CHIAMATA PUBBLICA
TEATRO PARTECIPATO

NON SIAMO NIENTE, SAREMO TUTTO

 ZONA K lancia un grande progetto internazionale di teatro partecipato in collaborazione con Gli Scarti/Fuori Luogo di La Spezia.

Una “chiamata” alla cittadinanza di Milano per partecipare direttamente e in prima persona:
“Abbiamo bisogno di persone del territorio, di lavoratori e lavoratrici di alcuni settori che abbiano voglia di essere coinvolte all’interno di un percorso di indagine e di testimonianza che porterà ad una grande performance finale e che vuole coinvolgere direttamente le comunità cittadine sul tema del lavoro e dei suoi cambiamenti dopo l’esperienza della pandemia”.

La direzione artistica è di Jens Hillje (dramaturg berlinese, Leone d’oro alla Biennale 2019) e di Alessandro Renda (Teatro delle Albe di Ravenna) ideato e prodotto da ZONA K.

A CHI è rivolta la call?
–       Lavoratrici/lavoratori del mondo della SCUOLA E ISTRUZIONE (insegnanti, personale ata, studenti/studentesse)
–    Lavoratrici/lavoratori del mondo della SANITA’ e ASSISTENZA SOCIALE (infermieri/e, farmacisti/e, OSS, medici, caregivers etc)
–       Lavoratrici/lavoratori del mondo FOOD/DRINK, DELIVERY e COMMERCIO (ristoratori/trici, baristi/e, camerieri/e, riders, commessi/e di supermercato)

Oltre alle persone appartenenti alle suddette categorie possono partecipare anche coloro che abbiano voglia di condividere testimonianze indirette e la propria esperienza rispetto alle tematiche del progetto.

*NON è richiesta alcuna preparazione o esperienza teatrale pregressa e la partecipazione è gratuita

 


Domenica 22 maggio 2022 ore 18.30 – 20.30 ci troveremo a ZONA K (Via Spalato 11, vicino ple Lagosta, quartiere Isola) per raccontare il progetto e le differenti modalità di partecipazione:

  1. Semplice raccolta di testimonianze (anche video)
  2. Partecipazione ai successivi incontri del 30 maggio e 6 giugno (ore 18.30 – 20.30)
  3. Partecipazione performance finale (in autunno, data da definire)

Con noi ci sarà il regista Alessandro Renda.

Per partecipare o chiedere informazioni scrivi a stagione@zonak.it.

Deadline adesioni di partecipazione venerdì 20 maggio 2022.


 

 

IL PROGETTO
Soprattutto in questi ultimi 30 anni di libero mercato e privatizzazioni sono state deluse molte possibilità di una società più giusta e la competizione è diventata la condizione che definisce le relazioni umane, trasformando i cittadini in consumatori, frantumando il tessuto sociale e le identità individuali. L’esperienza della pandemia ha messo fortemente in discussione l’idea di economia e società neoliberista. Ma se da un lato questa fase ha ulteriormente evidenziato gli squilibri sociali e provocato sofferenze e contrasti tra lavoratori, dall’altro ha sviluppato e fatto riemergere desideri di solidarietà, promuovendo la ricerca di buone pratiche. Come raccontare questa fase così confusa? Il teatro ci consente di evitare le strettoie del quotidiano, sprofondando storie, volti e esperienze in mondi “altri” capaci di leggere la realtà in tutta la sua complessità.

Il coro è alle origini del teatro, da rito a vero e proprio personaggio collettivo. Il coro nel teatro greco antico ha fondato il teatro europeo, rappresentando la cittadinanza della polis. Attraverso il coro possiamo manifestarci nella nostra individualità ma anche nello spirito più profondo di appartenenza a un gruppo.

Non siamo niente, saremo tutto è un progetto teatrale prodotto da ZONA K che si svilupperà tra il territorio di La Spezia e altre località italiane tra cui Milano, Pergine, Ravenna. L’idea è quella di lavorare con cori di non professionisti appartenenti a alcune categorie specifiche di lavoratori. Per affrontare le storture dei meccanismi lavorativi e lo sfruttamento alla base di tanti processi economici e non solo della nostra società, si è deciso di scegliere gruppi di lavoratori in grado di riflettere lo smantellamento delle politiche welfare avvenuto in maniera sostanziale negli ultimi decenni. Non si tratta di raccontare questi lavoratori lasciandoli nelle loro categorie di appartenenza, ma di esplorare delle storie individuali per affrontare il tema da una differente prospettiva: quanto siamo consapevoli degli effetti delle nostre scelte? Delle nostre responsabilità? Quanto siamo coinvolti nei processi che spesso condanniamo? Il coro diventa strumento di indagine che permette di trasformare l’esperienza collettiva in una narrazione condivisa, un coro pensato come opera d’arte totale e scultura sociale. Un ensemble vivo che unirà le esperienze lavorative contemporanee, mentre l’Internazionale, l’inno di emancipazione e liberazione, depositario di memorie ed esperienze di 150 anni di lotta per il giusto riconoscimento economico e politico del lavoro, sarà un puntello per verificare l’attualità di quei versi.

RAP IN THE CITY
Campus video e rap

Puoi inventare.

Puoi rappare.

Puoi girare la città come in un video musicale.

E allora cosa aspetti? Rap in the city!

Un campus per trasformare la città in un rap e realizzare un videoclip.

 

Una giornata al campus “Rap in the City”

ore 9.00 – 9.30 Benvenuti piccoli rapper! Giochi di accoglienza
ore 9.30 – 10.30 Rap ritmo e parole. Inventa una canzone e prova a rappare
ore 10.30 – 11.00 Merenda al sacco
ore 11.00 – 12.30 Video, elementi di regia. Ideazione videoclip, ricerca location
ore 12.30 – 14.00 Pranzo al sacco e gioco libero
ore 14.00 – 15.00 Visione video musicali e analisi del linguaggio video
ore 15.00 – 16.30 Rap & Video: registrazione audio e/o riprese video
ore 16.30 Uscita

Se il meteo lo consente, merenda e pranzo al sacco verranno consumati all’aperto, in uno dei parchi cittadini vicini a ZONA K (via Confalonieri, via De Castillia)

Il campus prevede la realizzazione di un videoclip musicale girato in quartiere, che verrà proiettato a ZONA K al termine delle vacanze estive.

Il campus:
– è a numero chiuso, si attiva al raggiungimento del numero minimo di iscritti richiesto
– le iscrizioni si chiudono il giorno 6 giugno o al raggiungimento del numero massimo di iscritti previsto
– è organizzato in modo da rendere felice e piacevole l’esperienza a tutte le ragazze e tutti i ragazzi e da rispondere alle normative nazionali in relazione all’attuale situazione sanitaria
– prevede la realizzazione e il montaggio di un video che verrà inviato ai partecipanti nelle settimane successive

 


Costo: € 190,00
Agevolazioni: sconto 10% per secondogeniti
sconti non cumulabili

CLICCA QUI PER COMPILARE  IL MODULO D’ISCRIZIONE


 

Per informazioni più generali, contattaci all’indirizzo organizzazione@zonak.it

 

 

Foto Jason Rosewell su Unsplash

CHIAMATA PUBBLICA PER SUPERMEN OVER 60

ZONA K e Casa degli Artisti Milano annunciano una
CHIAMATA PUBBLICA PER OVER 60 per partecipare a

BLUE TIRED HEROES” DI MASSIMO FURLAN
performance urbana fuori dal comune intorno all’immagine del supereroe

termine invio candidature: 10 maggio 2022

 

 

E se Superman fosse invecchiato?

Massimo Furlan è un artista svizzero multidisciplinare che ama creare immagini, quadri viventi, in cui l’occhio vaga, osservando la composizione, l’equilibrio, i colori e la stravaganza.

Questo suo lavoro, presentato all’interno della stagione teatrale di ZONA K, mostra con grande umorismo e ironia corpi invecchiati che interpretano un Superman che finalmente può vivere la sua età reale, in contrasto con l’immagine di eterna giovinezza tipica dei supereroi.

Blue Tired Heroes è una performance urbana in cui un gruppo di anziani supereroi gioca con l’immobilità e le azioni quotidiane: cammina lentamente tra le strade di Milano, si siede sulle panchine, entra nei supermercati, si appoggia agli alberi dei parchi, attende il tram alla fermata…

 

CERCHIAMO 11 PERSONE tra i 60 e i 70 anni  CHE VOGLIONO CONDIVIDERE UN’ESPERIENZA DIVERTENTE E INTENSA.

NON È RICHIESTA NESSUNA QUALITÀ PARTICOLARE NELL’INTERPRETAZIONE.
OCCORRE SOLO ESSERE SE STESSI E POSSEDERE UNA BUONA DOSE  DI AUTOIRONIA E SENSO DELL’UMORISMO.

UNICA CARATTERISTICA RICHIESTA: AVERE PIU’ DI 60 ANNI (SUPERMAN È DEL 1934!)

 


Vuoi partecipare e diventare un Superman? Ecco cosa fare!
Manda la tua candidatura scrivendo una mail a stagione@zonak.it allegando una tua foto a figura intera e il tuo numero di cellulare entro e non oltre il 10 maggio 2022.

È richiesta la presenza su tutti e 3 i giorni del progetto, 27, 28 e 29 maggio 2022.

La partecipazione si svolge su base volontaria. Verranno rimborsate eventuali spese di trasporto di A/R per e dal luogo delle prove e della performance.


 

LE PROVE SI SVOLGERANNO NEL POMERIGGIO DI VENERDÌ 27 MAGGIO
Ci troveremo presso Casa degli Artisti (zona Garibaldi) per conoscerci e incontrare il regista Massimo Furlan. Cammineremo lungo il percorso individuato (3 km circa tra Garibaldi e Sarpi), provando le pose da supereroe suggerite dai luoghi che incontreremo lungo il tragitto.
Durata dell’impegno, 4 ore circa.

LA PERFORMANCE SI TERRA’ SABATO 28 E DOMENICA 29 MAGGIO, NEL POMERIGGIO
Si va in scena! Si indossano i costumi da Superman e si percorre il tragitto compiendo le azioni e le pose provate. Il pubblico sarà formato da passanti, abitanti delle vie delle zone Garibaldi e Sarpi, e ovviamente da tutti gli amici che vorranno assistere alla performance.
Durata impegno, 3 ore circa al giorno.

 

IL PROGRAMMA IN BREVE

Venerdì 27 maggio ore 15.00 – 19.00 (indicativo): incontro e prove con il regista, ritrovo c/o Casa degli Artisti, Corso Garibaldi 89/A, angolo via Tommaso da Cazzaniga – M2 Moscova –

Sabato 28 e Domenica 29 maggio ore 16.30 – 19.30 (indicativo): 1 passeggiata di circa 1h30 al giorno in città, ritrovo c/o Casa degli Artisti.
Durata dell’impegno, 3 ore circa al giorno.

Domenica 29 maggio, dopo lo spettacolo, festeggeremo insieme con un bell’aperitivo!

TG ISOLA Campus video

TG ISOLA è un TG realizzato dai bambini per i bambini: notizie di cronaca vere o immaginarie, curiosità, storie e interviste in giro per il quartiere.

Con videocamera, microfono e fantasia costruiamo il primo telegiornale dell’Isola.
Piccoli reporter, vi aspettiamo per andare alla scoperta di notizie e storie da raccontare.

 

Una giornata al campus “TG ISOLA”

ore 9.00 – 9.30 Benvenuti piccoli reporter! Giochi di accoglienza
ore 9.30 – 10.30 Inventiamo il nostro TG ISOLA: ideazione, costruzione redazioni, notizie
ore 10.30 – 11.00 Merenda al sacco
ore 11.00 – 12.30 Si gira! Sopralluoghi in quartiere e riprese
ore 12.30 – 14.00 Pranzo al sacco e gioco libero
ore 14.00 – 15.00 Visione film e analisi del linguaggio video
ore 15.00 – 16.00 Davanti alla videocamera: giochi teatrali e improvvisazioni
ore 16.00 – 16.30 Riunione di redazione: a che punto siamo e cosa faremo domani
ore 16.30 Uscita

Se il meteo lo consente, merenda e pranzo al sacco verranno consumati all’aperto, in uno dei parchi cittadini vicini a ZONA K (via Confalonieri, via De Castillia)

Il campus prevede la realizzazione e il montaggio di un video che verrà proiettato presso ZONA K dopo le vacanze estive.

Il campus:
– è a numero chiuso, si attiva al raggiungimento del numero minimo di iscritti richiesto
– le iscrizioni si chiudono il giorno 30 maggio o al raggiungimento del numero massimo di iscritti previsto
– è organizzato in modo da rendere felice e piacevole l’esperienza a tutte le bambine e tutti i bambini e da rispondere alle normative nazionali in relazione all’attuale situazione sanitaria
– prevede la realizzazione e il montaggio di un video che verrà inviato ai partecipanti nelle settimane successive

 


Costo: € 190,00
Agevolazioni: sconto 10% per secondogeniti
sconti non cumulabili

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Per informazioni più generali, contattaci all’indirizzo organizzazione@zonak.it

Lisandro Rodríguez (AR)

Per accedere, oltre alla prenotazione, è obbligatorio inviare la richiesta/rinnovo di tesseramento per l’anno 2022 almeno 24 ore prima dello spettacolo.
Per questo evento la quota di € 2,00 non è dovuta. Invia la richiesta,
clicca qui

 

– SEZIONE COLLABORAZIONI  –

Estremofilo (“estremo” con il suffisso -filo che deriva dal greco philéô, amare) è l’aggettivo che viene assegnato a quegli organismi capaci di crescere e prosperare in condizioni estreme, ossia in ambienti ostili, per l’elevata temperatura, acidità o concentrazione di sali. Sono dunque coloro che, in quanto “amanti” degli habitat estremi, vivono in modo diverso dal resto dei viventi.

Così accade anche ai protagonisti dell’opera di Alexandra Badea – come il titolo ci suggerisce – che attraversa tre (o più) storie d’amore e di inquietudine. Il capo di gabinetto di un ministero si innamora di un militante di sinistra mentre un insegnante si fa esplodere davanti a una scuola; una biologa marina è combattuta tra il lavoro di ricercatrice e la possibilità di mettersi al servizio di una potente multinazionale che però devasta i fondali marini; un soldato israeliano, che pilota droni a distanza, osserva i nemici fare l’amore sulle terrazze delle loro case.

Rodríguez porta in scena il testo mettendo in dialogo le colpe e i sogni dimenticati, l’intimo e il politico, e afferma: «quando questi personaggi parlano del loro lavoro e lo collegano all’amore, in qualche modo parlano anche di un mondo che sta diventando insopportabile».

 

Al termine della prima replica del 19 maggio la compagnia e il registra incontreranno il pubblico.

 


un progetto di Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, presentato all’interno del festival “Presente Indicativo”

spettacolo  ●  prima nazionale ●  in lingua spagnola durata 80 min.

ingresso gratuito ● tutto esaurito

Per accedere, oltre alla prenotazione, è obbligatorio inviare la richiesta/rinnovo di tesseramento per l’anno 2022 almeno 24 ore prima dello spettacolo.
Per questo evento la quota di € 2,00 non è dovuta. Invia la richiesta,
clicca qui



di Alexandra Badea regia Lisandro Rodríguez con Ariel Bar-On, Anabela Brogioli, Zoilo Garcés, Lisandro Rodríguez musiche “Mundo cruel”: Guillermo Rodríguez luci Matías Sendón produzione Débora Staiff, Estudio Los Vidrios in collaborazione con ZONA K. Si ringrazia l’Instituto Cervantes per la collaborazione

OFFICINA PER LA CITTA’ Campus in lingua tedesca

E’ nata un’officina nel quartiere Isola!
Qui costruiamo alberi per far crescere i sogni, case per far riposare gli uccelli, vasi per raccogliere i desideri, oggetti per trasformare la città.
Giriamo per il quartiere con la macchina fotografica e inventiamo nuove idee per trasformare i luoghi. Poi, nella nostra officina, realizziamo le nostre opere. Di cosa ha bisogno la città intorno a noi? Cosa vorrebbe ricevere uno scoiattolo? Il bambino della casa vicina? E tu?
Ogni creazione ha una storia: possiamo scriverla vicino alle opere come in una mostra, immaginare delle domande da fare alla città e poi tenere un diario di bordo della nostra avventura.

Il campus si svolge in tedesco: esercitiamolo divertendoci con la fotografia, l’arte, l’architettura e la creazione di storie.

Una giornata al campus

ore 8.30 – 9.30 Benvenuti nell’Officina (giochi di accoglienza e riscaldamento)
ore 9.30 – 10.30 Ideazione e realizzazione opere (arte e architettura)
ore 10.30 – 11.00 Merenda al sacco
ore 11.00 – 12.30 In giro per il quartiere! (fotografia e sopralluoghi)
ore 12.30 – 14.00 Pranzo al sacco e gioco libero
ore 14.00 – 15.00 Guardiamo un film!
ore 15.00 – 16.00 Inventiamo le storie delle nostre opere e scriviamo il nostro diario (ideazione e scrittura)
ore 16.00 – 16.30 Arrivederci! (giochi di gruppo)
ore 16.30 Uscita

Se il meteo lo consente, merenda e pranzo al sacco verranno consumati all’aperto, in uno dei parchi cittadini vicini a ZONA K (via Confalonieri, via De Castillia)

Il campus:
– è a numero chiuso, si attiva al raggiungimento del numero minimo di iscritti richiesto
– le iscrizioni si chiudono il giorno 13 giugno o al raggiungimento del numero massimo di iscritti previsto
– è organizzato in modo da rendere felice e piacevole l’esperienza a tutte le bambine e tutti i bambini e da rispondere alle normative nazionali in relazione all’attuale situazione sanitaria

Costo: € 190,00
Agevolazioni: 10% sconto per secondogeniti
sconti non cumulabili

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Per informazioni più generali, contattaci all’indirizzo organizzazione@zonak.it


 

 

WerkStadt ZONA K
Multidisziplinäres Camp in deutscher Sprache für Kinder im Alter von 6 bis 11 Jahren
von 28/6 bis 1/7

Im Isola-Viertel eröffnet eine WerkStadt!

Hier bauen wir Bäume, in denen Träume wachsen, Häuser, in denen sich Vögel ausruhen, Gefäße, in denen Wünsche gesammelt werden, Objekte, die die Stadt verändern. Wir gehen mit unseren Kameras durch unser Viertel und entwickeln neue Ideen, um Orte zu verändern.
Dann stellen wir in unserer WerkStadt unsere Werke her.
Was braucht die Stadt um uns herum? Was würde ein Eichhörnchen gerne bekommen? Das Kind aus dem Nachbarhaus? Was ist mit Dir?
Zu jedem Werk gibt es eine Geschichte: Wir können sie – wie in einer Ausstellung – neben die Werke schreiben und uns Fragen ausdenken, die wir der Stadt und ihren Bewohnern stellen können und führen Tagebuch über den Verlauf unserer Woche.

Der Campus findet auf Deutsch statt: Wir üben Deutsch und haben Spaß an Fotografie, Kunst, Architektur und dem Erfinden von Geschichten.

Ein Tag auf dem Campus

ore 8.30 – 9.30 Willkommen in der WerkStadt (Begrüßungsspiele und Aufwärmen)
ore 9.30 – 10.30 Wir entwerfen und bauen unsere Werke (Kunst und Architektur)
ore 10.30 – 11.00 verpackter Imbiss
ore 11.00 – 12.30 Uhr Rund um die Nachbarschaft! (Fotografie und Erkundung)
ore 12.30 – 14.00 Mittagessen und freies Spielen im Park
ore 14.00 – 15.00 Wir schauen einen Film
ore 15.00 – 16.00 Wir erfinden Geschichten  zu unseren Werken und schreiben ein WerkStadt Tagebuch (Konzeption und Schreiben)
ore 16.00 – 16.30 Auf Wiedersehen! (Gruppenspiele)
ore 16.30 alle zu Hause

Wenn das Wetter es zulässt, werden die Snacks und Lunchpakete im Freien, in einem der Stadtparks in der Nähe von ZONA K (Via Confalonieri, Via De Castillia) eingenommen.

Der Campus
– eine begrenzte Teilnehmerzahl hat, beginnt sie, wenn die Mindestteilnehmerzahl erreicht ist
– Anmeldeschluss ist der 13. Juni oder wenn die maximale Teilnehmerzahl erreicht ist
– so organisiert ist, dass das Erlebnis für alle Kinder fröhlich und vergnüglich ist und die nationalen Vorschriften in Bezug auf die aktuelle Gesundheitssituation eingehalten werden

 

AA.VV.

ANTEPRIMA SPECIALE 

I Bohémien ha come protagonista un pezzo di storia tra i più affascinanti di Milano: la storia di Brera dei giovani artisti che lo abitavano tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo.

Il lavoro di scrittura è partito da una ricerca storica, dagli archivi cittadini e dalla ricostruzione della Milano d’inizio Novecento e dei luoghi cari agli artisti dell’epoca. Non un’audioguida ma un podcast a metà strada tra radiodramma e ricerca documentaristica che rivela al visitatore, allo spettatore, all’avventore curioso, un mondo ormai scomparso e inedito vissuto dagli artisti che iniziarono a frequentare Casa degli Artisti, costruita nel 1909, e Brera, contribuendo a costruire la fama di quartiere artistico che sopravvive ancora oggi.

I Bohémien è il primo capitolo, che presentiamo in anteprima, di una narrazione della storia di Milano attraverso il Novecento degli artisti.

 

Lavorazione al podcast studenti ed ex studenti dell’Accademia di Belle Arti di Brera; drammaturgo Luca Scarlini; sound designer Luca De Marinis. 

 

Il podcast sarà disponibile unicamente nei giorni 18 e 19 dicembre 2021

 

CASA DEGLI ARTISTI MILANO

Centro di residenza, produzione e fruizione aperto alla città, Casa degli Artisti (ri)nasce come un luogo di incontro, creazione e riflessione per sostenere la pratica degli artisti nell’ambito delle arti visive, performative, sonore, digitali, applicate, del cinema, della fotografia, della letteratura e del pensiero. 

A vocazione interdisciplinare e internazionale, ha come missione la promozione della ricerca, della formazione e della produzione artistica; lo sviluppo di una dimensione personale e corale del lavoro; la produzione di progetti culturali rivolti ad un pubblico il più ampio possibile.

1250 mq su tre piani, 11 atelier destinati al lavoro degli artisti, uno spazio espositivo al pianterreno aperto al pubblico, un bistrot, uno spazio esterno affacciato sul verde, Casa degli Artisti lavora come luogo di connessioni per favorire lo scambio tra i diversi attori dell’arte, della società e dell’impresa e per stimolare un dialogo sulla sfera pubblica e sullo spazio urbano.

Il gruppo di lavoro è composto da artisti, organizzatori culturali, formatori, architetti, galleristi, cittadini, con conoscenze puntuali del panorama culturale cittadino, italiano e internazionale. Undici professionisti, appartenenti a cinque associazioni, che si sono incontrati sulla base di una visione comune e con la volontà di intrecciare risorse, competenze e connessioni.

In seguito all’aggiudicazione del bando di gestione dell’immobile, indetto dal Municipio 1 del Comune di Milano, è stata costituita un’Associazione Temporanea di Scopo (ATS) – comprendente le cinque realtà no profit che hanno partecipato al bando: ZONA K, capofila, That’s ContemporaryAtelier Spazio XPO’, NIC Nuove Imprese Culturali e Centro Itard Lombardia, con Future Fond, come partner esterno.

Valentina Picariello / Valentina Kastlunger / Giulia Restifo / Christian Gancitano / Matteo Bianchi / Mattia Bosco / Mariavera Chiari / Francesco Piccolomini / Lorenzo Vatalaro / Susanna Ravelli / Lorenzo Castellini

STORIA
Casa degli Artisti nasce nel 1909 su iniziativa dei Fratelli Bogani, due mecenati innamorati dell’arte, per ospitare laboratori e atelier. Fin dai primi anni vede un’intensa frequentazione di artisti di varie discipline. Alla fine degli anni ’30 la Casa viene espropriata dal Comune di Milano con l’intento di demolirla, nell’ambito di un ampio progetto di rinnovamento urbanistico della zona, poi abbandonato con lo scoppio della guerra.

Nel dopoguerra l’attività riprende e vive un nuovo slancio soprattutto alla fine degli anni Settanta, quando la Casa viene gestita da artisti di fama internazionale come Luciano Fabro, Hidetoshi Nagasawa e la critica e storica dell’arte Jole De Sanna.Tra le azioni di quel periodo si annoverano mostre collettive dedicate a giovani artisti emergenti, relazioni con altri spazi no profit della città e il restauro de “I bagni misteriosi” di Giorgio De Chirico del 1994.

Nel 1988 una parte del piano terra viene occupata da Csoa Garibaldi, mentre negli altri spazi della Casa continuano ad operare gruppi di artisti, artigiani e liutai. Nel 2007 la casa viene sgomberata e quindi messa in sicurezza a causa delle condizioni di precarietà strutturale in cui versava.

Nel 2015 inizia il percorso di riqualificazione dell’edificio grazie al Municipio 1. La ristrutturazione è effettuata da La Ducale SpA del Gruppo Tecnocasa, a scomputo degli oneri di urbanizzazione relativi alla costruzione del condominio privato di Corso Garibaldi 95. Su indicazioni della Soprintendenza, il recupero della Casa ha visto un intervento più consistente sulle facciate esterne e un approccio più filologico negli interni, dove sono stati mantenuti i mattoni a vista e le originali strutture in cemento armato.

Visita il sito di Casa degli Artisti Milano

Post, il tempo delle domande

Media partner della stagione teatrale POST non poteva che essere Q code Magazine, un giornale indipendente che predilige la multimedialità. È geopoetico, racconta cioè la geopolitica attraverso le storie, è un luogo aperto per chi ha passione, competenza e capacità nel dirlo, è un trimestrale di carta per tornare a una lettura lenta e ponderata. È resistente, testardo e abrasivo. E crede nella collaborazione e nella condivisione fra realtà sorelle. È diretto da Angelo Miotto e Christian Elia, nel corso di nove anni di vita ha ospitato centinaia di firme da tutto il mondo.

Post, il tempo delle domande è il nome del podcast di Q Code per ZONA K .
Abbiamo scelto delle parole chiave, inerenti agli spettacoli della stagione.
Gli audio elzeviri sono di Angelo Miotto.

Ascolta i podcast cliccando QUI

POST

Cosa definisce POST?

Etimologicamente la risposta è facile, qualcosa che viene dopo in termini temporali o concettuali. La società che viviamo sembra essere un infinito catalogo di post. Siamo in una post-democrazia, i cittadini sono post-materialisti, il post-capitalismo cerca di scalzare il capitalismo, per non addentrarci nelle definizioni più complesse e filosofiche di post-strutturalismo, post-moderno e decostruzionismo. Anche il concetto stesso di verità ormai non può più prescindere dalla post-verità, eletta dall’Oxford Dictionary come parola dell’anno del 2016. Tutto è messo in discussione, riconsiderato, studiato nelle sue evoluzioni continue. Come se alcuni principi e dottrine, alla base di una certa cultura della seconda metà del XX secolo, non reggessero più il passo dei tempi senza tuttavia aver lasciato spazio a un nuovo sentire politico, culturale e sociale. È giusto domandarsi se sia possibile l’affermarsi di una nuova cultura progressista per il XXI secolo? La politica è in grado di formulare una nuova visione trascinante che (ri)avvicini le persone e non sia solo espressione del potere?

Non siamo in grado di dare risposte, per noi POST è ancora il tempo delle domande che ogni cambiamento porta con sé. È il momento che ci troviamo a vivere. Il “dopo” di cui non sono ancora chiari i contorni. Non è la critica o il superamento di quanto abbiamo fatto e vissuto finora, è il tempo dell’incertezza, della necessità di riconsiderare posizioni e scelte fin qui attuate senza intra- vedere del tutto il passaggio successivo. È più di un titolo di una stagione, di un claim azzeccato merito di un bravo copy. È il nostro presente che continuiamo a guardare con sguardo artistico e politico. È cercare una nuova posizione, trovare un nuovo equilibrio tra creatività e prossimità, tra ricerca artistica ed engagement del pubblico, tra relazioni e crescita. POST è l’avvio di un nuovo percorso di apertura, sguardo allargato, riflessioni e confronti. È stimolo per altri pensieri, non necessariamente nostri.

E in questo coacervo di suggestioni, abbiamo iniziato a misurarci con nuove possibilità, azioni parallele, non sostitutive ma complementari alla presentazione di una stagione teatrale. Il primo passo è stato quello di chiamare Jens Hillje come visiting dramaturg. Figura di spicco del teatro europeo, Leone d’oro alla carriera nel 2019, Hillje ha accompagnato mesi di riflessioni e sarà dramaturg della nuova produzione di ZONA K che andrà in scena a novembre.

Quindi è maturata la necessaria consapevolezza – questa si politica e sociale – di non rinunciare alla centralità delle persone, che siano spettatori, artisti, non professionisti, lavoratori, studenti. Spettacoli partecipati e urbani, produzioni e co-produzioni che nascono dal coinvolgimento diretto dei cittadini, formazione dei target più giovani, storytelling dei processi artistici, incontri con gli artisti, reti con altri teatri grazie a visioni comuni e lavoro sinergico, sono tutti elementi di un medesimo puzzle che si costruirà negli anni futuri.

In questo quadro così delineato, racchiuso nel cappello POST, trovano quindi posto i Gob Squad e la loro ultima produzione 1984: Back to No Future, sguardo nostalgico e pop tra passato e futuro; la parola urlata di Pasolini portata in scena dagli Anagoor, gli anziani in calzamaglia di “Superman” di Massimo Furlan, Mats Staub con la delicatezza delle sue interviste; gli spettacoli urbani di Elisabetta Consonni e del Teatro dei Borgia; la nuova produzione Non siamo niente, saremo tutto di Jens Hillje e Alessandro Renda sulle storture della società che porta in scena un coro di lavoratori, per chiudere con una performance partecipata sull’attivismo contemporaneo di Dreams Come True, Hichmoul Pilon, anthropie, collettivo Siamo ovunque. Otto spettacoli, otto progetti complessi da presentare e raccontare.

Per chiudere POST è anche – molto più semplicemente – “uno strumento di comunicazione, un messaggio testuale con funzione di opinione, commento o intervento”.

 

Mariano Pensotti/Grupo Marea (AR)

c/o ZONA K – ingresso gratuito previo tesseramento 2022 obbligatorio da richiedere 24 ore prima dell’evento, clicca qui, fallo subito
prenotazione consigliatabiglietti@zonak.it – 393.8767162

 

– SEZIONE COLLABORAZIONI  –

El Público (Buenos Aires), The Audience (Atene) e The Public/Het Publiek (Bruxelles) sono tre film su un pubblico teatrale e sulla città in cui vive. Sono anche tre opere teatrali che conosciamo solo attraverso la narrazione degli spettatori. Il punto di partenza dei tre film è lo stesso: c’è un pubblico che va a vedere uno spettacolo in un teatro. Il pubblico prende posto prima dell’inizio dello spettacolo, legge il programma di sala, chiacchiera.

Lo spettacolo inizia ma non lo vediamo.

C’è un’elLissi. Vediamo il pubblico lasciare il teatro subito dopo la fine dello spettacolo. Apparentemente la pièce che hanno visto era incredibile, una performance estremamente complessa su una storia reale nascosta nella storia recente della città. Tutti gli spettatori sono commossi per quello che hanno visto.

Seguiamo alcune persone che lasciano il teatro. Vedremo le storie di queste 11 persone durante le 24 ore dopo aver visto lo spettacolo e in che misura ciò che hanno visto ha influenzato le loro vite. Ogni storia è un cortometraggio.

 

 

Le storie personali del pubblico sono molto diverse e hanno una varietà di conflitti, ci sono alcune storie con una trama forte e altre che sono più concentrate sulla vita quotidiana. Ma ad un certo punto tutti parlano con un’altra persona dell’opera teatrale che hanno visto e che noi non abbiamo visto. Tutti raccontano una scena diversa dello spettacolo. Seguendo le loro storie e ascoltando la loro narrazione dell’opera il pubblico reale può ricostruire lo spettacolo teatrale che il pubblico fittizio ha visto.

Quali sono le storie delle persone che vanno insieme a vedere un’opera teatrale? Quanto le loro vite sono trasformate da quell’esperienza? In che misura ciò che hanno visto è modificato dai loro ricordi? Com’è diventare un personaggio della propria città? Quale effetto produce trasformare il pubblico in protagonista?

 

 

 


proiezioni:
12 maggio THE AUDIENCE – durata 80 min
13 maggio EL PUBLICO – durata 90 min
14 maggio HET PUBLIEK – durata 80 min

in collaborazione con Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa

info film ● in lingua originale con sottotitoli in inglese

c/o ZONA K – ingresso gratuito previo tesseramento 2022 obbligatorio da richiedere 24 ore prima dell’evento, clicca qui, fallo subito
prenotazione consigliata: biglietti@zonak.it – 393.8767162


 

Scritti e diretti da Mariano Pensotti Art Director Mariana Tirantte Musica Diego Vainer Cinematography/DOP María Soledad Rodríguez Artistic Production Florencia Wasser Assistente alla regia Agustín Gagliardi.
THE AUDIENCE  è stato commissionato e prodotto da Onassis Stegi.
EL PUBLICO è una coproduzione tra Festival Internacional de Buenos Aires e Grupo Marea.
HET PUBLIEK è stato commissionato dal Kunstenfestivaldesarts in coproduzione con Wrong Men, Théâtre des Martyrs e Shelter prod.

 

Mariano Pensotti (Buenos Aires, 1973) ha studiato cinema, arti visive e teatro. Le sue perfomance sono state presentate in Argentina e nei maggiori festival internazionali in tutto il mondo. Ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti tra i quali: i premi Rozenmacher, Clarin e Premio F; e le borse di studio Unesco-Aschberg, Rockefeller Foundation, Fundación Antorchas e Casa de América de Madrid. Ha fondato il Grupo Marea insieme alla scenografa Mariana Tirantte, il musicista Diego Vainer e la producer Florencia Wasser.

 

Wundertruppe (IT)

ATTENZIONE: PARTENZA SERALE ANTICIPATA ALLE ORE 19.00

 

– SEZIONE FUORI MILANO –

Si tratta di un percorso sonoro in cuffia che si terrà nella cittadina di Baranzate, una camminata in gruppo, un’esperienza allo stesso tempo personale e condivisa abitata da voci, suoni, frammenti letterari e testimonianze intorno al tema della solitudine. La performance attraversa luoghi significativi della città che vengono individuati nei giorni che la precedono, grazie allo studio della topografia e storia della città e (quando possibile) grazie all’incontro con persone del territorio. Due figure accompagnano il pubblico: la prima è un punto di riferimento, guida il percorso; l’altra attraversa lo spazio, indirizza lo sguardo, si perde, gioca col limite. Il tragitto segue il sole e la sua luce.

 

 

La performance si svolge all’alba e al tramonto: all’alba la città si sveglia, poche persone la abitano con la loro presenza silenziosa e solitaria; al tramonto, invece, può brulicare di passaggi e dentro questa collettività può nascere, di buon grado o involontariamente, un senso di solitudine. La realtà del paesaggio entra a far parte della performance, risuona con le parole in cuffia e permette agli imprevisti di manifestarsi e diventare racconto. Si cammina, allo stesso tempo, soli e in compagnia per ritrovarsi alla fine in una piazza provvisoria ed esprimere un desiderio.

Baranzate è stato scelto dal collettivo per le intense attività sociali nate sul territorio nel corso degli anni ed è anche luogo affettivo e di crescita per uno dei membri del collettivo.

 


in collaborazione con Associazione Quarantasettezeroquattro di Gorizia

info performance urbana in cuffia 

c/o Comune di Baranzate (Mi)
partenza ore 6.30 punto di ritrovo piazza Giovanni Falcone – Baranzate
partenza ore 19.00 punto di ritrovo via Gorizia, 61 – Baranzate

pre – acquisto biglietto obbligatorio – posti limitati

INFORMAZIONI FONDAMENTALI PER PARTECIPARE:
Sarà chiesto un documento come cauzione per l’uso delle cuffie.
Trattandosi di un percorso a tappe obbligate l’orario di partenza è improrogabile. La camminata dura circa 80 min e sarà percorsa a piedi. Il luogo di arrivo è a 10 minuti a piedi da quello di partenza. Si raccomanda di munirsi di scarpe comode e impermeabile in caso di pioggia leggera; in caso di forte pioggia l’evento sarà annullato.


 

ideazione e regia  Collettivo Wundertruppe: Natalie Norma Fella, Marie-Hélène Massy Emond e Giulia Tollis con le voci di Natalie Norma Fella Marie-Hélène Massy Emond e Giulia Tollis, Sandro Pivotti e delle persone incontrate in Italia, Canada e online musiche originali Marie-Hélène Massy Emond sound design Renato Rinaldi un ringraziamento speciale a Luca Oldani, Riccardo Tabilio e Jonathan Zenti per l’aiuto in scena e in studio produzione Wundertruppe in co-produzione con Petit Théâtre du Vieux Noranda (Rouyn Noranda, QC -Canada) / Associazione Quarantasettezeroquattro – Gorizia con il sostegno di  MOVIN’UP Performing Arts del MiBACT e GAI – Giovani Artisti Italiani / ARTEFICI – Residenze Creative FVG 2019 di Artisti Associati – Gorizia / Conseil des Arts du Canada (Canada) / Associazione IFOTES | ARTESS – Udine. Progetto sostenuto con i fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese

 

Wundertruppe è una persona e un collettivo allo stesso tempo. Wundertruppe è il nome con cui, dal 2016, Natalie Norma Fella presenta i suoi progetti. Ciascun lavoro si avvale della collaborazione di artisti, tecnici, consulenti, pensatori; il principio di questo collettivo è quello di combinare competenze e interessi in base alla natura e alle necessità dei vari progetti. I lavori di Wundertruppe sono: “40 d.T. | Galateo per un terremoto”, “WK -Wunderkammer,” e “Piazza della Solitudine”.

 

foto Alvise Crovato

Dreams Come True, Hichmoul Pilon, anthropie, collettivo Siamo ovunque

Una performance partecipata in cui il pubblico legge ad alta voce le testimonianze raccolte di antifascisti, femministe, anticapitalisti, antirazzisti, anti specisti, hacker, e di persone che lottano per i diritti dei migranti, contro ogni forma di oppressione sociale, per i diritti delle persone LGBTQIA+, contro gli ecocidi, per i diritti dei lavoratori del sesso, contro la violenza della polizia, per i diritti degli immigrati senza documenti, per l’autodeterminazione e l’emancipazione di tutti i lavoratori, contro la precarietà del lavoro, contro l’attuale sistema penitenziario e per Zone to Defend.

Il progetto è stato concepito durante un tour a Hong Kong nel 2019, dove uno dei promotori del progetto ha incontrato alcuni manifestanti del movimento pro-democrazia: entro 20 anni Hong Kong sarà interamente cinese e la loro libertà di espressione sta diminuendo rapidamente. Dalle loro storie è nato il desiderio di condividere aspetti dell’impegno politico: l’atto di coraggio, che dà la forza di lottare per uscire da una situazione di oppressione o da una situazione di oppressione o precarizzazione, e gli strumenti, le tattiche e i consigli pratici utile a tutti gli attivisti, qui o altrove.

Siamo ovunque è una raccolta di risorse emotive e ispiratrici: storie di attivisti, tattiche, strumenti e strategie, registrate come testi scritti o trascritte da racconti orali per formare un archivio dell’attivismo contemporaneo.

 


info performance partecipata ● in italiano ●  durata 120 min.

c/o ZONA K – ingresso previo tesseramento 2022, clicca qui, fallo subito


 

Un progetto ideato e prodotto da: Dreams Come True, Hichmoul Pilon Production e collectif anthropie (Ginevra, Svizzera) comitato editoriale e raccolta testi nell’area bolognese: collettivo Siamo ovunque (Bologna, Italia) coproduzione: République éphémère, Ginevra; Le Grütli, Ginevra; l’Abri, Ginevra; Aargauer Kunsthaus, (in corso)  con il sostegno di: Pro Helvetia – fondation suisse pour la culture, Office fédéral de la culture et République et canton de Genève, Ville de Genève, Loterie Romande, Fondation Ernst Göhner, Pour-cent culturel Migros, Fondation Jan Michalski pour l’écriture et la littérature, Fondation suisse des artistes interprètes SIS

 

 

AA.VV.

Dal 2021 ZONA K ha aderito alla rete delle Residenze Digitali ideata e promossa da Centro di Residenza della Toscana (Armunia – CapoTrave/Kilowatt), in partenariato con l’Associazione Marchigiana Attività Teatrali AMAT, la Cooperativa Anghiari Dance Hub, ATCL Lazio per Spazio Rossellini, il Centro di Residenza Emilia-Romagna (L’Arboreto Teatro Dimora di Mondaino – La Corte Ospitale), la Fondazione Luzzati Teatro della Tosse di Genova a cui sono aggiunte quest’anno Fondazione Piemonte dal Vivo – Lavanderia a Vapore e Fondazione Romaeuropa.

Il 25 gennaio Residenza Digitali ha lanciato la terza edizione dell’omonimo bando, che in- tende stimolare gli artisti delle performing arts all’esplorazione dello spazio digitale, come ulteriore o diversa declinazione della loro ricerca autoriale.

I progetti artistici selezionati saranno presentati al pubblico durante la Settimana delle Residenze Digitali a fine novembre.

Jens Hillje, Alessandro Renda (DE/IT)

Un progetto di ZONA K

In questi ultimi 30 anni di libero mercato e privatizzazioni si sono smantellate molte possibilità di una società più giusta e la competizione è diventata la condizione che definisce le relazioni umane, trasformando i cittadini in consumatori, frantumando il tessuto sociale e le identità individuali. Ma l’esperienza della pandemia ha messo fortemente in discussione l’idea di economia e società neoliberista. La volontà di essere in contatto l’uno con l’altro per sentirsi connessi ha fatto riemergere il desiderio di solidarietà, promuovendo la ricerca di buone pratiche e soluzioni semplici a problemi molto complessi.

Il coro è alle origini del teatro, da rito a vero e proprio personaggio collettivo. Il coro nel teatro greco antico ha fondato il teatro europeo, rappresentando la cittadinanza della polis. Attraverso il coro possiamo manifestarci nella nostra individualità ma anche nello spirito più profondo di appartenenza a una collettività.

Non siamo niente, saremo tutto è un progetto teatrale prodotto da ZONA K che si svilupperà tra il territorio di La Spezia e altre località italiane tra cui Milano, Pergine, Ravenna. L’idea è quella di lavorare con cori di non professionisti appartenenti a alcune categorie specifiche di lavoratori. Per affrontare le storture dei meccanismi lavorativi e lo sfruttamento alla base di tanti processi economici e non solo della nostra società, si è deciso di scegliere tre gruppi, tre differenti coralità: operatori sanitari, insegnanti e riders. Sanità, educazione, lavoro: l’evidenza dello smantellamento delle politiche welfare avvenuto in maniera sostanziale negli ultimi 30 anni. Non si tratta di raccontare questi lavoratori lasciandoli nelle loro categorie di appartenenza, ma di esplorare delle storie individuali per affrontare il tema da una differente prospettiva: quanto siamo consapevoli degli effetti delle nostre scelte? Quanto siamo coinvolti nei processi che spesso condanniamo? Il coro diventa strumento di indagine che permette di trasformare l’esperienza collettiva in una narrazione condivisa, un coro pensato come opera d’arte totale e scultura sociale. Un ensemble vivo che unirà le esperienze lavorative contemporanee, mentre l’Internazionale, l’inno di emancipazione e liberazione, depositario di memorie ed esperienze di 150 anni di lotta per il giusto riconoscimento economico e politico del lavoro, sarà un puntello per verificare l’attualità di quei versi.

 


info spettacolo

c/o Teatro Out Off, via Mac Mahon 16


 

Progetto in corso di produzione. Regia Alessandro Renda; Dramaturg Jens Hillje; Produzione ZONA K (Milano); co-produzione Pergine Festival (TN), Associazione 47|04 (GO), Atelier Spazio XPO’ (MI); In collaborazione con Fuori Luogo La Spezia/Gli Scarti.

Il progetto è realizzato con il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito di Art Waves Produzioni di cultura contemporanea.

 

Alessandro Renda è attore, regista e filmmaker nel Teatro delle Albe di Ravenna. Si avvicina alla compagnia fin da adolescente partecipando ai laboratori della non-scuola, pratica teatral-pedagogica antiaccademica creata da Marco Martinelli. Nel 1998 viene scelto per interpretare uno dei dodici “palotini” dello spettacolo I Polacchi, testo e regia di Martinelli e da allora è attore e regista della compagnia. Dal 2001 è guida nei laboratori non-scuola. Dal 2003 si occupa di video, realizzando proiezioni per la scena o “traduzioni” in video di molti spettacoli del Teatro delle Albe e documentari su esperienze teatrali in giro per il mondo della compagnia.

Jens Hillje (Germania, 1968) dal 1989 al 1995 studia Arti applicate all’Università di Perugia, studi che prosegue a Hildesheim e a Berlino. Dal 1990 lavora nella scena del teatro indipendente tedesco come attore, autore e regista. Nel 1996 ha fondato insieme a Thomas Ostermeier lo spazio ‘Barracke’ al Deutsches Theater. Dal 1999 fino al 2009 è Chief-dramaturg e membro della direzione artistica della Schaubühne di Berlino con Thomas Ostermeier e la coreografa Sasha Waltz: con loro crea un ensemble permanente di danza e prosa di rilievo internazionale. In qualità di dramaturg lavora con i maggiori esponenti del teatro europeo: oltre a Ostermeier, Yael Ronen, Falk Richter, Luk Perceval, Sebastian Nübling, Nurkan Erpulat. Durante il suo periodo alla Schaubühne, Jens Hillje ha creato il F.I.N.D Festival nel 2000. Il festival per la drammaturgia internazionale e contemporanea ha presentato autori emergenti della scena teatrale e oggi è uno dei più rinomati festival in Germania. Dalla stagione 2013/14, Jens Hillje è co-direttore artistico e Chief-dramaturg del Gorki, insieme a Shermin Langhoff. Dal 2021 è free dramaturg. Nell’estate 2019 è stato insignito del Leone d’Oro alla carriera alla Biennale di Venezia.

Anagoor (IT)

Un testo poetico pasoliniano poco noto ma dalla forza espressiva dirompente, un nonfinito nel magmatico laboratorio dell’autore, coacervo di parola e immagine, di suono e dolore, espressione del potere e delle modalità attraverso le quali l’umano vi soccombe, dal titolo emblematico: L’italiano è ladro. Qui la voce e la parola poetica, accompagnate dal sound design della messa in scena, giungono al pubblico nel loro portato simbolico via via sempre più lacerante e a tratti perturbante.

 

 

Nel 1955 viene pubblicato, in un fascicolo della rivista letteraria «Nuova Corrente», un frammento de L‘Italiano è ladro di Pier Paolo Pasolini, unica traccia a stampa di un poema plurilingue di lunga gestazione composto tra il 1947 e la seconda metà degli anni Cinquanta. Per l’apertura alla rappresentazione delle classi popolari e la tendenza alla narratività, questo lavoro, nonostante sia passato quasi inosservato, è senz’altro un testimone rappresentativo della stagione poetica degli anni Cinquanta e della storia politica culturale e letteraria in cui essa si inserisce. Anagoor tenta di restituire il fervore e la complessità di una scrittura in ebollizione, di un pensiero e di una lingua che stavano allora diventando sistema e visione, illuminando la virulenza teatrale che sembra pulsare sotto il verso poetico. La compagnia sceglie di mediare tale complessità comparando le diverse versioni del testo e illustrando il laboratorio del poeta friulano, prima di lasciare la lingua libera di rompere gli argini e di travolgere l’orecchio come un torrente che trascina con sé trasformazioni recenti e dolore antico.

