GIOELE PERESSINI
La forma del maschio è un’indagine performativa sulla repressione dei corpi devianti e delle mascolinità non conformi. Un viaggio nella Venezia Giulia tra fine Ottocento e metà Novecento, dove l’eredità asburgica, la repressione fascista e l’occupazione nazista hanno imposto una sorveglianza costante sui confini nazionali e sui corpi che sfuggivano alla norma.
Ogni regime – impero, nazione, dittatura – ha costruito il proprio potere anche attraverso il controllo dei corpi, trasformando la devianza in un laboratorio di sperimentazione politica, terreno fragile e incandescente dove testare tecniche di disciplinamento poi estese all’intera popolazione.
Attraverso documenti giudiziari, fonti orali e materiali d’archivio, la narrazione dà voce a corpi che hanno infranto le regole della mascolinità dominante – virile, guerriera, conforme – diventando minaccia, scandalo, prova vivente di altre possibilità rimaste ai margini della storia ufficiale.
Lecture performance – Durata 60 min – In italiano
Ingresso consentito previo tesseramento 2026.
Adatto a un pubblico a partire dai 16 anni.
Evento accessibile a persone con mobilità ridotta.



di e con Gioele Peressini a partire dal volume Mascolinità devianti: dall’ex Litorale austriaco all’ex Venezia Giulia di Marco Reglia, consulenza storica Marco Reglia, dramaturg Giulia Bean, collaborazione grafica Alessandro Virgilio Mosetti, si ringrazia Riccardo Tabilio, produzione Quarantasettezeroquattro, foto Ruben Vuaran
Promosso all’interno del progetto “Devianti. Storie di corpi e identità non conformi. 1900-1950”. Realizzato con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia. Avviso storico etnografico progetti per studi e ricerche – anno 2024
Gioele Peressini è dottore di ricerca in design, studia il rapporto tra tecnologie, corpo, performance e moda contemporanea. Cura progetti di spettacolo dal vivo ed è co-direttore artistico del festival urbano multimediale In\Visible Cities, organizzato da Quarantasettezeroquattro, che esplora la memoria, l’identità e la trasformazione degli spazi urbani attraverso eventi partecipativi e performance site-specific.
Marco Reglia inizia la sua ricerca storica su mascolinità e omosessualità nel 2005, a seguito della posa della lapide con un triangolo rosa alla Risiera di San Sabba di Trueste. Il suo percorso di ricerca include il dottorato all’Università del Litorale di Capodistria, dalla cui tesi prende spunto il volume Mascolinità devianti.
Quarantasettezeroquattro è un’associazione culturale di Gorizia che intreccia arte, storia e memoria collettiva. Realizza performance, installazioni, passeggiate urbane, audioguide e progetti partecipativi per valorizzare storie marginali e per indagare i temi della memoria storica, dei confini e dei diritti, con una forte attenzione al coinvolgimento delle comunità locali. Attraverso un approccio interdisciplinare che unisce ricerca storica e pratiche performative, sviluppa collaborazioni con scuole, archivi, istituzioni e reti europee, portando i propri progetti in contesti nazionali e internazionali. Quarantasettezeroquattro intende rendere vivo il rapporto con il passato e stimolare forme di cittadinanza attiva e consapevole nel presente.
Questo evento fa parte di

FILIPPO MICHELANGELO CEREDI
Crepa nella memoria, ricodifica della salma, ricomposizione del trauma.
esterno, dio / draussen, gott è una performance multimediale sulla violenza politica, sviluppata attraverso le tracce di una ferita invisibile nella società italiana ed europea: una drammaturgia corale basata sull’ascolto delle testimonianze orali di donne e uomini deportati come “politici” nei campi di concentramento nazisti. Fra il 1943 e il 1945, circa 30 mila cittadini italiani che si opponevano al regime nazi-fascista subirono la deportazione. Metà di loro non fece mai ritorno a casa.
Nel 1995 una studentessa di psicologia registrò su audiocassette le voci di 51 sopravvissuti e le custodì per 25 anni, prima di riportarle all’attenzione del pubblico. Come relazionarsi al racconto dell’inimmaginabile? Come trasmettere un trauma collettivo che l’immaginario comune relega a un lontano passato ma a cui la violenza odierna restituisce una dolorosa attualità? Come riportare in primo piano verità scomode, che da tempo vengono attaccate con operazioni di silenziamento, alterazione e riscrittura della storia? Un piccolo archivio analogico diventa il narratore multimediale di una discesa agli inferi, custode di una memoria in cui l’IA è allo stesso tempo complice e traditrice della documentazione storica, fonte autonoma di errori di trascrizione che si trasformano improvvisamente in voragini poetiche.
