LA NOTTE POCO PRIMA DELLE FORESTE

la serata incomincia con Volare via dal mondo

 

Notte. Pioggia incessante. Un personaggio senza nome attacca bottone a un passante, con la scusa di cercare da accendere. È l’inizio di questo lungo monologo famoso per essere scritto senza un punto, un impetuoso fiume di parole che parlano d’amore, di fantasie e desideri, di incontri notturni, di stranieri e di specchi, di puttane e leggende, del progetto di una città che non conosca divisioni, dove i lavoratori che non si conoscono possano fermarsi tutti insieme in un giorno come gli altri per sedersi sull’erba e parlare.

Alla voce stanno le parole da dire, al suono la creazione di un flusso narrativo, in quello che è più di un reading e meno di una messa in scena. Ci sono solo due persone: una parla a microfono, l’altra produce suoni. Dal loro gioco nasce qualcosa che va semplicemente ascoltato.

Effetto Larsen nasce nel 2007 a Milano ad opera di Matteo Lanfranchi, attore diplomato presso la Scuola paolo Grassi di Milano, allo scopo di promuovere progetti di ricerca sui linguaggi performativi, in particolare il teatro in tutte le sue forme. Primo spettacolo è Dukkha – azione privata, pezzo per attore solo. Nel giugno 2007 realizza D:VERSO. Nel 2008 crea per il Festiva Danae di Milano TUO/OUT, intervento performativo urbano presentato sulla banchina del tram davanti al Teatro Litta. Sempre nel 2008 realizza Lo sguardo di Amleto, secondo premio al Festival Internazionale di Regia. Nel 2009 vince la Biennale Giovani artisti d’Europa e del Mediterraneo – Skopje 2009 con la performance Aggregazione, seconda parte del progetto Dukkha. Nel 2010 sviluppa la terza e ultima parte del progetto Dukkha, Elogio del disagio – ovvero il fallimento dell’azione, e la performance urbana di massa STORMO, entrambi prodotti dal Danae festival di Milano. Nel 2011 vince il Premio di Scrittura di Scena Lia Lapini con Innerscapes.

Roberto Rettura: Sound Producer, vice a Bologna, classe 1974. Come musicista partecipa con il gruppo Frida Frenner alla colonna sonora di Jack Frusciante è uscito dal gruppo e lavora nel film come consulente musicale. Laureato al DAMS-Musica con una tesi sul sonoro cinematografico-multicanale, collabora dal 2000 come tecnico e consulente del suono con studi di produzione audiovisivi e sonori, compagnie teatrali, etichette musicali, offrendo servizi e consulenze sul suono in tutte le sue forme. Negli ultimi anni ha focalizzato la sua attività nel Teatro contemporaneo e nella Musica. Nel 2004 ha fondato, insieme a Marco Valerio Amico e Rhuena Bracci, la compagnia Gruppo Nanou di Ravenna, con all’attivo diversi lavori presentati sia in Italia che all’estero. Nel 2010 ha creato a Bologna Lo Studio Spaziale, studio di registrazione audio dove offre servizi di sound engineering a etichette di produzioni musicali indipendenti e consulenze per pre-produzioni artistiche.

 

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VOLARE VIA DAL MONDO

con Floor Robert, Giacomo Bogani, Andrea Falcone

EXTRA EVENTO con aperitivo: si svolgerà presso la terrazza di Isolacasateatro (via Jacopo Dal Verme 16 – quartiere Isola Milano), con la collaborazione di Isolacasateatro

V o l a r e v i a d a l m o n d o è un atto d’evasione condotto a partire dagli spazi che viviamo, che sovrappone alla realtà che conosciamo, fatta di pietre e parole, il volo delle leggende dell’aviazione. Se anche i nostri piedi non riusciranno a staccarsi da terra, forse le nostre teste lo potranno fare.

Un’alternativa impossibile è pur sempre un’alternativa. E poi, è davvero impossibile? È quello che vedremo. Come scrisse Bacone, impossibile è una parola che si usa solo per difetto d’immaginazione.

