Giacomo Lilliù / Pier Lorenzo Pisano
IL TEATROPOSTAGGIO DA UN MILIONE DI DOLLARI
performance | durata 45 min
PER PARTECIPARE È NECESSARIO
► fare la tessera 2025 di ZONA K, ma per te che la fai ora è gratis!
► essere in possesso di uno smartphone con installata l’app Telegram
Le informazioni complete verranno inviate tramite e-mail nelle giornate precedenti la data dell’evento.
Una performance su Telegram, la prima della storia, forse […] fanno morire dal ridere ma ci portano anche a profonde riflessioni sul ruolo del teatro nella contemporaneità. (Simone Pacini, “Krapp’s Last Post”)
Lo shitposting è la condivisione sui social di contenuti volutamente scadenti o fuori contesto, con l’obiettivo di far esplodere ogni comunicazione univoca. Strumento principale sono i meme: assemblaggi di immagini, video e testi in una dialettica tra scritto e icona assimilabile a quella tra parola e palco. Ma cosa succede se si usa lo shitposting per schiantare i paradigmi teatrali? Dal 2023 il gruppo di ricerca Teatropostaggio cerca di rispondere a questa domanda.
Il Teatropostaggio da un milione di dollari è il primo esperimento della formazione. La performance si svolge su Telegram, in una chat dove il pubblico può solo leggere. Qui va in scena un’improbabile riscrittura digitale di Goldoni via selfie, gif ed emoji. Ma l’operazione si smonta quando un gruppo di disturbatori irrompe e bombarda la chat di meme creati dalle stesse immagini degli attori.
Prende il via un’esilarante degenerazione dei linguaggi. La drammaturgia segue un canovaccio agile: ad ogni replica meme e messaggi sono improvvisati, rendendo ogni appuntamento irripetibile.
In contemporanea all’habitat digitale, il lavoro vive anche nello spazio fisico: gli spettatori in sala si trovano di fronte ad uno spazio vuoto, illuminato solo dagli smartphone e riempito dal suono fuori sincrono delle notifiche. Il teatro che non teme l’online, ma lo sfrutta per riconfermarsi come luogo dove condividere spazio, tempo, impalpabile.
ideazione, curatela performativa Giacomo Lilliù curatela drammaturgica Pier Lorenzo Pisano cast attoriale (in rotazione) Federica Dordei, Lorenzo Guerrieri, Giacomo Lilliù, Arianna Primavera, Daniele Turconi cast memetico (in rotazione) Giulio Armeni, Davide Palandri, Piastrelle sexy, Daniele Zinni, Loren Zonardo, Federico Cicinelli produzione Pallaksch progetto realizzato con il sostegno di Inteatro Residenze, Gruppo della Creta & TeatroBasilica con il contributo di MiC con il patrocinio del CIRCe (Università di Torino) sostenuto con la fellowship FONDO Network per la creatività emergente 2022 sviluppato da Santarcangelo Festival con AMAT, Centrale Fies, ERT – Emilia Romagna Teatro Fondazione, Fabbrica Europa, I Teatri di Reggio Emilia, L’arboreto-Teatro Dimora | Centro di Residenza Emilia-Romagna, Operaestate Festival Veneto / CSC Centro per la Scena Contemporanea, Ravenna Teatro, Teatro Pubblico Campano, Teatro Pubblico Pugliese, TSU Teatro Stabile dell’Umbria, Triennale Milano Teatro vincitore RESIDENZE DIGITALI 2023 a cura di Centro di Residenza della Toscana (Armunia–CapoTrave/Kilowatt), in collaborazione con AMAT, Centro di Residenza Emilia-Romagna (L’arboreto-Teatro Dimora / La Corte Ospitale), C.U.R.A.–Centro Umbro Residenze Artistiche (La Mama Umbria Umbria International–Gestioni Cinematografiche e Teatrali/ZUT–Centro Teatrale Umbro–Micro Teatro Terra Marique–Indisciplinarte), Fondazione Piemonte dal Vivo–Lavanderia a Vapore, Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza, ZONA K ringraziamento speciale MALTE
foto Cosimo Trimboli per Romaeuropa
Ti porto al Parri – Festival di storia
A 80 anni dalla Liberazione, l’Istituto nazionale Ferruccio Parri propone un programma di spettacoli e incontri per riflettere sulla pace, in un presente segnato da guerre e massacri.
