La buca
di e con DOM-

In residenza a dicembre 2021, date da definire


C’è una cavità al centro della terra, una fossa che collega il mondo dei vivi a quello dei morti, un buco che chiama, che attrae, che ci mette in ascolto sul ciglio del burrone, a contemplare il pozzo oscuro del tempo. Ma la buca suggerisce anche una via di fuga, un passaggio per un altrove possibile.

A partire dall’immagine della buca, DOM- si immerge in un percorso di ricerca che tiene insieme ricerca filosofica e scenica, pratiche di pensiero e pratiche performative, sempre alla ricerca, nel paesaggio urbano, di luoghi in grado di incarnare la tensione.

In questo nuovo lavoro appositamente pensato per la città di Milano, il collettivo prosegue la sua indagine sui concetti di giardino, sugli spazi di reclusione e sull’erranza postindustriale.

Il fondo del buco riflette lo stato di paura e depressione dentro il quale l’umanità si è immersa, il controllo dei corpi che avanza e prende possesso dello spazio pubblico a grandi accelerazioni. Allo stesso tempo dal buco fuoriescono visioni altre: storie di lotta e resistenza, corpi umani desideranti, comunità multispecie, corpi ibridati con altre vivenze, umanità-piante, umanità-insetti, umanità-minerali e giardini selvatici che sfondano i recinti. Nella buca tutto si mischia e si contamina, si immerge e fuoriesce. Il teatro, il rito, la coreografia, sono lì a tentare l’organizzazione spaziale e ritmica di questa materia.

foto Francesco Pititto


 

DOM- è un progetto di ricerca nato nel 2013 dalla collaborazione tra gli artisti Leonardo Delogu e Valerio Sirna. Nel corso degli anni altr* artist* hanno allargato e trasformato la conformazione del collettivo a seconda del progetto: Hélène Gautier, Mael Veisse, Arianna Lodeserto. DOM- indaga il linguaggio delle arti performative, contaminandolo con l’approccio militante delle Environmental Humanities e con le istanze e gli immaginari delle pratiche eco-anarco-queer. La ricerca ruota attorno al rapporto tra corpi e territori, investigando il nodo della permeabilità e osservando come potere, natura, cultura e marginalità interagiscono nello spazio pubblico. DOM- costruisce eventi performativi, seminari, camminate, scritti, giardini, installazioni, video, reportage fotografici. Nel 2019 a DOM- viene assegnato il Premio Rete Critica come miglior progetto artistico e di compagnia.

 

Il progetto DOM- è inserito in “Intercettazioni” –  Centro di Residenza Artistica della Lombardia: un progetto di Circuito CLAPS e Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire, ZONA K, con il contributo di Regione Lombardia, MiBAC e Fondazione Cariplo.

 

 

 

 

 

Progetto di residenza (titolo ancora da definirsi)
di Mats Staub

L’ultimo progetto a lungo termine di Mats Staub si interroga sulle esperienze esistenziali. Si avvicina a temi universali attraverso esperienze individuali e in relazione ai contesti locali. In ogni luogo in cui viene presentato, riunisce le persone per parlare l’una con l’altra delle loro esperienze di morte e di nascita – mentre presenta anche conversazioni da altre regioni e stabilisce connessioni da una parte all’altra del mondo. Come installazione video in spazi teatrali mira a creare luoghi che permettano l’intimità e allo stesso tempo facilitino un’esperienza comune.

Idea, Concept, Direction Mats Staub Camera Benno Seidel, Matthias Stickel Scenography Monika Schori Dramaturgical Associate Simone von Büren, Elisabeth Schack Research Tim Harrison (Manchester), Maia Marie (Magaliesburg), Patrick Mudekereza (Lubumbashi), Dada Kahindo (Kinshasa), Marcus Rehberger (Basel), Nele Beinborn (Frankfurt), Wolfram Sander (Hannover), Leo Saftic (Perg), Celya Larré (Paris) Technical Direction Hanno Sons, Stefan Göbel Postproduction Benno Seidel Translation, Subtitles Simona Weber, Martin Thomas Pesl, Matthias Stickel, Benno Seidel Production Management Barbara Simsa, Elisabeth Schack Production zwischen_produktionen Co-production Kaserne Basel, SICK! Festival Manchester, Künstlerhaus Mousonturm Frankfurt, Festival Theaterformen Hannover, Festival der Regionen, Spielart Festival Munich, Centre culturel suisse Paris, Migros-Kulturprozent Funding Fachausschuss Tanz und Theater BS/BL, Pro Helvetia Swiss Arts Council, Christoph Merian Stiftung, Ernst Göhner Stiftung