In scena, insieme all’archivio, due performer accompagnano il pubblico dentro al processo di creazione documentaria, lasciando spazio al montaggio sonoro delle testimonianze e riproducendo i frammenti della loro ricerca sull’argomento, fra collezione di informazioni storiche e notazioni diaristiche. La presenza scenica dell’umano emerge come cornice fragile per rimodulare l’ascolto, aprire nuove narrazioni simboliche e avvicinare il pubblico alla comprensione dell’abisso totalitario.
Performance teatrale multimediale – Durata 75 min – In italiano
Ingresso consentito previo tesseramento 2026.
Adatto a un pubblico a partire dai 16 anni.
Evento accessibile a persone con mobilità ridotta.



regia, testi originali e scenografia Filippo Michelangelo Ceredi, drammaturghi e performer FIlippo M. Ceredi e Giovanni Onorato, autrice delle interviste Fiorella Rodella, sound design Andrea Trona, luci Isadora Giuntini, sguardo esterno Noèmie Regnaut e Noemi Piva, realizzato nell’ambito del progetto “A tutti. Voci dalla storia” ideato da Liberty e sostenuto da Unione Reno Galliera, Città Metropolitana di Bologna, Comuni di Baricella, Granarolo dell’Emilia, Malalbergo e Minerbio, Parco della Memoria Casone del Partigiano “Alfonsino Saccenti”, con il contributo di Regione Emilia Romagna, con il supporto di ZONA K, AtelierSì, Festival Teatro Bastardo, Fivizzano 27, ANED Bologna, produzione: F*M^C_2025/26, amministrazione Cesare Benedetti / Chiasma, foto Marta Vultaggio
con il contributo di

Filippo Michelangelo Ceredi (he/him) è un artista interessato ad archivi, linguaggio documentario e dispositivi multimediali come strumenti per attivare la memoria, personale e collettiva. Laureato in filosofia, inizia nel 2010 nell’audiovisivo come assistente alla regia di Marco Bechis. Nel 2016 firma la sua prima performance teatrale, Between Me and P. (con Teatro delle Moire e Daria Deflorian), presentata in festival come Santarcangelo e Short Theatre. Tra il 2019 e il 2024 vive a Berlino, dove sviluppa altri progetti performativi, tra cui EVE #2 per la Biennale Teatro di Venezia diretta da Antonio Latella. Tra il 2024 e il 2025 realizza, insieme a Giovanni Onorato, la performance esterno, dio, nell’ambito del progetto “A tutti. Voci dalla Storia” di Associazione Liberty.
Giovanni Onorato (he/him), nato a Roma nel 1995, si forma fuori dalle accademie, in particolare nel laboratorio di Adriano Mainolfi e, a Berlino, alla Tanzfabrik. Debutta nel 2022 con Suck my Iperuranio; il progetto successivo, A.L.D.E. – non ho mai voluto essere qui, vince menzioni e premi (tra cui DirectionUnder30) e debutta al RomaEuropa Festival 2023. Ha collaborato con Deflorian/Tagliarini e Muta Imago, prendendo parte anche allo spettacolo Ashes, Premio Ubu per il miglior progetto sonoro. È inoltre autore di un libro di poesie e di un album. Studia filosofia e lavora oggi come interprete nei progetti di Claudio Larena e dello stesso Ceredi.
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BÜRGER NACHT
La notte dei cittadini
Biglietti esauriti
Camminata urbana in cuffia | durata 120 min | in italiano
adatto a un pubblico a partire dai 10 anni
evento non accessibile a persone con mobilità ridotta
punto di partenza: Stazione Centrale – piazza Duca D’Aosta
davanti alla Mela Reintegrata di Pistoletto
ATTENZIONE: LEGGERE ATTENTAMENTE TUTTE LE INFORMAZIONI
INERENTI ALLA PARTECIPAZIONE ELENCATE DI SEGUITO
Un progetto di teatro partecipato per esplorare la notte a Milano: tra movida e silenzio, pericoli e segreti, voci, divieti, trasgressione e desideri.
