Un percorso di due anni di ricerca, mentoring e produzione per artist e collettivi under 30. Nato dall’alleanza tra BASE e ZONA K, due centri culturali che uniscono il proprio know-how multidisciplinare e la propria rete professionale, per offrirti un tempo, uno spazio e risorse per sperimentare e metterti in gioco. Perché riconoscere il lavoro artistico come occupazione reale è il primo passo per immaginare futuri migliori.
Not a real job è una piattaforma di professionalizzazione che ti offre la possibilità di approfondire la pratica artistica, fare ricerca ed emergere come professionista. L’obiettivo è rendere il lavoro artistico visibile, riconosciuto e generativo come motore per riappropriarsi della capacità di reimmaginare comunità, città e mondi.
Perché lo chiamiamo Not a Real Job? Sì, lo sappiamo: suona strano. Lo facciamo perché vogliamo ribaltare questa frase: il lavoro artistico è più reale che mai. È lavoro, è necessario e può essere una leva per immaginare futuri ancora desiderabili.
In sintesi, il percorso:
2026: Controtempo – anno dedicato alla Ricerca, Formazione e Mentoring
2027: Spaziotempo – anno focalizzato sulla Produzione artistica
A CHI CI RIVOLGIAMO
Cerchiamo fino a 6 artist e/o collettivi under 30, con particolare attenzione alla fascia 18-24 anni, che sono attivi nella città metropolitana di Milano (città, hinterland, provincia).
Ma andiamo oltre l’anagrafica. A BASE e ZONA K l’accessibilità non è una norma da rispettare, ma una postura politica, lavoriamo per un accesso radicale alla cultura e vogliamo abbattere le barriere visibili e invisibili che tengono lontane le persone dai luoghi di produzione.
Il percorso di Not a real job è per te se:
I tuoi linguaggi rimangono invisibili, se sei un* giovane artista attiv nell’area metropolitana di Milano e i tuoi linguaggi sfuggono ai tradizionali canali di visibilità riconosciuti;
Sei ibrid*, ti muovi tra danza, teatro, design, musica, architettura, media, videomaking, installazione e oltre;
Hai una visione pubblica, La tua ricerca vede la città e gli spazi urbani come un campo fertile. Vuoi confrontarti con lo spazio pubblico, ma ti mancano gli strumenti o il supporto per realizzare le tue idee;
Cerchi un ecosistema, senti il bisogno di un ambiente di fiducia e supporto per smettere di “chiedere permesso” e iniziare a “prenderti spazio”;
Pensi che “non sia roba per te”, Se hai una disabilità (fisica, sensoriale o cognitiva) o senti di non avere il background “giusto”, sappi che questo spazio è anche per te. Ci impegniamo ad abbattere le barriere d’accesso e a supportare ogni tipo di talento.
La call è stata prorogata fino all’8 febbraio: hai tempo fino ad allora per compilare QUESTO FORM e unirti a noi!
COSA FAREMO INSIEME
Fase 1 – CONTROTEMPO Ricerca e mentoringMarzo – dicembre 2026
CONTROTEMPO è il primo anno di Not a Real Job: un percorso condiviso da BASE Milano e ZONA K che intreccia pratiche artistiche, spazio pubblico e professionalizzazione. Un tempo intenzionalmente dilatato di ricerca, formazione e mentoring, in cui i due centri mettono in comune spazi, competenze e comunità, alternando immersioni, camp, laboratori e momenti di restituzione.
Per questa fase è previsto un rimborso spese di € 500,00 a supporto della ricerca e un pocket money fino a € 250,00 per spese di viaggio e vitto, per ciascun artist/collettivo.
Durante l’intero periodo marzo–dicembre, ogni artist/collettivo potrà inoltre usufruire per una settimana di uno spazio di lavoro protetto tra BASE e ZONA K, dedicato alla creazione autonoma e alla sperimentazione.
PROGRAMMA:
MARZO – CONTATTO ‣ Dove: BASE Ci conosciamo? La prima fase è dedicata all’incontro e alla costruzione del gruppo di lavoro. I partecipanti condividono pratiche, desideri e domande, avviando un primo orientamento delle rispettive ricerche e una riflessione comune sulle modalità di lavoro all’interno di Not a Real Job.
APRILE – INGRESSO ‣ Dove: BASE Il percorso prosegue con una settimana di immersione all’interno di We Will Design, il programma di BASE dedicato alle intersezioni tra design, architettura e pratiche performative. Un contesto di osservazione e attraversamento, utile a mettere in relazione la propria pratica con altri processi di ricerca e produzione. Una settimana di full immersion per scaldarci!
MAGGIO – APERTURE ‣ Dove: BASE Tre giorni intensivi di confronto con un gruppo di giovani artisti internazionali, studiosi e operatori culturali nazionali e internazionali con un focus sulla creazione nello spazio pubblico. Le ricerche dei partecipanti vengono condivise e discusse attraverso sessioni di feedback e scambio, favorendo l’emersione di nuove domande e possibili direzioni di sviluppo.
MAGGIO/GIUGNO – IMPATTO ‣ Dove: ZONA K Tre giorni di formazione e laboratorio dedicati ai temi della partecipazione, dell’azione e dell’impatto nell’ambito delle arti. Le giornate prevedono un approfondito percorso di formazione con esperti e interventi puntuali di professionisti che collaborano con ZONA K.
LUGLIO – STRUMENTI ‣ Dove: BASE Una fase orientata alla dimensione professionale del lavoro artistico. I contenuti affrontano la costruzione del portfolio, la presentazione dei progetti, l’accesso alle risorse e lo sviluppo di reti, con l’obiettivo di rendere la ricerca più solida e sostenibile.
AGOSTO/SETTEMBRE – IMMERSIONE ‣ Dove: BASE Un periodo di lavoro intensivo dedicato alla creazione artistica. Il camp alterna momenti di confronto collettivo e lavoro autonomo, con il tutoraggio di una comunità multidisciplinare di artisti e creativi, e si conclude con una prima restituzione dei processi avviati.
OTTOBRE/NOVEMBRE – INCROCI ‣ Dove: ZONA K Una fase costruita a partire dai bisogni specifici dei partecipanti. Ogni artista o collettivo individua un’esperta o un esperto di riferimento e cura un incontro di approfondimento condiviso con il gruppo, favorendo la circolazione di saperi e pratiche.
DICEMBRE – RESTITUZIONI La prima fase si conclude con open studio e momenti di restituzione pubblica. Le ricerche sviluppate vengono presentate e discusse in un contesto di confronto critico che porterà alla selezione fino a 3 artisti o collettivi per l’accesso alla Fase 2 – Spaziotempo.
Fase 2: SPAZIOTEMPO – Produzione e accopagnamentoGennaio – dicembre 2027
SPAZIOTEMPO è il secondo anno di Not a Real Job ed è interamente dedicato alla produzione artistica. Al termine di CONTROTEMPO, verranno selezionati fino a 3 artisti o collettivi che accederanno a questa fase, pensata per consolidare la pratica, sviluppare un progetto e accompagnarlo verso una prima messa in relazione con il pubblico.
SPAZIOTEMPO è un tempo di messa a terra: le ricerche avviate nel primo anno trovano qui spazio, risorse e accompagnamento per trasformarsi in progetti strutturati, sostenuti da un dialogo costante con BASE e ZONA K.
PRODUZIONE Il cuore della fase è lo sviluppo di un progetto artistico attraverso un accompagnamento curatoriale e tecnico su misura. Ogni artist o collettivo selezionato riceve un contributo economico di produzione di 1.500 € e può usufruire di 2–3 settimane di lavoro negli spazi di BASE e ZONA K, che diventano piattaforme di sviluppo, sperimentazione e produzione. Il lavoro procede in modo flessibile, adattandosi alle esigenze specifiche di ciascun progetto e mantenendo un dialogo continuo con i team dei due centri.
VISIBILITÀ I progetti sviluppati durante SPAZIOTEMPO non restano confinati allo studio. I/le partecipanti avranno l’opportunità di presentare il proprio lavoro all’interno dei contesti pubblici e delle programmazioni di BASE e ZONA K, entrando in relazione con pubblici, curatori e operatori culturali. La visibilità è intesa come momento di confronto e verifica, non come semplice esposizione finale.
RETE SPAZIOTEMPO lavora anche sulla dimensione relazionale del lavoro artistico. Gli artisti e i collettivi vengono messi in contatto con una rete di curatori, istituzioni e operatori culturali, a livello nazionale e internazionale. L’obiettivo non è promettere percorsi prestabiliti, ma favorire connessioni reali e durature, utili allo sviluppo futuro della pratica.
IL NOSTRO IMPEGNO
Equità, non solo uguaglianza: sappiamo che non tutte le persone partono dallo stesso blocco di partenza. Ci impegniamo a fornire il supporto necessario per garantire a tutt la stessa possibilità di arrivare al traguardo.
Accessibilità a 360°: che la barriera sia architettonica, economica, linguistica o psicologica, il nostro lavoro è smantellarla insieme a te.
Safe space: ci impegniamo a garantire un ambiente libero da discriminazioni, razzismo, abilismo e sessismo dove il confronto è sicuro e la sperimentazione è libera.
VUOI SAPERNE DI PIÙ? Hai dubbi o vuoi solo vedere le nostre facce prima di candidarti? Facciamo due chiacchiere live per spiegarti tutto quello che c’è da sapere (e anche qualcosa in più). Ci vediamo online TBD.
A vocazione interdisciplinare e internazionale, ha come missione la promozione della ricerca, della formazione e della produzione artistica; lo sviluppo di una dimensione personale e corale del lavoro; la produzione di progetti culturali rivolti ad un pubblico il più ampio possibile.
1250 mq su tre piani, 11 atelier destinati al lavoro degli artisti, uno spazio espositivo al pianterreno aperto al pubblico, un bistrot, uno spazio esterno affacciato sul verde, Casa degli Artisti lavora come luogo di connessioni per favorire lo scambio tra i diversi attori dell’arte, della società e dell’impresa e per stimolare un dialogo sulla sfera pubblica e sullo spazio urbano.
Il gruppo di lavoro è composto da artisti, organizzatori culturali, formatori, architetti, galleristi, cittadini, con conoscenze puntuali del panorama culturale cittadino, italiano e internazionale. Undici professionisti, appartenenti a cinque associazioni, che si sono incontrati sulla base di una visione comune e con la volontà di intrecciare risorse, competenze e connessioni.
In seguito all’aggiudicazione del bando di gestione dell’immobile, indetto dal Municipio 1 del Comune di Milano, è stata costituita un’Associazione Temporanea di Scopo (ATS) – comprendente le cinque realtà no profit che hanno partecipato al bando: ZONA K, capofila, That’s Contemporary, Atelier Spazio XPO’, NIC Nuove Imprese Culturali e Centro Itard Lombardia, con Future Fond, come partner esterno.
Valentina Picariello / Valentina Kastlunger / Giulia Restifo / Christian Gancitano / Matteo Bianchi / Mattia Bosco / Mariavera Chiari / Francesco Piccolomini / Lorenzo Vatalaro / Susanna Ravelli / Lorenzo Castellini
STORIA Casa degli Artisti nasce nel 1909 su iniziativa dei Fratelli Bogani, due mecenati innamorati dell’arte, per ospitare laboratori e atelier. Fin dai primi anni vede un’intensa frequentazione di artisti di varie discipline. Alla fine degli anni ’30 la Casa viene espropriata dal Comune di Milano con l’intento di demolirla, nell’ambito di un ampio progetto di rinnovamento urbanistico della zona, poi abbandonato con lo scoppio della guerra.