In caso di maltempo le serate verranno ospitate all’interno di Isolacasateatro

 

TALITA KUM

la serata continua con ORLANDO-ORLANDO

 

Immaginato e creato da Marco Ferro e Valeria Sacco
con Valeria Sacco
Disegno luci: Andrea Narese
Disegno del suono: Stefano De Ponti
Musiche originali: Luca Mauceri, Stefano De Ponti, Eleonora Pellegrini
Consulenza tecnica: Sergio Bernasani
Una Produzione Riserva Canini Teatro
Con il sostegno di Festival Immagini dell’Interno di Pinerolo (TO), Festival Giardino delle Esperidi (LC), Rete Teatrale Aretina (AR) Teatro Gioco Vita (PC), e di Théâtre Gérard Philipe de Frouard – Scène conventionnée pour les arts de la marionnette et les formes animées (Nancy – France)

In scena un’attrice sola, con una marionetta a taglia umana da lei stessa animata. Ma la marionetta abbandonata fra le braccia del marionettista ad un tratto si sveglia, e scopriamo essere una creatura umana, che respira, guarda, vive. Eppure l’interprete è solo una, allora lo spettatore comincia a perdersi e poi lentamente a comprendere che non solo quel che credeva marionetta è vivo, ma che quel che credeva vivo è in realtà animato. E, seguendo la storia, in questo suo interrogarsi sulla vera natura dei due protagonisti , si trova a mettere in discussione il concetto stesso di vita.

TalitaKum nasce da una visione, complessa e insieme lineare, come lo sono certi sogni del pomeriggio. E’ uno spettacolo che non ha parole, ma una storia c’è. E noi le abbiamo dato vita seguendo la rotta di un viaggio che molto assomiglia a una febbre, a un mancamento, a uno di quei momenti in cui le energie si esauriscono e si confondono dentro i nostri incomprensibili confini.

Riserva Canini nasce nel 2004 e ha sede operativa 
tra Firenze e Milano. La direzione artistica è affidata 
a Marco Ferro e a Valeria Sacco, che ne sono anche i fondatori. 
Ogni singolo progetto tuttavia coinvolge di volta in volta 
artisti e tecnici di varia natura. La compagnia ha finora collaborato per le diverse produzioni 
con strutture quali il Teatro Metastasio di Prato,Il Teatro Comunale di Castiglionfiorentino, Scarlattine Teatro di Lecco,
Il Festival Immagini dell’Interno di Pinerolo, Il Teatro Comunale di Pieve
S. Stefano, Il Teatro Giocovita di Piacenza, Il Pim Spazio Scenico, il Teatro
Laboratorio Mangiafuoco, l’Outis e il CRT di MIlano.
Nella lirica con AsLiCo per le produzioni di Rigoletto e
Hansel e Gretel e con il Festival della Val d’Itria per il Gianni 
di Parigi.
 Riserva Canini ha avuto collaborazioni e residenze all’estero con il Théatre Gerard Philipe di Frouard (Nancy),
L’Istituto Internazionale della Marionetta di Charleville Mezieres e
il Centre School of Speech and Drama di Londra.

 

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HAPPY MEALS
Azione gastro-performativa

Ore 20:00

Aperitivo Prêt-à-PORTER a cura di Cuochivolanti (Torino)
prenotazione consigliata
€ 5,00

 

Ore 21:00
Happy Meals – Azione gastroperformativa con Cuochivolanti (Torino)
€ 10,00 biglietto intero
€ 7,50 biglietto ridotto

di e con Davide Barbato e Chiara Cardea

sound design  Enrico Ascoli
allestimento Marco Gennaro e Jacopo Valsania
disegno luci Davide Marcone
regia Davide Barbato
organizzazione Offrome
produzione Cuochivolanti e Associazione CuochiLab
progetto realizzato con il contributo della Città di Torino, della Provincia di Torino, con il sostegno di Sistema Teatro Torino e Provincia con la collaborazione produttiva e il sostegno di: Associazione Teatro Baretti / Studio Marco Gennaro Architetto / Alain Battiloro fotografo /  Enrico Ascoli /Giulio Pedretti / Luigi Ceccon fotografo.
Immagine 
Alain Battiloro

 

Lo spettacolo ha debuttato in prima nazionale presso il Teatro Astra di Torino il 9 giugno 2012, nell’ambito del XVII Festival delle Colline Torinesi.

