RIMINI PROTOKOLL

Dopo il successo a Milano del 2014, dopo le nuove versioni di Tallin, Santiago, New York, San Pietroburgo, Parigi, torna a grande richiesta Remote Milano: un percorso a piedi per attraversare la città guidati dalla voce elettronica di un navigatore personale.

Una colonna sonora scritta per Milano che trasforma il viaggio urbano in un film collettivo.
Una performance urbana per 50 partecipanti che sono al contempo attori e spettatori, osservatori e osservati, individui e orda.

Gli altri ascoltano ciò che ascolto io?
Come potremo prendere decisioni comuni?
L’intelligenza artificiale dirige, ma stimola anche una percezione alterata che spinge a guardare la realtà e se stessi con sguardo del tutto nuovo.

 

Luogo di partenza: Ossario del Cimitero Monumentale – (entrata dall’ingresso principale)
Orari: giovedì e venerdì ore 15.00
sabato e domenica ore 11.30 e ore 15.00

NB: Lo spettacolo è itinerante, dura circa 80 minuti e sarà percorso a piedi
Posti limitati. 
I biglietti si ritirano il giorno della performance direttamente al punto di partenza.

 

La versione in inglese di Remote Milano è disponibile tutte le domeniche alle 11.30.
Info per gruppi in inglese: biglietti@zonak.it +390297378443

 

 

INFORMAZIONI FONDAMENTALI PER PARTECIPARE A REMOTE MILANO
Siete pregati di presentarvi al punto di partenza 20 minuti prima dell’inizio per ritiro biglietti e preparazione.Trattandosi di un percorso a tappe obbligate l’orario di partenza è improrogabile. Lo spettacolo è itinerante, dura circa 80 min e sarà percorso a piedi. Si raccomanda di munirsi di scarpe comode e impermeabile in caso di pioggia. Nel luogo dell’incontro vi sarà chiesto un documento come cauzione per l’uso del navigatore.

Idea, testo e regia: Stefan Kaegi, co-regia: Jörg Karrenbauer; sound design: Nikolas Neecke; drammaturgia: Juliane Männel, Aljoscha Begrich; sound editing e assistenza alla regia: Ilona Marti; direzione di produzione: Caroline Gentz. “Remote X” è una produzione di Rimini Apparat; in coproduzione con HAU Hebbel am Ufer di Berlino, Maria Matos Teatro Municipal e Goethe-Institut Portogallo, Festival Theaterformen Hannover/Braunschweig, Festival di Avignone, Theater Spektakel di Zurigo, Kaserne Basel. Con il sostegno di: Hauptstadtkulturfonds Berlin, la fondazione svizzera Pro Helvetia. In coproduzione con House on Fire e con il sostegno del Programma Cultura dell’Unione Europea. Voci di Acapela Group. Per Milano, assistente alla regia: Federica Di Rosa; direttore di produzione e traduzione italiana: Valentina Kastlunger (ZONA K); traduzione inglese: Eva Oltivanyi; foto Luca Meola

Con il contributo di Comune di Milano, Regione Lombardia; con il patrocinio e sostegno del Consolato Generale della Repubblica Federale di Germania a Milano; Con il patrocinio di Goethe-Institut Milano; un’iniziativa ExpoInCittà

RIMINI PROTOKOLL, collettivo d’avanguardia tra i più premiati d’Europa, è composto dagli autori e registi Helgard Haug, Stefan Kaegi e Daniel Wetzel e ha sede a Berlino. Nei loro lavori – opere teatrali, radiodrammi, film e installazioni – ricercano lo sviluppo dei mezzi espressivi del teatro per provocare nuovi sguardi sulla realtà. Ogni opera attinge dalla vita reale e utilizza elementi e persone provenienti da situazioni concrete e luoghi specifici.

 

La Fionda Teatro

Scherzo per due attrici sole. Allegro ma non troppo.

In scena una Penelope e un Ulisse 

Ulisse non mangia pesce, non sa nuotare, beve, vuole andare, ma non va.
Penelope mangia pesce, sa nuotare, beve, non sa dove andare e non sa dove stare.
Penelope e Ulisse vivono insieme da vent’anni.
La Fionda Teatro festeggia i suoi vent’anni insieme a una delle coppie più famose di tutti i tempi.

La Casa riprende una delle storie più vecchie del mondo, l’Odissea, per raccontare la vita di una Penelope e di un Ulisse, una coppia al suo ventesimo anniversario. Due eroi piccoli piccoli, sottratti all’antica Grecia e catapultati in una casa che non ha né luogo né tempo. In una scena minimalista e spoglia, due personaggi si avvicinano e si allontanano in un confronto incalzante e reiterato.

Il testo tesse e intreccia la storia dei due protagonisti con quelle di altri personaggi dell’Odissea in un continuo passaggio tra finzione e realtà. Storie surreali, impossibili, oniriche, che hanno una vita propria e che alla fine hanno più verità della realtà.

Lo spettacolo vuole restituire uno sguardo delicato e ironico sulle cose, sul mondo, su di noi, esseri umani gravati da un destino ridicolo e tragico, sempre in bilico tra ciò che siamo e ciò che potremmo essere.
Dedicato al Teatro e alla forza dell’immaginazione.

di e con Elisabetta Pogliani (Penelope) e Paola Zecca (Ulisse)
collaborazione artistica: Marta Bevilacqua (la Sirenetta)
luci: Fausto Bonvini (il Ciclope)
collaborazione scena e costumi: Giovanna Luè (il cane Argo)
produzione LA FIONDA TEATRO, con il sostegno di ZONA K
grazie alla Compagnia Arearea per il periodo di residenza

 


In occasione di Expo Milano 2015, il progetto ExpoinCittà ha voluto mettere a sistema e presentare al pubblico, composto da cittadini e da visitatori dell’Esposizione Universale, la vivacità e varietà della scena teatrale milanese in un’iniziativa speciale: Padiglione Teatri.

 Tre i palcoscenici coinvolti, quello del Teatro Franco Parenti, dell’Elfo Puccini e del Piccolo Teatro.

TEATRO FRANCO PARENTI
Via Pier Lombardo 14, Milano

strisciata loghi

Il canale YOU TUBE
di ZONA K

Scopri tutti i video delle attività di ZONA K
Stagione teatrale • Produzioni • Progetti • Didattica • Laboratori

 

Arabian Knightz, Gianmarco Maraviglia, Christian Elia

La musica può guidare una rivoluzione?

E’ quanto accaduto in Egitto nel 2011 quando alcuni rapper scesero per primi in piazza Tharir a sostenere le proteste con la loro musica.

Tra questi gli Arabian Knightz che, con “Rebel”, divennero uno dei simboli dell’Egitto che si ribellava al regime di Mubarak.

Se ne discute con il fotografo Gianmarco Maraviglia che ha ritratto il movimento underground e hip hop egiziano, con Emanuela Mirabelli curatrice della mostra, con il giornalista e documentarista Christian Elia e con gli Arabian Knightz, per la prima volta in Italia.

a seguire –  Showcase ARABIAN KNIGHTZ  

Gli ARABIAN KNIGHTZ, sostenuti dal leggendario Fredwreck – produttore di Eminem, Snoop Dogg, Shakira – hanno suonato con Paul McCartney, Sean Paul, Damon Albarn (Blur/Gorillaz) e Africa Express. Hanno portato l’hip hop arabo sulla scena internazionale mantenendo radici ben salde nella cultura egiziana.

