Perché REALITY?

Cinema, teatri, sale da concerto: spenti i computer e chiuse le piattaforme di live streaming, si torna — con i dovuti accorgimenti — a vedere dal vivo.

Ma cosa significa, dal punto di vista della programmazione, tornare a teatro dopo mesi di lockdown? Come si costruisce una stagione ai tempi del Covid?

Una volta sbrigliati i nodi, spesso molto aggrovigliati, del rispetto delle norme, gli organizzatori si trovano di fronte alla sfida di proporre un’offerta che, più che mai quest’anno, deve confrontarsi con il pubblico a cui è destinata: occorre ipotizzare scenari e diversificare l’offerta. Perché gli spettatori tornino a teatro e si riattivi un virtuoso meccanismo di partecipazione è quindi indispensabile conoscere aspettative e bisogni artistici.

Per questo (nell’ambito del progetto sulla promozione del pubblico sostenuto con il contributo Mibac per il triennio 2018/2020) ZONA K e Stratagemmi si sono prese carico di interpellare direttamente gli spettatori: con la collaborazione di Stefano Laffi (Codici), abbiamo messo a punto un questionario per indagare le necessità, le incertezze, ma anche le idee e le proposte per il futuro.

Ne è uscito un quadro per certi versi inaspettato – utile a conoscere in profondità il pubblico, anche al di là della situazione emergenziale – che ha contribuito a dare forma alla stagione autunnale di ZONA K, non a caso denominata con titolo-interrogativoReality?”.

Il campione che ha risposto al questionario si è mostrato per la maggior parte (ben 8 persone su 10) curioso ed entusiasta di provare forme di spettacolo alternative a quelle tradizionali, improntate su nuovi linguaggi e su un diverso modo di vivere lo spazio. Dispositivi interattivi fruibili da remoto, o camminate itineranti per la città: l’importante – ci hanno detto i nostri spettatori – è sentirsi più sicuri. Chi vuole tornare a teatro, ma anche chi è ancora indeciso, preferisce in grande maggioranza (87% dei casi) le proposte di spettacoli all’aperto. Il teatro, suggerisce l’esito del questionario, può dunque muoversi, attraversare i luoghi, e il pubblico è pronto a seguirlo.

Ecco allora che la stagione di ZONA K k comincia en plein air. Ad aprire le danze sono i più noti professionisti dei dispositivi scenici urbani, Rimini Protokoll: è loro la curatela di FASE NOVE // Assolo Urbano (14 ottobre-14 novembre), un tour di nove luoghi cittadini importanti dal punto di vista artistico. Obiettivo della passeggiata è interrogarsi su alcune questioni irrisolte del contemporaneo, esplose con grande forza durante la pandemia: perché esiste l’arte? E quanto è fondamentale nelle nostre vite quotidiane?

E per chi non è soddisfatto, è pronta anche una seconda occasione per una performance itinerante: il collettivo Pleiadi ha preparato R 500 – Safari nel labirinto urbano. #Studio II (23-25 ottobre).

E il virtuale? Cosa ne pensano gli spettatori?

Saturi di schermi e video call che scandiscono le giornate lavorative, gli interpellati hanno risposto forte e chiaro: non suscita interesse la visione telematica di uno spettacolo, né in differita (un’opzione solo per 3 persone su 10) né in live streaming (per 4 su 10). Il teatro, del resto, è relazione. Lo sa bene il Signore europeo del teatro partecipativo, Roger Bernat, che ha pensato ad hoc in questi mesi un nuovo progetto di home theatre Roger Bernat (disponibile tra il 18-28 novembre). Il dispositivo ENA invita il pubblico a entrare in relazione, attraverso l’utilizzo di una app, con un’intelligenza artificiale. Gli spettatori attraverso domande, inviti e indicazioni hanno la possibilità di confrontarsi faccia a faccia con un “finto” essere umano in un incontro che non è fine a sé stesso, come spesso capita quando abbiamo a che fare con bot nati a scopo commerciale, ma finalizzato alla creazione di un vero e proprio testo drammaturgico che prenderà forma dai dialoghi tra gli spettatori ed ENA.

La relazione multimediale interattiva è al centro anche di Play me (Origins project) di Codicefionda e Agrupación Señor Serrano (5-15 novembre), fruibile da uno spettatore per volta. Oggetto di indagine è il rapporto di adolescenti e adulti con il mondo del gaming e delle identità reali.

C’è, però, ancora qualcuno che vuole ritornare a sedersi in platea (circa il 44% degli intervistati). Per loro, Agrupación Señor Serrano presenta The Mountain (2-3 dicembre) un lavoro che affronta un tema molto caldo, la relazione tra vero e falso, tra notizie e fake news, tra robot e umani, a partire da una considerazione statistica che chiama in causa il pubblico: in media ognuno di noi mente tre volte al giorno. Esiste dunque la verità? E come possiamo trovarla?

La redazione di Stratagemmi Prospettive Teatrali

 

Incontri a cura di Sara Chiappori e Renata Viola

Il rapporto con la realtà incalza le arti performative, le interroga e le plasma dall’interno, insieme oggetto e habitat di un’indagine che rimescola grammatiche e semantiche dei linguaggi della scena, ridiscutendo il concetto di autore e interprete, riformulando i criteri di fruizione e l’appropriazione degli spazi, sdoganando definitivamente le nuove tecnologie, aprendo connessioni esplicite con la sociologia, l’urbanistica, la statistica, il discorso politico, l’economia.

Di tutto questo ZONA K ha dato conto nelle ultime stagioni indicando di volta in volta i punti critici di una riflessione, etica prima ancora che estetica, intorno e dentro il contemporaneo. Da qui, la necessità di aprire una finestra teorica per tentare un approfondimento ulteriore che lasci spazio ai dubbi più che alle certezze.

Pensato per un pubblico molteplice, spettatori, operatori, studenti universitari, cittadini curiosi e irrequieti, REALITY? ha l’ambizione di far reagire come in un esperimento chimico i linguaggi della scena con gli alfabeti di altre discipline, mettendo a confronto artisti che hanno lavorato con ZONA K e teorici che hanno approfondito gli stessi temi, ma dal punto di vista delle loro competenze.

Quattro parole chiave
Paesaggio: perché alimenta nuove drammaturgie dello spazio che attraversano i luoghi mettendo in crisi la nozione stessa di sguardo. Perché il nostro rapporto con il paesaggio chiama in causa tutto il corpo ed è sempre questione di relazioni, con gli altri, con il mondo, con le regole, con il tempo, con i confini.

Crisi: perché “la crisi” in cui viviamo è diventata una condizione permanente e strutturale. Oggi, più che mai, viviamo in uno stato emergenziale che ci obbliga a riformulare nuovi scenari futuri. Siamo chiamati a ripensare radicalmente tutto ciò che davamo per certo e per acquisito. Tutto ciò può veramente considerarsi un’opportunità come lo storytelling mediatico ci suggerisce o siamo alle soglie di una sorta di “rivoluzione umana”?

Gioco/Partecipazione: perché l’approccio ludico può essere la chiave, ma anche la trappola. Se la performance contemporanea ci ha abituato a fruire del fatto teatro come di un gioco, a cosa siamo disposti a rinunciare in termini di attenzione, concentrazione, fatica intellettuale? Il gioco, però, non è solo evasione deresponsabilizzante, può essere anche affare molto serio.

Politica: perché tutti ne abbiamo decretato la morte, o quanto meno l’imbarbarimento e impoverimento, ma non possiamo farne a meno. Dunque andiamo a stanarla dove si manifesta nelle sue forme peggiori, le derive fasciste sovraniste populiste, ultima tentazione di un Occidente orfano di un pensiero alternativo alle ideologie novecentesche.

Ospiti e programma dettagliato presto online.

REALITY?

Nella presentazione della stagione Reality 2020 raccontavamo la nostra visione della realtà che non voleva tradursi in una disquisizione filosofica né in un appiattimento sulla spettacolarizzazione dei media contemporanei. Era un titolo che voleva chiudere un triennio dove ampio spazio era stato dato ad artisti che del Teatro della realtà hanno fatto la loro ricerca e arte. Un triennio partito da Power e proseguito con Economy nel quale sentivamo la necessità di analizzare e interpretare il presente, tenendo sempre lo sguardo sul cosiddetto dato di realtà come la barra di un timone che tiene la rotta nonostante le propagande politiche sfacciate e impenitenti che non temono né l’autocontraddizione né l’esplicita menzogna.

Di quella stagione – che avrebbe dovuto strutturarsi nei focus Global, Human e Virtual – abbiamo fatto appena in tempo a presentare l’evento speciale che dai focus esulava ma che per noi aveva il sapore simbolico di un primo spettacolo che ZONA K portava dentro Casa degli Artisti.

Poi tutto, come per tutti, si è interrotto. Le compagnie sono state prima avvertite, poi messe in stand by, infine gli spettacoli sono stati annullati. All’improvviso la nostra forza, il nostro tratto distintivo, la nostra identità e coerenza nelle scelte progettuali e le consolidate relazioni in ambito internazionale sono diventate il nostro boomerang. Come tenere in piedi una stagione che avrebbe previsto numerosi artisti europei? Come riaprire uno spazio dove le misure di distanziamento costringono ad avere non più di 20 spettatori? Come lanciare lo sguardo oltre l’ostacolo per immaginarsi e costruire una nuova realtà?

È bastata la parola “nuova” per risintonizzarci e per ripartire da dove eravamo state interrotte. Se è una nuova realtà che dobbiamo vivere, allora la nostra stagione può chiamarsi REALITY?. Il punto di domanda non chiude solo una frase interrogativa, ma sintetizza anche lo stupore, la perplessità e in fondo la speranza che questo non sia davvero un nuovo mondo da inventare, ma una fase, una parentesi da non archiviare e dalla quale ripartire.

Si riparte dunque dal desiderio di trovare un nuovo senso alla realtà, nuove prospettive, nuovi modi di fruire la cultura grazie a un confronto continuo con alcuni degli artisti che più ci hanno accompagnato in questi anni. Così la nuova stagione autunnale che si è delineata prosegue la strada avviata laddove possibile e lascia molto più spazio a quei tratti distintivi che hanno caratterizzato il nostro lavoro negli anni passati: progetti complessi, performance urbane, spettacoli per pochi spettatori alla volta, collaborazione con teatri più grandi per ospitare artisti che hanno bisogno del palcoscenico. La novità più importante è la volontà di dare spazio e tempo più lunghi agli spettacoli in stagione con, da parte nostra, uno sforzo produttivo importante: molti degli spettacoli che proponiamo sono delle vere e proprie produzioni e co-produzioni. Si tratta di una scelta che era già in fieri e che ha trovato nella pandemia una spinta: continuare a lavorare su una stagione annuale, ma con progetti ancora più nostri che riescano a sostenere una lunga tenuta e che non si esauriscano nello spazio di poche repliche.

Ecco in anteprima il programma di REALITY?

 

OTTOBRE

14 ottobre – 14 novembre
FASE NOVE || Assolo Urbano
[camminata urbana]
di Ekin Bozkurt, Chiara Campara, Giulia Oglialoro, Riccardo Tabilio, Francesco Venturi (IT)
con Rimini Protokoll (DE)
una produzione ZONA K e Casa degli Artisti

23 -25 ottobre 
R 500 – SAFARI NEL LABIRINTO URBANO. Studio #II
[camminata urbana]
di Michele Losi / Pleiadi Art Prod. (IT)

 

NOVEMBRE

14 ottobre – 14 novembre
FASE NOVE || Assolo Urbano
[camminata urbana]

di Ekin Bozkurt, Chiara Campara, Giulia Oglialoro, Riccardo Tabilio e Francesco Venturi (IT)
con Rimini Protokoll (DE)
una produzione ZONA K e Casa degli Artisti

5 – 15 novembre
PLAY ME (ORIGINS PROJECT)

una produzione ZONA K, creazione CODICEFIONDA (IT)
consulenza drammaturgica Agrupación Señor Serrano (ES)

18 – 28 novembre
ENA –
Nomen Nescio
di Roger Bernat (ES)
con la collaborazione di Mar Canet e Varvara Guljajeva 

23 – 28 novembre
REALITY?

4 dialoghi sul teatro e il contemporaneo [convegno]
a cura di Sara Chiappori e Renata Viola

 

DICEMBRE

THE MOUNTAIN [spettacolo]
di Agrupacion Señor Serrano (ES)
una co-produzione di ZONA K, in collaborazione con Tieffe Teatro Menotti Milano
Tutti i dettagli e biglietteria online aperta dal 12 ottobre.

 

foto: terraproject
edit & grafica: NEO studio

Collettivo MMM (IT)

ANTEPRIMA STAGIONE TEATRALE 2020 – REVISITED EDITION
REALITY? Rimandato causa maltempo


 

Nell’ambito della festa di apertura della Piazza Aperta di via Toce arriva Radio Olimpia, Bomba libera tutt!, un campo da gioco e una stazione radiofonica mobile ospitata da un camper California.

Sul campo da gioco, allestito in piazza, si svolgeranno una serie di gare, portando il pubblico del festival, diviso in squadre, a sfidarsi in un’inedita forma di olimpiade performativa contemporanea.
Tutti i giochi sono ispirati ad azioni performative di artisti noti e meno noti.

In diretta dal campo da gioco verranno introdotte le discipline, accompagnate e arbitrate le gare. Ogni azione sarà commentata in radiocronaca e verrano portati in trionfo vincitori e vinti.
Si tratteranno contenuti di approfondimento sulle performance degli artisti citati e sui temi a cui si farà riferimento nei giochi: lo spazio pubblico, il momento della festa, il gioco, il tempo non produttivo, in un susseguirsi di sfide, interviste ad “ospiti speciali” e ai partecipanti che rendono vive le frequenze in piazza di Radio Olimpia, Bomba Libera tutti!

 

Ideato, realizzato e performato da Collettivo MMM: Martino Ferro, Maria Caterina Frani, Maria Pecchioli, Produzione Pergine Festival, in co-produzione con ZONA K  Il Giardino delle Esperidi Festival, In\Visible Cities / Contaminazioni digitali e con il supporto di Indisciplinarte e Periferico Festival, Progetto vincitore Bando Open_Creazione urbana contemporanea

 


Gioco|Performance a squadre – durata 100 min. – in italiano
c/o Piazza Aperta di via Toce, Milano [Tram 2, 4]

In caso di pioggia l’evento sarà annullato.

Partecipazione gratuita, numero posti a sedere limitati, prenotazione obbligatoria
biglietti@zonak.it – 393.8767162 – 02.9737443


 

Ph. Giulia Lenzi

UNDER COVID

ZONA K è un’associazione culturale con attività riservate ai soci.
Per accedere alla mostra occorre inviare la richiesta tesseramento almeno 24 ore prima.
Fallo subito CLICCA QUI (costo tessera € 2,00)

… … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … …

ANTEPRIMA STAGIONE TEATRALE 2020 – REVISITED EDITION
REALITY?

ZONA K è da sempre attenta al linguaggio della fotografia e di come essa rappresenti la realtà. Abbiamo così deciso di riaprire la nostra sede con una mostra fotografica d’autore che racconta con lucidità e pudore ciò che è accaduto e che ha stravolto la nostra quotidianità per capire meglio quel punto interrogativo sul nostro futuro prossimo.

… … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … …

Scarica la brochure

E’ come se qualcosa si fosse inceppato e poi rotto. Rotto il tempo, la realtà, le abitudini. Il senso di libertà, la leggerezza, una certa arroganza nel dare per scontata la vita, perfino. Quella vita.
Poi è arrivato il giorno in cui è cambiato tutto. Stroncata la spensieratezza, annullata una gestualità tipicamente italica, spazzato via lo scorrere “normale” delle consuetudini e delle giornate. Ci si è scoperti vulnerabili, l’universo tutto da conquistare si è rimpicciolito fino a entrare all’interno delle pareti domestiche. Polverizzate le certezze, spogliate le impalcature, ci si è stretti alle uniche sicurezze ancora solide.

Si è aspettato, come se fossimo rinchiusi in un bunker, che un’entità altra ci desse nuovamente il via libera. Si è affidata la nostra esistenza prima a un bollettino, poi alle tecnologie. La parola “controllo” ha assunto le tinte rassicuranti di un mantello di protezione.
E infine la riapertura. Evviva. Ecco dunque tutti riversarsi in strada, con la fretta e l’urgenza di riappropriarsi del tempo che fu, la necessità quasi fisica di convincersi che fosse tutto finito, passato, pronto a essere dimenticato.

Eppure. Abbiamo fatto finta che non fosse successo niente, volevamo che non fosse successo niente. Ma qualcosa continua a non funzionare. Ed è solo adesso, probabilmente, ora che le emozioni si depositano e sedimentano, che abbiamo il coraggio e la lucidità di comprendere quanto davvero quella frattura del normale si sia fissata dentro di noi in maniera irreversibile. Gianmarco Maraviglia ha voluto raccontare il “suo” covid, in una narrazione a metà fra il racconto intimo e l’indagine fotogiornalistica, pur evitando la dimensione più dettagliata della malattia. Ma anche lui si è ritrovato di fronte al dilemma del “disallineamento”. Come rappresentare e sintetizzare dunque visivamente il cambio di piano sequenza del reale che le nostre esistenze hanno subito? Nasce così il glitch, l’errore di sistema. Immagini di “matrixiana” suggestione che lasciano aperto un interrogativo sul nostro futuro prossimo.

Inaugurazione – 15 settembre 2020, ore 19.00
In esposizione – dal 15 al 24 settembre 2020

Martedì – Domenica 17.00 – 21.00 Lunedì 17.00 – 19.00

Ingresso gratuito contingentato a max 20 persone contemporaneamente

ZONA K è un’associazione culturale con attività riservate ai soci.
Per accedere alla mostra occorre inviare la richiesta tesseramento almeno 24 ore prima.
Fallo subito CLICCA QUI (costo tessera € 2,00)

DER MOND – LA LUNA

Un progetto di ZONA K, in collaborazione con BAM Biblioteca degli Alberi di Milano, inserito nel programma Milano Summer School – Comune di Milano

Prima di tornare finalmente a scuola, sei pront_ a partire per un viaggio sulla LUNA?
Cosa vuoi portare con te? Cosa scoprirai lassù?

Tra passeggiate lunari, creature immaginarie, parole, suoni e immagini, i bambini lavoreranno con un’artista/videomaker e con un esperto di arti circensi e teatrali. Con loro inventeranno un incredibile viaggio sulla LUNA utilizzando corpo, voce e immaginazione, supportati da strumenti audio e video.
Tutte le attività proposte sono volte a stimolare bambine e bambini a utilizzare la lingua tedesca in modo giocoso e creativo.

Il campus si svolgerà lungo l’arco della giornata e le attività saranno condotte sia all’interno di ZONA K sia all’aperto, nella bellissima BAM Biblioteca degli Alberi di Milano,  in uno spazio riservato tutto per noi.

 

Si prevede la possibilità di organizzare un massimo di due gruppi di 7 bambini ciascuno, così come indicato dalle linee guida del Comune di Milano.

Questo il programma della giornata tipo:

ore 9.00

accoglienza Gruppo 1

ore 9.15

accoglienza Gruppo 2

ore 9.30 – 10.30

Gruppo 1: Audio – Gruppo 2: Movimento

ore 10.30

Merenda all’aperto

ore 11.00 – 12.30

Gruppo 1: Video – Gruppo 2: Teatro

ore 12.30 – 14.00

Pranzo al sacco all’aperto e giochi

ore 14.00 – 15.00

Gruppo 1: Movimento – Gruppo 2: Audio

ore 15.00 – 16.00

Gruppo 1: Teatro – Gruppo 2: Video

ore 16.00

Uscita Gruppo 1

ore 16.15

Uscita Gruppo 2

Il campus è organizzato in modo da rendere felice e piacevole l’esperienza a tutte le bambine e tutti i bambini e di rispondere alle normative nazionali in relazione all’attuale emergenza sanitaria (DPCM del 17/05/2020 e del 11/06/2020 e Ordinanze della Regione Lombardia n. 547 del 17/05/2020 e n. 566 del 12/06/2020)
____________________________________

Costo: € 190,00
Sconto del 10% a partire dal/la secondo/a iscritto/a e per n. 1 BAM FRIENDS*.
I due sconti non sono cumulabili.
*Al primo incontro verrà chiesta visione della tessera relativa.

N.B. E’ richiesto il pranzo al sacco

Il campus è a numero chiuso, si attiva al raggiungimento nel numero minimo di iscritti richiesto.
Le iscrizioni si chiudono il giorno 21 agosto o al raggiungimento del numero massimo di iscritti previsto.

CLICCA QUI E COMPILA SUBITO  IL MODULO D’ISCRIZIONE
IMPORTANTE: IL MODULO VA COMPILATO PER OGNI ISCRITTO/A E CORREDATO DI PRESA IN CARICO DEL BONIFICO

Per informazioni più generali, contattaci all’indirizzo organizzazione@zonak.it

 

DER MOND – LA LUNA
MULTIDISZIPLINARISCHER FERIENCAMPUS IN DEUTSCHER SPRACHE
FÜR KINDER VON 6 BIS 11 JAHREN
Vom 31. August bis 4. September

Seid ihr bereit, mit uns zum Mond zu fliegen? Was möchtet ihr mitnehmen?
Und was meint ihr könnt ihr dort oben entdecken?

Zwischen Mondspaziergängen, imaginären Kreaturen, Worten, Klängen und Bildern werden die Kinder mit einer Künstlerin und Videokünstlerin und einem Experten für Zirkus- und Theaterkunst arbeiten und ihre Reise zum Mond mit Körper, Stimme und Vorstellungskraft erfinden, unterstützt durch Audio- und Videoequipment.

Die vorgeschlagenen Aktivitäten zielen darauf ab, Kinder zum spielerischen und kreativen Gebrauch der deutschen Sprache anzuregen.

Der Campus findet von 9.00 bis 16.00 Uhr statt.