 

Happy Meals cita il celebre menù per bambini dell’innominabile colosso del fast-food, che forse per primo, insieme all’altrettanto celebre bibita gasata dalla ricetta segreta, ha sostituito negli stomaci delle persone il termine “fame” con il termine “felicità”, scoprendo un nuovo, inaspettato e insaziabile appetito per i nostri ipernutriti apparati digerenti. Ma cita anche i Giorni felici beckettiani, l’insensata abbuffata di parole (di cibo) che ci salva dal deserto insensato dell’esistenza: “c’è così poco che si possa dire (mangiare), che si dice (mangia) tutto, tutto quello che c’è”.

Mangiare è un atto ricreativo, per quasi tutti noi. Una piccola festa privata. E’ un intervallo dal quale ci aspettiamo di ritrovare una parte di noi stessi. Per tutto il resto (nutrimento, energie, vitamine, proteine) ci sono gli integratori. E il caffè, naturalmente.

Con questo spettacolo saliamo sul palco a parlare di cibo: lo facciamo grazie a Chiara che fa l’attrice, e presta il suo corpo e la sua voce ad un singolare esperimento di nutrizione emotiva, esponendo al pubblico i suoi pasti. Lo facciamo grazie ai Cuochivolanti, che fanno i cuochi e facendo mangiare le persone hanno visto più drammi, tragedie, commedie e farse di un drammaturgo. Con i preziosi meccanismi sonori di Enrico Ascoli facciamo parlare anche loro, i cibi, cercando di intuire il linguaggio riposto e misterioso, casomai riuscissimo a carpire un messaggio importante. E poi ci siete voi. I commensali. Magari vi andrà di dirci la vostra. L’opinione del vostro stomaco.

Buon appetito.

 

I Cuochivolanti nascono da un’idea di Davide Barbato, Roberta Cavallo e Patrizia Capuzzi. Dal 2009 è continuativa la collaborazione con Chiara Cardea, attrice. Le attività sono molteplici e vanno dal catering e dalla cucina a domicilio alla realizzazione di eventi, spettacoli e performances. Produzioni della compagnia: Kitchen Kabarett (2007); Cooking Time (2009); Tempesta di pasta (2009); L’ultima cena di Leonardo (2010); Cucinasonora (2010-2011); Anima in bocca (2012) e, con l’Ass. CuochiLab, Happy Meals (2012), progetto vincitore del bando STT – Sistema Teatro Torino.

Dal 2010 i Cuochivolanti curano il progetto Play with Food – La scena del cibo, primo festival di arti visive e performative interamente dedicato al cibo. Nell’ambito del festival, Cuochivolanti ha coprodotto nuove creazioni visive e performative di artisti provenienti da Torino e da tutta Italia. Sono attualmente in corso i lavori per la quarta edizione del festival (20-24 marzo 2013), il cui programma è costruito tramite quattro bandi d’idee tuttora in corso.

 

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SALOME’ HA PERSO IL LUME

la serata incomincia con Ingoia e fai finta di niente

 

Uno spettacolo di e con: Costanza Givone
Scenografia e disegno luci: Samuele Mariotti
Assistente alla regia e designer: João Vladimiro
Foto: Luís Martins

Una giovane donna s’incontra con se stessa,  in uno spazio che non è dentro né fuori: lo scheletro di una stanza. Un antico gioco di scacchi le rivela la storia di una principessa dalle forme perfette di nome Salomè. Cade una testa. Non si può tornare indietro. La testa guarda immobile la ragazza, per l’eternità. Fuggire è impossibile. Si appartengono l’un l’altra, non resta loro che vivere, in un mondo grottesco, dove la realtà è follia, e solo in sogno si trova pace.

Uno spettacolo ispirato alla storia di Salomè sulla perdita di sé. La mente naufraga, le luci che ci guidano si spengono, il pavimento si sgretola sotto i nostri piedi in uno spettacolo dove danza, teatro e arti plastiche s’incontrano.