 

Mats Staub, artista svizzero. Si è formato in studi teatrali, giornalismo e studi religiosi a Berna, Fribourg e Berlino. In passato, ha lavorato come giornalista per diverse testate (1996-2001) e come drammaturgo al Theater Neumarkt di Zurigo (2002-2004). Dal 2004 ha creato progetti artistici in aree di transizione tra teatro, esibizione, giornalismo e scienza. I suoi progetti a lungo termine crescono in modo incrementale da un luogo all’altro. Nel 2020 viene premiato con uno Swiss Theatre Award: “I progetti artistici di Mats Staub ci portano in un viaggio ai quattro angoli del globo, invitandoci a prenderci del tempo per ascoltare e guardare. Senza ricorrere a facili spettacoli, Mats Staub ha sviluppato negli anni una poesia eccezionalmente coerente che ci regala ritratti di intensa umanità”. I suoi lavori sono stati presentati in teatri, musei e festival internazionali.

 

Mats Staub è inserito in “Intercettazioni” –  Centro di Residenza Artistica della Lombardia: un progetto di Circuito CLAPS e Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire, ZONA K, con il contributo di Regione Lombardia, MiBAC e Fondazione Cariplo.

 

 

 

Progetto di residenza (titolo ancora da definirsi)
di Kepler-452

In residenza online e a ottobre 2021, date da definire


Che cosa significa viaggiare? Perché si viaggia? Una risposta semplice potrebbe collegare l’idea della mobilità con la conoscenza e con l’incontro. In ultima istanza con la scoperta del vero, dell’autentico: nell’Altro e in sé. Ma se scomponiamo in fattori il concetto di viaggio come farebbe un matematico si potrebbe arrivare a una formula minima come «l’attraversamento, da parte di un individuo o di un gruppo, di una serie di spazi in un lasso di tempo».

E se capovolgessimo la prospettiva? Se un viaggio fosse non il movimento di un individuo attraverso lo spazio-tempo, ma il flusso di una catena di spazi attraverso la nostra percezione – visiva, uditiva, olfattiva, sensoriale – nel tempo? E le merci? Una definizione aperta espande e problematizza il concetto di viaggio: che differenza c’è allora tra un viaggio di persona e un tour attraverso Google Street View? Tra una visita guidata a un palazzo storico disabitato e l’invito a bere il tè in nella casa di una persona in cui non si era mai stati? E poi non è un «viaggio» anche quello delle merci, solo che deprivato del fattore «individuo»? Quali sono gli ostacoli – fisici, economici e politici – che rendono difficile o impediscono i vari processi del viaggiare, del conoscere e dell’incontrare? Come si infrange la bolla turistica, e come si oltrepassa il filtro della distanza remota? È possibile?

Nel corso della residenza a ZONA K, Kepler-452 si propone di affrontare i temi del viaggio e del turismo in un tempo in cui il viaggio e il turismo sono stati stravolti e rivoluzionati, e in un tempo in cui le bolle turistiche sono sempre più solide e difficili da infrangere, in cui i muri dei villaggi turistici sempre più alti e escludenti, in un tempo in cui aprire la porta a una persona sconosciuta è un atto dirompentemente politico.


 

Kepler-452 nasce nel 2015 a Bologna dall’incontro tra Nicola Borghesi, Enrico Baraldi, Paola Aiello e, per l’organizzazione, Michela Buscema. Kepler, fin dalla sua nascita, ha avuto un’ambizione, un desiderio, un’urgenza: aprire le porte dei teatri, uscire, osservare, attraverso la lente della scena, ciò che c’è fuori, nell’incrollabile convinzione che la realtà abbia una forza drammaturgica autonoma, che aspetta solo di essere organizzata in scena. Gli spettacoli della compagnia sono: La rivoluzione è facile se sai come farla, con Lo Stato Sociale; la trilogia di performance urbane audioguidate Lapsus Urbano, scritta con l’autore Riccardo Tabilio; il progetto Comizi d’Amore, e poi La grande età, Il giardino dei ciliegi – Trent’anni di felicità in comodato d’uso, F. – Perdere le cose. In ascolto e in reazione alla pandemia, Kepler-452 ha realizzato le performance Consegne // Una performance da Coprifuoco e Coprifuoco // Spedizioni notturne per città deserte, che sperimentano un originale formato itinerante per una fruizione in remoto, anch’esse scritte in collaborazione con Riccardo Tabilio, e la performance trans-nazionale Comizi d’Amore #BuenosAires. A maggio 2021 la compagnia presenta il monologo Gli Altri. Indagine sui nuovissimi Mostri, dedicato all’odio sociale e social, scritto da Riccardo Tabilio e Nicola Borghesi, che ne è anche interprete a solo, in tournée a partire da giugno 2021.