Gli ARABIAN KNIGHTZ, il gruppo hip hop più famoso e discusso d’Egitto, autore di “Rebel”, inno di Tahrir Square, arrivano per la prima volta in Italia in un concerto imperdibile insieme a JUNIOR SPREA, grazie alla collaborazione tra ZONA K e il LEONCAVALLO.

Anteprima del primo imperdibile concerto italiano del gruppo hip hop più famoso e discusso d’Egitto, c/o LEONCAVALLO SPA– Spazio Pubblico Autogestito, il 7 maggio alle 23.00

Consumiamo Cultura

BEside – Condividere

Azione diffusa e prolungata nel mese di agosto per condividere cultura con chi ci sta accanto.

La cultura è stata raccolta: tracce culturali dei milanesi e dei visitatori di EXPO vengono elaborate, impacchettate e distribuite in punti sensibili della città.

Un packaging per conservare fresco, fragrante e attraente il cibo per la mente e spingere il consumatore a consumarlo con la stessa smania con cui consuma tutto il resto.

 

Evento di:  EXPO_in_città_ZONAK

Raccolta (IN)differenziata

BElong – Appartenere

Raccolta (in)differenziata è un’ azione diffusa e prolungata nel mese di luglio che indaga l’appartenenza culturale.

Luglio è mese di raccolto.

E noi raccoglieremo cultura, tracce dell’appartenenza culturale dei milanesi e dei visitatori di EXPO: idee, frasi, immagini, video, oggetti, impronte raccolte dai nostri “agricoltori”.

 

Evento di    Expo-in-cittÖ_logo_secondario

Gianmarco Maraviglia
Echo Photo Journalism

Un racconto per immagini del movimento underground e hip hop che ha cominciato a denunciare l’ingiustizia del regime di Mubarak molto prima della rivoluzione del 2011.
Gli eventi di Tahrir Square sono stati la conclusione di un lungo processo sociale in cui anche la band di rapper locali ha giocato un ruolo importante. La cultura araba underground che ha dato inizio alla protesta ha trovato la sua strada senza imitare il movimento americano, mantenendo radici ben salde nella cultura egiziana, mischiando suoni e tradizioni. Il movimento underground diventa espressione di libertà personale, nella quale  la vera rivoluzione non è solo politica, ma soprattutto sociale e culturale: una generazione che per la prima volta rompe le regole della tradizione verso un vero cambiamento.

Dedicato a questi ragazzi che, con il ritorno dei militari al potere, sono stati derubati della loro rivoluzione; per ricordare solo loro possono gettare i semi delle prossime rivoluzioni.

 

Gianmarco Maraviglia, nato a Milano nel 1974, ha mostrato interesse per il giornalismo fotografico fin da piccolo. Diplomato in fotografia all’Istituto Europeo di Design (IED), lavora soprattutto su progetti di ampio respiro, su temi impegnati, multiculturali e sociali. I suoi lavori sono stati pubblicati da Die Ziet, Washington Post, D La Repubblica, Sette Corriere della Sera, Panorama, Io Donna, Aftenposten, Vanity Fair, Gioia, Svenska Dagbladet, Brigitte, Marie Claire, Woz, Emaho. E’ fondatore e coordinatore del progetto Echo Photo Journalism, che riunisce un gruppo di giovani fotografi impegnati.

La mostra è curata da Emanuela Mirabelli, Photoeditor di Marie Claire.

FOCUS RIVOLUZIONARI

Un focus dedicato all’impegno civile di piccole e grandi rivoluzioni sociali, a chi in passato e oggi ha creduto o crede che si possano ancora cambiare radicalmente le cose.  Al contempo un focus che guarda ad esperimenti nei linguaggi artistici che possano contenere elementi rivoluzionari.

  • Una mostra fotografica che racconta il movimento underground sfociato nella primavera araba del 2011.
  • Un incontro-concerto con i suo testimoni diretti.
  • Una rassegna di due giovani compagnie che, nelle mille difficoltà di questo paese, fanno fatica ad emergere, ma con tenace volontà fanno la loro rivoluzione proseguendo ad investire energie ed economie nel loro fare arte.

 

06 maggio 2015 ore 18.30
Arabian Knightz, Gianmarco Maraviglia, Emanuela Mirabelli, Chicco Elia
L’HIP HOP E’ RIVOLUZIONARIO
[incontro]

a seguire

Showcase Arabian Knightz c/o Leoncavallo
[concerto]

 

06 – 21 maggio 2015 ore 10.00/19.00
Gianmarco Maraviglia/Echo Photo Journalism
EGYPT – UNDERGROUND REVOLUTION
a cura di Emanuela Mirabelli
[mostra fotografica]

 

07 – 08 maggio 2015 ore 21.00
Woodstock Teatro
SPRING BOY
[spettacolo]

 

12 – 13 maggio 2015 ore 21.00
Compagnia Stradevarie
BANDITE 
[spettacolo]

 

Woodstock Teatro

 

Spettacolo teatrale liberamente ispirato agli scritti del drammaturgo irlandese Brendan Behan

SPRING BOY è un ragazzo irlandese di 16 anni arrestato a Liverpool con una valigia piena di esplosivo pronta a far saltare in aria il tribunale. Si chiama Brendan Behan.

Diventerà uno tra i drammaturghi più importanti d’Irlanda e del mondo, cantore di un’umanità perdente di fronte alla legge e al potere, con cui non smette di scontrarsi. Un attore interpreta diversi personaggi. Tre servi di scena compongono un universo visivo e sonoro con proiezioni dal vivo e suoni elaborati in presa diretta

Woodstock Teatro è una compagnia di Venezia, nata nel 2013. E’ composta dal regista-drammaturgo Marco Gnaccolini, dalla scenografa Alessandra Dolce e dal light-video-sound designer Matteo Moglianesi, tutti laureati alla magistrale in Scienze e Tecniche del Teatro – IUAV Venezia.

Ideazione, scrittura scenica, light, sound & video design, animatori oggetti e servi di scena: Alessandra Dolce, Marco Gnaccolini Matteo Moglianesi;
attore: Michele Scarlatti;
drammaturgia: Marco Gnaccolini;
scenografia e attrezzeria: Alessandra Dolce;
regia: Marco Gnaccolini

Plamper, Sacchettini, Avanzo

Paul Plamper, un regista e autore di radiodrammi innovativi.
Rodolfo Sacchettini, un critico teatrale e di radiodrammi contemporanei.
Sandro Avanzo, un critico di radiodrammi storici.

Tre sguardi diversi che indagano le prospettive del radiodramma, tra passato, futuro e nuove sperimentazioni, in Italia e in Europa. 

Paul Plamper

ZONA K propone un seminario di 6 giorni dedicato alla pratica del radiodramma con Paul Plamper, regista e autore di radiodrammi innovativi di grande successo in Germania.
A partire dalla scelta di un tema forte e stringente come “Immigrazione – tra politico e performativo”, Plamper accompagnerà i partecipanti nella ricerca, scelta e raccolta di materiali sonori (tra i quali interviste dirette a immigrati e rifugiati), nello sviluppo di idee e progetti, nell’impostazione di possibili soggetti e ipotesi di radiodrammi semi-documentaristici o fittivi.
Obiettivo del seminario è stimolare spunti di riflessione, fornire strumenti di ricerca e affinare la capacità di riconoscere e sviluppare storie e materiali adatti ad essere narrati per essere “solo”  ascoltati.

