PER FAVORE, NON FACCIAMO GLI EROI!

Extra_evento

All’interno del festival ISOLA KULT

“Ti senti una persona civile? Allora partecipa al nostro percorso performativo per diventare  Eroe Metropolitano 2016″
a cura dei partecipanti al PerformingLab di ZONA K coordinamento artistico – Renzo Francabandera e Michela Mastroianni.

 

CHI PUO’ PARTECIPARE ALL’ISTALLAZIONE?

Cittadine e cittadini che giorno dopo giorno si ostinano a realizzare piccole grandi azioni di civiltà nella loro pratica di vita, lavoro e ozio.

Attribuiremo, ai migliori, lo status che compete loro.

Gli aspiranti eroi metropolitani dovranno inviare la propria candidatura agli indirizzi mail sotto riportati o tramite la pagina Facebook “Premio Eroe Metropolitano”. I candidati, verranno selezionati durante il percorso, e daranno dimostrazione delle proprie capacità e caratteristiche eroiche al cospetto di una giuria di pari.

Sono candidabili eroi individuali o in gruppo.

Partecipazione gratuita. Prenotazione obbligatoria.
Durata 40-50 minuti.
Ingressi su prenotazione ogni inizio d’ora dalle 11,00 alle 19,00.

A fine serata festa eroica con tutti i partecipanti e nomina del vincitore.
Dress code per l’occasione: mutande eroiche su pantalone e mantello!

Per informazioni e regolamento:
nonfacciamoglieroi@gmail.com
organizzazione@zonak.it

PaginaFacebook

PER FAVORE, NON FACCIAMO GLI EROI

Laboratorio-Studio per la creazione di azioni performative sui temi del mito, della favola contemporanea e della leggenda metropolitana con restituzione finale alla città.

«Ogni uomo porta in se stesso una camera»: l’incipit del primo dei Quaderni in ottavo di Kafka, potrebbe ben spiegare il senso di claustrofobia ma anche di autoreclusione che il nostro  tempo sta inducendo, amplificando il paradosso della coesistenza fra iperconnessione e isolamento.

Mentre si muove in spazi apertissimi, nuovi quartieri nelle metropoli, la nostra mente, attraverso corridoi, porte, quinte, stretti luoghi di passaggio, abita il vissuto in un limbo di inspiegabile inadeguatezza.
La recente performance Remote di Rimini Protokoll ci ha posto proprio davanti a questa dicotomia, amplificata dall’uso della tecnologia, facendoci vivere isolati in uno sguardo fragile, buttato sulla città al tramonto.

Come nei racconti di Carver, spesso segnati da interruzioni e che si concludono su una sospensione, i racconti del nostro quotidiano si nutrono di notizie condivise sui social, pezzi di informazione frammentata, copia-incolla del reale, che contribuiscono ad alimentare leggende, miti ma anche paure e frasi senza conclusione. Affogati nell’enigma della comprensione reciproca, a tratti inattingibile, la Babilonia cantata da Marley appare molto più prossima di quanto non si immagini.

Qual è la funzione dell’arte in questa Storia condivisa di cui facciamo parte come esistenze pericolanti, in attesa di un gesto eroico che in fondo sappiamo non arriverà mai. Il nostro tempo ci vuole eroi o rinchiusi nella nostra stanza a vivere una favoletta senza finale in forma solitaria? Ci sentiamo realizzati o dentro un reality?

E mentre l’Occidente contemporaneo ha seppellito persino l’assoluta semplicità delle cose elementari sotto troppi strati di parole, di descrizioni, d’immagini Instagram, ci troviamo a confrontarci con altre culture che in modo impattante rispondono, con modi anche violenti e alle nostre generazioni finora ignoti, agli interrogativi cui non sappiamo dare risposta.

Giochiamo per la vittoria o siamo rassegnati anche alla sconfitta, con il mondo delle macchine piuttosto che con le culture altre, purchè sia dolce e la meno dolorosa possibile, come nei libri di Carver, o in film come Birdman?

