PLEASE, CONTINUE (HAMLET)

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TUTTO ESAURITO

 

Dopo Ginevra, Basilea, Lugano, Parigi, Marsiglia, Berlino, Vienna, Roma, Cagliari, Rio de Janeiro, “Please, Continue (Hamlet)” arriva per la prima volta a Milano, con la straordinaria partecipazione di: Umberto Ambrosoli, Alessandro Bastianello, Gherardo Colombo, Oscar Magi, Ilio Mannucci Pacini, Mario Mantero, Isabella Marenghi, Adriano Scudieri, Salvatore Scuto.

Un fatto di cronaca: un giovane uomo uccide il padre della sua fidanzata durante una cerimonia matrimoniale, lei lo accusa, lui si difende, afferma che è stato un incidente.

Un vero Presidente della Sezione penale del Tribunale di Milano, un vero Pubblico Ministero, un vero Avvocato difensore dell’imputato, un vero Avvocato difensore della parte civile mettono in scena il processo. L’accusato si chiama Amleto, l’accusatrice Ofelia, il testimone Gertrude, la madre di Amleto e sono interpretati da attori. Tutto il resto è reale. Il verdetto sarà pronunciato da una giuria popolare di spettatori scelti tra il pubblico. Chi agisce in scena non segue un copione, non recita, ma ascolta testimoni, valuta perizie, giudica i fatti.

Un sottile gioco tra finzione e realtà. Un caso esemplare che si fonde in una storia vera. Una drammaturgia della realtà e al contempo una grande trama tragica trasposta nell’era contemporanea. Please, continue (Hamlet), porta il sistema giuridico sul palco, per esplorare il rapporto tra l’applicazione della giustizia e la questione eternamente sfuggente di cosa sia la verità. Come nell’Antichità – quando il teatro era uno di luoghi più importanti della polis e della politica – Yan Duyvendak e Roger Bernat inventano dispositivi scenici che poi abbandonano agli spettatori. Le loro performance ridefiniscono lo spazio dell’io e del gioco: il palcoscenico diventa agorà – e viceversa.

Durata 3h con due pause.

In collaborazione con UniCredit Pavilion.
Ingresso: € 18,00 (intero) / € 13,00  (ridotto) + DP se acquistato online

Posti limitati, prenotazione consigliata.
La biglietteria sarà attiva a partire dal 16 novembre 2015
biglietti@zonak.it

inizio spettacolo ore 19.30 (presentarsi almeno 20 minuti prima)
c/o UniCredit Pavilion, Piazza Gae Aulenti 10

Un’idea di: Yan Duyvendak & Roger Bernat; con: Francesca Cuttica, Francesca Mazza, Benno Steinegger; e con: magistrati, avvocati e dottori del Foro di Milano; scenografia in collaborazione con: Sylvie Kleiber; direzione e diffusione: Nataly Sugnaux Hernandez; comunicazione e amministrazione: Marine Magnin; produzione: Samuel Antoine; direzione tecnica: Gaël Grivet; regia generale: Thomas Köppel; traduzioni: Daniela Almansi, Matilde Pasquon; produzione: Dreams Come True, Genève; co-produzione: Le Phénix Scène Nationale Valenciennes; Huis a/d Werf, Utrecht; Théâtre du GRÜ, Genève; spettacolo creato in residenza a: Montévidéo, Marseille; Le Carré/Les Colonnes, Scène conventionnée, Saint-Médard-en-Jalles/Blanquefort; con l’appoggio di: Ville de Genève; République et canton de Genève; Pro Helvetia Fondation suisse pour la culture; Migros pour-cent culturel; Loterie Romande; Ministerio de Cultura-INAEM; Mécènes du sud, Marseille; Le Nouveau théâtre de Montreuil – centre dramatique national; CORODIS

 

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TRA FINZIONE E REALTA’

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Sempre più il teatro torna ad evadere dagli spazi fisici e simbolici ad esso deputati e invadere il reale, lo illustra, lo utilizza e dialoga con esso.

Sul palco – quando di palco si tratta – raramente agiscono attori, piuttosto performer, esperti della quotidianità, testimoni di fatti realmente accaduti, o perlomeno dichiarati tali. L’arte si apre al mondo e si attribuisce autenticità.

Ma cosa significa autentico? Cosa significa parlare del reale? Dove sta il confine tra fatti e interpretazione, realtà e finzione, verità e mistificazione?

