ECONOMY

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DELLA STAGIONE TEATRALE 

 

E’ l’era della “mercantilizzazione del mondo”, del mercato unico con un pensiero unico. Il successo del capitalismo su scala mondiale porta ad affermare che non sia mai esistita una rivoluzione economica d’impatto così globale.

Eppure questo sistema non può non tenere conto di tre ordini di problemi che da esso derivano: l’iniquità, l’instabilità e il costo ambientale, che si traducono in crisi ecologica, globalizzazione, consumismo, diseguaglianze sociali.

A fronte della capacità o incapacità di arrivare a una soluzione dei tre fattori critici, sembra tuttavia incontrovertibile la considerazione che la crescita costituisca per tutti un presupposto per rendere più equa la distribuzione dei redditi, dare stabilità al sistema e salvaguardare l’ambiente.

“Come favorire allora una crescita economica che sia allo stesso tempo durevole e sostenibile?”

Nel 2018 il premio Nobel per l’Economia viene assegnato a Nordhaus e Romer, per i loro studi che evidenziano una stretta relazione tra andamenti macroeconomici, cambiamento climatico e nuove tecnologie e mettono in luce le contraddizioni nel paradigma del capitalismo, sottolineando la necessità di decisioni politiche lungimiranti.

Nel 2019 anche noi, con la nostra stagione teatrale, rivolgiamo il nostro sguardo al mondo economico, agli eccessi e alle distorsioni del denaro, alla società che ne viene influenzata, all’ambiente che subisce o si ribella, all’innovazione tecnologica che produce sviluppo o implosione sociale.

ECONOMY è la nostra risposta a una scienza complicata, a modelli di sviluppo che conosciamo superficialmente, a una realtà che sembra correre senza darci il tempo di comprenderla.

Quattro focus, MONEY, SOCIETY, ECOLOGY, TECHNOLOGY, quattro personali declinazioni di quegli aspetti che riteniamo più stringenti, affidati all’interpretazione di artisti internazionali e italiani che, come noi, non smettono di interrogarsi sul presente.

Il 2019 rinsalda inoltre le collaborazioni con numerose realtà cittadine, a conferma della necessità di un’economia della cultura condivisa. Si confermano quindi i legami con Teatro delle Moire/Danae Festival, Triennale Teatro dell’Arte, Teatro Franco Parenti, Stanze – esperienze di teatro d’appartamento, Olinda/TeatroLaCucina, Stratagemmi/Prospettive Teatrali, Laboratorio Lapsus, mare culturale urbano e Fattoria Vittadini.

LE RAGAZZINE DI MILANO STANNO PERDENDO IL CONTROLLO.

LA SOCIETÀ LE TEME. LA FINE É AZZURRA

Focus_CITIES_stretta

 

“We are not girls.
We are silver bullets for your middle-class brains!”

 

L’amicizia tra Motta e Castracani – due ragazzine delle medie con la comune passione per le analisi mediche – racconta la perdita di controllo, la confusa ricerca di un’identità, l’incoscienza, la sfida verso sè stesse e il mondo, l’indagine del proprio corpo, comuni a tante adolescenti.

Ispirato all’omonimo teen drama a fumetti di Ratigher, il lavoro di Eleonora Pippo arricchisce la trama con il vissuto delle ragazzine in scena. Una narrazione parallela fatta di brevi interviste, canzoni live scelte dalle stesse ragazze e lettere indirizzate ad una sé del futuro rivela le risorse delle Post-Millennial Girls intrecciando finzione e realtà che si avvalorano a vicenda.

Il progetto teatrale si fonda sulla formazione di una compagnia locale temporanea composta da ragazze tra i 13 e i 18 anni, che – nel tempo record di sette giorni – lavorano insieme alla regista alla creazione di una performance originale.

Lo spettacolo, arricchito dall’installazione La fine azzurra, ad opera della stessa Eleonora Pippo, va in scena una sola volta con partecipazione attiva del pubblico.

UN PROGETTO ZONA K e STANZE

 

c/o ZONA K, via Spalato 11, 20124 Milano

Creazione people-specific per ragazze under 18 e la loro comunità – Durata 60 min.

Ingresso: 15,00 € (intero) / 10,00 € (ridotto under 30/over 65/gruppi)
Per accedere allo spettacolo occorre tesserarsi a ZONA K. Leggi qui come.

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In ogni piazza in cui lo spettacolo è programmato viene formata una compagina locale temporanea  di ragazze adolescenti non professioniste.  La lavorazione avviene in sette giorni. Lo spettacolo va in scena una sola volta con partecipazione attiva del pubblico. @le_ragazzine_project di Eleonora Pippo è co-prodotto da Teatro della Tosse di Genova e Eleonora Pippo con il supporto di Coconino Press FANDANGO EDITORE + Kilowatt Festival ufficio stampa Antonella Bartoli

Le ragazzine + coraggiose di Milano sono 
Camilla Bonati, Clara Topputo, Elena Rieux, J. Gilda Pucci, Matilde Rosati, Paola Ricchiuto, Sara Guttadauro

 

Eleonora Pippo (Pordenone, 1976). Allieva di Giancarlo Cobelli e Marisa Fabbri alla Scuola del Teatro Stabile di Torino, attrice con Valerio Binasco, Tim Stark, Claudio Longhi, Elio De Capitani e Franco Branciaroli, è la regista di “Cinque allegri ragazzi morti IL MUSICAL LO-FI”, il musical sperimentale indipendente tratto dall’omonima saga a fumetti di Davide Toffolo, che ha conquistato i più prestigiosi palcoscenici italiani. Lavora sulla rottura del linguaggio teatrale tradizionale, rifugge l’illusione scenica, per entrare in un territorio di intima condivisione con il mondo interiore dei personaggi e del pubblico al quale riconosce il ruolo di protagonista. Ha diretto Cinque allegri ragazzi morti IL MUSICAL LO-FI L’alternativa, La festa dei morti e #tuttonuovo, Marburg, Save your wish, Come fu che in Italia scoppiò la rivoluzione ma nessuno se ne accorse di Davide Carnevali, Ulisse chatta con gli dei Amleto gioca alla playstation, Raskolnikov legge fumetti, Sotterraneo), Cinque donne con lo stesso vestito Yumiura. Ha vinto il Premio Scintille ad Asti Teatro Festival (2010). Ha perfezionato la sua formazione presso la compagnia ViaNegativa di Lubiana, con Thomas Ostermeier, Agrupación Señor Serrano e con Richard Maxwell/ New York City Players.

