Alessandro Renda e Jens Hillje raccontano Non siamo niente, saremo tutto

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Com’è nato questo progetto?

Alessandro Renda: Tutto è iniziato da una chiamata di ZONA K che mi ha elettrizzato per la sua particolarità. Mi si chiedeva di collaborare con Jens Hillje e di lavorare con i cittadini di Milano e di La Spezia. La singolarità della richiesta stava anche negli aspetti tematici che mi si chiedeva di approfondire e tenere insieme: il mondo del lavoro, il 150° anniversario del testo dell’Internazionale e la possibilità di lavorare in maniera corale con professionisti e non professionisti.

Come si sono intrecciate le vostre competenze?

Jens Hillje: Alessandro ha sempre chiaro dove vuole arrivare ed è importante perché costringe chi lavora con lui a trovare una nuova prospettiva, un nuovo linguaggio, tralasciando volutamente ciò che già si conosce. Il mio compito è stato cercare cosa non era stato ancora detto, trovare ciò che non era stato indagato su un palcoscenico e individuare cosa avrebbe pottuto essere interessante rappresentare. Si cerca sempre una combinazione tra un’idea prestabilita e qualcosa che non si sa.

Qual è la vostra urgenza rispetto al tema trattato?

A.R. Con Jens abbiamo subito definito un orizzonte di interessi comuni per creare un “combattimento”, seppur piacevole, con le richieste che ci aveva fatto la produzione. Ci siamo chiesti sin da subito come trattare la questione di fondo, il mondo del lavoro, in un modo più ampio: non ci attirava, infatti, l’dea di esplorare problematiche dei vari comparti lavorativi, ma piuttosto di approfondire quanto noi siamo, a nostra volta, responsabili delle problematiche del lavoro degli altri o perlomeno quanto possiamo rispecchiarci nelle scelte altrui per avere maggiore consapevolezza dei nostri desideri o frustrazioni. Con la volontà di creare qualcosa senza risposte, ma con tante domande da poter condividere.

Come si è svolta la chiamata per coinvolgere i non professionisti?

A.R. All’inizio abbiamo deciso di indagare i lavori non produttivi (care work) legati alla cura del prossimo: insegnanti, corpo scolastico, infermieri, medici, badanti. Però, quando si fa una chiamata aperta, non è detto che rispondano le persone che ci si aspettava e così è stato: si sono presentati disoccupati, studenti, professionisti di altri ambiti, pensionati, tutti accomunati da diverse esperienze teatrali, e così abbiamo iniziato ad ascoltare le storie di questi lavoratori, storie di scelte fatte o non fatte, di vocazioni seguite o di necessità della vita.

Cosa avete chiesto ai lavoratori? Quali sono state le prime fasi del processo creativo con i partecipanti?

J.H. Abbiamo lavorato molto sulle domande, perché il modo in cui chiedi qualcosa determina la risposta delle persone. Abbiamo fatto richieste molto concrete e le persone hanno iniziato a parlare delle loro professioni in modo inconsueto: non si lamentavano — come ci saremmo aspettati — delle condizioni lavorative, ma ci hanno invece raccontato un rapporto molto intimo con il proprio lavoro e con i colleghi, con cui passano quasi più tempo che in famiglia. La domanda più interessante è stata “cosa volevi fare da grande?”, perché porta a parlare molto apertamente della propria idea di vita e della propria vocazione, in un modo spesso fragile e vulnerabile.

Qual è la struttura dello spettacolo?

A.R. Abbiamo lavorato in contemporanea su tre drammaturgie: una drammaturgia scenica per attori professionisti; un corteo poetico, per esplorare ciò che hanno ancora da dirci le parole del poeta anarchico Eugène Pottier ne L’Internazionale e una restituzione video delle storie raccolte, una parte documentaria, che comunque abbiamo da subito ritenuto necessaria per il progetto. È un lavoro di vera sinergia, costruito strada facendo. La sfida è diventata quella di tenere insieme letteratura e documentario, finzione e realtà, teatro e reale.

Sono tantissimi gli spunti che sono confluiti durante il percorso: ci sono anche dei riferimenti a America di Kafka. In che modo quest’opera ha influenzato il vostro lavoro?

A.R. Avevamo bisogno di uno sprofondamento in un mondo altro che potesse legare e far leggere questi racconti in maniera diversa, non solo documentaristica, e così siamo arrivati al Teatro Naturale di Oklahoma, l’ultimo capitolo di America, romanzo inconcluso di Kafka. Lo scopo è stato quello di restituire una struttura, anche enigmatica, che potesse racchiudere alcune delle questioni che abbiamo indagato.

A questo proposito, in che modo le storie dei singoli possono trasformarsi in un quadro collettivo?

J.H. La parte interessante è stata proprio trasformare l’esperienza individuale in una testimonianza che rappresentasse un’esperienza condivisa. Abbiamo lavorato con un gruppo molto variegato che ha una differenza d’età consistente, dai 15 ai 70 anni. Tutti hanno toccato gli stessi problemi, anche se accompagnati da sentimenti diversi: i più giovani con maggiore speranza e i più anziani con disillusione. Ascoltando le risposte si comprende come il lavoro diventi per ciascuno di noi, indipendentemente dall’età, espressione di chi siamo come esseri umani. Di tutto questo materiale volevamo restituire una visione veritiera, un’immagine filtrata dal teatro, illuminando una prospettiva nuova sul lavoro attraverso le possibilità della messa in scena.

Jens Hillje, Alessandro Renda (DE/IT)

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Un progetto di ZONA K

Una chiamata pubblica, decine di lavoratrici e lavoratori che rispondono. È l’inizio del progetto che si è concretizzato nell’ultimo anno con incontri, laboratori teatrali, ricerca, video documentari, canzoni di protesta, cortei, un pretesto (America di Kafka), tre attori, un regista e un dramaturg.

Il “lavoro” come fil rouge. Il lavoro come aspirazione, come scelta obbligata, come fonte di sostentamento, ma soprattutto come motore che delinea le traiettorie, definisce autostima e convinzioni personali, rischia di plasmare i nostri valori e determina dove e con chi trascorriamo la maggior parte del tempo.

Ma il lavoro definisce veramente chi siamo? Quanto risponde alle nostre aspettative? Quanto peso ha nella nostra vita e nelle scelte che facciamo? Può oggi rappresentare un punto di osservazione sullo stato di salute della società, soprattutto dopo la fase acuta dell’emergenza sanitaria?

Non siamo niente, saremo tutto è la traduzione letterale di un verso de L’internazionale scritto dal poeta e rivoluzionario Eugène Pottier 150 anni fa. Non siamo niente, saremo tutto è anche il progetto teatrale prodotto da ZONA K, in cui Jens Hillje e Alessandro Renda hanno coinvolto lavoratrici e lavoratori di diversi settori, per esplorare storie individuali e affrontare il tema da differenti prospettive: possiamo specchiarci nelle storie lavorative altrui per sentirci più interconnessi? Quanto condiziona le nostre esistenze il rispetto di una volontà o di una vocazione? Comprendere felicità o insoddisfazioni individuali ci aiuta a valutare il benessere collettivo? Il concatenamento di storie diventa uno strumento di indagine per trasformare l’esperienza collettiva in una narrazione condivisa, un coro pensato come opera d’arte totale e scultura sociale per riabbracciare un desiderio di comunità e, attraverso il teatro, trovare nuove forme di rappresentazione della realtà.


info spettacolo e biglietti: Biglietteria Teatro degli Impavidi +393464026006 (anche su WhatsApp)
teatroimpavidi@associazionescarti.it

c/o e in collaborazione con  Teatro degli Impavidi di Sarzana (SP)


regia: Alessandro Renda; dramaturg: Jens Hillje; con: Roberto Corradino, Milena Costanzo, Matteo Gatta, i cittadini e le cittadine della chiamata pubblica di La Spezia e Milano e con i cori Four Steps Choir, Coro F.de André, Batebalengo, diretti da Gloria Clemente e Pietro Sinigaglia; scenografia: Denise Carnini e Francesca Pedrocchi; disegno luci: Mario Loprevite; editing e visual effect video: Francesco Tedde (Antropotopia); foto: Luca Del Pia; produzione ZONA K (MI); co-produzione: Pergine Festival (TN), Associazione 47|04 (GO); produzione esecutiva Valentina Picariello e Renata Viola; organizzazione Federica Bruscaglioni; con il sostegno e la collaborazione di Fuori Luogo La Spezia/Gli Scarti; in collaborazione con Olinda onlus, Project For People, Stratagemmi Prospettive Teatrali

Il progetto è realizzato con il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito di Art Waves Produzioni di cultura contemporanea e con il sostegno di Fondazione Cariplo e del Comune di Milano

Alessandro Renda è attore, regista e filmmaker nel Teatro delle Albe di Ravenna. Si avvicina alla compagnia fin da adolescente partecipando ai laboratori della non-scuola, pratica teatral-pedagogica antiaccademica creata da Marco Martinelli. Nel 1998 viene scelto per interpretare uno dei dodici “palotini” dello spettacolo I Polacchi, testo e regia di Martinelli e da allora è attore e regista della compagnia. Dal 2001 è guida nei laboratori non-scuola. Dal 2003 si occupa di video, realizzando proiezioni per la scena o “traduzioni” in video di molti spettacoli del Teatro delle Albe e documentari su esperienze teatrali in giro per il mondo della compagnia.

Jens Hillje (Germania, 1968) dal 1989 al 1995 studia Arti applicate all’Università di Perugia, studi che prosegue a Hildesheim e a Berlino. Dal 1990 lavora nella scena del teatro indipendente tedesco come attore, autore e regista. Nel 1996 ha fondato insieme a Thomas Ostermeier lo spazio ‘Barracke’ al Deutsches Theater. Dal 1999 fino al 2009 è Chief-dramaturg e membro della direzione artistica della Schaubühne di Berlino con Thomas Ostermeier e la coreografa Sasha Waltz: con loro crea un ensemble permanente di danza e prosa di rilievo internazionale. In qualità di dramaturg lavora con i maggiori esponenti del teatro europeo: oltre a Ostermeier, Yael Ronen, Falk Richter, Luk Perceval, Sebastian Nübling, Nurkan Erpulat. Durante il suo periodo alla Schaubühne, Jens Hillje ha creato il F.I.N.D Festival nel 2000. Il festival per la drammaturgia internazionale e contemporanea ha presentato autori emergenti della scena teatrale e oggi è uno dei più rinomati festival in Germania. Dalla stagione 2013/14, Jens Hillje è co-direttore artistico e Chief-dramaturg del Gorki, insieme a Shermin Langhoff. Dal 2021 è free dramaturg. Nell’estate 2019 è stato insignito del Leone d’Oro alla carriera alla Biennale di Venezia.

A cosa servono, ancora, i miti greci?

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Ateatro Bolzano29
in collaborazione con
EngrammaTeatro dei Borgia e ZONA K

presentano

A cosa servono, ancora, i miti greci?
in occasione della pubblicazione del numero 194 della rivista “Engramma”

c/o Bolzano29, via Bolzano 29A, Milano (Metro M1 Rovereto)

Intervengono:
Monica Centanni (direttore di “Engramma” e professore ordinario di Lingua e Letteratura greca, Università Iuav di Venezia e Università di Catania),
Maddalena Giovannelli (docente Storia del Teatro presso USI-Università della Svizzera Italiana, Lugano),
Daniela Sacco (ricercatrice e docente presso l’Università Iuav di Venezia), Gianpiero Borgia (Regista).

Conduce Oliviero Ponte di Pino (presidente di Ateatro).

“What’s Hecuba to him?”
Che cos’è Ecuba per lui, cos’è lui per Ecuba? Perché dovrebbe piangere per lei?
Fa chiedere Shakespeare ad Amleto.

Questo numero della rivista “Engramma”, incentrato sull’esperienza teorica e pratica di Teatro dei Borgia, è nato per tentare di rispondere a una domanda: “A cosa servono, ancora, i miti greci?”.
Rilanciamo la domanda di Amleto: “Cosa sono Medea, Filottete, Eracle per noi?”.
“Perché dobbiamo piangere per loro? Servono ancora i nomi, le storie, le figure del mito? Possono i miti greci dire il nostro presente?”.
La stessa domanda che dà il titolo al Seminario di studi che si è tenuto a Trani il 21 e il 22 maggio 2022 per iniziativa di Teatro dei Borgia e della rivista “Engramma”.

Vai alla trilogia LA CITTA’ DEI MITI di Teatro dei Borgia

RAP IN THE CITY – June Edition

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Puoi inventare.

Puoi rappare.

Puoi girare la città come in un video musicale.

E allora cosa aspetti? Rap in the city!

Un campus per trasformare la città in un rap e realizzare un videoclip.

 

Una giornata al campus “Rap in the City”

ore 9.00 – 9.30 Benvenuti piccoli rapper! Giochi di accoglienza
ore 9.30 – 10.30 Rap ritmo e parole. Inventa una canzone e prova a rappare
ore 10.30 – 11.00 Merenda al sacco
ore 11.00 – 12.30 Video, elementi di regia. Ideazione videoclip, ricerca location
ore 12.30 – 14.00 Pranzo al sacco e gioco libero
ore 14.00 – 15.00 Visione video musicali e analisi del linguaggio video
ore 15.00 – 16.30 Rap & Video: registrazione audio e/o riprese video
ore 16.30 Uscita

Se il meteo lo consente, merenda e pranzo al sacco verranno consumati all’aperto, in uno dei parchi cittadini vicini a ZONA K (via Confalonieri, via De Castillia)

Il campus prevede la realizzazione di un videoclip musicale girato in quartiere, che verrà proiettato a ZONA K.

Il campus:
– è a numero chiuso, si attiva al raggiungimento del numero minimo di iscritti richiesto
– le iscrizioni si chiudono il giorno 15 luglio o al raggiungimento del numero massimo di iscritti previsto
– è organizzato in modo da rendere felice e piacevole l’esperienza a tutte le ragazze e tutti i ragazzi e da rispondere alle normative nazionali in relazione all’attuale situazione sanitaria
– prevede la realizzazione e il montaggio di un video che verrà inviato ai partecipanti nelle settimane successive

 


Costo: € 190,00
Agevolazioni: sconto 10% per secondogeniti
sconti non cumulabili


 

Per informazioni più generali, contattaci all’indirizzo organizzazione@zonak.it

 

 

Restituzione pubblica TMN 22

MOLTING Faccio la muta. / Perdo: / grani / chili / foto / candele / souvernirs / mutande col pizzo / pagine e pagine / di precetti /giudizi / pensieri / big bubbles fiori secchi / calcinacci / conchiglie / mattoni e / cordoni. / Cordoni. / Perdo / cordoni. / Ombelicali. / Li lascio andare. / Ecco, piano piano / vi lascio andare, miei cari. / Vi perdo. / Ma io. / Io. / Non mi perdo.

Giulia Asselta (1994, Milano) Laurea in Lettere Moderne all’Università degli Studi di Milano, consegue a pieni voti il Master of Arts in Languages and Literatures all’Università di Friburgo (CH), con tesi su Mariangela Gualtieri. Collabora come assistente alla regia in teatro, cura adattamenti drammaturgici e piccoli progetti performativi  e lavora come organizzatrice di eventi. Scrive poesia. Ogni forma d’arte la entusiasma e le restituisce libertà. Le sta a cuore dar voce con l’arte ai movimenti più profondi dell’animo umano.


MA ANCHE SE NON FOSSE SUCCESSO NIENTE, SAREBBE STATO QUELLO CHE CI SI ASPETTAVA In un parossismo d’indecisione le aveva fatto domande a cui lei non poteva rispondere, ricevuto  silenzi che non poteva tollerare. Così continuava a sfogliarla, tirando sterilmente i suoi petali retrattili: una tortura piena di grazia. Esitante e temporeggiante, eternamente titubante, discendeva una spirale di dilemmi rodendosi dall’interno come una tèrmite affamata.

Mara Callegaro (1994, Varese) Vive e lavora a Milano. Si laurea in Arti Visive, indirizzo Pittura, presso l’Accademia  di Belle Arti di Brera. Prosegue gli studi frequentando il Biennio di Fotografia alla scuola Cfp Bauer, Milano. Dal 2020 è assistente di Francesco Jodice e docente al Biennio di Arti Visive e Studi Curatoriali presso NABA – Nuova Accademia di Belle Arti di Milano. Nella sua ricerca tiene  allenato uno sguardo leggero e meditabondo.


 UN GIORNO SAREBBE DIVENTATO TUTTO BELLISSIMO Dinamiche relazionali in cui “dare” diventa un imperativo incorporato. Dare sempre, dare tanto, dare tutto. Animali relazionali in relazione al concetto del proprio sé.
Se cadi ti rialzi, se sbagli ricominci, se muori muori.

Alessio Cerfeda (1986, Gallipoli)  è un artista transmediale nato in provincia di Lecce. La sua pratica deriva in maniera organica da una formazione onnivora che va dalla sceneggiatura all’antropologia, dalla composizione elettroacustica all’universo dell’outsider art, passando per il lavoro nella scuola pubblica come bidello.


CREATURE_AU COEUR DE L’INTIMITÈ Scivolare via da una vecchia pelle, imprimersi, venire alla luce e andare verso.
Da Antigone a Creatura un filo unisce passato e presente in una lenta, costante e inesorabile ridefinizione.
Si può vivere senza l’obiezione di morire? Si può vivere accettando di morire?

Miriam Giudice (1984, Milano)  Formazione teatro e danza. Lavora dal 2008 come performer, attrice e modella d’arte nell’ambito dello spettacolo e del video. Dal 2013 porta avanti la sua ricerca interpretativa e performativa con taglio autorale e una commistione di modalità e linguaggi che includono movimento, parola poetica, scrittura, canto e fotografia. Indaga il percorso di individuazione dell’essere umano in relazione a sé, alla collettività e all’ambiente attraverso atti performativi dove il corpo diviene chiave per la creazione e veicolo di significati e immagini.


MUTA REVERSE E’ il processo di costruzione del senso interno di appannamento e di presenza-assenza che mi abita, nel tentativo di attivare un dialogo con la parte in trasformazione di me. I muri del cuore non sono visibili ad occhio nudo ma sanno creare distanze siderali. Desidero abitare questo muro interno ed esplorarlo; alcuni muri sanno difenderci e io ho bisogno di una pelle.

Chiara Marini Ferretti (1991, Livorno) Documentarista, video artista e performer. Dopo una formazione umanistica e teatrale si specializza in regia documentaristica presso la Civica Scuola di Cinema di Milano. Individua l’arte come mezzo per indagare l’essere umano, nella sua dimensione sociale, intima e politica; è attraverso la relazione che cerca di rivelare l’intrinseca verità che abita se stessa e gli altri.


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Sathya Nardelli (1997, Trento) Attrice, performer, educatrice teatrale. Si diploma a Venezia come attrice professionista per il Teatro Stabile del Veneto e a Milano come Formatrice. È parte della comunità teatrale Dopolavoro Stadera, per cui è attrice e autrice per progetti di teatro sociale, tra cui la Brigata Brighella. Si concentra su scrittura, movimento e performing art. “PLAYBACK”, la sua opera prima, è in vista di debutto. Il venerdì mattina va in terapia, il sabato a francese.


SANA SANA Sana Sana nasce da una nostalgia, da un blocco, da un’ostruzione, è una richiesta, un istinto, una pretesa.
SANA SANA COLITA DE RANA, SI NO SANAS HOY, SANARAS MAÑANA è la mia guarigione, la voce di mia madre che consola il mio utero

Lorena Santamaria (2000, Genova) Nel 2019 dopo essersi diplomata al liceo artistico Paul Klee si trasferisce a Milano per frequentare il biennio di fotografia al CFP Bauer. Una volta concluso, comincia un percorso come assistente di studio. Contemporaneamente ai suoi studi matura un interesse nei riguardi dell’arte performativa portandola a frequentare il corso The Momentary Now.


LUNARIO Affiorano parole. E’ iniziato il Lunario, un coro che instilla nell’aria perline di assenza.
Una piccola pratica di ossessione e liberazione. C’è di mezzo la Luna, ognuno ha la propria, che custodisce ciò che di assoluto si trova nell’umano.
Mancanze e presenze costanti. Una persona, un tempo, uno slancio.
Un quadro di nostalgia cosmica.

Valeria Spera Dopo gli studi in Cinema e Produzione Multimediale, lavora come autrice di programmi TV e progetti audiovisivi e cura videoinstallazioni per il teatro. È docente di Linguaggio del Cinema a Milano. Coltiva da sempre un amore discreto per l’arte e la danza, che le ha suggerito di affacciarsi nel mondo della performance. Ama le cose e le persone di una volta, ma corre dietro  alla curiosità per ciò che ancora non è accaduto.


RICAMO Atto d’amore, omaggio alla madre e ai suoi ricami a punto croce. I fili colorati si intrecciano, non in una minuscola tela aida, ma in uno spazio gigante fra alberi e arbusti del giardino. Nessuno schema predefinito, nessun disegno premeditato. Solo una semplice danza, guidata dalla stessa cura che impiega un aracnide per tessere la sua tela.

Monica Turri (1993, Milano) Attrice e performer. Da sempre innamorata dell’arte prova a soddisfare la sua curiosità per questo vasto campo laureandosi in Scienze dei Beni Culturali. La sua esigenza di stare sul palco la porta a frequentare l’accademia MTS-Musical! The School. Prosegue la sua formazione con il corso di laurea magistrale in Scienze della Musica e dello Spettacolo, mentre frequenta anche un corso di Alta Formazione in Mercati dell’Arte.


MERVE RÈMINE Le parole verme e inerme non sono anagrammabili senza che si perda il senso dei termini, per questo i due neologismi creati, che danno titolo alla performance, non formano nessun nuovo significato. Il bozzolo nero, soffocante, pesante ed estremamente scomodo da indossare e spostare, in cui mi infilo e trascino per pochi metri, è l’insensatezza del dolore che mi lascia esausta, sporca e infradiciata. Portare il mio corpo e la mia mente allo stremo della sopportazione è una dinamica che attuo quotidianamente nella creazione delle mie sculture che, ora, per la prima volta indosso.

Federica Zianni (1993, Roma) docente di Tecniche di Fonderia presso l’Accademia di Belle Arti di Brera dove si è laureata al biennio di Scultura nel 2018. Ha partecipato a residenze artistiche rilevanti come In-edita 2 e Arte Laguna Prize 16 presso la Fonderia Artistica Versiliese. È stata finalista a 17 premi di rilievo nazionale tra cui: Premio Arte, Premio Combat, Premio Comel, Exibart Prize, Premio Cramum e Premio di Scultura Gabbioneta, ricevendo molti riconoscimenti. È in corso la realizzazione della sua prima monografia per Vanillaedizioni.

 

CHIAMATA PUBBLICA
TEATRO PARTECIPATO

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NON SIAMO NIENTE, SAREMO TUTTO

 ZONA K lancia un grande progetto internazionale di teatro partecipato in collaborazione con Gli Scarti/Fuori Luogo di La Spezia.

Una “chiamata” alla cittadinanza di Milano per partecipare direttamente e in prima persona:
“Abbiamo bisogno di persone del territorio, di lavoratori e lavoratrici di alcuni settori che abbiano voglia di essere coinvolte all’interno di un percorso di indagine e di testimonianza che porterà ad una grande performance finale e che vuole coinvolgere direttamente le comunità cittadine sul tema del lavoro e dei suoi cambiamenti dopo l’esperienza della pandemia”.

La direzione artistica è di Jens Hillje (dramaturg berlinese, Leone d’oro alla Biennale 2019) e di Alessandro Renda (Teatro delle Albe di Ravenna) ideato e prodotto da ZONA K.

A CHI è rivolta la call?
–       Lavoratrici/lavoratori del mondo della SCUOLA E ISTRUZIONE (insegnanti, personale ata, studenti/studentesse)
–    Lavoratrici/lavoratori del mondo della SANITA’ e ASSISTENZA SOCIALE (infermieri/e, farmacisti/e, OSS, medici, caregivers etc)
–       Lavoratrici/lavoratori del mondo FOOD/DRINK, DELIVERY e COMMERCIO (ristoratori/trici, baristi/e, camerieri/e, riders, commessi/e di supermercato)

Oltre alle persone appartenenti alle suddette categorie possono partecipare anche coloro che abbiano voglia di condividere testimonianze indirette e la propria esperienza rispetto alle tematiche del progetto.

*NON è richiesta alcuna preparazione o esperienza teatrale pregressa e la partecipazione è gratuita

 


Domenica 22 maggio 2022 ore 18.30 – 20.30 ci troveremo a ZONA K (Via Spalato 11, vicino ple Lagosta, quartiere Isola) per raccontare il progetto e le differenti modalità di partecipazione:

  1. Semplice raccolta di testimonianze (anche video)
  2. Partecipazione ai successivi incontri del 30 maggio e 6 giugno (ore 18.30 – 20.30)
  3. Partecipazione performance finale (in autunno, data da definire)

Con noi ci sarà il regista Alessandro Renda.

Per partecipare o chiedere informazioni scrivi a stagione@zonak.it.

Deadline adesioni di partecipazione venerdì 20 maggio 2022.


 

 

IL PROGETTO
Soprattutto in questi ultimi 30 anni di libero mercato e privatizzazioni sono state deluse molte possibilità di una società più giusta e la competizione è diventata la condizione che definisce le relazioni umane, trasformando i cittadini in consumatori, frantumando il tessuto sociale e le identità individuali. L’esperienza della pandemia ha messo fortemente in discussione l’idea di economia e società neoliberista. Ma se da un lato questa fase ha ulteriormente evidenziato gli squilibri sociali e provocato sofferenze e contrasti tra lavoratori, dall’altro ha sviluppato e fatto riemergere desideri di solidarietà, promuovendo la ricerca di buone pratiche. Come raccontare questa fase così confusa? Il teatro ci consente di evitare le strettoie del quotidiano, sprofondando storie, volti e esperienze in mondi “altri” capaci di leggere la realtà in tutta la sua complessità.

Il coro è alle origini del teatro, da rito a vero e proprio personaggio collettivo. Il coro nel teatro greco antico ha fondato il teatro europeo, rappresentando la cittadinanza della polis. Attraverso il coro possiamo manifestarci nella nostra individualità ma anche nello spirito più profondo di appartenenza a un gruppo.

Non siamo niente, saremo tutto è un progetto teatrale prodotto da ZONA K che si svilupperà tra il territorio di La Spezia e altre località italiane tra cui Milano, Pergine, Ravenna. L’idea è quella di lavorare con cori di non professionisti appartenenti a alcune categorie specifiche di lavoratori. Per affrontare le storture dei meccanismi lavorativi e lo sfruttamento alla base di tanti processi economici e non solo della nostra società, si è deciso di scegliere gruppi di lavoratori in grado di riflettere lo smantellamento delle politiche welfare avvenuto in maniera sostanziale negli ultimi decenni. Non si tratta di raccontare questi lavoratori lasciandoli nelle loro categorie di appartenenza, ma di esplorare delle storie individuali per affrontare il tema da una differente prospettiva: quanto siamo consapevoli degli effetti delle nostre scelte? Delle nostre responsabilità? Quanto siamo coinvolti nei processi che spesso condanniamo? Il coro diventa strumento di indagine che permette di trasformare l’esperienza collettiva in una narrazione condivisa, un coro pensato come opera d’arte totale e scultura sociale. Un ensemble vivo che unirà le esperienze lavorative contemporanee, mentre l’Internazionale, l’inno di emancipazione e liberazione, depositario di memorie ed esperienze di 150 anni di lotta per il giusto riconoscimento economico e politico del lavoro, sarà un puntello per verificare l’attualità di quei versi.

RAP IN THE CITY
Campus video e rap

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Puoi inventare.

Puoi rappare.

Puoi girare la città come in un video musicale.

E allora cosa aspetti? Rap in the city!

Un campus per trasformare la città in un rap e realizzare un videoclip.

 

Una giornata al campus “Rap in the City”

ore 9.00 – 9.30 Benvenuti piccoli rapper! Giochi di accoglienza
ore 9.30 – 10.30 Rap ritmo e parole. Inventa una canzone e prova a rappare
ore 10.30 – 11.00 Merenda al sacco
ore 11.00 – 12.30 Video, elementi di regia. Ideazione videoclip, ricerca location
ore 12.30 – 14.00 Pranzo al sacco e gioco libero
ore 14.00 – 15.00 Visione video musicali e analisi del linguaggio video
ore 15.00 – 16.30 Rap & Video: registrazione audio e/o riprese video
ore 16.30 Uscita

Se il meteo lo consente, merenda e pranzo al sacco verranno consumati all’aperto, in uno dei parchi cittadini vicini a ZONA K (via Confalonieri, via De Castillia)

Il campus prevede la realizzazione di un videoclip musicale girato in quartiere, che verrà proiettato a ZONA K.

Il campus:
– è a numero chiuso, si attiva al raggiungimento del numero minimo di iscritti richiesto
– le iscrizioni si chiudono il giorno 29 luglio o al raggiungimento del numero massimo di iscritti previsto
– è organizzato in modo da rendere felice e piacevole l’esperienza a tutte le ragazze e tutti i ragazzi e da rispondere alle normative nazionali in relazione all’attuale situazione sanitaria
– prevede la realizzazione e il montaggio di un video che verrà inviato ai partecipanti nelle settimane successive

 


Costo: € 190,00. Acconto entro il 29 luglio di € 100,00 e Saldo entro il 5 settembre di € 90,00
Agevolazioni: sconto 10% per secondogeniti
sconti non cumulabili

CLICCA QUI PER COMPILARE  IL MODULO D’ISCRIZIONE


 

Per informazioni più generali, contattaci all’indirizzo organizzazione@zonak.it

 

 

 

CHIAMATA PUBBLICA PER SUPERMEN OVER 60

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ZONA K e Casa degli Artisti Milano annunciano una
CHIAMATA PUBBLICA PER OVER 60 per partecipare a

BLUE TIRED HEROES” DI MASSIMO FURLAN
performance urbana fuori dal comune intorno all’immagine del supereroe

termine invio candidature: 10 maggio 2022

 

 

E se Superman fosse invecchiato?

Massimo Furlan è un artista svizzero multidisciplinare che ama creare immagini, quadri viventi, in cui l’occhio vaga, osservando la composizione, l’equilibrio, i colori e la stravaganza.

Questo suo lavoro, presentato all’interno della stagione teatrale di ZONA K, mostra con grande umorismo e ironia corpi invecchiati che interpretano un Superman che finalmente può vivere la sua età reale, in contrasto con l’immagine di eterna giovinezza tipica dei supereroi.

Blue Tired Heroes è una performance urbana in cui un gruppo di anziani supereroi gioca con l’immobilità e le azioni quotidiane: cammina lentamente tra le strade di Milano, si siede sulle panchine, entra nei supermercati, si appoggia agli alberi dei parchi, attende il tram alla fermata…

 

CERCHIAMO 11 PERSONE tra i 60 e i 70 anni  CHE VOGLIONO CONDIVIDERE UN’ESPERIENZA DIVERTENTE E INTENSA.

NON È RICHIESTA NESSUNA QUALITÀ PARTICOLARE NELL’INTERPRETAZIONE.
OCCORRE SOLO ESSERE SE STESSI E POSSEDERE UNA BUONA DOSE  DI AUTOIRONIA E SENSO DELL’UMORISMO.

UNICA CARATTERISTICA RICHIESTA: AVERE PIU’ DI 60 ANNI (SUPERMAN È DEL 1934!)

 


Vuoi partecipare e diventare un Superman? Ecco cosa fare!
Manda la tua candidatura scrivendo una mail a stagione@zonak.it allegando una tua foto a figura intera e il tuo numero di cellulare entro e non oltre il 10 maggio 2022.

È richiesta la presenza su tutti e 3 i giorni del progetto, 27, 28 e 29 maggio 2022.

La partecipazione si svolge su base volontaria. Verranno rimborsate eventuali spese di trasporto di A/R per e dal luogo delle prove e della performance.


 

LE PROVE SI SVOLGERANNO NEL POMERIGGIO DI VENERDÌ 27 MAGGIO
Ci troveremo presso Casa degli Artisti (zona Garibaldi) per conoscerci e incontrare il regista Massimo Furlan. Cammineremo lungo il percorso individuato (3 km circa tra Garibaldi e Sarpi), provando le pose da supereroe suggerite dai luoghi che incontreremo lungo il tragitto.
Durata dell’impegno, 4 ore circa.

LA PERFORMANCE SI TERRA’ SABATO 28 E DOMENICA 29 MAGGIO, NEL POMERIGGIO
Si va in scena! Si indossano i costumi da Superman e si percorre il tragitto compiendo le azioni e le pose provate. Il pubblico sarà formato da passanti, abitanti delle vie delle zone Garibaldi e Sarpi, e ovviamente da tutti gli amici che vorranno assistere alla performance.
Durata impegno, 3 ore circa al giorno.

 

IL PROGRAMMA IN BREVE

Venerdì 27 maggio ore 15.00 – 19.00 (indicativo): incontro e prove con il regista, ritrovo c/o Casa degli Artisti, Corso Garibaldi 89/A, angolo via Tommaso da Cazzaniga – M2 Moscova –

Sabato 28 e Domenica 29 maggio ore 16.30 – 19.30 (indicativo): 1 passeggiata di circa 1h30 al giorno in città, ritrovo c/o Casa degli Artisti.
Durata dell’impegno, 3 ore circa al giorno.

Domenica 29 maggio, dopo lo spettacolo, festeggeremo insieme con un bell’aperitivo!

Campus

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TG ISOLA è un TG realizzato dai bambini per i bambini: notizie di cronaca vere o immaginarie, curiosità, storie e interviste in giro per il quartiere.

Con videocamera, microfono e fantasia costruiamo il primo telegiornale dell’Isola.
Piccoli reporter, vi aspettiamo per andare alla scoperta di notizie e storie da raccontare.

 

Una giornata al campus “TG ISOLA”

ore 9.00 – 9.30 Benvenuti piccoli reporter! Giochi di accoglienza
ore 9.30 – 10.30 Inventiamo il nostro TG ISOLA: ideazione, costruzione redazioni, notizie
ore 10.30 – 11.00 Merenda al sacco
ore 11.00 – 12.30 Si gira! Sopralluoghi in quartiere e riprese
ore 12.30 – 14.00 Pranzo al sacco e gioco libero
ore 14.00 – 15.00 Visione film e analisi del linguaggio video
ore 15.00 – 16.00 Davanti alla videocamera: giochi teatrali e improvvisazioni
ore 16.00 – 16.30 Riunione di redazione: a che punto siamo e cosa faremo domani
ore 16.30 Uscita

Se il meteo lo consente, merenda e pranzo al sacco verranno consumati all’aperto, in uno dei parchi cittadini vicini a ZONA K (via Confalonieri, via De Castillia)

Il campus prevede la realizzazione e il montaggio di un video che verrà proiettato presso ZONA K dopo le vacanze estive.

Il campus:
– è a numero chiuso, si attiva al raggiungimento del numero minimo di iscritti richiesto
– le iscrizioni si chiudono il giorno 30 maggio o al raggiungimento del numero massimo di iscritti previsto
– è organizzato in modo da rendere felice e piacevole l’esperienza a tutte le bambine e tutti i bambini e da rispondere alle normative nazionali in relazione all’attuale situazione sanitaria
– prevede la realizzazione e il montaggio di un video che verrà inviato ai partecipanti nelle settimane successive

 


Costo: € 190,00
Agevolazioni: sconto 10% per secondogeniti
sconti non cumulabili

CLICCA QUI PER COMPILARE  IL MODULO D’ISCRIZIONE


 

Per informazioni più generali, contattaci all’indirizzo organizzazione@zonak.it

Lisandro Rodríguez (AR)

In order to enter, in addition to booking, it is compulsory to send the membership application/renewal for the year 2022 at least 24 hours before the performance.
For this event the fee of € 2,00 is not due. Send the request

 

– COLLABORATIONS SECTION –

Extremophile (‘extreme’ with the suffix -philos, from the Greek philéô, to love) is the adjective assigned to those organisms capable of growing and thriving in extreme conditions, i.e. in hostile environments, due to high temperature, acidity or salt concentration. They are therefore those who, as ‘lovers’ of extreme habitats, live differently from the rest of the living.

This is what happens to the protagonists of Alexandra Badea’s work – as the title suggests – which traverses three (or more) stories of love and restlessness. A ministry chief of staff falls in love with a left-wing militant, while a teacher blows himself up in front of a school; a marine biologist is torn between working as a researcher and working for a powerful multinational corporation that devastates the seabed; an Israeli soldier, who pilots drones from a distance, watches his enemies make love on the terraces of their homes.

Rodríguez stages the text by bringing into dialogue the faults and the forgotten dreams, the intimate and the political, and says: “when these characters talk about their work and link it to love, in some way they are also talking about a world that is becoming unbearable”.

 

At the end of the first performance on 19 May, the company and the director will meet the audience.

 


a project by Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, presented in the festival “Presente Indicativo” 

show ● national premiere ● in Spanish ● duration 80 min.

free entrance ● Sold Out

In order to enter, in addition to booking, it is compulsory to send the membership application/renewal for the year 2022 at least 24 hours before the performance.
For this event the fee of € 2,00 is not due. Send the request, click here



by Alexandra Badea directed by Lisandro Rodríguez with Ariel Bar-On, Anabela Brogioli, Zoilo Garcés, Lisandro Rodríguez music “Mundo cruel”: Guillermo Rodríguez lights Matías Sendón production Débora Staiff, Estudio Los Vidrios in collaboration with ZONA K. Thanks to the Instituto Cervantes for their collaboration.

 

OFFICINA PER LA CITTA’ Campus in lingua tedesca

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E’ nata un’officina nel quartiere Isola!
Qui costruiamo alberi per far crescere i sogni, case per far riposare gli uccelli, vasi per raccogliere i desideri, oggetti per trasformare la città.
Giriamo per il quartiere con la macchina fotografica e inventiamo nuove idee per trasformare i luoghi. Poi, nella nostra officina, realizziamo le nostre opere. Di cosa ha bisogno la città intorno a noi? Cosa vorrebbe ricevere uno scoiattolo? Il bambino della casa vicina? E tu?
Ogni creazione ha una storia: possiamo scriverla vicino alle opere come in una mostra, immaginare delle domande da fare alla città e poi tenere un diario di bordo della nostra avventura.

Il campus si svolge in tedesco: esercitiamolo divertendoci con la fotografia, l’arte, l’architettura e la creazione di storie.

Una giornata al campus

ore 8.30 – 9.30 Benvenuti nell’Officina (giochi di accoglienza e riscaldamento)
ore 9.30 – 10.30 Ideazione e realizzazione opere (arte e architettura)
ore 10.30 – 11.00 Merenda al sacco
ore 11.00 – 12.30 In giro per il quartiere! (fotografia e sopralluoghi)
ore 12.30 – 14.00 Pranzo al sacco e gioco libero
ore 14.00 – 15.00 Guardiamo un film!
ore 15.00 – 16.00 Inventiamo le storie delle nostre opere e scriviamo il nostro diario (ideazione e scrittura)
ore 16.00 – 16.30 Arrivederci! (giochi di gruppo)
ore 16.30 Uscita

Se il meteo lo consente, merenda e pranzo al sacco verranno consumati all’aperto, in uno dei parchi cittadini vicini a ZONA K (via Confalonieri, via De Castillia)

Il campus:
– è a numero chiuso, si attiva al raggiungimento del numero minimo di iscritti richiesto
– le iscrizioni si chiudono il giorno 13 giugno o al raggiungimento del numero massimo di iscritti previsto
– è organizzato in modo da rendere felice e piacevole l’esperienza a tutte le bambine e tutti i bambini e da rispondere alle normative nazionali in relazione all’attuale situazione sanitaria

Costo: € 190,00
Agevolazioni: 10% sconto per secondogeniti
sconti non cumulabili

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Per informazioni più generali, contattaci all’indirizzo organizzazione@zonak.it


 

 

WerkStadt ZONA K
Multidisziplinäres Camp in deutscher Sprache für Kinder im Alter von 6 bis 11 Jahren
von 28/6 bis 1/7

Im Isola-Viertel eröffnet eine WerkStadt!

Hier bauen wir Bäume, in denen Träume wachsen, Häuser, in denen sich Vögel ausruhen, Gefäße, in denen Wünsche gesammelt werden, Objekte, die die Stadt verändern. Wir gehen mit unseren Kameras durch unser Viertel und entwickeln neue Ideen, um Orte zu verändern.
Dann stellen wir in unserer WerkStadt unsere Werke her.
Was braucht die Stadt um uns herum? Was würde ein Eichhörnchen gerne bekommen? Das Kind aus dem Nachbarhaus? Was ist mit Dir?
Zu jedem Werk gibt es eine Geschichte: Wir können sie – wie in einer Ausstellung – neben die Werke schreiben und uns Fragen ausdenken, die wir der Stadt und ihren Bewohnern stellen können und führen Tagebuch über den Verlauf unserer Woche.

Der Campus findet auf Deutsch statt: Wir üben Deutsch und haben Spaß an Fotografie, Kunst, Architektur und dem Erfinden von Geschichten.

Ein Tag auf dem Campus

ore 8.30 – 9.30 Willkommen in der WerkStadt (Begrüßungsspiele und Aufwärmen)
ore 9.30 – 10.30 Wir entwerfen und bauen unsere Werke (Kunst und Architektur)
ore 10.30 – 11.00 verpackter Imbiss
ore 11.00 – 12.30 Uhr Rund um die Nachbarschaft! (Fotografie und Erkundung)
ore 12.30 – 14.00 Mittagessen und freies Spielen im Park
ore 14.00 – 15.00 Wir schauen einen Film
ore 15.00 – 16.00 Wir erfinden Geschichten  zu unseren Werken und schreiben ein WerkStadt Tagebuch (Konzeption und Schreiben)
ore 16.00 – 16.30 Auf Wiedersehen! (Gruppenspiele)
ore 16.30 alle zu Hause

Wenn das Wetter es zulässt, werden die Snacks und Lunchpakete im Freien, in einem der Stadtparks in der Nähe von ZONA K (Via Confalonieri, Via De Castillia) eingenommen.

Der Campus
– eine begrenzte Teilnehmerzahl hat, beginnt sie, wenn die Mindestteilnehmerzahl erreicht ist
– Anmeldeschluss ist der 13. Juni oder wenn die maximale Teilnehmerzahl erreicht ist
– so organisiert ist, dass das Erlebnis für alle Kinder fröhlich und vergnüglich ist und die nationalen Vorschriften in Bezug auf die aktuelle Gesundheitssituation eingehalten werden

 

AA.VV.

SPECIAL PREVIEW

I Bohémien features one of Milan’s most fascinating pieces of history: the story of Brera and the young artists who lived there in the late 19th and early 20th centuries.

The writing work started with historical research, the city archives and the reconstruction of early 20th century Milan and the places dear to the artists of the time. It is not an audio guide but a podcast, halfway between radio drama and documentary research, which reveals to the visitor, the spectator, the curious patron, a now vanished and unseen world experienced by the artists who began to frequent Casa degli Artisti, built in 1909, and Brera, helping to build the reputation of the artistic quarter that still survives today.

I Bohémien is the first chapter, which we present as a preview, of a narrative of Milan’s history through the artists’ twentieth century.

 

Working on the podcast are students and ex-students of the Brera Academy of Fine Arts; playwright Luca Scarlini; sound designer Luca De Marinis. 