 

Kepler-452 è inserito in “Intercettazioni” –  Centro di Residenza Artistica della Lombardia: un progetto di Circuito CLAPS e Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire, ZONA K, con il contributo di Regione Lombardia, MiBAC e Fondazione Cariplo.

 

 

 

Buoni a nulla. Un’indagine etnografica teatrale sulle persone senza dimora
di e con Praxis

In residenza dal 7 al 12 settembre 2021 e altre date da definire per residenza online


4 attori, un regista e uno scenografo. Sono i Buoni a nulla che hanno intrapreso questa ricerca. Sei storie per molti aspetti diverse, diverse le origini geografiche, diversi gli orientamenti politici, diversi i percorsi artistici, accomunati dalla condivisione di uno stato, di un tempo e un luogo: il precariato della classe cognitivo-artistica, in una metropoli italiana. Volevamo indagare l’impatto della situazione socio-economica sulle nostre esistenze. La pandemia ha fatto esplodere una serie di contraddizioni e disuguaglianze che erano già sul piatto. Viviamo in città in costante accelerazione, immersi nella paura di non farcela, di non trovare il nostro posto alla grande festa. Riflettendo su questi temi, ci siamo chiesti se davvero sappiamo cosa significhi rimanere indietro, chi sono gli esclusi, gli emarginati, se ci sono dei punti di contatto tra noi e loro, qual è il senso di distinguere tra noi e loro?
A gennaio 2020, siamo entrati in contatto con diverse realtà che si occupano, con approcci diversi, di persone senza dimora a Milano: la Caritas e le sue strutture, il Centro Aiuto Stazione Centrale del comune di Milano, la Comunità di Sant’Egidio, il NAGA e CODICI, Ricerca e intervento. In questi mesi, anche durante il lockdown, abbiamo affiancato le unità di strada nella distribuzione pasti in stazione Garibaldi. Presentandoci a fianco dei volontari, come ricercatori teatrali, abbiamo conosciuto le persone che abitano la strada cercando un rapporto di fiducia reciproca dove era possibile, ascoltandone le storie, i bisogni, le opinioni e confrontandoci anche con i volontari che da anni portano avanti questi servizi.
In parallelo abbiamo cominciato ad andare nei luoghi dove sono solite stazionare le persone senza dimora, ci siamo presentati e con il supporto di un registratore audio abbiamo parlato della condizione di vivere senza un tetto sicuro. Abbiamo incontrato anziani e giovani, uomini e alcune donne, italiani e migranti. Inoltre ci siamo fermati in luoghi della città come piazze, mezzi pubblici, parchi e abbiamo semplicemente osservato lo scorrere della vita cittadina e le strategie di sopravvivenza degli emarginati.

A partire da queste uscite, che continuano tuttora, abbiamo steso dei diari che costituiscono il materiale di partenza del nostro lavoro insieme alle registrazioni e alle loro sbobinature.

Ciò che alla fine porteremo in scena sarà un reportage della nostra esplorazione. Un racconto che si snoderà tra gli incontri, le parole, le immagini, le letture e le riflessioni che questa esperienza ha provocato.

 

Di e con Marko Buqakeja, Tobia Dal Corso, Paola Galassi, Francesca Muscatello Regia di Lorenzo Ponte Scena di Davide Signorini Dramaturg Paola Galassi


 

PRAXIS è un collettivo artistico che si distingue per la commistione delle arti performative con la disciplina antropologica e metodi di ricerca sociale; si occupa dal 2019 di progetti artistici partecipativi che coinvolgono la cittadinanza, rivolgendosi in particolar modo a categorie cosiddette fragili, e della creazione di spettacoli dalla drammaturgia originale, basati su ricerche ed esperienze svolte sul campo. L’obiettivo formale di PRAXIS è l’empowerment di comunità attraverso la diffusione di pratiche artistiche. Ad oggi ha ideato SeguiMi!, progetto intergenerazionale di narrazione ed esplorazione urbana, realizzato con gli abitanti del quartiere di edilizia popolare di San Siro e che vedrà una seconda edizione nel quartiere di via Padova, Milano; Ethiotaly, spettacolo di narrazione sull’esperienza sul campo di tre donne, attrici ed operatrici di teatro sociale in Etiopia.