 


info spettacolo durata 80 min.

c/o Teatro Out Off, via Mac Mahon 16


 

Voci: Luca Altavilla, Marco Menegoni Mediazione: Lisa Gasparotto Suono: Mauro Martinuz Regia: Simone Derai Produzione Anagoor 2016 Co-produzione Stanze 2016, Centrale Fies

 

La compagnia Anagoor, che prende il nome dal racconto di Dino Buzzati Le mura di Anagoor, nasce nel 2000 a Castelfranco Veneto, su iniziativa di Simone Derai e Paola Dallan, ai quali si aggiungono successivamente Marco Menegoni, Moreno Callegari, Mauro Martinuz, Giulio Favotto, Silvia Bragagnolo e molti altri, facendo dell’esperienza un progetto di collettività. Dal 2008 Anagoor ha la sua sede nella campagna trevigiana, presso La Conigliera, allevamento cunicolo convertito dalla compagnia in proprio atelier: con questa scelta, la volontà di preservarne l’architettura del luogo e il desiderio di conservare un nome che ne rivelasse la storia, Anagoor sperimenta la possibilità di fermare brani di una civiltà che si trasforma per innestarli in una nuova visione. Il teatro di Anagoor risponde ad un’estetica iconica che precipita in diversi formati finali dove le performing arts e la scena ipermediale entrano in dialogo; penetra nei territori di altre discipline artistiche e pretende, tuttavia, con forza, in virtù della natura di quest’arte, di rimanere teatro.

 

foto di Silvia Bragagnolo©

Massimo Furlan (CH)

L’artista multidisciplinare svizzero-italiano Massimo Furlan porta a Milano una nuova performance poetica e anticonformista. In Blue Tired Heroes, un gruppo di “supermen senior” vagano per la città per imporre, in una serie di tableaux tanto burleschi quanto delicati, le prove fisiche dell’invecchiamento su questa figura di supereroe intrappolato nella sua eterna giovinezza… con abitanti “performer”.

Superman è nato nel 1933. Da allora, il personaggio di Clark Kent è rimasto congelato nella sua eterna giovinezza come “supereroe”, passando da un decennio di gloria all’altro. Ma cosa succederebbe se finalmente assumesse la sua vera età? Con solo pigiama e pantaloni blu, calze rosse e un mantello come accessori, Massimo Furlan risponde alla domanda scatenando uno strano commando di una quindicina di anziani della città che si impadroniscono dello spazio pubblico. Corpi invecchiati e volti rugosi scuotono la nostra immaginazione per mostrare, con umorismo, l’evidenza del passaggio del tempo. Incarnati da quindici residenti volontari, questi “stanchi eroi blu” giocano con l’umorismo e l’autoironia, la loro età e la loro immagine, che è molto lontana dalla corporatura di un bodybuilder.

 

 

Nella continuità di una serie di lavori sperimentati nello spazio pubblico intorno alla figura di Superman (Superman Cosmic Green, Love Story Superman), Blue Tired Heroes mette in discussione la nozione di figura eroica e il fantasma del superuomo accettato nell’immaginario popolare, sostituendo un’incarnazione profondamente umanista del passare del tempo. Divertente, intenso, tenero questo straordinario viaggio di uomini comuni ci dice molto sulla capacità del “supereroe” di salvare il mondo, magari attraverso un sorriso, uno scoppio di risate, una visione burlesca e un’appropriazione poetica e collettiva dello spazio pubblico?

 


in collaborazione con Casa degli Artisti di Milano

performance urbana itinerante

punto di partenza Casa degli Artisti di Milano – Via Tommaso da Cazzaniga, angolo, Corso Garibaldi, 89/A


 

Regia Massimo Furlan; Drammaturgia Claire de Ribaupierre; Costumi Severine Besson; Distribuzione e produzione Jérôme Pique; Amministrazione Noémie Doutreleau; Produzione Numero23Prod.

 

Dopo la formazione all’Ecole des Beaux-Arts di Losanna, lo scenografo e artista visivo svizzero Massimo Furlan ha lavorato con diverse compagnie di danza e teatro. Nel 2003 ha fondato la sua compagnia dedicata alle arti dello spettacolo, Numéro23Prod., per interrogare l’atto della rappresentazione al di fuori dei con- fini dei generi. Le sue molteplici performance, essenzialmente articolate intorno all’umorismo e al contrasto, mettono in discussione le manifestazioni popolari e la nozione di squadra, i temi dell’immagine, della durata, dell’infanzia, della memoria e del gioco.

foto ©Pierre Nydegger et Laure Cellier

Teatro Dei Borgia (IT)

La città dei Miti è un sogno poetico metropolitano. È una trilogia composta da tre storie, Eracle l’invisibile, Filottete dimenticato e Medea per strada. In queste storie Medea, Eracle e Filottete sono tre eroi della contemporaneità. Non sono però eroi dell’alto, non discendono, non sono figli di dei. Al contrario sono eroi dei margini, di periferia, che ci parlano delle loro tragedie reali: la prostituzione, la caduta in povertà e l’abbandono. Elena Cotugno e Gianpiero Borgia hanno lavorato a questa trilogia per molto tempo assieme a moltissime persone: assistenti sociali, medici, operatori sanitari e psicologi. Con loro hanno fatto tanta strada, finché la strada ha cominciato a lavorare su di loro. Il risultato è una trilogia di spettacoli in cui le figure mitiche di Eracle, Filottete e Medea vengono proiettate nella contemporaneità e identificate rispettivamente con un genitore separato, un malato incurabile abbandonato e una prostituta straniera.

La trilogia è un’azione d’arte politica che attraversa la città e accompagna gli spettatori nei luoghi dell’emarginazione, illuminando angoli del panorama urbano attraverso il cono di luce del Mito.

 

ERACLE, L’INVISIBILE da Euripide
Un parallelismo disturbante tra l’eroe classico, Eracle, divino nella sua proverbiale forza, e una figura marginalizzata della società contemporanea, il senzatetto. Christian Di Domenico interpreta il ruolo del genitore separato e ne porta in scena le traversie economiche, sociale e psicologiche che lo hanno trascinato nella disperazione più buia. Uno spettacolo immersivo che, partendo dal mito e dalla tragedia euripidea, arriva dritto ai nostri giorni.

Con Christian Di Domenico; Parole di Fabrizio Sinisi; Progetto e regia Gianpiero Alighiero Borgia; Consulenza sociologica Domenico Bizzarro; Produzione Teatro Dei Borgia; In coproduzione con Centro Teatrale Bresciano e Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia


info spettacolo presto disponibili

c/o luogo urbano


 

FILOTTETE DIMENTICATO da Sofocle
Nella tragedia di Sofocle Ulisse torna dopo dieci anni a cercare Filottete lasciato solo sull’isola di Lemno dopo essersi ferito gravemente a una gamba. Per il Teatro dei Borgia il Filottete contemporaneo con cui confrontarci è il malato còlto da una malattia neurodegenerativa lasciato solo in una RSA. Daniele Nuccetelli dà corpo e voce ai sentimenti di chi, in una situazione di grande sofferenza, è lasciato a se stesso, portando in scena una tema delicato e complesso che tocca le realtà famigliari di oggi.

Con Daniele Nuccetelli; Parole di Fabrizio Sinisi; Progetto e regia Gianpiero Alighiero Borgia; Consulenza clinica Laura Bonanni; Produzione Teatro Dei Borgia; In coproduzione con Centro Teatrale Bresciano e Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia


info spettacolo presto disponibili

c/o luogo urbano


 

MEDEA PER STRADA da Euripide
Medea per strada è la tragedia dello straniero, riletta attraverso la forza del mito di Medea interpretata da Elena Cotugno. Lo spettacolo racconta di una donna scappata dal proprio paese, arrivata in Italia e finita a prostituirsi per amore di un uomo con cui ha due figli. Come per Medea, la speranza, l’amore, la fiducia in un destino migliore si spengono in un’ossessiva disperazione che culmina in un tragico epilogo.

Con Elena Cotugno; Parole di Fabrizio Sinisi e Elena Cotugno; Progetto e regia Gianpiero Alighiero Borgia; Produzione Teatro Dei Borgia; In coproduzione con Centro Teatrale Bresciano e Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia


info spettacolo presto disponibili

c/o luogo urbano


 

 

Teatro dei Borgia è una compagnia teatrale fondata da Gianpiero Alighiero Borgia e Elena Cotugno con sede a Barletta. Gianpiero Borgia è regista, attore di teatro e co-direttore di Teatro dei Borgia. Negli anni oltre ad aver firmato numerosi spettacoli ha svolto attività di acting coach e ideato e diretto numerosi workshop e progetti culturali. Elena Cotugno è attrice, autrice di teatro e co-direttrice della compagnia. La sua formazione si definisce nomade e d’impronta internazionale: nel 2007 segue un corso di studi alla London Academy of Music and Dramatic Art (L.A.M.D.A.). Da allora continua il suo percorso di formazione, ricerca con i maestri Jurij Alschitz e Anatolij Vasil’ev e iniziano anche le prime collaborazioni con Gianpiero Borgia. È per due volte, nel 2017 e nel 2019, finalista al Premio Ubu. Nel 2021 riceve il Premio Le Maschere del Teatro come migliore attore/attrice emergente.

Mats Staub (CH)

Una produzione ZONA K/Mittelfest2022

I progetti artistici di Mats Staub ci portano in un viaggio ai quattro angoli del mondo, invitandoci a prendere tempo per ascoltare e guardare. Senza ricorrere a facili spettacoli, Mats Staub ha sviluppato negli anni una poesia eccezionalmente coerente che ci regala ritratti di intensa umanità. Con raffinata delicatezza e meticoloso rigore formale, le sue opere esplorano la nostra dimensione più intima e personale, confrontandoci con la complessità multistrato del nostro tempo.

Quali morti e quali nascite hanno influenzato e cambiato la mia vita finora? Chi ho accolto, chi ho perso e a chi ho detto addio – e cosa mi è successo nel processo?

L’ultimo progetto a lungo termine dell’artista svizzero interroga sulle esperienze esistenziali. Si avvicina a temi universali attraverso esperienze individuali e in relazione ai contesti locali. In ogni luogo in cui viene presentato, riunisce le persone per parlare l’una con l’altra delle loro esperienze di morte e nascita.

Death and Birth in My Life di Mats Staub viene realizzato per la prima volta in Italia con la coproduzione di ZONA K e Mittelfest. La versione italiana è iniziata con un lavoro di ricerca a Milano e in Lombardia e contemporaneamente in Friuli Venezia Giulia: attraverso il coinvolgimento di associazioni, di categorie di lavoratori specifiche, attraverso contatti più e meno stretti sono state individuate circa 30 persone di età diverse, disposte a raccontare le loro storie personali. Obiettivo della ricerca, quello d’individuare cinque possibili coppie di intervistati che potessero dialogare su questi temi scambiandosi esperienze, ricordi e considerazioni: persone che non si conoscessero e che potessero incontrarsi per la prima volta in quest’occasione. Da questo incontro è nata una conversazione libera, impostata su semplici linee guida fornite dal regista: Gaia e Guido, Ambra e Fabrizio, Giovanna e Jana, Elisabetta ed Elena, Massimo e Diego hanno dialogato per un paio d’ore, ripresi da una telecamera ma in una situazione resa intima dalle luci e dalle due sedie, poste una di fronte all’altra.

Un’esperienza immersiva in cui si avrà l’impressione di trovarsi insieme a loro: un piccolo gruppo di sconosciuti che si incontra per ascoltare storie, in un tempo sospeso dove ci si può concedere di riflettere sulla morte e sulla nascita.

Dal 23 al 31 luglio 2022 la videoinstallazione sarà presentata  a Mittelfest2022.

 


info video installazione per 20 spettatori
domenica e lunedì riposo ● in italiano e lingua originale con sottotitoli ●  durata 120 min. con pausa

c/o ZONA K – ingresso previo tesseramento 2022, contestualmente all’acquisto del biglietto, fare richiesta associazione


 

Idea, Concept, Regia: Mats Staub; Con Sharon & Hlengiwe, Ahmed & Basso, Erika & Charlotte, Avril & Eric, Giovanna & Jana, Fabrizio & Ambra, Elena & Elisabetta, Massimo & Diego; Camera: Benno Seidel, Matthias Stickel; Scenografia: Monika Schori; Dramaturgical Associate: Simone von Büren, Elisabeth Schack; Collaboratrice per Milano: Cinzia Schincariol; Ricerca: Tim Harrison (Manchester), Maia Marie (Magaliesburg), Patrick Mudekereza (Lubumbashi), Dada Kahindo (Kinshasa), Marcus Rehberger (Basel), Nele Beinborn (Frankfurt), Wolfram Sander (Hannover), Leo Saftic (Perg), Celya Larré (Paris), Justin Murphy (Dublin), Federica Di Rosa (Milan); Direzione Tecnica: Hanno Sons, Stefan Göbel; Postproduzione: Benno Seidel; Traduzione, Sottotitoli: Simona Weber, Cinzia Schincariol, Matthias Stickel, Benno Seidel; Interprete per Milano: Laura Canonica; Production Management: Barbara Simsa, Elisabeth Schack; Produzione: zwischen_produktionen; Co-produzione: Kaserne Basel, SICK! Festival Manchester, Künstlerhaus Mousonturm Frankfurt, Festival Theaterformen Hannover, Festival der Regionen, Spielart Festival Munich, Centre culturel suisse Paris, Migros-Kulturprozent, Dublin Theatre Festival, ZONA K Milan, Mittelfest2022; Funding: Fachausschuss Tanz und Theater BS/BL, Pro Helvetia Swiss Arts Council, Christoph Merian Stiftung, Ernst Göhner Stiftung;

Azione performativa inserita in “IntercettAzioni” – Centro di Residenza Artistica della Lombardia: un progetto di Circuito CLAPS e ZONA K, Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire, con il contributo di Regione Lombardia, MiBACT e Fondazione Cariplo.

 

Mats Staub (1972) nasce e studia in Svizzera  ma ora vive e lavora a Berlino. Ha studiato teatro, giornalismo e studi religiosi a Berna, Friburgo e Berlino. Ha lavorato come giornalista per diverse pubblicazioni (1996-2001) e come consulente drammaturgico al Neumarkt Theater di Zurigo (2002-2004). Dal 2004 sviluppa i suoi progetti artistici che coniugano i codici del teatro e dell’arte, letteratura e scienza. L’installazione audio in continua espansione My Grandparents | Memory Bureau (2008) è stata presentata tra gli altri il Wiener Festwochen di Vienna (2009) e l’Historisches Museum di Francoforte (2012). Anche la video installazione 21 – Memories of Growing Up cresce viaggiando di città in città e viene continuamente presentata in nuove forme, per esempio al Künstlerhaus Mousonturm di Francoforte (2012), al Museo della Comunicazione di Berna (2013), al Wiener Festwochen di Vienna (2015), all’Adelaide Festival (2018) e all’Edinburgh Festival Fringe (2019). Nel 2020 viene premiato con il Swiss Theatre Award.

 

foto ©Tanja Dorendorf / T+T Fotografie

Elisabetta Consonni (IT)

“Il primo che, avendo cintato un terreno, pensò di dire ‘questo è mio’ e trovò delle persone abbastanza stupide da credergli, fu il vero fondatore della società civile. Quanti delitti, quante guerre, quanti assassinii, quante miserie ed errori avrebbe risparmiato al genere umano chi, strappando i piuoli o colmando il fossato, avesse gridato ai suoi simili: ‘Guardatevi dal dare ascolto a questo impostore! Se dimenticate che i frutti sono di tutti e la terra non è di nessuno, siete perduti!’” (J.J. Rousseau , Origine della disuguaglianza, 1754)

Ti voglio un bene pubblico è un gioco urbano che riflette su infrastrutture di divisione quali cancelli, muri, recinti.  Tanto di quello che ci circonda è fatto di muri e recinzioni; capirne il senso, di volta in volta, è una pratica civile necessaria. Significativo osservare che l’ articolo del codice civile che regola la costruzione di recinzione di fondi per definire la proprietà privata viene definito ‘ius escludendi alios’: determinare il proprio escludendo l’altro. Quando un muro smette di proteggere e comincia a dividere, segregare ed escludere? E quando ad essere recintato è uno spazio pubblico di cui si limita l’accessibilità quanto di pubblico rimane di quello spazio pubblico? Posto un muro, quanto di quello che c’è dietro non possiamo conoscere?

 


In collaborazione con FAROUT Festival

performance urbana

c/o luogo urbano in via di definizione


 

Ideazione e direzione Elisabetta Consonni; In collaborazione con Sara Catellani; Consulenza sociologica Adriano Cancellieri; Consulenza artistica Cristina Pancini; Organizzazione Chiara Panceri
Coproduzione ZONA K, Fattoria Vittadini e BASE MILANO

 

Progetto vincitore BANDO OPEN /// CREAZIONE [URBANA] CONTEMPORANEA 2019.  E’ stato prodotto e realizzato da: Pergine Festival 2019 // Gorizia, In/visible Cities 2019//  Terni, Indisciplinarte, 2019 // Milano, Zona K, 2019 // Padova, La Città che Verrà 2020 // 2020 PIA| Palazzina Indiano Arte-Firenze:  Mostra. TVUBP- Esposizione Attraversabile di Materiali // Quartiere Celadina- Bergamo. Orlando Festival 2021 // Modena, Villaggio artigiano, Periferico Festival 2021.

Elisabetta Consonni ha ricevuto un aiuto alla scrittura da IN SITU, la piattaforma europea per la creazione artistica nello spazio pubblico, nel quadro del progetto (UN)COMMON SPACES, cofinanziato dal programma Creative Europe dell’Unione Europea.

   

 

Elisabetta Consonni coreografa tutto, essere umani e disumani, oggetti mobili e immobili, mappe, interstizi e gruppi vacanze spaziali. Tesse reti di relazioni, sottili e forti, come il vetro di zucchero. Laureata in Comunicazione con una tesi finale sulla costruzione sociale del corpo nella danza e diplomata al The Place-London, Elisabetta Consonni ha poi approfondito la sua ricerca nella performing art vivendo in Olanda (2004-2009) e in Polonia (2013-2015). I suoi lavori mirano a espandere la pratica della coreografia cercando dispositivi performativi per incorporare dinamiche e temi del sociale. Il suo attivismo in ambito sociale e civico, prende la forma artistica di un processo di ricerca (documentato in ergonomicaproject.wordpress.com) che dal 2013 indaga l’uso e il significato sociale dello spazio pubblico e la declinazione delle competenze coreografiche nelle pratiche comunitarie.

 

Foto di Samantha Cinquini

Gob Squad (GB/DE)

“Chi controlla il passato controlla il futuro. Chi controlla il presente controlla il passato”.
George Orwell: “1984”

I Gob Squad tornano al 1984, ai bei vecchi tempi analogici quando la vita era semplice e c’erano solo tre canali in TV. È un viaggio pericoloso: potrebbero perdersi nella musica, perdersi nella nostalgia o in entrambe. Ma una volta arrivati, scoprono i loro giovani se stessi: coinvolti nella guerra fredda, timorosi della catastrofe nucleare, cercando di plasmare chi potrebbero diventare.

Mentre setacciano i frammenti delle loro camere da letto adolescenziali, ricostruiscono il loro passato personale, e la musica li trascina in un mondo virtuale psichedelico di avatar disincarnati. Sotto sorveglianza e sotto pressione, combattono, ballano, costruiscono un rifugio nucleare e cercano di smantellare ciò che può essere stato scritto nei loro codici di programmazione. Questi adolescenti avevano il controllo dei loro corpi, del loro destino e della loro capacità di cambiare le cose? O stavano seguendo modelli già pronti, parte di un piano più grande? Possono riprogrammare la loro storia e influenzare le correnti della storia? O almeno vederla con occhi diversi?

Mentre Gob Squad deforma il tempo e torna indietro a un passato che non ha visto “nessun futuro”, sono in grado di fare luce sul presente e ottenere una prospettiva su ciò che li aspetta?

 

1984: Back to No Future (Gob Squad) teaser from Gob Squad on Vimeo.

 

La nuova produzione segue la tradizione di altri lavori di Gob Squad, che re-immaginano e riproducono video di YouTube, film di Hollywood e film d’arte di Andy Warhol. Il progetto porta a compimento l’esame continuo della compagnia sui meccanismi di potere inerenti al nostro mondo saturo di immagini e sulla relazione tra l’esperienza personale e la realtà politica.

Nel lavoro della compagnia, la vita quotidiana e la magia, la banalità e l’utopia, la realtà e l’intrattenimento sono in rotta di collisione. Il pubblico è catapultato in un mondo di luci e ombre per essere testimone di un esperimento di fantascienza performativa e di viaggio nel tempo immaginario. Niente meno che il futuro stesso è in gioco…

 


info spettacolo in lingua inglese e italiano • durata 90 min.

c/o Teatro Out Off, via Mac Mahon 16


 

Ideazione e regia Gob Squad Performance Johanna Freiburg, Sean Patten, Sharon Smith, Berit Stumpf, Sarah Thom, Bastian Trost, Simon Will, Damian Rebgetz e Tatiana Saphir; Sound Design: Sebastian Bark, Catalina Fernandez; Sound Mix: Isabel Gonzalez Toro; Video Design Miles Chalcraft, Noam Gorbat; Costumi Ingken Benesch; Scene Amina Nouns; Lighting Design e Direzione Tecnica Chris Umney, Max Wegner; Drammaturgia e produzione esecutiva Christina Runge VR; Consultancy, Development and Design Joris Weijdom; Collaborazione artistica Mat Hand; Assistente alla regia Valeria Germain; Assistente costumi Simon Kernen; Assistente alle scene Stella Nikisch; Assistente VR  Diede Tap; Directing Intern Rodrigo Zorzanelli Cavalcanti; Gob Squad Management Eva Hartmann; PR/Communications Alexandra Lauck; UK Producer Ayla Suveren.
Produzione Gob Squad in co-produzione con HAU Hebbel am Ufer Berlin, The Public Theater NY (USA), Schauspiel Leipzig, Anuja Ghosalkar / Drama Queen & Goethe-Institut/Max Mueller Bhavan Mumbai (India), HELLERAU – European Center for the Arts Dresden, Sort / Hvid Copenhagen and Teater Momentum Odense (Denmark).

 

GOB SQUAD è un collettivo artistico bisessuale, binazionale e bilingue (inglese/tedesco). Hanno ideato, diretto e suonato insieme dal 1994, lavorando dove il teatro incontra l’arte, i media e la vita reale. I Gob Squad hanno cercato nuovi modi per combinare media e performance, producendo spettacoli teatrali, installazioni video, radiodrammi, film interattivi dal vivo e interventi urbani.
Fondato a Nottingham nel 1994, mentre i suoi membri erano ancora alle università di Nottingham Trent e Giessen, Berlino è la sede creativa del gruppo dal 1999. I membri principali sono Johanna Freiburg, Sean Patten, Sharon Smith, Berit Stumpf, Sarah Thom, Bastian Trost e Simon Will. Altri artisti sono invitati a collaborare a progetti particolari. Il gruppo è gestito da Eva Hartmann.

 

con il patrocinio di

Gob Squad (DE/GB)

Questo è un workshop rivolto a chiunque voglia raccontarsi sul palco:
performer, attrici e attori, danzatrici e danzatori
ma anche artiste e artisti visivi o scrittrici e scrittori
che hanno interesse a stare sul palco ma non hanno ancora provato

Qualche anno prima della nascita del collettivo Gob Squad, quasi 30 anni fa, una delle performer fece un’audizione a una scuola di teatro. Durante l’audizione le dissero: “Sei mai stata in un teatro? Perché quello che stai facendo qui non ha niente a che fare con la recitazione, stai solo interpretando te stessa!”. Non entrò in quella scuola ma continuò a recitare fondando la compagnia con altri non-attori che la pensavano come lei.

Nei lavori dei Gob Squad ognuno recita sempre se stesso. I ruoli a volte sono provati o velocemente sperimentati, ma come un bambino che indossa una maschera fuori misura, la persona reale è sempre visibile dietro di essa, con le sue speranze, desideri e insicurezze.

In questo workshop, due membri del collettivo condivideranno alcuni metodi per interpretare “se stessi” sul palco, mescolando il personale, il politico e il performativo. La sessione esplorerà l’approccio di Gob Squad al testo, all’improvvisazione e al gioco.

 


Il workshop si svolgerà:
– presso il Teatro Out Off (via Mac Mahon 16 – Milano)
– in lingua inglese
– se raggiunto il numero minimo di partecipanti

Costo del workshop € 60,00. Termine iscrizione 14 marzo 2022.

Per effettuare l’iscrizione compila il modulo cliccando QUI


 

GOB SQUAD è un collettivo artistico bisessuale, binazionale e bilingue (inglese/tedesco). Hanno ideato, diretto e suonato insieme dal 1994, lavorando dove il teatro incontra l’arte, i media e la vita reale. I Gob Squad hanno cercato nuovi modi per combinare media e performance, producendo spettacoli teatrali, installazioni video, radiodrammi, film interattivi dal vivo e interventi urbani.

Fondato a Nottingham nel 1994, mentre i suoi membri erano ancora alle università di Nottingham Trent e Giessen, Berlino è la sede creativa del gruppo dal 1999. I membri principali sono Johanna Freiburg, Sean Patten, Sharon Smith, Berit Stumpf, Sarah Thom, Bastian Trost e Simon Will. Altri artisti sono invitati a collaborare a progetti particolari. Il gruppo è gestito da Eva Hartmann.

 

foto Garrett Davis / Capture Imaging

Bozkurt, Campara, Oglialoro, Tabilio, Venturi con Rimini Protokoll

Causa emergenza Covid19 le repliche vengono sospese a partire dal 28 ottobre 2020.

Un progetto di ZONA K e Casa degli Artisti

L’emergenza pandemica ha comportato una divisione delle componenti sociali in sistemicamente rilevanti e non rilevanti. Per molti è stata una polarizzazione anche psicologica: tra ciò che è essenziale e ciò che è superfluo. Le professioni artistiche non sono rientrate tra quelle socialmente necessarie.

Dobbiamo pensare a un mondo nel quale l’arte non avrà più un ruolo? Possiamo immaginare una realtà che annulli l’esistenza dell’arte e di chi vi lavora? Che relazione può intrattenere l’arte con ognuno di noi in questo stato di crisi? Sta per finire qualcosa che è diventato da tempo stantio? Una crisi così profonda può essere un’opportunità?

FASE NOVE // Assolo Urbano invita a porsi queste domande nel contesto della città. Nove luoghi importanti per l’arte a Milano – alcuni iconici, altri insoliti – diventano il palcoscenico di nove installazioni audio che, attraverso interviste a diversi esperti, si confrontano con la domanda provocatoria: Perché esiste l’arte?

 

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orari: dal mercoledì al venerdì dalle ore 13.30 alle 16.30 ogni 10’, il sabato dalle ore 10.00 alle ore 13.00 ogni 10’

partenza Casa degli ArtistiCorso Garibaldi, 89/A – via Tommaso da Cazzaniga -M2 Moscova-

Info: camminata urbana per 1 persona • in italiano • lunedì riposo

acquisto biglietti unicamente su zonak.it
Ritiro biglietti il giorno stesso della camminata 15 minuti prima dell’inizio presso il punto di partenza c/o Casa degli Artisti, Corso Garibaldi, 89/A – via Tommaso da Cazzaniga -M2 Moscova-

 

INFORMAZIONI FONDAMENTALI PER PARTECIPARE:
Sarà chiesto un documento come cauzione per l’uso del navigatore.
Trattandosi di un percorso a tappe obbligate l’orario di partenza è improrogabile. La camminata dura circa 120 min e sarà percorsa a piedi. Il luogo di arrivo è vicino a quello di partenza. Si raccomanda di munirsi di scarpe comode e impermeabile in caso di pioggia leggera; in caso di forte pioggia l’evento sarà annullato.

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** Azione performativa inserita in “IntercettAzioni” – Centro di Residenza Artistica della Lombardia: un progetto di Circuito CLAPS e ZONA K, Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire, con il contributo di Regione Lombardia, MiBACT e Fondazione Cariplo.**

Artisti Ekin Bozkurt, Chiara Campara, Giulia Oglialoro, Riccardo Tabilio e Francesco Venturi Supervisione artistica Aljoscha Begrich e Jörg Karrenbauer (Rimini Protokoll) Project management Valentina Kastlunger (ZONA K) Coordinamento e mixing audio William Geroli Implementazione multimedia Stripes Digitus Lab In collaborazione con Eataly Smeraldo, Goethe-Institut Milano, Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, Libreria Feltrinelli di viale Pasubio, Giardini in Transito – Giardino Comunitario Lea Garofalo, Anteo Palazzo del Cinema, Caffè Letterario Cult, Piccolo Teatro di Milano  Main partner Casa degli Artisti BNP Paribas Si ringrazia  Armonium Galvan Foto Luca Del Pia Con la partecipazione di Marta Alessandri, Alice Bescapè, David Bidussa, Roberta Carpani, Mauro Ferraresi, Christian Gangitano, Antonio Ottomanelli, Laura Pugno, Palma Rivetti (Mina), Silvia Vizzardelli, Wu Ming 2


 

BIO

Ekin Bozkurt (sound designer), Chiara Campara (filmmaker), Giulia Oglialoro (autrice, giornalista), Riccardo Tabilio (autore e dramaturg) e Francesco Venturi (compositore) sono gli artisti che la seconda open call di Casa degli Artisti a tema “Work” ha selezionato nel marzo 2020 per il progetto artistico condiviso con il collettivo tedesco Rimini Protokoll.

Il lavoro, coordinato e seguito da Jörg Karrenbauer e Aljoscha Begrich di Rimini Protokoll nel ruolo di mentori, è stato completamente ripensato durante i mesi di lockdown. È restato centrale il tema del lavoro, ma ha deciso di concentrarsi in particolare sul lavoro nel mondo della cultura e dell’arte, tema reso ancora più urgente dalla crisi provocata dalla pandemia. Si è deciso di lavorare proprio sulla contingenza, considerandola un’opportunità, indagando la mutevole percezione degli spazi e degli operatori culturali.

Rimini Protokoll è un collettivo teatrale berlinese fondato nel 2000 da Stefan Kaegi, Helgard Haug e Daniel Wetzel e negli anni ha collaborato con diverse costellazioni di artisti. L’obiettivo è quello di espandere i mezzi del teatro al fine di creare nuove prospettive sulla realtà. Rimini Protokoll si avvale della collaborazione di esperti, le cui conoscenze e competenze vanno oltre il teatro, per produrre spettacoli, produzioni radiofoniche e interventi urbani che spesso traducono spazi urbani e strutture sociali in formati teatrali.

Stop attività causa Covid19

RESIDENZE DIGITALI 2022

Il Centro di Residenza della Toscana (Armunia – CapoTrave/Kilowatt), in partenariato con l’Associazione Marchigiana Attività Teatrali AMAT, il Centro di Residenza Emilia-Romagna (L’Arboreto Teatro Dimora – La Corte Ospitale), la Fondazione Luzzati Teatro della Tosse di Genova, ZONA K di Milano, la Fondazione Piemonte dal Vivo – Lavanderia a Vapore, la Fondazione Romaeuropa, lanciano il presente bando per la selezione di n° 6 progetti di Residenza Digitale da svilupparsi nel corso dell’anno 2022.

L’intento è quello di stimolare gli artisti delle performing arts all’esplorazione dello spazio digitale, come ulteriore o diversa declinazione della loro ricerca autoriale. Dovrà trattarsi di progettualità artistiche legate ai linguaggi della scena contemporanea e della performance, che nascano direttamente per l’ambiente digitale o che in esso trovino un ambito funzionale ed efficace all’esplicitarsi dell’idea artistica. A titolo di esempio: non si tratta di presentare percorsi di lettura o riprese video di testi o spettacoli esistenti o da farsi, bensì di concepire progetti artistici che abbiano nello spazio web il loro habitat ideale, indicandone anche le modalità di fruizione e interazione da parte dello spettatore, per il quale prevedano un accesso attraverso il pagamento di un biglietto, di modo da valorizzare il lavoro dell’artista, non come una gratuità.
Il progetto deve prevedere una restituzione on-line aperta al pubblico, da tenersi nel corso del mese di novembre 2022.

Ciascuna delle 6 proposte vincitrici riceverà un contributo di residenza di 3.500 euro + iva, che sarà pagato dietro la presentazione di regolare fattura.

I promotori del presente bando hanno individuato in Laura Gemini, Anna Maria Monteverdi e Federica Patti tre esperte nell’ambito della creazione digitale che saranno le tutor degli artisti durante lo sviluppo dei loro progetti: ciascuna di loro seguirà specificamente 2 dei 6 progetti vincitori.

I 6 lavori vincitori potranno avvalersi anche di altri contributi produttivi forniti da ulteriori soggetti dello spettacolo, ovvero non si richiede loro alcun vincolo di esclusiva per ciò che riguarda la produzione che resta nell’assoluta disponibilità gestionale degli artisti.

Oltre ai 6 progetti vincitori, è prevista l’eventualità che i promotori del presente bando segnalino un numero ristretto di altri progetti, per portarli all’attenzione del sistema teatrale e coreografico nazionale, con l’auspicio che altre istituzioni possano a loro volta sostenerli, alle medesime condizioni del presente bando.

 

 

 

Residenze Digitali 2021

La seconda edizione di Residenze Digitali, il progetto promosso dal Centro di Residenze della Toscana (Armunia – CapoTrave/Kilowatt) in partenariato con AMATAnghiari Dance HubATCL Lazio per Spazio Rossellini, il Centro di Residenza Emilia-Romagna (L’Arboreto-Teatro Dimora di MondainoLa Corte Ospitale), la Fondazione Luzzati Teatro della Tosse di Genova e ZONA K di Milano, seleziona 7 progetti che vengono seguiti per sette mesi dalle strutture partner e dalle tre tutor, Anna Maria Monteverdi, Federica Patti e Laura Gemini.

 

Al termine del percorso, i progetti hanno un momento di emersione e confronto con i pubblici all’interno de La Settimana delle Residenze Digitali, dal 22 al 28 novembre 2021.

 

                                                                  
         IL BANDO 2021                                        I PROGETTI SELEZIONATI 2021             LA SETTIMANA DELLE RESIDENZE DIGITALI 2021 

URBAN STORIES

Urban Stories riunisce tre progetti performativi urbani, realizzati e presentati nel 2021.

 

Fase Nove//Assolo urbano
[camminata urbana di 90 minuti per uno spettatore alla volta]

Già prodotto e presentato l’anno scorso, nel 2021 Fase Nove//Assolo urbano viene riproposto con alcune modifiche e miglioramenti. Il percorso attraversa 9 spazi culturali del centro di Milano, luoghi cardine della cultura cittadina, corredati da interviste ad artisti ed esperti di promozione culturale, e si interroga sul nostro rapporto con la cultura e la sua necessità d’esistere.

La camminata è stata presentata al pubblico  dal 21 settembre al 3 ottobre 2021

 

I Bohémien
[podcast]

I Bohémien ripercorre alcune tappe della storia del Quartiere Brera e dei giovani artisti che lo abitavano tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo.

Il progetto è nato grazie allo stimolo dell’Accademia di Brera nell’ambito del progetto didattico la Bohème, che ha accompagnato tutto l’anno accademico 20/21. Pur proseguendo come produzione autonoma, è stato mantenuto il coinvolgimento di alcuni studenti ed ex studenti dell’Accademia che hanno lavorato insieme al drammaturgo Luca Scarlini e al sound designer Luca De Marinis.

Il podcast è stato presentato al pubblico il 18 e 19 dicembre 2021.

 

The Walks
[raccolta di audioguide]

Nove brevi audioguide per camminate urbane raccolte in un’app creata ad hoc dal pluripremiato collettivo berlinese Rimini Protokoll. A ogni traccia corrisponde una passeggiata diversa che invita a riscoprire e interagire con l’ambiente urbano. Il titolo di ogni passeggiata indica il tipo di luogo in cui camminare: Parco, Acqua, Rotonda, Cimitero, Teatro, Strada, Supermercato, Semaforo, etc. In questo caso i contenuti audio non sono legati a una specifica città: le storie e i paesaggi sonori delle audioguide si possono ascoltare ovunque nel mondo. The Walks collega le persone del globo in un’esperienza locale attraverso l’atto umano del camminare, inteso come azione teatrale. In ogni città voci, suoni e musica trasformano i luoghi familiari in palcoscenici e i paesaggi in scenografie: attraverso narrazioni, situazioni dialogiche, esplorazioni coreografiche o variazioni ritmiche e musicali del camminare.

Le audioguide sono state presentate al pubblico dall’ 8 settembre 2021

 

Le due camminate urbane con audioguida e il progetto podcast sono il risultato di un approfondimento della modalità audio e urbana, della volontà di esplorare nuove forme di ricerca artistica, basate su un’attenta analisi del territorio, sull’attivazione e la partecipazione dei cittadini, sulla proposta di vivere in maniera diversa gli spazi urbani e sull’applicazione della tecnologia audio ai contenuti proposti.


Con il contributo di

 

Foto di Fabio Tura – unsplash

Generazione gLocale al Municipio9

Uno spazio pubblico, un gruppo di persone,
una voce in cuffia che pone domande, istruzioni, suggerimenti.
Chi sono oggi le tribù globali e locali delle città? Dove sono ora mentre tu sei qui?
Pubblico e Attori si muovono nello spazio.
Una squadra è il riflesso dell’altra. Uno specchio, uno scontro, una differenza.
Una battaglia d’identità. Una lotta di classe generazionale.
Azioni senza parole, gesti e movimenti. Una linea che divide.

Ora tocca a te, che fai?

Generazione gLocale è una performance urbana e partecipata, specchio della società globale di oggi.
In quale contesto viviamo? Siamo a Milano, a Toronto o a Manila? Ci riconosciamo e differenziamo per la provenienza o per come abitiamo le città? Come si difende la propria appartenenza locale in un mondo senza confini?

Pubblico e Attori si guardano, si muovono nello spazio, seguono le istruzioni di una voce in cuffia.
80 persone che avanzano e indietreggiano fino a mescolarsi o ad allontanarsi sempre più.
E’ una questione generazionale?

Produzione artistica di ZONA K, Generazione gLocale pone interrogativi sull’identità delle società di oggi nel tentativo di svelare falsificazioni, mistificazioni, paure, ideologie insite in ognuno di noi.

Una visione gLocale che si appropria del termine introdotto dal sociologo Bauman per indicare i fenomeni derivanti dall’impatto della globalizzazione sulle realtà locali e viceversa e che racconta il dialogo tra piccole comunità e sistemi via via sempre più complessi.

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c/o palestra istituto comprensivo “Sandro Pertini”  via Thomas Mann 8 – Milano

Info: performance teatrale urbana e interattiva • durata 40 min. ca • in cuffia

Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria: 02.97378443 / 393.8767162
biglietti@zonak.it

Per partecipare è necessario essere in possesso di Green Pass nominativo in formato digitale e/o cartaceo (decreto legge 23/07/21 n. 105)
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progetto ZONA K regia Andrea Ciommiento workshop realizzato in collaborazione con Federica Di Rosa e Davide Stecconi creazione collettiva Anna, Angela, Kirollos, Marco, Martina, Nicole, Riccardo con Anna, Angela, Kirollos, Marco, Martina, Nicole, Riccardo coordinamento Coop. Diapason contributo Municipio 9 del Comune di Milano

DIARIO DI BORDO DI CHIARA TAVIANI // RESIDENZE DIGITALI

WHATEVER HAPPENS IN A SCREEN STAYS IN A SCREEN

ABITARE UN’IMMAGINE CON IL GREEN SCREEN
Intervista a Chiara Taviani

Come nasce e da quale urgenza nasce il progetto “Whatever happens in a screen stays in a screen”?

Più che urgenza, direi che il progetto nasce per esigenza. Una produzione, che era stata selezionata dal progetto Aerowaves, è stata interrotta dalla pandemia e ci hanno proposto, come alternativa, di creare un lavoro in digitale. Avrei dovuto realizzare il lavoro con un interprete portoghese, Henrique Furtado Vieri: sarebbe stato comunque un lavoro a distanza, che è diventato ancora più a distanza a causa della pandemia. Perciò ho proposto a Henrique di lavorare con il green screen perché era l’unica cosa che avevo in casa. Abbiamo presentato il lavoro ad Aerowaves – un medio metraggio interamente creato al computer tra Italia e Portogallo – ma l’esperienza non mi sembrava completa. Poi ho letto il bando delle Residenze Digitali e ho deciso di partecipare, pensando maggiormente al tema dell’abitare l’immagine, mentre quello che avevo fatto con Henrique era stato strutturare una visione del lockdown attraverso il film. Tornando alla domanda, diciamo che la vera urgenza era lavorare ed essere attivi creativamente.

L’obiettivo è la realizzazione di un mediometraggio realizzato interamente al pc, con il blue screen: come funziona? 

L’idea era quella di chiedere a un performer di lavorare da casa sua, procurandosi il green screen che io chiamo blue screen perché abbiamo fatto questa scelta cromatica del blu. Ho filmato a distanza i performer che non potevo filmare dal vivo, dopo la fine del lockdown: ho filmato con il mio pc che registra e il loro computer che li filma in diretta. Poi ho cambiato il background, creando un’immagine con all’interno una persona. Ho girato anche dal vivo. Ho invitato a casa i performer, ho fatto diventare il mio salotto un set cinematografico, ho ricoperto tutto di blu e li ho filmati con il computer. La realizzazione è stata piuttosto straniante perché tu da fuori vedi un corpo in mezzo a un colore, e il corpo non vede quello che tocca, va guidato. Il mio obiettivo era realizzare il film con quello che avevo, volevo fare art-house: un lavoro artigianale fatto da casa con i mezzi a disposizione.

Quali le tappe del processo creativo durante i mesi di residenza digitale? 

La prima tappa è stata quella di capire chi avrebbe potuto interpretare il film. Ho cercato danzatori, attori, interpreti che potessero avere un volto e un corpo cinematografico, che mi erano rimasti impressi per la loro performatività a livello cinematografico. Penso a Giselda Ranieri o a Simone Zambelli, ad esempio. Poi c’è stata una fase molto lunga, da maggio a fine giugno/metà luglio, di ricerca di immagini da usare, perché mi ero imposta di usare solo immagini gratuite, libere da copyright, di bassa qualità, e questo l’ho fatto anche per una questione di stile, nel senso che scegliere un fotografo mi avrebbe imposto di seguire solo una linea stilistica. Da lì è iniziato tutto un lavoro di archiviazione. Ho catalogato le immagini per temi e parole chiave (natura, cultura, arte, casa, prodotto, società), le ho archiviate anche in base agli algoritmi che cercavo sul web: io cercavo spazio aperto e un sito mi dava effettivamente l’immagine di uno spazio aperto, un altro, per qualche motivo, magari mi dava una lattina aperta. Ecco, ho trovato interessante seguire le associazioni algoritmiche. Mi sono divertita, perché capisci il potere delle immagini, ci sono immagini che tornano, che si ripropongono.
A luglio ho iniziato a filmare: i primi performer sono stati l’attore Marco Quaglia e l’attrice Ambra Chiarello. Loro li ho filmati da casa mia; poi sono arrivati Simone Zambelli, Giselda Ranieri, Lorenzo De Simone, Natalia Vallebona, che ho filmato ad agosto a Zona K. A settembre ho continuato a filmare e da fine settembre ho iniziato a montare. Anche le musiche che utilizzo sono libere da copyright, ho esplorato anche in ambito musicale.

Da coreografa e danzatrice, qual è il tuo rapporto con il cinema e l’immagine? 

Sono sempre stata influenzata dal cinema, nutre la mia creatività. Mi capita spesso di guardare un film e pensare cosa mi ha lasciato per poi crearne una performance. Per quanto riguarda il movimento mi ha ispirato tanto, ci sono dei registi cinematografici che lavorano con molta precisione utilizzando la scenografia, il colore dell’immagine, e quella precisione è fonte di ispirazione anche per il teatro. Penso a Roy Andersson, ad esempio.

Quale la sfida più grande che avete affrontato in questi mesi con i tuoi collaboratori e i protagonisti di questo lavoro?

Sicuramente la sfida più grande è stata riprendersi dal lockdown e dalla pandemia. Non ci giriamo attorno. È stato un blocco pazzesco perché ha interrotto un flusso difficile da recuperare. C’è stato un impigrimento creativo, fisico. Siamo stati in una bolla, rimettersi a lavorare creativamente è stato difficile.

Perché, data la moltiplicazione delle piattaforme online, uno spettatore dovrebbe vedere il film? Un invito allo spettatore

Essendo un film fatto in stile art house ha una qualità: è un film contemplativo, lento, e questa contemplazione è rara. Tutto quello che guardiamo è veloce, la contemplazione è più vicina alla lettura di un libro. Quindi, vi invito a vederlo, perché apre la possibilità di guardare qualcosa in modo diverso. Ha un tempo a cui non siamo abituati nel guardare lo schermo.

Crowdfunding. Teatro partecipato: la parola ai ragazzi e alle ragazze

Generazione gLocale nelle scuole superiori
sostieni la raccolta fondi su produzionidalbasso.it

 

 

Generazione gLocale. Think different, play local!

Obiettivo della campagna è attivare laboratori teatrali nelle scuole superiori
di Milano e provincia per realizzare
una performance urbana partecipata insieme agli adolescenti.

Perché sostenere Generazione gLocale

Oggi più che mai i ragazzi e le ragazze hanno bisogno di esprimersi, di farsi sentire. Generazione gLocale dà loro voce.

Identità, diritti, lavoro, ambiente: il presente, il futuro.
Ma cosa ne pensano le nuove generazioni?

Generazione gLocale è un format che dà la possibilità ai ragazzi e alle ragazze di esprimersi attraverso le arti performative: teatro, video, audio sono strumenti che aiutano a interrogarsi per raccontare la società in cui viviamo.

ZONA K da sempre considera il teatro come una lente d’ingrandimento sul presente: proprio da questa visione nasce nel 2017 Generazione gLocale, progetto multidisciplinare realizzato con giovani milanesi di seconda generazione.

Ora ci proponiamo di sviluppare il lavoro, coinvolgere le comunità scolastiche e ampliare il più possibile il numero dei partecipanti per stimolare la creatività e il pensiero critico dei ragazzi sui temi più urgenti.

Dopo questi lunghi e difficili mesi di instabilità e di isolamento, è importante che tornino ad appropriarsi dello spazio urbano e che facciano sentire la loro voce attraverso la mediazione del teatro.

Generazione gLocale intende raggiungere anche i contesti scolastici più complessi e creare le condizioni migliori perché questo avvenga.

Ecco perché chiediamo il vostro aiuto.

 

Generazione gLocale nelle scuole superiori

Chi sono oggi le tribù globali e locali delle città?
Apparteniamo alla nostra città o siamo cittadini di un mondo senza confini?

Il termine gLocale – introdotto dal sociologo Bauman per indicare i fenomeni derivanti dal reciproco impatto della globalizzazione sulle realtà locali – racconta il dialogo tra piccole comunità e sistemi via via sempre più complessi.

Con i ragazzi e le ragazze lavoreremo sull’appartenenza a un gruppo, a una comunità e sui codici che ne segnalano un’inclusione o un’esclusione.

I laboratori approfondiranno le regole e la forma della performance partecipata, il lavoro sullo spazio teatrale, la creazione di setting (campi di gioco), l’interazione di movimenti collettivi e la scrittura di narrazioni per cuffie audio wi-fi.

La fine del percorso laboratoriale vedrà gli studenti diventare creatori, ideatori e organizzatori di una performance urbana partecipata.