The podcast will be available as a preview only on 18 and 19 December 2021

CASA DEGLI ARTISTI MILANO

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Centro di residenza, produzione e fruizione aperto alla città, Casa degli Artisti (ri)nasce come un luogo di incontro, creazione e riflessione per sostenere la pratica degli artisti nell’ambito delle arti visive, performative, sonore, digitali, applicate, del cinema, della fotografia, della letteratura e del pensiero. 

A vocazione interdisciplinare e internazionale, ha come missione la promozione della ricerca, della formazione e della produzione artistica; lo sviluppo di una dimensione personale e corale del lavoro; la produzione di progetti culturali rivolti ad un pubblico il più ampio possibile.

1250 mq su tre piani, 11 atelier destinati al lavoro degli artisti, uno spazio espositivo al pianterreno aperto al pubblico, un bistrot, uno spazio esterno affacciato sul verde, Casa degli Artisti lavora come luogo di connessioni per favorire lo scambio tra i diversi attori dell’arte, della società e dell’impresa e per stimolare un dialogo sulla sfera pubblica e sullo spazio urbano.

Il gruppo di lavoro è composto da artisti, organizzatori culturali, formatori, architetti, galleristi, cittadini, con conoscenze puntuali del panorama culturale cittadino, italiano e internazionale. Undici professionisti, appartenenti a cinque associazioni, che si sono incontrati sulla base di una visione comune e con la volontà di intrecciare risorse, competenze e connessioni.

In seguito all’aggiudicazione del bando di gestione dell’immobile, indetto dal Municipio 1 del Comune di Milano, è stata costituita un’Associazione Temporanea di Scopo (ATS) – comprendente le cinque realtà no profit che hanno partecipato al bando: ZONA K, capofila, That’s ContemporaryAtelier Spazio XPO’, NIC Nuove Imprese Culturali e Centro Itard Lombardia, con Future Fond, come partner esterno.

Valentina Picariello / Valentina Kastlunger / Giulia Restifo / Christian Gancitano / Matteo Bianchi / Mattia Bosco / Mariavera Chiari / Francesco Piccolomini / Lorenzo Vatalaro / Susanna Ravelli / Lorenzo Castellini

STORIA
Casa degli Artisti nasce nel 1909 su iniziativa dei Fratelli Bogani, due mecenati innamorati dell’arte, per ospitare laboratori e atelier. Fin dai primi anni vede un’intensa frequentazione di artisti di varie discipline. Alla fine degli anni ’30 la Casa viene espropriata dal Comune di Milano con l’intento di demolirla, nell’ambito di un ampio progetto di rinnovamento urbanistico della zona, poi abbandonato con lo scoppio della guerra.

Nel dopoguerra l’attività riprende e vive un nuovo slancio soprattutto alla fine degli anni Settanta, quando la Casa viene gestita da artisti di fama internazionale come Luciano Fabro, Hidetoshi Nagasawa e la critica e storica dell’arte Jole De Sanna.Tra le azioni di quel periodo si annoverano mostre collettive dedicate a giovani artisti emergenti, relazioni con altri spazi no profit della città e il restauro de “I bagni misteriosi” di Giorgio De Chirico del 1994.

Nel 1988 una parte del piano terra viene occupata da Csoa Garibaldi, mentre negli altri spazi della Casa continuano ad operare gruppi di artisti, artigiani e liutai. Nel 2007 la casa viene sgomberata e quindi messa in sicurezza a causa delle condizioni di precarietà strutturale in cui versava.

Nel 2015 inizia il percorso di riqualificazione dell’edificio grazie al Municipio 1. La ristrutturazione è effettuata da La Ducale SpA del Gruppo Tecnocasa, a scomputo degli oneri di urbanizzazione relativi alla costruzione del condominio privato di Corso Garibaldi 95. Su indicazioni della Soprintendenza, il recupero della Casa ha visto un intervento più consistente sulle facciate esterne e un approccio più filologico negli interni, dove sono stati mantenuti i mattoni a vista e le originali strutture in cemento armato.

Visita il sito di Casa degli Artisti Milano

Post, il tempo delle domande

Media partner of  POST, the theatre season, could only be Q code Magazine, an independent magazine that prefers multimedia. It is geopoetic, that is, it tells geopolitics through stories, it is an open place for those who have passion, competence and ability to say it, it is a quarterly paper magazine to return to a slow and thoughtful reading. It is resistant, stubborn and abrasive. It believes in collaboration and sharing between sister organizations. It is edited by Angelo Miotto and Christian Elia, and in its nine years of life has hosted hundreds of signatures from all over the world.

Post, il tempo delle domande is the name of the Q Code podcast for ZONA K .
We have chosen keywords, related to the shows of the season.
The audio essays are by Angelo Miotto.

Listen to the podcasts by clicking HERE

 

POST

What define POST?

Etymologically the answer is easy, something that comes later in time or conceptual terms. The society we live in seems to be an endless catalogue of posts. We are in a post-democracy, citizens are post-materialist, capitalism has become post-capitalism, not to go into the more complex and philosophical definitions of post-structuralism, post-modernism and deconstructionism. Even the very concept of truth can no longer be separated from post-truth, voted by the Oxford Dictionary as word of the year for 2016. Everything is questioned, reconsidered, studied in its continuous evolution. It is as if certain principles and doctrines, which formed the basis of a certain culture in the second half of the 20th century, can no longer keep up with the times without having made room for a new political, cultural and social sensibility. Is it fair to ask whether a new progressive culture is possible for the 21st century? Is politics capable of formulating a new, compelling vision that (re)brings people together and is not just an expression of power?

We are not in a position to give answers, for us POST is still the time of questions that every change brings. It is the moment we find ourselves living. The ‘after’ of which the contours are not yet clear. It is not the criticism or the overcoming of what we have done and experienced so far, it is the time of uncertainty, of the need to reconsider positions and choices made so far without fully seeing the next step. It is more than a season’s headline, a well-crafted claim by a good copywriter. It is our present that we continue to look at with an artistic and political eye. It is looking for a new position, finding a new balance between creativity and proximity, between artistic research and audience engagement, between relationships and growth. POST is the start of a new path of openness, a broader view, reflections and comparisons. It is a stimulus for other thoughts, not necessarily our own.

And in this reservoir of suggestions, we started to measure ourselves with new possibilities, parallel actions, not substituting but complementary to the presentation of a theatre season. The first step was to call Jens Hillje as visiting dramaturg. A leading figure of European theatre, Golden Lion for Lifetime Achievement in 2019, Hillje has accompanied months of reflection and will be dramaturg of the new production of ZONA K that will be staged in November.

Therefore, the necessary awareness has matured – this is political and social – not to give up the centrality of people, whether they are spectators, artists, non-professionals, workers, students. Participatory and urban shows, productions and co-productions that arise from the direct involvement of citizens, training of younger targets, storytelling of artistic processes, meetings with artists, networks with other theatres thanks to common visions and synergic work, are all elements of the same puzzle that will be built in future years.

In this outlined framework, enclosed in the POST hat, Gob Squad and their latest production find their place 1984: Back to No Future, a nostalgic and pop look at the past and the future; the shouted words of Pasolini brought to the stage by Anagoor, the old men in tights of Massimo Furlan‘s “Superman”, Mats Staub with the delicacy of his interviews; the urban shows of Elisabetta Consonni and Teatro dei Borgia; the new production Non siamo niente, saremo tutto by Jens Hillje and Alessandro Renda on the distortions of society that brings a chorus of workers on stage, to close with a participatory performance on contemporary activism by Dreams Come True, Hichmoul Pilon, anthropie, collettivo Siamo ovunque. Eight shows, eight complex projects to present and narrate.

To close POST is also – much more simply – “a communication tool, a textual message with the function of opinion, comment or intervention”.

 

Mariano Pensotti/Grupo Marea (AR)

– COLLABORATIONS SECTION–

El Público (Buenos Aires), The Audience (Athens) and The Public/Het Publiek (Brussels) are three films about a theatre audience and the city they live in. They are also three plays that we only know through the narration of the spectators. The starting point of the three films is the same: there is an audience going to see a performance in a theatre. The audience takes their seats before the performance starts, they read the programme, they chat.

The show starts but we do not see it.

There is an ellipsis. We see the audience leaving the theatre immediately after the end of the performance. Apparently the play they saw was incredible, an extremely complex performance about a real story hidden in the recent history of the city. All the spectators are moved by what they saw.

We follow some people leaving the theatre. We will see the stories of these 11 people during the 24 hours after they have seen the performance and to what extent what they have seen has influenced their lives. Each story is a short film.

The personal stories of the audience are very different and have a variety of conflicts, there are some stories with a strong plot and others that are more focused on everyday life. But at some point everyone talks to another person about the play they have seen and we have not. They all tell a different scene from the play. By following their stories and listening to their narration of the play, the real audience can reconstruct the play that the fictitious audience has seen.

What are the stories of the people who go together to see a play? How much are their lives transformed by that experience? To what extent is what they have seen modified by their memories? What is it like to become a character in your own city? What is the effect of transforming the audience into protagonists?

 

 


projection:
12 May THE AUDIENCE – length 80 min
13 May EL PUBLICO – length 90 min
14 May HET PUBLIEK – length 80 min

in collaboration with Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa

film info ● in original language with subtitles

c/o ZONA K – free entrance with 2022 membership required 24 hours before the event, click here, do it now

booking recommended: biglietti@zonak.it – 393.8767162


 

Written and Directed by Mariano Pensotti Art Director Mariana Tirantte Music Diego Vainer Cinematography/DOP María Soledad Rodríguez Artistic Production Florencia Wasser Assistant Director Agustín Gagliardi.
THE AUDIENCE was commissioned and produced by Onassis Stegi.
EL PUBLICO is a co-production between Festival Internacional de Buenos Aires and Grupo Marea.
HET PUBLIEK was commissioned by Kunstenfestivaldesarts in co-production with Wrong Men, Théâtre des Martyrs and Shelter prod.

 

Mariano Pensotti (Buenos Aires, 1973) studied cinema, visual arts and theatre. His performances have been presented in Argentina and in major international festivals around the world. He has received numerous prizes and awards including: the Rozenmacher, Clarin and F Prizes; and grants from Unesco-Aschberg, Rockefeller Foundation, Fundación Antorchas and Casa de América de Madrid. He founded Grupo Marea together with set designer Mariana Tirantte, musician Diego Vainer and producer Florencia Wasser.

 

Wundertruppe (IT)

ATTENTION: EVENING DEPARTURE TIME HAS BENNE BROUGHT FORWARD TO 19.00

– SECTION OUT OF MILAN –

It is a sound path with headphones that will take place in the town of Baranzate, a group walk, an experience at the same time personal and shared inhabited by voices, sounds, literary fragments and testimonies around the theme of loneliness. The performance crosses significant places in the city that are identified in the days leading up to it, thanks to the study of the topography and history of the city and (when possible) thanks to encounters with local people. Two figures accompany the public: the first is a point of reference, guiding the route; the other crosses the space, directs the gaze, gets lost, plays with the limit. The route follows the sun and its light.

 

 

 

The performance takes place at dawn and/or at dusk: at dawn the city wakes up, a few people inhabit it with their silent and solitary presence; at dusk, on the other hand, it can swarm with passers-by and within this collectivity a sense of solitude can arise, willingly or unwillingly. The reality of the landscape becomes part of the performance, resonates with the words in the headphones and allows the unexpected to manifest itself and become a story. One walks, at the same time, alone and in company to find oneself at the end in a temporary square and express a desire.

Baranzate was chosen by the collective because of the intense social activities born in the area over the years, and it is also a place of affection and growth for one of the members of the collective.

 


in collaboration with Associazione Quarantasettezeroquattro in Gorizia

info urban headphone performance

c/o Municipality of Baranzate (Mi)

departure at 6.30 a.m. Meeting point piazza Giovanni Falcone – Baranzate
departure at 20.00 meeting point via Gorizia, 61 – Baranzate

BASIC INFORMATION TO PARTICIPATE:
A document will be requested as a deposit for the use of the navigator.
As this is a route with obligatory stages, the departure time cannot be postponed. The walk takes about 80 minutes and will be done on foot. The place of arrival is 10 min. walk from the place of departure. It is recommended to wear comfortable shoes and a waterproof jacket in case of light rain; in case of heavy rain the event will be cancelled.


 

Conceived and directed by Collettivo Wundertruppe: Natalie Norma Fella, Marie-Hélène Massy Emond and Giulia Tollis with the voices of Natalie Norma Fella Marie-Hélène Massy Emond and Giulia Tollis, Sandro Pivotti and people met in Italy, Canada and online original music Marie-Hélène Massy Emond sound design Renato Rinaldi special thanks to Luca Oldani, Riccardo Tabilio and Jonathan Zenti for their help on stage and in the studio production Wundertruppe in co-production with Petit Théâtre du Vieux Noranda (Rouyn Noranda, QC -Canada) / Associazione Quarantasettezeroquattro – Gorizia with the support of MOVIN’UP Performing Arts of MiBACT and GAI – Giovani Artisti Italiani / ARTEFICI – Residenze Creative FVG 2019 di Artisti Associati – Gorizia / Conseil des Arts du Canada (Canada) / Associazione IFOTES | ARTESS – Udine. Project supported with funds from the Otto per Mille della Chiesa Valdese

 

Wundertruppe is a person and a collective at the same time. Wundertruppe is the name under which, since 2016, Natalie Norma Fella has presented her projects. Each work makes use of the collaboration of artists, technicians, consultants, thinkers; the principle of this collective is to combine skills and interests according to the nature and needs of the various projects. The works of Wundertruppe are: “40 A.D. | Etiquette for an Earthquake”, “WK -Wunderkammer,” and “Piazza della Solitudine”.

 

photo Alvise Crovato

Dreams Come True, Hichmoul Pilon, anthropie, collettivo Siamo ovunque

A participatory performance in which the audience reads aloud the testimonies from anti-fascists, feminists, anti-capitalists, anti-racists, anti-specialists, hackers, and people fighting for the rights of migrants, against all forms of social oppression, for the rights of LGBTQIA+ people, against ecocides, for the rights of sex workers, against police violence, for the rights of undocumented immigrants, for self-determination and empowerment of all workers, against job insecurity, against the current prison system and for Zone to Defend.

The project was conceived during a tour in Hong Kong in 2019, where where one of the promoters of the project mets some protesters of the pro-democracy movement: within 20 years Hong Kong will be entirely Chinese and their freedom of expression is rapidly diminishing. From their stories came the desire to share aspects of political engagement: the act of courage, which gives the strength to fight your way out of an oppressive or precarious situation, and the tools, tactics and practical advice useful to all activists, here or elsewhere.

Siamo Ovunque is a collection of emotional and inspirational resources: activists’ stories, tactics, tools and strategies, recorded as written texts or transcribed from oral histories to form an archive of contemporary activism.

 


info participatory performance ● in Italian ● duration 120 min.

c/o ZONA K – admission with prior 2022 membership


 

A project conceived and produced by: Dreams Come True, Hichmoul Pilon Production and collectif anthropie (Geneva, Switzerland) editorial committee and text collection in the Bologna area: collectif Siamo ovunque (Bologna, Italy) co-production: République éphémère, Geneva; Le Grütli, Geneva; l’Abri, Geneva; Aargauer Kunsthaus, (in progress) with the support of: Pro Helvetia – fondation suisse pour la culture, Office fédéral de la culture et République et canton de Genève, Ville de Genève, Loterie Romande, Fondation Ernst Göhner, Pour-cent culturel Migros, Fondation Jan Michalski pour l’écriture et la littérature, Fondation suisse des artistes interprètes SIS and Fondazione Cariplo

 

AA.VV.

Since 2021 ZONA K is among the partners who joined the Call for Digital Residencies conceived and promoted by Centro di Residenza della Toscana (Armunia – CapoTrave/Kilowatt), in partnership with Associazione Marchigiana Attività Teatrali AMAT, Cooperativa Anghiari Dance Hub, ATCL Lazio for Spazio Rossellini, the Emilia-Romagna Residency Centre (L’Arboreto Teatro Dimora di Mondaino – La Corte Ospitale), the Fondazione Luzzati Teatro della Tosse in Genoa, joined this year by Fondazione Piemonte dal Vivo – Lavanderia a Vapore and Fondazione Romaeuropa.

Now in its third edition, the call aims at stimulating performing arts artists to explore the digital space, as a further or different declination of their authorial research.

The selected artistic projects will be presented to the public during the Digital Residencies Week at the end of November.

Jens Hillje, Alessandro Renda (DE/IT)

A ZONA K project

One often overhears the expression that has become common: “do we work to live or do we live to work?”. The term ‘work’ describes any transfer of energy, so a more open answer might be that ‘we work to exchange energy’. A type of energy, that produced by work, which like love, music and mourning, is one of the few concepts that anthropologists and sociologists manage to recognize whenever they venture into foreign lands to decipher cultural and social aspects. Many of the choices we make at work shape our future trajectories, define our self-esteem and beliefs, shape many of our values and determine where and with whom we spend most of our time.

But does our work really define who we are? And how do we work in an age that wants us to be more and more productive? We often run the risk of living at too high a pace that leads us to conditions of disorientation, anxiety or even anger and antisocial behaviour. Competition has become the defining condition of human relationships, shattering the social fabric and individual identities.

Work can also be a key observation point for assessing the health of a society. There are also many jobs that are done out of passion or joy, not out of compulsion. Through work, we should enhance everyone’s passions and abilities, promoting dignity and personal satisfaction. And not just ‘toil’, as in the etymology of the word.

Non siamo niente, saremo tutto is the literal translation of a line from The International written by the poet and revolutionary Eugène Pottier 150 years ago. We are nothing, we shall be everything is also the theatrical project in which Jens Hillje and Alessandro Renda try to tell the story of workers without leaving them in their own categories, exploring individual stories to approach the theme from a different perspective: can we mirror ourselves in the work stories of others to feel more interconnected? How aware are we of the effects of our choices? How much does following vocations, making choices or being chosen condition our lives? Does understanding individual happiness or unhappiness help us to understand collective happiness and unhappiness? What mutations is this pandemic period bringing?

The chorus of stories becomes an investigative tool to transform the collective experience into a shared narrative, a chorus conceived as a total work of art and social sculpture to re-embrace a desire for community and, through theatre, find new forms of representation of reality.

Non siamo niente, saremo tutto is a theatrical project produced by ZONA K that develops between the territory of La Spezia and other Italian locations including Milan, Pergine, and Ravenna.


show info

c/o and in collaboration with Olinda onlus, ex. Osp. Paolo Pini, via Ippocrate 45 Milano – M3 Affori FN


directed by Alessandro Renda; dramaturg Jens Hillje; with Roberto Corradino, Milena Costanzo, Matteo Gatta, the citizens of La Spezia and Milan, and the Four Steps Choir and Coro Ragazzi F. De André of La Spezia, Batebalengo conducted by Gloria Clemente and Pietro Sinigaglia; set design Denise Carnini and Francesca Guarnone; lighting design Mario Loprevite; video shooting Alessandro Renda and Francesco Tedde; editing and visual effect: Francesco Tedde (Antropotopia); photos Luca Del Pia; production ZONA K (MI); co-production Pergine Festival (TN), Association 47|04 (GO); executive production Valentina Picariello and Renata Viola; organization Federica Bruscaglioni; with the support and collaboration of Fuori Luogo La Spezia/Gli Scarti; in collaboration with Olinda onlus, Project For People, Stratagemmi Prospettive Teatrali.

The project is realized with the support of Fondazione Compagnia di San Paolo in the context of Art Waves Produzioni di cultura contemporanea and with the support of Fondazione Cariplo and the Municipality of Milan
and presented within STOP project presented for Milano è Viva

Alessandro Renda is an actor, director and filmmaker in the Teatro delle Albe in Ravenna. He joined the company when he was a teenager, participating in the non-school workshops, an anti-academic theatrical-pedagogical practice created by Marco Martinelli. In 1998 he was chosen to play one of the twelve “palotini” in the play I Polacchi, text and direction by Martinelli, and since then he has been actor and director of the company. Since 2001 he has been guiding the non-school workshops. Since 2003 he has been working on videos, making projections for the stage or video “translations” of many Teatro delle Albe shows and documentaries on the company’s theatrical experiences around the world.

Jens Hillje (Germany, 1968) studied applied arts at the University of Perugia from 1989 to 1995, continuing his studies in Hildesheim and Berlin. Since 1990 he has been working in the German independent theatre scene as actor, author and director. In 1996, together with Thomas Ostermeier, he founded the space ‘Barracke’ at the Deutsches Theater. From 1999 until 2009 he was chief dramaturg and member of the artistic direction of the Schaubühne in Berlin with Thomas Ostermeier and choreographer Sasha Waltz: with them he created a permanent dance and drama ensemble of international importance. As dramaturg, he worked with leading European theatre figures: in addition to Ostermeier, Yael Ronen, Falk Richter, Luk Perceval, Sebastian Nübling, Nurkan Erpulat. During his time at the Schaubühne, Jens Hillje created the F.I.N.D Festival in 2000. The festival for international and contemporary playwrights presented emerging authors from the theatre scene and today is one of the most renowned festivals in Germany. Since the 2013/14 season, Jens Hillje has been co-artistic director and Chief-dramaturg of the Gorki, together with Shermin Langhoff. Since 2021 he has been free dramaturg. In summer 2019, he was awarded the Golden Lion for Lifetime Achievement at the Venice Biennale.

Anagoor (IT)

 

A poetic text by Pasolini, little known but with a disruptive expressive force, a non-finite in the author’s magmatic laboratory, a jumble of words and images, of sound and pain, an expression of power and the ways in which man succumbs to it, with the emblematic title: L’italiano è ladro (The Italian is a Thief). Here the voice and the poetic word, accompanied by the sound design of the staging, reach the public in their increasingly lacerating and at times disturbing symbolic significance.

 

 

In 1955, a fragment of Pier Paolo Pasolini’s L’Italiano è ladro (The Italian is a Thief) was published in a fascicle of the literary magazine “Nuova Corrente”, the only printed trace of a multi-lingual poem of long gestation composed between 1947 and the second half of the 1950s. Because of its openness to the representation of the popular classes and its tendency towards narrativity, this work, despite having passed almost unnoticed, is undoubtedly a representative witness to the poetic season of the 1950s and the cultural and literary political history in which it is embedded. Anagoor attempts to restore the fervour and complexity of a boiling writing, of a thought and a language that were then becoming a system and a vision, illuminating the theatrical virulence that seems to pulsate beneath the poetic verse. The company chooses to mediate this complexity by comparing the different versions of the text and illustrating the workshop of the Friulian poet, before leaving the language free to break the banks and overwhelm the ear like a torrent that drags along recent transformations and ancient pain.

 


info duration 80 min.

c/o Teatro Out Off, via Mac Mahon 16


 

Voices: Luca Altavilla, Marco Menegoni Mediation: Lisa Gasparotto Sound: Mauro Martinuz Direction: Simone Derai Production Anagoor 2016 Co-production Stanze 2016, Centrale Fies

 

The Anagoor company, which takes its name from Dino Buzzati’s short story Le mura di Anagoor (The Walls of Anagoor), was founded in 2000 in Castelfranco Veneto on the initiative of Simone Derai and Paola Dallan, who were later joined by Marco Menegoni, Moreno Callegari, Mauro Martinuz, Giulio Favotto, Silvia Bragagnolo and many others, making the experience a community project. Since 2008, Anagoor has been based in the Treviso countryside, at La Conigliera, a burrow farm converted by the company into its own atelier. With this choice, the desire to preserve the architecture of the place and the wish to keep a name that would reveal its history, Anagoor experiments with the possibility of stopping pieces of a changing civilization to graft them into a new vision. Anagoor’s theatre responds to an iconic aesthetic that precipitates into different final formats where the performing arts and the hypermedia scene enter into dialogue; it penetrates the territories of other artistic disciplines and yet forcefully claims, by virtue of the nature of this art, to remain theatre.

photo by Silvia Bragagnolo©

Massimo Furlan (CH)

Swiss-Italian multidisciplinary artist Massimo Furlan brings a new poetic and non-conformist performance to Milan. In Blue Tired Heroes, a group of “supermen seniors” roam the city to impose, in a series of tableaux as burlesque as they are delicate, the physical tests of ageing on this superhero figure trapped in his eternal youth… with “performer” inhabitants.

Superman was born in 1933. Since then, the character of Clark Kent has remained frozen in his eternal youth as a “superhero”, passing from one decade of glory to the next. But what if he finally assumed his true age? Wearing only pyjamas and blue trousers, red socks and a cape as accessories, Massimo Furlan answers the question by unleashing a strange commando of about fifteen elderly people from the city who take over the public space. Aged bodies and wrinkled faces shake our imagination to show, with humour, the evidence of the passage of time. Embodied by fifteen volunteer residents, these “tired blue heroes” play with humour and self-irony, their age and their image, which is far removed from the build of a bodybuilder.

 

 

In the continuum of a series of works experimented in the public space around the figure of Superman (Superman Cosmic Green, Love Story Superman), Blue Tired Heroes questions the notion of the heroic figure and the ghost of the superman accepted in the popular imagination, substituting a profoundly humanist incarnation of the passing of time. Funny, intense, tender, this extraordinary journey of ordinary men tells us a lot about the ability of the “superhero” to save the world, perhaps through a smile, a burst of laughter, a burlesque vision and a poetic and collective appropriation of public space?

 


in collaboration with Casa degli Artisti di Milano

itinerant urban performance

starting pointCasa degli Artisti di Milano – Via Tommaso da Cazzaniga, angolo, Corso Garibaldi, 89/A


 

Direction Massimo Furlan; Dramaturgy Claire de Ribaupierre; Costumes Severine Besson; Distribution and production Jérôme Pique; Administration Noémie Doutreleau; Production Numero23Prod.

 

After studying at the Ecole des Beaux-Arts in Lausanne, Swiss set designer and visual artist Massimo Furlan worked with various dance and theatre companies. In 2003, he founded his own company dedicated to the performing arts, Numéro23Prod., to question the act of representation outside the confines of genres. His multiple performances, essentially articulated around humour and contrast, question popular manifestations and the notion of the team, the themes of image, duration, childhood, memory and play.

 

photo ©Pierre Nydegger et Laure Cellier

Teatro Dei Borgia (IT)

The City of Myths is a metropolitan poetic dream. It is a trilogy composed of three stories, Eracle, l’invisibile Filottete dimenticato e Medea per strada, which can be seen individually or in succession.

In these stories Medea, Eracle and Filottete are three heroes of the contemporary world. However, they are not heroes from above, they are not descendants, they are not children of gods. On the contrary, they are heroes of the margins, of the periphery, who speak to us of their real tragedies: prostitution, the fall into poverty and abandonment. Elena Cotugno and Gianpiero Borgia have worked on this trilogy for a long time together with many people: social workers, doctors, health workers and psychologists. They have come a long way with them, until the road began to work on them. The result is a trilogy of performances in which the mythical figures of Eracle, Filottete and Medea are projected into the contemporary world and identified respectively with a separated parent, an incurably ill abandoned person and a foreign prostitute.

The trilogy is a political art action that crosses the city and accompanies spectators to places of marginalization, illuminating corners of the urban landscape through the cone of light of Myth.

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23 + 24 + 28 + 30 September + 1 + 2 October h. 16.45
ERACLE, L’INVISIBILE by Euripide

A disturbing parallelism between the classical hero, Heracles, divine in his proverbial strength, and a marginalised figure in contemporary society, the homeless. Christian Di Domenico plays the role of a separated parent and brings to the stage the economic, social and psychological hardships that have dragged him into the darkest despair. An immersive performance that, starting from myth and Euripides’ tragedy, comes straight to our days.

Duration 65 mins.
With Christian Di Domenico; Words by Fabrizio Sinisi; Project and direction Gianpiero Alighiero Borgia; Sociological advice Domenico Bizzarro; Production Teatro Dei Borgia; In co-production with Centro Teatrale Bresciano and Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia

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23 + 24 + 28 + 30 September + 1 + 2 October h. 18.15
FILOTTETE DIMENTICATO by Sofocle

In Sofocle’ tragedy, Ulisse returns after ten years to look for Filottete, left alone on the island of Lemnos after seriously injuring his leg. For the Teatro dei Borgia, the contemporary PhiloFilottetectetes we have to deal with is a sick person suffering from a neurodegenerative disease and left alone in a nursing home. Daniele Nuccetelli gives body and voice to the feelings of someone who, in a situation of great suffering, is left to his own devices, staging a delicate and complex theme that touches on the family realities of today.

Duration 60 mins.
With Daniele Nuccetelli; Words by Fabrizio Sinisi; Project and direction Gianpiero Alighiero Borgia; Clinical advice Laura Bonanni; Production Teatro Dei Borgia; In co-production with Centro Teatrale Bresciano and Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia
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20 + 21 + 27 + 28 September h. 19.30
23 + 24 + 30 September + 1 + 2 October in the Trilogy of Myths* formula
MEDEA PER STRADA by Euripide

This is the tragedy of the foreigner, reinterpreted through the strength of the myth of Medea interpreted by Elena Cotugno. The performance tells the story of a woman who escaped from her own country, arrived in Italy and ended up as a prostitute for the love of a man with whom she has two children. As with Medea, hope, love and faith in a better destiny are extinguished in an obsessive despair that culminates in a tragic epilogue.

Duration 70 mins.
With Elena Cotugno; Words by Fabrizio Sinisi and Elena Cotugno; Project and direction Gianpiero Alighiero Borgia; Production Teatro Dei Borgia; In co-production with Centro Teatrale Bresciano and Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia
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23 + 24 + 30 September + 1 + 2 October h. 15.15 and h. 16.45
TRILOGIA DEI MITI (Medea per strada + Eracle, l’invisibile + Filottete dimenticato)

On these dates the performances can be enjoyed in succession in the Trilogy formula.
The route, lasting a total of 3 hours and 30 minutes, is reserved for 7 spectators only.
To take part, reservations must be made at biglietti@zonak.it

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COME
HOW TO
In order to participate in the CITTÀ DEI MITI, membership of ZONA K is compulsory. The request must be sent online simultaneously with the purchase of tickets. The membership card will be issued free of charge c/o Olinda onlus on the evening of the performance together with the tickets purchased.

The performances can be seen individually or in the Trilogy formula.



WHEN
Medea per strada
20 + 21 + 27 + 28 September h. 19.30
23 + 24 + 30 September + 1 + 2 October in the Trilogy of Myths* formula
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Eracle, l’invisibile
23 + 24 + 28 + 30 September + 1 + 2 October h. 16.45
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Filottete dimenticato
23 + 24 + 28 + 30 September + 1 + 2 October h. 18.15
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*Triology of Myths (Medea per strada + Eracle, l’invisibile + Filottete dimenticato)
23 + 24 + 30 September + 1 + 2 October h. 15.15 and h. 16.45
Duration 3 hours 30 min. For 7 spectators only.

WHERE
c/o Olinda onlus, ex. Osp. Paolo Pini, via Ippocrate 47 Milano – M3 Affori FN


ONLINE TICKET OFFICE
Single show: full price ticket € 10,00 + € 1,00 pre-sale
Eracle, l’invisibile + Filottete dimenticato: € 7.50 + € 0.50 pre-sale, for each performance on the same evening

COMPULSORY BOOKING ON biglietti@zonak.it
Trilogy: € 24.00 to be paid in advance by bank transfer



IMPORTANT

Please arrive at Olinda onlus at least 15 min. before the performance to collect your tickets.
Punctuality is required. Access is not guaranteed once the performance has started.


Teatro dei Borgia is a theatre company founded by Gianpiero Alighiero Borgia and Elena Cotugno based in Barletta. Gianpiero Borgia is director, theatre actor and co-director of Teatro dei Borgia. Over the years, in addition to having signed numerous shows, he has worked as an acting coach and created and directed numerous workshops and cultural projects. Elena Cotugno is an actress, theatre author and co-director of the company. Her training is defined as nomadic and international: in 2007 she attended a course at the London Academy of Music and Dramatic Art (L.A.M.D.A.). Since then he has continued his training, researching with the masters Jurij Alschitz and Anatolij Vasil’ev and also beginning his first collaborations with Gianpiero Borgia. He is twice, in 2017 and 2019, a finalist for the Ubu Prize. In 2021 he received the Le Maschere del Teatro Award as best emerging actor/actress.

Mats Staub (CH)

A ZONA K/Mittelfest2022 production

Mats Staub’s artistic projects take us on a journey to the four corners of the world, inviting us to take time to listen and watch. Without resorting to facile spectacle, Mats Staub has over the years developed an exceptionally coherent poetry that gives us portraits of intense humanity. With refined delicacy and meticulous formal rigour, his works explore our most intimate and personal dimension, confronting us with the multilayered complexity of our time.

Which deaths and which births have influenced and changed my life so far? Who have I welcomed, who have I lost and said farewell to – and what has happened to me in the process?

The latest long-term project by Mats Staub asks about existential experiences. It approaches universal themes through individual experiences and in relation to local contexts. In every place it is presented it brings people together to talk to each other about their experiences of death and birth.

Death and Birth in My Life by Mats Staub is being made for the first time in Italy with the co-production of ZONA K and Mittelfest. The Italian version began with research work in Milan and Lombardia, and at the same time in Friuli Venezia Giulia: through the involvement of associations, specific categories of workers, and through more or less close contacts, about 30 people of different ages were identified who were willing to tell their personal stories. The aim of the research was to identify five possible pairs of interviewees who could discuss these issues by exchanging experiences, memories and considerations: people who did not know each other and who could meet for the first time on this occasion. This meeting gave rise to a free conversation, based on simple guidelines provided by the director: Gaia and Guido, Ambra and Fabrizio, Giovanna and Jana, Elisabetta and Elena, Massimo and Diego talked for a couple of hours, filmed by a video camera but in a situation made intimate by the lights and the two chairs placed opposite each other.

An immersive experience in which you will have the impression of being with them: a small group of strangers who meet to listen to stories, in a suspended time where you can allow yourself to reflect on death and birth.

From 23 to 31 July 2022, the video installation will be presented at Mittelfest2022.

 


info video installation for 20 viewers
Sunday and Monday off ● in Italian and original language with subtitles ● duration 120 min. with a break

c/o ZONA K – entry with 2022 membership


 

Idea, Concept, Direction: Mats Staub; With Sharon & Hlengiwe, Ahmed & Basso, Erika & Charlotte, Avril & Eric, Giovanna & Jana, Fabrizio & Ambra, Elena & Elisabetta, Massimo & Diego; Camera: Benno Seidel, Matthias Stickel; Scenography: Monika Schori; Dramaturgical Associate: Simone von Büren, Elisabeth Schack; Collaboration Milan: Cinzia Schincariol; Research: Tim Harrison (Manchester), Maia Marie (Magaliesburg), Patrick Mudekereza (Lubumbashi), Dada Kahindo (Kinshasa), Marcus Rehberger (Basel), Nele Beinborn (Frankfurt), Wolfram Sander (Hannover), Leo Saftic (Perg), Celya Larré (Paris), Justin Murphy (Dublin), Federica Di Rosa (Milan); Technical Direction: Hanno Sons, Stefan Göbel; Postproduction: Benno Seidel; Translation, Subtitles: Simona Weber, Cinzia Schincariol, Matthias Stickel, Benno Seidel; Interpreter for Milan: Laura Canonica; Production Management: Barbara Simsa, Elisabeth Schack; Production: zwischen_produktionen; Co-production: Kaserne Basel, SICK! Festival Manchester, Künstlerhaus Mousonturm Frankfurt, Festival Theaterformen Hannover, Festival der Regionen, Spielart Festival Munich, Centre culturel suisse Paris, Migros-Kulturprozent, Dublin Theatre Festival, zona_k Milan, Mittelfest2022; Funding: Fachausschuss Tanz und Theater BS/BL, Pro Helvetia Swiss Arts Council, Christoph Merian Stiftung, Ernst Göhner Stiftung, con il sostegno di Fondazione Cariplo

Azione performativa inserita in “IntercettAzioni” – Centro di Residenza Artistica della Lombardia: un progetto di Circuito CLAPS e ZONA K, Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire, con il contributo di Regione Lombardia, MiBACT e Fondazione Cariplo.

Mats Staub (1972) was born and educated in Switzerland but now lives and works in Berlin. He studied theatre, journalism and religious studies in Bern, Fribourg and Berlin. He worked as a journalist for various publications (1996-2001) and as a dramaturgical consultant at the Neumarkt Theater in Zurich (2002-2004). Since 2004 he has been developing his own artistic projects that combine the codes of theatre and art, literature and science. The ever-expanding audio installation My Grandparents | Memory Bureau (2008) was presented among others at the Wiener Festwochen in Vienna (2009) and the Historisches Museum in Frankfurt (2012). The video installation 21 – Memories of Growing Up also grows as it travels from city to city and is continuously presented in new forms, for example at the Künstlerhaus Mousonturm in Frankfurt (2012), the Museum of Communication in Bern (2013), the Wiener Festwochen in Vienna (2015), the Adelaide Festival (2018) and the Edinburgh Festival Fringe (2019). In 2020 he is honoured with the Swiss Theatre Award.

 

photo ©Tanja Dorendorf / T+T Fotografie

Elisabetta Consonni (IT)

● Cancellation due to illness. Dates will be made up to be defined by the end of the year ●

“The first man who, having fenced in a piece of land, thought to say ‘this is mine’ and found people stupid enough to believe him, was the true founder of civil society. How many crimes, how many wars, how many murders, how much misery and error would mankind have been spared if, tearing out the pegs or filling in the ditch, he had shouted to his fellows: ‘Beware of listening to this impostor! If you forget that the fruits belong to everyone and the earth belongs to no one, you are lost!'” (J.J. Rousseau , Origin of Inequality, 1754)

Ti voglio un bene pubblico is an urban game that reflects on dividing infrastructures such as gates, walls, fences.  So much of what surrounds us is made up of walls and fences; understanding their meaning, from time to time, is a necessary civic practice. It is significant to note that the article of the civil code that regulates the construction of fences on land to define private property is called ‘ius escludendi alios’: to determine one’s own by excluding the other. When does a wall stop protecting and start dividing, segregating and excluding? And when a public space is fenced off and access to it is restricted, how much of that public space remains? When a wall is put up, how much of what is behind it can we not know?


In collaboration with Farout_Festival

urban performance ● in Italian ● duration 120 min.

c/o Barona district ● Church of San Giovanni Bono, via S. Vigilio


A project by Elisabetta Consonni for BASE Milano in collaboration with and ZONA K.
Concept and direction: Elisabetta Consonni, in collaboration with Sara Catellani, sociological consultancy: Adriano Cancellieri, artistic consultancy: Cristina Pancini, organisation: Chiara Panceri.
Co-production: BASE Milano, Fattoria Vittadini and ZONA K

Project winner OPEN /// CONTEMPORARY [URBAN] CREATION 2019.  It has been produced and realized by: Pergine Festival 2019 // Gorizia, In/visible Cities 2019// Terni, Indisciplinarte, 2019 // Milan, Zona K, 2019 // Padua, La Città che Verrà 2020 // 2020 PIA| Palazzina Indiano Arte-Florence: Exhibition. TVUBP- Esposizione Attraversabile di Materiali // Quartiere Celadina- Bergamo. Orlando Festival 2021 // Modena, Villaggio artigiano, Periferico Festival 2021.

Elisabetta Consonni received a writing grant from IN SITU, the European platform for artistic creation in public space, in the framework of the (UN)COMMON SPACES project, co-funded by the Creative Europe programme of the European Union.

   

Elisabetta Consonni choreographs everything, human and inhuman beings, mobile and immobile objects, maps, interstices and spatial holiday groups. She weaves networks of relationships, subtle and strong, like sugar glass.Graduated in Communication with a final thesis on the social construction of the body in dance and graduated from The Place-London, Elisabetta Consonni then deepened her research in performing art living in Holland (2004-2009) and Poland (2013-2015). Her works aim to expand the practice of choreography by looking for performative devices to incorporate social dynamics and issues. Her activism in the social and civic sphere, takes the artistic form of a research process (documented in ergonomicaproject.wordpress.com) that since 2013 investigates the use and social meaning of public space and the declination of choreographic skills in community practices.

Photo by Samantha Cinquini

Gob Squad (GB/DE)

“Who controls the past controls the future. Who controls the present controls the past.”
George Orwell: “Nineteen Eighty-Four”

Gob Squad travel back to 1984, back to the good old analogue days when life was simple and there were only three channels on TV. It’s a perilous journey: they might get lost in music, lost in nostalgia or both. But once they arrive, they discover their younger selves: caught up in the Cold War, fearful of nuclear catastrophe, trying to shape who they might become.

As they sift through the fragments of their teenage bedrooms, they reconstruct their own personal past, and the music drags them into a psychedelic virtual world of disembodied avatars. Under surveillance and under pressure, they fight, dance, build a nuclear shelter and try to dismantle what may have been written into their programming codes. Were these teenagers in control of their bodies, their fate and their ability to change things? Or were they following ready-made templates, part of a larger plan? Can they re-programme their own story, and influence the currents of history? Or at least see it through different eyes? As Gob Squad warp time and go back to a past which saw ‘No Future’, are they able to shed light on the present, and gain a perspective on what lies ahead?

 

 

The new production follows in the tradition of other works by Gob Squad, which reimagine and recast YouTube videos, Hollywood films and Andy Warhol art movies. The project brings to a head the company’s ongoing examination of the mechanisms of power inherent in our image-saturated world and the relationship of personal experience to political reality. In Gob Squad’s work, everyday life and magic, banality and utopia, reality and entertainment are all set on a collision course. The audience is invited into a world of light and shadow to bear witness to an experiment in performative science-fiction and imaginary time-travel. Nothing less than the future itself is at stake…

 


info in English and Italian – duration 90 min.

c/o Teatro Out Off, via Mac Mahon 16


 

Concept and Direction Gob Squad; Performance Johanna Freiburg, Sean Patten, Sharon Smith, Berit Stumpf, Sarah Thom, Bastian Trost, Simon Will, Damian Rebgetz and Tatiana Saphir; Sound Design
Sebastian Bark, Catalina Fernandez; Sound Mix Isabel Gonzalez Toro; Video Design Miles Chalcraft, Noam Gorbat; Costume Design Ingken Benesch; Set Design Amina Nouns; Lighting Design and Technical Management
Chris Umney, Max Wegner; Dramaturgy and Production Management Christina Runge; VR Consultancy, Development and Design Joris Weijdom; Artistic Collaboration Mat Hand; Directing Assistant Valeria Germain; Costume Assistant Simon Kernen; Set Design Assistant Stella Nikisch; VR Assistant Diede Tap; Directing Intern Rodrigo Zorzanelli Cavalcanti; Gob Squad Management Eva Hartmann; PR/Communications Alexandra Lauck; UK Producer Ayla Suveren.
A production by Gob Squad. In co-production with HAU Hebbel am Ufer Berlin, The Public Theater NY (USA), Schauspiel Leipzig, Anuja Ghosalkar / Drama Queen & Goethe-Institut/Max Mueller Bhavan Mumbai (India), HELLERAU – European Center for the Arts Dresden, Sort / Hvid Copenhagen and Teater Momentum Odense (Denmark).

 

GOB SQUAD is a bisexual, binational and bilingual (English/German) art collective. They have been devising, directing and performing together since 1994, working where theatre meets art, media and real life. Gob Squad have been looking for new ways to combine media and performance, producing theatre, video installations, radio plays, interactive live films and urban interventions.
Founded in Nottingham in 1994, while its members were still at Nottingham Trent and Giessen Universities, Berlin has been the group’s creative home since 1999. The main members are Johanna Freiburg, Sean Patten, Sharon Smith, Berit Stumpf, Sarah Thom, Bastian Trost and Simon Will. Other artists are invited to collaborate on particular projects. The group is managed by Eva Hartmann.