Intervengono  a ZONA K Yan Duyvendak (regista e performer), Boris Nikitin (regista, autore e curatore del festival “It’s the Real Thing”) e Oliviero Ponte di Pino (critico esperto di teatro contemporaneo)

Ingresso libero c/o ZONA K, via Spalato 11

 

Yan Duyvendak – Nato in Olanda, vive a Ginevra e Marsiglia. Formatosi all’Ecole Supérieure d’Art Visuel di Ginevra, pratica la performance dal 1995. Le sue performance vengono presentate, ad esempio, alla Fondation Cartier di Parigi (Soirée Nomade, 1995), al Festival for Performing Arts EXIT, Helsinki (2001), a Art Unlimited Basel (2002), al Museo Reina Sofia di Madrid (Don’t Call it Performance, 2003), alla Biennale di Guangju (2004), a Image Forum, Tokyo (2005), alla Ménagerie de Verre, Parigi (2006-2009), al Vooruit, Gand (2007), al Festival di Avignone (2008), o al Thaterspektakel Zurich (2009). I suoi lavori video arricchiscono numerose collezioni pubbliche e private, dal Musée des Beaux-Arts di Lione al Museum für Kommunikation di Berna.
Yan Duyvendak ha ricevuto numerosi premi, tra cui (per tre volte) il Swiss Art Award (2002, 2003, 2004), il Namics Kunstpreis für Neue Medien (2004) e il Network Kulturpreis (2006). Nel 2010, riceve il premio per l’arte contemporanea più prestigioso della Svizzera, il Meret Oppenheim Preis. È stato invitato numerose volte come artista in residenza, ad esempio alla Cité des Arts di Parigi, all’Atelier Schönhauser du Berlino e al Swiss Artistic Studio di Pro Helvetia, al Cairo (2007, 2008, 2009).

Boris Nikitin – 1979, Basilea, Svizzera. Regista, autore e scenografo teatrale, direttore artistico del festival “It’s The Real Thing”. Ha studiato presso l’accademia teatrale di Giessen in Germania. I suo lavori sono prodotti e ospitati da piccoli teatri indipendenti e dai più importanti teatri stabili di diverse città tedesche, tra i quali Kaserne Basel, HAU, Gessnerallee, Theater Freiburg, Schauspielhaus Graz, Ruhrtriennale. Alcuni suoi progetti, come ad esempio “Imitation of Life“ e ”Woyzeck“, sono in tour internazionale da anni. I suoi lavori si muovo lungo il confine e l’area d’intersezione tra performance e teatro, finzione e realtà, illusione e documentazione, dilettantismo e virtuosismo attorale, mettendo costantemente in discussione i codici della creazione e fruizione teatrale. Alternano elementi concettuali e situazioni di grande teatralità. Il contesto ha spesso un ruolo determinate e non di rado i suoi lavori si muovono in ambito scientifico (come, ad esempio, “Universal Export” e “Woyzeck”). Le sue regie sono ideate e costruite insieme ai performer/attori, le cui personalità e biografie stanno spesso al centro della performance stessa (“F for Fake“, “Imitation of Life“, “Sänger ohne Schatten”). Da tre anni è direttore artistico del festival “It’s The Real Thing – Basler Dokumentartage”, dedicato ai più innovativi lavori teatrali e performativi con approccio documentaristico.

Oliviero Ponte di Pino ha lavorato per oltre trent’anni nell’editoria ed è stato direttore editoriale di Garzanti dal 2001 al 2012. Ha scritto su giornali e riviste, realizzato trasmissioni radiofoniche e televisive per la RAI. Ha ideato festival (Sussurri o grida a Milano, Forme del pensiero che ride a Genova), curato mostre (Il nuovo teatro in Italia 1975-1988, 1988, la sezione teatro della mostra Trash, la “stanza del teatro” di Annisettanta), progettato iniziative culturali e spettacolari (Maratona di MilanoSubway Letteratura). Dal 2014 è membro della Commissione Consultiva Teatro del MiBACT.
Insegna Letteratura e filosofia del teatro all’Accademia di Brera e Fondamenti del teatro moderno e contemporaneo allo IULM. Dal 2012 cura il programma di BookCity Milano e nel 2001 ha fondato il sito ateatro.it.
Tra i suoi libri Il nuovo teatro italiano (1988), Enciclopedia pratica del comico (1996), Chi non legge questo libro è un imbecille (1999, nuova edizione 2014), Il quaderno del Vajont (con Marco Paolini, 1999), I mestieri del libro (2008), Romeo Castellucci e Socìetas Raffaello Sanzio (2013), Le Buone Pratiche del Teatro (con Mimma Gallina, 2014), Comico e politico. Beppe Grillo e la crisi della democrazia (2014), Milano. Tutti i teatri (con Maddalena Giovannelli, 2015).