Nel dopoguerra l’attività riprende e vive un nuovo slancio soprattutto alla fine degli anni Settanta, quando la Casa viene gestita da artisti di fama internazionale come Luciano Fabro, Hidetoshi Nagasawa e la critica e storica dell’arte Jole De Sanna.Tra le azioni di quel periodo si annoverano mostre collettive dedicate a giovani artisti emergenti, relazioni con altri spazi no profit della città e il restauro de “I bagni misteriosi” di Giorgio De Chirico del 1994.
Nel 1988 una parte del piano terra viene occupata da Csoa Garibaldi, mentre negli altri spazi della Casa continuano ad operare gruppi di artisti, artigiani e liutai. Nel 2007 la casa viene sgomberata e quindi messa in sicurezza a causa delle condizioni di precarietà strutturale in cui versava.
Nel 2015 inizia il percorso di riqualificazione dell’edificio grazie al Municipio 1. La ristrutturazione è effettuata da La Ducale SpA del Gruppo Tecnocasa, a scomputo degli oneri di urbanizzazione relativi alla costruzione del condominio privato di Corso Garibaldi 95. Su indicazioni della Soprintendenza, il recupero della Casa ha visto un intervento più consistente sulle facciate esterne e un approccio più filologico negli interni, dove sono stati mantenuti i mattoni a vista e le originali strutture in cemento armato.
Partenza: Bar Post Office, via Cassinis 76 (MM3 Rogoredo) Ingresso: 10,00 € Prenotazione obbligatoria: compila QUESTO form
Il laboratorio di teatro “BÜRGERBÜHNE – La scena dei cittadini” nei mesi scorsi è approdato a Rogoredo e ora siamo felici di invitarti alla performance itinerante che si svolgerà tra le vie del quartiere.
La città cambia, noi cambiamo con la città. I quartieri si trasformano e le strade, gli edifici, le piazze, le panchine diventano un archivio di ricordi, emozioni, desideri, propositi. I quartieri Rogoredo-Santa Giulia sono nel pieno di questa trasformazione: da un passato industriale, a un presente di rinnovamento, verso un futuro che si intravede in mezzo alle costruzioni per le vicine Olimpiadi invernali. E poi?
Ideato e promosso da Hubita APS in collaborazione con Zona K Milano ( www.zonakmilano.it) all’interno del più ampio “BÜRGERBÜHNE – La scena dei cittadini”.
Sostenuto e finanziato da La Scuola dei Quartieri, progetto del Comune di Milano cofinanziato dall’Unione Europea-Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+) del Programma Nazionale Metro Plus e Città Medie Sud 2021-2027.
Camminata urbana in cuffia | durata 120 min | in italiano adatto a un pubblico a partire dai 10 anni evento non accessibile a persone con mobilità ridotta
ATTENZIONE: LEGGERE ATTENTAMENTE TUTTE LE INFORMAZIONI INERENTI ALLA PARTECIPAZIONEELENCATE DI SEGUITO
Un progetto di teatro partecipato per esplorare la notte a Milano: tra movida e silenzio, pericoli e segreti, voci, divieti, trasgressione e desideri.
Dall’esperienza biennale di Bürgerbühne – La scena dei cittadini nasce BÜRGER NACHT, una nuova creazione collettiva che ha come nucleo il gruppo senior protagonista delle due precedenti edizioni. Insieme, cittadine e cittadini indagano la città quando cala il buio, per restituire uno sguardo inedito su ciò che accade quando Milano cambia volto.
Attraverso interviste, suoni, osservazioni e racconti, BÜRGER NACHT costruisce un viaggio sonoro a tappe, da mezzanotte all’alba, che accompagna il pubblico in un’esperienza immersiva e itinerante tra le vie del quartiere. Una camminata urbana pubblica e interattiva, che trasforma la città in scena e invita a camminare, ascoltare e immaginare Milano — la città che non dorme.
COME PARTECIPARE
➤ La camminata ha una durata di circa 2 ore. Si consiglia di indossare scarpe e vestiti adatti alla camminata urbana e di portare con sé una bottiglia/borraccia d’acqua.
➤ Il luogo di arrivo è una sorpresa, ma sarà vicino a una fermata della metro.
➤ La camminata verrà annullata solo in caso di pioggia consistente; in caso di annullamento preventivo verrete avvisati telefonicamente.
La camminata urbana è realizzata in seguito a un laboratorio teatrale tenutosi a ZONA K. “BÜRGERBÜHNE – La scena dei cittadini” – ispirato al progetto dello Staatsschauspiel di Dresda – è uno spazio aperto al confronto per trasformare le riflessioni, le urgenze e le domande dei cittadini in linguaggio artistico e trovare così nuove forme di partecipazione attiva
Un progetto di ZONA K Performer, autori/autrici dei testi Massimo Amati, Emilia Bella, Francesca Gerli, Maria Teresa Gimelli, Paolo Grulla, Fabio Lastella, Daniela Petrillo, Manuela Sitzia, Irmtraut Tonndorf Drammaturgia e regia Federica Di Rosa Con l’aiuto di Giulia Storchi Editing audio Davide Stecconi Composizione coreografica Maura Di Vietri
Foto da Unsplash: Mikita Elaborazione grafica: Neostudio
In occasione della presentazione del progetto YouRban, iniziativa mirata a diffondere consapevolezza riguardo all’economia circolare, ZONA K è stata chiamata a curare le performance artistiche, teatrali e musicali che si svolgeranno in Fabbrica del Vapore dal 26 settembre al 5 ottobre 2025.
YouRban è un ambizioso progetto Europeo – coordinato dal Dipartimento di Ingegneria Meccanica del Politecnico di Milano – che affronta la sfida della sostenibilità e della cultura della circolarità, attraverso la mobile plant YouRban, una vera e propria fabbrica urbana itinerante che mostrerà alla cittadinanza come la rigenerazione degli scarti di materiali plastici rinforzati riduca il loro impatto ambientale (https://www.yourban-europe.eu/).
In questo contesto – che prevede attività, laboratori e workshop per avvicinare pubblici diversi ai temi del riuso dei materiali compositi a fine vita – ZONA K ha curato una selezione di performance site specific, spettacoli, concerti per avvicinare il pubblico alle tematiche YouRban in modo ludico, partecipativo, impattante, volto ad aumentare la consapevolezza ambientale e civile di tutte le persone.
PROGRAMMA ARTISTICO
DOVE? In Fabbrica Del Vapore Tutti gli eventi sono gratuiti fino a esaurimento posti. La prenotazione è obbligatoria. Per prenotare, clicca sulla giornata desiderata per consultare le informazioni relative.
Contatti: biglietti@zonak.it – 393.8767162
CLICCA SULLE GIORNATE PER SCOPRIRE I DETTAGLI DEGLI EVENTI E PRENOTARE I TUOI POSTI
[concerto – musica dagli anni 50 ad oggi, soul, funk, reggae con strumenti realizzati con materiali riciclati] durata 100 min ▷ Partecipazione gratuita fino ad esaurimento posti. Prenotazione obbligatoria, clicca QUI. In caso di maltempo il concerto si svolgerà al chiuso.
Un concerto fuori dal comune, dove strumenti nati da materiali di scarto danno vita a nuove sonorità: vieni a scoprire la creatività travolgente della Gaudats Junk Band.
ore 17.00 > 19.00 versione individuale ore 18.30 versione di gruppo RICCARDO TABILIO (IT) This little piece of future // Questo pezzetto di futuro
[performance audioguidata] in italiano, durata 30 min. ▷ Partecipazione gratuita con prenotazione obbligatoria a biglietti@zonak.it. La performance sarà annullata solo in caso di forte maltempo.
Un percorso sonoro unico che intreccia ricerca scientifica e immaginazione: lasciati guidare da Riccardo Tabilio in un viaggio tra città del futuro, visioni sorprendenti e domande sul nostro domani.
ore 19.00 SERGE COULIBALY e FASO DANSE THEATRE (BurkinaFaso/BE) TOLON-KE!
[concerto danzato] durata 60 min. ▷ Partecipazione gratuita fino ad esaurimento posti. Prenotazione obbligatoria, clicca QUI. La performance sarà annullata solo in caso di forte maltempo.
Con Patrick Kabré e i performer di Faso Danse Théâtre, lasciati travolgere da “Tolon ké!”: un concerto danzante che invita a celebrare insieme, senza coreografie né confini, al ritmo contagioso della musica.
ore 20.30 UPCYCLING BAND(IT) Green Art Music Project
[concerto – musica etnica con strumenti realizzati con materiali riciclati] durata 90 min. ▷ Partecipazione gratuita fino ad esaurimento posti. Prenotazione obbligatoria, clicca QUI. Il concerto si svolgerà al chiuso.
Un viaggio musicale tra lingue, culture e strumenti unici al mondo: la Upcycling Band trasforma materiali di recupero in paesaggi sonori sorprendenti e tutti da scopri
ore 17.00 > 19.00 versione individuale ore 18.30 versione di gruppo RICCARDO TABILIO (IT) This little piece of future // Questo pezzetto di futuro
[performance audioguidata] in italiano, durata 30 min. ▷ Partecipazione gratuita con prenotazione obbligatoria a biglietti@zonak.it. La performance sarà annullata solo in caso di forte maltempo.
Un percorso sonoro unico che intreccia ricerca scientifica e immaginazione: lasciati guidare da Riccardo Tabilio in un viaggio tra città del futuro, visioni sorprendenti e domande sul nostro domani.
ore 19.00 ESECUTORI DI METALLO SU CARTA (Enrico Gabrielli, Luisa Santacesaria, Sebastiano De Gennaro, Damiano Afrifa) feat. DAVIDE TOFFOLO e ALESSANDRO BARONCIANI (IT) plays Mort Garson MOTHER EARTH’S PLANTASIA
[concerto per sintetizzatori con illustrazioni dal vivo] durata 40 min. ▷ Partecipazione gratuita fino ad esaurimento posti. Prenotazione obbligatoria, clicca QUI. Il concerto si svolgerà al chiuso.
Un live unico: l’Ensemble Esecutori di Metallo su Carta reinterpreta Mother Earth’s Plantasia di Mort Garson con quattro sintetizzatori analogici, mentre Davide Toffolo e Alessandro Baronciani disegnano dal vivo un universo visivo ispirato alle piante.
ore 17.00 > 19.00 versione individuale ore 18.30 versione di gruppo RICCARDO TABILIO (IT) This little piece of future // Questo pezzetto di futuro
[performance audioguidata] in italiano, durata 30 min. ▷ Partecipazione gratuita con prenotazione obbligatoria a biglietti@zonak.it. La performance sarà annullata solo in caso di forte maltempo.
Un percorso sonoro unico che intreccia ricerca scientifica e immaginazione: lasciati guidare da Riccardo Tabilio in un viaggio tra città del futuro, visioni sorprendenti e domande sul nostro domani.
ore 19.30 TRICKSTER-P (CH) EUTOPIA
[gioco teatrale da tavolo per 22 persone] in italiano, durata 120 min. ▷ Partecipazione gratuita con prenotazione obbligatoria a biglietti@zonak.it. Il gioco teatrale si svolgerà al chiuso.
Un’esperienza partecipativa che unisce performance, installazione e gioco: con Eutopia il pubblico diventa co-creatore di mondi possibili, dove umano e non-umano si incontrano in paesaggi in continua trasformazione.
