UNDER COVID

PREVIEW OF THE 2020 THEATRE SEASON – REVISED EDITION
REALITY?

ZONA K has always been attentive to the language of photography and how it represents reality. So we have decided to reopen our premises with a photographic exhibition that tells with clarity and modesty what has happened and that has upset our daily lives to better understand that question mark on our near future.

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It’s as if something jammed and then broke. Broken time, reality, habits. The sense of freedom, the lightness, a certain arrogance in taking life for granted, even. That life.
Then the day came when everything changed. The light-heartedness was wiped out, a typically Italian gesture was cancelled, the ‘normal’ flow of habits and days was swept away. We have discovered ourselves vulnerable, the universe to be conquered has shrunk to the point of entering our homes. Once the certainties had been pulverised, the scaffolding stripped away, we clung to the only certainties that were still solid.

We have waited, as if we were locked in a bunker, for another entity to give us the green light once again. Our existence has been entrusted first to a bulletin, then to technologies. The word ‘control’ took on the reassuring hues of a cloak of protection.
And finally the reopening. Hurrah. So here we all are in the streets, in a hurry and with the urgency to regain possession of the time that once was, the almost physical need to convince ourselves that it was all over, past, ready to be forgotten.

And yet. We pretended nothing had happened, we wanted nothing to happen. But something still doesn’t work. And it is only now, probably, now that the emotions are settling and sedimenting, that we have the courage and lucidity to understand how much that fracture of the normal has really fixed itself inside us irreversibly. Gianmarco Maraviglia wanted to tell ‘his’ covid, in a narrative somewhere between an intimate account and a photojournalistic investigation, while avoiding the more detailed dimension of the disease. But he too was faced with the dilemma of “misalignment”. How, then, to visually represent and synthesise the change in the sequence of reality that our lives have undergone? Thus was born the glitch, the system error. Images of “matrixian” suggestion that leave open a question about our near future.

Opening – 15 September 2020, 7 pm
On display – 15 to 24 September 2020

Tuesday – Sunday 17.00 – 21.00 Monday 17.00 – 19.00

Free entrance limited to max 20 people at the same time

 

Barbara Miele (IT)

 

Saying sixty-eight in the same as saying Chaos and bringing memories of strong winds of renewal that swept through the masses, messenger of the disruption of different social categories; students, women, workers, artists.

But who forms the masses if not individuals?

Forever Young, the dreams of sixty-eight, is a photo exhibition that tells the story of some of the protagonists of those incandescent years. It highlights their uniqueness through their dreams, and finds out that even fifty years later, neither the dreams nor the dreamers have aged.

 

25 may vernissage | h 20.00
Special guest Massimo Nava.

 

In collaboration with PHOTO FESTIVAL MILANO

 

Barbara Miele bio.

 

HANDLE WITH CARE

FRAGILE ARTISTS 

Siamo un collettivo interdisciplinare di performer, fotografe e dramaturg che indaga sulla relazione tra danza e fotografia. La contaminazione tra le due arti si sviluppa nella ricerca di un metodo di “drammaturgia fotografica” e nella creazione di performance sul rapporto tra corpo, immagine e identità nella società contemporanea. Le esibizioni avvengono soprattutto in urbano, con incursioni e performance site specific, ma ci piace coinvolgere il pubblico anche in spazi convenzionali.
I manifesti, come noi, si adattano ad ogni spazio; li affiggiamo come frammenti in dono a chiunque passerà e si fermerà a guardare.
Siamo attive in Italia dal 2013.

HANDLE WITH CARE

Co-fondatrici di Fragile Artists, Carola Ducoli, Giulia Laddago e Desirée Sacchiero sono parte integrante del processo di ricerca e progettazione del collettivo. I loro scatti costituiscono un archivio di movimenti, stati coreografici e ritratti dei molteplici aspetti di performer, personaggio e performance. Durante le esibizioni le tre fotografe ricoprono il ruolo di se stesse, osservatrici e predatrici di immagini e frammenti di identità che riflettono lo stato attuale della nostra generazione.

Il collettivo: Noemi Bresciani, Silvia Dezulian, Carola Ducoli, Laura Ghelli, Giulia Laddago, Irene Petra Zani, Alice Raffaelli, Desirée Sacchiero

INAUGURAZIONE MOSTRA 19 settembre h 18:00
ORARI VISITA MOSTRA lunedì – venerdì h10:00 – 19:00

I cortili sono nostri. Diritto al gioco

Nel 2014 il Comune di Milano dispone due regolamenti per garantire il diritto al gioco dei bambini nei cortili condominiali.

