by an LED screen on which thoughts, questions, perspectives and revelations will unfurl. A collective reading of the landscape which will highlight the imperceptible and some of the fictions that govern our representations of nature.

Émilie Rousset 

French director Emilie Rousset uses documentary research to create theatrical, installative, and filmic forms in which actors embody the collected archives, creating fruitful superpositions between reality and fiction, original and copy. For Paesaggi Condivisi, she met with an agroecology  advocacy officer, a tractor farmer and a bio-acoustician, and recorded their words. Performers and a machine replay these original and several versions, inviting the audience to contemplate, upend, and examine the connections between science, technology, economy and landscape.

PAESAGGI CONDIVISI Sette pièce tra campi e foreste
Duration (estimation) : 7 hours, including breaks Performative land art (theatre, performances, music…)
Concept and curation Caroline Barneaud, Stefan Kaegi (Rimini Protokoll)
With pieces by Chiara Bersani and Marco D’Agostin (Italy), El Conde de Torrefiel (Spain), Sofia Dias and Vítor Roriz (Portugal), Begüm Erciyas and Daniel Kötter (Turkey, Belgium, Germany), Stefan Kaegi (Germany, Switzerland), Ari Benjamin Meyers (USA, Germany), Émilie Rousset (France)
Artistic assistant Giulia Rumasuglia, Magali Tosato
Stage manager Guillaume Zemor 
Production and coordination Isabelle Campiche, Aline Fuchs (Théâtre Vidy-Lausanne)
With the support of the production, technique, communication and administration teams of Théâtre Vidy-Lausanne
Coordination of Performing Landscape Chloé Ferro, Monica Ferrari,  Lara Fischer (Rimini Protokoll)
Production Rimini Apparat (Germany) and Théâtre Vidy-Lausanne (Switzerland)
Coproduction Performing landscape, European consortium: Bunker and Mladi Levi Festival (Slovenia), Culturgest (Portugal), Festival d’Avignon (France), Tangente St. Pölten – Festival für Gegenwartskultur (Austria), Temporada Alta (Spain), ZONA K and Piccolo Teatro di Milano Teatro d’Europa (Italy).

Berliner Festspiele (Germany).

Performing landscape, European consortium: Bunker and Mladi Levi Festival (Slovenia), Culturgest (Portugal), 
Festival d’Avignon (France), Tangente St. Pölten – Festival für Gegenwartskultur (Austria), Temporada Alta (Spain), ZONA K and Piccolo Teatro di Milano Teatro d’Europa (Italy).

Berliner Festspiele (Germany).

pic © Léonard Rossi

With the support of INVR Berlin for the virtual reality headsets.

The concept creation was funded by the Federal Agency for Civic Education (Germany)

The prototype in Lausanne was supported by Jorat natural park, the City of Lausanne, the Competence Centre in Sustainability of the University of Lausanne.

Residenze Digitali 2023

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La quarta edizione del bando delle Residenze Digitali, un progetto ideato e promosso dal Centro di Residenza della Toscana (ArmuniaCapoTrave/Kilowatt), in partenariato con l’Associazione Marchigiana Attività Teatrali AMAT, il Centro di Residenza Emilia-Romagna (L’arboreto – Teatro DimoraLa Corte Ospitale), l’Associazione ZONA K di Milano, Fondazione Piemonte dal Vivo – Lavanderia a Vapore, a cui si aggiungono quest’anno altre due realtà: C.U.R.A. – Centro Umbro Residenze Artistiche (La Mama Umbria Umbria International – Gestioni Cinematografiche e Teatrali/ZUT – Centro Teatrale Umbro – Micro Teatro Terra Marique – Indisciplinarte) e la Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza, seleziona 4 progetti che vengono seguiti per sette mesi dalle strutture partner e dalle tre tutor, Anna Maria Monteverdi, Federica Patti e Laura Gemini.

Al termine del percorso, nel mese di novembre 2023, i progetti avranno un momento di emersione e confronto con i pubblici all’interno de La Settimana delle Residenze DigitalI.

IL BANDO 2023
I PROGETTI SELEZIONATI 2023
LA SETTIMANA DELLE RESIDENZE DIGITALI 2023

I 4 PROGETTI VINCITORI DI RESIDENZE DIGITALI 2023

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Sono stati selezionati i 4 progetti vincitori della quarta edizione del bando delle residenze digitali, un progetto ideato e promosso dal Centro di Residenza della Toscana (ArmuniaCapoTrave/Kilowatt), in partenariato con l’Associazione Marchigiana Attività Teatrali AMAT, il Centro di Residenza Emilia-Romagna (L’arboreto – Teatro DimoraLa Corte Ospitale), l’Associazione ZONA K di Milano, Fondazione Piemonte dal Vivo – Lavanderia a Vapore, a cui si aggiungono quest’anno altre due realtà: C.U.R.A. – Centro Umbro Residenze Artistiche (La Mama Umbria Umbria International – Gestioni Cinematografiche e Teatrali/ZUT – Centro Teatrale Umbro – Micro Teatro Terra Marique – Indisciplinarte) e la Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza.

I progetti selezionati sono: Il Teatropostaggio da un Milione di Dollari di MALTE & Collettivo ØNAR, Ai Love, Ghosts and Uncanny Valleys <3 di Mara Oscar Cassiani, Citizens di Simone Verduci, con la consulenza per il concept coreografico e la regia di Ariella Vidach, Humanverse di Martin Romeo.

I lavori sono stati selezionati da una giuria di rappresentanti dei 9 partner organizzatori e dalle 3 tutor, le studiose Laura Gemini, Anna Maria Monteverdi, Federica Patti.

Ogni compagnia artistica riceverà un contributo di 4000 euro + iva e sarà affiancata, nello sviluppo e nella realizzazione del lavoro, dai partner e dalle tutor. L’esito del processo creativo sarà una prima restituzione in un festival diffuso, sia live che online, che si terrà dal 21 al 26 novembre 2023.

Una residenza artistica digitale è un’occasione di studio, sperimentazione, creazione, per la realizzazione di opere in uno spazio nuovo, quello del digitale, con tutte le implicazioni estetiche, tecniche e relazionali che ne derivano. Si tratta di una possibilità che arricchisce il percorso degli artisti, offrendo nuove prospettive a organizzatori, operatori culturali, e agli stessi spettatori.

“Residenze Digitali è ormai diventato un ponte tra il teatro, la danza e la creazione online. È un ponte ancora fragile, per nulla sorretto dal sistema istituzionale e che fronteggia la diffidenza di una parte consistente del mondo teatrale, ma la rete dei partner non si arrende e, anzi, si rinforza ogni anno, nel portare avanti una proposta che, secondo noi, ha il merito di aprire nuove strade alla creatività, senza nulla togliere ai contesti già esistenti, ma ampliando le possibilità in campo, a favore degli artisti”. Lucia Franchi e Luca Ricci, coordinatori di Residenze Digitali insieme ad Armunia

I PROGETTI SELEZIONATI

IL TEATROPOSTAGGIO DA UN MILIONE DI DOLLARI di MALTE & Collettivo ØNAR

Lo shitposting è la condivisione in chat o sui social di contenuti scadenti o fuori contesto, con l’obiettivo di deragliare il senso del discorso. Tali contenuti sono spesso riconducibili alla sfera memetica, dunque ad assemblaggi di immagini, video e testi: una dialettica tra scritto e icona assimilabile a quella tra parola e palco.
Ma cosa succede se si utilizza lo shitposting per “schiantare” i paradigmi drammaturgici?
Giacomo Lilliù (ideazione e curatela performativa) e Pier Lorenzo Pisano (curatela drammaturgica) hanno selezionato 4 dei più popolari creatori di contenuti memetici sulla base della loro capacità di coniugare immediatezza e complessità. Dal 2023, il gruppo di lavoro partecipa a una serie di incontri mensili, con l’intento di avvicinare la sfera teatrale alle sensibilità dei selezionati e comporre dei materiali testuali da consegnare a 4 attori professionisti in residenza artistica. Il percorso trova attuazione tanto nello spazio fisico del teatro, con showcase aperti al pubblico, quanto nella dimensione virtuale, con sessioni di produzione estemporanea, in cui i memer inizializzano thread di scrittura creativa, arricchiti dai commenti delle loro community; durante queste sessioni gli attori interagiscono tramite tastiera, ma anche storie o reel, ricercando una performatività reagente alla specificità dei social media.
Il materiale raccolto durante il progetto sarà condiviso su un portale web dedicato: un palinsesto ispirato dalla Million Dollar Homepage, mosaico pubblicitario e vero reperto della storia internettiana. Il sito, accessibile in anteprima durante la Settimana delle Residenze Digitali, renderà disponibili testi, video, meme, saggi e interviste: un archivio di questa prima incursione in un territorio ancora in ampia parte vergine.

L’Associazione Culturale MALTE nasce nel 2006 a Imola. Dal 2009 si è trasferita nelle Marche, dove ha realizzato rassegne, produzioni anche site-specific, progetti e laboratori. Tra i progetti recenti: Cronache del bambino anatra di Sonia Antinori, con Maria Ariis e Carla Manzon, regia di Gigi Dall’Aglio, e Nella giungla delle città. L’irruzione del reale, vincitore del bando MiBACT MigrArti Spettacolo 2018, un lavoro con immigrati e migranti che trae ispirazione dall’omonimo testo di Brecht. Collettivo ØNAR è un gruppo informale formato nel 2015 da nove artisti provenienti da settori diversi, tutti nati all’inizio degli anni Novanta. Il collettivo agisce come frangia indipendente all’interno delle attività di MALTE, nel solco di una ricerca articolata fra performance teatrali, produzioni filmiche e videoartistiche, progetti musicali, arti figurative e tecnologie web.

ideazione e curatela performativa Giacomo Lilliù curatela drammaturgica Pier Lorenzo Pisano con i memer Giulio Armeni (www.instagram.com/filosofia_coatta), Matteo Grilli, (www.fb.com/opupazzo), Davide Raggio (www.instagram.com/ravidememe), Daniele Zinni (www.instagram.com/inchiestagram) e quattro attori in via di definizione con il sostegno di Fondo 2022 e Inteatro Residenze con il patrocinio del CIRCe (Centro Interdisciplinare di Ricerca sulla Comunicazione) dell’Università di Torino produzione esecutiva MALTE


AI LOVE, GHOSTS AND UNCANNY VALLEYS <3 di MARA OSCAR CASSIANI

Possiamo innamorarci di una Ai (intelligenza artificiale) e poi decidere di lasciarla? Amici Virtuali, avatar che posseggono profili Instagram e ci danno consigli, Ai che diventano i partner nella vita affettiva. In molti modi, sembra la relazione perfetta, perché si potrebbe sempre fare affidamento sul compagno di intelligenza artificiale, sempre disponibile a fornire compagnia e comprensione. Mentre aumentano le relazioni reali sparite in preda al ghosting (la scomparsa di qualcuno senza spiegazioni), le relazioni con le Ai crescono. I corpi, che sembrano spesso semi coscienti con un dispositivo in mano, vivono una seconda vita emotiva e reale sulle piattaforme social e Ai. Le Ai colmano i vuoti degli umani che infondono in loro quello che Gilbert Ryle nel 1949 chiamava il Ghost, l’anima nella macchina. Eppure, questo meccanismo di estrema umanizzazione diventa aberrante: quanto più la Ai assomiglia all’umano, tanto più gli utenti sono sconvolti (effetto Uncanny Valley). Il processo del progetto oscilla tra storytelling di YouTube e momenti di realtà aumentata. L’obiettivo è narrare ma anche dare una dimostrazione performativa della coesistenza di un rapporto tra Ai, in forma di avatar virtuali e utenti, e l’impatto sulla presenza corpo e sul nostro comportamento dell’uso dei device come tramite comunicativo.

Mara Oscar Cassiani è un’artista wifi-based che lavora nel campo della performance, della coreografia, dei linguaggi digitali, del ritual clubbing, esplorati attraverso pratiche performative live, sia offline che online. La sua ricerca è incentrata sulla creazione di un’iconografia contemporanea, in cui le nuove grammatiche e i rituali sono mutuati dal mondo di internet, dalle sottoculture, dagli avatar e dall’immaginario del brutal capitalismo.Il rapporto che intrattiene con il pubblico, in una dimensione allargata – sia live che mediata – viene esplorato, attraverso questi immaginari visivi, in allestimenti performati in luoghi open space o in spazi virtuali open source. La performance risultante diventa un flusso di immagini, un continuo scroll-down tra estratti di cultura avatar, folklore rituale, folklore digitale e di riappropriazione nei confronti del linguaggio capitalista. L’artista ci restituisce così un’istantanea globale, un “fast food visivo” tra kitsch, cruda ritualità e apocalisse.

di Mara Oscar Cassiani 
performers Ai, Avatars, Utenti in relazioni con Ai, Mara Oscar
dialoghi MOC + Ai 
testi MOC + Ai
assistenti alla tecnica Matteo Ascani


CITIZENS di SIMONE VERDUCI / ARIELLA VIDACH

Citizens è un progetto di arte performativa e partecipativa immaginato per lo spazio virtuale che ripercorre la definizione di eterotopia enunciata dal filosofo Michele Foucault, usata per indicare quegli spazi che hanno la particolare caratteristica di essere connessi a tutti gli altri spazi, ma in modo tale da sospendere, neutralizzare o invertire l’insieme dei rapporti che essi stessi designano, riflettono o rispecchiano. In tale senso il progetto mira ridefinire attraverso tecniche di render e fotogrammetria le città che abitiamo, offrendo ai corpi la possibilità di modificare le relazioni economiche e sociologiche che li determinano.

Il movimento diventa il motore di questo attraversamento. L’ambiente virtuale realizzato si configura sovrapponendo in un solo luogo diverse localizzazioni apparentemente incompatibili (un carcere, una moschea, un giardino, una stazione, un’imbarcazione, un museo), all’interno del quale il fruitore potrà collocarsi e navigare. Grazie all’utilizzo di Plask, un’applicazione che permette di trasformare i corpi in movimento in avatar, sarà possibile per l’utente abitare i nuovi spazi riconfigurati virtualmente con il programma UNITY, dando un contributo personale all’installazione.

Simone Verduci è un creative technologist e new media artist. La sua ricerca è incentrata sullo sviluppo e l’applicazione di nuove tecnologie per l’arte e il design, con uno sguardo sempre attento al contemporaneo e alla multidisciplinarietà. Ariella Vidach si forma a New York negli anni Ottanta, dove ha modo di approfondire il lavoro con i protagonisti della danza postmoderna americana. Torna a Milano nel 1990 e nel 1996 fonda la Compagnia di danza Ariella Vidach – AiEP, con la quale produce performance multimediali che affiancano alla ricerca coreografica l’interesse per il rapporto tra corpo e tecnologia. Nel 2017 AiEP riceve il prestigioso riconoscimento “Premio Speciale” nei Premi della danza svizzera per la ricerca e l’innovazione del linguaggio.

concept e disegno interattivo VR Simone Verduci
modellazione, animazione e programmazione ambienti interattivi VR Simone Assi
disegno sonoro in VR Franco Conte
coreografie interattive in VR Sofia Casprini
tutor per concept coreografico e regia Ariella Vidach
tutor per concept disegno interattivo VR e regia Claudio Prati


HUMANVERSE di MARTIN ROMEO  

Una ricerca sul post-umano che considera tutti gli attori presenti come parte di un ecosistema: elementi fisici, non fisici, digitali, virtuali e phigital. Il metaverso è parte di questo nuovo ecosistema-mondo con il quale dobbiamo interfacciarci in vista della nascita di una nuova “civiltà”.
Humanverse ci porta a riflettere sulla questione antropologica del corpo, in una realtà in cui vengono contrapposti mondi fatti di nuove alleanze tra specie diverse e abitati da esseri permeabili, ibridi e molteplici, come le creature fantastiche inventate da Carrington.

Che farcene della nostra materia quando tutto è sempre più immersivo? In un mondo sempre più propenso all’immersività, quali priorità si vuole stabilire?
Lo sviluppo di queste tematiche darà vita a elaborati audiovisivi generati con piattaforme AI (MidJourney, OpenAI, ChatGPT) che saranno presentati al fine di instaurare dialoghi e scambi. Lo spettatore potrà accedere a questo ambiente sia da computer che da smartphone tramite un avatar, avrà modo di interagire fisicamente grazie all’impiego di visori Quest 2 messi a disposizione durante le restituzioni pubbliche. Potrà partecipare all’esperienza in tempo reale, vivere all’interno di questo ecosistema e farlo evolvere.

Martin Romeo è un artista multimediale Italiano cresciuto in Argentina, la cui ricerca è rivolta all’arte interattiva, spaziando tra videoinstallazioni e performance di danza. Partecipa a numerosi festival internazionali, tra cui File – Electronic Language International Festival in Brasile e all’ International Sarajevo Winter Festival in Bosnia-Erzegovina. I suoi lavori sono stati esposti al Minsheng Art Museum in Cina, all’ IMRC Center in US, e a varie biennali, tra cui la 54° Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia e la 15° BJCEM in Grecia. Ha creato diversi progetti culturali ed è direttore artistico del Toolkit Festival di Venezia e Screening Festival di Trieste. Insegna all’Università ISIA e all’ Accademia di Belle Arti di Urbino.

RESIDENZE DIGITALI 2023

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Il Centro di Residenza della Toscana (Armunia – CapoTrave/Kilowatt), in partenariato con
l’Associazione Marchigiana Attività Teatrali AMAT, il Centro di Residenza Emilia-Romagna
(L’arboreto – Teatro Dimora │ La Corte Ospitale), l’Associazione ZONA K di Milano, Fondazione
Piemonte dal Vivo – Lavanderia a Vapore, C.U.R.A. – Centro Umbro Residenze Artistiche (La
Mama Umbria Umbria International – Gestioni Cinematografiche e Teatrali/ZUT – Centro Teatrale
Umbro – Micro Teatro Terra Marique – Indisciplinarte) e la Fondazione Teatro Comunale Città di
Vicenza lanciano il presente bando per la selezione di n° 4 progetti di Residenza Digitale da
svilupparsi nel corso dell’anno 2023
.

L’intento è quello di stimolare gli artisti delle performing arts all’esplorazione dello spazio digitale,
come ulteriore o diversa declinazione della loro ricerca autoriale.
Dovrà trattarsi di progettualità artistiche legate ai linguaggi della scena contemporanea e della
performance, che nascano direttamente per l’ambiente digitale o che in esso trovino un ambito
funzionale ed efficace all’esplicitarsi dell’idea artistica. A titolo di esempio: non si tratta di presentare
percorsi di lettura o riprese video di testi o spettacoli esistenti o da farsi, bensì di concepire progetti
artistici che abbiano nello spazio web il loro habitat ideale, indicandone anche le modalità di fruizione
e interazione da parte dello spettatore, che può anche prevedere la compresenza di una dimensione
dal vivo, che affianchi quella digitale, che però deve restare prevalente. Gli artisti partecipanti
dovranno anche specificare se può risultare utile l’eventuale concessione di un periodo di residenza
dal vivo, negli spazi gestiti dai partner dell’azione, o durante il periodo di ricerca (per registrazioni di
materiali video, o altro), o nel periodo finale di allestimento. In ogni caso, tutti i progetti devono
prevedere una restituzione on-line aperta al pubblico, da tenersi nel corso del mese di
novembre 2023.


Ciascuna delle 4 proposte vincitrici riceverà un contributo di residenza di 4.000 euro + iva +
messa a disposizione dell’alloggio e di uno spazio di lavoro per l’eventuale periodo di
residenza in presenza
. Il compenso sarà pagato dietro la presentazione di regolare fattura.


I promotori del presente bando hanno individuato in Laura Gemini, Anna Maria Monteverdi e
Federica Patti tre esperte nell’ambito della creazione digitale che saranno le tutor degli artisti durante
lo sviluppo dei loro progetti: ciascuna di loro seguirà specificamente 2 dei 4 progetti vincitori.


Con il presente bando, il Centro di Residenza della Toscana (Armunia – CapoTrave/Kilowatt),
l’Associazione Marchigiana Attività Teatrali AMAT, il Centro di Residenza Emilia-Romagna
(L’arboreto – Teatro Dimora │ La Corte Ospitale), l’Associazione ZONA K di Milano, Fondazione
Piemonte dal Vivo – Lavanderia a Vapore, C.U.R.A. – Centro Umbro Residenze Artistiche (La
Mama Umbria Umbria International – Gestioni Cinematografiche e Teatrali/ZUT – Centro Teatrale
Umbro – Micro Teatro Terra Marique – Indisciplinarte) e la Fondazione Teatro Comunale Città di
Vicenza vogliono sviluppare un dialogo sempre più ampio e fruttuoso tra spettacolo dal vivo e
pensiero creativo applicato allo spazio digitale, esplorando un’opportunità di creazione che apre
nuove sfide formali e concettuali, produce contenuti artistici innovativi e affianca le forme consuete
di fruizione dello spettacolo dal vivo.

Mobile Akademie Berlin (DE)

MILAN AND THE UNPREDICTABLE

performance
c/o La Pelota Jai Alai, via Palermo 10, Milan (MM2 Moscova)


Free entrance subject to availability.
RESERVATION RECOMMENDED, on Eventbrite


The performance will take place from 5 p.m. to 8.30 p.m.
from 16.00 it is possible to join at any time until the end of the performance


The city has restarted. It is moving. It looks ahead. She has to do, to move forward, to plan, to take care of others and herself. It is always her: progressive, generous, activist, entrepreneurial, international, obnoxious, snobbish, exaggerated. The city regenerates and consumes, operates from below and builds high, dismantles crime and tradition. It is finance and real estate speculation. It is branding. Bike lanes, culture, ethical food, new neighborhoods, housing prices up 40 percent, uninhabitable public housing, 700,000 cars coming in every day, ever-increasing commuters, off-market student beds. A washing machine that centrifuges its inhabitants. It attracts them, welcomes them and after 15 years spits out 60 percent of them. But the city is a complex system. If, in physics, a complex system is defined as a whole that acts and evolves according to a logic that cannot be reduced to the sum of its parts, Milan must be seen in its molecular tangle composed of multiple elements: physical, social, economic, cultural, human, all closely connected and intertwined. A complex system. A complex organization that is self-determining and determines an evolution of individual and collective choices.

Conceived by Hannah Hurtzig and presented for the first time in 2004, The Market for Useful Knowledge and Non-Knowledge was rappresented 34 times in the countries Germany, Poland, Turkey, Latvia, France, Israel, Finland, Colombia; Great Britain and many others. 

It is an artistic event, a wide-ranging participatory performance, a place for the exchange, observation and production of knowledge that combines the intimacy of the tête-à-tête with the spectacularity of the theatrical installation, creating a multidisciplinary, multidimensional and hallucinatory space of knowledge, evoking what Milan is and could become.