[gioco teatrale da tavolo per 22 persone] in italiano, durata 120 min. ▷ Partecipazione gratuita con prenotazione obbligatoria a biglietti@zonak.it. Il gioco teatrale si svolgerà al chiuso.
Un’esperienza partecipativa che unisce performance, installazione e gioco: con Eutopia il pubblico diventa co-creatore di mondi possibili, dove umano e non-umano si incontrano in paesaggi in continua trasformazione.
ore 19.00 EL CONDE DE TORREFIEL (ES) IO NON HO NOME/I HAVE NO NAME
[performance testuale] in italiano, durata 35 min. ▷ Partecipazione gratuita fino ad esaurimento posti. Prenotazione obbligatoria, clicca QUI. La performance sarà annullata solo in caso di forte maltempo.
Un testo proiettato su un LED-Wall trasforma il paesaggio in scenografia e narratore: con Io non ho nome / I Have No Name, El Conde de Torrefiel dà voce alla Natura in un monologo poetico che ci invita a riconsiderare il nostro rapporto con essa.
ore 19.00 EL CONDE DE TORREFIEL (ES) IO NON HO NOME/I HAVE NO NAME
[performance testuale] in italiano, durata 35 min. ▷ Partecipazione gratuita fino ad esaurimento posti. Prenotazione obbligatoria, clicca QUI. La performance sarà annullata solo in caso di forte maltempo.
Un testo proiettato su un LED-Wall trasforma il paesaggio in scenografia e narratore: con Io non ho nome / I Have No Name, El Conde de Torrefiel dà voce alla Natura in un monologo poetico che ci invita a riconsiderare il nostro rapporto con essa.
ore 20.30 ATELIERSI (IT) WE DID IT!
[spettacolo] in italiano, durata 50 min. ▷ Partecipazione gratuita fino ad esaurimento posti. Prenotazione obbligatoria, clicca QUI.In caso di maltempo lo spettacolo si svolgerà al chiuso.
Uno sguardo sul futuro prossimo in cui umanità e natura convivono in equilibrio: WE DID IT! è un ipotetico documentario teatrale che immagina scenari sostenibili e viaggia su un furgone 100% elettrico, trasformando ogni luogo in palcoscenico.
ore 19.00 EL CONDE DE TORREFIEL (ES) IO NON HO NOME/I HAVE NO NAME
[performance testuale] in italiano, durata 35 min. ▷ Partecipazione gratuita fino ad esaurimento posti. Prenotazione obbligatoria, clicca QUI. La performance sarà annullata solo in caso di forte maltempo.
Un testo proiettato su un LED-Wall trasforma il paesaggio in scenografia e narratore: con Io non ho nome / I Have No Name, El Conde de Torrefiel dà voce alla Natura in un monologo poetico che ci invita a riconsiderare il nostro rapporto con essa.
ore 20.00 RICICLATO CIRCO MUSICALE (IT) NOTE DI SCARTO – concerto per oggetti abbandonati
[concerto musica rock/pop/etno con strumenti con materiali riciclati] durata 120 min. ▷ Partecipazione gratuita fino ad esaurimento posti. Prenotazione obbligatoria, clicca QUI. In caso di maltempo il concerto si svolgerà al chiuso.
Dal theremin costruito con vecchie radio al sax ricavato da un sifone: il Riciclato Circo Musicale trasforma materiali di scarto in strumenti straordinari e in uno spettacolo che unisce musica, gioco e sostenibilità.
ore 19.00 EL CONDE DE TORREFIEL (ES) IO NON HO NOME/I HAVE NO NAME
[performance testuale] in italiano, durata 35 min. ▷ Partecipazione gratuita fino ad esaurimento posti. Prenotazione obbligatoria, clicca QUI. La performance sarà annullata solo in caso di forte maltempo.
Un testo proiettato su un LED-Wall trasforma il paesaggio in scenografia e narratore: con Io non ho nome / I Have No Name, El Conde de Torrefiel dà voce alla Natura in un monologo poetico che ci invita a riconsiderare il nostro rapporto con essa.
ore 19.45e ore 21.30 SOFIA T (IT) DJSET
durata 50 min. ▷ Partecipazione gratuita fino ad esaurimento posti. Prenotazione non necessaria. Il djset si svolgerà solo in caso di bel tempo.
Con oltre 15 anni di esperienza nei club più iconici di Milano, Sofia T trasforma ogni DJ set in un viaggio musicale intenso, tra techno pulsante, trance ipnotica e potenti sonorità vocali: lasciati trascinare sulla pista da ballo.
ore 20.30 SATOYAMA (IT) Sinking Islands
[concerto jazz/onirico] durata 60 min ▷ Partecipazione gratuita fino ad esaurimento posti. Prenotazione obbligatoria, clicca QUI. In caso di maltempo il concerto si svolgerà al chiuso.
Con Sinking Islands, Satoyama trasforma le città e le isole minacciate dall’innalzamento degli oceani in un viaggio musicale intenso e visionario: un concerto che è insieme monito e sogno, capace di coinvolgere e immergere il pubblico.
GENERAZIONE GLOCALE
“Generazione gLocale” is an artistic production by ZONA K, an urban and participatory performance in which the new generations of multi-ethnic societies are given a voice. The project includes theatre workshops and the creation of an urban and interactive performance directed by Andrea Ciommiento under the supervision of the Catalan artist Roger Bernat.
In what context do we live? Are we in Milan, Toronto or Manila? Do we recognise and differentiate ourselves by where we come from or how we inhabit cities? How do we defend our local belonging in a world without borders? Audience and actors look at each other, move in the space, follow the instructions of a voice in the headphones. 150 people advance and retreat until they mingle or move further and further away. Is it a generational or ethnic issue?
A gLocal vision that appropriates the term introduced by the sociologist Bauman to indicate the phenomena resulting from the impact of globalisation on local realities and vice versa, and that narrates the dialogue between small communities and increasingly complex systems.
Each performance is a site & people specific version that comes from “participatory creation” workshops with a group of local young people who become the creators, creators and organisers of the project.
The protagonists of the first project were second-generation Milanese young people involved in the course from March to July 2017 in the role of creators and organisers of the project thanks to the support of the Cooperativa Diapason (Milan) as cultural mediators.
Part of the work was carried out within the Italian language courses for foreigners together with the Association of social promotion Asnada (Milan), integrating the vision of the chosen themes with that of those who have recently arrived in Italy and with citizens (Italian and not) who live in the metropolitan city on a daily basis.
The national debut of the performance took place on Sunday 30 July 2017 in the urban spaces of Castello Sforzesco thanks to the logistical support of the Culture Department of the City of Milan and the support of MigrArti 2017 by MiBACT.
The logistic and organisational partners were C.L.A.P. Spettacolo dal vivo (MI) and OLINDA (MI).
A public call, dozens of workers responding. This is the beginning of the project that has taken shape over the past year with meetings, theatre workshops, research, video documentaries, protest songs, marches, a pretext (Kafka’s America), three actors, a director and a dramaturg. Work’ as a fil rouge. Work as an aspiration, as a compulsory choice, as a source of livelihood, but above all as an engine that delineates trajectories, defines self-esteem and personal convictions, risks shaping our values and determines where and with whom we spend most of our time. But does work really define who we are? How well does it meet our expectations? How much weight does it have in our lives and in the choices we make? Can it today represent a point of observation on the state of health of society, especially after the acute phase of the health emergency?
Non siamo niente, saremo tutto (We are nothing, we will be everything) is the literal translation of a line from L’Internationale written by poet and revolutionary Eugène Pottier 150 years ago. A text that may be dated, sometimes still sung as a workers’ hymn, but now has almost no relevance to today and the state of the world of work. We are nothing, we will be everything is also the theatrical project produced by ZONA K, in which Jens Hillje and Alessandro Renda involved workers from different sectors, to explore individual stories and approach the theme from different perspectives: can we mirror ourselves in the work stories of others to feel more interconnected? How much does the realisation of a will or vocation condition our lives? Does understanding individual happiness or dissatisfaction help us to assess collective well-being? Are we still able to see ourselves as a collection of people striving for a common good or are we a sum of individuals, monads in our own right? The concatenation of stories becomes an investigative tool to transform the collective experience into a shared narrative, a chorus conceived as a total work of art and social sculpture to re-embrace the desire for community and, through theatre, find new forms of representation of reality.
show ● in Italian ● running time 90 min.
c/o and in collaboration with Olinda onlus, ex. Osp. Psic. Paolo Pini, via Ippocrate 45 Milano – M3 Affori FN
IMPORTANT Show up at least 15 min. before the performance to collect tickets c/o Bar Jodok, via Ippocrate 47 Milano – M3 Affori FN (via Ciccotti exit) Maximum punctuality is required. Access is not guaranteed once the show has started.
direction: Alessandro Renda; dramaturg: Jens Hillje; with: Roberto Corradino, Milena Costanzo, Matteo Gatta and with the citizens of a public call from Milan and La Spezia and with the Micene chorus from Milan; lighting design: Mario Loprevite; scenographic elements Denise Carnini and Francesca Pedrocchi editing and visual effect video: Francesco Tedde and Alessandro Tedde (Anthropotopia); photos: Luca Del Pia; production: ZONA K (MI); co-production: Pergine Festival (TN), Association 47|04 (GO); executive production: Valentina Picariello and Renata Viola; organisation: Federica Bruscaglioni; with the support and collaboration of Fuori Luogo La Spezia/Gli Scarti; in collaboration Project For People, Stratagemmi Prospettive Teatrali, Olinda onlus
The project is realized with the support of Fondazione Compagnia di San Paolo in the context of Art Waves Produzioni di cultura contemporanea and with the support of Fondazione Cariplo and the Municipality of Milan and presented within STOP project presented for Milano è Viva
Alessandro Renda is an actor, director and filmmaker. Since 1998 he has been a member of Teatro delle Albe in Ravenna. He has taken part in numerous shows of the company, from I Polacchi (1998) to L’isola di Alcina (2000), from Salmagundi (2004) to Stranieri (2008) from Inferno (2017) and Purgatorio (2019) among others. He has been staging the monologue written by Marco Martinelli Rumore di acque (2010) for over a decade, with several tours in Europe and the United States. Since 2001, he has been a ‘guide’ in the workshops of the non-school, an anti-academic theatrical-pedagogical practice of the Albe, with various experiences in Italy and abroad. Since 2003 he has been involved in video, making projections for the stage or video ‘translations’ of many of the company’s shows or documentaries around theatrical experiences.
Jens Hillje (Germany, 1968) has worked in the German independent theatre scene since 1990 as actor, author and director. In 1996 he founded the space ‘Barracke’ at the Deutsches Theater together with Thomas Ostermeier. From 1999 until 2009 he was chief dramaturg and member of the artistic direction of the Schaubühne in Berlin with Thomas Ostermeier and choreographer Sasha Waltz. As dramaturg, he works with the leading figures of European theatre. He created the F.I.N.D Festival in 2000 at the Schaubühne, one of the most renowned festivals in Germany. Since the 2013/14 season, Jens Hillje has been co-artistic director and Chief-dramaturg of the Gorki, together with Shermin Langhoff. Since 2021 he has been a free dramaturg. In summer 2019, he was awarded the Golden Lion for Lifetime Achievement at the Venice Biennale.
NON SIAMO NIENTE, SAREMO TUTTO is part of the schedule of
PLAY ME (Origins Project)
PLAY ME (Origins Project) is one of the winning projects of the call for tenders “ORA! Produzioni di cultura contemporanea” by Compagnia di San Paolo.