 

under the patronage of

Gob Squad (DE/GB)

This is a workshop aimed at anyone who wants to present themselves on stage:
performers, actors, dancers and also visual artists or writers
who have an interest to be on stage but have not yet tried

A few years before Gob Squad was founded, almost 30 years ago, one of the performers auditioned for a place at drama school. During an audition they said to her:
“Have you ever actually been in a theatre? Because what you are doing here has nothing to do with acting – you’re just playing yourself!”. She didn’t get the place, and went on to found the company with other like-minded non-actors. In Gob Squad’s work, everyone always plays themselves. Roles are sometimes tried on or tried out briefly, but like a child in an ill-fitting mask, the real person is always visible behind it, with their hopes, desires and insecurities.

In this workshop, two members of the collective will share some methods for putting themselves into their work, blending the personal, political and performative. The session will explore Gob Squad’s approach to text, improvisation and game-play.

 


The workshop will take place
– at Teatro Out Off (via Mac Mahon 16 – Milan)
– in English language
– if reached the minimum number of participants

Cost € 60,00. Registration deadline 14 March 2022.

To apply fill in the form click HERE


 

GOB SQUAD is a bisexual, binational and bilingual (English/German) art collective. They have been devising, directing and performing together since 1994, working where theatre meets art, media and real life. Gob Squad have been looking for new ways to combine media and performance, producing theatre, video installations, radio plays, interactive live films and urban interventions.
Founded in Nottingham in 1994, while its members were still at Nottingham Trent and Giessen Universities, Berlin has been the group’s creative home since 1999. The main members are Johanna Freiburg, Sean Patten, Sharon Smith, Berit Stumpf, Sarah Thom, Bastian Trost and Simon Will. Other artists are invited to collaborate on particular projects. The group is managed by Eva Hartmann.

 

pic. Garrett Davis / Capture Imaging

Bozkurt, Campara, Oglialoro, Tabilio, Venturi con Rimini Protokoll

Due to the Covid19 emergency, replays are suspended from 28 October 2020.

A project by ZONA K and Casa degli Artisti

The pandemic emergency led to a division of the social components into systemically relevant and not relevant. For many it was also a psychological polarization: between what is essential and what is superfluous. The artistic professions are not among those socially necessary.

Should we think of a world in which art will no longer play a role? Can we imagine a reality that cancels the existence of art and of those who work there? What relationship can art have with each of us in this state of crisis? Is something that has long since gotten stale about to end? Can such a profound crisis be an opportunity?

FASE NOVE || Assolo Urbano invites us to ask ourselves these questions in the context of the city. Nine important places for art in Milan – some iconic, others unusual – become the stage for nine audio installations which, through interviews with various experts, are confronted with a provocative question: why does art exist and not nothing?

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opening hours: Wednesday to Friday from h. 13.30 to 16.30 every 10 minutes, Saturday from h. 10.00 to 13.00 every 10 minutes

departure Casa degli Artisti, Corso Garibaldi, 89/A – via Tommaso da Cazzaniga -M2 Moscova-.

Info: urban walk for 1 person – in Italian – closed on Monday
Tickets can be picked up on the day of the walk 15 minutes before the start at Casa degli Artisti, Corso Garibaldi, 89/A – via Tommaso da Cazzaniga -M2 Moscova-.

BASIC INFORMATION FOR PARTICIPATING
A document will be requested as a deposit for the use of the navigator.
As this is a route with mandatory stops, the departure time cannot be postponed. The walk takes about 120 minutes and will be covered on foot. The place of arrival is close to the place of departure. It is recommended to wear comfortable and waterproof shoes in case of light rain; in case of heavy rain the event will be canceled.
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** Performative action included in “IntercettAzioni” – Artistic Residence Center of Lombardy: a project by Circuito CLAPS and ZONA K, Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire, with the contribution of the Lombardy Region, MiBACT and Fondazione Cariplo. **

Artists Ekin Bozkurt, Chiara Campara, Giulia Oglialoro, Riccardo Tabilio and Francesco Venturi Artistic supervision Aljoscha Begrich and Jörg Karrenbauer (Rimini Protokoll) Project management Valentina Kastlunger (ZONA K) Audio coordination and mixing William Geroli Multimedia implementation Stripes Digitus Lab In collaboration with Eataly Smeraldo, Goethe-Institut Milano, Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, Giardini in Transito – Giardino Comunitario Lea Garofalo, Anteo Palazzo del Cinema, Piccolo Teatro di Milano Main partner Casa degli Artisti BNP Paribas Thanks to Feltrinelli bookshop in viale Pasubio, Il Barettino in via Solferino, Armonium Galvan Photo Luca Del Pia WithGiuliana Bonifati, Christian Gangitano, Laura Pugno, David Bidussa, Marta Alessandri, Mauro Ferraresi, Silvia Vizzardelli, Wu Ming 2, Palma Rivetti (Mina), Roberta Carpani


BIO

Ekin Bozkurt (sound designer), Chiara Campara (filmmaker), Giulia Oglialoro (author, journalist), Riccardo Tabilio (author and dramaturg) and Francesco Venturi (composer) are the artists that the second open call of Casa degli Artisti on the theme “Work” Selected in March 2020 for the artistic project shared with the German collective Rimini Protokoll.

The work, coordinated and followed by Jörg Karrenbauer and Aljoscha Begrich of Rimini Protokoll in the role of mentors, was completely rethought during the months of lockdown. The theme of work remained central, but he decided to focus in particular on work in the world of culture and art, a theme made even more urgent by the crisis caused by the pandemic. It was decided to work precisely on contingency, considering it an opportunity, investigating the changing perception of spaces and cultural operators.

Rimini Protokoll was founded in 2000 by Stefan Kaegi, Helgard Haug and Daniel Wetzel and over the years has collaborated with various constellations of artists. The goal is to expand the means of the theater in order to create new perspectives on reality. Rimini Protokoll avails itself of the collaboration of experts, whose knowledge and skills go beyond the theater, to produce shows, radio productions and urban interventions that often translate urban spaces and social structures into theatrical formats.

Stop activity due to Covid19

RESIDENZE DIGITALI 2022

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Il Centro di Residenza della Toscana (Armunia – CapoTrave/Kilowatt), in partenariato con l’Associazione Marchigiana Attività Teatrali AMAT, il Centro di Residenza Emilia-Romagna (L’Arboreto Teatro Dimora – La Corte Ospitale), la Fondazione Luzzati Teatro della Tosse di Genova, ZONA K di Milano, la Fondazione Piemonte dal Vivo – Lavanderia a Vapore, la Fondazione Romaeuropa, lanciano il presente bando per la selezione di n° 6 progetti di Residenza Digitale da svilupparsi nel corso dell’anno 2022.

L’intento è quello di stimolare gli artisti delle performing arts all’esplorazione dello spazio digitale, come ulteriore o diversa declinazione della loro ricerca autoriale. Dovrà trattarsi di progettualità artistiche legate ai linguaggi della scena contemporanea e della performance, che nascano direttamente per l’ambiente digitale o che in esso trovino un ambito funzionale ed efficace all’esplicitarsi dell’idea artistica. A titolo di esempio: non si tratta di presentare percorsi di lettura o riprese video di testi o spettacoli esistenti o da farsi, bensì di concepire progetti artistici che abbiano nello spazio web il loro habitat ideale, indicandone anche le modalità di fruizione e interazione da parte dello spettatore, per il quale prevedano un accesso attraverso il pagamento di un biglietto, di modo da valorizzare il lavoro dell’artista, non come una gratuità.
Il progetto deve prevedere una restituzione on-line aperta al pubblico, da tenersi nel corso del mese di novembre 2022.

Ciascuna delle 6 proposte vincitrici riceverà un contributo di residenza di 3.500 euro + iva, che sarà pagato dietro la presentazione di regolare fattura.

I promotori del presente bando hanno individuato in Laura Gemini, Anna Maria Monteverdi e Federica Patti tre esperte nell’ambito della creazione digitale che saranno le tutor degli artisti durante lo sviluppo dei loro progetti: ciascuna di loro seguirà specificamente 2 dei 6 progetti vincitori.

I 6 lavori vincitori potranno avvalersi anche di altri contributi produttivi forniti da ulteriori soggetti dello spettacolo, ovvero non si richiede loro alcun vincolo di esclusiva per ciò che riguarda la produzione che resta nell’assoluta disponibilità gestionale degli artisti.

Oltre ai 6 progetti vincitori, è prevista l’eventualità che i promotori del presente bando segnalino un numero ristretto di altri progetti, per portarli all’attenzione del sistema teatrale e coreografico nazionale, con l’auspicio che altre istituzioni possano a loro volta sostenerli, alle medesime condizioni del presente bando.

 

 

 

Residenze Digitali 2021

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La seconda edizione di Residenze Digitali, il progetto promosso dal Centro di Residenze della Toscana (Armunia – CapoTrave/Kilowatt) in partenariato con AMATAnghiari Dance HubATCL Lazio per Spazio Rossellini, il Centro di Residenza Emilia-Romagna (L’Arboreto-Teatro Dimora di MondainoLa Corte Ospitale), la Fondazione Luzzati Teatro della Tosse di Genova e ZONA K di Milano, seleziona 7 progetti che vengono seguiti per sette mesi dalle strutture partner e dalle tre tutor, Anna Maria Monteverdi, Federica Patti e Laura Gemini.

 

Al termine del percorso, i progetti hanno un momento di emersione e confronto con i pubblici all’interno de La Settimana delle Residenze Digitali, dal 22 al 28 novembre 2021.

 

                                                                  
         IL BANDO 2021                                        I PROGETTI SELEZIONATI 2021             LA SETTIMANA DELLE RESIDENZE DIGITALI 2021 

URBAN STORIES

Urban Stories brings together three urban performance projects, realised and presented in 2021.

 

Fase Nove//Assolo urbano
[90-minute urban walk for one person at a time]

Previously produced and presented last year, in 2021 Fase Nove//Assolo urbano is re-proposed with some modifications and improvements. The walking tour goes through 9 cultural spaces in the centre of Milan, key places in the city’s culture, accompanied by interviews with artists and experts in cultural promotion, and questions our relationship with culture and its need to exist.

The walk was presented to the audience from 21 September to 3 October 2021

 

I Bohémien
[podcast]

I Bohémien

retraces some of the stages in the history of the Brera District and the young artists who lived there in the late 19th and early 20th centuries.

The project was born thanks to the encouragement of the Brera Academy as part of the didactic project La Bohème, which ran throughout the 20/21 academic year. While continuing as an autonomous production, the involvement of some students and ex-students of the Academy was maintained, who worked together with the playwright Luca Scarlini and the sound designer Luca De Marinis.

The podcast was presented to the audience on 18 and 19 December 2021.

 

The Walks

[Audioguide collection]

Nine short audio guides for urban walks collected in an app created ad hoc by the award-winning Berlin-based collective Rimini Protokoll. Each track corresponds to a different walk that invites you to rediscover and interact with the urban environment. The title of each walk indicates the type of place in which to walk: Park, Water, Roundabout, Cemetery, Theatre, Street, Supermarket, Traffic Light, etc. In this case the audio content is not tied to a specific city: the stories and soundscapes of the audio guides can be heard anywhere in the world. The Walks connects people around the globe in a local experience through the human act of walking, understood as a theatrical action. In each city, voices, sounds and music transform familiar places into stages and landscapes into sets: through narrations, dialogic situations, choreographic explorations or rhythmic and musical variations of walking.

The audioguides have been presented to the audience from 8 September 2021.

 

The two urban walks with audio guide and the podcast project are the result of an in-depth study of audio and urban modalities, of the desire to explore new forms of artistic research, based on a careful analysis of the territory, on the activation and participation of citizens, on the proposal to experience urban spaces in a different way and on the application of audio technology to the proposed contents.

Urban Stories is a project realised with the contribution of

 

Pic by Fabio Tura – unsplash

Generazione gLocale al Municipio9

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Uno spazio pubblico, un gruppo di persone,
una voce in cuffia che pone domande, istruzioni, suggerimenti.
Chi sono oggi le tribù globali e locali delle città? Dove sono ora mentre tu sei qui?
Pubblico e Attori si muovono nello spazio.
Una squadra è il riflesso dell’altra. Uno specchio, uno scontro, una differenza.
Una battaglia d’identità. Una lotta di classe generazionale.
Azioni senza parole, gesti e movimenti. Una linea che divide.

Ora tocca a te, che fai?

Generazione gLocale è una performance urbana e partecipata, specchio della società globale di oggi.
In quale contesto viviamo? Siamo a Milano, a Toronto o a Manila? Ci riconosciamo e differenziamo per la provenienza o per come abitiamo le città? Come si difende la propria appartenenza locale in un mondo senza confini?

Pubblico e Attori si guardano, si muovono nello spazio, seguono le istruzioni di una voce in cuffia.
80 persone che avanzano e indietreggiano fino a mescolarsi o ad allontanarsi sempre più.
E’ una questione generazionale?

Produzione artistica di ZONA K, Generazione gLocale pone interrogativi sull’identità delle società di oggi nel tentativo di svelare falsificazioni, mistificazioni, paure, ideologie insite in ognuno di noi.

Una visione gLocale che si appropria del termine introdotto dal sociologo Bauman per indicare i fenomeni derivanti dall’impatto della globalizzazione sulle realtà locali e viceversa e che racconta il dialogo tra piccole comunità e sistemi via via sempre più complessi.

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c/o palestra istituto comprensivo “Sandro Pertini”  via Thomas Mann 8 – Milano

Info: performance teatrale urbana e interattiva • durata 40 min. ca • in cuffia

Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria: 02.97378443 / 393.8767162
biglietti@zonak.it

Per partecipare è necessario essere in possesso di Green Pass nominativo in formato digitale e/o cartaceo (decreto legge 23/07/21 n. 105)
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progetto ZONA K regia Andrea Ciommiento workshop realizzato in collaborazione con Federica Di Rosa e Davide Stecconi creazione collettiva Anna, Angela, Kirollos, Marco, Martina, Nicole, Riccardo con Anna, Angela, Kirollos, Marco, Martina, Nicole, Riccardo coordinamento Coop. Diapason contributo Municipio 9 del Comune di Milano

DIARIO DI BORDO DI CHIARA TAVIANI // RESIDENZE DIGITALI

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WHATEVER HAPPENS IN A SCREEN STAYS IN A SCREEN

ABITARE UN’IMMAGINE CON IL GREEN SCREEN
Intervista a Chiara Taviani

Come nasce e da quale urgenza nasce il progetto “Whatever happens in a screen stays in a screen”?

Più che urgenza, direi che il progetto nasce per esigenza. Una produzione, che era stata selezionata dal progetto Aerowaves, è stata interrotta dalla pandemia e ci hanno proposto, come alternativa, di creare un lavoro in digitale. Avrei dovuto realizzare il lavoro con un interprete portoghese, Henrique Furtado Vieri: sarebbe stato comunque un lavoro a distanza, che è diventato ancora più a distanza a causa della pandemia. Perciò ho proposto a Henrique di lavorare con il green screen perché era l’unica cosa che avevo in casa. Abbiamo presentato il lavoro ad Aerowaves – un medio metraggio interamente creato al computer tra Italia e Portogallo – ma l’esperienza non mi sembrava completa. Poi ho letto il bando delle Residenze Digitali e ho deciso di partecipare, pensando maggiormente al tema dell’abitare l’immagine, mentre quello che avevo fatto con Henrique era stato strutturare una visione del lockdown attraverso il film. Tornando alla domanda, diciamo che la vera urgenza era lavorare ed essere attivi creativamente.

L’obiettivo è la realizzazione di un mediometraggio realizzato interamente al pc, con il blue screen: come funziona? 

L’idea era quella di chiedere a un performer di lavorare da casa sua, procurandosi il green screen che io chiamo blue screen perché abbiamo fatto questa scelta cromatica del blu. Ho filmato a distanza i performer che non potevo filmare dal vivo, dopo la fine del lockdown: ho filmato con il mio pc che registra e il loro computer che li filma in diretta. Poi ho cambiato il background, creando un’immagine con all’interno una persona. Ho girato anche dal vivo. Ho invitato a casa i performer, ho fatto diventare il mio salotto un set cinematografico, ho ricoperto tutto di blu e li ho filmati con il computer. La realizzazione è stata piuttosto straniante perché tu da fuori vedi un corpo in mezzo a un colore, e il corpo non vede quello che tocca, va guidato. Il mio obiettivo era realizzare il film con quello che avevo, volevo fare art-house: un lavoro artigianale fatto da casa con i mezzi a disposizione.

Quali le tappe del processo creativo durante i mesi di residenza digitale? 

La prima tappa è stata quella di capire chi avrebbe potuto interpretare il film. Ho cercato danzatori, attori, interpreti che potessero avere un volto e un corpo cinematografico, che mi erano rimasti impressi per la loro performatività a livello cinematografico. Penso a Giselda Ranieri o a Simone Zambelli, ad esempio. Poi c’è stata una fase molto lunga, da maggio a fine giugno/metà luglio, di ricerca di immagini da usare, perché mi ero imposta di usare solo immagini gratuite, libere da copyright, di bassa qualità, e questo l’ho fatto anche per una questione di stile, nel senso che scegliere un fotografo mi avrebbe imposto di seguire solo una linea stilistica. Da lì è iniziato tutto un lavoro di archiviazione. Ho catalogato le immagini per temi e parole chiave (natura, cultura, arte, casa, prodotto, società), le ho archiviate anche in base agli algoritmi che cercavo sul web: io cercavo spazio aperto e un sito mi dava effettivamente l’immagine di uno spazio aperto, un altro, per qualche motivo, magari mi dava una lattina aperta. Ecco, ho trovato interessante seguire le associazioni algoritmiche. Mi sono divertita, perché capisci il potere delle immagini, ci sono immagini che tornano, che si ripropongono.
A luglio ho iniziato a filmare: i primi performer sono stati l’attore Marco Quaglia e l’attrice Ambra Chiarello. Loro li ho filmati da casa mia; poi sono arrivati Simone Zambelli, Giselda Ranieri, Lorenzo De Simone, Natalia Vallebona, che ho filmato ad agosto a Zona K. A settembre ho continuato a filmare e da fine settembre ho iniziato a montare. Anche le musiche che utilizzo sono libere da copyright, ho esplorato anche in ambito musicale.

Da coreografa e danzatrice, qual è il tuo rapporto con il cinema e l’immagine? 

Sono sempre stata influenzata dal cinema, nutre la mia creatività. Mi capita spesso di guardare un film e pensare cosa mi ha lasciato per poi crearne una performance. Per quanto riguarda il movimento mi ha ispirato tanto, ci sono dei registi cinematografici che lavorano con molta precisione utilizzando la scenografia, il colore dell’immagine, e quella precisione è fonte di ispirazione anche per il teatro. Penso a Roy Andersson, ad esempio.

Quale la sfida più grande che avete affrontato in questi mesi con i tuoi collaboratori e i protagonisti di questo lavoro?

Sicuramente la sfida più grande è stata riprendersi dal lockdown e dalla pandemia. Non ci giriamo attorno. È stato un blocco pazzesco perché ha interrotto un flusso difficile da recuperare. C’è stato un impigrimento creativo, fisico. Siamo stati in una bolla, rimettersi a lavorare creativamente è stato difficile.

Perché, data la moltiplicazione delle piattaforme online, uno spettatore dovrebbe vedere il film? Un invito allo spettatore

Essendo un film fatto in stile art house ha una qualità: è un film contemplativo, lento, e questa contemplazione è rara. Tutto quello che guardiamo è veloce, la contemplazione è più vicina alla lettura di un libro. Quindi, vi invito a vederlo, perché apre la possibilità di guardare qualcosa in modo diverso. Ha un tempo a cui non siamo abituati nel guardare lo schermo.

Crowdfunding. Teatro partecipato: la parola ai ragazzi e alle ragazze

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Generazione gLocale nelle scuole superiori
sostieni la raccolta fondi su produzionidalbasso.it

 

 

Generazione gLocale. Think different, play local!

Obiettivo della campagna è attivare laboratori teatrali nelle scuole superiori
di Milano e provincia per realizzare
una performance urbana partecipata insieme agli adolescenti.

Perché sostenere Generazione gLocale

Oggi più che mai i ragazzi e le ragazze hanno bisogno di esprimersi, di farsi sentire. Generazione gLocale dà loro voce.

Identità, diritti, lavoro, ambiente: il presente, il futuro.
Ma cosa ne pensano le nuove generazioni?

Generazione gLocale è un format che dà la possibilità ai ragazzi e alle ragazze di esprimersi attraverso le arti performative: teatro, video, audio sono strumenti che aiutano a interrogarsi per raccontare la società in cui viviamo.

ZONA K da sempre considera il teatro come una lente d’ingrandimento sul presente: proprio da questa visione nasce nel 2017 Generazione gLocale, progetto multidisciplinare realizzato con giovani milanesi di seconda generazione.

Ora ci proponiamo di sviluppare il lavoro, coinvolgere le comunità scolastiche e ampliare il più possibile il numero dei partecipanti per stimolare la creatività e il pensiero critico dei ragazzi sui temi più urgenti.

Dopo questi lunghi e difficili mesi di instabilità e di isolamento, è importante che tornino ad appropriarsi dello spazio urbano e che facciano sentire la loro voce attraverso la mediazione del teatro.

Generazione gLocale intende raggiungere anche i contesti scolastici più complessi e creare le condizioni migliori perché questo avvenga.

Ecco perché chiediamo il vostro aiuto.

 

Generazione gLocale nelle scuole superiori

Chi sono oggi le tribù globali e locali delle città?
Apparteniamo alla nostra città o siamo cittadini di un mondo senza confini?

Il termine gLocale – introdotto dal sociologo Bauman per indicare i fenomeni derivanti dal reciproco impatto della globalizzazione sulle realtà locali – racconta il dialogo tra piccole comunità e sistemi via via sempre più complessi.

Con i ragazzi e le ragazze lavoreremo sull’appartenenza a un gruppo, a una comunità e sui codici che ne segnalano un’inclusione o un’esclusione.

I laboratori approfondiranno le regole e la forma della performance partecipata, il lavoro sullo spazio teatrale, la creazione di setting (campi di gioco), l’interazione di movimenti collettivi e la scrittura di narrazioni per cuffie audio wi-fi.

La fine del percorso laboratoriale vedrà gli studenti diventare creatori, ideatori e organizzatori di una performance urbana partecipata.

 

 

Cos’è Generazione gLocale

Generazione gLocale è una produzione artistica di ZONA K nata a Milano nel 2017 dal giovane regista torinese Andrea Ciommiento con la supervisione di Roger Bernat, artista catalano tra i più noti dell’avanguardia internazionale. Il progetto è stato reso possibile grazie al sostegno del bando MigrArti del MIC (Ministero Italiano della Cultura) e alla collaborazione di cooperative sociali e altri partner territoriali di ZONA K.

Da allora, Generazione gLocale è stata presentata nei festival teatrali di 4 città italiane (Forlì, Milano, Udine e Gradisca d’Isonzo) coinvolgendo più di 400 ragazzi con 7 performance pubbliche partecipate.

Ogni performance è stata una versione site & people specific nata da laboratori di “creazione partecipativa” con i ragazzi del luogo che ne sono diventati ideatori e creatori.

 

Come ci potete aiutare

Potete sostenere il nostro progetto facendo una donazione libera oppure una donazione con ricompensa. Ad ogni cifra indicata nella colonna a destra corrisponde un ringraziamento particolare pensato per farvi sentire parte del nostro progetto. Inoltre il vostro nome e cognome comparirà nell’elenco dei sostenitori sul nostro sito.

Come saranno utilizzati i fondi raccolti
Per coinvolgere più classi di diverse scuole superiori e compiere il primo step di un percorso che immaginiamo ampio e duraturo, abbiamo bisogno di 10.000€. Parteciperanno direttamente al progetto un centinaio di ragazzi e ragazze tra i 14 e i 19 anni. Indirettamente saranno coinvolti i genitori, ragazzi di altre classi delle scuole coinvolte (più di 1000 utenti potenziali), insegnanti (circa 15), cittadini, istituzioni.

La voce più importante riguarderà i collaboratori (insegnanti di teatro, video e rap) che, guidati da ZONA K, lavoreranno con i ragazzi e le ragazze nelle scuole.

Più nel dettaglio, questo importo include i costi relativi alle seguenti voci:

  • insegnanti di teatro e altre discipline artistiche
  • piattaforma di crowdfunding e transazioni
  • premi per i donatori, gli studenti e i docenti

 

Spargi la voce!

Abbiamo bisogno del tuo aiuto per spargere la voce. Generazione gLocale coinvolge genitori, insegnanti, studenti, start-up e associazioni che vogliono introdurre la visione gLocale nelle scuole.

Ecco come puoi aiutarci:

  • Chiedi alla tua scuola (secondaria) di aderire al progetto Generazione gLocale
  • Parla di Generazione gLocale sulla chat di gruppo della tua classe o su Facebook
  • Segui Generazione gLocale su Facebook
  • Puoi scegliere una o più ricompense che abbiamo pensato su misura per te.

Il tuo supporto è prezioso!

 

Think different, play local

Sostieni anche tu “Generazione gLocale”

Falk Richter

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patria – che cos’è per te?
dov’è che ti senti a casa?
cosa c’è di particolare nel posto dove sei cresciuto?
che cosa lo caratterizza?
cos’è lì che ti metteva a disagio?
puoi descrivermi questo posto?
[…] se torni oggi nel posto dove sei diventato grande, ti ci senti ancora al sicuro?
la tua relazione per te è una casa?
[….] la patria è davvero collegata a un posto, è un sentimento, un ricordo, un odore, un sapore, un rumore, un’immagine, una serie di avvenimenti, una vaga sensazione che tutto sia alla tua portata, che non ci sia niente che ti confonde, che stai tenendo ogni cosa sotto controllo, che hai tutto a vista, che NON HAI PAURA?
che cos’è personalmente per te: la patria? qualcosa che un tempo avevi e ora si è rotto? è qualcosa che vai cercando? è un concetto a cui possiamo rinunciare?
che cos’è: la tua patria? […]

[Dall’incipit sul concetto di “patria” del testo di Falk Richter]

Paura del diverso, paura dello straniero, paura di scomparire, paura di venire rimpiazzati. La paura dilaga in Germania già da qualche tempo, in particolare da quando i flussi migratori verso l’Europa si sono nettamente intensificati. Durante le manifestazioni dei partiti Pegida e AfD (Alternative für Deutschland) si urlano slogan razzisti. La paura dello straniero si mischia alla paura del diverso in toto, gli slogan xenofobi si alternano a slogan omofobi.

Con Fear Richter si propone di ritrarre una paura che fuori controllo si tramuta in odio, xenofobia e sciovinismo. Bersaglio delle critiche mosse da Richter sono innanzitutto due donne della scena politica tedesca attuale, Beatrix von Storch e Hedwig von Beverfoerde, rispettivamente vicepresidentessa di AfD e organizzatrice della manifestazione cattolica Demo für alle.

La messa in scena (2016) è valsa a Richter una serie denunce da parte delle due politiche in questione per lesione dei diritti personali, oltre a proteste e minacce nei confronti del teatro Schaubühne. Il tribunale ha tuttavia dato ragione a Richter, respingendo le denunce: Fear continuerà ad andare in scena nella versione originale.

Al termine della rappresentazione Falk Richter, in collegamento diretto da Berlino, converserà con il regista e con il pubblico. L’intero evento verrà trasmesso contemporaneamente anche in diretta streaming sulle pagine FB di Goethe Institut di Milano e Zona K.

 

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c/o ZONA K

Info: lettura scenica + incontro con l’autore • durata 120 min. ca • in lingua italiana e tedesca con traduzione simultanea

Tessera associativa 2021 obbligatoria, RICHIEDI SUBITO
Ingresso libero su prenotazione  02 77691733 /  progr-mailand@goethe.de
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Falk Richter, nato ad Amburgo nel 1969, è uno dei più importanti autori e registi contemporanei. Dal 1994 lavora per molti famosi teatri nazionali e internazionali, tra cui il Deutsches Schauspielhaus di Amburgo, il Schauspielhaus di Zurigo, il Schauspiel di Francoforte, la Schaubühne e il teatro Maxim Gorki di Berlino, l’Opera di Amburgo, l’Opera Nazionale di Oslo, il Toneelgroep di Amsterdam, il Teatro Nazionale di Bruxelles, il festival musicale Ruhrtriennale, il festival di Salisburgo e il festival di Avignone.

Tra i suoi testi più noti, ricordiamo Dieu est un DJElectronic CitySous la glace e Trust. Le sue opere teatrali, specchio di una scottante attualità, sono tradotte in più di trenta lingue e messe in scena in tutto il mondo. Negli ultimi anni ha sviluppato un numero sempre crescente di progetti indipendenti, basati sulle sue stesse opere, in collaborazione con una compagnia di attori, musicisti e ballerini. Con la coreografa Anouk van Dijk, ha dato vita a una serie di progetti che mescolano la danza al teatro e che fondano una nuova estetica, collegando in modo originale testo, musica e danza. Nel 2013 ha vinto il premio Friedrich-Luft per il suo spettacolo For the disconnected child. Complexity of Belonging con la compagnia ChunkyMove/Melbourne Theater Company al Melbourne Theatre Festival in Australia; Never forever in collaborazione con il coreografo Nir de Volff alla Schaubühne di Berlino e presentato nel 2015 alla Biennale di Venezia. Zwei uhr nachts è progettato nello Schauspiel di Francoforte. Falk Richter insegna regia in qualità di professore ospite nella scuola di arte drammatica Ernst Busch di Berlino. Falk Richter è anche uno dei fondatori del movimento civile contro le destre: Wir sind viele – jede*r einzelne von uns / We are many * every single one of us.

 

Salvino Raco, Regista-Drammaturgo

Dopo un periodo di formazione alla Scuola del Piccolo Teatro di Milano diventa assistente alla regia/stagista al Piccolo Teatro di Milano con Carlo Battistoni e Giorgio Strehler e al Teatro dell’Odéon di Parigi, Teatro d’Europa con Lluis Pasqual. Ha alternato la sua attività di regista e di attore con Bob Wilson, studiando all’Università Sorbonne di Parigi, dove ha conseguito una laurea in Studi teatrali, e una Laurea all’Università di Nanterre a Paris10 in Regia e drammaturgia. Inizia la sua ricerca di regista con la performance “Da Auschwitz a Sarajevo” presentata in varie città d’Italia e a Parigi. I suoi spettacoli sono stati presentati in Italia alla Biennale di Venezia, Fabbrica Europa (Firenze), Festival Contemporanea Teatro Metastasio (Prato), Festival Da vicino nessuno è normale di Olinda (Milano), Ansaldo Milano, Triennale di Milano, Festival di Asti, Festival di Radicondoli, XXII International Exhibition Triennale di Milano, Piccolo Teatro di Milano, (Festival Tramedautore). A Parigi ha collaborato a un workshop con Giulia Lazzarini all’Arta Cartoucherie di Parigi. Nel giugno del 2019 ha presentato al Teatro La MaMa ETC di New York la performance  “GG” per i cinquant’anni delle celebrazioni di Stonewall.

 

DI_segno nero: il Goethe-Institut Mailand in collaborazione con Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, ha dato inizio a un confronto in tre tappe (da aprile 2021) con esperti, giornalisti, ricercatori, giuristi, attivisti e attori della società civile italiani e tedeschi, sull’estremismo di destra e il terrorismo neonazista. “Di_segno nero” è una delle iniziative del progetto internazionale del Goethe-Institut “Uncivil Society – Società incivile“. Sullo sfondo del manifestarsi in tutta Europa di populismi, discorsi di odio e razzismo, e in molti paesi anche di violenza e terrore di destra, i Goethe-Institut di Bruxelles, Budapest, Milano e Oslo hanno lanciato per il 2021 il progetto “Uncivil society”, per trovare risposte europee a un tema che spesso viene trattato solo in contesto nazionale.

 

 

Un evento di                              in collaborazione con

               

L’Isola siamo noi!

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Bambini, genitori e nonni, insieme per raccontare il quartiere Isola attraverso le immagini.

Come trasformeresti questa piazza? Che albero sei? Vorresti sdraiarti su un petalo di rosa o nuotare in mezzo a un prato? Il Bosco Verticale ti sembra piccolissimo visto da una nuvola? Attraversiamo l’Isola con uno sguardo nuovo e catturiamo le immagini per trasformarle in un racconto visivo da costruire insieme.

Ogni bambino dovrà essere accompagnato da un genitore, nonno, zio, amico, fratello maggiore. 

Non dimenticate di portare con voi il vostro smartphone!

A cura di Elisa Canfora, attrice e operatrice di teatro sociale e di comunità

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c/o BAM Biblioteca degli Alberi Milano, area frassini
Per bambine e bambine dalle elementari in su con loro accompagnatrice/accompagnatore
Posti limitati a 5/6 coppie
Partecipazione gratuita con prenotazione obbligatoria registrandosi a QUESTO FORM
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Il laboratorio è inserito nel programma della giornata Il parco si fa Isola! promossa da BAM Biblioteca degli Alberi in collaborazione con ZONA K, Rete Distretto Isola, Casa della Memoria, Stecca 3, Fattorie didattiche Coldiretti, Associazione +BC, Coldiretti e Salumeria del Design.

 

Pic: Gabby Orcutt su Unsplash

La buca
di e con DOM-

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In residenza a dicembre 2021, date da definire


C’è una cavità al centro della terra, una fossa che collega il mondo dei vivi a quello dei morti, un buco che chiama, che attrae, che ci mette in ascolto sul ciglio del burrone, a contemplare il pozzo oscuro del tempo. Ma la buca suggerisce anche una via di fuga, un passaggio per un altrove possibile.

A partire dall’immagine della buca, DOM- si immerge in un percorso di ricerca che tiene insieme ricerca filosofica e scenica, pratiche di pensiero e pratiche performative, sempre alla ricerca, nel paesaggio urbano, di luoghi in grado di incarnare la tensione.

In questo nuovo lavoro appositamente pensato per la città di Milano, il collettivo prosegue la sua indagine sui concetti di giardino, sugli spazi di reclusione e sull’erranza postindustriale.

Il fondo del buco riflette lo stato di paura e depressione dentro il quale l’umanità si è immersa, il controllo dei corpi che avanza e prende possesso dello spazio pubblico a grandi accelerazioni. Allo stesso tempo dal buco fuoriescono visioni altre: storie di lotta e resistenza, corpi umani desideranti, comunità multispecie, corpi ibridati con altre vivenze, umanità-piante, umanità-insetti, umanità-minerali e giardini selvatici che sfondano i recinti. Nella buca tutto si mischia e si contamina, si immerge e fuoriesce. Il teatro, il rito, la coreografia, sono lì a tentare l’organizzazione spaziale e ritmica di questa materia.

foto Francesco Pititto


 

DOM- è un progetto di ricerca nato nel 2013 dalla collaborazione tra gli artisti Leonardo Delogu e Valerio Sirna. Nel corso degli anni altr* artist* hanno allargato e trasformato la conformazione del collettivo a seconda del progetto: Hélène Gautier, Mael Veisse, Arianna Lodeserto. DOM- indaga il linguaggio delle arti performative, contaminandolo con l’approccio militante delle Environmental Humanities e con le istanze e gli immaginari delle pratiche eco-anarco-queer. La ricerca ruota attorno al rapporto tra corpi e territori, investigando il nodo della permeabilità e osservando come potere, natura, cultura e marginalità interagiscono nello spazio pubblico. DOM- costruisce eventi performativi, seminari, camminate, scritti, giardini, installazioni, video, reportage fotografici. Nel 2019 a DOM- viene assegnato il Premio Rete Critica come miglior progetto artistico e di compagnia.

 

Il progetto DOM- è inserito in “Intercettazioni” –  Centro di Residenza Artistica della Lombardia: un progetto di Circuito CLAPS e Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire, ZONA K, con il contributo di Regione Lombardia, MiBAC e Fondazione Cariplo.

 

 

 

 

 

Progetto di residenza (titolo ancora da definirsi)
di Mats Staub

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L’ultimo progetto a lungo termine di Mats Staub si interroga sulle esperienze esistenziali. Si avvicina a temi universali attraverso esperienze individuali e in relazione ai contesti locali. In ogni luogo in cui viene presentato, riunisce le persone per parlare l’una con l’altra delle loro esperienze di morte e di nascita – mentre presenta anche conversazioni da altre regioni e stabilisce connessioni da una parte all’altra del mondo. Come installazione video in spazi teatrali mira a creare luoghi che permettano l’intimità e allo stesso tempo facilitino un’esperienza comune.

Idea, Concept, Direction Mats Staub Camera Benno Seidel, Matthias Stickel Scenography Monika Schori Dramaturgical Associate Simone von Büren, Elisabeth Schack Research Tim Harrison (Manchester), Maia Marie (Magaliesburg), Patrick Mudekereza (Lubumbashi), Dada Kahindo (Kinshasa), Marcus Rehberger (Basel), Nele Beinborn (Frankfurt), Wolfram Sander (Hannover), Leo Saftic (Perg), Celya Larré (Paris) Technical Direction Hanno Sons, Stefan Göbel Postproduction Benno Seidel Translation, Subtitles Simona Weber, Martin Thomas Pesl, Matthias Stickel, Benno Seidel Production Management Barbara Simsa, Elisabeth Schack Production zwischen_produktionen Co-production Kaserne Basel, SICK! Festival Manchester, Künstlerhaus Mousonturm Frankfurt, Festival Theaterformen Hannover, Festival der Regionen, Spielart Festival Munich, Centre culturel suisse Paris, Migros-Kulturprozent Funding Fachausschuss Tanz und Theater BS/BL, Pro Helvetia Swiss Arts Council, Christoph Merian Stiftung, Ernst Göhner Stiftung


 

Mats Staub, artista svizzero. Si è formato in studi teatrali, giornalismo e studi religiosi a Berna, Fribourg e Berlino. In passato, ha lavorato come giornalista per diverse testate (1996-2001) e come drammaturgo al Theater Neumarkt di Zurigo (2002-2004). Dal 2004 ha creato progetti artistici in aree di transizione tra teatro, esibizione, giornalismo e scienza. I suoi progetti a lungo termine crescono in modo incrementale da un luogo all’altro. Nel 2020 viene premiato con uno Swiss Theatre Award: “I progetti artistici di Mats Staub ci portano in un viaggio ai quattro angoli del globo, invitandoci a prenderci del tempo per ascoltare e guardare. Senza ricorrere a facili spettacoli, Mats Staub ha sviluppato negli anni una poesia eccezionalmente coerente che ci regala ritratti di intensa umanità”. I suoi lavori sono stati presentati in teatri, musei e festival internazionali.

 

Mats Staub è inserito in “Intercettazioni” –  Centro di Residenza Artistica della Lombardia: un progetto di Circuito CLAPS e Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire, ZONA K, con il contributo di Regione Lombardia, MiBAC e Fondazione Cariplo.

 

 

 

Progetto di residenza (titolo ancora da definirsi)
di Kepler-452

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In residenza online e a ottobre 2021, date da definire


Che cosa significa viaggiare? Perché si viaggia? Una risposta semplice potrebbe collegare l’idea della mobilità con la conoscenza e con l’incontro. In ultima istanza con la scoperta del vero, dell’autentico: nell’Altro e in sé. Ma se scomponiamo in fattori il concetto di viaggio come farebbe un matematico si potrebbe arrivare a una formula minima come «l’attraversamento, da parte di un individuo o di un gruppo, di una serie di spazi in un lasso di tempo».

E se capovolgessimo la prospettiva? Se un viaggio fosse non il movimento di un individuo attraverso lo spazio-tempo, ma il flusso di una catena di spazi attraverso la nostra percezione – visiva, uditiva, olfattiva, sensoriale – nel tempo? E le merci? Una definizione aperta espande e problematizza il concetto di viaggio: che differenza c’è allora tra un viaggio di persona e un tour attraverso Google Street View? Tra una visita guidata a un palazzo storico disabitato e l’invito a bere il tè in nella casa di una persona in cui non si era mai stati? E poi non è un «viaggio» anche quello delle merci, solo che deprivato del fattore «individuo»? Quali sono gli ostacoli – fisici, economici e politici – che rendono difficile o impediscono i vari processi del viaggiare, del conoscere e dell’incontrare? Come si infrange la bolla turistica, e come si oltrepassa il filtro della distanza remota? È possibile?

Nel corso della residenza a ZONA K, Kepler-452 si propone di affrontare i temi del viaggio e del turismo in un tempo in cui il viaggio e il turismo sono stati stravolti e rivoluzionati, e in un tempo in cui le bolle turistiche sono sempre più solide e difficili da infrangere, in cui i muri dei villaggi turistici sempre più alti e escludenti, in un tempo in cui aprire la porta a una persona sconosciuta è un atto dirompentemente politico.


 

Kepler-452 nasce nel 2015 a Bologna dall’incontro tra Nicola Borghesi, Enrico Baraldi, Paola Aiello e, per l’organizzazione, Michela Buscema. Kepler, fin dalla sua nascita, ha avuto un’ambizione, un desiderio, un’urgenza: aprire le porte dei teatri, uscire, osservare, attraverso la lente della scena, ciò che c’è fuori, nell’incrollabile convinzione che la realtà abbia una forza drammaturgica autonoma, che aspetta solo di essere organizzata in scena. Gli spettacoli della compagnia sono: La rivoluzione è facile se sai come farla, con Lo Stato Sociale; la trilogia di performance urbane audioguidate Lapsus Urbano, scritta con l’autore Riccardo Tabilio; il progetto Comizi d’Amore, e poi La grande età, Il giardino dei ciliegi – Trent’anni di felicità in comodato d’uso, F. – Perdere le cose. In ascolto e in reazione alla pandemia, Kepler-452 ha realizzato le performance Consegne // Una performance da Coprifuoco e Coprifuoco // Spedizioni notturne per città deserte, che sperimentano un originale formato itinerante per una fruizione in remoto, anch’esse scritte in collaborazione con Riccardo Tabilio, e la performance trans-nazionale Comizi d’Amore #BuenosAires. A maggio 2021 la compagnia presenta il monologo Gli Altri. Indagine sui nuovissimi Mostri, dedicato all’odio sociale e social, scritto da Riccardo Tabilio e Nicola Borghesi, che ne è anche interprete a solo, in tournée a partire da giugno 2021.

 

Kepler-452 è inserito in “Intercettazioni” –  Centro di Residenza Artistica della Lombardia: un progetto di Circuito CLAPS e Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire, ZONA K, con il contributo di Regione Lombardia, MiBAC e Fondazione Cariplo.

