Incontri a cura di Sara Chiappori e Renata Viola

Il rapporto con la realtà incalza le arti performative, le interroga e le plasma dall’interno, insieme oggetto e habitat di un’indagine che rimescola grammatiche e semantiche dei linguaggi della scena, ridiscutendo il concetto di autore e interprete, riformulando i criteri di fruizione e l’appropriazione degli spazi, sdoganando definitivamente le nuove tecnologie, aprendo connessioni esplicite con la sociologia, l’urbanistica, la statistica, il discorso politico, l’economia.

Di tutto questo ZONA K ha dato conto nelle ultime stagioni indicando di volta in volta i punti critici di una riflessione, etica prima ancora che estetica, intorno e dentro il contemporaneo. Da qui, la necessità di aprire una finestra teorica per tentare un approfondimento ulteriore che lasci spazio ai dubbi più che alle certezze.

Pensato per un pubblico molteplice, spettatori, operatori, studenti universitari, cittadini curiosi e irrequieti, REALITY? ha l’ambizione di far reagire come in un esperimento chimico i linguaggi della scena con gli alfabeti di altre discipline, mettendo a confronto artisti che hanno lavorato con ZONA K e teorici che hanno approfondito gli stessi temi, ma dal punto di vista delle loro competenze.

Gli incontri saranno pubblicati in contemporanea sulle pagine    e   di  ZONA K

  • Lunedì 23 novembre, ore 18.00
    PROLOGO: POLITIK DER BLICKE/LA POLITICA DEGLI SGUARDI
    incontro con JENS HILLJE (co-direttore artistico e chief dramturg al Maxim Gorki Theater di Berlino, Leone d’oro alla carriera Biennale Teatro 2019)

 

Poi, quattro parole chiave per quattro dialoghi

  • Martedì 24 novembre, ore 18.00
    PAESAGGIO: dialogo tra DOM- (IT) e VITTORIO LINGIARDI:
    perché alimenta nuove drammaturgie dello spazio che attraversano i luoghi mettendo in crisi la nozione stessa di sguardo. Perché il nostro rapporto con il paesaggio chiama in causa tutto il corpo ed è sempre questione di relazioni, con gli altri, con il mondo, con le regole, con il tempo, con i confini.

 

  • Mercoledì 25 novembre, ore 18.00
    CRISI dialogo tra AGRUPACIÓN SEÑOR SERRANO (ES) e SALVATORE NATOLI:
    perché “la crisi” in cui viviamo è diventata una condizione permanente e strutturale. Oggi, più che mai, viviamo in uno stato emergenziale che ci obbliga a riformulare nuovi scenari futuri. Siamo chiamati a ripensare radicalmente tutto ciò che davamo per certo e per acquisito. Tutto ciò può veramente considerarsi un’opportunità come lo storytelling mediatico ci suggerisce o siamo alle soglie di una sorta di “rivoluzione umana”?

 

  • Giovedì 26 novembre, ore 18.00
    POLITICA dialogo tra VALTERS SĪLIS (LV) e GIUSEPPE GENNA:
    perché tutti ne abbiamo decretato la morte, o quanto meno l’imbarbarimento e impoverimento, ma non possiamo farne a meno. Dunque andiamo a stanarla dove si manifesta nelle sue forme peggiori, le derive fasciste sovraniste populiste, ultima tentazione di un Occidente orfano di un pensiero alternativo alle ideologie novecentesche.


 

  • Venerdì 27 novembre, ore 18.00
    GIOCO/PARTECIPAZIONE  dialogo tra ROGER BERNAT (ES) e STEFANO BARTEZZAGHI:
    perché l’approccio ludico può essere la chiave, ma anche la trappola. Se la performance contemporanea ci ha abituato a fruire del fatto teatro come di un gioco, a cosa siamo disposti a rinunciare in termini di attenzione, concentrazione, fatica intellettuale? Il gioco, però, non è solo evasione deresponsabilizzante, può essere anche affare molto serio.