Quest’anno ZONA K diventa tappa del festival Ti porto al Parri, nell’edizione Stanche di guerra, che mette al centro le donne costruttrici di pace, ospitando una giornata dedicata al documentario storico.
Ecco il programma aperto alla cittadinanza.
► NB: La partecipazione alle proiezioni in ZONA K è riservata a socie e soci e richiede la prenotazione: se non sei ancora iscritto/a, potrai attivare la tessera da 2€ contestualmente alla prenotazione, valida fino alla fine del 2025.
PRENOTA QUI I TUOI POSTI + TESSERA ASSOCIATIVA 2025 ZONA K
ore 17:00
La donna nella Resistenza (1965) di Liliana Cavani – 60’
Distribuzione RAI CINEMA
Documentario realizzato dalla RAI nel ventesimo anniversario della Liberazione. Ripercorre la storia della Resistenza tramite testimonianze dirette delle sue protagoniste.
dalle 19:00
La Liberazione – un film di famiglia (2024) di Michele Manzolini e Paolo Simoni – 40’
Un progetto di Fondazione Home Movies e Istituto storico Parri Bologna metropolitana
Attraverso il montaggio di filmati amatoriali del 1943-45, gli spettatori rivivono la Liberazione di Bologna con lo sguardo di chi l’ha vissuta in prima persona. Intervengono prima della proiezione: Agnese Portincasa (Direttrice dell’Istituto Parri di Bologna) ed Elena Pirazzoli (ricercatrice).Flora (2024) di Martina De Polo – 71’
Produzione Combo Distribuzione Lo Scrittoio
La straordinaria storia di Flora Monti, la più giovane staffetta partigiana (12 anni), tra testimonianze ed emozioni.Write My Name (2024) di Deya Ar e Begüm Aksoy – 15’
Produzione Archivio nazionale cinematografico della Resistenza (ANCR)
Un racconto attraverso immagini, reportage e animazioni delle esperienze di donne e bambini sopravvissuti al genocidio e alla guerra a Gaza. Interviene prima della proiezione: Micaela Veronesi (ANCR – Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza ETS).
La storia dal basso: origini, metodi e sviluppi
elèuthera – in collaborazione con Centro studi libertari / Archivio G. Pinelli e Laboratorio Lapsus
in collaborazione con e presso ZONA K
presenta:
La storia dal basso: origini, metodi e sviluppi di un originale sguardo sulla ricerca storica con Marcus Rediker, Carlo Greppi e Laboratorio Lapsus
Evento gratuito con prenotazione obbligatoria: SOLD OUT
Per info dettagliate clicca → QUI
L’approccio noto come storia dal basso, fra le più originali e rilevanti innovazioni nel panorama della ricerca storica internazionale degli ultimi decenni, concentra la propria attenzione sui rapporti di potere, oppressione e resistenza per dare voce alle persone che con le loro lotte e il sudore del proprio lavoro hanno contribuito alla costruzione del mondo in cui viviamo, quelle stesse persone che per secoli sono state escluse dalla storia ufficiale e dalle narrazioni dall’alto verso il basso fatte dalle élite. Nella storia dal basso, al contrario, tutti vengono inclusi e ognuno è artefice della storia. Una tradizione di scrittura storica che, mantenendo viva la memoria delle lotte passate, può essere utilizzata da giovani attivisti/e e studiosi/e per generare nuove visioni di possibilità politica, ricordando a coloro che lottano per un futuro diverso: «Non siete soli. Le vostre lotte hanno una lunga storia, a cui potete ispirarvi per trarne conoscenze pratiche».