In a large space called the Arena with the atmosphere of a reading room and market noise, experts are called upon to offer some of their knowledge – obvious, irreverent, unexpected and surprising – in 30 minutes of one-to-one conversation with the audience. Their knowledge provides an encyclopaedic insight into the selected topic. These are urgent topics of urban and universal interest, different for each venue.

When entering, the audience is given an encyclopaedia, a guide to the event that is useful for understanding the subject matter and expert knowledge. Yet, the encyclopaedia – faced with the wild taxonomy of cultural, artistic, scientific, practical and common-sense areas of knowledge, disciplinary and non-disciplinary, recognised and clandestine – always fails in its task of guidance.

It is in front of a Check-in – manned by uniformed hosts and hostesses, the administrative stage and bureaucratic heart of the evening’s organisation – that the public queues up to book a dialogue for the symbolic sum of 1€. This is not a market organised according to the principle of rational choice, but rather a roulette: customers queue to book a dialogue, but 60% of them are persuaded by the salesman to book something or someone else. If the customer is not satisfied with his purchase, he can turn to a Complaints and Grievances Desk to express his disappointment. These moments of bureaucratic efficiency (or Kafkaesque bureaucracy) offer further moments of involvement and absurdity.

The one-to-one conversations are simultaneously observed by the audience sitting on the bleachers around the Arena, who can tune in to one of the Market Radio channels to hear what is being said. A multiple-choice experience is created, in which each spectator chooses whether to participate or observe or do both.

The Knowledge and Non-Knowledge Market is an interactive installation space for learning and unlearning. Here knowledge and non-knowledge are staged and in play. One will witness a proliferation of speech acts, punctuated to the rhythm of administrative time. All possibilities are open to what is said and heard, as long as three simple rules are observed: Arrive at the table on time! Wait for the gong, the conversation starts with the gong! The expert has the first word! You have 30 minutes.

The Market of Knowledge and Non-Knowledge transforms the performative nature of all social interaction into captivating theatre. A strongly desired project that marks the arrival and restart of ZONA K’s 10 years, the synthesis of a will and a vision of our building out-of-format participatory theatre projects.


HOW TO PARTICIPATE

  1. Access and booking of conversations with expert(s) from 4 p.m. onwards.
    The cost of each conversation (duration 30 minutes) is €1.
    .
    CHECK-IN
    Booking from 16.00: ROUND 1A 17.00>17.30 | ROUND 1B 17.35>18.05
    Booking from 17.00: ROUND 2A 18.15>18.45 | ROUND 2B 18.50>19.20
    Booking from 18.00: ROUND 3A 19.30>20.00 | ROUND 3B 20.05>20.35
    .
  2. It is possible to follow some of the conversations on the RADIO DEL MERCATO channels.
    Headphones are available at the entrance in exchange for an ID card.
    LANGUAGES
    .
    Conversations in Italian, English, French, Arabic, Spanish, Tunisian dialect, Chinese, Romanian, LIS.
    For more information on the project www.mobileakademie-berlin.com | www.zonak.it

EXPERTS

Pietro Bagnoli, Architect; Jada Bai, Professor of Chinese culture and cultural mediator; Yraida Bailon, Caregiver; Christine Ballarin, Head Of Planning And Valorisation Of The Hydro Resources Of The Municipality Of Milan; Gianni Barbacetto, Journalist and writer; Carlo Berizzi, Associate professor of Architectural And Urban Composition – University Of Pavia; Ales Bonaccorsi, Creative director National Museum Of Science And Technology “Leonardo Da Vinci”; Paola Bonini, Expert in digital media, activist of “Sai che puoi”; Lucia Borso and Teresa De Martin, Co-founders of “So.De – Social Delivery”; Gabriella Bottini, Neurologist, neuropsychologist, ordinary professor of Psychophysiology; Rabii Brahim e Anna Serlenga, Co-founders of “Corps Citoyen”; Marco Caccianiga, Botanic; Ilenya Camozzi, Cultural sociologist; Davide Carnevali, Dramaturg and theater author; Ivan Carozzi, Journalist and writer; Anna Casali, Real estate consultant; Arianna Censi, Councillor to the Mobility of the Municipality of Milan; Fabio Cherstich, Director and set designer; Michele Ifigenia Colturi, Choreographer and guest Airbnb; Mimmo Cosenza, Expert on AI; Edoardo Croci, Professor at Bocconi University and director of the Sustainable Urban Regeneration Lab; Tobia D’Onofrio, Cultural agitator, music and controculture enthusiast, journalist; Marianna D’Ovidio, Urban sociologist; Giovanni Damiani, Architect; Danilo De Biasio, Journalist and director of  “Fondazione Diritti Umani”; Elio De Capitani, Actor, director and artistic co-director of “Teatro dell’Elfo”; Nicola Del Corno, Associate professor of  History of Political Thought; Andrea Di Mario, Headmaster; Alberto “Abo” Di Monte, Social and geographical agitator, librarian, author; Linda Di Pietro, Cultural manager; Jacopo M. DustyEye, Time traveller; Progetto Giovani dell’Istituto dei Istituto Nazionale dei Tumori di Milano; Giordana Ferri, Architect; Francesco Floris, Journalist; Silvio Garattini, Founder and president of the “Istituto di Ricerche Farmacologiche – IRCCS Mario Negri” (Farmalogical Research Insitute); Elena Gianni, Architect, “Mutuo Soccorso” member; Sandro Greblo, Bicycle delivery man and author; Igor Guida, Scientific director for “Stripes Digitus Lab” at MIND Milano Innovation District; Cecilia Guida, Art curator and critic; Eiman Hussein Adam, Activist; Isabella Inti, Urban Architect – landscape technician; Michel Koffi Fadonougbo, Griot and activist; Alessandra Kustermann, Gynecologist and “SVS Donna Aiuta Donna” President; Chiara Lainati, Anthropologist and founding member of “Super”; Federico Leoni, Philosopher; Claudio Longhi, Director of “Piccolo Teatro di Milano”; Alessandro Maniaci, Lawyer and ASL interpreter; Alina Marazzi, Director; Gabriele Antonio Mariani, Engineer and architect; Michele Masneri, Journalist; Marco Minoja, General director “Fondazione Scuole Civiche Milano”; Liliana Moro, Artist; Azzurra Muzzonigro, Independent researcher, “Association Sex and the City” co-founder; Giacomo Negri, Activist and inhabitant of the neighborhood; Bertram Niessen, Researcher, design engineer, professor, author and advisor, “cheFare” president; Maurizio Orlandella, Consultative gynecologist; Caterina Orsenigo, Journalist and writer; Giovanni Padula, Urban economist, specialist in the creative and cultural sectors; Giacomo Papi, Writer, journalist and television author; Federico Parolotto, Transport planner; Diego Piemontese, Theater director, activist, stand-up comedian; Paolo Pileri, Professor of urban planning and design at the Politecnico di Milano; Milena Piscozzo, ICC Head teacher and writer; Plata, Artist and rapper; Carlo Polidori, Zoologist; Oliviero Ponte di Pino, Curator of the “Bookcity Milano” programme; Ulisse Romanò | Demetra, Biologist, actor and drag queen; David Röttgen, Environmental lawyer; Gianluca Ruggieri, Environmental engineer; Giovanni Scirocco, Professor of contemporary history, Università degli Studi di Bergamo; Rahel Sereke, Urban planner, politician, activist; Davide Steccanella, Lawyer and essayist; Sonia Stefanizzi, Ordinary professor of Sociology and director of the Department of Sociology and Social Research at the Università Degli Studi di Milano – Bicocca; Gregorio Taccola, Doctor of research in history; Luciana Tavernini, Historian and writer; Alberto Tavolaro, Student and institute representative of the “Liceo Carducci” di Milano; Jacopo Tondelli, Journalist and writer, founder of “Gli Stati Generali”; Lucia Tozzi, Journalist and independent scholar; Alberto Vailati, Physicist and professor of Physics of Matter at Università degli Studi di Milano; Franco Vaio, Physicist and author; Fulvio Vanacore, Artist and tarologist; Serena Vitucci, Activist; Sara Zambotti, Radio presenter and university professor; Cino Zucchi, Architect

research and dramaturgy Federica Di Rosa, Valentina Kastlunger e Valentina Picariello
with the collaboration of Silvia Rigon e Eliana Rotella
and the contribution of Renata Viola
with the participation of Federica Bruscaglioni, Valeria Casentini, Gabriele De Risi, Leo Djavidnia, Anna Doneda, Philippe Hochleichter, Fabio Lastella, Nicole Lentin, Sathya Nardelli, Silvia Orlandi, Elena Pagallo, Leda Peccatori, Lorenzo Piccolo, Silvia Rigon, Eliana Rotella
production manager Luca De Marinis
organisation and production Federica Bruscaglioni e Leda Peccatori
set design Marco Muzzolon e Marianna Cavallotti
head of beauty and costume design Christian Fritzenwanker
make up & styling Elizabeth Fogel
communication Silvia Orlandi
graphics Leonardo Mazzi – Neo Studio
press office Renata Viola
administration and fund raising Valeria Casentini
licenser Hannah Hurtzig e Mobile Akademie Berlin
licensee ZONA K Milano
a project by Mobile Akademie Berlin
produced by ZONA K Milano
with the support of MIC and Fondazione Cariplo

Mauro Pescio (IT)

IT’S NOT A HERO’S STORY

Theatrical show | duration 75 min

at ZONA K


A show born as a podcast from the pen of an actor-writer, Non è la storia di un eroe is the return of the podcast Io ero il Milanese of and with Mauro Pescio. The show is the telling of a man which in life has made many wrong choices, a man which unluckiness has gotten fierce to, a man who’s touched the bottom, but from which he risen back. Lorenzo’s story became a podcast, titled Io ero il Milanese, produced by RaiPlay Sound, become a real and true case in 2022. It took off quietly, and thanks to word of mouth it conquered the public, overtaking 700 thousand plays. Now Lorenzo S.’s story can be known live: theatre space is, per antonomasia, the space of the revolution, hence suitable to give voice to the personal revolution of Lorenzo S. And his past, difficult, tough, but also full of hope.

of Mauro Pescio e Lorenzo S. with Mauro Pescio and the special participation of Coro Amici della Nave di San Vittore under the cure of Associazione Amici della Nave, Associazione Verso Itaca, ZONA K 

Mauro Pescio, radio and theatrical author. After graduating from Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano he moves to Rome where he founds a theatre company with which he works for ten years. From 2012 he is author of “Voi siete qui” for Radio24 and from 2015 Radio 2’s “Pascal”. He has written “La piena” for Audible, Amazon’s first Italian production on a theatre podcast. Since 2015 he collaborates with Radio3 for the transmission of audiodocumentaris “Tre Soldi” (A few bucks).

Sergi Casero Nieto (ES)

THE PACT OF FORGETFULNESS

Performance in the Spanish language with subtitles in Italian | duration 55 min

On Friday, Nov. 10, at the end of the performance, there will be a meeting open for the audience with Sergi Casero and Angelo Miotto (journalist and co-director of Q Code Magazine) and Maddalena Giovannelli of Stratagemmi Prospettive Teatrali

At ZONA K, via Spalato 11


“Why to I barely know my grandma’s past?”

El Pacto del Olvido is a theatrical monologue which looks into the historic silence on the civil war and Francisco Franco’s reign in Spain, on his intergenerational transmission and the effects he has had on those who were born after the dictatorship.

The performance combines personal experiences, historical stories and documents collected during the research Casero conducted around the “Il Patto dell’oblio” affair, a Spanish amnesty law which passed soon after the the dictators Francisco Franco’s death in 1975 which impedes the investigation on the crimes committed during the 40 years of rule. In the monologue Casero tries to rebuild an incomplete national historiography through the recounts of the grandma who witnessed the civil war. It deals however with a fragmented narration, fruit of an auto-censorship at this point internalised at transgenerational level. This performative work is born from the reflection which, to confront Spain’s recent political violence, it is necessary to reveal the habits of domestic oppression on which oblivion has been woven into generation after generation, idem for the aftermath which this historic omission has produced in the successive descendents of families such as Casero’s.

Autofiction and historical analysis go hand in hand in this memory exercise which, through the language of light, examines the surroundings of the collective silence, inviting the spectator to explore the empty gaps of memory in which decades of furtively repressed decades of pain are insinuated. With the intention of intimately toning down the trauma provoked by the official speech which talks about winners and wins as collectives with no personal background, Casera investigates the varying generational behaviours respecting the institutionalised amnesia, incarnated in their relatives.

Until what point can silence push itself before becoming oblivion?

Ideation and direction Sergi Casero Nieto author Testo di Sergi Casero Nieto with citations and fragments of Jorge Luís Borges, Federico García Lorca, text of memory of Clara Valverde interpreted by Sergi Casero Nieto assistant to the dramaturgy Mónica Molins Duran assistance Elsa Casanova Sempé English translation Vincent Sanchís Puerto Italian translation Sofia Breschiane scenography, stage and stage objects Sergi Casero light design Sergi Casero with the supervision and help of Mifuel Angel Ruz Velasco costumes Sara Clemente graphic design Sergi Casero distribution Domenico Garogalo production Centrale Fies / Live Works residence Centro de Residencias Matadero Madrid

Sergi Casero Nieto (Barcelona, 1991) His work occurs at the intersection between design, action and research. In his work he explores the use of performance as an instrument to represent the results of research, paying particular attention to the projection of scenographic techniques. The historical information becomes physically present in his work, delving deeper into counter-narrations such as the oral testimonies or the collective memory, putting into discussion the hegemonic narrations through the presentation of multiple past perspectives. His work has been presented, amongst the other European institutions, at the Veem House for Performance (Amsterdam), at the Het Nieuwe Instituut (Rotterdam), at the Van Abbe Museum (Eindhoven), at the Arts Santa Mònica (Barcellona) and at the Centrale Fies (Dro, Italia).

Photos by Roberta Segata

Anagoor (IT)

Sorry, this entry is only available in Italian.

proiezione con live set elettronico | durata 50/70 min

c/o Teatro Out Off, via Mac Mahon 16

A fine replica si terrà l’incontro con la compagnia e la giornalista Ira Rubini (Radio Popolare Milano).


Un Grand Tour nelle zone buie del cosmo, lì dove scaturiscono insieme la tenebra e le sofferenze delle generazioni, il rapporto dell’uomo con la natura, con l’eros, con i compagni animali, con il tempo e con la tecnica, con l’assoluto: l’impossibile. Sotto il nome del demone che tentò Faust, Mephistopheles, Anagoor raduna il materiale video raccolto tra il 2012 e il 2020 in un unico viaggio per immagini attraverso le lacrime del mondo, musicato in un live set elettronico da Mauro Martinuz. La materia cinematografica di spettacoli teatrali come Lingua Imperii, Virgilio Brucia, Socrate il sopravvissuto, Faust, Orestea, è composta da immagini profeticamente raccolte nei musei e nei templi, nelle case di cura per anziani e negli allevamenti intensivi, tra macellai, pastori e pellegrini, in India, in Iran, ad Olimpia, sulla ferita campagna veneta e sul Vesuvio. L’enorme quantità di materiale inedito trova nuova composizione in questo volo e caduta in forma di concerto cum figuris. Un concerto per immagini sul mondo, l’umano e l’animale, la violenza contro i corpi e il profitto in un’opera che ben mostra la visione estetica e politica della compagnia. Un’opera-film dove l’immagine che scorre trova il suo movimento nel suono live di Mauro Martinuz per condurci in un contemporaneo fuori dal tempo: quello dei corpi e della loro devastazione, dei soprusi di un capitalismo sempre più accelerato che nega le stagioni, il paesaggio e i sentimenti. Uomo contro natura ma anche uomo contro uomo. Mephistopheles eine Grand Tour è un film “mondo”, un gesto politico di consapevolezza.

scritto e diretto da Simone Derai musica e live set Mauro Martinuz montaggio Simone Derai fotografia Giulio Favotto assistente alla regia Marco Menegoni riprese Giulio Favotto, Simone Derai, Marco Menegoni coordinamento organizzativo Annalisa Grisi management e promozione Michele Mele produzione esecutiva Centrale Fies / Laura Rizzo, Stefania Santoni produzione Anagoor 2020 coproduzione Kunstfest Weimar*, Theater an der Ruhr**, Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee / Museo Madre***, Centrale Fies, Operaestate Festival Veneto in collaborazione con Fondazione Campania dei Festival – Napoli Teatro Festival Italia, Villa Parco Bolasco – Università di Padova

*supportato dal Ministero dell’Ambiente, Energia e Protezione della Natura della Turingia;

**supportato dal Ministero della Cultura e della Scienza della Renania Settentrionale – Vestfalia;
*** finanziata da POC Regione Campania 2014-2020.

Vai a ECOGLA XI Un omaggio presuntuoso alla grande ombra di Andrea Zanzotto

La compagnia Anagoor è fondata da Simone Derai e Paola Dallan a Castelfranco Veneto nel 2000, configurandosi fin da subito come un esperimento di collettività. Oggi alla direzione di Simone Derai e Marco Menegoni si affiancano le presenze costanti di Patrizia Vercesi, Mauro Martinuz e Giulio Favotto, Monica Tonietto, Gayané Movsisyan, Massimo Simonetto mentre continuano a unirsi artisti e professionisti che ne arricchiscono il percorso e ne rimarcano la natura di collettivo. Il teatro di Anagoor risponde a un’estetica iconica che precipita in diversi formati finali dove performing art, filosofia, letteratura e scena ipermediale entrano in dialogo, pretendendo tuttavia, con forza e in virtù della natura di quest’arte, di rimanere teatro. Dal 2008 Anagoor ha la sua sede nella campagna trevigiana, presso La Conigliera, allevamento cunicolo convertito in atelier e dal 2010 fa parte del progetto Fies Factory di Centrale Fies – art work space. Michele Mele e Annalisa Grisi completano il team seguendo management e curatela del progetto artistico.

Anagoor (IT)

Sorry, this entry is only available in Italian.

un omaggio presuntuoso alla grande ombra di Andrea Zanzotto

spettacolo teatrale | durata 80 min

c/o Teatro Out Off, via Mac Mahon 16


Anagoor ha sede a Castelfranco Veneto e ha un atelier operativo nella campagna trevigiana in un ex allevamento di conigli trasformato in teatro. Da sempre ha a cuore la relazione che intercorre tra politica, lingua, ambiente naturale e paesaggio: lo fa convocando sulla scena linguaggi diversi, una babele delle arti (da quelle visive alla poesia) nello sforzo di dire il reale e le sue fratture. Anagoor -pur non citandolo mai esplicitamente -ha da tempo fatto propria la lezione di Zanzotto. Molte le analogie che legano il gruppo di Castelfranco al poeta di Pieve di Soligo: la scelta radicale di osservare la storia dalla periferia senza che questa posizione implichi chiusura e arroccamento, la relazione complessa con la tradizione e con il canone che determina un’inattualità ostinata, la sofferenza per la devastazione, la tenacia nel rinnovare la fiamma di arti solo apparentemente inascoltate.

Il titolo di questo lavoro allude alla raccolta di versi IX Ecloghe che Andrea Zanzotto pubblicò nel 1962. Il poeta sceglieva per umiltà di stare un passo indietro al luminoso Virgilio e alle dieci ecloghe delle Bucoliche. Ultra moderno e antichissimo a un tempo, Zanzotto sa bene che la letteratura è come un coro di voci di morti. L’ultra modernità da antichissimo che connota Zanzotto non è tuttavia un dato puramente letterario, e la sovrimpressione delle bucoliche al proprio paesaggio, al proprio linguaggio, non è mai piana memoria letteraria, bensì̀ percezione di una irrimediabile frattura tra chi è ormai “versato nel duemila” e quel mondo perduto. Zanzotto capta e illumina l’inferno dentro il quale siamo calati eppure ostinatamente regge il fuoco di una speranza bambina. Il poeta del paesaggio, attraverso la visione della devastazione del paesaggio e la crisi del paesaggio interiore, della psiche e della lingua, afferra e connette le cause e gli effetti di un dolore che rende muti, ergendosi presto come forza civile e storica e persino metafisica. L’intera opera di Zanzotto, come una nuova ecloga, oltre le dieci di Virgilio, parla con la voce futura della profezia e rinnova la visione di un bambino che verrà.

testi Andrea Zanzotto con Leda Kreider e Marco Menegoni musiche e sound design Mauro Martinuz drammaturgia Simone Derai, Lisa Gasparotto regia, scene, luci Simone Derai voce del recitativo veneziano Luca Altavilla la scena ospita un’evocazione dell’opera Wood #12 A Z per gentile concessione di Francesco De Grandi Realizzazioni Luisa Fabris immagine promozionale realizzata da Giacomo Carmagnola management e distribuzione Michele Mele produzione Anagoor 2022 coproduzione Centrale Fies, Fondazione Teatro Donizetti Bergamo, ERT / Teatro Nazionale,TPE – Teatro Piemonte Europa / Festival delle Colline Torinesi, Operaestate Festival Veneto

Vai a MEPHISTOPHELES di Anagoor

Foto Giulio Favotto

ZONA K (IT)

WE ARE NOTHING WE WILL BE EVERYTHING
Participatory theatre play
At Cittadella Dei Giovani
Viale Giuseppe Garibaldi, 7, 11100 Aosta AO

info and bookings: 016535971 – info@cittadelladeigiovani.it


Does work really define who we are?
How well does it meet our expectations?
How much weight does it bear on our lives and on the choices we make?

A participatory performance on working men and women, a choir of instances and inquiries.

A public call, tens of workers which respond and a chorus. The “work” like fil rouge. Work as an aspiration, a forced choice, a source of sustenance, but most of all as a motor which derails trajectories, defines self esteem and personal beliefs, and which determines where and who with we spend most of or time. But does work truly define who we really are? How well does it meet out expectations? How much weight does it bare on our life and the choices we make? Does comprehending happiness or individual dissatisfactions help us evaluate collective wellbeing? The concatenation of stories becomes an investigative instrument to transform the collective experience into a shared narration, a hymn thought as a total art piece to re-hug a communities wish, and, through theatre, find new forms of representing reality. 

a ZONA K project, direction Alessandro Renda, scenic implant Fabio Cherstich, testo Riccardo Spagnulo, con Matteo Gatta. Alessandra Renda, i cittadini and the coro di Aosta, production ZONA K co-porduction Teatro delle Albe


The project is realised with the support of the Fondazione Compagnia di San Paolo in the scope of Art Waves Produzioni of contemporary culture and with the support of Fondazione Cariplo and the Comune di Milano
Alessandro Renda is an actor of the Teatro delle Albe di Ravenna and from 2001 he is a “guide” in the laboratories of the “non-scuola”, pratica teatral-pedagogica antiaccademica delle Albe, with different experiences in Italy and abroad.