 

FOCUS MEDIA

“Lo strumento fondamentale per la manipolazione della realtà è la manipolazione delle parole.”
(Philip K. Dick)

 

Una riflessione sul rapporto tra mezzi di comunicazione e potere e sul potere della comunicazione di condizionare il pensiero della società, di stravolgere il passato, di leggere un solo presente e immaginare futuri incredibili.

Siamo vittime della comunicazione, asservita alle strategie di manipolazione dei poteri economici e politici, secondo la formula comunicazione=potere=controllo sociale? Oppure esistono ancora margini per utilizzare i media come una forza positiva, strumento e strada verso il cambiamento?

A guardare l’assalto di dispositivi elettronici che oramai corredano le nostre esistenze come protesi irrinunciabili, pare evidente quanto l’uso dei nuovi strumenti ci offra un diverso modo di percepire la realtà, sempre più in bilico tra un’informazione diretta, onesta e una falsificazione della stessa, priva di controllo.

Ancora una volta, gettiamo uno sguardo alla forza positiva della comunicazione che non è solo “quarto potere” o “potere 4.0”, ma è anche la forza dei diversi linguaggi che la compongono e che ci offrono sguardi e letture differenti.

 

17 | 20 OTTOBRE

BERLIN (BE)
PERHAPS ALL THE DRAGONS
+
REMEMBER THE DRAGONS
Un progetto ZONA K e Triennale Teatro dell’Arte

 

15 | 18 NOVEMBRE
CIRCOLO BERGMAN (IT)
BILDERATLAS

 

20 NOVEMBRE
LOLA ARIAS (AR)
THEATRE AS A REMAKE OF THE PAST
Masterclass

 

20 | 23 NOVEMBRE
LOLA ARIAS (AR)
VETERANS

 

24 NOVEMBRE
LOLA ARIAS (AR)
MY DOCUMENTS

 

1 | 2 DICEMBRE

MILO RAU/IIPM (CH)
HATE RADIO
In collaborazione con Olinda / TeatroLaCucina

 

MY DOCUMENTS

Focus_MEDIA_stretto

 

“My Documents è un lavoro sul fallimento” Lola Arias

My Documents è il risultato del workshop condotto da Lola Arias con un gruppo di artisti italiani, che prende spunto dall’omonimo ciclo di conferenze-spettacolo dove artisti di diversi ambiti raccontano la loro ricerca, un’esperienza che hanno vissuto in modo radicale e una storia che li ossessiona.

Sul palco ci sarà solamente l’artista con i suoi appunti: un modo per portare alla luce il tipo di ricerca che spesso si perde in una cartella senza nome in un computer.

Questo genere di conferenze-spettacolo fu creato negli anni ’60 da Joseph Beuys e da Robert Smithson, un modo di trasformare un discorso in opera d’arte. Negli ultimi anni, questo formato è proliferato nel teatro, nella danza e nelle arti visive, diventando una delle modalità del teatro concettuale. Artisti come Rabih Mroué, Tim Etchells and Jérôme Bel hanno reinventato il genere, rendendo queste conferenze non accademiche un modo per presentare e parlare di ricerche ed esperienze.

 

c/o ZONA K

Durata 60 min.

Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti, prenotazione consigliata. 

Per accedere allo spettacolo occorre tesserarsi a ZONA K. Leggi qui come.

 

Ideazione e a cura di Lola Arias Produzione di Luz Algranti Direzione tecnica di Marcos Medici

 

 

GUERRILLA

Focus_URBAN

 

Un progetto ZONA K, Danae Festival e Triennale Teatro dell’Arte

Una conferenza, una classe di Thai-Chi e una sessione di musica elettronica: queste sono le tre scene che compongo la pièce. Non vi è conflitto evidente in scena, la battaglia si è trasferita all’interno della mente. E nelle profondità di questi spazi interiori, dove è confinata la liberà, esiste una guerra di pensieri che si sveglia ogni mattina e si addormenta ogni notte senza mai risolversi.

Guerrilla osserva le tensioni sperimentate dall’Europa: pensieri incendiari di uno spazio di comodità. Se tutto avanza in un apparente stato di pace nel quale vi è un sentimento di sicurezza, perché involontariamente nelle nostre teste invochiamo la guerra?

La pièce è scritta combinando fiction e testo documentale, basato su una serie di interviste a un piccolo gruppo di persone che condividono lo stesso presente e lo stesso spazio, in questo caso la città di Milano.

ideazione El Conde De Torrefiel regia e drammaturgia Tanya Beyeler e Pablo Gisbert testo Pablo Gisbert in collaborazione con i volontari di Milano assistente Nicolas Chevallier disegno luci Ana Rovira scenografia Blanca Añón suono Adolfo García assistenza alla coreografia Amaranta Velarde musica Pink Elephant on Parade, Salacot performers Amaranta Velarde e i volontari di Milano coproduzione Kunstenfestivaldesarts Brussels, Steirischer Herbst Festival Gratz, Noorderzon Festival Groningen con il sostegno del progetto europeo NXSTP e il supporto di Graner, Centre de creació Barcelona, ICEC – Generalitat de Catalunya, INAEM, Ministerio de Cultura de España, Institut Ramón Llull

El Conde De Torrefiel è una compagnia fondata a Barcellona nel 2010 da Tanya Beyeler e Pablo Gisbert.
Il loro lavoro si articola attraverso un’estetica testuale e visuale dove convivono teatro, coreografia, letteratura e arti plastiche. Il punto di partenza del progetto si trova in un’analisi del presente e in un interrogativo immediato delle possibilità del nostro tempo. Gli ultimi lavori della compagnia sono stati presentati nei maggiori festival europei tra i quali Kunstenfestivaldesarts di Bruxelles, Festival d’Automne di Parigi, Steirischer Herbst di Graz o Dublin Theater Festival.

