SEMINARIO DI TEATRO PARTECIPATO

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Raccontare coinvolgendo: il seminario sul teatro partecipato

Questo seminario di formazione è rivolto a chiunque voglia acquisire suggerimenti e strategie innovative per sviluppare spettacoli site-specific e partecipati, che sappiano essere provocatori e originali al contempo. Alla base di questo lavoro vi è il coinvolgimento attivo di persone (non attori) di età e contesti sociali differenti e l’immersione nella realtà circostante.

Direttore artistico e fondatore dei canadesi Mammalian Diving Reflex (considerati tra i maggiori esperti internazionali in questo campo, costantemente presenti nei più importanti festival teatrali internazionali), Darren O’ Donnell vi guiderà nell’ideazione e nella messa alla prova di piccole azioni performative basate sul suo metodo dell’agopuntura sociale, ideato per indagare e sistematizzare dispositivi innovativi di interazione con il pubblico.

Il seminario, tenuto in lingua inglese con traduzione in italiano, è gratuito.

Per partecipare occorre avere forte interesse in questa pratica sociale. Non è indispensabile esperienza pregressa in progetti site-specific o partecipati.

A fine seminario sarà chiesto, a chi interessato, di produrre e inviare a ZONA K un progetto di spettacolo partecipato da realizzare a Milano (seguendo alcuni parametri indicati da ZONA K) per partecipare alla selezione delle residenze ZONA K 2019.

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Per candidarti alla partecipazione invia il materiale sotto elencato entro e non oltre il 20 aprile 2018 all’indirizzo biglietti@zonak.it
Per ulteriori informazioni: tel. 02.97378443.

Il seminario è a numero chiuso.
Orario di lavoro indicativo di lavoro: 10.00 – 16.30

Il materiale richiesto è:

  • CV con foto (va bene qualsiasi formato, corto e discorsivo o lungo e dettagliato)
  • Breve descrizione del perché ti interessa questo seminario (500 battute)
  • Brevissima descrizione di precedenti progetti partecipati o site-specific già realizzati o di un progetto che vorresti realizzare in futuro o che hai solo immaginato (700 battute)
  • Se hai già realizzato qualche progetto, inserisci nella descrizione link alle relative pagine web (sito e/o FB)

 

 

Darren O’Donnell is a novelist, essayist, playwright, director, designer and performer. His books (published by Coach House Press) include: Haircuts by Children and Other Evidence for a New Social Contract (2017), Social Acupuncture (2006), which argues for aesthetics of civic engagement, and Your Secrets Sleep with Me (2004), a novel about difference, love and the miraculous. His stage-based works include White Mice (1998), [boxhead] (2000), and All the Sex I’ve Ever Had (2012), all produced by Mammalian. Darren was the 2000 winner of the Pauline McGibbon Award for directing and has been nominated for a number of Dora Awards for his writing, directing, and acting, winning (with Naomi Campbell) for their design of White Mice. His play [boxhead] was nominated for a Chalmers Award and he received a Gabriel Award for excellence in broadcasting for his CBC radio piece Like a Fox. Under his directorship, Mammalian won the 2010 Mayor’s Arts Award for Youth, and his Mammalian Protocol for Collaborating with Children was awarded the Canadian Coalition for the Rights of Children Supporter Award in 2012. Darren has an MSc. in urban planning, a BFA in acting and studied shiatsu and tradition Chinese medicine at The Shiatsu School of Canada. Follow Darren on Twitter: @darrenodonnell Instagram: @o.darren Periscope: @darrenodonnell Snapchat: photoshine

TANK TALK – progetto per un’azione urbana collettiva
– videoinstallazione

Proiezione del video realizzato durante il workshop del 2-4 maggio.

TANK TALK si struttura in due momenti diversi:
1) una azione urbana, in cui un performer (o vari performer, soggetti agenti) esegue più volte, in luoghi diversi, in città diverse, la coreografia di Piazza Tienanmen;
2) una video installazione in cui viene mostrato il video girato durante l’esecuzione urbana, affiancato al video originale della protesta di Piazza Tienanmen.

L’obiettivo finale è quello di realizzare un video finale composto dai video registrati in un numero abbastanza alto di locations, da 50 a 100; locations possibilmente dislocate in paesaggi geografici e culturali molto diversi e distanti tra di loro.

Codice Ivan nasce nel 2008 dall’incontro di Anna Destefanis, Leonardo Mazzi e Benno Steinegger. Da subito il lavoro del gruppo si orienta principalmente verso le arti performative/teatrali ma avviando anche un percorso di ricerca rivolto all’utilizzo di formati diversi, come installazioni, video e mostre.