 

 

Cos’è Generazione gLocale

Generazione gLocale è una produzione artistica di ZONA K nata a Milano nel 2017 dal giovane regista torinese Andrea Ciommiento con la supervisione di Roger Bernat, artista catalano tra i più noti dell’avanguardia internazionale. Il progetto è stato reso possibile grazie al sostegno del bando MigrArti del MIC (Ministero Italiano della Cultura) e alla collaborazione di cooperative sociali e altri partner territoriali di ZONA K.

Da allora, Generazione gLocale è stata presentata nei festival teatrali di 4 città italiane (Forlì, Milano, Udine e Gradisca d’Isonzo) coinvolgendo più di 400 ragazzi con 7 performance pubbliche partecipate.

Ogni performance è stata una versione site & people specific nata da laboratori di “creazione partecipativa” con i ragazzi del luogo che ne sono diventati ideatori e creatori.

 

Come ci potete aiutare

Potete sostenere il nostro progetto facendo una donazione libera oppure una donazione con ricompensa. Ad ogni cifra indicata nella colonna a destra corrisponde un ringraziamento particolare pensato per farvi sentire parte del nostro progetto. Inoltre il vostro nome e cognome comparirà nell’elenco dei sostenitori sul nostro sito.

Come saranno utilizzati i fondi raccolti
Per coinvolgere più classi di diverse scuole superiori e compiere il primo step di un percorso che immaginiamo ampio e duraturo, abbiamo bisogno di 10.000€. Parteciperanno direttamente al progetto un centinaio di ragazzi e ragazze tra i 14 e i 19 anni. Indirettamente saranno coinvolti i genitori, ragazzi di altre classi delle scuole coinvolte (più di 1000 utenti potenziali), insegnanti (circa 15), cittadini, istituzioni.

La voce più importante riguarderà i collaboratori (insegnanti di teatro, video e rap) che, guidati da ZONA K, lavoreranno con i ragazzi e le ragazze nelle scuole.

Più nel dettaglio, questo importo include i costi relativi alle seguenti voci:

  • insegnanti di teatro e altre discipline artistiche
  • piattaforma di crowdfunding e transazioni
  • premi per i donatori, gli studenti e i docenti

 

Spargi la voce!

Abbiamo bisogno del tuo aiuto per spargere la voce. Generazione gLocale coinvolge genitori, insegnanti, studenti, start-up e associazioni che vogliono introdurre la visione gLocale nelle scuole.

Ecco come puoi aiutarci:

  • Chiedi alla tua scuola (secondaria) di aderire al progetto Generazione gLocale
  • Parla di Generazione gLocale sulla chat di gruppo della tua classe o su Facebook
  • Segui Generazione gLocale su Facebook
  • Puoi scegliere una o più ricompense che abbiamo pensato su misura per te.

Il tuo supporto è prezioso!

 

Think different, play local

Sostieni anche tu “Generazione gLocale”

Falk Richter

patria – che cos’è per te?
dov’è che ti senti a casa?
cosa c’è di particolare nel posto dove sei cresciuto?
che cosa lo caratterizza?
cos’è lì che ti metteva a disagio?
puoi descrivermi questo posto?
[…] se torni oggi nel posto dove sei diventato grande, ti ci senti ancora al sicuro?
la tua relazione per te è una casa?
[….] la patria è davvero collegata a un posto, è un sentimento, un ricordo, un odore, un sapore, un rumore, un’immagine, una serie di avvenimenti, una vaga sensazione che tutto sia alla tua portata, che non ci sia niente che ti confonde, che stai tenendo ogni cosa sotto controllo, che hai tutto a vista, che NON HAI PAURA?
che cos’è personalmente per te: la patria? qualcosa che un tempo avevi e ora si è rotto? è qualcosa che vai cercando? è un concetto a cui possiamo rinunciare?
che cos’è: la tua patria? […]

[Dall’incipit sul concetto di “patria” del testo di Falk Richter]

Paura del diverso, paura dello straniero, paura di scomparire, paura di venire rimpiazzati. La paura dilaga in Germania già da qualche tempo, in particolare da quando i flussi migratori verso l’Europa si sono nettamente intensificati. Durante le manifestazioni dei partiti Pegida e AfD (Alternative für Deutschland) si urlano slogan razzisti. La paura dello straniero si mischia alla paura del diverso in toto, gli slogan xenofobi si alternano a slogan omofobi.

Con Fear Richter si propone di ritrarre una paura che fuori controllo si tramuta in odio, xenofobia e sciovinismo. Bersaglio delle critiche mosse da Richter sono innanzitutto due donne della scena politica tedesca attuale, Beatrix von Storch e Hedwig von Beverfoerde, rispettivamente vicepresidentessa di AfD e organizzatrice della manifestazione cattolica Demo für alle.

La messa in scena (2016) è valsa a Richter una serie denunce da parte delle due politiche in questione per lesione dei diritti personali, oltre a proteste e minacce nei confronti del teatro Schaubühne. Il tribunale ha tuttavia dato ragione a Richter, respingendo le denunce: Fear continuerà ad andare in scena nella versione originale.

Al termine della rappresentazione Falk Richter, in collegamento diretto da Berlino, converserà con il regista e con il pubblico. L’intero evento verrà trasmesso contemporaneamente anche in diretta streaming sulle pagine FB di Goethe Institut di Milano e Zona K.

 

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c/o ZONA K

Info: lettura scenica + incontro con l’autore • durata 120 min. ca • in lingua italiana e tedesca con traduzione simultanea

Tessera associativa 2021 obbligatoria, RICHIEDI SUBITO
Ingresso libero su prenotazione  02 77691733 /  progr-mailand@goethe.de
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Falk Richter, nato ad Amburgo nel 1969, è uno dei più importanti autori e registi contemporanei. Dal 1994 lavora per molti famosi teatri nazionali e internazionali, tra cui il Deutsches Schauspielhaus di Amburgo, il Schauspielhaus di Zurigo, il Schauspiel di Francoforte, la Schaubühne e il teatro Maxim Gorki di Berlino, l’Opera di Amburgo, l’Opera Nazionale di Oslo, il Toneelgroep di Amsterdam, il Teatro Nazionale di Bruxelles, il festival musicale Ruhrtriennale, il festival di Salisburgo e il festival di Avignone.

Tra i suoi testi più noti, ricordiamo Dieu est un DJElectronic CitySous la glace e Trust. Le sue opere teatrali, specchio di una scottante attualità, sono tradotte in più di trenta lingue e messe in scena in tutto il mondo. Negli ultimi anni ha sviluppato un numero sempre crescente di progetti indipendenti, basati sulle sue stesse opere, in collaborazione con una compagnia di attori, musicisti e ballerini. Con la coreografa Anouk van Dijk, ha dato vita a una serie di progetti che mescolano la danza al teatro e che fondano una nuova estetica, collegando in modo originale testo, musica e danza. Nel 2013 ha vinto il premio Friedrich-Luft per il suo spettacolo For the disconnected child. Complexity of Belonging con la compagnia ChunkyMove/Melbourne Theater Company al Melbourne Theatre Festival in Australia; Never forever in collaborazione con il coreografo Nir de Volff alla Schaubühne di Berlino e presentato nel 2015 alla Biennale di Venezia. Zwei uhr nachts è progettato nello Schauspiel di Francoforte. Falk Richter insegna regia in qualità di professore ospite nella scuola di arte drammatica Ernst Busch di Berlino. Falk Richter è anche uno dei fondatori del movimento civile contro le destre: Wir sind viele – jede*r einzelne von uns / We are many * every single one of us.

 

Salvino Raco, Regista-Drammaturgo

Dopo un periodo di formazione alla Scuola del Piccolo Teatro di Milano diventa assistente alla regia/stagista al Piccolo Teatro di Milano con Carlo Battistoni e Giorgio Strehler e al Teatro dell’Odéon di Parigi, Teatro d’Europa con Lluis Pasqual. Ha alternato la sua attività di regista e di attore con Bob Wilson, studiando all’Università Sorbonne di Parigi, dove ha conseguito una laurea in Studi teatrali, e una Laurea all’Università di Nanterre a Paris10 in Regia e drammaturgia. Inizia la sua ricerca di regista con la performance “Da Auschwitz a Sarajevo” presentata in varie città d’Italia e a Parigi. I suoi spettacoli sono stati presentati in Italia alla Biennale di Venezia, Fabbrica Europa (Firenze), Festival Contemporanea Teatro Metastasio (Prato), Festival Da vicino nessuno è normale di Olinda (Milano), Ansaldo Milano, Triennale di Milano, Festival di Asti, Festival di Radicondoli, XXII International Exhibition Triennale di Milano, Piccolo Teatro di Milano, (Festival Tramedautore). A Parigi ha collaborato a un workshop con Giulia Lazzarini all’Arta Cartoucherie di Parigi. Nel giugno del 2019 ha presentato al Teatro La MaMa ETC di New York la performance  “GG” per i cinquant’anni delle celebrazioni di Stonewall.

 

DI_segno nero: il Goethe-Institut Mailand in collaborazione con Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, ha dato inizio a un confronto in tre tappe (da aprile 2021) con esperti, giornalisti, ricercatori, giuristi, attivisti e attori della società civile italiani e tedeschi, sull’estremismo di destra e il terrorismo neonazista. “Di_segno nero” è una delle iniziative del progetto internazionale del Goethe-Institut “Uncivil Society – Società incivile“. Sullo sfondo del manifestarsi in tutta Europa di populismi, discorsi di odio e razzismo, e in molti paesi anche di violenza e terrore di destra, i Goethe-Institut di Bruxelles, Budapest, Milano e Oslo hanno lanciato per il 2021 il progetto “Uncivil society”, per trovare risposte europee a un tema che spesso viene trattato solo in contesto nazionale.

 

 

Un evento di                              in collaborazione con

               

L’Isola siamo noi!

Bambini, genitori e nonni, insieme per raccontare il quartiere Isola attraverso le immagini.

Come trasformeresti questa piazza? Che albero sei? Vorresti sdraiarti su un petalo di rosa o nuotare in mezzo a un prato? Il Bosco Verticale ti sembra piccolissimo visto da una nuvola? Attraversiamo l’Isola con uno sguardo nuovo e catturiamo le immagini per trasformarle in un racconto visivo da costruire insieme.

Ogni bambino dovrà essere accompagnato da un genitore, nonno, zio, amico, fratello maggiore. 

Non dimenticate di portare con voi il vostro smartphone!

A cura di Elisa Canfora, attrice e operatrice di teatro sociale e di comunità

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c/o BAM Biblioteca degli Alberi Milano, area frassini
Per bambine e bambine dalle elementari in su con loro accompagnatrice/accompagnatore
Posti limitati a 5/6 coppie
Partecipazione gratuita con prenotazione obbligatoria registrandosi a QUESTO FORM
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Il laboratorio è inserito nel programma della giornata Il parco si fa Isola! promossa da BAM Biblioteca degli Alberi in collaborazione con ZONA K, Rete Distretto Isola, Casa della Memoria, Stecca 3, Fattorie didattiche Coldiretti, Associazione +BC, Coldiretti e Salumeria del Design.

 

Pic: Gabby Orcutt su Unsplash

La buca
di e con DOM-

In residenza a dicembre 2021, date da definire


C’è una cavità al centro della terra, una fossa che collega il mondo dei vivi a quello dei morti, un buco che chiama, che attrae, che ci mette in ascolto sul ciglio del burrone, a contemplare il pozzo oscuro del tempo. Ma la buca suggerisce anche una via di fuga, un passaggio per un altrove possibile.

A partire dall’immagine della buca, DOM- si immerge in un percorso di ricerca che tiene insieme ricerca filosofica e scenica, pratiche di pensiero e pratiche performative, sempre alla ricerca, nel paesaggio urbano, di luoghi in grado di incarnare la tensione.

In questo nuovo lavoro appositamente pensato per la città di Milano, il collettivo prosegue la sua indagine sui concetti di giardino, sugli spazi di reclusione e sull’erranza postindustriale.

Il fondo del buco riflette lo stato di paura e depressione dentro il quale l’umanità si è immersa, il controllo dei corpi che avanza e prende possesso dello spazio pubblico a grandi accelerazioni. Allo stesso tempo dal buco fuoriescono visioni altre: storie di lotta e resistenza, corpi umani desideranti, comunità multispecie, corpi ibridati con altre vivenze, umanità-piante, umanità-insetti, umanità-minerali e giardini selvatici che sfondano i recinti. Nella buca tutto si mischia e si contamina, si immerge e fuoriesce. Il teatro, il rito, la coreografia, sono lì a tentare l’organizzazione spaziale e ritmica di questa materia.

foto Francesco Pititto


 

DOM- è un progetto di ricerca nato nel 2013 dalla collaborazione tra gli artisti Leonardo Delogu e Valerio Sirna. Nel corso degli anni altr* artist* hanno allargato e trasformato la conformazione del collettivo a seconda del progetto: Hélène Gautier, Mael Veisse, Arianna Lodeserto. DOM- indaga il linguaggio delle arti performative, contaminandolo con l’approccio militante delle Environmental Humanities e con le istanze e gli immaginari delle pratiche eco-anarco-queer. La ricerca ruota attorno al rapporto tra corpi e territori, investigando il nodo della permeabilità e osservando come potere, natura, cultura e marginalità interagiscono nello spazio pubblico. DOM- costruisce eventi performativi, seminari, camminate, scritti, giardini, installazioni, video, reportage fotografici. Nel 2019 a DOM- viene assegnato il Premio Rete Critica come miglior progetto artistico e di compagnia.

 

Il progetto DOM- è inserito in “Intercettazioni” –  Centro di Residenza Artistica della Lombardia: un progetto di Circuito CLAPS e Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire, ZONA K, con il contributo di Regione Lombardia, MiBAC e Fondazione Cariplo.

 

 

 

 

 

Progetto di residenza (titolo ancora da definirsi)
di Mats Staub

L’ultimo progetto a lungo termine di Mats Staub si interroga sulle esperienze esistenziali. Si avvicina a temi universali attraverso esperienze individuali e in relazione ai contesti locali. In ogni luogo in cui viene presentato, riunisce le persone per parlare l’una con l’altra delle loro esperienze di morte e di nascita – mentre presenta anche conversazioni da altre regioni e stabilisce connessioni da una parte all’altra del mondo. Come installazione video in spazi teatrali mira a creare luoghi che permettano l’intimità e allo stesso tempo facilitino un’esperienza comune.

Idea, Concept, Direction Mats Staub Camera Benno Seidel, Matthias Stickel Scenography Monika Schori Dramaturgical Associate Simone von Büren, Elisabeth Schack Research Tim Harrison (Manchester), Maia Marie (Magaliesburg), Patrick Mudekereza (Lubumbashi), Dada Kahindo (Kinshasa), Marcus Rehberger (Basel), Nele Beinborn (Frankfurt), Wolfram Sander (Hannover), Leo Saftic (Perg), Celya Larré (Paris) Technical Direction Hanno Sons, Stefan Göbel Postproduction Benno Seidel Translation, Subtitles Simona Weber, Martin Thomas Pesl, Matthias Stickel, Benno Seidel Production Management Barbara Simsa, Elisabeth Schack Production zwischen_produktionen Co-production Kaserne Basel, SICK! Festival Manchester, Künstlerhaus Mousonturm Frankfurt, Festival Theaterformen Hannover, Festival der Regionen, Spielart Festival Munich, Centre culturel suisse Paris, Migros-Kulturprozent Funding Fachausschuss Tanz und Theater BS/BL, Pro Helvetia Swiss Arts Council, Christoph Merian Stiftung, Ernst Göhner Stiftung


 

Mats Staub, artista svizzero. Si è formato in studi teatrali, giornalismo e studi religiosi a Berna, Fribourg e Berlino. In passato, ha lavorato come giornalista per diverse testate (1996-2001) e come drammaturgo al Theater Neumarkt di Zurigo (2002-2004). Dal 2004 ha creato progetti artistici in aree di transizione tra teatro, esibizione, giornalismo e scienza. I suoi progetti a lungo termine crescono in modo incrementale da un luogo all’altro. Nel 2020 viene premiato con uno Swiss Theatre Award: “I progetti artistici di Mats Staub ci portano in un viaggio ai quattro angoli del globo, invitandoci a prenderci del tempo per ascoltare e guardare. Senza ricorrere a facili spettacoli, Mats Staub ha sviluppato negli anni una poesia eccezionalmente coerente che ci regala ritratti di intensa umanità”. I suoi lavori sono stati presentati in teatri, musei e festival internazionali.

 

Mats Staub è inserito in “Intercettazioni” –  Centro di Residenza Artistica della Lombardia: un progetto di Circuito CLAPS e Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire, ZONA K, con il contributo di Regione Lombardia, MiBAC e Fondazione Cariplo.

 

 

 

Progetto di residenza (titolo ancora da definirsi)
di Kepler-452

In residenza online e a ottobre 2021, date da definire


Che cosa significa viaggiare? Perché si viaggia? Una risposta semplice potrebbe collegare l’idea della mobilità con la conoscenza e con l’incontro. In ultima istanza con la scoperta del vero, dell’autentico: nell’Altro e in sé. Ma se scomponiamo in fattori il concetto di viaggio come farebbe un matematico si potrebbe arrivare a una formula minima come «l’attraversamento, da parte di un individuo o di un gruppo, di una serie di spazi in un lasso di tempo».

E se capovolgessimo la prospettiva? Se un viaggio fosse non il movimento di un individuo attraverso lo spazio-tempo, ma il flusso di una catena di spazi attraverso la nostra percezione – visiva, uditiva, olfattiva, sensoriale – nel tempo? E le merci? Una definizione aperta espande e problematizza il concetto di viaggio: che differenza c’è allora tra un viaggio di persona e un tour attraverso Google Street View? Tra una visita guidata a un palazzo storico disabitato e l’invito a bere il tè in nella casa di una persona in cui non si era mai stati? E poi non è un «viaggio» anche quello delle merci, solo che deprivato del fattore «individuo»? Quali sono gli ostacoli – fisici, economici e politici – che rendono difficile o impediscono i vari processi del viaggiare, del conoscere e dell’incontrare? Come si infrange la bolla turistica, e come si oltrepassa il filtro della distanza remota? È possibile?

Nel corso della residenza a ZONA K, Kepler-452 si propone di affrontare i temi del viaggio e del turismo in un tempo in cui il viaggio e il turismo sono stati stravolti e rivoluzionati, e in un tempo in cui le bolle turistiche sono sempre più solide e difficili da infrangere, in cui i muri dei villaggi turistici sempre più alti e escludenti, in un tempo in cui aprire la porta a una persona sconosciuta è un atto dirompentemente politico.


 

Kepler-452 nasce nel 2015 a Bologna dall’incontro tra Nicola Borghesi, Enrico Baraldi, Paola Aiello e, per l’organizzazione, Michela Buscema. Kepler, fin dalla sua nascita, ha avuto un’ambizione, un desiderio, un’urgenza: aprire le porte dei teatri, uscire, osservare, attraverso la lente della scena, ciò che c’è fuori, nell’incrollabile convinzione che la realtà abbia una forza drammaturgica autonoma, che aspetta solo di essere organizzata in scena. Gli spettacoli della compagnia sono: La rivoluzione è facile se sai come farla, con Lo Stato Sociale; la trilogia di performance urbane audioguidate Lapsus Urbano, scritta con l’autore Riccardo Tabilio; il progetto Comizi d’Amore, e poi La grande età, Il giardino dei ciliegi – Trent’anni di felicità in comodato d’uso, F. – Perdere le cose. In ascolto e in reazione alla pandemia, Kepler-452 ha realizzato le performance Consegne // Una performance da Coprifuoco e Coprifuoco // Spedizioni notturne per città deserte, che sperimentano un originale formato itinerante per una fruizione in remoto, anch’esse scritte in collaborazione con Riccardo Tabilio, e la performance trans-nazionale Comizi d’Amore #BuenosAires. A maggio 2021 la compagnia presenta il monologo Gli Altri. Indagine sui nuovissimi Mostri, dedicato all’odio sociale e social, scritto da Riccardo Tabilio e Nicola Borghesi, che ne è anche interprete a solo, in tournée a partire da giugno 2021.

 

Kepler-452 è inserito in “Intercettazioni” –  Centro di Residenza Artistica della Lombardia: un progetto di Circuito CLAPS e Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire, ZONA K, con il contributo di Regione Lombardia, MiBAC e Fondazione Cariplo.

 

 

 

Buoni a nulla. Un’indagine etnografica teatrale sulle persone senza dimora
di e con Praxis

In residenza dal 7 al 12 settembre 2021 e altre date da definire per residenza online


4 attori, un regista e uno scenografo. Sono i Buoni a nulla che hanno intrapreso questa ricerca. Sei storie per molti aspetti diverse, diverse le origini geografiche, diversi gli orientamenti politici, diversi i percorsi artistici, accomunati dalla condivisione di uno stato, di un tempo e un luogo: il precariato della classe cognitivo-artistica, in una metropoli italiana. Volevamo indagare l’impatto della situazione socio-economica sulle nostre esistenze. La pandemia ha fatto esplodere una serie di contraddizioni e disuguaglianze che erano già sul piatto. Viviamo in città in costante accelerazione, immersi nella paura di non farcela, di non trovare il nostro posto alla grande festa. Riflettendo su questi temi, ci siamo chiesti se davvero sappiamo cosa significhi rimanere indietro, chi sono gli esclusi, gli emarginati, se ci sono dei punti di contatto tra noi e loro, qual è il senso di distinguere tra noi e loro?
A gennaio 2020, siamo entrati in contatto con diverse realtà che si occupano, con approcci diversi, di persone senza dimora a Milano: la Caritas e le sue strutture, il Centro Aiuto Stazione Centrale del comune di Milano, la Comunità di Sant’Egidio, il NAGA e CODICI, Ricerca e intervento. In questi mesi, anche durante il lockdown, abbiamo affiancato le unità di strada nella distribuzione pasti in stazione Garibaldi. Presentandoci a fianco dei volontari, come ricercatori teatrali, abbiamo conosciuto le persone che abitano la strada cercando un rapporto di fiducia reciproca dove era possibile, ascoltandone le storie, i bisogni, le opinioni e confrontandoci anche con i volontari che da anni portano avanti questi servizi.
In parallelo abbiamo cominciato ad andare nei luoghi dove sono solite stazionare le persone senza dimora, ci siamo presentati e con il supporto di un registratore audio abbiamo parlato della condizione di vivere senza un tetto sicuro. Abbiamo incontrato anziani e giovani, uomini e alcune donne, italiani e migranti. Inoltre ci siamo fermati in luoghi della città come piazze, mezzi pubblici, parchi e abbiamo semplicemente osservato lo scorrere della vita cittadina e le strategie di sopravvivenza degli emarginati.

A partire da queste uscite, che continuano tuttora, abbiamo steso dei diari che costituiscono il materiale di partenza del nostro lavoro insieme alle registrazioni e alle loro sbobinature.

Ciò che alla fine porteremo in scena sarà un reportage della nostra esplorazione. Un racconto che si snoderà tra gli incontri, le parole, le immagini, le letture e le riflessioni che questa esperienza ha provocato.

 

Di e con Marko Buqakeja, Tobia Dal Corso, Paola Galassi, Francesca Muscatello Regia di Lorenzo Ponte Scena di Davide Signorini Dramaturg Paola Galassi


 

PRAXIS è un collettivo artistico che si distingue per la commistione delle arti performative con la disciplina antropologica e metodi di ricerca sociale; si occupa dal 2019 di progetti artistici partecipativi che coinvolgono la cittadinanza, rivolgendosi in particolar modo a categorie cosiddette fragili, e della creazione di spettacoli dalla drammaturgia originale, basati su ricerche ed esperienze svolte sul campo. L’obiettivo formale di PRAXIS è l’empowerment di comunità attraverso la diffusione di pratiche artistiche. Ad oggi ha ideato SeguiMi!, progetto intergenerazionale di narrazione ed esplorazione urbana, realizzato con gli abitanti del quartiere di edilizia popolare di San Siro e che vedrà una seconda edizione nel quartiere di via Padova, Milano; Ethiotaly, spettacolo di narrazione sull’esperienza sul campo di tre donne, attrici ed operatrici di teatro sociale in Etiopia.

Lorenzo Ponte, membro di Praxis, del 1992. Si laurea con lode nel 2015 in Lettere classiche all’Università cattolica di Milano. Nel 2015 inizia il corso di Regia alla Paolo Grassi, in cui si diploma nel 2018. Dal 2018 è assistente alla regia presso il Teatro alla Scala dove segue spettacoli di Livermore, Michieletto e della Fura del Baus. Dalla stagione 2018/19 affianca come assistente Andree Ruth Shammah nelle produzioni del Teatro Franco Parenti. Come regista esordisce al Teatro Parenti con Confabulazioni di Eleonora Paris nell’aprile del 2018. Nella stagione successiva riscrive e mette in scena Tu sei Agatha dal testo di Marguerite Duras, prodotto dal Teatro Franco Parenti. Inoltre firma la regia insieme a Clio Saccà di Can you hearT me? di Marco Sinopoli, spettacolo musicale vincitore della seconda edizione del concorso Macerata Opera 4.0. Nel 2020 inizia un percorso di indagine delle gravi marginalità abitative a Milano. La ricerca sta avanzando tra residenze e bandi verso un momento di restituzione che vuole mettere in discussione il modello di città che Milano propone. A ottobre 2020, è tra i registi selezionati da Carmelo Rifici per il workshop di regia presso il Lac di Lugano.

 

PRAXIS e Lorenzo Ponte sono inseriti in “Intercettazioni” –  Centro di Residenza Artistica della Lombardia: un progetto di Circuito CLAPS e Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire, ZONA K, con il contributo di Regione Lombardia, MiBAC e Fondazione Cariplo.

 

AMOЯ
di Salvo Lombardo con Fattoria Vittadini

In residenza dal 21 al 23 ottobre 2021 e altre date da definire


C’è un tratto significativo, alla base della costruzione identitaria italiana, che è teso all’esaltazione di un passato classico e dei suoi fasti gloriosi. Un tratto che prescinde dalla lettura della storia. Una presenza. Una sorta di figura, sempre prestante, che si allena nella palestra delle narrazioni ufficiali. Un culturista delle tradizioni. Una specie di monumento perennemente in fase di “restauro”. Un fantasma che si aggira tra le rovine di una qualche auctoritas, sempre aggiornata e difesa, o un sacerdote che ne celebra perennemente il suo culto. Questo segno, questa macchia, a volte assume la forma di un animale, arrampicatore tra i rami di pretestuose discendenze. Altre volte lo riconosci come un bastone, un manganello, che percuote l’albero del potere.

AMOЯ di Salvo Lombardo nasce dal desiderio di indagare proprio il concetto di potere. Cos’è il potere? O meglio, come si manifesta il potere? Qual’è la sua micro-fisica? Come il potere muove e trasforma i corpi? Quali sono le sue articolazioni? Quali le sue rappresentazioni ufficiali, le sue genealogie, e quali, soprattutto, le contro narrazioni che oggi reagiscono alla sua figura?

AMOЯ, d’altronde, è una locuzione ambivalente, una parola che ci restituisce l’immagine di un qualcosa che si guarda allo specchio: AMOЯ è bifronte di ROMA.

Roma non fu costruita in un solo giorno.

 

ideazione, coreografia e regia Salvo Lombardo performance Chiara Ameglio, Cesare Benedetti, Pieradolfo Ciulli, Maura Di Vietri, Daria Greco, Riccardo Olivier, MariaGiulia Serantoni voci Lucia Cammalleri, Gabriele Ingrà, Salvo Lombardo riferimenti drammaturgici ispirati a Elias Canetti, Byung-chul Han, James Hilmann, Carl Schmitt, William Shakespeare scenografia e video Daniele Spanò luci e direzione tecnica Giulia Pastore drammaturgia sonora Salvo Lombardo musiche originali Fabrizio Alviti citazioni musicali da Asaf Avidan, Las Bistecs, Trias God consulenza culturale Viviana Gravano e Giulia Grechi costumi Chiara De Fant boxe coach Gaia Pagnini supporto alla direzione tecnica Maria Elena Fusacchia produzione esecutiva Chiasma e Fattoria Vittadini coproduzione MilanOltre con il sostegno di Teatro di Roma – Teatro Nazionale e con il sostegno di Compagnia Versiliadanza | Teatro Cantiere Florida; Progetto IntercettAzioni: Circuito CLAPS e Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire, ZONA K; Cross Project; Lavanderia a Vapore; Scenario Pubblico – Compagnia Zappalà Danza; OSTUDIO; Spazio Fattoria; Attitudes – Spazio alle arti Realizzato con il contributo di MiC – Ministero della Cultura, Regione Lombardia, Fondazione Cariplo


 

Salvo Lombardo è performer, coreografo e regista. Negli anni ha approfondito gli interstizi tra la danza, il teatro, la musica elettroacustica e la video arte. È impegnato nella realizzazione di azioni e manufatti in ambito performativo e artistico assieme al suo gruppo di lavoro Chiasma, riconosciuto dal MIBAC come Organismo di Produzione della Danza “Under 35”. Fino al 2015 è stato co- fondatore e regista di Clinica Mammut. Nel 2015-2016 è stato coreografo residente ad Anghiari Dance Hub. Nel 2018 vince il bando di Residenze coreografiche Lavanderia a Vapore 3.0 di Piemonte dal Vivo e lavora al progetto L’esemplare capovolto. Nel 2019 è stato impegnato nel progetto di creazione Bodies Moemories sviluppato per la compagnia Attakkalari Dance Company di Bangalore (India), nell’ambito del progetto Crossing the sea realizzato da una rete di partner tra Italia, Asia e Medio Oriente col supporto del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e con il progetto Opacity è stato selezionato alla NID – New Italian Dance Platform. E’ ideatore, assieme a Silvia Albanese, della Under 35 Italian Alliance, un rete di compagnie che operano nell’ambito della danza e della performance, finalizzata alla promozione e diffusione dei propri lavori all’estero.

Fattoria Vittadini nasce nel 2009 dalla volontà di 11 allievi diplomati al corso di TeatroDanza della Scuola Paolo Grassi di Milano. Grazie alla pratica di mettersi in gioco con artisti esterni, la compagnia ha avuto l’opportunità di lavorare con Ariella Vidach, Lucinda Childs, Yasmeen Godder, Virgilio Sieni, Alessandro Certini, Maya Weinberg, matanicola, Giulio D’Anna, Maya Carrol, Daniel Abreu. Nel 2015 vince il Premio Franco Abbiati per la partecipazione alla 40° edizione del Festival della Valle D’Itria come compagnia ufficiale. Il 2018 riceve il prestigioso premio Hystrio – Corpo a Corpo. Oltre all’attività di produzione la compagnia è promotrice di eventi e festival, tra cui il Festival del Silenzio, festival internazionale di performing arts con focus sulle Lingue dei Segni e la cultura segnante, premiato con la Medaglia del Presidente della Repubblica; Th!nk P!nk, rassegna dedicata al femminile, il progetto di residenza theWorkroom, il progetto di danza senza esclusione SIIATE e All Inclusive training, percorso di formazione inclusiva. Per queste attività in dialogo con il territorio nel 2019 arrivano il Premio Incontro con la danza assegnato da Basilicata ArteDanza e il Premio Rete Critica per le strategie comunicative.

 

Salvo Lombardo e Fattoria Vittadini sono inseriti in “Intercettazioni” –  Centro di Residenza Artistica della Lombardia: un progetto di Circuito CLAPS e Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire, ZONA K, con il contributo di Regione Lombardia, MiBAC e Fondazione Cariplo.

 

 

 

Èidos
di Valeria Fornoni

In residenza il 28, 30, 31 gennaio e dal 3 al 7 febbraio 2021


Sviluppato intorno alla figura mitologica della Baccante e realizzato a partire da un’indagine antropologica svolta all’interno della Scuola Civica Paolo Grassi rivolta ad aspiranti artisti tra i 18 e i 35 anni, Èidos è un progetto coreografico in cui tre danzatrici interrogano il proprio corpo nel tentativo di dar vita a un rituale che lo celebri.
Ricalcando la struttura drammaturgica della tragedia greca (suddivisa in prologo, parodo, episodi, esodo) e amalgamandola coi linguaggi del contemporaneo (performance, videoproiezione, contaminazione sonore) la narrazione si articola a partire da una dimensione solitaria che via via si frammenta e frantumandosi genera gradualmente l’incontro con l’altro.
I temi indagati sono l’isolamento, la frammentazione del corpo, il rapporto tra dimensione privata e sociale, il rito come forma di degenerazione e rigenerazione. Utilizzando come pretesto narrativo le Baccanti che nel mito sfuggono all’ordine prestabilito dalla società e riproponendone gli stessi interrogativi “A che vivi? Che fai? Chi sei?”, il progetto intende così indagare la dimensione rituale e ripetitiva con l’obbiettivo di invitare lo spettatore a immaginare una nuova comunità e a ripristinare quell’ancestrale, ormai perduto, sentimento di collettività.

In scena ci sono tre stanze dentro le quali sono appesi tre pannelli che fungono da finestre.
Al progredire della narrazione, i pannelli si rivelano specchi, il disegno luci cambia forma e, dopo un apice di commistioni musicali, si realizza uno spazio vuoto dove il corpo delle danzatrici genera una drammaturgia sonora che viene catturata e amplificata da diversi microfoni disposti ai lati. Durante l’intera scena, nel frattempo, il videoproiettore si fa deus ex machina e, dialogando coi vari linguaggi, modifica, distorce e ricrea lo spazio.

Regia Valeria Fornoni Dramaturg Bruna Bonanno Interpreti Alessandra Cozzi, Agnese Gabrielli, Camilla Neri. Sound e Video Designer Fabio Brusadin Scene Marina Conti


 

La Compagnia  è formata da Valeria Fornoni, Alessandra Cozzi, Agnese Gabrielli, Camilla neri e Fabio Brusadin. Ci siamo conosciuti all’interno del progetto Laboratorio dell’idee della Scuola Civica Paolo Grassi. Nasce con l’esigenza di interrogarsi sul rapporto tra gesto ed azione, tra forma e contenuto. Il campo d’indagine è la commistione tra tre tipi di linguaggio quello della danza, quello teatrale e quello delle tecniche multimediali laddove il linguaggio diviene mezzo per comprendere le possibilità dell’espressività. Il processo del lavoro si fonda su domande e viene sviluppato attraverso l’improvvisazione fondante per comprendere il dialogo che intercorre tra vari tipi di linguaggio. Pertanto quello che si viene a creare è un processo di continue relazioni tra punti di vista differenti cercando di costituire una forma che contenga un contenuto definito dall’insieme delle visioni poste.

 

La Compagnia è inserita in “Intercettazioni” –  Centro di Residenza Artistica della Lombardia: un progetto di Circuito CLAPS e Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire, ZONA K, con il contributo di Regione Lombardia, MiBAC e Fondazione Cariplo.

 

Fuga dall’Egitto
di Miriam Selima Fieno e Nicola Di Chio

In residenza dal 16 al 22 dicembre 2020 dal 4 al 10 e dal 13 al 15 gennaio 2021


Fuga dallEgitto è una performance teatrale che unisce il teatro documentario alla musica, in un intreccio tra parola, cinema del reale e sonorità orientali live.
Il progetto trae ispirazione dal libro “Fuga dall’Egitto inchiesta sulla diaspora del dopo-golpe” della giornalista Azzurra Meringolo Scarfoglio, che getta luce sul fenomeno della diaspora egiziana composta dagli esuli di ultimissima generazione. Più o meno giovani, giornalisti, sindacalisti, artisti, medici, poeti, politici e attivisti per i diritti umani che, traditi e minacciati di repressione in Egitto, sono stati costretti a scegliere la via precaria e dolorosa dell’esilio, quando, dopo il golpe dell’estate 2013, i militari sono tornati al potere.
I nuovi esuli egiziani sono scappati dal loro Paese per sfuggire al carcere, a sommari processi di massa, a tentativi di cooptazione, alla censura di chi non voleva che raccontassero – ad esempio- dettagli scomodi sulla tragica fine di Giulio Regeni. Per alcuni l’esilio è arrivato dopo lunghi periodi di detenzione, segnati da torture fisiche e psicologiche.
La situazione dei diritti civili in Egitto è una delle peggiori al mondo.
Sugli account Facebook delle persone che avevano partecipato alla rivoluzione del 2011, si è diffusa una domanda: come resistere a questo potere autoritario e corrotto senza farsi uccidere o arrestare e perdere la battaglia in partenza?

Per realizzare lo spettacolo siamo partiti da queste storie raccolte nel libro di Azzurra, abbiamo scelto alcune testimonianze, e analizzato l’archivio di audio, riprese, scatti, interviste che l’autrice ha messo insieme negli anni di lavoro in Egitto, prima, e inseguendo gli esuli per il mondo, poi.  Il passo successivo è stato quello di incontrare alcuni dei protagonisti delle storie, per raccogliere dal vivo le loro testimonianze attraverso l’uso del video documentario. Abbiamo incrociato in questo nostro percorso di studio e di raccolta di materiale, una musicista esule Jasmine Baramawy che ha lasciato l’Egitto per poter portare avanti il suo attivismo e la sua ricerca sonora che esplora sia la tradizione acustica dell’oud che la sperimentazione elettronica. Abbiamo deciso di coinvolgerla, non volevamo rinunciare alla possibilità di avere fisicamente in scena una figura che con la sua personalità potesse essere rappresentativa di un ampio spettro della diaspora egiziana. Questa è la funzione che svolge la musica nel nostro progetto, quella di raccogliere in una sola, più voci possibili, espandendo un messaggio di resistenza. Ciò che accomuna la ‘fuga’ di molti degli esuli non è la paura, ma la voglia di poter continuare a vivere, lavorare, trovare vie di crescita e di realizzazione. Ha un valore fondamentale per noi avere sul palco un artista che con la sua musica e le sue parole possa portare una testimonianza diretta incarnando il ponte tra il pubblico e ciò che lo spettacolo racconta.

L’intento è quello di creare un unico grande archivio di materiale multimediale da selezionare e elaborare in una drammaturgia composita di testi, video, registrazioni audio e musica. Con l’obiettivo di dare vita a uno spettacolo di teatro documentario, ovvero uno spettacolo dove la narrazione dal vivo si avvale di dispositivi tecnologici come camere in diretta, cellulari e proiezioni, dialogando con il video documentario e con la musica live, per tenere accesa l’attenzione su un Paese, l’Egitto, che proprio il prossimo anno celebrerà i 10 anni dalla rivoluzione di piazza Tahrir. Momento certamente di cambiamento sociale, che non ha però lasciato i frutti sperati, come ben sappiamo noi italiani che pur continuiamo a fare affari, facendo finta di niente.


 

Miriam Selima Fieno Attrice, autrice e regista. Si diploma all’Accademia d’Arte Drammatica Nico Pepe, dopo la laurea in Conservazione dei Beni Culturali. Nel 2012 fonda il collettivo teatrale La Ballata dei Lenna con cui realizza alcune produzioni che ottengono importanti riconoscimenti tra cui: “Libya. Back home” 2019 un monologo autobiografico di teatro documentario di cui è interprete e autrice (finalista In-box, vincitore Bando Ora! Compagnia di San Paolo e del Premio Scintille); “Human animal” 2017 tratto da “Il re pallido” di David Foster Wallace di cui è interprete e regista (vincitore del bando Funder35 e del bando Hangar Creatività); “Cantare all’amore” 2013 di cui è autrice, interprete e regista (vincitore Next, vincitore Premio In-Box, vincitore E45 Napoli Fringe Festival). Si avvicina al teatro documentario e al cinema del reale con i registi Lola Arias e Andrea Segre. Viene selezionata alla Biennale Teatro di Venezia per il college con Roberto Latini. È attrice con Acti Teatri Indipendenti, Compagnia del Suq, Bottega degli Apocrifi, Assemblea Teatro, Teatro della Tosse, Festival delle Colline Torinesi, Teatro Piemonte Europa. Nell’ultimo periodo la sua produzione è legata al teatro documentario e tratta tematiche che abbracciano il Nordafrica e il Medioriente. Nel 2020 vince la menzione al Premio Scenario Infanzia con il progetto From Syria: is this a child? e il Bando IntercettAzioni con il progetto Fuga dall’Egitto

 

Miriam Selima Fieno è inserita in “Intercettazioni” –  Centro di Residenza Artistica della Lombardia: un progetto di Circuito CLAPS e Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire, ZONA K, con il contributo di Regione Lombardia, MiBAC e Fondazione Cariplo.

 

Curva Cieca
di e con Muna Mussie

In residenza dal 5 al 14 settembre e dal 18 al 22 settembre 2020
Restituzione pubblica autunno 2021


 

Se chiudo gli occhi e cerco di definire la mia immagine, cosa vedo? Una specchio cieco, una mancanza. Nessuno è padrone della propria immagine poiché questa implica una co-relazione. Ciò che è immediato – il mio corpo, la mia immagine – è distante da me.

Con Curva Cieca Muna Mussie rappresenta questa mancanza assieme a Filmon Yemane, un ragazzo non vedente dall’età di dodici anni. Fulcro della performance è la scoperta della lingua materna di Muna, in un dialogo tra la parola, segno, forma e significato. In scena, la voce di Filmon tiene delle lezioni di lingua tigrigna con l’ausilio di immagini provenienti da un abbecedario. Il corpo dell’artista performer tenterà di dirigersi dentro la sinuosità di questo alfabeto in una sorta di mimesi dinamica, provando ad attraversare il segno e incorporarlo per estrarne un senso altro.

con Muna Mussie e le parole di Filmon Yemane editing video Lino Greco produzione Short TheatreZonaKSantarcangelo Festival, Spazio Kor, Città di Ebla con il supporto di Xing con il sostegno della Fondazione Nuovi Mecenati e Teatro di Roma – Teatro Nazionale


 

Muna Mussie è un’artista bolognese di origine eritrea, il cui percorso artistico inizia nel 1998 con il Teatrino Clandestino, e prosegue fondando il collettivo di ricerca Open. Indaga i modi dello stare in scena tra gesto, visione e parola, per dare forma alla tensione che scaturisce tra differenti poli espressivi. Filmon Yemane (Eritrea 1995), vive dal 2008 a Bologna. Partecipa a diverse attività culturali e a progetti artistici, tra cui la realizzazione di un docu-film con il collettivo ZimmerFrei all’interno del progetto Atlas of Transitions Bologna.

 

Muna Mussie è inserita in “Intercettazioni” –  Centro di Residenza Artistica della Lombardia: un progetto di Circuito CLAPS e Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire, ZONA K, con il contributo di Regione Lombardia, MiBAC e Fondazione Cariplo.

 

Fase nove
di E. Bozkurt, C. Campara, G. Oglialoro, R. Tabilio, F. Venturi con Rimini Protokoll

In residenza dal 28 giugno al 5 luglio e dal 13 al 19 luglio 2020
Restituzione pubblica autunno 2021


L’emergenza pandemica ha comportato una divisione delle componenti sociali in sistemicamente rilevanti e non rilevanti. Per molti è stata una polarizzazione anche psicologica: tra ciò che è essenziale e ciò che è superfluo. Le professioni artistiche non sono rientrate tra quelle socialmente necessarie.

Dobbiamo pensare a un mondo nel quale l’arte non avrà più un ruolo? Possiamo immaginare una realtà che annulli l’esistenza dell’arte e di chi vi lavora? Che relazione può intrattenere l’arte con ognuno di noi in questo stato di crisi? Sta per finire qualcosa che è diventato da tempo stantio? Una crisi così profonda può essere un’opportunità?

Fase Nove invita a porsi queste domande nel contesto della città. Nove luoghi importanti per l’arte a Milano – alcuni iconici, altri insoliti – diventano il palcoscenico di nove installazioni audio che, attraverso interviste a diversi esperti, si confrontano con la domanda provocatoria: Perché esiste l’arte?

Il lavoro dei 5 artisti selezionati, coordinato e seguito da Jörg Karrenbauer e Aljoscha Begrich di Rimini Protokoll nel ruolo di mentori, ha come tema il lavoro – in consonanza con “Work”, titolo che guida la programmazione di Casa degli Artisti del 2020. Si concentra in particolare sul lavoro nel mondo della cultura e dell’arte, tema reso ancora più attuale e urgente dalla crisi provocata dalla pandemia. Il lavoro è stato completamente ripensato durante i mesi di lockdown: si è deciso di lavorare proprio sulla contingenza, considerandola un’opportunità, indagando la mutevole percezione degli spazi e degli operatori culturali. Un percorso urbano multimediale per singolo spettatore che si sviluppa a partire dal vuoto, dallo stato di incertezza e dalla crisi di valori attuale, per ragionare in forma artistica sul valore dell’arte, della cultura, dell’innovazione, sul significato di tempo libero e sul suo ruolo nel mercato.

 

Artisti Ekin Bozkurt, Chiara Campara, Giulia Oglialoro, Riccardo Tabilio e Francesco Venturi Supervisione artistica  Aljoscha Begrich e Jörg Karrenbauer (Rimini Protokoll) Project management Valentina Kastlunger (ZONA K) Coordinamento e mixing audio William Geroli Implementazione multimedia Stripes Digitus Lab In collaborazione con Accademia di Belle Arti di Brera, Eataly Smeraldo, Goethe-Institut Milano, Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, Giardini in Transito – Giardino Comunitario Lea Garofalo, Anteo Palazzo del Cinema, Piccolo Teatro di Milano


 

Ekin Bozkurt (sound designer), Chiara Campara (filmmaker), Giulia Oglialoro (autrice, giornalista), Riccardo Tabilio (autore e dramaturg) e Francesco Venturi (compositore) sono gli artisti che la seconda open call di Casa degli Artisti a tema “Work” ha selezionato nel marzo 2020 per il progetto artistico condiviso con il collettivo tedesco Rimini Protokoll.

Rimini Protokoll è un collettivo teatrale berlinese fondato nel 2000 da Stefan Kaegi, Helgard Haug e Daniel Wetzel e negli anni ha collaborato con diverse costellazioni di artisti. L’obiettivo è quello di espandere i mezzi del teatro al fine di creare nuove prospettive sulla realtà. Rimini Protokoll si avvale della collaborazione di esperti, le cui conoscenze e competenze vanno oltre il teatro, per produrre spettacoli, produzioni radiofoniche e interventi urbani che spesso traducono spazi urbani e strutture sociali in formati teatrali.

 

Gli artisti Ekin Bozkurt, Chiara Campara, Giulia Oglialoro, Riccardo Tabilio  e Francesco Venturi sono inseriti in “Intercettazioni” –  Centro di Residenza Artistica della Lombardia: un progetto di Circuito CLAPS e Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire, ZONA K, con il contributo di Regione Lombardia, MiBAC e Fondazione Cariplo.

 

Loro
di Anna Serlenga con Corps Citoyen

In residenza dal 10 al 16 gennaio, 20 e 21 gennaio, e dal 29 al 4 ottobre 2020
Restituzione pubblica autunno 2021


 

Il corpo politico è il soggetto principe del nostro ultimo progetto performativo LORO – sono come tu mi vuoi. Il lavoro cerca di interro- gare il potere narrativo della rappresentazione di sé e dell’altro, da un lato, e la natura politica dei corpi nella loro stessa presenza e posizionamento all’interno della rappresentazione, attraverso la lente dell’ironia e l’oscillazione tra realtà documentale e dichiarata finzonalizzazione. “Can the subaltern speak?”si chiedeva Gaiatri Spivak in un celebre intervento del 1988 su marxismo e interpretazione della cultura. Definire chi ha il diritto di parlare nella sfera pubblica è oggi più che mai un tema centrale nella ridefinizione dei ruoli di potere che caratterizzano il rapporto con i soggetti che vengono considerati minori. La narrazione occidentale ha una precisa agency di potere, che definisce l’Altro a partire dalle proprie categorie: per questa ragione, definire chi parla e lo spazio autoriale che occupa sono temi centrali di una pratica performativa che si vuole contemporanea e politica.