Il seminario è rivolto a tecnici o artisti del suono, registi, autori, scrittori, giornalisti, operatori sociali/educatori e attori interessati alla tecniche del radiodramma.
E’ richiesta la conoscenza della lingua inglese.
Il seminario si svolge per 6 giorni consecutivi a ZONA K e nelle locations scelte per le interviste, dalle ore 11.00 alle ore 17.00.
Posti limitati. La partecipazione è GRATUITA previa selezione.

 

Paul Plamper, classe 1972, è autore e regista di radiodrammi e vive a Berlino. Ha esordito in teatro come assistente alla regia al Berliner Ensemble, dove ha poi diretto spettacoli teatrali come ”Projekt RAF“, tratto dalle lettere dei prigionieri della RAF, e “Artaud erinnert sich an Hitler und das romanische Café“, interpretato da Martin Wuttke. Con “Der Auftrag” ha realizzato la prima messa in scena turca di un testo di Heiner-Müller per il teatro nazionale di Istanbul. Per l’emittente radio  WDR ha realizzato, numerosi radiodrammi, insigniti di importanti premi, come ad esempio ”Top Hit leicht gemacht“ (Prix Europa 2002), il progetto documentaristico sulla prigionia ”Release“ e una serie di  radiodrammi dedicati al tema del silenzio, trasformati poi in installazioni sonore per il Museo Ludwig e il ZKM di Karlsruhe: “Ruhe 1“ (Hörspielpreis 2008), ”Tacet“ (2010) e ”Stille Nacht“ (2013). Con il radiodramma ”Der Kauf“ (2013) ha vinto il premio dell’emittente ARD. Plamper ha inoltre curato la rassegna di radiodrammi ”Die Hörspielzentrale“ del teatro HAU di Berlino, ha fondato e gestisce la piattaforma online www.hoerspielpark.de.

 

Sandro Avanzo

Nella prima metà degli anni ’70 gli USA furono attraversati dalla cosiddetta “Febbre della Nostalgia” (che qualche critico ribattezzò No(w)stalgia).
Numerose etichette discografiche indipendenti giocarono sui tempi di scadenza dei copyright per recuperare decine e decine di colonne sonore di vecchie pellicole e per riproporre all’ascolto le voci dei grandi attori dello schermo così come si erano diffuse nell’etere , negli anni ’30-’40, sulle onde hertziane degli apparecchi radiofonici.
Vennero riportati alla luce e resi di nuovo fruibili dai solchi del vinile radiodrammi storici come le celebri “Avventure di Sherlock Holmes” o “La guer‪ra dei mondi” di Orson Wells.
Si recuperarono all’ascolto le avventure di personaggi ‪memorabili, perfino musical scritti appositamente ‪per la radio. Tornò a nuova vita sui dischi gran parte della cosiddetta Radio’s Golden Age con le voci di Bette Davis, dei Fratelli Mar‪x, di Abbott & Costello, di Mae West, di una giovanissima Judy Garland.

I dischi proposti nella mostra sono un’antologia emblematica delle pubblicazioni discografiche di quel breve ma prolifico periodo e risultano incisi tutti tra il 1974 e il 1977.
Se le motivazioni alla base del fenomeno vanno riportate per intero a un aspetto commerciale dell’iniziativa e non certo a un aspetto culturale, non va però tralasciato il merito di eredità che tale fenomeno ha lasciato sul fronte della memoria collettiva in un’epoca in cui non si poteva neppure ipotizzare la dimensione della rete web come primario collettore del ricordo universale.

Mostra a cura di Sandro Avanzo

Matteo Caccia, Danilo De Biasio, Filippo Solibello

Chiacchierata con: Matteo Caccia, Danilo De Biasio, Filippo Solibello  

Autori, conduttori, ascoltatori, al tempo della radio 2.0. Com’è cambiata la radio negli ultimi 10 anni?

I social network e la tecnologia hanno modificato il nostro modo di ascoltare e partecipare alle trasmissioni?

Quattro chiacchiere con voci note dell’etere alla scoperta del pubblico di oggi, tra aneddoti, intrusioni e riflessioni sul futuro della radio.

Ben Moor

Flip e George sono una giovane coppia prossima alle nozze. All’indomani della loro festa di fidanzamento, una misteriosa nuvola attraversa il nostro pianeta sconvolgendone le sorti: ogni essere umano avrà infatti l’opportunità di vedersi avverare i primi tre desideri che esprimerà. Sogni di glamour e fama si sostituiscono al grigiore quotidiano:
“Le persone in cassa integrazione riebbero indietro il loro impiego. I ciechi cominciarono a vedere, i sordi a sentire, i balbuzienti ricevettero in dono l’eloquenza, le cose semplici divennero grandiose, le cose sbiadite luminose. La realtà ti appariva come sarebbe
potuta diventare, e potevi diventare la persona che avresti sempre voluto essere”.
Cosa cambierà nelle vite di Flip e George al passaggio di questa strana nuvola?
Cosa sceglieranno di desiderare?
E i loro desideri li avvicineranno, o li spingeranno lontani l’uno dall’altra?

Acclamata al Festival di Edimburgo del 2001, Tre Desideri è una commedia dall’humour irresistibile, una delle più interessanti prove del genio umoristico e irriverente di Ben Moor.

Bottega Rosenguild e Compagnia dei Demoni confermano con “Three Wishes” il loro interesse per la drammaturgia contemporanea, unendosi per la prima volta in un progetto comune. Ricalcando un percorso già iniziato rispettivamente per Bottega Rosenguild con lo spettacolo “Le Beatrici” di Stefano Benni e per Compagnia deiDemoni con “Shylock” di Gareth Armstrong, anche in “Three Wishes” l’autore diviene parte integrante del processo creativo, assistendo e collaborando alla messa in scena del suo testo, e generando interessanti cortocircuiti di poetiche e visioni differenti.
Così, al suo debutto assoluto in Italia, Ben Moor sarà anche supervisore artistico di questo lavoro che tanto successo ha avuto nel Regno Unito e in Europa.

Il progetto “Three Wishes” ha vinto il premio alle Arti L.A Petroni 2014 promosso da Residenza Idra, che è anche partner produttivo insieme a OffRome e Piefrancesco Pisani.

con Elisa Benedetta Marinoni e Mauro Parrinello
regia Mauro Parrinello con la supervisione artistica di Ben Moor
scene e costumi Chiara Piccardo
luci Paolo Meglio
traduzione Elisa Benedetta Marinoni
organizzazione e distribuzione Francesca Montanino
una produzione
OffRome / Bottega Rosenguild / Pierfrancesco Pisani / Compagnia DeiDemoni
con il sostegno produttivo di Residenza Idra

SPETTACOLO VINCITORE DEL PREMIO DELLE ARTI L. A. PETRONI 2014

BEN MOOR è un pluripremiato autore e attore britannico. Lavora per il teatro, la radio e la televisione. Tra i suoi lavori più rappresentati, il one-man show It Takes Forever If You Go By Inertia, A Supercollider For The Family e Coelacanth, acclamati dalla critica e dal pubblico britannico. Tre Desideri è il primo testo di Moor ad essere rappresentato in Italia.