Die Aktivitäten werden sowohl drinnen in den Räumlichkeiten von ZONE K, als auch draußen in einem in der BAM für uns reservierten Bereich durchgeführt.

Gemäß den Richtlinien der Stadt Mailand können maximal zwei Gruppen von je 7 Kindern teilnehmen.

Beiden Gruppen werden voneinander getrennt das folgende Programm machen:

9.00 Empfang

Gruppe 1 (Büros)

9.15 Empfang

Gruppe 2 (Haupteingang)

 9.30 – 10.30

Gruppe 1: Audio – Gruppe 2: Bewegung

 10.30

Imbiss im Freien

 11.00 – 12.30

Gruppe 1: Video – Gruppe 2: Theater

 12.30 – 14.00

Mittagessen und Spiele im Freien

14.00 – 15.00

Gruppe 1: Bewegung – Gruppe 2: Audio

15.00 – 16.00

Gruppe 1: Theater – Gruppe 2: Video

16.00 Ausgang

Gruppe 1: Büros

16.15 Ausgang

Gruppe 2: Haupteingang

 

Wir möchten Sie darauf hinweisen, dass jedes Kind sein eigenes Lunchpaket mitbringen muss.

DIE UNTERWASSERWELT – IL MONDO SOTTOMARINO

Un progetto di ZONA K, in collaborazione con BAM Biblioteca degli Alberi di Milano, inserito nel programma Milano Summer School – Comune di Milano

Cosa c’è nel mondo sottomarino?
Andiamo a scoprirlo!
Pesci colorati e piante stranissime, sirene e tesori abbandonati dai pirati… e tanto altro ancora!

Giochiamo col corpo e con la musica, costruiamo oggetti e immagini, creiamo insieme il nostro mondo acquatico!

Tutte le attività proposte sono volte a stimolare bambine e bambini a utilizzare la lingua tedesca in modo giocoso e creativo.

Le attività saranno condotte sia all’interno di ZONA K sia all’aperto, nella bellissima BAM Biblioteca degli Alberi di Milano,  in uno spazio riservato tutto per noi.

Il campus si svolgerà per mezza giornata con i seguenti orari:
I GRUPPO 8.30 – 12.00
II GRUPPO 14.00 – 17.30
Ogni gruppo sarà composto da un massimo di 5 bambini, così come indicato dalle linee guida del Comune di Milano.

Questo il programma della giornata tipo:

 

ore 8.30

Accoglienza Gruppo 1

ore 9.00 – 10.30

 Movimento Gruppo 1

ore 10.30 – 11.00

Merenda all’aperto Gruppo 1
ore 11.00 – 12.00

Arte Gruppo 1

ore 12.00

Uscita Gruppo 1

ore 14.00

Accoglienza Gruppo 2

ore 14.30 – 16.00

Movimento Gruppo 2
ore 16.00 – 16.30

Merenda all’aperto Gruppo 2

ore 16.30 – 17.30

Arte Gruppo 2

ore 17.30

Uscita Gruppo 2

Il campus è organizzato in modo da rendere felice e piacevole l’esperienza a tutte le bambine e tutti i bambini e di rispondere alle normative nazionali in relazione all’attuale emergenza sanitaria (DPCM del 17/05/2020 e del 11/06/2020 e Ordinanze della Regione Lombardia n. 547 del 17/05/2020 e n. 566 del 12/06/2020)
____________________________________

Costo: € 150,00
Sconto del 10% a partire dal/la secondo/a iscritto/a e per  n.1 BAM FRIENDS*.
I due sconti non sono cumulabili.
*Al primo incontro verrà chiesta visione della tessera relativa.

Il campus è a numero chiuso, si attiva al raggiungimento nel numero minimo di iscritti richiesto.
Le iscrizioni si chiudono il giorno 21 agosto o al raggiungimento del numero massimo di iscritti previsto.

CLICCA QUI E COMPILA SUBITO  IL MODULO D’ISCRIZIONE PER IL GRUPPO MATTINA

CLICCA QUI E COMPILA SUBITO  IL MODULO D’ISCRIZIONE PER IL GRUPPO POMERIGGIO

IMPORTANTE: IL MODULO VA COMPILATO PER OGNI ISCRITTO/A E CORREDATO DI PRESA IN CARICO DEL BONIFICO

Per informazioni più generali, contattaci all’indirizzo organizzazione@zonak.it

 

 

Die Unterwasserwelt – Il mondo sottomarino
Ein kreativer Campus mit Bewegung in deutscher Sprache für Kindergartenkinder
Vom 31. August bis zum 4. September 2020.

Was gibt es alles unter Wasser? Finden wir es gemeinsam heraus !
Bunte Fische, die seltsamsten Pflanzen, Meerjungfrauen, vergessene Piratenschätze….

Wir spielen mit “Leib und Seele”, mit viel Musik, konstruieren Objekte und Bilder und erschaffen unsere eigene Unterwasserwelt.

Unsere vorgeschlagenen Aktivitäten sind darauf abgestimmt, alle Kinder auf spielerische und kreative Weise anzuregen, die deutsche Sprache zu benutzen.

Der Campus wird halbtags angeboten und alle Aktivitäten werden sowohl in unseren Räumlichkeiten von ZONA K als auch in einem für uns reservierten Gelände im Freien ( auf dem BAM: Biblioteca degli Alberi di Milano) stattfinden.

Unsere Aktivitäten werden zu folgenden Uhrzeiten stattfinden:
Gruppe  1 : 8.30 – 12.00
Gruppe 2 : 14.00 – 17.30

Jede Gruppe besteht aus höchstens 5 Kindern, so wie es die Richtlinien der Stadt Mailand vorsehen.

Indagine sul pubblico

FRA TANTI TIMORI, BUONE NUOVE DAL PUBBLICO

Il teatro è stato una delle vittime principali dell’avvento della pandemia. Senza sminuire i danni gravissimi subiti dalle maestranze artistiche e da tutta la filiera produttiva dello spettacolo dal vivo, è lecito prendere atto di una nota positiva che, in mezzo a tanto sconforto, regala un certo sollievo: il pubblico ha sentito l’assenza del teatro, e non vede l’ora di tornare a frequentarlo.

Questo è uno dei dati che emerge chiaramente dal questionario ideato e diffuso da ZONA K e Stratagemmi, con il supporto di Codici Ricerche, a cavallo tra maggio e giugno 2020: un periodo cruciale, immediatamente successivo al lockdown.
Il questionario mirava a rilevare quali fossero i sentimenti e le aspettative delle persone rispetto alla riapertura dei teatri, che andava giocoforza immaginata con modalità differenti rispetto al periodo pre-Covid; facendo di necessità virtù, gli ideatori dell’indagine hanno sfruttato quest’occasione di dialogo col pubblico per sondare questioni che solo in parte hanno a che fare con la situazione emergenziale degli ultimi mesi. Ad esempio: quanto siano effettivamente apprezzate proposte artistiche fruibili in modalità telematica; quale sia il rapporto del pubblico con linguaggi e forme sperimentali; quanto il contesto spaziale in cui avviene la rappresentazione influisca sul gradimento spettatoriale.

L’indagine ha prodotto risultati preziosi, e a tratti imprevedibili: basti pensare al diffuso entusiasmo per gli spettacoli all’aperto, che certo non trova adeguata risposta nelle programmazioni stagionali dei nostri teatri. O all’evidente disaffezione nei confronti della fruizione artistica da remoto, in via telematica: esperienza di cui gli spettatori sono decisamente sazi.

Si registra anche – e questo fa davvero ben sperare – una certa fiducia nei confronti dei teatri per quanto riguarda il loro adeguamento alle prescrizioni igienico-sanitarie al fine di prevenire il rischio di una recrudescenza epidemica: gli intervistati dichiarano più impazienza che paura, lasciando intendere che per loro il teatro, oltre ad essere un luogo di incontro imprescindibile, è anche un posto sicuro, affidabile.

Insomma: i dati che emergono non sono per nulla scontati, e possono aiutarci a capire da dove ripartire, e verso quali direzioni.

Senz’altro, come dimostrano i numerosi incoraggiamenti che gli intervistati hanno voluto allegare al questionario, il pubblico c’è, e fa il tifo per il teatro.

Consulta i risultati del questionario

 

 

Foto di Cristina Lorenzi per ZONA K, BODIES IN URBAN SPACES 2017 di Cie. Willi Dorner

FOCUS HUMAN

Ultimo focus della stagione, HUMAN propone spettacoli che affrontano il tempo dell’oggi ponendo al centro l’uomo e i suoi diritti, le sue forze, le sue contraddizioni e sofferenze. Finito il secolo breve, che ha mostrato la brutalità dell’umanità e anche la capacità di rimettersi in gioco, cosa siamo diventati? Chi vogliamo essere?

Hobsbawn disse che il ‘900 era terminato in un disordine mondiale di natura poco chiara e senza un meccanismo ovvio per porvi fine o controllarlo. Ci affacciamo a nuovi anni Venti, sfavillanti e incoscienti di quello che succede intorno?
L’Homo sapiens, ben definito e descritto da Harari, sarà capace di dare un senso al mondo che ha creato? di comprendere gli sviluppi globali e distinguere l’errore da ciò che è corretto?

 

Ottobre – novembre
RIMINI PROTOKOLL (DE)
TURNO DI NOTTE
[Spettacolo itinerante]
Una produzione ZONA K in collaborazione con Casa degli Artisti

c/o luoghi della città

 

22 – 23 ottobre
BABILONIA TEATRI (IT)
GIULIO
[spettacolo]

c/o ZONA K

 

12 – 13 novembre
M. Anderson, I. Kralj THEATER GIGANTE – A. Renda TEATRO DELLE ALBE /RAVENNA TEATRO (U.S.A/IT)
IN THE BELLY OF THE BEAST
[spettacolo]

c/o ZONA K

 

28 – 29 novembre
AGRUPACIÓN SEÑOR SERRANO (ES)
THE MOUNTAIN
[spettacolo multimediale]
Una co-produzione ZONA K presentato in collaborazione con Olinda Onlus

c/o TeatroLaCucina

 

26 – 29 novembre

CONVEGNO
A chiusura non solo dell’anno ma anche del triennio e di un percorso che fino a oggi ci ha portato a invitare i nomi più rappresentativi di quel filone definito Teatro della realtà, dedicheremo due giorni a un convegno di riflessione e confronto su quali prospettive future si delineano nella relazione e nell’azione del teatro sulla realtà.
Un’occasione importante dove poter fare il punto della situazione attuale in Europa ma anche aprire nuove questioni e domande. Per l’occasione saranno invitati alcuni degli artisti ospitati negli anni e gli operatori e i critici più sensibili al tema.

c/o ZONA K e altri luoghi della città

 

Scopri tutto il programma della Stagione Teatrale 2020 REALITY.

 

foto di ©Rocco Rorandelli / TerraProject

Agrupación Señor Serrano (ES)

C’è un’immagine ampiamente diffusa che ripercorre la storia delle idee: scalare una montagna, superare tutte le difficoltà per raggiungerne la cima e, una volta lì, poter vedere il mondo “così com’è”. Raggiungere la verità e non solo ombre e riflessi. È una bella immagine a tutti gli effetti.

Ma è davvero così? Spesso guardando dall’alto non si vede altro che nuvole e nebbia che ricoprono tutto o un paesaggio che cambia a seconda dell’ora del giorno o del tempo. Com’è il mondo allora? Com’è la verità? Esiste la verità? La verità è la cima di una montagna da coronare e basta, o piuttosto un sentiero freddo e inospitale che deve essere continuamente percorso?

In The Mountain, l’ultimo spettacolo della pluripremiata compagnia catalana, convergono la prima spedizione sull’Everest, il cui esito è ancora oggi incerto, Orson Welles che semina il panico con il suo programma radiofonico The War of the Worlds, giocatori di badminton che giocano a baseball, un sito Web di fake news, un drone che scruta il pubblico, molta neve, schermi mobili, immagini frammentate, e Vladimir Putin che parla soddisfatto di fiducia e verità.

Un palcoscenico bianco e diafano. Miniature in scala su dei praticabili, uno studio radiofonico, una riproduzione dell’Everest, schermi di proiezione portatili e treppiedi cinematografici costituiscono uno spazio a metà strada tra un set televisivo, un museo e un campo da badminton. Una rete di idee, storie, immagini, azioni e concetti è alla base del quadro drammaturgico di The Mountain. Con questi materiali, dispiegati in strati che si mescolano creando connessioni inaspettate, lo spettacolo si presenta come un’esplorazione senza mappa sul mito della verità.

 

________________________

Una co-produzione ZONA K presentato in collaborazione con Teatro Menotti

c/o Teatro Menotti via Ciro Menotti 11, Milano [Autobus 92, Tram 9]

Info: spettacolo multimediale • durata 70 min. • in inglese con sottotitoli in italiano

Acquisto biglietti online obbligatorio: intero 15 euro d.p. inclusi – ridotto 10 euro d.p. inclusi (studenti/under 26/over 65).
Ritiro biglietti il giorno stesso dello spettacolo presso il Teatro Menotti. 

________________________

 

creazione Agrupación Señor Serrano drammaturgia e regia Àlex Serrano, Pau Palacios, Ferran Dordal performance Anna Pérez Moya, Àlex Serrano, Pau Palacios, David Muñiz diffusione in Italia Ilaria Mancia management Art Republic
Una produzione GREC Festival de Barcelona, Teatre Lliure, Conde Duque Centro de Cultura Contemporánea, CSS Teatro Stabile di Innovazione del Friuli – Venezia Giulia, Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale, ZONA K, Monty Kultuurfaktorij, Grand Theatre, Feikes Huis Con il sostegno di Departament de Cultura de la Generalitat, Graner – Mercat de les Flors

Foto © Jordi Soler

THEATRE GIGANTE-TEATRO DELLE ALBE/RAVENNA TEATRO (USA-IT)

FOCUS: HUMAN

M. Anderson, I. Kralj THEATRE GIGANTE – A. Renda TEATRO DELLE ALBE /RAVENNA TEATRO (U.S.A/IT)

Nel racconto di Edgar Allan Poe L’uomo della folla si descrive un mondo caotico e imprevedibile, in cui coesistono fascinazione e orrore. Siamo tutti testimoni e attori di uno spettacolo dove i ruoli e le appartenenze vengono rimescolati in un movimento incessante. La folla appare come un’entità misteriosa e inquietante che sovrasta e annienta l’individuo. Partendo dalle suggestioni del racconto di Poe, lo spettacolo esplora l’oscurità che contraddistingue questi ultimi decenni. Infelicità, insicurezza, sofferenza e incertezza scatenano paura e violenza, una regressione rispetto al livello di “civilizzazione” faticosamente conquistato e ritenuto ormai consolidato in Europa come negli Stati Uniti, in India come in Australia e altrove. Viviamo in un mondo che è più connesso ma meno integrato. Il risentimento è diventato un’epidemia mondiale. Siamo bloccati nel ventre di una bestia. Chi è questa bestia? Siamo noi? Sono loro? Loro chi? Pensare con la pancia, quando ci si è ormai dimenticati del cuore.

Ideato, scritto ed eseguito da Isabelle Kralj, Mark Anderson e Alessandro Renda, lo spettacolo è un incontro di tre paesi differenti, tre culture, storie e lingue diverse, ma con le stesse paure, le stesse domande, gli stessi desideri, le stesse insicurezze. In the Belly of the Beast costruisce un’architettura molteplice di storie, utilizzando approcci stilistici e linguaggi diversi, alternando realtà e sogno, alienazione e solidarietà, ironia e poesia. Tra passato e presente. In scena, sul palco della Stagione Teatrale 2020 REALITY, un’umanità variegata e convulsa, figure dell’oggi e ombre dal passato che si presentano attraverso monologhi e dialoghi, musica, video e movimento.

 

________________________

c/o ZONA K

Info: spettacolo • durata 80 min. • in lingua inglese, slovena e italiana con sovratitoli

Biglietti: 15 € (intero) – 10 € (ridotto studenti/ under 26/over 65/gruppi)

Spettacolo in abbonamento
________________________

 

di e con Mark Anderson, Isabelle Kralj, Alessandro Renda, produzione Theatre Gigante (USA), Teatro delle Albe / Ravenna Teatro (IT)

 

 

Nel 2014 lo spettacolo del Teatro delle Albe Rumore di acque (di Marco Martinelli, con in scena Alessandro Renda) è in tournée negli Stati Uniti, ospite a La Mama Theatre di New York, poi in New Jersey e a Chicago. Proprio a Chicago, grazie all’invito di Thomas Simpson (docente alla Northwestern University di Chicago e traduttore in inglese di molti importanti autori italiani, tra i quali Marco Martinelli), Isabelle Kralj e Mark Anderson, co-direttori di Gigante Theatre, assistono allo spettacolo e decidono di ospitarlo nella loro città, Milwaukee (Wisconsin). Inizia così una fertile collaborazione che porterà l’anno successivo Alessandro Renda nuovamente negli Stati Uniti. Il legame artistico tra Isabelle Kralj, Mark Anderson e Alessandro Renda si è rinnovato in Italia, a Ravenna. Il progetto In the Belly of the Beast è una nuova collaborazione delle due compagnie alla ricerca di sintonie e corrispondenze, risonanze e difformità tra le poetiche. Si tratta della prima coproduzione del Teatro delle Albe con una compagnia americana e della prima coproduzione con una compagnia europea per Theatre Gigante.

BABILONIA TEATRI (IT)

FOCUS: HUMAN

Per la   Stagione Teatrale 2020 REALITY Valeria Raimondi e Enrico Castellani si confrontano con la vicenda Regeni nel nuovo spettacolo Giulio, intitolato allo studente torturato e ucciso al Cairo nel febbraio 2016. Un’indagine risoluta sulla linea di confine fra informazione e propaganda, fra potere e delitto, fra ragione di Stato e diritti inviolabili, che si interroga sull’apparato della legge, sulla violenza e sul significato profondo dell’essere liberi cittadini in un libero Stato.

Giulio Regeni non è solo un fatto di cronaca.
Giulio Regeni ci interroga su cosa significhi Stato. Cosa significhi giustizia. Cosa significhi potere. Cosa significhi polizia. Cosa significhi processo. Cosa significhi legalità. Cosa significhi carcere. Cosa significhi opinione pubblica. Cosa significhino giornalismo e libertà d’informazione.
Giulio Regeni ci interroga sulle questioni fondanti di un vivere sociale e di un vivere civile.

Ci interroga sul concetto di responsabilità, di umanità, di forza.
Concetti e questioni che attraversano le nostre vite, la letteratura e tutto il teatro dai greci a Shakespeare fino a noi. Giulio Regeni è un punto di partenza per riflettere su tutto questo.

 

________________________
c/o ZONA K

Per partecipare è necessario inviare la richiesta di tesseramento annuale entro il giorno prima dello spettacolo, fallo SUBITO QUI

Info: spettacolo • durata 60 min. • in italiano

Biglietti: 15 € (intero) – 10 € (ridotto studenti/ under 26/over 65/gruppi)

Spettacolo in abbonamento
________________________

 

Di Valeria Raimondi e Enrico Castellani, cast in via di definizione, produzione: Teatro Metastasio di Prato con Babilonia Teatri

 

Babilonia Teatri è tra le compagnie più innovative del panorama teatrale contemporaneo, distinguendosi per un linguaggio che a più voci viene definito pop, rock, punk. Si è imposta sulla scena italiana per il suo sguardo irriverente e divergente sull’oggi Babilonia Teatri vince nel corso degli anni numerosi riconoscimenti Oltre che nelle principali città italiane, gli spettacoli della compagnia sono stati ospitati numerose volte anche all’estero, dalla Francia alla Germania, dall’Austria all’Ungheria, dalla Bosnia-Erzegovina alla Croazia, dalla Colombia alla Russia. Enrico Castellani e Valeria Raimondi, fondatori della compagnia nel 2006, sono i Direttori artistici di Babilonia Teatri. Drammaturghi, autori, registi e attori, Castellani e Raimondi hanno base a Verona.

RIMINI PROTOKOLL (DE)

FOCUS: HUMAN

Il pluripremiato collettivo tedesco Rimini Protokoll porterà a Milano, nella  Stagione Teatrale 2020 REALITY di ZONA K, il camion che nel 2006 è stato trasformato in una platea su ruote in grado di trasportare 50 spettatori attraverso la città: seduti da un lato, guarderanno attraverso una grande finestra la realtà urbana che si farà palcoscenico.

Durante la residenza a Casa degli Artisti, che si svolgerà tra maggio e settembre 2019, cinque artisti selezionati, svilupperanno insieme ai Rimini Protokoll un progetto per il camion attorno al tema del lavoro notturno.

Il camion trasporterà gli spettatori attraverso le periferie della città e punterà i riflettori su ciò che normalmente si muove nel buio e nell’invisibile. Chi lavora di notte? Come? Chi paga? Economia sommersa o spina dorsale e backstage delle più smaglianti esibizioni diurne? Quali luoghi ospitano il lavoro che inizia quando gli altri si fermano e quali il lavoro che non ha un inizio e una fine?

 

________________________

Una produzione ZONA K in collaborazione con Casa degli Artisti

c/o luoghi della città

Info: spettacolo itinerante per 50 spettatori • in italiano

Biglietti: 20 € (intero) – 15 € (ridotto studenti/ under 26/over 65/gruppi)

Spettacolo in abbonamento

________________________

crediti

 

Helgard Haug, Stefan Kaegi e Daniel Wetzel fondano Rimini Protokoll nel 2000 e da allora firmano tutti i loro lavori con questo nome, sia che lavorino singolarmente, a due o tutti e tre insieme. Con il loro lavoro ricercano nuove prospettive sulla realtà. Spettacolo dopo spettacolo hanno ripensato gli strumenti del teatro e creato una poetica e uno stile inconfondibili, che hanno rivoluzionato il teatro contemporaneo europeo. I Rimini Protokoll sviluppano spettacoli teatrali, interventi scenici e produzioni radiofoniche avvalendosi della collaborazione di esperti, le cui conoscenze e abilità vanno oltre il teatro e che, non di rado, stanno in scena al posto degli attori. Amano tradurre spazi urbani e strutture sociali in formati teatrali. Molti spettacoli sono caratterizzati da interattività e uso giocoso della tecnologia. I Rimini Protokoll sono stati insigniti di numerosi importanti premi, tra i quali: il Mülheimer Dramatikerpreis, il Deutscher Theaterpreis Faust, il Grand Prix Theater del ministero federale svizzero per la cultura, il Premio del Teatro Europeo, il Leone d’Argento della Biennale di Venezia, il Premio Radiodramma Tedesco e il Premio Radiodramma dell’Anno dell’Associazione Kriegsblinden.

