EGYPT – UNDERGROUD REVOLUTION

Focus_Rivoluzionari

 

dal 7 al 13 maggio la mostra è visitabile previa prenotazione telefonica
dal 14 al 21 maggio la mostra è aperta dalle 10 alle 19.00 (chiusa dom, lun pomeriggio)

Un racconto per immagini del movimento underground e hip hop che ha cominciato a denunciare l’ingiustizia del regime di Mubarak molto prima della rivoluzione del 2011.
Gli eventi di Tahrir Square sono stati la conclusione di un lungo processo sociale in cui anche la band di rapper locali ha giocato un ruolo importante. La cultura araba underground che ha dato inizio alla protesta ha trovato la sua strada senza imitare il movimento americano, mantenendo radici ben salde nella cultura egiziana, mischiando suoni e tradizioni. Il movimento underground diventa espressione di libertà personale, nella quale  la vera rivoluzione non è solo politica, ma soprattutto sociale e culturale: una generazione che per la prima volta rompe le regole della tradizione verso un vero cambiamento.

Dedicato a questi ragazzi che, con il ritorno dei militari al potere, sono stati derubati della loro rivoluzione; per ricordare solo loro possono gettare i semi delle prossime rivoluzioni.

 

Gianmarco Maraviglia, nato a Milano nel 1974, ha mostrato interesse per il giornalismo fotografico fin da piccolo. Diplomato in fotografia all’Istituto Europeo di Design (IED), lavora soprattutto su progetti di ampio respiro, su temi impegnati, multiculturali e sociali. I suoi lavori sono stati pubblicati da Die Ziet, Washington Post, D La Repubblica, Sette Corriere della Sera, Panorama, Io Donna, Aftenposten, Vanity Fair, Gioia, Svenska Dagbladet, Brigitte, Marie Claire, Woz, Emaho. E’ fondatore e coordinatore del progetto Echo Photo Journalism, che riunisce un gruppo di giovani fotografi impegnati.

La mostra è curata da Emanuela Mirabelli, Photoeditor di Marie Claire.

FOCUS RIVOLUZIONARI

Un focus dedicato all’impegno civile di piccole e grandi rivoluzioni sociali, a chi in passato e oggi ha creduto o crede che si possano ancora cambiare radicalmente le cose.  Al contempo un focus che guarda ad esperimenti nei linguaggi artistici che possano contenere elementi rivoluzionari.

  • Una mostra fotografica che racconta il movimento underground sfociato nella primavera araba del 2011.
  • Un incontro-concerto con i suo testimoni diretti.
  • Una rassegna di due giovani compagnie che, nelle mille difficoltà di questo paese, fanno fatica ad emergere, ma con tenace volontà fanno la loro rivoluzione proseguendo ad investire energie ed economie nel loro fare arte.

 

Con Gianmarco Maraviglia/Echo Photo Journalism, WOODSTOCK TEATROCOMPAGNIA STRADEVARIE

 

BANDITE

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Fin da bambine ci viene insegnata l’obbedienza come un valore che ci consentirà di vivere in armonia con il sistema sociale che ci circonda. Ci viene detto di avere pazienza, di sopportare.

C’è chi questo non lo accetta, perché insofferente, temeraria, precorritrice dei tempi. C’è chi, per scelta o per mancanza di scelta, decide di cambiare tutto subito riguardo alla propria vita e, inevitabilmente, a quella degli altri. Oltrepassa i limiti stabiliti dalla legge, dal buonsenso comune, dalle norme sociali. Diventa bandita. È questa zona franca che abbiamo voluto indagare. E siamo partite da storie ambientate in diverse parti del mondo. Uno spettacolo che è anche un laboratorio delle idee, in cui ognuno  può costruire un pezzo di una storia collettiva non ancora scritto, non ancora disegnato. Una traccia.

di e con Soledad Nicolazzi; collaborazione drammaturgica Dalia Padoa; oggetti di scena e costumi Elena Carozzi; consulenza artistica  Gigi Gherzi e Laura Sferch; sostegno alla produzione Campsirago Residenza

Stradevarie è una compagnia teatrale indipendente nata nel ’99 che attualmente lavora all’interno del progetto “Campsirago Residenza”. Gli spettacoli sono il punto d’approdo di un percorso di ricerca, una riscrittura del presente con le sue storie fragili, ironiche e surreali. A piazza delle Erbe! ha ricevuto la “Menzione speciale Premio Ustica per il teatro ’07”; Ciclonica, ha vinto il Premio Pancirolli ’03. La compagnia ha anche un percorso rivolto all’infanzia: nel 2012 ha avuto il sostegno alla produzione di Small Size- Big  citizens per lo spettacolo Carta Canta.

Egypt Underground Revolution
mostra fotografica

Focus_Rivoluzionari

Un racconto per immagini del movimento underground e hip hop che ha cominciato a denunciare l’ingiustizia del regime di Mubarak molto prima della rivoluzione del 2011.
Gli eventi di Tahrir Square sono stati la conclusione di un lungo processo sociale in cui anche la band di rapper locali ha giocato un ruolo importante.

La cultura araba underground che ha dato inizio alla protesta ha trovato la sua strada senza imitare il movimento americano, mantenendo radici ben salde nella cultura egiziana, mischiando suoni e tradizioni.
Il movimento underground diventa espressione di libertà personale, nella quale  la vera rivoluzione non è solo politica, ma soprattutto sociale e culturale: una generazione che per la prima volta rompe le regole della tradizione verso un vero cambiamento.

Dedicato a questi ragazzi che, con il ritorno dei militari al potere, sono stati derubati della loro rivoluzione; per ricordare solo loro possono gettare i semi delle prossime rivoluzioni.

FOCUS
RIVOLUZIONARI

Un focus dedicato all’impegno civile di piccole e grandi rivoluzioni sociali, a chi in passato e oggi ha creduto o crede che si possano ancora cambiare radicalmente le cose.
Al contempo un focus che guarda ad esperimenti nei linguaggi del teatro, della danza, del video e della contaminazione tra le discipline che possano contenere elementi rivoluzionari.

E’ un focus che dà spazio a compagnie giovanissime che, nelle mille difficoltà del non-mercato di questo paese, fanno fatica ad emergere ma che, con tenace volontà, fanno la loro rivoluzione proseguendo ad investire energie ed economie nel loro fare arte.