Photos Alessandro Renda

Kepler-452 (IT)

CAPITAL. A book that we haven’t read yet

Theartre Show | duration 100 min

At Teatro Out Off, via Mac Mahon 16

Once the play has finished on Wednesday 4th October the meeting with the company and Prof. Vittorio Morfino (ordinary Professor of the History of Philosophy at University Milano-Bicocca) will be held.
Moderated by Ira Rubini (Radio Popolare Milano)


A theatre company that decides to play “Il Capitale” (Capital) by Karl Marx. It decides this because, after the end of the first lockdown, it feels the urge to listen to in the immediate successive stage, would lose their position of employment. Nicola and Enrico hence decide to cruise around Italy at the research of those places in which the pages of Marx became people, locations, events. One day they end up in a factory, the GKN of Campi Bisenzio, which has just closed. One morning of the 2021 summer, the 9th to be precise, the 422 employees which worked there received an email: they did not have to return to work the day after: they’ve been fired. From that day on the employees occupy the factory. In the first days of Autumn the company entered for the first time at the GKN. The workers invite them to eat boar together. From that day on they sleep there, inside the occupied factory, on some cots. Meanwhile Nicola and Enrico interview the hundreds of workers, participate at pickets, assemblies, manifestations, listen, observe, each time looking to return to Marx’s pages to try to establish a creative dialogue between “Capital” and what happens in the environment, between a classic on philosophical and economic literature and a group of human beings in flesh and bones. Then their attention shifted onto three people in particular: Iorio, maintainer, Felice, worker responsible for setting up and Tiziana, worker responsible for cleaning, which they invite to the theatre to make a show together. This is the start of the creation of Il Capital, a show which recounts the meaning what spending 20 years in a factory making pieces, of the difference between who’s done it and who has never done it, of the extraction of surplus value, the closing of one factory amongst many, of what happens when a group of workers decide to attempt to make history, of how for some time the logics of the Capitale become ousted from a perimeter of space, one of an occupied industrial establishment. Of how Il Capital, sooner or later will return to present the bill. Il Capital Is also the story of the meeting between a theatre company and a group of metal labourers in the Capitale’s autumn. Il Capital is especially a show on time, on its passing, on who owns it, on who sells it, buys it, frees it. 

A Kepler-452 project dramaturgy and direction Enrico Baraldi and Nicola Borghesi with Nicola Borghesi and Tiziana de Biasio, Felice Ieraci, Francesco Iorio – factory workers collective GKN and with the participation of Dario Salvetti light and scenic space Vincent Longuemare sound design Alberto Bebo Guidetti video and documentation Chiara Calió technical-scientific advice on “Capital” by Karl Marx Giovanni Zanotti assistant to the direction Roberta Gabriele machinist Andrea Bovaia light and video technician Giuseppe Tomasi sound engineer Francesco Vacca scenic elements created in the Laboratorio di ERT production Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale thanks to Stefano Breda and Cantiere Camilo Cienfuegos di Campi Bisenzio

Kepler-452 is a theatre company born in 2015 in Bologna from the encounter between Nicola Borghesi; Enrico Baraldi, Paola Aiello and, for the organisation role, first Michela Buscema and then, since 2021, Roberta Gabriele. Since it’s birth the company cultivates this urgency: opening the doors of theatres, go out, observe what’s around, in the unshakable conviction that reality has an autonomous dramaturgical force. The theatrical formats created range from the involvement of non-professionals on stage on the basis of their own biographies, to theatrical reportages that transform investigations into reality into performative moments, to the creation of audio-guided itineraries and other devices for interaction with the urban space, up to the creation of the Festival 20 30 which, starting from 2014, brought many under 30s on stage in an attempt to paint a generational fresco. Starting from 2018, a production path begins with ERT / Teatro Nazionale (“ Il giardino dei ciliegi – Trent’anni di felicità in comodato d’uso” (The cherry garden – Thirty years of happiness on loan for use) (2018) while in 2019 F. – Perdere le cose” (F. – Losing things) debuts. Starting from 2017, its creats several editions of Comizi d’amore, a participatory theatre format that tells the story of communities on stage starting from the questions posed by Pasolini in his honomymous documentary.

photos Luca Del Pia

Roger Bernat/FFF
e Qui E Ora (ES/IT)

Participatory performance

at Magnete – via Adriano 107, Milan


In LA SCELTA (THE CHOICE) the public is called to experiment work mechanisms of an artistic direction: visualise, discuss, operate the choice. A real challenge, in which one finds themselves immersed, a fiction which produces effects on the reality of one’s city. 
Roger  Bernat has been for 6 months spectator of different artistic directions participated by the “Rete Risonanze”. From this came a work which reproduces, witnesses and prevaricates about this experience, telling another possibility of carrying out cultural programming, where people speak for themselves. 

Project by Roger Bernat, with the dramaturgy of Roberto Fratini and Marie-Klara Gonazález, with the participation of Francesca Albanese, Silvia Baldini, Josephine Magliozzi e Laura Valli, programming and technical care Stefano Colonna and Txalo Toloza, graphics Marie-Klara Gonazález, creative transcription of the registrations of the tour following the artistic directions of Elena Bernardi and Pina Rocco, production and curation Qui e Ora in coproduction with Capotrave – Infinito e Kilowatt Festival, with the support of Risonanze Network and the MIC, thank you to Stronger Peripheries

With the collaboration and images of: Catalina (Iniciativa Sexual Femenina), Les Vedettes (Marta Galán), Grandissima Illusione (Cris Blanco), The Watching Machine (Macarena Recuerda), Aquelles que no han de morir (Las Huecas), Figures (Germana Civera), It don’t worry me (Atresbandes + Bertrand Lesca & Nasi Voutsas), Los figurantes (Ça Marche) e Tierras del Sud (Azkona/Toloza).
And the cooperation of: Agnès Mateus e Quim Tarrida, Agrupación Señor Serrano, Alessandra García, Animal Religion, Baró d’Evel, Brodas Bros, Cabosanroque, Col·lectiu VVAA, David Espinosa, El Conde de Torrefiel, Joan Català, Jordi Oriol, Juana Dolores, Malpelo, Marcel·lí Antúnez, La Veronal, Nao Albet e Marcel Borràs, Núria Guiu, Nyam-nyam, Pere Faura, Quim Bigas, Societat Doctor Alonso e Soren Evinson.

Roger Bernat is a Catalan director, after having started his studies in architecture and painting, he studies dramaturgy and directing at the Institut del Teatre di Barcellona. IN 2008 he founds Roger Bernat/FFF and starts creating performances in which the public takes the stage and becomes the protagonist. «The spectators pass across a piece which invites them to obey or to conspire, and in any case to pay with their own body and make an effort». The firs parcipitatoru performance is Domini Public (2008), followed by the others Please ontinue (Hamlet)(2011), Pendiente de voto (2012) We need to talk (2015), No se registrar conversations de interés (2016-17) and The place of the Thing (2017), Flam (2019), ENA (2020), Desnonissea (2021), PIM PAM(2021) or Terra Baixa (2022). Roger Bernat utilises theatrical instruments to built collective dramatisations in which, like every community, the public is the one which has the difficult job of getting themselves in action. These parcititatory dramatisations confuse the roles of the actor and spectator and present the public with an experience of doubt. While his projects have been presented predominantly in theatrical contexts, in the last decade his pieces have been produced by institutions like Documenta Kassel or the Biennale di San Paolo.

Qui e Ora is a production company constituted by artists originating from diverse experiences but joined by the same poetic vision. It works on a autographic dramaturgy and loves confronting and collaborating with other artists to give life to the their works, in a crossbreeding of languages and outlooks. In 2007 on territory of the Bergamo province, along with the project Être –  Esperienze Teatrali di Residenza was born, composition in national and international setting with production of shows, organisation or reviews, laboratory curations. Qui e Ora is the theatre that talks about the present, which tries to construct imaginary collectibles and give force to contradictions with an ironic look. Since 2012 in the Bergamo province Qui e Ora realises an artistic and cultural project which brings the territory and its citizens – through laboratories, inquiries, reviews and theatre festivals – at the centre of the artistic experimentation and the creation of cultural products. In 2015 he founds the Granaio, a hospitality project in artist residences beside an ex restructured barn. In 2018 Qui e Ora is recognised by MIBAC as “theatrical innovatory production business”. 

Event inserted in the schedule of

Eléctrico 28 (ES/AT)

Urban performance with headphones | in English and Italian, duration 45 min

in the Sarpi neighbourhood
The exact location of the performance will be communicated to the public only via mail. 


Inspired by the observation of all that surrounds us which Georges Perec wrote about, with the urban performance [The Frame] the Austrian/Catalan collective Elétrico 28 invites us to accommodate ourselves in a pop up theatre situated in a calm city street to observe life flowing, to think about it, calculate it, determine it and share it. $ characters, trained in the observation and organisation of space, of things and living beings, immerse themselves in the vertigo of the present and translate, with poetic simplicity, what happens through letters, the letters in words and the words in phrases. For a short lapse of time, everything becomes a big theatre play which never ends. A comedy with no plot which stays in equilibrium on the edge of banality of the things which take place through the theatre’s magnifying glass. [The Frame] is an invitation to open eyes and heart to discover the irrelevant, insignificant, the things in life. [The Frame] is a great opportunity to stop and observe. A drastic exercise. A pacific rebellion against dominant thought.

Creation by Daniela Poch, Josep Cosials, Jordi Solé and Alina Stockinger outside eye Claudia Mirambell Adroher, Sergi Esebanell production Elétrico Express & Aranu Vinós sound and music Jakob Rüdisser costumes Sarah Sternat photos Eva Freixa / Clemens Nestroy video Raúl Moreno coproduction Feneralitat de Catalunya (Departament de Cultura) ICEC & theaterland steiermark & Fira Tàrrega with the support of Graz Kultur, Land Steiermark Kultur, Escena Poblenou, Can Allà, CC Can Felipa, das andere theater, FITCarrer Vila-real, Sinksen Festival Kortrijk, Institut Ramon Llull

Eléctrico28, is an Associate artist of IN SITU, the European platform for artistic creation in public space, in the frame of the project (UN)COMMON SPACES, co-funded by the Creative Europe Programme of the European Union. The Associate artist programme is supported by Artopolis Association (HU), Atelier 231 (FR), Čtyři Dny / Four Days (CZ), FiraTàrrega (ES), Flynn Center (USA), Freedom Festival (UK), La Strada (AT), Lieux publics (FR), Metropolis (DK), Norfolk & Norwich Festival (UK), Oerol Festival (NL), Østfold Internasjonale Teater (NO), Oda Teatri (XK), Provinciaal Domein Dommelhof (BE), Scène Nationale De L’Essonne (FR) and a consortium of 3 Italian partners: ZONA K, Indisciplinarte, Teatro Stabile Di Sardegna.”

with the contribution of

Eléctrico 28 is a collective of austrian and catalan artists that dedicates its work to the public space and its inhabitants. They love the surprises of the streets, the cinematographic images which can be created on this vast stage in continuing evolution and the visual memory which remains when we go. They love exploring the gray areas between reality and fiction, putting in discussion the social and theatrical conventions and rethink the role of the public. Humorism and filanthropy are the principal driving forces of their wor

Miriam Selima Fieno/ Nicola Di Chio (IT)

Multimedia participatory show | duration 75 min


at ZONA K
To participate it is required to request the 2023 card at least 24 hours before the show
Do it instantly, click HERE


Through a dialogue which oscillates between the theatre and the document, where live narration founds itself on audiovisual narration, two adolescents confront themselves: Giorgia, an Italian 14 year old girl, speaks of her everyday life as a European which lives in a flourishing time of peace, in which however lies the pain of a family war; Abdo a young Syrian refugee approaches Giorgia to the knowledge of another war: the one made of bombs, missiles and explosions under which from 11 years live thousands of his compatriots in Syria. 

The spectators are invited to delicately enter a private and lacerating world in together with the protagonists who, through electronic devices and personal materials, accept to expose a live elaboration of their biography and the privileged and painful aspects which have marked their stories up to this day. The show goes after the search of a balance between a personal story and a epochal story, in an intensely emotive fresco where technology enlarges like a magnifying glass our present and opens gashes on worlds after all not so far, reveals the faces of war, enters inside homes and shows their fragments, memories and possible futures. 

Concept and direction Nicola di Chio, Miriam Selima Fieno on stage Abdo Al Naseef Alnoeme, Giorgia Possekel dramaturgy Miriam Selima Fieno virtual scenography and light design Maria Elena Fusacchia videomaking Nicola Di Chio, Miriam Selima Fieno, Abdo Al Naseef Alnoeme, Giorgia Possekel archive video Hazem Alhamwy miniature realisations Ilenia Lella Fieno sonorous space Antonello Ruzzini production Tieffe Teatro Menotti, Bottega degli Apocrifi with the support of CSS Teatro Stabile di Innovazione del FVG / Dialoghi – Residenze delle Arti Performative a Villa Manin 2022_2024, Qui e Ora Residenza Teatrale, L’ Arboreto Teatro Dimora di Mondaino, Teatro Giovani Teatro Pirata / AMAT, Zona K in collaborazione con Mishwar Ong.Vincitore Premio YOUNG&KIDS 2022 FIT Festival Lugano Menzione Premio Scenario Infanzia 2020 Vincitore Bando Alte Marche Creative 2021

Nicola di Chio and Miriam Selima Fieno are actors, directors and authors. They graduate from Civica Academia d’Arte Dramatic “Nico Pepe” di Udine. Together they work since 2011 in the area of performing arts creating contemporary dramaturgical pieces which space from fiction to non fiction. The realise the shows “Lybia. Back home”, “Human Animal”, “RealItaly”, “Cantare all’amore”, “La protesta”. They win the Bando Ora! of the Compagnia di San Paolo, the Premio Scintille, the Bando Funder35 of Cariplo, the Bando Hangar Creatività di Regione Piemont, the Bando Next, the Premio In-Box. Through the years they receive important recognitions, realise reviews and festivals, conduct formative courses. From 2018 they conduct their work towards documentary theatre defining a new road of real cinema, facing topics linked to geopolitics, human rights, West and Middle East relations. They work with actors, musicians, children, refugees, journalists, and creat pieces which intercept not only different disciplines like theatre, cinema and music, but also distant artistic and cultural identities. With new documentary shows “Fuga dal’Egitto” and “From Syria: is this a child?” They win the bando IntercettAzioni, the Bando Movin’upm the prize Young&Kids at the Fit Festival di Lugano, the mention at the Premio Scenario Infanzia, the bando Alte Marche Creative. Currently they are busy with the realisation Syrian director Hazem Alhamwi’s new film in the writing of their first feature film. 

Mammalian Diving Reflex/Darren O’Donnell (CA)

– NATIONAL PREMIERE –
A ZONA K and Triennale Teatro Milano project

Participatory multimedia performance with the use of 3D visuals for 30 spectators | duration 90 min | the performance is characterised by an intense presence of smoke

at ZONA K


With nostalgia we watch  that little red dot in the night sky and we stupidly dream of restarting, as if problems on earth are resolved more easily at -65º and with the help of high doses of cosmic radiation. Combining live and virtual reality performance, The Last Minutes Before Mars invites us in to enter the world of a group of youngsters to meet their families and friends and spend some time in spaces precious in their lives. This acts as a background to the meetings with the other strangers present in the room, in a collective experience which reflects on the recognition of everyone being part of the same journey, in motion towards the same direction – independent of what happens to us -; now, hundreds of years in the past and beyond, in a future to terrifying and attractive to imagine.

Ideation and direction: Darren O’Donnell co-direciton: Chiara Prodi co-ideation team: Darren O’Donnell, Konstantin Bock, Alice Fleming, Tina France, Sorcha Gibson, Thule Can Den Dam, Sara Guttadauro, Sara Ben Hamouda, Andrada Ciccotto, Fjoralba Qerimaj, Jerwin Mostiero, Morena Marra, Craig McCorquendale, Genny De Leon, Elisa Fasiello, Mervin Kyle Fajardo, Fi Nicholson, Gianluca Benvenuti with: Sara Guttadauro, Sara Ben Hamouda, Andrada Ciccotto, Fjoralba Qerimaj, Jerwin Mostiero, Elisa Fasiello, Mervin Kyle Fajardo executive producers: Alice Fleming, Ryan Lewis, Virginia Antonipillai associate producers: Craig McCuorquodale music: Isola Music thanks to: Stephen O’Connell, Letizia Gozzini (ITAS Giulio Natta).

The last Minutes Before Mars was originally co-comissioned a coproduced by ZONA K and Triennale Milano Teatro, in collaboration with the ITAS Giulio Natta di Milano and with the support of the Canada Council of the Arts, the Ontario Arts Council e the Ambasciata del Canada in Italia.

Guided by Darren O’Donnell, Mammalian Diving Reflex is a company founded in Toronto in 1993. After having distanced itself from a more traditional theatrical setting to move towards more socially engaging practices focused on performance. Creating shows to research the contradictions to transform into aesthetically brilliant experiences, the Mammalian always look to overtake themselves and the public with ideas and sensations, leaving intuition to lead the way.

Darren O’Donnell is a novelist, essayist, dramaturge, filmmaker, performance director, artistic director and founder of Mammalian Diving Reflex. His mission is the one to give life to a social tissue which deeply integrates culture and cultural institutions, increasing their capacity for social response. In 2000 he won the Pauline McGibbon Awards for direcion and was nominatod for numerous Dora Awards of Toronto for writing, direction and acting, winning, alongside Naomi Campbell, for the project While Mice. His work with the Mammalian company entered in the top 100 of the Yerba Beuna Culture Centre in 2016. He has been nominated twice for the german BKM Preis Kulturelle Bildung and New York’s Ellen Stewart inagrual prize.

Photos © Paul Blakemore

10 – Stagione Teatrale

10 – Theatrical Season
multidisciplinary season

Present / International / Participatory / Urban / Political / Game / Civic / Multimedia / Project / Device

10 keywords. 10 ways. 10 actions. 10 shows.

10 is round and double figure, the one of big occasions to be celebrated and balances to evaluated. These have been years of races, chases, discussions and question marks. Years in which we have experimented and dared. We assumed our liberties and shared them. We have met and gotten to know the neighbours of the district first and then the rest of the world. We have listened and translated different languages. We have gained confidence with new the technologies, the multimedia and the digital, conversed with computers and programmed smartphones, composed playlists and conceived new formats. We have invaded squares, streets and metro stops,  walked through peripheral streets and paths as well as looked at the world from above. We have seen dawns and sunrises just outside the city, played with kids and children and chased elderly in tights who believed themselves Superman. We have danced to German pop, the Catalan pasodoble and English rock. We almost founded a party. We fell in love numerous of times like all free girls.

The wish to understand, enter the issues, imagine and discover new ways of doing remains the same to what it was ten years ago. The world for us is yet to leaf, many urgencies to explore, many questions to verify even is often the answers fail to satisfy. And so we continue, always more confident that putting the people and their actions at the center of the projects is a way to listen to a thousand different perspectives and open new outlooks on the world which surrounds us. We are interested in the future. The next ten years. We have always liked challenges. We believe in the purity of the public and the coherence of our work, of which the vision is founded on the belief that artistic creation is an active lever and activator for the reflection and collective action on the social dynamics of contemporary life.  

The shows that we present are born and tell lived lives, experiences perhaps extreme, often far from the narration yelled from media and socials. At the base of the artistic research on the shows in programme we can always find a real date, a witness or a historical/scientific document, an urgency to recount. Because they are a set of small stories, daring gestures and controversial choices which make history. And this will continue to be our direction. 

10 – double and round figure – it opens already with a +1 to imagine a new decade, depict other worlds, every time more confident the the power of artistic pieces can transform into political action and impact our closest future.

Silke Huysmans & Hannes Dereere (BE)

– Season preview 2023 –

multimedia performance with English and Italian subtitles | duration 60 min

A meeting with the company will be held at the end of the performance on Friday 24 February.

c/o Out Off Theatre, via Mac Mahon 16


‘We know more about the surface of the moon than we do about the bottom of the ocean.’ This statement is often heard when talking about the deep sea. Worldwide, only 10 percent of the ocean floor has been mapped and explored. At a moment in history when the planet we live on seems to have been explored extensively, some places remain unstudied and untouched.

After their acclaimed performances Mining Stories and Pleasant Island, Silke Huysmans and Hannes Dereere present the final part of their trilogy on mining. This time, they focus on a completely new industry: deep sea mining. With resources on land becoming increasingly scarce and overexploited, mining companies turn towards the ocean. In the spring of 2021, three ships gather on a remote patch of the Pacific Ocean. One of them belongs to the Belgian dredging company Deme-Gsr. Four kilometres below the sea surface, their mining robot is scraping the seabed in search of metals. On another ship, an international team of marine biologists and geologists keep a close watch on the operation. A third ship completes the fleet: on board of the infamous Rainbow Warrior, Greenpeace activists protest against this potential future industry.

From their small apartment in Brussels, Silke and Hannes connect with the three ships through satellite. Each of the ships represents one pillar of the public debate: industry, science and activism. Through a series of interviews and conversations, an intimate portrait of this new industry emerges. The piece is an attempt to capture a potentially pivotal moment in the history of the earth. How much deeper can mining companies dig, and what are we as humankind actually digging towards? What are the challenges and risks? What opportunities potentially lay ahead?

by & with Silke Huysmans & Hannes Dereere dramaturgy Dries Douibi sound mix Lieven Dousselaere outside eye Pol Heyvaert technique Korneel Coessens, Piet Depoortere, Koen Goossens & Babette Poncelet production CAMPO coproduction Bunker (Ljubljana), De Brakke Grond (Amsterdam), Noorderzon – Festival of Performing Arts and Society (Groningen), Zürcher Theater Spektakel (Zürich), Beursschouwburg & Kunstenfestivaldesarts (Brussels), PACT Zollverein (Essen), Théâtre de la Ville (Paris) & Festival d’Automne à Paris (Paris) residencies Kunstenwerkplaats, Pilar, Bara142 (Toestand), De Grote Post, 30CC, GC De Markten & GC Felix Sohie special thanks to John Childs, Henko De Stigter, Patricia Esquete, Iason-Zois Gazis, Jolien Goossens, Matthias Haeckel, An Lambrechts, Ted Nordhaus, Maureen Penjueli, Surabhi Ranganathan, Duygu Sevilgen, Joey Tau, Saskia Van Aalst, Kris Van Nijen, Vincent Van Quickenborne & Annemiek Vink thanks to all conversation partners & the people who helped with the transcriptions 

Silke Huysmans studied acting at the KASK School of Arts Ghent and Hannes Dereere theatre science at the University of Ghent. With their performances, the two Brussels-based artists investigate the use of journalistic and documentary elements within theatre. Underlying their work is extensive field research, which they use to shape their projects. Since 2016, they have been working on a trilogy involving long-term research on mining. For the first part entitled Mining Stories (2016), Silke and Hannes returned to where she grew up in Brazil. In 2015, a dam explosion flooded this place with toxic mining waste, causing one of the biggest ecological mining disasters in recent history. Mining Stories received the main prize at the Zürcher Theaterspektakel 2018 (Switzerland). From 2019 is the second part, Pleasant Island. In this performance, the tiny island state Nauru holds a mirror up to the whole world. Nauru was once a paradise in the Pacific. After decades of colonisation and mining, this island finds itself in grave danger, literally up to its neck in rising sea levels. Out of the Blue concludes the trilogy and premiered at the Kunstenfestivaldesarts in May 2022.