A button. A player. One screen.
PLAY ME (Origins Project) is a multimedia installation for a single spectator. A narrative short circuit from the origins of the videogame to the origins of the iGeneration. An interactive experience in which we meet today’s teenagers through the use of new technologies. A creative journey that tells of our identities (real and virtual) through the comparison between generations.
Here are the new barbarians.
The enemies to come.
Incomprehensible to the eyes of the adult world.
Adolescents, hyperconnected and fragile, terrified and attracted by the image of themselves on social media, experts in sexting, video-gaming and binge drinking, and owners of smartphones as an extension of their bodies.
Starting from the expectations and stereotypes we have about them seemed the best way to understand adults’ fears about the world to come. But what do we know (or what do we think we know) about today’s teenagers?
So we rediscovered the “new barbarians”: today, the real difference between US and THEM has become a generational difference rather than a geographical one. We have discovered why a teenager in Turin uses the same Nikes, the same behaviour and the same iPhone as a teenager in Marrakech or Barcelona.
Teenagers are the invaders of spaces incomprehensible to adults.
It doesn’t matter if they are good or bad, the newcomers provoke something unpredictable in adults and their communities because they are able to show their communities what they really are.
In this performance the spectator will find himself in relation to them.
They can choose to confirm or question their expectations, fears and prejudices. They will be able to do so thanks to a mode of “active presence” in which they will be invited to go through four “rooms” called Waiting Room, Chat Room, Virtual Room and Control Room. The ultimate goal will be a “performative game” to generate an unprecedented and intimate encounter.
PLAY ME (Origins Project) presents itself in conclusion as a performative project of “cinema truth”. We worked on what the sociologist Morin defines as “cinema of total authenticity” starting from the biographies of young people we met during the research and dramaturgical development phase between Turin and Milan and in the subsequent phases between La Spezia and Udine.
The work team involved various collaborators from different disciplines: from urban planning to theatre, from 3D animation to videomaking, from anthropology to dramaturgical collaboration with a group of Italian and foreign teenagers met as co-authors. Up to the supervision and dramaturgical consultancy of Agrupación Señor Serrano, winners of the Silver Lion for Innovation 2015 at the Venice Biennale, recognised on the European scene for the use of multimedia tools within performance events.
In each city where the project is hosted, workshops are held to create the performance involving teenagers in the role of Protagonists and using different tools such as video cameras, tablets, smartphones and Virtual Reality visors. All these elements become the tool for the construction of new stories that try to answer a simple question: what do we know (or what do we think we know) about today’s teenagers?
Multimedia installation with VR for single spectator – audience aged 15 and over – duration 30 min. – entrance every 15 min – in Italian
For information and booking write to organizzazione@zonak.it
Design direction and creation Andrea Ciommiento, creation and multimedia reference Simone Rosset, dramaturgical consultancy Álex Serrano and Pau Palacios, executive production Valentina Picariello and Valentina Kastlunger, organisation and communication Silvia Orlandi and Federica Bruscaglioni, VR application programming Luigi Sorbilli and Giuliano Poretti, creation assistance Kausar El Allam, Shady Mostafa, Imane Mouslim, Jaouher Brahim, Mattia Ghezzi, Anes Fettar, Matteo Coppola, Momo Moukett, Filippo Farina, Lorenzo Bregant, Federica Bruscaglioni, David Benvenuto. Production ZONA K, creation Codicefionda, dramaturgical consultancy Agrupación Señor Serrano, in collaboration with Fuori Luogo Festival, Polo del ‘900, Festival dei Diritti Umani, Istituto Professionale Albe Steiner, Yepp Italia and Collettivo gLocale, with the support of MIC, with the contribution of Centro di Residenza Artistica della Lombardia – IntercettAzioni, Comune di Milano and Dialoghi – Residenze delle arti performative a Villa Manin” (CSS Teatro stabile d’innovazione del FVG). We would like to thank ITAS Giulio Natta, Hotel San Guido in Milan and Digital Storytelling Lab – University of Udine. The project has been realised with the support of the Fondazione Compagnia di San Paolo within the framework of ORA! Productions of contemporary culture.
“The project is realised with the support of the Compagnia di San Paolo within the framework of ORA! Produzioni di cultura contemporanea”.
Il progetto AudioTeens: percorsi sonori nella Milano della Resistenzaintende valorizzare e trasmettere la memoria storica della Resistenza milanese attraverso la creazione di un’audioguida partecipata, realizzata da studenti dalla classe quarta G del Civico Liceo Linguistico Alessandro Manzoni di Milano. L’iniziativa prevede un percorso formativo sulla storia della Resistenza e dell’antifascismo, seguito da laboratori di scrittura drammaturgica e sound design che porteranno alla realizzazione di un’audioguida fruibile tramite piattaforma digitale.
Il fine del progetto è quello di sensibilizzare le giovani generazioni sui temi della Resistenza e dell’antifascismo, stimolare la conoscenza della storia locale attraverso i luoghi della memoria di Milano, promuovere la cittadinanza attiva e la partecipazione dei giovani alla vita culturale della città, creare uno strumento di divulgazione storica innovativo e accessibile e valorizzare i luoghi della memoria della città di Milano.
AUDIO KIDS Viaggio sonoro alla scoperta di Milano e dei suoi luoghi della cultura.
3 scuole della periferia milanese, 3 importanti istituzioni culturali, 250 bambine e bambini di terza e quarta della scuola primaria. Si parte per un viaggio lungo un anno e mezzo alla scoperta di musei e teatri e degli oggetti che li abitano e li rappresentano: oggetti quotidiani diventati “famosi” ed esposti nel Museo del Design di Triennale Milano, oggetti che viaggiano per il mondo – conservati nei depositi del Mudec Museo delle Culture – oggetti per costruire uno spettacolo, che vivono dietro le quinte del Teatro Franco Parenti. I bambini dell’ICS Ilaria Alpi, dell’IC Vittorio Locchi e dell’IC Rinnovata Pizzigoni saranno i primi a sperimentare questo percorso, che porterà alla realizzazione di 3 audioguide per raccontare i luoghi dal punto di vista dei bambini.
Gli oggetti | Identità e incontri
I luoghi della cultura diventano spazi di apprendimento attivo, di educazione estetica e sensoriale, dove formarsi e imparare attraverso il gioco e il divertimento. L’identità di un luogo è creata dagli elementi che lo compongono, dalla loro storia, dalle suggestioni che creano, dalle atmosfere che evocano. Non solo conservazione e memoria quindi, ma contatto diretto, relazione, dettagli che rendono un luogo quel luogo: per questo proprio gli oggetti saranno il filo conduttore di questa esperienza culturale.
Le tappe | Itinerari di viaggio
VISITE GUIDATE A ogni scuola è assegnato un luogo da esplorare. Le classi coinvolte saranno accompagnate all’interno degli spazi di Triennale Milano, Mudec e Teatro Franco Parenti con visite guidate costruite su misura. I luoghi della cultura ritornano bambini, cercando di ripensarsi attraverso lo sguardo dei più piccoli, di rendersi accessibili e trovare così un nuovo modo di raccontarsi. Può nascere così un dialogo tra luogo e bambino, uno con la sua storia e la sua esperienza, l’altro con le sue domande e il suo punto di vista .
LABORATORI I laboratori di creazione partecipatanelle scuolesaranno condotti da operatori teatrali che guideranno i bambini alla produzione di contenuti attraverso una metodologia attiva, un lavoro sull’espressività vocale e fisica, l’invenzione di azioni performative.
AUDIOGUIDE Un team composto da drammaturgo, sound designer e attori lavorerà alla creazione di una cornice narrativa e sonora all’interno della quale verranno inseriti i contributi dei bambini: saranno così realizzate tre audioguide, una per ogni luogo della cultura, costruite come format replicabili per progetti futuri.
PERFORMANCE La prima presentazione delle audioguide prevede la realizzazione di azioni performative di bambine e bambini all’interno dei luoghi raccontati, e sarà aperta alle altre classi delle scuole coinvolte nel progetto e agli adulti di riferimento. Il pubblico non dovrà solo ascoltare ma anche rispondere, agire, farsi interprete dei contenuti. Le audioguide resteranno a disposizione di musei e teatri, per essere in futuro ascoltate da altri bambini e adulti.
MOSTRA Un intervento mirato alla condivisione degli strumenti per creare all’interno delle scuole- con materiali di recupero – una mostra di oggetti che raccontino i temi esplorati e inventare il proprio luogo della cultura.
Il racconto | Appunti di viaggio
Che voce hanno gli oggetti? Che storie raccontano? Cosa succede durante un laboratorio a scuola? Come vengono coinvolti e formati gli insegnanti? Come si costruisce l’audioguida? E la performance? Su ZK BLOG racconteremo periodicamente tutte le tappe del progetto attraverso la voce dei protagonisti: le bambine e i bambini coinvolte/i, gli operatori teatrali, le/gli insegnanti, le guide dei musei e del teatro.
Un progetto di ZONA K realizzato in collaborazione con Mudec – Museo delle Culture di Milano, Teatro Franco Parenti/Associazione Pier Lombardo e Triennale Milano con il contributo di Fondazione Cariplo.
Audio guida creativa disponibile su l’app gratuita izi.TRAVEL scaricabile da App Store o Google Play. Requisiti minimi di sistema: per iOS versione 13 o successiva, per Android versione 5 o successiva. L’App occupa circa 64 MB di spazio di memoria.
AUDIO IBRIDA è un viaggio, un gioco urbano attraverso Milano, è una voce elettronica di un navigatore speciale che guida alla scoperta degli Spazi Ibridi Socioculturali che abitano la città.
Ibrida/o è chi ha spirito di avventura e capacità di adattamento. Ibrida/o è resistente e sa gestire gli imprevisti. Ibrida/o sa essere tante cose insieme senza perdere la sua identità. E tu, quanto sei ibrida/o?
Questa audio guida è stata presentata alla città di Milano nel 2022 e nel 2023 come gioco urbano da svolgere da sole/i o in squadra.
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Il progetto prosegue l’importante lavoro di ricerca, mappatura e relazione che la rete degli Spazi Ibridi Socioculturalista portando avanti da qualche anno per produrre welfare generativo, fare cultura e partecipare al rinnovamento di un patrimonio culturale di una città in continua trasformazione come Milano.
Un progetto di ZONA K; testi Federica Di Rosa; registrazioni e sound design Luca De Marinis; installazioni di parole Veronika Tzekova; coordinamento artistico, organizzazione e comunicazione a cura di ZONA K; in collaborazione con Stecca3 e Temporiuso; con la partecipazione di BASE Milano, Casa degli Artisti, Cascina Cuccagna, CasciNet – Cascina Sant’Ambrogio, Eastriver, Giardini in Transito per il Giardino Comunitario ‘Lea Garofalo’, Il Cinemino, mare culturale urbano, Nuovo Armenia, Olinda onlus, Rob de Matt, Spirit de Milan, Stecca3, Terzo Paesaggio e ZONA K; con il sostegno del Comune di Milano
Evento inserito nel palinsesto di
SEIx5
6 possible audio paths
6 video stories to discover
6 songs to listen to
Seix5 is a creative audio guide to discover the places, monuments and history of Milan’s Cinque Vie, through words, songs, music, anecdotes and videos.
Participants will be virtually led through the “Cinque Vie” district by means of an audio story created by ZONA K and interpreted by the duo Duperdu: a true artistic experience that conveys historical information and content, linking past and present, notions and emotions, enhancing the heritage of memories and meanings of the Cinque Vie district.