Lorenzo Ponte, membro di Praxis, del 1992. Si laurea con lode nel 2015 in Lettere classiche all’Università cattolica di Milano. Nel 2015 inizia il corso di Regia alla Paolo Grassi, in cui si diploma nel 2018. Dal 2018 è assistente alla regia presso il Teatro alla Scala dove segue spettacoli di Livermore, Michieletto e della Fura del Baus. Dalla stagione 2018/19 affianca come assistente Andree Ruth Shammah nelle produzioni del Teatro Franco Parenti. Come regista esordisce al Teatro Parenti con Confabulazioni di Eleonora Paris nell’aprile del 2018. Nella stagione successiva riscrive e mette in scena Tu sei Agatha dal testo di Marguerite Duras, prodotto dal Teatro Franco Parenti. Inoltre firma la regia insieme a Clio Saccà di Can you hearT me? di Marco Sinopoli, spettacolo musicale vincitore della seconda edizione del concorso Macerata Opera 4.0. Nel 2020 inizia un percorso di indagine delle gravi marginalità abitative a Milano. La ricerca sta avanzando tra residenze e bandi verso un momento di restituzione che vuole mettere in discussione il modello di città che Milano propone. A ottobre 2020, è tra i registi selezionati da Carmelo Rifici per il workshop di regia presso il Lac di Lugano.

 

PRAXIS e Lorenzo Ponte sono inseriti in “Intercettazioni” –  Centro di Residenza Artistica della Lombardia: un progetto di Circuito CLAPS e Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire, ZONA K, con il contributo di Regione Lombardia, MiBAC e Fondazione Cariplo.

 

AMOЯ
di Salvo Lombardo con Fattoria Vittadini

In residenza dal 21 al 23 ottobre 2021 e altre date da definire


C’è un tratto significativo, alla base della costruzione identitaria italiana, che è teso all’esaltazione di un passato classico e dei suoi fasti gloriosi. Un tratto che prescinde dalla lettura della storia. Una presenza. Una sorta di figura, sempre prestante, che si allena nella palestra delle narrazioni ufficiali. Un culturista delle tradizioni. Una specie di monumento perennemente in fase di “restauro”. Un fantasma che si aggira tra le rovine di una qualche auctoritas, sempre aggiornata e difesa, o un sacerdote che ne celebra perennemente il suo culto. Questo segno, questa macchia, a volte assume la forma di un animale, arrampicatore tra i rami di pretestuose discendenze. Altre volte lo riconosci come un bastone, un manganello, che percuote l’albero del potere.

AMOЯ di Salvo Lombardo nasce dal desiderio di indagare proprio il concetto di potere. Cos’è il potere? O meglio, come si manifesta il potere? Qual’è la sua micro-fisica? Come il potere muove e trasforma i corpi? Quali sono le sue articolazioni? Quali le sue rappresentazioni ufficiali, le sue genealogie, e quali, soprattutto, le contro narrazioni che oggi reagiscono alla sua figura?

AMOЯ, d’altronde, è una locuzione ambivalente, una parola che ci restituisce l’immagine di un qualcosa che si guarda allo specchio: AMOЯ è bifronte di ROMA.

Roma non fu costruita in un solo giorno.