ELISA BENEDETTA MARINONI Diplomata alla Civica Accademia d’Arte Drammatica di Udine e laureata in Teatro e Drammaturgia, ha lavorato in diversi teatri italiani e al fianco di Stefano Benni, Valerio Binasco, Veronica Pivetti, sia in veste di attrice che di assistente alla regia. Ha prestato la voce a programmi radiofonici e audiolibri. Nel 2010 fonda il collettivo Bottega Rosenguild con cui intraprende un percorso produttivo e artistico insieme a teatranti, musicisti, scrittori. E’ vincitrice femminile del Premio Gino Cervi 2013.

MAURO PARRINELLO Già allievo di Michele Di Mauro e Leo Muscato, dopo il diploma alla Scuola di Recitazione del Teatro Stabile di Genova, è diretto da Valerio Binasco in Noccioline di Fausto Paravidino per il Teatro Eliseo di Roma. Recita nel film Giorni e nuvole di Silvio Soldini, nella sit-com Piloti di RaiDue e per RaiTre nella Melevisione. E’ interprete e regista di numerosi cortometraggi indipendenti. Affianca Paolo Hendel nella lunga tournée di Molière, a sua insaputa. Per la Compagnia DeiDemoni ha curato numerose regie. E’ interprete nello stesso anno del monologo Shylock di Gareth Armstrong prodotto da OffRome, e per il cinema del cortometraggio Free-go, presentato ai Ciak d’Oro 2013, e del lungometraggio svizzero-italiano Fuori Mira, diretto da Erik Bernasconi, in uscita nel 2014.

 

Alessandro Sala / Cesura

Johannesburg. 2012

‪In ogni angolo della città ti senti gli occhi di decine di persone puntati addosso. Tu – uomo bianco – solo nel centro di Johannebsurg.

‪Preservare la propria incolumità in downtown si basa anche sull’osservare costantemente chi ti osserva e valutare se è meglio cambiare strada, proseguire, tornare indietro o correre.

‪Top of africa è il punto più alto dell’edificio più alto di tutto il continente africano: una terrazza turistica da cui si può osservare a 360° la città.

‪Appena arrivato in questo luogo privilegiato dedicato a pochi turisti – dove nessuno dei veri abitanti è mai salito – ho capito che qui i ruoli potevano essere invertiti.

‪Io – uomo bianco – posso ora osservare e controllare indisturbato l’intera città, ogni angolo, ogni movimento.

Lia Del Corno, Giorgio Barberio Corsetti e
Martina Treu

Perché i miti antichi esercitano tanto fascino su di noi?
Perché continuano ad essere rielaborati dagli artisti per parlare del presente?
Pensieri e parole su mito, realtà e tempo presente.

Intervengono: Lia Del Corno, Giorgio Barberio Corsetti, Martina Treu.

Giorgio Barberio Corsetti, regista autore e attore, fonda la sua prima compagnia , La Gaia Scienza nel 1976 per scioglierla nel 1984 e dar vita ad nuovo gruppo che porterà il suo nome. La Compagnia Teatrale di Giorgio Barberio Corsetti assumerà poi, nel 2001, la denominazione di Fattore K che conserva a tutt’oggi.
Le regie teatrali, la sperimentazione dell’uso del video nella drammaturgia teatrale è uno dei tratti caratteristici del teatro di Giorgio Barberio Corsetti che si ritrova come segno fondante di molti suoi spettacoli.
Memorabili restano le opere come La camera astratta in collaborazione con Studio Azzurro, Descrizione di una battaglia, America,  L’Histoire du Soldat, e poi Il Processo,  La Tempesta, Woyzeck, senza citare le innumerevoli regie del panorama lirico internazionale.
Altresì, già dal 1996 Giorgio Barberio Corsetti porta sulla scena testi risalenti ad epopee mitiche della tradizione classica e di quella nordica o orientale. Numerose sono le regie e le riscritture o adattamenti drammaturgici su questa scia: La nascita della Tragedia opera pervasa dei miti greci;  Notte, tratto dai testi sacri della mitologia indiana; Graal, dalla tradizione cavalleresca; Le Metamorfosi, Di animali, uomini e dei, Paradiso e Argonauti ancora dagli antichi scritti classici, Il colore bianco, sullo sfondo dei miti nordici, Dioniso nato tre volte, Dionisiache, Tra la Terra e il Cielo, fino ai più recenti Nineteen Mantras su alcuni antichi mantra della tradizione religiosa indiana,  e il recentissimo La guerra di Kurukshetra, adattamento del ricco poema indiano Mahàbhàrata.
Ancora molto si potrebbe citare a proposito delle Direzioni Artistiche assunte da questo poliedrico artista della scena, dalla Sezione Teatro della Biennale di Venezia alle sezioni danza e teatro dell’Auditorium-Parco della Musica di Roma, oltre ai palcoscenici che hanno visto sue creazioni: da Avignone a San Pietroburgo e da Parigi a Singapore.

Martina Treu è laureata in Storia del Teatro e della Drammaturgia Antica, dottore di ricerca in Filologia classica, cultore di Storia del Teatro Greco e Latino. Attualmente è ricercatrice di Lingua e Letteratura Greca presso l’Università IULM dove è stata responsabile del Progetto Dionys e del Progetto Teatro, cultura, turismo e Mediterraneo e del settore Formazione del progetto Mediteatri.pa (Formez).
Ha curato pubblicazioni e svolto mansioni di segreteria scientifica-organizzativa per vari teatri e festival italiani e stranieri, ha collaborato con diversi registi italiani, con il Piccolo Teatro Studio e con la Biennale di Venezia – Festival internazionale del Teatro. Scrive regolarmente sulle riviste Hystrio e Stratagemmi. Prospettive teatrali ed è responsabile della sezione Notizie di Dionysus Ex Machina.it.

Lia Del Corno Nasce e vive a Milano. Traduce dal francese, inglese e tedesco e scrive per Adelphi, Garzanti, Mondadori, RCS Libri, ma soprattutto si è occupata di teatro e ha curato le proposte culturali del Piccolo Teatro di Milano, del Franco Parenti e del Teatro Popolare di Roma. È sua l’idea delle lezioni-spettacolo che ha promosso con energia e entusiasmo. Attualmente continua l’attività di traduttrice; scrive libretti di opere liriche dedicate soprattutto ai giovani, firma qualche scenografia e disegna costumi.

Compagnia Stradevarie

 

Fin da bambine ci viene insegnata l’obbedienza come un valore che ci consentirà di vivere in armonia con il sistema sociale che ci circonda. Ci viene detto di avere pazienza, di sopportare.

C’è chi questo non lo accetta, perché insofferente, temeraria, precorritrice dei tempi. C’è chi, per scelta o per mancanza di scelta, decide di cambiare tutto subito riguardo alla propria vita e, inevitabilmente, a quella degli altri. Oltrepassa i limiti stabiliti dalla legge, dal buonsenso comune, dalle norme sociali. Diventa bandita. È questa zona franca che abbiamo voluto indagare. E siamo partite da storie ambientate in diverse parti del mondo. Uno spettacolo che è anche un laboratorio delle idee, in cui ognuno  può costruire un pezzo di una storia collettiva non ancora scritto, non ancora disegnato. Una traccia.

di e con Soledad Nicolazzi;
collaborazione drammaturgica Dalia Padoa;
oggetti di scena e costumi Elena Carozzi;
consulenza artistica  Gigi Gherzi e Laura Sferch;
sostegno alla produzione Campsirago Residenza

Stradevarie è una compagnia teatrale indipendente nata nel ’99 che attualmente lavora all’interno del progetto “Campsirago Residenza”. Gli spettacoli sono il punto d’approdo di un percorso di ricerca, una riscrittura del presente con le sue storie fragili, ironiche e surreali. A piazza delle Erbe! ha ricevuto la “Menzione speciale Premio Ustica per il teatro ’07”; Ciclonica, ha vinto il Premio Pancirolli ’03. La compagnia ha anche un percorso rivolto all’infanzia: nel 2012 ha avuto il sostegno alla produzione di Small Size- Big  citizens per lo spettacolo Carta Canta.

