CODICEFIONDA (IT) cons. dramm. Agrupación Señor Serrano (ES)

Un bottone. Un giocatore. Uno schermo.

Ecco i nuovi barbari. Incomprensibili agli occhi del mondo adulto. Gli adolescenti, iperconnessi e fragili, terrorizzati e attratti dall’immagine di sé sui “social media”, esperti conoscitori di “sexting”, “video-game” e “binge drinking”, possessori di SmartPhone come prolungamento del proprio corpo. Ma cosa sappiamo degli adolescenti di oggi?

Un corto circuito narrativo dalle origini del videogioco alle origini dell’iGeneration.
Una esperienza immersiva in cui incontrare gli adolescenti di oggi tramite l’uso delle nuove tecnologie. Un percorso di creazione che racconta le nostre identità – reali e virtuali – grazie al confronto tra generazioni.

In questa performance lo Spettatore si troverà in relazione a loro. Potrà scegliere se confermare o mettere in dubbio le proprie aspettative, le proprie paure e i propri pregiudizi. Il fine ultimo sarà un “gioco performativo” per generare un incontro inedito e intimo. PLAY ME (ORIGINS PROJECT) è il risultato di un lavoro sulle biografie di ragazzi incontrati nella fase di ricerca e sviluppo drammaturgico tra Torino e Milano. Quello che il sociologo Morin definisce “cinema di autenticità totale”.

PLAY ME (Origins Project) è la nuova produzione di ZONA K che prosegue il percorso già intrapreso con Generazione gLocale nel 2017 attraverso il coinvolgimento di ragazzi, l’uso di nuovi dispositivi scenici e il supporto ideativo e drammaturgico di importanti nomi della scena internazionale, per questo progetto il pluripremiato collettivo catalano Agrupación Señor Serrano.

 

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Info: performance multimediale per singolo spettatore con utilizzo VR • pubblico dai 15 anni in su • durata 30 min. • ingresso ogni 15 min • in italiano

TORINO c/o POLO DEL ‘900
Palazzo San Celso – Corso Valdocco 4/A Torino

dettaglio orario: mercoledì, giovedì, venerdì ore 15.00 – 18.00, sabato ore 11.00 – 16.00

Ingresso libero con prenotazione obbligatoria a
ZONA K: tel. 393.8767162
oppure biglietti@zonak.it
Informazioni su come raggiungere il Polo del ‘900: receptionsancelso@polodel900.it o +39011 01120780
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Direzione progettuale e creazione Andrea Ciommiento, creazione e referenza multimediale Simone Rosset, consulenza drammaturgica Álex Serrano e Pau Palacios, produzione esecutiva Valentina Picariello e Valentina Kastlunger, organizzazione e comunicazione Silvia Orlandi e Federica Bruscaglioni, programmazione applicazione VR Luigi Sorbilli e Giuliano Poretti, assistenza alla creazione Kausar El Allam, Shady Mostafa, Imane Mouslim, Jaouher Brahim, Mattia Ghezzi, Anes Fettar, Matteo Coppola, Momo Moukett, Filippo Farina, Lorenzo Bregant, Federica Bruscaglioni, David Benvenuto. Produzione ZONA K (Milano), creazione Codicefionda (Torino), consulenza drammaturgica Agrupación Señor Serrano (Barcellona), in collaborazione con Fuori Luogo Festival (La Spezia), Polo del ‘900 (Torino), Festival dei Diritti Umani (Milano), Istituto Professionale Albe Steiner (Torino), Yepp Italia (Torino) e Collettivo gLocale (Milano), Con il sostegno del MIC e di IntercettAzioni – Centro di Residenza Artistica della Lombardia e del Comune di Milano, Con il contributo di Dialoghi – Residenze delle arti performative a Villa Manin (CSS Teatro stabile d’innovazione del FVG). Si ringrazia ITAS Giulio Natta e Hotel San Guido di Milano, Digital Storytelling Lab – Università degli studi di Udine.

Il progetto è realizzato con il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito di ORA! Produzioni di cultura contemporanea. Visita ora.compagniadisanpaolo.it

 

PROJECT AND DEVICE
tracce di un teatro multimediale.

Quest’anno, nel contesto del Festival dei Diritti Umani, abbiamo deciso di proporre una rubrica dal titolo  PROJECT AND DEVICE – tracce di un teatro multimediale nella quale portiamo tre esempi, differenti tra loro, di come il teatro si interroga sulla crisi della democrazia, sul ruolo dei media nel plasmare la realtà, sulle nuove strade digitali. In questo senso il teatro torna a essere strumento di riflessione civile, non solo per i contenuti quanto per i dispositivi messi in atto.