FOCUS VIRTUAL

In un presente costruito sempre più su realtà virtuale, realtà aumentata, reality show, fake news non poteva non mancare una riflessione dedicata al virtuale. Quanto l’esperienza immersiva, ormai sempre più dilagante, ci permette un approfondimento della realtà o quanto si riduce a un semplice atto di gamification?

Alcuni studi sostengono che la realtà virtuale può essere intrepretata come una macchina dell’empatia in grado di farci sperimentare situazioni diverse e difficili. Tra poliziotti che indossano VR per immedesimarsi nei criminali e spettatori che provano virtualmente la violenza subita dai migranti, c’è differenza? Esiste un confine preciso tra realtà e finzione?

 

Questi, gli spettacoli del FOCUS VIRTUAL.

anullato
SILKE HUYSMANS & HANNES DEREERE | CAMPO (BE)
PLEASANT ISLAND
[teatro documentario multidisciplinare]
presentato in collaborazione con Fattoria Vittadini

c/o Fattoria Vittadini

 

rimandato
MAMMALIAN DIVING REFLEX (Canada)
THE LAST MINUTES BEFORE MARS
[perfomance multimediale]
Un progetto di ZONA K e FOG Triennale Milano Performing Arts

c/o luogo in via di definizione

 

13 + 14 poi 16 + 17 e dal 20 al 24 maggio 2020
CODICEFIONDA (IT)
PLAY ME (Origins Project)
Una produzione di ZONA K
[perfomance per singolo spettatore]

c/o ZONA K

 

Scopri tutto il programma della Stagione Teatrale 2020 REALITY.

 

pic. by ©Michele Borzoni / TerraProject

ROGER BERNAT/FFF (ES)

Lo spettacolo è annullato, come da ordinanza regionale del 04/03/20, verrà riprogrammato.

FOCUS: GLOBAL

Il regista catalano Roger Bernat torna a ZONA K per la Stagione Teatrale 2020 REALITY con uno spettacolo che affronta un tema di grande attualità.

Nel 2012 alcuni abitanti di Ceuta hanno lasciato le loro famiglie per andare in Siria. Durante le settimane trascorse tra Turchia e Damasco, chiamavano regolarmente i loro parenti. La polizia era intervenuta sui loro telefoni e tutte le conversazioni intercettate sono state successivamente incluse nel dossier del processo che si è svolto a Madrid. Il verdetto fu la condanna di undici persone per partecipazione alla rete di reclutamento dello Stato Islamico. È stato il primo processo in Spagna contro i collaboratori dello Stato islamico. Il dossier è il cuore di questo spettacolo: un’immersione non solo nella parola dei kamikaze ma anche delle persone a loro vicine, dei traduttori, della polizia e dei giudici che hanno seguito le intercettazioni.

Tre attrici leggono o ripetono le conversazioni telefoniche di Samra, Sanae e Nayua, mogli di tre jihadisti che si sono immolati in Siria durante l’estate 2012. Le loro conversazioni sono simultanee. Il pubblico, dotato di un auricolare wireless a 3 canali, deve navigare attraverso le parole per ricostruire i fatti, così come hanno fatto i servizi segreti qualche anno prima. Alla fine dello spettacolo, non ci saranno due spettatori che hanno ascoltato la stessa conversazione.

 

________________________
c/o ZONA K
Per partecipare è necessario inviare la richiesta di tesseramento annuale entro il giorno prima dello spettacolo, fallo SUBITO QUI

Info: spettacolo • durata 60 min. • in italiano

Biglietti: 15 € (intero) – 10 € (ridotto studenti/ under 26/over 65/gruppi)
Tessera associativa 2020: € 2,00

Spettacolo in abbonamento
________________________

 

interpreti: Silvia Calderoni, Matilde Facheris, Woody Neri e Giulia Salvarani, progettazione video, direzione tecnica e aiuto regia: Txalo Toloza, suono: Cristóbal Saavedra Vial, grafica: Marie-Klara González, coordinamento generale: Helena Febrés Fraylich, coordinamento in Marocco: Arts I Love e Ahmed Hammoud, ringraziamenti: DABATEATR (Rabat), Daha-Wassa (Rabat), Laura Gutiérrez, Toni Serra, JMBerenguer e Txiki Berraondo, spettacolo prodotto da Elèctrica Produccions (Barcellona), MUCEM (Marsiglia), Marche Teatro (Ancona), Triennale Teatro dell’Arte (Milano), Festival Grec 2017 (Barcellona) e Temporada Alta (Girona), con l’aiuto di Les Bancs Publics/Les Rencontres à l’échelle (Marsiglia)

 

Roger Bernat artista e regista catalano, dopo aver iniziato gli studi di architettura e di pittura, studia drammaturgia e regia all’Institut del Teatre di Barcellona dove si diploma nel 1996, aggiudicandosi il riconoscimento straordinario. Nei primi anni lavora come regista, drammaturgo e performer con la compagnia General Elèctrica che dirige insieme a Tomás Aragay. Nel 2008 fonda Roger Bernat/FFF e inizia a creare performance in cui il pubblico prende la scena e diventa protagonista. «Gli spettatori passano attraverso un dispositivo che li invita a obbedire o a cospirare, e in ogni caso a pagare con il proprio corpo e impegnarsi». La prima performance partecipativa è Domini Públic (2008), cui fanno seguito Pura Coincidencia (2009), La consagración de la Primavera (2010), Please continue (Hamlet) (2011), Pendiente de voto (2012), RE-presentation: Numax (2013), Desplazamiento del Palacio de la Moneda (2014), Numax-Fagor-plus (2014), We need to talk (2015), No se registran conversaciones de interés (2016-17) e The place of the Thing (2017).

 

FOCUS GLOBAL

GUINEA PIGS (IT)

Lo spettacolo è annullato, come da ordinanza regionale del 04/03/20 e verrà riprogrammato.

FOCUS: GLOBAL

Lo spettacolo #nuovipoveri della giovane compagnia milanese Guinea Pigs è un percorso di ricerca multiforme che indaga le relazioni tra economia e società, auto-percezione, rappresentazione e auto-narrazione della ricchezza e della povertà. L’ Istat parla di 5 milioni di poveri su una popolazione che supera i 42 milioni di abitanti: i poveri superano l’11% della popolazione totale. Ci sono i poveri assoluti che non hanno le possibilità di far fronte a una spesa minima necessaria per acquistare beni e servizi di prima necessità e i poveri relativi che vivono con una spesa media mensile pari o inferiore ai 667,05 euro. Quindi l’Istat afferma che un povero è chi non riesce a soddisfare gli standard minimi di consumo, chi non riesce a spendere perché non ha.

Il dizionario Treccani definisce il povero come “colui che ha scarsi mezzi economici, che manca del denaro necessario e di tutto quanto il denaro può procurare”, etimologicamente “colui che produce poco”. #nuovipoveri è un progetto sul denaro e sulle sue contraddizioni, sul potere che ha di modificare equilibri e dinamiche di relazione, di decidere delle giornate dei singoli, della felicità delle famiglie e della costruzione dell’identità di un’intera società. Povertà di mezzi e di risorse, di relazioni, di idee e di conoscenze, di possibilità concrete nell’immaginare il proprio presente e un eventuale futuro. Chi sono oggi i nuovi poveri? Come si raccontano a se stessi? Alla società? E ancora come raccontano la società a se stessi? E quanto c’è di vero in questa auto-narrazione?

Nella Stagione Teatrale 2020 REALITY in Anteprima Nazionale

________________________

c/o ZONA K
Per partecipare è necessario inviare la richiesta di tesseramento annuale entro il giorno prima dello spettacolo, fallo SUBITO QUI

Info: spettacolo • durata 80 min. • in italiano

Biglietti: 15 € (intero) – 10 € (ridotto studenti/ under 26/over 65/gruppi)
Tessera associativa 2020: € 2,00

Spettacolo in abbonamento
________________________

 

di e con: Letizia Bravi e Marco De Francesca, drammaturgia: Giulia Tollis, video: Julian Soardi sound design: Gianluca Agostini, set design: Stefano Zullo, light design: Martino Minzoni, regia: Riccardo Mallus, produzione: Ecate, in collaborazione con Guinea Pigs, con il sostegno di ZONA K e Next – Laboratorio delle idee per la produzione e distribuzione dello Spettacolo dal Vivo Lombardo – Edizione 2019/2020 e con il sostegno di Teatro delle Moire. Grazie a Il Magazzino di Antonio Mingarelli.

Azione performativa inserita in “Intercettazioni”Centro di Residenza Artistica della Lombardia: un progetto di Circuito CLAPS e Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire, ZONA K, con il contributo di Regione Lombardia, MiBAC e Fondazione Cariplo.

Guinea Pigs nasce nel 2014 a Milano. Il primo progetto artistico è lo spettacolo Atti di Guerra (2016). Nel 2017, in collaborazione con il Teatro Out Off di Milano, produce lo spettacolo Casca la terra di Fabio Chiriatti, con il quale vince il bando Siae Sillumina 2016. Sempre nel corso del 2017 avvia il percorso di ricerca e creazione per progetti site specific tra installazione e performance In lotta con la realtà. La prima tappa, Sovra/Esposizioni, viene presentata all’interno di IT Festival. La seconda tappa, Il futuro è una trappola?, viene coprodotta dal Festival Castel dei Mondi e vede la collaborazione di Guinea Pigs con Equilibrio Dinamico Dance Company e con Anelo1997 laboratorio di architettura e scultura romano. Nel 2019, in collaborazione con Museocity, hanno realizzato interventi teatrali e performativi all’interno di alcuni musei di Milano nell’ambito del progetto AMUSE di Fondazione Cariplo.

VALTERS SĪLIS (LV)

Lo spettacolo è annullato, come da ordinanza regionale del 23/02/20, verrà riprogrammato.

FOCUS: GLOBAL

 

Nella Stagione Teatrale 2020 REALITY la nuova creazione del regista lettone Valters Sīlis, Being a nationalist, è stata scritta dal drammaturgo Matīss Gricmanis. Prende spunto dall’esperienza personale di Gricmanis come assistente di un noto deputato nazionalista del Parlamento lettone. 

Cosa e chi fa parte del mondo di un nazionalista oggi? Vincono gli interessi dello Stato o i propri? Come si misurano gli amici e chi sono i patrioti? Nel mondo di un nazionalista gli interessi dello Stato sono più importanti dei propri.

Gli amici sono le persone che la pensano allo stesso modo, e non si interessano ai piccoli problemi quotidiani o alle questioni mondiali. I nemici sono molti, ma sono ben noti. I veri valori stanno per risorgere ancora una volta, nonostante il fatto che nel mondo materialista di oggi abbiano perso il loro valore.
Ma Sīlis ci dice che per vivere in questo mondo pieno di sfide, bisogna prima svegliarsi per poter cambiare la propria realtà.

 

________________________
c/o ZONA K
Per partecipare è necessario inviare la richiesta di tesseramento annuale entro il giorno prima dello spettacolo, fallo SUBITO QUI

Info: spettacolo • durata 90 min. • in lettone con sovratitoli in italiano

Biglietti: 15 € (intero) – 10 € (ridotto studenti/ under 26/over 65/gruppi)
Tessera associativa 2020: € 2,00

Spettacolo in abbonamento
________________________

 

scritto da: Matīss Gricmanis regia: Valters Sīlis con: Jānis Kronis, Āris Matesovičs, Ance Strazda scene: Uģis Bērziņs; luci: Lauris Johansons produzione: Dirty Deal Teatro

 

Matīss Gricmanis è uno scrittore e drammaturgo che scrive per teatro, cinema e televisione. Fin da giovane si è occupato di politica trasportando più tardi la sua esperienza nella scrittura per la scena. Nel 2018 ha vinto il concorso del nuovo festival di drammaturgia Versmė del Lithuanian National Drama Theatre con il suo spettacolo “Narrow Margins of a Normative Lifestyle”, basato sui diari di un omosessuale che viveva durante il regime sovietico lettone.
Valters Sīlis è uno dei più importanti registi della scena baltica. Nei suoi lavori rivolge sempre particolare attenzione alla complessità dell’esperienza umana portando in primo piano gli individui più marginali e vulnerabili.

 

FOCUS GLOBAL

EVE #1

 

Torna a Danae Filippo Michelangelo Ceredi con la sua seconda creazione.
EVE #1 esplora il nostro rapporto con la memoria degli avvenimenti del nuovo millennio attraverso le immagini. Dal 2001 ad oggi la comunicazione visuale ha assunto un ruolo predominante e la nostra capacità di ricevere le informazioni è stata fortemente modificata. Il ricordo dei fatti di rilevanza globale verte sempre più spesso su immagini di grandi traumi o di disastri, disegnando un panorama tragico del mondo. La sovrabbondanza di stimoli visivi ha mortificato l’immaginazione e ha generato assuefazione all’orrore. EVE #1 è una rievocazione delle immagini che costruiscono l’immaginario contemporaneo e un tentativo di riprendere uno sguardo più lucido sul presente.

PRIMA ASSOLUTA
di e con Filippo Michelangelo Ceredi assistenti al progetto Clara Federica Crescini, Sara Gambini Rossano
disegno luci Adriana Renna accompagnamento alla realizzazione Alessandra De Santis e Attilio Nicoli Cristiani – Teatro delle Moire una produzione di Filippo Michelangelo Ceredi, Teatro delle Moire/Danae Festival, Lenz Fondazione/Natura Dèi Teatri Festival con il sostegno di IntercettAzioni – Centro di Residenza Artistica della Lombardia (un progetto di Circuito CLAPS e Teatro delle Moire, Industria Scenica, Milano Musica, ZONA K)

durata 50′

 

INFO E PRENOTAZIONI
+39 02 39820636 | +39 338 8139995 | info@teatrodellemoire.it
Prenotazione consigliata

 

 

Filippo Michelangelo Ceredi, dopo la laurea in filosofia a Milano, lavora come assistente alla regia di Marco Bechis nel film Il sorriso del capo (2011), in collaborazione con Istituto Luce, e nella serie web Il rumore della memoria (2014). Assiste Iacopo Patierno nella realizzazione della serie web per il progetto italo-mozambicano Il teatro fa bene (2016) e dirige lavori da videomaker. Dal 2012 inizia una formazione teatrale seguendo i laboratori del Teatro delle Moire e lavorando come tecnico per progetti teatrali. Nel 2016 debutta a Danae Festival con Between Me and P., presentato successivamente a Santarcangelo Festival 2017.

CONCERTO

Francesco Michele Laterza, regista e performer, ritorna a Danae, dopo aver presentato nel 2017 la performance dissacrante tutta al maschile Acquafuocofuochissimo. Questa volta si cimenta in un duetto insieme alla poliedrica artista Floor Robert, performer, disegnatrice e autrice, premiata nel 2008 con la menzione speciale del Premio HystrioConcerto è un concerto dell’immaginazione. Uno spettacolo teatrale che sogna di essere una performance musicale. Il lavoro muove da una raccolta di sogni trascritti e trasformati in canzoni originali o materiali performativi con l’idea di costruire un coro di forze, voci e immagini al limite del paradosso che dialogano all’ interno di un assurdo concerto in perpetuo mutamento.

PRIMA ASSOLUTA
di Francesco Michele Laterza con Francesco Michele Laterza e Floor Robert foto di Fabio Artese coproduzione Teatro delle Moire/Danae Festival con il sostegno di IntercettAzioni – Centro di Residenza Artistica della Lombardia (un progetto di Circuito CLAPS e Teatro delle Moire, Industria Scenica, Milano Musica, ZONA K)

durata 50′

 

INFO E PRENOTAZIONI
+39 02 39820636 | +39 338 8139995 | info@teatrodellemoire.it
Prenotazione consigliata

 

 

 

Francesco Michele Laterza, performer, regista e coreografo, dopo aver lavorato come interprete per diverse compagnie italiane (DOM-,Teatro Valdoca, Strasse, Famiglia Fuché, Inquanto teatro), intraprende un percorso autoriale mettendo al centro della sua ricerca la relazione tra corpo e processi di costruzione dell’identità attraverso la sperimentazione di diverse modalità performative. Nel 2015 con il progetto Acquafuocofuochissimo è coreografo residente presso Anghiari Dance Hub e vincitore del bando Assemblaggi Provvisori indetto dalla Tenuta dello Scompiglio di Vorno (Lucca). Dal 2017 è artista associato del progetto Officina Lachesi Lab curato dal Teatro delle Moire, Danae Festival di Milano. Nel 2018 è tra gli artisti selezionati nel workshop È il corpo che decide a cura di Marcello Maloberti con la performance Esercizi sullo spazio, al Museo del Novecento di Milano. È ideatore e conduttore di progetti di formazione e ricerca teatrale e di laboratori incentrati sullo studio del gesto.

LIVE SESSION

Matita è un concerto da guardare, colorare, disegnare. Un ensemble di disegnatori ritmici attorno a un tavolo microfonato, che amplifica il suono di matite, penne, pennarelli. Un pianoforte li accompagna, li guida, li insegue in un dialogo musicale.
L’atto del disegnare si trasforma in un gesto ritmico, visivo e sonoro, che accompagna e dà forma e struttura alla musica. Il concerto è la presentazione ufficiale del nuovo live da palco, si avvale di nuovi visuals curati dal gruppo stesso, con la collaborazione dell’artista visivo Daniele Spanò.

Antonello Raggi piano elettrico ed elettronica
Fabio Bonelli matite, penne, pennarelli
Francesco Campanozzi pennarelli, penne, matite
Antonello Raggi, Daniele Spanò, Matita visuals

durata 50 minuti

 

INFO E PRENOTAZIONI
+39 02 39820636 | +39 338 8139995 | info@teatrodellemoire.it
Prenotazione consigliata

 

 

 

 

Fabio Bonelli è un musicista e creativo cresciuto musicalmente come chitarrista dei milaus.
Dal 2007 ha sviluppato numerosi progetti, alla continua ricerca di un’unione tra quotidianità e incanto: Musica da cucina (concrete folk per chitarra e tavolo apparecchiato), Matita (collettivo di disegnatori ritmici), dBEETH (DJ set di musica classica su vinile), Sit In Music (indie pop per essere umano e band di pupazzetti), Kosmophon (concerto per chitarra e vecchi vinili di musica etnica), Sii Bih Dii (improvvisazioni aperte su vinili per birdwatchers). Ha creato colonne sonore per documentari (INSOLITO CINEMA, DON’T MOVIE) e per teatro (Gruppo Teatro Campestre), creato installazioni sonore/sound design per rassegne collaborando con artisti visivi (Audiovisiva, Container Art, Tamara Ferioli, Dome Bulfaro, Leonardo Nava).
Ha suonato, tra gli altri, alla Triennale e al Museo della Scienza e della Tecnica (Milano), MITO
Fringe (Milano), Milano Piano City (Milano), Frison (Freiburg, Svizzera), MONA FOMA 2011
(Hobart, Tasmania), Linz 09(Linz, Austria), Città dell’arte/Fondazione Pistoletto (Biella),Teatro Eliseo (Roma), Silencio (Parigi, Francia), RomaEuropa (Roma), Castello di Rivoli(Rivoli, TO), MAXXI Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo (Roma).
Di lui hanno parlato La Repubblica, LeMonde Magazine, ARTE TV, RTSI Radio Televisione
della Svizzera Italiana, Rai Due “TG2 Costume e società”, Radio Tre “Piazza Verdi”, Radio Tre
“Alza il Volume”, France Culture “L’atelier interieur” e numerose testate giornalistichemusicali sia cartacee (Insound) che online (Rockit, Onda Rock)

EUROPA! EUROPA!

EUROPA! EUROPA! è il fil rouge di tutta la stagione. Di Europa, oggi, dobbiamo, vogliamo parlare. Ci sembra quanto mai indispensabile dedicare un anno intero a un tema che tocca tutti da vicino e che sta ridefinendo nuove geografie politiche, economiche, sociali e culturali. Noi, nati in Europa, cresciuti con l’idea, con l‘ideale di Europa, pensiamo sia giusto parlarne ancora, e ancora, nonostante o proprio perché si trova in un momento fragile e complesso. E di quell’Europa nata dalla guerra, cresciuta con gli ideali di democrazia, immobilizzata nell’affrontare nuovi scenari di difficile previsione, vogliamo parlare nel linguaggio che ci appartiene.

Vogliamo seguire il flusso di celebrazioni, anniversari e rievocazioni – i cosiddetti re-enactment inglesi – che scandiscono il nostro tempo e la nostra memoria, ma anche immaginare e inventare scenari possibili. Perché dall’Europa abbiamo interiorizzato i confini aperti, le strade culturali, le reti possibili e non possiamo più farne a meno.

WAR, DEMOCRACY, URBAN e NOW saranno i focus che declineranno la nostra idea di Europa, oggi che la Brexit è realtà, che il populismo è alle porte e con esso migliaia di persone. La sfida è aperta, con tutti i rischi che ciò comporta.

Con l’edizione 2017, la stagione teatrale e multidisciplinare di ZONA K giunge al suo 5° anno di attività. Un anniversario importante, per un’attività cresciuta in fretta, così in fretta che ogni tanto travolge e sorprende anche noi. Un anniversario che siamo liete di festeggiare anche grazie al Premio Sandra Angelini assegnatoci da Retecritica per il Miglior progetto organizzativo 2016. E grazie alle collaborazioni con vecchi e nuovi amici che quest’anno ci permettono di realizzare una stagione davvero straordinaria: C.L.A.P.Spettacolodalvivo, Danae Festival, la Casa della Memoria, Olinda, Stanze e Triennale Teatro dell’Arte.