 

BIO:

JENS HILLJE (Germania, 1968) – Dal 1989 al 1995 studia Arti applicate all’Università di Perugia, studi che prosegue a Hildesheim e a Berlino. Dal 1990 lavora nella scena del teatro indipendente tedesco come attore, autore e regista. Dal 1996 al 1999 lavora a Berlino come drammaturgo per Recherche Faust/Artaud, diretto da Thomas Ostermeier, con cui inizia un lungo sodalizio: insieme fondano Barrack al Deutsches Theater, uno spazio e una compagnia per mettere in scena i testi della drammaturgia contemporanea. Dal 1999 fino al 2009 è capo-drammaturgo e membro della direzione artistica della Schaubühne di Berlino con Thomas Ostermeier e la coreografa Sasha Waltz: con loro crea un ensemble permanente di danza e prosa di rilievo internazionale. In qualità di drammaturgo lavora con i maggiori esponenti del teatro europeo: oltre a Ostermeier, Yael Ronen, Falk Richter, Luk Perceval, Sebastian Nübling, Nurkan Erpulat. La pièce Crazy Blood, regia di Nurkan Erpulat, ha vinto il premio della critica tedesca come spettacolo dell’anno 2011. Sempre nel 2011 è stato Direttore artistico e curatore del Performing Art Festival – In Transit presso Haus der Kulturen der Welt (HKW) di Berlino. Dal 2013 al 2019 è co-direttore e capo-drammaturgo del Maxim Gorki Theater di Berlino, nominato Teatro dell’anno dalla rivista Theater Heute nel 2014 e nel 2016. La Preussiche Seehandlung Foundation l’ha premiato nel 2016 con il Theaterpreis Berlin insieme a Shermin Langhoff, direttrice artistica del Gorki Theater. Leone d’oro alla carriera nella Biennale Teatro 2019.

 

DOM- è un progetto di ricerca nato nel 2013 dalla collaborazione tra gli artisti Leonardo Delogu e Valerio Sirna. Nel corso degli anni altr* artist* hanno allargato e trasformato la conformazione del collettivo a second del progetto: Hélène Gautier, Mael Veisse, Arianna Lodeserto.

La ricerca del collettivo ruota attorno al rapporto tra corpi e territori, investigando il nodo della permeabilità e osservando come potere, natura, cultura e marginalità interagiscono nello spazio pubblico. Sperimentando la tensione tra permanenza e attraversamento, tra stanzialità e nomadismo, DOM- si occupa della creazione di peculiari pratiche di abitazione, legate allo spazio e al tempo della produzione artistica.
Nel 2019 a DOM- viene assegnato il Premio Rete Critica come miglior progetto artistico e di compagnia. Nello stesso anno il collettivo entra a far parte di Oceano Indiano, il progetto di produzione e di residenza artistica del Teatro India – Teatro di Roma.

 

VITTORIO LINGIARDI psichiatra e psicoanalista, è Professore ordinario di Psicologia dinamica alla Sapienza Università di Roma. Tra i suoi libri ricordiamo Citizen Gay. Affetti e diritti (2016); Mindscapes. Psiche nel paesaggio (2017; premio Viareggio-Giuria); Diagnosi e destino (2018); Io, tu, noi. Vivere con se stessi, l’altro, gli altri (2019); Al cinema con lo psicoanalista (2020). Ha scritto due raccolte di poesie: La confusione è precisa in amore (2012) e Alterazioni del ritmo (2015). Collabora con l’inserto culturale Domenica del Sole-24 ore», «la Repubblica» e «il Venerdì», dove tiene la rubrica settimanale «Psycho» su cinema e psiche. Con Nancy McWilliams ha coordinato il progetto Psychodynamic Diagnostic Manual (PDM-2), vincitore dell’American Academy of Psychoanalysis Book Prize. Nel 2018 ha ricevuto il Premio Musatti della Società Psicoanalitica Italiana e nel 2019 il Research Award della Society for Psychoanalysis dell’American Psychological Association.

 

Fondata da Àlex Serrano a Barcellona nel 2006, AGRUPACIÓN SEÑOR SERRANO è una compagnia teatrale che produce i propri spettacoli basandosi su materiali tratti dalla realtà contemporanea. Vincitrice del Leone d’Argento alla Biennale di Venezia del 2015 e del Premio della città di Barcellona nel 2016, la compagnia utilizza mezzi tecnici tra i più innovativi accanto a strumenti tradizionali per ridisegnare costantemente i confini del proprio teatro. Si avvale di numerose collaborazioni artistiche e nelle sue produzioni coniuga diversi linguaggi espressivi per mettere in scena storie capaci di raccontare le contraddizioni dell’esperienza umana contemporanea. Birdie (2016), A House in Asia (2014), Kingdom (2018) e The Mountain (2019) sono tra i lavori più recenti della compagnia.