Per conoscere cos’è e cosa è stata la propria vita c’è bisogno – come in Cathedral di “non stare dentro a niente”, ovvero di abbandonare le pareti della casa, del teatro, dell’ospedale. Aprire la finestra e respirare la libertà, per una volta, di poter scegliere, rinunciando a essere eroi ad ogni costo e accettando l’eredità dei fallimenti, il nostro tempo ha trovato amore, anche se in modo provvisorio. Per quell’amore si può precipitare sull’asfalto e volare via come il protagonista di Birdman. O Icaro.

Programma
Il percorso si articolerà in 5 incontri di due ore circa su un arco di una decina di settimane.

I primi incontri consentiranno l’acquisizione di strumenti di analisi critica attraverso materiali visivi e multimediali.

Si passerà poi ad elaborare le conoscenze, iniziando il lavoro vero e proprio di segno e creazione.

La visione di quattro spettacoli della stagione di ZONA K permetteranno l’esemplificazione e l’applicazione dell’approccio critico acquisito. Ogni spettacolo vedrà al termine un momento di confronto tra i partecipanti al laboratorio, il pubblico e gli artisti.

Tutto questo troverà infine esito nell’ultimo incontro, e nella possibilità di un momento pubblico.

Il progetto, che si svolgerà fra marzo e maggio ha lo scopo di coinvolgere chiunque abbia curiosità verso le arti dal vivo nelle sue molteplici forme (teatro, danza, arti visive, musica ecc..) in un percorso fatto di strumenti per comprendere, e per chi lo voglia sperimentare, i linguaggi dell’arte attraverso continui intrecci tra arti visuali, arti performativa e scienze del territorio.

5 incontri (ore 20.00 – 22.00)
4 spettacoli
2 interventi di artisti celebri delle arti visive
1 evento finale di restituzione alla città

 

Costo di partecipazione di tutto il laboratorio € 50,00

Le date
1. gio 3 marzo 2016
2. mar 22 marzo 2016
3. gio 31 marzo 2016
4. gio 7 aprile 2016
5. gio 21 aprile 2016

Spettacoli inclusi nel pacchetto formativo:
Dehor Audelà (14 o 15 marzo 2016)
TeatrInGestazione (8 o 9 maggio 2016) e brindisi finale.

Spettacoli con ingresso biglietto ridotto:
Motus (una data dall’8 al 12 marzo 2016)
Teatro Utile / Mascherenere (una data dal 6 all’8 maggio 2016)

Incontro di preparazione a settembre – gio 15 o gio 22 settembre 2016
La restituzione performativa finale avverrà durante il festival ISOLA KULT  23/24/25 settembre.

Iscrizioni e Informazioni: organizzazione@zonak.it 02.97378443

 

FORMATORI

Renzo Francabandera

Giornalista da oltre vent’anni, critico d’arte e teatro. Laurea, Master e Phd in discipline sociali e Master biennale in Arte e Letteratura dell’Era digitale con l’Universidad de Barcelona- IL3 (ESP).

Scrive per numerose testate giornalistiche (Hystrio, klpteatro.itwww.paneacquaculture.net tra le altre). Realizza illustrazioni e copertine per l’editoria e opera come live performer. Ha collaborato per la sezione spettacolo e arti performative alle candidature delle città di Cagliari e Siena nella candidatura a Capitale Europea della Cultura 2019.

Tiene laboratori e progetti di formazione sui linguaggi della contemporaneità e l’arte performativa in tutta Italia.

 

Michela Mastroianni

Esperta di linguaggi, teoria dell’apprendimento e sviluppo della testualità multimediale nel contemporaneo, è insegnante di lingue e letterature classiche.
E’ Master in “Ingegneria dei sistemi multimodali per la valorizzazione e la fruizione dei beni culturali” e in “Tecnologie per la Didattica” del Politecnico di Milano, dove collabora a gruppi di lavoro sull’uso degli strumenti del web 2.0 nel settore dell’istruzione, dell’informazione e della cultura nella prospettiva del Lifelong Learning e del Social Learning.
Riveste incarichi di coordinamento delle attività di formazione del personale docente e di gestione della comunicazione istituzionale attraverso il web.