Babilonia teatri (IT)

– Season preview 2023 –

show-concert | duration 75 min

c/o Out Off Theatre, via Mac Mahon 16


On 25 January 2011, the Egyptian revolution began, which within a few days led to the ousting of Mubarak. One of the triggers was the killing of Khalid Said by two policemen, who was guilty of asking the reason for a sudden search of him inside an internet café.  Khalid Said was beaten savagely and then taken to the barracks where he was tortured and killed. His body will be found lifeless in the middle of a street.

On 25 January 2011 in Tahrir Square was Ramy Essam, known in Egypt today as the voice of the revolution. Ramy in the square was singing for Khalid Said, for all the Khalid Saids, who before and after Khalid Said suffered the same fate. Ramy sang to depose Mubarak and, to this day, has never stopped singing against the successive regimes in Egypt.

Since 2014 Ramy has been living in exile, he can no longer set foot in Egypt, an arrest warrant for terrorism hangs over his head. The arrest warrant makes no reference to his art or the content of his songs, but it is clear that the Egyptian regime does not in any way welcome the call for freedom and justice for his people that he sings endlessly, and that the accusation of terrorism is completely unfounded.

Ramy’s songs, in Egypt and beyond, everyone knows them, his videos reach 10 million views, but he, for his people, cannot sing.

Not one note. Not a word. His mouth must remain shut. He can only connect with those who follow him through a screen.
Ramy has opened our eyes. Every day Ramy asks us questions and demands answers.

Questions that alone we did not have the words to formulate, but which today, working on stage side by side with Ramy become deeply concrete, deeply human, deeply political, deeply authentic.

With this performance we want to give voice to these questions.

What does the state mean. What justice means. What power means. What police means. What is process. What legality means. What constitutes incarceration. What means torture. What public opinion means. What journalism and freedom of information means. What responsibility, humanity, strength means.

To tell it, with us, will be the voice of those who, like Ramy, live every day on their skin what dictatorship means. Ramy will sing and shout it with the grace, poetry, anger and nostalgia of those who pay a high price every day, exile, for their choices.

We want to expose the hypocrisy of certain politics. We want to tell how and to what extent the reason of state is ready to trample underfoot the inviolable rights of man, repeatedly enshrined in international conventions that, in practice, remain a dead letter. We want to question ourselves on our weakness. About the weakness of a state that does not know how to give transparent answers. We want to tell how our being free citizens in a free state encounters and clashes with the dynamics of victim and executioner. With dynamics that harm, offend and play with people’s dignity. We believe that this is never acceptable and that it is always worth repeating with strength and determination.

In order not to stop being free citizens in a free state.

by Valeria Raimondi and Enrico Castellani with Ramy Essam, Enrico Castellani, Valeria Raimondi, Amani Sadat, Luca Scotton lights design Babilonia Teatri/Luca Scotton stage direction and video design Luca Scotton
production Teatro Metastasio di Prato

Babilonia Teatri is a group that has entered the contemporary theatre scene with a decisive step, distinguishing itself for a language that has been defined as pop, rock, punk. The founders of the group, Enrico Castellani and Valeria Raimondi, compose dramaturgies with a unique pace, a sort of litany carved out of the contradictions of today, brought to the stage with a rebellious attitude. 
They have investigated different angles of provincial life, crystallising it as a microcosm of a universal pain, tackled with desecrating courage. Courage that earned the group the prestigious Silver Lion at the Venice Biennale. Babilonia Teatri is characterised by its irreverent and divergent gaze on today's uncovered nerves. For an unconventional style that understands theatre as a mirror of society and reality. Through the use of new visual and linguistic codes it expresses the need and urgency of questioning, to bring out conflicts and tensions, with irony and cynicism, affection and indignation.

Residenze Digitali 2022

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La terza edizione di Residenze Digitali, il progetto promosso dal Centro di Residenze della Toscana (Armunia – CapoTrave/Kilowatt) in partenariato con AMAT, il Centro di Residenza Emilia-Romagna (L’Arboreto-Teatro Dimora di MondainoLa Corte Ospitale), la Fondazione Luzzati Teatro della Tosse di Genova, ZONA K di Milano, Piemonte dal Vivo / Lavanderia a Vapore e Fondazione RomaEuropa seleziona 6 progetti che vengono seguiti per sette mesi dalle strutture partner e dalle tre tutor, Anna Maria Monteverdi, Federica Patti e Laura Gemini.

Al termine del percorso, dall’8 al 13 novembre2022, i progetti avranno un momento di emersione e confronto con i pubblici all’interno de La Settimana delle Residenze Digitali.

IL BANDO 2022
I PROGETTI SELEZIONATI 2022
LA SETTIMANA DELLE RESIDENZE DIGITALI 2022

I 6 PROGETTI VINCITORI DI
RESIDENZE DIGITALI 2022

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La terza edizione di Residenze Digitali, il progetto promosso dal Centro di Residenze della Toscana (Armunia – CapoTrave/Kilowatt) in partenariato con AMAT, il Centro di Residenza Emilia-Romagna (L’Arboreto-Teatro Dimora di MondainoLa Corte Ospitale), la Fondazione Luzzati Teatro della Tosse di Genova, ZONA K di Milano, Piemonte dal Vivo / Lavanderia a Vapore e Fondazione RomaEuropa seleziona 6 progetti che vengono seguiti per sette mesi dalle strutture partner e dalle tre tutor, Anna Maria Monteverdi, Federica Patti e Laura Gemini.

Al termine del percorso, a metà di novembre 2022, i progetti avranno un momento di emersione e confronto con i pubblici all’interno de La Settimana delle Residenze Digitali.

I PROGETTI SELEZIONATI

Whatever Happens in a Screen Stays in a Screen, della coreografa e danzatrice Chiara Taviani – fondatrice insieme a Carlo Massari di C&C Company – è un’indagine sulla trasformazione dell’immagine e sul senso dell’immagine stessa, tramite l’uso del green screen. Obiettivo del progetto è la realizzazione di un’opera semi-cinematografica realizzata con interpreti a distanza e creata integralmente da casa tramite computer, con l’esito di un mini-film trasmesso online.

Kamilia Kard con Toxic Garden – Dance Dance Dance: una performance partecipativa online che si svolge all’interno di Toxic Garden, una mappa di Roblox progettata da Kamilia Kard. In questo metaverso, gli avatar dei partecipanti – che accedendo all’ambiente perdono la propria individualità per essere rivestiti da skin customizzate – danzano insieme, sincronizzandosi automaticamente ai movimenti dell’avatar dell’artista. Riflettendo sui comportamenti tossici dell’essere umano e ispirandosi alle difese delle piante velenose, Kamilia, insieme a quattro ballerine professioniste, ha immaginato una coreografia in grado di parlare, avvertire e in qualche modo reagire agli atteggiamenti manipolatori. Al di fuori della performance questi passi, catturati ed elaborati da un’intelligenza artificiale, restano a disposizione sulla mappa dell’artista e possono essere utilizzati dai visitatori come unità singole di espressione, un pacchetto di emotes originali che consente a ciascuno di dare vita a una propria personale coreografia di passi e di emozioni.

ultravioletto con Hello Word! È un progetto che indaga il dualismo tra la vita e la morte attraverso un videogioco che offre agli utenti un’esplorazione interattiva in multiplayer: l’utente si muove in uno spazio virtuale e sonoro e viene stimolato anche cognitivamente attraverso l’incontro di messaggi sulla vita e la morte estrapolati grazie a un software di scraping che raccoglie i dati dai social. Hello world! è un videogioco che non ha obiettivi ma suscita la contemplazione e la cognizione di uno spazio dove vita e morte sono sullo stesso piano e spetta all’utente trarne un suo pensiero critico.

BOTH INDUSTRIES con STILL WALKING, ON AIR Una performance live multimediale che, con un tocco ironico e surreale, cattura istantanee fittizie del mondo digitale contemporaneo, in cui le dinamiche sociali sono guidate da algoritmi di controllo in uno stato di frenetica immobilità. La performance prende vita all’interno di una piattaforma di video streaming, resa popolare per la sua capacità di creare comunità attorno a dirette live grazie all’avanzato sistema di interazione tra gli streamer, ovvero i creatori di contenuti online, ed il loro pubblico. Il progetto scaturisce da un percorso di lettura e rielaborazione dei linguaggi estetici, regole compositive e formati performativi che accomunano molti prodotti audiovisivi diffusi in rete, coinvolgendo gli spettatori nell’esplorazione di scenari perturbanti scanditi dalla ripetizione di pattern visivi, modelli gestuali e temi musicali.

gruppo nanou con THEM [immagine-movimento] È un progetto che ha l’obiettivo di coreografare un movimento e un movimento di ripresa, di portare la telecamera all’interno del dispositivo coreografico così che lo sguardo e la dinamica della ripresa diventino l’oggetto della performance. Riflettendo sull’uso del video online, da sempre curiosi di mezzi e modi per indagare il linguaggio coreografico, proseguendo la ricerca e la relazione con il linguaggio cinematografico e visivo che contraddistingue l’operato di nanou, la compagnia indaga il video per sperimentare modalità di ripresa attraverso l’uso di action cam e trasformare la ripresa video in azione coreutica. L’immagine viene proposta come azione per determinare una immersività nella coreografia.

Teatrino Giullare con Drone tragico. Volo sull’Orestea da Eschilo a Pasolini. Un progetto di web serie teatrale il cui soggetto è tratto dall’Orestea di Eschilo, a partire dall’eccezionale traduzione che ne fece Pier Paolo Pasolini. L’Orestea è l’opera dei punti di vista a partire da quello degli dèi che osservano dall’alto, a quello del coro che osserva a distanza, fino a quello dei personaggi immersi nella tragedia. L’idea fondante del progetto è di ampliare la questione dei diversi punti di vista posti dal testo filmando le azioni e le situazioni con un drone e videocamera 360 gradi concedendo allo spettatore la possibilità di guardarsi attorno, anzi di scegliere il proprio punto di vista, di scegliere cosa guardare. Il video realizzato a 360 gradi viene caricato a puntate su YouTube e può essere visualizzato con cuffie VR, tramite il computer esplorando l’ambiente circostante mediante l’uso del mouse o tramite uno smartphone.

RESIDENZE DIGITALI 2023

Il Centro di Residenza della Toscana (Armunia CapoTrave/Kilowatt), in partenariato con  l’Associazione Marchigiana Attività Teatrali AMAT, il Centro di Residenza Emilia-Romagna  (L’arboreto – Teatro Dimora La Corte Ospitale), l’Associazione ZONA K di Milano, Fondazione  Piemonte dal Vivo – Lavanderia a Vapore, C.U.R.A. – Centro Umbro Residenze Artistiche (La  Mama Umbria Umbria International – Gestioni Cinematografiche e Teatrali/ZUT – Centro Teatrale  Umbro – Micro Teatro Terra Marique – Indisciplinarte) e la Fondazione Teatro Comunale Città di  Vicenza lanciano il presente bando per la selezione di n° 4 progetti di Residenza Digitale da  svilupparsi nel corso dell’anno 2023.  

L’intento è quello di stimolare gli artisti delle performing arts all’esplorazione dello spazio digitale,  come ulteriore o diversa declinazione della loro ricerca autoriale.  

Dovrà trattarsi di progettualità artistiche legate ai linguaggi della scena contemporanea e della  performance, che nascano direttamente per l’ambiente digitale o che in esso trovino un ambito  funzionale ed efficace all’esplicitarsi dell’idea artistica. A titolo di esempio: non si tratta di presentare  percorsi di lettura o riprese video di testi o spettacoli esistenti o da farsi, bensì di concepire progetti  artistici che abbiano nello spazio web il loro habitat ideale, indicandone anche le modalità di fruizione  e interazione da parte dello spettatore, che può anche prevedere la compresenza di una dimensione  dal vivo, che affianchi quella digitale, che però deve restare prevalente. Gli artisti partecipanti  dovranno anche specificare se può risultare utile l’eventuale concessione di un periodo di residenza  dal vivo, negli spazi gestiti dai partner dell’azione, o durante il periodo di ricerca (per registrazioni di  materiali video, o altro), o nel periodo finale di allestimento. In ogni caso, tutti i progetti devono  prevedere una restituzione on-line aperta al pubblico, da tenersi nel corso del mese di  novembre 2023. 

Ciascuna delle 4 proposte vincitrici riceverà un contributo di residenza di 4.000 euro + iva +  messa a disposizione dell’alloggio e di uno spazio di lavoro per l’eventuale periodo di residenza in presenza. Il compenso sarà pagato dietro la presentazione di regolare fattura.  

I promotori del presente bando hanno individuato in Laura Gemini, Anna Maria Monteverdi e  Federica Patti tre esperte nell’ambito della creazione digitale che saranno le tutor degli artisti durante  lo sviluppo dei loro progetti: ciascuna di loro seguirà specificamente 2 dei 4 progetti vincitori.  

I lavori vincitori potranno avvalersi anche di altri contributi produttivi forniti da ulteriori soggetti dello  spettacolo, ovvero non si richiede loro alcun vincolo di esclusiva per ciò che riguarda la produzione  che resta nell’assoluta disponibilità gestionale degli artisti.  

Gli artisti interessati al partecipare alla selezione dovranno entrare nel portale www.ilsonar.itselezionare le pagine relative a bando Residenze Digitali e compilare i campi richiesti dal modulo  di partecipazione online. Verranno richiesti loro:  

1) una presentazione dell’artista o della compagnia (massimo 1.000 battute); 

2) una descrizione del progetto di Residenza Digitale che si intende realizzare, indicando anche se  sono necessari uno o più periodi di residenza dal vivo presso gli spazi gestiti dai partner  dell’azione (massimo 2.000 battute); 

3) l’indicazione di un partner tecnico (programmatore, webmaster, fornitore di specifico know-how)  e della piattaforma che supporti le necessità tecniche dell’opera; 

4 l’indicazione se sia o meno necessaria una residenza in presenza, presso uno degli spazi gestiti  dai partner dell’azione;

5) un allegato di tipo non testuale che possa illustrare le modalità di realizzazione on-line previste  e/o immaginate (video, audio, pdf, PowerPoint), che potrà essere caricato come allegato o fornito  come link esterno. 

I materiali sopra descritti dovranno essere caricati online entro le ore dodici (mezzogiorno) di  giovedì 16 febbraio 2023. 

É possibile che gli organizzatori invitino alcuni degli artisti a un colloquio conoscitivo, da realizzarsi  in videoconferenza, nel periodo 17-21 marzo, con i candidati che avranno superato la prima fase  della selezione.  

All’atto di invio dei propri materiali, gli artisti e le compagnie accettano implicitamente tutte le norme  contenute nel presente bando. 

Con il presente bando, il Centro di Residenza della Toscana (Armunia CapoTrave/Kilowatt), l’Associazione Marchigiana Attività Teatrali AMAT, il Centro di Residenza Emilia-Romagna  (L’arboreto – Teatro Dimora La Corte Ospitale), l’Associazione ZONA K di Milano, Fondazione  Piemonte dal Vivo – Lavanderia a Vapore, C.U.R.A. – Centro Umbro Residenze Artistiche (La  Mama Umbria Umbria International – Gestioni Cinematografiche e Teatrali/ZUT – Centro Teatrale  Umbro – Micro Teatro Terra Marique – Indisciplinarte) e la Fondazione Teatro Comunale Città di  Vicenza vogliono sviluppare un dialogo sempre più ampio e fruttuoso tra spettacolo dal vivo e  pensiero creativo applicato allo spazio digitale, esplorando un’opportunità di creazione che apre  nuove sfide formali e concettuali, produce contenuti artistici innovativi e affianca le forme consuete  di fruizione dello spettacolo dal vivo.

UNA PANCHINA TUTTA PER NOI

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laboratorio di teatro e fotografia alla ricerca della libertà espressiva

Quanti modi ci sono per sedersi su una panchina?
Quanti modi per raccontarla e raccontarci con un’immagine?

Seduti sulla stessa panchina pubblica – comodi o scomodi – esploriamoli insieme giocando col teatro e con la fotografia.


Laboratorio ispirato dal lavoro “Ricerca della comodità in una poltrona scomoda” di Bruno Munari.
A cura di ZONA K con Elisa Canfora

partecipazione gratuita ・prenotazione obbligatoria ・ numero partecipanti limitato ・
organizzazione@zonak.it – 393. 8767162

Amazon Crime di BR Franchi, Pasello, Canal, Vicardi

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[date in via di definizione]


Quattro settimane a Natale. Un centro di smistamento della Papua Inc., negozio online con sedi in metà del mondo. Nelle brevi pause fra gli estenuanti turni di lavoro affiorano le storie dei personaggi: tra loro si chiamano con soprannomi, perché i nomi non li ricordano più.

C’è Granata, comunista della vecchia guardia tifosissimo del Torino; c’è Quintacasa, astrologa dilettante che attende di riscuotere un credito dalle stelle; c’è Tamara, giovane artista che collezione ed espone oggetti con difetti di fabbricazione; e infine Stakanov, l’unico che a Papua non ci è finito ma ci è entrato consapevolmente, forse per paura di quello che c’era fuori. E poi i dipendenti degli uffici, gli stagisti, i camionisti, un medico killer che occulta le morti sul lavoro e un sindacalista passato dalla parte dei padroni.

Le assurde storie dei personaggi si intrecciano con quelle vere legate al mondo di Amazon. Come Jeff Lockhart Jr, morto a 29 anni di arresto cardiaco per la spossatezza durante un turno di lavoro. Telesfora Escamilla, investita e uccisa da un camionista costretto a recapitare più di 100 pacchi in un solo giorno. Gli ex dipendenti licenziati dopo la prima diagnosi di cancro, in quanto “improduttivi”.

Tra realtà e finzione verranno alla luce tutti i crimini della più grande multinazionale della nostra epoca, fino al delitto per eccellenza, l’Amazon Crime: il furto del tempo.  Una consegna in 5 minuti viene pagata con l’intera vita di chi muore alla guida di un camion. E mentre i nostri personaggi, come gli elfi della Lapponia, impacchettano e consegnano i doni in tutto il mondo, la rivoluzione serpeggia tra chi non ne può più di abusi e sopraffazioni…

Il progetto è molto semplice e si fonda quasi unicamente sulla buona riuscita della recitazione. Buona parte del periodo di residenza verrebbe dedicata alla costruzione dei personaggi e alla ricerca dei tempi drammatici.  La partenza sarebbe lo studio e l’analisi del testo, tramite una prima analisi a tavolino con la possibilità di effettuare tagli e modifiche o integrare idee emerse durante la lettura.

Va da sé: ogni spettacolo ha bisogno di un confronto con il pubblico. Bisogno doppiamente maggiore se si tratta di una commedia, triplamene se affronta tematiche politiche, rischiando nel primo caso di non far ridere, nel secondo di cadere nella retorica. Il lavoro in residenza sarà quindi orientato alla produzione di almeno un primo studio.

con Maria Bacci Pasello, Maria Canal, BR Franchi, Riccardo Vicardi, testo e regia: BR Franchi

MIXTAPE di Daniele Turconi

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In residenza dal 14 – 27 novembre 2022


Mixtape è una serata di prosa con musica in cui racconti di esistenze malandate e surreali si mischiano con atmosfere dance, house, electro, noise e post-core, in uno spettacolo in cui la forma classica del racconto breve incontra le atmosfere tribali delle discoteche e della club culture. I racconti si susseguono uno dopo l’altro come in una sorta di compilation, le storie prendono forma attraverso la musica, scavate nella voce e nel corpo del narratore, alla ricerca di una forma nuova del più tradizionale teatro-canzone.

regia e drammaturgia Daniele Turconi, musiche e design audio Gianluca Agostini, collaborazione ai testi Alice Provenghi, primo spettatore Stefano Cordella, con Daniele Turconi e Gianluca Agostini, una produzione Elsinor e Gli Scarti La Spezia

[Progetto in via di definizione] di Massimo Furlan

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In residenza dal 24 ottobre – 3 novembre 2022


Massimo Furlan è stato invitato in residenza da ZONA K dopo un primo incontro nella primavera di quest’anno che ha messo in luce caratteristiche simili e complementari di ricerca e di interesse e soprattutto ha fatto scattare una scintilla tra il desiderio dell’artista di attivare un percorso di ricerca artistica a Milano e quello di ZONA K di continuare a stimolare la riflessione e la pratica di progetti partecipati e site specific. Una vera e propria tappa n. 0 di ricerca sul territorio, di conoscenza delle persone, di lunghi percorsi tra le strade cittadine, i luoghi storici e popolari, di ricerca di quell’anima aperta che per tanto tempo ha contraddistinto Milano. Una fase iniziale che s’interroga però su quali punti soffermarsi in dialogo con una serie di soggetti e di persone coinvolti.


Massimo Furlan, nasce da genitori italiani a Losanna. Il filo conduttore dei suoi progetti è la biografia. Il suo lavoro è incentrato sulla memoria: ogni opera affonda le sue radici in un aneddoto, una storia vera, fatta di elementi semplici. Dall’aneddoto si passa alla narrazione, alla costruzione della finzione. Mai infastidito dalla questione dei limiti tra gli stili, le sue performance consistono in «immagini lunghe». Sono immagini quasi immobili. Con gesti molto semplici che restano a lungo davanti agli spettatori, costringendoli a entrare, a diventare attivi, a dargli un senso: costruire la propria storia.

Something Authentic di Kepler-452

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In residenza dal 31 ottobre – 6 novembre e dal 5 – 11 dicembre 2022


Che cosa significa viaggiare? Perché si viaggia? Per rispondere si può collegare l’idea della mobilità con la conoscenza: andare, per conoscere. E conoscere significa vedere, incontrare, sorprendersi… Ricercare il vero, l’incontro: l’autenticità. E poi tornare cambiati. Ma è ancora possibile oggi fare un’esperienza autentica? Oggi che il viaggio è irregimentato nelle logiche del turismo – oggi, che le mete hanno nomi e mitologie familiari, prefissate, standard. Verso di esse convergono voli, investimenti pubblicitari, pacchetti per week-end romantici, sciami di offerte su Airbnb e Groupon. Una volta arrivati, le strade sono contese dai marchi internazionali, uguali a Praga come a Dubai, senza respiro. Lasciarseli indietro è difficile: non ci sono mezzi di trasporto; ci sono i muri alti del villaggio vacanze, o semplicemente, nel programma capillare delle visite… non c’è tempo. E così nelle condotte forzate del Viaggio Organizzato si scivola fino al check-in della ripartenza. Ma quali sono gli ostacoli – fisici, economici e politici – che intralciano la possibilità di viaggiare davvero, di conoscere e di incontrare? Come si infrange la Bolla Turistica?