In italiano c/o Triennale Teatro dell’Arte
Posti limitati, preacquisto biglietto consigliato

BIGLIETTERIA ONLINE

Ingresso: per i TESSERATI 2017 di ZONA K 10,00
20,00 euro (intero); 15,00 euro ridotto (under 30/over 65/gruppi); 10,00 euro (studenti)

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FOCUS NOW

Un’Europa sfaldata, nuove migrazioni senza controllo, magnati dell’economia trasformati in novelli Cesari, ignoranza senza confini, violenza dentro e fuori casa. E viceversa: economia consapevole, società multiculturali, atti coraggiosi di persone coraggiose, millennials proiettati alla condivisione, confini che resistono aperti.

L’oggi pare il tempo dello spaesamento e dell’incertezza. Siamo ancorati a un presente che non piace; i sondaggi parlano di sfiducia e malcontento; i media mostrano immagini di attentati, profughi, disastri ambientali; la politica racconta soprattutto se stessa persa nell’individualismo dilagante. Eppure la realtà sembra essere meno peggio di quella che si percepisce e i dati statistici forniscono altri numeri.

Ma allora quale epoca stiamo vivendo? Siamo autorizzati a concederci un po’ di ottimismo per il futuro o il presente non è altro che il preludio di un nuovo Medioevo?

Per noi NOW è tutto questo. Vogliamo essere ottimisti e crediamo in nuove rivoluzioni possibili ma guardiamo in faccia la realtà con gli sguardi degli artisti che vivono e interpretano il presente. Che siano sguardi caustici, provocatori, irriverenti, di condanna o di stupore.

 

Gli eventi del FOCUS NOW:

14 ottobre 2017 | ore 20.00 + 15 ottobre 2017 | ore 16.00

FIVE EASY PIECES di Milo Rau (CH)
[spettacolo teatrale c/o Triennale Teatro dell’Arte]

Alla prova i limiti di ciò che i bambini sanno, sentono e fanno.


16 novembre 2017 | ore 20.30

THE GREAT EUROPEAN DISASTER MOVIE
di Piras e Emmot (IT/UK)

[film documentario c/o ZONA K]

Il lavoro mostra un futuro distopico in cui l’Unione Europea non esiste più.


18 novembre 2017| ore 20.30 + 19 novembre 2017 | ore 17.00

OUR VIOLENCE AND YOUR VIOLENCE di Oliver Frljić (HR)
[spettacolo teatrale c/o Teatro La Cucina]

Our violence and your violence è tra gli spettacoli europei più controversi del momento ma anche il primo confronto con la politica del neopresidente Donald Trump. In collaborazione con OLINDA.


22 – 23 novembre 2017 | ore 20.00

REVOLUTION NOW! di Gob Squad (DE/UK)
[spettacolo teatrale c/o Triennale Teatro dell’Arte]

Il teatro si trasforma per una sera nel ribollente quartier generale di un gruppo di rivoluzionari.
In collaborazione con Triennale Teatro dell’Arte.


24 – 25 novembre 2017 | ore 20.30

WE ARE GOB SQUAD AND SO ARE YOU di Gob Squad (DE/UK)
[performance teatrale c/o ZONA K]

È un’esperienza in equilibrio tra curiosità, coraggio, capacità di rischiare, e il rapporto tra la libertà infantile e la responsabilità condivisa per tutto ciò che succede.


24 – 25 novembre 2017 | ore 22.00

LIVE LONG AND PROSPER di Gob Squad (DE/GB)
[Film per doppio schermo con bicchiere di vino  c/o ZONA K]

Sette sequenze di film sono reinterpretate e rifilmate da sette performer in sette diverse location della città di Berlino.


 

01 – 02 dicembre 2017 | ore 20.30

ISOLA E SOGNA di Ateliersi (IT)
[concerto documentario c/o ZONA K]

Un report in forma di concerto su Giusi Nicolini, Sindaco di Lampedusa, e sull’esercizio del potere nell’isola degli sbarchi e delle tartarughe.


 

 

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GRIP

Focus_URBAN

GRIP è uno spettacolo in cui differenti approcci all’arte confluiscono. Danza, video, musica, racconto, scrittura condivisa, scultura… GRIP è l’aderenza delle ruote al suolo stradale, metafora per l’adesione alla propria vita.

Partendo dal confronto tra due personalità, una vorace, invadente ma concentrata sulle proprie necessità (Riccardo) e l’altra fluttuante, rispettosa, ma alla ricerca di sé (Alex), ci siamo interrogati tramite la metafora automobilistica e fisica (aggrappo tra due corpi) sul senso di aderire o meno alla propria vita, sul correrla fino a portarla all’estremo, al limite e magari fino a perdere l’aderenza. Sul senso di necessità di fare questo, su cosa ci spinge a desiderarlo. Il diritto all’autodeterminazione individuale e alla felicità (conseguente) sono diritti che è così facile non considerare come fondamentali davanti ad altri di prima necessità. Ma ogni essere umano ha diritto ad avere riconosciuti i diritti che gli permettano di aderire alla propria vita, a riconoscercisi e a riconoscerla. A guidarla.

Partecipazione € 10,00.
Posti limitati, preacquisto biglietto consigliato
c/o Case private, l’indirizzo esatto sarà comunicato via sms il giorno precedente lo spettacolo.
E’ necessario lasciare il proprio numero telefonico a biglietti@zonak.it per ricevere le informazioni precise.

