SVIZZERA: COME SOPRAVVIVERE ALLE CRISI DEGLI ALTRI

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Centro Studi Politica Estera e Opinione Pubblica,
Università degli Studi di Milano

Il Centro per gli Studi di Politica Estera e Opinione Pubblica dell’Università degli Studi di Milano, attivo da oltre tre decenni, organizza il ciclo di conferenze a cadenza mensile “Osservatorio sul Mondo”, incentrato sulle grandi tematiche dell’attualità internazionale, e ormai giunto alla sua 18a edizione. Il prossimo incontro, che si terrà alle ore 18.00, presso la Società Svizzera di Milano, pensato per il Focus Svizzera di ZONA K, sarà dedicato al tema “La Svizzera: come sopravvivere alle crisi degli altri”. Le recenti elezioni svizzere, svoltesi lo scorso 18 ottobre, saranno il punto di partenza per un’analisi della situazione del paese e per riconsiderare il suo rapporto con l’Europa e con le turbolenze della politica e dell’economia internazionale.

Intervengono: Sergio Romano e Lino Terlizzi; modera Alfredo Canavero.

 

Ingresso libero

c/o Centro Svizzero di Milano, via Palestro 2

 

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STILL LEBEN

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“Pochi sanno quante donne ci sono in me”, Anaïs Nin.

I termini STILL e LEBEN se uniti in un’unica parola in lingua tedesca significano “natura morta”. Separando le due parole si possono ottenere molteplici significati: ancora vita; vivere silenzioso; tranquillo. Diverse possibilità di lettura che in qualche modo rivelano un labile confine tra staticità, morte e vita. Fernando Pessoa scrisse “Che cosa muoio quando sono?”.

Questo lavoro nasce dalla necessità di riflettere sulla figura della donna senza volerne inquisire la sua posizione sociale e culturale, piuttosto ritraendola nell’intimità della relazione con se stessa. Il ritratto in continuo movimento di una donna sbiadita dal tempo, di una figura senza più confini che va mutando le sue forme e che si racconta attraverso l’ironia e la malinconia di una solitudine che, a volte o spesso, ci tiene anche compagnia.

Suggerisce un clima, talvolta una condizione o uno stato di conservazione. Indaga quei ricordi abbandonati e consumati fra stanze senza pareti, negli spazi di un abitare metaforico, in un luogo in cui si può ancora dialogare con le proprie assenze. È una creazione di immagini reali ma non necessariamente realistiche, che cercano di penetrare strato dopo strato sotto la superficie di una vita.

Ingresso: € 12,00 (intero) / € 7,00 (ridotto)
c/o ZONA K, via Spalato 11

Produzione: Collettivo Ingwer; di e con: Camilla Parini; sound design: Loris Ciresa; light design: Pierfranco Sofia; costumi: Laura Pennsi; fotografie: Martina Tritten.

Camilla Parini – 1984, Svizzera. Nel 2004 incontra il Teatro delle Radici (diretto da Cristina Castrillo Premio svizzero per il teatro 2014) con il quale inizia un percorso di formazione e di lavoro prendendo parte agli spettacoli D_verso D_(2006), Shakespeariana (2008), Track (2009), Dove lo sguardo scorre (2011), Neve (2012), Amori (2013), Petali (2015) esibendosi in diversi teatri, festival e rassegne in Svizzera e all’estero (Argenitna, Cile, Cuba, Danimarca, Ecuador, Italia e Perù). Nel 2008 si laurea come operatrice sociale presso la Scuola Universitaria Professionale della Svizzera italiana SUSPI-DSAS. Nel 2012 si diploma a Milano presso la Scuola di Teatro Paolo Grassi, all’interno del corso professionale di teatrodanza, presentando spettacoli in festival quali Torino Danza, Biennale Danza Venezia e Bolzano Danza. Da qualche anno collabora con diverse realtà professionali della Svizzera italiana sia in ambito teatrale/performativo che cinematografico. Si perfeziona inoltre con altre realtà artistiche nell’ambito della danza, del teatro e della performance tra le quali Les Ballets C de la B, Wupperrtal Tanztheater, Trisha Brown Dance Company, Peeping Tom, Nicole Seiler, Geraldine Pilgrim, Iris Erez, Violeta Luna. Nel 2013 mette le prime basi per la creazione del gruppo artistico Collettivo Ingwer con il quale nel 2014, produce il suo primo spettacolo STILL LEBEN. Attualmente Collettivo Ingwer in collaborazione con Azimut, sta lavorando alla sua nuova produzione “Princesses karaoke or something like that…”(semifinalista a PREMIO Schweiz, premio di incoraggiamento per le arti sceniche) che debutterà nell’aprile 2016 in co-produzione con Teatro Sociale Bellinzona, creato ed interpretato da Camilla Parini e Anahì Traversi.

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IO SONO UN’ALTRA

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La mostra è stata prorogata.
E’ visitabile dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 19.00 previo appuntamento telefonico (02.97378443).

Foto di donne che si raccontano, ciascuna attraverso due autoritratti: il primo ritrae l’immagine realistica che la donna ha di sé, il secondo ritrae l’immagine di ciò che è, ma rimane nascosto.

Il corpo fotografato non è il loro, bensì quello della performer Camilla Parini che si mette a loro totale disposizione, come materia da plasmare per ricreare l’immagine che hanno di loro stesse.
Ogni donna si occupa di s/vestire, s/truccare, agghindare questo “corpo materia” a sua disposizione come ritiene necessario. Questo viene fatto, nel limite del possibile, attraverso l’utilizzo di indumenti, trucchi e oggetti di proprietà della donna stessa. Dopodiché è lei a scegliere il luogo dove mettere in posa il corpo e a costruirne la cornice in cui ritrarlo. A sua disposizione c’è una fotografa professionista che si occupa di scattare le foto dei due autoritratti conclusi.

A Milano, grazie al sostegno del Consiglio di Zona 9 e la rassegna INTERKULT coordinata da ZONA K, il progetto ha coinvolto donne milanesi che provengono da tutto il mondo: Cina, Marocco, Ucraina, Serbia, Siria, Tunisia, Filippine. Insieme ci raccontano frammenti del nuovo universo femminile della nostra città.

Progetto fotografico: Collettivo Ingwer;
in collaborazione con: Fondazione Aurelio Petroni; idea e corpo Camilla Parini; supporto fotografico e riprese video: Chiara Caterina

Collettivo Ingwer è un cantiere artistico multidisciplinare nato nel 2013 dalla volontà di Camilla Parini e composto da tutte le persone che sono state, sono e saranno coinvolte nella realizzazione dei diversi progetti.

Azione INTERKULT c/o ZONA K, via Spalato 11

Ingresso libero

 

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PLEASE, CONTINUE (HAMLET)

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TUTTO ESAURITO

 

Dopo Ginevra, Basilea, Lugano, Parigi, Marsiglia, Berlino, Vienna, Roma, Cagliari, Rio de Janeiro, “Please, Continue (Hamlet)” arriva per la prima volta a Milano, con la straordinaria partecipazione di: Umberto Ambrosoli, Alessandro Bastianello, Gherardo Colombo, Oscar Magi, Ilio Mannucci Pacini, Mario Mantero, Isabella Marenghi, Adriano Scudieri, Salvatore Scuto.

Un fatto di cronaca: un giovane uomo uccide il padre della sua fidanzata durante una cerimonia matrimoniale, lei lo accusa, lui si difende, afferma che è stato un incidente.

Un vero Presidente della Sezione penale del Tribunale di Milano, un vero Pubblico Ministero, un vero Avvocato difensore dell’imputato, un vero Avvocato difensore della parte civile mettono in scena il processo. L’accusato si chiama Amleto, l’accusatrice Ofelia, il testimone Gertrude, la madre di Amleto e sono interpretati da attori. Tutto il resto è reale. Il verdetto sarà pronunciato da una giuria popolare di spettatori scelti tra il pubblico. Chi agisce in scena non segue un copione, non recita, ma ascolta testimoni, valuta perizie, giudica i fatti.

Un sottile gioco tra finzione e realtà. Un caso esemplare che si fonde in una storia vera. Una drammaturgia della realtà e al contempo una grande trama tragica trasposta nell’era contemporanea. Please, continue (Hamlet), porta il sistema giuridico sul palco, per esplorare il rapporto tra l’applicazione della giustizia e la questione eternamente sfuggente di cosa sia la verità. Come nell’Antichità – quando il teatro era uno di luoghi più importanti della polis e della politica – Yan Duyvendak e Roger Bernat inventano dispositivi scenici che poi abbandonano agli spettatori. Le loro performance ridefiniscono lo spazio dell’io e del gioco: il palcoscenico diventa agorà – e viceversa.

Durata 3h con due pause.

In collaborazione con UniCredit Pavilion.
Ingresso: € 18,00 (intero) / € 13,00  (ridotto) + DP se acquistato online

Posti limitati, prenotazione consigliata.
La biglietteria sarà attiva a partire dal 16 novembre 2015
biglietti@zonak.it

inizio spettacolo ore 19.30 (presentarsi almeno 20 minuti prima)
c/o UniCredit Pavilion, Piazza Gae Aulenti 10

Un’idea di: Yan Duyvendak & Roger Bernat; con: Francesca Cuttica, Francesca Mazza, Benno Steinegger; e con: magistrati, avvocati e dottori del Foro di Milano; scenografia in collaborazione con: Sylvie Kleiber; direzione e diffusione: Nataly Sugnaux Hernandez; comunicazione e amministrazione: Marine Magnin; produzione: Samuel Antoine; direzione tecnica: Gaël Grivet; regia generale: Thomas Köppel; traduzioni: Daniela Almansi, Matilde Pasquon; produzione: Dreams Come True, Genève; co-produzione: Le Phénix Scène Nationale Valenciennes; Huis a/d Werf, Utrecht; Théâtre du GRÜ, Genève; spettacolo creato in residenza a: Montévidéo, Marseille; Le Carré/Les Colonnes, Scène conventionnée, Saint-Médard-en-Jalles/Blanquefort; con l’appoggio di: Ville de Genève; République et canton de Genève; Pro Helvetia Fondation suisse pour la culture; Migros pour-cent culturel; Loterie Romande; Ministerio de Cultura-INAEM; Mécènes du sud, Marseille; Le Nouveau théâtre de Montreuil – centre dramatique national; CORODIS

 

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THE MOSCOW TRIALS

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Nell’estate 2012 la condanna delle Pussy Riot a due anni di reclusione ha decretato, secondo molti, la fine della democrazia in Russia.

Nel marzo 2013 Milo Rau allestisce un’aula di tribunale presso il Sakharov Center di Mosca e vi mette in scena un “processo” alla guerra culturale del sistema politico di Putin, che per un decennio ha perseguitato artisti e dissidenti per prevenire qualsiasi forma di cambiamento democratico.

La performance è stata presa d’assalto dalle autorità russe e ha provocato uno scandalo internazionale. The Moscow Trials (Svizzera/Germania 2014) documenta la realizzazione del progetto e gli accadimenti di quei giorni.

Russo con sottotitoli in italiano, durata 86 min.

Ingresso: € 5,00  c/o ZONA K, via Spalato 11

Sceneggiatura e regia: Milo Rau; produttore: Arne Birkenstock; coproduttore IIPM: Jens Dietrich, Milo Rau; produttore esecutivo: Kirsten Schuaries; produttore esecutivo a Mosca: Jens Dietrich, Milena Kipfmüller; riprese: Markus Tomsche; suono: Jens Baudisch; assistente alla regia: Yanina Kochtova; montaggio: Lena Rem; assistente al montaggio: Malte Wirtz. In collaborazione con: Deutsches Nationaltheater e Staatskapelle Weimar, Institute for the Performing Arts and Film / Zürcher Hochschule der Künste, Konzert Theater Bern, Gessnerallee Zürich, Stiftung Gedenkstätten Buchenwald e Mittelbau-Dora, Memorial Russland, Sacharow-Zentrum Moskau, Wiener Festwochen, Kunstenfestivaldesarts Brüssel, Goethe-Institut Moskau, Fruitmarket Kultur und Medien GmbH. Prodotto con il sostegno di: Film- und Medienstiftung NRW, Beauftragter der Bundesregierung für Kultur und Medien.