TANK TALK trailer

TANK TALK – UN ESERCIZIO DI PRESENZA
– Workshop e realizzazione video

In collaborazione con Apache/Teatro Litta

Costo per le 3 giornate del workshop: € 90,00
Numero di partecipanti: 8 – 15
Iscrizione da effettuare con pagamento presso ZONA K o bonifico bancario entro e non oltre il 30 aprile
Per tutte le info 02.36533617 organizzazione@zonak.it

Partiamo da qui: un performer in camicia bianca, pantaloni neri, una busta in mano. Sembra il giovane Cinese che durante la protesta del 1989 in Piazza Tienanmen, ha fermato una colonna di carri armati. Un atto di rivolta. Ma cos’è la rivolta? Forse la rivolta è un atto individuale. Forse la rivolta parte innanzitutto da un lavoro su se stessi. Prendersi cura di se stessi. Per essere presenti. Sì, innanzitutto essere coscienti di esistere, di capire dove siamo e cosa facciamo. Il workshop è un incontro con se stessi. Poi l’incontro con l’altro, con tutte le sue difficoltà ed infine un tentativo di dialogo o di scontro con il mondo, che avanza come un carro armato. La tematica generale che indagheremo in questo laboratorio è quindi la presenza. Sia quella scenica sia la presenza nella vita di tutti i giorni, dove vediamo la scena come una palestra per la vita quotidiana. La performance Tank Talk è fortemente legata alla tematica delle presenza. Il performer incontra passanti e l’unica cosa che fa, è mettere davanti a questi passanti se stesso, cercando di essere semplicemente in ascolto di se stessi, degli altri e del mondo intorno. In poche parole un’esercizio di presenza in pubblico.

Tank Talk trailer

PRIMO STUDIO
UMANITÁ – LIBRO I

concept, regia, drammaturgia Silvia Girardi
performers Sara Rosa Losilla, Carolina Cametti
selezione video Silvia Girardi, Laura Lamonea
videomapping Video Sound Art Festival
dramaturg Laura Tassi
sound design Michael Shiono
set design Daniele Girardi
sculture Dora Ayala
light design Stefano Mazzanti
contributi video ModoFilm, Daniele Girardi
assistente videomapping Alessandra Cassiano
urban ponchos Otto London
assistente regia Margherita Scalise
assistente tecnico Edoardo Verea
foto Luca Sironi
distribuzione terzo paesaggio

 

Umanità > libro I  percorre il tempo e lo spazio in un paesaggio magico dal sapore performativo attraversando oceani, galassie e città, per esplorare il racconto di una Natura di cui l’Uomo è parte. Nell’incapacità di penetrarla a fondo, Umanità libro I  cerca di comprendere la lingua attraverso cui la Natura parla e sente. Si interroga sull’intelligenza evolutiva, il paesaggio planetario, le minacce ecologiche e l’azione individuale consapevole. Parla con la voce immaginata della Natura attraverso forme di vita diverse dall’Uomo, che appare di rado in questo racconto, non più nella sua versione antropocentrica di osservatore e dominatore, ma di osservato. In ogni caso l’Uomo il punto di vista della Natura non lo conosce, bisogna perciò che si affidi al sogno.

 

– Sottratto l’uomo dalla sua presunta quanto inconsistente autosufficienza, stanno venendo alla luce le profonde interazioni con l’ambiente. La crisi dell’autoreferenzialità antropocentrica è proceduta con l’affermarsi di nuove istanze più complessamente ecocentriche. – Franco Brevini

 

 

Chi è in scena > due Turritopsis Dohrnii o meduse immortali in grado di trasformare le proprie cellule da uno stato maturo fino a tornare all’immaturità, in altre parole non muoiono mai. Hanno ormai padroneggiato la questione evolutiva e nella nostra storia hanno più di 500 milioni di anni dalla loro comparsa sul pianeta. Jelly A è stanca del continuo ciclo metamorfico e sogna di evolversi in altra forma; Jelly B vive l’onnipotenza dell’immortalità e la supremazia della specie. Da sempre affrontano i medesimi discorsi dai sapori beckettiani, finchè qualcosa modifica il loro assetto, una strana onda nera le porta molto vicino ad una fine inaspettata e che credevano improbabile.

 

 

– L’esperimento dell’umanità, vecchio di diecimila anni, di adottare un modo di vita alle spese della natura, sta fallendo. Una nuova visione del mondo basata sull’ecosfera planetaria ci indica la via.  – Carta Mondiale per la Natura

 

 

Il processo > Umanità libro I parla al pubblico sotto forma di collage di parole, video, musiche, opere di video arte. Il racconto non è lineare: prevede l’intersezione di scene di vita reale, personaggi magico-realisti, paesaggi psicologici, interviste video vox populi di uomini contemporanei. Utilizziamo testi esistenti ed originali con un’enfasi sulla componente emotiva ed evocativa. La nostra drammaturgia nasce da improvvisazioni, scrittura scenica, e composizioni fisiche. Ci ispiriamo alla sintesi di Beckett, alla pittura di A. Kiefer, al Realismo Magico, al linguaggio tecnico-scientifico.

 

– La sopravvivenza del mondo dipende dalla wildness. Il selvaggio sta dentro di noi, è un sogno che ci portiamo dentro. – Thoureau

 

Un ringraziamento particolare a: Otto London, Mondo Yoga, Scuola Paolo Grassi, ATIR Ringhiera, Greepeace, Filippo Agnello, Ivan Casagrande Conti, Ferdinando Boero, Stefano Piraino, Federica Fabiani, Michele Di Giacomo, Allison DeLauer.

 

www.silviagirardi.com