Proviamo per un attimo a capovolgere la prospettiva: e se il viaggio fosse non il movimento di un individuo attraverso lo spazio-tempo, ma il flusso di una catena di luoghi attraverso la nostra percezione – visiva, uditiva, olfattiva, sensoriale – nel tempo? Sarebbe possibile fare un’esperienza autentica in un tour attraverso Google Street View, o bevendo in silenzio un tè con una signora giapponese, su Zoom? Esistono nuove forme, ancora inviolate, ancora vergini, di autenticità?

Nel corso della residenza a ZONA K, Kepler-452 – attraverso dispositivi audiovisivi e remoti – si propone di affrontare i temi del viaggio e del turismo in un tempo in cui il viaggio e il turismo sono stati stravolti e rivoluzionati, e in un tempo in cui le bolle turistiche sono sempre più solide e difficili da infrangere, in cui i muri dei villaggi turistici sempre più alti e escludenti, in un tempo in cui aprire la porta a una persona sconosciuta è un atto dirompentemente politico.

crediti ancora non disponibili

Il disperato di Wunderbaum – Marleen Scholten

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In residenza dal 25 – 28 ottobre e dal 12 – 18 dicembre 2022


Una famiglia comune viene chiusa in una casa. Non è grande la casa, è comune. Una famiglia come tante, forse con pochi soldi, comune insomma. Hanno tutti bisogno di spazio, non comune.

Come si definisce lo spazio? Dove finisce la nostra comunità? Chi è questa famiglia comune?

Una tragedia moderna senza uscita.

Dopo questi due anni anomali in cui si è stati parzialmente chiusi in casa, molte persone si sono lasciate, trovandosi incapaci di vivere insieme, altre hanno avuto difficoltà nel riprendere i contatti sociali e per altre la situazione economica si è aggravata. In più la violenza domestica contro le donne, contro i bambini è aumentata tantissimo, come riportano frequentemente i giornali.

L’intento è quello di raccontare la storia di una famiglia disperata. A tavola. La situazione semplice di una cena e il pubblico seduto intorno a questa famiglia, praticamente attaccato, per dare ancora di più la sensazione di no escape. Un padre, una madre, una figlia, una nonna. Il finale è fatale.

di Marleen Scholten|Wunderbaum con Alessandro Riceci, Marleen Scholten, Elisabetta Bruni e Ludovica Callerio regista assistente Dafne Niglio

Installazioni per Audio Ibrida di Veronika Tzekova

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In residenza dal 17 – 23 ottobre e dal 2 – 7 dicembre 2022


Nella sua pratica artistica Veronika Tzekova si occupa principalmente di intervento, appropriazione e partecipazione; si concentra sul ripensamento e sulla trasformazione di oggetti, situazioni e sistemi. Negli ultimi anni ha realizzato numerosi progetti nello spazio pubblico ed è entrata come artista della piattaforma In-Situ. Nel periodo di residenza Tzekova intende concentrarsi sullo studio di alcuni luoghi e spazi di Milano, conosciuti come spazi ibridi. Si tratta di spazi con vocazione socioculturale, con forte radicamento nel territorio e dislocati in varie zone della città. A partire dallo studio e dalla conoscenza di questi luoghi, Tzekova ha immaginato di creare un collante, una visione artistica che li unisca e che concretizzerà in una restituzione aperta al pubblico contemporaneamente alla fruizione di un’audioguida dedicata agli spazi.

Ho cercato l’essenza degli spazi ibridi. Ho cercato un’essenza da trasporre a parole. E dopo ci ho guardato dentro. L’ho guardata attraverso la lente di ingrandimento della teoria degli insiemi.
L’ho decostruita per costruirla nuovamente, così da portare alla luce ciò che avevo visto nascosto in essa.
 
Lavoro con la costruzione visiva e la percezione del linguaggio per creare piccole scene che nel 90% dei casi contengono solo due parole e celebrano la sorpresa e la fascinazione che il linguaggio suscita.
 
Un approccio che ho usato è tratto dalla mia serie “CDoupbles” (parola passe-partout che include “couples” e “doubles”). Tipicamente, in CDoupble c’è una parola principale che ne contiene o un’altra o altre, che decisamente non fanno da radice e appaiono in maniera diversa, a seconda dell’oggetto, dell’installazione, del formato e del carattere. Ci sono molte di queste simbiosi di parole, ma io sono interessata a quelle che offrono terreno da gioco per la creazione di scene interessanti, speculazioni, associazioni, domande e via dicendo.
 
Un’altro approccio che ho usato è stato quello di “syllaBLEndings”, versi corti che fondono due (raramente più di due) parole, sistemate in tre righe; l’ultima sillaba della prima parola è la prima sillaba della seconda e di solito è sistemata nella riga centrale. Le due parole presenti in syllaBLEndings condividono, hanno qualcosa in commune, si appartengono, sono connesse, si mescolano, si amalgamano, si incontrano, si accavallano, si scontrano, si penetrano a  vicenda. Sono insomma gemelle siamesi: l’una sviluppa e fa crescere l’altra, la fine di una è l’inizio dell’altra, esistono in simbiosi, si completano a vicenda. Il syllaBLEnding è un processo.
 
In entrambi gli approci che ho menzionato il senso è prodotto attraverso la coesistenza delle parole nell’immaginario degli spettatori e dipende dalle associazioni che esse provocano in loro.
 
Naturalmente, ho colto questa opportunità e ho affrontato la sfida di uscire dalla mia zona franca e sperimentare alcuni diversi modus-operandi, dedicandomi a un uso nuovo degli effetti tipografici del linguaggio, al fine di dissezionarlo per ricavare e restiruire significati.
 
Miro a ritratti concettuali degli spazi ibridi che ho ricercato, i quali siano intelletualmente e poeticamente sfidanti. Ritratti che mettano in evidenza con una chiave di lettura l’essenza di ognuno di loro.

Veronika Tzekova
Graz
15 novembre 2022

QAnon Revolution – Tutto Quello che viene detto in Questo Spettacolo è Vero di Evoè Teatro con Riccardo Tabilio

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In residenza dal 26 settembre – 2 ottobre 2022


QAnon Revolution è un progetto drammaturgico originale ideato e composto da Riccardo Tabilio per Evoè. Si propone di penetrare e raccontare attraverso gli strumenti del teatro il vasto fenomeno di complottismo internazionale detto QAnon. 

Germinata nel 2017 a partire dalle profezie di Q (entità anonima del web che si presentava come un infiltrato nelle stanze del potere del governo degli Stati Uniti) la dottrina di  QAnon  ha radunato centinaia   di migliaia di seguaci in tutto il mondo:  accoliti e simpatizzanti di Q sono stati coinvolti in casi di cronaca  di carattere violento e terroristico,  tra cui spicca l’irruzione nel palazzo del Congresso degli Stati Uniti a Washington del 6 gennaio 2021, in protesta contro l’uscita di scena di Donald Trump, sconfitto alle elezioni presidenziali.

QAnon  Revolution si  propone di raccontare ciò che è stato QAnon, e ciò che è diventato: seguirà alcuni dei protagonisti assurti agli onori della cronaca (come Edgar Maddison e il suo assalto armato a una pizzeria di Washington, e come Ashli Babbit e Jake Angeli, lo «Sciamano di QAnon», protagonisti   dell’effrazione del Campidoglio) raccontandone   le   gesta   nei   loro   esiti   farseschi, inquietanti o  tragici, attraverso un montaggio alternato e un linguaggio tra l’epico e il drammatico, già sperimentato    dall’autore in Leviatano.

La drammaturgia, fondata su fonti giornalistiche e su saggi come l’imprescindibile La Q di Qomplotto di Wu Ming 1, racconterà l’ideologia su cui il movimento si fonda tentando di leggerne le radici profonde. Ma proverà soprattutto ad osservarne il magnetismo ad occhio nudo, rifiutando l’operazione più facile e più comune condotta dalle maggioranze di fronte alle fantasie del complotto: quella di rompere il giocattolo, di derubricare tutto quanto a bufala e chiunque ci creda  a  pazzo  o  idiota.  Questo tipo di reazione è sbagliata e non basta, no: certamente non di fronte all’enormità della schiera di Q e della sua influenza.  Perché QAnon, oltre ad essere la teoria del complotto più ricca e complessa della storia, una teoria capace di saldare tutte le mitologie complottistiche precedenti (templari + Savi di Sion + rettiliani + Nuovo Ordine Mondiale…)  in una sorta di universo espanso da supereroi Marvel, oltre ad aver influenzato in modo documentato la traiettoria politica degli Stati Uniti degli ultimi anni, e quindi del mondo intero; oltre ad essere un fenomeno a noi vicinissimo,  come testimoniano  i numerosi e frequentati gruppi Telegram  italiani  dedicati  alla causa, oltre a tutte queste cose  racconta  il mondo  in  cui viviamo in una chiave straordinaria.

di Riccardo Tabilio regia Silvio Peroni con Emanuele Cerra e due interpreti in via di definizione.

BÜRGERBÜHNE – La scena dei cittadini

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Laboratorio teatrale permanente

Uno spazio di riflessione, partecipazione e azione performativa aperto ai cittadini di tutte le età.
Un laboratorio permanente per portare in scena storie personali, questioni sociali o culturali urgenti, in un contesto professionale.

BÜRGERBÜHNE – La scena dei cittadini si ispira all’omonimo progetto dello Staatsschauspiel di Dresda e intende sviluppare percorsi annuali in cui i partecipanti lavoreranno alla creazione e alla realizzazione di una performance teatrale che verrà inserita nella stagione 2023 di ZONA K.
I cittadini trasformeranno le loro istanze in linguaggio artistico per trovare così nuove forme di partecipazione attiva.

10+1: alla ricerca della pubblica felicità è il progetto a cui siete invitati a prendere parte.
10 come i 10 anni di attività teatrale di ZONA K e del suo percorso tra innovazione, attualità, ricerca
10 come il decalogo – tutto da inventare- del “buon cittadino”, tra obbedienza e disobbedienza civile
10 come le tappe per raggiungere la “pubblica felicità”, quella che in senso illuminista coincide col bene pubblico
+1 perché possiamo immaginare come andare oltre
+1 perché il primo numero di una decade numerica nuova indica il cambiamento
+1 perché possiamo interrogarci sull’obiettivo 11 dell’agenda 2030 : “rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, resilienti e sostenibili”


BÜRGERBÜHNE – La scena dei cittadini

·      Quando: 25 incontri settimanali + una performance pubblica aperta a tutta la città.
Gli incontri avranno una durata di due ore e si svolgeranno ogni martedì con orario 20.00 – 22.00 a partire dal 24 gennaio 2023 fino a giugno 2023.

·      Dove: presso la sala teatrale di ZONA K, via Spalato 11 (M2 Garibaldi, Gioia – M3 Zara – M5 Isola)

·      Quota di partecipazione: € 80,00

·      Requisiti: per partecipare occorre avere compiuto 18 anni e garantire la presenza per almeno l’80% degli incontri.

·      Come: entro il 20 dicembre invia all’indirizzo organizzazione@zonak.it i tuoi contatti e 10 righe (non una di più) per presentarti +1 punto che inseriresti nell’immaginario decalogo sulla ricerca della pubblica felicità (una descrizione/un titolo). 

Il gruppo sarà formato da un numero massimo di 15 partecipanti che saranno selezionati sulla base del materiale inviato e a seguito di un breve colloquio individuale (17 gennaio). 
Nell’individuare i partecipanti, cercheremo di formare un gruppo il più vario possibile, che sia rappresentativo della città. 
L’esito dell’ammissione verrà comunicato il giorno 9 gennaio 2023. 

Foto di Ryoji Iwata per Unsplash

BEE GENERATION [gLocale]

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L’emergenza climatica, il disastro ecologico, il futuro, il tempo che avanza, la responsabilità, le scelte e le azioni possibili: Bee Generation è una performance urbana che affronta questi temi dal punto di vista dei giovani, una generazione “bee” (ape), che come le api è preziosa e difficile da intercettare ma che ha un ruolo fondamentale per il futuro del pianeta.
Il suo futuro però – come quello delle api- è a rischio. 

Bee Generation è un ronzio che diventa suono e poi voce: si fa strada tra slogan e aspettative, paure e indifferenza. E’ un rumore che può pungere come una domanda, una provocazione, una messa in discussione dei ruoli. 

La performance si svolge in cuffia e prevede un meccanismo di azione partecipata, in cui un coro di ragazzi si mette in gioco e guida il pubblico costringendolo a fare delle scelte. Fino a che punto sei disposto a lottare per salvare il pianeta? Quali contraddizioni ci sono in mezzo agli slogan ambientalisti che sentiamo ogni giorno? A cosa saresti disposto a rinunciare? E se non fosse abbastanza? Nessuna scelta sarà indolore, nessun’ azione sarà senza conseguenze.

Bee Generation è il capitolo 2 del progetto “Generazione gLocale” che nasce per dare voce alle nuove generazioni per promuovere pratiche di convivenza e dialogo e favorire integrazione e inclusione: è uno spazio creativo in cui i ragazzi si pongono come cittadini e costruttori di futuro, un format che ogni volta viene replicato in contesti diversi e arricchito dagli interventi dei ragazzi che partecipano.

Il progetto è stato realizzato in seguito a un laboratorio teatrale presso l’ex Convitto del Trotter, con i ragazzi della scuola secondaria di primo grado I.C. Francesco Cappelli (un grazie speciale per il supporto al prof. Luigi Metropoli) e grazie al supporto dell’associazione Project for People.


c/o mosso – ex Convitto Parco Trotter – Via Mosso 3, – ang. Via Padova (quartiere Turro)

Info: performance teatrale urbana itinerante e interattiva • in cuffia • durata 40 min. ca • consigliata dagli 8 anni in su

Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria: 02.97378443 / 393.8767162
biglietti@zonak.it


Un progetto di ZONA K; drammaturgia, editing audio e regia di Federica Di Rosa e Davide Stecconi; creazione collettiva Cibele, Doa, Fatima, Malak, Ruben, Sara, Sarai, Youssef; laboratorio di street art per la realizzazione di elementi scenici a cura di Christian Gangitano; assistente allo spettacolo Leda Peccatori; con la partecipazione straordinaria di Flora Green People e Atelier Spazio Xpò’

BEE GENERATION fa parte del palinsesto di

SUPERABILE

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Uno spettacolo per l’inclusione sociale, un fumetto teatrale

Superabile parla del mondo, di quel mondo che non si ferma alla prima occhiata, ma supera lo stereotipo della definizione. Racconta la disabilità, partendo dalla conoscenza intima delle persone, tutte così diverse e complesse. Superabile oltrepassa le barriere fisiche e culturali, e per questo fa riferimento al “super” che è il contrario di “dis”. Uno spettacolo dove un regista disegnatore dotato di lavagna magica creerà per il pubblico un mondo fatto disegni all’interno del quale gli attori della compagnia saranno immersi come in una sorta di fumetto vivente.


“E voi che ci guardate, come ci vedete?” chiedono i cinque attori, di cui due in carrozzina, che si raccontano, portando idealmente nel viaggio lo spettatore. Il loro quotidiano è lo spazio che racchiude i sogni, le gioie, ma anche gli sguardi degli altri, la necessità di essere accompagnati, la mancanza di intimità, la perdita di autonomia che è quindi la perdita di un privato. Si sorride e ci si commuove, con leggerezza e ironia, grazie alla possibilità data da questi ragazzi di fare entrare gli spettatori nelle loro vite, di aprire al loro mondo, con uno sguardo capace anche di irridere l’asprezza della realtà.


c/o e in collaborazione con  Olinda onlus / TeatroLaCucina, ex. Ospedale psichiatrico Paolo Pini, via Ippocrate 45 – M3 Affori FN

Spettacolo rivolto alle scuole secondarie di I grado, ingresso gratuito


regia Michele Eynard; con Mathias Dallinger, Melanie Goldner, Paolo Grossi e Jason De Majo; rumorista Rocco Ventura; consulenza artistica Paola Guerra; in collaborazione con Lebenshilfe Südtirol; foto Marzia Rizzo

SUPERABILE fa parte del palinsesto di

AUDIO IBRIDA
Un gioco. Un’esperienza. Un viaggio.

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Un progetto di ZONA K

Audio guida creativa disponibile su l’app gratuita izi.TRAVEL scaricabile da App Store o Google Play.
Requisiti minimi di sistema: per iOS versione 13 o successiva, per Android versione 5 o successiva.
L’App occupa circa 64 MB di spazio di memoria.

CLICCA QUI PER PARTECIPARE


AUDIO IBRIDA è un viaggio, un gioco urbano attraverso Milano, è una voce elettronica di un navigatore speciale che guida alla scoperta degli Spazi Ibridi Socioculturali che abitano la città.

Ibrida/o è chi ha spirito di avventura e capacità di adattamento.
Ibrida/o è resistente e sa gestire gli imprevisti.
Ibrida/o sa essere tante cose insieme senza perdere la sua identità.
E tu, quanto sei ibrida/o?

Questa audio guida è stata presentata alla città di Milano nel 2022 e nel 2023 come gioco urbano da svolgere da sole/i o in squadra.

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Il progetto prosegue l’importante lavoro di ricerca, mappatura e relazione che la rete degli Spazi Ibridi Socioculturali sta portando avanti da qualche anno per produrre welfare generativo, fare cultura e partecipare al rinnovamento di un patrimonio culturale di una città in continua trasformazione come Milano.

Un progetto di ZONA K; testi Federica Di Rosa; registrazioni e sound design Luca De Marinis; installazioni di parole Veronika Tzekova; coordinamento artistico, organizzazione e comunicazione a cura di ZONA K; in collaborazione con Stecca3 e Temporiuso; con la partecipazione di BASE Milano, Casa degli Artisti, Cascina Cuccagna, CasciNet – Cascina Sant’Ambrogio, Eastriver, Giardini in Transito per il Giardino Comunitario ‘Lea Garofalo’, Il Cinemino, mare culturale urbano, Nuovo Armenia, Olinda onlus, Rob de Matt, Spirit de Milan, Stecca3, Terzo Paesaggio e ZONA K; con il sostegno del Comune di Milano

Evento inserito nel palinsesto di

BOTH industries.
Diario di bordo per
“Still Walking, on air”

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Abbiamo iniziato il periodo di residenza artistica con l’idea di sviluppare una performance partecipativa online all’interno della sfera concettuale, estetica e metodologica di Ambulacri, un nostro progetto transdisciplinare composto da una serie di opere video e performance multimediali. Con un tocco ironico e surreale, Ambulacri cattura istantanee fittizie del mondo digitale contemporaneo, dove le dinamiche sociali sono governate da algoritmi di controllo in uno stato di frenetica immobilità. Gli scenari che abbiamo costruito rappresentano in chiave spaziale il fenomeno delle Echo Chambers, ambienti virtuali chiusi in cui le linee di pensiero tendono a radicalizzarsi a causa della ripetizione di modelli comunicativi all’interno di una comunità omogenea. Tutti i video presentano gruppi di persone in perenne cammino, dove le figure umane sono moltiplicate sullo schermo con tecniche di collage video. Solo due performer che camminano su tapis roulant interpretano tutte le molteplici figure che animano gli spazi delle Echo Chambers, come se fossero modelli umani in una simulazione digitale. I loro corpi sono l’elemento fondante della composizione visiva generale: l’ambiente rappresentato è vuoto e i suoi tratti emergono dalla sola giustapposizione degli individui che vi interagiscono.

Per la creazione degli elaborati audiovisivi abbiamo sviluppato un sistema compositivo aleatorio che ci permette di progettare la configurazione spaziale dei nostri scenari, i ruoli dei soggetti che li abitano, le tempistiche delle loro azioni e delle generali dinamiche del gruppo. Il metodo progettuale e produttivo si è dimostrato particolarmente duttile e ludico, e cosí abbiamo pensato che poteva essere adattato per il coinvolgimento del pubblico all’interno del processo creativo: inseriti nel gruppo di regia, i partecipanti avrebbero potuto influire su alcuni dei parametri che modulano la performance durante la riprese.

Il periodo di residenza si è diviso in due momenti principali: una fase di ricerca sul funzionamento delle piattaforme di live video streaming, sui loro contenuti e sul loro linguaggio estetico; una seconda fase di sperimentazione di nuovi formati performativi fruibili online che guidano il pubblico in un percorso multimediale attraversando gli ambiti dell’immagine movimento, della recitazione teatrale, della musica elettronica e della progettazione informatica.

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La prima fase ha incluso sessioni di discussione online tra i membri dell’associazione e con le tutor, e una settimana di residenza presso ZONA K nel mese di Luglio.

Nell’intento di trovare una piattaforma ideale per ospitare la nostra performance e consentire una fluida partecipazione del pubblico, la fase iniziale fu dedicata alla ricerca di servizi di live streaming sul web. Esiste una grande varietà di siti che danno spazio agli utenti per caricare contenuti audiovisivi o video in diretta. Ogni piattaforma ha un focus tematico, un formato audiovisivo specifico ed un’interfaccia leggermente differente, progettata per aumentarne l’attrattività tramite l’ottimizzazione dei sistemi di condivisione di contenuti e dei mezzi di comunicazione tra gli utenti che la animano.

Pur mantenendo uno sguardo ampio per prendere ispirazione da varie fonti, selezionammo come ambiente di lavoro una delle piattaforme di live video streaming che avevamo individuato, a causa del suo elevato livello di interattività tra gli streamer e gli utenti collegati, e la sua capacità di creare comunità attorno ad ambiti di interesse condivisi e a figure carismatiche. Seguì quindi un approfondimento sul funzionamento della piattaforma, sui caratteri fondanti dei video trasmessi, sui sistemi di comunicazione tra utenti e sulle dinamiche sociali ed economiche che si instaurano tra l’azienda che gestisce la piattaforma e gli streamer, cioè coloro che creano e presentano contenuti audiovisivi sulla piattaforma, tra gli streamer ed il loro pubblico, nonché tra gli stessi membri del pubblico.

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Una volta selezionati gli elementi chiave su cui lavorare, la fase di sperimentazione ha coinvolto tutto il team di lavoro che comprende i membri dell’associazione ed il nostro collaboratore Martin Obrist, invitato ad unirsi per lo sviluppo dell’architettura informatica che consente l’interazione con il pubblico. Abbiamo installato il nostro studio di registrazione con teli verdi all’interno di ZONA K e testato un sistema di ripresa multi-camera, che permette di dividere lo spazio della performance in stanze separate e di riprendere le stesse scene da punti di vista complementari. I primi giorni di residenza sono stati dedicati alla messa a punto di un sistema logistico che mette in comunicazione riprese video, suono, lettura ed elaborazione dei dati forniti dalla chat. In seguito abbiamo lavorato sulla reinterpretazione in chiave visiva, performativa e sonora dei formati video presenti sul web, appropriandoci dei principi compositivi più comuni come il remix, la citazione, il collage, l’iterazione, la ripetizione e variazione.

