{"id":15774,"date":"2024-04-16T09:00:00","date_gmt":"2024-04-16T07:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.zonak.it\/?post_type=blogposts&#038;p=15774"},"modified":"2024-04-16T09:50:45","modified_gmt":"2024-04-16T07:50:45","slug":"sguardi-saneh-mroue","status":"publish","type":"blogposts","link":"https:\/\/www.zonak.it\/en\/blogposts\/sguardi-saneh-mroue\/","title":{"rendered":"3 SGUARDI sui lavori di Lina Saneh e Rabih Mrou\u00e9"},"content":{"rendered":"<p class=\"qtranxs-available-languages-message qtranxs-available-languages-message-en\">Sorry, this entry is only available in <a href=\"https:\/\/www.zonak.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/blogposts\/15774\" class=\"qtranxs-available-language-link qtranxs-available-language-link-it\" title=\"Italiano\">Italian<\/a>.<\/p><p style=\"font-size:24px\"><strong><a href=\"https:\/\/www.zonak.it\/saneh-mroue\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Photo-Romance \/ Un incontro particolare<\/a><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La biancheria che sventola sui tetti di Roma; Sophia Loren che ritira il suo bucato mentre discute con Marcello Mastroianni: \u00e8 un frammento cinematografico denso di parole, carico di sguardi, pregiudizi e confessioni entrato nell\u2019immaginario collettivo della storia del cinema. \u00c8 il 6 maggio 1938, quando nella Citt\u00e0 Eterna \u00e8 attesa la visita in pompa magna del <em>F\u00fchrer<\/em>,accompagnato dal corrispettivo <em>Duce <\/em>nostrano. Antonietta e Gabriele, per\u00f2, non partecipano alla grande parata: si scorgono dalle proprie abitazioni, poi si incontrano e si confidano, ognuno nei propri tormenti, cos\u00ec distanti eppure irresistibili. Insieme vivono la loro \u201cgiornata particolare\u201d, fuori dal rumore di quell\u2019evento storico a cui, per ragioni differenti, non parteciperanno. \u00c8 proprio da questo indimenticabile film di Ettore Scola (1977) che prendono le mosse Rabih Mrou\u00e9 e Lina Saneh per il loro <em>Photo-Romance<\/em>. Non siamo pi\u00f9 alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale, bens\u00ec durante la guerra civile in Libano, nel 2006, in una giornata in cui il centro di Beirut ospita due grandi manifestazioni opposte. Sul palco, Lina si confronta con un consulente legale (Rabih Mrou\u00e9), per avere la certezza che il loro nuovo lavoro non venga considerato un plagio e possa mantenere un margine (giuridico) di originalit\u00e0. Con il copione in mano, Saneh legge i dialoghi tra due personaggi che vediamo proiettati sullo schermo. In video, una donna e un uomo si incontrano; lui un dissidente politico, a lungo imprigionato nelle carceri israeliane, lei una casalinga impegnata in faccende domestiche. Come suggerisce il titolo, seguiamo le loro vicende come in un vero e proprio fotoromanzo: le sequenze di fotogrammi in bianco e nero si alternano veloci, animate dalla voce dal vivo di Lina. Le due storie si accavallano, si lambiscono e si mischiano: le scene ambientate in Libano ripercorrono quelle romane dirette da Scola. I due incontri slittano l\u2019uno sull\u2019altro, in un continuo gioco di rimandi e citazioni: le tazzine sporche in un lavandino, una storia d\u2019amore impossibile, i panni stesi. \u00c8 ancora una volta la Storia che entra nella quotidianit\u00e0, anche quando si decide di mettersi di lato, in una continua affinit\u00e0 di pensieri ed emozioni, nello scambio universale tra generazioni, popoli e persone cos\u00ec troppo spesso, e troppo similmente, schiacciate da guerre, oppressioni e dittature.<\/p>\n\n\n\n<p>Andrea Malosio<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p style=\"font-size:24px\"><strong>Make Me Stop Smoking \/ Gli archivi spezzati<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Elenchi, cataloghi, documenti e foto sono tutte parti di un possibile archivio che Rabih Mrou\u00e8 ordina nel suo computer. Archiviare, d\u2019altronde, vuol dire mettere da parte e quindi, tendenzialmente, porre da un lato e concentrarsi su altro, sapendo per\u00f2 che, nel momento in cui si desiderasse ricordare, quel materiale sar\u00e0 sempre l\u00ec disponibile per richiamare alla memoria qualcosa di non pi\u00f9 immediato. La performance mostra come sotto ogni serie di immagini di tombini, lampioni, manifesti, foto di persone scomparse si leggano e intravedano, in un modo quasi sempre indiretto, scene di ordinaria quotidianit\u00e0 segnate da un lutto nazionale: