STRATEGIA K – comportamenti che tendono a instaurare condizioni di equilibrio
– performance –

DEHORS/AUDELA

6 e 7 marzo – ore 21.00


Azione scenica Elisa Turco Liveri
video Salvatore Insana
con le voci di GIOVANNA BELLINI, LUCA BONDIOLI, VANIA YBARRA
sound ALBAN DE TOURNADRE
disegno luci Giovanna Bellini
tecnico del suono MARCO DE TOMMASI
costumi OLIVIA BELLINI
produzione COMPAGNIA DEL META-TEATRO
co-produzione DEHORS/AUDELA – LYRIKS
con il sostegno di ELECTA CREATIVE ARTS e ASS. CULT. RESINE
drammaturgia audiovisiva DEHORS/AUDELA

E’ in dubbio la sua fertilità. Forse non potrà procreare. Fino ad ora non aveva considerato il problema. Basta che un elemento non funzioni per destabilizzare l’insieme.

Un tutorial per le cure parentali sulla capacità di adattamento e sopravvivenza. Supplire l’eventuale assenza di un figlio. Prendersi cura di chi, poiché nato, è destinato a perire. La possibilità di non generare un’altra vita, un altro scheletro. Ossa di vacca, emblema del nutrimento primario: il latte. Incontro tra corpo e ex corpo. L’uno inerte nella sostanza, l’altro inabile rispetto alle sue naturali funzioni preposte, si incontrano, dialogano muti.

Un cortocircuito inaspettato provoca lo scarto tra mimesi e realtà.

Strategia K rielabora la storia dell’isteria (uno dei più complessi paradigmi del problema mente-corpo), patologia che si credeva un tempo legata a problemi di procreazione, ricollegandosi al “reale” problema di presunta infertilità della performer in scena e creando un’inedita partitura fisica attingendo da fonti extra-teatrali come l’etologia, come l’Iconographie photographique de la Salpêtrière, un serbatoio visionario e ossessivo di spettacolarizzazione del dolore ante-litteram, o ancora come il pensiero di Didi Huberman (soprattutto il suo L’invenzione dell’isteria).

La spettacolarizzazione del dolore e del dramma privato, oggi approdata a livelli vertiginosi, ha origini più antiche di quanto si pensi: a fine Ottocento, le presunte isteriche della Salpêtrière venivamo messe letteralmente in scena, fatte esibire davanti a un pubblico di medici, costrette ad avere degli attacchi e premiate con un applauso finale.

Elisa Turco Liveri e Salvatore Insana si incontrano nel 2010 nello spazio del Meta-Teatro a Roma. Il progetto di cui fanno parte cerca di far confluire teatro e video nel segno di una ricerca continua in cui i due linguaggi mantengano comunque una loro specificità e al contempo siano capaci di generare nuove forme espressive. Negli ultimi anni hanno prodotto opere video-teatrali (A pezzi; Nelle pieghe; Land(e)scapes, In Negativo, Space-Time Lapse), progetti di ricerca audiovisiva (Aperture; In pieces; Recognition; Radici; Hunger; L’altra velocità) e percorsi d’indagine fotografica (Space-time Lapse, Umano non umano; Folds, Contre nature).

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