Marcus Rediker, Distinguished Professor of Atlantic History presso la University of Pittsburgh.
Carlo Greppi, storico e autore di numerosi saggi sulla storia del Novecento tra cui “Storie che non fanno la storia”.
Laboratorio Lapsus, associazione di ricercatrici e ricercatori che da oltre 15 anni opera nel campo della ricerca, della didattica e della divulgazione della storia contemporanea con un approccio sperimentale, multidisciplinare e collaborativo.
Edoardo Mozzanega (IT)
HIDE
“Il mondo di superficie, il nostro mondo, è una fantasmagorica inesauribile riserva di colori, suoni, incontri, emozioni… eppure nel “tutto” manca qualcosa; l’assenza dell’alba, il sempre notte, il mai una stella, il concerto di gocce d’acqua, sempre uguale, ma che mai annoia, che è sempre nuovo, quasi si adeguasse ai pensieri, ai sentimenti, ai sogni.”
(M. Montalbini)
Dopo il suo intervento per Laterale nel 2022 torna a Danae con HIDE, il suo ultimo lavoro, una performance di danza e voce, dedicata a chi affronta la “notte buia dell’anima”, come la chiama il mistico San Giovanni della Croce. HIDE è un luogo performativo dedicato all’esplorazione delle profondità geologiche, corporee e sensoriali: una passione per l’interiore e il nascosto, che accomuna lo yogui, l’asceta e lo speleonauta. Ci troviamo in una grotta pervasa da una vibrazione inumana, che assomiglia a un ruggito-fusa: una materia sonora avvolgente e magmatica, prodotta in tempo reale dal corpo del performer, in bilico tra animale e umano, animato e inanimato, nascondimento e apparizione. Corpo e grotta si riversano l’uno nell’altra, si mischiano in un unico cripto-paesaggio umido e allucinatorio, dove affiora la possibilità di una metamorfosi e di una rinascita.
▼ Per info dettagliate e biglietti visita il sito di DANAE FESTIVAL ▼
di e con Edoardo Mozzanega sound-design e musiche Nicola Ratti accompagnamento alla creazione e alla drammaturgia Chiara Prodi sound dramaturg Diana Lola Posani training e consulenza vocale Francesco Venturi giochi coreografici Michele Ifigenia Colturi scene e costumi Chiara Prodi disegno luci Elena Vastano assistente al sound-design e tecnico del suono Emil Cottino mentoring Salvo Lombardo foto e video Giulio Favotto amministrazione Cesare Benedetti un ringraziamento al Gruppo Grotte “E. Roner” CAI SAT Rovereto e Marco Bani
produzione Chiasma con il sostegno di MiC e SIAE, nell’ambito del programma “Per Chi Crea”, Centro di Residenza della Toscana (Armunia-CapoTrave/Kilowatt), BASE, Oriente Occidente, residenze NAOcrea 2024 – Ariella Vidach Aiep, Lavanderia a Vapore con il supporto di Teatro delle Moire/Danae Festival
Edoardo Mozzanega è un performer, regista e dance-maker dalla formazione multidisciplinare. La sua ricerca nasce dal corpo, fulcro sensibile dell’indagine, e si apre a molteplici linguaggi—teatro, danza, storytelling, video-making e pratiche somatiche—per svelare il potere trasformativo che hanno sulla realtà, sul modo in cui la sentiamo e la narriamo. Questo percorso lo ha portato a creare diversi formati performativi come videoinstallazioni, pubblicazioni, performance in teatro e site specific. Dal 2019 cura Neutopica, un progetto nomade, che riflette sui modi di fare mondo e fare casa, attraverso la creazione di comunità temporanee e di opere relazionali collettive. Dal 2023 è coreografo e formatore per la compagnia Rumore d’ali Teatro, formata da attori detenuti all’interno della Casa di Reclusione di Vigevano. Come performer ha collaborato, tra gli altri, con Compagnia NUT, Public Movement, AriBenjamin Meyers, Antonio Marras, Alessandro Sciarroni.