REPORTER ANCH’IO!

Il laboratorio è annullato : ( e non è uno scherzo di carnevale.

Diventa video-giornalista per un giorno:  andiamo insieme a caccia di storie e di… oggetti di valore!

 

ore 10.30 – 12.00 dai 4 ai 6 anni
Porta con te il tuo giocattolo preferito: racconteremo una storia in stop motion… e i protagonisti sarete voi!

 

ore 14.30 – 17.00 dai 7 agli 11 anni
Porta un oggetto a cui sei affezionato: racconteremo la sua storia con il teatro e il video… e poi via!
In giro per il quartiere a scovare tante altre storie!

Ingresso laboratori: 10 euro (materna) – 12 euro (elementari)
Prenotazioni: biglietti@zonak.it fino al raggiungimento del numero massimo di partecipanti

I soldi fanno la felicità

 

Stravolgere il vecchio adagio, che nega questo potere dei soldi, significa andare a vedere come sia cresciuta e come si sia diffusa una nuova finanza, etica, e quali siano gli strumenti adatti e necessari per educarci ed educare in campo economico e finanziario.

Fra gli attrezzi che sono stati sperimentati su scala globale con particolare successo, dai contadini delle terre povere fino ai sostenitori di alcune forze politiche occidentali, c’è il microcredito.

Una serata di dialogo su questi temi.

Intervengono: Ugo Biggeri, presidente di Banca Etica e Matteo Zagaria, amministratore di CreSud, società italiana che finanzia microcredito nel sud del mondo da 20 anni.

Modera la serata Angelo Miotto.
A cura di Q Code Mag.

 

 

pic. by Freepick

Mio cugino
(Limited edition)

 

In un focus dove gli spettacoli raccontano dei meccanismi finanziari/matematici, relativi al denaro, abbiamo pensato a uno spettacolo che toccasse più l’aspetto umano e che raccontasse vite vissute. Ed è in quest’ottica che ospitiamo Mio cugino (Limited edition) di Mauro Pescio che, a suo modo, ha condotto comunque una sorta di indagine sociologica che racconta il nostro quotidiano.

In questo spettacolo Mauro Pescio ci farà conoscere storie di vita vere di persone che ha incontrato. Ha scelto narrazioni che fossero capaci di sfidare le nostre aspettative sul mondo. Un ragazzo che ha vissuto la dipendenza da videopoker, un ex pornodivo, una liceale sopravvissuta alla strage di San Valentino 2018 in un campus in Florida, un figlio di un poliziotto ucciso dalle Br, una coppia in crisi per futili motivi. In altre parole, ha cercato storie vere che sembrassero inventate.

Non ha messo limiti riguardo agli argomenti: le storie possono riguardare grandi eventi o piccole cose, situazioni tragiche o comiche, insomma qualsiasi esperienza di vita capace di darci un punto di vista originale e significativo della realtà. Lasciandosi guidare dalla convinzione che più ci sforziamo di capire il mondo, più il mondo si fa elusivo e ingannevole e che soltanto nelle esperienze degli esseri umani si possa andare a cercare una qualche risposta capace di contenere un nocciolo di verità.

 

Spettacolo – durata 65 min. – in italiano
c/o ZONA K

 

Di Mauro Pescio Con Mauro Pescio, Giulia Valli e Stefano Malatesta e con l’amichevole partecipazione di alcuni amici, colleghi e umanità varia in via di definizione

 

Ingresso: 15 euro (intero)  – 10 euro (ridotto under 26/over 65/gruppi)

 


Mauro Pescio
, autore radiofonico e teatrale, vive a Roma. Dopo essersi diplomato alla Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano si trasferisce a Roma dove fonda una compagnia teatrale con cui lavora per dieci anni. Dal 2012 è autore di “Voi siete qui” per Radio24 e dal 2015 di “Pascal” di Radio2. Dal 2017 collabora con Radio3 per la trasmissione di audiodocumentari “Tre soldi”. Per Audible ha scritto “La piena”, prima produzione italiana di Amazon di un podcast teatrale.

 

 

FOCUS MONEY

Peregrinus

 

Uno spettacolo itinerante senza parole ispirato alla poesia di T.S. Eliot

Profondo ma suggestivo, esprime le angosce umane in un mondo disumanizzato.

Lo spettacolo descrive una giornata qualsiasi di un uomo del XXI° secolo. Un individuo “normale” contemporaneo, la cui vita si divide tra casa e lavoro, una vita vissuta fusa alla vita lavorativa. Le sue peregrinazioni nella ricerca di un senso da dare alla propria esistenza si rispecchiano nel suo lavoro quotidiano, privo di spiritualità, di amore o bellezza.

Il mondo di Peregrinus è un mondo digitale, triste, terribile e grottesco, nel quale il consumismo è l’unica religione. Lui stesso abita nella vetrina di un negozio. Un personaggio dello spettacolo rivelerà le avventure del protagonista in contesti differenti e in situazioni diverse.
L’Homo Peregrinus è un essere umano “formattato”, prevedibile, privo di emozioni e di personalità.

Lo spettacolo è stato rappresentato in molte città della Polonia, ma anche in Canada, Cina, Croazia, Inghilterra, Francia, Georgia, Germania, Iran, Corea, Lituania, Romania, Russia, Spagna e USA.

 

Performance – 60 min ca. – senza parole – gratuito

Punto di ritrovo: VIA DE CASTILLIA 14, ai piedi del Bosco Verticale,
all’inizio della PASSEGGIATA LUIGI VERONELLI verso PIAZZA GAE AULENTI

 

Un progetto ZONA K in collaborazione con Fattoria Vittadini
Inserito nel programma del FESTIVAL DEL SILENZIO

 

Testo, musica e regia: Jerzy Zon Ideazione maschereSpitfire Company Disegno Maschere: Joanna Jaśko-Sroka Movimenti e coreografie: Eryk Makohon Performers: Karolina Bondaronek, Paulina Lasyk, Grażyna Srebrny-Rosa, Justyna Wójcik, Marta Zoń, Sławek Bendykowski, Bartek Cieniawa, Paweł Monsiel/Krzysztof Tyszko, Michał Orzyłowski

 

Il KTO è un teatro che crea spettacoli per la strada. I suoi spettacoli hanno visto la partecipazione di oltre un milione e mezzo di persone. Dal 1° gennaio 2005 la KTO ha lo status di teatro comunale di Cracovia. Il direttore del Teatro KTO è Jerzy Zon. Il KTO Theatre ha realizzato numerosissimi spettacoli all’aperto portando in scena gli eventi storici più rilevanti della storia polacca ed europea: “De la Revolution”, in occasione dell’anniversario dei Duecento anni della Rivoluzione francese, “The Refugees”, un’installazione sulla caduta del muro di Berlino, “The Polish Chronicle” in occasione dell’entrata in Europa della Polonia, per citarne alcuni. Inoltre, il KTO Theatre ha organizzato 31 edizioni del Festival Internazionale di Teatro di Strada a Cracovia oltre ad altri progetti culturali.

Spokaoke

 

Un microfono, uno schermo, il testo che scorre in sovrimpressione, due minuti per esibirsi davanti al pubblico. Cantanti? No, al loro posto ci sono altri grandi artisti che sono passati alla storia per la loro passione, la loro eloquenza, le loro parole.

Spokaoke è un evento partecipativo che invita il pubblico a declamare discorsi così come canterebbe canzoni in un karaoke bar. Cinquanta speech-video caricati in un dispositivo-karaoke e disponibili in un catalogo che gli spettatori possono sfogliare: discorsi politici, discorsi pubblici, monologhi teatrali, elogi, testimonianze di processo, ecc. Alcuni sono familiari al punto da essere considerati icone (“I have a dream”, “Mr. Gorbaciov, abbattete questo muro”); altri sono meno noti; alcuni fanno parte della nostra storia, altri dell’immaginario collettivo.

Recitare questi vecchi discorsi significa riconoscerli per quello che sono: frammenti di storia e di arte popolare. Ecco un’opportunità per rendere omaggio ad alcuni dei più grandi produttori di hit di tutti i tempi e resuscitare così trionfi e traumi del nostro passato lontano e prossimo.

Se il karaoke ci offre l’occasione di riconoscere una proprietà condivisa del patrimonio musicale pop, Spokaoke ci permette di giocare con un’eredità di artefatti parlati costruendo una Top10 del discorso collettivo.

 

Performance partecipata – durata 60 min. – in italiano

Un progetto di ZONA K con Stanze

 

24 maggio c/o Casa Privata – l’indirizzo verrà comunicato via sms 
25 maggio c/o ZONA K

Ingresso: € 10,00 compreso aperitivo

 

 

Ideazione: Annie Dorsen Sound design: Vladimir Kudryatsev and Uli Ertl Assistenza: Lola Harney Management: Natasha Katerinopoulos Co-produzione steirischer herbst (Graz) Black Box Teater (Oslo)

 

Annie Dorsen è una regista e scrittrice newyorkese le cui opere esplorano l’intersezione di algoritmi e performance dal vivo. Il suo progetto più recente, The Slow Room, è stato presentato in anteprima al Performance Space di New York nell’autunno 2018. I progetti precedenti, tra cui The great outdoors (2017), Yesterday Tomorrow (2015), A piece of work (2013) e Hello hi there (2010), sono stati ampiamente rappresentati negli Stati Uniti e in altri paesi. Collabora e scrive per The Drama Review, Theatre Magazine, Etcetera, Frakcija e Performing Arts Journal (PAJ).

Human animal.

 

Lo spettacolo prende vita dalla lettura de Il re pallido, ultimo romanzo pubblicato postumo dell’americano David Foster Wallace, dedicato all’eroica quotidianità di un gruppo di funzionari dell’Agenzia delle Entrate di una cittadina di provincia negli USA, con l’intento di indagare la noia, e la capacità/incapacità dell’essere umano di saper sopravvivere alla burocrazia. De Il re pallido, romanzo rimasto incompiuto, al seguito del suicidio di DFW, non restano che brandelli di storie non finite in cui possiamo scorgere le esistenze frammentate dei protagonisti, e respirare il tormento di DFW nel tentare a tutti i costi di trovare un senso all’esistenza umana.

Partendo da qui, La Ballata dei Lenna attraverso un percorso di immedesimazione con l’autore, ha condotto nell’arco di alcuni mesi, una ricerca all’interno di diversi uffici dell’Agenzia delle Entrate del nostro Paese, con l’intento di indagare un mondo che nell’immaginario comune di eroico ha ben poco. Il materiale ha prodotto una drammaturgia originale che gioca con la frammentarietà del romanzo per dar vita ad un docuteatro che dona, assieme allo sguardo degli spettatori, un nuovo senso all’opera.

Spettacolo – durata 70 min. ca. – in italiano
c/o ZONA K

 

 

Di Paola Di Mitri Regia Nicola Di Chio, Paola Di Mitri, Miriam Fieno Con Nicola Di Chio, Paola Di Mitri, Miriam Fieno Voce narrante Alex Cendron Luci e visual concept Gennaro Maria Cedrangolo e Eleonora Diana Video e riprese Vieri Brini e Irene Dionisio Costumi Valentina Menegatti Produzione La Ballata dei Lenna Produzione esecutiva ACTI Teatri Indipendenti Sostegno alla produzione Hangar Creatività, ZONA K Milano, Factory Compagnia Transadriatica, Principio Attivo Teatro In collaborazione con Scuola Holden

 

La Ballata dei Lenna è un collettivo di ricerca teatrale fondato da Nicola Di Chio, Paola Di Mitri e Miriam Fieno che nasce nel 2012 alla Civica Accademia d’Arte Drammatica “Nico Pepe” di Udine, dove i tre attori si formano e si diplomano. Il lavoro di compagnia si concentra sullo studio delle relazioni tra la collettività e il suo quotidiano, nel tentativo di mettere in evidenza i punti di attrito dell’immaginario contemporaneo. L’idea del teatro come una rappresentazione collettiva porta la compagnia alla ricerca e all’uso di una varietà di linguaggi, che vanno dalla centralità dell’attore alla sua scomposizione, dalla parola al movimento, dal suono all’immagine. I tre artisti fondano il loro lavoro in una prospettiva che comprende l’arte dell’autore, il mestiere di interprete e il ruolo di direttore della scena.

FOCUS #3
• ECOLOGY •

Climate change, green economy, ecological economics…

Le Nazioni Unite definiscono la green economy una reale prospettiva per una crescita del reddito e dell’occupazione guidati da investimenti che mirano alla riduzione dell’inquinamento, all’aumento delle energie rinnovabili, all’efficienza delle risorse ed a evitare la perdita di biodiversità.

Il climate change è un dato di fatto: le temperature sono in aumento, l’andamento delle precipitazioni sta variando, ghiaccio e neve si stanno sciogliendo e il livello medio del mare si sta innalzando a livello globale.

Ciononostante le diffidenze verso quella scienza che Darwin indicava come “economia della natura” e che nel 1866 assurse a scienza indipendente con il nome di ecologia, sono ancora troppe.

Sebbene gli scienziati ci dicano che siamo entrati nella cosiddetta era dell’antropocene, in cui l’ambiente terrestre è fortemente condizionato dagli effetti dell’azione umana, assistiamo a una schizofrenia globale. Da un lato previsioni politiche, sociali ed economiche devastanti sul futuro del pianeta, avvalorate da iniziative protezionistiche, chiusure nazionalistiche, ridiscussione degli accordi di Parigi del 2015; dall’altro la nascita di movimenti transnazionali in favore dell’ambiente, nuove generazioni consapevoli dei rischi e soprattutto lo sviluppo di investimenti economici in campo energetico che fanno sperare che la green economy non resti solo un miraggio.

 

SPECIALE RESIDENZE:
Spettacoli itineranti

 

11 | 14 + 16 + 18 |20 OTTOBRE
DOM- LEONARDO DELOGU, VALERIO SIRNA (IT)
L’UOMO CHE CAMMINA
Un progetto ZONA K e Danae Festival
Camminata Urbana

 

16 OTTOBRE
ANDY FIELD (GB)
Masterclass

 

17 OTTOBRE
L’uomo che cammina
Il film di Studio Azzurro
c/o Cinema Beltrade Milano

 

19 | 20 OTTOBRE
ANDY FIELD (GB)
LOOKOUT “un incontro uno a uno con vista sulla città”
Performance site specific

 

23 OTTOBRE
ČERNOBYL’: UNA CATASTROFE,
UN PUNTO DI PARTENZA E DI CONSAPEVOLEZZA. 

incontro a cura di Q Code Magazine

 

26 | 27 OTTOBRE
BERLIN (BE)
ZVIZDAL [CHERNOBYL, SO FAR – SO CLOSE]
performance multimediale c/o TeatroLaCucina

 

 

VAI A TUTTA LA STAGIONE

 

FOCUS ECOLOGY

Scavi

 

Scavi è un progetto collaterale a Quasi niente, spettacolo liberamente ispirato al film Deserto rosso di Michelangelo Antonioni, un lavoro attorno alla figura della protagonista del film, Giuliana, una “selvatica vestita elegante” che si fa carico di quella marginalità che da sempre attrae i due artisti.

Scavi è una performance che vuole essere la restituzione pubblica delle “scoperte” nella fase di indagine del lavoro sulla nuova creazione.

Scavare con pazienza, come fanno gli archeologi, per trovare una nota a margine, un pensiero inespresso, un’idea appena abbozzata, la fotografia di una scena non montata. È l’incontro con il processo creativo, un materiale vasto, fitto, grezzo, del quale l’opera è solo la punta dell’iceberg. Così Daria Deflorian e Antonio Tagliarini, insieme a Francesco Alberici, si sono avvicinati al primo film a colori di Michelangelo Antonioni, Il deserto rosso. A ZONA K restituiranno le scoperte dei loro Scavi.

 

Un progetto ZONA K e Triennale Teatro dell’Arte
Inserito nel programma di FOG Triennale Milano Performing Arts.

 

Spettacolo – durata 60 min. ca. – in italiano
c/o ZONA K

Ingresso: 16 euro (intero) – 11 euro (ridotto under 26/over 65/gruppi) – 8 euro (studenti) – 9 euro tesserati ZONA K

oppure c/o la biglietteria di Triennale Milano da mar a ven – dalle 10.30 alle 19.30 e i giorni di spettacolo c/o ZONA K da due ore prima dall’inizio.
info e-mail: biglietteria.teatro@triennale.org tel: +39 02.72434258

Agli spettacoli in ZONA K si accede previa iscrizione all’associazione.

 

Un progetto di Daria Deflorian e Antonio Tagliarini Scritto ed interpretato da Francesco Alberici, Daria Deflorian e Antonio Tagliarini Consulenza letteraria Morena Campani Accompagnamento e distribuzione internazionale Francesca Corona Organizzazione Anna Damiani Foto Elizabeth Carecchio Coproduzione A.D. e Festival di Santarcangelo In collaborazione con Istituto Italiano di Cultura di Parigi residenza produttiva Carrozzerie | n.o.t Roma

 

Daria Deflorian e Antonio Tagliarini sono autori, registi e performer. Il loro primo lavoro è del 2008, Rewind, omaggio a Cafè Müller di Pina Bausch. Nel 2009 portano in scena from a to d and back again. Tra il 2010 e il 2011 hanno lavorato al “Progetto Reality” che, a partire dai diari di una casalinga di Cracovia, ha dato vita a due lavori: l’installazione/performace czeczy/cose (2011) e lo spettacolo Reality (2012), lavoro per il quale Daria Deflorian ha vinto il Premio Ubu 2012 come miglior attrice protagonista. Ce ne andiamo per non darvi altre preoccupazioni ha debuttato nel 2013 (Premio Ubu 2014 come miglior novità italiana mentre nel 2016 riceve il Premio della Critica come miglior spettacolo straniero in Quebec, Canada). Hanno creato due site specific: Il posto (2014) creato e presentato a Milano alla Casa Museo Boschi/Di Stefano per il progetto “Stanze” e Quando non so cosa fare cosa faccio (2015). Il cielo non è un fondale ha debuttato nel 2016 a Losanna. Lo spettacolo Quasi Niente ha debuttato nell’ottobre 2018.

Francesco Alberici (1988), terminati gli studi classici, si laurea in Economia e Commercio presso l’Università Bocconi di Milano. Si diploma come attore alla scuola Quelli di Grock e lavora in diversi spettacoli della compagnia stessa. Con il collettivo FRIGOPRODUZIONI, del quale è fondatore assieme a Claudia Marsicano e Daniele Turconi, realizza Socialmente eTropicana, lavori grazie ai quali il gruppo ottiene diversi riconoscimenti. Nel 2015 partecipa al corso di perfezionamento teatrale “Il corpo nelle parole” del Centro Teatrale Santa Cristina. Nel 2016 inizia una collaborazione con Daria Deflorian e Antonio Tagliarini, che lo porta a prendere parte ai progetti Il cielo non è un fondale, Quasi niente e Scavi.

R 500 – Safari nel labirinto urbano
#Studio I. L’Isola che non c’è.

 

R 500 – Safari nel labirinto urbano #studio I. l’Isola che non c’è_primo studio è una performance itinerante e partecipativa che conduce il pubblico all’esplorazione della natura, a volte nascosta ai nostri occhi, e della sua complessa relazione con l’architettura urbana e gli abitanti, in uno stretto raggio di 500 metri compreso tra ZONA K e la Biblioteca degli Alberi.

La performance nasce da un lavoro collettivo di ricerca artistica e da un’analisi scientifica di questo specifico raggio di 500 metri: performer, ecologi, architetti e musicisti danno vita a un safari urbano coinvolgente e unico, composto in frammenti sonori, racconti, visioni ed incontri.

 

Gioco urbano per 66 spettatori – in italiano
Durata: 90 min. circa
Luogo di partenza: c/o ZONA K

 

Un progetto di Pleiadi, Campsirago Residenza, in collaborazione con ZONA K (I), The Intrnational Accademy for Natural Arts (NL), BAM – Biblioteca degli Alberi Milano (I), Con il sostegno di IntercettAzioni – Centro di Residenza Artistica della Lombardia (un progetto di Circuito CLAPS e ZONA K, Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire) artistic and scientific team Michele Losi, Sjoerd Wagenaar, Sofia Bolognini, Liliana Benini, Luca Maria Baldini, Emilio Padoa Schioppa, collettivo Studio Pasta Madre.

 

Pleiadi Art Productions nasce nel 2015 in seno a Campsirago Residenza. È un progetto di produzione aperto e multidisciplinare che prende vita dall’esperienza teatrale e performativa di Michele Losi e dall’esperienza artistica dell’attrice Mariasofia Alleva, insieme a Riccardo Calabrò, drammaturgo, Marialuisa Bafunno, scenografa, Stefania Coretti, costumista e artista visiva, Alberto Sansone, videomaker, Diego Dioguardi, sound designer, musicista e dj. È incentrato sulla sperimentazione nell’ambito della performing art, del teatro nel paesaggio e delle produzioni site-specific. Pleiadi è un luogo aperto ad artisti di diverse discipline e provenienze che condividono l’intento di creare Arte anche per coloro che non sono soliti frequentarla: per chi, ad esempio, a teatro non è mai entrato o ha smesso di entrare.

 

SPECIALE RESIDENZE ECOLOGY

 

FOCUS ECOLOGY

L’uomo che cammina

 

L’arte sta in far sì che tutto sia falso e paia vero.
L’arte sta in far sì che tutto sia vero e paia falso.
« il realismo è l’impossibile » – W. Siti

Dopo il grande successo ottenuto nella scorsa stagione, ritorna l’operazione straordinaria di DOM- che, a partire dalla graphic novel di Jiro Taniguchi, costruisce una drammaturgia di spazi in cui lasciar esplodere il confine tra centro e periferie, tra urbano e terzo paesaggio, tra umano e non umano.