By scrolling through the virtual map, it will be possible to venture into the underground Milan of Leonardo’s Crypt and then into the narrow and mysterious Via Bagnera, or to discover the ancient crafts, to lose oneself in history and magic in the five star-shaped streets, or to find traces of the old Mediolanum.
You can decide whether to follow one of the two routes through the main stops (Piazza San Sepolcro, Piazza Mentana, the intersection of the Five Ways, Via Gorani, Via Brisa and Piazza Affari) or choose to follow the themed itineraries (Mystery, Trades, Music and Traces).
The voice of the Duperdu will accompany the journey with stories, songs and anecdotes, and at each stage a video will help immerse you in the atmosphere of the places.
A project by ZONA K in collaboration with Minima Theatralia. Texts and artistic coordination Federica Di Rosa narrating voice, original music, audio editing and songs by Duperdu_Marta M. Marangoni and Fabio Wolf filming and video editingDavide Stecconi graphicsStefano Orfeo Montagnana with the collaboration of Silvia Orlandi and Federica Bruscaglioni for ZONA K,Dianora Zacché and Anna Bellelli for Minima Theatralia Thanks to Michele Figlioli of Pinacoteca Ambrosiana for the images; Barbara Affaticati of SIAM for the filming authorisation; Mr Maurizio, a valuable guide within SIAM; Alberto Mereghetti of Ferramenta Mereghetti and Ludovica Ventura of B Restaurant for the interviews and availability; Lorenzo Bregant for his kindness and the action cam.
The SEIx5 project was born in response to the Municipality 1 of Milan’s tender on the enhancement of the historical, artistic and cultural heritage of the Cinque Vie. Following the Dpcm of 24 October, the project born to bring the public through the streets of the district was remodelled by ZONA K and Minima Theatralia through the creation of the virtual audio guide.
SEIx4 Xmas
A modern fairy tale in an urban itinerary to discover the places and history of Milan’s Lodi/Libia and XXII March districts
SEIx4_Xmas is a creative audio guide, its special route is a journey between present, past and future: the neighbourhoods of Municipio 4 will be the ideal location for a Christmas story, with a look at the arrival of the new year and a new beginning.
By scrolling through the virtual map, participants will be led through the Lodi/Libia and XXII March neighbourhoods by means of an audio narration: a true artistic experience that conveys historical information and content by linking notions and emotions.
At the end of each stage, you will be able to discover the next one: between one street and the next, you may come across an Xmas gift… what will be the surprise inside?
A project by ZONA K with the artistic collaboration of Minima Theatralia; texts Federica Di Rosa; narration voices, music, audio editing and song by Duperdu_Marta M.Marangoni and Fabio Wolf; video shooting and editing Davide Stecconi; graphics Stefano Orfeo Montagnana; artistic coordination, organisation and communication by ZONA K
The SEIx4_Xmas project was created in response to the public notice for the realisation of cultural initiatives in collaboration with Municipality 4 in December 2020.
The intent is to stimulate the artists of the performing arts to explore the digital space, as a further or different declination of their authorial research.
Through a call launched annually, we support artistic projects related to the languages of the contemporary scene and performance, which are born directly for the digital environment or in it they find a functional and effective framework for the explication of the artistic idea. The aim is not to promote readings or video recordings of existing texts or performances, but to invest in artistic projects that have their ideal habitat in the web space and that provide interactive ways to relate to the online viewer.
During the months in which the winning projects of the annual call are developed, the artists are followed and monitored by the partners of the action, receive economic support for the creation and are supported by the tutoring of Laura Gemini, Anna Maria Monteverdi and Federica Patti, experts in digital creation.
The project includes a final online return open to the public, held every November, in an event called “The Digital Residency Week”.
With this action, the Residency Center of Toscany and its partners do not want to give up their vocation of welcoming artists in residence in their facilities, but rather want to explore a further opportunity for creation that opens up new formal and conceptual challenges, produces innovative artistic content and complements the usual forms of enjoyment of live performance.
INTERSPAZIO progetto di ricerca collettiva tra pratiche, teorie e percorsi artistici
La call di Interspazio 2024 si è chiusa con 205 candidature, un numero che ci ha confermato la necessità urgente di costruire nel contesto italiano spazi di ricerca e tempi di condivisione. Ringraziamo tutte le artiste e artisti che hanno inviato le loro proposte, la cui altissima qualità ci ha mostrato la possibilità concreta di vedere l’interspazio come luogo di emersione di nuove pratiche pubbliche.
I nomi delle tre artiste che inizieranno a partire da maggio il percorso insieme al team curatoriale sono: Tea Andreoletti, Giovanna Rovedo e Simona Da Pozzo.
INTERSPAZIO è una call pubblica aperta ad artiste e artisti multidisciplinari, con particolare attenzione ai linguaggi del performativo e del corpo, che desiderano intraprendere un percorso di ricerca collettiva condiviso con curatori delle organizzazioni promotrici, sul tema “pubblico” nella sua articolazione plastica e multifaccia.
Pubblico è inteso nella sua vasta accezione, come spazio ma anche come statuto, come funzione politica e come un gruppo di persone che scavalca l’atto di fruire e si costituisce invece come aggregato temporaneo: una ridefinizione che interessa artiste e artisti e curatori e curatrici che si confrontano con la chiamata a trasformare propri metodi e pratiche per approdare a nuove forme di mediazione e relazione con il contesto pre- sente e con quello invisibile o assente.
INTERSPAZIO coinvolge le seguenti realtà e curatori/curatrici: Mauro Danesi, Elisabetta Consonni e Emma Mainetti Festival Orlando (BG), Chiara Organtini, Carlotta Pedrazzoli e Anna Estdahl Lavanderia a Vapore (Collegno, TO), Alessandro Cattunar, Miriam Paschini e Gioele Peressini In\Visible Cities – Contaminazioni digitali (Gorizia e Friuli Venezia Giulia), Valentina Kastlunger e Valentina Picariello IntercettAzioni / ZONA K (MI), Federica Rocchi e Serena Terranova Collettivo Amigdala – Periferico Festival (MO).
La rete è composta da organizzazioni che operano attivamente nella ricerca, produzione e circuitazione nell’ambito delle arti performative e che da anni si mettono in relazione con lo spazio pubblico, promuovendo lo sviluppo di linguaggi artistici relazionali e pratiche partecipative, in una dinamica che amplia il concetto di “spazio pubblico” da elemento urbanistico e geografico a un più ampio ecosistema politico, sociale e culturale, nella sfera analogica e digitale.
PERCHÈ
Da anni le organizzazioni ingaggiate nel progetto, hanno sperimentato nello spazio pubblico in cerca di nuove narrazioni politiche e relazioni con persone e comunità.
A partire da queste sperimentazioni empiriche, abbiamo surfato con enormi trasformazioni nelle dinamiche relazionali e nelle narrazioni e sentiamo il bisogno di uno spazio tempo di riflessione in cui mappare e mettere a fuoco queste trasformazioni.
Cosa significa, oggi, “spazio pubblico” e in che modo le arti possono interrogarsi sulla disambiguazione di questo concetto? Se siamo infatti abituati ad associare l’idea di “spazio pubblico” alla città e alla sua morfologia urbana, esiste tuttavia uno “spazio pubblico” non geografico ma relazionale, un “luogo in comune” che talvolta le arti performative sono in grado di evocare – se non di costruire materialmente – tra le persone, istituendo forme di convivenza temporanee ed effimere ma anche innovative e sorprendenti.
Interspazio è quindi un percorso di ricerca che indagherà l’arte come spazio pubblico e i linguaggi artistici come luoghi in grado di generare una convergenza di moltitudini.
Essendo troppo spesso intrappolati in ritmi operativi frenetici e senza sosta, abbiamo voluto creare uno spazio di respiro in cui riflettere sul nostro agire, sospendere il giudizio e riprendere fiato imparando dallo scambio reciproco di visioni ed esperienze, aprendo una breccia di autoformazione su queste enormi trasformazioni che investono la realtà attuale e le nostre professioni.
Interspazio vuole essere un momento di sospensione al di fuori delle logiche produttive, uno spazio di ricerca in cui intrecciare pratiche, teorie e percorsi artistici e in cui mettere in gioco dinamiche di complicità, appartenenza, conflitto, affezione, partecipazione.
Interspazio metterà in dialogo traiettorie di ricerca che hanno come focus i processi trasformativi del sociale, operando una connessione tra politica e immaginazione in una forma di protesta non muscolare rispetto al sistema dominante.
CHE COSA È
Interspazio è un percorso pilota articolato come un atelier di ricerca nomade in 5 tappe, una ricetta che mette in atto un processo collaborativo testando e mescolando saperi e metodi dei partecipanti in modo orizzontale, ossigenando le visioni in un continuo scambio con contesti e territori ospitanti, cercando di ridefinire un vocabolario e nuove possibili pratiche di mediazione.
Interspazio propone per il 2024, un percorso di ricerca, formazione e sperimentazione artistica che si comporrà di due RESIDENZE COLLETTIVE (Lavanderia a Vapore e IntercettAzioni / ZONA K) di tre ATELIER (Orlando, Periferico e In\Visible Cities) e destinate ad artist* che operano nei vari ambiti della creazione contemporanea e che coinvolgeranno anche gli operatori delle organizzazioni promotrici, dando vita ad un gruppo di lavoro trasversale.
Le RESIDENZE COLLETTIVE sono spazi di ricerca e sperimentazione della durata di 5 giorni, mentre gli ATELIER, ospitati nel contesto di festival, sono momenti più brevi durante i quali mettere in tensione le ricerche sviluppate nel corso delle RESIDENZE in pratiche condivise.
Il laboratorio si svilupperà attraverso metodi alternativi di apprendimento. le artiste e gli artisti partecipanti, assieme ai referenti delle realtà proponenti, costituiranno una comunità di apprendimento i cui i principali ingredienti siano lo scambio reciproco, la sperimentazione, il peer learning perché ognuno espanda la propria ricerca e pratica moltiplicandola nella relazione con gli altri. Il laboratorio metterà in campo diversi formati e modalità di lavoro: da discussioni collettive a sessioni di ricerca individuali o condivise, dallo scambio di pratiche all’ospitalità di esperte ed esperti di diversi ambiti e discipline.
Al gruppo dei partecipanti sarà chiesto di immaginare e guidare il proprio percorso di ricerca partecipando attivamente ai contenuti e ai formati che si sperimenteranno.
L’obiettivo del processo non è sviluppare un proprio lavoro ma condividere una domanda di ricerca comune a tutto il gruppo provando a rispondere insieme, mettendo a sistema pratiche e visioni di cui ognuno è portatore e che si svilupperanno nell’incontro.
Fuori dall’obbligo di produrre esiti, obiettivo della ricerca è maturare possibili modalità di mediazione utili al comparto artistico, dalle creazioni alle istituzioni: trovare potenziali approcci e strumenti per posizionarsi in un reale complesso e in continua trasformazione.
LA CALL
DESTINATARI La call è indirizzata a individuare tre artiste e artisti interessati e interessate ad indagare il tema proposto e a contribuire al processo collettivo di ricerca partecipando all’intero percorso (tutte e cinque le tappe, per un totale di 19 giorni).
