{"id":14748,"date":"2023-08-07T10:00:00","date_gmt":"2023-08-07T08:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.zonak.it\/?post_type=blogposts&#038;p=14748"},"modified":"2023-08-01T18:50:22","modified_gmt":"2023-08-01T16:50:22","slug":"sguardi-ramy-essam","status":"publish","type":"blogposts","link":"https:\/\/www.zonak.it\/en\/blogposts\/sguardi-ramy-essam\/","title":{"rendered":"SGUARDI &#8211; La musica della Rivoluzione. Ramy Essam in concerto"},"content":{"rendered":"<p class=\"qtranxs-available-languages-message qtranxs-available-languages-message-en\">Sorry, this entry is only available in <a href=\"https:\/\/www.zonak.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/blogposts\/14748\" class=\"qtranxs-available-language-link qtranxs-available-language-link-it\" title=\"Italiano\">Italian<\/a>.<\/p><p>Da dieci anni, Ramy Essam vive in Svezia, in esilio dall\u2019Egitto, senza potervi fare ritorno. Casa sua \u00e8 diventato un luogo irraggiungibile, proibito, illegittimo, osservabile solo a distanza, una lontananza che per\u00f2 permette di mettere a fuoco con estrema chiarezza il soggetto inquadrato.<\/p>\n\n\n\n<p>Dall\u2019incontro di Valeria Raimondi ed Enrico Castellani (Babilonia Teatri) con Ramy, voce simbolo delle rivolte del 2011 di Piazza Tahrir al Cairo, \u00e8 nato uno spettacolo-concerto in cui il cantante ripercorre, attraverso le sue canzoni, valori e ideali che hanno smosso le coscienze nel mondo arabo in quelle \u201cprimavere\u201d. Queste rivoluzioni non hanno sortito l\u2019effetto sperato, sono state represse e schiacciate da nuovi regimi, simili ai precedenti; eppure sono esistite, hanno segnato un passaggio importante per la storia contemporanea e hanno impresso un solco nella memoria collettiva di queste nazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>La realt\u00e0 egiziana non \u00e8 cos\u00ec lontana da noi, e i Babilonia, insieme alla traduttrice Amani Sadat sempre presente in scena, giocano un ruolo fondamentale di mediatori per il pubblico italiano: con una videocamera a presa diretta, inquadrano Ramy \u2013 il suo primo piano viene proiettato su un grande schermo collocato nella parte retrostante della scena \u2013 e intervengono a contrappuntare il dipanarsi del suo racconto, delle sue affermazioni. Con tutto questo \u00e8 necessario fare i conti: Ramy \u00e8 testimone diretto e apertamente coinvolto in ci\u00f2 che \u00e8 avvenuto durante quei concitati giorni di manifestazioni e scontri di piazza, di quelle istanze che hanno portato alla rivolta milioni di persone, che hanno condotto in strada moltissimi giovani, con la speranza (o l\u2019illusione) di cambiare il mondo. Ma ne \u00e8 anche immagine pubblica e rispecchiamento comunitario: con un\u2019estetica riconoscibile, ha cantato in quei giorni, inneggiando con la folla, e ora canta di quei giorni, riverberandone l\u2019essenza. Cos\u00ec ci racconta delle tende divenute scuola nella piazza, prototipo di un nuovo modello di educazione, caposaldo di qualsiasi civilt\u00e0 illuminata da barlumi democratici; e dei duri scontri con i militari, delle violenze, dei proiettili di gommapiuma sparati senza piet\u00e0 sulla folla. La musica diventa cos\u00ec strumento capace di dare voce al sentire comune, ma anche a coloro che sono privati della libert\u00e0 di parola: Ramy trasforma in canzone la lettera di un suo caro amico arrestato e poi morto in carcere. Il suo dolore diventa cos\u00ec espressione di una sofferenza condivisa non solo da chi la vive in prima persona, ma anche da chi, ascoltando queste parole, ha la possibilit\u00e0 di accedere a un grado di avvicinamento empatico forte e realmente sconvolgente.<\/p>\n\n\n\n<p>Ramy Essam resta un sorvegliato speciale: ricercato nel proprio Paese, dove non pu\u00f2 fare ritorno, non pu\u00f2 parlare apertamente dell\u2019Egitto se non attraverso le sue canzoni (oggetto di censura in patria); gode di protezione internazionale dopo aver ottenuto lo <em>status<\/em> di rifugiato politico in Svezia. Continua a cantare la rivoluzione, provando con la forza della musica a diffondere ancora quegli ideali che paiono oggi sopiti, per sovvertire un regime che opprime e calpesta i diritti.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli intermezzo di raccordo realizzati da Raimondi e Castellani riescono a scardinare realmente le barriere di distanziamento che intercorrono tra la vita di Ramy e ci\u00f2 che riguarda tutti noi da vicino, presi nella nostra quotidianit\u00e0: invitano il pubblico a riflettere direttamente su come, molto spesso, gli eventi dolorosi siano in grado di smuovere la nostra sensibilit\u00e0 solamente se ci riguardano direttamente, se ci toccano dal vivo. Cos\u00ec, sentire le parole di Ramy e vedere il suo corpo-testimone in scena ci apre realmente all\u2019incontro con l\u2019altro, con chi ha scelto di porsi davanti a noi per raccontarci una storia vera, dolorosa, profondamente umana e necessaria.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Andrea Malosio, Alice Strazzi<\/em><\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:15px\">foto Eleonora Cavallo<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sorry, this entry is only available in Italian. Da dieci anni, Ramy Essam vive in Svezia, in esilio dall\u2019Egitto, senza potervi fare ritorno. 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