La performance è strutturata per moduli, ed è tuttora in via di sviluppo. Al termine del percorso di residenza avremo l’occasione di mostrare una prima forma del lavoro che comprende una serie di capitoli selezionati. Il pubblico è invitato a prendere parte al gioco di composizione delle scene e ad interagire con noi e gli altri utenti tramite la chat, assumendo così il ruolo fluido di audience, giocatore, performer e regista.

CHIAMATA PUBBLICA TEATRO PARTECIPATO

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ZONA K lancia una nuova call ai cittadini di Milano per “NON SIAMO NIENTE, SAREMO TUTTO”, progetto di teatro partecipato con la direzione artistica di Jens Hellie (drammaturg Leone d’oro alla Biennale 2019) e di Alessandro Renda (Teatro delle Albe di Ravenna).

Stiamo cercando lavoratrici e lavoratori di qualunque professione che abbiano voglia di essere coinvolte/i in un percorso artistico di indagine e di testimonianza sul tema del lavoro oggi.

“Il lavoro definisce veramente chi siamo? Quanto risponde alle nostre aspettative? Può rappresentare oggi un punto di osservazione sullo stato di salute della società, soprattutto dopo la fase acuta dell’emergenza sanitaria?”


Previsti tre incontri presso la sala teatrale di ZONA K – via Spalato 11 (M2 Garibaldi, Gioia + M3 Zara + M5 Isola)
Giovedì 3 novembre tra le ore 19.00 e le ore 22.00
Sabato 5 e Domenica 6 novembre tra le ore 16.00 e le ore 19.00

Non è richiesta alcuna esperienza teatrale pregressa e la partecipazione è gratuita.

Per aderire o chiedere informazioni scrivere a stagione@zonak.it.
Deadline adesioni di partecipazione venerdì 28 ottobre 2022.


Il primo studio di NON SIAMO NIENTE, SAREMO TUTTO è stato presentato in anteprima al pubblico del Teatro degli Impavidi di Sarzana lo scorso 30 settembre.
Il debutto nazionale si terrà presso il teatro di Olinda onlus (M1 Affori) il 3 e 4 dicembre 2022.

STOP [fermata metropolitana]

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Con il progetto “STOP” ZONA K si aggiudica un posto tra i vincitori del Bando “Milano è viva” del Comune di Milano, dedicato alle periferie.
Partner del progetto sono Project for People, Olinda onlus, ADA Stecca e ATELIER SPAZIO XPO’.

Il progetto STOP prevede la realizzazione di una serie di azioni di rafforzamento dell’offerta culturale, di inclusione sociale e culturale e di formazione secondo quelle pratiche performative che ZONA K sperimenta ormai da 10 anni. Percorsi itineranti, spettacoli partecipati, spettatori che diventano attori, non professionisti che contribuiscono al processo creativo. E’ in questo ambito che STOP trova una coerenza non solo artistica ma anche territoriale, concentrandosi nei Municipi 9 (zona Affori/Comasina e Isola) e Municipio 2 (ex convitto Trotter, via Padova), ma prevedendo anche un’azione diffusa in un territorio “senza confini” che vuole coinvolgere i numerosi Spazi Ibridi presenti in città.

STOP è una fermata di pensiero sulla necessità del teatro, sul valore del coinvolgimento del pubblico, sulle nuove modalità artistiche, sui margini della società e della città, sul presente nel quale viviamo. E’ il filo conduttore di progetti performativi e teatrali che si muovono su temi diversi – dal lavoro alla cura delle persone, dall’ambiente alla protesta politica, dalla ridefinizione della socialità alla riformulazione degli spazi urbani.

Per la modalità di lavoro di ZONA K le azioni si intrecciano. Quasi tutti gli spettacoli/performance lavorano sulla qualità e sull’innovazione dei linguaggi e al contempo racchiudono in sé azioni di inclusione sociale, di rafforzamento dell’offerta culturale e di formazione.

Questo il programma.

2 dicembre 2022 ore 20.00 | c/o ZONA K
Dreams Come True, Hichmoul Pilon, anthropie, collettivo Siamo ovunque
SIAMO OVUNQUE

[performance partecipata]

Il pubblico legge una raccolta di risorse emotive e ispiratrici: storie di attivisti, tattiche, strumenti e strategie, registrate come testi scritti o trascritte da racconti orali per formare un archivio dell’attivismo contemporaneo.


3 – 5 dicembre 2022 ore 20.00
c/o TeatroLaCucina
(quartiere Affori Comasina)
un progetto di ZONA K, JENS HILLJE, ALESSANDRO RENDA
NON SIAMO NIENTE, SAREMO TUTTO [spettacolo – prima nazionale]

Una chiamata pubblica, decine di lavoratrici e lavoratori che rispondono. È l’inizio del progetto che si è concretizzato nell’ultimo anno con incontri, laboratori teatrali, ricerca, video documentari, canzoni di protesta, cortei, un pretesto (America di Kafka), tre attori, un regista e un dramaturg.


7 – 11 dicembre 2022 ore 14.00 – 17.00
un progetto a cura di ZONA K
AUDIO IBRIDA
[camminata urbana in vari luoghi di Milano – prima nazionale]

Una performance urbana guidata dalla voce elettronica di un navigatore personale. Un’audioguida creativa, un gioco che diventa urbano e che attraversa il territorio di Milano alla scoperta degli Spazi Ibridi Socioculturali che lo abitano.


13 e 14 dicembre 2022 ore 11.15
c/o TeatroLaCucina
(quartiere Affori/Comasina)
Teatro La Ribalta – Kunst der Vielfalt
SUPERABILEUno spettacolo per l’inclusione, un fumetto teatrale
[spettacolo]

Superabile parla del mondo, di quel mondo che non si ferma alla prima occhiata, ma supera lo stereotipo della definizione. Racconta la disabilità, partendo dalla conoscenza intima delle persone, tutte così diverse e complesse.


17 e 18 dicembre 2022 ore 17.00
c/o Ex Convitto Trotter (quartiere Turro)
un progetto a cura di ZONA K
BEE GENERATION [gLocale]
[performance partecipata – prima nazionale]

Bee Generation è una performance partecipata creata dai giovani rivolta agli adulti che affronta dal loro punto di vista temi urgenti, una generazione “bee” (ape), che come le api è preziosa e difficile da intercettare ma che ha un ruolo fondamentale per il futuro del pianeta.

Dialoghi tra i Rami

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Laboratorio di scrittura creativa ed espressività vocale per over 60!

Cosa ci raccontano gli alberi? Costruiamo insieme frammenti di storie da ascoltare e diamo voce ai personaggi nascosti nella natura.  

Il workshop prevede un lavoro di scrittura e di espressività vocale volta alla realizzazione di un racconto audio che verrà poi inviato ai partecipanti. 


In collaborazione e presso BAM Biblioteca degli Alberi – Milano ideato e condotto da Federica Di Rosa per la giornata di festa BAM! Il parco si fa Isola
Partecipazione gratuita con prenotazione obbligatoria.

Per partecipare compila il modulo che trovi ➡︎ QUI

60+ Corso di teatro, scrittura e audiovisivi dedicato agli Over60

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Qual è l’oggetto che ti rappresenta? Che voce ha, che cosa può dire di te?
Gli oggetti raccontano storie, reali e immaginarie. Raccontano persone, esperienze, segnano un momento particolare della vita, riportano all’infanzia, definiscono un carattere.

Il percorso 60+ esplora la scrittura, l’azione teatrale e l’improvvisazione utilizzando anche strumenti audio e video, per approfondire il tema con diverse discipline artistiche e creare una performance collettiva e partecipata.


Il percorso è strutturato in 14 lezioni da febbraio a maggio 2024.
Le lezioni di 90 minuti si svolgono il lunedì dalle ore 14.30 alle ore 16.00.
Costo € 400,00

Agevolazioni:
Sconto del 5% per iscrizione unica soluzione e per iscritti anni precedenti
Possibilità di suddividere la quota in due rate durante l’anno
Gli sconti non sono cumulabili.
Il corso si attiverà al raggiungimento del numero minimo dei partecipanti.

Lezione di prova gratuita 19 febbraio 2024 solo su prenotazione.
Contatti: organizzazione@zonak.it – 02.97378443

Se invece non hai dubbi, iscriviti subito e compila il modulo online cliccando QUI

Sarà condotto da Davide Stecconi: diplomato alla Civica Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi 1999 (corso Drammaturgia). Dal 2000, alternandosi come sceneggiatore e regista, ha scritto e diretto cortometraggi e lungometraggi e alcune fiction per la TV fra cui la serie Piloti – Rai2 -. Più recentemente collabora alla realizzazione di spot per il web e documentari come filmmaker.

Alessandro Renda e Jens Hillje raccontano Non siamo niente, saremo tutto

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Com’è nato questo progetto?

Alessandro Renda: Tutto è iniziato da una chiamata di ZONA K che mi ha elettrizzato per la sua particolarità. Mi si chiedeva di collaborare con Jens Hillje e di lavorare con i cittadini di Milano e di La Spezia. La singolarità della richiesta stava anche negli aspetti tematici che mi si chiedeva di approfondire e tenere insieme: il mondo del lavoro, il 150° anniversario del testo dell’Internazionale e la possibilità di lavorare in maniera corale con professionisti e non professionisti.

Come si sono intrecciate le vostre competenze?

Jens Hillje: Alessandro ha sempre chiaro dove vuole arrivare ed è importante perché costringe chi lavora con lui a trovare una nuova prospettiva, un nuovo linguaggio, tralasciando volutamente ciò che già si conosce. Il mio compito è stato cercare cosa non era stato ancora detto, trovare ciò che non era stato indagato su un palcoscenico e individuare cosa avrebbe pottuto essere interessante rappresentare. Si cerca sempre una combinazione tra un’idea prestabilita e qualcosa che non si sa.

Qual è la vostra urgenza rispetto al tema trattato?

A.R. Con Jens abbiamo subito definito un orizzonte di interessi comuni per creare un “combattimento”, seppur piacevole, con le richieste che ci aveva fatto la produzione. Ci siamo chiesti sin da subito come trattare la questione di fondo, il mondo del lavoro, in un modo più ampio: non ci attirava, infatti, l’dea di esplorare problematiche dei vari comparti lavorativi, ma piuttosto di approfondire quanto noi siamo, a nostra volta, responsabili delle problematiche del lavoro degli altri o perlomeno quanto possiamo rispecchiarci nelle scelte altrui per avere maggiore consapevolezza dei nostri desideri o frustrazioni. Con la volontà di creare qualcosa senza risposte, ma con tante domande da poter condividere.

Come si è svolta la chiamata per coinvolgere i non professionisti?

A.R. All’inizio abbiamo deciso di indagare i lavori non produttivi (care work) legati alla cura del prossimo: insegnanti, corpo scolastico, infermieri, medici, badanti. Però, quando si fa una chiamata aperta, non è detto che rispondano le persone che ci si aspettava e così è stato: si sono presentati disoccupati, studenti, professionisti di altri ambiti, pensionati, tutti accomunati da diverse esperienze teatrali, e così abbiamo iniziato ad ascoltare le storie di questi lavoratori, storie di scelte fatte o non fatte, di vocazioni seguite o di necessità della vita.

Cosa avete chiesto ai lavoratori? Quali sono state le prime fasi del processo creativo con i partecipanti?

J.H. Abbiamo lavorato molto sulle domande, perché il modo in cui chiedi qualcosa determina la risposta delle persone. Abbiamo fatto richieste molto concrete e le persone hanno iniziato a parlare delle loro professioni in modo inconsueto: non si lamentavano — come ci saremmo aspettati — delle condizioni lavorative, ma ci hanno invece raccontato un rapporto molto intimo con il proprio lavoro e con i colleghi, con cui passano quasi più tempo che in famiglia. La domanda più interessante è stata “cosa volevi fare da grande?”, perché porta a parlare molto apertamente della propria idea di vita e della propria vocazione, in un modo spesso fragile e vulnerabile.

Qual è la struttura dello spettacolo?

A.R. Abbiamo lavorato in contemporanea su tre drammaturgie: una drammaturgia scenica per attori professionisti; un corteo poetico, per esplorare ciò che hanno ancora da dirci le parole del poeta anarchico Eugène Pottier ne L’Internazionale e una restituzione video delle storie raccolte, una parte documentaria, che comunque abbiamo da subito ritenuto necessaria per il progetto. È un lavoro di vera sinergia, costruito strada facendo. La sfida è diventata quella di tenere insieme letteratura e documentario, finzione e realtà, teatro e reale.

Sono tantissimi gli spunti che sono confluiti durante il percorso: ci sono anche dei riferimenti a America di Kafka. In che modo quest’opera ha influenzato il vostro lavoro?

A.R. Avevamo bisogno di uno sprofondamento in un mondo altro che potesse legare e far leggere questi racconti in maniera diversa, non solo documentaristica, e così siamo arrivati al Teatro Naturale di Oklahoma, l’ultimo capitolo di America, romanzo inconcluso di Kafka. Lo scopo è stato quello di restituire una struttura, anche enigmatica, che potesse racchiudere alcune delle questioni che abbiamo indagato.

A questo proposito, in che modo le storie dei singoli possono trasformarsi in un quadro collettivo?

J.H. La parte interessante è stata proprio trasformare l’esperienza individuale in una testimonianza che rappresentasse un’esperienza condivisa. Abbiamo lavorato con un gruppo molto variegato che ha una differenza d’età consistente, dai 15 ai 70 anni. Tutti hanno toccato gli stessi problemi, anche se accompagnati da sentimenti diversi: i più giovani con maggiore speranza e i più anziani con disillusione. Ascoltando le risposte si comprende come il lavoro diventi per ciascuno di noi, indipendentemente dall’età, espressione di chi siamo come esseri umani. Di tutto questo materiale volevamo restituire una visione veritiera, un’immagine filtrata dal teatro, illuminando una prospettiva nuova sul lavoro attraverso le possibilità della messa in scena.

Jens Hillje, Alessandro Renda (DE/IT)

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Un progetto di ZONA K

Una chiamata pubblica, decine di lavoratrici e lavoratori che rispondono. È l’inizio del progetto che si è concretizzato nell’ultimo anno con incontri, laboratori teatrali, ricerca, video documentari, canzoni di protesta, cortei, un pretesto (America di Kafka), tre attori, un regista e un dramaturg.

Il “lavoro” come fil rouge. Il lavoro come aspirazione, come scelta obbligata, come fonte di sostentamento, ma soprattutto come motore che delinea le traiettorie, definisce autostima e convinzioni personali, rischia di plasmare i nostri valori e determina dove e con chi trascorriamo la maggior parte del tempo.

Ma il lavoro definisce veramente chi siamo? Quanto risponde alle nostre aspettative? Quanto peso ha nella nostra vita e nelle scelte che facciamo? Può oggi rappresentare un punto di osservazione sullo stato di salute della società, soprattutto dopo la fase acuta dell’emergenza sanitaria?

Non siamo niente, saremo tutto è la traduzione letterale di un verso de L’internazionale scritto dal poeta e rivoluzionario Eugène Pottier 150 anni fa. Non siamo niente, saremo tutto è anche il progetto teatrale prodotto da ZONA K, in cui Jens Hillje e Alessandro Renda hanno coinvolto lavoratrici e lavoratori di diversi settori, per esplorare storie individuali e affrontare il tema da differenti prospettive: possiamo specchiarci nelle storie lavorative altrui per sentirci più interconnessi? Quanto condiziona le nostre esistenze il rispetto di una volontà o di una vocazione? Comprendere felicità o insoddisfazioni individuali ci aiuta a valutare il benessere collettivo? Il concatenamento di storie diventa uno strumento di indagine per trasformare l’esperienza collettiva in una narrazione condivisa, un coro pensato come opera d’arte totale e scultura sociale per riabbracciare un desiderio di comunità e, attraverso il teatro, trovare nuove forme di rappresentazione della realtà.


info spettacolo e biglietti: Biglietteria Teatro degli Impavidi +393464026006 (anche su WhatsApp)
teatroimpavidi@associazionescarti.it

c/o e in collaborazione con  Teatro degli Impavidi di Sarzana (SP)


regia: Alessandro Renda; dramaturg: Jens Hillje; con: Roberto Corradino, Milena Costanzo, Matteo Gatta, i cittadini e le cittadine della chiamata pubblica di La Spezia e Milano e con i cori Four Steps Choir, Coro F.de André, Batebalengo, diretti da Gloria Clemente e Pietro Sinigaglia; scenografia: Denise Carnini e Francesca Pedrocchi; disegno luci: Mario Loprevite; editing e visual effect video: Francesco Tedde (Antropotopia); foto: Luca Del Pia; produzione ZONA K (MI); co-produzione: Pergine Festival (TN), Associazione 47|04 (GO); produzione esecutiva Valentina Picariello e Renata Viola; organizzazione Federica Bruscaglioni; con il sostegno e la collaborazione di Fuori Luogo La Spezia/Gli Scarti; in collaborazione con Olinda onlus, Project For People, Stratagemmi Prospettive Teatrali

Il progetto è realizzato con il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito di Art Waves Produzioni di cultura contemporanea e con il sostegno di Fondazione Cariplo e del Comune di Milano

Alessandro Renda è attore, regista e filmmaker nel Teatro delle Albe di Ravenna. Si avvicina alla compagnia fin da adolescente partecipando ai laboratori della non-scuola, pratica teatral-pedagogica antiaccademica creata da Marco Martinelli. Nel 1998 viene scelto per interpretare uno dei dodici “palotini” dello spettacolo I Polacchi, testo e regia di Martinelli e da allora è attore e regista della compagnia. Dal 2001 è guida nei laboratori non-scuola. Dal 2003 si occupa di video, realizzando proiezioni per la scena o “traduzioni” in video di molti spettacoli del Teatro delle Albe e documentari su esperienze teatrali in giro per il mondo della compagnia.

Jens Hillje (Germania, 1968) dal 1989 al 1995 studia Arti applicate all’Università di Perugia, studi che prosegue a Hildesheim e a Berlino. Dal 1990 lavora nella scena del teatro indipendente tedesco come attore, autore e regista. Nel 1996 ha fondato insieme a Thomas Ostermeier lo spazio ‘Barracke’ al Deutsches Theater. Dal 1999 fino al 2009 è Chief-dramaturg e membro della direzione artistica della Schaubühne di Berlino con Thomas Ostermeier e la coreografa Sasha Waltz: con loro crea un ensemble permanente di danza e prosa di rilievo internazionale. In qualità di dramaturg lavora con i maggiori esponenti del teatro europeo: oltre a Ostermeier, Yael Ronen, Falk Richter, Luk Perceval, Sebastian Nübling, Nurkan Erpulat. Durante il suo periodo alla Schaubühne, Jens Hillje ha creato il F.I.N.D Festival nel 2000. Il festival per la drammaturgia internazionale e contemporanea ha presentato autori emergenti della scena teatrale e oggi è uno dei più rinomati festival in Germania. Dalla stagione 2013/14, Jens Hillje è co-direttore artistico e Chief-dramaturg del Gorki, insieme a Shermin Langhoff. Dal 2021 è free dramaturg. Nell’estate 2019 è stato insignito del Leone d’Oro alla carriera alla Biennale di Venezia.

A cosa servono, ancora, i miti greci?

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Ateatro Bolzano29
in collaborazione con
EngrammaTeatro dei Borgia e ZONA K

presentano

A cosa servono, ancora, i miti greci?
in occasione della pubblicazione del numero 194 della rivista “Engramma”

c/o Bolzano29, via Bolzano 29A, Milano (Metro M1 Rovereto)

Intervengono:
Monica Centanni (direttore di “Engramma” e professore ordinario di Lingua e Letteratura greca, Università Iuav di Venezia e Università di Catania),
Maddalena Giovannelli (docente Storia del Teatro presso USI-Università della Svizzera Italiana, Lugano),
Daniela Sacco (ricercatrice e docente presso l’Università Iuav di Venezia), Gianpiero Borgia (Regista).

Conduce Oliviero Ponte di Pino (presidente di Ateatro).

“What’s Hecuba to him?”
Che cos’è Ecuba per lui, cos’è lui per Ecuba? Perché dovrebbe piangere per lei?
Fa chiedere Shakespeare ad Amleto.

Questo numero della rivista “Engramma”, incentrato sull’esperienza teorica e pratica di Teatro dei Borgia, è nato per tentare di rispondere a una domanda: “A cosa servono, ancora, i miti greci?”.
Rilanciamo la domanda di Amleto: “Cosa sono Medea, Filottete, Eracle per noi?”.
“Perché dobbiamo piangere per loro? Servono ancora i nomi, le storie, le figure del mito? Possono i miti greci dire il nostro presente?”.
La stessa domanda che dà il titolo al Seminario di studi che si è tenuto a Trani il 21 e il 22 maggio 2022 per iniziativa di Teatro dei Borgia e della rivista “Engramma”.

Vai alla trilogia LA CITTA’ DEI MITI di Teatro dei Borgia

RAP IN THE CITY

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Puoi inventare.
Puoi rappare.
Puoi girare la città come in un video musicale.

E allora cosa aspetti? Rap in the city! Un campus per trasformare la città in un rap e realizzare un videoclip.

Una giornata al campus “Rap in the City”

ore 9.00 – 9.30Benvenuti piccole/i rapper! Giochi di accoglienza
ore 9.30 – 10.30Rap ritmo e parole. Inventa una canzone e prova a rappare
ore 10.30 – 11.00Merenda al sacco
ore 11.00 – 12.30Video, elementi di regia. Ideazione videoclip, ricerca location
ore 12.30 – 14.00Pranzo al sacco e gioco libero
ore 14.00 – 15.00Visione video musicali e analisi del linguaggio video
ore 15.00 – 16.30Rap & Video: registrazione audio e/o riprese video
ore 16.30Uscita

Merende e pranzo al sacco sono a carico delle famiglie. Se il meteo lo consente verranno consumati all’aperto in uno dei parchi cittadini vicini a ZONA K (via Confalonieri, via De Castillia)

Il campus prevede la realizzazione e il montaggio di un videoclip musicale che verrà proiettato a ZONA K dopo le vacanze estive.