Il Babau & i maledetti cretini

Liberamente tratto dai “Tales of Mystery and Terror” di E. A. Poe. 

Il Babau & i maledetti cretini tributa il suo omaggio a Poe rileggendo al lume fioco di un rock criptico e colto alcune tra le più oscure pagine dei Racconti del Mistero e del Terrore: La verità sul caso di Mr.Valdemar e La maschera della Morte Rossa.

Dà così vita a un cupo e coinvolgente “Fonodramma”, una vera e propria traduzione sonora dei racconti. Il risultato è un viaggio nevrastenico e carico di suspense in cui lo spettatore/ascoltatore è trasportato senza soluzione di continuità attraverso paesaggi sonori molto vari e sempre suggestivi sino all’ineludibile epilogo.

Damiano Casanova: chitarra elettrica, tastiere; Franz Casanova: voce e tastiere

Il Babau &… è un progetto artistico sospeso tra musica, teatro e letteratura fondato dai fratelli Casanova sul finire dello scorso millennio. Lasciata da parte la forma canzone reinventa il fonodramma, originale traduzione musicale e sonora di racconti letterari con spiccata propensione per il misterioso, il fantastico, il grottesco, il macabro, il bizzarro.

Bluemotion

Liberamente ispirato al mondo di Gianni Rodari.

Lo spettacolo è adatto anche ad un pubblico di bambini e ragazzi.
Dai 6 anni in su.

Uno spettacolo ispirato al mondo di Gianni Rodari, ricco di storie intelligenti, che sanno di gioia, fantasia, libertà. 7 telefoni disseminati nello spazio con cui chiamare e rispondere per farsi raccontare una storia. 7 voci che raccontano in diretta le favole di Gianni Rodari. 7 spettatori alla volta che potranno alzare la cornetta e ascoltare i centralisti nascosti: attori-narratori dalla provenienza più disparata, culturale e linguistica, che raccontano storie e dialogano con gli ascoltatori in tutte le lingue della nostra città.

Il progetto Favole al telefono nasce dall’incontro di due elementi portanti della ricerca di Bluemotion. Il primo riguarda la costruzione di dispositivi performativi e visivi che facilitino e indaghino la sfera della comunicazione tra due individui. Il secondo invece è la riflessione sul racconto come dono, sulla sua capacità di essere strumento di ascolto e dialogo.

Il dispositivo per Bluemotion è lo strumento necessario a creare un rito. Un rito laico, certamente, ma che sappia offrire la possibilità di sentirsi in un meccanismo comunitario. Nel caso di Favole al telefono il mezzo è il telefono col filo, caduto in disuso da anni, così come la limitazione a muoversi in uno spazio ridotto durante una conversazione telefonica. Questa costrizione spaziale provoca un senso di smarrimento, ma anche di intimità. Di solitudine, ma anche di stupore.

Si tratta di un’esperienza breve di dialogo telefonico con una persona sconosciuta. E ciò che si ascolta è una favola. Lo spazio ordinato e in penombra ospita la caotica gamma di favole che si nasconde dietro la cornetta, protegge il segreto che lega due persone che parlano al telefono senza conoscersi. E in questo piccolo incontro misterioso le favole diventano cartografie di vite, riti di passaggio, appunti di fantastica.

ideazione e regia Giorgina Pi; soundscape Valerio Vigliar; una produzione Angelo Mai – Bluemotion
con con Sara Benvenuto, Elettra Capuano,  Gianluca De Rubertis, Gian Marco Di Lecce, Mauro Milone, Giorgina Pi, Laura Pizzirani, Sofia Vigliar, Valerio Vigliar, Rodrigo D’Erasmo + Roberto Dell’Era degli Afterhours e Enrico Gabrielli dei Calibro 35

 

Bluemotion è una formazione nata nel 2008 a Roma all’interno dell’esperienza artistica e politica dell’Angelo Mai. Performer, registi, musicisti e artisti visivi si uniscono per creare a partire dalle proprie suggestioni, confrontando i propri sguardi sul presente e sull’arte. Le opere di Bluemotion sono sempre creazioni collettive, risultato dello scambio e delle visioni dei membri del gruppo.

Rosario Tedesco e Matteo Caccia

 

Sulle tracce de “Il viaggio in Italia” di Goethe, un nuovo viaggio nei vizi e nelle virtù, nei luoghi comuni e nelle sorprese, nella geografia e nelle persone che non ti aspetti di incontrare.

“Se dico Goethe” a voi cosa viene in mente?

Nel 1786 Goethe entrò nel Belpaese: Il suo Viaggio in Italia durò due anni e lo cambiò per sempre. Rosario Tedesco, uomo di teatro e di viaggio, la scorsa primavera su incarico del Goethe-Institut ha rivisitato in chiave contemporanea il viaggio del grande poeta tedesco. Nel suo percorso ha incontrato e raccontato gli italiani e l’Italia di oggi. Questo attraverso un diario di viaggio multimediale in cui alle parole del blog si sono alternati tweet, video, suoni e immagini.

Rosario Tedesco racconta ora in scena la sua esperienza sorprendente e lo fa in un gioco di sradicamento delle nostre idee precostituite, anche su noi stessi.

con Rosario Tedesco, tecnico audio e luci Paolo Corleoni

Rosario Tedesco è attore e regista teatrale, si è formato alla scuola di Luca Ronconi e dalla fine degli anni Novanta collabora con Antonio Latella. Dal 2005 inizia a lavorare in Germania presso il Düsseldorfer Schauspielhaus, lo Schauspiel Köln, la Volksbühne di Berlino. Recentemente ha preso parte a film internazionali recitando a fianco di Anthony Hopkins, Udo Kier, Michael York. Rosario Tedesco è anche un camminatore-narratore. Nel 2009 ha completato il cammino di Santiago e sulla via di Finisterre ha preso corpo il suo secondo progetto a piedi: “Il Vento nelle Scarpe”, un cammino solitario di 1770 km lungo le sponde del Danubio, compiuto tra il 2011 e il 2012 in 92 giorni, attraversando 6 nazioni.

FOCUS RADIO

In occasione degli Europe Radio Days a Milano, una settimana tutta dedicata alla radio e alle arti performative per indagare la storia di un mezzo così importante per la diffusione della cultura, la riscoperta delle sue risorse e le nuove forme di sperimentazione e comunicazione da parte di giovani artisti e compagnie.