Un gioco di scacchi ci racconta la vita di Salomè, una testa di creta, che si trasforma tra le mani dell’attrice, ci rivela il suo mondo interiore.

 

M’interessa l’incontro tra le arti, nel lavoro come nella formazione navigo attraverso i confini che delimitano le diverse discipline artistiche. Persone marcanti nella mia formazione artistica sono il regista N.Karpov (biomeccanica teatrale), i danzatori e coreografi Virgilio Sieni, Simona Bucci, Sofia Neuparth, Ainhoa Vidal, Peter Michael Dietz, Vera Mantero, i danzatori della compagnia di teatro di figura Derevo, Thanya Kabarova e Alexej Merkushev, l’attrice Gey Pin Ang (Grotowsky centre), la cantante e ricercatrice vocale Gabriella Bartolomei. Inoltre ritengo fondamentale per la mia crescita il lavoro da interprete e co-creatrice con la compagnia Zaches Teatro in italia e con le coreografe Madalena Victorino e Aldara Bizarro in Portogallo. (Costanza Givone)

 

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INGOIA E FAI FINTA DI NIENTE

la serata continua con Salomè ha perso il lume

 

Drammaturgia di Anna Schirru.
Regia di Anna Schirru.
Con Maria Gorini e Caterina Sciariada.

 

Due sorelle vivono la loro distopia quotidiana.

Distorcono Tempo e Spazio naturali per creare un microcosmo che è solo loro, regolato da un decalogo che scandisce le loro vite e che hanno ereditato, così come si eredita il colore degli occhi.

Per mantenere questo equilibrio usano la sola strategia che conoscono: il gioco, unico momento di autenticità. Un gioco da bambini che diventa occasione per dare libero sfogo a pulsioni adulte, violente e torbide, pulsioni altrimenti costantemente taciute. Se si vuole sopravvivere non si può far altro che tacere: ingoiare e fare finta di niente.

Abbiamo creato un equilibrio surreale e perverso ma perfetto.

 

La compagnia Gorsciaskji nasce nel novembre del 2011 per volontà di tre giovani attrici: Anna Schirru, Maria Gorini, Caterina Sciariada. Le tre ragazze, una di Milano, una di Roma e l’altra di Cagliari si sono incontrate al corso propedeutico di recitazione della scuola d’arte drammatica Paolo Grassi e hanno scelto come base per la compagnia Milano. Con una visione del teatro e un gusto estetico affini hanno intrapreso un percorso durante il quale si è delineata la fisionomia della compagnia. Ingoia e fai finta di niente è il loro primo lavoro.

 

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TRICHER 3_ non dire falsa testimonianza

la serata incomincia con Visual Bluff

 

Coordinamento e regia Marco Ivaldi, Marco Monfredini e
Francesca Tortora
Con Chiara Cardea, Roberta Maraini, Silvia Mercuriati,
Salvo Montalto, Elena Pisu
Direzione tecnica Andrea Sancio Sangiorgi
Distribuzione, organizzazione e ufficio stampa OffRome
Foto di scena Alessandro Bosio
Immagine di locandina: Marco Monfredini
Riprese e montaggio video Giulia Gobbi e Francesco Dinolfo

il progetto TRICHER e’ stato selezionato per il NAPOLI FRINGE FESTIVAL 2013

 

Voglio fare un sondaggio.
Voglio sapere la verità.
Voglio trovare la domanda giusta per avere la risposta che non mi aspetto.

Voglio smetterla di mentire.

Voglio essere una testimone oculare.

Voglio dare la mia testimonianza.

La nostra domanda di partenza è sempre la stessa: “Che differenza c’è tra non dire la verità e mentire?”
In questo terzo capitolo proveremo a rispondere concentrando la nostra analisi sull’apporto che le “Testimonianze” possono dare alla ricerca della _ non menzogna_ .