Un uomo, lo scrittore e drammaturgo Antonio Moresco, percorre la città passeggiando. Attraverso il suo viaggio il paesaggio si apre e si nasconde agli occhi del pubblico che lo segue a distanza, come a spiarlo, in bilico tra identificazione e distacco.

Gli spazi si susseguono come in un ininterrotto piano sequenza – una piazza, una stazione, una cattedrale, un campo incolto, una palude, una piscina pubblica, un motel. L’esperienza viva del cammino diventa il pretesto per un corpo a corpo con il reale.

 

Un progetto ZONA K e Danae Festival

 

I biglietti verranno ritirati presso il luogo di partenza.

 

SOLD OUT, per repliche 11 – 14 ottobre, lista d’attesa completa. 

 

Performance urbana, itinerante per soli 15 spettatori.
Durata del tragitto: 4 ore e 30 minuti ca.

Il luogo di partenza sarà comunicato via sms a ciascun partecipante il giorno prima della performance prenotata, pertanto verrà chiesto un contatto telefonico. La performance prevede un percorso a piedi di circa 4 ore e mezza, si raccomanda di indossare abbigliamento e scarpe comodi. Non è adatta a persone con capacità motoria ridotta.

 

Ideazione, drammaturgia e regia a cura di DOM- / Leonardo Delogu, Valerio Sirna Produzione Teatro Stabile dell’Umbria, ZONA K, Danae Festival, Terzo paesaggio Con Antonio Moresco e con Paola Galassi e Isabella Macchi Con la partecipazione degli allievi di ITAS Giulio Natta di Milano Organizzazione e guida Francesca Agabiti Liberamente ispirato al fumetto di Jiro Taniguchi – L’uomo che cammina Testi inediti Antonio Moresco Progetto video Studio Azzurro A cura di Alberto Danelli, Laura Marcolini, Martina Rosa Musiche originali Fabio Zuffanti Elaborazione suono Lorenzo Danesin Collaborazione Museo Del Novecento, Milano Sport, Abbazia di Chiaravalle, Hotel Corvetto Con il sostegno di IntercettAzioni – Centro di Residenza Artistica della Lombardia (un progetto di Circuito CLAPS e ZONA K, Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire)

VAI AL FILM DI STUDIO AZZURRO

 

DOM- è un progetto nato nel 2013 dalla collaborazione tra gli artisti Leonardo Delogu, Valerio Sirna ed Hélène Gautier. Indaga il linguaggio delle performing arts, con una particolare attenzione alla relazione tra corpo e paesaggio, e si impegna nella trasmissione di peculiari pratiche di abitazione, legate allo spazio e al tempo della creazione artistica. DOM- costruisce eventi performativi, seminari, camminate, scritti, giardini, installazioni, video, reportage fotografici. 

Antonio Moresco, Scrittore italiano [Mantova, classe 1947]. Dopo aver compiuto un difficile apprendistato di cui dà conto in Lettere a nessuno (1997) documentando criticamente la
difficoltà di emergere dalla condizione di scrittore sotterraneo e rifiutato dal mondo editoriale italiano, ha pubblicato nel 1993 la raccolta di racconti Clandestinità, in cui sono già presenti i temi che sostanziano la sua opera, resi in uno stile asciutto e iperrealista che ne accresce l’impatto drammatico: quello della solitudine, in primo luogo, attraversata da una dimensione del sogno come straniamento da sé, cui si affianca il motivo ricorrente di una ricerca affannata di senso che si dipana attraverso percorsi obliqui e instabili. Il fulcro dell’opera di Moresco ruota intorno alla vasta opera Giochi dell’eternità, scritta nell’arco di 35 anni, costituita da Gli esordi (1998), Canti del caos (edito in due volumi nel 2001 e 2003) e Gli increati (2015). Tra le sue altre opere: La cipolla (1995), Lo sbrego (2005), Scritti di viaggio, di combattimento e di sogno (2005), Merda e luce (2007), La lucina (2013), Fiaba d’amore (2014), I randagi (2014), Piccola fiaba un po’ da ridere e un po’ da piangere (2015), L’addio (2016), Fiabe da Antonio Moresco (2017) e, entrambe nel 2018, L’adorazione e la lotta e Il grido.
Fondatore nel 2003 del blog Nazione indiana, nel 2005 ha creato la rivista telematica e cartacea Il primo amore.

 

FOCUS ECOLOGY

Zvizdal
[Chernobyl, so far – so close]

 

Ucraina. Circa un migliaio di abitanti sono tornati nei territori contaminati della Zona di Esclusione in un raggio di 30 km da Chernobyl. Sono chiamati samosiols: coloro che hanno fatto ritorno.

Pétro e Nadia non se ne sono mai andati.

Quando la giornalista e scrittrice Cathy Blisson li ha incontrati nel 2009, Pétro e Nadia (entrambi ottantenni) erano gli unici due abitanti di un villaggio fantasma lungo appena 4 km. In seguito al disastro nucleare che esplose nella notte tra il 26 e il 27 aprile 1986, Zvizdal fu dichiarata non idonea per l’uomo. Un evento drammatico che ha condizionato la vita di centinaia di migliaia di ucraini, russi e bielorussi. Status: ufficialmente designato per l’evacuazione.

25 anni dopo ‘Chernobyl’ Pétro e Nadia vivono ancora lì, soli, circondati da una foresta che lentamente sta invecchiando con loro. In compagnia di un cane da guardia, una mucca magrissima, un lama e poche galline trascorrono le giornate, invocando Stalin e tutti i santi, in attesa che prima o poi il villaggio si ripopoli.

Un progetto di lungo corso (dal 2011 al 2015), Zvizdal si dispiega attraverso il trascorrere delle stagioni in un mondo dove il pericolo, invisibile, è ovunque. Una riflessione sull’isolamento, la questione della sopravvivenza, la solitudine e l’attesa della morte.

Performance multimediale – durata 60 min. ca. – in italiano

In collaborazione e c/o
Olinda/TeatroLaCucina, Ex O.P. Paolo Pini – via Ippocrate, 45

 

Ritiro biglietti nei giorni di spettacolo c/o TeatroLaCucina



Ideazione: Bart Baele, Yves Degryse, Cathy Blisson Con Nadia Pylypivna Lubenoce e Pétro Opanassovitch-Lubenoc Scene Manu Siebens, Ina Peeters, Berlin Interviste Yves Degryse, Cathy Blisson Camera e montaggio Bart Baele, Geert De Vleesschauwer Registrazione suono Toon Meuris, Bas de Caluwé, Manu Siebens, Karel Verstreken Traduzione Olga Mitronina Composizione musicale Peter Van Laerhoven Coproduzione Het Zuidelijk Toneel (Tilbourg); PACT Zollverein (Essen); Dublin Theatre Festival; Kunstenfestivaldesarts (Bruxelles); BIT Teatergarasjen (Bergen); Künstlerhaus Mousonturm (Francfort-sur-le-Main); Theaterfestival Boulevard (Den Bosch); Brighton Festival; Onassis Cultural Centre [Athène, GR]; Le CENTQUATRE-PARIS Co-realizzazione Le CENTQUATRE-PARIS; Festival d’Automne à Paris In collaborazione con deSingel (Anvers) Con il supporto di Gouvernement Flamand.

Lo spettacolo ha debuttato il 12 maggio 2016 al Kunstenfestivaldesarts (Bruxelles)

 

Fondatori di BERLIN nel 2003, i registi Bart Baele e Yves Degryse decisero di non scegliere un genere in particolare, ma di avventurarsi nel regno del documentario e lasciare che fossero i luoghi delle loro incursioni a guidare la loro ispirazione. Questa filosofia ha dato vita a due cicli progettuali: Holocene (l’attuale era geologica) dove il punto di partenza è sempre una città o un altro luogo del pianeta, e Horror Vacui (paura del vuoto) nel quale storie vere e toccanti vengono delicatamente districate attorno ad una tavola. Il ciclo Holocene comprende Jerusalem, Iqaluit, Bonanza, Moscow e Zvizdal. I primi tre episodi di Horror Vacui sono invece Tagfish, Land’s end e Perhaps all the dragons. I BERLIN sono tuttora al lavoro su entrambi i cicli. Holocene terminerà nella città di Berlino (da qui il nome del gruppo) con la creazione di un progetto di docu-fiction che coinvolgerà gli abitanti delle città protagoniste degli episodi precedenti. La compagnia ha lavorato in 27 paesi diversi negli ultimi anni, all’interno di vari circuiti: dai teatri agli spazi espositivi, dai festival alle location speciali.

 

FOCUS ECOLOGY

Dreaming Collectives.
Tapping Sheeps (State 3)

 

Con la serie Stato 1-4 (di cui questo è il terzo episodio), Rimini Protokoll indaga ciò che oggi sfugge all’organizzazione e al controllo dello stato-nazione contemporaneo. Guarda all’essenza di quei poteri la cui separazione era intesa come principale meccanismo di controllo e monitoraggio delle strutture statali. Quanto questi poteri sono ancor in grado di regolare gli impeti decisivi per il cambiamento sociale odierno?

Benvenuti nell’anno 2048. L’organizzazione dell’umanità è finalmente del tutto digitalizzata. Non c’è più violenza. IRIS controlla le nostre armi. Non ci sono più incidenti stradali, perché IRIS controlla il traffico. La partecipazione democratica avviene tramite interazioni digitali. Ciò che clicchi è ciò che voti. IRIS ne misura i risultati. La democrazia è diventata liquida ed è rimasta teatro – ogni spettacolo è una sessione laboratoriale per 120 spettatori nella nuvola. Equipaggiati di tablet programmati ad hoc, i partecipanti entrano in un processo di voto permanete, tutti connessi alla nuvola attraverso i loro dispositivi digitali. Il pubblico diventa il corpo risonante che proietta le dinamiche dello sciame tipiche della rete nello spazio teatrale. Le loro decisioni si trasformano in suono. I loro dati diventano nuvole digitali. Partendo da Atene, luogo in cui la democrazia è nata e sembra oggi aver fallito, Daniel Wetzel e Ioanna Valsamidou indagano potenzialità e pericoli della digitalizzazione per il processo democratico.

 

Un progetto ZONA K e Teatro Franco Parenti


Performance – durata 90 min. ca. – in italiano
c/o Teatro Franco Parenti – Via Pier Lombardo, 14

 

Ideazione, direzione e testo: Daniel Wetzel
 Co-autore: Joanna Valsamidou
 Drammaturgia e ricerca: Julia Weinreich
 Composizione: Lambros Pigounis & Peter Breitenbach 
Direzione tecnica e disegna luci: Martin Schwemin: System Development Design interattivo: Dimitris Trakas/Renia Papathanasiou Scenografia: Magda Plevraki
 Assistenza alla regia e ricerca: Andreas Adreou Collaborazione scenografica: Guy Stefanou
 Assistenze: Nora Otte, Natasha Tsintikidi, Sarah HoemskeRicerca: Annette Müller Produzione esecutiva State 3: Violetta Gyra/Paula Oevermann Produzione esecutiva per Rimini Protokoll: Anna Florin Assistente di produzione: Dimos Klimenof
 Direttore di scena: Norman Schaefer, Franz Dextor 
Luci: Olivia Walter, Thomas Wildenhain 
 Audio: Hannes Rackow/Uwe Lahmann
 Makeup: Gabriele Recknagel
 Oggetti: Reinhild Mende

 

 

RIMINI PROTOKOLL è l’etichetta per i lavori di Helgard Haug, Stefan Kaegi e Daniel Wetzel, che dal 2000 costituiscono un collettivo di registi/autori e firmano le loro opere singolarmente, a due o a tre. Il loro lavoro indaga sistematicamente la realtà attraverso il teatro, utilizzando linguaggi innovativi che hanno di fatto rivoluzionato la scena Europea. Hanno portato in scena impresari di pompe funebri, uomini d’affari africani, programmatori specializzati e grandi investitori, politici ed economisti – i cosiddetti “esperti della realtà” – a volte anche tutti insieme. Ha organizzato passeggiate urbane guidate da un navigatore elettronico, visite a domicilio nelle case, rappresentazioni statistiche in scena delle maggior città del mondo, umanoidi meccanici protagonisti del palco. Sono stati invitati innumerevoli volte al Berliner Theatertreffen e hanno vinto innumerevoli premi (il Leone d’Argento alla Biennale di Venezia, il premio tedesco Der Faust, il riconoscimento come miglior Radiodramma dell’Associazione Ciechi di Guerra tedeschi – il premio per radiodramma più importante in Germania, il Premio Teatrale Europeo, solo per citarne alcuni). Si può ben dire che da metà degli anni 2000 in poi si deve parlare del teatro d’avanguardia prima e dopo i Rimini Protokoll.

You fight!

 

Ci sono le tre S per cui in molti combattono: Soldi, Sesso, Successo. Quello dei lavoratori dello spettacolo online è un fenomeno in costante espansione.

Kokoschka Revival lavora allo sviluppo dell’ultima produzione, uno spettacolo multimediale che indaga le bizzarre forme di intrattenimento in live streaming e il fenomeno della monetizzazione della propria immagine nelle piattaforme online.

Si tratta di un lavoro che narra la storia di due ragazze che lavorano e vivono il loro quotidiano nello spazio virtuale: due fighters che non si guardano mai negli occhi, pur condividendo, per assurdo, lo stesso spazio del reale. Nell’era del branding del sé, dell’individualismo dominante, dello smartphone intimo e inseparabile… YouFight! Per cosa stai combattendo?

YouFight! è una piattaforma, dove ogni utente combatte per vivere e guadagnare soldi, che riceve in forma di credito/Like dal suo pubblico (chiamiamo questa moneta Energy Coin). Ognuno può proporre il gioco di combattimento che vuole, e le nostre due protagoniste si sfidano a chess Boxing: uno sport nel quale si alternano un round di Boxe e uno di scacchi. Nella stessa piattaforma di YouFight! si può spendere il tempo libero in altri servizi di intrattenimento immersivi, da fruire in solitudine ma sempre sotto gli occhi di un pubblico.

 

Spettacolo multimediale – Durata 50 min. – In italiano
Seguirà una sessione partecipata informale di circa 60 min, in cui il pubblico potrà provare le tecnologie interattive.

c/o ZONA K

Ingresso: 15 euro (intero)  – 10 euro (ridotto under 26/over 65/gruppi)

 

con Ondina Quadri, Alice Raffaelli ideazione e regia Ana Shametaj composizione musiche e design interazioni sonore Andrea Giomi grafica e design interazioni video Fabio Brusadin mentor progettazione sistemi interattivi Stefano Roveda dramaturg e disegno luci Riccardo Calabrò scene e costumi Marialuisa Bafunno, Giulio Olivero sviluppo applicativo per smartphone m0k1.pw produzione Kokoschka Revival con il sostegno di IntercettAzioni – Centro di Residenza Artistica della Lombardia (un progetto di Circuito CLAPS e ZONA K, Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire) 

 

 

Kokoschka Revival è un collettivo artistico interdisciplinare fondato a Milano nel 2013, la cui ricerca si muove trasversalmente in un dialogo tra teatro, cinema e musica sperimentale. Ad oggi le produzioni consistono in spettacoli teatrali, performance, film sperimentali e feste/happening. Gli spettacoli del collettivo sono stati prodotti in residenze nazionali e internazionali, soprattutto in Francia e Danimarca. Dal 2015 al 2017 il collettivo ha organizzato numerose feste e eventi performativi a Macao (Milano), proponendo una sua idea di programmazione artistica.

 

SPECIALE RESIDENZE TECHNOLOGY

The Milan Experiment

 

L’Imaginometric Society, fondata da un gruppo di studenti dell’Accademia di Brera e del Conservatorio di Milano, ha realizzato il progetto che ha rappresentato l’Italia alla Quadriennale di Scenografia di Praga (giugno 2019), premiato con l’Award for Imagination.

The Milan Experiment sviluppa la ricerca sull’immaginazione umana iniziata a Praga, aggiungendo nuove possibilità di funzionamento all’Imaginometro, lo strumento concepito per dimostrare il primo principio imaginometrico: l’immaginazione è ciò che ci rende umani. Ammessi uno alla volta nel cuore dell’Imaginometro, la Performative Machine, i visitatori vivranno un’esperienza immersiva, personalizzata e non replicabile, realizzando senza sosta il secondo principio imaginometrico: l’immaginazione aumenta riflettendo sé stessa. L’immaginazione collettiva del Milan Experiment disegnerà il volto delle prossime ricerche, legate al terzo principio imaginometrico: l’immaginazione non può essere riprodotta, ma solo ogni volta ricreata.

 

Partecipazione gratuita.

c/o Sala delle adunanze dell’Istituto Lombardo, via Brera 28

 

in occasione di ACCADEMIA APERTA 2019/2020
Un progetto della Scuola di Scenografia, Accademia di Brera e della Scuola di Musica Elettronica, Conservatorio di Milano in collaborazione con Scuola di Comunicazione e valorizzazione del Patrimonio artistico , Accademia di Brera, con il supporto di Istituto Lombardo, Accademia di Scienze e Lettere, con il sostegno di  IntercettAzioni – Centro di Residenza Artistica della Lombardia (un progetto di Circuito CLAPS e ZONA K, Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire), sponsor tecnico EVO GROUP   e con la partecipazione di amici, piccoli e grandi, di ZONA K

 

SPECIALE RESIDENZE TECHNOLOGY

 

Play me
(Origins project)

 

Un bottone. Un giocatore. Uno schermo.

Ecco i nuovi barbari. Incomprensibili agli occhi del mondo adulto. Gli adolescenti, iperconnessi e fragili, terrorizzati e attratti dall’immagine di sé sui “social media”, esperti conoscitori di “sexting”, “video-game” e “binge drinking”, possessori di SmartPhone come prolungamento del proprio corpo. Ma cosa sappiamo degli adolescenti di oggi?

Un corto circuito narrativo dalle origini del videogioco alle origini dell’iGeneration.
Una esperienza immersiva in cui incontrare gli adolescenti di oggi tramite l’uso delle nuove tecnologie. Un percorso di creazione che racconta le nostre identità – reali e virtuali – grazie al confronto tra generazioni.

In questa performance lo Spettatore si troverà in relazione a loro. Potrà scegliere se confermare o mettere in dubbio le proprie aspettative, le proprie paure e i propri pregiudizi. Il fine ultimo sarà un “gioco performativo” per generare un incontro inedito e intimo.

PLAY ME (ORIGINS PROJECT) è il risultato di un lavoro sulle biografie di ragazzi incontrati nella fase di ricerca e sviluppo drammaturgico tra Torino e Milano. Quello che il sociologo Morin definisce “cinema di autenticità totale”.

Dopo Generazione gLocale e grazie al bando ORA! di Compagnia San Paolo, ZONA K torna a confrontarsi con una nuova produzione, ripensando lo scambio artistico e culturale tra un giovane autore e un artista affermato. Si conferma la collaborazione con Andrea Ciommiento questa volta affiancato dall’ Agrupación Señor Serrano – Leone d’argento alla Biennale di Venezia 2015 e già ospiti di ZONA K – con gli aspetti più innovativi della sua poetica che faranno da guida per l’intera produzione, oltre ad attivare un confronto su modalità partecipative inedite.

Performance multimediale per il singolo spettatore
Dai 17 anni in su
Ingresso ogni 15 min

Durata 25 min

Ingresso: 15 euro (intero) – 10 euro (ridotto under 26/over 65)

 

Con rammarico vi comunichiamo che lo spettacolo PLAY ME (Origins Project) previsto dall’8 al 10 novembre è rinviato in data da definirsi.

produzione ZONA K (Milano), creazione Codicefionda (Torino), consulenza drammaturgica Agrupación Señor Serrano (Barcellona), in collaborazione con Fuori Luogo Festival (La Spezia), Polo del ‘900 (Torino), Festival dei Diritti Umani (Milano), Istituto Professionale Albe Steiner (Torino), Yepp Italia (Torino) e Collettivo gLocale (Milano), Dialoghi – Residenze delle arti performative a Villa Manin” (CSS Teatro stabile d’innovazione del FVG), Con il sostegno di IntercettAzioni – Centro di Residenza Artistica della Lombardia e del Comune di Milano.  

direzione progettuale e creazione Andrea Ciommientocreazione e referenza multimediale Simone Rossetconsulenza drammaturgica Álex Serrano e Pau Palaciosproduzione esecutiva Valentina Picariello e Valentina Kastlungerorganizzazione e comunicazione Silvia Orlandi e Federica Bruscaglioniprogrammazione applicazione VR Luigi Sorbilli e Giuliano Porettiassistenza alla creazione Kausar El Allam, Shady Mostafa, Imane Mouslim, Jaouher Brahim, Mattia Ghezzi, Anes Fettar, Matteo Coppola, Momo Moukett, Filippo Farina, Lorenzo Bregant, Federica Bruscaglionisi ringrazia ITAS Giulio Natta e Hotel San Guido di Milano

“Il progetto è realizzato con il sostegno della Compagnia di San Paolo nell’ambito di ORA! Produzioni di cultura contemporanea“. 

Visita ora.compagniadisanpaolo.it

METROMOEBIUS

[presentazione libro con autori]

 

La storia di un uomo, Moebius, che si innamora perdutamente della voce degli annunci metropolitani e la cerca in un viaggio lungo una settimana. Incontrerà la vita quotidiana nel serpente metropolitano. Fino all’ultima fermata, quando…

Non si svela un finale. Durante la presentazione vedremo insieme le fotografie e gli scatti realizzati underground. Gli autori racconteranno la genesi del lavoro e di come, un giorno, abbiano conosciuto proprio lei, la voce della metropolitana.

Metromoebius è un progetto narrativo che nasce dentro i vagoni della metropolitana.
Osservazione quotidiana, immagini, un racconto e un progetto audio.
Una narrazione transmediale di Angelo Miotto e Leonardo Brogioni.