La call è rivolta a persone che portino esperienze, sguardi e prospettive complementari, con il desiderio di mettersi in gioco proponendo metodologie, approcci teorici e pratici. Artiste e artisti che pongano al centro dei propri percorsi di ricerca e creazione la riflessione sul corpo, sulla drammaturgia, sulla partecipazione nella sfera pubblica e digitale, sull’ibridazione tra linguaggi.
CONDIZIONI Alle partecipanti e ai partecipanti sarà garantito un cachet di 3.500 euro (più iva ove applicabile) comprensivo di viaggio e vitto. L’alloggio è a carico degli organizzatori per tutte le giornate previste dal calendario di progetto. Il cachet sarà corrisposto dietro presentazione di fattura, che può essere emessa sia dagli artisti e dalle artiste coinvolte che da un’organizzazione di riferimento ma non da persona fisica.
DATE2024 La call è aperta dal 5 febbraio al 5 marzo. Entro il 18 marzo verranno comunicati nomi delle e dei partecipanti e verrà organizzato un momento online di conoscenza reciproca e allineamento sul progetto e sugli appuntamenti.
Le date del laboratorio nomade sono così organizzate:
11 e 12 maggio: primo ATELIER al festival ORLANDO, Bergamo 13 – 17 maggio: prima RESIDENZA presso LAVANDERIA A VAPORE, Collegno (TO) 4 – 8 settembre: secondo ATELIER al festival IN\VISIBLE CITIES, Gorizia 16 – 22 settembre: seconda RESIDENZA presso INTERCETTAZIONI / ZONA K, Milano 10 – 20 ottobre: terzo ATELIER al festival PERIFERICO, Modena
COME CANDIDARSI Per candidarsi è necessario compilare QUESTO FORMentro e non oltre il 5 marzo 2024.
PAESAGGI CONDIVISI Sette pièce tra campi e foreste
Paesaggi condivisi is a theatrical journey through fields and forests, seven immersive proposals to provoke an examination of our relationship with the landscape and nature.
What if the landscape were a theatre? What if art did not imitate nature, but rather allowed us to experience it collectively? What is at stake in our relationship with “nature” and its representations, in this era in which climate and resources have made us aware of our fragility and interdependence?
Paesaggi condivisi is an invitation to leave the theatre and spend a day in nature; walking and exploring fields and forests, spectators will discover seven works of art, seven variations on the theme of landscape. Stefan Kaegi, from the Rimini Protokoll collective, and Caroline Barneaud, curator of the Théâtre Vidy-Lausanne, have invited ten European artists to share their visions on our relationship with the territory. Performative and choreographic interventions, sound and multimedia creations and dives into philosophy offer a collective and participatory experience.
Paesaggi condivisi is part of the European project Performing Landscape, which sees the involvement of eight partners from Germany, Austria, France, Italy, Spain, Portugal, Slovenia. Artists, cultural organisers and experts reflect on notions of art, the landscape and the territory. Drawing a visible and invisible map of the European locations involved, they reveal the spaces that the share through the lens of the arts and the sciences. An alternative way to examine and reinvent Europe together. Paesaggi condivisi made its debut on 14 May 2023 in Chalet-à-Gobet with the Théâtre Vidy-Lausanne and has currently been adapted and presented in the various locations involved: Avignon, Berlin, Milan, Ljubljana, St. Pölten, the Girona region and the Lisbon region.
The Swiss and German director Stefan Kaegi invites the audience to lie down under the trees, to put on headphones, and to listen to a conversation recorded under similar circumstances. An immersion into sound for a shift in perspective. Conversation with a psychoanalyst, a singer, a curious child, a forest ranger and a meteorologist.
Chiara Bersani and Marco D’Agostin are two Italian artists, one with disability and the other not, who have been exploring the notion of “political body” together for the past ten years. With a local performer, using bodies and words, the duo will stage a strange picnic in which the landscape will become a space of sharing as much as an inaccessible space.
Portuguese choreographers and performers Sofia Dias and Vítor Roriz have developed a choreographic language that includes text and voice, creating shows, performances, and podcasts as well as installations… For Paesaggi Condivis, the duo has composed a sound and choreographic piece for audio-guide headsets, which simultaneously guides two audience groups through the forest, in a kind of pas de deux or surrealistic ritual, between instructions and daydreams. A personal meditation and a collective experience that interrogates our relationship to what surrounds us.
Begüm Erciyas is a Turkish-Belgian artist who develops theatrical devices that offer audiences individual and intimate experiences in a collective context. Daniel Kötter is a director and filmmaker, and has directed a series of virtual reality documentaries that explore the effects of extraction on landscapes and communities.
Ari Benjamin Meyers, an American artist and composer living in Berlin, creates musical pieces for international stages and museums. He is particularly interested in formats that deploy the social and performative issues at stake in music. He takes advantage of this unique occasion to deploy a piece for an entire territory and an entire afternoon and composes for Paesaggi Condivisi UNLESS, 4 musical and sculptural works for the trees, the ground, the birds and the air, which unfold as the landscape and the day go by with 6 local musicians.
El Conde de Torrefiel is a Spanish collective that creates visual and textual theatre pieces in which theatre, choreography, literature and the visual arts cohabit. For the end of the day and of the route, El Conde de Torrefiel will install the audience in a situation in which they will contemplate a “subtitled” landscape, augmented by an LED screen on which thoughts, questions, perspectives and revelations will unfurl. A collective reading of the landscape which will highlight the imperceptible and some of the fictions that govern our representations of nature.
French director Emilie Rousset uses documentary research to create theatrical, installative, and filmic forms in which actors embody the collected archives, creating fruitful superpositions between reality and fiction, original and copy. For Paesaggi Condivisi, she met with an agroecology advocacy officer, a tractor farmer and a bio-acoustician, and recorded their words. Performers and a machine replay these original and several versions, inviting the audience to contemplate, upend, and examine the connections between science, technology, economy and landscape.
PAESAGGI CONDIVISI Sette pièce tra campi e foreste Duration (estimation) : 7 hours, including breaks Performative land art (theatre, performances, music…) Concept and curation Caroline Barneaud, Stefan Kaegi (Rimini Protokoll) With pieces by Chiara Bersani and Marco D’Agostin (Italy), El Conde de Torrefiel (Spain), Sofia Dias and Vítor Roriz (Portugal), Begüm Erciyas and Daniel Kötter (Turkey, Belgium, Germany), Stefan Kaegi (Germany, Switzerland), Ari Benjamin Meyers (USA, Germany), Émilie Rousset (France) Artistic assistant Giulia Rumasuglia, Magali Tosato Stage manager Guillaume Zemor Production and coordination Isabelle Campiche, Aline Fuchs (Théâtre Vidy-Lausanne) With the support of the production, technique, communication and administration teams of Théâtre Vidy-Lausanne Coordination of Performing Landscape Chloé Ferro, Monica Ferrari, Lara Fischer (Rimini Protokoll) Production Rimini Apparat (Germany) and Théâtre Vidy-Lausanne (Switzerland) CoproductionPerforming landscape, European consortium: Bunker and Mladi Levi Festival (Slovenia), Culturgest (Portugal), Festival d’Avignon (France), Tangente St. Pölten – Festival für Gegenwartskultur (Austria), Temporada Alta (Spain), ZONA K and Piccolo Teatro di Milano Teatro d’Europa (Italy).
Berliner Festspiele (Germany).
Performing landscape, European consortium: Bunker and Mladi Levi Festival (Slovenia), Culturgest (Portugal), Festival d’Avignon (France), Tangente St. Pölten – Festival für Gegenwartskultur (Austria), Temporada Alta (Spain), ZONA K and Piccolo Teatro di Milano Teatro d’Europa (Italy).
With the support of INVR Berlin for the virtual reality headsets.
The concept creation was funded by the Federal Agency for Civic Education (Germany)
The prototype in Lausanne was supported by Jorat natural park, the City of Lausanne, the Competence Centre in Sustainability of the University of Lausanne.
Mobile Akademie Berlin (DE)
MILAN AND THE UNPREDICTABLE
performance c/o La Pelota Jai Alai, via Palermo 10, Milan (MM2 Moscova) Free entrance subject to availability. RESERVATION RECOMMENDED, on Eventbrite The performance will take place from 5 p.m. to 8.30 p.m. from 16.00 it is possible to join at any time until the end of the performance
The city has restarted. It is moving. It looks ahead. She has to do, to move forward, to plan, to take care of others and herself. It is always her: progressive, generous, activist, entrepreneurial, international, obnoxious, snobbish, exaggerated. The city regenerates and consumes, operates from below and builds high, dismantles crime and tradition. It is finance and real estate speculation. It is branding. Bike lanes, culture, ethical food, new neighborhoods, housing prices up 40 percent, uninhabitable public housing, 700,000 cars coming in every day, ever-increasing commuters, off-market student beds. A washing machine that centrifuges its inhabitants. It attracts them, welcomes them and after 15 years spits out 60 percent of them. But the city is a complex system. If, in physics, a complex system is defined as a whole that acts and evolves according to a logic that cannot be reduced to the sum of its parts, Milan must be seen in its molecular tangle composed of multiple elements: physical, social, economic, cultural, human, all closely connected and intertwined. A complex system. A complex organization that is self-determining and determines an evolution of individual and collective choices.
Conceived by Hannah Hurtzig and presented for the first time in 2004, The Market for Useful Knowledge and Non-Knowledge was rappresented 34 times in the countries Germany, Poland, Turkey, Latvia, France, Israel, Finland, Colombia; Great Britain and many others.
It is an artistic event, a wide-ranging participatory performance, a place for the exchange, observation and production of knowledge that combines the intimacy of the tête-à-tête with the spectacularity of the theatrical installation, creating a multidisciplinary, multidimensional and hallucinatory space of knowledge, evoking what Milan is and could become.
In a large space called the Arena with the atmosphere of a reading room and market noise, experts are called upon to offer some of their knowledge – obvious, irreverent, unexpected and surprising – in 30 minutes of one-to-one conversation with the audience. Their knowledge provides an encyclopaedic insight into the selected topic. These are urgent topics of urban and universal interest, different for each venue.
When entering, the audience is given an encyclopaedia, a guide to the event that is useful for understanding the subject matter and expert knowledge. Yet, the encyclopaedia – faced with the wild taxonomy of cultural, artistic, scientific, practical and common-sense areas of knowledge, disciplinary and non-disciplinary, recognised and clandestine – always fails in its task of guidance.
It is in front of a Check-in – manned by uniformed hosts and hostesses, the administrative stage and bureaucratic heart of the evening’s organisation – that the public queues up to book a dialogue for the symbolic sum of 1€. This is not a market organised according to the principle of rational choice, but rather a roulette: customers queue to book a dialogue, but 60% of them are persuaded by the salesman to book something or someone else. If the customer is not satisfied with his purchase, he can turn to a Complaints and Grievances Desk to express his disappointment. These moments of bureaucratic efficiency (or Kafkaesque bureaucracy) offer further moments of involvement and absurdity.
The one-to-one conversations are simultaneously observed by the audience sitting on the bleachers around the Arena, who can tune in to one of the Market Radio channels to hear what is being said. A multiple-choice experience is created, in which each spectator chooses whether to participate or observe or do both.
The Knowledge and Non-Knowledge Market is an interactive installation space for learning and unlearning. Here knowledge and non-knowledge are staged and in play. One will witness a proliferation of speech acts, punctuated to the rhythm of administrative time. All possibilities are open to what is said and heard, as long as three simple rules are observed: Arrive at the table on time! Wait for the gong, the conversation starts with the gong! The expert has the first word! You have 30 minutes.