 

SALVATORE NATOLI filosofo italiano (nato a Patti, Messina, 1942). Laureato presso l’università Cattolica di Milano, ha insegnato nelle università di Milano e di Venezia. Tra le opere: L’esperienza del dolore: le forme del patire nella cultura occidentale (1986); Vita buona vita felice: scritti di etica e politica (1990); La felicità: saggio di teoria degli affetti (1994); La felicità di questa vita (2000); Stare al mondo (2002); La verità in gioco. Scritti su Foucault (2005); Guida alla formazione del carattere (2006); Il crollo del mondo. Apocalisse ed escatologia (2009); L’edificazione di sé. Istruzioni sulla vita interiore (2010); Eros e Philia (2011); Sperare oggi (2012); Perseveranza (2014); Il rischio di fidarsi (2016); L’animo degli offesi e il contagio del male (2018); Il fine della politica (2019); L’uomo dei dolori (2020).

 

VALTERS SĪLIS attore e regista lettone, si è diplomato in regia alla Latvian Academy of Culture nel 2012 e lavora sia in piccoli teatri indipendenti (Dirty Deal Teatro, Theatre Ģertrūdes ielas teātris) sia al National Theatre di Riga, affermandosi come uno dei più promettenti registi della sua generazione.  Nei suoi lavori rivolge sempre particolare attenzione alla complessità dell’esperienza umana portando in primo piano gli individui più marginali e vulnerabili.

GIUSEPPE GENNA è nato a Milano nel 1969. Ha lavorato in televisione (nel 1991-92 a Odeon Tv; per la Rai nel 1995), presso la rivista mensile Poesia (Crocetti Editore), come attaché alla Presidenza della Camera nel 1994-95, per Mondadori nei settori New Media e Libri nel 1996-99, a Clarence.com nel 1999-2002, per RCS Libri nel 2006-07, nuovamente per Mondadori Libri nel 2007-10. Insieme al regista Gilberto Squizzato ha scritto una fiction, SUOR JO, andata in onda su Rai3 nel 2005. Nel 2006 è stato chiamato a fare parte delle Giurie della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia (sezione Orizzonti. Ha collaborato con Davide Manuli alla scrittura del film La leggenda di Kaspar Hauser. Dal 2011 al 2017 è stato consulente editoriale presso il Saggiatore. Presiede l’associazione Studi e pratiche della coscienza.

È autore di numerosi romanzi, tra cui Dies Irae, Io Hitler (Mondadori) e il recente Reality. Cosa è successo (Rizzoli).

 

ROGER BERNAT artista e regista catalano, dopo aver iniziato gli studi di architettura e di pittura, studia drammaturgia e regia all’Institut del Teatre di Barcellona dove si diploma nel 1996, aggiudicandosi il riconoscimento straordinario. Nei primi anni lavora come regista, drammaturgo e performer con la compagnia General Elèctrica che dirige insieme a Tomás Aragay. Nel 2008 fonda Roger Bernat/FFF e inizia a creare performance in cui il pubblico prende la scena e diventa protagonista. «Gli spettatori passano attraverso un dispositivo che li invita a obbedire o a cospirare, e in ogni caso a pagare con il proprio corpo e impegnarsi». La prima performance partecipativa è Domini Públic (2008), cui fanno seguito Pura Coincidencia (2009), La consagración de la Primavera (2010), Please continue (Hamlet) (2011), Pendiente de voto (2012), RE-presentation: Numax (2013), Desplazamiento del Palacio de la Moneda (2014), Numax-Fagor-plus (2014), We need to talk (2015), No se registran conversaciones de interés (2016-17) e The place of the Thing (2017).