LORO è un dialogo acido, un lavoro ironico e scanzonato sulla percezione dell’altro, un dispositivo scenico svelato che si muove in un territorio ibrido: immagini e canzoni banali, volgari, dirette si alternano a storie radicate nel profondo della nostra mentalità e identità nazionale. Un gioco irriverente intorno all’eredità coloniale che riverbera la nostra tradizione come la nostra scena contemporanea.
In sottile equilibrio tra finzione e realtà, LORO espone il dispositivo di potere che sottende la rappresentazione orientalista
dell’altro a partire dalla rappresentazione per eccellenza, la finzione scenica, che contribuisce a creare e rafforzare le narrazioni del pre- sente attraverso l’inserzione di un corpo altro, di una presenza che si espone al pubblico, cercando di adeguarsi ad una rappresentazio- ne sempre storta, mai aderente, sempre sbagliata. Una voce fuori campo commenta, dà istruzioni, ricorda limiti e modalità del suo pre- sentarsi davanti a noi, il pubblico, il destinatario primo della rappresentazione e parte integrante del gioco.

LORO è narrazione minore che fa della sua stessa fragilità l’elemento centrale della propria esposizione davanti al pubblico, partecipan- te attivo, elemento drammaturgico fondante di questo lavoro performativo partecipato.
Grazie ad un dispositivo che mescola senza soluzione di continuità finzione e realtà, LORO vuole svelare il buonismo che si cela sotto mentite spoglie e al contempo riaffermare il diritto alla propria necessaria presenza sulla scena.

 

con Rabii Brahim concept Anna Serlenga e Rabii Brahim Drammaturgia Bruna Bonanno Cultural advisor Viviana Gravano spazio scenico e luci Manuel D’Onofrio documentazione visuale Luca Centola organizzazione Ginevra Bocconcelli regia Anna Serlenga progetto semifinalista a Premio Scenario 2019 con il sostegno di ZONA K / Circuito Claps /mareculturale urbano/ Qui e Ora residenza teatrale/ MACAO, COX 18


 

Corps Citoyen è un collettivo artistico pluridisciplinare basato tra Tunisi e Milano. La pratica del collettivo si compone di diversi strumenti disciplinari (danza, teatro, poesia, video, animazione, scrittura e ricerca antropologica) per creare nuove narrazioni contemporanee. L’obiettivo del gruppo è quello di rafforzare i valori della cittadinanza attraverso la pratica artistica, la formazione, la ricerca e la partecipazione attiva della società civile al fine di promuovere un cambiamento politico e sociale. Il collettivo si raccoglie intorno all’idea di fare dei linguaggi artistici strumenti di resistenza, di cambiamento, di recupero di coscienza ma anche di condivisione e divertimento, di pratica della cultura e della performance come strumento di riflessione sulla cittadinanza e sulla politica. L’attuale gruppo di lavoro italo-tunisino è composto da giovani professionisti nell’ambito del teatro e dell’arte, siamo: Rabii Brahim, attore e musici- sta; Lilia Ben Romdhane, poetessa ed architetto; Alessandro Rivera Magos, ricercatore antropologo e fotografo; Francesca Cogni, artista visiva e vi- deomaker; Anna Serlenga, regista e ricercatrice.

 

Il collettivo Corps Citoyen è inserito in “Intercettazioni” –  Centro di Residenza Artistica della Lombardia: un progetto di Circuito CLAPS e Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire, ZONA K, con il contributo di Regione Lombardia, MiBAC e Fondazione Cariplo.

 

#nuovipoveri
di e con Guinea Pigs

In residenza dal 22 al 26 gennaio e dal 6 al 16 febbraio 2020
Restituzione pubblica autunno 2021


#nuovipoveri è un’indagine sviluppata con gli strumenti del teatro e della video-arte intorno alla percezione dei concetti di ricchezza e povertà.
La compagnia partite da dati economico-statistici per superarli e arrivare a mettere in relazione le parole ricchezza e povertà con “capitali” di altra natura: capitali sociali, culturali, emotivi, relazionali, etc… Chi sono oggi i nuovi poveri? Come si raccontano a se stessi? Alla società? E ancora come raccontano la società a se stessi?

E quanto c’è di vero in questa auto-narrazione?

L’Istat parla di 5 milioni di poveri su una popolazione che supera i 42 milioni di abitanti: i poveri superano l’11% della popolazione totale. Ci sono i poveri assoluti che non hanno le possibilità di far fronte a una spesa mensile minima necessaria per acquistare beni e servizi di prima necessità; i poveri relativi che vivono con una spesa media mensile pari o inferiore ai 667,05 euro – la cifra calcolata come spesa media mensile “accettabile” pro-capite in Italia nel 2018. Quindi l’Istat afferma che un povero è chi non riesce a soddisfare gli standard minimi di consumo, chi non riesce a spendere perché non ha.

I #nuovipoveri non vivono nell’indigenza più profonda ma neppure nell’agio che permetterebbe loro di soddisfare tutti i loro desideri. La nuova povertà di cui parliamo è anche una condizione sociale e psicologica, ha a che fare con il senso di inadeguatezza, che si trasforma nell’amara sensazione di essere rimasti indietro o di essere stati esclusi dalla festa cui gli altri invece sono ammessi. Quindi #nuovipoveri è anche uno spettacolo sul denaro, su come sembri ancora fare la felicità, sulle sue contraddizioni, sul potere che ha di modificare equilibri e dinamiche di relazione, di decidere della salute e della realizzazione dei singoli, della felicità di una coppia e di una famiglia, della costruzione dell’identità di un’intera società.

di e con Letizia Bravi e Marco De Francesca drammaturgia Giulia Tollis regia Riccardo Mallus video Julian Soardi set design Stefano Zullo sound design Gianluca Agostini light design Martino Minzoni set design assistant Giulia Meduri una produzione Ecate Cultura in collaborazione con Guinea Pigs con il sostegno di ZONA K e Next – Laboratorio delle idee per la produzione e distribuzione dello Spettacolo dal Vivo Lombardo – Edizione 2019/2020 e con il sostegno di Teatro delle Moire


 

Guinea Pigs nasce nel 2014 a Milano. Il primo progetto artistico è lo spettacolo Atti di Guerra (2016). Nel 2017, in collaborazione con il Teatro Out Off di Milano, produce lo spettacolo Casca la terra di Fabio Chiriatti, con il quale vince il bando Siae Sillumina 2016. Sempre nel corso del 2017 avvia il percorso di ricerca e creazione per progetti site specific tra installazione e performance In lotta con la realtà. La prima tappa, Sovra/Esposizioni, viene presentata all’interno di IT Festival. La seconda tappa, Il futuro è una trappola?, viene coprodotta dal Festival Castel dei Mondi e vede la collaborazione di Guinea Pigs con Equilibrio Dinamico Dance Company e con Anelo1997 laboratorio di architettura e scultura romano. Nel 2019, in collaborazione con Museocity, hanno realizzato interventi teatrali e performativi all’interno di alcuni musei di Milano nell’ambito del progetto AMUSE di Fondazione Cariplo.

 

La compagnia Guinea Pigs è inserita in “Intercettazioni” –  Centro di Residenza Artistica della Lombardia: un progetto di Circuito CLAPS e Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire, ZONA K, con il contributo di Regione Lombardia, MiBAC e Fondazione Cariplo.

 

YOU FIGHT!
di e con Ana Shametaj/Kokoschka Revival

In residenza dal 9 al 19 settembre 2019, 20 e 21 ottobre e 27 e 28 novembre 2019
Restituzione pubblica 29 e 30 novembre 2019


 

E’ uno spettacolo multimediale che si confronta con alcuni tra i più evidenti fenomeni del contemporaneo: lo spazio virtuale e le nuove forme di intrattenimento, la promozione e monetizzazione della propria immagine attraverso i media, il logoramento delle relazioni umane nella distopia tecno-capitalista. E’ la storia di due ragazze che lavorano e vivono il loro quotidiano nello spazio virtuale: due fighters che non si guardano mai negli occhi, pur condividendo, per assurdo, lo stesso spazio del reale. Nell’era del branding del sé, dell’individualismo dominante, dello smartphone intimo e inseparabile…You Fight! Per cosa stai combattendo?

Ci sono le tre S per cui in molti combattono: Soldi, Sesso, Successo. Quello dei lavoratori dello spettacolo online è un fenomeno in costante espansione. Dalle Camgirls, passando per i Gamers, fino agli influencers: si muovono su Instagram, Youtube o Twitch, producono contenuti audiovisivi in live-streaming o pre registrati, gratis o a pagamento.

YouFight! è una piattaforma, dove ogni utente combatte per vivere e guadagnare soldi, che riceve in forma di credito/Like dal suo pubblico (chiamiamo questa moneta Energy Coin). Ognuno può proporre il gioco di combattimento che vuole, e le nostre due protagoniste si sfidano a chess Boxing: uno sport nel quale si alternano un round di Boxe e uno di scacchi. Nella stessa piattaforma di YouFight! si può spendere il tempo libero in altri servizi di intrattenimento immersivi, da fruire in solitudine ma sempre sotto gli occhi di un pubblico.

Le due protagoniste si chiamano Kasparov e Deep Blue, nomi chiave per il transumanesimo. Nel 1997 lo scacchista Garry Kasparov sfidò il computer IBM Deep Blue. Si dice che Deep Blue fece una mossa particolare, dovuta a un errore di calcolo, e questa mossa mandò in tilt Kasparov, che iniziò a pensare che la macchina fosse troppo creativa, troppo umana per essere un computer, e abbandonò la partita. Anche la nostra Deep Blue fa un errore, non di calcolo, ma di umanità. La riparazione di questo errore è un atto poetico.

 

Interpretato da Alice Raffaelli Ondina Quadri Diretto e Ideato da Ana Shametaj Design del suono Interaction design Composizione Andrea Giomi Visual design Interazioni video Grafica Fabio Brusadin Mentor progettazione sistemi interattivi Stefano Roveda Costumi Set design Giulio Olivero Marialuisa Bafunno Design delle luci Dramaturg Riccardo Calabrò Sviluppo mobile app m0k1.pw Prodotto da Kokoschka Revival


 

Kokoschka Revival è un collettivo artistico interdisciplinare fondato a Milano nel 2013, la cui ricerca si muove trasversalmente in un dialogo tra teatro, cinema e musica sperimentale. Ad oggi le produzioni consistono in spettacoli teatrali, performance, film sperimentali e feste/happening. Gli spettacoli del collettivo sono stati prodotti in residenze nazionali e internazionali, soprattutto in Francia e Danimarca. Dal 2015 al 2017 il collettivo ha organizzato numerose feste e eventi performativi a Macao (Milano), proponendo una sua idea di programmazione artistica.

 

Il collettivo Kokoschka Revival è inserito in “Intercettazioni” –  Centro di Residenza Artistica della Lombardia: un progetto di Circuito CLAPS e Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire, ZONA K, con il contributo di Regione Lombardia, MiBAC e Fondazione Cariplo.

 

 

The last minutes before Mars
di e con Mammalian Diving Reflex

In residenza dal 29 settembre al 19 ottobre 2019


 

The Last Minutes Before Mars è una combinazione di video 360 e performance dal vivo che include un gruppo di giovani: la prima squadra inviata per colonizzare Marte.

La compagnia performativa Mammalian Diving Reflex lavorerà con i giovani milanesi locali (un gruppo composto da alcuni studenti del Liceo Giulia Natta) per intervistare e documentare le loro vite reali – creando uno sguardo alla semplice banale bellezza della loro vita quotidiana sulla terra.

È una critica di coloro che suggeriscono che il futuro dell’umanità dipende dalla diffusione di se stesso in tutto l’universo.

Il progetto sostiene che è improbabile che si possano trovare soluzioni ai problemi terrestri su pianeti distanti con condizioni ostili. L’attuale ossessione per la colonizzazione di Marte è considerata una risposta in preda al panico per i difficili problemi che l’umanità deve affrontare sulla terra: i cambiamenti climatici, un ecosistema in collasso e il fatto che molti scienziati credono che siamo nel mezzo di un’altra estinzione di massa della vita sulla Terra , ecc. Ma piuttosto che cercare di superare i nostri problemi e, probabilmente, produrre una serie completamente nuova di problemi ancora più difficili, potrebbe essere meglio sistemarsi e capire come “terraformare” la terra, rendendola un habitat più ospitale per gli esseri umani e tutte le altre vite su cui facciamo affidamento. Perché rendere Marte più simile alla Terra quando c’è il compito di rendere la Terra più simile alla Terra?

La compagnia lavorerà  intervistando e girando con i giovani, per poi tornare all’inizio del 2020 per creare gli elementi di performance dal vivo che accompagnano il video 360.

 

Di Mammalian Diving Reflex Creazione e regia Darren O’Donnell Co-Direzione Konstantin Bock e Alice Fleming Consulenza Video 360° Fi Nicholson Assistenza Artistica Chiara Prodi Produzione Tina Fance Co-produzione ZONA K e FOG Triennale Milano Performing Arts con il supporto del Canada Council for the Arts Arts Abroad Co-Production


 

Mammalian Diving Reflex è una compagnia di Toronto conosciuta per l’ideazione di performance intellettualmente stimolanti. Nata nel 1993 sotto la direzione artistica dello scrittore e regista Darren O’Donnell, Mammalian Diving Reflex opera sulla dimensione privata e sociale del linguaggio, del pensiero e dell’informazione. La compagnia ha prodotto diversi lavori in Canada Giappone, Australia, Singapore, India, Stati Uniti, Irlanda, Inghilterra e in molti altri paesi d’Europa. Tra i loro progetti, vi sono Diplomatic Immunities, pppeeeaaaccceeeThe Children’s Choice AwardsWho Shot Jacques Lacan?Dare Night, Slow Dance with Teacher, Nightwalks with Teenagers. Haircuts by Children, presentato a Milano nel 2009 da Uovo performing arts festival, ha coinvolto i bambini di tutto il mondo in un workshop e in un’azione di taglio dei capelli in un vero salone da parrucchiere. La pratica artistica della compagnia riconosce una dimensione performativa in ogni gesto quotidiano ed esplora estetica e società, creando insolite alleanze tra il mondo dell’arte e quello dei giovani. La ricerca di Mammalian Diving Reflex si concretizza in performance, esperienze collettive, testi teorici e happening.

 

La compagnia Mammalian Diving Reflex è inserita in “Intercettazioni” –  Centro di Residenza Artistica della Lombardia: un progetto di Circuito CLAPS e Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire, ZONA K, con il contributo di Regione Lombardia, MiBAC e Fondazione Cariplo.

 

 

Padre d’amore, padre di fango
di e con Cinzia Pietribiasi

In residenza dal 25 agosto al 1 settembre, dall’11 al 15 ottobre 2019
Restituzione pubblica 21 e 22 novembre 2019


 

La “storia” di un padre filtrata dalla memoria di una figlia.
Nessuna rappresentazione, nessun personaggio: una storia senza racconto, perché Padre d’amore, Padre di fango è vita presente.
È un porre domande, un problematizzare, attraverso il processo creativo. Non c’è alcuna interpretazione univoca, alcuna sintesi.
Si tratta di una visione/presentazione per frammenti, per immagini e suoni.
Un atmosfera onirica ma non distante.

La nuova tecnologia (dall’animazione digitale all’elaborazione in real time di dati, all’uso delle possibilità offerte dalla rete) garantisce immersione e interattività nella convinzione che lo spettatore/agente debba essere “accolto” e partecipe.
Se esiste un senso, l’unica salvezza risiede in un’inno collettivo alla vita.

concept Cinzia Pietribiasi


 

Cinzia Pietribiasi è nata a Vicenza nel 1979, ma vive in Emilia. E’ un’artista performativa che utilizza la multimedialità e soprattutto il linguaggio e le tecniche video sia come artista visiva, sia nel suo lavoro di regista con studenti delle scuole primarie e secondarie e con utenti psichiatrici. Nel 2012 il suo assolo Io sono qui è tra i semifinalisti di Premio Gd’A Emilia Romagna. Nello stesso anno ha fondato col marito Compagnia Pietribiasi/Tedeschi, una realtà indipendente ed autoprodotta. Le produzioni spaziano dal teatro multimediale al teatro civile: #MEMORIEDELSUOLO (2015-18) progetto site-specific sulle comunità e i luoghi; PUNTO TRIPLO (2015) uno spettacolo multimediale sul concetto termodinamico del punto triplo dell’acqua; BIOS (2014) una performance multimediale ispirata agli scritti di Julio Cortázar; FREEZE(2013) un dramma ispirato al lavoro dello psichiatra Ronald D. Laing.

 

Cinzia Pietribiasi è inserita in “Intercettazioni” –  Centro di Residenza Artistica della Lombardia: un progetto di Circuito CLAPS e Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire, ZONA K, con il contributo di Regione Lombardia, MiBAC e Fondazione Cariplo.

 

 

 

R 500 – Safari nel labirinto urbano #studio I e II. L’Isola che non c’è
di e con Michele Losi/ Pleiadi Art Productions

In residenza dal 27 maggio al 3 giugno 2019 e dal 23 settembre al 2 ottobre 2019
Restituzione pubblica dal 3 al 6 ottobre 2019

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In residenza dal 13 al 22 ottobre 2020
Restituzione pubblica dal 23 al 25 ottobre 2020


Il progetto radius R500 è un esperimento con un esito. In questo esperimento scienza teatro e arte si fondono in un unico progetto. Siamo stati ispirati dal lavoro del professore di botanica. dr. Joop Schaminée. Egli ha indagato un miglio quadrato per un anno intero nella provincia di Zeeland, in Olanda. Insieme ad altri scienziati provenienti da diversi campi e facoltà, e anche alla gente locale, ha creato un libro. In questo libro tutto si è unito a tutte le storie e tutto ciò che è stato studiato. Tutti i fatti sono stati pubblicati e condivisi con la popolazione locale. Ne sono scaturiti un documentario e altre opere. Da fuori del miglio quadrato Joop Schaminee ha evidenziato  collegamenti con il resto del mondo. Storia e passato si sono uniti e la gente ha visto come quel piccolo mondo avesse legami con il resto del mondo.

Con i progetti Radius 500 facciamo la stessa cosa, lavorando con cultura e scienza, esperti locali e gente del posto. Stiamo mappando l’intero raggio di 500 metri. La mappatura del cerchio viene fatta con le persone che vivono qui e con studenti e artisti. La mappatura avrà forme e risultati diversi. Stiamo raccogliendo storie, manufatti e tutto ciò che c’è. Cerchiamo di creare più dati con diversi oggetti di ricerca su ciò che le persone possono fare da sole. Proviamo a vedere se ci sono collegamenti con il resto del mondo. Con tutti i materiali che troviamo e raccogliamo. Faremo mostre, opere d’arte e teatro raccontando storie, realizzando passeggiate sonore e molto altro. Condividiamo tutte le cose che troviamo e le lasciamo nell’R500 perché le abbiamo trovato qui. Ogni luogo è unico al mondo, devi solo cercarlo.

R500 in 7 passaggi

  1. Per raccogliere: raccogliamo ogni tipo di informazione (storie, fotografie, libri, etc).
  2. Per articolare: cerchiamo di articolare ciò che abbiamo raccolto e decidiamo dove zoomare. Questo è l’inizio della realizzazione della trasformazione artistica del progetto.
  3. Per collegare: creiamo un collegamento con le persone, le associazioni, le istituzioni, i commercianti e gli imprenditori rilevanti nel raggio.
  4. Per rappresentare: creiamo e sviluppiamo interventi teatrali e artistici.
  5. Per mostrare: mostriamo ciò che abbiamo trovato e lo condividiamo con le persone locali che iniziano a loro volta una propria produzione.
  6. Causa: indaghiamo ciò che abbiamo scoperto con degli scienziati, riflettendo con le comunità ed i principali stakeholder. Ci sarà una valutazione di ciò che è stato già realizzato e di ciò che è opportuno indagare per il futuro.
  7. Per continuare: cosa abbiamo provocato e come potremo procedere in futuro? Dobbiamo decidere insieme alla comunità locale e agli scienziati su come continuare.

 

Un progetto di Pleiadi, Campsirago Residenza in collaborazione con ZONA K (I), The Intrnational Accademy for Natural Arts (NL), BAM – Biblioteca degli Alberi Milano (I) Con il sostegno di IntercettAzioni – Centro di Residenza Artistica della Lombardia (un progetto di Circuito CLAPS e ZONA K, Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire) Artistic and scientific team Michele Losi, Sjoerd Wagenaar, Sofia Bolognini, Liliana Benini, Luca Maria Baldini, Emilio Padoa Schioppa, collettivo Studio Pasta Madre


 

Pleiadi Art Productions nasce nel 2015 in seno a Campsirago Residenza. È un progetto di produzione aperto e multidisciplinare che prende vita dall’esperienza teatrale e performativa di Michele Losi e dall’esperienza artistica dell’attrice Mariasofia Alleva, insieme a Riccardo Calabrò, drammaturgo, Marialuisa Bafunno, scenografa, Stefania Coretti, costumista e artista visiva, Alberto Sansone, videomaker, Diego Dioguardi, sound designer, musicista e dj. È incentrato sulla sperimentazione nell’ambito della performing art, del teatro nel paesaggio e delle produzioni site-specific. Pleiadi è un luogo aperto ad artisti di diverse discipline e provenienze che condividono l’intento di creare Arte anche per coloro che non sono soliti frequentarla: per chi, ad esempio, a teatro non è mai entrato o ha smesso di entrare.

 

Il progetto Pleiadi Art Productions è inserito in “Intercettazioni” –  Centro di Residenza Artistica della Lombardia: un progetto di Circuito CLAPS e Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire, ZONA K, con il contributo di Regione Lombardia, MiBAC e Fondazione Cariplo.

 

 

Ti voglio un bene pubblico
di e con Elisabetta Consonni

In residenza dal 19 al 22 maggio, dal 22 al 27 luglio e dal 21 al 27 settembre 2019
Restituzione pubblica 28 e 29 settembre 2019 – Via Padova e limitrofe –

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In residenza dal 26 luglio al 1 agosto e date da definire a ottobre 2021
Restituzione pubblica nel 2022 – quartiere Isola e zone limitrofe –


“Il primo che, avendo cintato un terreno, pensò di dire ‘questo è mio’ e trovò delle persone abbastanza stupide da credergli, fu il vero fondatore della società civile. Quanti delitti, quante guerre, quanti assassinii, quante miserie ed errori avrebbe risparmiato al genere umano chi, strappando i piuoli o colmando il fossato, avesse gridato ai suoi simili: ‘Guardatevi dal dare ascolto a questo impostore! Se dimenticate che i frutti sono di tutti e la terra non è di nessuno, siete perduti!’” (J.J. Russeau Origine della disuguaglianza, 1754)

Ti voglio un bene pubblico è un gioco urbano che riflette su infrastrutture di divisione quali cancelli, muri, recinti. Tanto di quello che ci circonda è fatto di muri e recinzioni; capirne il senso, di volta in volta, è una pratica civile necessaria. Significativo osservare che l’ articolo del codice civile che regola la costruzione di recinzione di fondi per definire la proprietà privata viene definito ‘ius escludendi alios’: determinare il proprio escludendo l’altro.
Quando un muro smette di proteggere e comincia a dividere, segregare ed escludere? E quando ad essere recintato è uno spazio pubblico di cui si limita l’accessibilità quanto di pubblico rimane di quello spazio pubblico? Posto un muro, quanto di quello che c’e’ dietro non possiamo conoscere?

 

Ideazione e direzione Elisabetta Consonni In collaborazione con Sara Catellani Consulenza sociologica Adriano Cancellieri Consulenza artistica Cristina Pancini Sviluppo e promozione Vittoria Lombardi/cultureandprojects


 

 

Elisabetta Consonni è attiva nella riflessione e pratica di come l’arte possa essere detonatore di cambiamento sociale a partire dal 2014 con Ergonomica, contenitore di ricerca per la relazione del corpo con lo spazio urbano. Nell’ambito di tale ricerca, accompagna lo studio teorico alla realizzazione di azioni come: “We want to become architecture” e “Go with the flow” ( Polonia, 2014), la costruzione coreografata di “Pompenpurg Park” (Rotterdam, Biennale di Architettura 2014), “Il secondo Paradosso di Zenone” ( Milano, 2016), “Abbastanza Spazio per la più tenera delle attenzioni” (progetto per la Biennale Danza 2016). Cura il simposio Spazio Ergonomico presso la Biennale Danza 2016.

 

Elisabetta Consonni è inserita in “Intercettazioni” –  Centro di Residenza Artistica della Lombardia: un progetto di Circuito CLAPS e Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire, ZONA K, con il contributo di Regione Lombardia, MiBAC e Fondazione Cariplo.

 

 

Trials of money (Preliminary Hearing)
di e con Christophe Meierhans

In residenza dal 26 marzo al 9 aprile 2019
Restituzione pubblica 31 marzo 2019


Trials of Money trasforma il teatro in una corte di giustizia che non esiste ancora. Il lavoro vuole invitare il suo pubblico a prendere parte al Tribunale Speciale per le Persone Semi-Umane per intraprendere il processo, non di un soggetto umano, né di un’entità legale, ma di una “cosa” – la cosa molto complessa che più comunemente chiamiamo “denaro”.

Il denaro che usiamo quotidianamente può essere ritenuto responsabile dello stato disastroso del mondo di oggi? Trials of money sfida l’idea che il denaro sia solo uno strumento, o un mezzo al servizio delle intenzioni umane. Propone un’altra lettura del rapporto che l’uomo ha con il sistema monetario che ha inventato per se stesso.
Il denaro è una rete, un insieme di leggi e convenzioni, una fiducia istituzionalizzata, un mezzo, un fine, carta, metallo, carte di plastica, debito, potenziale, desiderio… L’imputato in questo processo può essere indicato, ma risiede anche dentro di noi tutti. È fatto dei valori che gli assegniamo; esiste e agisce solo attraverso di noi, per procura. Come facciamo a fare un processo se tutti i presenti in aula sembrano essere coinvolti con l’accusato? Come possiamo chiamare il denaro a rispondere dei suoi atti se non può parlare con la propria voce? Trials of Money è un tentativo di guardare alla nostra responsabilità collettiva come un unico essere identificabile.

Il lavoro è strutturato intorno alle testimonianze di dieci testimoni: uno psicologo, un ex banchiere, un impiegato della Banca Nazionale Svizzera, un senzatetto, un ricco filantropo, un nativo americano, un professore di economia, un abitante di un kibbutz e un criminologo. Il processo al denaro è condotto come un esercizio collettivo che coinvolge sia gli interpreti che il pubblico nell’esame del caso. Basandosi su interviste a una grande varietà di persone, gli interpreti consegnano le loro testimonianze rispondendo a qualsiasi domanda che gli spettatori vogliano porre loro.
Tutti i presenti nel Tribunale Speciale per i Semi Umani prendono liberamente la posizione di accusa o di difesa, in base alle loro convinzioni e influenzati dal corso del procedimento. Il denaro viene processato di nuovo ad ogni esibizione, con le accuse di frode, estorsione, non assistenza ad una persona in pericolo, incitamento all’odio e schiavitù. Se il denaro viene riconosciuto colpevole, ci lascia con la problematica questione di quale possa essere la giusta condanna per esso.

Concetto e realizzazione Christophe Meierhans Performance Christophe Meierhans, Luca Mattei Drammaturgia Bart Capelle Con la partecipazione di Shila Anaraki, Jochen Dehn, Adva Zakai Scenografia Decoratelier Jozef Wouters Disegni Giammarco Falcone Microfoni a spada laser Alexis Pawlak, Gaia Carabillo Costumi Sofie Durnez, Valerie Le Roy Disegno Luci Luc Schaltin Consulenza monetaria Olivier Auber Produzione HIROS, Elisa Demarré Co-produzione AUAwirleben (Berna), BIT Teatergarasjen (Bergen), BUDA (Kortrijk), FAR° (Nyon), Kaaitheater (Bruxelles), Nouveau Théâtre de Montreuil (Parigi), Teatro Maria Matos (Lisbona), Vooruit (Gent), ZONA K (Milano) Con il sostegno di Vlaamse Gemeenschap, ProHelvetia


 

Christophe Meierhans (Geneva; Brussels) lavora con e attraverso la performance, lo spazio pubblico, l’installazione, il suono, la musica e il video. Il suo lavoro consiste soprattutto nello sviluppare strategie di intervento nella vita quotidiana, attraverso la manipolazione di convenzioni accettate, abitudini sociali o usi semplici. I frammenti di realtà diventano la cornice per operazioni artistiche in grado di ridirezionare la banalità al fine di farla riapparire sotto angolazioni inattese. Il suo lavoro solleva questioni sulle norme e le convenzioni, confondendo un contesto casuale con altri diversi, e mettendo a confronto lo spettatore con qualcosa di altro, con la stranezza di essere nel posto “sbagliato”, o la possibilità che il luogo possa diventare qualcosa di diverso. Nel 2015, presenta a Santarcangelo il progetto Some use for your broken clay pots.

 

Christophe Meierhans è inserito in “Intercettazioni” –  Centro di Residenza Artistica della Lombardia: un progetto di Circuito CLAPS e Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire, ZONA K, con il contributo di Regione Lombardia, MiBAC e Fondazione Cariplo.

 

Bilderatlas
di e con CIRCOLO BERGMAN

In residenza nei giorni 1, 2, 4, 8, 9, 10, 12, 13 novembre e 4, 6, 7, 8, 13, 20, 21 dicembre 2018
Restituzione pubblica dal 15 al 18 novembre 2018


La memoria è una storia di fantasmi per adulti.  Aby Warburg

La vita privata altro non è che quella zona di spazio, di tempo, in cui io non sono un’immagine, un oggetto – ma ciò che devo difendere è il mio diritto politico di essere un soggetto. Roland Barthes

Alla sua morte nel 1929 lo storico dell’arte Aby Warburg lasciò un’opera incompiuta: l’Atlante della Memoria (Bilderatlas Mnemosyne): una serie di pannelli composti da montaggi fotografici, riproduzioni di opere d’arte, fotografie autografe e pagine di libri. Warburg era convinto che gli archetipi attraversassero la storia incarnandosi nelle immagini.

Oggi cerchiamo di comporre l’archetipo che vorremmo essere sulla tavola virtuale di Instagram. Di fronte alla moltiplicazione dei corpi in una galleria di riproduzioni, inseguiamo i fantasmi del desiderio. L’immagine ci sottrae alla morte ed entra in cortocircuito con il tempo.

Bilderatlas di Circolo Bergman è un’azione scenica modulare, divisa in tavole autonome e interdipendenti, che possono essere montate, smontate e ricostruite in spazi teatrali e non, alla ricerca di un atlante pervasivo in cui lo spettatore possa specchiarsi e moltiplicare sé stesso. Partendo dal dato biografico e dal rapporto con l’immagine dei performer coinvolti, lo spettacolo compie un viaggio confrontandosi coi diversi media che riproducendo il mondo creano il nostro immaginario.

Il rapporto di una “ninfa contemporanea” con la propria autorappresentazione sui social apre uno sguardo a ritroso nel tempo: dalle immagini visualizzate sullo schermo del nostro smartphone si passa alla definizione dei corpi nelle fotografie analogiche e negli strumenti di riproduzione istantanea come le Polaroid; dalla fotografia come mezzo di riproduzione della realtà che ha caratterizzato il Novecento si arriva a inseguire l’origine della visione nel colore e nelle opere pittoriche d’arte antica.

Il riflesso della rappresentazione ha sempre una risonanza nel corpo. In questa amplificazione della soggettività Bilderatlas va alla ricerca degli archetipi del nostro tempo.

 

concept Paolo Giorgio un progetto di Sarah Chiarcos, Paolo Giorgio, Marcello Gori regia Paolo Giorgio musica originale Marcello Gori allestimento e luci Sarah Chiarcos visual Dario Serio foto di scena Jo Fenz produzione Circolo Bergman _ Casa degli Alfieri testi intimamente condivisi con Sarah Ātman (e altre figure in corso di definizione)


 

Circolo Bergman
È un collettivo che si muove fra la creazione di un repertorio di drammaturgia contemporanea e la sperimentazione in area performativa, declinando nuovi formati di scrittura attraverso diversi media, con un particolare interesse per progetti site-specific. La modalità di lavoro parte da una progettazione orizzontale condivisa fra artisti e professionisti coinvolti in ciascun progetto, per arrivare in un secondo tempo a una definizione dei compiti e delle responsabilità operative.
Agisce in diversi territori, partendo dallo spettacolo dal vivo per abbracciare percorsi curatoriali, espositivi o editoriali. A seconda della natura specifica di ogni progetto, il collettivo si apre alla collaborazione con altri professionisti (videomaker, curatori, artisti, critici, attori, performer, danzatori), così come con non-professionisti. Ha prodotto gli spettacoli: Werther, o dell’assoluto (Teatro i, 2014), La cosa peggiore che possa capitare a un cane (esperimento di scrittura collettiva di Sarah Chiarcos, Festival Mixitè, 2015), Fondamenta (Teatro Ringhiera, 2015), Calcografia (produzione Circolo Bergman-Teatro i), Macinante (produzione Circolo Bergman- Casa degli Alfieri, commissione del Festival Pergine Spettacolo Aperto, 2016), Pergine, via San Pietro 4 (produzione Circolo Bergman- Casa degli Alfieri, commissione del Festival Pergine Spettacolo Aperto, 2017).
Circolo Bergman è composto da: Paolo Giorgio, regista e drammaturgo;  Sarah Chiarcos, drammaturga e responsabile degli allestimenti; Marcello Gori, musicista, drammaturgo, responsabile del suono.

 

Il collettivo Circolo Bergman è inserito in “Intercettazioni” –  Centro di Residenza Artistica della Lombardia: un progetto di Circuito CLAPS e Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire, ZONA K, con il contributo di Regione Lombardia, MiBAC e Fondazione Cariplo.

 

 

 

 

 

 

 

L’uomo che cammina
di e con DOM- Leonardo Delogu e Valerio Sirna

In residenza dal 30 marzo al 13 aprile 2018
Restituzione pubblica  20 – 21 e dal 24 al 28 ottobre 2018


L’arte sta in far si che tutto sia falso e paia vero.
L’arte sta in far si che tutto sia vero e paia falso.
« il realismo è l’impossibile » – W. Siti               

 

Un uomo percorre la città passeggiando. Attraversa una varietà di spazi che si susseguono all’interno di un ininterrotto piano sequenza – una stazione, una caverna, un campo incolto, una piscina pubblica, un centro commerciale, una fabbrica abbandonata, un lunapark, un night club, un orto, un cavalcavia, il letto di un fiume, un caseggiato popolare, una piazza – e che si ricompongono in un trittico quasi ultraterreno.

Durante questo tragitto il frammento di una vita si dispiega: un pomeriggio d’estate dall’andamento sospeso, la figura di un uomo umbratile e sfuggente, calato in un gioco di apparizioni e depistaggi narrativi. Attraverso il suo viaggio il paesaggio si apre e si svela agli occhi del pubblico che lo segue a distanza, come a spiarlo, in bilico tra identificazione e distacco.

A partire dalla graphic novel L’uomo che cammina di Jiro Taniguchi, DOM- costruisce una drammaturgia di spazi in cui esplorare il confine tra urbano e terzo paesaggio:  addentrandosi sempre più profondamente nella sostanza dei luoghi, l’esperienza viva del cammino diventa il pretesto per una tensione ineliminabile col reale.

 

creazione e drammaturgia spaziale a cura di DOM-  Leonardo Delogu, Valerio Sirna, Helene Gautier regia Leonardo Delogu, Valerio Sirna prodotto da Teatro Stabile dell’Umbria, Sardegna Teatro, ternifestival, santarcangelo 16, Teatri di Vetro con il sostegno di OSM/occhisulmondo con Dario Guardalben o Maurizio Lupinelli o Alberto Massazza nel ruolo del protagonista e con Helene Gautier collaborazione Maël Veisse e Vincenzo Scalera  organizzazione Francesca Agabiti, Giulia Mereghetti grafica Valerio Sirna, Francesca Mautone liberamente ispirato al fumetto di Jiro Taniguchi – L’uomo che cammina

ogni allestimento, a seconda delle caratteristiche del territorio, si avvale anche della collaborazione con associazioni culturali, comitati di quartiere, centri anziani, scuole, centri per il sostegno ai migranti, corsi di danza e di teatro, bambini, gatti e piccioni

 


DOM- è un progetto nato nel 2013 dalla collaborazione tra gli artisti Leonardo Delogu, Valerio Sirna ed Hélène Gautier. Indaga il linguaggio delle performing arts, con una particolare attenzione alla relazione tra corpo e paesaggio, e si impegna nella trasmissione di peculiari pratiche di abitazione, legate allo spazio e al tempo della creazione artistica. DOM- costruisce eventi performativi, seminari, camminate, scritti, giardini, installazioni, video, reportage fotografici.

 

Il progetto DOM- è inserito in “Intercettazioni” –  Centro di Residenza Artistica della Lombardia: un progetto di Circuito CLAPS e Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire, ZONA K, con il contributo di Regione Lombardia, MiBAC e Fondazione Cariplo.

Between me and P
di e con FILIPPO CEREDI

In residenza dal 29 al 31 gennaio, dal 7 al 14 febbraio, dal 26 al 27 febbraio e dal 10 al 12 maggio 2018
Restituzione pubblica dal 2 al 4 marzo 2018


Between me and P. nasce dalla radicale esigenza di riappropriazione di una storia famigliare.
Pietro sparì volontariamente nel 1987 all’età di 22 anni, senza lasciare tracce.

Dopo venticinque anni Filippo, il fratello minore, ha avviato una lunga ricerca per tentare di avvicinarsi a lui e capire cosa lo portò alla decisione di sparire. La ricerca è un tentativo di portare luce su un’assenza silenziosa e pervasiva, e la sua elaborazione scenica una possibilità di trasmettere questa storia, che parla profondamente al presente individuale e collettivo.

Filippo siede a una scrivania nella parte anteriore dello spazio scenico. Da lì opera sul computer, lo scanner e sui materiali visivi contenuti in un faldone.

Il pubblico segue la narrazione della storia attraverso la proiezione sulla parete di fondo, che riproduce lo schermo del computer. Brevi testi vengono scritti, file audio e video vengono riprodotti: riprese  realizzate da Filippo, stampe d’epoca realizzate da Pietro, autoritratti e testimonianze rilasciate da amici e parenti. Attraverso questi contenuti un ritratto di Pietro è tracciato passo dopo passo, aspetti divergenti della sua storia emergono e la sua decisione di lasciarsi tutto alle spalle diventa leggibile.

Nel corso della performance Filippo dispone sul pavimento oggetti provenienti dal faldone e da una borsa. Fotografie scattate da Pietro, i suoi libri e altri materiali visivi sono usati per costruire lo spazio scenico e alla fine della performance il pubblico viene invitato a dare uno sguardo ravvicinato a questa composizione.

Between me and P. vuole diventare una performance che include video, fotografia, registrazioni audio, musica, danza e manipolazione dal vivo di materiali d’archivio.

 

di e con Filippo Michelangelo Ceredi tutorDaria Defloriannell’ambito della residenza artistica Officina LachesiLAB accompagnamento alla realizzazione Alessandra De Santis e Attilio Nicoli Cristiani accompagnamento alla coreografia Cinzia Delorenzi assistenti al progetto Clara F. Crescini, Sara Gambini Rossano, Francesca S. Perilli produzione Filippo Michelangelo Ceredi, Teatro delle Moire / Danae Festival – 2016 con il sostegno di ZONA K


 

Filippo Michelangelo Ceredi è nato a Locarno nel 1982. Cresce e studia a Milano, dove si laurea in filosofia con una tesi sulla “Funzione delle passioni e della violenza nella tragedia greca”. Lavora con Karta Film, come assistente alla regìa di Marco Bechis nel film Il sorriso del capo (2011), in collaborazione con Istituto Luce, e nella serie-web Il rumore della memoria (2014). Collabora con Iacopo Patierno alla realizzazione dei video per Il teatro fa bene (2016), progetto finalizzato alla diffusione di messaggi sanitari in Mozambico attraverso il teatro. Accanto all’attività di videomaker, sviluppa una formazione da performer seguendo i laboratori del Teatro delle Moire e lavorando come assistente di progetti teatrali (Remote Milano dei Rimini Protokoll, 2014-2015; Sante di scena di Teatro delle Moire e Cinzia Delorenzi, 2015). All’Isola Kult Festival 2016 presenta Staring Backwards, il suo primo progetto performativo collettivo in collaborazione con Alessio Calciolari e Cinzia Delorenzi e nello stesso anno a Danae Festival debutta con la performance solista “Between Me and P.”, presentata successivamente a Santarcangelo Festival 2017.

 

Filippo M. Ceredi è inserito in “Intercettazioni” –  Centro di Residenza Artistica della Lombardia: un progetto di Circuito CLAPS e Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire, ZONA K, con il contributo di Regione Lombardia, MiBAC e Fondazione Cariplo.

 

 

 

Muna Mussie (IT)

Se chiudo gli occhi e cerco di definire la mia immagine, cosa vedo?
Una specchio cieco, una mancanza.
Nessuno è padrone della propria immagine poiché questa implica una co-relazione.
Ciò che è immediato – il mio corpo, la mia immagine – è distante da me.
 

Con Curva Cieca Muna Mussie rappresenta questa mancanza assieme a Filmon Yemane, un ragazzo non vedente dall’età di dodici anni. Fulcro della performance è la scoperta della lingua materna di Muna, in un dialogo tra la parola, segno, forma e significato. In scena, la voce di Filmon tiene delle lezioni di lingua tigrigna con l’ausilio di immagini provenienti da un abbecedario. Il corpo dell’artista performer tenterà di dirigersi dentro la sinuosità di questo alfabeto in una sorta di mimesi dinamica, provando ad attraversare il segno e incorporarlo per estrarne un senso altro.

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Info: performance • durata 40 min. • in italiana con sottotitoli in inglese
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concept e regia Muna Mussie con Muna Mussie e le parole di Filmon Yemane editing video Lino Greco produzione Short Theatre, ZONA K, Santarcangelo Festival, Spazio Kor, Città di Ebla con il supporto di Xing con il sostegno di Teatro di Roma – Teatro Nazionale

 

**Azione performativa inserita in “IntercettAzioni”- Centro di Residenza Artistica della Lombardia: un progetto di Circuito CLAPS e ZONA K, Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire, con il contributo di Regione Lombardia, MiBACT e Fondazione Cariplo.**

 

BIO
Muna Mussie (Eritrea 1978) inizia il suo percorso artistico nel 1998 formandosi e lavorando come attrice performer con il Teatrino Clandestino fino al 2001. Frequenta nel 2002 il Corso Europeo di alta formazione per l’attore, condotto da Cesare Ronconi del Teatro Valdoca e prosegue la collaborazione come attrice fino al 2010. Dal 2001 al 2005 è parte fondante del collettivo di ricerca Open, dove a seguito della performance “opentolikemunamussie” (2005) inizia a maturare il desiderio di indagare modi scena. Il lavoro di Muna Mussie, tra gesto, visione e parola, indaga i linguaggi della scena e delle performing arts per dare forma alla tensione che scaturisce tra differenti poli espressivi. Tra le produzioni: Più che piccola, media (2007), Con Permesso (2008), progetto site specific Galata Perform Istanbul, Ti ho sognato, ma non eri il protagonista (2010). È autrice con Flavio Favelli della collezione di abiti FFMM (2007-2009). Tra i progetto internazionali: Monkey See, Monkey Do (Chapter I-II, 2011-2012); seguono l’installazione e performance Milite Ignoto (2015) e la performance Oasi (2018) che indagano le apparizioni fantasmatiche e la storia minore.Tra gli interventi oggettuali si segnala il progetto Punteggiatura (2018) basato sulla pratica del cucito, che vede la lingua come spazio politico-affettivo. Curva (2019), Curva Cieca (2021), Bologna St.173 (2021), Bientôt l’été (2021), Oblio (2021). Il suo lavoro è stato presentato ad Art Fall/PAC Ferrara, Xing Raum e Live Arts Week Bologna, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo Torino, Museo Marino Marini Firenze, Workspace Brussels, MAMbo Bologna, Màntica Cesena, propri dello stare in Santarcangelo Festival, Viafarini Milano, Ipercorpo Festival, Museion Bolzano, Festival Pergine Spettacolo, Sale Docks Venezia, ERT Bologna, Biennale Atlas of Transitions, Vie Festival Modena, Artcity Bologna, Manifesta 2020 Marsiglia, Archive Books Milano, SAVVY Contemporary, Short Theatre.

Filmon Yemane (Eritrea 1995), vive dal 2008 a Bologna. Partecipa a diverse attività culturali e a progetti artistici, tra cui la realizzazione di un docu-film con il collettivo ZimmerFrei all’interno del progetto Atlas of Transitions Bologna.

 

Corps Citoyen (IT/TN)

Un provino.
Un attore solo in una scena western.
Prova, canta, si allena.
Prova il ruolo dell’eroe.
Ma il ruolo non è scritto per lui.

Gli altri لخرین è un dialogo acido, un lavoro leggero e ironico sulla percezione dell’Altro da noi che si muove in un territorio ibrido: immagini e canzoni banali, volgari e dirette si alternano a storie radicate nel profondo della nostra mentalità e identità occidentale.

In sottile equilibrio tra finzione e realtà, espone il dispositivo di potere che sottende la rappresentazione orientalista dell’Altro a partire dalla rappresentazione per eccellenza, la finzione scenica. Una voce fuori campo commenta, dà istruzioni, ricorda limiti e modalità. Il pubblico è parte integrante del gioco. Attraversando diversi generi, dal cinema al docufiction, dal teatro classico alla pubblicità, Corps Citoyen rivela il paternalismo coloniale nascosto sotto mentite spoglie riaffermando allo stesso tempo il diritto alla sua presenza in scena di una diversa narrazione possibile.

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L’ultima replica di sabato 27 novembre è seguita da un incontro tra la compagnia e il pubblico. Intervengono Fabrizio Fiaschini, docente di forme e linguaggi della performance all’Università di Pavia e direttore artistico de I Teatri del Sacro e Giada Cipollone, docente di regia e scrittura scenica nel teatro contemporaneo all’Università degli Studi di Pavia.

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Info: performance • durata 45 min. • in lingua italiana e tunisina
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Con Rabii Brahim, Marko Bukaqeja, Anja Dimitrijevic Voice-off Marko Bukaqeja, Carmelo Crusafulli, Anja Dimitrijevic, Giacomo Martini, Anna Serlenga, Chiara Stoppa, Ilaria Zanotti Performers in video Wassim Ghrioui, Alesa Herero, Nidhal S’hili, Nour Zrafi Spazio scenico Manuel D’Onofrio e Paola Villani Luci e video Manuel D’Onofrio Drammaturgia di scena Bruna Bonanno Costumi Salah Barka Cultural advisor Viviana Gravano Organizzazione e promozione Vittoria Lombardi / cultureandprojects Foto di scena Luca Centola, Matteo Ceschi, Federico Garibaldi Regia Anna Serlenga Con il sostegno di IntercettAzioni – Centro di Residenza Artistica della Lombardia, mare culturale urbano/ Qui e Ora residenza teatrale / COX 18, Tatwerk Performative Forshung, Base Milano, Santarcangelo Festival Crowdfounders Roberta Bruzzechesse, Ferdinando Brunetti, Giada Cipollone, Aurora Diotti, Chiara Giubilaro, Erica Grossi, Virginia Martinez Ojosnegros, Anna Kasten, Marta Paoletti, Letizia Paoletti, Carla Tulipano

 

**Azione performativa inserita in “IntercettAzioni”- Centro di Residenza Artistica della Lombardia: un progetto di Circuito CLAPS e ZONA K, Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire, con il contributo di Regione Lombardia, MiBACT e Fondazione Cariplo.**

 

BIO
Corps Citoyen è un collettivo artistico pluridisciplinare basato tra Tunisi e Milano. La pratica del collettivo si compone di diversi strumenti disciplinari (danza, teatro, poesia, video, animazione, scrittura e ricerca antropologica) per creare nuove narrazioni contemporanee. L’obiettivo del gruppo è quello di rafforzare i valori della cittadinanza attraverso la pratica artistica, la formazione, la ricerca e la partecipazione attiva della società civile al fine di promuovere un cambiamento politico e sociale. Corps Citoyen perché l’obiettivo principale del gruppo è quello di attivare la riflessione sociale attraverso le potenzialità espressive dell’arte e del corpo in particolare, territorio di una battaglia biopolitica e spazio per una resistenza creativa.