11 marzo 2015 ore 18.30
Matteo Caccia, Danilo De Biasio, Filippo Solibello
RADIO 2.0
[incontro]

 

11 – 13 marzo ore 21.00
Rosario Tedesco/Matteo Caccia
SE DICO GOETHE 
[spettacolo]

 

11 – 17 marzo 2015 ore 10.00 – 19.00
RADIODRAMMI IN COPERTINA
a cura di Sandro Avanzo
[mostra]

 

12 – 17 marzo 2015 ore 11.00/17.00
RADIODRAMMA
con Paul Plamper
[seminario teorico-pratico]

 

14 marzo 2015 ore 18.00 – 19.00 – 20.00 – 21.00
15 marzo ore 16.00 – 17.00 – 18.00 – 19.00
Bluemotion – Angelo Mai
FAVOLE AL TELEFONO
[performance]

 

16 marzo 2015 ore 21.00
Il Babau & i maledetti cretini
DITTICO DEL MISTERO E DEL TERRORE
[performance ]

 

17 marzo 2015 ore 18.30
Paul Plamper, Rodolfo Sacchettini Sandro Avanzo
IL RADIODRAMMA E LE ARTI PERFORMATIVE
[incontro]

La Fionda Teatro

Scherzo per due attrici sole. Allegro ma non troppo.
In scena una Penelope e un Ulisse 

Ulisse non mangia pesce, non sa nuotare, beve, vuole andare, ma non va.
Penelope mangia pesce, sa nuotare, beve, non sa dove andare e non sa dove stare.
Penelope e Ulisse vivono insieme da vent’anni.
La Fionda Teatro festeggia i suoi vent’anni insieme a una delle coppie più famose di tutti i tempi.

La Casa riprende una delle storie più vecchie del mondo, l’Odissea, per raccontare la vita di una Penelope e di un Ulisse, una coppia al suo ventesimo anniversario. Due eroi piccoli piccoli, sottratti all’antica Grecia e catapultati in una casa che non ha né luogo né tempo. In una scena minimalista e spoglia, due personaggi si avvicinano e si allontanano in un confronto incalzante e reiterato.

Il testo tesse e intreccia la storia dei due protagonisti con quelle di altri personaggi dell’Odissea in un continuo passaggio tra finzione e realtà. Storie surreali, impossibili, oniriche, che hanno una vita propria e che alla fine hanno più verità della realtà.

Lo spettacolo vuole restituire uno sguardo delicato e ironico sulle cose, sul mondo, su di noi, esseri umani gravati da un destino ridicolo e tragico, sempre in bilico tra ciò che siamo e ciò che potremmo essere.
Dedicato al Teatro e alla forza dell’immaginazione.

di e con Elisabetta Pogliani (Penelope) e Paola Zecca (Ulisse)
collaborazione artistica: Marta Bevilacqua (la Sirenetta)
luci: Fausto Bonvini (il Ciclope)
collaborazione scena e costumi: Giovanna Luè (il cane Argo)
produzione LA FIONDA TEATRO, con il sostegno di ZONA K
grazie alla Compagnia Arearea per il periodo di residenza

Marcella Vanzo / Gogmagog

QUEI 2 = Marcella Vanzo x Gogmagog.

Adamo ed Eva, realtà e fiction, mito e spazzatura.
2010: i Gogmagog collaborano a Rumors, una performance di Marcella Vanzo per ZoomFestival al Teatro Studio di Scandicci.
2013: Vanzo scrive x loro QUEI 2: ispirandosi al Diario di Adamo ed Eva di Mark Twain.
Rapporto di coppia, ironico, veloce, contemporaneo, in scena.

Quotidiano ridicolo, Twain e il mito, presente incisivo e divertente.
Eden = TV anni ’80: conduttore e diva si giocano una partita tra femminilità esuberante di Eva e il raziocinio duramente messo alla prova di Adamo, continuamente interrotti da animali di passaggio.

Terra = posto banale, malconcio, quotidiano. Adamo, accetta sì l’amore nella coppia, ma non si capacita invece della sconcertante presenza di un figlio.

QUEI 2 mette in sinergia la spiccata attorialità della compagnia con l’immaginario di un’artista che indaga le diverse dimensioni dell’essere umano: da quella mitica a quella sociale, da quella politica a quella emotiva.

QUEI 2 mixa realtà e finzione, riflette un presente fantastico e ironizza sulle idiosincrasie tra maschio e femmina, natura e cultura, mitico e quotidiano.

QUEI 2 dura 50 minuti.

testo e scene di Marcella Vanzo; liberamente ispirato al Diario di Adamo ed Eva di Mark Twain; con: Cristina Abati, Carlo Salvador, Carlo Gambaro; regia: Marcella Vanzo e GOGMAGOG; luci: Antonella Colella

produzione GOGMAGOG, con il contributo di Regione Toscana-Sistema Regionale dello spettacolo e il sostegno di Giallo Mare Minimal Teatro, Teatro Metastasio Stabile della Toscana, Teatro Studio Krypton

FOCUS MITO

Il mito come ispirazione per una riflessione sul presente, fonte inesauribile di materiali da rileggere, rielaborare, reinterpretare. Il mito come confronto, portatore di valori universali, di archetipi alla luce dei quali ripensare se stessi, guardare gli altri e la realtà, oggi.

19 – 21 gennaio 2015 ore 21.00
Marcella Vanzo/Gogmagog
QUEI 2

[spettacolo]

21 GENNAIO 2015 ore 18.00
MITO E PRESENTE
con l’intervento di: Lia Del Corno, Giorgio Barberio Corsetti e Martina Treu.
[incontro]

22 gennaio – 20 febbraio 2015 ore 10.00/19.00 (chiuso sab e dom)
foto di Alessandro Sala / Cesura
TOP OF AFRICA
[mostra fotografica]

23 – 26 gennaio 2015 ore 21.00
La Fionda Teatro
LA CASA – Odissea di un crack

in scena una Penelope e un Ulisse
[spettacolo – prima nazionale]

Remote Milano
il video

Remote_Milano_video_ZONAK

ZONA K presenta:

REMOTE MILANO: un percorso a piedi per attraversare la città guidati dalla voce elettronica di un navigatore personale che parla in italiano e in inglese.

Una colonna sonora scritta per Milano, che trasforma il viaggio urbano in un film collettivo.
Un gioco, un’esperienza, un viaggio.
Milano come non l’avete mai vista.

L’edizione 2014 si è svolta dal 22 ottobre al 16 novembre, con 11 repliche straordinarie.
L’edizione del 2015 si è svolta dal 19 settembre al 25 ottobre per un totale di 36 repliche.

2700 persone circa hanno partecipato a Remote Milano dei Rimini Protokoll.

ZONA K ringrazia tutti coloro che, collaborando e partecipando, ci hanno regalato questa bellissima esperienza, RIMINI PROTOKOLL in testa.

APERITIVO
con visioni in corto

Una selezione speciale di corti di giovani autori tedeschi dalle ultime edizioni del MilanoFilmFestival. 

In collaborazione con MilanoFilmFestival.

Consumazione obbligatoria a € 7,00

 

Bow Tie Duty For Squareheads (Fliegenpflicht für Quadratköpfe)
Stephan-Flint Müller, DEU, 2005, miniDV, 13
La mia vita a Berlino, con tutti i miei hobby e un’introduzione di tutti i miei amici. Ma ci sono
anche cappelli che pesano 10 tonnellate e manifesti che scoreggiano.

From Here to Eternity
Oliver Pietsch, DEU, 2010, HD, 40
Se la morte è il tabù più grande che il cinema ha dissolto, l’afterlife è pura immaginazione
portata in scena nei modi più svariati, da Murnau a Tim Burton. Pietsch, artista berlinese, ne ha
raccolto e montato un migliaio di sequenze, raggruppate per geniali associazioni: omicidi,
malattie e disastri naturali; castigo, limbo e perdono. Da Edwin S. Porter in su, il montaggio è
diventato Dio, e From Here to Eternity ne è una stupefacente celebrazione mortuaria.