BIGLIETTERIA ONLINE

di e con Riccardo Olivier e Alex Mc Cabe collaborazione con il videoartista Alberto Sansone e con la set/costume designer Maddalena Oriani

 

Fattoria Vittadini nasce a Milano nel 2009 dalla volontà degli undici allievi del corso dell’allora Atelier di Teatro-Danza della Scuola Paolo Grassi di rimanere uniti e continuare a farsi strada insieme nel campo delle arti performative. Gruppo estremamente eterogeneo e versatile, si adatta alle pluralità dei linguaggi con una professionalità sempre crescente. Durante il corso degli anni hanno avuto l’opportunità di collaborare con grandi artisti, tra i quali Lucinda Childs, Yasmeen Godder, Ariella Vidach, Virgilio Sieni, Alessandro Certini, Emanuela Tagliavia, Jean Claude Penchenat, Maria Consagra, matanicola e Maya Carrol, senza perdere di vista una personale ricerca e poetica che continuano ad indagare attraverso la creazione di coreografie interne alla compagnia. Fattoria Vittadini ha partecipato a importanti manifestazioni e festival sia nazionali che internazionali (tra gli altri, Biennale Danza, TorinoDanza, MilanOltre, Roma Europa, Ravenna Festival, Fabbrica Europa, A-Genre Festival, Un Automne a Tisser, Diversia Festival, Fringe Festival…). Nel 2011 entra come partner attivo in RIC.CI – Reconstruction Italian Choreography 1980-1990, progetto di recupero della coreografia contemporanea italiana degli anni ’80-’90 ideato da Marinella Guatterini. Dal 2012 la compagnia è sostenuta dal Comune di Milano. Nel 2013 Fattoria Vittadini è vincitrice del bando regionale Teatri del Tempo Presente con lo spettacolo To This Purpose Only. Nel luglio 2014 è stata invitata dal Festival della Valle D’Itria ad essere la compagnia ufficiale per la 40° edizione del festival, prendendo parte alle opere in cartellone e firmando alcune delle coreografie. Dal 2014 Fattoria Vittadini è sostenuta dal MiBACT – Direzione Spettacolo dal Vivo. Fattoria Vittadini sono: Mattia Agatiello, Chiara Ameglio, Cesare Benedetti, Noemi Bresciani, Pieradolfo Ciulli, Maura Di Vietri, Gabriele Marra, Riccardo Olivier, Francesca Penzo, MariaGiulia Serantoni, Vilma Trevisan. 

 

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FOCUS WAR

Parlare di guerra per parlare di Europa perché proprio dalla guerra e da un secolo dilaniato dai conflitti, prese infine forma l’idea di Europa unita, solidale, ricca. Presupposto del più lungo periodo di pace che il continente abbia mai conosciuto.

Oggi di quelle guerre si celebrano i centenari, si rivivono i fatti nelle rievocazioni, nei saggi storici, nei film.

Ma quanto il passato è lontano? Quanto quella guerra che ci appare così lontana con le sue trincee o i suoi bombardamenti, lo è davvero? Le guerre contemporanee che ci circondano appartengono davvero a un altro mondo?

Da queste domande, una riflessione sull’oggi. Sull’Europa che non conosce bombardamenti ma chiude le frontiere, sulle responsabilità che ognuno di noi potrebbe avere, sulle scelte che faremmo. Sulla guerra come destino ineluttabile di nuove Real Politik economiche, finanziarie, mediatiche.

 

Gli eventi del FOCUS WAR:

9, 10, 11 febbraio 2017 | ore 20.30

FRIENDLY FEUER (una polifonia europea) di Isola Teatro (IT)
[Spettacolo teatrale c/o ZONA K]

Sullo sfondo la Grande Guerra, omaggio alla Storia e pretesto per guardare all’Europa di oggi.


CANCELLATO PER MOTIVI TECNICI
Murx den Europäer! Murx ihn! Murx ihn! Murx ihn! Murx ihn ab!
[Versione video dello spettacolo] Ein patriotischer Abend von Christoph Marthaler
di Volksbuhne Berlin (D)


15 febbraio 2017 | ore 18.30

L’IMMAGINE DELLA GUERRA TRA STORIA E PERFORMANCE
[conversazione con aperitivo]

Com’è cambiata la nostra percezione della guerra? Oggi che la diplomazia pare scomparsa e la guerra non ha più fronti e confini chiari?
Se ne discute con Alessandro Colombo, docente di Relazioni internazionali dell’Università degli Studi di Milano; Giovanni Scirocco, docente di Storia contemporanea dell’Università degli Studi di Bergamo; Collettivo LIGNA, Germania


16, 17 febbraio 2017 | ore 20.30

IL GRANDE RIFIUTO di Ligna (DE)
[Performance audio c/o ZONA K]

Una fiction storica che mette in discussione la guerra come destino ineluttabile.


sabato 18 ore 20.30 | domenica 19 febbraio 2017 ore 17.00

LEĢIONĀRI. Diskusija ar kaušanos di Valters Sīlis (LT)
[spettacolo teatrale c/o ZONA K]

Legionari baltici – accusati di complicità con l’esercito nazista – sono contesi tra Svezia e Unione Sovietica per l’estradizione e la conseguente probabile condanna a morte da parte dello Stato Sovietico.


27, 28 febbraio, 1 marzo 2017 | ore 20.00

A HOUSE IN ASIA di Agrupación Señor Serrano (ES)
[Performance teatrale video,  c/o CRT Milano TEATRO DELL’ARTE]

Dal gruppo di punta della scena catalana vincitore del Leone D’Argento alla Biennale di Venezia 2015.
Dopo il grande successo del FOCUS CATALOGNA di dicembre 2016, Agrupación Señor Serrano torna nella stagione di ZONA K con un western teatrale dove la realtà e le sue copie sono mescolate, grazie alla collaborazione con Triennale Teatro dell’Arte.
Un progetto ZONA K e Triennale Teatro dell’Arte

 

KIDS

Il 12 febbraio 2002 l’ONU proibisce il reclutamento dei minori di 18 anni nei conflitti, istituendo così la Giornata Internazionale contro l’uso dei bambini soldato. Ciononostante sono ancora più di 250.000 i bambini e gli adolescenti arruolati nel mondo. In un focus che parla di conflitti armati, diventa per noi indispensabile dichiarare il nostro no alla guerra tout court ma soprattutto alla guerra che priva i bambini del loro diritto a un’infanzia non violenta. Queste le proposte per parlarne ai bambini e ai ragazzi.