 

Marilyne Grimmer (FR)

Marilyne Grimmer è una fotografa e visual artist francese che vive a Bruxelles (Belgio).

Saluti da… è un progetto fotografico partecipativo che indaga il rapporto di ognuno e ognuna con il qui e con l’altrove.
Grimmer ha incontrato gli abitanti di Pergine Valsugana, Milano, Modena, Gradisca e Campsirago (Lecco), immortalandoli nello spazio pubblico e teletrasportandoli nei ricordi del passato o nei luoghi dei sogni attraverso il montaggio fotografico.

Ne è nata una mostra di immagini che si possono ammirare nel foyer di ZONA K e una serie di cartoline surreali da collezionare.

Per la tappa milanese sono state fotografate Tiziana Freti, Maria Luisa Galelli, Melitta Manca e il mitico settenne Michele Giammello.

 

***Mostra fotografica. Creazione people-specific per OPEN CREAZIONE CONTEMPORANEA***

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Vernissage: mercoledì 20 ottobre ore 19.00
Orari mostra:  dalle ore 15.00 alle 20.00 – lunedì chiuso
Ingresso mostra  contingentato e gratuito

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Foto Marilyne Grimmer

 

BIO
Marilyne Grimmer è un’artista visiva francese che vive a Bruxelles, in Belgio. Alterna progetti personali come fotografa, progetti partecipativi con pubblici diversi, collaborazioni come scenografa per compagnie teatrali, installazioni e performance con il collettivo Repondeur automatik. La costruzione dello spazio mentale e fisico e le questioni di partecipazione, collaborazione e accessibilità a tutti i pubblici hanno un posto importante nel suo lavoro.

La Settimana delle
Residenze Digitali

Dopo un anno di lavoro realizzato a stretto contatto con le tutor di progetto, Laura Gemini, Anna Maria Monteverdi e Federica Patti, esperte in creazione digitale, gli artisti vincitori del bando Residenze Digitali 2021 Chiara Taviani, Lilliú – ØNAR – Lapis Niger, Jan Voxel, Lorenzo Montanini con Simona Di Maio e Isabel Albertini, Margherita Landi e Agnese Lanza, fuse*, Mara Oscar Cassiani, aprono il loro processo creativo agli spettatori.

 

Acquista i biglietti sul sito delle Residenze Digitali entro e non oltre le ore 15.00 del giorno dell’evento.

 

Da lunedì 22 a domenica 28 novembre, un episodio al giorno, ore 16:00
Lorenzo Montanini, Simona Di Maio, Isabel Albertini
Into The Woods – la finta nonna

durata: 10 min a episodio
Progetto per le nuove generazioni, dai 7 anni in su
Con un solo biglietto si può accedere a tutti gli episodi che, una volta pubblicati, resteranno disponibili nei giorni successivi, fino al 28 novembre.

Da lunedì 22 a domenica 28 novembre, un episodio al giorno, ore 18:00
Chiara Taviani
Whatever Happens in a Screen Stays in a Screen

durata: 8 min a episodio
Con un solo biglietto si può accedere a tutti gli episodi che, una volta pubblicati, resteranno disponibili nei giorni successivi, fino al 28 novembre.

Lunedi 22 novembre, ore 19:00
Margherita Landi e Agnese Lanza 
Dealing with Absence

durata: 20 min
Il contenuto resterà accessibile fino a domenica 28 novembre.

Mercoledì 24 novembre, ore 21:00
Jan Voxel (Lorenzo Belardinelli, Cinzia Pietribiasi e Lidia Zanelli)
Olga legge i critters

estratto dal progetto “The critters room”
durata: 30 min
in collaborazione con Mikroradio

Giovedì 25 novembre, ore 20:30
fuse*
Sàl / Rite studio 0.2
durata: 75 min

Venerdì 26 e sabato 27 novembre, ore 18:30
Giacomo Lilliù, Lapis Niger, Collettivo ØNAR, MALTE
WOE – Wastage of Events
durata: 40 min

Domenica 28 novembre, ore 18:00
Mara Oscar Cassiani
I Am Dancing in a Room _ La Fauna 2k21
durata: 45 min

 

Talk
Martedì 23 novembre, ore 19:00 (accesso libero)
“Dust and data: cosa sappiamo delle polveri sottili” 

sul canale You Tube e sui canali social di Jan Voxel e AMAT

Mercoledì 24 novembre, ore 18:00 (accesso libero)
“La realtà come relazione: Sàl | Studio 0.2”

sui canali social di Armunia e La Corte Ospitale

Giovedì 25 novembre, ore 19:00 (accesso libero)
“Occuparsi dell’aria: l’attivismo ambientale nell’Antropocene”

sul canale You Tube e sui canali social di Jan Voxel e AMAT

Venerdì 26 novembre, ore 21:00 (accesso libero)
“I am dancing in a room, La Fauna 2k21; Wi-Fi performance, memestetica e Tik Tok liveness” 

sul canale You Tube e sui canali social di Teatro della Tosse

 

 

Il progetto delle Residenze Digitali nasce nel 2020 da un’idea del Centro di Residenza della Toscana (ArmuniaCapoTrave/Kilowatt), che da allora ha esteso il partenariato a Cooperativa Anghiari Dance HubAssociazione Marchigiana Attività Teatrali AMATATCL Associazione Teatrale dei Comuni del Lazio per Spazio Rossellini, Centro di Residenza dell’Emilia-Romagna (L’Arboreto – Teatro Dimora di MondainoLa Corte Ospitale di Rubiera), Fondazione Luzzati Teatro della Tosse di Genova, Associazione ZONA K di Milano.

 

2021: I PROGETTI SELEZIONATI

 

CHIARA TAVIANI: DIARIO DI BORDO

 

MARGHERITA LANDI E AGNESE LANZA: DIARIO DI BORDO

 

GIACOMO LILLIÙ, LAPIS NIGER, COLLETTIVO ØNAR, MALTE: DIARIO DI BORDO

 

FUSE*: DIARIO DI BORDO

               

 

JAN VOXEL (Lorenzo Belardinelli, Cinzia Pietribiasi e Lidia Zanelli): DIARI DI BORDO

         

Rimini Protokoll (DE)

THE WALKS è una raccolta di brevi audioguide per camminate urbane di Rimini Protokoll. Un’app che contiene una collezione di contenuti audio pensati per specifici tipi di luogo della città. A ogni traccia corrisponde una passeggiata diversa, una breve esperienza audio che invita a riscoprire e interagire con l’ambiente urbano.

Ogni singola passeggiata dura tra i 10 e 30 minuti. Inizi quando vuoi. Decidi tu quante passeggiate fare e in quale ordine farle. Il titolo di ogni passeggiata indica il luogo in cui camminare: “Cimitero”, “Acqua”, “Rotonda”, etc.

Le storie e i paesaggi sonori delle audioguide si possono ascoltare ovunque nel mondo. THE WALKS collega le persone del globo in un’esperienza locale attraverso il fondamentale atto umano del camminare.

Camminare in pubblico ha acquisito un nuovo significato con la pandemia. Un rito antico e quotidiano è diventato parte integrante di questa nostra nuova normalità. Le persone si incontrano, camminano, passeggiano per i quartieri, giocano nei paesaggi e percepiscono il loro ambiente in modo nuovo ad ogni passo.

THE WALKS intende il camminare come azione teatrale: una passeggiata audio guidata nel parco, una visita messa in scena nel supermercato, un’interazione ritmata sull’acqua. In ogni città voci, suoni e musica trasformano i luoghi familiari in palcoscenici e i paesaggi in scenografie: attraverso narrazioni, situazioni dialogiche, esplorazioni coreografiche o variazioni ritmiche e musicali del camminare.

THE WALKS è una produzione di Rimini Apparat co-prodotta da ZONA K.

 

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Info App: “The Walks” è un’applicazione per smartphone scaricabile gratuitamente da App Store o Google Play. Entro le 24 ore successive all’acquisto del biglietto, riceverai via mail il link all’app e il codice di attivazione per iniziare le passeggiate. 

Durata: a scelta, una traccia dura tra i 10 e i 30 minuti. L’app contiene in tutto 9 tracce.
Lingue: a scelta tra italiano, inglese, tedesco o francese.
Partenza: un luogo della città in cui ti trovi, dovunque tu sia, così come indicato dalla traccia audio da te scelta per partire.

Requisiti tecnici: Per far sì che l’app funzioni senza problemi, devi avere un sistema operativo attuale (5 o successivo per Android o 13 o successivo per iOS). Avrai bisogno di 100 MB di spazio di memoria sul tuo dispositivo per installare l’app “The Walks”.
“The Walks” è un invito a camminare a diverse velocità e intensità. Informazioni più dettagliate su ogni passeggiata sono disponibili nell’app.

Costo codice di accesso alle passeggiate: biglietto 4,99 euro, senza diritti di prevendita. Entro le 24 ore successive all’acquisto del biglietto, riceverai via mail il link all’app e il codice di attivazione per iniziare le passeggiate.
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Testo, regia Helgard Haug, Stefan Kaegi , Daniel Wetzel Idea, drammaturgia Cornelius Puschke Sviluppo app Steffen Klaue , Alexander Morosow Sounddesign/Mastering Frank Böhle Musica/Composizione Frank Böhle et al. (vedi passeggiate individuali) Progettazione grafica Ilona Marti Registrazioni vocali Rimini Protokoll, studio lärm e Lorenz Rollhäuser Direttore di produzione Maitén Arns Assistente di produzione Steven Sander Assistente sviluppo app Gaétan Langlois- Meurinne

Traduzione Panthea (Naomi Boyce , Aurélien Foster, Anna Galt, Erica Grossi, Vivian Ia , Adrien Leroux , Lianna Mark, Samuel Petit, Yanik Riedo, Lorenzo de Sabbata ) Esperti/Relatori Erdem Gunduz , Stephanie Haug, Katja Otto, Martin Schmitz, Antonio Tagliarini Contributi/Voci Bente Bausum, Melanie Baxter-Jones, Lena Bruun Bondeson, Lene Calvez, Maimouna Coulibaly, Louisa Devins, Margot Gödros, Melissa Holroyd, Christiane Hommelsheim, Stéphane Hugel , Timur Isik, Mmakgosi Kgabi, Kraffira, Alexandra, La Koffick Max Lechat, Joshua Lerner, Steve Mekoudja, Lara-Sophie Milagro, Kamran Sorusch, Antonio Tagliarini, Lucie Zelger Documentazione/Trailer Expander Film (Stefan Korsinsky , Lilli Kuschel)

Grazie a Barcellona Cicle de l’Aigua , Milagro Alvarez, Ignasi Batalle Barber, Aljoscha Begrich, Andreas Fischbach, Jannis Grimm (Institute for the Study of Protest and Social Movements), Ant Hampton, Lilli Kuschel, Jan Meuel , Barbara Morgenstern, Ricardo Sarmiento, Hilla Steiner, Enric Tello, Valentin Wetzel, SA, Gustavo Ramon Wilhelmi

Una produzione di Rimini Apparat in co-produzione con creart/Teatrelli, BorderLight – International Theatre + Fringe Festival Cleveland, European Forum Alpbach, Fondazione Armonie d’Arte, HAU – Hebbel am Ufer, Hellerau – Europäisches Zentrum der Künste, Internationales Sommerfestival Kampnagel, ZONA K, Festival PERSPECTIVESsostenuto da Fonds Darstellende Künste con fondi del Commissario del Governo Federale per la Cultura e i Media e il Dipartimento per la Cultura e l’Europa del Senato tedesco

 

 

BIO
Helgard Haug, Stefan Kaegi e Daniel Wetzel hanno fondato la compagnia teatrale Rimini Protokoll nel 2000 e da allora hanno lavorato in diverse formazioni sotto questo nome.  Sviluppano spesso le loro opere sceniche, gli interventi, le installazioni performative e le opere audio insieme a esperti che hanno acquisito le loro conoscenze e competenze al di fuori del teatro. Inoltre, amano trasporre strutture sociali in formati teatrali. Molti dei loro lavori sono caratterizzati dall’interattività e da un uso ludico della tecnologia.
Rimini Protokoll ha ricevuto il Mülheimer Dramatikerpreis per “Karl Marx: Das Kapital, Erster Band”, il premio tedesco per il teatro Faust, il Grand Prix Theatre dell’Ufficio Federale Svizzero per la Cultura, l’European Theatre Award, il Leone d’Argento alla Biennale Teatro di Venezia, così come il German Audio Play Award e il War Blinded Audio Play Prize.
Dal 2003 l’ufficio di produzione di Rimini Protokoll è a Berlino.

RAZIONE K – BOX 2

Gli eventi della seconda parte della stagione 2021 RAZIONE K Emergency food kit for theatre addicted

Dall’ 8 settembre 2021
THE WALKS
Rimini Protokoll (DE)
una produzione Rimini Apparat co-prodotta da ZONA K
[applicazione per smartphone]

21 settembre – 3 ottobre 2021 ore 15.00 – 18.00 ogni 10’ [lunedì riposo]
FASE NOVE // Assolo Urbano
Ekin Bozkurt, Chiara Campara, Giulia Oglialoro, Riccardo Tabilio, Francesco Venturi (IT) con Rimini Protokoll (DE)
un progetto di ZONA K e Casa degli Artisti
[camminata urbana] con partenza da Casa degli Artisti

2 ottobre 2021 ore 16.30
RADIO OLIMPIA, BOMBA LIBERA TUTT!
Collettivo MMM (IT)
[gioco performance a squadre] c/o piazza aperta di Via Toce

20 – 31 ottobre 2021
Vernissage 20 ottobre ore 19.00
martedì – domenica dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 20.00 [lunedì riposo]
SALUTI DA …
Marilyne Grimmer (FR)
[mostra fotografica]

5 – 7 novembre 2021 ore 20.00
#NUOVIPOVERI
Guinea Pigs (IT)
[spettacolo]

22 – 28 novembre 2021
LA SETTIMANA DELLE RESIDENZE DIGITALI
[spettacoli e performance online]

26 novembre ore 20.00
27 novembre 2021 ore 17.00 e 20.00
GLI ALTRI لخرین
Corps Citoyen (IT/TN)
[spettacolo]

10 – 12 dicembre 2021 ore 20.00
CURVA CIECA
Muna Mussie (IT)
[performance]

RAZIONE K – BOX 1

Gli eventi della prima parte della stagione 2021 RAZIONE K Emergency food kit for theatre addicted

– Anteprima –
21 – 23 aprile 2021 ore 16.30
PROJECT AND DEVICE – tracce di un teatro multimediale
per il FESTIVAL DEI DIRITTI UMANI
[rubrica digitale]

19 – 22 maggio 2021 TORINO / 15 – 19 giugno 2021 MILANO
PLAY ME (ORIGINS PROJECT)
una produzione ZONA K, creazione CODICEFIONDA (IT)
consulenza drammaturgica Agrupación Señor Serrano (ES)
[performance multimediale]
Torino c/o Polo del ‘900
Milano c/o ZONA K

13 – 14 luglio 2021 ore 21.45
THE MOUNTAIN
Agrupación Señor Serrano
(ES)
[spettacolo multimediale]
presentato in collaborazione e c/o Olida/Da vicino nessuno è normale

20 – 21 luglio 2021 ore 21.00
A CERTAIN VALUE
Anna Rispoli
/ Martina Angelotti (IT)
performance partecipata per un massimo di 30 persone
presentato in collaborazione e c/o BASE

RAZIONE K
Emergency food kit for theatre addicted

Razione K era la razione di cibo dei soldati americani durante la seconda guerra mondiale.

RAZIONE K per noi è quasi una piccola ma sostanziosa razione di sopravvivenza, “leggera e compatta”. È fare e dare quello che è necessario per mantenersi vivi ma dosando le risorse e le energie. È calibrare le forze e i pesi, per essere davvero pronti a ripartire alla luce dei cambiamenti che ogni evento di tale portata porta con sé.

E’ un cambio di passo rispetto al passato, il segno di un anno di intermezzo tra un prima, molto chiaro e definito, e un dopo ancora da scrivere. Un anno ponte che da un lato porta a termine i progetti già avviati e ancora non presentati al pubblico, dall’altro presenta nuove idee dando seguito alle peculiarità che ci hanno contraddistinto negli anni: partecipazione del pubblico, performance urbana, attenzione al presente e ricerca di nuovi linguaggi nell’ambito dello spettacolo dal vivo.

Non ci sono più i focus ma una parte 1 e una parte 2. Proseguendo la metafora di Razione K: un lunch e un dinner, un primo e un secondo, un box 1 e un box 2. Una prima parte che si concentra da aprile a luglio e una seconda che riparte a settembre e comprende l’autunno/inverno fino alla fine del 2021.

Resta ferma la volontà di ribadire l’importanza di condividere progetti e idee con altre realtà della scena artistica e culturale milanese. Mai come nell’anno passato e in quello in corso il bisogno di relazioni, di scambi prospettici e di confronto sul futuro sono stati così importanti. Si conferma così la collaborazione con DANAE/Teatro delle Moire, Olinda/Da vicino nessuno è normale, Centro di residenza artistica della Lombardia IntercettAzioni, BASE, Stratagemmi, la Cooperativa Sociale Stripes, Terzo Paesaggio.

A livello nazionale ricordiamo che ZONA K è partner di In-Situ Italia, un consorzio culturale per l’arte nello spazio pubblico creato insieme a Indisciplinarte di Terni in collaborazione con BASE Milano, Sardegna Teatro di Cagliari e Pergine Festival in Trentino. “In-Situ Italia” raccoglie i partner italiani di “In-Situ”, la piattaforma europea creata nel 2003 e che oggi conta 19 partner da 13 paesi. Nel quadriennio 2020-2024, il consorzio italiano promuoverà la messa in rete di competenze e risorse, collaborando all’interno del progetto europeo “(Un)Common Spaces”.

Inoltre da quest’anno ZONA K è tra i nuovi partner che hanno aderito al Bando delle Residenze Digitali ideato e promosso da Centro di Residenza della Toscana (Armunia – CapoTrave/Kilowatt), in partenariato con l’Associazione Marchigiana Attività Teatrali AMAT, la Cooperativa Anghiari Dance Hub, ATCL Lazio per Spazio Rossellini, il Centro di Residenza Emilia-Romagna (L’Arboreto Teatro Dimora di Mondaino – La Corte Ospitale), la Fondazione Luzzati Teatro della Tosse di Genova.

 

 

         

BOX 1 APRILE – LUGLIO 2021                      BOX 2 SETTEMBRE – DICEMBRE 2021

Anna Rispoli / Martina Angelotti (IT)

Lanciato come un progetto di ricerca sulla condivisione e le pratiche di mutualizzazione, A Certain Value si immerge nelle esperienze radicali, artistiche e umane di quattro collettivi europei: un gruppo di detenute del carcere femminile, famiglie di migranti e minori non accompagnati che vivono in un edificio occupato, professionisti dell’arte che condividono un unico conto in banca, bambini eco-attivisti provenienti dalle scuole pubbliche o di progetti di istruzione a domicilio preoccupati per il destino del pianeta…

Tutte queste nuove voci raccolte a Rennes, Marsiglia, Bruxelles e Budapest hanno dato vita a una forma ibrida di spettacolo, dove conversazioni reali sono montate in un dialogo fittizio tra i diversi collettivi, invitando il pubblico a mettersi nei panni dei protagonisti in una sceneggiatura interattiva.

Leggendo ad alta voce le parole dei protagonisti di A Certain Value, gli spettatori avranno la possibilità di sentire la pluralità delle forme che il mutuo aiuto può assumere, di porsi domande chiave sulla messa in comune ed eventualmente di prendere in prestito per una serata il punto di vista di questo “sconosciuto” che vive l’urgenza di costruire una alternativa radicale alla solitudine individualistica, o quest’altro che reinventa ogni giorno il significato potente della condivisione.

ACV è nato dalla volontà di Anna Rispoli, artista e attivista e Martina Angelotti, curatrice d’arte, poi convertito in testo drammaturgico con l’aiuto di Celine Estenne, autrice e performer.

La performance arriva a Milano grazie alla relazione progettuale tra ZONA K e BASE.

 

 


Info: performance partecipata per un massimo di 30 persone • durata 90 min.  • in italiano

un progetto di ZONA K e BASE

c/o
BASE, Via Bergognone, 34 – Room 1400 –


 

concept e ricerca: Anna Rispoli e Martina Angelotti con le testimonianze degli abitanti dello Squat 59 St-Just, del gruppo Common Wallet, delle detenute del Centre Pénitentiaire pour Femmes de Rennes, della Comunità Italiana di Genk, dei bambini della Scuola Pirmaria °°° e del Mars Program Private Learning Group di Budapest scrittura: Anna Rispoli e Céline Estenne drammaturgia: Céline Estenne scenography Canedicoda design: Luca Coppola/AUT Design Collective producer e tour manager: Marine Thévenet produzione esecutiva: CIFAS partner delle residenze: C-TAKT Dommelhof/Genk, Lieux Publics/Marseille, Les Tombées de la Nuit/ Rennes, CIFAS/Bruxelles, PLACC/Budapest coproduttori: Atelier 231 (FR), Festival di Terni (IT), Freedom Festival (UK), La Strada Graz (AT), Lieux publics, pôle européen et centre national de créa- tion en espace public (FR), Norfolk & Norwich Fes- tival (UK), Østfold kulturutvikling (NO), Oerol Festival (NL), Theater op de Markt (BE), UZ Arts (UK).

 

Progetto pilota della piattaforma IN SITU, A Certain Value ha ricevuto il sostegno per la creazione nell’ambito del progetto ACT, cofinanziato dal pro- gramma Europa creativa dell’Unione Europea.

 

Anna Rispoli: artista italiana, vive a Bruxelles, lavora al confine fra pratica artistica e attivismo, esplorando attraverso la performance la triangolzaione fra esseri umani – città – identità.
Martina Angelotti: curatrice e critica d’arte, lavora all’ ideazione di progetti artistici interdisciplinari, tra arte pubblica e partecipativa, immagine in movi- mento e performance, in Italia e in tutta Europa.
Céline Estenne: attrice, drammaturga, coautrice, assistente alla re- gia e performer. Sta conducendo un ciclo di ricerca sulla questione del lavoro dal titolo Travail Passion, la cui prima parte, “We had good teeth”, è un pro- getto partecipativo transgenerazionale.

 

LOGO IN-SITU new

COME IN UN VIDEOGIOCO
Campus multidisciplinare in lingua tedesca per bambini dai 6 agli 11 anni

Andiamo alla ricerca della nostra isola!

Inventiamo insieme un gioco interattivo: guardiamo il mondo da un punto di vista diverso e creiamo l’isola dei nostri desideri!

Costruisci le ambientazioni con materiali e immagini, trasformati nel tuo avatar e scegli i tuoi superpoteri!
Il protagonista di questo gioco sei tu!
Libera l’immaginazione e decidi tu che strada percorrere: puoi utilizzare il video, l’arte, l’interpretazione, trovare ispirazione per realizzare le tue idee in teatro o al parco. Per raggiungere l’isola che desideri, sperimenta tutte le attività: costruzione, scrittura, regia, video, recitazione… ma attenzione: funziona solo se parli in tedesco!

In questo campus multidisciplinare puoi muoverti come in un videogioco ed esercitare il tedesco divertendoti! Ti aspettiamo!

Questo il programma della giornata tipo:

ore 9.00 Accoglienza
ore 9.30 – 10.30 Giochiamo con il Video o l’Arte
ore 10.30 Merenda all’aperto
ore 11.00 – 12.30 Giochiamo con l’Arte o il Video
ore 12.30 – 14.00 Pranzo al sacco all’aperto e giochi
ore 14.00 – 16.00 Giochiamo con il Teatro
ore 16.30 Uscita
Il campus:
– è a numero chiuso, si attiva al raggiungimento del numero minimo di iscritti richiesto
– le iscrizioni si chiudono il giorno 23 giugno o al raggiungimento del numero massimo di iscritti previsto
– è organizzato in modo da rendere felice e piacevole l’esperienza a tutte le bambine e tutti i bambini e da rispondere alle normative nazionali in relazione all’attuale emergenza sanitaria
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Costo: € 190,00
Sconto del 10% a partire dal/la secondo/a iscritto/a

N.B. Merenda e pranzo sono al sacco

Il campus è a numero chiuso, si attiva al raggiungimento nel numero minimo di iscritti richiesto.
Le iscrizioni si chiudono il giorno 23 giugno o al raggiungimento del numero massimo di iscritti previsto.

CLICCA QUI E COMPILA SUBITO  IL MODULO D’ISCRIZIONE
IMPORTANTE: IL MODULO VA COMPILATO PER OGNI ISCRITTO/A E CORREDATO DI PRESA IN CARICO DEL BONIFICO

Per informazioni più generali, contattaci all’indirizzo organizzazione@zonak.it


 

Videogame oder Realität? Auf der Suche nach unserer Insel 
Zusammen entwickeln wir ein interaktives Spiel: wir betrachten die Welt aus einem neuen Blickwinkel und entwerfen unsere Wunschinsel!

Baue die Räumlichkeiten aus verschiedenen Materialien und Bildern, verwandle dich in deinen Avatar und wähle deine Superkräfte. Du allein bist der Protagonist dieses Spiels!
Nutze deine Fantasie und entscheide dich für einen Weg: ob Video, Kunst oder Interpretation, sammle Inspirationen in unserem Theater oder draussen im Park.

Teste alle Aktivitäten bevor du auf deine Insel gelangst: Konstruktion, Schrift, Regie, Video, Theater… aber Achtung! Es funktioniert nur auf Deutsch!

Du kannst diese Ferienfreizeit wie ein Videospiel erleben und nebenbei spielend die deutsche Sprache trainieren. Wir erwarten dich!

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– Kosten: 190,00 €
– 10% Rabatt für Geschwister
NB: Snack und Mittagessen werden von zuhause mitgebracht
Die Teilnehmerzahl
– ist begrenzt, die Ferienfreizeit findet statt, wenn die erforderliche Mindestanzahl erreicht ist
– anmeldeschluss ist der 23. Juni oder bei Erreichen der maximalen Teilnehmerzahl.
– die Freizeit ist so organisiert, dass sie zum spannenden Erlebnis für Mädchen und Jungen wird, zudem entspricht sie den nationalen Vorschriften in Bezug auf den aktuellen Gesundheitsnotfall
KLICKEN SIE HIER UND FÜLLEN SIE DAS REGISTRIERUNGSFORMULAR DIREKT AUS.
WICHTIG: DAS FORMULAR MUSS FÜR JEDE ANMELDUNG AUSGEFÜLLT UND MIT DER BESTÄTIGUNG DER BANKÜBERTRAGUNG VERSAND WERDEN
Für allgemeinere Informationen kontaktieren Sie uns jederzeit unter organizzazione@zonak.it

 

 

Foto di Francesco Ungaro da Pexels

CODICEFIONDA (IT) cons. dramm. Agrupación Señor Serrano (ES)

Un bottone. Un giocatore. Uno schermo.

Ecco i nuovi barbari. Incomprensibili agli occhi del mondo adulto. Gli adolescenti, iperconnessi e fragili, terrorizzati e attratti dall’immagine di sé sui “social media”, esperti conoscitori di “sexting”, “video-game” e “binge drinking”, possessori di SmartPhone come prolungamento del proprio corpo. Ma cosa sappiamo degli adolescenti di oggi?

Un corto circuito narrativo dalle origini del videogioco alle origini dell’iGeneration.
Una esperienza immersiva in cui incontrare gli adolescenti di oggi tramite l’uso delle nuove tecnologie. Un percorso di creazione che racconta le nostre identità – reali e virtuali – grazie al confronto tra generazioni.

In questa performance lo Spettatore si troverà in relazione a loro. Potrà scegliere se confermare o mettere in dubbio le proprie aspettative, le proprie paure e i propri pregiudizi. Il fine ultimo sarà un “gioco performativo” per generare un incontro inedito e intimo. PLAY ME (ORIGINS PROJECT) è il risultato di un lavoro sulle biografie di ragazzi incontrati nella fase di ricerca e sviluppo drammaturgico tra Torino e Milano. Quello che il sociologo Morin definisce “cinema di autenticità totale”.

PLAY ME (Origins Project) è la nuova produzione di ZONA K che prosegue il percorso già intrapreso con Generazione gLocale nel 2017 attraverso il coinvolgimento di ragazzi, l’uso di nuovi dispositivi scenici e il supporto ideativo e drammaturgico di importanti nomi della scena internazionale, per questo progetto il pluripremiato collettivo catalano Agrupación Señor Serrano.

 

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Info: performance multimediale per singolo spettatore con utilizzo VR • pubblico dai 15 anni in su • durata 30 min. • ingresso ogni 15 min • in italiano

TORINO c/o POLO DEL ‘900
Palazzo San Celso – Corso Valdocco 4/A Torino

dettaglio orario: mercoledì, giovedì, venerdì ore 15.00 – 18.00, sabato ore 11.00 – 16.00
ingresso libero con prenotazione obbligatoria
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Direzione progettuale e creazione Andrea Ciommiento, creazione e referenza multimediale Simone Rosset, consulenza drammaturgica Álex Serrano e Pau Palacios, produzione esecutiva Valentina Picariello e Valentina Kastlunger, organizzazione e comunicazione Silvia Orlandi e Federica Bruscaglioni, programmazione applicazione VR Luigi Sorbilli e Giuliano Poretti, assistenza alla creazione Kausar El Allam, Shady Mostafa, Imane Mouslim, Jaouher Brahim, Mattia Ghezzi, Anes Fettar, Matteo Coppola, Momo Moukett, Filippo Farina, Lorenzo Bregant, Federica Bruscaglioni, David Benvenuto. Produzione ZONA K (Milano), creazione Codicefionda (Torino), consulenza drammaturgica Agrupación Señor Serrano (Barcellona), in collaborazione con Fuori Luogo Festival (La Spezia), Polo del ‘900 (Torino), Festival dei Diritti Umani (Milano), Istituto Professionale Albe Steiner (Torino), Yepp Italia (Torino) e Collettivo gLocale (Milano), Con il sostegno del MIC e di IntercettAzioni – Centro di Residenza Artistica della Lombardia e del Comune di Milano, Con il contributo di Dialoghi – Residenze delle arti performative a Villa Manin (CSS Teatro stabile d’innovazione del FVG). Si ringrazia ITAS Giulio Natta e Hotel San Guido di Milano, Digital Storytelling Lab – Università degli studi di Udine.

Il progetto è realizzato con il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito di ORA! Produzioni di cultura contemporanea. Visita ora.compagniadisanpaolo.it

 

L’ISOLA PER NOI
Campus video

La prima video guida creativa del quartiere Isola realizzata dai bambini… per i bambini!

Piccoli reporter si aggirano per l’Isola di Milano pronti a scoprire gli angoli più segreti del quartiere, le storie più strampalate, i personaggi più incredibili. Con videocamera, microfono, mappa del quartiere e tante domande, durante il campus video perlustreranno la zona per realizzare la prima video guida dell’Isola creata dai bambini… per i bambini!
Un documentario per ritornare a vivere gli spazi all’aperto, esplorarne i cambiamenti e raccontarne le caratteristiche tra realtà e immaginazione.
Siete pronti a entrare a far parte della squadra? Vi aspettiamo!

 

Una giornata al campus “L’isola per noi”

ore 9.00 – 9.30 Benvenuti piccoli reporter! Giochi di accoglienza
ore 9.30 – 10.30 Inventiamo la nostra video guida: mappe, idee, spunti e appunti
ore 10.30 – 11.00 Merenda al sacco
ore 11.00 – 12.30 Si gira! Sopralluoghi in quartiere e riprese
ore 12.30 – 14.00 Pranzo al sacco e gioco libero
ore 14.00 – 15.00 Come si costruisce una video guida: visione film e analisi del linguaggio video
ore 15.00 – 16.00 Davanti alla videocamera: giochi teatrali e improvvisazioni
ore 16.00 – 16.30 Riunione di redazione: a che punto siamo e cosa faremo domani
ore 16.30 Uscita

Se il meteo lo consente, merenda e pranzo al sacco,  verranno consumati all’aperto, in uno dei parchi cittadini vicini a ZONA K (via Confalonieri, via De Castillia)

Il campus:
– è a numero chiuso, si attiva al raggiungimento del numero minimo di iscritti richiesto
– le iscrizioni si chiudono il giorno 17 giugno o al raggiungimento del numero massimo di iscritti previsto
– è organizzato in modo da rendere felice e piacevole l’esperienza a tutte le bambine e tutti i bambini e da rispondere alle normative nazionali in relazione all’attuale emergenza sanitaria
– prevede la realizzazione e il montaggio di un video che verrà inviato ai partecipanti nelle settimane successive

 


Costo: € 180,00

CLICCA QUI PER COMPILARE  IL MODULO D’ISCRIZIONE


 

Per informazioni più generali, contattaci all’indirizzo organizzazione@zonak.it

I 7 PROGETTI VINCITORI
DI RESIDENZE DIGITALI 2021

Selezionati i 7 progetti vincitori del bando delle Residenze Digitali  tra le 178 le proposte pervenute da tutta Italia.

Chiara Taviani, Jan Voxel (Lorenzo Belardinelli e Cinzia Pietribiasi), Giacomo Lilliù Collettivo ØNAR e Lapis Niger, Margherita Landi, compagnia fuse*, Lorenzo Montanini, Mara Oscar Cassiani

 Al via il processo creativo di residenza che per 7 mesi vedrà gli artisti affiancati dai partners e dalle tutor di progetto: sinergie virtuose, per esplorare creatività e le potenzialità del mondo digitale

 

Sono stati selezionati i 7 progetti vincitori della seconda edizione del bando delle residenze digitali, un progetto promosso dal Centro di Residenza della Toscana (ArmuniaCapoTrave/Kilowatt), in partenariato con l’Associazione Marchigiana Attività Teatrali AMAT, la Cooperativa Anghiari Dance Hub, ATCL – Circuito Multidisciplinare del Lazio per Spazio Rossellini, il Centro di Residenza dell’ Emilia-Romagna (L’Arboreto -Teatro Dimora di Mondaino, La Corte Ospitale), la Fondazione Luzzati Teatro della Tosse di Genova e ZONA K di Milano. Si tratta di Whatever Happens in a Screen Stays in a Screen di Chiara Taviani; The Critters Room #experience di Jan Voxel, duo composto da Lorenzo Belardinelli e Cinzia Pietribiasi;  WOE – Wastage of Events di Giacomo Lilliù, Collettivo ØNAR e Lapis Niger; Dealing with Absence di Margherita Landi; Sàl della compagnia fuse*; Into the Woods di Lorenzo Montanini; I Am Dancing in a Room di Mara Oscar Cassiani. Sono progettualità artistiche legate ai linguaggi della scena contemporanea e della performance, progetti artistici sperimentali che trovano nello spazio web il loro habitat ideale.

I sette progetti sono stati selezionati da una giuria di 30 rappresentanti dei 9 partner organizzatori del progetto e dalle 3 tutor, le studiose Laura Gemini, Anna Maria Monteverdi, Federica Patti.

Ogni compagnia artistica riceverà un contributo di 3500 euro e sarà affiancata, nello sviluppo e nella realizzazione del lavoro, dai partner e dalle tutor di progetto. L’esito del processo creativo sarà una prima restituzione online aperta al pubblico che si terrà nella settimana che va dal 22 al 28 novembre 2021.

Questa seconda annualità di Residenze Digitali ci ha portato a esaminare una rosa di progetti maggiormente evoluti, molto più centrati sull’utilizzo consapevole degli ambienti digitali di quanto non fosse la media delle proposte giunte lo scorso anno.” – dichiarano i promotori del progetto – “Siamo impegnati a seguire passo passo e per 7 mesi l’evoluzione dei 7 progetti vincitori, fino alla Settimana delle Residenze Digitali di fine novembre. Ci metteremo a fianco di questi processi creativi, aiutandoli a sviluppare tecniche informatiche e contenuti drammaturgici utili a favorire il futuro incontro con gli spettatori del web.”

 

I PROGETTI SELEZIONATI

Whatever Happens in a Screen Stays in a Screen, della coreografa e danzatrice Chiara Taviani – fondatrice insieme a Carlo Massari di C&C Company – è un’indagine sulla trasformazione dell’immagine e sul senso dell’immagine stessa, tramite l’uso del green screen. Obiettivo del progetto è la realizzazione di un’opera semi-cinematografica realizzata con interpreti a distanza e creata integralmente da casa tramite computer, con l’esito di un mini-film trasmesso online.

 

 

The Critters Room #experience è un progetto di Jan Voxel, duo formato dal fisico e informatico Lorenzo Belardinelli e dalla performer e regista teatrale Cinzia Pietribiasi. Protagonisti del progetto sono: le polveri sottili, PM10, misurate da centraline autocostruite e di libero accesso; i vetrini da microscopio, esposti all’aria con pratica performativa, catalogati e micro-fotografati; le immagini e i suoni, che dai dati e dai vetrini prendono forma. The Critters Room è una web-application interattiva grazie alla quale gli spettatori potranno “visualizzare l’aria”, ascoltare il suono dei critters ed osservare le creature allora-viventi-ed-ora-viventi che ci narrano la fine dell’epoca centrata ossessivamente (e tossicamente) sull’umano. Il lavoro nasce in collaborazione con la Compagnia Pietribiasi Tedeschi e si avvale del sostegno di Ateliersi.

 

WOE – Westage of Events di Giacomo Lilliù, Collettivo ØNAR e del fumettista Lapis Niger, già noto come Napo nel duo rap Uochi Toki. Una performance in realtà virtuale, il cui titolo è tratto da una didascalia di “The Cage”, rivoluzionario graphic novel di Martin Vaughn-James del 1975: un racconto non lineare privo di personaggi, in cui dell’umano aleggia solo l’assenza. WOE rimodula quel panorama desolato in un deserto tridimensionale infinito per esplorare il territorio digitale che è entrato a far parte del nostro quotidiano ma che nasconde vaste zone d’ombra. Una produzione Compagnia MALTE.

 

 

Dealing with Absence, progetto della coreografa, danzatrice e antropologa Margherita Landi e della danzatrice Agnese Lanza, è un lavoro che intende indagare la relazione tra corpo e tecnologia in termini coreografici e fisici. La ricerca vuole approfondire l’apprendimento di un linguaggio fisico da un visore VR e la possibilità di creare una partitura coreografica partendo da un montaggio video 2D ricollocato in un ambiente a 360 gradi, alternati a video immersivi girati ad hoc. Il progetto è stato selezionato per Biennale College Cinema VR 2020 come uno dei 6 migliori progetti italiani in VR.

 

 

Sàl è un progetto della compagnia fuse*, che opera nell’area di incontro tra arte e scienza. Sàl (“anima” in islandese) è il terzo capitolo di una trilogia di live media performances. Il primo capitolo, Ljós (“Luce”, 2014) trae ispirazione dal “venire alla luce” usando la metafora del sogno e del risveglio, mentre il secondo, Dökk (“Buio”, 2017), racconta il viaggio di una vita dalla nascita alla morte. Sàl affronta il tema della prosecuzione del viaggio, attraversando l’orizzonte che separa la percezione cosciente dalla realtà del risveglio. L’obiettivo è una performance artistica su più livelli, per un’esperienza transmediale totalizzante.

 

 

Into the Woods è un progetto del regista e attore Lorenzo Montanini volto a creare una serie di 10 brevi favole in video, tratte dalle Fiabe Italiane di Calvino. Attraverso il teatro di oggetti vengono ricreati mondi in miniatura, spesso non realistici, che la dimensione video può valorizzare, creando un senso di immersività impossibile attraverso la rappresentazione puramente scenica. Il video sarà realizzato con una telecamera in 4k, con una telecamera a 360˚ e con un Lidar scanner, per ricostruire gli ambienti della favola in 3d ed esplorare la possibilità di vedere la storia anche in VR.

 

 

I Am Dancing in a Room nasce da un’idea di Mara Oscar Cassiani, artista wifi based che lavora nell’ambito della performance, della coreografia e dei media digitali, insignita nel 2019 del premio Digital Award di Roma Europa Festival. Il progetto si sviluppa ed estende come un capitolo completamente nuovo della ricerca intorno al concetto di Fauna. La Fauna come parte dell’ habitat della rete e delle sue manifestazioni. Il titolo è ispirato alla fondamentale masterpiece sonora di Alvin Lucier “I am sitting in a room”, in cui l’autore osserva il decomporsi della traccia sonora man mano che essa viene ripetuta a loop in una stanza. Allo stesso modo “I am dancing in a room” medita sull’eterno riverberarsi dei gesti in rete, da una stanza all’altra degli utenti, uniti esclusivamente dalla persistenza della stessa coreografia.

 

Con questa progettualità, il Centro di Residenza della Toscana (Armunia – CapoTrave/Kilowatt) e i suoi partner AMAT, Anghiari Dance Hub, ATCL per Spazio Rossellini, Centro di Residenza Emilia-Romagna (L’Arboreto Teatro Dimora – La Corte Ospitale), Fondazione Luzzati Teatro della Tosse, ZONA K, non vogliono rinunciare alla propria vocazione di accoglienza degli artisti in residenza presso le proprie strutture, piuttosto vogliono esplorare un’ulteriore opportunità di creazione che apre nuove sfide formali e concettuali, produce contenuti artistici innovativi e affianca le forme consuete di fruizione dello spettacolo dal vivo.

Ulteriori Informazioni su www.residenzedigitali.it

PROJECT AND DEVICE
tracce di un teatro multimediale.

Quest’anno, nel contesto del Festival dei Diritti Umani, abbiamo deciso di proporre una rubrica dal titolo  PROJECT AND DEVICE – tracce di un teatro multimediale nella quale portiamo tre esempi, differenti tra loro, di come il teatro si interroga sulla crisi della democrazia, sul ruolo dei media nel plasmare la realtà, sulle nuove strade digitali. In questo senso il teatro torna a essere strumento di riflessione civile, non solo per i contenuti quanto per i dispositivi messi in atto.

Valentina Kastlunger e Valentina Picariello, direttrici artistiche di ZONA K, introdurranno gli incontri.

 

21 Aprile 2021 ore 16.30 – 17.00
TEATRO | Arte, Algoritmo e Automazione. Il cammino di _Fase Nove insieme ai Rimini Protokoll
con Riccardo Tabilio e Chiara Campara, artisti dell’opera collettiva FASE NOVE // Assolo Urbano

L’emergenza pandemica ha comportato una divisione delle componenti sociali in rilevanti e non. Le professioni artistiche non sono rientrate tra quelle socialmente necessarie. Dobbiamo pensare a un mondo senza l’arte e di chi vi lavora? Una crisi così profonda può essere un’opportunità? FASE NOVE // Assolo Urbano è una camminata urbana nei luoghi importanti per l’arte a Milano che diventano palcoscenico di installazioni audio che, attraverso interviste a diversi esperti, si confrontano con la domanda provocatoria: Perché esiste l’arte?


22 Aprile 2021 ore 16.30 – 17.00
TEATRO | Play me: dispositivi tecnologici tra gaming e performance dal vivo
con Andrea Ciommiento, direzione creativa per Play Me (ZONA K)

Gli adolescenti, iperconnessi e fragili, terrorizzati e attratti dall’immagine di sé sui social media, esperti di sexting, video-game e binge drinking, possessori di SmartPhone come prolungamento del proprio corpo. Li conosciamo davvero? In questa performance lo spettatore si metterà in relazione con loro in un’esperienza immersiva. PLAY ME (ORIGINS PROJECT) è il risultato del lavoro sulle storie di ragazzi incontrati nella fase di ricerca drammaturgica a Torino e Milano. Produzione ZONA K, supporto ideativo e drammaturgico Agrupación Señor Serrano.


23 Aprile 2021 ore 16.30 – 17.00
TEATRO | The Mountain. Esiste la verità?
con Pau Palacios di Agrupación Señor Serrano

Scalare una montagna significa superare le difficoltà per raggiungerne la cima e vedere il mondo “così com’è”. Ma spesso guardando dall’alto si vedono nuvole e nebbia che ricoprono tutto e il paesaggio cambia continuamente. Com’è il mondo allora? Com’è la verità? Esiste? In The Mountain, l’ultimo spettacolo della pluripremiata compagnia catalana, convergono la prima spedizione sull’Everest dall’esito incerto, Orson Welles con la Guerra dei Mondi, un sito Web di fake news, un drone che scruta il pubblico, neve, immagini frammentate e Vladimir Putin che parla soddisfatto di fiducia e verità.

Workshop per ideare e realizzare un cortometraggio

Inventiamo una storia da raccontare per immagini, scriviamo la sceneggiatura, scegliamo le location, le inquadrature.
I protagonisti sarete voi!

TEEN IN ACTION! è un workshop di otto incontri per ideare e realizzare un cortometraggio di cui le ragazze e i ragazzi saranno autori e attori: un video da girare all’aperto, nel bellissimo ed eccentrico quartiere Isola di Milano, nel pieno rispetto delle normative Anti Covid19.
Liberiamo la creatività! Mettiamola in azione!

Il Workshop TEEN IN ACTION! prevede:
– elementi di sceneggiatura
– tecniche di ripresa e montaggio
– esercizi di recitazione per il video

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CALENDARIO: maggio 4, 11, 18, 25 + giugno 1, 8, 15, 22

Costo € 180,00 per 8 lezioni di un’ora e mezza cad.

Compila subito il modulo d’iscrizione cliccando >>> QUI <<<

Il workshop si attiverà al raggiungimento del numero minimo di partecipanti, in caso contrario, la quota anticipata verrà interamente rimborsata. Il percorso prevede un numero chiuso di partecipanti.
Nel caso in cui si dovesse tornare in zona rossa le lezioni in presenza subiranno una sospensione. Si verificherà, al momento, la fattibilità dell’online (al massimo 2 lezioni): le attività teoriche, a differenza di quelle pratiche, potranno essere svolte anche da remoto. Le lezioni saltate verranno recuperate in presenza appena possibile, raddoppiando gli appuntamenti settimanali. Non saranno previsti rimborsi per le lezioni perse.
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Il percorso è tenuto da Davide Stecconi, diplomato alla Civica Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi 1999 (corso Drammaturgia). Dal 2000, alternandosi come sceneggiatore e regista, ha scritto e diretto cortometraggi e lungometraggi e alcune fiction per la TV fra cui la serie Piloti – Rai2 -. Più recentemente collabora alla realizzazione di spot per il web e documentari come filmaker.

IN SITU
E IN SITU ITALIA

IN SITU è la piattaforma europea per la creazione artistica nello spazio pubblico. Dal 2003, ha supportato più di 270 artisti che hanno lavorato in spazi non convenzionali e che hanno contribuito alla valorizzazione e alla trasformazione dei nostri territori. IN SITU è un ecosistema che collega una nuova generazione di artisti con pubblici, programmatori e stakeholders proveniente da tutta Europa.