 

ideazione, coreografia e regia Salvo Lombardo performance Chiara Ameglio, Cesare Benedetti, Pieradolfo Ciulli, Maura Di Vietri, Daria Greco, Riccardo Olivier, MariaGiulia Serantoni voci Lucia Cammalleri, Gabriele Ingrà, Salvo Lombardo riferimenti drammaturgici ispirati a Elias Canetti, Byung-chul Han, James Hilmann, Carl Schmitt, William Shakespeare scenografia e video Daniele Spanò luci e direzione tecnica Giulia Pastore drammaturgia sonora Salvo Lombardo musiche originali Fabrizio Alviti citazioni musicali da Asaf Avidan, Las Bistecs, Trias God consulenza culturale Viviana Gravano e Giulia Grechi costumi Chiara De Fant boxe coach Gaia Pagnini supporto alla direzione tecnica Maria Elena Fusacchia produzione esecutiva Chiasma e Fattoria Vittadini coproduzione MilanOltre con il sostegno di Teatro di Roma – Teatro Nazionale e con il sostegno di Compagnia Versiliadanza | Teatro Cantiere Florida; Progetto IntercettAzioni: Circuito CLAPS e Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire, ZONA K; Cross Project; Lavanderia a Vapore; Scenario Pubblico – Compagnia Zappalà Danza; OSTUDIO; Spazio Fattoria; Attitudes – Spazio alle arti Realizzato con il contributo di MiC – Ministero della Cultura, Regione Lombardia, Fondazione Cariplo


 

Salvo Lombardo è performer, coreografo e regista. Negli anni ha approfondito gli interstizi tra la danza, il teatro, la musica elettroacustica e la video arte. È impegnato nella realizzazione di azioni e manufatti in ambito performativo e artistico assieme al suo gruppo di lavoro Chiasma, riconosciuto dal MIBAC come Organismo di Produzione della Danza “Under 35”. Fino al 2015 è stato co- fondatore e regista di Clinica Mammut. Nel 2015-2016 è stato coreografo residente ad Anghiari Dance Hub. Nel 2018 vince il bando di Residenze coreografiche Lavanderia a Vapore 3.0 di Piemonte dal Vivo e lavora al progetto L’esemplare capovolto. Nel 2019 è stato impegnato nel progetto di creazione Bodies Moemories sviluppato per la compagnia Attakkalari Dance Company di Bangalore (India), nell’ambito del progetto Crossing the sea realizzato da una rete di partner tra Italia, Asia e Medio Oriente col supporto del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e con il progetto Opacity è stato selezionato alla NID – New Italian Dance Platform. E’ ideatore, assieme a Silvia Albanese, della Under 35 Italian Alliance, un rete di compagnie che operano nell’ambito della danza e della performance, finalizzata alla promozione e diffusione dei propri lavori all’estero.

Fattoria Vittadini nasce nel 2009 dalla volontà di 11 allievi diplomati al corso di TeatroDanza della Scuola Paolo Grassi di Milano. Grazie alla pratica di mettersi in gioco con artisti esterni, la compagnia ha avuto l’opportunità di lavorare con Ariella Vidach, Lucinda Childs, Yasmeen Godder, Virgilio Sieni, Alessandro Certini, Maya Weinberg, matanicola, Giulio D’Anna, Maya Carrol, Daniel Abreu. Nel 2015 vince il Premio Franco Abbiati per la partecipazione alla 40° edizione del Festival della Valle D’Itria come compagnia ufficiale. Il 2018 riceve il prestigioso premio Hystrio – Corpo a Corpo. Oltre all’attività di produzione la compagnia è promotrice di eventi e festival, tra cui il Festival del Silenzio, festival internazionale di performing arts con focus sulle Lingue dei Segni e la cultura segnante, premiato con la Medaglia del Presidente della Repubblica; Th!nk P!nk, rassegna dedicata al femminile, il progetto di residenza theWorkroom, il progetto di danza senza esclusione SIIATE e All Inclusive training, percorso di formazione inclusiva. Per queste attività in dialogo con il territorio nel 2019 arrivano il Premio Incontro con la danza assegnato da Basilicata ArteDanza e il Premio Rete Critica per le strategie comunicative.

 

Salvo Lombardo e Fattoria Vittadini sono inseriti in “Intercettazioni” –  Centro di Residenza Artistica della Lombardia: un progetto di Circuito CLAPS e Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire, ZONA K, con il contributo di Regione Lombardia, MiBAC e Fondazione Cariplo.