Milo Rau – 1977, Berna, Svizzera. Regista e autore teatrale, ha studiato sociologia, germanistica e romanistica a Parigi, Zurigo e Berlino, seguendo, tra gli altri, le lezioni di con Tzvetan Todorov e Pierre Bourdieu. Ha iniziato a scrivere reportage internazionali nel 1997, viaggiando in Ciapas e a Cuba. Dal 2000 ha lavorato per la Neue Zürcher Zeitung, e dal 2003 ha iniziato il suo percorso come regista e autore in Svizzera e all’estero. Nel 2007 Rau ha fondato l’IIPM (International Institute of Political Murder), il centro di produzione teatrale e cinematografico con il quale realizza anche oggi tutti i suoi lavori. Accanto al suo lavoro teatrale e cinematografico, Milo Rau tiene lezioni di regia e cultural theory in diverse università. Le sue opere teatrali e cinematografiche si basano su lunghe e meticolose ricerche sul campo, a volte sono vere e proprie campagne culturali e sociali di ampio respiro (come ad esempio “Montana”, “The Last Hours of Elena and Nicolae Ceausescu”, “Hate Radio”, “City of Change”, “Breivik’s Statement”, “The Moscow Trials”, “The Zurich Trials”, “The Civil Wars”, “The Dark Ages” e “The Congo Tribunal”). Sono state invitate in più di trenta diversi paesi del mondo e ospitate da alcuni tra i più importanti festival e centri interazionali, tra i quali Berliner Theatertreffen, Festival di Avignone, Theaterspektakel Zürich, Noorderzon Performing Arts Festival Groningen, Festival TransAmeriques, Wiener Festwochen, Kunstenfestival Brussels, Santarcangelo Festival, Terni Festival, Biennale di Venezia. E’ stato insignito con numerosi premi e riconoscimenti, tra i quali lo Swiss Theatre Price, il Premio per il miglior radiodramma dell’Associazione dei Ciechi di Guerra (per “Hate Radio”), il Premio Speciale della Giuria del German Film Festival (per “The Moscow Trials”) e il Gran Premio della Giuria del Festival Triennale di Teatro Tedesco “Politik im Freien Theater” (per “The Civil Wars”). Il suo saggio filosofico “What is to be done. Critique of the Postmodern Reason” (2013) è diventato un bestseller ed è stato nominato “Miglior Saggio Politico del 2013” dal prestigioso quotidiano tedesco ‘Die Tageszeitung’, mentre la sua pièce “The Civil Wars” è stata selezionata tra “Le migliori 5 opere teatrali del 2014” dalla commissione di esperti della Televisione Statale Svizzera. “The Civil Wars” è stata nominata come “uno dei migliori spettacoli dei Paesi Bassi e delle Fiandre della stagione 2014/2015”. Il quotidiano belga ‘La Libre Belgique’ ha recentemente definito Milo Rau “il regista più richiesto d’Europa”, mentre il settimanale tedesco ‘Der Freiteg’ lo definisce “il regista teatrale più controverso della sua generazione”.

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HATE RADIO

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Hate Radio (Svizzera/Germania 2011) racconta la storia della RTLM/Radio-Télévision Libre des Mille Collines, stazione radio ruandese che ha giocato un ruolo cruciale nel genocidio del Rwanda della minoranza Tutsi nel 1994.

Il 6 aprile 1994, l’aeroplano del Presidente ruandese Habyaruman fu colpito da due missili in fase di decollo. Questo evento segnò l’inizio del più brutale genocidio dalla fine della Guerra Fredda.
Nei mesi di aprile, maggio e giugno del 1994 in Rwanda la stima dei morti della minoranza Tutsi  ammontò da 800,000 a 1,000,000 e migliaia furono i morti tra i moderati dell’etnia Hutu.

L’arma più potente utilizzata durante il genocidio fu la “Radio-Télévision Libre des Mille Col-lines” (RTLM). Gli operatori della stazione radio, con inspiegabile cinismo, coltivarono e prepararono il genocidio per mesi, integrando nella propria programmazione: musica, sport, comunicati politici e autentiche istigazioni all’omicidio.

Come funziona il processo di affermazione dell’ideologia razzista? Come è possibile epurare l’individuo della sua umanità?

L’opera del regista Milo Rau si avvale di documenti e testimonianze dirette di membri dell’etnia Hutu e di superstiti del genocidio stesso, per dare una risposta a questi interrogativi, lasciando che le persone facciano esperienza diretta di quanto accaduto nella storia del Rwanda.

Francese con sottotitoli in italiano, durata 65 min.

Ingresso: € 5,00 

c/o ZONA K, via Spalato 11

Sceneggiatura e regia: Milo Rau; drammaturgia e conceptual managment: Jens Dietrich; scenografia e costumi: Anton Lukas; video: Marcel Bächtiger; suono: Jens Baudisch; cast del video: Estelle Marion, Nancy Nkusi; assistente alla regia: Mascha Euchner-Martinez; direttore di produzione e drammaturgia: Milena Kipfmüller; public relations: Yven Augustin; collaborazione scientifica: Eva-Maria Bertschy. “Hate Radio” è una produzione dell’IIPM – International Institut for Political Murder Berlin/Zürich con Migros-Kulturprozent Schweiz, Kunsthaus Bregenz, Hebbel am Ufer (HAU) Berlin, Schlachthaus Theater Bern, Beursschouwburg Brüssel, migros museum für gegenwartskunst Zürich, Kaserne Basel, Südpol Luzern, Verbrecher Verlag Berlin, Kigali Genocide Memorial Centre e Ishyo Arts Centre Kigali. Sostenuto da: Hauptstadtkulturfonds (HKF), Migros-Kulturprozent Schweiz, Pro Helvetia – Schweizer Kulturstiftung, Kulturelles.bl (Basel), Bildungs- und Kulturdepartement des Kantons Luzern, Amt für Kultur St. Gallen, Ernst Göhner Stiftung, Stanley Thomas Johnson Stiftung, Alfred Toepfer Stiftung F. V. S., GGG Basel, Goethe- Institut Brüssel, Goethe-Institut Johannesburg, Brussels Airlines, Spacial Solutions, Commission Nationale de Lutte contre le Génocide (CNLG), Deutscher Entwicklungsdienst (DED), Contact FM Kigali, IBUKA Rwanda (Dachorganisation der Opferverbände des Genozids in Ruanda) and the Hochschule der Künste Bern (HKB), Friede Springer Stiftung.

Milo Rau – 1977, Berna, Svizzera. Regista e autore teatrale, ha studiato sociologia, germanistica e romanistica a Parigi, Zurigo e Berlino, seguendo, tra gli altri, le lezioni di con Tzvetan Todorov e Pierre Bourdieu. Ha iniziato a scrivere reportage internazionali nel 1997, viaggiando in Ciapas e a Cuba. Dal 2000 ha lavorato per la Neue Zürcher Zeitung, e dal 2003 ha iniziato il suo percorso come regista e autore in Svizzera e all’estero. Nel 2007 Rau ha fondato l’IIPM (International Institute of Political Murder), il centro di produzione teatrale e cinematografico con il quale realizza anche oggi tutti i suoi lavori. Accanto al suo lavoro teatrale e cinematografico, Milo Rau tiene lezioni di regia e cultural theory in diverse università. Le sue opere teatrali e cinematografiche si basano su lunghe e meticolose ricerche sul campo, a volte sono vere e proprie campagne culturali e sociali di ampio respiro (come ad esempio “Montana”, “The Last Hours of Elena and Nicolae Ceausescu”, “Hate Radio”, “City of Change”, “Breivik’s Statement”, “The Moscow Trials”, “The Zurich Trials”, “The Civil Wars”, “The Dark Ages” e “The Congo Tribunal”). Sono state invitate in più di trenta diversi paesi del mondo e ospitate da alcuni tra i più importanti festival e centri interazionali, tra i quali Berliner Theatertreffen, Festival di Avignone, Theaterspektakel Zürich, Noorderzon Performing Arts Festival Groningen, Festival TransAmeriques, Wiener Festwochen, Kunstenfestival Brussels, Santarcangelo Festival, Terni Festival, Biennale di Venezia. E’ stato insignito con numerosi premi e riconoscimenti, tra i quali lo Swiss Theatre Price, il Premio per il miglior radiodramma dell’Associazione dei Ciechi di Guerra (per “Hate Radio”), il Premio Speciale della Giuria del German Film Festival (per “The Moscow Trials”) e il Gran Premio della Giuria del Festival Triennale di Teatro Tedesco “Politik im Freien Theater” (per “The Civil Wars”). Il suo saggio filosofico “What is to be done. Critique of the Postmodern Reason” (2013) è diventato un bestseller ed è stato nominato “Miglior Saggio Politico del 2013” dal prestigioso quotidiano tedesco ‘Die Tageszeitung’, mentre la sua pièce “The Civil Wars” è stata selezionata tra “Le migliori 5 opere teatrali del 2014” dalla commissione di esperti della Televisione Statale Svizzera. “The Civil Wars” è stata nominata come “uno dei migliori spettacoli dei Paesi Bassi e delle Fiandre della stagione 2014/2015”. Il quotidiano belga ‘La Libre Belgique’ ha recentemente definito Milo Rau “il regista più richiesto d’Europa”, mentre il settimanale tedesco ‘Der Freiteg’ lo definisce “il regista teatrale più controverso della sua generazione”.

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TRA FINZIONE E REALTA’

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Sempre più il teatro torna ad evadere dagli spazi fisici e simbolici ad esso deputati e invadere il reale, lo illustra, lo utilizza e dialoga con esso.

Sul palco – quando di palco si tratta – raramente agiscono attori, piuttosto performer, esperti della quotidianità, testimoni di fatti realmente accaduti, o perlomeno dichiarati tali. L’arte si apre al mondo e si attribuisce autenticità.

Ma cosa significa autentico? Cosa significa parlare del reale? Dove sta il confine tra fatti e interpretazione, realtà e finzione, verità e mistificazione?

Intervengono  a ZONA K Yan Duyvendak (regista e performer), Boris Nikitin (regista, autore e curatore del festival “It’s the Real Thing”) e Oliviero Ponte di Pino (critico esperto di teatro contemporaneo)

Ingresso libero c/o ZONA K, via Spalato 11

 

Yan Duyvendak – Nato in Olanda, vive a Ginevra e Marsiglia. Formatosi all’Ecole Supérieure d’Art Visuel di Ginevra, pratica la performance dal 1995. Le sue performance vengono presentate, ad esempio, alla Fondation Cartier di Parigi (Soirée Nomade, 1995), al Festival for Performing Arts EXIT, Helsinki (2001), a Art Unlimited Basel (2002), al Museo Reina Sofia di Madrid (Don’t Call it Performance, 2003), alla Biennale di Guangju (2004), a Image Forum, Tokyo (2005), alla Ménagerie de Verre, Parigi (2006-2009), al Vooruit, Gand (2007), al Festival di Avignone (2008), o al Thaterspektakel Zurich (2009). I suoi lavori video arricchiscono numerose collezioni pubbliche e private, dal Musée des Beaux-Arts di Lione al Museum für Kommunikation di Berna.
Yan Duyvendak ha ricevuto numerosi premi, tra cui (per tre volte) il Swiss Art Award (2002, 2003, 2004), il Namics Kunstpreis für Neue Medien (2004) e il Network Kulturpreis (2006). Nel 2010, riceve il premio per l’arte contemporanea più prestigioso della Svizzera, il Meret Oppenheim Preis. È stato invitato numerose volte come artista in residenza, ad esempio alla Cité des Arts di Parigi, all’Atelier Schönhauser du Berlino e al Swiss Artistic Studio di Pro Helvetia, al Cairo (2007, 2008, 2009).