Questa mostra fotografica fa parte di tale progetto e ritorna in occasione di IK. Apre una finestra sulla vita dei bambini in una grande città e rivela come giocare in modo libero nel giardino sotto casa sia ancora una delle cose più appassionanti e importanti che un bambino possa fare.

Le foto sono state realizzate da Jessica Antonini, Virginia Bettoja, Stefania Ciocca, Alvise Crovato, Micol Favi, Camilla Piana, Federica Sasso e Giulia Virgara, allievi dell’Istituto Italiano di Fotografia

A cura dell’Istituto Italiano di Fotografia

Ingresso libero

I cortili sono nostri. Diritto al gioco.

L’aperitivo conviviale della mostra curata dall’Istituto Italiano di Fotografia

Ingresso libero

I cortili sono nostri.
Diritto al gioco.

Nel 2014 il Comune di Milano dispone due regolamenti per garantire il diritto al gioco dei bambini nei cortili condominiali. Questa mostra fotografica fa parte di tale progetto e ritorna in occasione di IK. Apre una finestra sulla vita dei bambini in una grande città e rivela come giocare in modo libero nel giardino sotto casa sia ancora una delle cose più appassionanti e importanti che un bambino possa fare.

Le foto sono state realizzate da Jessica Antonini, Virginia Bettoja, Stefania Ciocca, Alvise Crovato, Micol Favi, Camilla Piana, Federica Sasso e Giulia Virgara, allievi dell’Istituto Italiano di Fotografia.

A cura dell’Istituto Italiano di Fotografia

Ingresso libero.

I cortili sono nostri.
Diritto al gioco.

Nel 2014 il Comune di Milano dispone due regolamenti per garantire il diritto al gioco dei bambini nei cortili condominiali. Questa mostra fotografica fa parte di tale progetto e ritorna in occasione di IK. Apre una finestra sulla vita dei bambini in una grande città e rivela come giocare in modo libero nel giardino sotto casa sia ancora una delle cose più appassionanti e importanti che un bambino possa fare.

Le foto sono state realizzate da Jessica Antonini, Virginia Bettoja, Stefania Ciocca, Alvise Crovato, Micol Favi, Camilla Piana, Federica Sasso e Giulia Virgara, allievi dell’Istituto Italiano di Fotografia.

A cura dell’Istituto Italiano di Fotografia

Ingresso libero

 

EGYPT – UNDERGROUD REVOLUTION

Focus_Rivoluzionari

 

dal 7 al 13 maggio la mostra è visitabile previa prenotazione telefonica
dal 14 al 21 maggio la mostra è aperta dalle 10 alle 19.00 (chiusa dom, lun pomeriggio)

Un racconto per immagini del movimento underground e hip hop che ha cominciato a denunciare l’ingiustizia del regime di Mubarak molto prima della rivoluzione del 2011.
Gli eventi di Tahrir Square sono stati la conclusione di un lungo processo sociale in cui anche la band di rapper locali ha giocato un ruolo importante. La cultura araba underground che ha dato inizio alla protesta ha trovato la sua strada senza imitare il movimento americano, mantenendo radici ben salde nella cultura egiziana, mischiando suoni e tradizioni. Il movimento underground diventa espressione di libertà personale, nella quale  la vera rivoluzione non è solo politica, ma soprattutto sociale e culturale: una generazione che per la prima volta rompe le regole della tradizione verso un vero cambiamento.

Dedicato a questi ragazzi che, con il ritorno dei militari al potere, sono stati derubati della loro rivoluzione; per ricordare solo loro possono gettare i semi delle prossime rivoluzioni.

 

Gianmarco Maraviglia, nato a Milano nel 1974, ha mostrato interesse per il giornalismo fotografico fin da piccolo. Diplomato in fotografia all’Istituto Europeo di Design (IED), lavora soprattutto su progetti di ampio respiro, su temi impegnati, multiculturali e sociali. I suoi lavori sono stati pubblicati da Die Ziet, Washington Post, D La Repubblica, Sette Corriere della Sera, Panorama, Io Donna, Aftenposten, Vanity Fair, Gioia, Svenska Dagbladet, Brigitte, Marie Claire, Woz, Emaho. E’ fondatore e coordinatore del progetto Echo Photo Journalism, che riunisce un gruppo di giovani fotografi impegnati.

La mostra è curata da Emanuela Mirabelli, Photoeditor di Marie Claire.

TOP OF AFRICA

Johannesburg. 2012

‪In ogni angolo della città ti senti gli occhi di decine di persone puntati addosso. Tu – uomo bianco – solo nel centro di Johannebsurg.

‪Preservare la propria incolumità in downtown si basa anche sull’osservare costantemente chi ti osserva e valutare se è meglio cambiare strada, proseguire, tornare indietro o correre.