 

 

 

Èidos
di Valeria Fornoni

In residenza il 28, 30, 31 gennaio e dal 3 al 7 febbraio 2021


Sviluppato intorno alla figura mitologica della Baccante e realizzato a partire da un’indagine antropologica svolta all’interno della Scuola Civica Paolo Grassi rivolta ad aspiranti artisti tra i 18 e i 35 anni, Èidos è un progetto coreografico in cui tre danzatrici interrogano il proprio corpo nel tentativo di dar vita a un rituale che lo celebri.
Ricalcando la struttura drammaturgica della tragedia greca (suddivisa in prologo, parodo, episodi, esodo) e amalgamandola coi linguaggi del contemporaneo (performance, videoproiezione, contaminazione sonore) la narrazione si articola a partire da una dimensione solitaria che via via si frammenta e frantumandosi genera gradualmente l’incontro con l’altro.
I temi indagati sono l’isolamento, la frammentazione del corpo, il rapporto tra dimensione privata e sociale, il rito come forma di degenerazione e rigenerazione. Utilizzando come pretesto narrativo le Baccanti che nel mito sfuggono all’ordine prestabilito dalla società e riproponendone gli stessi interrogativi “A che vivi? Che fai? Chi sei?”, il progetto intende così indagare la dimensione rituale e ripetitiva con l’obbiettivo di invitare lo spettatore a immaginare una nuova comunità e a ripristinare quell’ancestrale, ormai perduto, sentimento di collettività.

In scena ci sono tre stanze dentro le quali sono appesi tre pannelli che fungono da finestre.
Al progredire della narrazione, i pannelli si rivelano specchi, il disegno luci cambia forma e, dopo un apice di commistioni musicali, si realizza uno spazio vuoto dove il corpo delle danzatrici genera una drammaturgia sonora che viene catturata e amplificata da diversi microfoni disposti ai lati. Durante l’intera scena, nel frattempo, il videoproiettore si fa deus ex machina e, dialogando coi vari linguaggi, modifica, distorce e ricrea lo spazio.

Regia Valeria Fornoni Dramaturg Bruna Bonanno Interpreti Alessandra Cozzi, Agnese Gabrielli, Camilla Neri. Sound e Video Designer Fabio Brusadin Scene Marina Conti


 

La Compagnia  è formata da Valeria Fornoni, Alessandra Cozzi, Agnese Gabrielli, Camilla neri e Fabio Brusadin. Ci siamo conosciuti all’interno del progetto Laboratorio dell’idee della Scuola Civica Paolo Grassi. Nasce con l’esigenza di interrogarsi sul rapporto tra gesto ed azione, tra forma e contenuto. Il campo d’indagine è la commistione tra tre tipi di linguaggio quello della danza, quello teatrale e quello delle tecniche multimediali laddove il linguaggio diviene mezzo per comprendere le possibilità dell’espressività. Il processo del lavoro si fonda su domande e viene sviluppato attraverso l’improvvisazione fondante per comprendere il dialogo che intercorre tra vari tipi di linguaggio. Pertanto quello che si viene a creare è un processo di continue relazioni tra punti di vista differenti cercando di costituire una forma che contenga un contenuto definito dall’insieme delle visioni poste.

 

La Compagnia è inserita in “Intercettazioni” –  Centro di Residenza Artistica della Lombardia: un progetto di Circuito CLAPS e Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire, ZONA K, con il contributo di Regione Lombardia, MiBAC e Fondazione Cariplo.

 

Fuga dall’Egitto
di Miriam Selima Fieno e Nicola Di Chio

In residenza dal 16 al 22 dicembre 2020 dal 4 al 10 e dal 13 al 15 gennaio 2021


Fuga dallEgitto è una performance teatrale che unisce il teatro documentario alla musica, in un intreccio tra parola, cinema del reale e sonorità orientali live.
Il progetto trae ispirazione dal libro “Fuga dall’Egitto inchiesta sulla diaspora del dopo-golpe” della giornalista Azzurra Meringolo Scarfoglio, che getta luce sul fenomeno della diaspora egiziana composta dagli esuli di ultimissima generazione. Più o meno giovani, giornalisti, sindacalisti, artisti, medici, poeti, politici e attivisti per i diritti umani che, traditi e minacciati di repressione in Egitto, sono stati costretti a scegliere la via precaria e dolorosa dell’esilio, quando, dopo il golpe dell’estate 2013, i militari sono tornati al potere.
I nuovi esuli egiziani sono scappati dal loro Paese per sfuggire al carcere, a sommari processi di massa, a tentativi di cooptazione, alla censura di chi non voleva che raccontassero – ad esempio- dettagli scomodi sulla tragica fine di Giulio Regeni. Per alcuni l’esilio è arrivato dopo lunghi periodi di detenzione, segnati da torture fisiche e psicologiche.
La situazione dei diritti civili in Egitto è una delle peggiori al mondo.
Sugli account Facebook delle persone che avevano partecipato alla rivoluzione del 2011, si è diffusa una domanda: come resistere a questo potere autoritario e corrotto senza farsi uccidere o arrestare e perdere la battaglia in partenza?