12 febbraio 2017 | ore 15.30

LA STRABOMBA a cura di Emergency
[laboratorio 6 – 10 anni gratuito]

Un corale NO ALLA GUERRA! guidati da un bel racconto di Mario Lodi e dalle storie provenienti dagli ospedali di Emergency.


12 febbraio 2017 | ore 17.30

ALL THE INVISIBLE CHILDREN, di Mehdi Charef, Emir Kusturica, Spike Lee, Kátia Lund, Jordan Scott, Ridley Scott, Stefano Veneruso, John Woo. (IT/FR 2005)
[film dai 12 anni – durata 108 min]

Sette registi di fama internazionale, sette paesi, sette storie di infanzia negata, invisibile. Uno scopo: sollevare il problema dei bambini ignorati e renderlo visibile grazie al cinema.

 

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DITTICO DEL MISTERO E DEL TERRORE

Focus_Radio

Liberamente tratto dai “Tales of Mystery and Terror” di E. A. Poe. 

Il Babau & i maledetti cretini tributa il suo omaggio a Poe rileggendo al lume fioco di un rock criptico e colto alcune tra le più oscure pagine dei Racconti del Mistero e del Terrore: La verità sul caso di Mr.Valdemar e La maschera della Morte Rossa.

Dà così vita a un cupo e coinvolgente “Fonodramma”, una vera e propria traduzione sonora dei racconti. Il risultato è un viaggio nevrastenico e carico di suspense in cui lo spettatore/ascoltatore è trasportato senza soluzione di continuità attraverso paesaggi sonori molto vari e sempre suggestivi sino all’ineludibile epilogo.

Damiano Casanova: chitarra elettrica, tastiere; Franz Casanova: voce e tastiere

Il Babau &… è un progetto artistico sospeso tra musica, teatro e letteratura fondato dai fratelli Casanova sul finire dello scorso millennio. Lasciata da parte la forma canzone reinventa il fonodramma, originale traduzione musicale e sonora di racconti letterari con spiccata propensione per il misterioso, il fantastico, il grottesco, il macabro, il bizzarro.

FAVOLE AL TELEFONO

Focus_Radio

Liberamente ispirato al mondo di Gianni Rodari.

Lo spettacolo è adatto anche ad un pubblico di bambini e ragazzi.
Dai 6 anni in su.

Uno spettacolo ispirato al mondo di Gianni Rodari, ricco di storie intelligenti, che sanno di gioia, fantasia, libertà. 7 telefoni disseminati nello spazio con cui chiamare e rispondere per farsi raccontare una storia. 7 voci che raccontano in diretta le favole di Gianni Rodari. 7 spettatori alla volta che potranno alzare la cornetta e ascoltare i centralisti nascosti: attori-narratori dalla provenienza più disparata, culturale e linguistica, che raccontano storie e dialogano con gli ascoltatori in tutte le lingue della nostra città.

Il progetto Favole al telefono nasce dall’incontro di due elementi portanti della ricerca di Bluemotion. Il primo riguarda la costruzione di dispositivi performativi e visivi che facilitino e indaghino la sfera della comunicazione tra due individui. Il secondo invece è la riflessione sul racconto come dono, sulla sua capacità di essere strumento di ascolto e dialogo.

Il dispositivo per Bluemotion è lo strumento necessario a creare un rito. Un rito laico, certamente, ma che sappia offrire la possibilità di sentirsi in un meccanismo comunitario. Nel caso di Favole al telefono il mezzo è il telefono col filo, caduto in disuso da anni, così come la limitazione a muoversi in uno spazio ridotto durante una conversazione telefonica. Questa costrizione spaziale provoca un senso di smarrimento, ma anche di intimità. Di solitudine, ma anche di stupore.

Si tratta di un’esperienza breve di dialogo telefonico con una persona sconosciuta. E ciò che si ascolta è una favola. Lo spazio ordinato e in penombra ospita la caotica gamma di favole che si nasconde dietro la cornetta, protegge il segreto che lega due persone che parlano al telefono senza conoscersi. E in questo piccolo incontro misterioso le favole diventano cartografie di vite, riti di passaggio, appunti di fantastica.

ideazione e regia Giorgina Pi; soundscape Valerio Vigliar; una produzione Angelo Mai – Bluemotion
con con Sara Benvenuto, Elettra Capuano,  Gianluca De Rubertis, Gian Marco Di Lecce, Mauro Milone, Giorgina Pi, Laura Pizzirani, Sofia Vigliar, Valerio Vigliar, Rodrigo D’Erasmo + Roberto Dell’Era degli Afterhours e Enrico Gabrielli dei Calibro 35

La prenotazione è obbligatoria, i posti sono limitati.
Ogni racconto dura 15 minuti.
Le repliche si svolgeranno all’inizio di ogni ora a partire
dalle ore 18.00 per il sabato e dalle ore 16.00 per la domenica.
Se il turno lo consente, è possibile scegliere di ascoltare altri racconti.

BIGLIETTI per ADULTI
€ 8,00 (2 racconti +  aperitivo/caffè)
€ 3,00 (il 3° racconto) 

BIGLIETTI per BAMBINI
€ 6,00 (2 racconti + merenda)
€ 3,00 (il 3° racconto

02.97378443 biglietti@zonak.it

Bluemotion è una formazione nata nel 2008 a Roma all’interno dell’esperienza artistica e politica dell’Angelo Mai. Performer, registi, musicisti e artisti visivi si uniscono per creare a partire dalle proprie suggestioni, confrontando i propri sguardi sul presente e sull’arte. Le opere di Bluemotion sono sempre creazioni collettive, risultato dello scambio e delle visioni dei membri del gruppo.