Fucked
Paul Leyton , DEU, 2000, super8 , 8
Morte? Un uomo ha un incidente sul lavoro: mentre alcuni colleghi lo portano via, inizia a pensare al significato della vita e della morte, attraverso ricordi, fantasie ed incubi.

Under Ground (Unter der erde)
Christian Moris Müller, DEU, 2002, 35mm, 9
Unter der Erde è un film senza parole. Un tentativo di trascendere e rendere invisibili le barriere tra realtà diverse.

What Would the Drop Know About That? (Was weiss der Tropfen davon?)
Jan Zabeil, DEU, 2007, 16mm, 12
Un approccio atmosferico al palazzo del Reichstag, sede del Parlamento tedesco, attraverso gli occhi di due giovani addetti alle pulizie.

Twelve and a Half Minutes (Zwölf 1/2 Minuten)
Joschua Douma, DEU, 2003, Betacam, 14
Il componente medio delle nostra società (tedesca) è maschio, ha 38 anni e si alza alle 8:15 di mattina, In un giorno normale farà cose normali che lo porteranno a farsi un sacco di domande ogni sera sulla propria esistenza. Per fare questo ha di solito 12 minuti e mezzo una volta andato a letto prima di addormentarsi.

The Surprise (Die Überraschung)
Lancelot von Naso, DEU, 2004, 35mm, 10
Un film sull’inatteso. Spesso esiste una differenza molto sottile, o un intervallo di tempo molto ridotto, tra commedia e tragedia. Olaf vuole riconquistare la sua ex-fidanzata, e si intrufola nel suo appartamento per prepararle una sorpresa. Ma riuscirà a renderla felice? E chi resterà sorpreso alla fine?

Energy! (Energie!)
Thorsten Fleisch, DEU, 2007, miniDV, 5
Da un punto di vista puramente tecnico, lo schermo è animato da un fascio controllato di elettroni nel tubo catodico. Per realizzare Energie! una pellicola fotografica è stata esposta a una scarica di circa 30.000 volt e successivamente rieditata per dare vita a nuovi sistemi visivi di organizzazione degli elettroni.

Lovesick (Liebeskrank)
Spela Cadez, DEU/SVN, 2007, 35mm, 8
Un dolore al cuore, lacrime che non si asciugano mai e teste girate difficili da trattare, ma per fortuna non incurabili…

Kulturpalast Wedding e Hannah Goldstein

KLEISTER organizza mostre fotografiche nello spazio pubblico. I fotografi invitati si incontrano nel luogo deputato e incollano direttamente sulla parete le foto che essi stessi hanno scelto. La mostra rimane all’aperto, a disposizione di tutti, si trasforma col tempo e gli interventi dei passanti, finché sole e pioggia non cancellano completamente le immagini.

KLEISTER porta la fotografia sulla strada e sostiene giovani artisti e nuovi network creativi. E’ un progetto fotografico nato a Berlino dalla collaborazione tra Hannah Goldstein e Katja Haustein.

A cura di Kulturpalast Wedding e Hannah Goldstein.

Dittatura e democrazia all’epoca dell’estremo

Nel 2014 si commemorano tre eventi storici davvero significativi: 100 anni fa scoppiò la Prima Guerra Mondiale, 75 anni fa la Seconda Guerra Mondiale e 25 anni fa cadde il Muro di Berlino.

La Fondazione Federale per l’analisi della dittatura del Partito Socialista Unificato, in collaborazione con l’Istituto di storia contemporanea di Monaco e la trasmissione radiofonica “Deutschlandradio Kultur”, ha concepito la mostra “Dittatura e democrazia all’epoca dell’estremo. Illustrazione sulla storia dell’Europa nel 20° secolo” (“Diktatur und Demokratie im Zeitalter der Extreme. Streiflichter auf die Geschichte Europas im 20. Jahrhundert”). Con 190 fotografie provenienti da innumerevoli archivi europei, la mostra illustra la drammatica storia del 20° secolo in Europa, vissuta fra libertà e tirannia, fra democrazia e dittatura.

In collaborazione con il Consolato Generale della Repubblica Federale di Germania a Milano.

A 25 anni dalla caduta del muro di Berlino

 

Con la partecipazione di Eva Banchelli, docente di Letteratura tedesca, Università degli Studi di Bergamo; Alfredo Canavero, docente di Storia Contemporanea, Università degli Studi di Milano; Alberto Martinelli, docente di Scienza politica e Sociologia dell’Università degli Studi di Milano; Michele Vangi, Centro Italo-tedesco di Villa Vigoni.

In collaborazione con il Centro per gli studi di politica estera e opinione pubblica dell’Università degli Studi di Milano.

 

I Rimini Protokoll si raccontano

Jörg Karrenbauer – coregista di REMOTE MILANO – dialoga con critici, accademici, studenti e pubblico per raccontare il lavoro dei RIMINI-PROTOKOLL – collettivo tedesco diventato punto di riferimento fondamentale per l’avanguardia teatrale e artistica europea – e analizzare l’esperienza che ha portato alla realizzazione di REMOTE MILANO, uno sguardo tutto europeo sulla nostra città.

Intervengono Renato Palazzi e Maddalena Giovannelli.

Il ruolo politico del teatro secondo la tradizione e secondo una visione postmoderna; il rapporto con la realtà, gli esperti-attori, la relazione tra intervento artistico e autenticità; il rapporto con il potere e le nuove tecnologie, nella realtà e nel lavoro artistico; il rapporto instaurato con la città nella creazione di Remote Milano: questi alcuni dei temi affrontati durante l’incontro-dibattito.

In collaborazione con il Dipartimento di lingue e letterature straniere dell’Università degli studi di Milano

Indirizzo: Università degli studi di Milano, via Festa del Perdono, 7 – AULA 422

Ingresso gratuito

 

Photo di David von Becker©

 

Il focus Germania fa parte di Milano Cuore d’Europa, il palinsesto culturale multidisciplinare dedicato all’identità europea della nostra città anche attraverso le figure e i movimenti che, con la propria storia e la propria produzione artistica, hanno contribuito a costruirne la cittadinanza europea e la dimensione culturale.

FOCUS GERMANIA

Dopo il successo del FOCUS BALCANI, realizzato nell’autunno 2013 anche grazie al contributo della Regione Lombardia, la nuova stagione apre con un focus dedicato ad artisti tedeschi.

Tra l’infinità di possibili proposte provenienti da un paese attento al teatro e alla cultura come la Germania, ZONA K ha scelto una piccola ma significativa selezione di progetti particolarmente innovativi ed efficaci in termini di attenzione al presente e analisi della realtà che ci circonda.

Tema portante di tutto il focus, come della stagione PLAY-K(ei), è il rapporto tra arte e realtà, in particolare la realtà urbana, e la capacità dell’arte di guardare, descrivere e agire sulla realtà.

 

22 ottobre – 5 novembre 2014
Rimini Protokoll
REMOTE MILANO
[performance urbana partecipata]

23 ottobre 2014 ore 10.30 – presso Università statale di Milano
I RIMINI PROTOKOLL SI RACCONTANO

28 ottobre – 2 novembre 2014 ore 17.00–19.00
DITTATURA E DEMOCRAZIA ALL’EPOCA DELL’ESTREMO.
Illustrazione sulla storia dell’Europa nel 20°secolo
[mostra storico-fotografica]

28 ottobre – 2 novembre 2014 ore 17.00–19.00
KLEISTER – CITTA’ E REALTA’. Un progetto fotografico per lo spazio pubblico
[mostra]
A cura di Kulturpalast Wedding e Hannah Goldstein.