The Market of Knowledge and Non-Knowledge transforms the performative nature of all social interaction into captivating theatre. A strongly desired project that marks the arrival and restart of ZONA K’s 10 years, the synthesis of a will and a vision of our building out-of-format participatory theatre projects.
HOW TO PARTICIPATE
Access and booking of conversations with expert(s) from 4 p.m. onwards. The cost of each conversation (duration 30 minutes) is €1. . CHECK-IN Booking from 16.00: ROUND 1A 17.00>17.30 | ROUND 1B 17.35>18.05 Booking from 17.00: ROUND 2A 18.15>18.45 | ROUND 2B 18.50>19.20 Booking from 18.00: ROUND 3A 19.30>20.00 | ROUND 3B 20.05>20.35 .
It is possible to follow some of the conversations on the RADIO DEL MERCATO channels. Headphones are available at the entrance in exchange for an ID card. LANGUAGES . Conversations in Italian, English, French, Arabic, Spanish, Tunisian dialect, Chinese, Romanian, LIS. For more information on the project www.mobileakademie-berlin.com | www.zonak.it
EXPERTS
Pietro Bagnoli, Architect; Jada Bai, Professor of Chinese culture and cultural mediator; Yraida Bailon, Caregiver; Christine Ballarin, Head Of Planning And Valorisation Of The Hydro Resources Of The Municipality Of Milan; Gianni Barbacetto, Journalist and writer; Carlo Berizzi, Associate professor of Architectural And Urban Composition – University Of Pavia; Ales Bonaccorsi, Creative director National Museum Of Science And Technology “Leonardo Da Vinci”; Paola Bonini, Expert in digital media, activist of “Sai che puoi”; Lucia Borso and Teresa De Martin, Co-founders of “So.De – Social Delivery”; Gabriella Bottini, Neurologist, neuropsychologist, ordinary professor of Psychophysiology; Rabii Brahim e Anna Serlenga, Co-founders of “Corps Citoyen”; Marco Caccianiga, Botanic; Ilenya Camozzi, Cultural sociologist; Davide Carnevali, Dramaturg and theater author; Ivan Carozzi, Journalist and writer; Anna Casali, Real estate consultant; Arianna Censi, Councillor to the Mobility of the Municipality of Milan; Fabio Cherstich, Director and set designer; Michele Ifigenia Colturi, Choreographer and guest Airbnb; Mimmo Cosenza, Expert on AI; Edoardo Croci, Professor at Bocconi University and director of the Sustainable Urban Regeneration Lab; Tobia D’Onofrio, Cultural agitator, music and controculture enthusiast, journalist; Marianna D’Ovidio, Urban sociologist; Giovanni Damiani, Architect; Danilo De Biasio, Journalist and director of “Fondazione Diritti Umani”; Elio De Capitani, Actor, director and artistic co-director of “Teatro dell’Elfo”; Nicola Del Corno, Associate professor of History of Political Thought; Andrea Di Mario, Headmaster; Alberto “Abo” Di Monte, Social and geographical agitator, librarian, author; Linda Di Pietro, Cultural manager; Jacopo M. DustyEye, Time traveller; Progetto Giovani dell’Istituto dei Istituto Nazionale dei Tumori di Milano; Giordana Ferri, Architect; Francesco Floris, Journalist; Silvio Garattini, Founder and president of the “Istituto di Ricerche Farmacologiche – IRCCS Mario Negri” (Farmalogical Research Insitute); Elena Gianni, Architect, “Mutuo Soccorso” member; Sandro Greblo, Bicycle delivery man and author; Igor Guida, Scientific director for “Stripes Digitus Lab” at MIND Milano Innovation District; Cecilia Guida, Art curator and critic; Eiman Hussein Adam, Activist; Isabella Inti, Urban Architect – landscape technician; Michel Koffi Fadonougbo, Griot and activist; Alessandra Kustermann, Gynecologist and “SVS Donna Aiuta Donna” President; Chiara Lainati, Anthropologist and founding member of “Super”; Federico Leoni, Philosopher; Claudio Longhi, Director of “Piccolo Teatro di Milano”; Alessandro Maniaci, Lawyer and ASL interpreter; Alina Marazzi, Director; Gabriele Antonio Mariani, Engineer and architect; Michele Masneri, Journalist; Marco Minoja, General director “Fondazione Scuole Civiche Milano”; Liliana Moro, Artist; Azzurra Muzzonigro, Independent researcher, “Association Sex and the City” co-founder; Giacomo Negri, Activist and inhabitant of the neighborhood; Bertram Niessen, Researcher, design engineer, professor, author and advisor, “cheFare” president; Maurizio Orlandella, Consultative gynecologist; Caterina Orsenigo, Journalist and writer; Giovanni Padula, Urban economist, specialist in the creative and cultural sectors; Giacomo Papi, Writer, journalist and television author; Federico Parolotto, Transport planner; Diego Piemontese, Theater director, activist, stand-up comedian; Paolo Pileri, Professor of urban planning and design at the Politecnico di Milano; Milena Piscozzo, ICC Head teacher and writer; Plata, Artist and rapper; Carlo Polidori, Zoologist; Oliviero Ponte di Pino, Curator of the “Bookcity Milano” programme; Ulisse Romanò | Demetra, Biologist, actor and drag queen; David Röttgen, Environmental lawyer; Gianluca Ruggieri, Environmental engineer; Giovanni Scirocco, Professor of contemporary history, Università degli Studi di Bergamo; Rahel Sereke, Urban planner, politician, activist; Davide Steccanella, Lawyer and essayist; Sonia Stefanizzi, Ordinary professor of Sociology and director of the Department of Sociology and Social Research at the Università Degli Studi di Milano – Bicocca; Gregorio Taccola, Doctor of research in history; Luciana Tavernini, Historian and writer; Alberto Tavolaro, Student and institute representative of the “Liceo Carducci” di Milano; Jacopo Tondelli, Journalist and writer, founder of “Gli Stati Generali”; Lucia Tozzi, Journalist and independent scholar; Alberto Vailati, Physicist and professor of Physics of Matter at Università degli Studi di Milano; Franco Vaio, Physicist and author; Fulvio Vanacore, Artist and tarologist; Serena Vitucci, Activist; Sara Zambotti, Radio presenter and university professor; Cino Zucchi, Architect
research and dramaturgy Federica Di Rosa, Valentina Kastlunger e Valentina Picariello with the collaboration of Silvia Rigon e Eliana Rotella and the contribution of Renata Viola with the participation of Federica Bruscaglioni, Valeria Casentini, Gabriele De Risi, Leo Djavidnia, Anna Doneda, Philippe Hochleichter, Fabio Lastella, Nicole Lentin, Sathya Nardelli, Silvia Orlandi, Elena Pagallo, Leda Peccatori, Lorenzo Piccolo, Silvia Rigon, Eliana Rotella production manager Luca De Marinis organisation and production Federica Bruscaglioni e Leda Peccatori set design Marco Muzzolon e Marianna Cavallotti head of beauty and costume design Christian Fritzenwanker make up & styling Elizabeth Fogel communication Silvia Orlandi graphics Leonardo Mazzi – Neo Studio press office Renata Viola administration and fund raising Valeria Casentini licenser Hannah Hurtzig e Mobile Akademie Berlin licensee ZONA KMilano a project by Mobile Akademie Berlin produced by ZONA KMilano with the support of MIC and Fondazione Cariplo
INTERCETTAZIONI
IntercettAzioni is the Center of Artistic Residency of Regione Lombardia and was founded in 2018 to offer artists working in different disciplines, from dance to theater, from contemporary circus to music, the opportunity to develop their research and creative action in spaces, times and ways useful to enhance the artistic process with a constant openness to comparison, both with other artists and with operators and professionals of the sector active at local, national and international level.
IntercettAzioni is the result of the synergy between some significant realities of the world of live performance operating in Lombardy and supported by MiBACT: Circuito CLAPS, leader of the Center and Lombard engine for the dissemination of dance, circus, theater and music, Milano Musica that promotes contemporary music research, Teatro delle Moire, a company that also directs the international festival Danae, ZONA K, a center that has always been attentive to the underground ferment and participated theater, Industria Scenica young reality marked to explore the languages of innovation.
The activity of the residency center is realized with the contribution of Regione Lombardia, Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e per il Turismo and Fondazione Cariplo.
AN ARTIST-FRIENDLY RESIDENCY
The Residency Center intends
give artists a place to reside and experiment with new paths, not necessarily with a productive perspective in the short term;
offer companies opportunities for exchange and study with experienced professionals;
offer the possibility to realize open rehearsals, open to the public the materials of study;
–> Each residence is “sewn” on the real needs of the hosted company, in accordance with the creation phase of the moment (study, conception, experimentation, creation, technical verification, production, etc.).
For TRAMPOLINO PROJECTS, the Residency Center provides resources, technique, tutoring, consulting and visibility.
For COMPANIES ALREADY RECOGNIZED it does not offer a training plan, but a co-design and executive co-production on site-specifics.
OBJECTIVES
1. Support multidisciplinary creative and compositional experiences
The multifaceted nature of the members and of the artistic programs allows to alternate residencies of dance, music, contemporary circus and physical theater and to give life to encounters between different professions and creativity.
2. Reaching new audiences and making the moment of residence accessible
The opening of some moments of the creative processes hosted sees the presence of students of one or more high schools in the area, which at the end can dialogue with the artist.
3.Promoting the exchange between performing arts and music practices
Dance confronts video, music confronts circus, theater confronts movement: transversality involves the mode of creation. The action is addressed both to artists who are distant from this modus operandi, and to those who are already used to integrate different disciplines in their works.
4.Encourage international exchanges as a strategy for promoting contemporary creativity
Artists in residence are offered the opportunity to meet tutors of great experience in the field and other Italian and foreign performers. It is intended to promote the exchange of best practices and cultures, related to the creation of live performances.
5. Supporting the training of young artists through participation in medium to long term projects
In December, a two-day event will be organized in Brescia, which will bring together all the artists in residence, for a discussion and an in-depth analysis of organizational and production issues.
6. Collaborate with High Schools and Universities
As part of the school-to-work alternation, the Center hosts students from Lombardy high schools for a first approach to the profession. In collaboration with Abba Ballini and Lunardi of Brescia, ITSOS Cernusco sul Naviglio, Einstein of Monza, Ntta, Polo Scolastico Niguarda and Liceo Brera of Milan.
With Universities and Academies we are working for a continuous comparison with the Catholic University (Milan and Brescia) for internships; Fine Arts Academy of Brera (Two-year Specialistic course of Scenography and Costume for the Performing Arts, Two-year Specialistic course of New Technologies of Art) for the project Imaginometic Society; Conservatory of Milan for the project Stockhausen; Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi (see Call); Accademia Teatro alla Scala for the project with Ensemble Giorgio Bernasconi.
IntercettAzioni does not provide for the organization of performances, but rather for the possibility of setting up open rehearsals of the artists in residence: informal moments, demonstrations of work in progress. Only in some cases operators are invited and previews are organized. In case the company accepts the open rehearsal, this is conceived as a space of encounter and direct exchange with
ZONA K for Milano Re-Mapped Summer Festival
On 12 and 13 July, Pirelli HangarBicocca presents the second edition of the Milano Re-Mapped Summer Festival, a multidisciplinary festival devoted to performing arts, music, video, poetry, and other art forms, held in the outdoor spaces and in some of the indoor spaces of the institution.