la guerra civile in Libano. Rabih Mrou\u00e8, solo sul palco, seduto a un tavolino col suo computer collegato a uno schermo, mostra al pubblico i suoi archivi interrotti: foto di pezzi di citt\u00e0, di dettagli, che prima o poi vengono abbandonate, per passare a un interesse successivo. In scena si materializzano i ricordi di un tempo passato in cui l\u2019artista si riconosce testimone e partecipe di un conflitto di cui si sente complice. Con ironia e un velato dolore, il performer sovrappone al materiale accumulato pensieri e commenti, formando un copione su tutto ci\u00f2 che circonda una semplice foto di un lampione o di una strada, mostrando in sottofondo le scene di una guerra, durata quindici anni, entrata nel fare quotidiano. Quanto non agire, limitarsi ad assistere, o la quotidianit\u00e0 che conduce alla dimenticanza ci portano a essere complici? \u00abMeritano rispetto i dubbi e l\u2019irrequietezza di tutti quelli che di fronte all\u2019ingiustizia cercano il loro modo di stare dalla parte giusta della Storia. Chi si sente tranquillo e pieno di certezze\u2026 da che parte della Storia sta?\u00bb. Scrive cos\u00ec Zerocalcare nel suo fumetto uscito su \u201cInternazionale\u201d, sul caso dell\u2019attivista Ilaria Salis in carcere in Ungheria con l\u2019accusa di lesioni aggravate nei confronti di manifestanti di estrema destra. La questione allora \u00e8 questa: come si pu\u00f2 fermare un\u2019azione violenta o una guerra? chi si astiene che ruolo interpreta? Nessuna risposta \u00e8 apparentemente corretta e risolutiva e l\u2019interrogativo cardine, riproposto proprio in questo spettacolo, resta enorme: quanto, e come, siamo tutti coinvolti nelle tragedie della Storia?<\/p>\n\n\n\n<p>Francesca Rigato<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p style=\"font-size:24px\"><strong><a href=\"https:\/\/www.zonak.it\/saneh-mroue-paranoia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Second Look-Paranoia TV \/ Di memoria e collezionismo<\/a><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Avete presente quelle bancarelle nei mercati delle pulci che si presentano con enormi scatole colme di vecchie fotografie ingiallite e cartoline firmate da calligrafie di altri tempi? Memorie intrappolate in un passato pi\u00f9 o meno lontano, attimi racchiusi in immagini ormai sbiadite che, forse proprio per questo, acquisiscono un fascino nostalgico nei confronti di ci\u00f2 che \u00e8 stato. Rabih Mrou\u00e9 \u2013 con grande rassegnazione della compagna e collega Lina Saneh \u2013 le colleziona. <em>Second Look\/Paranoia TV<\/em> parte da qui: un interrogativo su cosa significa effettivamente appropriarsi e conservare istantanee appartenute ad altri, di un mondo passato. L\u2019installazione, espressa in formato video, si declina in dieci episodi accompagnati dall\u2019alternanza delle voci di Mrou\u00e9 e Saneh. Il tema del collezionismo funge da pretesto ai due artisti libanesi, da anni in stanza a Berlino, che ampliano cos\u00ec la riflessione sulla relazione dialogica instauratasi tra fotografia e osservatore. Qual \u00e8 la connessione tra noi, collocati nel qui e ora, e coloro che non esistono pi\u00f9 se non attraverso una filigrana scolorita? Cosa ci affascina nell\u2019immaginare le vite delle persone ritratte in quelle foto? \u00c8 un semplice atto di voyeurismo? Mrou\u00e9 dice: \u201cLe sto salvando\u201d. Ma da cosa, e soprattutto a chi interessa tutto ci\u00f2? Di certo non ai morti. Le pellicole proiettate sullo schermo a questo punto scorrono a ritroso, in un susseguirsi quasi frenetico di una serie di negativi e di bianco e neri. Volti sconosciuti dai bordi indefiniti, non sempre a fuoco, che ricordano al drammaturgo libanese i lunghi pomeriggi passati davanti alla televisione nel salotto di casa sua, a Beirut. Un tempo lontano, prima della guerra, prima della Germania. Forse allora \u00e8 proprio questo il punto. Immagini dal passato, ritratti di sconosciuti, ricordi altrui: tutto ci\u00f2 pu\u00f2 essere utilizzato come chiave di accesso a memorie individuali che penseremmo perdute ma che, inevitabilmente, rimangono inconsciamente parte di noi e condizionano il nostro vissuto. Certo, \u00e8 solo una possibilit\u00e0. Nel dubbio, Rabih e Lina continuano la loro collezione.<\/p>\n\n\n\n<p>Elena Vismara<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sorry, this entry is only available in Italian. 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