DI CHE
FAMIGLIA SEI?

Extra_evento

A seguire breve incontro con Famiglie Arcobaleno Milano e Chiara Reali de “Le cose cambiano”.
Per i più piccoli, laboratorio sul tema “Di che famiglia sei” con disegni e merenda.  

 

LA BIGLIETTERIA ONLINE NON E’ ATTIVA

Biglietto unico: € 8.00

 

di e con Silvia Elena Montagnini
da un’idea di Silvia Elena Montagnini e Milena Paulon
disegno luci Simona Gallo
foto di scena Francesca Savini

produzione Officine Papage
in collaborazione con Associazione Famiglie Arcobaleno

 

La storia.
Una donna inizia a raccontare di un muro. Un muro che aveva diviso la città.
O meglio aveva diviso la città dividendo le famiglie di quella città: da una parte quelle formate da un uomo e una donna sposati con figli e dall’altra tutte le altre.

Per fortuna adesso ci sono le porte nel muro. E si può passare.

Ma cos’è successo una manciata di anni fa?
Quando il muro è stato innalzato e ci hanno divisi?
Chi ha risolto la situazione e come?

Martina è figlia di due donne e sta da una parte del muro.
Piero è figlio unico di una coppia eterosessuale e sta dall’altra parte del muro.
Due bambini, eroi inconsapevoli, con la loro curiosità, la loro voglia di conoscersi, superano il muro e mettono in atto una piccola rivoluzione.

Cosa sono i muri?
I muri sono divisioni. Per le case sono protezioni. Un muro protegge chi ha paura di una minaccia esterna, di qualcosa che non si conosce e che potrebbe ferire. Un muro divide me da te. Oppure noi da voi. Oppure noi da loro. Loro, ancora più lontani di voi. Il muro è un astuccio alzato durante un compito in classe. Un muro è qualcuno che non ti parla e si gira di spalle. Un muro è una porta chiusa.

Un muro è un genitore, un parente che ti preclude la possibilità di esplorare liberamente persone o situazioni, di conoscere, di usare la tua curiosità per sperimentare, dandoti prima i mezzi per proteggerti nel caso di pericolo, ma lasciandoti libero.

Ma… Ogni eroe in ogni storia supera un muro. Le fiabe classiche sono piene di muri reali che costringono l’eroe o l’eroina in torri e castelli, o muri mentali (es Cenerentola che non si emancipa). Tutto ciò serve per andare verso la libertà e l’età adulta.

Ma non solo: i cartoni animati hanno iniziato, negli ultimi anni, ad affrontare il tema della diversità delle famiglie, basti pensare alla strana famiglia dell’”Era Glaciale”, che non si sceglie ma che è costretta alla convivenza, eppure poi si sceglierà dopo avere condiviso la strada, nonostante le profonde differenze.

In questa storia sono i bambini a trovare una soluzione e un punto di incontro, ma non lo fanno con un senso dell’epica, lo fanno semplicemente perché si scoprono e si affezionano.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’ODISSEA RACCONTATA

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LA BIGLIETTERIA ONLINE NON E’ ATTIVA: 
GLI SPETTACOLI SONO TUTTI ESAURITI

Biglietto unico: € 7.00

Dice Carlo:

“Vi spiego come ho lavorato su questa Odissea.
Non ci sono state prove in privato. Ogni volta che provavo di fronte a me sedevano e ragazzi a cui tenevo un laboratorio teatrale: “l’Odissea raccontata e giocata”.
Raccontavo per un po’, poi le parole lasciavano spazio all’azione e insieme ai ragazzi si salpava alla volta di Itaca, ognuno con una piccola barca bianca “…la nave di Ulisse guidava la flotta diretta verso Itaca…” e via!
Una nave a dettare la rotta e le altre dietro a seguirla per un immenso immaginario mare che solcavamo prima di arrivare a Ismaro, città dei ciconi. Ma come è fatta Ismaro? Omero non ce la descrive e allora erano i ragazzi a inventarla a volte con palazzi di diamanti, pozzi d’oro e fiumi di cioccolato, altre volte città di fango e sassi.
E così procedeva il racconto, con la nostra fantasia a contaminare il testo (in totale libertà perché quando si parla di giganti, sirene e morti di solito non si hanno molte certezze).
Ognuno ha detto la sua: da Giovanni che ha sei anni ad Alberto che ne ha tredici. E le nuove parole e le nuove immagini si sono mischiate a quelle di Omero in un continuo gioco di sovrapposizione in cui alle volte il nostro racconto combacia con il suo mentre altre volte scorre a lato, senza tradirlo.

Così è nato il testo che racconto accompagnato dai bellissimi disegni di Pietro, Nicola, Carletto, Elena, Gloria, Cristiano, Mimmo…”

Testo, regia e interpretazione di Carlo Ottolini
Disegni di tantissimi bambini e ragazzi
Lavoro sulle immagini di Mirto Baliani
Progetto luci di Andrea Violato
Scena e costume realizzati dal corso di costume teatrale dell’Accademia di Brera di Milano
Elsinor produzione

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