For this second edition, the program is curated by ZONA K, spazioSERRA, and Fritto FM, three curatorial and production groups working in Milan, selected and invited by Pirelli HangarBicocca for their ability to combine meticulous research with a constant interaction with spaces and places that are not typically devoted to culture and art. With their activities, ZONA K, spazioSERRA and Fritto FM have generated new forms of cultural production and consumption within the city, contributing to the creation of interdisciplinary scenarios that overcome urban geographies and reshape the relationship between the centre and the periphery.
Wednesday 12 July, 19:00 – 01:00 ZONA K presents:
19:00 – Moni Wespi Slowed Landscapes (The Courage to Stand Still)
Visual choreographic installation in three outdoor locations at Pirelli Hangar Biccoca
19:00 – 23:00 (reading room) – Moni Wespi Moving Portraits | Liquefy – Human Nature
Video installation – 5 video portraits
19:40 – Akira Yoshida Oroimen Dance solo
21:00 – Akira Yoshida Home Dance solo
20:10 – Francesco Venturi Urvoice Solo performance for voice and multi-channel sound system
Fritto FM closes the evening with a musical programme featuring live sets by Rainy Miller and Train to Eltanin with Giovanni Palmisano.
Thursday 13 July, from 19:00 to 1:00 spazioSERRA presents a programme featuring Mulieris Magazine, Sara Leghissa, Selin Davasse, Gian Marco Porru and La Trape. Fritto FM concludes with a DJ set by Shannen SP.
Admission free of charge. Booking is recommended and guarantees immediate access. Wednesday 12 and Thursday 13 July, via Chiese 2 Milan Gates open at 6.30 pm
Con il progetto “10 + 1” ZONA K, anche quest’anno, si aggiudica un posto tra i vincitori del Bando “Milano è viva” del Comune di Milano, dedicato alle periferie.
“10 + 1” è l’estensione della nostra programmazione 2023, il prolungamento di un’attività che si spinge oltre i territori sicuri e consueti confermando la messa in atto di pratiche partecipative, di esplorazione di luoghi urbani, di attivazione di comunità e territori. È in quel + 1 che si riassume l’importanza di un allungamento e di un allargamento di vedute che deve necessariamente oltrepassare i confini territoriali e di pubblico per mettere in gioco e verificare la potenza dello spettacolo dal vivo là dove è meno attesa e ricercata. Il palinsesto si articola in eventi, spettacoli e laboratori uniti da un invisibile fil rouge che collega territori, spettatori e partecipanti, e svela la spinta a osare non tanto e non solo nella ricerca artistica, quanto nell’avvicinamento delle persone ai linguaggi nuovi del contemporaneo.
Il pubblico viene chiamato a sperimentare i meccanismi di lavoro di una direzione artistica: visionare, discutere, operare la scelta. Una sfida reale, in cui ci si trova immersi, una finzione che produce effetti sulla realtà della propria città.
Una performance urbana guidata dalla voce elettronica di un navigatore personale. Un’audio guida creativa, un gioco che diventa urbano e che attraversa il territorio di Milano alla scoperta degli Spazi Ibridi Socioculturali che lo abitano.
Lo spettacolo racconta cosa significa trascorrere vent’anni in fabbrica a fare dei pezzi, le differenze tra chi lo ha fatto e chi non lo ha fatto mai, l’estrazione di plusvalore, la chiusura di una fabbrica tra tante, racconta di cosa succede quando un gruppo di operai decide di tentare di fare la storia, di come per qualche tempo le logiche del Capitale vengano estromesse da un perimetro di spazio, quello di uno stabilimento industriale occupato.
10 come i 10 anni di attività teatrale di ZONA K e del suo percorso tra innovazione, attualità, ricerca 10 come il decalogo – tutto da inventare- del “buon cittadino”, tra obbedienza e disobbedienza civile 10 come le tappe per raggiungere la “pubblica felicità”, quella che in senso illuminista coincide col bene pubblico
dal 18 al 21 ottobre 2023 ore 16.00
DOM- (IT) L’UOMO CHE CAMMINA
Una performance di paesaggio, un viaggio a piedi di circa quattro ore per 20 spettatori e spettatrici alla volta. Una figura, umbratile e sfuggente, per- corre la città passeggiando. Attraverso il suo viaggio il paesaggio si apre e si nasconde agli occhi del pubblico che segue a distanza, come a spiare, in bilico tra identificazione e distacco.
OPEN CREAZIONE CONTEMPORANEA
OPEN is a project supporting contemporary artistic creation for public space.
Since 2012 OPEN has supported over 40 national and international artists, who have contributed to the rethinking of urban space and the public sphere through artistic projects and interventions. The projects have managed to reinvent/imagine/explore the space, temporarily transforming the places and the relational trajectories that run through it. For OPEN, public space is conceived not only as a place, but as a form of time and research area, as a horizon or landscape where the spectator can reconnect with the urban, historical and relational fabric of the place.
OPEN promotes the networking of skills and economic support to sustain contemporary creation in the field of performing arts, architecture and new technologies for public space.
OPEN is led by Pergine Festival (Trentino) and brings together 5 partners located throughout Italy: Il Giardino delle Esperidi Festival (Lombardia), In\Visible Cities/digital contaminations (Friuli Venezia Giulia), Indisciplinarte (Umbria), Periferico (Emilia Romagna) and Zona K (Lombardia).
La scorsa primavera si è tenuta la prima edizione di LIFETheatre Arts Media Festival, il nuovo festival di ZONA K che esplora il confine tra realtà e finzione, tra media, teatro e arti visive. Un percorso tra spettacoli, installazioni, documentari e incontri che mettono in scena il mondo di oggi attraverso lo sguardo di artisti e giornalisti da tutto il mondo. Uno sguardo globale su temi cruciali: fact-checking, geopolitica, migrazioni, propaganda, intelligenza artificiale e futuro.
La programmazione si è svolta in due periodi e in diverse location. Prima parte (7 – 19 maggio) → Fabbrica del Vapore Seconda parte (4 – 21 giugno) → ZONA K, Teatro Out Off, Teatro Fontana
Con Dries Verhoeven (NL), Rabih Mroué e Lina Majdalanie (LB/DE), Prospekt (IT), JaninaMöbius (DE), Liminal/BorderForensics (IT/CH), Arkadi Zaides (FR/BLR), Jean Peters/Correctiv (DE), Kepler-452 (IT), Ontroerend Goed (BE), Ruggero Franceschini (IT), Ant Hampton/ Time Based Editions (GB/DE), Fieno/ Di Chio (IT), Basel Zaraa (PSE/GB), Johannes Bellinkx e Daan Brinkmann (NL/BE), Lola Arias (AR), Boris Nikitin (CH), Lagartijas Tiradas Al Sol (MEX), Babilonia Teatri (IT), Agrupación Senor Serrano (ES), Jeton Neziraj/Qendra Multimedia (RKS), Dig Festival (IT)e molto altro ancora.
La prossima edizione di LIFETheatre Arts Media Festival si svolgerà a maggio 2026.
INTERKULT nasce nel 2015 come risposta al bando che il Consiglio di Zona 9 ha indetto per progetti di “intercultura e comunità in Zona 9” e affianca alcune associazioni e soggetti che da anni lavorano sul territorio con progetti culturali e di integrazione sociale.
Oltre a ZONA K che ne è capofila, i soggetti che hanno ideato e partecipano al progetto in forme e con iniziative diverse sono: ADA Stecca, de.de.p design democratico e partecipato, INSMLI/Casa della Memoria, MIC – Museo interattivo del cinema/Fondazione Cineteca Italiana, Associazione Academia di Capoeira, Associazione genitori scuola Govone, Cooperativa A.Me.Lin.c, Stripes coop sociale onlus.
INTERKULT si articola in una serie di iniziative e attività volte a cercare connessioni tra le diverse anime e culture della zona, lasciando che l’arte, il teatro, la fotografia, il cinema, il cibo diventino uno strumento per superare confini immateriali e per re-immaginare non solo forme di convivenza, ma soprattutto di conoscenza e di rispetto reciproci.
Obiettivo primo del progetto è operare in chiave davvero interculturale, cercando di non “ghettizzare” o “etniciz- zare” con operazioni culturali di settore, rivolte solo alle comunità immigrate o viceversa. Ogni ricerca, evento, laboratorio è pensato come momento di condivisione e avvicinamento reciproco che non nasconda le differenze ma le faccia emergere come ricchezza.
Le azioni previste cercano quindi incroci con persone di diversa provenienza culturale e geografica nella convin- zione che la conoscenza delle storie piccole e della Storia grande, delle abitudini e della cultura sia un veicolo fondamentale per il superamento dei pregiudizi. Coinvolge cittadini di ieri e di oggi, non solo come spettatori ma come protagonisti e attori diretti del progettare e fare cultura.
Alcuni appuntamenti di INTERKULT hanno preso il via durante il festival ISOLA KULT (25-27 settembre 2015) per ave- re una visibilità maggiore ed essere fruiti da un pubblico più vasto, altri durante l’autunno e l’inizio dell’inverno.
Ci auguriamo che questo sia solo un primo passo, nato grazie alla spinta del Consiglio di Zona 9, e che quanto avviato veda una continuità e un proseguimento in futuro.
KULT FESTIVAL
IL PROGETTO
KULT è stato un Festival dedicato alla cultura urbana partecipata che si è svolto in alcuni quartieri della città. Parole, musica, teatro, cinema, libri, design, fotografia, arte, cibo, danza sono diventati linguaggi che hanno invaso le strade della città e si sono offerti a tutti coloro che le hanno attraversate.
KULT è stato un festival fatto dal quartiere, per il quartiere, nel quartiere per contribuire a ritrovarne l’identità, arricchendola di nuovi contenuti e nuove esperienze. Un festival dove si è camminato, guardato, ascoltato, creato, giocato, danzato, andando alla scoperta di luoghi noti e sconosciuti in modo nuovo e curioso. I protagonisti sono state le strade, gli abitanti, i commercianti, le associazioni, le scuole, i passanti, i turisti…
ORIGINI Il Festival KULT è nato nel 2013 per nostra iniziativa, di ZONA K, nel quartiere Isola di Milano, con attività rivolte soprattutto ai bambini. Dal 2014 al 2018 si è trasformato in ISOLA KULT, coinvolgendo sempre più realtà del quartiere. Nel 2016 si è sdoppiato con la nascita del GARIBALDI KULT.
COME Il Festival KULT ha tessuto una rete tra gli abitanti del quartiere attraverso incontri avvenuti nei mesi precedenti la sua realizzazione. Ha condiviso aspettative, bisogni e disponibilità dei suoi abitanti. Ha creato partecipazione perché ha lasciato libertà in una linea condivisa.
Questo è stato possibile grazie al coinvolgimento di:
– associazioni del territorio impegnate in attività culturali, sportive, sociali, artistiche
– scuole primarie e secondarie inferiori (attraverso dirigenti, insegnanti e associazioni genitori)
– commercianti e realtà economiche
– singoli cittadini desiderosi di condividere un progetto e di farsene portavoce
– Municipio di riferimento
ORGANIZZAZIONE L’organizzazione del Festival è stata demandata a un’associazione di zona, ben integrata nel territorio, capace di farsi capofila e organizzatore del festival.
Ogni realtà interessata (associazione, negozio, galleria, libreria, negozio ecc..) ha partecipato con attività o eventi autofinanziati in linea con il tema scelto.
Le edizioni del KULT Festival sono state rese possibili grazie ai patrocini di
YOU TUBE channel
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Theatre season – Productions – Projects – Teaching – Workshops