In-Situ è guidato da Lieux publics, European and national centre for artistic creation in public space, con sede a Marsiglia (FR) e riunisce 19 partner provenienti da 13 paesi: Artopolis Association (HU), Atelier 231 (FR), Čtyři Dny / Four Days (CZ), FiraTàrrega (ES), Freedom Festival (UK), Flynn Center for the Performing Arts (USA), La Strada (AT), Lieux publics (FR), Metropolis (DK), Norfolk & Norwich Festival (UK), Oerol Festival (NL), Østfold Internasjonale Teater (NO), Oda Teatri (XK), Provinciaal Domein Dommelhof (BE), Scène Nationale De L’Essonne Agora-Desnos (FR) and a consortium of 4 Italian partners: Zona K, Indisciplinarte, Pergine Festival, Teatro Stabile Di Sardegna. IN SITU also gathers 13 associate partners: Cifas (BE), FAI-AR (FR), Anti Festival (FI), Biela Noc (SK), Bússola (PT), Bildstörung – Festival for performing arts in public spaces (DE), Tombées de la Nuit (FR), Hoooh – Tainan Street Arts (TW), Linhai Art Festival & Start Festival (CN), Seoul Street Arts Festival (KR), Sura Medura (LK), The SPOT Festival (LT).

Il progetto (UN)COMMON SPACES 2020 – 2024 è co-finanziato dal programma Creative Europe dell’Unione Europea.

 

 

È nato ufficialmente “IN SITU Italia”, consorzio culturale per l’arte nello spazio pubblico formato da quattro realtà italiane: ZONA K di Milano, Indisciplinarte di Terni in collaborazione con BASE Milano, Sardegna Teatro di Cagliari e Pergine Festival in Trentino. “IN-SITU” raccoglie i partner italiani di “In-Situ”, la piattaforma europea creata nel 2003 e che oggi conta 19 partner da 13 paesi. Nel quadriennio 2020-2024, il consorzio italiano promuoverà la messa in rete di competenze e risorse, collaborando all’interno del progetto europeo “(Un)Common Spaces”.

In questo periodo di sospensione, con gran parte delle attività bloccate o costrette a reinventarsi in digitale, il mondo della cultura italiana ed europea non smette di lavorare e di guardare con fiducia al futuro.

Va in questa direzione la scelta di quattro realtà artistiche italiane di consorziarsi per percorrere insieme la strada della creazione artistica nello spazio pubblico. ZONA K di Milano, Indisciplinarte di Terni in collaborazione con BASE Milano, Sardegna Teatro di Cagliari e Pergine Festival in Trentino hanno dato vita formalmente a “In-Situ Italia”, il consorzio culturale che raccoglie i partner italiani di “In-Situ”, la piattaforma europea per la creazione artistica nello spazio pubblico.
Il consorzio italiano è nato in risposta all’application per il progetto (Un)Common Spaces 2020-2024, co-finanziato dal programma Creative Europe dell’Unione Europea per diffondere e consolidare l’azione della rete a livello nazionale.

Le quattro realtà italiane hanno scelto di formalizzare la storica sinergia tra organizzazioni con esperienze pluriennali nell’ambito della ricerca artistica per lo spazio pubblico. L’istituzione di “In-Situ Italia” dà un orizzonte europeo a questa collaborazione, ampliando la portata delle azioni intraprese, nell’ottica di incrociare le reti per condividere competenze e best practice.

L’obiettivo è sviluppare e sostenere progetti che sappiano mettersi in dialogo con le città e chi le abita, valorizzando la sfera pubblica e trasformando temporaneamente i luoghi e le relazioni. La neo-costituita rete italiana sostiene format e progetti partecipativi che coinvolgono le comunità, performance e installazioni adatte allo spazio urbano e contaminate nei linguaggi.

In particolare, l’artista associato di In-Situ Italia nel quadriennio 2020-2024 è Leonardo Delogu. Autore, performer, attivista, formatore, diplomato alla Scuola Europea per lʼattore di Emilia Romagna Teatro, Delogu si occupa di ricerca su movimento e paesaggio. I suoi progetti più recenti indagano la rigenerazione di luoghi tossici attraverso pratiche performative e rituali comunitari.

Accanto agli artisti associati sono stati selezionati anche 16 “cittadini”, professionisti e ricercatori che accompagneranno i prossimi anni di lavoro della rete. Il consorzio ha selezionato Alessia Zabatino, policymaker, attivista, esponente del Forum Disuguaglianze e Diversità con un dottorato in pianificazione territoriale.

Dal 13 al 17 Aprile si tiene il kick off digitale della del programma che impegnerà il consorzio per i prossimi 4 anni con 16 artisti associati, 16 professionisti e 19 partner da tutta Europa.

I PARTNER ITALIANI

ZONA K, con sede a Milano, è uno spazio culturale dedicato allo scambio tra discipline artistiche e culturali. Il lavoro di ZONA K apre lo sguardo al mondo, ospitando alcuni degli artisti d’avanguardia performativa europei impegnati in un teatro che guarda al presente, che coinvolge in diverse forme e misura il pubblico, che utilizza dispositivi tecnologici per nuove forme di fruizione artistica, che abita luoghi non convenzionali.

Il Teatro di Sardegna, riconosciuto dal Mibact nel 2015 come “Teatro di Rilevante Interesse Culturale” col progetto Sardegna Teatro, si configura come polo culturale al centro del Mediterraneo, gestisce una pluralità di spazi, calandosi nei contesti specifici grazie ai diversi linguaggi artistici. La sua azione di ente produttore di performance, si arricchisce con l’incontro con le comunità dei territori che abita, attraverso azioni site – specific sul lungo termine, attivando processualità complesse e non pacificate. Negli ultimi 6 anni ha ospitato e coprodotto artisti e artiste della rete IN SITU, tra cui Leonardo Delogu, Strasse, Zimmerfrei, creando una modalità partecipativa, capace di trovare nuove narrative e nuove visioni sui luoghi e sulle persone.

Indisciplinarte è un gruppo creativo che dal 2007 si occupa di curatela, progettazione europea e sviluppo culturale territoriale lavorando in continua interazione con una consolidata rete di relazioni nazionali ed internazionali. Le attività che produce sono molto diversificate (dalle residenze artistiche a programmi di curatela) e tutte legate da un unico principio di fondo per cui il ruolo strategico della cultura e dell’arte è quello di generare cambiamento sociale. Indisciplinarte ha sede a Terni, in Umbria e per la rete collabora con BASE Milano attraverso la direzione artistica di Linda Di Pietro

Pergine Festival è il più antico e longevo festival del Trentino. Nasce nel 1976 come “Pergine Spettacolo Aperto”, primo grande palcoscenico estivo in regione. Nel corso degli anni ha ospitato i grandi nomi del teatro e della musica, evolvendosi poi verso una concezione più sperimentale e laboratoriale. Oggi Pergine Festival è una rassegna di teatro e arti performative, strettamente legata alla città in cui è nata e in costante dialogo con la comunità e gli spazi del paesaggio urbano.

Nella foto: Leonardo Delogu

Incontri online di danza di comunità

Trasforma un racconto e un’opera d’arte in un gesto.
Attraverso l’esplorazione personale e l’improvvisazione, creiamo insieme una sequenza di gesti che ci divengono cari e arriviamo alla composizione di una sequenza da restituire al gruppo.

Il movimento creativo diventa stimolo per l’immaginazione: mente e corpo, riflessione e azione, da soli ma in gruppo anche a distanza, per risvegliare la creatività, scoprire possibilità e recuperare un po’ di tempo per sé.

 

CHIUSO 24 aprile primo incontro – dalla Letteratura alla Danza
partendo da un paio di brani tratti dal “Colibrì” di Sandro Veronesi, ognuno darà movimento alle immagini ricevute; rifletteremo sulle azioni agite spontaneamente dal corpo, sulle pause, sulle forme assunte. Attraverso il tramite dello schermo, cercheremo la relazione con gli altri partecipanti e accoglieremo le idee che questa produrrà. Infine, selezionati i movimenti per noi più significativi, li collegheremo tra loro e sulla musica in una composizione da ripetere e perfezionare.
Ed ecco: una danza, un atto artistico che offriamo allo sguardo dell’altro, che racconterà qualcosa di noi.

 

15 maggio secondo incontro – dall’Arte alla Danza
l’osservazione di un paio di sculture (la “Nike di Samotracia” e “Forme uniche della continuità nello spazio” di Umberto Boccioni) ci offrirà spunti di riflessione sul movimento e la stasi: si può rendere il dinamismo attraverso una forma fissa? Cosa ci invita al movimento e cosa invece ci chiede la pausa, ci trattiene? Cosa succede al nostro corpo, alla pelle e all’interno, quando ci muoviamo? Cosa rappresenta il movimento per noi? Dove vorremmo andare? A quale velocità? Ognuno risponderà con la propria danza a queste e ad altre domande, cercherà una propria forma simbolica e la perfezionerà in funzione della sua resa estetica ed espressiva.
Ogni schermo collegato al laboratorio diverrà così una vetrina espositiva all’interno di un moderno Museo di sculture viventi.

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Costo € 30,00 per 1 incontro
Costo € 60,00 per 2 incontri

Per informazioni e iscrizioni:
organizzazione@zonak.it
02.97378443 – 393.8767162
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Se invece vuoi procedere direttamente all’iscrizione clicca QUI 

Il percorso si svolgerà su piattaforma Zoom. Prevede la partecipazione esclusivamente ai due incontri e si attiverà al raggiungimento del numero minimo di partecipanti.

Per l’incontro del 15 maggio l’iscrizione deve pervenire entro e non oltre mercoledì 12 maggio. 

Monica Galassi – Danzeducatore®: dopo uno scorcio di vita da ballerina presso diversi teatri italiani e una decina d’anni da giornalista e comunicatrice in ambito culturale, sto vivendo la mia “terza giovinezza” professionale nell’educazione: non insegno a futuri danzatori, ma a persone che attraverso la danza imparano a sentirsi creative, belle, apprezzabili, capaci e integrate. Dal settembre 2013 tengo laboratori di danza educativa e di comunità rivolti a bambini e ragazzi, sia nelle scuole di Milano e provincia (dal nido alla secondaria di secondo grado), sia in strutture pubbliche e private in orario pomeridiano. Ho collaborato con l’Accademia del Teatro alla Scala, Lilopera, Le voci della città, Reggio Children; attualmente lavoro per ZonaK, Civita, Gallerie d’Italia.

 

Photo by Olivia Bauso on Unsplash

KULT FESTIVAL

IL PROGETTO
KULT è stato un Festival dedicato alla cultura urbana partecipata che si è svolto in alcuni quartieri della città. Parole, musica, teatro, cinema, libri, design, fotografia, arte, cibo, danza sono diventati linguaggi che hanno invaso le strade della città e si sono offerti a tutti coloro che le hanno attraversate.
KULT è stato un festival fatto dal quartiere, per il quartiere, nel quartiere per contribuire a ritrovarne l’identità, arricchendola di nuovi contenuti e nuove esperienze. Un festival dove si è camminato, guardato, ascoltato, creato, giocato, danzato, andando alla scoperta di luoghi noti e sconosciuti in modo nuovo e curioso. I protagonisti sono state le strade, gli abitanti, i commercianti, le associazioni, le scuole, i passanti, i turisti…

ORIGINI
Il Festival KULT è nato nel 2013 per nostra iniziativa, di ZONA K, nel quartiere Isola di Milano, con attività rivolte soprattutto ai bambini. Dal 2014 al 2018 si è trasformato in ISOLA KULT, coinvolgendo sempre più realtà del quartiere. Nel 2016 si è sdoppiato con la nascita del GARIBALDI KULT.

COME
Il Festival KULT ha tessuto una rete tra gli abitanti del quartiere attraverso incontri avvenuti nei mesi precedenti la sua realizzazione. Ha condiviso aspettative, bisogni e disponibilità dei suoi abitanti. Ha creato partecipazione perché ha lasciato libertà in una linea condivisa.
Questo è stato possibile grazie al coinvolgimento di:
– associazioni del territorio impegnate in attività culturali, sportive, sociali, artistiche
– scuole primarie e secondarie inferiori (attraverso dirigenti, insegnanti e associazioni genitori)
– commercianti e realtà economiche
– singoli cittadini desiderosi di condividere un progetto e di farsene portavoce
– Municipio di riferimento


ORGANIZZAZIONE
L’organizzazione del Festival è stata demandata a un’associazione di zona, ben integrata nel territorio, capace di farsi capofila e organizzatore del festival.
Ogni realtà interessata (associazione, negozio, galleria, libreria, negozio ecc..) ha partecipato con attività o eventi autofinanziati in linea con il tema scelto.

Le edizioni del KULT Festival sono state rese possibili grazie ai patrocini di

       

RESIDENZE DIGITALI

Il progetto delle Residenze Digitali nasce nel 2020 da un’idea del Centro di Residenza della Toscana (ArmuniaCapoTrave/Kilowatt), che da allora ha esteso il partenariato ad Associazione Marchigiana Attività Teatrali AMATCentro di Residenza dell’Emilia-Romagna (L’Arboreto – Teatro Dimora di MondainoLa Corte Ospitale di Rubiera), Fondazione Luzzati Teatro della Tosse di Genova, Associazione ZONA K di Milano, Piemonte Dal Vivo – Lavanderia a Vapore del Piemonte e Fondazione Romaeuropa di Roma.

L’intento è quello di stimolare gli artisti delle performing arts all’esplorazione dello spazio digitale, come ulteriore o diversa declinazione della loro ricerca autoriale.

Attraverso un bando lanciato a cadenza annuale, si sostengono progettualità artistiche legate ai linguaggi della scena contemporanea e della performance, che nascano direttamente per l’ambiente digitale o che in esso trovino un ambito funzionale ed efficace all’esplicitarsi dell’idea artistica. Non si tratta di promuovere percorsi di lettura o riprese video di testi o spettacoli esistenti o da farsi, bensì di investire su progetti artistici che abbiano nello spazio web il loro habitat ideale e che prevedano modalità interattive con le quali relazionarsi allo spettatore online.
Durante i mesi nei quali vengono sviluppati i progetti vincitori del bando annuale, gli artisti sono seguiti e monitorati dai partner dell’azione, ricevono un sostegno economico per la creazione e sono affiancati dal tutoraggio di Laura Gemini, Anna Maria Monteverdi e Federica Patti, esperte in creazione digitale.

Il progetto prevede una restituzione finale online aperta al pubblico, che si tiene ogni anno a novembre, in un evento chiamato “La settimana delle Residenze Digitali”.

Con questa azione, il Centro di Residenza della Toscana e i suoi partner non vogliono rinunciare alla propria vocazione di accoglienza degli artisti in residenza presso le proprie strutture, piuttosto vogliono esplorare un’ulteriore opportunità di creazione che apre nuove sfide formali e concettuali, produce contenuti artistici innovativi e affianca le forme consuete di fruizione dello spettacolo dal vivo.

Nel 2021, alla sua seconda edizione, Residenze Digitali è finalista al Premio Rete Critica.

 

Il bando 2022

Vai all’edizione 2021

 

INTERCETTAZIONI

IntercettAzioni è il Centro di Residenza Artistica di Regione Lombardia e nasce nel 2018 per offrire ad artisti che lavorano in differenti ambiti disciplinari, dalla danza al teatro, dal circo contemporaneo alla musica, la possibilità di sviluppare la propria ricerca e azione creativa in spazi, tempi e modi utili a valorizzare il processo artistico con una costante apertura al confronto, sia con altri artisti sia con operatori e professionisti del settore attivi a livello territoriale, nazionale e internazionale.

IntercettAzioni nasce dalla sinergia tra alcune significative realtà del mondo dello spettacolo dal vivo operanti in Lombardia e sostenute dal MiBACT: il Circuito CLAPS, capofila del Centro e motore lombardo per la diffusione di danza, circo, teatro e musica, Milano Musica che promuove la ricerca musicale contemporanea, Teatro delle Moire, compagnia che cura anche la direzione del festival internazionale Danae, ZONA K centro da sempre attento al fermento underground e al teatro partecipato, Industria Scenica giovane realtà improntata a sondare i linguaggi dell’innovazione.

L’attività del centro di residenza è realizzata con il contributo di Regione Lombardia, Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e per il Turismo e Fondazione Cariplo.

 

—- VAI AL BANDO 2020 —-

 

 

UNA RESIDENZA A MISURA DI ARTISTA

Il Centro di Residenza intende:

  • dare agli artisti un luogo dove risiedere e sperimentare nuovi percorsi, non necessariamente con una prospettiva produttiva nel breve termine;
  • offrire alle compagnie occasioni di scambio e studio con professionisti di grande esperienza;
  • proporre la possibilità di realizzare prove aperte, aprire al pubblico i materiali di studio;

–> Ogni residenza è “cucita” sulle reali esigenze della compagnia ospitata, in accordo con la fase di creazione del momento (studio, ideazione, sperimentazione, creazione, verifica tecnica, produzione, ecc.).

Per i PROGETTI TRAMPOLINO  il Centro di Residenza fornisce risorse, tecnica, tutoraggio, consulenze e visibilità.
Per le COMPAGNIE GIA’ RICONOSCIUTE non offre un piano formativo, bensì una co-progettazione e co-produzione esecutiva sui site-specific.

GLI OBIETTIVI

1. Sostenere esperienze creative e compositive multidisciplinari
La poliedricità dei membri e delle programmazioni artistiche permette di alternare residenze di danza, musica, circo contemporaneo e teatro fisico e dare vita a incontri tra professioni e creatività diverse.
2. Arrivare a nuovi pubblici e rendere accessibile il momento della residenza
L’apertura di alcuni momenti dei processi creativi ospitati vede la presenza di studenti di uno e più Istituti superiori del territorio, che al termine possono dialogare con l’artista.
3. Promuovere lo scambio tra pratiche artistiche performative e musicali
La danza si confronta con il video, la musica con il circo, il teatro con il movimento: la trasversalità coinvolge la modalità di creazione. L’azione è rivolta sia agli artisti che siano distanti da questo modus operandi, sia a coloro che sono già soliti integrare diverse discipline nei propri lavori.
4. Favorire gli scambi internazionali come strategia di promozione della creatività contemporanea
Agli artisti in residenza viene offerta la possibilità di incontrare tutor di grande esperienza nel settore e altri performer italiani e stranieri. Si intende promuovere lo scambio di buone pratiche e culture, relativamente alla creazione di spettacoli dal vivo.
5. Sostenere la formazione di giovani artisti attraverso la partecipazione a progetti di medio-lungo periodo
Nel mese di dicembre verrà organizzata una due giorni a Brescia, che riunirà tutti gli artisti ospitati in residenza, per un confronto e un approfondimento su materie organizzative e produttive.
6. Collaborare con gli Istituti Superiori e le Università
Nell’ambito dell’alternanza scuola-lavoro, il Centro ospita studenti delle scuole superiori lombarde per un primo avvicinamento alla professione. In collaborazione con Abba Ballini e Lunardi di Brescia, ITSOS Cernusco sul Naviglio, Einstein di Monza, Ntta, Polo Scolastico Niguarda e Liceo Brera di Milano.
Con le Università e le Accademie si lavora per un confronto continuativo con l’Università Cattolica (Milano e Brescia) per percorsi di stage; Accademia Belle Arti di Brera (Biennio Specialistico di Scenografia e Costume per lo Spettacolo, Biennio Specialistico di Nuove Tecnologie dell’Arte) per progetto Imaginometic Society; Conservatorio di Milano per progetto Stockhausen; Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi (cfr Call); Accademia Teatro alla Scala per il progetto con l’Ensemble Giorgio Bernasconi.

IntercettAzioni non prevede l’organizzazione di spettacoli, quanto la possibilità di allestire prove aperte degli artisti in residenza: momenti informali, dimostrazione dei work in progress. Solo in alcuni casi vengono convocati operatori e organizzate anteprime. Nel caso in cui la compagnia accetti la prova aperta, questa è concepita come uno spazio di incontro e scambio diretto con l’artista, che offre la sua ricerca a occhi esterni per avere primi feedback e impressioni di un lavoro in progress.

 

 

 

GUARDA TUTTI I PROGETTI SOSTENUTI DA INTERCETTAZIONI DAL 2018 A OGGI

La buca di e con Leonardo Delogu
In residenza dal 16 – 22 dicembre 2021


Death and birth in my life di Mats Staub
In residenza online 2, 9, 16, 23, 30 novembre, 1 – 3, 7, 14 – 16, 20, 27 e 28 dicembre 2021


Something authentic (I’ll never do again) – album dei viaggi impossibili di Kepler-452
In residenza 13 – 17, 27 – 31 ottobre e 10 – 14 novembre 2021


AMOЯ di Salvo Lombardo con Fattorie Vittadini
In residenza dal 17 al 21 novembre 2021


Buoni a nulla. Un’indagine etnografica teatrale sulle persone senza dimora di e con Praxis
In residenza dal 1 al 12 settembre e 24 – 30 novembre 2021


Ti voglio un bene pubblico di e con Elisabetta Consonni
In residenza dal 26 – 30 luglio, 16 – 18 ottobre e 10 – 15 dicembre 2021
Restituzione pubblica nel 2022 – quartiere Isola e zone limitrofe –


Èidos di Valeria Fornoni
In residenza il 28, 30, 31 gennaio e dal 3 al 7 febbraio 2021


Fuga dall’Egitto di Miriam Selima Fieno e Nicola Di Chio
In residenza dal 16 al 22 dicembre 2020 dal 4 al 10 e dal 13 al 15 gennaio 2021


R 500 – Safari nel labirinto urbano #studio II. L’Isola che non c’è di e con Michele Losi/ Pleiadi Art Productions
In residenza dal 13 al 22 ottobre 2020
Restituzione pubblica dal 23 al 25 ottobre 2020


Curva cieca di e con Muna Mussie
In residenza dal 5 al 14 settembre e dal 18 al 22 settembre 2020
Restituzione pubblica autunno 2021


Fase nove di E. Bozkurt, C. Campara, G. Oglialoro, R. Tabilio, F. Venturi con Rimini Protokoll
In residenza dal 28 giugno al 5 luglio e dal 13 al 19 luglio 2020
Restituzione pubblica autunno 2021


Gli altri di Anna Serlenga con Corps Citoyen
In residenza dal 10 al 16 gennaio, 20 e 21 gennaio, e dal 29 al 4 ottobre 2020
Restituzione pubblica autunno 2021


#nuovipoveri di e con con Guinea Pigs
In residenza dal 22 al 26 gennaio e dal 6 al 16 febbraio 2020
Restituzione pubblica autunno 2021


You fight! di  Ana Shametaj con Kokoschka Revival
In residenza dal 9 al 19 settembre 2019, 20 e 21 ottobre e 27 e 28 novembre 2019
Restituzione pubblica 29 e 30 novembre 2019


The last minutes before Mars di e con Mammalian Diving Reflex
In residenza dal 29 settembre al 19 ottobre 2019


Padre d’amore, padre di fango di e con Cinzia Pietribiasi
In residenza dal 25 agosto al 1 settembre, dall’11 al 15 ottobre 2019
Restituzione pubblica 21 e 22 novembre 2019


R 500 – Safari nel labirinto urbano #studio I. L’Isola che non c’è di e con Michele Losi/ Pleiadi Art Productions
In residenza dal 27 maggio al 3 giugno 2019 e dal 23 settembre al 2 ottobre 2019
Restituzione pubblica dal 3 al 6 ottobre 2019


Ti voglio un bene pubblico di e con Elisabetta Consonni
In residenza dal 19 al 22 maggio, dal 22 al 27 luglio e dal 21 al 27 settembre 2019
Restituzione pubblica 28 e 29 settembre 2019 – Via Padova e limitrofe –


Trials of money  (Preliminary Hearing) di e con Christophe Meierhans
In residenza dal 26 marzo al 9 aprile 2019
Restituzione pubblica 31 marzo 2019


 

PLAY ME (Origins Project) di CODICEFIONDA (IT) cons. dramm. Agrupación Señor Serrano (ES)
22 e 24 novembre, dal 28 novembre al 4 dicembre, dal 10 al 12 dicembre e dal 16 al 18 dicembre 2018


Bilderatlas di e con CIRCOLO BERGMAN
In residenza nei giorni 1, 2, 4, 8, 9, 10, 12, 13 novembre e 4, 6, 7, 8, 13, 20, 21 dicembre 2018
Restituzione pubblica dal 15 al 18 novembre 2018


L’uomo che cammina di e con DOM-  Leonardo Delogu e Valerio Sirna
In residenza dal 30 marzo al 13 aprile 2018
Restituzione pubblica  20 – 21 e dal 24 al 28 ottobre 2018


Between me and P di e con FILIPPO CEREDI
In residenza dal 29 al 31 gennaio, dal 7 al 14 febbraio, dal 26 al 27 febbraio e dal 10 al 12 maggio 2018
Restituzione pubblica dal 2 al 4 marzo 2018

 

 

 

 

 

 

 

 

FILM AB! Cine lezioni online in lingua tedesca

Migliorare il tedesco attraverso i film: 4 cine lezioni interattive tra visione e analisi delle scene, discussioni, riflessioni, azioni teatrali e giochi linguistici.

Una proposta per approfondire la lingua tedesca utilizzando il linguaggio cinematografico, guidati da un’artista-filmmaker.

I 4 incontri online -della durata di un’ora ciascuno- sono così strutturati:

  • Visione di un film in lingua tedesca (20 minuti).
  • Conversazione in lingua tedesca.
    Approfondimenti su un aspetto del film attraverso esercizi e giochi con riflessioni e scambio di idee e opinioni
  • Azione in lingua tedesca: teatro/video/foto.
    Interazione attraverso il linguaggio artistico: recitare una scena, studiare l’inquadratura e analizzarne il significato, lavorare sulle immagini.

Alla fine di ogni lezione sarà richiesto un lavoro da svolgere in autonomia per l’incontro successivo.


Il percorso si attiverà al raggiungimento del numero minimo di partecipanti, in caso contrario, la quota anticipata verrà interamente rimborsata. Il percorso prevede un numero chiuso di partecipanti.
Per rendere la lezione più efficace per tutti, è necessario conoscere in anticipo il livello linguistico delle e dei partecipanti: sul modulo d’iscrizione è presente una sezione dedicata proprio a loro. 

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Costo € 80,00 promo -25% Costo 60,00 per 4 lezioni.

Compila subito il modulo d’iscrizione cliccando >>> QUI <<<
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BÄRBEL BUCK – artista & filmmaker
Già da bambina ho sempre amato ascoltare storie di ogni tipo. Preferibilmente storie vere, storie che qualcuno realmente ha vissuto. Ecco perché ho deciso di diventare una documentarista.
Questo è stato il mio inizio nel mondo delle immagini in movimento per la televisione e il cinema. L’arrivo di mia figlia mi ha portato più a contatto con le fiabe, la magia, lo stupore, la curiosità e la fantasia. Mi chiede spesso di raccontarle della mia vita quando ero piccola.
Penso che i racconti ci aiutino a capire il nostro intimo e il mondo che ci circonda. E i bambini con la loro visione molto speciale delle cose e le loro domande correlate possono darci un accesso completamente nuovo non solo alla vita degli altri, ma anche alla nostra.
Per me, il video e teatro sono una combinazione ideale per andare a esplorare a fondo delle meraviglie e delle narrazioni di vita. Con questi strumenti è possibile esprimere se stessi, vivere una fantasia, ma anche sperimentare e rendere accessibile la storia di altre persone.
Sono molto felice di aver  potuto accostare da diversi anni la mia passione per le narrazioni e le immagini in movimento ai bambini, che mi mostrano quanto sia intenso essere pienamente coinvolti in una esperienza, nella vita e in tutto quello che li riguarda e che mi fanno pensare alle grandi domande della vita.

RESIDENZE DIGITALI 2021

SECONDA EDIZIONE

Il Centro di Residenza della Toscana (Armunia, CapoTrave/Kilowatt), in partenariato con l’Associazione Marchigiana Attività Teatrali AMAT, la Cooperativa Anghiari Dance Hub, l’Associazione Teatrale dei Comuni del Lazio ATCL per Spazio Rossellini, il Centro di Residenza Emilia-Romagna (L’Arboreto – Teatro Dimora di Mondaino, La Corte Ospitale di Rubiera), la Fondazione Luzzati Teatro della Tosse di Genova, l’Associazione ZONA K di Milano, lancia il presente bando per la selezione di n° 6 progetti di Residenza Digitale da svilupparsi nel corso dell’anno 2021.

L’intento è quello di stimolare gli artisti delle performing arts all’esplorazione dello spazio digitale, come ulteriore o diversa declinazione della loro ricerca autoriale. Dovrà trattarsi di progettualità artistiche legate ai linguaggi della scena contemporanea e della performance, che nascano direttamente per l’ambiente digitale o che in esso trovino un ambito funzionale ed efficace all’esplicitarsi dell’idea artistica. A titolo di esempio: non si tratta di presentare percorsi di lettura o riprese video di testi o spettacoli esistenti o da farsi, bensì di concepire progetti artistici che abbiano nello spazio web il loro habitat ideale, indicandone anche le modalità di fruizione e interazione da parte dello spettatore, per il quale prevedano un accesso attraverso il pagamento di un biglietto, di modo da valorizzare il lavoro dell’artista, non come una gratuità. Il progetto deve prevedere una restituzione on-line aperta al pubblico, da tenersi nel corso della settimana che va dal 22 al 28 novembre 2021.

Ciascuna delle 6 proposte vincitrici riceverà un contributo di residenza di 3.500 euro + iva, che sarà pagato dietro la presentazione di regolare fattura.

I promotori del presente bando hanno individuato in Laura Gemini, Anna Maria Monteverdi e Federica Patti tre esperte nell’ambito della creazione digitale che saranno le tutor degli artisti durante lo sviluppo dei loro progetti: ciascuna di loro seguirà specificamente 2 dei 6 progetti vincitori.

I 6 lavori vincitori potranno avvalersi anche di altri contributi produttivi forniti da ulteriori soggetti dello spettacolo, ovvero non si richiede loro alcun vincolo di esclusiva per ciò che riguarda la produzione che resta nell’assoluta disponibilità gestionale degli artisti.

Oltre ai 6 progetti vincitori, è prevista l’eventualità che i promotori del presente bando segnalino un numero ristretto di altri progetti, per portarli all’attenzione del sistema teatrale e coreografico nazionale, con l’auspicio che altre istituzioni possano a loro volta sostenerli, alle medesime condizioni del presente bando.

Gli artisti interessati al partecipare alla selezione dovranno entrare nel portale www.ilsonar.it, selezionare le pagine relative a bando Residenze Digitali e compilare i campi richiesti dal modulo di partecipazione online.
Verranno richiesti loro:
1) una presentazione dell’artista o della compagnia (massimo 1.000 battute);
2) una descrizione del progetto di Residenza Digitale che si intende realizzare (massimo 2.000 battute);
3) l’indicazione dell’eventuale partner tecnico (programmatore, webmaster, fornitore di specifico know-how) e/o della piattaforma che supporti le necessità tecniche dell’opera;
4) un allegato di tipo non testuale che possa illustrare le modalità di realizzazione on-line previste e/o immaginate (video, audio, pdf, PowerPoint), che potrà essere caricato come allegato o fornito come link esterno.

I materiali sopra descritti dovranno essere caricati online entro le ore dodici (mezzogiorno) di lunedì 8 marzo 2021. 

É previsto un colloquio conoscitivo, da realizzarsi in videoconferenza, nel periodo 29-31 marzo, con i candidati che avranno superato la prima fase della selezione.
All’atto di invio dei propri materiali, gli artisti e le compagnie accettano implicitamente tutte le norme contenute nel presente bando, incluso il Decalogo allegato che ne costituisce parte integrante.

Con il presente bando, il Centro di Residenza della Toscana (Armunia, CapoTrave/Kilowatt) e i suoi partner AMAT, Anghiari Dance Hub, ATCL per Spazio Rossellini, Centro di Residenza Emilia- Romagna (L’Arboreto – Teatro Dimora di Mondaino, La Corte Ospitale), Teatro della Tosse, ZONA K, non vogliono rinunciare alla propria vocazione di accoglienza degli artisti in residenza presso le proprie strutture, piuttosto vogliono esplorare un’ulteriore opportunità di creazione che apre nuove sfide formali e concettuali, produce contenuti artistici innovativi e affianca le forme consuete di fruizione dello spettacolo dal vivo.

 

RESIDENZE DIGITALI: IL NOSTRO DECALOGO
COSA FACCIAMO PER SUPPORTARE LE 6 RESIDENZE DIGITALI VINCITRICI DEL BANDO

  1. Accompagniamo il processo creativo degli artisti con 6 incontri collettivi da remoto (aprile, maggio, giugno, settembre, ottobre, novembre) a cui partecipano tutti gli artisti selezionati, le tutor e tutti i promotori del progetto nonché titolari di residenza, per conoscere bene i progetti di ricerca e monitorarne l’andamento, anche attraverso la discussione collettiva intorno al diario di appunti multimediale redatto da ogni compagnia, dove si sedimentano criticità e potenzialità dei processi artistici in atto.
  2. Seguiamo individualmente e da remoto ognuno dei progetti, dividendoci tra titolari di residenza una responsabilità esecutiva, ciascuno su uno specifico progetto: l’obiettivo è quello di aiutare gli artisti a risolvere specifici problemi gestionali che si ponessero durante la realizzazione dei loro progetti.
  3. Offriamo a ciascuno dei progetti un contributo economico di 3.500 euro + iva (o al lordo di ritenuta d’acconto).
  1. Mettiamo a disposizione di ogni progetto una tutor esperta in digital performance, che segua le varie fasi di elaborazione dei progetti artistici, nonché offra occasioni di elaborazione teorica e strumenti pratici utili allo sviluppo dei progetti.
  2. Sperimentiamo i modelli elaborati dagli artisti durante le fasi di sviluppo.
  3. Divulghiamo la conoscenza dei progetti attraverso comunicati stampa e interviste, nonché attraverso una narrazione degli stessi sui nostri social media.
  4. Amplifichiamo la visibilità dei contenuti digitali prodotti, soprattutto di quelli che necessitano di una diffusione in itinere, funzionale alla realizzazione del progetto stesso.
  5. Organizziamo “La settimana delle residenze digitali”, nella seconda metà di novembre, un momento di visibilità pubblica per i 6 progetti vincitori che avrà la struttura di un vero e proprio festival delle residenze digitali, all’interno del quale verranno presentati i 6 progetti, nello stadio in cui sono, non per forza come opere già complete, ma come stadio di avanzamento di un processo.
  6. Promuoviamo il processo produttivo di ciascun progetto vincitore incoraggiando l’intervento di nuovi soggetti interessati a contribuire alla produzione di uno o di tutti e sei i progetti.
  7. Favoriamo la conoscenza di altri progetti finalisti segnalati dalla Giuria, auspicando che altri soggetti del sistema delle residenze scelgano di aderire a questa rete, entrando a supportare gli altri progetti segnalati.

 

Residenze Digitali è un progetto ideato e coordinato dal Centro di Residenza della Toscana (Armunia, CapoTrave/Kilowatt) in collaborazione con AMAT, Anghiari Dance Hub, ATCL per Spazio Rossellini, Centro di Residenza Emilia-Romagna (L’Arboreto – Teatro Dimora di Mondaino, La Corte Ospitale), Teatro della Tosse, ZONA K.

INTERKULT

INTERKULT nasce nel 2015 come risposta al bando che il Consiglio di Zona 9 ha indetto per progetti di “intercultura e comunità in Zona 9” e affianca alcune associazioni e soggetti che da anni lavorano sul territorio con progetti culturali e di integrazione sociale.

Oltre a ZONA K che ne è capofila, i soggetti che hanno ideato e partecipano al progetto in forme e con iniziative diverse sono: ADA Stecca, de.de.p design democratico e partecipato, INSMLI/Casa della Memoria, MIC – Museo interattivo del cinema/Fondazione Cineteca Italiana, Associazione Academia di Capoeira, Associazione genitori scuola Govone, Cooperativa A.Me.Lin.c, Stripes coop sociale onlus.

INTERKULT si articola in una serie di iniziative e attività volte a cercare connessioni tra le diverse anime e culture della zona, lasciando che l’arte, il teatro, la fotografia, il cinema, il cibo diventino uno strumento per superare confini immateriali e per re-immaginare non solo forme di convivenza, ma soprattutto di conoscenza e di rispetto reciproci.

Obiettivo primo del progetto è operare in chiave davvero interculturale, cercando di non “ghettizzare” o “etniciz- zare” con operazioni culturali di settore, rivolte solo alle comunità immigrate o viceversa. Ogni ricerca, evento, laboratorio è pensato come momento di condivisione e avvicinamento reciproco che non nasconda le differenze ma le faccia emergere come ricchezza.

Le azioni previste cercano quindi incroci con persone di diversa provenienza culturale e geografica nella convin- zione che la conoscenza delle storie piccole e della Storia grande, delle abitudini e della cultura sia un veicolo fondamentale per il superamento dei pregiudizi. Coinvolge cittadini di ieri e di oggi, non solo come spettatori ma come protagonisti e attori diretti del progettare e fare cultura.

Alcuni appuntamenti di INTERKULT hanno preso il via durante il festival ISOLA KULT (25-27 settembre 2015) per ave- re una visibilità maggiore ed essere fruiti da un pubblico più vasto, altri durante l’autunno e l’inizio dell’inverno.

Ci auguriamo che questo sia solo un primo passo, nato grazie alla spinta del Consiglio di Zona 9, e che quanto avviato veda una continuità e un proseguimento in futuro.

TEEN TIME

Teen Time è il progetto dedicato a percorsi studiati per coinvolgere i giovani in modo attivo, partecipato, innovativo, costruttivo e continuativo.

Grazie alla partnership con  il Goethe-Institut Mailand e Coop Sociale Onlus STRIPES il progetto si diffonde anche fuori Milano, nei territori attorno a Rho, Pregnana, Lecco e Como.

Abbiamo pensato al progetto per – coinvolgere attivamente gli under 30 in progetti culturali di spessore attraverso forme innovative e in contesti inusuali; – stabilizzare una rete di relazioni con docenti, associazioni, cooperative, istituti scolastici per proseguire il lavoro in futuro; – far circuitare sul territorio regionale due progetti artistici partecipati di rilievo internazionale.

STAGIONE POWER 2018
Spettacoli di Teatro partecipato e diffuso per under 30:
-“Teentalitarianism” di Mammalian Diving Reflex (CA)3 performance realizzate con adolescenti, guidati da esperti di “social practice” in laboratori di 3 settimane.
-“Long Lasting Landscapes” di Dance Makers (IT). Spettacolo di danza-urbana nel Cimitero Monumentale con coinvolgimento attivo di studenti dell’Accademia di Brera quali scenografi.
-“L’uomo che cammina” di DOM (IT). Performance urbana con coinvolgimento di un gruppo di ragazzi in alternanza scuola-lavoro quali performer.

Formazione del pubblico under 30 a cura di partner LAPSUS, percorsi di approfondimento e accompagnamento alla visione di alcune proposte artistiche di ZONA K:
– per spettacolo “Pendiente de voto” di Roger Bernat, approfondimento su temi della democrazia partecipata, incontro con l’artista e docenti di Storia del Teatro;
– per film “Sarajevo Rewind” di Eric Gobetti (IT), incontro di approfondimento con l’autore e docenti di Storia Contemporanea Università di Bergamo e Milano Bicocca;
– per spettacolo “Hate Radio” di Milo Rau/IIPM (CH), percorso di approfondimento su temi storico/politici contemporanei.

Circuitazione in Lombardia di 2 performance partecipate prodotte da ZONA K, grazie a partner Goethe Institut e Stripes:
– “School Visit Europe” di Rimini Protokoll (DE), gioco-spettacolo alla scoperta dell’Europa direttamente nelle aule scolastiche.
– “Generazione gLocale” di ZONA K (IT), performance urbana e interattiva sull’identità giovanile, risultato di laboratori di “creazione partecipata”.

Partner del progetto:
– Goethe-Institut Mailand per realizzazione di School Visit Europe. Si impegna a diffonderne l’esistenza presso le scuole superiori della Regione Lombardia con cui è in contatto.
– Associazione Culturale di Promozione Sociale LAPSUS per organizzazione di percorsi di approfondimento presso istituti medi superiori e corsi universitari della Regione Lombardia.
 Coop Sociale Onlus STRIPES per realizzazione azione performativa Generazione gLocale a Rho e Pregnana.

 

STAGIONE ECONOMY 2019
Spettacoli di Teatro partecipato e diffuso per under 30
– “The Money” di Kaleider (UK). 2 repliche che hanno visto la presenza di ragazzi di terza e quarta del Liceo Artistico Statale di Brera, succursale Via Papa Gregorio XIV; alcuni di loro hanno avuto il ruolo di spettatore attivo.
– “£¥€$” di Ontroerend Goed (BE)Le 2 repliche della performance hanno ospitato studenti dell’Università di Pavia.
– “Lookout” 
di Andy Field (GB). 
L’azione ha coinvolto bambini di età compresa tra gli 8 e i 10 anni dell’I.C. V. Locchi sede di via Passerini che hanno svolto il ruolo di protagonisti della performance.
– “Journey to the moon” di Mammalian Diving Reflex (CA). Progetto di teatro e video che indaga le relazioni tra adolescenti e l’ambito familiare. Gli adolescenti sono co-creatori e protagonisti della performance. Rimandato al 2021.

Formazione del pubblico under 30 a cura di partner LAPSUS, percorsi di approfondimento e accompagnamento alla visione di alcune proposte artistiche di ZONA K:
– per lo spettacolo “The Money” di Kelider (UK), indagine sui temi dell’integrazione europea e della finanziarizzazione dell’economia;
– per lo spettacolo “Spokaoke” di Annie Dorsen (USA)gli studenti hanno individuato i temi del dibattito pubblico, hanno svolto una ricerca individuale e in gruppo sui discorsi politici moderni secondo le caratteristiche indicate dall’autrice. Gli educatori hanno poi aiutato gli studenti a svolgerne un’analisi e a selezionare i discorsi che son poi stati inseriti nella performance;
– per lo spettacolo “Zvizdal” di Berlin (BE)gli studenti coinvolti hanno dibattuto sullo spettacolo e sul tema dell’ecologia; hanno effettuato interviste ai propri genitori sulla memoria di ČERNOBYL’ e realizzato di un insieme di opere/installazioni artistiche come restituzione finale del percorso

Circuitazione in Lombardia di 2 performance partecipate prodotte da ZONA K, grazie al partner Stripes:
– “Play Me (Origins project)” una produzione di ZONA K e CodiceFionda (IT) con la supervisione drammaturgica di Agrupaciòn Senor Serrano (ES), installazione multimediale risultato di un lavoro sulle biografie di ragazzi incontrati nella fase di ricerca e sviluppo drammaturgico tra Torino, Milano, La Spezia e Udine.

Partner del progetto:
– Associazione Culturale di Promozione Sociale LAPSUS per l’organizzazione di percorsi di approfondimento presso istituti medi superiori e corsi universitari della Regione Lombardia.
– Coop Sociale Onlus STRIPES per la realizzazione dell’anteprima di Play Me (Origins Porject) a Rho.

 

Teen time è un progetto realizzato con il contributo di

DIFFUSIONE PARTECIPATA

ZONA K e  Stanze, esperienze di teatro d’appartamento, sono due realtà che programmano spettacoli teatrali ed eventi culturali a Milano.  Entrambe sono realtà relativamente recenti e piccole ma cresciute in fretta, trovando un preciso posizionamento nel contesto cittadino.

La mancanza di pubblico giovane ha dato vita a un progetto capace di coinvolgere le fasce giovanili nelle rispettive rassegne e organizzazioni e di mettere a sistema strategie e reti per proseguire lavoro in futuro.

E’ nata quindi l’alleanza di due nuovi realtà, Stratagemmi Prospettive teatrali e Lapsus, capaci di integrare il progetto con specifiche competenze nella formazione del pubblico universitario e delle scuole superiori.
Stratagemmi Prospettive Teatrali si è specializzata in progetti di audience development, prediligendo un approccio qualitativo e continuativo, al quale ha dedicato nel tempo diversi studi e progetti.
Lapsus proviene dal mondo accademico della storia contemporanea. Organizza e promuove iniziative culturali per stimolare il pensiero critico sull’attualità.

Diffusione Partecipata prevede una stretta connessione tra analisi del contesto, obiettivi, target e strategie d’azione. In estrema sintesi il progetto vuole raggiungere:
1. il coinvolgimento attivo del target di riferimento – under 30 – in primo luogo nelle azioni previste e poi nella programmazione di ZONA K e Stanze;
2. il consolidamento delle strategie di audience engagement previste, per attivare progetti replicabili e sostenibili in futuro;
3. la stabilizzazione e capitalizzazione di una rete di relazione con figure di riferimento del mondo giovanile (docenti, associazioni, istituti scolastici);
4. la fidelizzazione di un gruppo circoscritto di under 30 da attivare quali promotori e mediatori tra gli spazi culturali e i loro pari e da coinvolgere nella programmazione futura di un focus interamente dedicato ai loro coetanei.

Partecipazione/diffusione:
–  coinvolgimento di gruppi di ragazzi ai laboratori finalizzati alla realizzazione di performance e progetti partecipati;
–  contatti con luoghi e realtà non teatrali del territorio disposte ad accogliere e diffondere progetti innovativi;
–  partecipazione di target specifici di studenti agli incontri di approfondimento sui temi dei focus;
–  partecipazione degli stessi studenti agli spettacoli oggetto degli incontri;
–  diffusione delle iniziative presso il gruppo dei pari.

Formazione:
–  creazione di gruppi di studenti delle scuole superiori di secondo grado in alternanza scuola/lavoro e avvio di laboratori di contestualizzazione dei temi e dei metodi proposti;
–  creazione di un gruppo di studenti universitari per avvio di un laboratorio di “osservatorio critico”.

Rete:
–  contatti con associazioni legate al mondo dei giovani e potenzialmente interessate alle performance teatrali;
–  contatti con docenti universitari e di scuola secondaria, interessati ai temi specifici dei focus.

ZONA K e Stanze hanno individuato alcune operazioni di teatro partecipato e diffuso che rappresentano la spina dorsale, il filo conduttore di tutto il progetto. Inserite in FOCUS Tematici – caratterizzati da una forte attenzione alla contemporaneità politica, sociale ed economica – attraversano le stagioni di entrambe le associazioni, come progetti speciali ma non isolati.
– Laboratorio e spettacolo di danza urbana partecipata a cura di Dance Makers “Long Lasting Landscape” (inserito nel focus CITIES, settembre 2018)
– Laboratorio e spettacolo partecipato a cura di Eleonora Pippo “Le ragazzine di Milano stanno perdendo il controllo” (inserito nel focus CITIES, settembre 2018)

Lapsus affiancherà ZONA K nell’organizzazione degli incontri e lavorerà in parallelo sul tema della contestualizzazione storica con i ragazzi dell’alternanza scuola-lavoro.
–  Percorso di approfondimento attorno allo spettacolo documentario di Milo Rau/IIPM “Hate Radio” (inserito nel Focus MEDIA. dicembre 2018)
– Percorso di approfondimento attorno allo spettacolo di Christophe Meierhans “Trial of Money” (inserito nel Focus MONEY. febbraio/marzo 2019)
– Laboratorio di scrittura e performance partecipata di Annie Dorsen “Spokaoke” (inserito nel Focus CAPITALISM, maggio/giugno 2019)

Attraverso una open call rivolta a 20 universitari o giovani professionisti provenienti da settori disciplinari diversi, Stratagemmi Prospettive Teatrali costituirà una redazione di POSTCARD FROM THEATRE (dai 20 a 25 partecipanti max) e 5 fotografi. I partecipanti avranno il compito di ideare e realizzare – sotto la guida dei tutor dell’associazione – innovative strategie di storytelling degli appuntamenti programmati da ZONA K in collaborazione con Stanze, con particolare attenzione all’audience reception.