 

 

 

Buoni a nulla. Un’indagine etnografica teatrale sulle persone senza dimora
di e con Praxis

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In residenza dal 7 al 12 settembre 2021 e altre date da definire per residenza online


4 attori, un regista e uno scenografo. Sono i Buoni a nulla che hanno intrapreso questa ricerca. Sei storie per molti aspetti diverse, diverse le origini geografiche, diversi gli orientamenti politici, diversi i percorsi artistici, accomunati dalla condivisione di uno stato, di un tempo e un luogo: il precariato della classe cognitivo-artistica, in una metropoli italiana. Volevamo indagare l’impatto della situazione socio-economica sulle nostre esistenze. La pandemia ha fatto esplodere una serie di contraddizioni e disuguaglianze che erano già sul piatto. Viviamo in città in costante accelerazione, immersi nella paura di non farcela, di non trovare il nostro posto alla grande festa. Riflettendo su questi temi, ci siamo chiesti se davvero sappiamo cosa significhi rimanere indietro, chi sono gli esclusi, gli emarginati, se ci sono dei punti di contatto tra noi e loro, qual è il senso di distinguere tra noi e loro?
A gennaio 2020, siamo entrati in contatto con diverse realtà che si occupano, con approcci diversi, di persone senza dimora a Milano: la Caritas e le sue strutture, il Centro Aiuto Stazione Centrale del comune di Milano, la Comunità di Sant’Egidio, il NAGA e CODICI, Ricerca e intervento. In questi mesi, anche durante il lockdown, abbiamo affiancato le unità di strada nella distribuzione pasti in stazione Garibaldi. Presentandoci a fianco dei volontari, come ricercatori teatrali, abbiamo conosciuto le persone che abitano la strada cercando un rapporto di fiducia reciproca dove era possibile, ascoltandone le storie, i bisogni, le opinioni e confrontandoci anche con i volontari che da anni portano avanti questi servizi.
In parallelo abbiamo cominciato ad andare nei luoghi dove sono solite stazionare le persone senza dimora, ci siamo presentati e con il supporto di un registratore audio abbiamo parlato della condizione di vivere senza un tetto sicuro. Abbiamo incontrato anziani e giovani, uomini e alcune donne, italiani e migranti. Inoltre ci siamo fermati in luoghi della città come piazze, mezzi pubblici, parchi e abbiamo semplicemente osservato lo scorrere della vita cittadina e le strategie di sopravvivenza degli emarginati.

A partire da queste uscite, che continuano tuttora, abbiamo steso dei diari che costituiscono il materiale di partenza del nostro lavoro insieme alle registrazioni e alle loro sbobinature.

Ciò che alla fine porteremo in scena sarà un reportage della nostra esplorazione. Un racconto che si snoderà tra gli incontri, le parole, le immagini, le letture e le riflessioni che questa esperienza ha provocato.

 

Di e con Marko Buqakeja, Tobia Dal Corso, Paola Galassi, Francesca Muscatello Regia di Lorenzo Ponte Scena di Davide Signorini Dramaturg Paola Galassi


 

PRAXIS è un collettivo artistico che si distingue per la commistione delle arti performative con la disciplina antropologica e metodi di ricerca sociale; si occupa dal 2019 di progetti artistici partecipativi che coinvolgono la cittadinanza, rivolgendosi in particolar modo a categorie cosiddette fragili, e della creazione di spettacoli dalla drammaturgia originale, basati su ricerche ed esperienze svolte sul campo. L’obiettivo formale di PRAXIS è l’empowerment di comunità attraverso la diffusione di pratiche artistiche. Ad oggi ha ideato SeguiMi!, progetto intergenerazionale di narrazione ed esplorazione urbana, realizzato con gli abitanti del quartiere di edilizia popolare di San Siro e che vedrà una seconda edizione nel quartiere di via Padova, Milano; Ethiotaly, spettacolo di narrazione sull’esperienza sul campo di tre donne, attrici ed operatrici di teatro sociale in Etiopia.

Lorenzo Ponte, membro di Praxis, del 1992. Si laurea con lode nel 2015 in Lettere classiche all’Università cattolica di Milano. Nel 2015 inizia il corso di Regia alla Paolo Grassi, in cui si diploma nel 2018. Dal 2018 è assistente alla regia presso il Teatro alla Scala dove segue spettacoli di Livermore, Michieletto e della Fura del Baus. Dalla stagione 2018/19 affianca come assistente Andree Ruth Shammah nelle produzioni del Teatro Franco Parenti. Come regista esordisce al Teatro Parenti con Confabulazioni di Eleonora Paris nell’aprile del 2018. Nella stagione successiva riscrive e mette in scena Tu sei Agatha dal testo di Marguerite Duras, prodotto dal Teatro Franco Parenti. Inoltre firma la regia insieme a Clio Saccà di Can you hearT me? di Marco Sinopoli, spettacolo musicale vincitore della seconda edizione del concorso Macerata Opera 4.0. Nel 2020 inizia un percorso di indagine delle gravi marginalità abitative a Milano. La ricerca sta avanzando tra residenze e bandi verso un momento di restituzione che vuole mettere in discussione il modello di città che Milano propone. A ottobre 2020, è tra i registi selezionati da Carmelo Rifici per il workshop di regia presso il Lac di Lugano.

 

PRAXIS e Lorenzo Ponte sono inseriti in “Intercettazioni” –  Centro di Residenza Artistica della Lombardia: un progetto di Circuito CLAPS e Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire, ZONA K, con il contributo di Regione Lombardia, MiBAC e Fondazione Cariplo.

 

AMOЯ
di Salvo Lombardo con Fattoria Vittadini

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In residenza dal 21 al 23 ottobre 2021 e altre date da definire


C’è un tratto significativo, alla base della costruzione identitaria italiana, che è teso all’esaltazione di un passato classico e dei suoi fasti gloriosi. Un tratto che prescinde dalla lettura della storia. Una presenza. Una sorta di figura, sempre prestante, che si allena nella palestra delle narrazioni ufficiali. Un culturista delle tradizioni. Una specie di monumento perennemente in fase di “restauro”. Un fantasma che si aggira tra le rovine di una qualche auctoritas, sempre aggiornata e difesa, o un sacerdote che ne celebra perennemente il suo culto. Questo segno, questa macchia, a volte assume la forma di un animale, arrampicatore tra i rami di pretestuose discendenze. Altre volte lo riconosci come un bastone, un manganello, che percuote l’albero del potere.

AMOЯ di Salvo Lombardo nasce dal desiderio di indagare proprio il concetto di potere. Cos’è il potere? O meglio, come si manifesta il potere? Qual’è la sua micro-fisica? Come il potere muove e trasforma i corpi? Quali sono le sue articolazioni? Quali le sue rappresentazioni ufficiali, le sue genealogie, e quali, soprattutto, le contro narrazioni che oggi reagiscono alla sua figura?

AMOЯ, d’altronde, è una locuzione ambivalente, una parola che ci restituisce l’immagine di un qualcosa che si guarda allo specchio: AMOЯ è bifronte di ROMA.

Roma non fu costruita in un solo giorno.

 

ideazione, coreografia e regia Salvo Lombardo performance Chiara Ameglio, Cesare Benedetti, Pieradolfo Ciulli, Maura Di Vietri, Daria Greco, Riccardo Olivier, MariaGiulia Serantoni voci Lucia Cammalleri, Gabriele Ingrà, Salvo Lombardo riferimenti drammaturgici ispirati a Elias Canetti, Byung-chul Han, James Hilmann, Carl Schmitt, William Shakespeare scenografia e video Daniele Spanò luci e direzione tecnica Giulia Pastore drammaturgia sonora Salvo Lombardo musiche originali Fabrizio Alviti citazioni musicali da Asaf Avidan, Las Bistecs, Trias God consulenza culturale Viviana Gravano e Giulia Grechi costumi Chiara De Fant boxe coach Gaia Pagnini supporto alla direzione tecnica Maria Elena Fusacchia produzione esecutiva Chiasma e Fattoria Vittadini coproduzione MilanOltre con il sostegno di Teatro di Roma – Teatro Nazionale e con il sostegno di Compagnia Versiliadanza | Teatro Cantiere Florida; Progetto IntercettAzioni: Circuito CLAPS e Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire, ZONA K; Cross Project; Lavanderia a Vapore; Scenario Pubblico – Compagnia Zappalà Danza; OSTUDIO; Spazio Fattoria; Attitudes – Spazio alle arti Realizzato con il contributo di MiC – Ministero della Cultura, Regione Lombardia, Fondazione Cariplo


 

Salvo Lombardo è performer, coreografo e regista. Negli anni ha approfondito gli interstizi tra la danza, il teatro, la musica elettroacustica e la video arte. È impegnato nella realizzazione di azioni e manufatti in ambito performativo e artistico assieme al suo gruppo di lavoro Chiasma, riconosciuto dal MIBAC come Organismo di Produzione della Danza “Under 35”. Fino al 2015 è stato co- fondatore e regista di Clinica Mammut. Nel 2015-2016 è stato coreografo residente ad Anghiari Dance Hub. Nel 2018 vince il bando di Residenze coreografiche Lavanderia a Vapore 3.0 di Piemonte dal Vivo e lavora al progetto L’esemplare capovolto. Nel 2019 è stato impegnato nel progetto di creazione Bodies Moemories sviluppato per la compagnia Attakkalari Dance Company di Bangalore (India), nell’ambito del progetto Crossing the sea realizzato da una rete di partner tra Italia, Asia e Medio Oriente col supporto del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e con il progetto Opacity è stato selezionato alla NID – New Italian Dance Platform. E’ ideatore, assieme a Silvia Albanese, della Under 35 Italian Alliance, un rete di compagnie che operano nell’ambito della danza e della performance, finalizzata alla promozione e diffusione dei propri lavori all’estero.

Fattoria Vittadini nasce nel 2009 dalla volontà di 11 allievi diplomati al corso di TeatroDanza della Scuola Paolo Grassi di Milano. Grazie alla pratica di mettersi in gioco con artisti esterni, la compagnia ha avuto l’opportunità di lavorare con Ariella Vidach, Lucinda Childs, Yasmeen Godder, Virgilio Sieni, Alessandro Certini, Maya Weinberg, matanicola, Giulio D’Anna, Maya Carrol, Daniel Abreu. Nel 2015 vince il Premio Franco Abbiati per la partecipazione alla 40° edizione del Festival della Valle D’Itria come compagnia ufficiale. Il 2018 riceve il prestigioso premio Hystrio – Corpo a Corpo. Oltre all’attività di produzione la compagnia è promotrice di eventi e festival, tra cui il Festival del Silenzio, festival internazionale di performing arts con focus sulle Lingue dei Segni e la cultura segnante, premiato con la Medaglia del Presidente della Repubblica; Th!nk P!nk, rassegna dedicata al femminile, il progetto di residenza theWorkroom, il progetto di danza senza esclusione SIIATE e All Inclusive training, percorso di formazione inclusiva. Per queste attività in dialogo con il territorio nel 2019 arrivano il Premio Incontro con la danza assegnato da Basilicata ArteDanza e il Premio Rete Critica per le strategie comunicative.

 

Salvo Lombardo e Fattoria Vittadini sono inseriti in “Intercettazioni” –  Centro di Residenza Artistica della Lombardia: un progetto di Circuito CLAPS e Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire, ZONA K, con il contributo di Regione Lombardia, MiBAC e Fondazione Cariplo.

 

 

 

Èidos
di Valeria Fornoni

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In residenza il 28, 30, 31 gennaio e dal 3 al 7 febbraio 2021


Sviluppato intorno alla figura mitologica della Baccante e realizzato a partire da un’indagine antropologica svolta all’interno della Scuola Civica Paolo Grassi rivolta ad aspiranti artisti tra i 18 e i 35 anni, Èidos è un progetto coreografico in cui tre danzatrici interrogano il proprio corpo nel tentativo di dar vita a un rituale che lo celebri.
Ricalcando la struttura drammaturgica della tragedia greca (suddivisa in prologo, parodo, episodi, esodo) e amalgamandola coi linguaggi del contemporaneo (performance, videoproiezione, contaminazione sonore) la narrazione si articola a partire da una dimensione solitaria che via via si frammenta e frantumandosi genera gradualmente l’incontro con l’altro.
I temi indagati sono l’isolamento, la frammentazione del corpo, il rapporto tra dimensione privata e sociale, il rito come forma di degenerazione e rigenerazione. Utilizzando come pretesto narrativo le Baccanti che nel mito sfuggono all’ordine prestabilito dalla società e riproponendone gli stessi interrogativi “A che vivi? Che fai? Chi sei?”, il progetto intende così indagare la dimensione rituale e ripetitiva con l’obbiettivo di invitare lo spettatore a immaginare una nuova comunità e a ripristinare quell’ancestrale, ormai perduto, sentimento di collettività.

In scena ci sono tre stanze dentro le quali sono appesi tre pannelli che fungono da finestre.
Al progredire della narrazione, i pannelli si rivelano specchi, il disegno luci cambia forma e, dopo un apice di commistioni musicali, si realizza uno spazio vuoto dove il corpo delle danzatrici genera una drammaturgia sonora che viene catturata e amplificata da diversi microfoni disposti ai lati. Durante l’intera scena, nel frattempo, il videoproiettore si fa deus ex machina e, dialogando coi vari linguaggi, modifica, distorce e ricrea lo spazio.

Regia Valeria Fornoni Dramaturg Bruna Bonanno Interpreti Alessandra Cozzi, Agnese Gabrielli, Camilla Neri. Sound e Video Designer Fabio Brusadin Scene Marina Conti


 

La Compagnia  è formata da Valeria Fornoni, Alessandra Cozzi, Agnese Gabrielli, Camilla neri e Fabio Brusadin. Ci siamo conosciuti all’interno del progetto Laboratorio dell’idee della Scuola Civica Paolo Grassi. Nasce con l’esigenza di interrogarsi sul rapporto tra gesto ed azione, tra forma e contenuto. Il campo d’indagine è la commistione tra tre tipi di linguaggio quello della danza, quello teatrale e quello delle tecniche multimediali laddove il linguaggio diviene mezzo per comprendere le possibilità dell’espressività. Il processo del lavoro si fonda su domande e viene sviluppato attraverso l’improvvisazione fondante per comprendere il dialogo che intercorre tra vari tipi di linguaggio. Pertanto quello che si viene a creare è un processo di continue relazioni tra punti di vista differenti cercando di costituire una forma che contenga un contenuto definito dall’insieme delle visioni poste.

 

La Compagnia è inserita in “Intercettazioni” –  Centro di Residenza Artistica della Lombardia: un progetto di Circuito CLAPS e Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire, ZONA K, con il contributo di Regione Lombardia, MiBAC e Fondazione Cariplo.

 

Fuga dall’Egitto
di Miriam Selima Fieno e Nicola Di Chio

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In residenza dal 16 al 22 dicembre 2020 dal 4 al 10 e dal 13 al 15 gennaio 2021


Fuga dallEgitto è una performance teatrale che unisce il teatro documentario alla musica, in un intreccio tra parola, cinema del reale e sonorità orientali live.
Il progetto trae ispirazione dal libro “Fuga dall’Egitto inchiesta sulla diaspora del dopo-golpe” della giornalista Azzurra Meringolo Scarfoglio, che getta luce sul fenomeno della diaspora egiziana composta dagli esuli di ultimissima generazione. Più o meno giovani, giornalisti, sindacalisti, artisti, medici, poeti, politici e attivisti per i diritti umani che, traditi e minacciati di repressione in Egitto, sono stati costretti a scegliere la via precaria e dolorosa dell’esilio, quando, dopo il golpe dell’estate 2013, i militari sono tornati al potere.
I nuovi esuli egiziani sono scappati dal loro Paese per sfuggire al carcere, a sommari processi di massa, a tentativi di cooptazione, alla censura di chi non voleva che raccontassero – ad esempio- dettagli scomodi sulla tragica fine di Giulio Regeni. Per alcuni l’esilio è arrivato dopo lunghi periodi di detenzione, segnati da torture fisiche e psicologiche.
La situazione dei diritti civili in Egitto è una delle peggiori al mondo.
Sugli account Facebook delle persone che avevano partecipato alla rivoluzione del 2011, si è diffusa una domanda: come resistere a questo potere autoritario e corrotto senza farsi uccidere o arrestare e perdere la battaglia in partenza?

Per realizzare lo spettacolo siamo partiti da queste storie raccolte nel libro di Azzurra, abbiamo scelto alcune testimonianze, e analizzato l’archivio di audio, riprese, scatti, interviste che l’autrice ha messo insieme negli anni di lavoro in Egitto, prima, e inseguendo gli esuli per il mondo, poi.  Il passo successivo è stato quello di incontrare alcuni dei protagonisti delle storie, per raccogliere dal vivo le loro testimonianze attraverso l’uso del video documentario. Abbiamo incrociato in questo nostro percorso di studio e di raccolta di materiale, una musicista esule Jasmine Baramawy che ha lasciato l’Egitto per poter portare avanti il suo attivismo e la sua ricerca sonora che esplora sia la tradizione acustica dell’oud che la sperimentazione elettronica. Abbiamo deciso di coinvolgerla, non volevamo rinunciare alla possibilità di avere fisicamente in scena una figura che con la sua personalità potesse essere rappresentativa di un ampio spettro della diaspora egiziana. Questa è la funzione che svolge la musica nel nostro progetto, quella di raccogliere in una sola, più voci possibili, espandendo un messaggio di resistenza. Ciò che accomuna la ‘fuga’ di molti degli esuli non è la paura, ma la voglia di poter continuare a vivere, lavorare, trovare vie di crescita e di realizzazione. Ha un valore fondamentale per noi avere sul palco un artista che con la sua musica e le sue parole possa portare una testimonianza diretta incarnando il ponte tra il pubblico e ciò che lo spettacolo racconta.

L’intento è quello di creare un unico grande archivio di materiale multimediale da selezionare e elaborare in una drammaturgia composita di testi, video, registrazioni audio e musica. Con l’obiettivo di dare vita a uno spettacolo di teatro documentario, ovvero uno spettacolo dove la narrazione dal vivo si avvale di dispositivi tecnologici come camere in diretta, cellulari e proiezioni, dialogando con il video documentario e con la musica live, per tenere accesa l’attenzione su un Paese, l’Egitto, che proprio il prossimo anno celebrerà i 10 anni dalla rivoluzione di piazza Tahrir. Momento certamente di cambiamento sociale, che non ha però lasciato i frutti sperati, come ben sappiamo noi italiani che pur continuiamo a fare affari, facendo finta di niente.


 

Miriam Selima Fieno Attrice, autrice e regista. Si diploma all’Accademia d’Arte Drammatica Nico Pepe, dopo la laurea in Conservazione dei Beni Culturali. Nel 2012 fonda il collettivo teatrale La Ballata dei Lenna con cui realizza alcune produzioni che ottengono importanti riconoscimenti tra cui: “Libya. Back home” 2019 un monologo autobiografico di teatro documentario di cui è interprete e autrice (finalista In-box, vincitore Bando Ora! Compagnia di San Paolo e del Premio Scintille); “Human animal” 2017 tratto da “Il re pallido” di David Foster Wallace di cui è interprete e regista (vincitore del bando Funder35 e del bando Hangar Creatività); “Cantare all’amore” 2013 di cui è autrice, interprete e regista (vincitore Next, vincitore Premio In-Box, vincitore E45 Napoli Fringe Festival). Si avvicina al teatro documentario e al cinema del reale con i registi Lola Arias e Andrea Segre. Viene selezionata alla Biennale Teatro di Venezia per il college con Roberto Latini. È attrice con Acti Teatri Indipendenti, Compagnia del Suq, Bottega degli Apocrifi, Assemblea Teatro, Teatro della Tosse, Festival delle Colline Torinesi, Teatro Piemonte Europa. Nell’ultimo periodo la sua produzione è legata al teatro documentario e tratta tematiche che abbracciano il Nordafrica e il Medioriente. Nel 2020 vince la menzione al Premio Scenario Infanzia con il progetto From Syria: is this a child? e il Bando IntercettAzioni con il progetto Fuga dall’Egitto

 

Miriam Selima Fieno è inserita in “Intercettazioni” –  Centro di Residenza Artistica della Lombardia: un progetto di Circuito CLAPS e Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire, ZONA K, con il contributo di Regione Lombardia, MiBAC e Fondazione Cariplo.

 

Curva Cieca
di e con Muna Mussie

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In residenza dal 5 al 14 settembre e dal 18 al 22 settembre 2020
Restituzione pubblica autunno 2021


 

Se chiudo gli occhi e cerco di definire la mia immagine, cosa vedo? Una specchio cieco, una mancanza. Nessuno è padrone della propria immagine poiché questa implica una co-relazione. Ciò che è immediato – il mio corpo, la mia immagine – è distante da me.

Con Curva Cieca Muna Mussie rappresenta questa mancanza assieme a Filmon Yemane, un ragazzo non vedente dall’età di dodici anni. Fulcro della performance è la scoperta della lingua materna di Muna, in un dialogo tra la parola, segno, forma e significato. In scena, la voce di Filmon tiene delle lezioni di lingua tigrigna con l’ausilio di immagini provenienti da un abbecedario. Il corpo dell’artista performer tenterà di dirigersi dentro la sinuosità di questo alfabeto in una sorta di mimesi dinamica, provando ad attraversare il segno e incorporarlo per estrarne un senso altro.

con Muna Mussie e le parole di Filmon Yemane editing video Lino Greco produzione Short TheatreZonaKSantarcangelo Festival, Spazio Kor, Città di Ebla con il supporto di Xing con il sostegno della Fondazione Nuovi Mecenati e Teatro di Roma – Teatro Nazionale


 

Muna Mussie è un’artista bolognese di origine eritrea, il cui percorso artistico inizia nel 1998 con il Teatrino Clandestino, e prosegue fondando il collettivo di ricerca Open. Indaga i modi dello stare in scena tra gesto, visione e parola, per dare forma alla tensione che scaturisce tra differenti poli espressivi. Filmon Yemane (Eritrea 1995), vive dal 2008 a Bologna. Partecipa a diverse attività culturali e a progetti artistici, tra cui la realizzazione di un docu-film con il collettivo ZimmerFrei all’interno del progetto Atlas of Transitions Bologna.

 

Muna Mussie è inserita in “Intercettazioni” –  Centro di Residenza Artistica della Lombardia: un progetto di Circuito CLAPS e Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire, ZONA K, con il contributo di Regione Lombardia, MiBAC e Fondazione Cariplo.

 

Fase nove
di E. Bozkurt, C. Campara, G. Oglialoro, R. Tabilio, F. Venturi con Rimini Protokoll

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In residenza dal 28 giugno al 5 luglio e dal 13 al 19 luglio 2020
Restituzione pubblica autunno 2021


L’emergenza pandemica ha comportato una divisione delle componenti sociali in sistemicamente rilevanti e non rilevanti. Per molti è stata una polarizzazione anche psicologica: tra ciò che è essenziale e ciò che è superfluo. Le professioni artistiche non sono rientrate tra quelle socialmente necessarie.

Dobbiamo pensare a un mondo nel quale l’arte non avrà più un ruolo? Possiamo immaginare una realtà che annulli l’esistenza dell’arte e di chi vi lavora? Che relazione può intrattenere l’arte con ognuno di noi in questo stato di crisi? Sta per finire qualcosa che è diventato da tempo stantio? Una crisi così profonda può essere un’opportunità?

Fase Nove invita a porsi queste domande nel contesto della città. Nove luoghi importanti per l’arte a Milano – alcuni iconici, altri insoliti – diventano il palcoscenico di nove installazioni audio che, attraverso interviste a diversi esperti, si confrontano con la domanda provocatoria: Perché esiste l’arte?

Il lavoro dei 5 artisti selezionati, coordinato e seguito da Jörg Karrenbauer e Aljoscha Begrich di Rimini Protokoll nel ruolo di mentori, ha come tema il lavoro – in consonanza con “Work”, titolo che guida la programmazione di Casa degli Artisti del 2020. Si concentra in particolare sul lavoro nel mondo della cultura e dell’arte, tema reso ancora più attuale e urgente dalla crisi provocata dalla pandemia. Il lavoro è stato completamente ripensato durante i mesi di lockdown: si è deciso di lavorare proprio sulla contingenza, considerandola un’opportunità, indagando la mutevole percezione degli spazi e degli operatori culturali. Un percorso urbano multimediale per singolo spettatore che si sviluppa a partire dal vuoto, dallo stato di incertezza e dalla crisi di valori attuale, per ragionare in forma artistica sul valore dell’arte, della cultura, dell’innovazione, sul significato di tempo libero e sul suo ruolo nel mercato.

 

Artisti Ekin Bozkurt, Chiara Campara, Giulia Oglialoro, Riccardo Tabilio e Francesco Venturi Supervisione artistica  Aljoscha Begrich e Jörg Karrenbauer (Rimini Protokoll) Project management Valentina Kastlunger (ZONA K) Coordinamento e mixing audio William Geroli Implementazione multimedia Stripes Digitus Lab In collaborazione con Accademia di Belle Arti di Brera, Eataly Smeraldo, Goethe-Institut Milano, Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, Giardini in Transito – Giardino Comunitario Lea Garofalo, Anteo Palazzo del Cinema, Piccolo Teatro di Milano


 

Ekin Bozkurt (sound designer), Chiara Campara (filmmaker), Giulia Oglialoro (autrice, giornalista), Riccardo Tabilio (autore e dramaturg) e Francesco Venturi (compositore) sono gli artisti che la seconda open call di Casa degli Artisti a tema “Work” ha selezionato nel marzo 2020 per il progetto artistico condiviso con il collettivo tedesco Rimini Protokoll.

Rimini Protokoll è un collettivo teatrale berlinese fondato nel 2000 da Stefan Kaegi, Helgard Haug e Daniel Wetzel e negli anni ha collaborato con diverse costellazioni di artisti. L’obiettivo è quello di espandere i mezzi del teatro al fine di creare nuove prospettive sulla realtà. Rimini Protokoll si avvale della collaborazione di esperti, le cui conoscenze e competenze vanno oltre il teatro, per produrre spettacoli, produzioni radiofoniche e interventi urbani che spesso traducono spazi urbani e strutture sociali in formati teatrali.

 

Gli artisti Ekin Bozkurt, Chiara Campara, Giulia Oglialoro, Riccardo Tabilio  e Francesco Venturi sono inseriti in “Intercettazioni” –  Centro di Residenza Artistica della Lombardia: un progetto di Circuito CLAPS e Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire, ZONA K, con il contributo di Regione Lombardia, MiBAC e Fondazione Cariplo.

 

Loro
di Anna Serlenga con Corps Citoyen

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In residenza dal 10 al 16 gennaio, 20 e 21 gennaio, e dal 29 al 4 ottobre 2020
Restituzione pubblica autunno 2021


 

Il corpo politico è il soggetto principe del nostro ultimo progetto performativo LORO – sono come tu mi vuoi. Il lavoro cerca di interro- gare il potere narrativo della rappresentazione di sé e dell’altro, da un lato, e la natura politica dei corpi nella loro stessa presenza e posizionamento all’interno della rappresentazione, attraverso la lente dell’ironia e l’oscillazione tra realtà documentale e dichiarata finzonalizzazione. “Can the subaltern speak?”si chiedeva Gaiatri Spivak in un celebre intervento del 1988 su marxismo e interpretazione della cultura. Definire chi ha il diritto di parlare nella sfera pubblica è oggi più che mai un tema centrale nella ridefinizione dei ruoli di potere che caratterizzano il rapporto con i soggetti che vengono considerati minori. La narrazione occidentale ha una precisa agency di potere, che definisce l’Altro a partire dalle proprie categorie: per questa ragione, definire chi parla e lo spazio autoriale che occupa sono temi centrali di una pratica performativa che si vuole contemporanea e politica.

LORO è un dialogo acido, un lavoro ironico e scanzonato sulla percezione dell’altro, un dispositivo scenico svelato che si muove in un territorio ibrido: immagini e canzoni banali, volgari, dirette si alternano a storie radicate nel profondo della nostra mentalità e identità nazionale. Un gioco irriverente intorno all’eredità coloniale che riverbera la nostra tradizione come la nostra scena contemporanea.
In sottile equilibrio tra finzione e realtà, LORO espone il dispositivo di potere che sottende la rappresentazione orientalista
dell’altro a partire dalla rappresentazione per eccellenza, la finzione scenica, che contribuisce a creare e rafforzare le narrazioni del pre- sente attraverso l’inserzione di un corpo altro, di una presenza che si espone al pubblico, cercando di adeguarsi ad una rappresentazio- ne sempre storta, mai aderente, sempre sbagliata. Una voce fuori campo commenta, dà istruzioni, ricorda limiti e modalità del suo pre- sentarsi davanti a noi, il pubblico, il destinatario primo della rappresentazione e parte integrante del gioco.

LORO è narrazione minore che fa della sua stessa fragilità l’elemento centrale della propria esposizione davanti al pubblico, partecipan- te attivo, elemento drammaturgico fondante di questo lavoro performativo partecipato.
Grazie ad un dispositivo che mescola senza soluzione di continuità finzione e realtà, LORO vuole svelare il buonismo che si cela sotto mentite spoglie e al contempo riaffermare il diritto alla propria necessaria presenza sulla scena.

 

con Rabii Brahim concept Anna Serlenga e Rabii Brahim Drammaturgia Bruna Bonanno Cultural advisor Viviana Gravano spazio scenico e luci Manuel D’Onofrio documentazione visuale Luca Centola organizzazione Ginevra Bocconcelli regia Anna Serlenga progetto semifinalista a Premio Scenario 2019 con il sostegno di ZONA K / Circuito Claps /mareculturale urbano/ Qui e Ora residenza teatrale/ MACAO, COX 18


 

Corps Citoyen è un collettivo artistico pluridisciplinare basato tra Tunisi e Milano. La pratica del collettivo si compone di diversi strumenti disciplinari (danza, teatro, poesia, video, animazione, scrittura e ricerca antropologica) per creare nuove narrazioni contemporanee. L’obiettivo del gruppo è quello di rafforzare i valori della cittadinanza attraverso la pratica artistica, la formazione, la ricerca e la partecipazione attiva della società civile al fine di promuovere un cambiamento politico e sociale. Il collettivo si raccoglie intorno all’idea di fare dei linguaggi artistici strumenti di resistenza, di cambiamento, di recupero di coscienza ma anche di condivisione e divertimento, di pratica della cultura e della performance come strumento di riflessione sulla cittadinanza e sulla politica. L’attuale gruppo di lavoro italo-tunisino è composto da giovani professionisti nell’ambito del teatro e dell’arte, siamo: Rabii Brahim, attore e musici- sta; Lilia Ben Romdhane, poetessa ed architetto; Alessandro Rivera Magos, ricercatore antropologo e fotografo; Francesca Cogni, artista visiva e vi- deomaker; Anna Serlenga, regista e ricercatrice.

 

Il collettivo Corps Citoyen è inserito in “Intercettazioni” –  Centro di Residenza Artistica della Lombardia: un progetto di Circuito CLAPS e Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire, ZONA K, con il contributo di Regione Lombardia, MiBAC e Fondazione Cariplo.

 

#nuovipoveri
di e con Guinea Pigs

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In residenza dal 22 al 26 gennaio e dal 6 al 16 febbraio 2020
Restituzione pubblica autunno 2021


#nuovipoveri è un’indagine sviluppata con gli strumenti del teatro e della video-arte intorno alla percezione dei concetti di ricchezza e povertà.
La compagnia partite da dati economico-statistici per superarli e arrivare a mettere in relazione le parole ricchezza e povertà con “capitali” di altra natura: capitali sociali, culturali, emotivi, relazionali, etc… Chi sono oggi i nuovi poveri? Come si raccontano a se stessi? Alla società? E ancora come raccontano la società a se stessi?

E quanto c’è di vero in questa auto-narrazione?

L’Istat parla di 5 milioni di poveri su una popolazione che supera i 42 milioni di abitanti: i poveri superano l’11% della popolazione totale. Ci sono i poveri assoluti che non hanno le possibilità di far fronte a una spesa mensile minima necessaria per acquistare beni e servizi di prima necessità; i poveri relativi che vivono con una spesa media mensile pari o inferiore ai 667,05 euro – la cifra calcolata come spesa media mensile “accettabile” pro-capite in Italia nel 2018. Quindi l’Istat afferma che un povero è chi non riesce a soddisfare gli standard minimi di consumo, chi non riesce a spendere perché non ha.

I #nuovipoveri non vivono nell’indigenza più profonda ma neppure nell’agio che permetterebbe loro di soddisfare tutti i loro desideri. La nuova povertà di cui parliamo è anche una condizione sociale e psicologica, ha a che fare con il senso di inadeguatezza, che si trasforma nell’amara sensazione di essere rimasti indietro o di essere stati esclusi dalla festa cui gli altri invece sono ammessi. Quindi #nuovipoveri è anche uno spettacolo sul denaro, su come sembri ancora fare la felicità, sulle sue contraddizioni, sul potere che ha di modificare equilibri e dinamiche di relazione, di decidere della salute e della realizzazione dei singoli, della felicità di una coppia e di una famiglia, della costruzione dell’identità di un’intera società.

di e con Letizia Bravi e Marco De Francesca drammaturgia Giulia Tollis regia Riccardo Mallus video Julian Soardi set design Stefano Zullo sound design Gianluca Agostini light design Martino Minzoni set design assistant Giulia Meduri una produzione Ecate Cultura in collaborazione con Guinea Pigs con il sostegno di ZONA K e Next – Laboratorio delle idee per la produzione e distribuzione dello Spettacolo dal Vivo Lombardo – Edizione 2019/2020 e con il sostegno di Teatro delle Moire


 

Guinea Pigs nasce nel 2014 a Milano. Il primo progetto artistico è lo spettacolo Atti di Guerra (2016). Nel 2017, in collaborazione con il Teatro Out Off di Milano, produce lo spettacolo Casca la terra di Fabio Chiriatti, con il quale vince il bando Siae Sillumina 2016. Sempre nel corso del 2017 avvia il percorso di ricerca e creazione per progetti site specific tra installazione e performance In lotta con la realtà. La prima tappa, Sovra/Esposizioni, viene presentata all’interno di IT Festival. La seconda tappa, Il futuro è una trappola?, viene coprodotta dal Festival Castel dei Mondi e vede la collaborazione di Guinea Pigs con Equilibrio Dinamico Dance Company e con Anelo1997 laboratorio di architettura e scultura romano. Nel 2019, in collaborazione con Museocity, hanno realizzato interventi teatrali e performativi all’interno di alcuni musei di Milano nell’ambito del progetto AMUSE di Fondazione Cariplo.

 

La compagnia Guinea Pigs è inserita in “Intercettazioni” –  Centro di Residenza Artistica della Lombardia: un progetto di Circuito CLAPS e Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire, ZONA K, con il contributo di Regione Lombardia, MiBAC e Fondazione Cariplo.

 

YOU FIGHT!
di e con Ana Shametaj/Kokoschka Revival

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In residenza dal 9 al 19 settembre 2019, 20 e 21 ottobre e 27 e 28 novembre 2019
Restituzione pubblica 29 e 30 novembre 2019


 

E’ uno spettacolo multimediale che si confronta con alcuni tra i più evidenti fenomeni del contemporaneo: lo spazio virtuale e le nuove forme di intrattenimento, la promozione e monetizzazione della propria immagine attraverso i media, il logoramento delle relazioni umane nella distopia tecno-capitalista. E’ la storia di due ragazze che lavorano e vivono il loro quotidiano nello spazio virtuale: due fighters che non si guardano mai negli occhi, pur condividendo, per assurdo, lo stesso spazio del reale. Nell’era del branding del sé, dell’individualismo dominante, dello smartphone intimo e inseparabile…You Fight! Per cosa stai combattendo?

Ci sono le tre S per cui in molti combattono: Soldi, Sesso, Successo. Quello dei lavoratori dello spettacolo online è un fenomeno in costante espansione. Dalle Camgirls, passando per i Gamers, fino agli influencers: si muovono su Instagram, Youtube o Twitch, producono contenuti audiovisivi in live-streaming o pre registrati, gratis o a pagamento.

YouFight! è una piattaforma, dove ogni utente combatte per vivere e guadagnare soldi, che riceve in forma di credito/Like dal suo pubblico (chiamiamo questa moneta Energy Coin). Ognuno può proporre il gioco di combattimento che vuole, e le nostre due protagoniste si sfidano a chess Boxing: uno sport nel quale si alternano un round di Boxe e uno di scacchi. Nella stessa piattaforma di YouFight! si può spendere il tempo libero in altri servizi di intrattenimento immersivi, da fruire in solitudine ma sempre sotto gli occhi di un pubblico.

Le due protagoniste si chiamano Kasparov e Deep Blue, nomi chiave per il transumanesimo. Nel 1997 lo scacchista Garry Kasparov sfidò il computer IBM Deep Blue. Si dice che Deep Blue fece una mossa particolare, dovuta a un errore di calcolo, e questa mossa mandò in tilt Kasparov, che iniziò a pensare che la macchina fosse troppo creativa, troppo umana per essere un computer, e abbandonò la partita. Anche la nostra Deep Blue fa un errore, non di calcolo, ma di umanità. La riparazione di questo errore è un atto poetico.

 

Interpretato da Alice Raffaelli Ondina Quadri Diretto e Ideato da Ana Shametaj Design del suono Interaction design Composizione Andrea Giomi Visual design Interazioni video Grafica Fabio Brusadin Mentor progettazione sistemi interattivi Stefano Roveda Costumi Set design Giulio Olivero Marialuisa Bafunno Design delle luci Dramaturg Riccardo Calabrò Sviluppo mobile app m0k1.pw Prodotto da Kokoschka Revival


 

Kokoschka Revival è un collettivo artistico interdisciplinare fondato a Milano nel 2013, la cui ricerca si muove trasversalmente in un dialogo tra teatro, cinema e musica sperimentale. Ad oggi le produzioni consistono in spettacoli teatrali, performance, film sperimentali e feste/happening. Gli spettacoli del collettivo sono stati prodotti in residenze nazionali e internazionali, soprattutto in Francia e Danimarca. Dal 2015 al 2017 il collettivo ha organizzato numerose feste e eventi performativi a Macao (Milano), proponendo una sua idea di programmazione artistica.

 

Il collettivo Kokoschka Revival è inserito in “Intercettazioni” –  Centro di Residenza Artistica della Lombardia: un progetto di Circuito CLAPS e Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire, ZONA K, con il contributo di Regione Lombardia, MiBAC e Fondazione Cariplo.

 

 

The last minutes before Mars
di e con Mammalian Diving Reflex

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In residenza dal 29 settembre al 19 ottobre 2019


 

The Last Minutes Before Mars è una combinazione di video 360 e performance dal vivo che include un gruppo di giovani: la prima squadra inviata per colonizzare Marte.

La compagnia performativa Mammalian Diving Reflex lavorerà con i giovani milanesi locali (un gruppo composto da alcuni studenti del Liceo Giulia Natta) per intervistare e documentare le loro vite reali – creando uno sguardo alla semplice banale bellezza della loro vita quotidiana sulla terra.

È una critica di coloro che suggeriscono che il futuro dell’umanità dipende dalla diffusione di se stesso in tutto l’universo.

Il progetto sostiene che è improbabile che si possano trovare soluzioni ai problemi terrestri su pianeti distanti con condizioni ostili. L’attuale ossessione per la colonizzazione di Marte è considerata una risposta in preda al panico per i difficili problemi che l’umanità deve affrontare sulla terra: i cambiamenti climatici, un ecosistema in collasso e il fatto che molti scienziati credono che siamo nel mezzo di un’altra estinzione di massa della vita sulla Terra , ecc. Ma piuttosto che cercare di superare i nostri problemi e, probabilmente, produrre una serie completamente nuova di problemi ancora più difficili, potrebbe essere meglio sistemarsi e capire come “terraformare” la terra, rendendola un habitat più ospitale per gli esseri umani e tutte le altre vite su cui facciamo affidamento. Perché rendere Marte più simile alla Terra quando c’è il compito di rendere la Terra più simile alla Terra?

La compagnia lavorerà  intervistando e girando con i giovani, per poi tornare all’inizio del 2020 per creare gli elementi di performance dal vivo che accompagnano il video 360.

 

Di Mammalian Diving Reflex Creazione e regia Darren O’Donnell Co-Direzione Konstantin Bock e Alice Fleming Consulenza Video 360° Fi Nicholson Assistenza Artistica Chiara Prodi Produzione Tina Fance Co-produzione ZONA K e FOG Triennale Milano Performing Arts con il supporto del Canada Council for the Arts Arts Abroad Co-Production


 

Mammalian Diving Reflex è una compagnia di Toronto conosciuta per l’ideazione di performance intellettualmente stimolanti. Nata nel 1993 sotto la direzione artistica dello scrittore e regista Darren O’Donnell, Mammalian Diving Reflex opera sulla dimensione privata e sociale del linguaggio, del pensiero e dell’informazione. La compagnia ha prodotto diversi lavori in Canada Giappone, Australia, Singapore, India, Stati Uniti, Irlanda, Inghilterra e in molti altri paesi d’Europa. Tra i loro progetti, vi sono Diplomatic Immunities, pppeeeaaaccceeeThe Children’s Choice AwardsWho Shot Jacques Lacan?Dare Night, Slow Dance with Teacher, Nightwalks with Teenagers. Haircuts by Children, presentato a Milano nel 2009 da Uovo performing arts festival, ha coinvolto i bambini di tutto il mondo in un workshop e in un’azione di taglio dei capelli in un vero salone da parrucchiere. La pratica artistica della compagnia riconosce una dimensione performativa in ogni gesto quotidiano ed esplora estetica e società, creando insolite alleanze tra il mondo dell’arte e quello dei giovani. La ricerca di Mammalian Diving Reflex si concretizza in performance, esperienze collettive, testi teorici e happening.

 

La compagnia Mammalian Diving Reflex è inserita in “Intercettazioni” –  Centro di Residenza Artistica della Lombardia: un progetto di Circuito CLAPS e Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire, ZONA K, con il contributo di Regione Lombardia, MiBAC e Fondazione Cariplo.

 

 

Padre d’amore, padre di fango
di e con Cinzia Pietribiasi

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In residenza dal 25 agosto al 1 settembre, dall’11 al 15 ottobre 2019
Restituzione pubblica 21 e 22 novembre 2019


 

La “storia” di un padre filtrata dalla memoria di una figlia.
Nessuna rappresentazione, nessun personaggio: una storia senza racconto, perché Padre d’amore, Padre di fango è vita presente.
È un porre domande, un problematizzare, attraverso il processo creativo. Non c’è alcuna interpretazione univoca, alcuna sintesi.
Si tratta di una visione/presentazione per frammenti, per immagini e suoni.
Un atmosfera onirica ma non distante.

La nuova tecnologia (dall’animazione digitale all’elaborazione in real time di dati, all’uso delle possibilità offerte dalla rete) garantisce immersione e interattività nella convinzione che lo spettatore/agente debba essere “accolto” e partecipe.
Se esiste un senso, l’unica salvezza risiede in un’inno collettivo alla vita.

concept Cinzia Pietribiasi


 

Cinzia Pietribiasi è nata a Vicenza nel 1979, ma vive in Emilia. E’ un’artista performativa che utilizza la multimedialità e soprattutto il linguaggio e le tecniche video sia come artista visiva, sia nel suo lavoro di regista con studenti delle scuole primarie e secondarie e con utenti psichiatrici. Nel 2012 il suo assolo Io sono qui è tra i semifinalisti di Premio Gd’A Emilia Romagna. Nello stesso anno ha fondato col marito Compagnia Pietribiasi/Tedeschi, una realtà indipendente ed autoprodotta. Le produzioni spaziano dal teatro multimediale al teatro civile: #MEMORIEDELSUOLO (2015-18) progetto site-specific sulle comunità e i luoghi; PUNTO TRIPLO (2015) uno spettacolo multimediale sul concetto termodinamico del punto triplo dell’acqua; BIOS (2014) una performance multimediale ispirata agli scritti di Julio Cortázar; FREEZE(2013) un dramma ispirato al lavoro dello psichiatra Ronald D. Laing.

 

Cinzia Pietribiasi è inserita in “Intercettazioni” –  Centro di Residenza Artistica della Lombardia: un progetto di Circuito CLAPS e Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire, ZONA K, con il contributo di Regione Lombardia, MiBAC e Fondazione Cariplo.