Boris Nikitin – 1979, Basilea, Svizzera. Regista, autore e scenografo teatrale, direttore artistico del festival “It’s The Real Thing”. Ha studiato presso l’accademia teatrale di Giessen in Germania. I suo lavori sono prodotti e ospitati da piccoli teatri indipendenti e dai più importanti teatri stabili di diverse città tedesche, tra i quali Kaserne Basel, HAU, Gessnerallee, Theater Freiburg, Schauspielhaus Graz, Ruhrtriennale. Alcuni suoi progetti, come ad esempio “Imitation of Life“ e ”Woyzeck“, sono in tour internazionale da anni. I suoi lavori si muovo lungo il confine e l’area d’intersezione tra performance e teatro, finzione e realtà, illusione e documentazione, dilettantismo e virtuosismo attorale, mettendo costantemente in discussione i codici della creazione e fruizione teatrale. Alternano elementi concettuali e situazioni di grande teatralità. Il contesto ha spesso un ruolo determinate e non di rado i suoi lavori si muovono in ambito scientifico (come, ad esempio, “Universal Export” e “Woyzeck”). Le sue regie sono ideate e costruite insieme ai performer/attori, le cui personalità e biografie stanno spesso al centro della performance stessa (“F for Fake“, “Imitation of Life“, “Sänger ohne Schatten”). Da tre anni è direttore artistico del festival “It’s The Real Thing – Basler Dokumentartage”, dedicato ai più innovativi lavori teatrali e performativi con approccio documentaristico.

Oliviero Ponte di Pino ha lavorato per oltre trent’anni nell’editoria ed è stato direttore editoriale di Garzanti dal 2001 al 2012. Ha scritto su giornali e riviste, realizzato trasmissioni radiofoniche e televisive per la RAI. Ha ideato festival (Sussurri o grida a Milano, Forme del pensiero che ride a Genova), curato mostre (Il nuovo teatro in Italia 1975-1988, 1988, la sezione teatro della mostra Trash, la “stanza del teatro” di Annisettanta), progettato iniziative culturali e spettacolari (Maratona di MilanoSubway Letteratura). Dal 2014 è membro della Commissione Consultiva Teatro del MiBACT.
Insegna Letteratura e filosofia del teatro all’Accademia di Brera e Fondamenti del teatro moderno e contemporaneo allo IULM. Dal 2012 cura il programma di BookCity Milano e nel 2001 ha fondato il sito ateatro.it.
Tra i suoi libri Il nuovo teatro italiano (1988), Enciclopedia pratica del comico (1996), Chi non legge questo libro è un imbecille (1999, nuova edizione 2014), Il quaderno del Vajont (con Marco Paolini, 1999), I mestieri del libro (2008), Romeo Castellucci e Socìetas Raffaello Sanzio (2013), Le Buone Pratiche del Teatro (con Mimma Gallina, 2014), Comico e politico. Beppe Grillo e la crisi della democrazia (2014), Milano. Tutti i teatri (con Maddalena Giovannelli, 2015).

 

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FOCUS SVIZZERA

Dopo il successo del Focus Balcani del 2013con la performance Eden dell’artista slovena Mala Kline e lo spettacolo teatrale Odio la verità – MRZIM ISTINU del regista croato Oliver Frljić e del Focus Germania del 2014con la performance itinerante Remote Milano dei Rimini Protokoll, ZONA K apre la stagione 15/16 con l’ormai consueto appuntamento europeo, quest’anno tutto dedicato alla Svizzera.

Artista di punta per questo nuovo appuntamento di ZONA K è
Cie Yan Duyvendak con la sua performance
PLEASE, CONTINUE (HAMLET)
per la prima volta a Milano.

L’Unione Elvetica è al momento uno dei paesi più ricchi di proposte innovative e qualitativamente alte.
Tra l’infinità di proposte possibili, abbiamo scelto i progetti più riusciti in termini d’innovazione, attenzione al presente e capacità di guardare, utilizzare e interpretare il reale che ci circonda.

Guardare alla Svizzera permette di continuare a parlare d’Europa ma da un punto di vista particolare, quello di un paese che ne sta al centro, ne fa parte culturalmente, anzi ne racchiude tre dei principali gruppi linguistici, ma non le appartiene amministrativamente.

Ecco gli appuntamenti:

23 novembre @ CENTRO SVIZZERO DI MILANO – ore 18.00
Centro Studi Politica Estera e Opinione Pubblica dell’Università degli Studi di Milano
LA SVIZZERA: COME SOPRAVVIVERE ALLE CRISI DEGLI ALTRI
[Conversazioni] – durata 60 min
Intervengono: Sergio Romano e Lino Terlizzi; modera Alfredo Canavero.

27 novembre @ ZONA K – ore 18.30
TRA REALTA’ E FINZIONE
[Conversazioni con aperitivo] – durata 60 min
Intervengono Yan Duyvendak (regista e performer), Boris Nikitin (regista, autore, scenografo e curatore del festival “It’s the Real Thing”) e Oliviero Ponte di Pino (critico, esperto di teatro contemporaneo)

27 novembre @ ZONA K – ore 21.00
Milo Rau / IIPM
THE MOSCOW TRIALS
[Film documentario] – durata 86 min
Russia. 2012. La condanna alle Pussy Riot. Milo Rau mette in scena il loro processo.

Le autorità russe prendono d’assalto la performance. Russo con sottotitoli in italiano.

29 novembre @ ZONA K – ore 21.00
Milo Rau / IIPM
HATE RADIO
[Film documentario] – durata 65 min
Racconta la storia della RTLM, stazione radio ruandese che ha giocato un ruolo cruciale nel genocidio della minoranza Tutsi nel 1994. Francese con sottotitoli in italiano.

29, 30 novembre @Unicredit Pavilion – ore 19.30
Compagnia Yan Duyvendak
PLEASE, CONTINUE (HAMLET)
[Performance teatro] – durata 3 ore con 2 pause
Un vero Presidente della Sezione penale del Tribunale di Milano, un vero Pubblico Ministero, un vero Avvocato difensore dell’imputato, un vero Avvocato difensore della parte civile mettono in scena il processo. L’accusato si chiama Amleto, l’accusatrice Ofelia, il testimone Gertrude, la madre di Amleto e sono interpretati da attori. Tutto il resto è reale. Il verdetto sarà pronunciato da una giuria popolare di spettatori scelti tra il pubblico. Chi agisce in scena non segue un copione, non recita, ma ascolta testimoni, valuta perizie, giudica i fatti. Con la straordinaria partecipazione di:Umberto Ambrosoli, Alessandro Bastianello, Gherardo Colombo, Oscar Magi, Ilio Mannucci Pacini, Mario Mantero, Isabella Marenghi, Adriano Scudieri, Salvatore Scuto.

2 dicembre@ ZONA K – ore 19.00 – VERNISSAGE
3 – 20 dicembre (lun-ven) @ ZONA K – ore 10.00–19.00
Collettivo Ingwer / Camilla Parini e Chiara Caterina
IO SONO UN’ALTRA
[Mostra fotografica]
Foto di donne che si raccontano, ciascuna attraverso due autoritratti: il primo ritrae l’immagine realistica che la donna ha di sé, il secondo ritrae l’immagine di ciò che è, ma rimane nascosto.

2 dicembre@ ZONA K – ore 21.00
Collettivo Ingwer / Camilla Parini
STILL LEBEN
[Performance teatro danza] – durata 60 min
Riflessione sulla figura della donna ritratta nell’intimità della relazione con se stessa.

Vai alla rassegna completa.

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REMOTE MILANO
-ITA-

***VIDEO*** Rimini Protokoll – REMOTE MILANO

Dopo il successo a Milano del 2014, dopo le nuove versioni di Tallin, Santiago, New York, San Pietroburgo, Parigi, torna a grande richiesta Remote Milano: un percorso a piedi per attraversare la città guidati dalla voce elettronica di un navigatore personale.

Una colonna sonora scritta per Milano che trasforma il viaggio urbano in un film collettivo.
Una performance urbana per 50 partecipanti che sono al contempo attori e spettatori, osservatori e osservati, individui e orda.

Gli altri ascoltano ciò che ascolto io?
Come potremo prendere decisioni comuni?
L’intelligenza artificiale dirige, ma stimola anche una percezione alterata che spinge a guardare la realtà e se stessi con sguardo del tutto nuovo.

 

Luogo di partenza: Ossario del Cimitero Monumentale – (entrata dall’ingresso principale)

Orari: giovedì e venerdì ore 15.00

          sabato e domenica ore 11.30 e ore 15.00

NB: Lo spettacolo è itinerante, dura circa 80 minuti e sarà percorso a piedi

I posti limitati. 

Biglietti:

intero €18.00 + prevendita

ridotto €13.00 + prevendita (studenti, under 18, over 60)
I biglietti si ritirano il giorno della performance direttamente al punto di partenza.

 

La versione in inglese di Remote Milano è disponibile tutte le domeniche alle 11.30.
Info per gruppi in inglese: biglietti@zonak.it +390297378443

 

 

INFORMAZIONI FONDAMENTALI PER PARTECIPARE A REMOTE MILANO

Siete pregati di presentarvi al punto di partenza 20 minuti prima dell’inizio per ritiro biglietti e preparazione.Trattandosi di un percorso a tappe obbligate l’orario di partenza è improrogabile. Lo spettacolo è itinerante, dura circa 80 min e sarà percorso a piedi. Si raccomanda di munirsi di scarpe comode e impermeabile in caso di pioggia. Nel luogo dell’incontro vi sarà chiesto un documento come cauzione per l’uso del navigatore.

Idea, testo e regia: Stefan Kaegi, co-regia: Jörg Karrenbauer; sound design: Nikolas Neecke; drammaturgia: Juliane Männel, Aljoscha Begrich; sound editing e assistenza alla regia: Ilona Marti; direzione di produzione: Caroline Gentz. “Remote X” è una produzione di Rimini Apparat; in coproduzione con HAU Hebbel am Ufer di Berlino, Maria Matos Teatro Municipal e Goethe-Institut Portogallo, Festival Theaterformen Hannover/Braunschweig, Festival di Avignone, Theater Spektakel di Zurigo, Kaserne Basel. Con il sostegno di: Hauptstadtkulturfonds Berlin, la fondazione svizzera Pro Helvetia. In coproduzione con House on Fire e con il sostegno del Programma Cultura dell’Unione Europea. Voci di Acapela Group. Per Milano, assistente alla regia: Federica Di Rosa; direttore di produzione e traduzione italiana: Valentina Kastlunger (ZONA K); traduzione inglese: Eva Oltivanyi

Con il contributo di Comune di Milano, Regione Lombardia; con il patrocinio e sostegno del Consolato Generale della Repubblica Federale di Germania a Milano; Con il patrocinio di Goethe-Institut Milano; un’iniziativa ExpoInCittà

 

QUESTO E’ UN EVENTO DI
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Con il patrocinio e sostegno di:

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RIMINI PROTOKOLL, collettivo d’avanguardia tra i più premiati d’Europa, è composto dagli autori e registi Helgard Haug, Stefan Kaegi e Daniel Wetzel e ha sede a Berlino. Nei loro lavori – opere teatrali, radiodrammi, film e installazioni – ricercano lo sviluppo dei mezzi espressivi del teatro per provocare nuovi sguardi sulla realtà. Ogni opera attinge dalla vita reale e utilizza elementi e persone provenienti da situazioni concrete e luoghi specifici.