 

STEFANO BARTEZZAGHI (Milano,1962) è un docente universitario, enigmista e giornalista. Si è laureato al DAMS di Bologna con Umberto Eco. Dal 1987 ha tenuto rubriche giornalistiche sui giochi, sui libri, sul linguaggio. Dal 2000 collabora con “la Repubblica, dove dall’aprile del 2019 pubblica un cruciverba al giorno. Insegna Semiotica della creatività all’università Iulm di Milano; dirige le collane “Campo aperto” e “Amletica leggera” della casa editrice Bompiani e dirige il festival dell’umorismo Il senso del ridicolo (Livorno). Ha pubblicato raccolte di giochi linguistici, enigmistici e letterari, e ha scritto la prima storia del cruciverba, L’orizzonte verticale (2007). Ha curato e commentato la nuova edizione degli Esercizi di stile di Raymond Queneau, nella classica traduzione di Umberto Eco (2001). Fra i suoi libri più recenti M. Una metronovela (Einaudi, 2015), La ludoteca di Babele. Dal dado ai social network: a che gioco stiamo giocando? (Utet, 2016), Parole in gioco (Bompiani, 2017), Banalità (Bompiani, 2019).

 

PLAY-K(ei) 2016
CHI SIAMO?

Con ostinazione ed entusiasmo la quarta stagione di ZONA K usa ancora una volta la formula dei FOCUS tematici, riaffermando la nostra volontà di creare occasioni di diffusione culturale tout court.

Tra spettacoli, dibattiti, conversazioni con personaggi della cultura, laboratori per bambini e ragazzi, mostre fotografiche e film, il FOCUS ci permette di fare del nostro spazio soprattutto un luogo d’incontro e di riflessione per un pubblico che vorremmo sempre più ampio.

Ci dà inoltre la possibilità di affrontare temi attuali e urgenti della realtà che ci circonda, sia in rapporto al micro universo del nostro quartiere cittadino, sia nel macro di una prospettiva aperta alla situazione nazionale ed europea.

La quarta edizione di PLAY-K(ei) si apre con il FOCUS SVIZZERA (23 novembre – 20 dicembre), indagine su un paese che è al centro dell’Europa pur non facendone parte. Emblematico, ambiguo è il rapporto che l’Europa ha con esso, centrale nelle politiche economiche, seppure estraneo ai conflitti e alle contraddizioni dell’Unione.  Così come accaduto, nella scorsa edizione e ancora lo scorso settembre/ottobre con l’operazione Remote Milano dei Rimini Protokoll (con anche versione inglese per il pubblico internazionale di EXPO), vorremmo rilanciare come protagonisti il pubblico, la gente comune, così che il teatro torni a far parte di un linguaggio condiviso e soprattutto necessario ad una comunità.

In questa direzione va il lavoro di Yan Duyvendak & Roger Bernat, Please, continue (Hamlet) (29-30 novembre) dove, uno stuolo di eminenti avvocati e magistrati, Umberto Ambrosoli, Alessandro Bastianello, Gherardo Colombo, Oscar Magi, Ilio Mannucci Pacini, Mario Mantero, Isabella Marenghi, Adriano Scudieri, Salvatore Scuto, insieme ad altri membri della corte penale di Milano, si prestano al gioco del teatro recitando sè stessi attraverso un processo in piena regola. Tre gli attori coinvolti: Francesca Cuttica, Francesca Mazza e Benno Steinegger. L’operazione inaugura anche la collaborazione con lo spazio Unicredit Pavillion che ospita lo spettacolo e così facendo apre per la prima volta le porte al teatro.

Il Focus Svizzera prosegue a ZONA K con la visione dei film di Milo Rau The Moscow Trials (27 novembre) e Hate Radio (29 novembre) e la partecipazione di una giovane e talentuosa compagnia quale Collettivo Ingwer, che porta a Milano la restituzione fotografica e video di un’indagine tra arte e antropologia del contemporaneo, svolta con le donne del quartiere Isola di Milano lo scorso settembre. L’installazione che porta il titolo di “Io sono un’altra” (2-20 dicembre) si fonda sui temi dell’identità e idealità femminile. A seguire, la prima milanese dello spettacolo Still Leben, sempre firmato da Collettivo Ingwer (2 dicembre).

Il Focus Svizzera si articola inoltre in due occasioni di riflessione e dibattito: l’incontro del Centro Studi di Politica Estera e Opinione Pubblica dell’Università degli Studi di Milano, organizzato in collaborazione con il Centro Svizzero, a cui partecipano Sergio Romano, Lino Terlizzi e Alfredo Canavero (23 novembre); e le conversazioni con aperitivo sul tema del teatro in bilico tra Realtà e Finzione (27 novembre), al quale partecipano il regista e performer Yan Duyvendak, il regista e autore Boris Nikitin (ideatore e curatore a Basilea del festival ITS THE REAL THING), il critico ed esperto Oliviero Ponte di Pino.