 

 

 

R 500 – Safari nel labirinto urbano #studio I e II. L’Isola che non c’è
di e con Michele Losi/ Pleiadi Art Productions

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In residenza dal 27 maggio al 3 giugno 2019 e dal 23 settembre al 2 ottobre 2019
Restituzione pubblica dal 3 al 6 ottobre 2019

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In residenza dal 13 al 22 ottobre 2020
Restituzione pubblica dal 23 al 25 ottobre 2020


Il progetto radius R500 è un esperimento con un esito. In questo esperimento scienza teatro e arte si fondono in un unico progetto. Siamo stati ispirati dal lavoro del professore di botanica. dr. Joop Schaminée. Egli ha indagato un miglio quadrato per un anno intero nella provincia di Zeeland, in Olanda. Insieme ad altri scienziati provenienti da diversi campi e facoltà, e anche alla gente locale, ha creato un libro. In questo libro tutto si è unito a tutte le storie e tutto ciò che è stato studiato. Tutti i fatti sono stati pubblicati e condivisi con la popolazione locale. Ne sono scaturiti un documentario e altre opere. Da fuori del miglio quadrato Joop Schaminee ha evidenziato  collegamenti con il resto del mondo. Storia e passato si sono uniti e la gente ha visto come quel piccolo mondo avesse legami con il resto del mondo.

Con i progetti Radius 500 facciamo la stessa cosa, lavorando con cultura e scienza, esperti locali e gente del posto. Stiamo mappando l’intero raggio di 500 metri. La mappatura del cerchio viene fatta con le persone che vivono qui e con studenti e artisti. La mappatura avrà forme e risultati diversi. Stiamo raccogliendo storie, manufatti e tutto ciò che c’è. Cerchiamo di creare più dati con diversi oggetti di ricerca su ciò che le persone possono fare da sole. Proviamo a vedere se ci sono collegamenti con il resto del mondo. Con tutti i materiali che troviamo e raccogliamo. Faremo mostre, opere d’arte e teatro raccontando storie, realizzando passeggiate sonore e molto altro. Condividiamo tutte le cose che troviamo e le lasciamo nell’R500 perché le abbiamo trovato qui. Ogni luogo è unico al mondo, devi solo cercarlo.

R500 in 7 passaggi

  1. Per raccogliere: raccogliamo ogni tipo di informazione (storie, fotografie, libri, etc).
  2. Per articolare: cerchiamo di articolare ciò che abbiamo raccolto e decidiamo dove zoomare. Questo è l’inizio della realizzazione della trasformazione artistica del progetto.
  3. Per collegare: creiamo un collegamento con le persone, le associazioni, le istituzioni, i commercianti e gli imprenditori rilevanti nel raggio.
  4. Per rappresentare: creiamo e sviluppiamo interventi teatrali e artistici.
  5. Per mostrare: mostriamo ciò che abbiamo trovato e lo condividiamo con le persone locali che iniziano a loro volta una propria produzione.
  6. Causa: indaghiamo ciò che abbiamo scoperto con degli scienziati, riflettendo con le comunità ed i principali stakeholder. Ci sarà una valutazione di ciò che è stato già realizzato e di ciò che è opportuno indagare per il futuro.
  7. Per continuare: cosa abbiamo provocato e come potremo procedere in futuro? Dobbiamo decidere insieme alla comunità locale e agli scienziati su come continuare.

 

Un progetto di Pleiadi, Campsirago Residenza in collaborazione con ZONA K (I), The Intrnational Accademy for Natural Arts (NL), BAM – Biblioteca degli Alberi Milano (I) Con il sostegno di IntercettAzioni – Centro di Residenza Artistica della Lombardia (un progetto di Circuito CLAPS e ZONA K, Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire) Artistic and scientific team Michele Losi, Sjoerd Wagenaar, Sofia Bolognini, Liliana Benini, Luca Maria Baldini, Emilio Padoa Schioppa, collettivo Studio Pasta Madre


 

Pleiadi Art Productions nasce nel 2015 in seno a Campsirago Residenza. È un progetto di produzione aperto e multidisciplinare che prende vita dall’esperienza teatrale e performativa di Michele Losi e dall’esperienza artistica dell’attrice Mariasofia Alleva, insieme a Riccardo Calabrò, drammaturgo, Marialuisa Bafunno, scenografa, Stefania Coretti, costumista e artista visiva, Alberto Sansone, videomaker, Diego Dioguardi, sound designer, musicista e dj. È incentrato sulla sperimentazione nell’ambito della performing art, del teatro nel paesaggio e delle produzioni site-specific. Pleiadi è un luogo aperto ad artisti di diverse discipline e provenienze che condividono l’intento di creare Arte anche per coloro che non sono soliti frequentarla: per chi, ad esempio, a teatro non è mai entrato o ha smesso di entrare.

 

Il progetto Pleiadi Art Productions è inserito in “Intercettazioni” –  Centro di Residenza Artistica della Lombardia: un progetto di Circuito CLAPS e Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire, ZONA K, con il contributo di Regione Lombardia, MiBAC e Fondazione Cariplo.

 

 

Ti voglio un bene pubblico
di e con Elisabetta Consonni

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In residenza dal 19 al 22 maggio, dal 22 al 27 luglio e dal 21 al 27 settembre 2019
Restituzione pubblica 28 e 29 settembre 2019 – Via Padova e limitrofe –

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In residenza dal 26 luglio al 1 agosto e date da definire a ottobre 2021
Restituzione pubblica nel 2022 – quartiere Isola e zone limitrofe –


“Il primo che, avendo cintato un terreno, pensò di dire ‘questo è mio’ e trovò delle persone abbastanza stupide da credergli, fu il vero fondatore della società civile. Quanti delitti, quante guerre, quanti assassinii, quante miserie ed errori avrebbe risparmiato al genere umano chi, strappando i piuoli o colmando il fossato, avesse gridato ai suoi simili: ‘Guardatevi dal dare ascolto a questo impostore! Se dimenticate che i frutti sono di tutti e la terra non è di nessuno, siete perduti!’” (J.J. Russeau Origine della disuguaglianza, 1754)

Ti voglio un bene pubblico è un gioco urbano che riflette su infrastrutture di divisione quali cancelli, muri, recinti. Tanto di quello che ci circonda è fatto di muri e recinzioni; capirne il senso, di volta in volta, è una pratica civile necessaria. Significativo osservare che l’ articolo del codice civile che regola la costruzione di recinzione di fondi per definire la proprietà privata viene definito ‘ius escludendi alios’: determinare il proprio escludendo l’altro.
Quando un muro smette di proteggere e comincia a dividere, segregare ed escludere? E quando ad essere recintato è uno spazio pubblico di cui si limita l’accessibilità quanto di pubblico rimane di quello spazio pubblico? Posto un muro, quanto di quello che c’e’ dietro non possiamo conoscere?

 

Ideazione e direzione Elisabetta Consonni In collaborazione con Sara Catellani Consulenza sociologica Adriano Cancellieri Consulenza artistica Cristina Pancini Sviluppo e promozione Vittoria Lombardi/cultureandprojects


 

 

Elisabetta Consonni è attiva nella riflessione e pratica di come l’arte possa essere detonatore di cambiamento sociale a partire dal 2014 con Ergonomica, contenitore di ricerca per la relazione del corpo con lo spazio urbano. Nell’ambito di tale ricerca, accompagna lo studio teorico alla realizzazione di azioni come: “We want to become architecture” e “Go with the flow” ( Polonia, 2014), la costruzione coreografata di “Pompenpurg Park” (Rotterdam, Biennale di Architettura 2014), “Il secondo Paradosso di Zenone” ( Milano, 2016), “Abbastanza Spazio per la più tenera delle attenzioni” (progetto per la Biennale Danza 2016). Cura il simposio Spazio Ergonomico presso la Biennale Danza 2016.

 

Elisabetta Consonni è inserita in “Intercettazioni” –  Centro di Residenza Artistica della Lombardia: un progetto di Circuito CLAPS e Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire, ZONA K, con il contributo di Regione Lombardia, MiBAC e Fondazione Cariplo.

 

 

Trials of money (Preliminary Hearing)
di e con Christophe Meierhans

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In residenza dal 26 marzo al 9 aprile 2019
Restituzione pubblica 31 marzo 2019


Trials of Money trasforma il teatro in una corte di giustizia che non esiste ancora. Il lavoro vuole invitare il suo pubblico a prendere parte al Tribunale Speciale per le Persone Semi-Umane per intraprendere il processo, non di un soggetto umano, né di un’entità legale, ma di una “cosa” – la cosa molto complessa che più comunemente chiamiamo “denaro”.

Il denaro che usiamo quotidianamente può essere ritenuto responsabile dello stato disastroso del mondo di oggi? Trials of money sfida l’idea che il denaro sia solo uno strumento, o un mezzo al servizio delle intenzioni umane. Propone un’altra lettura del rapporto che l’uomo ha con il sistema monetario che ha inventato per se stesso.
Il denaro è una rete, un insieme di leggi e convenzioni, una fiducia istituzionalizzata, un mezzo, un fine, carta, metallo, carte di plastica, debito, potenziale, desiderio… L’imputato in questo processo può essere indicato, ma risiede anche dentro di noi tutti. È fatto dei valori che gli assegniamo; esiste e agisce solo attraverso di noi, per procura. Come facciamo a fare un processo se tutti i presenti in aula sembrano essere coinvolti con l’accusato? Come possiamo chiamare il denaro a rispondere dei suoi atti se non può parlare con la propria voce? Trials of Money è un tentativo di guardare alla nostra responsabilità collettiva come un unico essere identificabile.

Il lavoro è strutturato intorno alle testimonianze di dieci testimoni: uno psicologo, un ex banchiere, un impiegato della Banca Nazionale Svizzera, un senzatetto, un ricco filantropo, un nativo americano, un professore di economia, un abitante di un kibbutz e un criminologo. Il processo al denaro è condotto come un esercizio collettivo che coinvolge sia gli interpreti che il pubblico nell’esame del caso. Basandosi su interviste a una grande varietà di persone, gli interpreti consegnano le loro testimonianze rispondendo a qualsiasi domanda che gli spettatori vogliano porre loro.
Tutti i presenti nel Tribunale Speciale per i Semi Umani prendono liberamente la posizione di accusa o di difesa, in base alle loro convinzioni e influenzati dal corso del procedimento. Il denaro viene processato di nuovo ad ogni esibizione, con le accuse di frode, estorsione, non assistenza ad una persona in pericolo, incitamento all’odio e schiavitù. Se il denaro viene riconosciuto colpevole, ci lascia con la problematica questione di quale possa essere la giusta condanna per esso.

Concetto e realizzazione Christophe Meierhans Performance Christophe Meierhans, Luca Mattei Drammaturgia Bart Capelle Con la partecipazione di Shila Anaraki, Jochen Dehn, Adva Zakai Scenografia Decoratelier Jozef Wouters Disegni Giammarco Falcone Microfoni a spada laser Alexis Pawlak, Gaia Carabillo Costumi Sofie Durnez, Valerie Le Roy Disegno Luci Luc Schaltin Consulenza monetaria Olivier Auber Produzione HIROS, Elisa Demarré Co-produzione AUAwirleben (Berna), BIT Teatergarasjen (Bergen), BUDA (Kortrijk), FAR° (Nyon), Kaaitheater (Bruxelles), Nouveau Théâtre de Montreuil (Parigi), Teatro Maria Matos (Lisbona), Vooruit (Gent), ZONA K (Milano) Con il sostegno di Vlaamse Gemeenschap, ProHelvetia


 

Christophe Meierhans (Geneva; Brussels) lavora con e attraverso la performance, lo spazio pubblico, l’installazione, il suono, la musica e il video. Il suo lavoro consiste soprattutto nello sviluppare strategie di intervento nella vita quotidiana, attraverso la manipolazione di convenzioni accettate, abitudini sociali o usi semplici. I frammenti di realtà diventano la cornice per operazioni artistiche in grado di ridirezionare la banalità al fine di farla riapparire sotto angolazioni inattese. Il suo lavoro solleva questioni sulle norme e le convenzioni, confondendo un contesto casuale con altri diversi, e mettendo a confronto lo spettatore con qualcosa di altro, con la stranezza di essere nel posto “sbagliato”, o la possibilità che il luogo possa diventare qualcosa di diverso. Nel 2015, presenta a Santarcangelo il progetto Some use for your broken clay pots.

 

Christophe Meierhans è inserito in “Intercettazioni” –  Centro di Residenza Artistica della Lombardia: un progetto di Circuito CLAPS e Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire, ZONA K, con il contributo di Regione Lombardia, MiBAC e Fondazione Cariplo.

 

Bilderatlas
di e con CIRCOLO BERGMAN

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In residenza nei giorni 1, 2, 4, 8, 9, 10, 12, 13 novembre e 4, 6, 7, 8, 13, 20, 21 dicembre 2018
Restituzione pubblica dal 15 al 18 novembre 2018


La memoria è una storia di fantasmi per adulti.  Aby Warburg

La vita privata altro non è che quella zona di spazio, di tempo, in cui io non sono un’immagine, un oggetto – ma ciò che devo difendere è il mio diritto politico di essere un soggetto. Roland Barthes

Alla sua morte nel 1929 lo storico dell’arte Aby Warburg lasciò un’opera incompiuta: l’Atlante della Memoria (Bilderatlas Mnemosyne): una serie di pannelli composti da montaggi fotografici, riproduzioni di opere d’arte, fotografie autografe e pagine di libri. Warburg era convinto che gli archetipi attraversassero la storia incarnandosi nelle immagini.

Oggi cerchiamo di comporre l’archetipo che vorremmo essere sulla tavola virtuale di Instagram. Di fronte alla moltiplicazione dei corpi in una galleria di riproduzioni, inseguiamo i fantasmi del desiderio. L’immagine ci sottrae alla morte ed entra in cortocircuito con il tempo.

Bilderatlas di Circolo Bergman è un’azione scenica modulare, divisa in tavole autonome e interdipendenti, che possono essere montate, smontate e ricostruite in spazi teatrali e non, alla ricerca di un atlante pervasivo in cui lo spettatore possa specchiarsi e moltiplicare sé stesso. Partendo dal dato biografico e dal rapporto con l’immagine dei performer coinvolti, lo spettacolo compie un viaggio confrontandosi coi diversi media che riproducendo il mondo creano il nostro immaginario.

Il rapporto di una “ninfa contemporanea” con la propria autorappresentazione sui social apre uno sguardo a ritroso nel tempo: dalle immagini visualizzate sullo schermo del nostro smartphone si passa alla definizione dei corpi nelle fotografie analogiche e negli strumenti di riproduzione istantanea come le Polaroid; dalla fotografia come mezzo di riproduzione della realtà che ha caratterizzato il Novecento si arriva a inseguire l’origine della visione nel colore e nelle opere pittoriche d’arte antica.

Il riflesso della rappresentazione ha sempre una risonanza nel corpo. In questa amplificazione della soggettività Bilderatlas va alla ricerca degli archetipi del nostro tempo.

 

concept Paolo Giorgio un progetto di Sarah Chiarcos, Paolo Giorgio, Marcello Gori regia Paolo Giorgio musica originale Marcello Gori allestimento e luci Sarah Chiarcos visual Dario Serio foto di scena Jo Fenz produzione Circolo Bergman _ Casa degli Alfieri testi intimamente condivisi con Sarah Ātman (e altre figure in corso di definizione)


 

Circolo Bergman
È un collettivo che si muove fra la creazione di un repertorio di drammaturgia contemporanea e la sperimentazione in area performativa, declinando nuovi formati di scrittura attraverso diversi media, con un particolare interesse per progetti site-specific. La modalità di lavoro parte da una progettazione orizzontale condivisa fra artisti e professionisti coinvolti in ciascun progetto, per arrivare in un secondo tempo a una definizione dei compiti e delle responsabilità operative.
Agisce in diversi territori, partendo dallo spettacolo dal vivo per abbracciare percorsi curatoriali, espositivi o editoriali. A seconda della natura specifica di ogni progetto, il collettivo si apre alla collaborazione con altri professionisti (videomaker, curatori, artisti, critici, attori, performer, danzatori), così come con non-professionisti. Ha prodotto gli spettacoli: Werther, o dell’assoluto (Teatro i, 2014), La cosa peggiore che possa capitare a un cane (esperimento di scrittura collettiva di Sarah Chiarcos, Festival Mixitè, 2015), Fondamenta (Teatro Ringhiera, 2015), Calcografia (produzione Circolo Bergman-Teatro i), Macinante (produzione Circolo Bergman- Casa degli Alfieri, commissione del Festival Pergine Spettacolo Aperto, 2016), Pergine, via San Pietro 4 (produzione Circolo Bergman- Casa degli Alfieri, commissione del Festival Pergine Spettacolo Aperto, 2017).
Circolo Bergman è composto da: Paolo Giorgio, regista e drammaturgo;  Sarah Chiarcos, drammaturga e responsabile degli allestimenti; Marcello Gori, musicista, drammaturgo, responsabile del suono.

 

Il collettivo Circolo Bergman è inserito in “Intercettazioni” –  Centro di Residenza Artistica della Lombardia: un progetto di Circuito CLAPS e Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire, ZONA K, con il contributo di Regione Lombardia, MiBAC e Fondazione Cariplo.

 

 

 

 

 

 

 

L’uomo che cammina
di e con DOM- Leonardo Delogu e Valerio Sirna

Sorry, this entry is only available in Italian.

In residenza dal 30 marzo al 13 aprile 2018
Restituzione pubblica  20 – 21 e dal 24 al 28 ottobre 2018


L’arte sta in far si che tutto sia falso e paia vero.
L’arte sta in far si che tutto sia vero e paia falso.
« il realismo è l’impossibile » – W. Siti               

 

Un uomo percorre la città passeggiando. Attraversa una varietà di spazi che si susseguono all’interno di un ininterrotto piano sequenza – una stazione, una caverna, un campo incolto, una piscina pubblica, un centro commerciale, una fabbrica abbandonata, un lunapark, un night club, un orto, un cavalcavia, il letto di un fiume, un caseggiato popolare, una piazza – e che si ricompongono in un trittico quasi ultraterreno.

Durante questo tragitto il frammento di una vita si dispiega: un pomeriggio d’estate dall’andamento sospeso, la figura di un uomo umbratile e sfuggente, calato in un gioco di apparizioni e depistaggi narrativi. Attraverso il suo viaggio il paesaggio si apre e si svela agli occhi del pubblico che lo segue a distanza, come a spiarlo, in bilico tra identificazione e distacco.

A partire dalla graphic novel L’uomo che cammina di Jiro Taniguchi, DOM- costruisce una drammaturgia di spazi in cui esplorare il confine tra urbano e terzo paesaggio:  addentrandosi sempre più profondamente nella sostanza dei luoghi, l’esperienza viva del cammino diventa il pretesto per una tensione ineliminabile col reale.

 

creazione e drammaturgia spaziale a cura di DOM-  Leonardo Delogu, Valerio Sirna, Helene Gautier regia Leonardo Delogu, Valerio Sirna prodotto da Teatro Stabile dell’Umbria, Sardegna Teatro, ternifestival, santarcangelo 16, Teatri di Vetro con il sostegno di OSM/occhisulmondo con Dario Guardalben o Maurizio Lupinelli o Alberto Massazza nel ruolo del protagonista e con Helene Gautier collaborazione Maël Veisse e Vincenzo Scalera  organizzazione Francesca Agabiti, Giulia Mereghetti grafica Valerio Sirna, Francesca Mautone liberamente ispirato al fumetto di Jiro Taniguchi – L’uomo che cammina

ogni allestimento, a seconda delle caratteristiche del territorio, si avvale anche della collaborazione con associazioni culturali, comitati di quartiere, centri anziani, scuole, centri per il sostegno ai migranti, corsi di danza e di teatro, bambini, gatti e piccioni

 


DOM- è un progetto nato nel 2013 dalla collaborazione tra gli artisti Leonardo Delogu, Valerio Sirna ed Hélène Gautier. Indaga il linguaggio delle performing arts, con una particolare attenzione alla relazione tra corpo e paesaggio, e si impegna nella trasmissione di peculiari pratiche di abitazione, legate allo spazio e al tempo della creazione artistica. DOM- costruisce eventi performativi, seminari, camminate, scritti, giardini, installazioni, video, reportage fotografici.

 

Il progetto DOM- è inserito in “Intercettazioni” –  Centro di Residenza Artistica della Lombardia: un progetto di Circuito CLAPS e Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire, ZONA K, con il contributo di Regione Lombardia, MiBAC e Fondazione Cariplo.

Between me and P
di e con FILIPPO CEREDI

Sorry, this entry is only available in Italian.

In residenza dal 29 al 31 gennaio, dal 7 al 14 febbraio, dal 26 al 27 febbraio e dal 10 al 12 maggio 2018
Restituzione pubblica dal 2 al 4 marzo 2018


Between me and P. nasce dalla radicale esigenza di riappropriazione di una storia famigliare.
Pietro sparì volontariamente nel 1987 all’età di 22 anni, senza lasciare tracce.

Dopo venticinque anni Filippo, il fratello minore, ha avviato una lunga ricerca per tentare di avvicinarsi a lui e capire cosa lo portò alla decisione di sparire. La ricerca è un tentativo di portare luce su un’assenza silenziosa e pervasiva, e la sua elaborazione scenica una possibilità di trasmettere questa storia, che parla profondamente al presente individuale e collettivo.

Filippo siede a una scrivania nella parte anteriore dello spazio scenico. Da lì opera sul computer, lo scanner e sui materiali visivi contenuti in un faldone.

Il pubblico segue la narrazione della storia attraverso la proiezione sulla parete di fondo, che riproduce lo schermo del computer. Brevi testi vengono scritti, file audio e video vengono riprodotti: riprese  realizzate da Filippo, stampe d’epoca realizzate da Pietro, autoritratti e testimonianze rilasciate da amici e parenti. Attraverso questi contenuti un ritratto di Pietro è tracciato passo dopo passo, aspetti divergenti della sua storia emergono e la sua decisione di lasciarsi tutto alle spalle diventa leggibile.

Nel corso della performance Filippo dispone sul pavimento oggetti provenienti dal faldone e da una borsa. Fotografie scattate da Pietro, i suoi libri e altri materiali visivi sono usati per costruire lo spazio scenico e alla fine della performance il pubblico viene invitato a dare uno sguardo ravvicinato a questa composizione.

Between me and P. vuole diventare una performance che include video, fotografia, registrazioni audio, musica, danza e manipolazione dal vivo di materiali d’archivio.

 

di e con Filippo Michelangelo Ceredi tutorDaria Defloriannell’ambito della residenza artistica Officina LachesiLAB accompagnamento alla realizzazione Alessandra De Santis e Attilio Nicoli Cristiani accompagnamento alla coreografia Cinzia Delorenzi assistenti al progetto Clara F. Crescini, Sara Gambini Rossano, Francesca S. Perilli produzione Filippo Michelangelo Ceredi, Teatro delle Moire / Danae Festival – 2016 con il sostegno di ZONA K


 

Filippo Michelangelo Ceredi è nato a Locarno nel 1982. Cresce e studia a Milano, dove si laurea in filosofia con una tesi sulla “Funzione delle passioni e della violenza nella tragedia greca”. Lavora con Karta Film, come assistente alla regìa di Marco Bechis nel film Il sorriso del capo (2011), in collaborazione con Istituto Luce, e nella serie-web Il rumore della memoria (2014). Collabora con Iacopo Patierno alla realizzazione dei video per Il teatro fa bene (2016), progetto finalizzato alla diffusione di messaggi sanitari in Mozambico attraverso il teatro. Accanto all’attività di videomaker, sviluppa una formazione da performer seguendo i laboratori del Teatro delle Moire e lavorando come assistente di progetti teatrali (Remote Milano dei Rimini Protokoll, 2014-2015; Sante di scena di Teatro delle Moire e Cinzia Delorenzi, 2015). All’Isola Kult Festival 2016 presenta Staring Backwards, il suo primo progetto performativo collettivo in collaborazione con Alessio Calciolari e Cinzia Delorenzi e nello stesso anno a Danae Festival debutta con la performance solista “Between Me and P.”, presentata successivamente a Santarcangelo Festival 2017.

 

Filippo M. Ceredi è inserito in “Intercettazioni” –  Centro di Residenza Artistica della Lombardia: un progetto di Circuito CLAPS e Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire, ZONA K, con il contributo di Regione Lombardia, MiBAC e Fondazione Cariplo.

 

 

 

Muna Mussie (IT)

If I close my eyes and try to define my image, what do I see?
A blind mirror, a lack.
No one is master of their own image because it implies a co-relation.
What is immediate – my body, my image – is distant from me.

With Curva Cieca Muna Mussie represents this lack together with Filmon Yemane, a boy blind since the age of twelve. The fulcrum of the performance is the discovery of Muna’s mother tongue, in a dialogue between the word, sign, form and meaning. On stage, Filmon’s voice gives lessons in the Tigrigna language with the help of images from an alphabet book. The performer’s body will attempt to move within the sinuosity of this alphabet in a sort of dynamic mimesis, trying to cross the sign and incorporate it to extract another meaning.

 

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Info: performance – duration 40 min. – in Italian with English subtitles
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with Muna Mussie and words by Filmon Yemane video editing Lino Greco production Short Theatre, ZONA K, Santarcangelo Festival, Spazio Kor, City of Ebla with the support of Xing with the support of Fondazione Nuovi Mecenati and Teatro di Roma – Teatro Nazionale

**Performance included in “IntercettAzioni” – Centro di Residenza Artistica della Lombardia: a project by Circuito CLAPS and ZONA K, Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire, with the contribution of Regione Lombardia, MiBACT and Fondazione Cariplo.

 

BIO

Muna Mussie (Eritrea 1978) began her artistic career in 1998, training and working as an actress-performer with Teatrino Clandestino until 2001. In 2002 she attends the European Course of high formation for the actor, conducted by Cesare Ronconi of Teatro Valdoca and continues the collaboration as actress until 2010. From 2001 to 2005 she was a founding member of the research collective Open, where, following the performance “opentolikemunamussie” (2005), she began to develop a desire to investigate stage modes. Muna Mussie’s work, between gesture, vision and words, investigates the languages of the stage and the performing arts to give form to the tension that arises between different expressive poles. Her productions include: Più che piccola, media (2007), Con Permesso (2008), site-specific project Galata Perform Istanbul, Ti ho sognato, ma non eri il protagonista (2010). Together with Flavio Favelli she is the author of the FFMM clothing collection (2007-2009). Among her international projects: Monkey See, Monkey Do (Chapter I-II, 2011-2012); followed by the installation and performance Milite Ignoto (2015) and the performance Oasi (2018), which investigate ghostly apparitions and minor history. Among her object-based interventions, the project Punteggiatura (2018) based on the practice of sewing, which sees language as a political-affective space, is noteworthy. Curva (2019), Curva Cieca (2021), Bologna St.173 (2021), Bientôt l’été (2021), Oblio (2021).
Her work has been presented at Art Fall/PAC Ferrara, Xing Raum and Live Arts Week Bologna, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo Torino, Museo Marino Marini Firenze, Workspace Brussels, MAMbo Bologna, Màntica Cesena, proprio dello stare in Santarcangelo Festival, Viafarini Milano, Ipercorpo Festival, Museion Bolzano, Festival Pergine Spettacolo, Sale Docks Venezia, ERT Bologna, Biennale Atlas of Transitions, Vie Festival Modena, Artcity Bologna, Manifesta 2020 Marsiglia, Archive Books Milano, SAVVY Contemporary, Short Theatre.

Filmon Yemane has been living in Bologna since 2008 and holds a degree in International and Diplomatic Sciences. He also took part in several cultural activities and artistic projects, such as a docu-film with the ZimmerFrei collective within the project Atlas of Transitions.

Corps Citoyen (IT/TN)

An audition.
An actor alone in a western scene.
Rehearsing, singing, training.
Rehearsing for the role of the hero.
But the role is not written for him.

The Others لخرین is an acid dialogue, a light and ironic work on the perception of the Other than us that moves in a hybrid territory: banal, vulgar and direct images and songs alternate with stories rooted deep in our western mentality and identity.

In a subtle balance between fiction and reality, it exposes the power device underlying the Orientalist representation of the Other, starting from the representation par excellence, stage fiction. An off-screen voice comments, gives instructions, reminds of limits and modalities. The audience is an integral part of the game. Crossing different genres, from cinema to docu-fiction, from classical theatre to advertising, Corps Citoyen reveals colonial paternalism hidden in disguise while reaffirming the right to its presence on stage of a different possible narration.

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Info: performance – duration 45 min. – in Italian and Tunisian language
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With Rabii Brahim, Marko Bukaqeja, Anja Dimitrijevic Voice-off Marko Bukaqeja, Carmelo Crusafulli, Anja Dimitrijevic, Giacomo Martini, Anna Serlenga, Chiara Stoppa, Ilaria Zanotti Performers on video Wassim Ghrioui, Alesa Herero, Nidhal S’hili, Nour Zrafi Scenic space Manuel D’Onofrio and Paola Villani Lights and video Manuel D’Onofrio Dramaturgy Bruna Bonanno Costumes Salah Barka Cultural advisor Viviana Gravano Organisation and promotion Vittoria Lombardi / cultureandprojects Set photos Luca Centola, Matteo Ceschi, Federico Garibaldi Direction Anna Serlenga With the support of IntercettAzioni – Centro di Residenza Artistica della Lombardia, mare culturale urbano/ Qui e Ora residenza teatrale / COX 18 Crowdfounders Roberta Bruzzechesse, Ferdinando Brunetti, Giada Cipollone, Aurora Diotti, Chiara Giubilaro, Erica Grossi, Virginia Martinez Ojosnegros, Anna Kasten, Marta Paoletti, Letizia Paoletti, Carla Tulipano

 

**Performance included in “IntercettAzioni” – Centro di Residenza Artistica della Lombardia: a project by Circuito CLAPS and ZONA K, Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire, with the contribution of Regione Lombardia, MiBACT and Fondazione Cariplo**.

 

BIO
Corps Citoyen is a multidisciplinary artistic collective based in Tunis and Milan. The collective’s practice is composed of different disciplinary tools (dance, theatre, poetry, video, animation, writing and anthropological research) to create new contemporary narratives. The aim of the group is to strengthen the values of citizenship through artistic practice, training, research and the active participation of civil society in order to promote political and social change. Corps Citoyen because the main objective of the group is to activate social reflection through the expressive potential of art and the body in particular, the territory of a biopolitical battle and space for creative resistance.

 

Marilyne Grimmer (FR)

Marilyne Grimmer is a French photographer and visual artist living in Brussels (Belgium).

Saluti da… (Greetings from…) is a participatory photographic project that investigates the relationship of each and every one of us with the here and the elsewhere.
Grimmer met with the inhabitants of Pergine Valsugana, Milan, Modena, Gradisca and Campsirago (Lecco), immortalising them in public space and teleporting them to memories of the past or places of dreams through photo montage.

The result is an exhibition of images that can be admired in the foyer of ZONA K and a series of surreal postcards to collect.

Tiziana Freti, Maria Luisa Galelli, Melitta Manca and the legendary Michele Giammello were photographed for the Milan stage.

 

***People-specific creation for OPEN CONTEMPORARY CREATION***

 

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Vernissage: Wednesday, 20 October, 19.00 hrs.
Exhibition opening times: from 10.00 to 13.00 and from 15.00 to 20.00 – closed on Mondays
Admission to the exhibition is limited and free of charge, reservation is mandatory on biglietti@zonak.it
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Photo Marilyne Grimmer

 

BIO
Marilyne Grimmer is a French visual artist living in Brussels, Belgium. She alternates between personal projects as a photographer, participatory projects with diverse audiences, collaboration as a scenographer for theatre companies, installations and performances with the Repondeur automatik collective. The construction of mental and physical space and the issues of participation, collaboration and accessibility to all audiences have an important place in her work.

 

 

La Settimana delle
Residenze Digitali

After a year of work carried out in close contact with the project tutors, Laura Gemini, Anna Maria Monteverdi and Federica Patti, experts in digital creation, the winning artists of the 2021 Digital Residencies call Chiara Taviani, Lilliú – ØNAR – Lapis Niger, Jan Voxel, Lorenzo Montanini with Simona Di Maio and Isabel Albertini, Margherita Landi and Agnese Lanza, fuse*, Mara Oscar Cassiani, open their creative process to the audience.

 

Buy tickets on the Digital Residencies website no later than 3 p.m. on the day of the event

 

From Monday 22 to Sunday 28 November, one episode per day, 4 p.m.
Lorenzo Montanini, Simona Di Maio, Isabel Albertini
Into The Woods – la finta nonna
duration: 10 min per episode
Project for the younger generation, aged 7 and over
With a single ticket you can access all the episodes which, once published, will remain available on the following days until 28 November.

From Monday 22 to Sunday 28 November, one episode a day, at 6 p.m.
Chiara Taviani
Whatever Happens in a Screen Stays in a Screen
duration: 8 min per episode
With a single ticket you can access all the episodes which, once published, will remain available on the following days until 28 November.

Monday 22 November, 7 pm
Margherita Landi and Agnese Lanza 
Dealing with Absence
duration: 20 min
The content will remain accessible until Sunday 28 November.

Wednesday 24 November, 21:00
Jan Voxel (Lorenzo Belardinelli, Cinzia Pietribiasi and Lidia Zanelli)
Olga legge i critters
extract from the project “The critters room
duration: 30 min
in collaboration with Mikroradio

Thursday 25th November, 8:30 pm
fuse*
Sàl / Rite studio 0.2
duration: 75 min

Friday 26 and Saturday 27 November, 6:30 pm
Giacomo Lilliù, Lapis Niger, ØNAR Collective, MALTE
WOE – Wastage of Events
duration: 40 min

Sunday 28 November, 18:00
Mara Oscar Cassiani
I Am Dancing in a Room _ La Fauna 2k21
duration: 45 min

 

Talk
Tuesday 23 November, 19:00 (free access)
“Dust and data: cosa sappiamo delle polveri sottili” 
on You Tube and social channels of Jan Voxel and AMAT

Wednesday 24 November, 18:00 (free access)
“La realtà come relazione: Sàl | Studio 0.2”
on the social channels of Armunia and La Corte Ospitale

Thursday 25th November, 19:00 (free access)
“Occuparsi dell’aria: l’attivismo ambientale nell’Antropocene”
on You Tube and social channels of Jan Voxel and AMAT

Friday 26 November, 21:00 (free access)
“I am dancing in a room, La Fauna 2k21; Wi-Fi performance, memestetica e Tik Tok liveness” 
on You Tube and social channels of Teatro della Tosse

 

 

The Digital Residencies project was born in 2020 from an idea of the Centro di Residenza della Toscana (Armunia, CapoTrave/Kilowatt), which since then has extended the partnership to Cooperativa Anghiari Dance Hub, Associazione Marchigiana Attività Teatrali AMAT, ATCL Associazione Teatrale dei Comuni del Lazio per Spazio Rossellini, Centro di Residenza dell’Emilia-Romagna (L’Arboreto – Teatro Dimora di Mondaino, La Corte Ospitale di Rubiera), Fondazione Luzzati Teatro della Tosse di Genova, Associazione ZONA K di Milano.
The aim is to stimulate performing arts artists to explore the digital space, as a further or different declination of their authorial research.

 

2021: I PROGETTI SELEZIONATI   

 

CHIARA TAVIANI: DIARIO DI BORDO

 

MARGHERITA LANDI E AGNESE LANZA: DIARIO DI BORDO

 

GIACOMO LILLIÙ, LAPIS NIGER, COLLETTIVO ØNAR, MALTE: DIARIO DI BORDO

 

FUSE*: DIARIO DI BORDO

               

 

JAN VOXEL (Lorenzo Belardinelli, Cinzia Pietribiasi e Lidia Zanelli): DIARI DI BORDO

         

                

 

 

 

Rimini Protokoll (DE)

THE WALKS is an app with a series of walks by German theatre company, Rimini Protokoll. Each walk is a short audio experience for a specific place in your city, and an invitation to rediscover and interact with your environment.

It takes approximately 20 minutes to do an audio walk. Get going whenever you want. You decide how many of the walks you’d like to do and in what order. The stories and soundscapes in the short audio experiences are global in scope. “The Walks” connects people around the world in a local experience via the fundamental human action of walking.

Walking in public gained new meaning with the COVID-19 pandemic. An ancient, daily ritual became an integral part of the new normality. People meet, walk, stroll through neighborhoods, play in landscapes, and perceive their environment anew with every stride.

THE WALKS understands walking as a theatrical scenario – an audio-guided walk in parks, a staged walk in supermarkets or timed interactions on riverbanks. In every city, voices, sounds, and music turn familiar places into sites and landscapes into stages step by step through storytelling, dialogical situations, choreographic discoveries, or musical and rhythmic variations on walking. The title of every walk indicates where or how to do it: “Walk for a cemetery,” “Walk along the water,” or “Walk around a roundabout.”

THE WALKS is a production of Rimini Apparat co-produced by ZONA K

 

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App info: “The Walks” is a smartphone app that you can download from the App Store or Google Play at a cost of xxxx euro. To start The Walks, you will receive an activation code when you purchase your ticket, which you will enter into the app.

Technical requirements: In order for the app to run smoothly, you need to have a current operating system (5 or later for Android or 13 or later for iOS). You will need 100 MB of storage space on your device to install “The Walks” app.
“The Walks” is an invitation to walk at different speeds and intensities. More detailed information on each walk is available in the app.

Access code for the walks: only on zonak.co.uk, ticket €6. After purchasing, you will receive an access code for the walks in the app by email.
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Text, direction Helgard Haug, Stefan Kaegi , Daniel Wetzel Concept, dramaturgy Cornelius Puschke App development Steffen Klaue , Alexander Morosow Sounddesign/Mastering Frank Böhle Music/Composition Frank Böhle et al. (see individual walks) Graphic design Ilona Marti Voice recordings Rimini Protokoll, studio lärm and Lorenz Rollhäuser Production manager Maitén Arns Production assistant Steven Sander App development assistant Gaétan Langlois- Meurinne

Translation Panthea (Naomi Boyce , Aurélien Foster, Anna Galt, Erica Grossi, Vivian Ia , Adrien Leroux , Lianna Mark, Samuel Petit, Yanik Riedo, Lorenzo de Sabbata ) Experts/Directors Erdem Gunduz , Stephanie Haug, Katja Otto, Martin Schmitz, Antonio Tagliarini Contributions/Vocals Bente Bausum, Melanie Baxter-Jones, Lena Bruun Bondeson, Lene Calvez, Maimouna Coulibaly, Louisa Devins, Margot Gödros, Melissa Holroyd, Christiane Hommelsheim, Stéphane Hugel , Timur Isik, Mmakgosi Kgabi, Kraffira, Alexandra, La Koffick Max Lechat, Joshua Lerner, Steve Mekoudja, Lara-Sophie Milagro, Kamran Sorusch, Antonio Tagliarini, Lucie Zelger Documentation/Trailer Expander Film (Stefan Korsinsky , Lilli Kuschel)

Thanks to Barcelona Cicle de l’Aigua , Milagro Alvarez, Ignasi Batalle Barber, Aljoscha Begrich, Andreas Fischbach, Jannis Grimm (Institute for the Study of Protest and Social Movements), Ant Hampton, Lilli Kuschel, Jan Meuel , Barbara Morgenstern, Ricardo Sarmiento, Hilla Steiner, Enric Tello, Valentin Wetzel, SA, Gustavo Ramon Wilhelmi

A production by Rimini Apparat in co-production with creart/Teatrelli, BorderLight – International Theatre + Fringe Festival Cleveland, European Forum Alpbach, Fondazione Armonie d’Arte, HAU – Hebbel am Ufer, Hellerau – Europäisches Zentrum der Künste, Internationales Sommerfestival Kampnagel, ZONA K, Festival PERSPECTIVESSupported by Fonds Darstellende Künste with funds from the Commissioner of the Federal Government for Culture and Media and the Department for Culture and Europe of the German Senate

 

 

BIO
Helgard Haug, Stefan Kaegi and Daniel Wetzel founded the theatre-label Rimini Protokoll in 2000 and have since worked in different constellations under this name.  Rimini Protokoll often develop their stage-works, interventions, performative installations and audio plays together with experts who have gained their knowledge and skills beyond the theatre. Furthermore, they like to transpose rooms or social structures into theatrical formats. Many of their works feature interactivity and a playful use of technology.

On top of that, Rimini Protokoll received the Mülheimer Dramatikerpreis for “Karl Marx: Das Kapital, Erster Band”, the German theatre award Faust, the Grand Prix Theatre from the Swiss Federal Office for Culture, the European Theatre Award, the Silver Lion at the Theatre Biennale in Venice, as well as the German Audio Play Award and the War Blinded Audio Play Prize.

Since 2003, the production office of Rimini Protokoll is in Berlin.

 

RAZIONE K – BOX 2

The events of the second part of the 2021 RAZIONE K Emergency food kit for theatre addicts season

From 8 September 2021
THE WALKS
Rimini Protokoll (DE)
a Rimini Apparat production co-produced by ZONA K
[smartphone app]

21 September – 3 October 2021 h. 15.00 – 18.00  every 10′ [closed on Mondays]
FASE NOVE // Assolo Urbano
Ekin Bozkurt, Chiara Campara, Giulia Oglialoro, Riccardo Tabilio, Francesco Venturi (IT)
with Rimini Protokoll (DE)
a project by ZONA K and Casa degli Artisti
[urban walk] with departure from Casa degli Artisti

2 October 2021 h. 16.30
RADIO OLIMPIA, BOMBA LIBERA TUTT!
Collettivo MMM (IT)
[team performance game] c/o open square in Via Toce

20 – 31 October 2021
Vernissage 20 October h. 19.00
Tuesday – Sunday from h. 10.00 to 13.00 and from h. 15.00. to 20.00 [closed on Mondays]
GREETINGS FROM …
Marilyne Grimmer (FR)
[photographic exhibition]

5 – 7 November 2021 h. 20.00
#NUOVIPOVERI
Guinea Pigs (IT)
[show]

22 – 28 November 2021
LA SETTIMANA DELLE RESIDENZE DIGITALI
[shows and performances online]

26 November h. 20.00
27 November 2021 h. 17.00 and 20.00
THE OTHERS لخرین
Corps Citoyen (IT/TN)
[performance]

10 – 12 December 2021 h 20.00
CURVA CIECA
Muna Mussie (IT)
[performance]

RAZIONE K – BOX 1

The events of the first part of the 2021 RAZIONE K season

– Preview –
21 – 23 April 2021 h. 16.30
PROJECT AND DEVICE – traces of a multimedia theatre
for the HUMAN RIGHTS FESTIVAL
[digital column]

19 – 22 May 2021 TURIN / 15 – 19 June 2021 MILAN
PLAY ME (ORIGINS PROJECT)
a production ZONA K, creation CODICEFIONDA (IT)
dramaturgical advice Agrupación Señor Serrano (ES)
Turin c/o Palazzo del ‘900
Milan c/o ZONA K

13 – 14 July 2021 h. 21.45
THE MOUNTAIN
Agrupación Señor Serrano (ES)
presented in collaboration with and c/o Olida/Da vicino nessuno è normale

20 – 21 July 2021 h. 21.00
A CERTAIN VALUE
Anna Rispoli / Martina Angelotti (IT)
presented in collaboration with and c/o BASE

RAZIONE K
Emergency food kit for theatre addicted

Razione K was the food ration of American soldiers during World War II.

For us, the RAZIONE K is almost like a small but substantial survival ration, “light and compact”. It is about doing and giving what is necessary to stay alive but dosing resources and energy. It is calibrating our strengths and weights, to be really ready to start again in the light of the changes that every event of this magnitude brings with it.