Le immagini fotografiche hanno dato vita finora a due mostre: PHONE PHOTOGRAPHY, collettiva ospitata al Centro Italiano della Fotografia d’Autore di Bibbiena (Ar), a cura di Giovanna Calvenzi. CORRISPONDENZE, collettiva organizzata nell’ambito del festival Il Viaggialibro a Gubbio (Pg) presso il Palazzo dei Consoli, a cura di Officine Creative Italiane.

Ingresso libero

HATE RADIO
Teatro, Storia e Media

Mai prima d’ora ho sentito la storia arrivare così vicino … Se hai mai avuto la possibilità di partecipare a uno degli spettacoli di Milo Rau, ti consiglio caldamente di farlo.” [De Correspondent]

Nel 2006 Milo Rau iniziò a occuparsi di quanto accaduto in Rwanda, per sei mesi fece ricerche approfondite e scrisse dozzine di inizi, ma alla fine si arrese nell’incapacità di tradurre in performance un avvenimento così violento e incomprensibile. Solo nel 2010 – mentre stava terminando il film The Last Days of the Ceausescous – individuò nello studio della Radio-Télévision Libre des Mille Collines (RTML) il luogo dal quale raccontare la verità sul genocidio. Basato su trasmissioni in tempo reale e su racconti autentici, Milo Rau porta la storia molto vicino a noi.

Se ne discute con Milena Kipfmüller e Diogène Ntarindwa, drammaturga e attore di Hate Radio, Roberta Carpani, docente di Storia del Teatro Università Cattolica di Milano, Danilo De Biasio, giornalista e direttore Festival dei Diritti Umani, Lapsus, laboratorio di analisi storica del mondo contemporaneo.
Incontro realizzato con il sostegno dell’Istituto Svizzero.

Ingresso libero c/o ZONA K

THEATRE AS A REMAKE OF THE PAST

Focus_MEDIA_stretto

 

L’arte può essere un modo per far rivivere il passato? In che modo la realtà e la finzione si sovrappongono? Cosa sottintende l’espressione arte documentaria? Che tipo di processi di scrittura consentono questo tipo di progetti?

Attraverso i video e i materiali delle sue opere, la regista argentina Lola Arias parla della sua esperienza nel campo dell’arte documentaria e dei progetti interdisciplinari utilizzando il teatro, il cinema e le arti visive nell’ultimo decennio. Arias affronta diversi aspetti della genesi e dello sviluppo delle sue opere, dove lei problematizza il rapporto tra estetica e politica, realtà e finzione, opera d’arte ed esperimento sociale.

Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti.
Per info e prenotazioni: biglietti@zonak.it

Durata: 90’

c/o ZONA K 

 

Lola Arias (1976) è una scrittrice, regista teatrale e performer. Collabora con artisti di diverse discipline in progetti musicali, cinematografici e artistici. Le sue produzioni giocano con le zone di sovrapposizione tra realtà e finzione. Lavora con attori, poliziotti, mendicanti, musicisti, ballerini, prostitute, bambini e animali. In Striptease (2007) il protagonista è un bambino, che striscia sul palco mentre i suoi genitori litigano al telefono. In El amor es un francotirador (2007), gli artisti raccontano storie d’ amore vere e fittizie mentre una rock band suona dal vivo. In Mi vida después (2009), sei artisti ricostruiscono la giovinezza dei loro genitori negli anni’ 70 in Argentina con foto, lettere, cassette e vecchi vestiti. In Cile ha messo in scena L’ anno in cui sono nata (2012), sulla base delle biografie di persone nate durante la dittatura di Pinochet. La sua opera L’ arte di fare soldi(2013) è stata eseguita da mendicanti, prostitute e musicisti di strada dalla città di Brema. I suoi progetti con Stefan Kaegi sono Chácara Paraíso (2007) che coinvolge agenti di polizia brasiliani, e Airport Kids (2008) con nomadi di età compresa tra i 7 e i 13 anni. Tra il 2010 e il 2012, insieme hanno curato un Festival di interventi urbani Ciudades Paralelas a Berlino, Buenos Aires, Varsavia, Zurigo, Singapore e altre città. I suoi testi sono stati tradotti in più di sette lingue e le sue opere teatrali sono state realizzate in diversi festival tra cui Steirischer Herbst, Graz; Festival d’ Avignon; Teatro Spektakel, Zurigo; Wiener Festwochen; Spielart Festival, Monaco di Baviera; Alkantara Festival, Lisbona; Radicals Festival, Barcellona, Under the radar, New York. E in luoghi come: Theatre de la ville Paris, Red Cat LA, Walker Art Centre Minneapolis, Museum of Contemporary Art Chicago. Insieme a Ulises Conti compone e suona musica e ha pubblicato diversi album.

 

CHIAMATA PUBBLICA
WORKSHOP MY DOCUMENTS
di LOLA ARIAS

IL LABORATORIO
My Documents ha un formato essenziale: l’artista è sul palco con i suoi documenti.

Il workshop è rivolto a quegli artisti interessati a sviluppare una Lettura-Performance che parte da un archivio personale, da un’esperienza radicale, da una storia che li ossessiona segretamente per dare vita a ricerche che altrimenti resterebbero perse in una cartella senza nome sul computer.

Il workshop esplora, seguendo il genere della Lettura-Performance, il contagio tra arte concettuale, ricerca, teatro e propone uno spazio dove possono coesistere espressioni artistiche nate dalle diverse discipline.

 

I PARTECIPANTI
Il laboratorio è rivolto ad artisti di tutte le discipline (teatro, musica, arti visive, film, letteratura) che vogliono lavorare alla creazione di una Lettura-Performance.

Saranno selezionati 12 artisti che presenteranno un progetto basato su un’indagine personale, il diario di un’esperienza, una storia vera, propria o di qualcun altro, un’idea non realizzata, ecc.

 

COME PARTECIPARE
Per partecipare, spedisci entro e non oltre il 4 novembre 2018 a info@zonak.it una biografia di 200 parole e un testo di massimo 250 parole per descrivere il progetto che vuoi realizzare e allega vari materiali (foto, video, testi).

Biografia e testo devono essere inviati in lingua inglese.

La selezione sarà annunciata via e-mail e sul sito web di ZONA K dal 9 novembre 2018.

 

ORARIO DEL LABORATORIO
Da martedì 20 a sabato 24 novembre, tutti i giorni dalle 10:00 alle 14:00

 

RESTITUZIONE PUBBLICA
Sabato 24 novembre 2018, dalle 20.00 alle 22.00 a ZONA K

 

Importante: il workshop sarà tenuto in inglese.

E’ gradita la conoscenza della lingua; è comunque prevista la traduzione a braccio.

 

 

Lola Arias (1976) è una scrittrice, regista teatrale e performer. Collabora con artisti di diverse discipline in progetti musicali, cinematografici e artistici. Le sue produzioni giocano con le zone di sovrapposizione tra realtà e finzione. Lavora con attori, poliziotti, mendicanti, musicisti, ballerini, prostitute, bambini e animali. In Striptease (2007) il protagonista è un bambino, che striscia sul palco mentre i suoi genitori litigano al telefono. In El amor es un francotirador (2007), gli artisti raccontano storie d’ amore vere e fittizie mentre una rock band suona dal vivo. In Mi vida después (2009), sei artisti ricostruiscono la giovinezza dei loro genitori negli anni’ 70 in Argentina con foto, lettere, cassette e vecchi vestiti. In Cile ha messo in scena L’ anno in cui sono nata (2012), sulla base delle biografie di persone nate durante la dittatura di Pinochet. La sua opera L’ arte di fare soldi (2013) è stata eseguita da mendicanti, prostitute e musicisti di strada dalla città di Brema. I suoi progetti con Stefan Kaegi sono Chácara Paraíso (2007) che coinvolge agenti di polizia brasiliani, e Airport Kids (2008) con nomadi di età compresa tra i 7 e i 13 anni. Tra il 2010 e il 2012, insieme hanno curato un Festival di interventi urbani Ciudades Paralelas a Berlino, Buenos Aires, Varsavia, Zurigo, Singapore e altre città. I suoi testi sono stati tradotti in più di sette lingue e le sue opere teatrali sono state realizzate in diversi festival tra cui Steirischer Herbst, Graz; Festival d’ Avignon; Teatro Spektakel, Zurigo; Wiener Festwochen; Spielart Festival, Monaco di Baviera; Alkantara Festival, Lisbona; Radicals Festival, Barcellona, Under the radar, New York. E in luoghi come: Theatre de la ville Paris, Red Cat LA, Walker Art Centre Minneapolis, Museum of Contemporary Art Chicago. Insieme a Ulises Conti compone e suona musica e ha pubblicato diversi album.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

MILANO TRA IL PASSATO E IL FUTURO

 

Dal secondo dopoguerra a oggi Milano ha visto una molteplicità di trasformazioni, urbanistiche e sociali: dalla ricostruzione al miracolo economico, dalle grandi fabbriche al terziario avanzato, dagli anni di piombo alla “Milano da bere”, dalla “capitale morale” a Tangentopoli. Paradossalmente, con un’identità sfuggente, ma sempre forte.

Ne discutono Roberto Biscardini (presidente associazione Riaprire i Navigli), Gianfranco Pertot (docente Politecnico di Milano), Alberto Rollo (scrittore), Giovanni Scirocco (Istituto nazionale Ferruccio Parri)

Nel corso della serata saranno proiettati alcuni  mediometraggi, a cura dell’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico:
“Natale alla Stazione Centrale di Milano” (1963 – 23′:30”)
“Milano 1959” (1959′ – 37′)

 

Incontro + proiezione ad ingresso gratuito
durata: 90 min

In collaborazione: con Istituto Ferruccio Parri e AMOD

 

Illustrazione: 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

HATE RADIO

Focus_MEDIA_stretto

 

“Teatro politico d’alto calibro.” 
★★★★★’ De Theaterkrant

 

Hate Radio racconta la storia della RTLM/Radio-Télévision Libre des Mille Collines, stazione radio ruandese che giocò un ruolo cruciale nel genocidio della minoranza Tutsi nel 1994, nel quale morirono circa 1 milione di persone.

Fu proprio la radio il più potente strumento di propaganda violenta. Gli operatori della stazione radio prepararono il genocidio per mesi integrando nella propria programmazione: musica, sport, comunicati politici e autentiche istigazioni all’omicidio.

Hate Radio si incentra sulla messa in scena di uno show della RTLM condotto da 3 estremisti di etnia Hutu e dall’italo-belga Georges Ruggiu, ricostruendone filologicamente il contesto e portando in scena superstiti del genocidio stesso. Come funziona il processo di affermazione dell’ideologia razzista? Come è possibile epurare l’individuo della sua umanità?

L’opera del regista Milo Rau si avvale di documenti e testimonianze dirette per dare una risposta a questi interrogativi lasciando che le persone facciano esperienza diretta di quanto accaduto nella storia.

 

c/o e in collaborazione con
Olinda/TeatroLaCucina – Ex O.P. Paolo Pini – via Ippocrate, 45

Spettacolo in francese e Kinyarwanda  con sovratitoli in italiano – Durata 110 min.

Ingresso: 15,00 € (intero) / 10,00 € (ridotto under 30/over 65/gruppi)

 

TUTTO ESAURITO con
liste d’attesa chiuse

 

una produzione THE INTERNATIONAL INSTITUTE OF POLITICAL MURDER – IIPM
testo e regia Milo Rau drammaturgia e ideazione Jens Dietrich scene e costumi Anton Lukas
video Marcel Bächtiger suono Jens Baudisch  con (live) Afazali Dewaele, Sébastien Foucault, Diogène Ntarindwa, Bwanga Pilipili; (video) Estelle Marion, Nancy Nkusi  assistente alla regia Mascha Euchner-Martinez assistente alla produzione esecutiva e drammaturgia Milena Kipfmüller public-relation Yven Augustin collaborazione alla documentazione Eva-Maria Bertschy corporate design Nina Wolters web design Jonas Weissbrodt academic counselling Marie-Soleil Frère, Assumpta Mugiraneza & Simone Schlindwein Casting Bruxells/Ginevra: Sebastiâo Tadzio Casting Kigali: Didacienne Nibagwire

HATE RADIO is a production by IIPM Berlin/Zürich with Migros-Kulturprozent Schweiz, Kunsthaus Bregenz, Hebbel am Ufer (HAU) Berlin, Schlachthaus Theater Bern, Beursschouwburg Brüssel, migros museum für gegenwartskunst Zürich, Kaserne Basel, Südpol Luzern, Verbrecher Verlag Berlin, Kigali Genocide Memorial Centre and Ishyo Arts Centre Kigali. Supported by von Hauptstadtkulturfonds (HKF), Migros-Kulturprozent Schweiz, Pro Helvetia – Schweizer Kultur-stiftung, Kulturelles.bl (Basel), Bildungs- und Kulturdepartement des Kantons Luzern, Amt für Kultur St. Gallen, Ernst Göhner Stiftung, Stanley Thomas Johnson Stiftung, Alfred Toepfer Stiftung F. V. S., GGG Basel, Goethe- Institut Brüssel, Goethe-Institut Johannesburg, Brussels Airlines, Spacial Solutions, Commission Nationale de Lutte contre le Génocide (CNLG), Deutscher Entwicklungsdienst (DED), Contact FM Kigali, IBUKA Rwanda (Dachorganisation der Opferverbände des Genozids in Ruanda) and the Hochschule der Künste Bern (HKB), Friede Springer Stiftung. 

 

Milo Rau è un regista di teatro e cinema, giornalista e saggista. Studia sociologia, filologia e letteratura romanza e germanica a Parigi, Berlino e Zurigo, con mentori come il sociologo Pierre Bourdieu e il filosofo Tzvetan Todorov. Nel 2007 fonda la casa di produzione International Institute of Political Murder (IIPM). I suoi spettacoli e film sono stati presentati in oltre venti paesi. Nel 2014 riceve il premio del teatro svizzero, il premio Hörspielpreis der Kriegsblinden per il miglior radiodramma (con “Hate Radio”), il premio della giuria al Festival Politik im Freien Theater (con “The Civil Wars”) e il premio speciale della giuria al German Film Festival (con “The Moscow Trials”). Nel 2015 gli viene assegnato l’importante premio Konstanzer Konzilspreis e nel 2016 il premio dell’International Theatre Institute, nell’ambito della Giornata mondiale del teatro. Tra i suoi lavori più rappresentati, “Last Days of the Ceausescus” (2009), spettacolo/film che ripercorre il processo farsa contro il dittatore Nicolae Ceausescu e sua moglie, “Hate Radio” (2011), sul ruolo dell’emittente radiofonica RTLM nel genocidio ruandese del 1994, “The Civil Wars” (2014), che analizza i presupposti dell’insurrezione e dell’impegno politico attraverso il vissuto degli attori in scena, “The Moscow Trials” e “The Zurich Trials” (2013), in cui sperimenta il format dei processi teatrali. Dal 2017 è direttore artistico del centro teatrale NTGent.

 

TEENTALITARIANISM

Focus_PEOPLE_stretto

 

Cosa succede quando si mettono gli adolescenti al potere?

I Mammalian Diving Reflex , collettivo canadesesaranno presenti nel FOCUS PEOPLE di ZONA K con tre azioni performative, racchiuse nell’evento TEENTALITARIANISM, neologismo che ne sintetizza bene il contenuto. Da anni i Mammalian girano il mondo con performance e laboratori che coinvolgono adolescenti in prima persona. Ogni loro performance prevede un percorso laboratoriale con i ragazzi dei luoghi dove sono ospitati.

La prima azione, NIGHTWALKS WITH TEENAGERS 9-12 maggio, organizzata in collaborazione con Triennale Teatro dell’Arte, è una performance/camminata notturna dove un gruppo di teenager porta in giro gli spettatori per la città attraverso le loro abitudini, i loro luoghi preferiti, i loro punti di congiunzione con la comunità. Il progetto unisce così le strade di adulti e adolescenti che altrimenti non riuscirebbero ad incontrarsi. Propone agli adulti di socializzare coi più giovani condividendo il loro mondo e una mappatura inusuale della città, offrendo loro di lasciarsi andare a momenti di pura contemplazione.

La seconda azione, SEX, DRUGS AND CRIMINALITY 18 maggio, organizzata solo da ZONA K, è una performance che vede alcuni adolescenti porre domande a noti personaggi pubblici e adulti della città (politici, intellettuali, artisti) sulla loro “scorribande e malefatte” giovanili. Di nuovo, il gruppo canadese, lavora sull’abbattimento del gap generazionale in modo diretto e non convenzionale. Chiude questo percorso dedicato agli adolescenti la serata ASK FOR THE MOONS 19 maggio, in cui i ragazzi che hanno collaborato al progetto potranno esporre pubblicamente come vorrebbero proseguire il lavoro iniziato e strappare promesse ufficiali in questo senso dagli organizzatori di ZONA K.

Durante la permanenza dei Mammalian a Milano, ZONA K organizzerà un Seminario di Formazione con Darren O’ Donnell.

 

Ideazione e regia: Darren O’Donnell Co-regia: Tina Fance, Kiera O’Brien, Virginia Antonipillai, Sanjay Ratnan Produzione esecutiva: Eva Verity, Tina Fance. Produzione: ZONA K.
Questa presentazione di Teentalitarianism è resa possibile in parte grazie al supporto del Canada Council for the Arts e dell’Ontario Arts Council.

CCFA_RGB_colour_e OAC_REVISED_NEWCOLOURS_1805c

 

NATALE CON LA K

Com’è un NATALE con la K?
E’ speciale! E’ un laboratorio natalizio lungo tutto un giorno per inventare una storia e farle prendere vita.

Immagina la notte di Natale, immagina una città che dorme e sogna.
Immagina dei bambini che decidono di restare svegli per vedere Babbo Natale: cercheranno di seguire le sue tracce come dei veri detective. Ce la faranno ad incontrarlo davvero?

In questa giornata dal sapore di cannella, inventeremo e costruiremo con le immagini, il teatro e la musica, un’avventura da vivere insieme… e il protagonista sarai proprio tu!

 

Alle 16.00, all’arrivo dei genitori, racconteremo la nostra storia con una “performance” dal vivo.

Costo: € 25,00 per tutto il giorno,  pranzo al sacco.
Prenota subito il tuo posto, i posti sono limitati! 
Scrivi a organizzazione@zonak.it

Con Federica di Rosa (teatro) Francesca Badalini (musica) Rossana Maggi (illustrazione)

 

DANAE FESTIVAL
A ZONA K

DANAE FESTIVAL  a ZONA K:

VEN 27 OTT ore 20:30 e SAB 28 OTT ore 19:00
Milena Costanzo [IT]
CHE IO POSSA SPARIRE – Liberamente tratto dalla vita e dalle opere di Simone Weil

SAB 11 NOV ore 20:30
Francesco Michele Laterza [IT]
ACQUAFUOCOFUOCHISSIMO

 

INFO E BIGLIETTI: danaefestival.com

 

Un cavallo annuncia la diciannovesima edizione di Danae Festival. Un’immagine che rimanda, a prima vista, a una figurazione classica, se non fosse per quel taglio che sdoppia l’animale, portandoci a guardarlo ad un altro livello. Una figura che rispecchia bene il Festival, per quel suo tenere in considerazione il passato, per poterlo superare e rielaborare, restituendo nuove visioni. Una figura potente, difficilmente domabile, in qualche modo guerresca, ma soprattutto che ha tra le sue peculiarità quella di un’ampiezza del campo visivo che sfiora i trecentosessanta gradi. Ci dice di battaglie, della determinazione, di un senso di libertà e di uno sguardo aperto, senza pregiudizi, capace di accogliere diverse esperienze, senza chiudersi in nessun filone o definizione possibile, cercando di dialogare con un pubblico sempre più ampio e differenziato.

Le battaglie sono le nostre e anche quelle degli artisti che presentiamo. Un paesaggio variegato, costituito da diverse generazioni a confronto, che ci offre anche la possibilità di una riflessione su quanto è accaduto nella scena negli ultimi decenni e sulle modalità di passaggio del testimone. Nomi di fama internazionale affiancati da giovani realtà disegnano uno scenario fatto di visioni radicali, di inquietudini, di ricerca di identità, che ci parlano di un presente che ha smarrito il senso dell’umano, in cui le persone pare abbiano perso la volontà e la capacità di lottare, di rivoltarsi contro quella che di fatto è una guerra perenne contro l’umanità. In questo scenario l’artista è più che mai voce fondamentale e necessaria per mettere a fuoco e svelare le contraddizioni e i pericoli che attanagliano il mondo, ma soprattutto per suggerire una libertà nell’operare e nel vivere che è ancora qualcosa di “scabroso”.  Non dà soluzioni, ma ci pone dinanzi a delle questioni e a delle domande che ci interrogano e che hanno la forza di metterci scomodi nelle nostre illusorie certezze.

Alessandra De Santis

 

Danae Festival è un progetto curato da Alessandra De Santis e Attilio Nicoli Cristiani, del Teatro delle Moire, interessati a rendere visibili esperienze artistiche nuove della scena contemporanea

 

IM MÄRKISCHEN SAND
Nella sabbia del Brandeburgo

23 APRILE 1945, IN UNA CAVA DI SABBIA A TREUENBRIETZEN (Brandeburgo)

Soldati della Wehrmacht fucilarono 127 internati militari italiani.
Una strage dimenticata che riemerge dopo decenni.
Dopo la capitolazione del re e di Badoglio dell’8 settembre 1943, ben 650.000 soldati italiani furono deportati in Germania e 50.000 di loro non tornarono più dai campi di lavoro forzato in cui erano stati rinchiusi.

Il documentario dei registi Katalin Ambrus, Nina Mair e Matthias Neumann è un viaggio nella violenza dimenticata, nel silenzio della colpa e nella responsabilità verso la storia.