REMOTE MILAN
-ENG-

THE PERFORMANCE IS AVAILABLE IN ENGLISH
EVERY SUNDAY AT 11.30 AM


INFORMATIONS: biglietti@zonak.it +39 02 97378443

***VIDEO*** Rimini Protokoll – REMOTE MILANO

After its success in Milan in 2014, after the new versions of Tallin, Santiago, New York, St. Petersburg, Paris, REMOTE MILANO comes back by popular demand.

Remote is a walk through the city led by the electronic voice of a GPS navigator.
A soundtrack written for Milan, where binaural recordings and film scores turn the urban walk into a personal film.
A urban performance for 50 participants, who are actors and spectators, observers and observed, individuals and hordes at the same time.

Are we all hearing the same words?
How will we be able to make common decisions?
The artificial intelligence directs, but also inspires a novel and an altered perception of both, reality and the self.

Starting Point:
Ossuary of the Cimitero Monumentale (from main entrance)

Schedule:
Thursday and Friday at 3.00 pm
Saturday and Sunday at 11.30 am and 3.00 pm

NB: The urban performance is a walk, lasting approximately 80 minutes.

Limited subscription – booking compulsory

Tickets:
Full price ticket € 18.00 + presale rights
Reduced price ticket € 13.00 + presale rights (students, under 18, over 60)

THE PERFORMANCE IS AVAILABLE IN ENGLISH
EVERY SUNDAY AT 11.30 AM


INFORMATIONS: biglietti@zonak.it +39 02 97378443

ESSENTIAL INFORMATION TO TAKE PART IN REMOTE MILAN 
Please, show up at the meeting point 20 minutes before the start.
Being a walk divided into stages, the schedule cannot be delayed.
The performance is a walk through the city, lasting approximately 80 minutes.
Comfortable shoes are recommended, as well as a raincoat in case of rain.
At the meeting point you will be asked an ID as deposit for using the GPS system.

Concept, script and direction: Stefan Kaegi, co-director: Jörg Karrenbauer, sound design: Nikolas Neecke; dramaturgy: Juliane Männel, Aljoscha Begrich; soundediting and director assistance: Ilona Marti; production management: Caroline Gentz. “Remote X” is a production of Rimini Apparat; in coproduction with HAU Hebbel am Ufer Berlin, Maria Matos Teatro Municipal and Goethe-Institut Portugal, Festival Theaterformen Hannover/Braunschweig, Festival d’Avignon, Zürcher Theater Spektakel, Kaserne Basel. Supported by the Capital Cultural Fund Berlin and by Swiss Arts Council Pro Helvetia. A House on Fire coproduction with the support of the Cultural Program of the European Union. Voices by Acapela Group. For Milano: director assistance Federica di Rosa; production management and italian translation Valentina Kastlunger (ZONA K); english translation Eva Oltivanyi

Pic. by Luca Meola

 

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RIMINI PROTOKOLL, one of the most critically acclaimed European avant-garde collectives, is composed of the team of author-directors Helgard Haug, Stefan Kaegi, and Daniel Wetzel and is housed in Berlin. Their work in the realm of theater, sound and radio plays, film, installation, emerges in collectives of two or three and solo as well. At the focus of their work is the continuous development of the tools of theater to allow for unusual perspectives on our reality.

LA CASA. Odissea di un crack

Scherzo per due attrici sole. Allegro ma non troppo.

In scena una Penelope e un Ulisse 

Ulisse non mangia pesce, non sa nuotare, beve, vuole andare, ma non va.
Penelope mangia pesce, sa nuotare, beve, non sa dove andare e non sa dove stare.
Penelope e Ulisse vivono insieme da vent’anni.
La Fionda Teatro festeggia i suoi vent’anni insieme a una delle coppie più famose di tutti i tempi.

La Casa riprende una delle storie più vecchie del mondo, l’Odissea, per raccontare la vita di una Penelope e di un Ulisse, una coppia al suo ventesimo anniversario. Due eroi piccoli piccoli, sottratti all’antica Grecia e catapultati in una casa che non ha né luogo né tempo. In una scena minimalista e spoglia, due personaggi si avvicinano e si allontanano in un confronto incalzante e reiterato.

Il testo tesse e intreccia la storia dei due protagonisti con quelle di altri personaggi dell’Odissea in un continuo passaggio tra finzione e realtà. Storie surreali, impossibili, oniriche, che hanno una vita propria e che alla fine hanno più verità della realtà.

Lo spettacolo vuole restituire uno sguardo delicato e ironico sulle cose, sul mondo, su di noi, esseri umani gravati da un destino ridicolo e tragico, sempre in bilico tra ciò che siamo e ciò che potremmo essere.
Dedicato al Teatro e alla forza dell’immaginazione.

di e con Elisabetta Pogliani (Penelope) e Paola Zecca (Ulisse)
collaborazione artistica: Marta Bevilacqua (la Sirenetta)
luci: Fausto Bonvini (il Ciclope)
collaborazione scena e costumi: Giovanna Luè (il cane Argo)
produzione LA FIONDA TEATRO, con il sostegno di ZONA K
grazie alla Compagnia Arearea per il periodo di residenza

In occasione di Expo Milano 2015, il progetto ExpoinCittà ha voluto mettere a sistema e presentare al pubblico, composto da cittadini e da visitatori dell’Esposizione Universale, la vivacità e varietà della scena teatrale milanese in un’iniziativa speciale: Padiglione Teatri.

 Tre i palcoscenici coinvolti, quello del Teatro Franco Parenti, dell’Elfo Puccini e del Piccolo Teatro.

TEATRO FRANCO PARENTI
Via Pier Lombardo 14, Milano
tel 02.59995206 biglietteria@teatrofrancoparenti.it

Acquisto online su www.teatrofrancoparenti.it |
App Teatro Franco Parenti Acquisto telefonico (con carta di credito): tel. 02.59995206
Orari biglietteria: lun 16.00 |19.30 mart – sab 10.00 |14.30 – 16.00 | 19.30 domenica 10.00 | 14.30

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L’HIP HOP E’ RIVOLUZIONARIO

Focus_Rivoluzionari

La musica può guidare una rivoluzione?

E’ quanto accaduto in Egitto nel 2011 quando alcuni rapper scesero per primi in piazza Tharir a sostenere le proteste con la loro musica.

Tra questi gli Arabian Knightz che, con “Rebel”, divennero uno dei simboli dell’Egitto che si ribellava al regime di Mubarak.

Se ne discute con il fotografo Gianmarco Maraviglia che ha ritratto il movimento underground e hip hop egiziano, con Emanuela Mirabelli curatrice della mostra, con il giornalista e documentarista Christian Elia e con gli Arabian Knightz, per la prima volta in Italia.

a seguire –  Showcase ARABIAN KNIGHTZ  

Gli ARABIAN KNIGHTZ, sostenuti dal leggendario Fredwreck – produttore di Eminem, Snoop Dogg, Shakira – hanno suonato con Paul McCartney, Sean Paul, Damon Albarn (Blur/Gorillaz) e Africa Express. Hanno portato l’hip hop arabo sulla scena internazionale mantenendo radici ben salde nella cultura egiziana.

Gli ARABIAN KNIGHTZ, il gruppo hip hop più famoso e discusso d’Egitto, autore di “Rebel”, inno di Tahrir Square, arrivano per la prima volta in Italia in un concerto imperdibile insieme a JUNIOR SPREA, grazie alla collaborazione tra ZONA K e il LEONCAVALLO.

Anteprima del primo imperdibile concerto italiano del gruppo hip hop più famoso e discusso d’Egitto, c/o LEONCAVALLO SPA– Spazio Pubblico Autogestito, il 7 maggio alle 23.00

CONSUMIAMO CULTURA

BEside – Condividere

Azione diffusa e prolungata nel mese di agosto per condividere cultura con chi ci sta accanto.

La cultura è stata raccolta: tracce culturali dei milanesi e dei visitatori di EXPO vengono elaborate, impacchettate e distribuite in punti sensibili della città.

Un packaging per conservare fresco, fragrante e attraente il cibo per la mente e spingere il consumatore a consumarlo con la stessa smania con cui consuma tutto il resto.

 

Evento di:  EXPO_in_città_ZONAK

RACCOLTA (IN)DIFFERENZIATA

BElong – Appartenere

Raccolta (in)differenziata è un’ azione diffusa e prolungata nel mese di luglio che indaga l’appartenenza culturale.

Luglio è mese di raccolto.

E noi raccoglieremo cultura, tracce dell’appartenenza culturale dei milanesi e dei visitatori di EXPO: idee, frasi, immagini, video, oggetti, impronte raccolte dai nostri “agricoltori”.

 

Evento di:        Expo-in-cittÖ_logo_secondario

EGYPT – UNDERGROUD REVOLUTION

Focus_Rivoluzionari

 

dal 7 al 13 maggio la mostra è visitabile previa prenotazione telefonica
dal 14 al 21 maggio la mostra è aperta dalle 10 alle 19.00 (chiusa dom, lun pomeriggio)

Un racconto per immagini del movimento underground e hip hop che ha cominciato a denunciare l’ingiustizia del regime di Mubarak molto prima della rivoluzione del 2011.
Gli eventi di Tahrir Square sono stati la conclusione di un lungo processo sociale in cui anche la band di rapper locali ha giocato un ruolo importante. La cultura araba underground che ha dato inizio alla protesta ha trovato la sua strada senza imitare il movimento americano, mantenendo radici ben salde nella cultura egiziana, mischiando suoni e tradizioni. Il movimento underground diventa espressione di libertà personale, nella quale  la vera rivoluzione non è solo politica, ma soprattutto sociale e culturale: una generazione che per la prima volta rompe le regole della tradizione verso un vero cambiamento.

Dedicato a questi ragazzi che, con il ritorno dei militari al potere, sono stati derubati della loro rivoluzione; per ricordare solo loro possono gettare i semi delle prossime rivoluzioni.

 

Gianmarco Maraviglia, nato a Milano nel 1974, ha mostrato interesse per il giornalismo fotografico fin da piccolo. Diplomato in fotografia all’Istituto Europeo di Design (IED), lavora soprattutto su progetti di ampio respiro, su temi impegnati, multiculturali e sociali. I suoi lavori sono stati pubblicati da Die Ziet, Washington Post, D La Repubblica, Sette Corriere della Sera, Panorama, Io Donna, Aftenposten, Vanity Fair, Gioia, Svenska Dagbladet, Brigitte, Marie Claire, Woz, Emaho. E’ fondatore e coordinatore del progetto Echo Photo Journalism, che riunisce un gruppo di giovani fotografi impegnati.

La mostra è curata da Emanuela Mirabelli, Photoeditor di Marie Claire.

FOCUS RIVOLUZIONARI

Un focus dedicato all’impegno civile di piccole e grandi rivoluzioni sociali, a chi in passato e oggi ha creduto o crede che si possano ancora cambiare radicalmente le cose.  Al contempo un focus che guarda ad esperimenti nei linguaggi artistici che possano contenere elementi rivoluzionari.

  • Una mostra fotografica che racconta il movimento underground sfociato nella primavera araba del 2011.
  • Un incontro-concerto con i suo testimoni diretti.
  • Una rassegna di due giovani compagnie che, nelle mille difficoltà di questo paese, fanno fatica ad emergere, ma con tenace volontà fanno la loro rivoluzione proseguendo ad investire energie ed economie nel loro fare arte.