Valentina Kastlunger e Valentina Picariello, direttrici artistiche di ZONA K, introdurranno gli incontri.

 

21 Aprile, 16:30 – 17:00
TEATRO | Arte, Algoritmo e Automazione. Il cammino di _Fase Nove insieme ai Rimini Protokoll
con Riccardo Tabilio e Chiara Campara, artisti dell’opera collettiva FASE NOVE // Assolo Urbano

L’emergenza pandemica ha comportato una divisione delle componenti sociali in rilevanti e non. Le professioni artistiche non sono rientrate tra quelle socialmente necessarie. Dobbiamo pensare a un mondo senza l’arte e di chi vi lavora? Una crisi così profonda può essere un’opportunità? FASE NOVE // Assolo Urbano è una camminata urbana nei luoghi importanti per l’arte a Milano che diventano palcoscenico di installazioni audio che, attraverso interviste a diversi esperti, si confrontano con la domanda provocatoria: Perché esiste l’arte?


22 Aprile, 16:30 – 17:00
TEATRO | Play me: dispositivi tecnologici tra gaming e performance dal vivo
con Andrea Ciommiento, direzione creativa per Play Me (ZONA K)

Gli adolescenti, iperconnessi e fragili, terrorizzati e attratti dall’immagine di sé sui social media, esperti di sexting, video-game e binge drinking, possessori di SmartPhone come prolungamento del proprio corpo. Li conosciamo davvero? In questa performance lo spettatore si metterà in relazione con loro in un’esperienza immersiva. PLAY ME (ORIGINS PROJECT) è il risultato del lavoro sulle storie di ragazzi incontrati nella fase di ricerca drammaturgica a Torino e Milano. Produzione ZONA K, supporto ideativo e drammaturgico Agrupación Señor Serrano.


23 Aprile, 16:30 – 17:00

TEATRO | The Mountain. Esiste la verità?
con Pau Palacios di Agrupación Señor Serrano

Scalare una montagna significa superare le difficoltà per raggiungerne la cima e vedere il mondo “così com’è”. Ma spesso guardando dall’alto si vedono nuvole e nebbia che ricoprono tutto e il paesaggio cambia continuamente. Com’è il mondo allora? Com’è la verità? Esiste? In The Mountain, l’ultimo spettacolo della pluripremiata compagnia catalana, convergono la prima spedizione sull’Everest dall’esito incerto, Orson Welles con la Guerra dei Mondi, un sito Web di fake news, un drone che scruta il pubblico, neve, immagini frammentate e Vladimir Putin che parla soddisfatto di fiducia e verità.

Agrupación Señor Serrano (ES)

ENTRAMBE LE REPLICHE SONO SOLD OUT

Per la lista d’attesa scrivere a: olinda@olinda.org


C’è un’immagine ampiamente diffusa che ripercorre la storia delle idee: scalare una montagna, superare tutte le difficoltà per raggiungerne la cima e, una volta lì, poter vedere il mondo “così com’è”. Raggiungere la verità e non solo ombre e riflessi. È una bella immagine a tutti gli effetti.

Ma è davvero così? Spesso guardando dall’alto non si vede altro che nuvole e nebbia che ricoprono tutto o un paesaggio che cambia a seconda dell’ora del giorno o del tempo. Com’è il mondo allora? Com’è la verità? Esiste la verità? La verità è la cima di una montagna da coronare e basta, o piuttosto un sentiero freddo e inospitale che deve essere continuamente percorso?

In The Mountain, l’ultimo spettacolo della pluripremiata compagnia catalana, convergono la prima spedizione sull’Everest, il cui esito è ancora oggi incerto, Orson Welles che semina il panico con il suo programma radiofonico The War of the Worlds, giocatori di badminton che giocano a baseball, un sito Web di fake news, un drone che scruta il pubblico, molta neve, schermi mobili, immagini frammentate, e Vladimir Putin che parla soddisfatto di fiducia e verità.

Un palcoscenico bianco e diafano. Miniature in scala su dei praticabili, uno studio radiofonico, una riproduzione dell’Everest, schermi di proiezione portatili e treppiedi cinematografici costituiscono uno spazio a metà strada tra un set televisivo, un museo e un campo da badminton. Una rete di idee, storie, immagini, azioni e concetti è alla base del quadro drammaturgico di The Mountain. Con questi materiali, dispiegati in strati che si mescolano creando connessioni inaspettate, lo spettacolo si presenta come un’esplorazione senza mappa sul mito della verità.