31 ottobre 2014 ore 19.30
APERITIVO con VISIONI IN CORTO
[cinema]
In collaborazione con MilanoFilmFestival.

 

Il focus Germania fa parte di Milano Cuore d’Europa, il palinsesto culturale multidisciplinare dedicato all’identità europea della nostra città anche attraverso le figure e i movimenti che, con la propria storia e la propria produzione artistica, hanno contribuito a costruirne la cittadinanza europea e la dimensione culturale.

 

Rimini Protokoll

Dopo Berlino, Vienna, Avignone, San Pietroburgo, RIMINI PROTOKOLL, collettivo d’avanguardia tra i più premiati d’Europa, approda finalmente a Milano, all’interno della stagione PLAY-K e del Focus Germania.

REMOTE MILANO è un percorso a piedi per attraversare la città guidati dalla voce elettronica di un navigatore personale che parlerà in italiano.

Una colonna sonora scritta per Milano, che trasforma il viaggio urbano in un film collettivo.
Un mezzo tecnologico che dirige e lancia una sfida ai suoi 50 partecipanti: fanno parte di un’entità collettiva, ma il singolo può prendere decisioni per sé; è al contempo attore e spettatore, osservatore e osservato.
“Gli altri ascoltano ciò che ascolto io?”
“Come potremo prendere decisioni comuni?”
L’intelligenza artificiale dirige, ma stimola anche una percezione alterata che spinge a guardare la realtà e se stessi con sguardo del tutto nuovo.
Un gioco, un’esperienza, un viaggio.
Milano come non l’avete mai vista.

Luogo di partenza: Cimitero Monumentale – ingresso principale
Orari: da martedì a venerdì ore 15.00
             sabato e domenica ore 11.30 e ore 15.00
NB: Lo spettacolo è itinerante, dura circa 90 minuti e sarà percorso a piedi

posti limitati – prenotazione obbligatoria
prevendita dal 1 ottobre 2014

Biglietti:
intero €15.00
ridotto €10.00 (studenti, under 18, over 60)
biglietto speciale per sostegno progetto €20,00

Remote X

INFORMAZIONI FONDAMENTALI PER PARTECIPARE A REMOTE MILANO
Siete pregati di presentarvi nel luogo dell’incontro 20 minuti prima dell’inizio. Trattandosi di un percorso a tappe obbligate l’orario di partenza è improrogabile. Lo spettacolo è itinerante, dura circa 90 min e sarà percorso a piedi. Si raccomanda di munirsi di scarpe comode e impermeabile in caso di pioggia. Nel luogo dell’incontro vi sarà chiesto un documento come cauzione per l’uso del navigatore. 

 

idea, testo e regia: Stefan Kaegi, co-regia: Jörg Karrenbauer; sound design: Nikolas Neecke; drammaturgia: Juliane Männel, Aljoscha Begrich; assistenza alla regia: Ilona Marti; voci di Acapela Group; direzione di produzione: Caroline Gentz
“Remote X” è una produzione di Rimini Apparat
in coproduzione con HAU Hebbel am Ufer di Berlino, Maria Matos Teatro Municipal e dem Goethe-Institut Portogallo, Festival Theaterformen Hannover/Braunschweig, Festival d’Avignon, Theater Spektakel di Zurigo, Kaserne Basel
con il sostegno di: Hauptstadtkulturfonds Berlin, Pro Helvetia, Schweizer Kulturstiftung e Fachausschuss Tanz und Theater Kanton Basel-Stadt; in coproduzione con House on Fire e con il sostegno del Programma Cultura dell’Unione Europea
per Milano: assistente alla regia: Federica Di Rosa; direttore di produzione e traduzione: Valentina Kastlunger (ZONA K)

 

 

Rimini Protokoll è oggi il collettivo artistico forse più premiato d’Europa e punto di riferimento fondamentale per tutto il teatro d’avanguardia.
I suoi membri, Helgard Haug, Stefan Kaegi e Daniel Wetzel, si sono conosciuti negli anni Novanta, studiando presso l’Institut für Angewandte Theaterwissenschaften dell’Università di Gießen. Nel 2000 si sono uniti per formare un collettivo di autori-registi i cui membri possono scegliere di lavorare da soli, in due o in tre. Dal 2002 tutti i loro lavori – opere teatrali, radiodrammi, film e installazioni – sono firmati Rimini-Protokoll.
Fulcro della ricerca è lo sviluppo dei mezzi espressivi del teatro per provocare nuovi sguardi sulla realtà. Ogni opera attinge dalla vita reale e utilizza elementi e persone provenienti da situazioni concrete e luoghi specifici.
Così Haug, Kaegi e Wetzel proclamano un’assemblea generale della Daimler-Benz pièce teatrale e, così facendo, in tale la trasformano; realizzano il progetto 100% Città portando sul palco 100 cittadini veri quale campione statistico per rappresentare, tra le altre, città come Berlino, Zurigo, Londra, Melbourne, Copenaghen o San Diego. A Berlino e Dresda sviluppano installazioni audio sulla Stasi, durante le quali lo spettatore può ascoltare i veri protocolli di spionaggio dei servizi segreti della DDR con il telefono cellulare. Al momento sono in tournée con un gruppo di uomini d’affari nigeriano-europei per il progetto Lagos Business Angels e con la paraplegica MC Hallwachs per la pièce Qualitätskontrolle (Haug / Wetzel) o creano colonne sonore per le più disparate città del mondo con il progetto REMOTE X (Kaegi).
Nel 2003 la pièce Shooting Bourbaki ha ricevuto il premio NRW-Impulse; i progetti Deadline (2004), Wallenstein – eine dokumentarische Inszenierung (2006) e Situation Rooms (2014) sono stati invitati al prestigioso festival Berliner Theatertreffen; Schwarzenbergplatz (2005) è stata nominata per il Premio Austriaco per il Teatro Nestroy; Mnemopark è stata insignita del premio della giuria del Festival “Politik im freien Theater” di Berlino nel 2005 e nel 2007 il radiodramma  Karl Marx: Das Kapital. Erster Band ha vinto sia il premio del pubblico sia il premio della giuria Mülheimer Dramatiker Preis del festival nazionale di drammaturgia contemporanea Stücke 2007.
Nel novembre 2007 Haug, Kaegi e Wetzel hanno ricevuto un premio speciale dal Deutsches Theaterpreis DER FAUST; nell’aprile 2008 è stato consegnato loro il Premio Europeo per il Teatro di Salonicco nella categoria “Nuove Realtà”; nel 2008 il radiodramma Karl Marx: Das Kapital, Erster Band ha ricevuto il Premio dei ciechi reduci di guerra (per il quale è stato nominato anche il radiodramma Peymannbeschimpfung).
Nel 2011 l’intero lavoro dei Rimini-Protokoll è stato insignito del Leone d’Argento alla 41. Biennale di Teatro di Venezia.
Dal 2003 Rimini Protokoll ha sede a Berlino negli uffici del teatro Hebbel am Ufer.

 

Remote Milano fa parte di Milano Cuore d’Europa, il palinsesto culturale multidisciplinare dedicato all’identità europea della nostra città anche attraverso le figure e i movimenti che, con la propria storia e la propria produzione artistica, hanno contribuito a costruirne la cittadinanza europea e la dimensione culturale.

Pic. di Remote Milano by Luca Meola