It is a change of pace with respect to the past, the sign of an intermediate year between a before, very clear and defined, and an after still to be written. On the one hand, it is a transitional year that brings to a close projects that have already begun but have not yet been presented to the public. On the other hand, it presents new ideas, following up on the peculiarities that have distinguished us over the years: audience participation, urban performance, attention to the present and research into new languages in the field of live performance.

There are no more focuses but a part 1 and a part 2. Continuing the metaphor of Razione K: a lunch and a dinner, a first course and a second course, a box 1 and a box 2. A first part that is concentrated from April to July and a second part that starts again in September and includes the autumn/winter until the end of 2021.

The desire to reiterate the importance of sharing projects and ideas with other realities of the artistic and cultural scene in Milan remains firm. Never as in the past year and in the current one has the need for relations, perspective exchanges and comparison on the future been so important.This confirms the collaboration with DANAE/Teatro delle Moire, Olinda/Da vicino nessuno è normale, IntercettAzioni, BASE, Stratagemmi, the Cooperativa Sociale Stripes, Terzo Paesaggio.

On a national level, ZONA K is a partner of In-Situ Italia, a cultural consortium for art in public space created together with Indisciplinarte of Terni in collaboration with BASE Milan, Sardegna Teatro of Cagliari and Pergine Festival in Trentino. “In-Situ Italia” gathers the Italian partners of “In-Situ”, the European platform created in 2003 and which today counts 19 partners from 13 countries. In the four-year period 2020-2024, the Italian consortium will promote the networking of skills and resources, collaborating within the European project “(Un)Common Spaces”.

Moreover, from this year ZONA K is among the new partners who have joined the Call for Digital Residencies conceived and promoted by Centro di Residenza della Toscana (Armunia – CapoTrave/Kilowatt), in partnership with Associazione Marchigiana Attività Teatrali AMAT, the Cooperative Anghiari Dance Hub, ATCL Lazio for Spazio Rossellini, the Centre of Residency Emilia-Romagna (L’Arboreto Teatro Dimora di Mondaino – La Corte Ospitale), the Luzzati Foundation Teatro della Tosse in Genoa.

 

         

BOX 1 APRIL – JULY 2021                             BOX 2 SEPTEMBER – DECEMBER 2021

Anna Rispoli / Martina Angelotti (IT)

Launched as a research project on sharing and mutualized practices, A Certain Value immerses itself in the radical, artistic and human experiences of four European collectives of different practices: a group of inmates in the women’s prison, families of migrants and unaccompanied minors living in an occupied building, art who share a single bank account, eco-activist children from public schools or home schooling projects, worried about the fate of the planet… All these new voices collected in Rennes, Marseille, Brussels or Budapest have given birth to a hybrid form, where real conversations are edited into a fictional dialogue between the different collectives, inviting the public to slip into the shoes of the protagonists in a interactive script.

By reading out loud the protagonists of A Certain Value, the audience will have the opportunity to hear the plurality of forms that mutual aid can take, to ask themselves key questions about sharing and possibly to borrow the point for an evening of view of this “unknown” who lives the urgency to build a radical alternative to individualistic solitude, or this other that reinvents the powerful meaning of sharing every day.

ACV was created by Anna Rispoli, an artist and activist, and Martina Angelotti, an art curator, then converted into a dramaturgical text with the help of Celine Estenne, an author and performer.

The performance lands in Milan thanks to the design relationship between ZONA K and BASE Milano.

 


Info: participatory performance for a maximum of 30 people – duration 90 min.  – in Italian

A project by ZONE K and BASE Milan

In collaboration with and c/o BASE Milan, Via Bergognone, 34


 

concept and research: Anna Rispoli and Martina Angelotti with the testimonies of the inhabitants of Squat 59 St-Just, of the Common Wallet group, of the inmates of the Centre Pénitentiaire pour Femmes de Rennes, of the Italian Community of Genk, of the children of the Pirmaria School °°° and of the Mars Program Private Learning Group of Budapest writing: Anna Rispoli and Céline Estenne dramaturgy: Céline Estenne scenography Canedicoda design: Luca Coppola/AUT Design Collective producer and tour manager: Marine Thévenet executive production: CIFAS residency partners: C-TAKT Dommelhof/Genk, Lieux Publics/Marseille, Les Tombées de la Nuit/ Rennes, CIFAS/Brussels, PLACC/Budapest co-producers: Atelier 231 (FR), Festival di Terni (IT), Freedom Festival (UK), La Strada Graz (AT), Lieux publics, pôle européen et centre national de créa- tion en espace public (FR), Norfolk & Norwich Fes- tival (UK), Østfold kulturutvikling (NO), Oerol Festival (NL), Theater op de Markt (BE), UZ Arts (UK).

A pilot project of the IN SITU platform, A certain value received support for creation within the ACT project, co-financed by the Creative Europe Programme of the European Union.

 

Anna Rispoli: Italian artist, lives in Brussels, works on the border between artistic practice and activism, exploring through performance the triangulation between human beings – city – identity.
Martina Angelotti: curator and art critic, she works on interdisciplinary art projects, between public and participatory art, moving image and performance, in Italy and all over Europe.
Céline Estenne: actress, playwright, co-author, assistant director and performer. She is conducting a research cycle on the issue of work entitled Travail Passion, the first part of which, “We had good teeth”, is a transgenerational participatory project.

 

LOGO IN-SITU new

COME IN UN VIDEOGIOCO
Campus multidisciplinare in lingua tedesca per bambini dai 6 agli 11 anni

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Andiamo alla ricerca della nostra isola!

Inventiamo insieme un gioco interattivo: guardiamo il mondo da un punto di vista diverso e creiamo l’isola dei nostri desideri!

Costruisci le ambientazioni con materiali e immagini, trasformati nel tuo avatar e scegli i tuoi superpoteri!
Il protagonista di questo gioco sei tu!
Libera l’immaginazione e decidi tu che strada percorrere: puoi utilizzare il video, l’arte, l’interpretazione, trovare ispirazione per realizzare le tue idee in teatro o al parco. Per raggiungere l’isola che desideri, sperimenta tutte le attività: costruzione, scrittura, regia, video, recitazione… ma attenzione: funziona solo se parli in tedesco!

In questo campus multidisciplinare puoi muoverti come in un videogioco ed esercitare il tedesco divertendoti! Ti aspettiamo!

Questo il programma della giornata tipo:

ore 9.00 Accoglienza
ore 9.30 – 10.30 Giochiamo con il Video o l’Arte
ore 10.30 Merenda all’aperto
ore 11.00 – 12.30 Giochiamo con l’Arte o il Video
ore 12.30 – 14.00 Pranzo al sacco all’aperto e giochi
ore 14.00 – 16.00 Giochiamo con il Teatro
ore 16.30 Uscita
Il campus:
– è a numero chiuso, si attiva al raggiungimento del numero minimo di iscritti richiesto
– le iscrizioni si chiudono il giorno 23 giugno o al raggiungimento del numero massimo di iscritti previsto
– è organizzato in modo da rendere felice e piacevole l’esperienza a tutte le bambine e tutti i bambini e da rispondere alle normative nazionali in relazione all’attuale emergenza sanitaria
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Costo: € 190,00
Sconto del 10% a partire dal/la secondo/a iscritto/a

N.B. Merenda e pranzo sono al sacco

Il campus è a numero chiuso, si attiva al raggiungimento nel numero minimo di iscritti richiesto.
Le iscrizioni si chiudono il giorno 23 giugno o al raggiungimento del numero massimo di iscritti previsto.

CLICCA QUI E COMPILA SUBITO  IL MODULO D’ISCRIZIONE
IMPORTANTE: IL MODULO VA COMPILATO PER OGNI ISCRITTO/A E CORREDATO DI PRESA IN CARICO DEL BONIFICO

Per informazioni più generali, contattaci all’indirizzo organizzazione@zonak.it


 

Videogame oder Realität? Auf der Suche nach unserer Insel 
Zusammen entwickeln wir ein interaktives Spiel: wir betrachten die Welt aus einem neuen Blickwinkel und entwerfen unsere Wunschinsel!

Baue die Räumlichkeiten aus verschiedenen Materialien und Bildern, verwandle dich in deinen Avatar und wähle deine Superkräfte. Du allein bist der Protagonist dieses Spiels!
Nutze deine Fantasie und entscheide dich für einen Weg: ob Video, Kunst oder Interpretation, sammle Inspirationen in unserem Theater oder draussen im Park.

Teste alle Aktivitäten bevor du auf deine Insel gelangst: Konstruktion, Schrift, Regie, Video, Theater… aber Achtung! Es funktioniert nur auf Deutsch!

Du kannst diese Ferienfreizeit wie ein Videospiel erleben und nebenbei spielend die deutsche Sprache trainieren. Wir erwarten dich!

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– Kosten: 190,00 €
– 10% Rabatt für Geschwister
NB: Snack und Mittagessen werden von zuhause mitgebracht
Die Teilnehmerzahl
– ist begrenzt, die Ferienfreizeit findet statt, wenn die erforderliche Mindestanzahl erreicht ist
– anmeldeschluss ist der 23. Juni oder bei Erreichen der maximalen Teilnehmerzahl.
– die Freizeit ist so organisiert, dass sie zum spannenden Erlebnis für Mädchen und Jungen wird, zudem entspricht sie den nationalen Vorschriften in Bezug auf den aktuellen Gesundheitsnotfall
KLICKEN SIE HIER UND FÜLLEN SIE DAS REGISTRIERUNGSFORMULAR DIREKT AUS.
WICHTIG: DAS FORMULAR MUSS FÜR JEDE ANMELDUNG AUSGEFÜLLT UND MIT DER BESTÄTIGUNG DER BANKÜBERTRAGUNG VERSAND WERDEN
Für allgemeinere Informationen kontaktieren Sie uns jederzeit unter organizzazione@zonak.it

 

 

Foto di Francesco Ungaro da Pexels

CODICEFIONDA (IT) dram. cons. Agrupación Señor Serrano (ES)

One button. A player. A screen.

Here are the new barbarians. Incomprehensible to the eyes of the adult world. Teenagers, hyper-connected and fragile, terrified and attracted by the image of themselves on “social media”, experts in “sexting”, “video-games” and “binge drinking”, owners of Smartphones as an extension of their body. But what do we know about today’s teenagers?
A narrative short circuit from the origins of the video game to the origins of the iGeneration. An immersive experience in which to meet today’s teenagers through the use of new technologies. A path of creation that tells our identities – real and virtual – thanks to the comparison between generations.

In this performance the audience will find himself in relation to them. You can choose whether to confirm or question your expectations, fears and prejudices. The ultimate goal will be a “performative game” to generate an unprecedented and intimate encounter. PLAY ME (ORIGINS PROJECT) is the result of a work on the biographies of young people met in the stage of research and dramaturgical development between Turin and Milan.
What the sociologist Morin defines as “cinema of total authenticity”.

ZONA K presents a new production: PLAY ME (Origins Project). It continues the direction already taken with Generazione gLocale in 2017 with the involvement of children, the use of new stage devices and the creative and dramaturgical support of important names in the international scene, for this project the award-winning Catalan collective Agrupación Señor Serrano.

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Info: single viewer multimedia performance with VR use – audience aged 15 and over – duration 30 min. – entrance every 15 min – in Italian

TURIN c/o POLO DEL ‘900
Palazzo San Celso – Corso Valdocco 4/A Torino

details: Wednesday, Thursday, Friday 3.00 p.m. – 6.00 p.m., Saturday 11.00 a.m. – 4.00 p.m.
Free admission with compulsory reservation
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Project direction and creation Andrea Ciommiento, creation and multimedia reference Simone Rosset, dramaturgical consultancy Álex Serrano and Pau Palacios, executive production Valentina Picariello and Valentina Kastlunger, organisation and communication Silvia Orlandi and Federica Bruscaglioni, VR application programming Luigi Sorbilli and Giuliano Poretti, creation assistent Kausar El Allam, Shady Mostafa, Imane Mouslim, Jaouher Brahim, Mattia Ghezzi, Anes Fettar, Matteo Coppola, Momo Moukett, Filippo Farina, Lorenzo Bregant, Federica Bruscaglioni, David Benvenuto. Production ZONA K (Milan), creation of Codicefionda (Turin), dramaturgical consultancy Agrupación Señor Serrano (Barcelona), in collaboration with Fuori Luogo Festival (La Spezia), Polo del ‘900 (Turin), Human Rights Festival (Milan), Instituto Professionale Albe Steiner (Turin), Yepp Italia (Turin) and Collettivo gLocale (Milan), With the support of  IntercettAzioni – Center of Artistic Residence of Lombardy and of the Municipality of Milan and Dialogues – Residences of the performing arts at Villa Manin “(CSS FVG stable innovation theatre). Thanks to ITAS Giulio Natta and Hotel San Guido in Milan and Digital Digital Storytelling Lab – Università degli studi di Udine.

The project was carried out with the support of the Compagnia di San Paolo within ORA! Contemporary culture productions.
Visit oracompagniadisanpaolo.it

 

L’ISOLA PER NOI
Campus video

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La prima video guida creativa del quartiere Isola realizzata dai bambini… per i bambini!

Piccoli reporter si aggirano per l’Isola di Milano pronti a scoprire gli angoli più segreti del quartiere, le storie più strampalate, i personaggi più incredibili. Con videocamera, microfono, mappa del quartiere e tante domande, durante il campus video perlustreranno la zona per realizzare la prima video guida dell’Isola creata dai bambini… per i bambini!
Un documentario per ritornare a vivere gli spazi all’aperto, esplorarne i cambiamenti e raccontarne le caratteristiche tra realtà e immaginazione.
Siete pronti a entrare a far parte della squadra? Vi aspettiamo!

 

Una giornata al campus “L’isola per noi”

ore 9.00 – 9.30 Benvenuti piccoli reporter! Giochi di accoglienza
ore 9.30 – 10.30 Inventiamo la nostra video guida: mappe, idee, spunti e appunti
ore 10.30 – 11.00 Merenda al sacco
ore 11.00 – 12.30 Si gira! Sopralluoghi in quartiere e riprese
ore 12.30 – 14.00 Pranzo al sacco e gioco libero
ore 14.00 – 15.00 Come si costruisce una video guida: visione film e analisi del linguaggio video
ore 15.00 – 16.00 Davanti alla videocamera: giochi teatrali e improvvisazioni
ore 16.00 – 16.30 Riunione di redazione: a che punto siamo e cosa faremo domani
ore 16.30 Uscita

Se il meteo lo consente, merenda e pranzo al sacco,  verranno consumati all’aperto, in uno dei parchi cittadini vicini a ZONA K (via Confalonieri, via De Castillia)

Il campus:
– è a numero chiuso, si attiva al raggiungimento del numero minimo di iscritti richiesto
– le iscrizioni si chiudono il giorno 17 giugno o al raggiungimento del numero massimo di iscritti previsto
– è organizzato in modo da rendere felice e piacevole l’esperienza a tutte le bambine e tutti i bambini e da rispondere alle normative nazionali in relazione all’attuale emergenza sanitaria
– prevede la realizzazione e il montaggio di un video che verrà inviato ai partecipanti nelle settimane successive

 


Costo: € 180,00

CLICCA QUI PER COMPILARE  IL MODULO D’ISCRIZIONE


 

Per informazioni più generali, contattaci all’indirizzo organizzazione@zonak.it

I 7 PROGETTI VINCITORI
DI RESIDENZE DIGITALI 2021

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Selezionati i 7 progetti vincitori del bando delle Residenze Digitali  tra le 178 le proposte pervenute da tutta Italia.

Chiara Taviani, Jan Voxel (Lorenzo Belardinelli e Cinzia Pietribiasi), Giacomo Lilliù Collettivo ØNAR e Lapis Niger, Margherita Landi, compagnia fuse*, Lorenzo Montanini, Mara Oscar Cassiani

 Al via il processo creativo di residenza che per 7 mesi vedrà gli artisti affiancati dai partners e dalle tutor di progetto: sinergie virtuose, per esplorare creatività e le potenzialità del mondo digitale

 

Sono stati selezionati i 7 progetti vincitori della seconda edizione del bando delle residenze digitali, un progetto promosso dal Centro di Residenza della Toscana (ArmuniaCapoTrave/Kilowatt), in partenariato con l’Associazione Marchigiana Attività Teatrali AMAT, la Cooperativa Anghiari Dance Hub, ATCL – Circuito Multidisciplinare del Lazio per Spazio Rossellini, il Centro di Residenza dell’ Emilia-Romagna (L’Arboreto -Teatro Dimora di Mondaino, La Corte Ospitale), la Fondazione Luzzati Teatro della Tosse di Genova e ZONA K di Milano. Si tratta di Whatever Happens in a Screen Stays in a Screen di Chiara Taviani; The Critters Room #experience di Jan Voxel, duo composto da Lorenzo Belardinelli e Cinzia Pietribiasi;  WOE – Wastage of Events di Giacomo Lilliù, Collettivo ØNAR e Lapis Niger; Dealing with Absence di Margherita Landi; Sàl della compagnia fuse*; Into the Woods di Lorenzo Montanini; I Am Dancing in a Room di Mara Oscar Cassiani. Sono progettualità artistiche legate ai linguaggi della scena contemporanea e della performance, progetti artistici sperimentali che trovano nello spazio web il loro habitat ideale.

I sette progetti sono stati selezionati da una giuria di 30 rappresentanti dei 9 partner organizzatori del progetto e dalle 3 tutor, le studiose Laura Gemini, Anna Maria Monteverdi, Federica Patti.

Ogni compagnia artistica riceverà un contributo di 3500 euro e sarà affiancata, nello sviluppo e nella realizzazione del lavoro, dai partner e dalle tutor di progetto. L’esito del processo creativo sarà una prima restituzione online aperta al pubblico che si terrà nella settimana che va dal 22 al 28 novembre 2021.

Questa seconda annualità di Residenze Digitali ci ha portato a esaminare una rosa di progetti maggiormente evoluti, molto più centrati sull’utilizzo consapevole degli ambienti digitali di quanto non fosse la media delle proposte giunte lo scorso anno.” – dichiarano i promotori del progetto – “Siamo impegnati a seguire passo passo e per 7 mesi l’evoluzione dei 7 progetti vincitori, fino alla Settimana delle Residenze Digitali di fine novembre. Ci metteremo a fianco di questi processi creativi, aiutandoli a sviluppare tecniche informatiche e contenuti drammaturgici utili a favorire il futuro incontro con gli spettatori del web.”

 

I PROGETTI SELEZIONATI

Whatever Happens in a Screen Stays in a Screen, della coreografa e danzatrice Chiara Taviani – fondatrice insieme a Carlo Massari di C&C Company – è un’indagine sulla trasformazione dell’immagine e sul senso dell’immagine stessa, tramite l’uso del green screen. Obiettivo del progetto è la realizzazione di un’opera semi-cinematografica realizzata con interpreti a distanza e creata integralmente da casa tramite computer, con l’esito di un mini-film trasmesso online.

 

 

The Critters Room #experience è un progetto di Jan Voxel, duo formato dal fisico e informatico Lorenzo Belardinelli e dalla performer e regista teatrale Cinzia Pietribiasi. Protagonisti del progetto sono: le polveri sottili, PM10, misurate da centraline autocostruite e di libero accesso; i vetrini da microscopio, esposti all’aria con pratica performativa, catalogati e micro-fotografati; le immagini e i suoni, che dai dati e dai vetrini prendono forma. The Critters Room è una web-application interattiva grazie alla quale gli spettatori potranno “visualizzare l’aria”, ascoltare il suono dei critters ed osservare le creature allora-viventi-ed-ora-viventi che ci narrano la fine dell’epoca centrata ossessivamente (e tossicamente) sull’umano. Il lavoro nasce in collaborazione con la Compagnia Pietribiasi Tedeschi e si avvale del sostegno di Ateliersi.

 

WOE – Westage of Events di Giacomo Lilliù, Collettivo ØNAR e del fumettista Lapis Niger, già noto come Napo nel duo rap Uochi Toki. Una performance in realtà virtuale, il cui titolo è tratto da una didascalia di “The Cage”, rivoluzionario graphic novel di Martin Vaughn-James del 1975: un racconto non lineare privo di personaggi, in cui dell’umano aleggia solo l’assenza. WOE rimodula quel panorama desolato in un deserto tridimensionale infinito per esplorare il territorio digitale che è entrato a far parte del nostro quotidiano ma che nasconde vaste zone d’ombra. Una produzione Compagnia MALTE.

 

 

Dealing with Absence, progetto della coreografa, danzatrice e antropologa Margherita Landi e della danzatrice Agnese Lanza, è un lavoro che intende indagare la relazione tra corpo e tecnologia in termini coreografici e fisici. La ricerca vuole approfondire l’apprendimento di un linguaggio fisico da un visore VR e la possibilità di creare una partitura coreografica partendo da un montaggio video 2D ricollocato in un ambiente a 360 gradi, alternati a video immersivi girati ad hoc. Il progetto è stato selezionato per Biennale College Cinema VR 2020 come uno dei 6 migliori progetti italiani in VR.

 

 

Sàl è un progetto della compagnia fuse*, che opera nell’area di incontro tra arte e scienza. Sàl (“anima” in islandese) è il terzo capitolo di una trilogia di live media performances. Il primo capitolo, Ljós (“Luce”, 2014) trae ispirazione dal “venire alla luce” usando la metafora del sogno e del risveglio, mentre il secondo, Dökk (“Buio”, 2017), racconta il viaggio di una vita dalla nascita alla morte. Sàl affronta il tema della prosecuzione del viaggio, attraversando l’orizzonte che separa la percezione cosciente dalla realtà del risveglio. L’obiettivo è una performance artistica su più livelli, per un’esperienza transmediale totalizzante.

 

 

Into the Woods è un progetto del regista e attore Lorenzo Montanini volto a creare una serie di 10 brevi favole in video, tratte dalle Fiabe Italiane di Calvino. Attraverso il teatro di oggetti vengono ricreati mondi in miniatura, spesso non realistici, che la dimensione video può valorizzare, creando un senso di immersività impossibile attraverso la rappresentazione puramente scenica. Il video sarà realizzato con una telecamera in 4k, con una telecamera a 360˚ e con un Lidar scanner, per ricostruire gli ambienti della favola in 3d ed esplorare la possibilità di vedere la storia anche in VR.

 

 

I Am Dancing in a Room nasce da un’idea di Mara Oscar Cassiani, artista wifi based che lavora nell’ambito della performance, della coreografia e dei media digitali, insignita nel 2019 del premio Digital Award di Roma Europa Festival. Il progetto si sviluppa ed estende come un capitolo completamente nuovo della ricerca intorno al concetto di Fauna. La Fauna come parte dell’ habitat della rete e delle sue manifestazioni. Il titolo è ispirato alla fondamentale masterpiece sonora di Alvin Lucier “I am sitting in a room”, in cui l’autore osserva il decomporsi della traccia sonora man mano che essa viene ripetuta a loop in una stanza. Allo stesso modo “I am dancing in a room” medita sull’eterno riverberarsi dei gesti in rete, da una stanza all’altra degli utenti, uniti esclusivamente dalla persistenza della stessa coreografia.

 

Con questa progettualità, il Centro di Residenza della Toscana (Armunia – CapoTrave/Kilowatt) e i suoi partner AMAT, Anghiari Dance Hub, ATCL per Spazio Rossellini, Centro di Residenza Emilia-Romagna (L’Arboreto Teatro Dimora – La Corte Ospitale), Fondazione Luzzati Teatro della Tosse, ZONA K, non vogliono rinunciare alla propria vocazione di accoglienza degli artisti in residenza presso le proprie strutture, piuttosto vogliono esplorare un’ulteriore opportunità di creazione che apre nuove sfide formali e concettuali, produce contenuti artistici innovativi e affianca le forme consuete di fruizione dello spettacolo dal vivo.

Ulteriori Informazioni su www.residenzedigitali.it

PROJECT AND DEVICE
traces of a multimedia theatre.

This year, for the Human Rights Festival, we have decided to propose a program entitled PROJECT AND DEVICE – traces of a multimedia theatre in which we present three different examples of how theatre questions the crisis of democracy, the role of the media in shaping reality, and the new digital roads. In this sense, theatre is once again an instrument of civil reflection, not only for its contents but also for the devices used.

Valentina Kastlunger and Valentina Picariello, artistic directors of ZONA K, will introduce the meetings.

21 April, 16:30 – 17:00
THEATRE | Art, Algorithm and Automation. The journey of _Phase Nine with the Rimini Protokolls
with Riccardo Tabilio and Chiara Campara, artists of the collective work FASE NOVE // Assolo Urbano

The pandemic emergency has led to a division of social components into relevant and non-relevant. Artistic professions have not been included among the socially necessary. Should we think of a world without art and those who work in it? Can such a deep crisis be an opportunity? FASE NOVE // Assolo Urbano is an urban walk through the most important places for art in Milan, which become the stage for audio installations that, through interviews with various experts, confront the provocative question: Why does art exist?


 

22 April, 16:30 – 17:00
THEATRE | Play me: technological devices between gaming and live performance
with Andrea Ciommiento, creative director for Play Me (ZONE K)

Teenagers, hyper-connected and fragile, terrified and attracted by the image of themselves on social media, experts in sexting, video-gaming and binge drinking, owners of SmartPhones as an extension of their bodies. Do we really know them? In this performance the spectator will relate to them in an immersive experience. PLAY ME (ORIGINS PROJECT) is the result of work on the stories of young people encountered during the dramaturgical research phase in Turin and Milan. Production ZONA K, conceptual and dramaturgical support Agrupación Señor Serrano.


 

23 April, 16:30 – 17:00
THEATRE | The Mountain. Does the truth exist?
with Pau Palacios of Agrupación Señor Serrano

Climbing a mountain means overcoming difficulties to reach the top and see the world “as it is”. But often, when you look down from above, you see clouds and fog covering everything and the landscape is constantly changing. What is the world like then? What is the truth like? Does it exist? In The Mountain, the latest show by the award-winning Catalan company, the first Everest expedition with an uncertain outcome, Orson Welles with the War of the Worlds, a fake news website, a drone scanning the audience, snow, fragmented images and Vladimir Putin speaking contentedly about trust and truth converge.

Workshop per ideare e realizzare un cortometraggio

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Inventiamo una storia da raccontare per immagini, scriviamo la sceneggiatura, scegliamo le location, le inquadrature.
I protagonisti sarete voi!

TEEN IN ACTION! è un workshop di otto incontri per ideare e realizzare un cortometraggio di cui le ragazze e i ragazzi saranno autori e attori: un video da girare all’aperto, nel bellissimo ed eccentrico quartiere Isola di Milano, nel pieno rispetto delle normative Anti Covid19.
Liberiamo la creatività! Mettiamola in azione!

Il Workshop TEEN IN ACTION! prevede:
– elementi di sceneggiatura
– tecniche di ripresa e montaggio
– esercizi di recitazione per il video

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CALENDARIO: maggio 4, 11, 18, 25 + giugno 1, 8, 15, 22

Costo € 180,00 per 8 lezioni di un’ora e mezza cad.

Compila subito il modulo d’iscrizione cliccando >>> QUI <<<

Il workshop si attiverà al raggiungimento del numero minimo di partecipanti, in caso contrario, la quota anticipata verrà interamente rimborsata. Il percorso prevede un numero chiuso di partecipanti.
Nel caso in cui si dovesse tornare in zona rossa le lezioni in presenza subiranno una sospensione. Si verificherà, al momento, la fattibilità dell’online (al massimo 2 lezioni): le attività teoriche, a differenza di quelle pratiche, potranno essere svolte anche da remoto. Le lezioni saltate verranno recuperate in presenza appena possibile, raddoppiando gli appuntamenti settimanali. Non saranno previsti rimborsi per le lezioni perse.
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Il percorso è tenuto da Davide Stecconi, diplomato alla Civica Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi 1999 (corso Drammaturgia). Dal 2000, alternandosi come sceneggiatore e regista, ha scritto e diretto cortometraggi e lungometraggi e alcune fiction per la TV fra cui la serie Piloti – Rai2 -. Più recentemente collabora alla realizzazione di spot per il web e documentari come filmaker.

IN SITU
AND IN SITU ITALY

IN SITU is the European platform for artistic creation in public space. Since 2003, it has supported more than 270 artists working outside conventional venues and contributing to the transformation of our territories. IN SITU is an ecosystem connecting a new generation of artists with audiences, programmers, and key-players involved in the economic, political and social realities around Europe.

IN SITU is led by Lieux publics, European and national centre for artistic creation in public space, located in Marseille (FR) and brings together 19 partners from 13 countries: Artopolis Association (HU), Atelier 231 (FR), Čtyři Dny / Four Days (CZ), FiraTàrrega (ES), Freedom Festival (UK), Flynn Center for the Performing Arts (USA), La Strada (AT), Lieux publics (FR), Metropolis (DK), Norfolk & Norwich Festival (UK), Oerol Festival (NL), Østfold Internasjonale Teater (NO), Oda Teatri (XK), Provinciaal Domein Dommelhof (BE), Scène Nationale De L’Essonne Agora-Desnos (FR) and a consortium of 4 Italian partners: Zona K, Indisciplinarte, Pergine Festival, Teatro Stabile Di Sardegna. IN SITU also gathers 13 associate partners: Cifas (BE), FAI-AR (FR), Anti Festival (FI), Biela Noc (SK), Bússola (PT), Bildstörung – Festival for performing arts in public spaces (DE), Tombées de la Nuit (FR), Hoooh – Tainan Street Arts (TW), Linhai Art Festival & Start Festival (CN), Seoul Street Arts Festival (KR), Sura Medura (LK), The SPOT Festival (LT).

The project (UN)COMMON SPACES 2020 – 2024 is co-funded by the Creative Europe programme of the European Union.

 

 

“IN SITU Italy”, a cultural consortium for art in public space formed by four Italian realities: ZONA K in Milan, Indisciplinarte in Terni in collaboration with BASE Milano, Sardegna Teatro di Cagliari e Pergine Festival in Trentino, was officially born.
“IN-SITU Italia” gathers the Italian partners of “In-Situ”, the European platform created in 2003 and which today counts 19 partners from 13 countries. In the four-year period 2020-2024, the Italian consortium will promote the networking of skills and resources, collaborating within the European project “(Un)Common Spaces”.

In this period of suspension, with most activities blocked or forced to reinvent themselves digitally, the world of Italian and European culture does not stop working and looking to the future with confidence.

This is the direction taken by the choice of four Italian artistic realities to form a consortium to travel together along the road of artistic creation in public space. ZONA K from Milan, Indisciplinarte from Terni in collaboration with BASE Milan, Sardegna Teatro from Cagliari and Pergine Festival in Trentino have formally created “In-Situ Italia”, the cultural consortium that brings together the Italian partners of “In-Situ”, the European platform for artistic creation in public space.
The Italian consortium was created in response to the application for the (Un)Common Spaces 2020-2024 project, co-funded by the European Union’s Creative Europe programme to disseminate and consolidate the network’s action at national level.

The four Italian organisations have chosen to formalise the historic synergy between organisations with many years of experience in the field of artistic research for public space. The establishment of “In-Situ Italia” gives a European horizon to this collaboration, widening the scope of the actions undertaken, with a view to cross-fertilising networks to share skills and best practices.

The aim is to develop and support projects that are able to establish a dialogue with cities and their inhabitants, enhancing the public sphere and temporarily transforming places and relationships. The newly formed Italian network supports formats and participatory projects that involve communities, performances and installations adapted to the urban space and contaminated by languages.

In particular, the associated artist of In-Situ Italia for the four-year period 2020-2024 is Leonardo Delogu. Author, performer, activist, trainer, graduated at the European School for Actors of Emilia Romagna Teatro, Delogu deals with research on movement and landscape. His most recent projects investigate the regeneration of toxic places through performative practices and community rituals.

Alongside the associated artists, 16 “citizens”, professionals and researchers have also been selected to accompany the network’s work over the next few years. The consortium selected Alessia Zabatino, policymaker, activist, member of the Forum Inequalities and Diversity with a PhD in territorial planning.

From 13 to 17 April, the digital kick-off of the programme will take place, which will engage the consortium for the next 4 years with 16 associated artists, 16 professionals and 19 partners from all over Europe.

THE ITALIAN PARTNERS
ZONA K, based in Milan, is a cultural space dedicated to the exchange between artistic and cultural disciplines. The work of ZONA K opens its gaze to the world, hosting some of Europe’s avant-garde performance artists engaged in a theatre that looks to the present, that involves the audience in different forms and measures, that uses technological devices for new forms of artistic fruition, that inhabits unconventional places.

The Teatro di Sardegna, recognised by the Mibact in 2015 as a “Theatre of Significant Cultural Interest” with the Sardegna Teatro project, is a cultural centre at the heart of the Mediterranean, managing a plurality of spaces, entering specific contexts thanks to different artistic languages. Its action as a performance-producing body is enriched by the encounter with the communities of the territories it inhabits, through long-term site-specific actions, activating complex and non-peaceful processes. In the last 6 years it has hosted and co-produced artists from the IN SITU network, including Leonardo Delogu, Strasse, Zimmerfrei, creating a participatory mode, capable of finding new narratives and new visions on places and people.

Indisciplinarte is a creative group that since 2007 has been working on curating, European planning and territorial cultural development, working in continuous interaction with a consolidated network of national and international relations. The activities it produces are very diversified (from artistic residencies to curatorial programmes) and all linked by a single underlying principle, according to which the strategic role of culture and art is to generate social change. Indisciplinarte is based in Terni, Umbria, and for the network it collaborates with BASE Milan through the artistic direction of Linda Di Pietro.

Pergine Festival is the oldest and longest-running festival in Trentino. It was born in 1976 as “Pergine Spettacolo Aperto”, the first big summer stage in the region. Over the years it has hosted the big names in theatre and music, evolving towards a more experimental and workshop-based concept. Today Pergine Festival is a theatre and performing arts festival, closely linked to the town where it was born and in constant dialogue with the community and the spaces of the urban landscape.

In the photo: Leonardo Delogu

Incontri online di danza di comunità

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Trasforma un racconto e un’opera d’arte in un gesto.
Attraverso l’esplorazione personale e l’improvvisazione, creiamo insieme una sequenza di gesti che ci divengono cari e arriviamo alla composizione di una sequenza da restituire al gruppo.

Il movimento creativo diventa stimolo per l’immaginazione: mente e corpo, riflessione e azione, da soli ma in gruppo anche a distanza, per risvegliare la creatività, scoprire possibilità e recuperare un po’ di tempo per sé.

 

CHIUSO 24 aprile primo incontro – dalla Letteratura alla Danza
partendo da un paio di brani tratti dal “Colibrì” di Sandro Veronesi, ognuno darà movimento alle immagini ricevute; rifletteremo sulle azioni agite spontaneamente dal corpo, sulle pause, sulle forme assunte. Attraverso il tramite dello schermo, cercheremo la relazione con gli altri partecipanti e accoglieremo le idee che questa produrrà. Infine, selezionati i movimenti per noi più significativi, li collegheremo tra loro e sulla musica in una composizione da ripetere e perfezionare.
Ed ecco: una danza, un atto artistico che offriamo allo sguardo dell’altro, che racconterà qualcosa di noi.

 

15 maggio secondo incontro – dall’Arte alla Danza
l’osservazione di un paio di sculture (la “Nike di Samotracia” e “Forme uniche della continuità nello spazio” di Umberto Boccioni) ci offrirà spunti di riflessione sul movimento e la stasi: si può rendere il dinamismo attraverso una forma fissa? Cosa ci invita al movimento e cosa invece ci chiede la pausa, ci trattiene? Cosa succede al nostro corpo, alla pelle e all’interno, quando ci muoviamo? Cosa rappresenta il movimento per noi? Dove vorremmo andare? A quale velocità? Ognuno risponderà con la propria danza a queste e ad altre domande, cercherà una propria forma simbolica e la perfezionerà in funzione della sua resa estetica ed espressiva.
Ogni schermo collegato al laboratorio diverrà così una vetrina espositiva all’interno di un moderno Museo di sculture viventi.

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Costo € 30,00 per 1 incontro
Costo € 60,00 per 2 incontri

Per informazioni e iscrizioni:
organizzazione@zonak.it
02.97378443 – 393.8767162
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Se invece vuoi procedere direttamente all’iscrizione clicca QUI 

Il percorso si svolgerà su piattaforma Zoom. Prevede la partecipazione esclusivamente ai due incontri e si attiverà al raggiungimento del numero minimo di partecipanti.

Per l’incontro del 15 maggio l’iscrizione deve pervenire entro e non oltre mercoledì 12 maggio. 

Monica Galassi – Danzeducatore®: dopo uno scorcio di vita da ballerina presso diversi teatri italiani e una decina d’anni da giornalista e comunicatrice in ambito culturale, sto vivendo la mia “terza giovinezza” professionale nell’educazione: non insegno a futuri danzatori, ma a persone che attraverso la danza imparano a sentirsi creative, belle, apprezzabili, capaci e integrate. Dal settembre 2013 tengo laboratori di danza educativa e di comunità rivolti a bambini e ragazzi, sia nelle scuole di Milano e provincia (dal nido alla secondaria di secondo grado), sia in strutture pubbliche e private in orario pomeridiano. Ho collaborato con l’Accademia del Teatro alla Scala, Lilopera, Le voci della città, Reggio Children; attualmente lavoro per ZonaK, Civita, Gallerie d’Italia.

 

Photo by Olivia Bauso on Unsplash

KULT FESTIVAL

IL PROGETTO
KULT è stato un Festival dedicato alla cultura urbana partecipata che si è svolto in alcuni quartieri della città. Parole, musica, teatro, cinema, libri, design, fotografia, arte, cibo, danza sono diventati linguaggi che hanno invaso le strade della città e si sono offerti a tutti coloro che le hanno attraversate.
KULT è stato un festival fatto dal quartiere, per il quartiere, nel quartiere per contribuire a ritrovarne l’identità, arricchendola di nuovi contenuti e nuove esperienze. Un festival dove si è camminato, guardato, ascoltato, creato, giocato, danzato, andando alla scoperta di luoghi noti e sconosciuti in modo nuovo e curioso. I protagonisti sono state le strade, gli abitanti, i commercianti, le associazioni, le scuole, i passanti, i turisti…

ORIGINI
Il Festival KULT è nato nel 2013 per nostra iniziativa, di ZONA K, nel quartiere Isola di Milano, con attività rivolte soprattutto ai bambini. Dal 2014 al 2018 si è trasformato in ISOLA KULT, coinvolgendo sempre più realtà del quartiere. Nel 2016 si è sdoppiato con la nascita del GARIBALDI KULT.

COME
Il Festival KULT ha tessuto una rete tra gli abitanti del quartiere attraverso incontri avvenuti nei mesi precedenti la sua realizzazione. Ha condiviso aspettative, bisogni e disponibilità dei suoi abitanti. Ha creato partecipazione perché ha lasciato libertà in una linea condivisa.
Questo è stato possibile grazie al coinvolgimento di:
– associazioni del territorio impegnate in attività culturali, sportive, sociali, artistiche
– scuole primarie e secondarie inferiori (attraverso dirigenti, insegnanti e associazioni genitori)
– commercianti e realtà economiche
– singoli cittadini desiderosi di condividere un progetto e di farsene portavoce
– Municipio di riferimento


ORGANIZZAZIONE
L’organizzazione del Festival è stata demandata a un’associazione di zona, ben integrata nel territorio, capace di farsi capofila e organizzatore del festival.
Ogni realtà interessata (associazione, negozio, galleria, libreria, negozio ecc..) ha partecipato con attività o eventi autofinanziati in linea con il tema scelto.

Le edizioni del KULT Festival sono state rese possibili grazie ai patrocini di

       

RESIDENZE DIGITALI

The Digital Residencies project was born in 2020 from an idea of the Residency Center of Tuscany (ArmuniaCapoTrave/Kilowatt), which has since extended the partnership to Cooperativa Anghiari Dance HubAssociazione Marchigiana Attività Teatrali AMATATCL Associazione Teatrale dei Comuni del Lazio  for Spazio RosselliniCentro di Residenza dell’Emilia-Romagna (L’Arboreto – Teatro Dimora di MondainoLa Corte Ospitale in Rubiera), Fondazione Luzzati Teatro della Tosse in Genova, Associazione ZONA K in Milano.

The intent is to stimulate the artists of the performing arts to explore the digital space, as a further or different declination of their authorial research.

Through a call launched annually, we support artistic projects related to the languages of the contemporary scene and performance, which are born directly for the digital environment or in it they find a functional and effective framework for the explication of the artistic idea. The aim is not to promote readings or video recordings of existing texts or performances, but to invest in artistic projects that have their ideal habitat in the web space and that provide interactive ways to relate to the online viewer.
During the months in which the winning projects of the annual call are developed, the artists are followed and monitored by the partners of the action, receive economic support for the creation and are supported by the tutoring of Laura Gemini, Anna Maria Monteverdi and Federica Patti, experts in digital creation.

The project includes a final online return open to the public, held every November, in an event called “The Digital Residency Week”.

With this action, the Residency Center of Toscany and its partners do not want to give up their vocation of welcoming artists in residence in their facilities, but rather want to explore a further opportunity for creation that opens up new formal and conceptual challenges, produces innovative artistic content and complements the usual forms of enjoyment of live performance.

INTERCETTAZIONI

IntercettAzioni is the Center of Artistic Residency of Regione Lombardia and was founded in 2018 to offer artists working in different disciplines, from dance to theater, from contemporary circus to music, the opportunity to develop their research and creative action in spaces, times and ways useful to enhance the artistic process with a constant openness to comparison, both with other artists and with operators and professionals of the sector active at local, national and international level.

IntercettAzioni is the result of the synergy between some significant realities of the world of live performance operating in Lombardy and supported by MiBACT: Circuito CLAPS, leader of the Center and Lombard engine for the dissemination of dance, circus, theater and music, Milano Musica that promotes contemporary music research, Teatro delle Moire, a company that also directs the international festival Danae, ZONA K, a center that has always been attentive to the underground ferment and participated theater, Industria Scenica young reality marked to explore the languages of innovation.

The activity of the residency center is realized with the contribution of Regione Lombardia, Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e per il Turismo and Fondazione Cariplo.

 

AN ARTIST-FRIENDLY RESIDENCY

The Residency Center intends

give artists a place to reside and experiment with new paths, not necessarily with a productive perspective in the short term;
offer companies opportunities for exchange and study with experienced professionals;
offer the possibility to realize open rehearsals, open to the public the materials of study;

–> Each residence is “sewn” on the real needs of the hosted company, in accordance with the creation phase of the moment (study, conception, experimentation, creation, technical verification, production, etc.).

For TRAMPOLINO PROJECTS, the Residency Center provides resources, technique, tutoring, consulting and visibility.
For COMPANIES ALREADY RECOGNIZED it does not offer a training plan, but a co-design and executive co-production on site-specifics.

 

OBJECTIVES

1. Support multidisciplinary creative and compositional experiences
The multifaceted nature of the members and of the artistic programs allows to alternate residencies of dance, music, contemporary circus and physical theater and to give life to encounters between different professions and creativity.

2. Reaching new audiences and making the moment of residence accessible
The opening of some moments of the creative processes hosted sees the presence of students of one or more high schools in the area, which at the end can dialogue with the artist.

3.Promoting the exchange between performing arts and music practices
Dance confronts video, music confronts circus, theater confronts movement: transversality involves the mode of creation. The action is addressed both to artists who are distant from this modus operandi, and to those who are already used to integrate different disciplines in their works.

4.Encourage international exchanges as a strategy for promoting contemporary creativity
Artists in residence are offered the opportunity to meet tutors of great experience in the field and other Italian and foreign performers. It is intended to promote the exchange of best practices and cultures, related to the creation of live performances.