Diana Anselmo (IT)
PAS MOI
Pas Moi è la nuova lecture-performance dialogata di Diana Anselmo, capitolo conclusivo di un percorso di ricerca documentaria e affettiva che esplora la rete di potere e dominio intessuta nella storiografia tradizionale. Se la precedente performance Je Vous Aime – poi divenuta una mostra personale alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino – metteva in luce la storia di oppressione della Comunità Sorda e le implicazioni rieducative delle prime proiezioni di immagini in movimento che hanno poi portato al cinema, Pas Moi segue un percorso parallelo e, da una prospettiva Sorda e segnante, esplora la genesi dei primi strumenti di registrazione, trasmissione e riproduzione del suono.
Attraverso archivi minori, antistorie e saperi situate trasmessi corpo-a-corpo, i celebrati apparecchi all’origine della futura industria cinematografica e musicale si rivelano concepiti con un intento audista e fonocentrico: “guarire” la sordità. Malattia da eradicare o far sparire nelle maglie del mondo udente, più che un’identità, una cultura con una propria lingua e comunità. Pas Moi prova a immaginare dove si può arrivare se un altro è il punto di partenza. Al di là della “mancanza di udito”, più in là, più lontano ancora.
L’opera assume la forma di una lecture-performance a più voci ma senza suono, che si dipana verbalmente ma non vocalmente.
È un dialogo performativo tra due persone Sorde condotto in lingua dei segni, la madre lingua (anche se non risiede nella bocca) di due dei tre artisti sordi in scena. La conversazione si svolge su due livelli, passando da una lecture a una chiacchierata informale, ed è resa accessibile al pubblico non segnante attraverso proiezioni di testo che ribaltano l’usitata gerarchia fonocentrica di dominio linguistico.
Attraverso dialoghi, videoperformance, musica, canzoni segnate e cantate ed embodiement musicale, lo spettacolo esplora la storia minore di dispositivi come il microfono, il telefono, il grammofono, giungendo infine a interrogarsi su cosa potrebbe accadere nello spazio interstellare, lì dove non conta se si può sentire o meno.
▼ Per info dettagliate e biglietti visita il sito di DANAE FESTIVAL ▼
ideazione, performance, visual Diana Anselmo performer Diana Anselmo, Daniel Bongioanni, Antonio Dominelli suono, composizione Antonio Dominelli testo della Singsong Paddy Ladd dramaturg Piersandra di Matteo coaching nella ricerca e nel materiale performativo Saša Asentić
realizzato con Santarcangelo Festival produttore esecutivo Chiasma coprodotto da Scuola Piccola Zattere, TheaterFormen Festival, Gessnerallee Zürich, Fuorimargine Centro di Produzione di Danza e Arti Performative della Sardegna sostenuto dalla rete R.O.M, dal partner Reykjavik Dance Festival su invito di Santarcangelo Festival. R.O.M è sostenuta dall’Unione Europea nell’ambito del programma Europa Creativa, dal Conseil des arts de Montréal e dal Conseil des arts et des lettres du Québec col sostegno di Teatro delle Moire/Danae Festival con il supporto di Istituto Italiano di Cultura di Oslo, Istituto Italiano di Cultura di Berlino, MIC – Ministero della Cultura all’interno di LANDING, progetto sostenuto dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale realizzato da Santarcangelo Festival
Diana Anselmo è performer e artista visivo Sordo nativo segnante. Bilingue LIS/Italiano, debutta nel 2021 con Autoritratto in 3 atti e all’estero con Le Sacre du Printemps (2022) di Xavier Le Roy. Nel 2024 espone Je Vous Aime alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e deafnotdead alla Galleria Eugenia Delfini. Dal 2023 collabora con Cristina Kristal Rizzo, con cui firma la co-autorialità di Monumentum DA.
Nel 2025 debutta con “Pas Moi”, il secondo capitolo della sua ricerca sulla Deaf History.
Diana è tra i fondatori di Al.Di.Qua. Artists, prima associazione europea di categoria di/per artist* con disabilità.