 

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FOCUS SVIZZERA

Dopo il successo del Focus Balcani del 2013con la performance Eden dell’artista slovena Mala Kline e lo spettacolo teatrale Odio la verità – MRZIM ISTINU del regista croato Oliver Frljić e del Focus Germania del 2014con la performance itinerante Remote Milano dei Rimini Protokoll, ZONA K apre la stagione 15/16 con l’ormai consueto appuntamento europeo, quest’anno tutto dedicato alla Svizzera.

Artista di punta per questo nuovo appuntamento di ZONA K è
Cie Yan Duyvendak con la sua performance
PLEASE, CONTINUE (HAMLET)
per la prima volta a Milano.

L’Unione Elvetica è al momento uno dei paesi più ricchi di proposte innovative e qualitativamente alte.
Tra l’infinità di proposte possibili, abbiamo scelto i progetti più riusciti in termini d’innovazione, attenzione al presente e capacità di guardare, utilizzare e interpretare il reale che ci circonda.

Guardare alla Svizzera permette di continuare a parlare d’Europa ma da un punto di vista particolare, quello di un paese che ne sta al centro, ne fa parte culturalmente, anzi ne racchiude tre dei principali gruppi linguistici, ma non le appartiene amministrativamente.

Ecco gli appuntamenti:

23 novembre @ CENTRO SVIZZERO DI MILANO – ore 18.00
Centro Studi Politica Estera e Opinione Pubblica dell’Università degli Studi di Milano
LA SVIZZERA: COME SOPRAVVIVERE ALLE CRISI DEGLI ALTRI
[Conversazioni] – durata 60 min
Intervengono: Sergio Romano e Lino Terlizzi; modera Alfredo Canavero.

27 novembre @ ZONA K – ore 18.30
TRA REALTA’ E FINZIONE
[Conversazioni con aperitivo] – durata 60 min
Intervengono Yan Duyvendak (regista e performer), Boris Nikitin (regista, autore, scenografo e curatore del festival “It’s the Real Thing”) e Oliviero Ponte di Pino (critico, esperto di teatro contemporaneo)

27 novembre @ ZONA K – ore 21.00
Milo Rau / IIPM
THE MOSCOW TRIALS
[Film documentario] – durata 86 min
Russia. 2012. La condanna alle Pussy Riot. Milo Rau mette in scena il loro processo.

Le autorità russe prendono d’assalto la performance. Russo con sottotitoli in italiano.

29 novembre @ ZONA K – ore 21.00
Milo Rau / IIPM
HATE RADIO
[Film documentario] – durata 65 min
Racconta la storia della RTLM, stazione radio ruandese che ha giocato un ruolo cruciale nel genocidio della minoranza Tutsi nel 1994. Francese con sottotitoli in italiano.

29, 30 novembre @Unicredit Pavilion – ore 19.30
Compagnia Yan Duyvendak
PLEASE, CONTINUE (HAMLET)
[Performance teatro] – durata 3 ore con 2 pause
Un vero Presidente della Sezione penale del Tribunale di Milano, un vero Pubblico Ministero, un vero Avvocato difensore dell’imputato, un vero Avvocato difensore della parte civile mettono in scena il processo. L’accusato si chiama Amleto, l’accusatrice Ofelia, il testimone Gertrude, la madre di Amleto e sono interpretati da attori. Tutto il resto è reale. Il verdetto sarà pronunciato da una giuria popolare di spettatori scelti tra il pubblico. Chi agisce in scena non segue un copione, non recita, ma ascolta testimoni, valuta perizie, giudica i fatti. Con la straordinaria partecipazione di:Umberto Ambrosoli, Alessandro Bastianello, Gherardo Colombo, Oscar Magi, Ilio Mannucci Pacini, Mario Mantero, Isabella Marenghi, Adriano Scudieri, Salvatore Scuto.

2 dicembre@ ZONA K – ore 19.00 – VERNISSAGE
3 – 20 dicembre (lun-ven) @ ZONA K – ore 10.00–19.00
Collettivo Ingwer / Camilla Parini e Chiara Caterina
IO SONO UN’ALTRA
[Mostra fotografica]
Foto di donne che si raccontano, ciascuna attraverso due autoritratti: il primo ritrae l’immagine realistica che la donna ha di sé, il secondo ritrae l’immagine di ciò che è, ma rimane nascosto.

2 dicembre@ ZONA K – ore 21.00
Collettivo Ingwer / Camilla Parini
STILL LEBEN
[Performance teatro danza] – durata 60 min
Riflessione sulla figura della donna ritratta nell’intimità della relazione con se stessa.

Vai alla rassegna completa.

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