{"id":16464,"date":"2024-11-26T12:20:52","date_gmt":"2024-11-26T11:20:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.zonak.it\/?post_type=blogposts&#038;p=16464"},"modified":"2024-11-26T12:20:52","modified_gmt":"2024-11-26T11:20:52","slug":"sguardi-senn","status":"publish","type":"blogposts","link":"https:\/\/www.zonak.it\/en\/blogposts\/sguardi-senn\/","title":{"rendered":"SGUARDI &#8211; TRA REALE E VIRTUALE\ufffc"},"content":{"rendered":"<p class=\"qtranxs-available-languages-message qtranxs-available-languages-message-en\">Sorry, this entry is only available in <a href=\"https:\/\/www.zonak.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/blogposts\/16464\" class=\"qtranxs-available-language-link qtranxs-available-language-link-it\" title=\"Italiano\">Italian<\/a>.<\/p><p>Nella puntata <em>Be Right Back<\/em> della serie antologica <em>Black Mirror<\/em>, la protagonista si affida a un servizio online per caricare foto e video del marito, vittima di un incidente stradale, in modo da crearne un clone virtuale: siamo certi che si tratti di mera distopia? L\u2019ipotesi dell\u2019immortalit\u00e0 digitale non appare poi cos\u00ec remota, in un mondo in cui la diffusione e il riutilizzo di materiale condiviso in rete possono sfuggire al nostro controllo persino mentre siamo ancora vivi. Proprio da queste premesse, il performer svizzero Simon Senn ha mosso i primi passi per la creazione di <em>Be Arielle F<\/em>: nato come un esperimento per abitare un corpo virtuale, il progetto si \u00e8 presto trasformato in una riflessione pi\u00f9 ampia sull\u2019uso disinvolto della tecnologia e sulle implicazioni etiche che ne derivano.<\/p>\n\n\n\n<p>Approfittando di un\u2019offerta durante il Black Friday, Senn ha acquistato per soli dieci dollari la replica digitale di un corpo femminile da un sito specializzato in scansioni 3D. Davanti al pubblico ricostruisce, passo dopo passo, come ha provato a \u201cdargli vita\u201d, sfruttando animazioni preimpostate e sensori in grado di riprodurre i movimenti umani: con una sorta di vestizione, i <em>motion captors<\/em> vengono posizionati su bacino, mani e piedi, mentre su uno schermo appare un doppio virtuale dai tratti femminini. L\u2019ultimo elemento a essere indossato \u00e8 un visore VR che permette anche agli spettatori di condividere la prospettiva del performer: un uomo si guarda le mani, il petto e il corpo di donna, senza sperimentare una sensazione di disagio, ma piuttosto la sorpresa di un\u2019identit\u00e0 aumentata, che non sostituisce ma arricchisce quella originaria.<\/p>\n\n\n\n<p>Spinto dalla nuova percezione di s\u00e9, Senn ha sentito il bisogno di contattare la donna a cui apparteneva il modello digitale per condividere l\u2019esperienza vissuta e ottenere il suo consenso all\u2019utilizzo dell\u2019immagine a fini artistici, concordando anche un compenso. La ragazza, una studentessa inglese che ha scelto lo pseudonimo di Arielle, \u00e8 stata rintracciata grazie a un selfie pubblicato sui social con l\u2019hashtag dello studio di scansione e si \u00e8 mostrata disponibile a incontrarlo e a collaborare al progetto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La disgiunzione tra corpo fisico e virtuale \u00e8 diventata, allora, l\u2019occasione per esplorare le possibilit\u00e0 di ibridazione anche sulla scena, intrecciando codici e linguaggi diversi. I video delle scansioni 3D si fondono con le riprese live, le identit\u00e0 visive di Senn e Arielle si sovrappongono fino a sfumare l\u2019una nell\u2019altra, e i gesti teatrali dell\u2019artista \u2013 come l\u2019applicazione del trucco sul viso \u2013 amplificano il senso di metamorfosi. C\u2019\u00e8 spazio anche per momenti pop: il desiderio della ragazza di vedersi danzare sulle note delle Destiny\u2019s Child diventa lo spunto per manipolare videoclip musicali, mentre Senn, sul palco, indossa abiti che rimandano alla performance delle Pussycat Doll in <em>Don\u2019t cha<\/em>, amplificando il gioco di specchi tra reale e virtuale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, il potenziale creativo della tecnologia, esplorato prima in solitaria e poi insieme ad Arielle, si infrange contro le contraddizioni che emergono a mano a mano che entrambi prendono coscienza della vulnerabilit\u00e0 dell\u2019identit\u00e0 digitale: Senn dimostra come il modello 3D, che la ragazza pensava potesse essere destinato solo a produzioni cinematografiche o videoludiche, possa diventare uno strumento alla merc\u00e9 di chiunque, acquistabile e sfruttabile per fini imprevedibili. Nel tentativo di fare chiarezza, il performer svizzero si confronta con esperti del settore \u2013 dai proprietari del sito di scansioni a legali e psicologi \u2013 ma le sue domande restano in sospeso. La mancanza di un quadro normativo preciso si intreccia con l\u2019ambiguit\u00e0 nell\u2019interpretare i limiti del consentito: una lap dance \u00e8 un contenuto sessualmente esplicito? Oppure solo la pornografia rientra in questa definizione?<br>Con <em>Be Arielle F<\/em> Simon Senn esplora il fragile equilibrio tra legittimo utilizzo e appropriazione indebita che investe il nostro rapporto con il mondo digitale, richiamando alla nostra attenzione la labilit\u00e0 dei confini etici che lo attraversano.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Nadia Brigand\u00ec<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>foto Luca Del Pia<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sorry, this entry is only available in Italian. 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