Per i più giovani il programma PLAY-K(ids) propone il laboratorio scientifico la Scatola di Einstein del Giardino della Scienza di Ascona e la proiezione del film documentario I bambini del monte Napf di Alice Schmid (29 novembre).

In occasione di questo FOCUS SVIZZERA è iniziata la collaborazione tra il FIT Festival di Lugano e ZONA K. Oltre a fornire informazioni e contatti per la programmazione del focus, per la sua 24° edizione il FIT Festival ha offerto riduzioni agli associati ZONA K. ZONA K offre il ridotto (previa prenotazione), a tutti gli abbonati FIT e ai residenti di Lugano che varcheranno il confine Lugano/Milano per partecipare al Focus Svizzera di ZONA K. Inoltre all’interno del FOCUS inizia il lavoro di ricerca di Officina Orsi, Label svizzera e dell’artista residente Rubidori Manshaft sul quartiere Isola e i suoi abitanti, che si faranno palcoscenico e protagonisti della versione milanese del suo progetto “Sull’umano sentire” che, dopo il debutto a Lugano nell’estate 2016 (della sua versione Svizzera), sarà presentato da ZONA K nella prossima edizione del festival Isola Kult, nell’autunno 2016

Si prosegue con il FOCUS GENERE (8-20 marzo 2016), dedicato all’identità di genere. Il FOCUS apre la riflessione sulle nuove rappresentazioni dell’identità, intesa nelle sue diverse accezioni, dal genere all’identità nazionale. Storie personali ed esemplari, cenni teorici e domande filosofiche, sempre al confine tra finzione e realtà, che mettono in discussione maschile e femminile, confini e definizioni, categorie e appartenenze, per un inno alla libertà di divenire, all’apertura alle molteplicità. Un pensiero soprattutto rivolto agli scenari futuri, dove l’identità di genere annuncia sviluppi imprevedibili.

Sarà un onore per noi avere come compagni di viaggio in quest’esplorazione, la Compagnia Motus con la loro ultima produzione, MDLSX, a ZONA K in prima milanese (8-12 marzo). MDLSX è ordigno sonoro, inno lisergico e solitario alla libertà di divenire, al gender b(l)ending, all’essere altro dai confini del corpo, dal colore della pelle, dalla nazionalità imposta, dalla territorialità forzata, dall’appartenenza a una Patria. È uno “scandaloso” viaggio teatrale di Silvia Calderoni che – dopo 10 anni con Motus – si avventura in questo esperimento dall’apparente formato del D-j/Vj Set, per dare inizio a una esplorazione sui confini che si catalizzerà, nel 2017, in Black Drama (un musical tragico).

Faranno seguito i giovani artisti di Dehors /Audelà, con la loro attenta e meticolosa ricerca di un linguaggio artistico originale che mischia danza, teatro e elaborazione video in uno spettacolo incentrato sulla resistenza ad abitare e a indossare la propria identità, in Perfetto Indefinito (14-15 marzo). Proprio Dehors/Audelà è una delle giovani compagnie già presentate a ZONA K che tentiamo di portare alla luce del pubblico prendendo atto della progressiva maturazione artistica e originalità del loro lavoro. In questa stagione di PLAY-K(ei) desideriamo così inaugurare il sostegno e la cura verso quelle realtà artistiche scovate nelle “cantine” della programmazione nazionale, e magari già ospitate a ZONA K, alle quali ci piacerebbe fosse dato maggior spazio e riconoscimento artistico.

A completamento del Focus la serata promossa dalle associazioni Alilò futuro anteriore, Famiglie Arcobaleno, l’Ombelico LE OMBRE DEL BUIO: origini (quasi) nascoste della violenza di genere (25 febbraio), evento che ha origine da una riflessione sociologica sul rapporto tra socializzazione e stereotipi di genere, avviata presso l’Università di Bergamo e pubblicata nel saggio di C. Ottaviano e L. Mentasti, Oltre i destini. Attraversamenti del femminile e del maschile, Ediesse, Roma 2015.

Dal dialogo aperto con la direzione artistica del Festival Gender-Bender di Bologna, accompagna tutto il FOCUS GENERE la mostra di illustrazioni originali realizzate da Luca Di Sciullo, Viola Niccolai, Lisa Passaniti e Cristina Portolano e di fotografie di Elisa D’Errico FINGERPRINTS / Performing Gender (8 – 25 marzo).