5. Supporting the training of young artists through participation in medium to long term projects
In December, a two-day event will be organized in Brescia, which will bring together all the artists in residence, for a discussion and an in-depth analysis of organizational and production issues.

6. Collaborate with High Schools and Universities
As part of the school-to-work alternation, the Center hosts students from Lombardy high schools for a first approach to the profession. In collaboration with Abba Ballini and Lunardi of Brescia, ITSOS Cernusco sul Naviglio, Einstein of Monza, Ntta, Polo Scolastico Niguarda and Liceo Brera of Milan.
With Universities and Academies we are working for a continuous comparison with the Catholic University (Milan and Brescia) for internships; Fine Arts Academy of Brera (Two-year Specialistic course of Scenography and Costume for the Performing Arts, Two-year Specialistic course of New Technologies of Art) for the project Imaginometic Society; Conservatory of Milan for the project Stockhausen; Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi (see Call); Accademia Teatro alla Scala for the project with Ensemble Giorgio Bernasconi.

IntercettAzioni does not provide for the organization of performances, but rather for the possibility of setting up open rehearsals of the artists in residence: informal moments, demonstrations of work in progress. Only in some cases operators are invited and previews are organized. In case the company accepts the open rehearsal, this is conceived as a space of encounter and direct exchange with

FILM AB! Cine lezioni online in lingua tedesca

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Migliorare il tedesco attraverso i film: 4 cine lezioni interattive tra visione e analisi delle scene, discussioni, riflessioni, azioni teatrali e giochi linguistici.

Una proposta per approfondire la lingua tedesca utilizzando il linguaggio cinematografico, guidati da un’artista-filmmaker.

I 4 incontri online -della durata di un’ora ciascuno- sono così strutturati:

  • Visione di un film in lingua tedesca (20 minuti).
  • Conversazione in lingua tedesca.
    Approfondimenti su un aspetto del film attraverso esercizi e giochi con riflessioni e scambio di idee e opinioni
  • Azione in lingua tedesca: teatro/video/foto.
    Interazione attraverso il linguaggio artistico: recitare una scena, studiare l’inquadratura e analizzarne il significato, lavorare sulle immagini.

Alla fine di ogni lezione sarà richiesto un lavoro da svolgere in autonomia per l’incontro successivo.


Il percorso si attiverà al raggiungimento del numero minimo di partecipanti, in caso contrario, la quota anticipata verrà interamente rimborsata. Il percorso prevede un numero chiuso di partecipanti.
Per rendere la lezione più efficace per tutti, è necessario conoscere in anticipo il livello linguistico delle e dei partecipanti: sul modulo d’iscrizione è presente una sezione dedicata proprio a loro. 

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Costo € 80,00 promo -25% Costo 60,00 per 4 lezioni.

Compila subito il modulo d’iscrizione cliccando >>> QUI <<<
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BÄRBEL BUCK – artista & filmmaker
Già da bambina ho sempre amato ascoltare storie di ogni tipo. Preferibilmente storie vere, storie che qualcuno realmente ha vissuto. Ecco perché ho deciso di diventare una documentarista.
Questo è stato il mio inizio nel mondo delle immagini in movimento per la televisione e il cinema. L’arrivo di mia figlia mi ha portato più a contatto con le fiabe, la magia, lo stupore, la curiosità e la fantasia. Mi chiede spesso di raccontarle della mia vita quando ero piccola.
Penso che i racconti ci aiutino a capire il nostro intimo e il mondo che ci circonda. E i bambini con la loro visione molto speciale delle cose e le loro domande correlate possono darci un accesso completamente nuovo non solo alla vita degli altri, ma anche alla nostra.
Per me, il video e teatro sono una combinazione ideale per andare a esplorare a fondo delle meraviglie e delle narrazioni di vita. Con questi strumenti è possibile esprimere se stessi, vivere una fantasia, ma anche sperimentare e rendere accessibile la storia di altre persone.
Sono molto felice di aver  potuto accostare da diversi anni la mia passione per le narrazioni e le immagini in movimento ai bambini, che mi mostrano quanto sia intenso essere pienamente coinvolti in una esperienza, nella vita e in tutto quello che li riguarda e che mi fanno pensare alle grandi domande della vita.

RESIDENZE DIGITALI 2021

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SECONDA EDIZIONE

Il Centro di Residenza della Toscana (Armunia, CapoTrave/Kilowatt), in partenariato con l’Associazione Marchigiana Attività Teatrali AMAT, la Cooperativa Anghiari Dance Hub, l’Associazione Teatrale dei Comuni del Lazio ATCL per Spazio Rossellini, il Centro di Residenza Emilia-Romagna (L’Arboreto – Teatro Dimora di Mondaino, La Corte Ospitale di Rubiera), la Fondazione Luzzati Teatro della Tosse di Genova, l’Associazione ZONA K di Milano, lancia il presente bando per la selezione di n° 6 progetti di Residenza Digitale da svilupparsi nel corso dell’anno 2021.

L’intento è quello di stimolare gli artisti delle performing arts all’esplorazione dello spazio digitale, come ulteriore o diversa declinazione della loro ricerca autoriale. Dovrà trattarsi di progettualità artistiche legate ai linguaggi della scena contemporanea e della performance, che nascano direttamente per l’ambiente digitale o che in esso trovino un ambito funzionale ed efficace all’esplicitarsi dell’idea artistica. A titolo di esempio: non si tratta di presentare percorsi di lettura o riprese video di testi o spettacoli esistenti o da farsi, bensì di concepire progetti artistici che abbiano nello spazio web il loro habitat ideale, indicandone anche le modalità di fruizione e interazione da parte dello spettatore, per il quale prevedano un accesso attraverso il pagamento di un biglietto, di modo da valorizzare il lavoro dell’artista, non come una gratuità. Il progetto deve prevedere una restituzione on-line aperta al pubblico, da tenersi nel corso della settimana che va dal 22 al 28 novembre 2021.

Ciascuna delle 6 proposte vincitrici riceverà un contributo di residenza di 3.500 euro + iva, che sarà pagato dietro la presentazione di regolare fattura.

I promotori del presente bando hanno individuato in Laura Gemini, Anna Maria Monteverdi e Federica Patti tre esperte nell’ambito della creazione digitale che saranno le tutor degli artisti durante lo sviluppo dei loro progetti: ciascuna di loro seguirà specificamente 2 dei 6 progetti vincitori.

I 6 lavori vincitori potranno avvalersi anche di altri contributi produttivi forniti da ulteriori soggetti dello spettacolo, ovvero non si richiede loro alcun vincolo di esclusiva per ciò che riguarda la produzione che resta nell’assoluta disponibilità gestionale degli artisti.

Oltre ai 6 progetti vincitori, è prevista l’eventualità che i promotori del presente bando segnalino un numero ristretto di altri progetti, per portarli all’attenzione del sistema teatrale e coreografico nazionale, con l’auspicio che altre istituzioni possano a loro volta sostenerli, alle medesime condizioni del presente bando.

Gli artisti interessati al partecipare alla selezione dovranno entrare nel portale www.ilsonar.it, selezionare le pagine relative a bando Residenze Digitali e compilare i campi richiesti dal modulo di partecipazione online.
Verranno richiesti loro:
1) una presentazione dell’artista o della compagnia (massimo 1.000 battute);
2) una descrizione del progetto di Residenza Digitale che si intende realizzare (massimo 2.000 battute);
3) l’indicazione dell’eventuale partner tecnico (programmatore, webmaster, fornitore di specifico know-how) e/o della piattaforma che supporti le necessità tecniche dell’opera;
4) un allegato di tipo non testuale che possa illustrare le modalità di realizzazione on-line previste e/o immaginate (video, audio, pdf, PowerPoint), che potrà essere caricato come allegato o fornito come link esterno.

I materiali sopra descritti dovranno essere caricati online entro le ore dodici (mezzogiorno) di lunedì 8 marzo 2021. 

É previsto un colloquio conoscitivo, da realizzarsi in videoconferenza, nel periodo 29-31 marzo, con i candidati che avranno superato la prima fase della selezione.
All’atto di invio dei propri materiali, gli artisti e le compagnie accettano implicitamente tutte le norme contenute nel presente bando, incluso il Decalogo allegato che ne costituisce parte integrante.

Con il presente bando, il Centro di Residenza della Toscana (Armunia, CapoTrave/Kilowatt) e i suoi partner AMAT, Anghiari Dance Hub, ATCL per Spazio Rossellini, Centro di Residenza Emilia- Romagna (L’Arboreto – Teatro Dimora di Mondaino, La Corte Ospitale), Teatro della Tosse, ZONA K, non vogliono rinunciare alla propria vocazione di accoglienza degli artisti in residenza presso le proprie strutture, piuttosto vogliono esplorare un’ulteriore opportunità di creazione che apre nuove sfide formali e concettuali, produce contenuti artistici innovativi e affianca le forme consuete di fruizione dello spettacolo dal vivo.

 

RESIDENZE DIGITALI: IL NOSTRO DECALOGO
COSA FACCIAMO PER SUPPORTARE LE 6 RESIDENZE DIGITALI VINCITRICI DEL BANDO

  1. Accompagniamo il processo creativo degli artisti con 6 incontri collettivi da remoto (aprile, maggio, giugno, settembre, ottobre, novembre) a cui partecipano tutti gli artisti selezionati, le tutor e tutti i promotori del progetto nonché titolari di residenza, per conoscere bene i progetti di ricerca e monitorarne l’andamento, anche attraverso la discussione collettiva intorno al diario di appunti multimediale redatto da ogni compagnia, dove si sedimentano criticità e potenzialità dei processi artistici in atto.
  2. Seguiamo individualmente e da remoto ognuno dei progetti, dividendoci tra titolari di residenza una responsabilità esecutiva, ciascuno su uno specifico progetto: l’obiettivo è quello di aiutare gli artisti a risolvere specifici problemi gestionali che si ponessero durante la realizzazione dei loro progetti.
  3. Offriamo a ciascuno dei progetti un contributo economico di 3.500 euro + iva (o al lordo di ritenuta d’acconto).
  1. Mettiamo a disposizione di ogni progetto una tutor esperta in digital performance, che segua le varie fasi di elaborazione dei progetti artistici, nonché offra occasioni di elaborazione teorica e strumenti pratici utili allo sviluppo dei progetti.
  2. Sperimentiamo i modelli elaborati dagli artisti durante le fasi di sviluppo.
  3. Divulghiamo la conoscenza dei progetti attraverso comunicati stampa e interviste, nonché attraverso una narrazione degli stessi sui nostri social media.
  4. Amplifichiamo la visibilità dei contenuti digitali prodotti, soprattutto di quelli che necessitano di una diffusione in itinere, funzionale alla realizzazione del progetto stesso.
  5. Organizziamo “La settimana delle residenze digitali”, nella seconda metà di novembre, un momento di visibilità pubblica per i 6 progetti vincitori che avrà la struttura di un vero e proprio festival delle residenze digitali, all’interno del quale verranno presentati i 6 progetti, nello stadio in cui sono, non per forza come opere già complete, ma come stadio di avanzamento di un processo.
  6. Promuoviamo il processo produttivo di ciascun progetto vincitore incoraggiando l’intervento di nuovi soggetti interessati a contribuire alla produzione di uno o di tutti e sei i progetti.
  7. Favoriamo la conoscenza di altri progetti finalisti segnalati dalla Giuria, auspicando che altri soggetti del sistema delle residenze scelgano di aderire a questa rete, entrando a supportare gli altri progetti segnalati.

 

Residenze Digitali è un progetto ideato e coordinato dal Centro di Residenza della Toscana (Armunia, CapoTrave/Kilowatt) in collaborazione con AMAT, Anghiari Dance Hub, ATCL per Spazio Rossellini, Centro di Residenza Emilia-Romagna (L’Arboreto – Teatro Dimora di Mondaino, La Corte Ospitale), Teatro della Tosse, ZONA K.

INTERKULT

INTERKULT nasce nel 2015 come risposta al bando che il Consiglio di Zona 9 ha indetto per progetti di “intercultura e comunità in Zona 9” e affianca alcune associazioni e soggetti che da anni lavorano sul territorio con progetti culturali e di integrazione sociale.

Oltre a ZONA K che ne è capofila, i soggetti che hanno ideato e partecipano al progetto in forme e con iniziative diverse sono: ADA Stecca, de.de.p design democratico e partecipato, INSMLI/Casa della Memoria, MIC – Museo interattivo del cinema/Fondazione Cineteca Italiana, Associazione Academia di Capoeira, Associazione genitori scuola Govone, Cooperativa A.Me.Lin.c, Stripes coop sociale onlus.

INTERKULT si articola in una serie di iniziative e attività volte a cercare connessioni tra le diverse anime e culture della zona, lasciando che l’arte, il teatro, la fotografia, il cinema, il cibo diventino uno strumento per superare confini immateriali e per re-immaginare non solo forme di convivenza, ma soprattutto di conoscenza e di rispetto reciproci.

Obiettivo primo del progetto è operare in chiave davvero interculturale, cercando di non “ghettizzare” o “etniciz- zare” con operazioni culturali di settore, rivolte solo alle comunità immigrate o viceversa. Ogni ricerca, evento, laboratorio è pensato come momento di condivisione e avvicinamento reciproco che non nasconda le differenze ma le faccia emergere come ricchezza.

Le azioni previste cercano quindi incroci con persone di diversa provenienza culturale e geografica nella convin- zione che la conoscenza delle storie piccole e della Storia grande, delle abitudini e della cultura sia un veicolo fondamentale per il superamento dei pregiudizi. Coinvolge cittadini di ieri e di oggi, non solo come spettatori ma come protagonisti e attori diretti del progettare e fare cultura.

Alcuni appuntamenti di INTERKULT hanno preso il via durante il festival ISOLA KULT (25-27 settembre 2015) per ave- re una visibilità maggiore ed essere fruiti da un pubblico più vasto, altri durante l’autunno e l’inizio dell’inverno.

Ci auguriamo che questo sia solo un primo passo, nato grazie alla spinta del Consiglio di Zona 9, e che quanto avviato veda una continuità e un proseguimento in futuro.

TEEN TIME

Teen Time è il progetto dedicato a percorsi studiati per coinvolgere i giovani in modo attivo, partecipato, innovativo, costruttivo e continuativo.

Grazie alla partnership con  il Goethe-Institut Mailand e Coop Sociale Onlus STRIPES il progetto si diffonde anche fuori Milano, nei territori attorno a Rho, Pregnana, Lecco e Como.

Abbiamo pensato al progetto per – coinvolgere attivamente gli under 30 in progetti culturali di spessore attraverso forme innovative e in contesti inusuali; – stabilizzare una rete di relazioni con docenti, associazioni, cooperative, istituti scolastici per proseguire il lavoro in futuro; – far circuitare sul territorio regionale due progetti artistici partecipati di rilievo internazionale.

STAGIONE POWER 2018
Spettacoli di Teatro partecipato e diffuso per under 30:
-“Teentalitarianism” di Mammalian Diving Reflex (CA)3 performance realizzate con adolescenti, guidati da esperti di “social practice” in laboratori di 3 settimane.
-“Long Lasting Landscapes” di Dance Makers (IT). Spettacolo di danza-urbana nel Cimitero Monumentale con coinvolgimento attivo di studenti dell’Accademia di Brera quali scenografi.
-“L’uomo che cammina” di DOM (IT). Performance urbana con coinvolgimento di un gruppo di ragazzi in alternanza scuola-lavoro quali performer.

Formazione del pubblico under 30 a cura di partner LAPSUS, percorsi di approfondimento e accompagnamento alla visione di alcune proposte artistiche di ZONA K:
– per spettacolo “Pendiente de voto” di Roger Bernat, approfondimento su temi della democrazia partecipata, incontro con l’artista e docenti di Storia del Teatro;
– per film “Sarajevo Rewind” di Eric Gobetti (IT), incontro di approfondimento con l’autore e docenti di Storia Contemporanea Università di Bergamo e Milano Bicocca;
– per spettacolo “Hate Radio” di Milo Rau/IIPM (CH), percorso di approfondimento su temi storico/politici contemporanei.

Circuitazione in Lombardia di 2 performance partecipate prodotte da ZONA K, grazie a partner Goethe Institut e Stripes:
– “School Visit Europe” di Rimini Protokoll (DE), gioco-spettacolo alla scoperta dell’Europa direttamente nelle aule scolastiche.
– “Generazione gLocale” di ZONA K (IT), performance urbana e interattiva sull’identità giovanile, risultato di laboratori di “creazione partecipata”.

Partner del progetto:
– Goethe-Institut Mailand per realizzazione di School Visit Europe. Si impegna a diffonderne l’esistenza presso le scuole superiori della Regione Lombardia con cui è in contatto.
– Associazione Culturale di Promozione Sociale LAPSUS per organizzazione di percorsi di approfondimento presso istituti medi superiori e corsi universitari della Regione Lombardia.
 Coop Sociale Onlus STRIPES per realizzazione azione performativa Generazione gLocale a Rho e Pregnana.

 

STAGIONE ECONOMY 2019
Spettacoli di Teatro partecipato e diffuso per under 30
– “The Money” di Kaleider (UK). 2 repliche che hanno visto la presenza di ragazzi di terza e quarta del Liceo Artistico Statale di Brera, succursale Via Papa Gregorio XIV; alcuni di loro hanno avuto il ruolo di spettatore attivo.
– “£¥€$” di Ontroerend Goed (BE)Le 2 repliche della performance hanno ospitato studenti dell’Università di Pavia.
– “Lookout” 
di Andy Field (GB). 
L’azione ha coinvolto bambini di età compresa tra gli 8 e i 10 anni dell’I.C. V. Locchi sede di via Passerini che hanno svolto il ruolo di protagonisti della performance.
– “Journey to the moon” di Mammalian Diving Reflex (CA). Progetto di teatro e video che indaga le relazioni tra adolescenti e l’ambito familiare. Gli adolescenti sono co-creatori e protagonisti della performance. Rimandato al 2021.

Formazione del pubblico under 30 a cura di partner LAPSUS, percorsi di approfondimento e accompagnamento alla visione di alcune proposte artistiche di ZONA K:
– per lo spettacolo “The Money” di Kelider (UK), indagine sui temi dell’integrazione europea e della finanziarizzazione dell’economia;
– per lo spettacolo “Spokaoke” di Annie Dorsen (USA)gli studenti hanno individuato i temi del dibattito pubblico, hanno svolto una ricerca individuale e in gruppo sui discorsi politici moderni secondo le caratteristiche indicate dall’autrice. Gli educatori hanno poi aiutato gli studenti a svolgerne un’analisi e a selezionare i discorsi che son poi stati inseriti nella performance;
– per lo spettacolo “Zvizdal” di Berlin (BE)gli studenti coinvolti hanno dibattuto sullo spettacolo e sul tema dell’ecologia; hanno effettuato interviste ai propri genitori sulla memoria di ČERNOBYL’ e realizzato di un insieme di opere/installazioni artistiche come restituzione finale del percorso

Circuitazione in Lombardia di 2 performance partecipate prodotte da ZONA K, grazie al partner Stripes:
– “Play Me (Origins project)” una produzione di ZONA K e CodiceFionda (IT) con la supervisione drammaturgica di Agrupaciòn Senor Serrano (ES), installazione multimediale risultato di un lavoro sulle biografie di ragazzi incontrati nella fase di ricerca e sviluppo drammaturgico tra Torino, Milano, La Spezia e Udine.

Partner del progetto:
– Associazione Culturale di Promozione Sociale LAPSUS per l’organizzazione di percorsi di approfondimento presso istituti medi superiori e corsi universitari della Regione Lombardia.
– Coop Sociale Onlus STRIPES per la realizzazione dell’anteprima di Play Me (Origins Porject) a Rho.

 

Teen time è un progetto realizzato con il contributo di

DIFFUSIONE PARTECIPATA

ZONA K e  Stanze, esperienze di teatro d’appartamento, sono due realtà che programmano spettacoli teatrali ed eventi culturali a Milano.  Entrambe sono realtà relativamente recenti e piccole ma cresciute in fretta, trovando un preciso posizionamento nel contesto cittadino.

La mancanza di pubblico giovane ha dato vita a un progetto capace di coinvolgere le fasce giovanili nelle rispettive rassegne e organizzazioni e di mettere a sistema strategie e reti per proseguire lavoro in futuro.

E’ nata quindi l’alleanza di due nuovi realtà, Stratagemmi Prospettive teatrali e Lapsus, capaci di integrare il progetto con specifiche competenze nella formazione del pubblico universitario e delle scuole superiori.
Stratagemmi Prospettive Teatrali si è specializzata in progetti di audience development, prediligendo un approccio qualitativo e continuativo, al quale ha dedicato nel tempo diversi studi e progetti.
Lapsus proviene dal mondo accademico della storia contemporanea. Organizza e promuove iniziative culturali per stimolare il pensiero critico sull’attualità.

Diffusione Partecipata prevede una stretta connessione tra analisi del contesto, obiettivi, target e strategie d’azione. In estrema sintesi il progetto vuole raggiungere:
1. il coinvolgimento attivo del target di riferimento – under 30 – in primo luogo nelle azioni previste e poi nella programmazione di ZONA K e Stanze;
2. il consolidamento delle strategie di audience engagement previste, per attivare progetti replicabili e sostenibili in futuro;
3. la stabilizzazione e capitalizzazione di una rete di relazione con figure di riferimento del mondo giovanile (docenti, associazioni, istituti scolastici);
4. la fidelizzazione di un gruppo circoscritto di under 30 da attivare quali promotori e mediatori tra gli spazi culturali e i loro pari e da coinvolgere nella programmazione futura di un focus interamente dedicato ai loro coetanei.

Partecipazione/diffusione:
–  coinvolgimento di gruppi di ragazzi ai laboratori finalizzati alla realizzazione di performance e progetti partecipati;
–  contatti con luoghi e realtà non teatrali del territorio disposte ad accogliere e diffondere progetti innovativi;
–  partecipazione di target specifici di studenti agli incontri di approfondimento sui temi dei focus;
–  partecipazione degli stessi studenti agli spettacoli oggetto degli incontri;
–  diffusione delle iniziative presso il gruppo dei pari.

Formazione:
–  creazione di gruppi di studenti delle scuole superiori di secondo grado in alternanza scuola/lavoro e avvio di laboratori di contestualizzazione dei temi e dei metodi proposti;
–  creazione di un gruppo di studenti universitari per avvio di un laboratorio di “osservatorio critico”.

Rete:
–  contatti con associazioni legate al mondo dei giovani e potenzialmente interessate alle performance teatrali;
–  contatti con docenti universitari e di scuola secondaria, interessati ai temi specifici dei focus.

ZONA K e Stanze hanno individuato alcune operazioni di teatro partecipato e diffuso che rappresentano la spina dorsale, il filo conduttore di tutto il progetto. Inserite in FOCUS Tematici – caratterizzati da una forte attenzione alla contemporaneità politica, sociale ed economica – attraversano le stagioni di entrambe le associazioni, come progetti speciali ma non isolati.
– Laboratorio e spettacolo di danza urbana partecipata a cura di Dance Makers “Long Lasting Landscape” (inserito nel focus CITIES, settembre 2018)
– Laboratorio e spettacolo partecipato a cura di Eleonora Pippo “Le ragazzine di Milano stanno perdendo il controllo” (inserito nel focus CITIES, settembre 2018)

Lapsus affiancherà ZONA K nell’organizzazione degli incontri e lavorerà in parallelo sul tema della contestualizzazione storica con i ragazzi dell’alternanza scuola-lavoro.
–  Percorso di approfondimento attorno allo spettacolo documentario di Milo Rau/IIPM “Hate Radio” (inserito nel Focus MEDIA. dicembre 2018)
– Percorso di approfondimento attorno allo spettacolo di Christophe Meierhans “Trial of Money” (inserito nel Focus MONEY. febbraio/marzo 2019)
– Laboratorio di scrittura e performance partecipata di Annie Dorsen “Spokaoke” (inserito nel Focus CAPITALISM, maggio/giugno 2019)

Attraverso una open call rivolta a 20 universitari o giovani professionisti provenienti da settori disciplinari diversi, Stratagemmi Prospettive Teatrali costituirà una redazione di POSTCARD FROM THEATRE (dai 20 a 25 partecipanti max) e 5 fotografi. I partecipanti avranno il compito di ideare e realizzare – sotto la guida dei tutor dell’associazione – innovative strategie di storytelling degli appuntamenti programmati da ZONA K in collaborazione con Stanze, con particolare attenzione all’audience reception.

Monitoraggio e Valutazione.
L’azione è volta da un lato alla valutazione dell’operato passato, dall’altro a una vera e propria riprogettazione in itinere sulla base dei dati. L’iter di lavoro prevede i seguenti passaggi:

Condivisione in sede di gruppo di coordinamento dei dispositivi e delle modalità di raccolta, per affinamento dei contenuti e delle procedure (con gli studenti appare decisiva la verifica della compilazione on line, ma questa soluzione dipende da informazioni che l’équipe di progetto non ha in questo momento);

Costruzione nella stessa sede di una matrice di responsabilità (RACI) per la raccolta dei diversi flussi previsti, di monitoraggio e valutazione, dei valori attesi dei diversi indicatori, dell’organizzazione dei momenti di monitoraggio e valutazione.

Incontri semestrali di monitoraggio ed annuali di valutazione, con la discussione in equipe di coordinamento dei risultati e conseguente reporting, sulle considerazioni condivise.

 

ZONA K e Stanze auspicano che l’aver mostrato modalità così differenti di proposte teatrali rispetto all’offerta più classica, attivi una curiosità e un desiderio di partecipazione che difficilmente qualunque comunicazione avrebbe potuto stimolare e possa fare dunque da traino per la visione di altre proposte. Stratagemmi Prospettive Teatrali prevede di innescare un circolo virtuoso che trasforma i membri della redazione in tutor, generando quel necessario ricambio di competenze/ambito/generazione, determinante in ogni processo di audience engagement. Lapsus grazie al processo formativo dei laboratori didattici e la conseguente rielaborazione dei focus produrrà contenuti informativi, comunicativi e promozionali destinati al medesimo target dei ragazzi. Il confronto tra gli studenti e i formatori permetterà inoltre di indagare criticità e problemi legati allo scarso interesse della loro fascia generazionale per il teatro elaborando strategie di intervento condivise mirate al loro maggiore coinvolgimento.

 

Diffusione partecipata è un progetto realizzato con il contributo di

 

PLAY ME (Origins Project)

PLAY ME (Origins Project) is one of the winning projects of the call for tenders “ORA! Produzioni di cultura contemporanea” by Compagnia di San Paolo.

A button. A player. One screen.

PLAY ME (Origins Project) is a multimedia installation for a single spectator. A narrative short circuit from the origins of the videogame to the origins of the iGeneration. An interactive experience in which we meet today’s teenagers through the use of new technologies. A creative journey that tells of our identities (real and virtual) through the comparison between generations.

Here are the new barbarians.
The enemies to come.
Incomprehensible to the eyes of the adult world.

Adolescents, hyperconnected and fragile, terrified and attracted by the image of themselves on social media, experts in sexting, video-gaming and binge drinking, and owners of smartphones as an extension of their bodies.

Starting from the expectations and stereotypes we have about them seemed the best way to understand adults’ fears about the world to come. But what do we know (or what do we think we know) about today’s teenagers?

So we rediscovered the “new barbarians”: today, the real difference between US and THEM has become a generational difference rather than a geographical one. We have discovered why a teenager in Turin uses the same Nikes, the same behaviour and the same iPhone as a teenager in Marrakech or Barcelona.

Teenagers are the invaders of spaces incomprehensible to adults.

It doesn’t matter if they are good or bad, the newcomers provoke something unpredictable in adults and their communities because they are able to show their communities what they really are.

In this performance the spectator will find himself in relation to them.

They can choose to confirm or question their expectations, fears and prejudices. They will be able to do so thanks to a mode of “active presence” in which they will be invited to go through four “rooms” called Waiting Room, Chat Room, Virtual Room and Control Room. The ultimate goal will be a “performative game” to generate an unprecedented and intimate encounter.

PLAY ME (Origins Project) presents itself in conclusion as a performative project of “cinema truth”. We worked on what the sociologist Morin defines as “cinema of total authenticity” starting from the biographies of young people we met during the research and dramaturgical development phase between Turin and Milan and in the subsequent phases between La Spezia and Udine.

The work team involved various collaborators from different disciplines: from urban planning to theatre, from 3D animation to videomaking, from anthropology to dramaturgical collaboration with a group of Italian and foreign teenagers met as co-authors. Up to the supervision and dramaturgical consultancy of Agrupación Señor Serrano, winners of the Silver Lion for Innovation 2015 at the Venice Biennale, recognised on the European scene for the use of multimedia tools within performance events.

In each city where the project is hosted, workshops are held to create the performance involving teenagers in the role of Protagonists and using different tools such as video cameras, tablets, smartphones and Virtual Reality visors. All these elements become the tool for the construction of new stories that try to answer a simple question: what do we know (or what do we think we know) about today’s teenagers?

 


Multimedia installation with VR for single spectator – audience aged 15 and over – duration 30 min. – entrance every 15 min – in Italian
For information and booking write to organizzazione@zonak.it


 

 

Design direction and creation Andrea Ciommiento, creation and multimedia reference Simone Rosset, dramaturgical consultancy Álex Serrano and Pau Palacios, executive production Valentina Picariello and Valentina Kastlunger, organisation and communication Silvia Orlandi and Federica Bruscaglioni, VR application programming Luigi Sorbilli and Giuliano Poretti, creation assistance Kausar El Allam, Shady Mostafa, Imane Mouslim, Jaouher Brahim, Mattia Ghezzi, Anes Fettar, Matteo Coppola, Momo Moukett, Filippo Farina, Lorenzo Bregant, Federica Bruscaglioni, David Benvenuto. Production ZONA K, creation Codicefionda, dramaturgical consultancy Agrupación Señor Serrano, in collaboration with Fuori Luogo Festival, Polo del ‘900, Festival dei Diritti Umani, Istituto Professionale Albe Steiner, Yepp Italia and Collettivo gLocale, with the support of MIC, with the contribution of Centro di Residenza Artistica della Lombardia – IntercettAzioni, Comune di Milano and Dialoghi – Residenze delle arti performative a Villa Manin” (CSS Teatro stabile d’innovazione del FVG). We would like to thank ITAS Giulio Natta, Hotel San Guido in Milan and Digital Storytelling Lab – University of Udine. The project has been realised with the support of the Fondazione Compagnia di San Paolo within the framework of ORA! Productions of contemporary culture.

 

“The project is realised with the support of the Compagnia di San Paolo within the framework of ORA! Produzioni di cultura contemporanea”. 

Visit ora.compagniadisanpaolo.it

 

Corso online di sceneggiatura cinematografica

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Qual è il metodo migliore per scrivere la sceneggiatura di un film?
Come dare vita ai personaggi?

Dalla creazione dell’idea di base alla costruzione della struttura e allo sviluppo del paradigma della narrazione, il corso propone un viaggio teorico e pratico sul cinema contemporaneo, attraverso nozioni tecniche sulla scrittura di una sceneggiatura e sulla fotografia.

FADE IN prevede un breve excursus sui manuali di sceneggiatura di Syd Field e di Linda Seger, sulle suggestioni critiche sul cinema di André Bazin, padre della Nouvelle Vague ed elementi di teoria dei film di Thomas Elsaesser e Malte Hagener integrati con le idee innovative di Marco Bertozzi sul documentario come riuso, performance, autobiografia.

 

I temi affrontati durante gli incontri:
1. come scrivere una grande sceneggiatura
2. la crescita del personaggio è il lievito del film
3. il soggetto del film in tre frasi. Il soggetto del film in 4 pagine
4. lo sviluppo dell’idea
5. la struttura della storia: la struttura in tre atti
6. cosa sono i subplot?
7. lo sviluppo del personaggio

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Costo € 120,00 per 7 lezioni.

Per informazioni e iscrizioni:
organizzazione@zonak.it
02.97378443 – 393.8767162
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Se invece vuoi procedere l’iscrizione clicca QUI 

Il percorso si attiverà al raggiungimento del numero minimo di partecipanti.

 

NINA DI MAJO

Regista, sceneggiatrice, attrice, videoartista, produttrice.

Lungometraggi

2020 – Regista sceneggiatrice del documentario collettivo Instant Corona, prodotto da Mir Cinematografica.
2016/17 – Regista , produttrice, autrice e direttore della fotografia del documentario Hans Werner Henze: la musica, l’amicizia, il gioco”, distribuito dall’Istituto Luce.
2010 – Regista e sceneggiatrice del film Matrimoni e altri disastri con Margherita Buy, Fabio Volo, Luciana Littizzetto, Marisa Berenson, Massimo De Francovich, Francesca Inaudi. Distribuito dalla 01.
2002 – Regista, soggettista e sceneggiatrice del film L’Inverno, con Valeria Bruni Tedeschi, Valeria Golino, Fabrizio Gifuni e Yorgo Voyagis. Presentato nella sezione “Panorama” alla Berlinale. Candidatura italiana all’European Howard all’Hollywood film festival. Vincitore del Globo d’oro per il miglior attore protagonista Fabrizio Gifuni e vincitore del Premio Internazionale della Fotografia. In competizione al Chicago Film Festival nella categoria New Directors.
1998 – Regista, attrice protagonista, autrice del soggetto e della sceneggiatura del film “Autunno”(1998). Con Elisabetta Piccolomini , Marco Mario De Notaris e Moni Ovadia, presentato al Festival di Venezia nella sezione Cinema del presente. Selezionato ufficialmente al Festival Venezia-Hollywood (LA), al Nice Film Festival (NY, San Francisco, Marocco, Mosca), al Festival di Amburgo.
1997 – Regista e autrice del soggetto e della sceneggiatura del cortometraggio ”Spalle al muro” (1997). Vincitore del Sacher d’oro e d’argento. Vincitore del David di Donatello come miglior cortometraggio Italiano .

Mediometraggi-Documentari /Performance video
2006 – Regista del documentario Marsyas, installazione di Anish Kapoor per la Turbine Hall, Tate Modern, London.
2005 – Regista del documentario U92 sull’installazione di Peter Greenaway “Children of Uranium”
2004 – Regista e direttore della fotografia della performance audiovisiva AFO 4, presentata al Roma Europa Festival.
2002 – Regista del documentario Merci, opere di Natalie Silva, presentato al Festival Artecinema, teatro Mercadante, Napoli.

Libri
L’inverno. L’Ancora del Mediterraneo.
Saggi e dialoghi sul cinema. Meltemi Edizioni.
Beniamino o le cose dell’altro mondo. Aracne Edizioni.

 

SEIx4 Xmas

A modern fairy tale in an urban itinerary to discover the places and history of Milan’s Lodi/Libia and XXII March districts

SEIx4_Xmas is a creative audio guide, its special route is a journey between present, past and future: the neighbourhoods of Municipio 4 will be the ideal location for a Christmas story, with a look at the arrival of the new year and a new beginning.

By scrolling through the virtual map, participants will be led through the Lodi/Libia and XXII March neighbourhoods by means of an audio narration: a true artistic experience that conveys historical information and content by linking notions and emotions.

At the end of each stage, you will be able to discover the next one: between one street and the next, you may come across an Xmas gift… what will be the surprise inside?

 


SEIx4_Xmas is available on izi.Travel platform click here to participate


 

A project by ZONA K with the artistic collaboration of Minima Theatralia; texts Federica Di Rosa; narration voices, music, audio editing and song by Duperdu_Marta M.Marangoni and Fabio Wolf; video shooting and editing Davide Stecconi; graphics Stefano Orfeo Montagnana; artistic coordination, organisation and communication by ZONA K

The SEIx4_Xmas project was created in response to the public notice for the realisation of cultural initiatives in collaboration with Municipality 4 in December 2020.

 

Percorso online per lavorare con la performance

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In quest’anno di clausura The Momentary Now, School of performance a cura di Marcella Vanzo triplica, in attesa di passare dal mondo virtuale a quello reale.

Vi proponiamo tre mini moduli di 6 incontri ciascuno: una introduzione virtuosa alla performance, un approfondimento “tosto” e poi, con l’ultimo modulo, ci auguriamo di incontrare i nostri studenti dal vivo. Potete seguire il vostro modulo preferito 1 o 2 o 3, o tutti e 3, a voi la scelta.

 

#1. FARE L’IMPOSSIBILE
6 Lezioni online di Resistenza

Gruppo A (chiuso) 20 gennaio – 24 febbraio 2021
ogni mercoledì dalle 19.00 alle 20.45 (con pausa di 15’)

Gruppo B (chiuso) 16 febbraio – 23 marzo 2021
ogni martedì dalle 20.00 alle 21.45 (con pausa di 15’)

Un corso per chi vuole fare e per chi vuole capire la performance, aperto a tutti.

PROGRAMMA
Mercoledì 20 gennaio/Martedì 16 febbraio: il corpo e lo spazio
Mercoledì 27 gennaio/Martedì 23 febbraio:
quello che non si può non sapere
Mercoledì 3 febbraio/Martedì 2 marzo: io e l’altro
Mercoledì 10 febbraio/Martedì 9 marzo: performance e foto-performance e video
Mercoledì 17 febbraio/Martedì 16 marzo: e adesso esci
Mercoledì  24 febbraio/Martedì 23 marzo: il tuo gesto

Le lezioni si svolgeranno su piattaforma Zoom, facile da installare su computer

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Costo € 100,00 per 6 lezioni.

Per informazioni e iscrizioni:
organizzazione@zonak.it
02.97378443 – 393.8767162
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Il percorso si attiverà al raggiungimento del numero minimo di partecipanti.
“Fare l’impossibile” può essere considerato come il modulo nr.1 di un percorso in 3 tappe ma può essere anche frequentato autonomamente.

 

#2. VENTIMILA LEGHE SOTTO I MARI:
6 Lezioni online in Profondità
3 marzo – 7 aprile 2021
ogni mercoledì dalle 19.00 alle 20.45 (con pausa di 15’)

Lavorare con la performance, corso per studenti d’arte, artisti e chi la performance la conosce già, o ha frequentato il primo modulo.
I partecipanti sperimentano la performance in modo autonomo, accanto a nozioni dettagliate di storia e produzione a cura di Matteo Bergamini [Exibart] e Paola Clerico [Case Chiuse] e a una incursione nello studio di Fabio Mauri.Le lezioni si svolgeranno su piattaforma Zoom, facile da installare su computer

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Costo € 100,00 per 6 lezioni.

Per informazioni e iscrizioni:
organizzazione@zonak.it
02.97378443 – 393.8767162
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Il percorso si attiverà al raggiungimento del numero minimo di partecipanti.
“Ventimila leghe sotto i mari” può essere considerato come il modulo nr.2 di un percorso in 3 tappe ma può essere anche frequentato autonomamente.

 

 

#3. DAL VIVO!
SOSPESO, date da definirsi
ogni mercoledì dalle 19.00 alle 22.00 (con pausa di 15’)

Ci proviamo? 6 tuffi del corpo nello spazio per chi ha voglia di sperimentare di persona che cos’è una performance. Aperto a tutti.Le lezioni si svolgeranno presso lo sala principale di ZONA K

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Costo € 150,00 per 6 lezioni in presenza.

Per informazioni e iscrizioni:
organizzazione@zonak.it
02.97378443 – 393.8767162
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Il percorso si attiverà al raggiungimento del numero minimo di partecipanti.
“Dal Vivo!” può essere considerato come il modulo nr.3 di un percorso in 3 tappe ma può essere anche frequentato autonomamente.

 

MARCELLA VANZO

Formatasi sia come antropologa che come artista, Marcella Vanzo vive e lavora a Milano. Tramite video, performance, foto e installazioni indaga le diverse dimensioni dell’essere umano, da quella sociale a quella mitica, da quella emotiva a quella politica. Nel suo lavoro realtà e finzione si fondono in una trama fitta che mette in discussione la rappresentazione della realtà.
Nell’ottobre 19 ha fondato The Momentary Now Performance School da ZONA K a Milano e da quest’anno insegna Performance all’Accademia Carrara di Bergamo. Ha ideato un progetto di arte partecipata per i bambini in quarantena durante il Covid19: #squola_pubblica, fatto di laboratori d’arte online interattivi e gratuiti, ospitato anche da Hangar Bicocca con cui continua la collaborazione: #fareinsiemesquola_pubblica è il corso di formazione per insegnanti della scuola primaria che sta avendo luogo ora.
Scrive per Exibart e Artedossier.
Vanzo partecipa regolarmente a mostre collettive e personali in Italia e all’estero, ultimamente: Radical, Fondazione Berengo, Venezia 2019; Festival del paesaggio di Anacapri, 2018; Biennale di Jakarta, 2017; Manifesta11, Zürich, 2016; Nel Mezzo del Mezzo, Palazzo Riso, 2015; Perspectif cinema, Centre Pompidou, 2015. Ha vinto il Premio New York e il premio Acacia Artisti Emergenti.

www.marcellavanzo.com

Un corso di ZONA K con la media partnership di

Percorso di teatro e movimento

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60+ LABIRINTI
Corsi e percorsi per non perdere il filo
Tre percorsi indipendenti dedicati agli Over60 tra scrittura, video, teatro e movimento.

 

  1. Percorso di teatro e movimento
    PER FILO E PER SEGNO
    data da definirsi
    tutti i lunedì dalle 14.15 alle 15.30

Costruiamo una performance teatrale fatti di segni, una drammaturgia di movimenti e parole che possa trasformare il nostro labirinto in un’azione teatrale collettiva.
Ci incontreremo finalmente dal vivo nella bellissima, e sicura, sala di ZONA K per lavorare sulle azioni fisiche, la voce, il movimento ritmico e i gesti simbolici.

10 incontri in presenza di 75 minuti cad.

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Costo € 140,00
Compila subito il modulo d’iscrizione cliccando QUI
Agevolazioni: sconto del 10% se hai frequentato almeno uno dei percorsi precedenti
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Il percorso si attiverà al raggiungimento del numero minimo di partecipanti.
“Per filo e per segno” può essere considerato come il modulo nr.3 di un percorso in 3 tappe ma può essere anche frequentato autonomamente.

 

GIA’ FATTO:

  1. Percorso online di scrittura ad alta voce
    IL FILO DEL DISCORSO
    28 dicembre 2020 – 1 febbraio 2021
    tutti i lunedì dalle 14.15 alle 15.30

Vuoi imparare a scrivere una storia che possa vivere non solo sulla carta ma soprattutto attraverso azione e interpretazione? Partendo dal mito del labirinto, costruiamo un percorso di parole, dialoghi, immagini per inventare storie straordinarie da raccontare ad alta voce.

6 incontri online di 75 minuti cad. su piattaforma Zoom, facile da installare su computer

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Per informazioni e iscrizioni:
segreteria aperta lu-ven ore 15.00 – 19.00
organizzazione@zonak.it
02.97378443 – 393.8767162

oppure compila direttamente il modulo d’iscrizione cliccando QUI
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Il percorso si attiverà al raggiungimento del numero minimo di partecipanti.
“Il filo del discorso” può essere considerato come il modulo nr.1 di un percorso in 3 tappe ma può essere anche frequentato autonomamente.

Il percorso è tenuto da Federica Di Rosa, diplomata in Drammaturgia alla Scuola d’Arte Drammatica “Paolo Grassi” di Milano, lavora con diverse realtà teatrali alla scrittura di testi per spettacoli ed eventi. Ha coordinato e realizzato progetti di formazione con: Teatro della Tosse, Teatro Coccia, Eniscuola, Formattart, Alice in Città, Teatro Franco Parenti. E’ autrice e regista di spettacoli di teatro ragazzi.
Dal 2015 è responsabile della didattica per ZONA K.