 

Con Gianmarco Maraviglia/Echo Photo Journalism, WOODSTOCK TEATROCOMPAGNIA STRADEVARIE

 

SPRING BOY

Focus_Rivoluzionari

Spettacolo teatrale liberamente ispirato agli scritti del drammaturgo irlandese Brendan Behan

Ideazione, scrittura scenica, light, sound & video design, animatori oggetti e servi di scena: Alessandra Dolce, Marco Gnaccolini Matteo Moglianesi; attore: Michele Scarlatti; drammaturgia: Marco Gnaccolini; scenografia e attrezzeria: Alessandra Dolce; regia: Marco Gnaccolini; durata 50 minuti

SPRING BOY è un ragazzo irlandese di 16 anni arrestato a Liverpool con una valigia piena di esplosivo pronta a far saltare in aria il tribunale. Si chiama Brendan Behan.

Diventerà uno tra i drammaturghi più importanti d’Irlanda e del mondo, cantore di un’umanità perdente di fronte alla legge e al potere, con cui non smette di scontrarsi. Un attore interpreta diversi personaggi. Tre servi di scena compongono un universo visivo e sonoro con proiezioni dal vivo e suoni elaborati in presa diretta

Woodstock Teatro è una compagnia di Venezia, nata nel 2013. E’ composta dal regista-drammaturgo Marco Gnaccolini, dalla scenografa Alessandra Dolce e dal light-video-sound designer Matteo Moglianesi, tutti laureati alla magistrale in Scienze e Tecniche del Teatro – IUAV Venezia.

IL RADIODRAMMA E LE ARTI PERFORMATIVE

Focus_Radio

Plamper, un regista e autore di radiodrammi innovativi.
Sacchettini, un critico teatrale e di radiodrammi contemporanei.
Avanzo, un critico di radiodrammi storici.

Tre sguardi diversi che indagano le prospettive del radiodramma, tra passato, futuro e nuove sperimentazioni, in Italia e in Europa. 

RADIODRAMMA

Focus_Radio

ZONA K propone un seminario di 6 giorni dedicato alla pratica del radiodramma con Paul Plamper, regista e autore di radiodrammi innovativi di grande successo in Germania.
A partire dalla scelta di un tema forte e stringente come “Immigrazione – tra politico e performativo”, Plamper accompagnerà i partecipanti nella ricerca, scelta e raccolta di materiali sonori (tra i quali interviste dirette a immigrati e rifugiati), nello sviluppo di idee e progetti, nell’impostazione di possibili soggetti e ipotesi di radiodrammi semi-documentaristici o fittivi.
Obiettivo del seminario è stimolare spunti di riflessione, fornire strumenti di ricerca e affinare la capacità di riconoscere e sviluppare storie e materiali adatti ad essere narrati per essere “solo”  ascoltati.

Il seminario è rivolto a tecnici o artisti del suono, registi, autori, scrittori, giornalisti, operatori sociali/educatori e attori interessati alla tecniche del radiodramma.

E’ richiesta la conoscenza della lingua inglese.

Il seminario si svolge per 6 giorni consecutivi a ZONA K e nelle locations scelte per le interviste, dalle ore 11.00 alle ore 17.00.

Posti limitati. La partecipazione è GRATUITA previa selezione.

Per info e iscrizioni direzione@zonak.it 02.97378443

Paul Plamper, classe 1972, è autore e regista di radiodrammi e vive a Berlino. Ha esordito in teatro come assistente alla regia al Berliner Ensemble, dove ha poi diretto spettacoli teatrali come ”Projekt RAF“, tratto dalle lettere dei prigionieri della RAF, e “Artaud erinnert sich an Hitler und das romanische Café“, interpretato da Martin Wuttke. Con “Der Auftrag” ha realizzato la prima messa in scena turca di un testo di Heiner-Müller per il teatro nazionale di Istanbul. Per l’emittente radio  WDR ha realizzato, numerosi radiodrammi, insigniti di importanti premi, come ad esempio ”Top Hit leicht gemacht“ (Prix Europa 2002), il progetto documentaristico sulla prigionia ”Release“ e una serie di  radiodrammi dedicati al tema del silenzio, trasformati poi in installazioni sonore per il Museo Ludwig e il ZKM di Karlsruhe: “Ruhe 1“ (Hörspielpreis 2008), ”Tacet“ (2010) e ”Stille Nacht“ (2013). Con il radiodramma ”Der Kauf“ (2013) ha vinto il premio dell’emittente ARD. Plamper ha inoltre curato la rassegna di radiodrammi ”Die Hörspielzentrale“ del teatro HAU di Berlino, ha fondato e gestisce la piattaforma online www.hoerspielpark.de.

 

RADIODRAMMI IN COPERTINA

Focus_Radio

Nella prima metà degli anni ’70 gli USA furono attraversati dalla cosiddetta “Febbre della Nostalgia” (che qualche critico ribattezzò No(w)stalgia).
Numerose etichette discografiche indipendenti giocarono sui tempi di scadenza dei copyright per recuperare decine e decine di colonne sonore di vecchie pellicole e per riproporre all’ascolto le voci dei grandi attori dello schermo così come si erano diffuse nell’etere , negli anni ’30-’40, sulle onde hertziane degli apparecchi radiofonici.
Vennero riportati alla luce e resi di nuovo fruibili dai solchi del vinile radiodrammi storici come le celebri “Avventure di Sherlock Holmes” o “La guer‪ra dei mondi” di Orson Wells.
Si recuperarono all’ascolto le avventure di personaggi ‪memorabili, perfino musical scritti appositamente ‪per la radio. Tornò a nuova vita sui dischi gran parte della cosiddetta Radio’s Golden Age con le voci di Bette Davis, dei Fratelli Mar‪x, di Abbott & Costello, di Mae West, di una giovanissima Judy Garland.

I dischi proposti nella mostra sono un’antologia emblematica delle pubblicazioni discografiche di quel breve ma prolifico periodo e risultano incisi tutti tra il 1974 e il 1977.
Se le motivazioni alla base del fenomeno vanno riportate per intero a un aspetto commerciale dell’iniziativa e non certo a un aspetto culturale, non va però tralasciato il merito di eredità che tale fenomeno ha lasciato sul fronte della memoria collettiva in un’epoca in cui non si poteva neppure ipotizzare la dimensione della rete web come primario collettore del ricordo universale.

RADIO 2.0

Focus_Radio

Chiacchierata con: Matteo Caccia, Danilo De Biasio, Filippo Solibello  

Autori, conduttori, ascoltatori, al tempo della radio 2.0. Com’è cambiata la radio negli ultimi 10 anni?

I social network e la tecnologia hanno modificato il nostro modo di ascoltare e partecipare alle trasmissioni?

Quattro chiacchiere con voci note dell’etere alla scoperta del pubblico di oggi, tra aneddoti, intrusioni e riflessioni sul futuro della radio.

TRE DESIDERI

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Flip e George sono una giovane coppia prossima alle nozze. All’indomani della loro festa di fidanzamento, una misteriosa nuvola attraversa il nostro pianeta sconvolgendone le sorti: ogni essere umano avrà infatti l’opportunità di vedersi avverare i primi tre desideri che esprimerà. Sogni di glamour e fama si sostituiscono al grigiore quotidiano:
“Le persone in cassa integrazione riebbero indietro il loro impiego. I ciechi cominciarono a vedere, i sordi a sentire, i balbuzienti ricevettero in dono l’eloquenza, le cose semplici divennero grandiose, le cose sbiadite luminose. La realtà ti appariva come sarebbe
potuta diventare, e potevi diventare la persona che avresti sempre voluto essere”.
Cosa cambierà nelle vite di Flip e George al passaggio di questa strana nuvola?
Cosa sceglieranno di desiderare?
E i loro desideri li avvicineranno, o li spingeranno lontani l’uno dall’altra?

Acclamata al Festival di Edimburgo del 2001, Tre Desideri è una commedia dall’humour irresistibile, una delle più interessanti prove del genio umoristico e irriverente di Ben Moor.

Bottega Rosenguild e Compagnia dei Demoni confermano con “Three Wishes” il loro interesse per la drammaturgia contemporanea, unendosi per la prima volta in un progetto comune. Ricalcando un percorso già iniziato rispettivamente per Bottega Rosenguild con lo spettacolo “Le Beatrici” di Stefano Benni e per Compagnia deiDemoni con “Shylock” di Gareth Armstrong, anche in “Three Wishes” l’autore diviene parte integrante del processo creativo, assistendo e collaborando alla messa in scena del suo testo, e generando interessanti cortocircuiti di poetiche e visioni differenti.
Così, al suo debutto assoluto in Italia, Ben Moor sarà anche supervisore artistico di questo lavoro che tanto successo ha avuto nel Regno Unito e in Europa.

Il progetto “Three Wishes” ha vinto il premio alle Arti L.A Petroni 2014 promosso da Residenza Idra, che è anche partner produttivo insieme a OffRome e Piefrancesco Pisani.

con Elisa Benedetta Marinoni e Mauro Parrinello
regia Mauro Parrinello con la supervisione artistica di Ben Moor
scene e costumi Chiara Piccardo
luci Paolo Meglio
traduzione Elisa Benedetta Marinoni
organizzazione e distribuzione Francesca Montanino
una produzione
OffRome / Bottega Rosenguild / Pierfrancesco Pisani / Compagnia DeiDemoni
con il sostegno produttivo di Residenza Idra

SPETTACOLO VINCITORE DEL PREMIO DELLE ARTI L. A. PETRONI 2014

BEN MOOR è un pluripremiato autore e attore britannico. Lavora per il teatro, la radio e la televisione. Tra i suoi lavori più rappresentati, il one-man show It Takes Forever If You Go By Inertia, A Supercollider For The Family e Coelacanth, acclamati dalla critica e dal pubblico britannico. Tre Desideri è il primo testo di Moor ad essere rappresentato in Italia.

ELISA BENEDETTA MARINONI Diplomata alla Civica Accademia d’Arte Drammatica di Udine e laureata in Teatro e Drammaturgia, ha lavorato in diversi teatri italiani e al fianco di Stefano Benni, Valerio Binasco, Veronica Pivetti, sia in veste di attrice che di assistente alla regia. Ha prestato la voce a programmi radiofonici e audiolibri. Nel 2010 fonda il collettivo Bottega Rosenguild con cui intraprende un percorso produttivo e artistico insieme a teatranti, musicisti, scrittori. E’ vincitrice femminile del Premio Gino Cervi 2013.

MAURO PARRINELLO Già allievo di Michele Di Mauro e Leo Muscato, dopo il diploma alla Scuola di Recitazione del Teatro Stabile di Genova, è diretto da Valerio Binasco in Noccioline di Fausto Paravidino per il Teatro Eliseo di Roma. Recita nel film Giorni e nuvole di Silvio Soldini, nella sit-com Piloti di RaiDue e per RaiTre nella Melevisione. E’ interprete e regista di numerosi cortometraggi indipendenti. Affianca Paolo Hendel nella lunga tournée di Molière, a sua insaputa. Per la Compagnia DeiDemoni ha curato numerose regie. E’ interprete nello stesso anno del monologo Shylock di Gareth Armstrong prodotto da OffRome, e per il cinema del cortometraggio Free-go, presentato ai Ciak d’Oro 2013, e del lungometraggio svizzero-italiano Fuori Mira, diretto da Erik Bernasconi, in uscita nel 2014.

 

TOP OF AFRICA

Johannesburg. 2012

‪In ogni angolo della città ti senti gli occhi di decine di persone puntati addosso. Tu – uomo bianco – solo nel centro di Johannebsurg.