Chiude il FOCUS,  lo spettacolo INDOMADOR della compagnia catalana Animal Religion, nella stagione di ZONA K presentato da C.L.A.P.Spettacolodalvivo, in collaborazione con Fira Tàrrega (24 – 25 marzo), seguito dall’incontro con l’artista Quim Girón.

Per i più giovani il programma PLAY-K(ids) propone il laboratorio sulle differenze di genere  LA VERA ENCICLOPEDIA DELLE PRINCIPESSE E DEI GUERRIERI a cura di Paola Gaggiotti e la proiezione del film documentario GAYBY BABY di Maya Newell (13 marzo).

Il FOCUS IDENTITA’ (3-10 maggio 2016) è dedicato agli aspetti culturali della definizione identitaria. Siamo spettatori di un flusso migratorio mai visto prima. Da una parte vediamo l’Europa auto-definirsi sempre più e i confini irrigidirsi attraverso retaggi nazionalistici. Dall’altra una sorta di contaminazione culturale si propaga incontrollatamente. Vale ancora parlare di “nazione” o di “cultura dominante”? Abbiamo pensato a un Focus dove i colori di identità culturali e nazionali si mescolino come in un gioco a carte, dove tra caso e necessità si determini la costruzione di comunità nuove e impreviste: una riflessione sull’identità culturale e nazionale, o meglio “Contro l’identità”, per citare il celebre testo di Francesco Remotti.

Segue lo spettacolo teatrale Sotto un cielo straniero di Teatro Utile /Mascherenere (4 – 6 maggio), in cui gli attori sono in prevalenza immigrati, persi nella geografia urbana di una città come potrebbe essere Milano. Per continuare il percorso del FOCUS abbiamo chiamato giovani artisti che, per mezzo di linguaggi innovativi per il teatro, riescono ad affrontare i temi che ruotano attorno alla costruzione di un’identità in senso ampio e filosofico, così da restituire al pubblico le contraddizioni del tema prescelto: TeatrInGestAzione, giovane compagnia di Napoli con lo spettacolo Absolute Beginners (9-10 maggio) ci è sembrata emblematica in questo, sia per i contenuti, sia per il linguaggio originale.

Rispetto al tema dove l’identità di popoli e culture viene messa in gioco, ci è parso naturale e al tempo stesso consapevole azzardo, provare a mischiare i percorsi di identità artistiche diverse. Come nella realtà della contaminazione dei popoli, così nella realtà artistica stiamo tentando di far incontrare compagnie diametralmente opposte come Arosio/Boscaro, dedite alla sperimentazione tra danza e video-mapping, e Teatro Utile/Mascherenere più propensa alla scoperta di una drammaturgia originale che attinga dalle risorse dei singoli componenti del suo gruppo di lavoro interetnico, in un percorso ad incontri (che si svolgeranno tra gennaio e maggio 2016) dove lo scambio di esperienze e visioni artistiche possa creare una restituzione per il pubblico significativa sul tema del FOCUS (6 maggio).

FOCUS IDENTITA’ è anche dibattito FLUSSI MIGRATORI: IDENTITA’ E CONNESSIONI condotto da De Biasio con i due maggiori esperti sull’argomento: Maurizio Ambrosini e Francesco Remotti, seguito dalla proiezione di cortometraggi di ZaLab I LIVE IN MELBOURNE NOW (10 maggio).

Vi sono gli Extra Eventi di PLAY-K(ei), ovvero quegli eventi che, per dovere di coerenza, non abbiamo inserito nei Focus tematici ma che segnalano la volontà da parte di ZONA K di portare alla luce esperimenti artistici interessanti e singolari. Segnaliamo così la partecipazione alla stagione di ZONA K di Dario Buccino, musicista e performer che porterà a ZONA K una singolare performance live per quattro lamieristi e un clarinetto intitolata “Ma vero!” (18-19 marzo).

Dopo la pausa estiva, PLAY-K(ei) riprende con il FOCUS URBANO (23 settembre – 27 novembre 2016) per dare spazio alla volontà di ZONA K di parlare, riflettere e agire sulla realtà, soprattutto quella urbana che ci circonda. Artisti affermati ed emergenti rubano frammenti di realtà e li rielaborano secondo la propria poetica, mescolano creazione scenica ed elementi quotidiani, confondono il confine tra pubblico e privato, per portarci a considerare noi stessi e ciò che ci circonda con sguardo e atteggiamento rinnovato, fino a immaginare e, perché no, costruire, nuove realtà.