Monitoraggio e Valutazione.
L’azione è volta da un lato alla valutazione dell’operato passato, dall’altro a una vera e propria riprogettazione in itinere sulla base dei dati. L’iter di lavoro prevede i seguenti passaggi:

Condivisione in sede di gruppo di coordinamento dei dispositivi e delle modalità di raccolta, per affinamento dei contenuti e delle procedure (con gli studenti appare decisiva la verifica della compilazione on line, ma questa soluzione dipende da informazioni che l’équipe di progetto non ha in questo momento);

Costruzione nella stessa sede di una matrice di responsabilità (RACI) per la raccolta dei diversi flussi previsti, di monitoraggio e valutazione, dei valori attesi dei diversi indicatori, dell’organizzazione dei momenti di monitoraggio e valutazione.

Incontri semestrali di monitoraggio ed annuali di valutazione, con la discussione in equipe di coordinamento dei risultati e conseguente reporting, sulle considerazioni condivise.

 

ZONA K e Stanze auspicano che l’aver mostrato modalità così differenti di proposte teatrali rispetto all’offerta più classica, attivi una curiosità e un desiderio di partecipazione che difficilmente qualunque comunicazione avrebbe potuto stimolare e possa fare dunque da traino per la visione di altre proposte. Stratagemmi Prospettive Teatrali prevede di innescare un circolo virtuoso che trasforma i membri della redazione in tutor, generando quel necessario ricambio di competenze/ambito/generazione, determinante in ogni processo di audience engagement. Lapsus grazie al processo formativo dei laboratori didattici e la conseguente rielaborazione dei focus produrrà contenuti informativi, comunicativi e promozionali destinati al medesimo target dei ragazzi. Il confronto tra gli studenti e i formatori permetterà inoltre di indagare criticità e problemi legati allo scarso interesse della loro fascia generazionale per il teatro elaborando strategie di intervento condivise mirate al loro maggiore coinvolgimento.

 

Diffusione partecipata è un progetto realizzato con il contributo di

 

PLAY ME (Origins Project)

PLAY ME (Origins Project) è uno dei progetti vincitori del bando “ORA! Produzioni di cultura contemporanea” di Compagnia di San Paolo.

Un bottone. Un giocatore. Uno schermo.

PLAY ME (Origins Project) è un’installazione multimediale per spettatore singolo. Un corto circuito narrativo dalle origini del videogioco alle origini dell’iGeneration. Una esperienza interattiva in cui incontrare gli adolescenti di oggi tramite l’uso delle nuove tecnologie. Un percorso di creazione che racconta le nostre identità (reali e virtuali) grazie al confronto tra generazioni.

Ecco i nuovi barbari.
I nemici che verranno.
Incomprensibili agli occhi del mondo adulto.

Gli adolescenti, iperconnessi e fragili, terrorizzati e attratti dall’immagine di sé sui “social media”, esperti conoscitori di “sexting”, “video-game” e “binge drinking”, possessori di SmartPhone come prolungamento del proprio corpo.

Partire dalle aspettative e dagli stereotipi che abbiamo su di loro ci è sembrato il modo migliore per comprendere le paure degli adulti sul mondo che verrà. Ma cosa sappiamo (o cosa pensiamo di sapere) degli adolescenti di oggi?

Così abbiamo riscoperto i “nuovi barbari”: oggi, la vera differenza tra NOI e LORO si è trasformata in differenza generazionale più che geografica. Abbiamo scoperto il perché un adolescente di Torino usa le stesse Nike, gli stessi modi di comportarsi e lo stesso iPhone di un adolescente di Marrakesh o di Barcellona.

I ragazzi sono gli invasori di spazi incomprensibili per gli adulti.

Non è importante se siano buoni o cattivi, i nuovi che arrivano provocano negli adulti e nelle proprie comunità qualcosa di imprevedibile perché sono capaci di far vedere alle proprie comunità quello che sono davvero.

In questa performance lo Spettatore si troverà in relazione a loro.

Potrà scegliere se confermare o mettere in dubbio le proprie aspettative, le proprie paure e i propri pregiudizi. Lo potrà fare grazie a una modalità di “presenza attiva” in cui sarà invitato ad attraversare quattro “stanze” chiamate Waiting Room, Chat Room, Virtual Room e Control Room. Il fine ultimo sarà un “gioco performativo” per generare un incontro inedito e intimo.

PLAY ME (Origins Project) si presenta in conclusione come un progetto performativo di “cinema verità”. Abbiamo lavorato su ciò che il sociologo Morin definisce “cinema di autenticità totale” partendo dalle biografie di ragazzi incontrati nella fase di ricerca e sviluppo drammaturgico tra Torino e Milano e nelle successive fasi tra La Spezia e Udine.

Il team di lavoro ha visto la partecipazione di diversi collaboratori che provengono da ambiti disciplinari diversi: dall’urbanistica al teatro, dall’animazione 3D al videomaking, dall’antropologia alla collaborazione drammaturgica con un gruppo di adolescenti italiani e stranieri incontrati nel ruolo di co-autori. Fino alla supervisione e alla consulenza drammaturgica di Agrupación Señor Serrano, vincitori del Leone d’Argento per l’Innovazione 2015 alla Biennale di Venezia, riconosciuti nella scena europea per l’utilizzo di strumenti multimediali all’interno di eventi performativi.

In ogni città in cui il progetto è ospitato vengono realizzati laboratori volti alla creazione della performance coinvolgendo adolescenti nel ruolo di Protagonisti e utilizzando diversi strumenti come videocamere, tablet, smartphone e visori di Realtà Virtuale. Tutti questi elementi diventano lo strumento per la costruzione di storie inedite che provano a rispondere a una semplice domanda: cosa sappiamo (o cosa crediamo di sapere) degli adolescenti di oggi?

 

Installazione multimediale con VR per singolo spettatore • pubblico dai 15 anni in su • durata 30 min. • ingresso ogni 15 min • in italiano
Per informazioni e booking scrivere a organizzazione@zonak.it

 

Direzione progettuale e creazione Andrea Ciommiento, creazione e referenza multimediale Simone Rosset, consulenza drammaturgica Álex Serrano e Pau Palacios, produzione esecutiva Valentina Picariello e Valentina Kastlunger, organizzazione e comunicazione Silvia Orlandi e Federica Bruscaglioni, programmazione applicazione VR Luigi Sorbilli e Giuliano Poretti, assistenza alla creazione Kausar El Allam, Shady Mostafa, Imane Mouslim, Jaouher Brahim, Mattia Ghezzi, Anes Fettar, Matteo Coppola, Momo Moukett, Filippo Farina, Lorenzo Bregant, Federica Bruscaglioni, David Benvenuto. Produzione ZONA K, creazione Codicefionda, consulenza drammaturgica Agrupación Señor Serrano, in collaborazione con Fuori Luogo Festival, Polo del ‘900, Festival dei Diritti Umani, Istituto Professionale Albe Steiner, Yepp Italia e Collettivo gLocale, Con il sostegno del MIC, Con il contributo del Centro di Residenza Artistica della Lombardia – IntercettAzioni, del Comune di Milano e Dialoghi – Residenze delle arti performative a Villa Manin” (CSS Teatro stabile d’innovazione del FVG). Si ringrazia ITAS Giulio Natta, Hotel San Guido di Milano e Digital Storytelling Lab – Università degli studi di Udine. Il progetto è stato realizzato con il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito di ORA! Produzioni di cultura contemporanea.

“Il progetto è realizzato con il sostegno della Compagnia di San Paolo nell’ambito di ORA! Produzioni di cultura contemporanea“. 

Visita ora.compagniadisanpaolo.it

 

Corso online di sceneggiatura cinematografica

Qual è il metodo migliore per scrivere la sceneggiatura di un film?
Come dare vita ai personaggi?

Dalla creazione dell’idea di base alla costruzione della struttura e allo sviluppo del paradigma della narrazione, il corso propone un viaggio teorico e pratico sul cinema contemporaneo, attraverso nozioni tecniche sulla scrittura di una sceneggiatura e sulla fotografia.

FADE IN prevede un breve excursus sui manuali di sceneggiatura di Syd Field e di Linda Seger, sulle suggestioni critiche sul cinema di André Bazin, padre della Nouvelle Vague ed elementi di teoria dei film di Thomas Elsaesser e Malte Hagener integrati con le idee innovative di Marco Bertozzi sul documentario come riuso, performance, autobiografia.

 

I temi affrontati durante gli incontri:
1. come scrivere una grande sceneggiatura
2. la crescita del personaggio è il lievito del film
3. il soggetto del film in tre frasi. Il soggetto del film in 4 pagine
4. lo sviluppo dell’idea
5. la struttura della storia: la struttura in tre atti
6. cosa sono i subplot?
7. lo sviluppo del personaggio

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Costo € 120,00 per 7 lezioni.

Per informazioni e iscrizioni:
organizzazione@zonak.it
02.97378443 – 393.8767162
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Se invece vuoi procedere l’iscrizione clicca QUI 

Il percorso si attiverà al raggiungimento del numero minimo di partecipanti.

 

NINA DI MAJO

Regista, sceneggiatrice, attrice, videoartista, produttrice.

Lungometraggi

2020 – Regista sceneggiatrice del documentario collettivo Instant Corona, prodotto da Mir Cinematografica.
2016/17 – Regista , produttrice, autrice e direttore della fotografia del documentario Hans Werner Henze: la musica, l’amicizia, il gioco”, distribuito dall’Istituto Luce.
2010 – Regista e sceneggiatrice del film Matrimoni e altri disastri con Margherita Buy, Fabio Volo, Luciana Littizzetto, Marisa Berenson, Massimo De Francovich, Francesca Inaudi. Distribuito dalla 01.
2002 – Regista, soggettista e sceneggiatrice del film L’Inverno, con Valeria Bruni Tedeschi, Valeria Golino, Fabrizio Gifuni e Yorgo Voyagis. Presentato nella sezione “Panorama” alla Berlinale. Candidatura italiana all’European Howard all’Hollywood film festival. Vincitore del Globo d’oro per il miglior attore protagonista Fabrizio Gifuni e vincitore del Premio Internazionale della Fotografia. In competizione al Chicago Film Festival nella categoria New Directors.
1998 – Regista, attrice protagonista, autrice del soggetto e della sceneggiatura del film “Autunno”(1998). Con Elisabetta Piccolomini , Marco Mario De Notaris e Moni Ovadia, presentato al Festival di Venezia nella sezione Cinema del presente. Selezionato ufficialmente al Festival Venezia-Hollywood (LA), al Nice Film Festival (NY, San Francisco, Marocco, Mosca), al Festival di Amburgo.
1997 – Regista e autrice del soggetto e della sceneggiatura del cortometraggio ”Spalle al muro” (1997). Vincitore del Sacher d’oro e d’argento. Vincitore del David di Donatello come miglior cortometraggio Italiano .

Mediometraggi-Documentari /Performance video
2006 – Regista del documentario Marsyas, installazione di Anish Kapoor per la Turbine Hall, Tate Modern, London.
2005 – Regista del documentario U92 sull’installazione di Peter Greenaway “Children of Uranium”
2004 – Regista e direttore della fotografia della performance audiovisiva AFO 4, presentata al Roma Europa Festival.
2002 – Regista del documentario Merci, opere di Natalie Silva, presentato al Festival Artecinema, teatro Mercadante, Napoli.

Libri
L’inverno. L’Ancora del Mediterraneo.
Saggi e dialoghi sul cinema. Meltemi Edizioni.
Beniamino o le cose dell’altro mondo. Aracne Edizioni.

 

SEIx4 Xmas

Una fiaba moderna in un percorso urbano per scoprire i luoghi e la storia dei quartieri Lodi/Libia e XXII marzo

SCARICA LA LOCANDINA

 

SEIx4_Xmas è un’audioguida creativa, il suo percorso speciale è un viaggio tra presente, passato e futuro: i quartieri del Municipio 4 saranno la location ideale per un racconto natalizio, con uno sguardo all’arrivo del nuovo anno e a un nuovo inizio.

Scorrendo la mappa virtuale, i partecipanti saranno condotti per i quartieri Lodi/Libia e XXII marzo attraverso un racconto audio: una vera e propria esperienza artistica che veicola le informazioni storiche e i contenuti collegando nozioni ed emozioni.

Alla fine di ogni tappa potrai scoprire quella successiva: tra una strada e l’altra potresti incontrare un Xmas gift… che sorpresa ci sarà dentro?

 


SEIx4_Xmas è disponibile attraverso la piattaforma izi.Travel
clicca qui per partecipare


 

Un progetto di ZONA K con la collaborazione artistica di Minima Theatralia; testi Federica Di Rosa; voci narranti, musiche, editing audio e canzone fattapposta Duperdu_Marta M.Marangoni e Fabio Wolf; riprese e montaggio video Davide Stecconi; grafica Stefano Orfeo Montagnana; coordinamento artistico, organizzazione e comunicazione a cura di ZONA K 

 

Il progetto SEIx4_Xmas nasce in risposta all’avviso pubblico per la realizzazione di iniziative culturali in collaborazione con il Municipio 4 nel mese di dicembre 2020.

 

Percorso online per lavorare con la performance

In quest’anno di clausura The Momentary Now, School of performance a cura di Marcella Vanzo triplica, in attesa di passare dal mondo virtuale a quello reale.

Vi proponiamo tre mini moduli di 6 incontri ciascuno: una introduzione virtuosa alla performance, un approfondimento “tosto” e poi, con l’ultimo modulo, ci auguriamo di incontrare i nostri studenti dal vivo. Potete seguire il vostro modulo preferito 1 o 2 o 3, o tutti e 3, a voi la scelta.

 

#1. FARE L’IMPOSSIBILE
6 Lezioni online di Resistenza

Gruppo A (chiuso) 20 gennaio – 24 febbraio 2021
ogni mercoledì dalle 19.00 alle 20.45 (con pausa di 15’)

Gruppo B (chiuso) 16 febbraio – 23 marzo 2021
ogni martedì dalle 20.00 alle 21.45 (con pausa di 15’)

Un corso per chi vuole fare e per chi vuole capire la performance, aperto a tutti.

PROGRAMMA
Mercoledì 20 gennaio/Martedì 16 febbraio: il corpo e lo spazio
Mercoledì 27 gennaio/Martedì 23 febbraio:
quello che non si può non sapere
Mercoledì 3 febbraio/Martedì 2 marzo: io e l’altro
Mercoledì 10 febbraio/Martedì 9 marzo: performance e foto-performance e video
Mercoledì 17 febbraio/Martedì 16 marzo: e adesso esci
Mercoledì  24 febbraio/Martedì 23 marzo: il tuo gesto

Le lezioni si svolgeranno su piattaforma Zoom, facile da installare su computer

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Costo € 100,00 per 6 lezioni.

Per informazioni e iscrizioni:
organizzazione@zonak.it
02.97378443 – 393.8767162
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Il percorso si attiverà al raggiungimento del numero minimo di partecipanti.
“Fare l’impossibile” può essere considerato come il modulo nr.1 di un percorso in 3 tappe ma può essere anche frequentato autonomamente.

 

#2. VENTIMILA LEGHE SOTTO I MARI:
6 Lezioni online in Profondità
3 marzo – 7 aprile 2021
ogni mercoledì dalle 19.00 alle 20.45 (con pausa di 15’)

Lavorare con la performance, corso per studenti d’arte, artisti e chi la performance la conosce già, o ha frequentato il primo modulo.
I partecipanti sperimentano la performance in modo autonomo, accanto a nozioni dettagliate di storia e produzione a cura di Matteo Bergamini [Exibart] e Paola Clerico [Case Chiuse] e a una incursione nello studio di Fabio Mauri.Le lezioni si svolgeranno su piattaforma Zoom, facile da installare su computer

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Costo € 100,00 per 6 lezioni.

Per informazioni e iscrizioni:
organizzazione@zonak.it
02.97378443 – 393.8767162
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Il percorso si attiverà al raggiungimento del numero minimo di partecipanti.
“Ventimila leghe sotto i mari” può essere considerato come il modulo nr.2 di un percorso in 3 tappe ma può essere anche frequentato autonomamente.

 

 

#3. DAL VIVO!
SOSPESO, date da definirsi
ogni mercoledì dalle 19.00 alle 22.00 (con pausa di 15’)

Ci proviamo? 6 tuffi del corpo nello spazio per chi ha voglia di sperimentare di persona che cos’è una performance. Aperto a tutti.Le lezioni si svolgeranno presso lo sala principale di ZONA K

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Costo € 150,00 per 6 lezioni in presenza.

Per informazioni e iscrizioni:
organizzazione@zonak.it
02.97378443 – 393.8767162
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Il percorso si attiverà al raggiungimento del numero minimo di partecipanti.
“Dal Vivo!” può essere considerato come il modulo nr.3 di un percorso in 3 tappe ma può essere anche frequentato autonomamente.

 

MARCELLA VANZO

Formatasi sia come antropologa che come artista, Marcella Vanzo vive e lavora a Milano. Tramite video, performance, foto e installazioni indaga le diverse dimensioni dell’essere umano, da quella sociale a quella mitica, da quella emotiva a quella politica. Nel suo lavoro realtà e finzione si fondono in una trama fitta che mette in discussione la rappresentazione della realtà.
Nell’ottobre 19 ha fondato The Momentary Now Performance School da ZONA K a Milano e da quest’anno insegna Performance all’Accademia Carrara di Bergamo. Ha ideato un progetto di arte partecipata per i bambini in quarantena durante il Covid19: #squola_pubblica, fatto di laboratori d’arte online interattivi e gratuiti, ospitato anche da Hangar Bicocca con cui continua la collaborazione: #fareinsiemesquola_pubblica è il corso di formazione per insegnanti della scuola primaria che sta avendo luogo ora.
Scrive per Exibart e Artedossier.
Vanzo partecipa regolarmente a mostre collettive e personali in Italia e all’estero, ultimamente: Radical, Fondazione Berengo, Venezia 2019; Festival del paesaggio di Anacapri, 2018; Biennale di Jakarta, 2017; Manifesta11, Zürich, 2016; Nel Mezzo del Mezzo, Palazzo Riso, 2015; Perspectif cinema, Centre Pompidou, 2015. Ha vinto il Premio New York e il premio Acacia Artisti Emergenti.

www.marcellavanzo.com

Un corso di ZONA K con la media partnership di

Percorso di teatro e movimento

60+ LABIRINTI
Corsi e percorsi per non perdere il filo
Tre percorsi indipendenti dedicati agli Over60 tra scrittura, video, teatro e movimento.

 

  1. Percorso di teatro e movimento
    PER FILO E PER SEGNO
    data da definirsi
    tutti i lunedì dalle 14.15 alle 15.30

Costruiamo una performance teatrale fatti di segni, una drammaturgia di movimenti e parole che possa trasformare il nostro labirinto in un’azione teatrale collettiva.
Ci incontreremo finalmente dal vivo nella bellissima, e sicura, sala di ZONA K per lavorare sulle azioni fisiche, la voce, il movimento ritmico e i gesti simbolici.

10 incontri in presenza di 75 minuti cad.

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Costo € 140,00
Compila subito il modulo d’iscrizione cliccando QUI
Agevolazioni: sconto del 10% se hai frequentato almeno uno dei percorsi precedenti
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Il percorso si attiverà al raggiungimento del numero minimo di partecipanti.
“Per filo e per segno” può essere considerato come il modulo nr.3 di un percorso in 3 tappe ma può essere anche frequentato autonomamente.

 

GIA’ FATTO:

  1. Percorso online di scrittura ad alta voce
    IL FILO DEL DISCORSO
    28 dicembre 2020 – 1 febbraio 2021
    tutti i lunedì dalle 14.15 alle 15.30

Vuoi imparare a scrivere una storia che possa vivere non solo sulla carta ma soprattutto attraverso azione e interpretazione? Partendo dal mito del labirinto, costruiamo un percorso di parole, dialoghi, immagini per inventare storie straordinarie da raccontare ad alta voce.

6 incontri online di 75 minuti cad. su piattaforma Zoom, facile da installare su computer

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Per informazioni e iscrizioni:
segreteria aperta lu-ven ore 15.00 – 19.00
organizzazione@zonak.it
02.97378443 – 393.8767162

oppure compila direttamente il modulo d’iscrizione cliccando QUI
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Il percorso si attiverà al raggiungimento del numero minimo di partecipanti.
“Il filo del discorso” può essere considerato come il modulo nr.1 di un percorso in 3 tappe ma può essere anche frequentato autonomamente.

Il percorso è tenuto da Federica Di Rosa, diplomata in Drammaturgia alla Scuola d’Arte Drammatica “Paolo Grassi” di Milano, lavora con diverse realtà teatrali alla scrittura di testi per spettacoli ed eventi. Ha coordinato e realizzato progetti di formazione con: Teatro della Tosse, Teatro Coccia, Eniscuola, Formattart, Alice in Città, Teatro Franco Parenti. E’ autrice e regista di spettacoli di teatro ragazzi.
Dal 2015 è responsabile della didattica per ZONA K.

Leggi l’esito del percorso: ENTRA, TI STAVO ASPETTANDO
Le partecipanti hanno scritto ognuna un testo, pensato per essere detto “ad alta voce” e hanno poi lavorato insieme alla scrittura della cornice narrativa che lega come un filo le diverse storie.

 

  1. Percorso online per raccontare con il video
    A DOPPIO FILO
    posticipato! 15  febbraio – 22 marzo 2021
    tutti i lunedì dalle 14.15 alle 15.30

Vuoi creare una video storia utilizzando uno smartphone o un tablet? Impara con noi a scegliere il punto di vista, l’inquadratura, la luce, la musica e le parole.
Sei incontri online teorici e pratici per scoprire come strutturare e produrre un racconto per immagini sul tema del labirinto.

6 incontri online di 75 minuti cad. su piattaforma Zoom, facile da installare su computer

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Per informazioni e iscrizioni:
segreteria aperta lu-ven ore 15.00 – 19.00
organizzazione@zonak.it
02.97378443 – 393.8767162
Compila subito il modulo d’iscrizione cliccando QUI
Agevolazioni: sconto del 10% se hai frequentato il percorso precedente
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Il percorso si attiverà al raggiungimento del numero minimo di partecipanti.
“A doppio filo” può essere considerato come il modulo nr.2 di un percorso in 3 tappe ma può essere anche frequentato autonomamente. 

Il percorso è tenuto da Davide Stecconi, diplomato alla Civica Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi 1999 (corso Drammaturgia). Dal 2000, alternandosi come sceneggiatore e regista, ha scritto e diretto cortometraggi e lungometraggi e alcune fiction per la TV fra cui la serie Piloti – Rai2 -.
Più recentemente collabora alla realizzazione di spot per il web e documentari come filmaker.

 

 

Fratini, Gabrielli, Barile: scritture d’autore con ENA

3 drammaturghi sono stati chiamati ad interagire con ENA Nomen Nescio, un bot che imita la conversazione umana.

Introdotti dal regista catalano Roger Bernat, ideatore della performance online, e da Valentina Kastlunger, direzione artistica di ZONA K, Roberto Fratini, Renato Gabrielli e Magdalena Barile, prenderanno parte della scrittura di un’opera teatrale oceanica direttamente sull’homepage di questo sito.

Gli interventi sono stati trasmessi live sulla pagina di FACEBOOK di ZONA K

 

Magdalena Barile vive e lavora a Milano. Autrice, drammaturga e sceneggiatrice, insegna Scrittura Teatrale alla Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi e alla Scuola Belleville e Sceneggiatura allo IED – Istituto Europeo di Design. I suoi testi teatrali, molti dei quali sono stati tradotti in diverse lingue ricordiamo i più recenti: Raffiche (2016); Il divorzio, adattamento del film Divorzio all’italiana di Pietro Germi (2016); Rosa Conchiglia. Anaïs Nin e i giorni del porno (2017); Cosa beveva Janis Joplin (2018); Api Regine. Commedia fantascientifica sull’eliminazione del maschio (2018). Collabora stabilmente come autrice e sceneggiatrice con la Radiotelevisone svizzera (RSI) e ha partecipato alla scrittura di diversi programmi di drama e comedy per la televisione italiana (Albero AzzurroCamera CafèBye Bye Cindarella).

Roberto Fratini Serafide (Milano, 1972), drammaturgo e teorico della danza, è docente presso il Conservatori Superior de Danza (Istituto del Teatro) de Barcelona, e ha tenuto corsi e conferenze presso altre università europee. Collabora con diverse compagnie internazionali di danza contemporanea e teatro (tra queste la Compagnia Caterina Sagna, La Veronal, Roger Bernat FFF, Taiat Dansa, Germana Civera, Aerites Dance Company, Alexandra Waierstall, Sol Picó, Philippe Saire) e ha impartito workshop di drammaturgia presso differenti master e istituzioni teatrali. Il suo libro A Contracuento. La danza y las derivas del narrar è stato pubblicato nel 2012. Ha ricevuto nel 2013 il Premio FAD Sebastià Gasch per l’insieme della sua traiettoria artistica e intellettuale.

Renato Gabrielli drammaturgo e sceneggiatore, insegna alla “Paolo Grassi” e alla Scuola di Cinema “Luchino Visconti” di Milano. È autore della guida Scrivere per il teatro (Carocci, 2015). Tra i suoi lavori teatrali più recenti: Combattenti (“Hystrio” XXIX-3, 2014), La donna che legge (Cue Press, 2015), Redenzione (2017), Spin (2018), Fammi un’altra domanda e Nessun miracolo a Milano (2020). Nel 2008 ha vinto il Premio Hystrio per la drammaturgia. Nel 2020, con Procedura, ha vinto il Premio InediTo Colline di Torino – Sezione Teatro.

SEIx5

6 percorsi audio possibili
6 video storie da scoprire
6 canzoni da ascoltare

SCARICA LA MAPPA

 

 

Seix5 è un’audioguida creativa in 6 tappe per andare alla scoperta dei luoghi, dei monumenti e della storia delle Cinque Vie di Milano, tra parole, canzoni, musica, aneddoti e video.

I partecipanti saranno condotti virtualmente per il quartiere “Cinque Vie” attraverso un racconto audio creato da ZONA K e interpretato dai Duperdu: una vera e propria esperienza artistica che veicola le informazioni storiche e i contenuti collegando passato e presente, nozioni ed emozioni, valorizzando così il patrimonio di memorie e significati del quartiere Cinque Vie.

Scorrendo la mappa virtuale sarà possibile avventurarsi nella Milano sotterranea della Cripta di Leonardo e poi nella stretta e misteriosa via Bagnera, oppure scoprire gli antichi mestieri, perdersi tra storia e magia nelle cinque vie a forma di stella, o ancora trovare le tracce della vecchia Mediolanum.

Si potrà decidere se seguire uno dei due percorsi che attraversano le tappe principali (piazza San Sepolcro, piazza Mentana, l’incrocio delle Cinque Vie, via Gorani, via Brisa e Piazza Affari) oppure scegliere di scorrere gli itinerari tematici (Mistero, Mestieri, Musica e Tracce).

La voce dei Duperdu accompagnerà il viaggio con racconti, canzoni e aneddoti e ad ogni tappa un video aiuterà a immergersi nelle atmosfere dei luoghi.

 

 


SEIx5 è disponibile attraverso la piattaforma izi.Travel
clicca qui per partecipare


 

 

Un progetto di ZONA K in collaborazione con Minima Theatralia. Testi e coordinamento artistico Federica Di Rosa voce narrante, musiche originali, montaggio audio e canzoni fatteapposta Duperdu_Marta M.Marangoni e Fabio Wolf riprese e montaggio videoDavide Stecconi graficaStefano Orfeo Montagnana con la collaborazione di Silvia Orlandi e Federica Bruscaglioni per ZONA K,Dianora Zacché e Anna Bellelli per Minima Theatralia Grazie a Michele Figlioli della Pinacoteca Ambrosiana per le immagini; Barbara Affaticati della SIAM per l’autorizzazione alle riprese; il signor Maurizio, guida preziosa all’interno della SIAM; Alberto Mereghetti della Ferramenta Mereghetti e Ludovica Ventura del B Restaurant per le interviste e la disponibilità; Lorenzo Bregant per la gentilezza e l’action cam.

 

Il progetto SEIx5 nasce in risposta al bando del Municipio 1 sulla valorizzazione del patrimonio storico, artistico e culturale delle Cinque Vie. In seguito al Dpcm del 24 ottobre, il progetto nato per portare il pubblico tra le vie del quartiere è stato rimodulato da ZONA K e Minima Theatralia attraverso la creazione dell’audioguida virtuale.

Perché REALITY?

Cinema, teatri, sale da concerto: spenti i computer e chiuse le piattaforme di live streaming, si torna — con i dovuti accorgimenti — a vedere dal vivo.

Ma cosa significa, dal punto di vista della programmazione, tornare a teatro dopo mesi di lockdown? Come si costruisce una stagione ai tempi del Covid?

Una volta sbrigliati i nodi, spesso molto aggrovigliati, del rispetto delle norme, gli organizzatori si trovano di fronte alla sfida di proporre un’offerta che, più che mai quest’anno, deve confrontarsi con il pubblico a cui è destinata: occorre ipotizzare scenari e diversificare l’offerta. Perché gli spettatori tornino a teatro e si riattivi un virtuoso meccanismo di partecipazione è quindi indispensabile conoscere aspettative e bisogni artistici.

Per questo (nell’ambito del progetto sulla promozione del pubblico sostenuto con il contributo Mibac per il triennio 2018/2020) ZONA K e Stratagemmi si sono prese carico di interpellare direttamente gli spettatori: con la collaborazione di Stefano Laffi (Codici), abbiamo messo a punto un questionario per indagare le necessità, le incertezze, ma anche le idee e le proposte per il futuro.

Ne è uscito un quadro per certi versi inaspettato – utile a conoscere in profondità il pubblico, anche al di là della situazione emergenziale – che ha contribuito a dare forma alla stagione autunnale di ZONA K, non a caso denominata con titolo-interrogativoReality?”.

Il campione che ha risposto al questionario si è mostrato per la maggior parte (ben 8 persone su 10) curioso ed entusiasta di provare forme di spettacolo alternative a quelle tradizionali, improntate su nuovi linguaggi e su un diverso modo di vivere lo spazio. Dispositivi interattivi fruibili da remoto, o camminate itineranti per la città: l’importante – ci hanno detto i nostri spettatori – è sentirsi più sicuri. Chi vuole tornare a teatro, ma anche chi è ancora indeciso, preferisce in grande maggioranza (87% dei casi) le proposte di spettacoli all’aperto. Il teatro, suggerisce l’esito del questionario, può dunque muoversi, attraversare i luoghi, e il pubblico è pronto a seguirlo.

Ecco allora che la stagione di ZONA K k comincia en plein air. Ad aprire le danze sono i più noti professionisti dei dispositivi scenici urbani, Rimini Protokoll: è loro la curatela di FASE NOVE // Assolo Urbano (14 ottobre-14 novembre), un tour di nove luoghi cittadini importanti dal punto di vista artistico. Obiettivo della passeggiata è interrogarsi su alcune questioni irrisolte del contemporaneo, esplose con grande forza durante la pandemia: perché esiste l’arte? E quanto è fondamentale nelle nostre vite quotidiane?

E per chi non è soddisfatto, è pronta anche una seconda occasione per una performance itinerante: il collettivo Pleiadi ha preparato R 500 – Safari nel labirinto urbano. #Studio II (23-25 ottobre).

E il virtuale? Cosa ne pensano gli spettatori?

Saturi di schermi e video call che scandiscono le giornate lavorative, gli interpellati hanno risposto forte e chiaro: non suscita interesse la visione telematica di uno spettacolo, né in differita (un’opzione solo per 3 persone su 10) né in live streaming (per 4 su 10). Il teatro, del resto, è relazione. Lo sa bene il Signore europeo del teatro partecipativo, Roger Bernat, che ha pensato ad hoc in questi mesi un nuovo progetto di home theatre Roger Bernat (disponibile tra il 18-28 novembre). Il dispositivo ENA invita il pubblico a entrare in relazione, attraverso l’utilizzo di una app, con un’intelligenza artificiale. Gli spettatori attraverso domande, inviti e indicazioni hanno la possibilità di confrontarsi faccia a faccia con un “finto” essere umano in un incontro che non è fine a sé stesso, come spesso capita quando abbiamo a che fare con bot nati a scopo commerciale, ma finalizzato alla creazione di un vero e proprio testo drammaturgico che prenderà forma dai dialoghi tra gli spettatori ed ENA.

La relazione multimediale interattiva è al centro anche di Play me (Origins project) di Codicefionda e Agrupación Señor Serrano (5-15 novembre), fruibile da uno spettatore per volta. Oggetto di indagine è il rapporto di adolescenti e adulti con il mondo del gaming e delle identità reali.

C’è, però, ancora qualcuno che vuole ritornare a sedersi in platea (circa il 44% degli intervistati). Per loro, Agrupación Señor Serrano presenta The Mountain (2-3 dicembre) un lavoro che affronta un tema molto caldo, la relazione tra vero e falso, tra notizie e fake news, tra robot e umani, a partire da una considerazione statistica che chiama in causa il pubblico: in media ognuno di noi mente tre volte al giorno. Esiste dunque la verità? E come possiamo trovarla?

La redazione di Stratagemmi Prospettive Teatrali

 

Incontri a cura di Sara Chiappori e Renata Viola

Il rapporto con la realtà incalza le arti performative, le interroga e le plasma dall’interno, insieme oggetto e habitat di un’indagine che rimescola grammatiche e semantiche dei linguaggi della scena, ridiscutendo il concetto di autore e interprete, riformulando i criteri di fruizione e l’appropriazione degli spazi, sdoganando definitivamente le nuove tecnologie, aprendo connessioni esplicite con la sociologia, l’urbanistica, la statistica, il discorso politico, l’economia.

Di tutto questo ZONA K ha dato conto nelle ultime stagioni indicando di volta in volta i punti critici di una riflessione, etica prima ancora che estetica, intorno e dentro il contemporaneo. Da qui, la necessità di aprire una finestra teorica per tentare un approfondimento ulteriore che lasci spazio ai dubbi più che alle certezze.

Pensato per un pubblico molteplice, spettatori, operatori, studenti universitari, cittadini curiosi e irrequieti, REALITY? ha l’ambizione di far reagire come in un esperimento chimico i linguaggi della scena con gli alfabeti di altre discipline, mettendo a confronto artisti che hanno lavorato con ZONA K e teorici che hanno approfondito gli stessi temi, ma dal punto di vista delle loro competenze.

Gli incontri saranno pubblicati in contemporanea sulle pagine    e   di  ZONA K

  • Lunedì 23 novembre, ore 18.00
    PROLOGO: POLITIK DER BLICKE/LA POLITICA DEGLI SGUARDI
    incontro con JENS HILLJE (co-direttore artistico e chief dramturg al Maxim Gorki Theater di Berlino, Leone d’oro alla carriera Biennale Teatro 2019)

 

Poi, quattro parole chiave per quattro dialoghi

  • Martedì 24 novembre, ore 18.00
    PAESAGGIO: dialogo tra DOM- (IT) e VITTORIO LINGIARDI:
    perché alimenta nuove drammaturgie dello spazio che attraversano i luoghi mettendo in crisi la nozione stessa di sguardo. Perché il nostro rapporto con il paesaggio chiama in causa tutto il corpo ed è sempre questione di relazioni, con gli altri, con il mondo, con le regole, con il tempo, con i confini.

 

  • Mercoledì 25 novembre, ore 18.00
    CRISI dialogo tra AGRUPACIÓN SEÑOR SERRANO (ES) e SALVATORE NATOLI:
    perché “la crisi” in cui viviamo è diventata una condizione permanente e strutturale. Oggi, più che mai, viviamo in uno stato emergenziale che ci obbliga a riformulare nuovi scenari futuri. Siamo chiamati a ripensare radicalmente tutto ciò che davamo per certo e per acquisito. Tutto ciò può veramente considerarsi un’opportunità come lo storytelling mediatico ci suggerisce o siamo alle soglie di una sorta di “rivoluzione umana”?

 

  • Giovedì 26 novembre, ore 18.00
    POLITICA dialogo tra VALTERS SĪLIS (LV) e GIUSEPPE GENNA:
    perché tutti ne abbiamo decretato la morte, o quanto meno l’imbarbarimento e impoverimento, ma non possiamo farne a meno. Dunque andiamo a stanarla dove si manifesta nelle sue forme peggiori, le derive fasciste sovraniste populiste, ultima tentazione di un Occidente orfano di un pensiero alternativo alle ideologie novecentesche.

  • Venerdì 27 novembre, ore 18.00
    GIOCO/PARTECIPAZIONE  dialogo tra ROGER BERNAT (ES) e STEFANO BARTEZZAGHI:
    perché l’approccio ludico può essere la chiave, ma anche la trappola. Se la performance contemporanea ci ha abituato a fruire del fatto teatro come di un gioco, a cosa siamo disposti a rinunciare in termini di attenzione, concentrazione, fatica intellettuale? Il gioco, però, non è solo evasione deresponsabilizzante, può essere anche affare molto serio.

 

 

 

JENS HILLJE (Germania, 1968) – Dal 1989 al 1995 studia Arti applicate all’Università di Perugia, studi che prosegue a Hildesheim e a Berlino. Dal 1990 lavora nella scena del teatro indipendente tedesco come attore, autore e regista. Dal 1996 al 1999 lavora a Berlino come drammaturgo per Recherche Faust/Artaud, diretto da Thomas Ostermeier, con cui inizia un lungo sodalizio: insieme fondano Barrack al Deutsches Theater, uno spazio e una compagnia per mettere in scena i testi della drammaturgia contemporanea. Dal 1999 fino al 2009 è capo-drammaturgo e membro della direzione artistica della Schaubühne di Berlino con Thomas Ostermeier e la coreografa Sasha Waltz: con loro crea un ensemble permanente di danza e prosa di rilievo internazionale. In qualità di drammaturgo lavora con i maggiori esponenti del teatro europeo: oltre a Ostermeier, Yael Ronen, Falk Richter, Luk Perceval, Sebastian Nübling, Nurkan Erpulat. La pièce Crazy Blood, regia di Nurkan Erpulat, ha vinto il premio della critica tedesca come spettacolo dell’anno 2011. Sempre nel 2011 è stato Direttore artistico e curatore del Performing Art Festival – In Transit presso Haus der Kulturen der Welt (HKW) di Berlino. Dal 2013 al 2019 è co-direttore e capo-drammaturgo del Maxim Gorki Theater di Berlino, nominato Teatro dell’anno dalla rivista Theater Heute nel 2014 e nel 2016. La Preussiche Seehandlung Foundation l’ha premiato nel 2016 con il Theaterpreis Berlin insieme a Shermin Langhoff, direttrice artistica del Gorki Theater. Leone d’oro alla carriera nella Biennale Teatro 2019.

DOM- è un progetto di ricerca nato nel 2013 dalla collaborazione tra gli artisti Leonardo Delogu e Valerio Sirna. Nel corso degli anni altr* artist* hanno allargato e trasformato la conformazione del collettivo a second del progetto: Hélène Gautier, Mael Veisse, Arianna Lodeserto. La ricerca del collettivo ruota attorno al rapporto tra corpi e territori, investigando il nodo della permeabilità e osservando come potere, natura, cultura e marginalità interagiscono nello spazio pubblico. Sperimentando la tensione tra permanenza e attraversamento, tra stanzialità e nomadismo, DOM- si occupa della creazione di peculiari pratiche di abitazione, legate allo spazio e al tempo della produzione artistica.
Nel 2019 a DOM- viene assegnato il Premio Rete Critica come miglior progetto artistico e di compagnia. Nello stesso anno il collettivo entra a far parte di Oceano Indiano, il progetto di produzione e di residenza artistica del Teatro India – Teatro di Roma.

VITTORIO LINGIARDI psichiatra e psicoanalista, è Professore ordinario di Psicologia dinamica alla Sapienza Università di Roma. Tra i suoi libri ricordiamo Citizen Gay. Affetti e diritti (2016); Mindscapes. Psiche nel paesaggio (2017; premio Viareggio-Giuria); Diagnosi e destino (2018); Io, tu, noi. Vivere con se stessi, l’altro, gli altri (2019); Al cinema con lo psicoanalista (2020). Ha scritto due raccolte di poesie: La confusione è precisa in amore (2012) e Alterazioni del ritmo (2015). Collabora con l’inserto culturale Domenica del Sole-24 ore», «la Repubblica» e «il Venerdì», dove tiene la rubrica settimanale «Psycho» su cinema e psiche. Con Nancy McWilliams ha coordinato il progetto Psychodynamic Diagnostic Manual (PDM-2), vincitore dell’American Academy of Psychoanalysis Book Prize. Nel 2018 ha ricevuto il Premio Musatti della Società Psicoanalitica Italiana e nel 2019 il Research Award della Society for Psychoanalysis dell’American Psychological Association.

Fondata da Àlex Serrano a Barcellona nel 2006, AGRUPACIÓN SEÑOR SERRANO è una compagnia teatrale che produce i propri spettacoli basandosi su materiali tratti dalla realtà contemporanea. Vincitrice del Leone d’Argento alla Biennale di Venezia del 2015 e del Premio della città di Barcellona nel 2016, la compagnia utilizza mezzi tecnici tra i più innovativi accanto a strumenti tradizionali per ridisegnare costantemente i confini del proprio teatro. Si avvale di numerose collaborazioni artistiche e nelle sue produzioni coniuga diversi linguaggi espressivi per mettere in scena storie capaci di raccontare le contraddizioni dell’esperienza umana contemporanea. Birdie (2016), A House in Asia (2014), Kingdom (2018) e The Mountain (2019) sono tra i lavori più recenti della compagnia.

 SALVATORE NATOLI filosofo italiano (nato a Patti, Messina, 1942). Laureato presso l’università Cattolica di Milano, ha insegnato nelle università di Milano e di Venezia. Tra le opere: L’esperienza del dolore: le forme del patire nella cultura occidentale (1986); Vita buona vita felice: scritti di etica e politica (1990); La felicità: saggio di teoria degli affetti (1994); La felicità di questa vita (2000); Stare al mondo (2002); La verità in gioco. Scritti su Foucault (2005); Guida alla formazione del carattere (2006); Il crollo del mondo. Apocalisse ed escatologia (2009); L’edificazione di sé. Istruzioni sulla vita interiore (2010); Eros e Philia (2011); Sperare oggi (2012); Perseveranza (2014); Il rischio di fidarsi (2016); L’animo degli offesi e il contagio del male (2018); Il fine della politica (2019); L’uomo dei dolori (2020).

VALTERS SĪLIS attore e regista lettone, si è diplomato in regia alla Latvian Academy of Culture nel 2012 e lavora sia in piccoli teatri indipendenti (Dirty Deal Teatro, Theatre Ģertrūdes ielas teātris) sia al National Theatre di Riga, affermandosi come uno dei più promettenti registi della sua generazione.  Nei suoi lavori rivolge sempre particolare attenzione alla complessità dell’esperienza umana portando in primo piano gli individui più marginali e vulnerabili.

GIUSEPPE GENNA è nato a Milano nel 1969. Ha lavorato in televisione (nel 1991-92 a Odeon Tv; per la Rai nel 1995), presso la rivista mensile Poesia (Crocetti Editore), come attaché alla Presidenza della Camera nel 1994-95, per Mondadori nei settori New Media e Libri nel 1996-99, a Clarence.com nel 1999-2002, per RCS Libri nel 2006-07, nuovamente per Mondadori Libri nel 2007-10. Insieme al regista Gilberto Squizzato ha scritto una fiction, SUOR JO, andata in onda su Rai3 nel 2005. Nel 2006 è stato chiamato a fare parte delle Giurie della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia (sezione Orizzonti. Ha collaborato con Davide Manuli alla scrittura del film La leggenda di Kaspar Hauser. Dal 2011 al 2017 è stato consulente editoriale presso il Saggiatore. Presiede l’associazione Studi e pratiche della coscienza.
È autore di numerosi romanzi, tra cui Dies Irae, Io Hitler (Mondadori) e il recente Reality. Cosa è successo (Rizzoli).

ROGER BERNAT artista e regista catalano, dopo aver iniziato gli studi di architettura e di pittura, studia drammaturgia e regia all’Institut del Teatre di Barcellona dove si diploma nel 1996, aggiudicandosi il riconoscimento straordinario. Nei primi anni lavora come regista, drammaturgo e performer con la compagnia General Elèctrica che dirige insieme a Tomás Aragay. Nel 2008 fonda Roger Bernat/FFF e inizia a creare performance in cui il pubblico prende la scena e diventa protagonista. «Gli spettatori passano attraverso un dispositivo che li invita a obbedire o a cospirare, e in ogni caso a pagare con il proprio corpo e impegnarsi». La prima performance partecipativa è Domini Públic (2008), cui fanno seguito Pura Coincidencia (2009), La consagración de la Primavera (2010), Please continue (Hamlet) (2011), Pendiente de voto (2012), RE-presentation: Numax (2013), Desplazamiento del Palacio de la Moneda (2014), Numax-Fagor-plus (2014), We need to talk (2015), No se registran conversaciones de interés (2016-17) e The place of the Thing (2017).

STEFANO BARTEZZAGHI (Milano,1962) è un docente universitario, enigmista e giornalista. Si è laureato al DAMS di Bologna con Umberto Eco. Dal 1987 ha tenuto rubriche giornalistiche sui giochi, sui libri, sul linguaggio. Dal 2000 collabora con “la Repubblica, dove dall’aprile del 2019 pubblica un cruciverba al giorno. Insegna Semiotica della creatività all’università Iulm di Milano; dirige le collane “Campo aperto” e “Amletica leggera” della casa editrice Bompiani e dirige il festival dell’umorismo Il senso del ridicolo (Livorno). Ha pubblicato raccolte di giochi linguistici, enigmistici e letterari, e ha scritto la prima storia del cruciverba, L’orizzonte verticale (2007). Ha curato e commentato la nuova edizione degli Esercizi di stile di Raymond Queneau, nella classica traduzione di Umberto Eco (2001). Fra i suoi libri più recenti M. Una metronovela (Einaudi, 2015), La ludoteca di Babele. Dal dado ai social network: a che gioco stiamo giocando? (Utet, 2016), Parole in gioco (Bompiani, 2017), Banalità (Bompiani, 2019).

Roger Bernat (ES)

con la collaborazione di Mar Canet e Varvara Guljajeva 

e la partecipazione in diretta Facebook di:
Roberto Fratini 20 novembre ore 21.00 – 21.30
Renato Gabrielli 21 novembre ore 21.00 – 21.30
Magdalena Barile 22 novembre ore 21.00 – 21.30

Special guest ROGER BERNAT
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Dal 18 al 28 novembre, 24 ore su 24, il regista catalano Roger Bernat, che generalmente crea performance senza performer, ci offre la possibilità di scrivere un’opera teatrale oceanica direttamente sull’homepage di questo sito.

Luis Buñuel e Jean-Claude Carrière si sono chiusi in una stanza e, incarnando i loro personaggi, hanno scritto le sceneggiature dei loro futuri film. Sul sito web del teatro, invece di dialogare con Buñuel, Carrière o Shakespeare, l’utente di internet dialoga con ENA, un bot che imita la conversazione umana. Secondo la definizione di Wikipedia, un bot è una sequenza di computer che esegue compiti ripetitivi che per un essere umano sarebbero impossibili o molto pesanti. Per imparare a scrivere, a ENA sono stati mostrati 8 milioni di documenti.