‪Preservare la propria incolumità in downtown si basa anche sull’osservare costantemente chi ti osserva e valutare se è meglio cambiare strada, proseguire, tornare indietro o correre.

‪Top of africa è il punto più alto dell’edificio più alto di tutto il continente africano: una terrazza turistica da cui si può osservare a 360° la città.

‪Appena arrivato in questo luogo privilegiato dedicato a pochi turisti – dove nessuno dei veri abitanti è mai salito – ho capito che qui i ruoli potevano essere invertiti.

‪Io – uomo bianco – posso ora osservare e controllare indisturbato l’intera città, ogni angolo, ogni movimento.

MITO E PRESENTE

Focus_Mito

Perché i miti antichi esercitano tanto fascino su di noi?

Perché continuano ad essere rielaborati dagli artisti per parlare del presente?

Pensieri e parole su mito, realtà e tempo presente.

Intervengono: Lia Del Corno, Giorgio Barberio Corsetti, Martina Treu.

GIORGIO BARBERIO CORSETTI, regista autore e attore, fonda la sua prima compagnia , La Gaia Scienza nel 1976 per scioglierla nel 1984 e dar vita ad nuovo gruppo che porterà il suo nome. La Compagnia Teatrale di Giorgio Barberio Corsetti assumerà poi, nel 2001, la denominazione di Fattore K che conserva a tutt’oggi.
Le regie teatrali, la sperimentazione dell’uso del video nella drammaturgia teatrale è uno dei tratti caratteristici del teatro di Giorgio Barberio Corsetti che si ritrova come segno fondante di molti suoi spettacoli.
Memorabili restano le opere come La camera astratta in collaborazione con Studio Azzurro, Descrizione di una battaglia, AmericaL’Histoire du Soldat, e poi Il ProcessoLa Tempesta, Woyzeck, senza citare le innumerevoli regie del panorama lirico internazionale.
Altresì, già dal 1996 Giorgio Barberio Corsetti porta sulla scena testi risalenti ad epopee mitiche della tradizione classica e di quella nordica o orientale. Numerose sono le regie e le riscritture o adattamenti drammaturgici su questa scia: La nascita della Tragedia opera pervasa dei miti greci;  Notte, tratto dai testi sacri della mitologia indiana; Graal, dalla tradizione cavalleresca; Le Metamorfosi, Di animali, uomini e dei, Paradiso e Argonauti ancora dagli antichi scritti classici, Il colore bianco, sullo sfondo dei miti nordici, Dioniso nato tre volte, Dionisiache, Tra la Terra e il Cielo, fino ai più recenti Nineteen Mantras su alcuni antichi mantra della tradizione religiosa indiana,  e il recentissimo La guerra di Kurukshetra, adattamento del ricco poema indiano Mahàbhàrata.
Ancora molto si potrebbe citare a proposito delle Direzioni Artistiche assunte da questo poliedrico artista della scena, dalla Sezione Teatro della Biennale di Venezia alle sezioni danza e teatro dell’Auditorium-Parco della Musica di Roma, oltre ai palcoscenici che hanno visto sue creazioni: da Avignone a San Pietroburgo e da Parigi a Singapore.

MARTINA TREU è laureata in Storia del Teatro e della Drammaturgia Antica, dottore di ricerca in Filologia classica, cultore di Storia del Teatro Greco e Latino. Attualmente è ricercatrice di Lingua e Letteratura Greca presso l’Università IULM dove è stata responsabile del Progetto Dionys e del Progetto Teatro, cultura, turismo e Mediterraneo e del settore Formazione del progetto Mediteatri.pa (Formez).
Ha curato pubblicazioni e svolto mansioni di segreteria scientifica-organizzativa per vari teatri e festival italiani e stranieri, ha collaborato con diversi registi italiani, con il Piccolo Teatro Studio e con la Biennale di Venezia – Festival internazionale del Teatro. Scrive regolarmente sulle riviste Hystrio e Stratagemmi. Prospettive teatrali ed è responsabile della sezione Notizie di Dionysus Ex Machina.it.

LIA DEL CORNO  Nasce e vive a Milano. Traduce dal francese, inglese e tedesco e scrive per Adelphi, Garzanti, Mondadori, RCS Libri, ma soprattutto si è occupata di teatro e ha curato le proposte culturali del Piccolo Teatro di Milano, del Franco Parenti e del Teatro Popolare di Roma. È sua l’idea delle lezioni-spettacolo che ha promosso con energia e entusiasmo. Attualmente continua l’attività di traduttrice; scrive libretti di opere liriche dedicate soprattutto ai giovani, firma qualche scenografia e disegna costumi.

 

 

 

BANDITE

Focus_Rivoluzionari

Fin da bambine ci viene insegnata l’obbedienza come un valore che ci consentirà di vivere in armonia con il sistema sociale che ci circonda. Ci viene detto di avere pazienza, di sopportare.

C’è chi questo non lo accetta, perché insofferente, temeraria, precorritrice dei tempi. C’è chi, per scelta o per mancanza di scelta, decide di cambiare tutto subito riguardo alla propria vita e, inevitabilmente, a quella degli altri. Oltrepassa i limiti stabiliti dalla legge, dal buonsenso comune, dalle norme sociali. Diventa bandita. È questa zona franca che abbiamo voluto indagare. E siamo partite da storie ambientate in diverse parti del mondo. Uno spettacolo che è anche un laboratorio delle idee, in cui ognuno  può costruire un pezzo di una storia collettiva non ancora scritto, non ancora disegnato. Una traccia.

di e con Soledad Nicolazzi; collaborazione drammaturgica Dalia Padoa; oggetti di scena e costumi Elena Carozzi; consulenza artistica  Gigi Gherzi e Laura Sferch; sostegno alla produzione Campsirago Residenza

Stradevarie è una compagnia teatrale indipendente nata nel ’99 che attualmente lavora all’interno del progetto “Campsirago Residenza”. Gli spettacoli sono il punto d’approdo di un percorso di ricerca, una riscrittura del presente con le sue storie fragili, ironiche e surreali. A piazza delle Erbe! ha ricevuto la “Menzione speciale Premio Ustica per il teatro ’07”; Ciclonica, ha vinto il Premio Pancirolli ’03. La compagnia ha anche un percorso rivolto all’infanzia: nel 2012 ha avuto il sostegno alla produzione di Small Size- Big  citizens per lo spettacolo Carta Canta.

DITTICO DEL MISTERO E DEL TERRORE

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Liberamente tratto dai “Tales of Mystery and Terror” di E. A. Poe. 

Il Babau & i maledetti cretini tributa il suo omaggio a Poe rileggendo al lume fioco di un rock criptico e colto alcune tra le più oscure pagine dei Racconti del Mistero e del Terrore: La verità sul caso di Mr.Valdemar e La maschera della Morte Rossa.

Dà così vita a un cupo e coinvolgente “Fonodramma”, una vera e propria traduzione sonora dei racconti. Il risultato è un viaggio nevrastenico e carico di suspense in cui lo spettatore/ascoltatore è trasportato senza soluzione di continuità attraverso paesaggi sonori molto vari e sempre suggestivi sino all’ineludibile epilogo.

Damiano Casanova: chitarra elettrica, tastiere; Franz Casanova: voce e tastiere

Il Babau &… è un progetto artistico sospeso tra musica, teatro e letteratura fondato dai fratelli Casanova sul finire dello scorso millennio. Lasciata da parte la forma canzone reinventa il fonodramma, originale traduzione musicale e sonora di racconti letterari con spiccata propensione per il misterioso, il fantastico, il grottesco, il macabro, il bizzarro.

FAVOLE AL TELEFONO

Focus_Radio

Liberamente ispirato al mondo di Gianni Rodari.

Lo spettacolo è adatto anche ad un pubblico di bambini e ragazzi.
Dai 6 anni in su.

Uno spettacolo ispirato al mondo di Gianni Rodari, ricco di storie intelligenti, che sanno di gioia, fantasia, libertà. 7 telefoni disseminati nello spazio con cui chiamare e rispondere per farsi raccontare una storia. 7 voci che raccontano in diretta le favole di Gianni Rodari. 7 spettatori alla volta che potranno alzare la cornetta e ascoltare i centralisti nascosti: attori-narratori dalla provenienza più disparata, culturale e linguistica, che raccontano storie e dialogano con gli ascoltatori in tutte le lingue della nostra città.

Il progetto Favole al telefono nasce dall’incontro di due elementi portanti della ricerca di Bluemotion. Il primo riguarda la costruzione di dispositivi performativi e visivi che facilitino e indaghino la sfera della comunicazione tra due individui. Il secondo invece è la riflessione sul racconto come dono, sulla sua capacità di essere strumento di ascolto e dialogo.

Il dispositivo per Bluemotion è lo strumento necessario a creare un rito. Un rito laico, certamente, ma che sappia offrire la possibilità di sentirsi in un meccanismo comunitario. Nel caso di Favole al telefono il mezzo è il telefono col filo, caduto in disuso da anni, così come la limitazione a muoversi in uno spazio ridotto durante una conversazione telefonica. Questa costrizione spaziale provoca un senso di smarrimento, ma anche di intimità. Di solitudine, ma anche di stupore.

Si tratta di un’esperienza breve di dialogo telefonico con una persona sconosciuta. E ciò che si ascolta è una favola. Lo spazio ordinato e in penombra ospita la caotica gamma di favole che si nasconde dietro la cornetta, protegge il segreto che lega due persone che parlano al telefono senza conoscersi. E in questo piccolo incontro misterioso le favole diventano cartografie di vite, riti di passaggio, appunti di fantastica.

ideazione e regia Giorgina Pi; soundscape Valerio Vigliar; una produzione Angelo Mai – Bluemotion
con con Sara Benvenuto, Elettra Capuano,  Gianluca De Rubertis, Gian Marco Di Lecce, Mauro Milone, Giorgina Pi, Laura Pizzirani, Sofia Vigliar, Valerio Vigliar, Rodrigo D’Erasmo + Roberto Dell’Era degli Afterhours e Enrico Gabrielli dei Calibro 35

La prenotazione è obbligatoria, i posti sono limitati.
Ogni racconto dura 15 minuti.
Le repliche si svolgeranno all’inizio di ogni ora a partire
dalle ore 18.00 per il sabato e dalle ore 16.00 per la domenica.
Se il turno lo consente, è possibile scegliere di ascoltare altri racconti.

BIGLIETTI per ADULTI
€ 8,00 (2 racconti +  aperitivo/caffè)
€ 3,00 (il 3° racconto) 

BIGLIETTI per BAMBINI
€ 6,00 (2 racconti + merenda)
€ 3,00 (il 3° racconto

02.97378443 biglietti@zonak.it

Bluemotion è una formazione nata nel 2008 a Roma all’interno dell’esperienza artistica e politica dell’Angelo Mai. Performer, registi, musicisti e artisti visivi si uniscono per creare a partire dalle proprie suggestioni, confrontando i propri sguardi sul presente e sull’arte. Le opere di Bluemotion sono sempre creazioni collettive, risultato dello scambio e delle visioni dei membri del gruppo.

SE DICO GOETHE

Focus_Radio

Sulle tracce de “Il viaggio in Italia” di Goethe, un nuovo viaggio nei vizi e nelle virtù, nei luoghi comuni e nelle sorprese, nella geografia e nelle persone che non ti aspetti di incontrare.

“Se dico Goethe” a voi cosa viene in mente?

Nel 1786 Goethe entrò nel Belpaese: Il suo Viaggio in Italia durò due anni e lo cambiò per sempre. Rosario Tedesco, uomo di teatro e di viaggio, la scorsa primavera su incarico del Goethe-Institut ha rivisitato in chiave contemporanea il viaggio del grande poeta tedesco. Nel suo percorso ha incontrato e raccontato gli italiani e l’Italia di oggi. Questo attraverso un diario di viaggio multimediale in cui alle parole del blog si sono alternati tweet, video, suoni e immagini.