L’Amleto di Shakespeare e la sua incapacità di agire danno vita a Hamlet Private di ScarlattineTeatro: un Amleto confidenziale, vicino, che abbandona il contesto teatrale tradizionale e accoglie ogni singolo spettatore nell’intimità di un caffè per dare forma a un rapporto confidenziale tra spettatore e performer. (23 – 25 settembre 2016; 23 ottobre; 13 novembre; 27 novembre Type Bistrot di via Borsieri).

Approdano a PLAY-K(ei) le STRASSE con SOLO, un progetto site-specific che lavora su spazi urbani complessi, come le grandi stazioni dei treni, e le persone che li popolano, un’umanità in transito e circolazione, con i suoi ritmi e tempi di percorrenza peculiari. (23 – 25 settembre; 30 settembre – 2 ottobre 2016 Stazione FS Garibaldi).

Da Bologna al FOCUS URBANO URBAN SPRAY LEXICON di Ateliersi, una ricerca drammaturgica e performativa sulle scritte che appaiono e scompaiono dai muri delle città.Ateliersi pone il suo sguardo sulla strada abitata, sulle incisioni di autori anonimi, laddove il confine tra pubblico e privato emerge mobile e indefinito.  (23 – 25 settembre 2016 @Key Gallery, Via Borsieri)

A fare da cornice a tutto il FOCUS, la mostra che raccoglie in una serie di cartoline animate, ritratti ispirati ai personaggi che vediamo quotidianamente nel nostro quartiere, il quartiere Isola di Milano, ideata dalle BoomBangDesign
#POSTCARDSFROMISOLA (23 settembre – 28 ottobre 2016 @ZONA K).

 

Chiude la stagione il FOCUS CATALOGNA: L’Avanguardia Catalana in Scena, altro appuntamento europeo, dedicato questa volta alla CATALOGNA. Un panorama culturale ricco e vivace, una scena teatrale multiforme, con punte di eccellenze in discipline molto diverse tra loro, dal circo contemporaneo alla performance urbana. ZONA K sceglie alcuni tra gli artisti più rappresentativi e innovativi, capaci con il loro lavoro di parlare della realtà contemporanea e al mondo contemporaneo. Al contempo, in un parallelismo tra attualità del presente e avanguardia del passato, indaga la guerra civile spagnola nel suo 80° anniversario, attraverso lo sguardo di artisti che raccontarono il loro presente.

Apre il FOCUS DOMINI PÚBLIC di Roger Bernat, un gioco sulla vita, quasi un gioco in scatola a grandezza naturale dove gli spettatori non sono semplici pedine ma diventano protagonisti di una storia che il regista Bernat orchestra sapientemente. Un’indagine sociologica in tre dimensioni su temi che ci stanno a cuore e di cui siamo protagonisti, senza costrizioni e ruoli prefissati. Per la prima volta a Milano, Domini Públic ha girato il mondo ed è un vero e proprio classico della performance urbana. (26 – 27 novembre 2016 presso il Castello Sforzesco)

Il gruppo di punta della scena catalana, vincitrice del Leone D’Argento della Biennale di Venezia 2015, l’Agrupación Señor Serrano, porta in scena due spettacoli multimediali.
BIRDIE, mette a confronto due miraggi. Da una parte welfare, rispetto dei diritti umani, prosperità, facilità di movimento per informazioni e capitali. Dall’altra guerre, sfruttamento, persecuzioni, ostacoli per i migranti.

Con il sostegno di:

CLAPS COMPLETO SCRITTE LATERALI02_MIBACT logo

Pensieri e parole con “zavtrak”

Gianpietro Piretto (Prof. di Slavistica), Mario Alessandro Curletto (Prof di Letteratura e civiltà russe) e Giovanni Cervetti (Presidente Associazione Italia-Russia).

Per l’occasione sarà servita una colazione con piatti dell’Est Europa.