Per realizzare lo spettacolo siamo partiti da queste storie raccolte nel libro di Azzurra, abbiamo scelto alcune testimonianze, e analizzato l’archivio di audio, riprese, scatti, interviste che l’autrice ha messo insieme negli anni di lavoro in Egitto, prima, e inseguendo gli esuli per il mondo, poi.  Il passo successivo è stato quello di incontrare alcuni dei protagonisti delle storie, per raccogliere dal vivo le loro testimonianze attraverso l’uso del video documentario. Abbiamo incrociato in questo nostro percorso di studio e di raccolta di materiale, una musicista esule Jasmine Baramawy che ha lasciato l’Egitto per poter portare avanti il suo attivismo e la sua ricerca sonora che esplora sia la tradizione acustica dell’oud che la sperimentazione elettronica. Abbiamo deciso di coinvolgerla, non volevamo rinunciare alla possibilità di avere fisicamente in scena una figura che con la sua personalità potesse essere rappresentativa di un ampio spettro della diaspora egiziana. Questa è la funzione che svolge la musica nel nostro progetto, quella di raccogliere in una sola, più voci possibili, espandendo un messaggio di resistenza. Ciò che accomuna la ‘fuga’ di molti degli esuli non è la paura, ma la voglia di poter continuare a vivere, lavorare, trovare vie di crescita e di realizzazione. Ha un valore fondamentale per noi avere sul palco un artista che con la sua musica e le sue parole possa portare una testimonianza diretta incarnando il ponte tra il pubblico e ciò che lo spettacolo racconta.

L’intento è quello di creare un unico grande archivio di materiale multimediale da selezionare e elaborare in una drammaturgia composita di testi, video, registrazioni audio e musica. Con l’obiettivo di dare vita a uno spettacolo di teatro documentario, ovvero uno spettacolo dove la narrazione dal vivo si avvale di dispositivi tecnologici come camere in diretta, cellulari e proiezioni, dialogando con il video documentario e con la musica live, per tenere accesa l’attenzione su un Paese, l’Egitto, che proprio il prossimo anno celebrerà i 10 anni dalla rivoluzione di piazza Tahrir. Momento certamente di cambiamento sociale, che non ha però lasciato i frutti sperati, come ben sappiamo noi italiani che pur continuiamo a fare affari, facendo finta di niente.


 

Miriam Selima Fieno Attrice, autrice e regista. Si diploma all’Accademia d’Arte Drammatica Nico Pepe, dopo la laurea in Conservazione dei Beni Culturali. Nel 2012 fonda il collettivo teatrale La Ballata dei Lenna con cui realizza alcune produzioni che ottengono importanti riconoscimenti tra cui: “Libya. Back home” 2019 un monologo autobiografico di teatro documentario di cui è interprete e autrice (finalista In-box, vincitore Bando Ora! Compagnia di San Paolo e del Premio Scintille); “Human animal” 2017 tratto da “Il re pallido” di David Foster Wallace di cui è interprete e regista (vincitore del bando Funder35 e del bando Hangar Creatività); “Cantare all’amore” 2013 di cui è autrice, interprete e regista (vincitore Next, vincitore Premio In-Box, vincitore E45 Napoli Fringe Festival). Si avvicina al teatro documentario e al cinema del reale con i registi Lola Arias e Andrea Segre. Viene selezionata alla Biennale Teatro di Venezia per il college con Roberto Latini. È attrice con Acti Teatri Indipendenti, Compagnia del Suq, Bottega degli Apocrifi, Assemblea Teatro, Teatro della Tosse, Festival delle Colline Torinesi, Teatro Piemonte Europa. Nell’ultimo periodo la sua produzione è legata al teatro documentario e tratta tematiche che abbracciano il Nordafrica e il Medioriente. Nel 2020 vince la menzione al Premio Scenario Infanzia con il progetto From Syria: is this a child? e il Bando IntercettAzioni con il progetto Fuga dall’Egitto

 

Miriam Selima Fieno è inserita in “Intercettazioni” –  Centro di Residenza Artistica della Lombardia: un progetto di Circuito CLAPS e Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire, ZONA K, con il contributo di Regione Lombardia, MiBAC e Fondazione Cariplo.