 

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Info: spettacolo multimediale • durata 70 min. • in inglese con sottotitoli in italiano

Una co-produzione ZONA K presentato in collaborazione con Olinda/ Da vicino nessuno è normale

c/o Olinda/Da vicino nessuno è normale, Ex O.P. Paolo Pini – via Ippocrate, 45

acquisto biglietti unicamente su zonak.it e su olinda.org  – ritiro biglietti c/o Olinda/Da vicino nessuno è normale
intero 15 euro – ridotto 10 euro (tesserati ZONA K 2021/under 30/over 60)

Tessera associativa di ZONA K non necessaria perché evento fuori sede
PROMO: Ingresso ridotto per tesserati ZONA K 2021

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creazione Agrupación Señor Serrano drammaturgia e regia Àlex Serrano, Pau Palacios, Ferran Dordal performance Anna Pérez Moya, Àlex Serrano, Pau Palacios, David Muñiz management Art Republic
Una produzione GREC Festival de Barcelona, Teatre Lliure, Conde Duque Centro de Cultura Contemporánea, CSS Teatro Stabile di Innovazione del Friuli – Venezia Giulia, Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale, ZONA K, Monty Kultuurfaktorij, Grand Theatre, Feikes Huis Con il sostegno di Departament de Cultura de la Generalitat, Graner – Mercat de les Flors

Foto © Jordi Soler

 

A HOUSE IN ASIA


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Un progetto ZONA K e TRIENNALE TEATRO DELL’ARTE

Dal gruppo di punta della scena catalana, Leone d’Argento alla Biennale di Venezia 2015.

Nuove guerre mondiali. C’è chi dice che la terza sia già in corso. C’è chi la racconta nelle fiction e nelle serie tv. C’è chi fa prove generali. I confini fra realtà e finzione si assottigliano e confondono, nel nostro mondo globalizzato.

Anche sulla scena teatrale, i piani della narrazione e rappresentazione si moltiplicano creando nuove prospettive, effetti e svelamenti, anche grazie all’impiego di nuovi linguaggi e tecnologie. Il collettivo catalano scatena sulla scena di A House in Asia un dispositivo esplosivo che racconta la caccia all’uomo più importante del XXI secolo: la localizzazione e la cattura di Osama Bin Laden.

Tre case, uguali. La casa dove “Geronimo” (soprannome dato a Bin Laden dall’esercito US) si nasconde in Pakistan. Una copia esatta di quella casa in una base militare del North Carolina. Una terza casa, sempre identica, ricostruita su un set in Giordania, dove si sta girando un film. Uno Sceriffo ossessionato da una balena bianca. Cowboy e indiani. Aerei e birre. Copie, strategie, riproduzioni e cheeseburger.

Con la sua inconfondibile modalità artistica fatta di modellini in scala, proiezioni video, regia in presa diretta e performance,  Agrupación Señor Serrano presenta un “western teatrale” in cui la realtà e le sue copie si confondono, disegnando un ritratto pop impietoso del decennio post 11 settembre, un seme per il 21 secolo.

 

 

 

In Inglese, con sottotitoli in Italiano  c/o TRIENNALE TEATRO DELL’ARTE
Posti limitati, preacquisto biglietto consigliato QUI

 

Creazione Àlex Serrano, Pau Palacios, Ferran Dordal con Àlex Serrano, Ferran Dordal, Alberto Barberá produzione e assistente regia Barbara Bloin, realizzazione video Jordi Soler produzione GREC 2014 Festival de Barcelona, Hexagone Scène Nationale Arts et Sciences – Meylan, Festival TNT – Terrassa Noves Tendències, Monty Kultuurfaktorij, La Fabrique du Théâtre – Province de Hainaut

Agrupación Señor Serrano – Leone d’Argento della Biennale di Venezia 2015 – Fondata da Àlex Serrano a Barcellona nel 2006, Agrupación Señor Serrano è una compagnia teatrale che produce i propri spettacoli basandosi su materiali tratti dalla realtà contemporanea. Utilizza mezzi tecnici tra i più innovativi e strumenti tradizionali per ridisegnare costantemente i confini del proprio teatro. Si avvale di numerose collaborazioni artistiche e coniuga nelle sue produzioni teatro, performance, video in presa diretta, suono, modellini in scala, per mettere in scena storie capaci di raccontare le contraddizioni dell’esperienza umana contemporanea. Evoluzione, globalizzazione, sopravvivenza sono tra i principali temi trattati nelle ultime produzioni. Oggi il nucleo del gruppo è composto da Àlex Serrano, Pau Palacios e Barbara Bloin.

 

 

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Un progetto di

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Con il sostegno di:
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