 

MO.Lem continua ad approfondire i temi affrontati nei capitoli precedenti aggiornandoli sulla base dei continui cambiamenti reali della società e della politica. Lo spettacolo cambia a seconda del periodo della sua messa in scena, è un continuo work in progress che permette alle compagnie di lavorare costantemente insieme al progetto. Lo spettacolo è pensato e strutturato per essere allestito anche (e soprattutto!) in luoghi non convenzionali, che permettano un rapporto col pubblico più diretto, in modo da riprodurre un’ideale “agorà”. “[…] Un work in progress dove cinque attori si cimentano con tematiche sociali e di attualità, rappresentando e smontando le fiabe più care dei nostri ricordi. […] Crisi economica, precarietà e la chimera di un lavoro fisso sono pronti a entrare nel vivo della rappresentazione e a creare un’atmosfera surreale quanto mai realistica. […]”. Stefano Rogliatti – Quotidiano Piemontese, 13/04/2012

 

Il collettivo MO.Lem (Movimento Libere Espressioni Metropolitane) nasce nel luglio 2009 ed è formato dalle compagnie teatrali torinesi Anticamera Teatro, Chi per Es Teatro, Ivaldi|Mercuriati e Chiara Cardea a cui si aggiunge nel 2012 Grimaco Movimentiumani. 

Il collettivo ha l’obiettivo di unire differenti esperienze teatrali per la realizzazione e l’organizzazione di progetti legati alla contemporaneità.

 

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VISUAL BLUFF

la serata continua con Mo.Lem (Movimento Libere Espressioni Metropolitane)

 

Con Beatrice Cevolani, Hendry Proni e Delia Trice

Se sei alla cassa del supermercato ti aspetti che la cassiera sia onesta. Eppure il carrello è pieno di confezioni sulle quali stanno foto di un prodotto perfetto che dentro le scatole non troverai. E lo sai.

Se sei ad un tavolo da poker pensi che bluffare sia lecito.

Se vai a teatro pensi di sederti ad ascoltare e guardare gente che mette in atto una finzione.

Se invece vai a vedere un Panda Bluff? Non lo sai. Perché prima sarai un fruitore, poi uno spettatore, poi un attore,

poi un partecipante, poi qualcosa che ancora non ha un nome perché è pura avanguardia, o un bluff. Non te lo diremo, ma se non provi non lo saprai mai.

Pensavamo a uno spettacolo, è nato un format: nei Panda Bluff prendiamo un argomento, lo sezioniamo, shakeriamo un po’ le convenzioni del teatro e le convinzioni del pubblico per cercare di dimostrare che mettere in atto delle

finzioni dichiarate, in alcuni casi, è l’unico modo per essere veri.

 

Panda Project sono Hendry Proni, Beatrice Cevolani e Delia Trice. Tre attori di diversa formazione (accademica, performativa, teatro di gruppo) lavorano nei teatri, nei festival, nelle piazze da anni, con vari gruppi/compagnie (Koiné, ALDES- Roberto Castello, Teatro Due Mondi), collaborano e hanno collaborato con chiunque desse loro lustro, spazio o denaro. Ora hanno deciso di stare un po’ assieme. E’ nato Panda Project e a seguire “Cuore di Panda” “Forse abbiamo pensato che eravamo grandi abbastanza. O forse che eravamo le persone giuste. Non sappiamo precisamente quando sia stato concepito, questo progetto, però siamo certi che sia stato un bel momento. Non l’abbiamo cercato, è vero, ma non glielo diremo mai.”

 

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GMGS_What the hell is happiness

Questo appuntamento è preceduto da
 THE CITY OF HAPPINES.Milano Tappa specifica per l’Isola 
di Codice Ivan

Ore 21.00 (a ZONA K)
CODICE IVAN
(Firenze)
GMGS_What  the hell is happiness

creazione collettiva Codice Ivan
scene Codice Ivan
musica originale Private Culture
produzione Codice Ivan
coproduzione Centrale Fies
in collaborazione con  Fondazione del Teatro Stabile di Torino/Prospettiva
con il sostegno di FAF (Firenze), Contemporanea Festival/Teatro Metastasio Stabile della Toscana
residenze creative Centrale Fies (Dro), Pim Off (Milano), FAF (Firenze), Spazio K Kinkaleri (Prato)
Codice Ivan ringrazia nEXt Emerson (Firenze), Private Culture, Simona Bonacina

Codice Ivan fa parte del progetto Fies Factory

 