‪Top of africa è il punto più alto dell’edificio più alto di tutto il continente africano: una terrazza turistica da cui si può osservare a 360° la città.

‪Appena arrivato in questo luogo privilegiato dedicato a pochi turisti – dove nessuno dei veri abitanti è mai salito – ho capito che qui i ruoli potevano essere invertiti.

‪Io – uomo bianco – posso ora osservare e controllare indisturbato l’intera città, ogni angolo, ogni movimento.

Egypt Underground Revolution
mostra fotografica

Focus_Rivoluzionari

Un racconto per immagini del movimento underground e hip hop che ha cominciato a denunciare l’ingiustizia del regime di Mubarak molto prima della rivoluzione del 2011.
Gli eventi di Tahrir Square sono stati la conclusione di un lungo processo sociale in cui anche la band di rapper locali ha giocato un ruolo importante.

La cultura araba underground che ha dato inizio alla protesta ha trovato la sua strada senza imitare il movimento americano, mantenendo radici ben salde nella cultura egiziana, mischiando suoni e tradizioni.
Il movimento underground diventa espressione di libertà personale, nella quale  la vera rivoluzione non è solo politica, ma soprattutto sociale e culturale: una generazione che per la prima volta rompe le regole della tradizione verso un vero cambiamento.

Dedicato a questi ragazzi che, con il ritorno dei militari al potere, sono stati derubati della loro rivoluzione; per ricordare solo loro possono gettare i semi delle prossime rivoluzioni.

DITTATURA E DEMOCRAZIA ALL’EPOCA DELL’ESTREMO. Illustrazione sulla storia dell’Europa nel 20°secolo

Focus_Germania

Nel 2014 si commemorano tre eventi storici davvero significativi: 100 anni fa scoppiò la Prima Guerra Mondiale, 75 anni fa la Seconda Guerra Mondiale e 25 anni fa cadde il Muro di Berlino.

La Fondazione Federale per l’analisi della dittatura del Partito Socialista Unificato, in collaborazione con l’Istituto di storia contemporanea di Monaco e la trasmissione radiofonica “Deutschlandradio Kultur”, ha concepito la mostra “Dittatura e democrazia all’epoca dell’estremo. Illustrazione sulla storia dell’Europa nel 20° secolo” (“Diktatur und Demokratie im Zeitalter der Extreme. Streiflichter auf die Geschichte Europas im 20. Jahrhundert”). Con 190 fotografie provenienti da innumerevoli archivi europei, la mostra illustra la drammatica storia del 20° secolo in Europa, vissuta fra libertà e tirannia, fra democrazia e dittatura.

In collaborazione con il Consolato Generale della Repubblica Federale di Germania a Milano.

VENICE LINES
STRISCE DI VENEZIA

Sarà inaugurata il 19 settembre  alle ore 20.00 la mostra di
Marcello Ghisalberti Venice Lines – Strisce di Venezia.

L’esposizione, che sarà aperta al pubblico dal 19 al 28 settembre, presenta una inedita rielaborazione fotografica di alcune immagini rappresentanti la laguna di Venezia.

Diplomato in studi classici e progettista nel campo delle arti grafiche, Marcello Ghisalberti ha coltivato nel corso degli anni la passione per la fotografia insieme allo sviluppo e la stampa in camera oscura, inoltrandosi in un’analisi scrupolosa delle immagini e della loro resa cromatica.

In un mondo che insegue una sempre più alta risoluzione delle immagini, Marcello propone con le sue opere un modo più semplice per osservare la realtà. L’occhio umano distingue solo poche gradazioni di intensità della luce rispetto all’intensità reale, e l’obiettivo è pertanto elaborare una rappresentazione texturizata dell’immagine con un processo di “derisoluzione”, in modo da conservarne soltanto gli elementi identificativi essenziali, che l’osservatore può facilmente riconoscere ed interpretare.

Si crea così una contrapposizione tra bianco e nero, chiaro e scuro, positivo e negativo, con spazi pieni e vuoti, fruibile mediante fonti luminose, che la rendano parzialmente o totalmente visibile, in modo permanente o temporaneo. Uno sguardo inedito e inusuale della città lagunare, attraverso immagini semplificate, destrutturate, delle quali è possibile anche osservarne il negativo semplicemente ruotandole.

Un nuovo modo di guardare il mondo che ci circonda, con l’obiettivo di percepirlo come la nostra mente lo immagina. Strisce di vita rappresentate in modo semplice e insolitamente evanescente, che sconfinano nella regione della fantasia.

L’ingresso  libero
lunedì – venerdì dalle 17.00 alle 22.00
sabato – domenica dalle 10.00 alle 22.00

Info e contatti
info@marcelloghisalberti.com
www.marcelloghisalberti.com