PICCOLE MERAVIGLIE
quando i bambini diventano performer

ingresso: € 6,00 a persona

Pubblico max 90 tra adulti e bambini disposti a semicerchio sullo stesso livello dei performer.
Età: 0>100. Ottimale famiglie con bambini 0>7 anni
Musica: Tutti gli strumenti sono acustici. Non è richiesta amplificazione.
Durata: 45 minuti

Piccole Meraviglie è un progetto innovativo e sperimentale dell’associazione culturale
 Takla Improvising Group, attiva sul territorio lombardo dal 1998 
nella diffusione della pratica dell’improvvisazione di musica, danza, teatro e arti visive. Piccole Meraviglie è la versione made in Italy del progetto olandese Wonderland. Ha debuttato alla Triennale di Milano nel 2011 grazie al sostegno di Fondazione Cariplo nell’ambito del progetto di residenze Etre e ad oggi è stata vista e “vissuta” da circa 2.500 famiglie.

Si tratta di una performance di danza e musica dal vivo rivolta a bambini e genitori. Più che una performance per i bambini è una performance con i bambiniprevede un primo momento in cui i bambini sono solo spettatori di un evento improvvisativo di danza e musica dal vivo ed una seconda parte in cui bambini diventano performer. Tutto avviene attraverso la comunicazione non verbale e i bambini, una volta preso il coraggio di “entrare” in scena, diventano piccoli artisti che dialogano con i performer, comunicando con loro attraverso il corpo e i suoni.

Piccole Meraviglie è una filosofia di pensiero, che accoglie i bambini di ogni età e di ogni colore uniti dal linguaggio non verbale. Crea e favorisce l’integrazione, abbatte le barriere. È un modo di “fare” e “sentire” l’arte, la scena, il teatro.

CRISTINA NEGRO – danza e organetto
(Milano, 1963) Danzatrice, coreografa, formatrice. Laureata in Lettere Moderne. Formatasi in Italia e in Francia con Teri Weikel, Roberto Castello, Carolyn Carlson, Francoise e Dominique Dupuy. Dal 1998 docente presso l’Università degli Studi di Milano Bicocca all’interno della Facoltà di Scienze della Formazione. È vicepresidente dell’Associazione Culturale Takla Improvising Group finalizzata alla promozione e alla diffusione dell’improvvisazione tra le arti. Si occupa di formazione nelle scuole come docente all’interno del progetto internazionale Mus-e.

FILIPPO MONICO – batteria, percussioni, oggetti sonori
(
Milano, 1955) Attivo dai primi anni 70, ha collaborato assiduamente con Guido Mazzon, Gaetano Liguori, Giorgio Gaslini, Massimo Urbani, Danilo Terenzi, Paolino Della Porta, e numerosi altri musicisti partecipando a concerti e registrazioni tra gli altri con Enrico Rava, Paul Rutherford, Lester Bowie, Don Cherry, Steve Lacy, Evan Parker.
E’ stato nel “Muzic Circo” di Roberto Bellatalla con Daniele Cavallanti ed Edoardo Ricci. Lavora in Olanda e Inghilterra con Tristan Honsinger, Sean Bergin, Antonello Salis e Sandro Satta.
Ha realizzato una ventina di pubblicazioni registrate con diverse formazioni musicali. Si dedica all’improvvisazione sia radicale che jazzistica in dialogo con Danza, Pittura, Poesia, Teatro e Video. Guida il “Takla Jazz”.

GIANLUCA ELIA – sax tenore
(
Milano 1991Giovanissimo sassofonista di talentoha iniziato lo studio del sax e della musica a 11 anni quando un maestro illuminato aveva stimolato la nascita di un piccolo gruppo jazz in cui si praticava l’improvvisazione. Ha studiato con Rudy Manzoli, Giulio Visibelli . Attualmente studia Jazz al Conservatorio di Milano sotto la guida di Riccardo Luppi, Tino Tracanna, Attilio Zanchi, Giovanni Falzone e Paolo Silvestri. Tra gli altri progetti che sta sviluppando ci sono un tributo a Massimo Urbani e un trio sull’improvvisazione libera e la trasformazione degli standard.

 

Guarda anche IMPROVVISAZIONE.

 

PICCOLE MERAVIGLIE
quando i bambini diventano performer

ingresso: € 6,00 a persona

Pubblico max 90 tra adulti e bambini disposti a semicerchio sullo stesso livello dei performer.
Età: 0>100. Ottimale famiglie con bambini 0>7 anni
Musica: Tutti gli strumenti sono acustici. Non è richiesta amplificazione.
Durata: 45 minuti

Piccole Meraviglie è un progetto innovativo e sperimentale dell’associazione culturale
 Takla Improvising Group, attiva sul territorio lombardo dal 1998 
nella diffusione della pratica dell’improvvisazione di musica, danza, teatro e arti visive. Piccole Meraviglie è la versione made in Italy del progetto olandese Wonderland. Ha debuttato alla Triennale di Milano nel 2011 grazie al sostegno di Fondazione Cariplo nell’ambito del progetto di residenze Etre e ad oggi è stata vista e “vissuta” da circa 2.500 famiglie.

Si tratta di una performance di danza e musica dal vivo rivolta a bambini e genitori. Più che una performance per i bambini è una performance con i bambiniprevede un primo momento in cui i bambini sono solo spettatori di un evento improvvisativo di danza e musica dal vivo ed una seconda parte in cui bambini diventano performer. Tutto avviene attraverso la comunicazione non verbale e i bambini, una volta preso il coraggio di “entrare” in scena, diventano piccoli artisti che dialogano con i performer, comunicando con loro attraverso il corpo e i suoni.

Piccole Meraviglie è una filosofia di pensiero, che accoglie i bambini di ogni età e di ogni colore uniti dal linguaggio non verbale. Crea e favorisce l’integrazione, abbatte le barriere. È un modo di “fare” e “sentire” l’arte, la scena, il teatro.

CRISTINA NEGRO – danza e organetto
(Milano, 1963) Danzatrice, coreografa, formatrice. Laureata in Lettere Moderne. Formatasi in Italia e in Francia con Teri Weikel, Roberto Castello, Carolyn Carlson, Francoise e Dominique Dupuy. Dal 1998 docente presso l’Università degli Studi di Milano Bicocca all’interno della Facoltà di Scienze della Formazione. È vicepresidente dell’Associazione Culturale Takla Improvising Group finalizzata alla promozione e alla diffusione dell’improvvisazione tra le arti. Si occupa di formazione nelle scuole come docente all’interno del progetto internazionale Mus-e.