C’è un unico errore innato, ed è quello di credere che noi esistiamo per essere felici. (A. Schopenhauer)

Il progetto GIVE ME MONEY, GIVE ME SEX_What the hell is happiness? (GMGS), nasce dal bisogno di confrontarsi con un concetto, un motore del fare quotidiano e con la sua spesso ossessiva ricerca: la felicità. Ognuno è portato a lottare per raggiungerla senza però capire né dove né come andare. L’unica certezza è l’(auto)cacciata da un mondo perfetto, e la consapevolezza della quotidiana difficoltà di scelta. E allora ci chiediamo: come dobbiamo vivere?

Codice Ivan nasce nel 2008 dall’incontro di Anna Destefanis, Leonardo Mazzi e Benno Steinegger. Da subito il lavoro del gruppo si orienta principalmente verso le arti performative/teatrali ma avviando anche un percorso di ricerca rivolto all’utilizzo di formati diversi. Nel 2009 riceve il Premio Scenario con Pink, Me & The Roses e nel 2011 il TransartPrize, con il progetto SCORE. 
Dal 2009 Codice Ivan fa parte di Fies Factory, un progetto di Centrale Fies.

 

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AD2012.
Progetto Nil admirari

la serata incomincia con LOLA POLIO. Poemetto borderline

 

con Floor Robert, Giacomo Bogani, Andrea Falcone, Francesco Michele Laterza
testi Andrea Falcone
progetto musicale Giacomo Bogani
disegno luci e tecnica Giulia Broggi
consulenza stilistica Maria Sole Vannetti
produzione inQuanto teatro
co-produzione Operaestate Festival Veneto
in collaborazione con Kinkaleri, La Piccionaia
nil admirari | menzione della giuria Premio Scenario 2011

Nil admirari è un percorso di ricerca avviato all’inizio del 2011. Il progetto, presentato alla Finale del Premio Scenario, è stato premiato con la Menzione Speciale della Giuria. «Per l’arguzia di un gioco scenico che coinvolge il pubblico con intelligenza e ironia e per la creazione di un linguaggio originale che inventa un mondo parallelo popolato di oggetti e governato dall’accumulo e dal non senso».

AD 2012 è un lavoro sul tempo, costruito su discrepanze e analogie tra gesti e discorsi vecchi e nuovi. È un lavoro contro il tempo. Rispettiamo ogni versione dei fatti basata su un prima, un adesso e un dopo, ma non è ciò che ci interessa. Cerchiamo una presa di coscienza: dove siamo?

AD 2012 è un lavoro fuori dal tempo, che avvicina personaggi da Sacra Rappresentazione e passaggi di recitar cantando a scene effimere e paesaggi artificiali, a oggetti di tutti giorni che non riusciamo a trovar normali. Nella contraddizione, nell’errore, è là che ci troviamo. Questo è un ritratto umano, forse quello di una generazione, più sicuramente quello di un genere di persone: romantici, si potrebbe dire. Innamorati dell’altrove e dell’altrimenti. Il tempo è passato, ci dicono, ma non è vero: il tempo rimane, siamo noi che ce ne andiamo.

inQuanto teatro è un collettivo artistico che nasce nel 2010 con sede a Firenze, nel quale operano Andrea Falcone, Floor Robert e Giacomo Bogani. Parte di una rete di legami e unioni più ampia, estesa nello spazio e nel tempo, inQuanto teatro collabora o ha collaborato con Giulia Broggi (performance, grafica, video editing), Matteo Balbo (performance, grafica), Susanna Stigler (fotografia), Duccio Mauro (fotografia), Maria Sole Vannetti (costumi) e Francesco Michele Laterza (performance). Attualmente, inQuanto teatro è parte di Officina Teatro, un progetto di Operaestate Festival Veneto per le giovani compagnie, e riceve il sostegno di Kinkaleri e La Piccionaia – I Carrara, Teatro Stabile d’Innovazione di Vicenza. inQuanto teatro è una rete di connessioni tese e intese nel campo artistico; un lavoro a maglia a molte mani, che riutilizza trame e brandelli di un altro tempo per intrecciare il testo di domani.

 

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