Leggi l’esito del percorso: ENTRA, TI STAVO ASPETTANDO
Le partecipanti hanno scritto ognuna un testo, pensato per essere detto “ad alta voce” e hanno poi lavorato insieme alla scrittura della cornice narrativa che lega come un filo le diverse storie.

 

  1. Percorso online per raccontare con il video
    A DOPPIO FILO
    posticipato! 15  febbraio – 22 marzo 2021
    tutti i lunedì dalle 14.15 alle 15.30

Vuoi creare una video storia utilizzando uno smartphone o un tablet? Impara con noi a scegliere il punto di vista, l’inquadratura, la luce, la musica e le parole.
Sei incontri online teorici e pratici per scoprire come strutturare e produrre un racconto per immagini sul tema del labirinto.

6 incontri online di 75 minuti cad. su piattaforma Zoom, facile da installare su computer

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Per informazioni e iscrizioni:
segreteria aperta lu-ven ore 15.00 – 19.00
organizzazione@zonak.it
02.97378443 – 393.8767162
Compila subito il modulo d’iscrizione cliccando QUI
Agevolazioni: sconto del 10% se hai frequentato il percorso precedente
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Il percorso si attiverà al raggiungimento del numero minimo di partecipanti.
“A doppio filo” può essere considerato come il modulo nr.2 di un percorso in 3 tappe ma può essere anche frequentato autonomamente. 

Il percorso è tenuto da Davide Stecconi, diplomato alla Civica Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi 1999 (corso Drammaturgia). Dal 2000, alternandosi come sceneggiatore e regista, ha scritto e diretto cortometraggi e lungometraggi e alcune fiction per la TV fra cui la serie Piloti – Rai2 -.
Più recentemente collabora alla realizzazione di spot per il web e documentari come filmaker.

 

 

Fratini, Gabrielli, Barile: author writings with ENA

3 playwrights were called to interact with ENA Nomen Nescio, a bot imitating human conversation.

Introduced by the Catalan director Roger Bernat, creator of the online performance, and Valentina Kastlunger, artistic director of ZONA K, Roberto Fratini, Renato Gabrielli and Magdalena Barile, they will take part in the writing of an oceanic play directly on the homepage of this site.

– 20 November at 9.00 p.m. – 9.30 p.m.
– 21 November at 9.00 p.m. – 9.30 p.m.
– 22 November at 9.00 p.m. – 9.30 p.m.

The interventions can be followed live on FACEBOOK of ZONA K

 

BIO

Magdalena Barile lives and works in Milan. Author, playwright and screenwriter, she teaches Theatre Writing at the Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi and at the Scuola Belleville and Screenplay at the IED – Istituto Europeo di Design. Her theatre texts, many of which have been translated into several languages, are the most recent: Raffiche (2016); Il divorzio, adaptation of the film Divorzio all’italiana by Pietro Germi (2016); Rosa Conchiglia. Anaïs Nin e i giorni del porno ( (2017); Cosa beveva Janis Joplin (2018); Api Regine. Commedia fantascientifica sull’eliminazione del maschio (2018). She collaborates permanently as author and screenwriter with Swiss Radiotelevision (RSI) and has participated in the writing of several drama and comedy programmes for Italian television (Albero Azzurro, Camera Cafè, Bye Bye Cindarella).

Roberto Fratini Serafide (Milan, 1972), playwright and dance theorist, is a lecturer at the Conservatori Superior de Danza (Istituto del Teatro) in Barcelona, and has held courses and lectures at other European universities. He collaborates with several international contemporary dance and theatre companies (among them Caterina Sagna Company, La Veronal, Roger Bernat FFF, Taiat Dansa, Germana Civera, Aerites Dance Company, Alexandra Waierstall, Sol Picó, Philippe Saire) and has given dramaturgy workshops at different masters and theatre institutions. His book A Contracuento. La danza y las derivas del narrar was published in 2012. In 2013 he received the FAD Sebastià Gasch Prize for his artistic and intellectual trajectory.

Renato Gabrielli, playwright and screenwriter, teaches at the “Paolo Grassi” and the “Luchino Visconti” School of Cinema in Milan. He is the author of the guide Scrivere per il teatro (Carocci, 2015). Among his most recent theatre works: Combattenti (“Hystrio” XXIX-3, 2014), La donna che legge (Cue Press, 2015), Redenzione (2017), Spin (2018), Fammi un’ altra domanda and Nessun miracolo a Milano (2020). In 2008 he won the Hystrio Prize for Dramaturgy. In 2020, with Procedura, he won the Premio InediTo Colline di Torino – Sezione Teatro.

SEIx5

6 possible audio paths
6 video stories to discover
6 songs to listen to

DOWNLOAD THE MAP

 

 

Seix5 is a creative audio guide to discover the places, monuments and history of Milan’s Cinque Vie, through words, songs, music, anecdotes and videos.

Participants will be virtually led through the “Cinque Vie” district by means of an audio story created by ZONA K and interpreted by the duo Duperdu: a true artistic experience that conveys historical information and content, linking past and present, notions and emotions, enhancing the heritage of memories and meanings of the Cinque Vie district.

By scrolling through the virtual map, it will be possible to venture into the underground Milan of Leonardo’s Crypt and then into the narrow and mysterious Via Bagnera, or to discover the ancient crafts, to lose oneself in history and magic in the five star-shaped streets, or to find traces of the old Mediolanum.

You can decide whether to follow one of the two routes through the main stops (Piazza San Sepolcro, Piazza Mentana, the intersection of the Five Ways, Via Gorani, Via Brisa and Piazza Affari) or choose to follow the themed itineraries (Mystery, Trades, Music and Traces).

The voice of the Duperdu will accompany the journey with stories, songs and anecdotes, and at each stage a video will help immerse you in the atmosphere of the places.

 


SEIx5 is available on izi.Travel platform
click here to participate clicca qui per partecipare


 

A project by ZONA K in collaboration with Minima Theatralia. Texts and artistic coordination Federica Di Rosa narrating voice, original music, audio editing and songs by Duperdu_Marta M. Marangoni and Fabio Wolf filming and video editingDavide Stecconi graphicsStefano Orfeo Montagnana with the collaboration of Silvia Orlandi and Federica Bruscaglioni for ZONA K,Dianora Zacché and Anna Bellelli for Minima Theatralia Thanks to Michele Figlioli of Pinacoteca Ambrosiana for the images; Barbara Affaticati of SIAM for the filming authorisation; Mr Maurizio, a valuable guide within SIAM; Alberto Mereghetti of Ferramenta Mereghetti and Ludovica Ventura of B Restaurant for the interviews and availability; Lorenzo Bregant for his kindness and the action cam.

The SEIx5 project was born in response to the Municipality 1 of Milan’s tender on the enhancement of the historical, artistic and cultural heritage of the Cinque Vie. Following the Dpcm of 24 October, the project born to bring the public through the streets of the district was remodelled by ZONA K and Minima Theatralia through the creation of the virtual audio guide.

Why REALITY?

Cinemas, theatres, concert halls: when computers are switched off and live streaming platforms are closed, you are back – with due care – to experience live.

But what does it mean to return to theatre after months of lockdown from a programming point of view? How do you build a season in Covid period?

Once the often very tangled knots of compliance, with the rules, have been untangled, the organizers are faced with the challenge of proposing an offer that, more than ever before this year, has to face the target audience: it is necessary to hypothesize scenarios and diversify the offer. For the audience to return to the theatre and reactivate a virtuous participation mechanism, it is therefore essential to know artistic expectations and needs.

For this reason (as part of the project on the promotion of the audience supported with the Mibact contribution for the three-year period 2018/2020) ZONA K and Stratagemmi have taken charge of directly questioning the audience: with the collaboration of Stefano Laffi (Codici), we have developed a questionnaire to investigate the needs, uncertainties, but also ideas and proposals for the future.

The result was a somewhat unexpected picture – useful to get to know the audience in depth, even beyond the emergency situation – which helped to shape the autumn season of ZONA K, not by chance named with the questioning title “Reality?

The sample who answered the questionnaire was for the most part (8 people out of 10) curious and enthusiastic about trying out alternative forms of entertainment to the traditional ones, based on new languages and a different way of experiencing the space. Interactive devices that can be used remotely, or itinerant walks around the city: the important thing – our spectators told us – is to feel safer. Those who want to return to the theatre, but also those who are still undecided, prefer in the vast majority (87% of cases) outdoor performances. The theatre, suggests the outcome of the questionnaire, can therefore move around, cross places, and the audience is ready to follow it.

This is when the season of ZONA K starts en plein air. The dances are opened by the most famous professionals of urban scenic devices, Rimini Protokoll: they are the curators of FASE NOVE // Assolo Urbano (14 October-14 November), a tour of nine important city places from the artistic point of view. The aim of the walk is to ask ourselves about some unresolved contemporary issues that exploded with great force during the pandemic: why does art exist? And how fundamental is it in our daily lives?

And for those who are not satisfied, a second chance for an itinerant performance is also ready: the Pleiadi collective has prepared R 500 – Safari in the urban labyrinth. #Studio II (23-25 October).

And the virtual? What do spectators think about it?

Saturated with screens and video calls that mark the working days, the respondents answered loud and clear: there is no interest in the telematic vision of a show, neither deferred (an option only for 3 people out of 10) nor live streaming (for 4 out of 10). Theatre, after all, is a relationship. This is well known to the European Lord of participatory theatre, Roger Bernat, who has thought up a new home theatre project in recent months (available between 18-28 November). The ENA device invites the audience to relate, through the use of an app, with an artificial intelligence. The spectators through questions, invitations and indications have the possibility to confront face to face with a “fake” human being in an encounter that is not an end in itself, as often happens when we are dealing with bots born for commercial purposes, but aimed at creating a real dramaturgical text that will take shape from the dialogues between the spectators and ENA.

The interactive multimedia relationship is also at the centre of Play me (Origins project) by Codicefionda and Agrupación Señor Serrano (5-15 November), which can be enjoyed by one viewer at a time. The subject of investigation is the relationship of adolescents and adults with the world of gaming and real identities.

There is, however, still someone who wants to come back and sit in the audience (about 44% of respondents). For them, Agrupación Señor Serrano presents The Mountain (2-3 December) a work that deals with a very hot topic, the relationship between true and false, between news and fake news, between robots and humans, starting from a statistical consideration that involves the public: on average each of us lies three times a day. So does the truth exist? And how can we find it?

The editorial staff of Stratagemmi Prospettive Teatrali 

Meetings by Sara Chiappori & Renata Viola

The relationship with reality presses the performing arts, interrogates them and inhabits them, both object and habitat of an investigation that mixes grammar and semantics of the languages of the scene, re-discussing the concept of author and interpreter, reformulating the criteria of fruition and appropriation of space, definitively clearing the new technologies, opening explicit connections with sociology, urban planning, statistics, political discourse, economics.

ZONA K has given account of all this in the last few seasons, pointing out the critical points of reflection, ethics before aesthetics, around and within the contemporary. Hence, the need to open a theoretical window to try a further investigation that leaves room for doubts rather than certainties.

Designed for a diverse audience, spectators, operators, university students, curious and restless citizens, REALITY? has the ambition to make the languages of the scene react like in a chemical experiment with the alphabets of other disciplines, comparing artists who have worked with ZONA K and theorists who have deepened the same themes, but from the point of view of their skills.

The meetings will be published simultaneously on   e   di  ZONA K

  • Monday 23 November, 6.00 p.m.
    PROLOGUE: POLITIK DER BLICKE/THE POLITICS OF LOOKS
    meeting with JENS HILLJE (artistic co-director and chief dramturg at the Maxim Gorki Theater in Berlin, Golden Lion for Lifetime Achievement Biennale Teatro 2019)

 

Then, four keywords for four dialogues

  • Tuesday 24th November, 6.00 p.m.
    LANDSCAPE: dialogue between VITTORIO LINGIARDI and DOM- (IT): because it feeds new dramaturgies of the space that cross the places, putting in crisis the very notion of look. Because our relationship with the landscape involves the whole body and is always a question of relationships, with others, with the world, with rules, with time, with borders.

 

  • Wednesday 25th November, 6.00 p.m.
    CRISIS dialogue between SALVATORE NATOLI and AGRUPACION SEÑOR SERRANO (ES): because “the crisis” in which we live has become a permanent and structural condition. Today, more than ever, we live in a state of emergency that forces us to reformulate new future scenarios. We are called to radically rethink everything we gave for certain and for acquired. Can all this really be considered an opportunity like the media storytelling suggests or are we on the threshold of a sort of “human revolution”?

 

  • Thursday 26 November, 6.00 p.m.
    POLITICS dialogue between JUSEPPE GENNA and VALTERS SĪLIS (LV): because we have all decreed its death, or at least embarrassment and impoverishment, but we cannot do without it. So let’s go and find it where it manifests itself in its worst forms, the fascist sovereignist populist drifts, the last temptation of a West orphaned of an alternative thought to 20th century ideologies.

 

  • Friday 27 November, 6.00 p.m.
    GAME/PARTICIPATION dialogue between STEFANO BARTEZZAGHI and ROGER BERNAT (ES):
    because the playful approach can be the key, but also the trap. If contemporary performance has accustomed us to enjoy the theatrical fact as a game, are we willing to give up in terms of attention, concentration, intellectual effort? The game, however, is not only a deresponsible escape, it can also be a very serious business.

Roger Bernat (ES)

with the collaboration of Mar Canet and Varvara Guljajeva

and the live Facebook participation of
Roberto Fratini 20 November at 9.00 p.m. – 9.30 p.m.
Renato Gabrielli 21st November at 9.00 – 9.30 p.m.
Magdalena Barile 22 November at 9.00 – 9.30 p.m.

Special guest ROGER BERNAT
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From 18 to 28 November, 24 hours a day, the Catalan director Roger Bernat, who generally creates performances without performers, offers us the opportunity to write an oceanic play directly from the ZONA K website.

Luis Buñuel and Jean-Claude Carrière locked themselves in a room and, embodying their characters, wrote the scripts for their future films. On the theater website, instead of conversing with Buñuel, Carrière or Shakespeare, the internet user converses with ENA, a bot that mimics human conversation. According to the Wikipedia definition, a bot is a sequence of computers that performs repetitive tasks that would be impossible or very burdensome for a human being. To learn how to write, ENA was shown 8 million documents.

The bots that answer the phone when we call big companies, those that affect social networks when elections are approaching or the bots we face in electronic games are brothers and sisters of ENA. But ENA doesn’t want to sell us anything, doesn’t want to inform us of any news (fake or real) and doesn’t even want to comfort us. ENA was conceived with the only purpose of pretending to be a human being, therefore to make theatre. ENA does not understand what she says or is told. For ENA, language is just a sequence of signs to which it responds with another sequence. Any dialogue with ENA will only make sense to the person participating in the conversation and to the audience reading the conversation on the theater’s website at the time. Having a dialogue with ENA is like playing squash with a wall that returns the ball to you. Keep in mind that, as a human being, you may be surprised or angry, or tired. ZONA K cannot be held responsible for messages sent by ENA which may be unpredictable.

CAUTION:
ENA learned to write with GPT-2 (OpenAI) and dialogues thanks to DialoGPT (Microsoft) of the Transformer (Google) database. For this reason, although he understands Italian, he answers only in English. Nobody’s perfect.

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Info: online collective writing • duration as desired • in Italian and English translated simultaneously
Participation: free, non-stop 24 hours a day on the zonak.it website

If you have spoken to ENA and want a copy of your dialogue, send an email to biglietti@zonak.it clearly indicating the nickname and day of your interview
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A project by Roger Bernat with the collaboration of Mar Canet and Varvara Guljajeva web design and programming Mar Canet and Varvara Guldjajeva graphics Marie-Klara González coordination Helena Febrés co-production  FFF and Teatre Lliure thanks to Fabiano Cocozza

BIO

Magdalena Barile lives and works in Milan. Author, playwright and screenwriter, she teaches Theatre Writing at the Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi and at the Scuola Belleville and Screenplay at the IED – Istituto Europeo di Design. Her theatre texts, many of which have been translated into several languages, are the most recent: Raffiche (2016); Il divorzio, adaptation of the film Divorzio all’italiana by Pietro Germi (2016); Rosa Conchiglia. Anaïs Nin e i giorni del porno ( (2017); Cosa beveva Janis Joplin (2018); Api Regine. Commedia fantascientifica sull’eliminazione del maschio (2018). She collaborates permanently as author and screenwriter with Swiss Radiotelevision (RSI) and has participated in the writing of several drama and comedy programmes for Italian television (Albero Azzurro, Camera Cafè, Bye Bye Cindarella).

Roberto Fratini Serafide (Milan, 1972), playwright and dance theorist, is a lecturer at the Conservatori Superior de Danza (Istituto del Teatro) in Barcelona, and has held courses and lectures at other European universities. He collaborates with several international contemporary dance and theatre companies (among them Caterina Sagna Company, La Veronal, Roger Bernat FFF, Taiat Dansa, Germana Civera, Aerites Dance Company, Alexandra Waierstall, Sol Picó, Philippe Saire) and has given dramaturgy workshops at different masters and theatre institutions. His book A Contracuento. La danza y las derivas del narrar was published in 2012. In 2013 he received the FAD Sebastià Gasch Prize for his artistic and intellectual trajectory.

Renato Gabrielli, playwright and screenwriter, teaches at the “Paolo Grassi” and the “Luchino Visconti” School of Cinema in Milan. He is the author of the guide Scrivere per il teatro (Carocci, 2015). Among his most recent theatre works: Combattenti (“Hystrio” XXIX-3, 2014), La donna che legge (Cue Press, 2015), Redenzione (2017), Spin (2018), Fammi un’ altra domanda and Nessun miracolo a Milano (2020). In 2008 he won the Hystrio Prize for Dramaturgy. In 2020, with Procedura, he won the Premio InediTo Colline di Torino – Sezione Teatro.

 

Michele Losi / Pleiadi (IT)

R 500 – Safari in the urban labyrinth. #Studio II is an urban walk that leads the public to explore nature, sometimes hidden from our eyes, and its complex relationship with urban architecture and inhabitants, within a narrow radius of 500 meters between ZONA K and Biblioteca degli Alberi.

This second stage of the research work, which began in October 2019, arises from two artistic residences of the Pleiadi collective in ZONA K and from the European format “Radius” of the Dutch artist Sjoerd Wagenaar: a method of artistic and scientific investigation of a narrow range of territory.
The Radius format invites people to look at the surrounding landscape with a new look, based on knowledge of the environment. The artists collect stories from the residents, consult scientists, architects, biologists, ‘digging’ and mapping the radius of the territory, returning the outcome of the investigation to the public through an urban walk.
Also this year there will be the contribution of the collective of architects Studio Pasta Madre.

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Friday 23 and Saturday 24 October 17.00 – 17.45 – 18.30
Sunday 25 October 16.00 – 16.45 – 17.30

Info: Urban walk for 10 people • in Italian

The walk takes about 100 minutes and will be covered on foot.
The place of arrival is close to the place of departure.
It is recommended to wear comfortable and waterproof shoes in case of light rain; in case of heavy rain the event will be canceled.

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A project by Pleiadi, Campsirago Residenza, in collaboration with ZONA K (IT), The International Academy for Natural Arts (NL), BAM – Biblioteca degli Alberi Milano (IT), Artistic and scientific team Michele Losi, Sjoerd Wagenaar, Liliana Benini, Sofia Bolognini, Marialice Tagliavini, Luca Maria Baldini, Emilio Padoa Schioppa, Studio Pasta Madre collective. Citizens of the neighborhood who will participate in the survey.

** Performative action included in “InterettAzioni” – Artistic Residence Center of Lombardy: a project by Circuito CLAPS Industria Scenica, ZONA K, Milano Musica, Teatro delle Moire, with the contribution of the Lombardy Region, MiBACT and Fondazione Cariplo. **

 

Bozkurt, Campara, Oglialoro, Tabilio, Venturi
with Rimini Protokoll

A project by ZONA K and Casa degli Artisti

The pandemic emergency led to a division of the social components into systemically relevant and not relevant. For many it was also a psychological polarization: between what is essential and what is superfluous. The artistic professions are not among those socially necessary.

Should we think of a world in which art will no longer play a role? Can we imagine a reality that cancels the existence of art and of those who work there? What relationship can art have with each of us in this state of crisis? Is something that has long since gotten stale about to end? Can such a profound crisis be an opportunity?

PHASE NINE || Urban Solo invites us to ask ourselves these questions in the context of the city. Nine important places for art in Milan – some iconic, others unusual – become the stage for nine audio installations which, through interviews with various experts, are confronted with a provocative question: why does art exist and not nothing?

 

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departure Casa degli Artisti, Corso Garibaldi, 89/A – via Tommaso da Cazzaniga -M2 Moscova-.

Info: urban walk for 1 person – in Italian – closed on Monday
Tickets can be picked up on the day of the walk 15 minutes before the start at Casa degli Artisti, Corso Garibaldi, 89/A – via Tommaso da Cazzaniga -M2 Moscova-.

BASIC INFORMATION FOR PARTICIPATING
A document will be requested as a deposit for the use of the navigator.
As this is a route with mandatory stops, the departure time cannot be postponed. The walk takes about 120 minutes and will be covered on foot. The place of arrival is close to the place of departure. It is recommended to wear comfortable and waterproof shoes in case of light rain; in case of heavy rain the event will be canceled.
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** Performative action included in “IntercettAzioni” – Artistic Residence Center of Lombardy: a project by Circuito CLAPS and ZONA K, Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire, with the contribution of the Lombardy Region, MiBACT and Fondazione Cariplo. **

Artists Ekin Bozkurt, Chiara Campara, Giulia Oglialoro, Riccardo Tabilio and Francesco Venturi Artistic supervision Aljoscha Begrich and Jörg Karrenbauer (Rimini Protokoll) Project management Valentina Kastlunger (ZONA K) Audio coordination and mixing William Geroli Multimedia implementation Stripes Digitus Lab In collaboration with Eataly Smeraldo, Goethe-Institut Milano, Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, Giardini in Transito – Giardino Comunitario Lea Garofalo, Anteo Palazzo del Cinema, Piccolo Teatro di Milano Main partner Casa degli Artisti BNP Paribas Thanks to Feltrinelli bookshop in viale Pasubio, Il Barettino in via Solferino, Armonium Galvan Photo Luca Del Pia WithGiuliana Bonifati, Christian Gangitano, Laura Pugno, David Bidussa, Marta Alessandri, Mauro Ferraresi, Silvia Vizzardelli, Wu Ming 2, Palma Rivetti (Mina), Roberta Carpani


BIO

Ekin Bozkurt (sound designer), Chiara Campara (filmmaker), Giulia Oglialoro (author, journalist), Riccardo Tabilio (author and dramaturg) and Francesco Venturi (composer) are the artists that the second open call of Casa degli Artisti on the theme “Work” Selected in March 2020 for the artistic project shared with the German collective Rimini Protokoll.

The work, coordinated and followed by Jörg Karrenbauer and Aljoscha Begrich of Rimini Protokoll in the role of mentors, was completely rethought during the months of lockdown. The theme of work remained central, but he decided to focus in particular on work in the world of culture and art, a theme made even more urgent by the crisis caused by the pandemic. It was decided to work precisely on contingency, considering it an opportunity, investigating the changing perception of spaces and cultural operators.

Rimini Protokoll was founded in 2000 by Stefan Kaegi, Helgard Haug and Daniel Wetzel and over the years has collaborated with various constellations of artists. The goal is to expand the means of the theater in order to create new perspectives on reality. Rimini Protokoll avails itself of the collaboration of experts, whose knowledge and skills go beyond the theater, to produce shows, radio productions and urban interventions that often translate urban spaces and social structures into theatrical formats.

REALITY?

In the presentation of the Reality 2020 season we told our vision of reality that did not want to translate into a philosophical disquisition or a flattening on the spectacularization of contemporary media. It was a title that wanted to close a three-year period where ample space was given to artists who have done their research and art from the Theater of Reality. A three-year period that started with Power and continued with Economy in which we felt the need to analyze and interpret the present, always keeping an eye on the so-called reality data as a rudder that keeps the course despite the brazen and unrepentant political propaganda that does not fear neither the self-contradiction nor the explicit lie.

Of that season – which should have been structured in the Global, Human and Virtual focuses – we just had time to present the special event that went beyond the focus but which for us had the symbolic flavor of a first show that ZONA K brought into Casa degli Artisti.

Then everything, as for everyone, stopped. The companies were first warned, then put on stand by, and finally the shows were canceled. Suddenly our strength, our distinctive trait, our identity and consistency in design choices and consolidated international relationships have become our boomerang. How to keep up a season that would have included numerous European artists? How to reopen a space where the distancing measures force to have no more than 20 spectators? How to look beyond the obstacle to imagine and build a new reality?

The word “new” was enough to re-tune us and to start again from where we left off. If it is a new reality that we have to live, then our season can be called REALITY ?. The question mark not only closes a questioning sentence, but also summarizes the amazement, perplexity and ultimately the hope that this is not really a new world to be invented, but a phase, a parenthesis not to be archived and from which to start again.

We therefore start from the desire to find a new meaning to reality, new perspectives, new ways of enjoying culture thanks to a continuous comparison with some of the artists who have accompanied us most in recent years. Thus the new autumn season that has emerged continues the path started where possible and leaves much more space for those distinctive features that have characterized our work in past years: complex projects, urban performances, shows for a few spectators at a time, collaboration with theaters larger to accommodate artists who need the stage. The most important novelty is the desire to give more space and time to the shows in the season with, on our part, an important productive effort: many of the shows we offer are real productions and co-productions. It is a choice that was already in the making and that found a boost in the pandemic: to continue working on an annual season, but with even more our projects that are able to sustain a long life and that do not run out in the space of a few reruns. 

Events:

15 – 24 September 2020
UNDER COVID
Gianmarco Maraviglia
curated by Chiara Oggioni Tiepolo
[photographic exhibition]

14 October – 14 November 2020
FASE NOVE || Assolo Urbano 

Ekin Bozkurt, Chiara Campara, Giulia Oglialoro, Riccardo Tabilio and Francesco Venturi (IT)
with Rimini Protokoll (DE)
a ZONA K and Casa degli Artisti production
[urban walk]

23 – 25 October 2020
R500 – SAFARI NEL LABIRINTO URBANO. Studio #II
Michele Losi / Pleiadi Art Prod. (IT)
[urban walk]

5 – 15 November 2020
PLAY ME (ORIGINS PROJECT) 

a ZONA K production, by CODICEFIONDA (IT)

dramaturgical advice Agrupación Señor Serrano (ES)
[multimedia performance]

18 – 28 November 2020
ENA – Nomen Nescio

Roger Bernat (ES)
with the collaboration of Mar Canet e Varvara Guljajeva
[online collective writing]

23 – 28 November 2020
REALITY? 4 dialogues on theatre and the contemporary 
Sara Chiappori
and Renata Viola
[conference]

postponed
THE MOUNTAIN 
Agrupacion Señor Serrano (ES)
a ZONA K co – production, in collaboration with Tieffe Teatro Menotti Milano
[show]

photo: terraproject
edit & graphics: NEO studio

 

Collettivo MMM (IT)

Radio Olimpia, Bomba libera tutt!, a playing field and mobile radio station hosted by a California camper, is coming to Milan.

On the playing field, set up in the new square in Via Toce in the Isola district, a series of competitions will take place in which the public, divided into teams, will challenge each other in an unprecedented form of contemporary performing Olympics.
All the games are inspired by performances by well-known and lesser-known artists.

The disciplines will be introduced live from the playing field, and the competitions will be accompanied and refereed. Each action will be commented on in the radio commentary and winners and losers will be presented.
There will be in-depth content on the performances of the artists mentioned and on the themes referred to in the games: public space, the moment of celebration, the game, non-productive time, in a succession of challenges, interviews with “special guests” and the participants who bring the frequencies in the squares of Radio Olimpia, Bomba Libera tutti, to life!

 

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Team game|Performance – duration 100 min. – in Italian
c/o Piazza Aperta di via Toce, Milan [Tram 2, 4].

In case of rain the event will be cancelled.
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Created, realized and performed by Collettivo MMM: Martino Ferro, Maria Caterina Frani, Maria Pecchioli Production Pergine Festival, in co-production with ZONA K Il Giardino delle Esperidi Festival, In\Visible Cities / Contaminazioni digitali and with the support of Indisciplinarte and Periferico Festival
Winner of Open_Contemporary Urban Creation. Ph. Giulia Lenzi

 

BIO
The MMM Collective (Maria Pecchioli, Martino Ferro and Maria Caterina Frani) has collaborated in the past in the activation of performative-radiophonic formats (Forever, Maria di Sant’Elena, MMFight), has co-directed with the Fosca association the Frau Frisör Fosca space dedicated to languages and artistic contaminations, proposing an interdisciplinary programme aimed at citizens.
The relationship with the context, the ability to involve and promote the individual and the group, the sharing of practices and visions are the basis of the common path. Maria Pecchioli is an artist and producer of cross-media platforms, performer and film maker. Martino Ferro is a writer and screenwriter for film and television. Maria Caterina Frani is an actress, performer, speaker and assistant director.

Gianmarco Maraviglia

ZONA K has always been attentive to the language of photography and how it represents reality. So we have decided to reopen our premises with a photographic exhibition that tells with clarity and modesty what has happened and that has upset our daily lives to better understand that question mark on our near future.

… … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … …

It’s as if something jammed and then broke. Broken time, reality, habits. The sense of freedom, the lightness, a certain arrogance in taking life for granted, even. That life.
Then the day came when everything changed. The light-heartedness was wiped out, a typically Italian gesture was cancelled, the ‘normal’ flow of habits and days was swept away. We have discovered ourselves vulnerable, the universe to be conquered has shrunk to the point of entering our homes. Once the certainties had been pulverised, the scaffolding stripped away, we clung to the only certainties that were still solid.

We have waited, as if we were locked in a bunker, for another entity to give us the green light once again. Our existence has been entrusted first to a bulletin, then to technologies. The word ‘control’ took on the reassuring hues of a cloak of protection.
And finally the reopening. Hurrah. So here we all are in the streets, in a hurry and with the urgency to regain possession of the time that once was, the almost physical need to convince ourselves that it was all over, past, ready to be forgotten.

And yet. We pretended nothing had happened, we wanted nothing to happen. But something still doesn’t work. And it is only now, probably, now that the emotions are settling and sedimenting, that we have the courage and lucidity to understand how much that fracture of the normal has really fixed itself inside us irreversibly. Gianmarco Maraviglia wanted to tell ‘his’ covid, in a narrative somewhere between an intimate account and a photojournalistic investigation, while avoiding the more detailed dimension of the disease. But he too was faced with the dilemma of “misalignment”. How, then, to visually represent and synthesise the change in the sequence of reality that our lives have undergone? Thus was born the glitch, the system error. Images of “matrixian” suggestion that leave open a question about our near future.

Opening – 15 September 2020, 7 pm
On display – 15 to 24 September 2020

Tuesday – Sunday 17.00 – 21.00 Monday 17.00 – 19.00

Free entrance limited to max 20 people at the same time

DER MOND – LA LUNA

Sorry, this entry is only available in Italian.

Un progetto di ZONA K, in collaborazione con BAM Biblioteca degli Alberi di Milano, inserito nel programma Milano Summer School – Comune di Milano

Prima di tornare finalmente a scuola, sei pront_ a partire per un viaggio sulla LUNA?
Cosa vuoi portare con te? Cosa scoprirai lassù?

Tra passeggiate lunari, creature immaginarie, parole, suoni e immagini, i bambini lavoreranno con un’artista/videomaker e con un esperto di arti circensi e teatrali. Con loro inventeranno un incredibile viaggio sulla LUNA utilizzando corpo, voce e immaginazione, supportati da strumenti audio e video.
Tutte le attività proposte sono volte a stimolare bambine e bambini a utilizzare la lingua tedesca in modo giocoso e creativo.

Il campus si svolgerà lungo l’arco della giornata e le attività saranno condotte sia all’interno di ZONA K sia all’aperto, nella bellissima BAM Biblioteca degli Alberi di Milano,  in uno spazio riservato tutto per noi.

 

Si prevede la possibilità di organizzare un massimo di due gruppi di 7 bambini ciascuno, così come indicato dalle linee guida del Comune di Milano.

Questo il programma della giornata tipo:

ore 9.00

accoglienza Gruppo 1

ore 9.15

accoglienza Gruppo 2

ore 9.30 – 10.30

Gruppo 1: Audio – Gruppo 2: Movimento

ore 10.30

Merenda all’aperto

ore 11.00 – 12.30

Gruppo 1: Video – Gruppo 2: Teatro

ore 12.30 – 14.00

Pranzo al sacco all’aperto e giochi

ore 14.00 – 15.00

Gruppo 1: Movimento – Gruppo 2: Audio

ore 15.00 – 16.00

Gruppo 1: Teatro – Gruppo 2: Video

ore 16.00

Uscita Gruppo 1

ore 16.15

Uscita Gruppo 2

Il campus è organizzato in modo da rendere felice e piacevole l’esperienza a tutte le bambine e tutti i bambini e di rispondere alle normative nazionali in relazione all’attuale emergenza sanitaria (DPCM del 17/05/2020 e del 11/06/2020 e Ordinanze della Regione Lombardia n. 547 del 17/05/2020 e n. 566 del 12/06/2020)
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Costo: € 190,00
Sconto del 10% a partire dal/la secondo/a iscritto/a e per n. 1 BAM FRIENDS*.
I due sconti non sono cumulabili.
*Al primo incontro verrà chiesta visione della tessera relativa.

N.B. E’ richiesto il pranzo al sacco

Il campus è a numero chiuso, si attiva al raggiungimento nel numero minimo di iscritti richiesto.
Le iscrizioni si chiudono il giorno 21 agosto o al raggiungimento del numero massimo di iscritti previsto.

CLICCA QUI E COMPILA SUBITO  IL MODULO D’ISCRIZIONE
IMPORTANTE: IL MODULO VA COMPILATO PER OGNI ISCRITTO/A E CORREDATO DI PRESA IN CARICO DEL BONIFICO

Per informazioni più generali, contattaci all’indirizzo organizzazione@zonak.it

 

DER MOND – LA LUNA
MULTIDISZIPLINARISCHER FERIENCAMPUS IN DEUTSCHER SPRACHE
FÜR KINDER VON 6 BIS 11 JAHREN
Vom 31. August bis 4. September

Seid ihr bereit, mit uns zum Mond zu fliegen? Was möchtet ihr mitnehmen?
Und was meint ihr könnt ihr dort oben entdecken?

Zwischen Mondspaziergängen, imaginären Kreaturen, Worten, Klängen und Bildern werden die Kinder mit einer Künstlerin und Videokünstlerin und einem Experten für Zirkus- und Theaterkunst arbeiten und ihre Reise zum Mond mit Körper, Stimme und Vorstellungskraft erfinden, unterstützt durch Audio- und Videoequipment.

Die vorgeschlagenen Aktivitäten zielen darauf ab, Kinder zum spielerischen und kreativen Gebrauch der deutschen Sprache anzuregen.

Der Campus findet von 9.00 bis 16.00 Uhr statt.

Die Aktivitäten werden sowohl drinnen in den Räumlichkeiten von ZONE K, als auch draußen in einem in der BAM für uns reservierten Bereich durchgeführt.

Gemäß den Richtlinien der Stadt Mailand können maximal zwei Gruppen von je 7 Kindern teilnehmen.

Beiden Gruppen werden voneinander getrennt das folgende Programm machen:

9.00 Empfang

Gruppe 1 (Büros)

9.15 Empfang

Gruppe 2 (Haupteingang)

 9.30 – 10.30

Gruppe 1: Audio – Gruppe 2: Bewegung

 10.30

Imbiss im Freien

 11.00 – 12.30

Gruppe 1: Video – Gruppe 2: Theater

 12.30 – 14.00

Mittagessen und Spiele im Freien

14.00 – 15.00

Gruppe 1: Bewegung – Gruppe 2: Audio

15.00 – 16.00

Gruppe 1: Theater – Gruppe 2: Video

16.00 Ausgang

Gruppe 1: Büros

16.15 Ausgang

Gruppe 2: Haupteingang

 

Wir möchten Sie darauf hinweisen, dass jedes Kind sein eigenes Lunchpaket mitbringen muss.

DIE UNTERWASSERWELT – IL MONDO SOTTOMARINO

Sorry, this entry is only available in Italian.

Un progetto di ZONA K, in collaborazione con BAM Biblioteca degli Alberi di Milano, inserito nel programma Milano Summer School – Comune di Milano

Cosa c’è nel mondo sottomarino?
Andiamo a scoprirlo!
Pesci colorati e piante stranissime, sirene e tesori abbandonati dai pirati… e tanto altro ancora!

Giochiamo col corpo e con la musica, costruiamo oggetti e immagini, creiamo insieme il nostro mondo acquatico!

Tutte le attività proposte sono volte a stimolare bambine e bambini a utilizzare la lingua tedesca in modo giocoso e creativo.

Le attività saranno condotte sia all’interno di ZONA K sia all’aperto, nella bellissima BAM Biblioteca degli Alberi di Milano,  in uno spazio riservato tutto per noi.

Il campus si svolgerà per mezza giornata con i seguenti orari:
I GRUPPO 8.30 – 12.00
II GRUPPO 14.00 – 17.30
Ogni gruppo sarà composto da un massimo di 5 bambini, così come indicato dalle linee guida del Comune di Milano.

Questo il programma della giornata tipo:

 

ore 8.30

Accoglienza Gruppo 1

ore 9.00 – 10.30

 Movimento Gruppo 1

ore 10.30 – 11.00

Merenda all’aperto Gruppo 1
ore 11.00 – 12.00

Arte Gruppo 1

ore 12.00

Uscita Gruppo 1

ore 14.00

Accoglienza Gruppo 2

ore 14.30 – 16.00

Movimento Gruppo 2
ore 16.00 – 16.30

Merenda all’aperto Gruppo 2

ore 16.30 – 17.30

Arte Gruppo 2

ore 17.30

Uscita Gruppo 2

Il campus è organizzato in modo da rendere felice e piacevole l’esperienza a tutte le bambine e tutti i bambini e di rispondere alle normative nazionali in relazione all’attuale emergenza sanitaria (DPCM del 17/05/2020 e del 11/06/2020 e Ordinanze della Regione Lombardia n. 547 del 17/05/2020 e n. 566 del 12/06/2020)
____________________________________

Costo: € 150,00
Sconto del 10% a partire dal/la secondo/a iscritto/a e per  n.1 BAM FRIENDS*.
I due sconti non sono cumulabili.
*Al primo incontro verrà chiesta visione della tessera relativa.

Il campus è a numero chiuso, si attiva al raggiungimento nel numero minimo di iscritti richiesto.
Le iscrizioni si chiudono il giorno 21 agosto o al raggiungimento del numero massimo di iscritti previsto.

CLICCA QUI E COMPILA SUBITO  IL MODULO D’ISCRIZIONE PER IL GRUPPO MATTINA

CLICCA QUI E COMPILA SUBITO  IL MODULO D’ISCRIZIONE PER IL GRUPPO POMERIGGIO

IMPORTANTE: IL MODULO VA COMPILATO PER OGNI ISCRITTO/A E CORREDATO DI PRESA IN CARICO DEL BONIFICO

Per informazioni più generali, contattaci all’indirizzo organizzazione@zonak.it

 

 

Die Unterwasserwelt – Il mondo sottomarino
Ein kreativer Campus mit Bewegung in deutscher Sprache für Kindergartenkinder
Vom 31. August bis zum 4. September 2020.

Was gibt es alles unter Wasser? Finden wir es gemeinsam heraus !
Bunte Fische, die seltsamsten Pflanzen, Meerjungfrauen, vergessene Piratenschätze….

Wir spielen mit “Leib und Seele”, mit viel Musik, konstruieren Objekte und Bilder und erschaffen unsere eigene Unterwasserwelt.

Unsere vorgeschlagenen Aktivitäten sind darauf abgestimmt, alle Kinder auf spielerische und kreative Weise anzuregen, die deutsche Sprache zu benutzen.

Der Campus wird halbtags angeboten und alle Aktivitäten werden sowohl in unseren Räumlichkeiten von ZONA K als auch in einem für uns reservierten Gelände im Freien ( auf dem BAM: Biblioteca degli Alberi di Milano) stattfinden.

Unsere Aktivitäten werden zu folgenden Uhrzeiten stattfinden:
Gruppe  1 : 8.30 – 12.00
Gruppe 2 : 14.00 – 17.30

Jede Gruppe besteht aus höchstens 5 Kindern, so wie es die Richtlinien der Stadt Mailand vorsehen.

CIAK & RAP!

Sorry, this entry is only available in Italian.

Un progetto di ZONA K, in collaborazione con BAM Biblioteca degli Alberi di Milano, inserito nel programma Milano Summer School – Comune di Milano

Inventiamo una canzone rap e giriamo insieme il videoclip musicale: azione, parole, musica e divertimento! Ciak… si rappa!

Guidati da un rapper scriveremo e canteremo insieme una canzone a tempo di beat!
Con un videomaker, realizzeremo il videoclip musicale, partecipando alle riprese e al montaggio!

 

Il campus si svolgerà lungo l’arco della giornata e le attività saranno condotte sia all’interno di ZONA K sia all’aperto, nella bellissima BAM Biblioteca degli Alberi di Milano,  in uno spazio riservato tutto per noi.

Si prevede la possibilità di organizzare un massimo di due gruppi di 7 bambini ciascuno, così come indicato dalle linee guida del Comune di Milano.

Questo il programma della giornata tipo:

ore 9.00

accoglienza Gruppo 1

ore 9.15

accoglienza Gruppo 2
ore 9.30 – 10.30

Gruppo 1: RAP scriviamo la canzone
Gruppo 2: VIDEO inventiamo il videoclip

ore 10.30

Merenda all’aperto
ore 11.00 – 12.30

Gruppo 1: SING cantiamo la canzone
Gruppo 2: ACTING recitiamo nel videoclip

ore 12.30 – 14.00

Pranzo al sacco all’aperto e giochi

ore 14.00 – 15.00

Gruppo 1: VIDEO inventiamo il videoclip
Gruppo 2: RAP scriviamo la canzone
ore 15.00 – 16.00

Gruppo 1: ACTING recitiamo nel videoclip
Gruppo 2: SING cantiamo la canzone

ore 16.00

Uscita Gruppo 1

ore 16.15

Uscita Gruppo 2

Il campus è organizzato in modo da rendere felice e piacevole l’esperienza a tutte le bambine e tutti i bambini e di rispondere alle normative nazionali in relazione all’attuale emergenza sanitaria (DPCM del 17/05/2020 e del 11/06/2020 e Ordinanze della Regione Lombardia n. 547 del 17/05/2020 e n. 566 del 12/06/2020)
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Costo: € 180,00
Sconto del 10% a partire dal/la secondo/a iscritto/a e per n. 1 BAM FRIENDS*.
I due sconti non sono cumulabili.
*Al primo incontro verrà chiesta visione della tessera relativa.

N.B. E’ richiesto il pranzo al sacco

Il campus è a numero chiuso, si attiva al raggiungimento nel numero minimo di iscritti richiesto.
Le iscrizioni si chiudono il giorno 28 agosto o al raggiungimento del numero massimo di iscritti previsto.

CLICCA QUI E COMPILA SUBITO  IL MODULO D’ISCRIZIONE
IMPORTANTE: IL MODULO VA COMPILATO PER OGNI ISCRITTO/A E CORREDATO DI PRESA IN CARICO DEL BONIFICO

Per informazioni più generali, contattaci all’indirizzo organizzazione@zonak.it