FILIPPO MONICO – batteria, percussioni, oggetti sonori
(
Milano, 1955) Attivo dai primi anni 70, ha collaborato assiduamente con Guido Mazzon, Gaetano Liguori, Giorgio Gaslini, Massimo Urbani, Danilo Terenzi, Paolino Della Porta, e numerosi altri musicisti partecipando a concerti e registrazioni tra gli altri con Enrico Rava, Paul Rutherford, Lester Bowie, Don Cherry, Steve Lacy, Evan Parker.
E’ stato nel “Muzic Circo” di Roberto Bellatalla con Daniele Cavallanti ed Edoardo Ricci. Lavora in Olanda e Inghilterra con Tristan Honsinger, Sean Bergin, Antonello Salis e Sandro Satta.
Ha realizzato una ventina di pubblicazioni registrate con diverse formazioni musicali. Si dedica all’improvvisazione sia radicale che jazzistica in dialogo con Danza, Pittura, Poesia, Teatro e Video. Guida il “Takla Jazz”.

GIANLUCA ELIA – sax tenore
(
Milano 1991Giovanissimo sassofonista di talentoha iniziato lo studio del sax e della musica a 11 anni quando un maestro illuminato aveva stimolato la nascita di un piccolo gruppo jazz in cui si praticava l’improvvisazione. Ha studiato con Rudy Manzoli, Giulio Visibelli . Attualmente studia Jazz al Conservatorio di Milano sotto la guida di Riccardo Luppi, Tino Tracanna, Attilio Zanchi, Giovanni Falzone e Paolo Silvestri. Tra gli altri progetti che sta sviluppando ci sono un tributo a Massimo Urbani e un trio sull’improvvisazione libera e la trasformazione degli standard.

 

Guarda anche IMPROVVISAZIONE.

 

PRIMO STUDIO
UMANITÁ – LIBRO I

concept, regia, drammaturgia Silvia Girardi
performers Sara Rosa Losilla, Carolina Cametti
selezione video Silvia Girardi, Laura Lamonea
videomapping Video Sound Art Festival
dramaturg Laura Tassi
sound design Michael Shiono
set design Daniele Girardi
sculture Dora Ayala
light design Stefano Mazzanti
contributi video ModoFilm, Daniele Girardi
assistente videomapping Alessandra Cassiano
urban ponchos Otto London
assistente regia Margherita Scalise
assistente tecnico Edoardo Verea
foto Luca Sironi
distribuzione terzo paesaggio

 

Umanità > libro I  percorre il tempo e lo spazio in un paesaggio magico dal sapore performativo attraversando oceani, galassie e città, per esplorare il racconto di una Natura di cui l’Uomo è parte. Nell’incapacità di penetrarla a fondo, Umanità libro I  cerca di comprendere la lingua attraverso cui la Natura parla e sente. Si interroga sull’intelligenza evolutiva, il paesaggio planetario, le minacce ecologiche e l’azione individuale consapevole. Parla con la voce immaginata della Natura attraverso forme di vita diverse dall’Uomo, che appare di rado in questo racconto, non più nella sua versione antropocentrica di osservatore e dominatore, ma di osservato. In ogni caso l’Uomo il punto di vista della Natura non lo conosce, bisogna perciò che si affidi al sogno.

 

– Sottratto l’uomo dalla sua presunta quanto inconsistente autosufficienza, stanno venendo alla luce le profonde interazioni con l’ambiente. La crisi dell’autoreferenzialità antropocentrica è proceduta con l’affermarsi di nuove istanze più complessamente ecocentriche. – Franco Brevini

 

 

Chi è in scena > due Turritopsis Dohrnii o meduse immortali in grado di trasformare le proprie cellule da uno stato maturo fino a tornare all’immaturità, in altre parole non muoiono mai. Hanno ormai padroneggiato la questione evolutiva e nella nostra storia hanno più di 500 milioni di anni dalla loro comparsa sul pianeta. Jelly A è stanca del continuo ciclo metamorfico e sogna di evolversi in altra forma; Jelly B vive l’onnipotenza dell’immortalità e la supremazia della specie. Da sempre affrontano i medesimi discorsi dai sapori beckettiani, finchè qualcosa modifica il loro assetto, una strana onda nera le porta molto vicino ad una fine inaspettata e che credevano improbabile.

 

 

– L’esperimento dell’umanità, vecchio di diecimila anni, di adottare un modo di vita alle spese della natura, sta fallendo. Una nuova visione del mondo basata sull’ecosfera planetaria ci indica la via.  – Carta Mondiale per la Natura

 

 

Il processo > Umanità libro I parla al pubblico sotto forma di collage di parole, video, musiche, opere di video arte. Il racconto non è lineare: prevede l’intersezione di scene di vita reale, personaggi magico-realisti, paesaggi psicologici, interviste video vox populi di uomini contemporanei. Utilizziamo testi esistenti ed originali con un’enfasi sulla componente emotiva ed evocativa. La nostra drammaturgia nasce da improvvisazioni, scrittura scenica, e composizioni fisiche. Ci ispiriamo alla sintesi di Beckett, alla pittura di A. Kiefer, al Realismo Magico, al linguaggio tecnico-scientifico.

 

– La sopravvivenza del mondo dipende dalla wildness. Il selvaggio sta dentro di noi, è un sogno che ci portiamo dentro. – Thoureau

 

Un ringraziamento particolare a: Otto London, Mondo Yoga, Scuola Paolo Grassi, ATIR Ringhiera, Greepeace, Filippo Agnello, Ivan Casagrande Conti, Ferdinando Boero, Stefano Piraino, Federica Fabiani, Michele Di Giacomo, Allison DeLauer.