Il campus:
– è a numero chiuso, si attiva al raggiungimento del numero minimo di iscritti richiesto
– le iscrizioni si chiudono il giorno 21 luglio o al raggiungimento del numero massimo di iscritti previsto
– prevede la realizzazione e il montaggio di un videoclip musicale che verrà inviato alle/ai partecipanti nelle settimane successive la proiezione di settembre a ZONA K

Costo: € 190,00
Agevolazioni: sconto 10% per secondogeniti
sconti non cumulabili

CLICCA QUI PER COMPILARE  IL MODULO D’ISCRIZIONE


Per informazioni più generali, contattaci all’indirizzo organizzazione@zonak.it

Restituzione pubblica TMN 22

MOLTING Faccio la muta. / Perdo: / grani / chili / foto / candele / souvernirs / mutande col pizzo / pagine e pagine / di precetti /giudizi / pensieri / big bubbles fiori secchi / calcinacci / conchiglie / mattoni e / cordoni. / Cordoni. / Perdo / cordoni. / Ombelicali. / Li lascio andare. / Ecco, piano piano / vi lascio andare, miei cari. / Vi perdo. / Ma io. / Io. / Non mi perdo.

Giulia Asselta (1994, Milano) Laurea in Lettere Moderne all’Università degli Studi di Milano, consegue a pieni voti il Master of Arts in Languages and Literatures all’Università di Friburgo (CH), con tesi su Mariangela Gualtieri. Collabora come assistente alla regia in teatro, cura adattamenti drammaturgici e piccoli progetti performativi  e lavora come organizzatrice di eventi. Scrive poesia. Ogni forma d’arte la entusiasma e le restituisce libertà. Le sta a cuore dar voce con l’arte ai movimenti più profondi dell’animo umano.


MA ANCHE SE NON FOSSE SUCCESSO NIENTE, SAREBBE STATO QUELLO CHE CI SI ASPETTAVA In un parossismo d’indecisione le aveva fatto domande a cui lei non poteva rispondere, ricevuto  silenzi che non poteva tollerare. Così continuava a sfogliarla, tirando sterilmente i suoi petali retrattili: una tortura piena di grazia. Esitante e temporeggiante, eternamente titubante, discendeva una spirale di dilemmi rodendosi dall’interno come una tèrmite affamata.

Mara Callegaro (1994, Varese) Vive e lavora a Milano. Si laurea in Arti Visive, indirizzo Pittura, presso l’Accademia  di Belle Arti di Brera. Prosegue gli studi frequentando il Biennio di Fotografia alla scuola Cfp Bauer, Milano. Dal 2020 è assistente di Francesco Jodice e docente al Biennio di Arti Visive e Studi Curatoriali presso NABA – Nuova Accademia di Belle Arti di Milano. Nella sua ricerca tiene  allenato uno sguardo leggero e meditabondo.


 UN GIORNO SAREBBE DIVENTATO TUTTO BELLISSIMO Dinamiche relazionali in cui “dare” diventa un imperativo incorporato. Dare sempre, dare tanto, dare tutto. Animali relazionali in relazione al concetto del proprio sé.
Se cadi ti rialzi, se sbagli ricominci, se muori muori.

Alessio Cerfeda (1986, Gallipoli)  è un artista transmediale nato in provincia di Lecce. La sua pratica deriva in maniera organica da una formazione onnivora che va dalla sceneggiatura all’antropologia, dalla composizione elettroacustica all’universo dell’outsider art, passando per il lavoro nella scuola pubblica come bidello.


CREATURE_AU COEUR DE L’INTIMITÈ Scivolare via da una vecchia pelle, imprimersi, venire alla luce e andare verso.
Da Antigone a Creatura un filo unisce passato e presente in una lenta, costante e inesorabile ridefinizione.
Si può vivere senza l’obiezione di morire? Si può vivere accettando di morire?

Miriam Giudice (1984, Milano)  Formazione teatro e danza. Lavora dal 2008 come performer, attrice e modella d’arte nell’ambito dello spettacolo e del video. Dal 2013 porta avanti la sua ricerca interpretativa e performativa con taglio autorale e una commistione di modalità e linguaggi che includono movimento, parola poetica, scrittura, canto e fotografia. Indaga il percorso di individuazione dell’essere umano in relazione a sé, alla collettività e all’ambiente attraverso atti performativi dove il corpo diviene chiave per la creazione e veicolo di significati e immagini.


MUTA REVERSE E’ il processo di costruzione del senso interno di appannamento e di presenza-assenza che mi abita, nel tentativo di attivare un dialogo con la parte in trasformazione di me. I muri del cuore non sono visibili ad occhio nudo ma sanno creare distanze siderali. Desidero abitare questo muro interno ed esplorarlo; alcuni muri sanno difenderci e io ho bisogno di una pelle.

Chiara Marini Ferretti (1991, Livorno) Documentarista, video artista e performer. Dopo una formazione umanistica e teatrale si specializza in regia documentaristica presso la Civica Scuola di Cinema di Milano. Individua l’arte come mezzo per indagare l’essere umano, nella sua dimensione sociale, intima e politica; è attraverso la relazione che cerca di rivelare l’intrinseca verità che abita se stessa e gli altri.


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Sathya Nardelli (1997, Trento) Attrice, performer, educatrice teatrale. Si diploma a Venezia come attrice professionista per il Teatro Stabile del Veneto e a Milano come Formatrice. È parte della comunità teatrale Dopolavoro Stadera, per cui è attrice e autrice per progetti di teatro sociale, tra cui la Brigata Brighella. Si concentra su scrittura, movimento e performing art. “PLAYBACK”, la sua opera prima, è in vista di debutto. Il venerdì mattina va in terapia, il sabato a francese.


SANA SANA Sana Sana nasce da una nostalgia, da un blocco, da un’ostruzione, è una richiesta, un istinto, una pretesa.
SANA SANA COLITA DE RANA, SI NO SANAS HOY, SANARAS MAÑANA è la mia guarigione, la voce di mia madre che consola il mio utero

Lorena Santamaria (2000, Genova) Nel 2019 dopo essersi diplomata al liceo artistico Paul Klee si trasferisce a Milano per frequentare il biennio di fotografia al CFP Bauer. Una volta concluso, comincia un percorso come assistente di studio. Contemporaneamente ai suoi studi matura un interesse nei riguardi dell’arte performativa portandola a frequentare il corso The Momentary Now.


LUNARIO Affiorano parole. E’ iniziato il Lunario, un coro che instilla nell’aria perline di assenza.
Una piccola pratica di ossessione e liberazione. C’è di mezzo la Luna, ognuno ha la propria, che custodisce ciò che di assoluto si trova nell’umano.
Mancanze e presenze costanti. Una persona, un tempo, uno slancio.
Un quadro di nostalgia cosmica.

Valeria Spera Dopo gli studi in Cinema e Produzione Multimediale, lavora come autrice di programmi TV e progetti audiovisivi e cura videoinstallazioni per il teatro. È docente di Linguaggio del Cinema a Milano. Coltiva da sempre un amore discreto per l’arte e la danza, che le ha suggerito di affacciarsi nel mondo della performance. Ama le cose e le persone di una volta, ma corre dietro  alla curiosità per ciò che ancora non è accaduto.


RICAMO Atto d’amore, omaggio alla madre e ai suoi ricami a punto croce. I fili colorati si intrecciano, non in una minuscola tela aida, ma in uno spazio gigante fra alberi e arbusti del giardino. Nessuno schema predefinito, nessun disegno premeditato. Solo una semplice danza, guidata dalla stessa cura che impiega un aracnide per tessere la sua tela.

Monica Turri (1993, Milano) Attrice e performer. Da sempre innamorata dell’arte prova a soddisfare la sua curiosità per questo vasto campo laureandosi in Scienze dei Beni Culturali. La sua esigenza di stare sul palco la porta a frequentare l’accademia MTS-Musical! The School. Prosegue la sua formazione con il corso di laurea magistrale in Scienze della Musica e dello Spettacolo, mentre frequenta anche un corso di Alta Formazione in Mercati dell’Arte.


MERVE RÈMINE Le parole verme e inerme non sono anagrammabili senza che si perda il senso dei termini, per questo i due neologismi creati, che danno titolo alla performance, non formano nessun nuovo significato. Il bozzolo nero, soffocante, pesante ed estremamente scomodo da indossare e spostare, in cui mi infilo e trascino per pochi metri, è l’insensatezza del dolore che mi lascia esausta, sporca e infradiciata. Portare il mio corpo e la mia mente allo stremo della sopportazione è una dinamica che attuo quotidianamente nella creazione delle mie sculture che, ora, per la prima volta indosso.

Federica Zianni (1993, Roma) docente di Tecniche di Fonderia presso l’Accademia di Belle Arti di Brera dove si è laureata al biennio di Scultura nel 2018. Ha partecipato a residenze artistiche rilevanti come In-edita 2 e Arte Laguna Prize 16 presso la Fonderia Artistica Versiliese. È stata finalista a 17 premi di rilievo nazionale tra cui: Premio Arte, Premio Combat, Premio Comel, Exibart Prize, Premio Cramum e Premio di Scultura Gabbioneta, ricevendo molti riconoscimenti. È in corso la realizzazione della sua prima monografia per Vanillaedizioni.

 

CHIAMATA PUBBLICA
TEATRO PARTECIPATO

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NON SIAMO NIENTE, SAREMO TUTTO

 ZONA K lancia un grande progetto internazionale di teatro partecipato in collaborazione con Gli Scarti/Fuori Luogo di La Spezia.

Una “chiamata” alla cittadinanza di Milano per partecipare direttamente e in prima persona:
“Abbiamo bisogno di persone del territorio, di lavoratori e lavoratrici di alcuni settori che abbiano voglia di essere coinvolte all’interno di un percorso di indagine e di testimonianza che porterà ad una grande performance finale e che vuole coinvolgere direttamente le comunità cittadine sul tema del lavoro e dei suoi cambiamenti dopo l’esperienza della pandemia”.

La direzione artistica è di Jens Hillje (dramaturg berlinese, Leone d’oro alla Biennale 2019) e di Alessandro Renda (Teatro delle Albe di Ravenna) ideato e prodotto da ZONA K.

A CHI è rivolta la call?
–       Lavoratrici/lavoratori del mondo della SCUOLA E ISTRUZIONE (insegnanti, personale ata, studenti/studentesse)
–    Lavoratrici/lavoratori del mondo della SANITA’ e ASSISTENZA SOCIALE (infermieri/e, farmacisti/e, OSS, medici, caregivers etc)
–       Lavoratrici/lavoratori del mondo FOOD/DRINK, DELIVERY e COMMERCIO (ristoratori/trici, baristi/e, camerieri/e, riders, commessi/e di supermercato)

Oltre alle persone appartenenti alle suddette categorie possono partecipare anche coloro che abbiano voglia di condividere testimonianze indirette e la propria esperienza rispetto alle tematiche del progetto.

*NON è richiesta alcuna preparazione o esperienza teatrale pregressa e la partecipazione è gratuita

 


Domenica 22 maggio 2022 ore 18.30 – 20.30 ci troveremo a ZONA K (Via Spalato 11, vicino ple Lagosta, quartiere Isola) per raccontare il progetto e le differenti modalità di partecipazione:

  1. Semplice raccolta di testimonianze (anche video)
  2. Partecipazione ai successivi incontri del 30 maggio e 6 giugno (ore 18.30 – 20.30)
  3. Partecipazione performance finale (in autunno, data da definire)

Con noi ci sarà il regista Alessandro Renda.

Per partecipare o chiedere informazioni scrivi a stagione@zonak.it.

Deadline adesioni di partecipazione venerdì 20 maggio 2022.


 

 

IL PROGETTO
Soprattutto in questi ultimi 30 anni di libero mercato e privatizzazioni sono state deluse molte possibilità di una società più giusta e la competizione è diventata la condizione che definisce le relazioni umane, trasformando i cittadini in consumatori, frantumando il tessuto sociale e le identità individuali. L’esperienza della pandemia ha messo fortemente in discussione l’idea di economia e società neoliberista. Ma se da un lato questa fase ha ulteriormente evidenziato gli squilibri sociali e provocato sofferenze e contrasti tra lavoratori, dall’altro ha sviluppato e fatto riemergere desideri di solidarietà, promuovendo la ricerca di buone pratiche. Come raccontare questa fase così confusa? Il teatro ci consente di evitare le strettoie del quotidiano, sprofondando storie, volti e esperienze in mondi “altri” capaci di leggere la realtà in tutta la sua complessità.

Il coro è alle origini del teatro, da rito a vero e proprio personaggio collettivo. Il coro nel teatro greco antico ha fondato il teatro europeo, rappresentando la cittadinanza della polis. Attraverso il coro possiamo manifestarci nella nostra individualità ma anche nello spirito più profondo di appartenenza a un gruppo.

Non siamo niente, saremo tutto è un progetto teatrale prodotto da ZONA K che si svilupperà tra il territorio di La Spezia e altre località italiane tra cui Milano, Pergine, Ravenna. L’idea è quella di lavorare con cori di non professionisti appartenenti a alcune categorie specifiche di lavoratori. Per affrontare le storture dei meccanismi lavorativi e lo sfruttamento alla base di tanti processi economici e non solo della nostra società, si è deciso di scegliere gruppi di lavoratori in grado di riflettere lo smantellamento delle politiche welfare avvenuto in maniera sostanziale negli ultimi decenni. Non si tratta di raccontare questi lavoratori lasciandoli nelle loro categorie di appartenenza, ma di esplorare delle storie individuali per affrontare il tema da una differente prospettiva: quanto siamo consapevoli degli effetti delle nostre scelte? Delle nostre responsabilità? Quanto siamo coinvolti nei processi che spesso condanniamo? Il coro diventa strumento di indagine che permette di trasformare l’esperienza collettiva in una narrazione condivisa, un coro pensato come opera d’arte totale e scultura sociale. Un ensemble vivo che unirà le esperienze lavorative contemporanee, mentre l’Internazionale, l’inno di emancipazione e liberazione, depositario di memorie ed esperienze di 150 anni di lotta per il giusto riconoscimento economico e politico del lavoro, sarà un puntello per verificare l’attualità di quei versi.

POSTCARDS
Campus video e rap

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E’ arrivata l’estate: mandami una cartolina… dalla città! Scegli un luogo del quartiere, immagina una scena, il testo di un rap e poi… si gira!

POSTCARDS – Campus video con cartoline rap dalla città è un campus estivo dove puoi trasformare la tua città con la musica e l’immaginazione e realizzare un video da inventare tutti insieme.

Una giornata tipo al campus:

ore 9.00 – 9.30 Giochi di accoglienza
ore 9.30 – 10.30 Rap ritmo e parole. Inventa una canzone e prova a rappare
ore 10.30 – 11.00 Merenda al sacco
ore 11.00 – 12.30 Video, ideazione contenuti, ricerca location
ore 12.30 – 14.00 Pranzo al sacco e gioco libero
ore 14.00 – 15.00 Visione video musicali
ore 15.00 – 16.30 Rap & Video: registrazione audio e/o riprese video
ore 16.30 Uscita

Merende e pranzo al sacco sono a carico delle famiglie.
Se il meteo lo consente, merenda e pranzo al sacco verranno consumati all’aperto, in uno dei parchi cittadini vicini a ZONA K (via Confalonieri, via De Castillia)

Il campus prevede la realizzazione di un videoclip musicale girato in quartiere che verrà proiettato a ZONA K dopo le vacanze estive.

Il campus:
– è a numero chiuso, si attiva al raggiungimento del numero minimo di iscritti richiesto
– le iscrizioni si chiudono il giorno 24 maggio o al raggiungimento del numero massimo di iscritti previsto
– prevede la realizzazione e il montaggio di un video che verrà inviato alle/ai partecipanti nelle settimane successive la proiezione di settembre a ZONA K

Costo: € 200,00.
Agevolazioni: sconto 10% per secondogeniti

CLICCA QUI PER COMPILARE  IL MODULO D’ISCRIZIONE


Per informazioni più generali, contattaci all’indirizzo organizzazione@zonak.it

CHIAMATA PUBBLICA PER SUPERMEN OVER 60

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ZONA K e Casa degli Artisti Milano annunciano una
CHIAMATA PUBBLICA PER OVER 60 per partecipare a

BLUE TIRED HEROES” DI MASSIMO FURLAN
performance urbana fuori dal comune intorno all’immagine del supereroe

termine invio candidature: 10 maggio 2022

 

 

E se Superman fosse invecchiato?

Massimo Furlan è un artista svizzero multidisciplinare che ama creare immagini, quadri viventi, in cui l’occhio vaga, osservando la composizione, l’equilibrio, i colori e la stravaganza.

Questo suo lavoro, presentato all’interno della stagione teatrale di ZONA K, mostra con grande umorismo e ironia corpi invecchiati che interpretano un Superman che finalmente può vivere la sua età reale, in contrasto con l’immagine di eterna giovinezza tipica dei supereroi.

Blue Tired Heroes è una performance urbana in cui un gruppo di anziani supereroi gioca con l’immobilità e le azioni quotidiane: cammina lentamente tra le strade di Milano, si siede sulle panchine, entra nei supermercati, si appoggia agli alberi dei parchi, attende il tram alla fermata…

 

CERCHIAMO 11 PERSONE tra i 60 e i 70 anni  CHE VOGLIONO CONDIVIDERE UN’ESPERIENZA DIVERTENTE E INTENSA.

NON È RICHIESTA NESSUNA QUALITÀ PARTICOLARE NELL’INTERPRETAZIONE.
OCCORRE SOLO ESSERE SE STESSI E POSSEDERE UNA BUONA DOSE  DI AUTOIRONIA E SENSO DELL’UMORISMO.

UNICA CARATTERISTICA RICHIESTA: AVERE PIU’ DI 60 ANNI (SUPERMAN È DEL 1934!)

 


Vuoi partecipare e diventare un Superman? Ecco cosa fare!
Manda la tua candidatura scrivendo una mail a stagione@zonak.it allegando una tua foto a figura intera e il tuo numero di cellulare entro e non oltre il 10 maggio 2022.

È richiesta la presenza su tutti e 3 i giorni del progetto, 27, 28 e 29 maggio 2022.

La partecipazione si svolge su base volontaria. Verranno rimborsate eventuali spese di trasporto di A/R per e dal luogo delle prove e della performance.


 

LE PROVE SI SVOLGERANNO NEL POMERIGGIO DI VENERDÌ 27 MAGGIO
Ci troveremo presso Casa degli Artisti (zona Garibaldi) per conoscerci e incontrare il regista Massimo Furlan. Cammineremo lungo il percorso individuato (3 km circa tra Garibaldi e Sarpi), provando le pose da supereroe suggerite dai luoghi che incontreremo lungo il tragitto.
Durata dell’impegno, 4 ore circa.

LA PERFORMANCE SI TERRA’ SABATO 28 E DOMENICA 29 MAGGIO, NEL POMERIGGIO
Si va in scena! Si indossano i costumi da Superman e si percorre il tragitto compiendo le azioni e le pose provate. Il pubblico sarà formato da passanti, abitanti delle vie delle zone Garibaldi e Sarpi, e ovviamente da tutti gli amici che vorranno assistere alla performance.
Durata impegno, 3 ore circa al giorno.

 

IL PROGRAMMA IN BREVE

Venerdì 27 maggio ore 15.00 – 19.00 (indicativo): incontro e prove con il regista, ritrovo c/o Casa degli Artisti, Corso Garibaldi 89/A, angolo via Tommaso da Cazzaniga – M2 Moscova –

Sabato 28 e Domenica 29 maggio ore 16.30 – 19.30 (indicativo): 1 passeggiata di circa 1h30 al giorno in città, ritrovo c/o Casa degli Artisti.
Durata dell’impegno, 3 ore circa al giorno.

Domenica 29 maggio, dopo lo spettacolo, festeggeremo insieme con un bell’aperitivo!

Campus

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TG ISOLA è un TG realizzato dai bambini per i bambini: notizie di cronaca vere o immaginarie, curiosità, storie e interviste in giro per il quartiere.

Con videocamera, microfono e fantasia costruiamo il primo telegiornale dell’Isola.
Piccoli reporter, vi aspettiamo per andare alla scoperta di notizie e storie da raccontare.

 

Una giornata al campus “TG ISOLA”

ore 9.00 – 9.30 Benvenuti piccoli reporter! Giochi di accoglienza
ore 9.30 – 10.30 Inventiamo il nostro TG ISOLA: ideazione, costruzione redazioni, notizie
ore 10.30 – 11.00 Merenda al sacco
ore 11.00 – 12.30 Si gira! Sopralluoghi in quartiere e riprese
ore 12.30 – 14.00 Pranzo al sacco e gioco libero
ore 14.00 – 15.00 Visione film e analisi del linguaggio video
ore 15.00 – 16.00 Davanti alla videocamera: giochi teatrali e improvvisazioni
ore 16.00 – 16.30 Riunione di redazione: a che punto siamo e cosa faremo domani
ore 16.30 Uscita

Se il meteo lo consente, merenda e pranzo al sacco verranno consumati all’aperto, in uno dei parchi cittadini vicini a ZONA K (via Confalonieri, via De Castillia)

Il campus prevede la realizzazione e il montaggio di un video che verrà proiettato presso ZONA K dopo le vacanze estive.

Il campus:
– è a numero chiuso, si attiva al raggiungimento del numero minimo di iscritti richiesto
– le iscrizioni si chiudono il giorno 30 maggio o al raggiungimento del numero massimo di iscritti previsto
– è organizzato in modo da rendere felice e piacevole l’esperienza a tutte le bambine e tutti i bambini e da rispondere alle normative nazionali in relazione all’attuale situazione sanitaria
– prevede la realizzazione e il montaggio di un video che verrà inviato ai partecipanti nelle settimane successive

 


Costo: € 190,00
Agevolazioni: sconto 10% per secondogeniti
sconti non cumulabili

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Per informazioni più generali, contattaci all’indirizzo organizzazione@zonak.it

Lisandro Rodríguez (AR)

In order to enter, in addition to booking, it is compulsory to send the membership application/renewal for the year 2022 at least 24 hours before the performance.
For this event the fee of € 2,00 is not due. Send the request

 

– COLLABORATIONS SECTION –

Extremophile (‘extreme’ with the suffix -philos, from the Greek philéô, to love) is the adjective assigned to those organisms capable of growing and thriving in extreme conditions, i.e. in hostile environments, due to high temperature, acidity or salt concentration. They are therefore those who, as ‘lovers’ of extreme habitats, live differently from the rest of the living.

This is what happens to the protagonists of Alexandra Badea’s work – as the title suggests – which traverses three (or more) stories of love and restlessness. A ministry chief of staff falls in love with a left-wing militant, while a teacher blows himself up in front of a school; a marine biologist is torn between working as a researcher and working for a powerful multinational corporation that devastates the seabed; an Israeli soldier, who pilots drones from a distance, watches his enemies make love on the terraces of their homes.

Rodríguez stages the text by bringing into dialogue the faults and the forgotten dreams, the intimate and the political, and says: “when these characters talk about their work and link it to love, in some way they are also talking about a world that is becoming unbearable”.

 

At the end of the first performance on 19 May, the company and the director will meet the audience.