Rosario Tedesco racconta ora in scena la sua esperienza sorprendente e lo fa in un gioco di sradicamento delle nostre idee precostituite, anche su noi stessi.

con Rosario Tedesco, tecnico audio e luci Paolo Corleoni

Rosario Tedesco è attore e regista teatrale, si è formato alla scuola di Luca Ronconi e dalla fine degli anni Novanta collabora con Antonio Latella. Dal 2005 inizia a lavorare in Germania presso il Düsseldorfer Schauspielhaus, lo Schauspiel Köln, la Volksbühne di Berlino. Recentemente ha preso parte a film internazionali recitando a fianco di Anthony Hopkins, Udo Kier, Michael York. Rosario Tedesco è anche un camminatore-narratore. Nel 2009 ha completato il cammino di Santiago e sulla via di Finisterre ha preso corpo il suo secondo progetto a piedi: “Il Vento nelle Scarpe”, un cammino solitario di 1770 km lungo le sponde del Danubio, compiuto tra il 2011 e il 2012 in 92 giorni, attraversando 6 nazioni.

FOCUS RADIO

In occasione degli Europe Radio Days a Milano, una settimana tutta dedicata alla radio e alle arti performative per indagare la storia di un mezzo così importante per la diffusione della cultura, la riscoperta delle sue risorse e le nuove forme di sperimentazione e comunicazione da parte di giovani artisti e compagnie.

Focus_Radio

con Rosario Tedesco;  Matteo Caccia, Danilo De Biasio e Filippo Solibello; i BloomotionIl Babau & i Maledetti Cretini; Paul Plamper, Sandro Avanzo e Rodolfo Sacchettini + Seminario sul Radiodramma di Paul Plamper + Mostra a cura di Sandro Avanzo

C’è anche il FOCUS RADIO KIDS!

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pic. by Alessandro Sala

LA CASA.
Odissea di un crack

Focus_Mito

LA BIGLIETTERIA ONLINE NON E’ ATTIVA: 
prenotazioni allo 02.97378443 o su biglietti@zonak.it

Odissea di un crack.
Scherzo per due attrici sole. Allegro ma non troppo.
In scena una Penelope e un Ulisse 

Ulisse non mangia pesce, non sa nuotare, beve, vuole andare, ma non va.
Penelope mangia pesce, sa nuotare, beve, non sa dove andare e non sa dove stare.
Penelope e Ulisse vivono insieme da vent’anni.
La Fionda Teatro festeggia i suoi vent’anni insieme a una delle coppie più famose di tutti i tempi.

La Casa riprende una delle storie più vecchie del mondo, l’Odissea, per raccontare la vita di una Penelope e di un Ulisse, una coppia al suo ventesimo anniversario. Due eroi piccoli piccoli, sottratti all’antica Grecia e catapultati in una casa che non ha né luogo né tempo. In una scena minimalista e spoglia, due personaggi si avvicinano e si allontanano in un confronto incalzante e reiterato.

Il testo tesse e intreccia la storia dei due protagonisti con quelle di altri personaggi dell’Odissea in un continuo passaggio tra finzione e realtà. Storie surreali, impossibili, oniriche, che hanno una vita propria e che alla fine hanno più verità della realtà.

Lo spettacolo vuole restituire uno sguardo delicato e ironico sulle cose, sul mondo, su di noi, esseri umani gravati da un destino ridicolo e tragico, sempre in bilico tra ciò che siamo e ciò che potremmo essere.
Dedicato al Teatro e alla forza dell’immaginazione.

di e con Elisabetta Pogliani (Penelope) e Paola Zecca (Ulisse)
collaborazione artistica: Marta Bevilacqua (la Sirenetta)
luci: Fausto Bonvini (il Ciclope)
collaborazione scena e costumi: Giovanna Luè (il cane Argo)
produzione LA FIONDA TEATRO, con il sostegno di ZONA K
grazie alla Compagnia Arearea per il periodo di residenza

QUEI2

Focus_Mito

 

LA BIGLIETTERIA ONLINE NON E’ ATTIVA: 
prenotazioni allo 02.97378443 o su biglietti@zonak.it

QUEI 2 = Marcella Vanzo x Gogmagog.

Adamo ed Eva, realtà e fiction, mito e spazzatura.
2010: i Gogmagog collaborano a Rumors, una performance di Marcella Vanzo per ZoomFestival al Teatro Studio di Scandicci.
2013: Vanzo scrive x loro QUEI 2: ispirandosi al Diario di Adamo ed Eva di Mark Twain.
Rapporto di coppia, ironico, veloce, contemporaneo, in scena.

Quotidiano ridicolo, Twain e il mito, presente incisivo e divertente.
Eden = TV anni ’80: conduttore e diva si giocano una partita tra femminilità esuberante di Eva e il raziocinio duramente messo alla prova di Adamo, continuamente interrotti da animali di passaggio.

Terra = posto banale, malconcio, quotidiano. Adamo, accetta sì l’amore nella coppia, ma non si capacita invece della sconcertante presenza di un figlio.

QUEI 2 mette in sinergia la spiccata attorialità della compagnia con l’immaginario di un’artista che indaga le diverse dimensioni dell’essere umano: da quella mitica a quella sociale, da quella politica a quella emotiva.

QUEI 2 mixa realtà e finzione, riflette un presente fantastico e ironizza sulle idiosincrasie tra maschio e femmina, natura e cultura, mitico e quotidiano.

QUEI 2 dura 50 minuti.

testo e scene di Marcella Vanzo; liberamente ispirato al Diario di Adamo ed Eva di Mark Twain; con: Cristina Abati, Carlo Salvador, Carlo Gambaro; regia: Marcella Vanzo e GOGMAGOG; luci: Antonella Colella

produzione GOGMAGOG, con il contributo di Regione Toscana-Sistema Regionale dello spettacolo e il sostegno di Giallo Mare Minimal Teatro, Teatro Metastasio Stabile della Toscana, Teatro Studio Krypton

FOCUS MITO

Il mito come ispirazione per una riflessione sul presente, fonte inesauribile di materiali da rileggere, rielaborare, reinterpretare. Il mito come confronto, portatore di valori universali, di archetipi alla luce dei quali ripensare se stessi, guardare gli altri e la realtà, oggi.

Due spettacoli, un incontro e una mostra: vai alla rassegna

Remote Milano
il video

Remote_Milano_video_ZONAK

ZONA K presenta:

REMOTE MILANO: un percorso a piedi per attraversare la città guidati dalla voce elettronica di un navigatore personale che parla in italiano e in inglese.

Una colonna sonora scritta per Milano, che trasforma il viaggio urbano in un film collettivo.
Un gioco, un’esperienza, un viaggio.
Milano come non l’avete mai vista.

L’edizione 2014 si è svolta dal 22 ottobre al 16 novembre, con 11 repliche straordinarie.
L’edizione del 2015 si è svolta dal 19 settembre al 25 ottobre per un totale di 36 repliche.

2700 persone circa hanno partecipato a Remote Milano dei Rimini Protokoll.

ZONA K ringrazia tutti coloro che, collaborando e partecipando, ci hanno regalato questa bellissima esperienza, RIMINI PROTOKOLL in testa.

ZONA K, la tua Scappatoia Culturale

Ritorna
REMOTE MILANO

Siamo molto felici di comunicarti che REMOTE MILANO ritorna!

Le repliche si svolgeranno in autunno ma ancora non siamo in grado di dirti esattamente le date.

Per rimanere aggiornat* sull’apertura della biglietteria
iscriviti alla nostra NL
oppure
scrivi a biglietti@zonak.it con oggetto “Aggiornami su REMOTE MILANO 2015“,  verrai inserit* in automatico nella mailing list dedicata.

 

Guarda REMOTE MILANO 2014

 

 

 

APERITIVO
con visioni in corto

Focus_Germania

Una selezione speciale di corti di giovani autori tedeschi dalle ultime edizioni del MilanoFilmFestival

In collaborazione con MilanoFilmFestival.

Consumazione obbligatoria a € 7,00

 

Bow Tie Duty For Squareheads (Fliegenpflicht für Quadratköpfe)
Stephan-Flint Müller, DEU, 2005, miniDV, 13
La mia vita a Berlino, con tutti i miei hobby e un’introduzione di tutti i miei amici. Ma ci sono
anche cappelli che pesano 10 tonnellate e manifesti che scoreggiano.

From Here to Eternity
Oliver Pietsch, DEU, 2010, HD, 40
Se la morte è il tabù più grande che il cinema ha dissolto, l’afterlife è pura immaginazione
portata in scena nei modi più svariati, da Murnau a Tim Burton. Pietsch, artista berlinese, ne ha
raccolto e montato un migliaio di sequenze, raggruppate per geniali associazioni: omicidi,
malattie e disastri naturali; castigo, limbo e perdono. Da Edwin S. Porter in su, il montaggio è
diventato Dio, e From Here to Eternity ne è una stupefacente celebrazione mortuaria.

Fucked
Paul Leyton , DEU, 2000, super8 , 8
Morte? Un uomo ha un incidente sul lavoro: mentre alcuni colleghi lo portano via, inizia a pensare al significato della vita e della morte, attraverso ricordi, fantasie ed incubi.

Under Ground (Unter der erde)
Christian Moris Müller, DEU, 2002, 35mm, 9
Unter der Erde è un film senza parole. Un tentativo di trascendere e rendere invisibili le barriere tra realtà diverse.

What Would the Drop Know About That? (Was weiss der Tropfen davon?)
Jan Zabeil, DEU, 2007, 16mm, 12
Un approccio atmosferico al palazzo del Reichstag, sede del Parlamento tedesco, attraverso gli occhi di due giovani addetti alle pulizie.

Twelve and a Half Minutes (Zwölf 1/2 Minuten)
Joschua Douma, DEU, 2003, Betacam, 14
Il componente medio delle nostra società (tedesca) è maschio, ha 38 anni e si alza alle 8:15 di mattina, In un giorno normale farà cose normali che lo porteranno a farsi un sacco di domande ogni sera sulla propria esistenza. Per fare questo ha di solito 12 minuti e mezzo una volta andato a letto prima di addormentarsi.

The Surprise (Die Überraschung)
Lancelot von Naso, DEU, 2004, 35mm, 10
Un film sull’inatteso. Spesso esiste una differenza molto sottile, o un intervallo di tempo molto ridotto, tra commedia e tragedia. Olaf vuole riconquistare la sua ex-fidanzata, e si intrufola nel suo appartamento per prepararle una sorpresa. Ma riuscirà a renderla felice? E chi resterà sorpreso alla fine?

Energy! (Energie!)
Thorsten Fleisch, DEU, 2007, miniDV, 5
Da un punto di vista puramente tecnico, lo schermo è animato da un fascio controllato di elettroni nel tubo catodico. Per realizzare Energie! una pellicola fotografica è stata esposta a una scarica di circa 30.000 volt e successivamente rieditata per dare vita a nuovi sistemi visivi di organizzazione degli elettroni.

Lovesick (Liebeskrank)
Spela Cadez, DEU/SVN, 2007, 35mm, 8
Un dolore al cuore, lacrime che non si asciugano mai e teste girate difficili da trattare, ma per fortuna non incurabili…

KLEISTER
un progetto fotografico per lo spazio pubblico

Focus_Germania

KLEISTER organizza mostre fotografiche nello spazio pubblico. I fotografi invitati si incontrano nel luogo deputato e incollano direttamente sulla parete le foto che essi stessi hanno scelto. La mostra rimane all’aperto, a disposizione di tutti, si trasforma col tempo e gli interventi dei passanti, finché sole e pioggia non cancellano completamente le immagini.