 

Presentano il documentario:
Giovanni Scirocco, storico dell’ISTITUTO NAZIONALE FERRUCCIO PARRI
Nina Mair e Matthias Neumann, registi

 

Ingresso libero c/o ZONA K
prenotazione consigliata: biglietti@zonak.it

 

OUT OF FOCUS Filmproduktion, D 2016

 

Una collaborazione
zona_k_logo logo_parrilogo_aned

 

LIVE LONG AND PROSPER

NOW_ZONAK

Sette sequenze di film sono reinterpretate e rifilmate da sette performer in sette diverse location della città di Berlino. L’originale e la sua copia vengono mostrati contemporaneamente su due schermi, l’una lo specchio distorto dell’altro, come nel gioco “trova le differenze”. Le scale mobili della stazione centrale sono le montagne del Far West, la fiera è il campo di una storica battaglia, Pfennigland – un negozio tipo “Tutto a un Euro” – è l’interno dell’astronave Enterprise.

Sono scene di morte di grandi personaggi di film cult. La società contemporanea non si sofferma più sulla morte. La annuncia, la mostra, ma ci passa sopra, non c’è tempo per riflettere, non c’è tempo per assimilare, non c’è tempo per una pausa. Questa installazione lavora su quella pausa, sul quel tempo mancante e mette lo spettatore al centro di questa relazione-reazione.

Un progetto di Gob Squad Arts Collective sviluppato e interpretato da Johanna Freiburg, Sean Patten, Sharon Smith, Berit Stumpf, Sarah Thom, Bastian Trost, Simon Will montaggio Sharon Smith con consulenza di Ute Schall suono Jeff McGrory correzione colori Carsten Görtz assistente di produzione Hilde Tuinstra interni Annelies Puddy, Alfredo Martins Gob Squad producer Eva Hartmann con il supporto economico di Berliner Kulturverwaltung grazie a tutti i commessi e gli agenti di sicurezza che hanno chiuso un occhio mentre abbiamo girato questo film prima proiezione 3.12.2009 presso HAU di Berlino/Germania

 In inglese e tedesco, con sottotitoli in italiano.

Ingresso compreso nel biglietto della performance/lezione
We are Gob Squad and So Are You

c/o ZONA K – via Spalato, 11

 

FOCUS NOW

Un progetto di

zona_k_logo
Con il sostegno di:
CLAPS COMPLETO SCRITTE LATERALI    02_MIBACT logo
british-council-logo-2-color-2-page-001-hr     PH_logo_byline_IT_black

Con il patrocinio del

brand milano

e con il patrocinio di

logo_CommissioneUE    logo confederazione 02.1_MIL_081007_RGB_hoch     GI_Logo_inkl_Claim_horizontal_green_IsoCV2[1]

In collaborazione con:
Logo_Triennale   olinda_logo168x300

Corso di Teatro
TAM TAM

TAM TAM è sempre stato un corso speciale, ma quest’anno lo è ancora di più!

Giochiamo col TEATRO, con il MOVIMENTO CREATIVO ma anche con la FOTOGRAFIA e con il VIDEO.
Raccontiamo insieme storie fatte di parole, immagini, musica e azioni.
Ci ritroviamo finalmente insieme in sicurezza nella bellissima sala di ZONA K, mantenendo la distanza che serve a scoprire tutte le possibilità che ci sono nello spazio tra noi e gli altri!

Il corso è diviso in due moduli, partecipa al MODULO 1 e poi decidi se proseguire con il MODULO 2 insieme a noi.

MODULO 1 settembre – gennaio 14 lezioni
Teatro & Movimento con incursioni di fotografia e video
MODULO 2 febbraio – maggio 15 lezioni
Teatro & Fotografia e video con incursioni di movimento creativo

Ti aspettiamo!

La restituzione finale sarà fatta solo alla fine del secondo modulo con le modalità previste in base alla capienza dello spazio e alle normative che saranno vigenti.  E’ possibile  quindi che la restituzione non avvenga in presenza di pubblico ma attraverso supporti audio/video.
Il primo modulo è propedeutico al secondo; la divisione in moduli viene fatta in via eccezionale quest’anno così particolare.

_______________________________________________

Lezione di prova gratuita solo su prenotazione obbligatoria:
organizzazione@zonak.it – 02.97378443

Le lezioni di 60 minuti si svolgono il lunedì dalle 17.15 alle 18.15
Costo MODULO 1 e MODULO 2 € 225,00 cad.

Agevolazioni:
Sconto del 20% per iscritti anno precedente
Sconto del 15% con iscrizione entro il 15/09 e per secondogeniti
Sconto del 10% con iscrizione in unica soluzione ad entrambi i moduli 
Gli sconti non sono cumulabili

  • Ogni modulo si attiva al raggiungimento del numero minimo dei partecipanti.
  • Per l’iscrizione al MODULO 2: verrà data la priorità ai partecipanti del MODULO 1 di confermare la partecipazione che dovrà pervenire entro Natale 2020. Qualora rimanessero posti disponibili sarà possibile inserire nuovi partecipanti anche per permettere al corso di arrivare a compimento.
In caso di sospensione delle lezioni in presenza il modulo sarà completato con incontri online della stessa durata: i corsi sono stati pensati e strutturati prevedendo questa possibilità.
In caso di lavoro in remoto, le attività saranno quindi proposte ad hoc perché pensate e ideate tenendo conto del mezzo a disposizione.
Il corso è organizzato in modo da rendere felice e piacevole l’esperienza a tutte le bambine e tutti i bambini, garantendo la distanza fisica richiesta di 2mt tra i partecipanti o, laddove fosse necessaria, verrà richiesto l’uso della mscherina nel rispondere alle normative nazionali in relazione all’attuale emergenza sanitaria (DPCM del 17/05/2020 e del 11/06/2020 e Ordinanze della Regione Lombardia n. 547 del 17/05/2020 e n. 566 del 12/06/2020 e successive)

 

Designed by Freepik

Teatro e… non solo

Non solo TEATRO
Non solo VIDEO
Non solo SCRITTURA

Teatro e non solo accompagna i ragazzi e le ragazze nella scoperta del linguaggio teatrale e performativo attraverso l’esplorazione dei diversi mezzi espressivi, per acquisire consapevolezza del proprio corpo e della propria voce, per creare insieme al gruppo un lavoro di cui sentirsi attori e autori.

Di-stanze sarà il tema del lavoro di quest’anno, per scoprire nel limite uno stimolo e una possibilità. Esploreremo insieme il concetto di distanza, immaginando e facendo vivere tante stanze, reali e virtuali: stanze da cui si vede fuori e dentro, da cui si apre un mondo immaginario che attraverso il lavoro teatrale e le suggestioni di testi e immagini potrà trasformarsi in una performance artistica.

Guidati da una drammaturga e da un regista, avranno modo di scoprire e conoscere i diversi mestieri del teatro, affrontando un percorso di consapevolezza e potenziamento delle proprie capacità espressive e comunicative.

Il corso è aperto sia a chi ha avuto precedenti esperienze in ambito teatrale e video sia a chi incontra per la prima volta queste discipline artistiche.

Il corso è diviso in due moduli, partecipa al MODULO 1 e poi decidi se proseguire con il MODULO 2 insieme a noi.

MODULO 1 ottobre – gennaio 13 lezioni
Scrittura per la scena, Introduzione al linguaggio video, Elementi di recitazione

MODULO 2 febbraio – maggio 12 lezioni
Creazione di una performance collettiva, Elementi di regia, Messa in scena

La restituzione finale sarà fatta solo alla fine del secondo modulo con le modalità previste in base alla capienza dello spazio e alle normative che saranno vigenti.  E’ possibile  quindi che la restituzione non avvenga in presenza di pubblico ma attraverso supporti audio/video.
Il primo modulo è propedeutico al secondo; la divisione in moduli viene fatta in via eccezionale quest’anno così particolare.

_________________________________________________

Lezione di prova gratuita martedì 27  ottobre, prenotazione obbligatoria organizzazione@zonak.it – 02.97378443
La lezione si svolgerà con un numero minimo di 6 iscritti.

VUOI GIA’ EFFETTUARE L’ISCRIZIONE? CLICCA QUI

Le lezioni di 60 minuti si svolgono il martedì dalle 17.30 alle 18.30
Costo MODULO 1 e MODULO 2 € 225,00 cad.

Agevolazioni:
Sconto del 20% per iscritti anno precedente
Sconto del 15% per secondogeniti
Sconto del 10% con iscrizione in unica soluzione ad entrambi i moduli 
Gli sconti non sono cumulabili

  • Ogni modulo si attiva al raggiungimento del numero minimo dei partecipanti.
  • Per l’iscrizione al MODULO 2: verrà data la priorità ai partecipanti del MODULO 1 di confermare la partecipazione che dovrà pervenire entro Natale 2020. Qualora rimanessero posti disponibili sarà possibile inserire nuovi partecipanti anche per permettere al corso di arrivare a compimento.
In caso di sospensione delle lezioni in presenza il modulo sarà completato con incontri online della stessa durata: i corsi sono stati pensati e strutturati prevedendo questa possibilità.
In caso di lavoro in remoto, le attività saranno quindi proposte ad hoc perché pensate e ideate tenendo conto del mezzo a disposizione.
Il corso è organizzato in modo da rendere felice e piacevole l’esperienza a tutte le ragazze e tutti i ragazzi, garantendo la distanza fisica richiesta di 2mt tra i partecipanti o, laddove fosse necessario, verrà richiesto l’uso della mscherina nel rispondere alle normative nazionali in relazione all’attuale emergenza sanitaria (DPCM del 17/05/2020 e del 11/06/2020 e Ordinanze della Regione Lombardia n. 547 del 17/05/2020 e n. 566 del 12/06/2020 e successive)

 

Designed by Freepik

Teatro e… non solo

Parole, azioni, idee, immagini: pronti per metterle in scena con il corso di Teatro e… non solo?

Giochiamo con la voce e con il corpo, con il ritmo e con le battute, lavoriamo sul gruppo, sull’ascolto, sulla consapevolezza delle nostre potenzialità espressive. Un percorso annuale, un lavoro collettivo per trovare in un testo ciò che vogliamo comunicare, utilizzando lo spazio del TEATRO e le tecniche di recitazione e sperimentando anche il linguaggio VIDEO.

Il lavoro prevede una prima fase di introduzione al lavoro teatrale con elementi di scrittura per la scena e una seconda fase di costruzione e realizzazione di una performance di cui i ragazzi saranno attori e creatori.

 

Le lezioni si svolgono ogni martedì dalle 15.00 alle 16.00 fino a maggio 2020 per un totale di 31 incontri.

Sconto del 15% con iscrizione entro il 15/09 e per secondogeniti
Sconto del 10% con iscrizione in unica rata
Gli sconti non sono cumulabili

Per informazioni scrivi a organizzazione@zonak.it

l corso si attiva al raggiungimento del numero minimo dei partecipanti.

Designed by rawpixel.com

EUROPA A DOMICILIO/HOME VISIT EUROPE

Focus_DEMOCRACY

Quanta Europa c’è nei nostri ragazzi? Che idea di Europa abbiamo trasmesso? Pensano solo a confini geografi ci o immaginano palazzi di vetro pieni di politici?

Una grande mappa europea su un tavolo, un dispositivo elettronico e 15 partecipanti sono gli ingredienti per iniziare a giocare. Attraverso domande, giochi di ruolo, decisioni da prendere arriveremo a definire quanto ci sentiamo europei. Una performance/gioco che si svolge sempre in una casa diversa.

Gli elementi e le immagini raccolti durante le visite saranno condivisi, in forma anonima, on line sul sito www.homevisiteurope.org, andando così a implementare un archivio europeo in costante sviluppo.

c/o Case private della città di Milano (entro la circonvallazione esterna).
Questa data si svolgerà in ZONA BRENTA.


L’indirizzo esatto sarà comunicato via sms il giorno precedente l’inizio dello spettacolo.
Devi comunicare a ZONA K il tuo numero di cellulare su biglietti@zonak.it

 

FOCUS DEMOCRACY

Un progetto di

zona_k_logo

 

Con il sostegno di:
CLAPS COMPLETO SCRITTE LATERALI    02_MIBACT logo

Con il patrocinio del

brand milano

e con il patrocinio di

logo_CommissioneUElogo confederazione 02.1_MIL_081007_RGB_hoch

 

In collaborazione con:

GI_Logo_inkl_Claim_horizontal_green_IsoCV2[1]    Logo_Stanze_screenshot

I BAMBINI DEL MONTE NAPF

Focus_Svizzera

Cinquanta bambini figli di contadini di montagna, sei miglia da percorrere per andare a scuola, un’infanzia nel cuore della Svizzera.

I Bambini del Monte Napf (Svizzera 2011) ci conduce di fattoria in fattoria in uno stile di vita isolato ma anche protetto e accudito.
Attraverso gli occhi dei bambini ci fa provare l’esperienza di un lupo che arriva all’improvviso o di un falco che attacca le galline di un pollaio.

Per 365 giorni la regista ha condiviso le giornate con i bambini di Romoos accompagnata dalla sua telecamera nel meraviglioso e potente comprensorio del Monte Napf  dove la leggenda racconta sia stato creato il tuono.

In collaborazione con MIC (Museo Interattivo del Cinema) – Fondazione Cineteca Italiana
Per bambini da 5 a 12 anni.

In lingua originale con sottotitoli in italiano. Durata 88 min

Ingresso: € 5,00.

c/o ZONA K, via Spalato 11

 

 

kinder_napfZONA_K

STILL LEBEN

Focus_Svizzera

“Pochi sanno quante donne ci sono in me”, Anaïs Nin.

I termini STILL e LEBEN se uniti in un’unica parola in lingua tedesca significano “natura morta”. Separando le due parole si possono ottenere molteplici significati: ancora vita; vivere silenzioso; tranquillo. Diverse possibilità di lettura che in qualche modo rivelano un labile confine tra staticità, morte e vita. Fernando Pessoa scrisse “Che cosa muoio quando sono?”.

Questo lavoro nasce dalla necessità di riflettere sulla figura della donna senza volerne inquisire la sua posizione sociale e culturale, piuttosto ritraendola nell’intimità della relazione con se stessa. Il ritratto in continuo movimento di una donna sbiadita dal tempo, di una figura senza più confini che va mutando le sue forme e che si racconta attraverso l’ironia e la malinconia di una solitudine che, a volte o spesso, ci tiene anche compagnia.

Suggerisce un clima, talvolta una condizione o uno stato di conservazione. Indaga quei ricordi abbandonati e consumati fra stanze senza pareti, negli spazi di un abitare metaforico, in un luogo in cui si può ancora dialogare con le proprie assenze. È una creazione di immagini reali ma non necessariamente realistiche, che cercano di penetrare strato dopo strato sotto la superficie di una vita.

Ingresso: € 12,00 (intero) / € 7,00 (ridotto)
c/o ZONA K, via Spalato 11

Produzione: Collettivo Ingwer; di e con: Camilla Parini; sound design: Loris Ciresa; light design: Pierfranco Sofia; costumi: Laura Pennsi; fotografie: Martina Tritten.

Camilla Parini – 1984, Svizzera. Nel 2004 incontra il Teatro delle Radici (diretto da Cristina Castrillo Premio svizzero per il teatro 2014) con il quale inizia un percorso di formazione e di lavoro prendendo parte agli spettacoli D_verso D_(2006), Shakespeariana (2008), Track (2009), Dove lo sguardo scorre (2011), Neve (2012), Amori (2013), Petali (2015) esibendosi in diversi teatri, festival e rassegne in Svizzera e all’estero (Argenitna, Cile, Cuba, Danimarca, Ecuador, Italia e Perù). Nel 2008 si laurea come operatrice sociale presso la Scuola Universitaria Professionale della Svizzera italiana SUSPI-DSAS. Nel 2012 si diploma a Milano presso la Scuola di Teatro Paolo Grassi, all’interno del corso professionale di teatrodanza, presentando spettacoli in festival quali Torino Danza, Biennale Danza Venezia e Bolzano Danza. Da qualche anno collabora con diverse realtà professionali della Svizzera italiana sia in ambito teatrale/performativo che cinematografico. Si perfeziona inoltre con altre realtà artistiche nell’ambito della danza, del teatro e della performance tra le quali Les Ballets C de la B, Wupperrtal Tanztheater, Trisha Brown Dance Company, Peeping Tom, Nicole Seiler, Geraldine Pilgrim, Iris Erez, Violeta Luna. Nel 2013 mette le prime basi per la creazione del gruppo artistico Collettivo Ingwer con il quale nel 2014, produce il suo primo spettacolo STILL LEBEN. Attualmente Collettivo Ingwer in collaborazione con Azimut, sta lavorando alla sua nuova produzione “Princesses karaoke or something like that…”(semifinalista a PREMIO Schweiz, premio di incoraggiamento per le arti sceniche) che debutterà nell’aprile 2016 in co-produzione con Teatro Sociale Bellinzona, creato ed interpretato da Camilla Parini e Anahì Traversi.

Loghi_Focus_Svizzera

IO SONO UN’ALTRA

Focus_Svizzera

La mostra è stata prorogata.
E’ visitabile dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 19.00 previo appuntamento telefonico (02.97378443).

Foto di donne che si raccontano, ciascuna attraverso due autoritratti: il primo ritrae l’immagine realistica che la donna ha di sé, il secondo ritrae l’immagine di ciò che è, ma rimane nascosto.

Il corpo fotografato non è il loro, bensì quello della performer Camilla Parini che si mette a loro totale disposizione, come materia da plasmare per ricreare l’immagine che hanno di loro stesse.
Ogni donna si occupa di s/vestire, s/truccare, agghindare questo “corpo materia” a sua disposizione come ritiene necessario. Questo viene fatto, nel limite del possibile, attraverso l’utilizzo di indumenti, trucchi e oggetti di proprietà della donna stessa. Dopodiché è lei a scegliere il luogo dove mettere in posa il corpo e a costruirne la cornice in cui ritrarlo. A sua disposizione c’è una fotografa professionista che si occupa di scattare le foto dei due autoritratti conclusi.

A Milano, grazie al sostegno del Consiglio di Zona 9 e la rassegna INTERKULT coordinata da ZONA K, il progetto ha coinvolto donne milanesi che provengono da tutto il mondo: Cina, Marocco, Ucraina, Serbia, Siria, Tunisia, Filippine. Insieme ci raccontano frammenti del nuovo universo femminile della nostra città.

Progetto fotografico: Collettivo Ingwer;
in collaborazione con: Fondazione Aurelio Petroni; idea e corpo Camilla Parini; supporto fotografico e riprese video: Chiara Caterina

Collettivo Ingwer è un cantiere artistico multidisciplinare nato nel 2013 dalla volontà di Camilla Parini e composto da tutte le persone che sono state, sono e saranno coinvolte nella realizzazione dei diversi progetti.

Azione INTERKULT c/o ZONA K, via Spalato 11

Ingresso libero

 

Loghi_Focus_Svizzera

 

 

THE MOSCOW TRIALS

Focus_Svizzera

Nell’estate 2012 la condanna delle Pussy Riot a due anni di reclusione ha decretato, secondo molti, la fine della democrazia in Russia.

Nel marzo 2013 Milo Rau allestisce un’aula di tribunale presso il Sakharov Center di Mosca e vi mette in scena un “processo” alla guerra culturale del sistema politico di Putin, che per un decennio ha perseguitato artisti e dissidenti per prevenire qualsiasi forma di cambiamento democratico.

La performance è stata presa d’assalto dalle autorità russe e ha provocato uno scandalo internazionale. The Moscow Trials (Svizzera/Germania 2014) documenta la realizzazione del progetto e gli accadimenti di quei giorni.

Russo con sottotitoli in italiano, durata 86 min.

Ingresso: € 5,00  c/o ZONA K, via Spalato 11

Sceneggiatura e regia: Milo Rau; produttore: Arne Birkenstock; coproduttore IIPM: Jens Dietrich, Milo Rau; produttore esecutivo: Kirsten Schuaries; produttore esecutivo a Mosca: Jens Dietrich, Milena Kipfmüller; riprese: Markus Tomsche; suono: Jens Baudisch; assistente alla regia: Yanina Kochtova; montaggio: Lena Rem; assistente al montaggio: Malte Wirtz. In collaborazione con: Deutsches Nationaltheater e Staatskapelle Weimar, Institute for the Performing Arts and Film / Zürcher Hochschule der Künste, Konzert Theater Bern, Gessnerallee Zürich, Stiftung Gedenkstätten Buchenwald e Mittelbau-Dora, Memorial Russland, Sacharow-Zentrum Moskau, Wiener Festwochen, Kunstenfestivaldesarts Brüssel, Goethe-Institut Moskau, Fruitmarket Kultur und Medien GmbH. Prodotto con il sostegno di: Film- und Medienstiftung NRW, Beauftragter der Bundesregierung für Kultur und Medien.