Dall’esperienza biennale di Bürgerbühne – La scena dei cittadini nasce BÜRGER NACHT, una nuova creazione collettiva che ha come nucleo il gruppo senior protagonista delle due precedenti edizioni. Insieme, cittadine e cittadini indagano la città quando cala il buio, per restituire uno sguardo inedito su ciò che accade quando Milano cambia volto.
Attraverso interviste, suoni, osservazioni e racconti, BÜRGER NACHT costruisce un viaggio sonoro a tappe, da mezzanotte all’alba, che accompagna il pubblico in un’esperienza immersiva e itinerante. Una camminata urbana pubblica e interattiva, che trasforma la città in scena e invita a camminare, ascoltare e immaginare Milano — la città che non dorme.
COME PARTECIPARE
➤ La camminata ha una durata di circa 2 ore. Si consiglia di indossare scarpe e vestiti adatti alla camminata urbana.
➤ Il ritrovo è 15 minuti prima dell’inizio della camminata in Stazione Centrale – piazza Duca D’Aosta
davanti alla Mela di Pistoletto, lì riceverete le vostre cuffie wireless.
➤ Il luogo di arrivo è una sorpresa, ma sarà vicino a una fermata della metro.
➤ La camminata verrà annullata solo in caso di pioggia consistente; in caso di annullamento preventivo verrete avvisati telefonicamente. In caso di annullamento a evento già iniziato non è previsto il rimborso del biglietto.
La camminata urbana è realizzata in seguito a un laboratorio teatrale tenutosi a ZONA K.
“BÜRGERBÜHNE – La scena dei cittadini” – ispirato al progetto dello Staatsschauspiel di Dresda – è uno spazio aperto al confronto per trasformare le riflessioni, le urgenze e le domande dei cittadini in linguaggio artistico e trovare così nuove forme di partecipazione attiva
Un progetto di ZONA K Performer, autori/autrici dei testi Massimo Amati, Emilia Bella, Francesca Gerli, Maria Teresa Gimelli, Paolo Grulla, Fabio Lastella, Daniela Petrillo, Manuela Sitzia, Irmtraut Tonndorf Drammaturgia e regia Federica Di Rosa Editing audio Davide Stecconi Composizione coreografica Maura Di Vietri
Foto da Unsplash: Mikita
Elaborazione grafica: Neostudio
Antonio Rezza e Flavia Mastrella
Una lezione-spettacolo per condividere con il pubblico storia, metodo ed estetica di due degli artisti più originali del teatro italiano.
In italiano. Durata 150 min.
Ingresso consentito previo tesseramento 2026.
Evento accessibile a persone con mobilità ridotta.
Flavia Mastrella e Antonio Rezza si occupano di “comunicazione involontaria”.
Insieme hanno realizzato quindici opere teatrali (tra cui Pitecus, Fratto_X, Hybris), sette lungometraggi (tra cui Escoriandoli, presentato a Venezia nel 1996, e Samp, a Venezia nel 2020) e numerosi corto e medio metraggi.
Flavia Mastrella si dedica anche a scultura, fotografia e video-scultura, esponendo tra gli altri al Mambo (BO), al PAN (NA) e al Museo della Certosa di San Lorenzo (SA).
Antonio Rezza è anche scrittore, con romanzi pubblicati da Bompiani e La nave di Teseo: nel 2008 vince il Premio Feronia con Credo in un solo oblio, mentre nel 2022 pubblica Il Fattaccio.
Tra i riconoscimenti ricevuti: il Premio Alinovi (2008), il Premio Hystrio e il Premio Ubu (2013), il Premio Napoli (2016), l’attestato di Unicità nella Cultura e il Premio Ermete Novelli a Montecitorio (2017), il Leone d’oro alla carriera per il Teatro dalla Biennale di Venezia (2018) e La Rosa d’oro della Milanesiana (2019).
Le loro opere teatrali sono state presentate in tutto il mondo.
Nel 2023 riprendono il progetto Troppolitani, girato a Bastogi nell’ambito di Spores Project, sostenuto da Creative Europe.
Nel 2025 hanno debuttato con il loro ultimo spettacolo Metadietro.
Collaborano tuttora con La Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello di Roma.Crediti estesi su rezzamastrella.com/storia/