A cura di INSMLI – Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia

Ingresso libero

Azione “INTERKULT

 

IL RADIODRAMMA E LE ARTI PERFORMATIVE

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Plamper, un regista e autore di radiodrammi innovativi.
Sacchettini, un critico teatrale e di radiodrammi contemporanei.
Avanzo, un critico di radiodrammi storici.

Tre sguardi diversi che indagano le prospettive del radiodramma, tra passato, futuro e nuove sperimentazioni, in Italia e in Europa. 

MITO E PRESENTE

Focus_Mito

Perché i miti antichi esercitano tanto fascino su di noi?

Perché continuano ad essere rielaborati dagli artisti per parlare del presente?

Pensieri e parole su mito, realtà e tempo presente.

Intervengono: Lia Del Corno, Giorgio Barberio Corsetti, Martina Treu.

GIORGIO BARBERIO CORSETTI, regista autore e attore, fonda la sua prima compagnia , La Gaia Scienza nel 1976 per scioglierla nel 1984 e dar vita ad nuovo gruppo che porterà il suo nome. La Compagnia Teatrale di Giorgio Barberio Corsetti assumerà poi, nel 2001, la denominazione di Fattore K che conserva a tutt’oggi.
Le regie teatrali, la sperimentazione dell’uso del video nella drammaturgia teatrale è uno dei tratti caratteristici del teatro di Giorgio Barberio Corsetti che si ritrova come segno fondante di molti suoi spettacoli.
Memorabili restano le opere come La camera astratta in collaborazione con Studio Azzurro, Descrizione di una battaglia, AmericaL’Histoire du Soldat, e poi Il ProcessoLa Tempesta, Woyzeck, senza citare le innumerevoli regie del panorama lirico internazionale.
Altresì, già dal 1996 Giorgio Barberio Corsetti porta sulla scena testi risalenti ad epopee mitiche della tradizione classica e di quella nordica o orientale. Numerose sono le regie e le riscritture o adattamenti drammaturgici su questa scia: La nascita della Tragedia opera pervasa dei miti greci;  Notte, tratto dai testi sacri della mitologia indiana; Graal, dalla tradizione cavalleresca; Le Metamorfosi, Di animali, uomini e dei, Paradiso e Argonauti ancora dagli antichi scritti classici, Il colore bianco, sullo sfondo dei miti nordici, Dioniso nato tre volte, Dionisiache, Tra la Terra e il Cielo, fino ai più recenti Nineteen Mantras su alcuni antichi mantra della tradizione religiosa indiana,  e il recentissimo La guerra di Kurukshetra, adattamento del ricco poema indiano Mahàbhàrata.
Ancora molto si potrebbe citare a proposito delle Direzioni Artistiche assunte da questo poliedrico artista della scena, dalla Sezione Teatro della Biennale di Venezia alle sezioni danza e teatro dell’Auditorium-Parco della Musica di Roma, oltre ai palcoscenici che hanno visto sue creazioni: da Avignone a San Pietroburgo e da Parigi a Singapore.

MARTINA TREU è laureata in Storia del Teatro e della Drammaturgia Antica, dottore di ricerca in Filologia classica, cultore di Storia del Teatro Greco e Latino. Attualmente è ricercatrice di Lingua e Letteratura Greca presso l’Università IULM dove è stata responsabile del Progetto Dionys e del Progetto Teatro, cultura, turismo e Mediterraneo e del settore Formazione del progetto Mediteatri.pa (Formez).
Ha curato pubblicazioni e svolto mansioni di segreteria scientifica-organizzativa per vari teatri e festival italiani e stranieri, ha collaborato con diversi registi italiani, con il Piccolo Teatro Studio e con la Biennale di Venezia – Festival internazionale del Teatro. Scrive regolarmente sulle riviste Hystrio e Stratagemmi. Prospettive teatrali ed è responsabile della sezione Notizie di Dionysus Ex Machina.it.

LIA DEL CORNO  Nasce e vive a Milano. Traduce dal francese, inglese e tedesco e scrive per Adelphi, Garzanti, Mondadori, RCS Libri, ma soprattutto si è occupata di teatro e ha curato le proposte culturali del Piccolo Teatro di Milano, del Franco Parenti e del Teatro Popolare di Roma. È sua l’idea delle lezioni-spettacolo che ha promosso con energia e entusiasmo. Attualmente continua l’attività di traduttrice; scrive libretti di opere liriche dedicate soprattutto ai giovani, firma qualche scenografia e disegna costumi.