KLEISTER porta la fotografia sulla strada e sostiene giovani artisti e nuovi network creativi. E’ un progetto fotografico nato a Berlino dalla collaborazione tra Hannah Goldstein e Katja Haustein.

A cura di Kulturpalast Wedding e Hannah Goldstein.

DITTATURA E DEMOCRAZIA ALL’EPOCA DELL’ESTREMO. Illustrazione sulla storia dell’Europa nel 20°secolo

Focus_Germania

Nel 2014 si commemorano tre eventi storici davvero significativi: 100 anni fa scoppiò la Prima Guerra Mondiale, 75 anni fa la Seconda Guerra Mondiale e 25 anni fa cadde il Muro di Berlino.

La Fondazione Federale per l’analisi della dittatura del Partito Socialista Unificato, in collaborazione con l’Istituto di storia contemporanea di Monaco e la trasmissione radiofonica “Deutschlandradio Kultur”, ha concepito la mostra “Dittatura e democrazia all’epoca dell’estremo. Illustrazione sulla storia dell’Europa nel 20° secolo” (“Diktatur und Demokratie im Zeitalter der Extreme. Streiflichter auf die Geschichte Europas im 20. Jahrhundert”). Con 190 fotografie provenienti da innumerevoli archivi europei, la mostra illustra la drammatica storia del 20° secolo in Europa, vissuta fra libertà e tirannia, fra democrazia e dittatura.

In collaborazione con il Consolato Generale della Repubblica Federale di Germania a Milano.

A 25 ANNI DALLA CADUTA DEL MURO DI BERLINO

Focus_Germania

Con la partecipazione di Eva Banchelli, docente di Letteratura tedesca, Università degli Studi di Bergamo; Alfredo Canavero, docente di Storia Contemporanea, Università degli Studi di Milano; Alberto Martinelli, docente di Scienza politica e Sociologia dell’Università degli Studi di Milano; Michele Vangi, Centro Italo-tedesco di Villa Vigoni.

In collaborazione con il Centro per gli studi di politica estera e opinione pubblica dell’Università degli Studi di Milano.

 

I RIMINI PROTOKOLL SI RACCONTANO

Focus_Germania

Jörg Karrenbauer – coregista di REMOTE MILANO – dialoga con critici, accademici, studenti e pubblico per raccontare il lavoro dei RIMINI-PROTOKOLL – collettivo tedesco diventato punto di riferimento fondamentale per l’avanguardia teatrale e artistica europea – e analizzare l’esperienza che ha portato alla realizzazione di REMOTE MILANO, uno sguardo tutto europeo sulla nostra città.

Intervengono Renato Palazzi e Maddalena Giovannelli.

Il ruolo politico del teatro secondo la tradizione e secondo una visione postmoderna; il rapporto con la realtà, gli esperti-attori, la relazione tra intervento artistico e autenticità; il rapporto con il potere e le nuove tecnologie, nella realtà e nel lavoro artistico; il rapporto instaurato con la città nella creazione di Remote Milano: questi alcuni dei temi affrontati durante l’incontro-dibattito.

In collaborazione con il Dipartimento di lingue e letterature straniere dell’Università degli studi di Milano

Indirizzo: Università degli studi di Milano, via Festa del Perdono, 7 – AULA 422

Ingresso gratuito

 

Il focus Germania fa parte di Milano Cuore d’Europa, il palinsesto culturale multidisciplinare dedicato all’identità europea della nostra città anche attraverso le figure e i movimenti che, con la propria storia e la propria produzione artistica, hanno contribuito a costruirne la cittadinanza europea e la dimensione culturale.

FOCUS GERMANIA

Dopo il successo del FOCUS BALCANI, realizzato nell’autunno 2013 anche grazie al contributo della Regione Lombardia, la nuova stagione apre con un focus dedicato ad artisti tedeschi.

Tra l’infinità di possibili proposte provenienti da un paese attento al teatro e alla cultura come la Germania, ZONA K ha scelto una piccola ma significativa selezione di progetti particolarmente innovativi ed efficaci in termini di attenzione al presente e analisi della realtà che ci circonda.

Tema portante di tutto il focus, come della stagione PLAY-K(ei), è il rapporto tra arte e realtà, in particolare la realtà urbana, e la capacità dell’arte di guardare, descrivere e agire sulla realtà.

 

Il focus Germania fa parte di Milano Cuore d’Europa,
il palinsesto culturale multidisciplinare dedicato all’identità europea
della nostra città anche attraverso le figure e i movimenti che,
con la propria storia e la propria produzione artistica,
hanno contribuito a costruirne la cittadinanza europea
e la dimensione culturale.

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REMOTE MILANO

Dopo Berlino, Vienna, Avignone, San Pietroburgo, RIMINI PROTOKOLL, collettivo d’avanguardia tra i più premiati d’Europa, approda finalmente a Milano, all’interno della stagione PLAY-K e del Focus Germania dello spazio ZONA K.

REMOTE MILANO è un percorso a piedi per attraversare la città guidati dalla voce elettronica di un navigatore personale che parlerà in italiano.

Una colonna sonora scritta per Milano, che trasforma il viaggio urbano in un film collettivo.
Un mezzo tecnologico che dirige e lancia una sfida ai suoi 50 partecipanti: fanno parte di un’entità collettiva, ma il singolo può prendere decisioni per sé; è al contempo attore e spettatore, osservatore e osservato.
“Gli altri ascoltano ciò che ascolto io?”
“Come potremo prendere decisioni comuni?”
L’intelligenza artificiale dirige, ma stimola anche una percezione alterata che spinge a guardare la realtà e se stessi con sguardo del tutto nuovo.
Un gioco, un’esperienza, un viaggio.
Milano come non l’avete mai vista.

Luogo di partenza: Cimitero Monumentale – ingresso principale
Orari: da martedì a venerdì ore 15.00
             sabato e domenica ore 11.30 e ore 15.00
NB: Lo spettacolo è itinerante, dura circa 90 minuti e sarà percorso a piedi

posti limitati – prenotazione obbligatoria
prevendita dal 1 ottobre

Biglietti:
intero €15.00
ridotto €10.00 (studenti, under 18, over 60)
biglietto speciale per sostegno progetto €20,00

Remote X

INFORMAZIONI FONDAMENTALI PER PARTECIPARE A
REMOTE MILANO
Siete pregati di presentarvi nel luogo dell’incontro 20 minuti prima dell’inizio. Trattandosi di un percorso a tappe obbligate l’orario di partenza è improrogabile. Lo spettacolo è itinerante, dura circa 90 min e sarà percorso a piedi. Si raccomanda di munirsi di scarpe comode e impermeabile in caso di pioggia. Nel luogo dell’incontro vi sarà chiesto un documento come cauzione per l’uso del navigatore. 

 

idea, testo e regia: Stefan Kaegi, co-regia: Jörg Karrenbauer; sound design: Nikolas Neecke; drammaturgia: Juliane Männel, Aljoscha Begrich; assistenza alla regia: Ilona Marti; voci di Acapela Group; direzione di produzione: Caroline Gentz
“Remote X” è una produzione di Rimini Apparat
in coproduzione con HAU Hebbel am Ufer di Berlino, Maria Matos Teatro Municipal e dem Goethe-Institut Portogallo, Festival Theaterformen Hannover/Braunschweig, Festival d’Avignon, Theater Spektakel di Zurigo, Kaserne Basel
con il sostegno di: Hauptstadtkulturfonds Berlin, Pro Helvetia, Schweizer Kulturstiftung e Fachausschuss Tanz und Theater Kanton Basel-Stadt; in coproduzione con House on Fire e con il sostegno del Programma Cultura dell’Unione Europea
per Milano: assistente alla regia: Federica Di Rosa; direttore di produzione e traduzione: Valentina Kastlunger (ZONA K)

CREDITS:

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Con il contributo di:

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Con il patrocinio e sostegno di:

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Con il patrocinio di:

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Partner:

Logo_Università

 

 

Rimini Protokoll è oggi il collettivo artistico forse più premiato d’Europa e punto di riferimento fondamentale per tutto il teatro d’avanguardia.

I suoi membri, Helgard Haug, Stefan Kaegi e Daniel Wetzel, si sono conosciuti negli anni Novanta, studiando presso l’Institut für Angewandte Theaterwissenschaften dell’Università di Gießen. Nel 2000 si sono uniti per formare un collettivo di autori-registi i cui membri possono scegliere di lavorare da soli, in due o in tre. Dal 2002 tutti i loro lavori – opere teatrali, radiodrammi, film e installazioni – sono firmati Rimini-Protokoll.

Fulcro della ricerca è lo sviluppo dei mezzi espressivi del teatro per provocare nuovi sguardi sulla realtà. Ogni opera attinge dalla vita reale e utilizza elementi e persone provenienti da situazioni concrete e luoghi specifici.

Così Haug, Kaegi e Wetzel proclamano un’assemblea generale della Daimler-Benz pièce teatrale e, così facendo, in tale la trasformano; realizzano il progetto 100% Città portando sul palco 100 cittadini veri quale campione statistico per rappresentare, tra le altre, città come Berlino, Zurigo, Londra, Melbourne, Copenaghen o San Diego. A Berlino e Dresda sviluppano installazioni audio sulla Stasi, durante le quali lo spettatore può ascoltare i veri protocolli di spionaggio dei servizi segreti della DDR con il telefono cellulare. Al momento sono in tournée con un gruppo di uomini d’affari nigeriano-europei per il progetto Lagos Business Angels e con la paraplegica MC Hallwachs per la pièce Qualitätskontrolle (Haug / Wetzel) o creano colonne sonore per le più disparate città del mondo con il progetto REMOTE X (Kaegi).

Nel 2003 la pièce Shooting Bourbaki ha ricevuto il premio NRW-Impulse; i progetti Deadline (2004), Wallenstein – eine dokumentarische Inszenierung (2006) e Situation Rooms (2014) sono stati invitati al prestigioso festival Berliner Theatertreffen; Schwarzenbergplatz (2005) è stata nominata per il Premio Austriaco per il Teatro Nestroy; Mnemopark è stata insignita del premio della giuria del Festival “Politik im freien Theater” di Berlino nel 2005 e nel 2007 il radiodramma  Karl Marx: Das Kapital. Erster Band ha vinto sia il premio del pubblico sia il premio della giuria Mülheimer Dramatiker Preis del festival nazionale di drammaturgia contemporanea Stücke 2007.

Nel novembre 2007 Haug, Kaegi e Wetzel hanno ricevuto un premio speciale dal Deutsches Theaterpreis DER FAUST; nell’aprile 2008 è stato consegnato loro il Premio Europeo per il Teatro di Salonicco nella categoria “Nuove Realtà”; nel 2008 il radiodramma Karl Marx: Das Kapital, Erster Band ha ricevuto il Premio dei ciechi reduci di guerra (per il quale è stato nominato anche il radiodramma Peymannbeschimpfung).

Nel 2011 l’intero lavoro dei Rimini-Protokoll è stato insignito del Leone d’Argento alla 41. Biennale di Teatro di Venezia.

Dal 2003 Rimini Protokoll ha sede a Berlino negli uffici del teatro Hebbel am Ufer.

 

Remote Milano fa parte di Milano Cuore d’Europa, il palinsesto culturale multidisciplinare dedicato all’identità europea della nostra città anche attraverso le figure e i movimenti che, con la propria storia e la propria produzione artistica, hanno contribuito a costruirne la cittadinanza europea e la dimensione culturale.

Pic. di Remote Milano by Luca Meola