 

www.silviagirardi.com

 

 

 

APPUNTI PER UN NOVISSIMO BESTIARIO
– performance –

Progetto (body-mapping) di  Fedra Boscaro e Tommaso Arosio
ospiti di Appunto #09 arti visive Karin Andersen, Sonia Marcolin
suono Valentino Corvino e Roberta Giallo
produzione Ever New Bestiary

Novissimo Bestiario è un progetto di ricerca articolato che intende censire gli “esseri immaginari” del contemporaneo. La serie performativa degli Appunti è da intendersi come un’indagine preparatoria al Bestiario, focalizzata sul rapporto “essere immaginario – essere umano”. Gli appunti dispari fanno uso di video body mapping e di una creazione partecipata. I singoli appunti risultano essere la stratificazione dei contributi di artisti-ospiti, invitati a rimodellare le immagini-corpo secondo la propria ricerca poetica.

Fedra Boscaro e Tommaso Arosio compongono una intelligente riflessione critica sulla percezione (e sull’uso) del corpo, surfando l’immaginario pop occidentale. Nel loro bestiario vengono rappresentati ed evidenziati gli aspetti più stereotipati di ciò che si cerca e si chiede alla fisicità femminile; questi stessi aspetti vengono poi decomposti, corrotti in modo da suggerire quanto infinite possano diventare le vie della bellezza. Gli Appunti si delineano così come ongoing project arricchito da continui contributi di provenienza eterogenea. Il lavoro, grazie alla sovrapposizione fra corpo reale e corpo virtuale, mostra lo scarto fra le due dimensioni, confutando la relazione indicale supposta fra oggetto fisico e sua rappresentazione bidimensionale” (F.Patti)

Appunti per un novissimo bestiario trailer

STRATEGIA K – comportamenti che tendono a instaurare condizioni di equilibrio
– performance –


Azione scenica Elisa Turco Liveri
video Salvatore Insana
con le voci di GIOVANNA BELLINI, LUCA BONDIOLI, VANIA YBARRA
sound ALBAN DE TOURNADRE
disegno luci Giovanna Bellini
tecnico del suono MARCO DE TOMMASI
costumi OLIVIA BELLINI
produzione COMPAGNIA DEL META-TEATRO
co-produzione DEHORS/AUDELA – LYRIKS
con il sostegno di ELECTA CREATIVE ARTS e ASS. CULT. RESINE
drammaturgia audiovisiva DEHORS/AUDELA

E’ in dubbio la sua fertilità. Forse non potrà procreare. Fino ad ora non aveva considerato il problema. Basta che un elemento non funzioni per destabilizzare l’insieme.

Un tutorial per le cure parentali sulla capacità di adattamento e sopravvivenza. Supplire l’eventuale assenza di un figlio. Prendersi cura di chi, poiché nato, è destinato a perire. La possibilità di non generare un’altra vita, un altro scheletro. Ossa di vacca, emblema del nutrimento primario: il latte. Incontro tra corpo e ex corpo. L’uno inerte nella sostanza, l’altro inabile rispetto alle sue naturali funzioni preposte, si incontrano, dialogano muti.

Un cortocircuito inaspettato provoca lo scarto tra mimesi e realtà.

Strategia K rielabora la storia dell’isteria (uno dei più complessi paradigmi del problema mente-corpo), patologia che si credeva un tempo legata a problemi di procreazione, ricollegandosi al “reale” problema di presunta infertilità della performer in scena e creando un’inedita partitura fisica attingendo da fonti extra-teatrali come l’etologia, come l’Iconographie photographique de la Salpêtrière, un serbatoio visionario e ossessivo di spettacolarizzazione del dolore ante-litteram, o ancora come il pensiero di Didi Huberman (soprattutto il suo L’invenzione dell’isteria).

La spettacolarizzazione del dolore e del dramma privato, oggi approdata a livelli vertiginosi, ha origini più antiche di quanto si pensi: a fine Ottocento, le presunte isteriche della Salpêtrière venivamo messe letteralmente in scena, fatte esibire davanti a un pubblico di medici, costrette ad avere degli attacchi e premiate con un applauso finale.

Elisa Turco Liveri e Salvatore Insana si incontrano nel 2010 nello spazio del Meta-Teatro a Roma. Il progetto di cui fanno parte cerca di far confluire teatro e video nel segno di una ricerca continua in cui i due linguaggi mantengano comunque una loro specificità e al contempo siano capaci di generare nuove forme espressive. Negli ultimi anni hanno prodotto opere video-teatrali (A pezzi; Nelle pieghe; Land(e)scapes, In Negativo, Space-Time Lapse), progetti di ricerca audiovisiva (Aperture; In pieces; Recognition; Radici; Hunger; L’altra velocità) e percorsi d’indagine fotografica (Space-time Lapse, Umano non umano; Folds, Contre nature).

STRATEGIA K – comportamenti che tendono a instaurare condizioni di equilibrio trailer

CON TUTTO L’AMORE DEL MONDO
– teatro –
in una CASA PRIVATA DEL QUARTIERE ISOLA

Con Francesca Albanese, Silvia Baldini, Laura Valli 
allestimento scenico Erica Sessa 
montaggio  audio Diego Roveroni 
produzione Qui e Ora Residenza teatrale

Tre frammenti amorosi costruiti a partire dall’incontro con l’autore contemporaneo Tiziano Scarpa. Un autore la cui scrittura restituisce uno sguardo attento e ironico sullo stato dell’amore oggi. Tre vite colte in un momento nodale: avere un figlio, traslocare, scegliere se amare. Una scrittura teatrale fatta per immagini e azioni, per pensieri che prendono corpo e voce. Il teatro entra nelle case private, entra in spazi del quotidiano per un incontro ravvicinato fra pubblico e azione scenica. Il pubblico si cala nella vita di una persona, nel suo mondo emotivo, nelle sue paure e desideri. Un’esperienza intensa, un momento di forte condivisione, poi la padrona di casa aspetta nuovi ospiti, si torna al mondo con un momento conviviale di cibo, vino e chiacchiere su quanto appena vissuto.

Con tutto l’amore del mondo trailer