I bot che rispondono al telefono quando chiamiamo le grandi compagnie, quelli che condizionano i social network quando si avvicinano le elezioni o i bot che affrontiamo nei giochi elettronici sono fratelli e sorelle di ENA. Ma ENA non vuole venderci nulla, non vuole informarci di nessuna notizia (fake o reale) e non vuole nemmeno confortarci. ENA è stata concepita con il solo scopo di far finta di essere un umano, quindi per fare teatro. ENA non capisce quello che dice o che le viene detto. Per ENA il linguaggio è solo una sequenza di segni a cui risponde con un’altra sequenza.
Qualsiasi dialogo con ENA avrà senso solo per la persona che partecipa alla conversazione e per il pubblico che sta leggendo la conversazione sul sito web del teatro in quel momento.   Avere un dialogo con ENA è come giocare a squash con un muro che ti restituisce la palla. Tenete a mente che, come essere umano, potreste rimanere sorpresi o arrabbiarvi, o stancarvi. ZONA K non può essere ritenuta responsabile dei messaggi inviati da ENA che possono essere imprevedibili.

ATTENZIONE:
ENA ha imparato a scrivere con GPT-2 (OpenAI) e dialoghi grazie a DialoGPT (Microsoft) del database Transformer (Google). Per questo motivo, pur capendo l’italiano, risponde solo in inglese. Nessuno è perfetto.

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Info: scrittura collettiva online • durata a piacere • in italiano e inglese tradotto simultaneamente

Partecipazione: gratuita, non stop 24 ore su 24 sul sito zonak.it

Se hai parlato con ENA e vuoi una copia del tuo dialogo, invia una mail a biglietti@zonak.it indicando chiaramente il nickname e giorno del tuo colloquio

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Un progetto di Roger Bernat  con la collaborazione di Mar Canet e Varvara Guljajeva web design e programmazione Mar Canet e Varvara Guldjajeva  grafica Marie-Klara González coordinamento Helena Febrés co-produzione FFF e Teatre Lliure  grazie a Fabiano Cocozza

 

 

BIO

Magdalena Barile vive e lavora a Milano. Autrice, drammaturga e sceneggiatrice, insegna Scrittura Teatrale alla Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi e alla Scuola Belleville e Sceneggiatura allo IED – Istituto Europeo di Design. I suoi testi teatrali, molti dei quali sono stati tradotti in diverse lingue ricordiamo i più recenti: Raffiche (2016); Il divorzio, adattamento del film Divorzio all’italiana di Pietro Germi (2016); Rosa Conchiglia. Anaïs Nin e i giorni del porno (2017); Cosa beveva Janis Joplin (2018); Api Regine. Commedia fantascientifica sull’eliminazione del maschio (2018). Collabora stabilmente come autrice e sceneggiatrice con la Radiotelevisone svizzera (RSI) e ha partecipato alla scrittura di diversi programmi di drama e comedy per la televisione italiana (Albero Azzurro, Camera Cafè, Bye Bye Cindarella).

Roberto Fratini Serafide (Milano, 1972), drammaturgo e teorico della danza, è docente presso il Conservatori Superior de Danza (Istituto del Teatro) de Barcelona, e ha tenuto corsi e conferenze presso altre università europee. Collabora con diverse compagnie internazionali di danza contemporanea e teatro (tra queste la Compagnia Caterina Sagna, La Veronal, Roger Bernat FFF, Taiat Dansa, Germana Civera, Aerites Dance Company, Alexandra Waierstall, Sol Picó, Philippe Saire) e ha impartito workshop di drammaturgia presso differenti master e istituzioni teatrali. Il suo libro A Contracuento. La danza y las derivas del narrar è stato pubblicato nel 2012. Ha ricevuto nel 2013 il Premio FAD Sebastià Gasch per l’insieme della sua traiettoria artistica e intellettuale.

Renato Gabrielli drammaturgo e sceneggiatore, insegna alla “Paolo Grassi” e alla Scuola di Cinema “Luchino Visconti” di Milano. È autore della guida Scrivere per il teatro (Carocci, 2015). Tra i suoi lavori teatrali più recenti: Combattenti (“Hystrio” XXIX-3, 2014), La donna che legge (Cue Press, 2015), Redenzione (2017), Spin (2018), Fammi un’altra domanda e Nessun miracolo a Milano (2020). Nel 2008 ha vinto il Premio Hystrio per la drammaturgia. Nel 2020, con Procedura, ha vinto il Premio InediTo Colline di Torino – Sezione Teatro.

 

 

 

 

 

Michele Losi / Pleiadi (IT)

R 500 – Safari nel labirinto urbano. #Studio II è una camminata urbana che conduce il pubblico all’esplorazione della natura, a volte nascosta ai nostri occhi, e della sua complessa relazione con l’architettura urbana e gli abitanti, in uno stretto raggio di 500 metri compreso tra ZONA K e la Biblioteca degli Alberi.

Questa seconda tappa del lavoro di ricerca, iniziato a ottobre 2019, nasce da due residenze artistiche del collettivo Pleiadi a ZONA K e dal format europeo “Radius” dell’artista olandese Sjoerd Wagenaar: un metodo di indagine artistica e scientifica di uno stretto raggio di territorio.
Il format Radius invita le persone a guardare il paesaggio circostante con uno sguardo nuovo, basato sulla conoscenza dell’ambiente. Gli artisti raccolgono storie dai residenti, consultano scienziati, architetti, biologi, ‘scavando’ e mappando il raggio di territorio, restituendo al pubblico l’esito dell’indagine attraverso una camminata urbana.
Anche quest’anno ci sarà il contributo del Collettivo di architetti Studio Pasta Madre.

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venerdì 23 e sabato 24 ottobre ore 17.00 – ore 17.45 – ore 18.30
domenica 25 ottobre ore 16.00 – ore 16.45 – ore 17.30

partenza ZONA K

Info: camminata urbana per 10 persone • in italiano

La camminata dura circa 100 min e sarà percorsa a piedi.
Il luogo di arrivo è vicino a quello di partenza.
Si raccomanda di munirsi di scarpe comode e impermeabile in caso di pioggia leggera; in caso di forte pioggia l’evento sarà annullato.

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Un progetto di Pleiadi, Campsirago Residenza, in collaborazione con ZONA K (IT), The International Accademy for Natural Arts (NL), BAM – Biblioteca degli Alberi Milano (IT), Artistic and scientific team Michele Losi, Sjoerd Wagenaar, Liliana Benini, Sofia Bolognini, Luca Maria Baldini, Emilio Padoa Schioppa, collettivo Studio Pasta Madre. Cittadini del quartiere che parteciperanno all’indagine.

 

**Azione performativa inserita in “IntercettAzioni”- Centro di Residenza Artistica della Lombardia: un progetto di Circuito CLAPS e ZONA K, Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire, con il contributo di Regione Lombardia, MiBACT e Fondazione Cariplo.**

Bozkurt, Campara, Oglialoro, Tabilio, Venturi con Rimini Protokoll

Un progetto di ZONA K e Casa degli Artisti

L’emergenza pandemica ha comportato una divisione delle componenti sociali in sistemicamente rilevanti e non rilevanti. Per molti è stata una polarizzazione anche psicologica: tra ciò che è essenziale e ciò che è superfluo. Le professioni artistiche non sono rientrate tra quelle socialmente necessarie.

Dobbiamo pensare a un mondo nel quale l’arte non avrà più un ruolo? Possiamo immaginare una realtà che annulli l’esistenza dell’arte e di chi vi lavora? Che relazione può intrattenere l’arte con ognuno di noi in questo stato di crisi? Sta per finire qualcosa che è diventato da tempo stantio? Una crisi così profonda può essere un’opportunità?

FASE NOVE // Assolo Urbano invita a porsi queste domande nel contesto della città. Nove luoghi importanti per l’arte a Milano – alcuni iconici, altri insoliti – diventano il palcoscenico di nove installazioni audio che, attraverso interviste a diversi esperti, si confrontano con la domanda provocatoria: Perché esiste l’arte?

 

 

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Info: camminata urbana per 1 persona • in italiano • lunedì riposo

acquisto biglietti unicamente su zonak.it
Ritiro biglietti il giorno stesso della camminata 15 minuti prima dell’inizio presso il punto di partenza c/o Casa degli Artisti, Corso Garibaldi, 89/A – via Tommaso da Cazzaniga -M2 Moscova-

 

INFORMAZIONI FONDAMENTALI PER PARTECIPARE:
Sarà chiesto un documento come cauzione per l’uso del navigatore.
Trattandosi di un percorso a tappe obbligate l’orario di partenza è improrogabile. La camminata dura circa 120 min e sarà percorsa a piedi. Il luogo di arrivo è vicino a quello di partenza. Si raccomanda di munirsi di scarpe comode e impermeabile in caso di pioggia leggera; in caso di forte pioggia l’evento sarà annullato.

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** Azione performativa inserita in “IntercettAzioni” – Centro di Residenza Artistica della Lombardia: un progetto di Circuito CLAPS e ZONA K, Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire, con il contributo di Regione Lombardia, MiBACT e Fondazione Cariplo.**

Artisti Ekin Bozkurt, Chiara Campara, Giulia Oglialoro, Riccardo Tabilio e Francesco Venturi Supervisione artistica Aljoscha Begrich e Jörg Karrenbauer (Rimini Protokoll) Project management Valentina Kastlunger (ZONA K) Coordinamento e mixing audio William Geroli Implementazione multimedia Stripes Digitus Lab In collaborazione con Eataly Smeraldo, Goethe-Institut Milano, Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, Libreria Feltrinelli di viale Pasubio, Giardini in Transito – Giardino Comunitario Lea Garofalo, Anteo Palazzo del Cinema, Caffè Letterario Cult, Piccolo Teatro di Milano  Main partner Casa degli Artisti BNP Paribas Si ringrazia  Armonium Galvan Foto Luca Del Pia Con la partecipazione di Marta Alessandri, Alice Bescapè, David Bidussa, Roberta Carpani, Mauro Ferraresi, Christian Gangitano, Antonio Ottomanelli, Laura Pugno, Palma Rivetti (Mina), Silvia Vizzardelli, Wu Ming 2


 

BIO

Ekin Bozkurt (sound designer), Chiara Campara (filmmaker), Giulia Oglialoro (autrice, giornalista), Riccardo Tabilio (autore e dramaturg) e Francesco Venturi (compositore) sono gli artisti che la seconda open call di Casa degli Artisti a tema “Work” ha selezionato nel marzo 2020 per il progetto artistico condiviso con il collettivo tedesco Rimini Protokoll.

Il lavoro, coordinato e seguito da Jörg Karrenbauer e Aljoscha Begrich di Rimini Protokoll nel ruolo di mentori, è stato completamente ripensato durante i mesi di lockdown. È restato centrale il tema del lavoro, ma ha deciso di concentrarsi in particolare sul lavoro nel mondo della cultura e dell’arte, tema reso ancora più urgente dalla crisi provocata dalla pandemia. Si è deciso di lavorare proprio sulla contingenza, considerandola un’opportunità, indagando la mutevole percezione degli spazi e degli operatori culturali.

Rimini Protokoll è un collettivo teatrale berlinese fondato nel 2000 da Stefan Kaegi, Helgard Haug e Daniel Wetzel e negli anni ha collaborato con diverse costellazioni di artisti. L’obiettivo è quello di espandere i mezzi del teatro al fine di creare nuove prospettive sulla realtà. Rimini Protokoll si avvale della collaborazione di esperti, le cui conoscenze e competenze vanno oltre il teatro, per produrre spettacoli, produzioni radiofoniche e interventi urbani che spesso traducono spazi urbani e strutture sociali in formati teatrali.

 

REALITY?

Nella presentazione della stagione Reality 2020 raccontavamo la nostra visione della realtà che non voleva tradursi in una disquisizione filosofica né in un appiattimento sulla spettacolarizzazione dei media contemporanei. Era un titolo che voleva chiudere un triennio dove ampio spazio era stato dato ad artisti che del Teatro della realtà hanno fatto la loro ricerca e arte. Un triennio partito da Power e proseguito con Economy nel quale sentivamo la necessità di analizzare e interpretare il presente, tenendo sempre lo sguardo sul cosiddetto dato di realtà come la barra di un timone che tiene la rotta nonostante le propagande politiche sfacciate e impenitenti che non temono né l’autocontraddizione né l’esplicita menzogna.

Di quella stagione – che avrebbe dovuto strutturarsi nei focus Global, Human e Virtual – abbiamo fatto appena in tempo a presentare l’evento speciale che dai focus esulava ma che per noi aveva il sapore simbolico di un primo spettacolo che ZONA K portava dentro Casa degli Artisti.

Poi tutto, come per tutti, si è interrotto. Le compagnie sono state prima avvertite, poi messe in stand by, infine gli spettacoli sono stati annullati. All’improvviso la nostra forza, il nostro tratto distintivo, la nostra identità e coerenza nelle scelte progettuali e le consolidate relazioni in ambito internazionale sono diventate il nostro boomerang. Come tenere in piedi una stagione che avrebbe previsto numerosi artisti europei? Come riaprire uno spazio dove le misure di distanziamento costringono ad avere non più di 20 spettatori? Come lanciare lo sguardo oltre l’ostacolo per immaginarsi e costruire una nuova realtà?

È bastata la parola “nuova” per risintonizzarci e per ripartire da dove eravamo state interrotte. Se è una nuova realtà che dobbiamo vivere, allora la nostra stagione può chiamarsi REALITY?. Il punto di domanda non chiude solo una frase interrogativa, ma sintetizza anche lo stupore, la perplessità e in fondo la speranza che questo non sia davvero un nuovo mondo da inventare, ma una fase, una parentesi da non archiviare e dalla quale ripartire.

Si riparte dunque dal desiderio di trovare un nuovo senso alla realtà, nuove prospettive, nuovi modi di fruire la cultura grazie a un confronto continuo con alcuni degli artisti che più ci hanno accompagnato in questi anni. Così la nuova stagione autunnale che si è delineata prosegue la strada avviata laddove possibile e lascia molto più spazio a quei tratti distintivi che hanno caratterizzato il nostro lavoro negli anni passati: progetti complessi, performance urbane, spettacoli per pochi spettatori alla volta, collaborazione con teatri più grandi per ospitare artisti che hanno bisogno del palcoscenico. La novità più importante è la volontà di dare spazio e tempo più lunghi agli spettacoli in stagione con, da parte nostra, uno sforzo produttivo importante: molti degli spettacoli che proponiamo sono delle vere e proprie produzioni e co-produzioni. Si tratta di una scelta che era già in fieri e che ha trovato nella pandemia una spinta: continuare a lavorare su una stagione annuale, ma con progetti ancora più nostri che riescano a sostenere una lunga tenuta e che non si esauriscano nello spazio di poche repliche.

 

Gli eventi:

15 – 24 settembre 2020
UNDER COVID
Gianmarco Maraviglia
a cura di Chiara Oggioni Tiepolo
[mostra fotografica]

14 ottobre – 14 novembre 2020
FASE NOVE || Assolo Urbano

Ekin Bozkurt, Chiara Campara, Giulia Oglialoro, Riccardo Tabilio, Francesco Venturi (IT)
con Rimini Protokoll (DE)
[camminata urbana]
una produzione ZONA K e Casa degli Artisti

23 – 25 ottobre  2020
R 500 – SAFARI NEL LABIRINTO URBANO. Studio #II 
Michele Losi / Pleiadi Art Prod. (IT)
[camminata urbana]

5 – 15 novembre 2020
PLAY ME (ORIGINS PROJECT)

una produzione ZONA K, creazione CODICEFIONDA (IT)
consulenza drammaturgica Agrupación Señor Serrano (ES)
[performance]

18 – 28 novembre 2020
ENA – Nomen Nescio
Roger Bernat (ES)
con la collaborazione di Mar Canet e Varvara Guljajeva
[scrittura collettiva online]

23 – 28 novembre 2020
REALITY?
4 dialoghi sul teatro e il contemporaneo 
a cura di Sara Chiappori e Renata Viola
[convegno]

– rimandato causa covid19 –
THE MOUNTAIN 
Agrupacion Señor Serrano (ES)
[spettacolo]
una co-produzione di ZONA K, in collaborazione con Tieffe Teatro Menotti Milano

 

foto: terraproject
edit & grafica: NEO studio

Collettivo MMM (IT)

Arriva a Milano Radio Olimpia, Bomba libera tutt!, un campo da gioco e una stazione radiofonica mobile ospitata da un camper California.

Sul campo da gioco, allestito nella nuova piazza di via Toce del quartiere Isola, si svolgeranno una serie di gare che porteranno il pubblico, diviso in squadre, a sfidarsi in un’inedita forma di olimpiade performativa contemporanea.
Tutti i giochi sono ispirati ad azioni performative di artisti noti e meno noti.

In diretta dal campo da gioco verranno introdotte le discipline, accompagnate e arbitrate le gare. Ogni azione sarà commentata in radiocronaca e verrano portati in trionfo vincitori e vinti.
Si tratteranno contenuti di approfondimento sulle performance degli artisti citati e sui temi a cui si farà riferimento nei giochi: lo spazio pubblico, il momento della festa, il gioco, il tempo non produttivo, in un susseguirsi di sfide, interviste ad “ospiti speciali” e ai partecipanti che rendono vive le frequenze in piazza di Radio Olimpia, Bomba Libera tutti!

 

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Gioco|Performance a squadre – durata 100 min. – in italiano
c/o Piazza Aperta di via Toce, Milano [Tram 2, 4]

In caso di pioggia l’evento sarà annullato.
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Ideato, realizzato e performato da Collettivo MMM: Martino Ferro, Maria Caterina Frani, Maria Pecchioli, Produzione Pergine Festival, in co-produzione con ZONA K  Il Giardino delle Esperidi Festival, In\Visible Cities / Contaminazioni digitali e con il supporto di Indisciplinarte e Periferico Festival, Progetto vincitore Bando Open_Creazione urbana contemporanea Ph. Giulia Lenzi

 

 

BIO
Il Collettivo MMM (Maria Pecchioli, Martino Ferro e Maria Caterina Frani) ha collaborato in passato all’attivazione di formati performativo-radiofonici (Forever, Maria di Sant’Elena, MMFight), ha co-diretto con l’associazione Fosca lo spazio Frau Frisör Fosca dedicato a linguaggi e contaminazioni artistiche proponendo un programma interdisiciplinare rivolto alla cittadinanza.
La relazione con il contesto, la capacità di coinvolgere e promuovere il singolo e il gruppo, la condivisione di pratiche e visioni sono alla base del percorso in comune. Maria Pecchioli è artista e producer di piattaforme cross-mediali, performer e film maker. Martino Ferro è scrittore e sceneggiatore di cinema e televisione. Maria Caterina Frani è attrice, performer, speaker e assistente alla regia.

Gianmarco Maraviglia

ZONA K è da sempre attenta al linguaggio della fotografia e di come essa rappresenti la realtà. Abbiamo così deciso di riaprire la nostra sede con una mostra fotografica d’autore che racconta con lucidità e pudore ciò che è accaduto e che ha stravolto la nostra quotidianità per capire meglio quel punto interrogativo sul nostro futuro prossimo.

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E’ come se qualcosa si fosse inceppato e poi rotto. Rotto il tempo, la realtà, le abitudini. Il senso di libertà, la leggerezza, una certa arroganza nel dare per scontata la vita, perfino. Quella vita.
Poi è arrivato il giorno in cui è cambiato tutto. Stroncata la spensieratezza, annullata una gestualità tipicamente italica, spazzato via lo scorrere “normale” delle consuetudini e delle giornate. Ci si è scoperti vulnerabili, l’universo tutto da conquistare si è rimpicciolito fino a entrare all’interno delle pareti domestiche. Polverizzate le certezze, spogliate le impalcature, ci si è stretti alle uniche sicurezze ancora solide.

Si è aspettato, come se fossimo rinchiusi in un bunker, che un’entità altra ci desse nuovamente il via libera. Si è affidata la nostra esistenza prima a un bollettino, poi alle tecnologie. La parola “controllo” ha assunto le tinte rassicuranti di un mantello di protezione.
E infine la riapertura. Evviva. Ecco dunque tutti riversarsi in strada, con la fretta e l’urgenza di riappropriarsi del tempo che fu, la necessità quasi fisica di convincersi che fosse tutto finito, passato, pronto a essere dimenticato.

Eppure. Abbiamo fatto finta che non fosse successo niente, volevamo che non fosse successo niente. Ma qualcosa continua a non funzionare. Ed è solo adesso, probabilmente, ora che le emozioni si depositano e sedimentano, che abbiamo il coraggio e la lucidità di comprendere quanto davvero quella frattura del normale si sia fissata dentro di noi in maniera irreversibile. Gianmarco Maraviglia ha voluto raccontare il “suo” covid, in una narrazione a metà fra il racconto intimo e l’indagine fotogiornalistica, pur evitando la dimensione più dettagliata della malattia. Ma anche lui si è ritrovato di fronte al dilemma del “disallineamento”. Come rappresentare e sintetizzare dunque visivamente il cambio di piano sequenza del reale che le nostre esistenze hanno subito? Nasce così il glitch, l’errore di sistema. Immagini di “matrixiana” suggestione che lasciano aperto un interrogativo sul nostro futuro prossimo.

Inaugurazione – 15 settembre 2020, ore 19.00
In esposizione – dal 15 al 24 settembre 2020

Martedì – Domenica 17.00 – 21.00 Lunedì 17.00 – 19.00

Ingresso gratuito contingentato a max 20 persone contemporaneamente

DER MOND – LA LUNA

Un progetto di ZONA K, in collaborazione con BAM Biblioteca degli Alberi di Milano, inserito nel programma Milano Summer School – Comune di Milano

Prima di tornare finalmente a scuola, sei pront_ a partire per un viaggio sulla LUNA?
Cosa vuoi portare con te? Cosa scoprirai lassù?

Tra passeggiate lunari, creature immaginarie, parole, suoni e immagini, i bambini lavoreranno con un’artista/videomaker e con un esperto di arti circensi e teatrali. Con loro inventeranno un incredibile viaggio sulla LUNA utilizzando corpo, voce e immaginazione, supportati da strumenti audio e video.
Tutte le attività proposte sono volte a stimolare bambine e bambini a utilizzare la lingua tedesca in modo giocoso e creativo.

Il campus si svolgerà lungo l’arco della giornata e le attività saranno condotte sia all’interno di ZONA K sia all’aperto, nella bellissima BAM Biblioteca degli Alberi di Milano,  in uno spazio riservato tutto per noi.

 

Si prevede la possibilità di organizzare un massimo di due gruppi di 7 bambini ciascuno, così come indicato dalle linee guida del Comune di Milano.

Questo il programma della giornata tipo:

ore 9.00

accoglienza Gruppo 1

ore 9.15

accoglienza Gruppo 2

ore 9.30 – 10.30

Gruppo 1: Audio – Gruppo 2: Movimento

ore 10.30

Merenda all’aperto

ore 11.00 – 12.30

Gruppo 1: Video – Gruppo 2: Teatro

ore 12.30 – 14.00

Pranzo al sacco all’aperto e giochi

ore 14.00 – 15.00

Gruppo 1: Movimento – Gruppo 2: Audio

ore 15.00 – 16.00

Gruppo 1: Teatro – Gruppo 2: Video

ore 16.00

Uscita Gruppo 1

ore 16.15

Uscita Gruppo 2

Il campus è organizzato in modo da rendere felice e piacevole l’esperienza a tutte le bambine e tutti i bambini e di rispondere alle normative nazionali in relazione all’attuale emergenza sanitaria (DPCM del 17/05/2020 e del 11/06/2020 e Ordinanze della Regione Lombardia n. 547 del 17/05/2020 e n. 566 del 12/06/2020)
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Costo: € 190,00
Sconto del 10% a partire dal/la secondo/a iscritto/a e per n. 1 BAM FRIENDS*.
I due sconti non sono cumulabili.
*Al primo incontro verrà chiesta visione della tessera relativa.

N.B. E’ richiesto il pranzo al sacco

Il campus è a numero chiuso, si attiva al raggiungimento nel numero minimo di iscritti richiesto.
Le iscrizioni si chiudono il giorno 21 agosto o al raggiungimento del numero massimo di iscritti previsto.

CLICCA QUI E COMPILA SUBITO  IL MODULO D’ISCRIZIONE
IMPORTANTE: IL MODULO VA COMPILATO PER OGNI ISCRITTO/A E CORREDATO DI PRESA IN CARICO DEL BONIFICO

Per informazioni più generali, contattaci all’indirizzo organizzazione@zonak.it

 

DER MOND – LA LUNA
MULTIDISZIPLINARISCHER FERIENCAMPUS IN DEUTSCHER SPRACHE
FÜR KINDER VON 6 BIS 11 JAHREN
Vom 31. August bis 4. September

Seid ihr bereit, mit uns zum Mond zu fliegen? Was möchtet ihr mitnehmen?
Und was meint ihr könnt ihr dort oben entdecken?

Zwischen Mondspaziergängen, imaginären Kreaturen, Worten, Klängen und Bildern werden die Kinder mit einer Künstlerin und Videokünstlerin und einem Experten für Zirkus- und Theaterkunst arbeiten und ihre Reise zum Mond mit Körper, Stimme und Vorstellungskraft erfinden, unterstützt durch Audio- und Videoequipment.

Die vorgeschlagenen Aktivitäten zielen darauf ab, Kinder zum spielerischen und kreativen Gebrauch der deutschen Sprache anzuregen.

Der Campus findet von 9.00 bis 16.00 Uhr statt.

Die Aktivitäten werden sowohl drinnen in den Räumlichkeiten von ZONE K, als auch draußen in einem in der BAM für uns reservierten Bereich durchgeführt.

Gemäß den Richtlinien der Stadt Mailand können maximal zwei Gruppen von je 7 Kindern teilnehmen.

Beiden Gruppen werden voneinander getrennt das folgende Programm machen:

9.00 Empfang

Gruppe 1 (Büros)

9.15 Empfang

Gruppe 2 (Haupteingang)

 9.30 – 10.30

Gruppe 1: Audio – Gruppe 2: Bewegung

 10.30

Imbiss im Freien

 11.00 – 12.30

Gruppe 1: Video – Gruppe 2: Theater

 12.30 – 14.00

Mittagessen und Spiele im Freien

14.00 – 15.00

Gruppe 1: Bewegung – Gruppe 2: Audio

15.00 – 16.00

Gruppe 1: Theater – Gruppe 2: Video

16.00 Ausgang

Gruppe 1: Büros

16.15 Ausgang

Gruppe 2: Haupteingang

 

Wir möchten Sie darauf hinweisen, dass jedes Kind sein eigenes Lunchpaket mitbringen muss.

DIE UNTERWASSERWELT – IL MONDO SOTTOMARINO

Un progetto di ZONA K, in collaborazione con BAM Biblioteca degli Alberi di Milano, inserito nel programma Milano Summer School – Comune di Milano

Cosa c’è nel mondo sottomarino?
Andiamo a scoprirlo!
Pesci colorati e piante stranissime, sirene e tesori abbandonati dai pirati… e tanto altro ancora!

Giochiamo col corpo e con la musica, costruiamo oggetti e immagini, creiamo insieme il nostro mondo acquatico!

Tutte le attività proposte sono volte a stimolare bambine e bambini a utilizzare la lingua tedesca in modo giocoso e creativo.

Le attività saranno condotte sia all’interno di ZONA K sia all’aperto, nella bellissima BAM Biblioteca degli Alberi di Milano,  in uno spazio riservato tutto per noi.

Il campus si svolgerà per mezza giornata con i seguenti orari:
I GRUPPO 8.30 – 12.00
II GRUPPO 14.00 – 17.30
Ogni gruppo sarà composto da un massimo di 5 bambini, così come indicato dalle linee guida del Comune di Milano.

Questo il programma della giornata tipo:

 

ore 8.30

Accoglienza Gruppo 1

ore 9.00 – 10.30

 Movimento Gruppo 1

ore 10.30 – 11.00

Merenda all’aperto Gruppo 1
ore 11.00 – 12.00

Arte Gruppo 1

ore 12.00

Uscita Gruppo 1

ore 14.00

Accoglienza Gruppo 2

ore 14.30 – 16.00

Movimento Gruppo 2
ore 16.00 – 16.30

Merenda all’aperto Gruppo 2

ore 16.30 – 17.30

Arte Gruppo 2

ore 17.30

Uscita Gruppo 2

Il campus è organizzato in modo da rendere felice e piacevole l’esperienza a tutte le bambine e tutti i bambini e di rispondere alle normative nazionali in relazione all’attuale emergenza sanitaria (DPCM del 17/05/2020 e del 11/06/2020 e Ordinanze della Regione Lombardia n. 547 del 17/05/2020 e n. 566 del 12/06/2020)
____________________________________

Costo: € 150,00
Sconto del 10% a partire dal/la secondo/a iscritto/a e per  n.1 BAM FRIENDS*.
I due sconti non sono cumulabili.
*Al primo incontro verrà chiesta visione della tessera relativa.

Il campus è a numero chiuso, si attiva al raggiungimento nel numero minimo di iscritti richiesto.
Le iscrizioni si chiudono il giorno 21 agosto o al raggiungimento del numero massimo di iscritti previsto.

CLICCA QUI E COMPILA SUBITO  IL MODULO D’ISCRIZIONE PER IL GRUPPO MATTINA

CLICCA QUI E COMPILA SUBITO  IL MODULO D’ISCRIZIONE PER IL GRUPPO POMERIGGIO

IMPORTANTE: IL MODULO VA COMPILATO PER OGNI ISCRITTO/A E CORREDATO DI PRESA IN CARICO DEL BONIFICO

Per informazioni più generali, contattaci all’indirizzo organizzazione@zonak.it

 

 

Die Unterwasserwelt – Il mondo sottomarino
Ein kreativer Campus mit Bewegung in deutscher Sprache für Kindergartenkinder
Vom 31. August bis zum 4. September 2020.

Was gibt es alles unter Wasser? Finden wir es gemeinsam heraus !
Bunte Fische, die seltsamsten Pflanzen, Meerjungfrauen, vergessene Piratenschätze….

Wir spielen mit “Leib und Seele”, mit viel Musik, konstruieren Objekte und Bilder und erschaffen unsere eigene Unterwasserwelt.

Unsere vorgeschlagenen Aktivitäten sind darauf abgestimmt, alle Kinder auf spielerische und kreative Weise anzuregen, die deutsche Sprache zu benutzen.

Der Campus wird halbtags angeboten und alle Aktivitäten werden sowohl in unseren Räumlichkeiten von ZONA K als auch in einem für uns reservierten Gelände im Freien ( auf dem BAM: Biblioteca degli Alberi di Milano) stattfinden.

Unsere Aktivitäten werden zu folgenden Uhrzeiten stattfinden:
Gruppe  1 : 8.30 – 12.00
Gruppe 2 : 14.00 – 17.30

Jede Gruppe besteht aus höchstens 5 Kindern, so wie es die Richtlinien der Stadt Mailand vorsehen.

CIAK & RAP!

Un progetto di ZONA K, in collaborazione con BAM Biblioteca degli Alberi di Milano, inserito nel programma Milano Summer School – Comune di Milano

Inventiamo una canzone rap e giriamo insieme il videoclip musicale: azione, parole, musica e divertimento! Ciak… si rappa!

Guidati da un rapper scriveremo e canteremo insieme una canzone a tempo di beat!
Con un videomaker, realizzeremo il videoclip musicale, partecipando alle riprese e al montaggio!

 

Il campus si svolgerà lungo l’arco della giornata e le attività saranno condotte sia all’interno di ZONA K sia all’aperto, nella bellissima BAM Biblioteca degli Alberi di Milano,  in uno spazio riservato tutto per noi.

Si prevede la possibilità di organizzare un massimo di due gruppi di 7 bambini ciascuno, così come indicato dalle linee guida del Comune di Milano.

Questo il programma della giornata tipo:

ore 9.00

accoglienza Gruppo 1

ore 9.15

accoglienza Gruppo 2
ore 9.30 – 10.30

Gruppo 1: RAP scriviamo la canzone
Gruppo 2: VIDEO inventiamo il videoclip

ore 10.30

Merenda all’aperto
ore 11.00 – 12.30

Gruppo 1: SING cantiamo la canzone
Gruppo 2: ACTING recitiamo nel videoclip

ore 12.30 – 14.00

Pranzo al sacco all’aperto e giochi

ore 14.00 – 15.00

Gruppo 1: VIDEO inventiamo il videoclip
Gruppo 2: RAP scriviamo la canzone
ore 15.00 – 16.00

Gruppo 1: ACTING recitiamo nel videoclip
Gruppo 2: SING cantiamo la canzone

ore 16.00

Uscita Gruppo 1

ore 16.15

Uscita Gruppo 2

Il campus è organizzato in modo da rendere felice e piacevole l’esperienza a tutte le bambine e tutti i bambini e di rispondere alle normative nazionali in relazione all’attuale emergenza sanitaria (DPCM del 17/05/2020 e del 11/06/2020 e Ordinanze della Regione Lombardia n. 547 del 17/05/2020 e n. 566 del 12/06/2020)
____________________________________

Costo: € 180,00
Sconto del 10% a partire dal/la secondo/a iscritto/a e per n. 1 BAM FRIENDS*.
I due sconti non sono cumulabili.
*Al primo incontro verrà chiesta visione della tessera relativa.

N.B. E’ richiesto il pranzo al sacco

Il campus è a numero chiuso, si attiva al raggiungimento nel numero minimo di iscritti richiesto.
Le iscrizioni si chiudono il giorno 28 agosto o al raggiungimento del numero massimo di iscritti previsto.

CLICCA QUI E COMPILA SUBITO  IL MODULO D’ISCRIZIONE
IMPORTANTE: IL MODULO VA COMPILATO PER OGNI ISCRITTO/A E CORREDATO DI PRESA IN CARICO DEL BONIFICO

Per informazioni più generali, contattaci all’indirizzo organizzazione@zonak.it

Indagine sul pubblico

FRA TANTI TIMORI, BUONE NUOVE DAL PUBBLICO

Il teatro è stato una delle vittime principali dell’avvento della pandemia. Senza sminuire i danni gravissimi subiti dalle maestranze artistiche e da tutta la filiera produttiva dello spettacolo dal vivo, è lecito prendere atto di una nota positiva che, in mezzo a tanto sconforto, regala un certo sollievo: il pubblico ha sentito l’assenza del teatro, e non vede l’ora di tornare a frequentarlo.

Questo è uno dei dati che emerge chiaramente dal questionario ideato e diffuso da ZONA K e Stratagemmi, con il supporto di Codici Ricerche, a cavallo tra maggio e giugno 2020: un periodo cruciale, immediatamente successivo al lockdown.
Il questionario mirava a rilevare quali fossero i sentimenti e le aspettative delle persone rispetto alla riapertura dei teatri, che andava giocoforza immaginata con modalità differenti rispetto al periodo pre-Covid; facendo di necessità virtù, gli ideatori dell’indagine hanno sfruttato quest’occasione di dialogo col pubblico per sondare questioni che solo in parte hanno a che fare con la situazione emergenziale degli ultimi mesi. Ad esempio: quanto siano effettivamente apprezzate proposte artistiche fruibili in modalità telematica; quale sia il rapporto del pubblico con linguaggi e forme sperimentali; quanto il contesto spaziale in cui avviene la rappresentazione influisca sul gradimento spettatoriale.

L’indagine ha prodotto risultati preziosi, e a tratti imprevedibili: basti pensare al diffuso entusiasmo per gli spettacoli all’aperto, che certo non trova adeguata risposta nelle programmazioni stagionali dei nostri teatri. O all’evidente disaffezione nei confronti della fruizione artistica da remoto, in via telematica: esperienza di cui gli spettatori sono decisamente sazi.

Si registra anche – e questo fa davvero ben sperare – una certa fiducia nei confronti dei teatri per quanto riguarda il loro adeguamento alle prescrizioni igienico-sanitarie al fine di prevenire il rischio di una recrudescenza epidemica: gli intervistati dichiarano più impazienza che paura, lasciando intendere che per loro il teatro, oltre ad essere un luogo di incontro imprescindibile, è anche un posto sicuro, affidabile.

Insomma: i dati che emergono non sono per nulla scontati, e possono aiutarci a capire da dove ripartire, e verso quali direzioni.

Senz’altro, come dimostrano i numerosi incoraggiamenti che gli intervistati hanno voluto allegare al questionario, il pubblico c’è, e fa il tifo per il teatro.

Consulta i risultati del questionario

 

 

Foto di Cristina Lorenzi per ZONA K, BODIES IN URBAN SPACES 2017 di Cie. Willi Dorner

PLAY DEUTSCH CAMPUS

Play Deutsch Campus si svolge dal lunedì al venerdì ed è organizzato per diverse fasce d’età:
4 – 5 anni dalle ore 9.30 alle ore 11.00
6 – 10 anni dalle ore 10.30 alle ore 13.00
11 – 14 anni dalle ore 14.30 alle ore 17.00

In città c’è un grande mistero da risolvere: abbiamo bisogno di detective, abbiamo bisogno di voi!
Indizi, prove da superare, ogni giorno scopriremo un elemento in più per arrivare alla soluzione del giallo dell’estate!

Un campus tutto in lingua tedesca per giocare con le parole, la musica e il video.

Riceverete un messaggio con i primi intricati indizi e con tutti gli strumenti necessari all’indagine. Incontrerete personaggi reali che vivono in stanze virtuali, che metteranno alla prova le vostre abilità di detective:  vi chiederanno di cantare una canzone rap, inventare una coreografia, girare un video o scattare delle foto…  Solo allora vi sveleranno importanti indizi sul caso!

Allora, siete pronti a svelare il giallo dell’estate?
Ogni settimana vi aspetta un’avventura diversa!

 

Play Campus è un’esperienza virtuale che prevede incontri online sulla piattaforma Zoom di 2h30 al giorno con insegnanti di madrelingua tedesca che guideranno bambin_ e ragazz_ attraverso giochi con musica, movimento, teatro. Il campus sarà condotto da un insegnante di teatro e video, affiancato da un rapper e da una danzatrice.

A bambin_ e ragazz_ potrà essere richiesto di scattare delle foto o raccogliere indizi anche all’esterno, mentre sono al parco o in città, per proseguire l’avventura.

Verranno realizzate dagli insegnanti delle video riprese con smartphone o tablet al fine di consegnare un video racconto dell’ esperienza da detective a tutti i partecipanti al campus.

 

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Costo: € 120,00 una settimana
Sconto del 15% a partire dal/la secondo/a iscritto/a e dalla seconda settimana di campus.
I due sconti non sono cumulabili.

 

COMPILA DA QUI IL MODULO D’ISCRIZIONE
IMPORTANTE! IL MODULO VA COMPILATO PER OGNI ISCRITTO/A

Per rendere effettiva l’iscrizione la ricevuta di pagamento dovrà pervenire all’indirizzo organizzazione@zonak.it entro e non oltre 5gg dall’invio del modulo d’iscrizione.

Le iscrizioni verranno registrate in base all’ordine di arrivo delle ricevute di pagamento.
Il campus è a numero chiuso e si attiva con almeno 5 iscritti.

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PLAY CAMPUS in Deutscher Sprache

Play Campus ist für verschiedene Altersgruppen konzipiert:

4 – 5 Jahre alt von Montag bis Freitag von 9.30 Uhr bis 11 Uhr

6 – 10 Jahre von Montag bis Freitag von 10.30 bis 13.00 Uhr

11 – 14 Jahre von Montag bis Freitag von 14.30 bis 17

 

In der Stadt gibt es ein großes Rätsel zu lösen: Und wir brauchen Euch als  Detektive!  Es gilt Hinweise zu finden und Aufgaben zu lösen. Jeden Tag werden wir einen weiteren Teil zur Lösung des Falls entdecken.

Ein deutschsprachiger Sommercampus in dem wir mit Worten, Musik und Video spielen werden. Zu Beginn erhaltet Ihr eine Nachricht mit den ersten Hinweisen und allen notwendigen Werkzeugen um den Fall zu lösen.

Ihr werdet Personen treffen, die in virtuellen Räumen leben und die Euch – bevor sie ein Geheimnis preisgeben – auffordern einen Rap-Song zu singen, eine Choreographie zu erfinden, ein Video zu drehen oder Fotos zu machen.  Seid Ihr bereit den Fall zu lösen?

Play Campus ist eine virtuelle Erfahrung. Sie umfasst 5 Online-Meetings pro Woche, von jeweils 2h30 pro Tag mit muttersprachlichen Lehrern. Die Kinder werden durch verschiedene Kunstdisziplinen geführt –

machen Spiele mit Musik, Bewegung, Theater und Liedern und erstellen Videos auf ihrem Smartphone oder  dem Tablet. Am Ende des Abenteuers erhalten die Kinder ein Video über ihre Erfahrungen als Detektive.

Die Kinder können aufgefordert werden, draußen im Park oder in der Stadt Fotos zu machen oder Hinweise zu sammeln, während sie sich im Park oder in der Stadt aufhalten, um das Abenteuer fortzusetzen.  Der Campus wird von einem Schauspiel- und Video-Lehrer geleitet, der von einem Rapper und einer Tänzerin begleitet wird.

Jede Woche ein anderes Abenteuer!

 

 

PLAY CAMPUS

In città c’è un grande mistero da risolvere: abbiamo bisogno di detective, abbiamo bisogno di voi!
Indizi, prove da superare, ogni giorno scopriremo un elemento in più per arrivare alla soluzione del giallo dell’estate!

Riceverete un messaggio con i primi intricati indizi e con tutti gli strumenti necessari all’indagine. Incontrerete personaggi reali che vivono in stanze virtuali, che metteranno alla prova le vostre abilità di detective:  vi chiederanno di cantare una canzone rap, inventare una coreografia, girare un video o scattare delle foto…  Solo allora vi sveleranno importanti indizi sul caso!

Allora, siete pronti a svelare il giallo dell’estate?

 

Play Campus è un’esperienza virtuale che prevede incontri online sulla piattaforma Zoom di 2h30 al giorno con insegnanti di diverse discipline artistiche che guideranno i bambini e le bambine attraverso giochi con musica, movimento e teatro. Il campus sarà condotto da un insegnante di teatro e video, affiancato da un rapper e una danzatrice.

Ai bambini potrà essere richiesto di scattare delle foto o raccogliere indizi anche all’esterno, mentre sono al parco o in città, per proseguire l’avventura.

Verranno realizzate dagli insegnanti delle video riprese con smartphone o tablet al fine di consegnare un video racconto dell’ esperienza da detective a tutti i partecipanti al campus.

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Costo: € 100,00
Sconto del 15% dal/la secondogenito/a
Le iscrizioni si chiudono il giorno 26 giugno 2020

Per rendere effettiva l’iscrizione la ricevuta di pagamento dovrà pervenire all’indirizzo organizzazione@zonak.it entro e non oltre 5gg dall’invio del modulo d’iscrizione.

Le iscrizioni verranno registrate in base all’ordine di arrivo delle ricevute di pagamento.
Il campus è a numero chiuso e si attiva con almeno 6 iscritti.

(UN)COMMON SPACES

Il nuovo progetto di cooperazione (UN)COMMON SPACES 2020-2024, che riunisce 19 partner e 13 associati dall’Europa e dall’estero è stato selezionato dalla Commissione Europea nell’ambito del programma Creative Europe e prenderà il via a novembre 2020.

In un momento in cui le nostre società stanno subendo notevoli cambiamenti, l’arte deve essere in prima linea per offrire nuove prospettive. Questi 4 anni consentiranno ai partner IN SITU di accompagnare molti creatori e creazioni in questi tempi difficili.
Tutti abbiamo più che mai bisogno di recuperare lo spazio pubblico, condividere a livello europeo e mettere artisti, organizzatori e società civile insieme, affinché pensino collettivamente al nostro presente e al nostro futuro.

I partner riuniranno attorno a loro una cerchia di artisti e di persone associate provenienti dal società civile. Questo nuovo formato collaborativo riflette la convinzione che la condivisione di capacità, visione artistica e pluralità di prospettive sia oggi il modo rilevante per garantire che le opere d’arte possano entrare in risonanza con un pubblico ampio e diversificato.

Il programma ruoterà attorno a una serie di attività: un programma di mobilità transnazionale guidato dalla partecipazione del pubblico, un supporto su misura per gli artisti a lungo termine, tra cui laboratori artistici, tutoraggi e coproduzioni, una serie di strumenti di formazione per arte nello spazio pubblico e in particolare per lo sviluppo del pubblico, e un ciclo di scambi tra artisti, organizzatori e la società civile, per rigenerare e affrontare le sfide del nostro spazio pubblico europeo oggi.

 “Artists perceive public spaces as UNCOMMON SPACES, their vision is essential for the inhabitants to share real COMMON SPACES.”

Il progetto curato da artiste associate ad In-Situ, ospitate nella stagione multidisciplinare 2021 RAZIONE K sono: Anna Rispoli / Martina Angelotti (IT) con A CERTAIN VALUE

 


IN SITU partners:
Artopolis Association (HU), Atelier 231 (FR), Čtyři Dny / Four Days (CZ), FiraTàrrega (ES), Freedom Festival (UK), Flynn Center for the Performing Arts (USA), La Strada (AT), Lieux publics (FR), Metropolis (DK), Norfolk & Norwich Festival (UK), Oerol Festival (NL), Østfold Internasjonale Teater (NO), Oda Teatri (XK), Provinciaal Domein Dommelhof (BE), Scène Nationale De L’Essonne Agora-Desnos (FR) and an association of 4 Italian partners: ZONA K / Indisciplinarte / Pergine Festival / Teatro Stabile Di Sardegna (Italy)

IN SITU associate partners:
Cifas (BE), FAI-AR (FR), Anti Festival (FI), Biela Noc (SK), Bússola (PT), Bildstörung – Festival for performing arts in public spaces (DE), Tombées de la Nuit (FR), Hoooh – Tainan Street Arts (TW), Linhai Art Festival & Start Festival (CN), Seoul Street Arts Festival (KR), Sura Medura (LK), The SPOT Festival (LT).


IN SITU, la rete europea per la creazione artistica nello spazio pubblico, è guidata da Lieux publics – centro europeo e nazionale per la creazione artistica nello spazio pubblico – con sede a Marsiglia (FR). Dal 2003 ha supportato oltre 270 artisti. Riunisce 19 partner e 16 partner associati provenienti da 19 paesi. Maggiori informazioni: www.in-situ.info

ZOOm safari (humanwatching di persone in cattività)

Durante la lavorazione di PLAY ME (ORIGINS PROJECT) la compagnia torinese Codicefionda, nel ruolo di co-creatori di una installazione multimediale VR, ha incontrato una quarantina di adolescenti.

Nei mesi di aprile e maggio si sarebbe dovuta presentare ufficialmente l’esperienza immersiva rispettivamente al Polo del 900 di Torino e negli spazi di ZONA K.

Ma durante il “lockdown” la compagnia Codicefionda non si è fermata: ha contattato tutti i ragazzi che hanno fatto parte di questa esperienza artistica invitandoli a partecipare a ZOOM SAFARI, un format online di esplorazione domestica della durata di circa quaranta minuti. Ciascuno dei coinvolti da casa è stato guidato alla scoperta del proprio habitat incontrando gli altrui ecosistemi dalle proprie gabbie domestiche. Questa esplorazione è diventata ora un racconto video in live streaming fruibile dagli spettatori sulla piattaforma Twitch.

Tutte le persone interessate potranno conoscere e interagire con gli Streamer e scoprire i protagonisti del progetto.
Prenota la tua presenza su info@zonak.it e riceverai tutte le regole di partecipazione.

 

ZOOm safari è #tappadiattesa per
PLAY ME (ORIGINS PROJECT) una produzione di ZONA K a cura di Codicefionda, con la consulenza drammaturgica di Agrupación Señor Serrano, con il sostegno della Compagnia di San Paolo nell’ambito di ORA! Produzioni di cultura contemporanea e IntercettAzioni – Centro di Residenza Artistica della Lombardia e Comune di Milano.

Grazie alla collaborazione con teatri e scuole come il CSS Teatro Stabile d’Innovazione del FVG di Udine, l’Istituto Steiner di Torino, Fuori Luogo Festival di La Spezia e gli stessi ragazzi vicini a ZONA K.