 


a project by Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, presented in the festival “Presente Indicativo” 

show ● national premiere ● in Spanish ● duration 80 min.

free entrance ● Sold Out

In order to enter, in addition to booking, it is compulsory to send the membership application/renewal for the year 2022 at least 24 hours before the performance.
For this event the fee of € 2,00 is not due. Send the request, click here



by Alexandra Badea directed by Lisandro Rodríguez with Ariel Bar-On, Anabela Brogioli, Zoilo Garcés, Lisandro Rodríguez music “Mundo cruel”: Guillermo Rodríguez lights Matías Sendón production Débora Staiff, Estudio Los Vidrios in collaboration with ZONA K. Thanks to the Instituto Cervantes for their collaboration.

 

OFFICINA PER LA CITTA’ Campus in lingua tedesca

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E’ nata un’officina nel quartiere Isola!
Qui costruiamo alberi per far crescere i sogni, case per far riposare gli uccelli, vasi per raccogliere i desideri, oggetti per trasformare la città.
Giriamo per il quartiere con la macchina fotografica e inventiamo nuove idee per trasformare i luoghi. Poi, nella nostra officina, realizziamo le nostre opere. Di cosa ha bisogno la città intorno a noi? Cosa vorrebbe ricevere uno scoiattolo? Il bambino della casa vicina? E tu?
Ogni creazione ha una storia: possiamo scriverla vicino alle opere come in una mostra, immaginare delle domande da fare alla città e poi tenere un diario di bordo della nostra avventura.

Il campus si svolge in tedesco: esercitiamolo divertendoci con la fotografia, l’arte, l’architettura e la creazione di storie.

Una giornata al campus

ore 8.30 – 9.30 Benvenuti nell’Officina (giochi di accoglienza e riscaldamento)
ore 9.30 – 10.30 Ideazione e realizzazione opere (arte e architettura)
ore 10.30 – 11.00 Merenda al sacco
ore 11.00 – 12.30 In giro per il quartiere! (fotografia e sopralluoghi)
ore 12.30 – 14.00 Pranzo al sacco e gioco libero
ore 14.00 – 15.00 Guardiamo un film!
ore 15.00 – 16.00 Inventiamo le storie delle nostre opere e scriviamo il nostro diario (ideazione e scrittura)
ore 16.00 – 16.30 Arrivederci! (giochi di gruppo)
ore 16.30 Uscita

Se il meteo lo consente, merenda e pranzo al sacco verranno consumati all’aperto, in uno dei parchi cittadini vicini a ZONA K (via Confalonieri, via De Castillia)

Il campus:
– è a numero chiuso, si attiva al raggiungimento del numero minimo di iscritti richiesto
– le iscrizioni si chiudono il giorno 13 giugno o al raggiungimento del numero massimo di iscritti previsto
– è organizzato in modo da rendere felice e piacevole l’esperienza a tutte le bambine e tutti i bambini e da rispondere alle normative nazionali in relazione all’attuale situazione sanitaria

Costo: € 190,00
Agevolazioni: 10% sconto per secondogeniti
sconti non cumulabili

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WerkStadt ZONA K
Multidisziplinäres Camp in deutscher Sprache für Kinder im Alter von 6 bis 11 Jahren
von 28/6 bis 1/7

Im Isola-Viertel eröffnet eine WerkStadt!

Hier bauen wir Bäume, in denen Träume wachsen, Häuser, in denen sich Vögel ausruhen, Gefäße, in denen Wünsche gesammelt werden, Objekte, die die Stadt verändern. Wir gehen mit unseren Kameras durch unser Viertel und entwickeln neue Ideen, um Orte zu verändern.
Dann stellen wir in unserer WerkStadt unsere Werke her.
Was braucht die Stadt um uns herum? Was würde ein Eichhörnchen gerne bekommen? Das Kind aus dem Nachbarhaus? Was ist mit Dir?
Zu jedem Werk gibt es eine Geschichte: Wir können sie – wie in einer Ausstellung – neben die Werke schreiben und uns Fragen ausdenken, die wir der Stadt und ihren Bewohnern stellen können und führen Tagebuch über den Verlauf unserer Woche.

Der Campus findet auf Deutsch statt: Wir üben Deutsch und haben Spaß an Fotografie, Kunst, Architektur und dem Erfinden von Geschichten.

Ein Tag auf dem Campus

ore 8.30 – 9.30 Willkommen in der WerkStadt (Begrüßungsspiele und Aufwärmen)
ore 9.30 – 10.30 Wir entwerfen und bauen unsere Werke (Kunst und Architektur)
ore 10.30 – 11.00 verpackter Imbiss
ore 11.00 – 12.30 Uhr Rund um die Nachbarschaft! (Fotografie und Erkundung)
ore 12.30 – 14.00 Mittagessen und freies Spielen im Park
ore 14.00 – 15.00 Wir schauen einen Film
ore 15.00 – 16.00 Wir erfinden Geschichten  zu unseren Werken und schreiben ein WerkStadt Tagebuch (Konzeption und Schreiben)
ore 16.00 – 16.30 Auf Wiedersehen! (Gruppenspiele)
ore 16.30 alle zu Hause

Wenn das Wetter es zulässt, werden die Snacks und Lunchpakete im Freien, in einem der Stadtparks in der Nähe von ZONA K (Via Confalonieri, Via De Castillia) eingenommen.

Der Campus
– eine begrenzte Teilnehmerzahl hat, beginnt sie, wenn die Mindestteilnehmerzahl erreicht ist
– Anmeldeschluss ist der 13. Juni oder wenn die maximale Teilnehmerzahl erreicht ist
– so organisiert ist, dass das Erlebnis für alle Kinder fröhlich und vergnüglich ist und die nationalen Vorschriften in Bezug auf die aktuelle Gesundheitssituation eingehalten werden

 

AA.VV.

SPECIAL PREVIEW

I Bohémien features one of Milan’s most fascinating pieces of history: the story of Brera and the young artists who lived there in the late 19th and early 20th centuries.

The writing work started with historical research, the city archives and the reconstruction of early 20th century Milan and the places dear to the artists of the time. It is not an audio guide but a podcast, halfway between radio drama and documentary research, which reveals to the visitor, the spectator, the curious patron, a now vanished and unseen world experienced by the artists who began to frequent Casa degli Artisti, built in 1909, and Brera, helping to build the reputation of the artistic quarter that still survives today.

I Bohémien is the first chapter, which we present as a preview, of a narrative of Milan’s history through the artists’ twentieth century.

 

Working on the podcast are students and ex-students of the Brera Academy of Fine Arts; playwright Luca Scarlini; sound designer Luca De Marinis. 

The podcast will be available as a preview only on 18 and 19 December 2021

CASA DEGLI ARTISTI MILANO

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Centro di residenza, produzione e fruizione aperto alla città, Casa degli Artisti (ri)nasce come un luogo di incontro, creazione e riflessione per sostenere la pratica degli artisti nell’ambito delle arti visive, performative, sonore, digitali, applicate, del cinema, della fotografia, della letteratura e del pensiero. 

A vocazione interdisciplinare e internazionale, ha come missione la promozione della ricerca, della formazione e della produzione artistica; lo sviluppo di una dimensione personale e corale del lavoro; la produzione di progetti culturali rivolti ad un pubblico il più ampio possibile.

1250 mq su tre piani, 11 atelier destinati al lavoro degli artisti, uno spazio espositivo al pianterreno aperto al pubblico, un bistrot, uno spazio esterno affacciato sul verde, Casa degli Artisti lavora come luogo di connessioni per favorire lo scambio tra i diversi attori dell’arte, della società e dell’impresa e per stimolare un dialogo sulla sfera pubblica e sullo spazio urbano.

Il gruppo di lavoro è composto da artisti, organizzatori culturali, formatori, architetti, galleristi, cittadini, con conoscenze puntuali del panorama culturale cittadino, italiano e internazionale. Undici professionisti, appartenenti a cinque associazioni, che si sono incontrati sulla base di una visione comune e con la volontà di intrecciare risorse, competenze e connessioni.

In seguito all’aggiudicazione del bando di gestione dell’immobile, indetto dal Municipio 1 del Comune di Milano, è stata costituita un’Associazione Temporanea di Scopo (ATS) – comprendente le cinque realtà no profit che hanno partecipato al bando: ZONA K, capofila, That’s ContemporaryAtelier Spazio XPO’, NIC Nuove Imprese Culturali e Centro Itard Lombardia, con Future Fond, come partner esterno.

Valentina Picariello / Valentina Kastlunger / Giulia Restifo / Christian Gancitano / Matteo Bianchi / Mattia Bosco / Mariavera Chiari / Francesco Piccolomini / Lorenzo Vatalaro / Susanna Ravelli / Lorenzo Castellini

STORIA
Casa degli Artisti nasce nel 1909 su iniziativa dei Fratelli Bogani, due mecenati innamorati dell’arte, per ospitare laboratori e atelier. Fin dai primi anni vede un’intensa frequentazione di artisti di varie discipline. Alla fine degli anni ’30 la Casa viene espropriata dal Comune di Milano con l’intento di demolirla, nell’ambito di un ampio progetto di rinnovamento urbanistico della zona, poi abbandonato con lo scoppio della guerra.

Nel dopoguerra l’attività riprende e vive un nuovo slancio soprattutto alla fine degli anni Settanta, quando la Casa viene gestita da artisti di fama internazionale come Luciano Fabro, Hidetoshi Nagasawa e la critica e storica dell’arte Jole De Sanna.Tra le azioni di quel periodo si annoverano mostre collettive dedicate a giovani artisti emergenti, relazioni con altri spazi no profit della città e il restauro de “I bagni misteriosi” di Giorgio De Chirico del 1994.

Nel 1988 una parte del piano terra viene occupata da Csoa Garibaldi, mentre negli altri spazi della Casa continuano ad operare gruppi di artisti, artigiani e liutai. Nel 2007 la casa viene sgomberata e quindi messa in sicurezza a causa delle condizioni di precarietà strutturale in cui versava.

Nel 2015 inizia il percorso di riqualificazione dell’edificio grazie al Municipio 1. La ristrutturazione è effettuata da La Ducale SpA del Gruppo Tecnocasa, a scomputo degli oneri di urbanizzazione relativi alla costruzione del condominio privato di Corso Garibaldi 95. Su indicazioni della Soprintendenza, il recupero della Casa ha visto un intervento più consistente sulle facciate esterne e un approccio più filologico negli interni, dove sono stati mantenuti i mattoni a vista e le originali strutture in cemento armato.

Visita il sito di Casa degli Artisti Milano

Post, il tempo delle domande

Media partner of  POST, the theatre season, could only be Q code Magazine, an independent magazine that prefers multimedia. It is geopoetic, that is, it tells geopolitics through stories, it is an open place for those who have passion, competence and ability to say it, it is a quarterly paper magazine to return to a slow and thoughtful reading. It is resistant, stubborn and abrasive. It believes in collaboration and sharing between sister organizations. It is edited by Angelo Miotto and Christian Elia, and in its nine years of life has hosted hundreds of signatures from all over the world.

Post, il tempo delle domande is the name of the Q Code podcast for ZONA K .
We have chosen keywords, related to the shows of the season.
The audio essays are by Angelo Miotto.

Listen to the podcasts by clicking HERE

 

POST

What define POST?

Etymologically the answer is easy, something that comes later in time or conceptual terms. The society we live in seems to be an endless catalogue of posts. We are in a post-democracy, citizens are post-materialist, capitalism has become post-capitalism, not to go into the more complex and philosophical definitions of post-structuralism, post-modernism and deconstructionism. Even the very concept of truth can no longer be separated from post-truth, voted by the Oxford Dictionary as word of the year for 2016. Everything is questioned, reconsidered, studied in its continuous evolution. It is as if certain principles and doctrines, which formed the basis of a certain culture in the second half of the 20th century, can no longer keep up with the times without having made room for a new political, cultural and social sensibility. Is it fair to ask whether a new progressive culture is possible for the 21st century? Is politics capable of formulating a new, compelling vision that (re)brings people together and is not just an expression of power?

We are not in a position to give answers, for us POST is still the time of questions that every change brings. It is the moment we find ourselves living. The ‘after’ of which the contours are not yet clear. It is not the criticism or the overcoming of what we have done and experienced so far, it is the time of uncertainty, of the need to reconsider positions and choices made so far without fully seeing the next step. It is more than a season’s headline, a well-crafted claim by a good copywriter. It is our present that we continue to look at with an artistic and political eye. It is looking for a new position, finding a new balance between creativity and proximity, between artistic research and audience engagement, between relationships and growth. POST is the start of a new path of openness, a broader view, reflections and comparisons. It is a stimulus for other thoughts, not necessarily our own.

And in this reservoir of suggestions, we started to measure ourselves with new possibilities, parallel actions, not substituting but complementary to the presentation of a theatre season. The first step was to call Jens Hillje as visiting dramaturg. A leading figure of European theatre, Golden Lion for Lifetime Achievement in 2019, Hillje has accompanied months of reflection and will be dramaturg of the new production of ZONA K that will be staged in November.

Therefore, the necessary awareness has matured – this is political and social – not to give up the centrality of people, whether they are spectators, artists, non-professionals, workers, students. Participatory and urban shows, productions and co-productions that arise from the direct involvement of citizens, training of younger targets, storytelling of artistic processes, meetings with artists, networks with other theatres thanks to common visions and synergic work, are all elements of the same puzzle that will be built in future years.

In this outlined framework, enclosed in the POST hat, Gob Squad and their latest production find their place 1984: Back to No Future, a nostalgic and pop look at the past and the future; the shouted words of Pasolini brought to the stage by Anagoor, the old men in tights of Massimo Furlan‘s “Superman”, Mats Staub with the delicacy of his interviews; the urban shows of Elisabetta Consonni and Teatro dei Borgia; the new production Non siamo niente, saremo tutto by Jens Hillje and Alessandro Renda on the distortions of society that brings a chorus of workers on stage, to close with a participatory performance on contemporary activism by Dreams Come True, Hichmoul Pilon, anthropie, collettivo Siamo ovunque. Eight shows, eight complex projects to present and narrate.

To close POST is also – much more simply – “a communication tool, a textual message with the function of opinion, comment or intervention”.

 

Mariano Pensotti/Grupo Marea (AR)

– COLLABORATIONS SECTION–

El Público (Buenos Aires), The Audience (Athens) and The Public/Het Publiek (Brussels) are three films about a theatre audience and the city they live in. They are also three plays that we only know through the narration of the spectators. The starting point of the three films is the same: there is an audience going to see a performance in a theatre. The audience takes their seats before the performance starts, they read the programme, they chat.

The show starts but we do not see it.

There is an ellipsis. We see the audience leaving the theatre immediately after the end of the performance. Apparently the play they saw was incredible, an extremely complex performance about a real story hidden in the recent history of the city. All the spectators are moved by what they saw.

We follow some people leaving the theatre. We will see the stories of these 11 people during the 24 hours after they have seen the performance and to what extent what they have seen has influenced their lives. Each story is a short film.

The personal stories of the audience are very different and have a variety of conflicts, there are some stories with a strong plot and others that are more focused on everyday life. But at some point everyone talks to another person about the play they have seen and we have not. They all tell a different scene from the play. By following their stories and listening to their narration of the play, the real audience can reconstruct the play that the fictitious audience has seen.

What are the stories of the people who go together to see a play? How much are their lives transformed by that experience? To what extent is what they have seen modified by their memories? What is it like to become a character in your own city? What is the effect of transforming the audience into protagonists?

 

 


projection:
12 May THE AUDIENCE – length 80 min
13 May EL PUBLICO – length 90 min
14 May HET PUBLIEK – length 80 min

in collaboration with Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa

film info ● in original language with subtitles

c/o ZONA K – free entrance with 2022 membership required 24 hours before the event, click here, do it now

booking recommended: biglietti@zonak.it – 393.8767162


 

Written and Directed by Mariano Pensotti Art Director Mariana Tirantte Music Diego Vainer Cinematography/DOP María Soledad Rodríguez Artistic Production Florencia Wasser Assistant Director Agustín Gagliardi.
THE AUDIENCE was commissioned and produced by Onassis Stegi.
EL PUBLICO is a co-production between Festival Internacional de Buenos Aires and Grupo Marea.
HET PUBLIEK was commissioned by Kunstenfestivaldesarts in co-production with Wrong Men, Théâtre des Martyrs and Shelter prod.

 

Mariano Pensotti (Buenos Aires, 1973) studied cinema, visual arts and theatre. His performances have been presented in Argentina and in major international festivals around the world. He has received numerous prizes and awards including: the Rozenmacher, Clarin and F Prizes; and grants from Unesco-Aschberg, Rockefeller Foundation, Fundación Antorchas and Casa de América de Madrid. He founded Grupo Marea together with set designer Mariana Tirantte, musician Diego Vainer and producer Florencia Wasser.

 

Wundertruppe (IT)

ATTENTION: EVENING DEPARTURE TIME HAS BENNE BROUGHT FORWARD TO 19.00

– SECTION OUT OF MILAN –

It is a sound path with headphones that will take place in the town of Baranzate, a group walk, an experience at the same time personal and shared inhabited by voices, sounds, literary fragments and testimonies around the theme of loneliness. The performance crosses significant places in the city that are identified in the days leading up to it, thanks to the study of the topography and history of the city and (when possible) thanks to encounters with local people. Two figures accompany the public: the first is a point of reference, guiding the route; the other crosses the space, directs the gaze, gets lost, plays with the limit. The route follows the sun and its light.

 

 

 

The performance takes place at dawn and/or at dusk: at dawn the city wakes up, a few people inhabit it with their silent and solitary presence; at dusk, on the other hand, it can swarm with passers-by and within this collectivity a sense of solitude can arise, willingly or unwillingly. The reality of the landscape becomes part of the performance, resonates with the words in the headphones and allows the unexpected to manifest itself and become a story. One walks, at the same time, alone and in company to find oneself at the end in a temporary square and express a desire.

Baranzate was chosen by the collective because of the intense social activities born in the area over the years, and it is also a place of affection and growth for one of the members of the collective.

 


in collaboration with Associazione Quarantasettezeroquattro in Gorizia

info urban headphone performance

c/o Municipality of Baranzate (Mi)

departure at 6.30 a.m. Meeting point piazza Giovanni Falcone – Baranzate
departure at 20.00 meeting point via Gorizia, 61 – Baranzate

BASIC INFORMATION TO PARTICIPATE:
A document will be requested as a deposit for the use of the navigator.
As this is a route with obligatory stages, the departure time cannot be postponed. The walk takes about 80 minutes and will be done on foot. The place of arrival is 10 min. walk from the place of departure. It is recommended to wear comfortable shoes and a waterproof jacket in case of light rain; in case of heavy rain the event will be cancelled.


 

Conceived and directed by Collettivo Wundertruppe: Natalie Norma Fella, Marie-Hélène Massy Emond and Giulia Tollis with the voices of Natalie Norma Fella Marie-Hélène Massy Emond and Giulia Tollis, Sandro Pivotti and people met in Italy, Canada and online original music Marie-Hélène Massy Emond sound design Renato Rinaldi special thanks to Luca Oldani, Riccardo Tabilio and Jonathan Zenti for their help on stage and in the studio production Wundertruppe in co-production with Petit Théâtre du Vieux Noranda (Rouyn Noranda, QC -Canada) / Associazione Quarantasettezeroquattro – Gorizia with the support of MOVIN’UP Performing Arts of MiBACT and GAI – Giovani Artisti Italiani / ARTEFICI – Residenze Creative FVG 2019 di Artisti Associati – Gorizia / Conseil des Arts du Canada (Canada) / Associazione IFOTES | ARTESS – Udine. Project supported with funds from the Otto per Mille della Chiesa Valdese

 

Wundertruppe is a person and a collective at the same time. Wundertruppe is the name under which, since 2016, Natalie Norma Fella has presented her projects. Each work makes use of the collaboration of artists, technicians, consultants, thinkers; the principle of this collective is to combine skills and interests according to the nature and needs of the various projects. The works of Wundertruppe are: “40 A.D. | Etiquette for an Earthquake”, “WK -Wunderkammer,” and “Piazza della Solitudine”.

 

photo Alvise Crovato

Dreams Come True, Hichmoul Pilon, anthropie, collettivo Siamo ovunque

A participatory performance in which the audience reads aloud the testimonies from anti-fascists, feminists, anti-capitalists, anti-racists, anti-specialists, hackers, and people fighting for the rights of migrants, against all forms of social oppression, for the rights of LGBTQIA+ people, against ecocides, for the rights of sex workers, against police violence, for the rights of undocumented immigrants, for self-determination and empowerment of all workers, against job insecurity, against the current prison system and for Zone to Defend.

The project was conceived during a tour in Hong Kong in 2019, where where one of the promoters of the project mets some protesters of the pro-democracy movement: within 20 years Hong Kong will be entirely Chinese and their freedom of expression is rapidly diminishing. From their stories came the desire to share aspects of political engagement: the act of courage, which gives the strength to fight your way out of an oppressive or precarious situation, and the tools, tactics and practical advice useful to all activists, here or elsewhere.

Siamo Ovunque is a collection of emotional and inspirational resources: activists’ stories, tactics, tools and strategies, recorded as written texts or transcribed from oral histories to form an archive of contemporary activism.


info participatory performance ● in Italian ● duration 120 min.

c/o ZONA K – admission with prior 2022 membership


A project conceived and produced by: Dreams Come True, Hichmoul Pilon, anthropie; with the contributions of: Many anonymous persons; Collettivo Bida; Jupiter; Raffa; Rete appenninica femminista; Samba; Asia Usb – Associazione inquilini e abitanti – Unione sindacale di base; Una militante del collettivo R con documenti svizzeri; Craaazi – Centro di ricerca e archivio autonomo transfemministaqueer°; “Alessandro Zijno”; D(i)ritti alla Città – Rete per gli spazi pubblici dismessi ; Debs; Elena & Rina; Franco Sicilia; Flores Magón; Centro di documentazione dei movimenti “Francesco Lorusso – Carlo Giuliani”; Csi – Centro di salute internazionale e interculturale; Osa* – Opposizione studentesca d’alternativa; Viola; Militant* di Extinction Rebellion in Svizzera; El.; Vincenza Perilli; Mars on Pluto; Mujeres libres Bologna; Vivaietto; Collettiva Elettronika; Mattia Robertiello (on going); Administrative Direction  Creative Production, Touring: Marine Magnin; Communication: Charlotte Terrapon; Tour Production: Colette Raess; Publishing house: Abrüpt; Coproduction: Le Grütli, Geneva ; République Ephémère, Geneva ; l’Abri, Geneva ; Aargauer Kunsthaus, Aarau ; Santarcangelo Festival; With the support of: Pro Helvetia – Swiss Art Council, Office fédéral de la culture and République et Canton de Genève; Ville de Genève ; Loterie Romande; Fondation Ernst Göhner ; Migros pour-cent culturel; Fondation Jan Michalski pour l’écriture et la littérature ; Fondation suisse des artistes interprètes SIS ; CORODIS.