Milo Rau – 1977, Berna, Svizzera. Regista e autore teatrale, ha studiato sociologia, germanistica e romanistica a Parigi, Zurigo e Berlino, seguendo, tra gli altri, le lezioni di con Tzvetan Todorov e Pierre Bourdieu. Ha iniziato a scrivere reportage internazionali nel 1997, viaggiando in Ciapas e a Cuba. Dal 2000 ha lavorato per la Neue Zürcher Zeitung, e dal 2003 ha iniziato il suo percorso come regista e autore in Svizzera e all’estero. Nel 2007 Rau ha fondato l’IIPM (International Institute of Political Murder), il centro di produzione teatrale e cinematografico con il quale realizza anche oggi tutti i suoi lavori. Accanto al suo lavoro teatrale e cinematografico, Milo Rau tiene lezioni di regia e cultural theory in diverse università. Le sue opere teatrali e cinematografiche si basano su lunghe e meticolose ricerche sul campo, a volte sono vere e proprie campagne culturali e sociali di ampio respiro (come ad esempio “Montana”, “The Last Hours of Elena and Nicolae Ceausescu”, “Hate Radio”, “City of Change”, “Breivik’s Statement”, “The Moscow Trials”, “The Zurich Trials”, “The Civil Wars”, “The Dark Ages” e “The Congo Tribunal”). Sono state invitate in più di trenta diversi paesi del mondo e ospitate da alcuni tra i più importanti festival e centri interazionali, tra i quali Berliner Theatertreffen, Festival di Avignone, Theaterspektakel Zürich, Noorderzon Performing Arts Festival Groningen, Festival TransAmeriques, Wiener Festwochen, Kunstenfestival Brussels, Santarcangelo Festival, Terni Festival, Biennale di Venezia. E’ stato insignito con numerosi premi e riconoscimenti, tra i quali lo Swiss Theatre Price, il Premio per il miglior radiodramma dell’Associazione dei Ciechi di Guerra (per “Hate Radio”), il Premio Speciale della Giuria del German Film Festival (per “The Moscow Trials”) e il Gran Premio della Giuria del Festival Triennale di Teatro Tedesco “Politik im Freien Theater” (per “The Civil Wars”). Il suo saggio filosofico “What is to be done. Critique of the Postmodern Reason” (2013) è diventato un bestseller ed è stato nominato “Miglior Saggio Politico del 2013” dal prestigioso quotidiano tedesco ‘Die Tageszeitung’, mentre la sua pièce “The Civil Wars” è stata selezionata tra “Le migliori 5 opere teatrali del 2014” dalla commissione di esperti della Televisione Statale Svizzera. “The Civil Wars” è stata nominata come “uno dei migliori spettacoli dei Paesi Bassi e delle Fiandre della stagione 2014/2015”. Il quotidiano belga ‘La Libre Belgique’ ha recentemente definito Milo Rau “il regista più richiesto d’Europa”, mentre il settimanale tedesco ‘Der Freiteg’ lo definisce “il regista teatrale più controverso della sua generazione”.

Loghi_Focus_Svizzera

HATE RADIO

Focus_Svizzera

Hate Radio (Svizzera/Germania 2011) racconta la storia della RTLM/Radio-Télévision Libre des Mille Collines, stazione radio ruandese che ha giocato un ruolo cruciale nel genocidio del Rwanda della minoranza Tutsi nel 1994.

Il 6 aprile 1994, l’aeroplano del Presidente ruandese Habyaruman fu colpito da due missili in fase di decollo. Questo evento segnò l’inizio del più brutale genocidio dalla fine della Guerra Fredda.
Nei mesi di aprile, maggio e giugno del 1994 in Rwanda la stima dei morti della minoranza Tutsi  ammontò da 800,000 a 1,000,000 e migliaia furono i morti tra i moderati dell’etnia Hutu.

L’arma più potente utilizzata durante il genocidio fu la “Radio-Télévision Libre des Mille Col-lines” (RTLM). Gli operatori della stazione radio, con inspiegabile cinismo, coltivarono e prepararono il genocidio per mesi, integrando nella propria programmazione: musica, sport, comunicati politici e autentiche istigazioni all’omicidio.

Come funziona il processo di affermazione dell’ideologia razzista? Come è possibile epurare l’individuo della sua umanità?

L’opera del regista Milo Rau si avvale di documenti e testimonianze dirette di membri dell’etnia Hutu e di superstiti del genocidio stesso, per dare una risposta a questi interrogativi, lasciando che le persone facciano esperienza diretta di quanto accaduto nella storia del Rwanda.

Francese con sottotitoli in italiano, durata 65 min.

Ingresso: € 5,00 

c/o ZONA K, via Spalato 11

Sceneggiatura e regia: Milo Rau; drammaturgia e conceptual managment: Jens Dietrich; scenografia e costumi: Anton Lukas; video: Marcel Bächtiger; suono: Jens Baudisch; cast del video: Estelle Marion, Nancy Nkusi; assistente alla regia: Mascha Euchner-Martinez; direttore di produzione e drammaturgia: Milena Kipfmüller; public relations: Yven Augustin; collaborazione scientifica: Eva-Maria Bertschy. “Hate Radio” è una produzione dell’IIPM – International Institut for Political Murder Berlin/Zürich con Migros-Kulturprozent Schweiz, Kunsthaus Bregenz, Hebbel am Ufer (HAU) Berlin, Schlachthaus Theater Bern, Beursschouwburg Brüssel, migros museum für gegenwartskunst Zürich, Kaserne Basel, Südpol Luzern, Verbrecher Verlag Berlin, Kigali Genocide Memorial Centre e Ishyo Arts Centre Kigali. Sostenuto da: Hauptstadtkulturfonds (HKF), Migros-Kulturprozent Schweiz, Pro Helvetia – Schweizer Kulturstiftung, Kulturelles.bl (Basel), Bildungs- und Kulturdepartement des Kantons Luzern, Amt für Kultur St. Gallen, Ernst Göhner Stiftung, Stanley Thomas Johnson Stiftung, Alfred Toepfer Stiftung F. V. S., GGG Basel, Goethe- Institut Brüssel, Goethe-Institut Johannesburg, Brussels Airlines, Spacial Solutions, Commission Nationale de Lutte contre le Génocide (CNLG), Deutscher Entwicklungsdienst (DED), Contact FM Kigali, IBUKA Rwanda (Dachorganisation der Opferverbände des Genozids in Ruanda) and the Hochschule der Künste Bern (HKB), Friede Springer Stiftung.

Milo Rau – 1977, Berna, Svizzera. Regista e autore teatrale, ha studiato sociologia, germanistica e romanistica a Parigi, Zurigo e Berlino, seguendo, tra gli altri, le lezioni di con Tzvetan Todorov e Pierre Bourdieu. Ha iniziato a scrivere reportage internazionali nel 1997, viaggiando in Ciapas e a Cuba. Dal 2000 ha lavorato per la Neue Zürcher Zeitung, e dal 2003 ha iniziato il suo percorso come regista e autore in Svizzera e all’estero. Nel 2007 Rau ha fondato l’IIPM (International Institute of Political Murder), il centro di produzione teatrale e cinematografico con il quale realizza anche oggi tutti i suoi lavori. Accanto al suo lavoro teatrale e cinematografico, Milo Rau tiene lezioni di regia e cultural theory in diverse università. Le sue opere teatrali e cinematografiche si basano su lunghe e meticolose ricerche sul campo, a volte sono vere e proprie campagne culturali e sociali di ampio respiro (come ad esempio “Montana”, “The Last Hours of Elena and Nicolae Ceausescu”, “Hate Radio”, “City of Change”, “Breivik’s Statement”, “The Moscow Trials”, “The Zurich Trials”, “The Civil Wars”, “The Dark Ages” e “The Congo Tribunal”). Sono state invitate in più di trenta diversi paesi del mondo e ospitate da alcuni tra i più importanti festival e centri interazionali, tra i quali Berliner Theatertreffen, Festival di Avignone, Theaterspektakel Zürich, Noorderzon Performing Arts Festival Groningen, Festival TransAmeriques, Wiener Festwochen, Kunstenfestival Brussels, Santarcangelo Festival, Terni Festival, Biennale di Venezia. E’ stato insignito con numerosi premi e riconoscimenti, tra i quali lo Swiss Theatre Price, il Premio per il miglior radiodramma dell’Associazione dei Ciechi di Guerra (per “Hate Radio”), il Premio Speciale della Giuria del German Film Festival (per “The Moscow Trials”) e il Gran Premio della Giuria del Festival Triennale di Teatro Tedesco “Politik im Freien Theater” (per “The Civil Wars”). Il suo saggio filosofico “What is to be done. Critique of the Postmodern Reason” (2013) è diventato un bestseller ed è stato nominato “Miglior Saggio Politico del 2013” dal prestigioso quotidiano tedesco ‘Die Tageszeitung’, mentre la sua pièce “The Civil Wars” è stata selezionata tra “Le migliori 5 opere teatrali del 2014” dalla commissione di esperti della Televisione Statale Svizzera. “The Civil Wars” è stata nominata come “uno dei migliori spettacoli dei Paesi Bassi e delle Fiandre della stagione 2014/2015”. Il quotidiano belga ‘La Libre Belgique’ ha recentemente definito Milo Rau “il regista più richiesto d’Europa”, mentre il settimanale tedesco ‘Der Freiteg’ lo definisce “il regista teatrale più controverso della sua generazione”.

Loghi_Focus_Svizzera

TRA FINZIONE E REALTA’

Focus_Svizzera

Sempre più il teatro torna ad evadere dagli spazi fisici e simbolici ad esso deputati e invadere il reale, lo illustra, lo utilizza e dialoga con esso.

Sul palco – quando di palco si tratta – raramente agiscono attori, piuttosto performer, esperti della quotidianità, testimoni di fatti realmente accaduti, o perlomeno dichiarati tali. L’arte si apre al mondo e si attribuisce autenticità.

Ma cosa significa autentico? Cosa significa parlare del reale? Dove sta il confine tra fatti e interpretazione, realtà e finzione, verità e mistificazione?

Intervengono  a ZONA K Yan Duyvendak (regista e performer), Boris Nikitin (regista, autore e curatore del festival “It’s the Real Thing”) e Oliviero Ponte di Pino (critico esperto di teatro contemporaneo)

Ingresso libero c/o ZONA K, via Spalato 11

 

Yan Duyvendak – Nato in Olanda, vive a Ginevra e Marsiglia. Formatosi all’Ecole Supérieure d’Art Visuel di Ginevra, pratica la performance dal 1995. Le sue performance vengono presentate, ad esempio, alla Fondation Cartier di Parigi (Soirée Nomade, 1995), al Festival for Performing Arts EXIT, Helsinki (2001), a Art Unlimited Basel (2002), al Museo Reina Sofia di Madrid (Don’t Call it Performance, 2003), alla Biennale di Guangju (2004), a Image Forum, Tokyo (2005), alla Ménagerie de Verre, Parigi (2006-2009), al Vooruit, Gand (2007), al Festival di Avignone (2008), o al Thaterspektakel Zurich (2009). I suoi lavori video arricchiscono numerose collezioni pubbliche e private, dal Musée des Beaux-Arts di Lione al Museum für Kommunikation di Berna.
Yan Duyvendak ha ricevuto numerosi premi, tra cui (per tre volte) il Swiss Art Award (2002, 2003, 2004), il Namics Kunstpreis für Neue Medien (2004) e il Network Kulturpreis (2006). Nel 2010, riceve il premio per l’arte contemporanea più prestigioso della Svizzera, il Meret Oppenheim Preis. È stato invitato numerose volte come artista in residenza, ad esempio alla Cité des Arts di Parigi, all’Atelier Schönhauser du Berlino e al Swiss Artistic Studio di Pro Helvetia, al Cairo (2007, 2008, 2009).

Boris Nikitin – 1979, Basilea, Svizzera. Regista, autore e scenografo teatrale, direttore artistico del festival “It’s The Real Thing”. Ha studiato presso l’accademia teatrale di Giessen in Germania. I suo lavori sono prodotti e ospitati da piccoli teatri indipendenti e dai più importanti teatri stabili di diverse città tedesche, tra i quali Kaserne Basel, HAU, Gessnerallee, Theater Freiburg, Schauspielhaus Graz, Ruhrtriennale. Alcuni suoi progetti, come ad esempio “Imitation of Life“ e ”Woyzeck“, sono in tour internazionale da anni. I suoi lavori si muovo lungo il confine e l’area d’intersezione tra performance e teatro, finzione e realtà, illusione e documentazione, dilettantismo e virtuosismo attorale, mettendo costantemente in discussione i codici della creazione e fruizione teatrale. Alternano elementi concettuali e situazioni di grande teatralità. Il contesto ha spesso un ruolo determinate e non di rado i suoi lavori si muovono in ambito scientifico (come, ad esempio, “Universal Export” e “Woyzeck”). Le sue regie sono ideate e costruite insieme ai performer/attori, le cui personalità e biografie stanno spesso al centro della performance stessa (“F for Fake“, “Imitation of Life“, “Sänger ohne Schatten”). Da tre anni è direttore artistico del festival “It’s The Real Thing – Basler Dokumentartage”, dedicato ai più innovativi lavori teatrali e performativi con approccio documentaristico.

Oliviero Ponte di Pino ha lavorato per oltre trent’anni nell’editoria ed è stato direttore editoriale di Garzanti dal 2001 al 2012. Ha scritto su giornali e riviste, realizzato trasmissioni radiofoniche e televisive per la RAI. Ha ideato festival (Sussurri o grida a Milano, Forme del pensiero che ride a Genova), curato mostre (Il nuovo teatro in Italia 1975-1988, 1988, la sezione teatro della mostra Trash, la “stanza del teatro” di Annisettanta), progettato iniziative culturali e spettacolari (Maratona di MilanoSubway Letteratura). Dal 2014 è membro della Commissione Consultiva Teatro del MiBACT.
Insegna Letteratura e filosofia del teatro all’Accademia di Brera e Fondamenti del teatro moderno e contemporaneo allo IULM. Dal 2012 cura il programma di BookCity Milano e nel 2001 ha fondato il sito ateatro.it.
Tra i suoi libri Il nuovo teatro italiano (1988), Enciclopedia pratica del comico (1996), Chi non legge questo libro è un imbecille (1999, nuova edizione 2014), Il quaderno del Vajont (con Marco Paolini, 1999), I mestieri del libro (2008), Romeo Castellucci e Socìetas Raffaello Sanzio (2013), Le Buone Pratiche del Teatro (con Mimma Gallina, 2014), Comico e politico. Beppe Grillo e la crisi della democrazia (2014), Milano. Tutti i teatri (con Maddalena Giovannelli, 2015).

 

Loghi_Focus_Svizzera

FOCUS SVIZZERA

Dopo il successo del Focus Balcani del 2013con la performance Eden dell’artista slovena Mala Kline e lo spettacolo teatrale Odio la verità – MRZIM ISTINU del regista croato Oliver Frljić e del Focus Germania del 2014con la performance itinerante Remote Milano dei Rimini Protokoll, ZONA K apre la stagione 15/16 con l’ormai consueto appuntamento europeo, quest’anno tutto dedicato alla Svizzera.

Artista di punta per questo nuovo appuntamento di ZONA K è
Cie Yan Duyvendak con la sua performance
PLEASE, CONTINUE (HAMLET)
per la prima volta a Milano.

L’Unione Elvetica è al momento uno dei paesi più ricchi di proposte innovative e qualitativamente alte.
Tra l’infinità di proposte possibili, abbiamo scelto i progetti più riusciti in termini d’innovazione, attenzione al presente e capacità di guardare, utilizzare e interpretare il reale che ci circonda.

Guardare alla Svizzera permette di continuare a parlare d’Europa ma da un punto di vista particolare, quello di un paese che ne sta al centro, ne fa parte culturalmente, anzi ne racchiude tre dei principali gruppi linguistici, ma non le appartiene amministrativamente.

Ecco gli appuntamenti:

23 novembre @ CENTRO SVIZZERO DI MILANO – ore 18.00
Centro Studi Politica Estera e Opinione Pubblica dell’Università degli Studi di Milano
LA SVIZZERA: COME SOPRAVVIVERE ALLE CRISI DEGLI ALTRI
[Conversazioni] – durata 60 min
Intervengono: Sergio Romano e Lino Terlizzi; modera Alfredo Canavero.

27 novembre @ ZONA K – ore 18.30
TRA REALTA’ E FINZIONE
[Conversazioni con aperitivo] – durata 60 min
Intervengono Yan Duyvendak (regista e performer), Boris Nikitin (regista, autore, scenografo e curatore del festival “It’s the Real Thing”) e Oliviero Ponte di Pino (critico, esperto di teatro contemporaneo)

27 novembre @ ZONA K – ore 21.00
Milo Rau / IIPM
THE MOSCOW TRIALS
[Film documentario] – durata 86 min
Russia. 2012. La condanna alle Pussy Riot. Milo Rau mette in scena il loro processo.

Le autorità russe prendono d’assalto la performance. Russo con sottotitoli in italiano.

29 novembre @ ZONA K – ore 21.00
Milo Rau / IIPM
HATE RADIO
[Film documentario] – durata 65 min
Racconta la storia della RTLM, stazione radio ruandese che ha giocato un ruolo cruciale nel genocidio della minoranza Tutsi nel 1994. Francese con sottotitoli in italiano.

29, 30 novembre @Unicredit Pavilion – ore 19.30
Compagnia Yan Duyvendak
PLEASE, CONTINUE (HAMLET)
[Performance teatro] – durata 3 ore con 2 pause
Un vero Presidente della Sezione penale del Tribunale di Milano, un vero Pubblico Ministero, un vero Avvocato difensore dell’imputato, un vero Avvocato difensore della parte civile mettono in scena il processo. L’accusato si chiama Amleto, l’accusatrice Ofelia, il testimone Gertrude, la madre di Amleto e sono interpretati da attori. Tutto il resto è reale. Il verdetto sarà pronunciato da una giuria popolare di spettatori scelti tra il pubblico. Chi agisce in scena non segue un copione, non recita, ma ascolta testimoni, valuta perizie, giudica i fatti. Con la straordinaria partecipazione di:Umberto Ambrosoli, Alessandro Bastianello, Gherardo Colombo, Oscar Magi, Ilio Mannucci Pacini, Mario Mantero, Isabella Marenghi, Adriano Scudieri, Salvatore Scuto.

2 dicembre@ ZONA K – ore 19.00 – VERNISSAGE
3 – 20 dicembre (lun-ven) @ ZONA K – ore 10.00–19.00
Collettivo Ingwer / Camilla Parini e Chiara Caterina
IO SONO UN’ALTRA
[Mostra fotografica]
Foto di donne che si raccontano, ciascuna attraverso due autoritratti: il primo ritrae l’immagine realistica che la donna ha di sé, il secondo ritrae l’immagine di ciò che è, ma rimane nascosto.

2 dicembre@ ZONA K – ore 21.00
Collettivo Ingwer / Camilla Parini
STILL LEBEN
[Performance teatro danza] – durata 60 min
Riflessione sulla figura della donna ritratta nell’intimità della relazione con se stessa.

Vai alla rassegna completa.

Loghi_Focus_Svizzera

 

Giochi dal mondo e per il mondo

Facciamo volare le palline del kendama e otedama (Giappone), girare la trottola del Potaka (Nuova Zelanda), peschiamo i pesci del fisketävling (Svezia), lanciamo i fagioli del bacachas achvias (Bolivia), i bastoncini dell’Isseren (Libia), saltelliamo nelle caselle del edfar azrot (Marocco): facciamo insieme il giro del mondo mettendo alla prove le nostra abilità.

A cura di STRIPES Coop Onlus

Partecipazione gratuita, in caso di maltempo @ZONA K, via Spalato 11

Azione “INTERKULT

Chi si aggira per il quartiere?

Un gioco-giro all’Isola per disegnare i suoi abitanti. Dai vita al tuo personaggio di quartiere!

Ogni bambino avrà a disposizione una sagoma neutra da decorare in libertà: troverà i materiali da utilizzare esplorando quattro luoghi tipo del quartiere, ricreati in un grande gioco da tavola da costruire e percorrere insieme.

A cura di Anna Resmini e Giulia Zaffaroni

Partecipazione € 5 – Iscrizione obbligatoria entro venerdì 27 settembre, fino ad esaurimento posti 02 87063126 info@spaziobk.com

 

Guarda il sito di Spazio B**K

Brunch per grandi e piccini!

Ricco buffet dolce e salato, buffet del bere, pancake.
Promozione speciale per IK solo per oggi tutti a 20,00€, bambini e adulti.

Prenotazione obbligatoria allo 0287066093. www.capraecavolimilano.it

I COLORI DELLA MEMORIA

Il 26 gennaio anche noi partecipiamo al progetto:
ore 17. 00 TRA MUSICA E MEMORIA
ore 21.00 IL GOLEM, COME VENNE AL MONDO.

Nelle giornate del 24-25-26-27 gennaio 2014, in occasione della “Giornata Mondiale della Memoria”, anniversario della liberazione del campo di concentramento e di sterminio di Auschwitz, un gruppo promotore formato da alcune realtà culturali della Zona 9 dà vita al progetto “I Colori della Memoria”.
Il progetto nasce dal desiderio di riconsegnare all’attenzione e alla riflessione dei cittadini di Zona 9  quei momenti storici salienti che hanno favorito e, in qualche modo, costituito un terreno fertile per la conquista di identità sociali e comuni valori in cui riconoscersi e per cui valga la pena progettare un futuro condiviso.
I colori della memoria vogliono ricordare tutti: uomini, donne e bambini che hanno subito tali ingiustizie, senza dimenticare nessuno.
36 iniziative pubbliche in 23 luoghi dei quartieri di Isola, Dergano, Bovisa, Niguarda e Affori–Comasina: teatro, musica, cinema, libri e una serie di incontri dedicati al tema delle persecuzioni razziali e non, attuate nei confronti di ebrei, rom, omosessuali, disabili, gruppi religiosi e dissidenti politici, ma anche dedicati a tutti coloro che rifiutarono le leggi che le autorizzavano.

 

Potete trovare il programma dell’intera manifestazione qui

 

“I Colori delle Memoria” è un progetto promosso da: Centro Culturale della Cooperativa; Teatrino al Rovescio; Associazione 9per9 – idee in rete; Associazione Culturale “La Prima Pietra”; Bovisa Teatro; Gruppo Teatro Albi- ni-Golisch; Teatro Verdi–Teatro del Buratto; Istituto Tecnico Luigi Galvani

In collaborazione con: ZONA K; Circonvalla Film; Visualcontainer Italian Videoart Distributor; Associazione Don Eugenio Bussa; Associazione Buen Vivir; Ecomuseo Urbano Meropolitano Milano Nord Urbano; Associazione De. de.p; Studio Vundes; Argómm Teatro; Libreria Ancora Store; Spazio Libreria Mamusca; Biblioteca Dergano-Bovisa; Biblioteca Affori–Villa Litta; Biblioteca Niguarda; Liceo Scientifico Luigi Cremona; Rifugio 87; Fondazione Cineteca Italiana–Mic Museo Interattivo del Cinema; Insmli (Istituto nazionale per la storia del movimento di liberazione in Italia); Niguarda Web TV; Galleria Ostrakon; Spazio Mercury, Stecca 3; Associazione L’abilità; Istituto Comprensivo Locchi di Milano