 

Curva Cieca
di e con Muna Mussie

In residenza dal 5 al 14 settembre e dal 18 al 22 settembre 2020
Restituzione pubblica autunno 2021


 

Se chiudo gli occhi e cerco di definire la mia immagine, cosa vedo? Una specchio cieco, una mancanza. Nessuno è padrone della propria immagine poiché questa implica una co-relazione. Ciò che è immediato – il mio corpo, la mia immagine – è distante da me.

Con Curva Cieca Muna Mussie rappresenta questa mancanza assieme a Filmon Yemane, un ragazzo non vedente dall’età di dodici anni. Fulcro della performance è la scoperta della lingua materna di Muna, in un dialogo tra la parola, segno, forma e significato. In scena, la voce di Filmon tiene delle lezioni di lingua tigrigna con l’ausilio di immagini provenienti da un abbecedario. Il corpo dell’artista performer tenterà di dirigersi dentro la sinuosità di questo alfabeto in una sorta di mimesi dinamica, provando ad attraversare il segno e incorporarlo per estrarne un senso altro.

con Muna Mussie e le parole di Filmon Yemane editing video Lino Greco produzione Short TheatreZonaKSantarcangelo Festival, Spazio Kor, Città di Ebla con il supporto di Xing con il sostegno della Fondazione Nuovi Mecenati e Teatro di Roma – Teatro Nazionale


 

Muna Mussie è un’artista bolognese di origine eritrea, il cui percorso artistico inizia nel 1998 con il Teatrino Clandestino, e prosegue fondando il collettivo di ricerca Open. Indaga i modi dello stare in scena tra gesto, visione e parola, per dare forma alla tensione che scaturisce tra differenti poli espressivi. Filmon Yemane (Eritrea 1995), vive dal 2008 a Bologna. Partecipa a diverse attività culturali e a progetti artistici, tra cui la realizzazione di un docu-film con il collettivo ZimmerFrei all’interno del progetto Atlas of Transitions Bologna.

 

Muna Mussie è inserita in “Intercettazioni” –  Centro di Residenza Artistica della Lombardia: un progetto di Circuito CLAPS e Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire, ZONA K, con il contributo di Regione Lombardia, MiBAC e Fondazione Cariplo.

 

Fase nove
di E. Bozkurt, C. Campara, G. Oglialoro, R. Tabilio, F. Venturi con Rimini Protokoll

In residenza dal 28 giugno al 5 luglio e dal 13 al 19 luglio 2020
Restituzione pubblica autunno 2021


L’emergenza pandemica ha comportato una divisione delle componenti sociali in sistemicamente rilevanti e non rilevanti. Per molti è stata una polarizzazione anche psicologica: tra ciò che è essenziale e ciò che è superfluo. Le professioni artistiche non sono rientrate tra quelle socialmente necessarie.

Dobbiamo pensare a un mondo nel quale l’arte non avrà più un ruolo? Possiamo immaginare una realtà che annulli l’esistenza dell’arte e di chi vi lavora? Che relazione può intrattenere l’arte con ognuno di noi in questo stato di crisi? Sta per finire qualcosa che è diventato da tempo stantio? Una crisi così profonda può essere un’opportunità?

Fase Nove invita a porsi queste domande nel contesto della città. Nove luoghi importanti per l’arte a Milano – alcuni iconici, altri insoliti – diventano il palcoscenico di nove installazioni audio che, attraverso interviste a diversi esperti, si confrontano con la domanda provocatoria: Perché esiste l’arte?

Il lavoro dei 5 artisti selezionati, coordinato e seguito da Jörg Karrenbauer e Aljoscha Begrich di Rimini Protokoll nel ruolo di mentori, ha come tema il lavoro – in consonanza con “Work”, titolo che guida la programmazione di Casa degli Artisti del 2020. Si concentra in particolare sul lavoro nel mondo della cultura e dell’arte, tema reso ancora più attuale e urgente dalla crisi provocata dalla pandemia. Il lavoro è stato completamente ripensato durante i mesi di lockdown: si è deciso di lavorare proprio sulla contingenza, considerandola un’opportunità, indagando la mutevole percezione degli spazi e degli operatori culturali. Un percorso urbano multimediale per singolo spettatore che si sviluppa a partire dal vuoto, dallo stato di incertezza e dalla crisi di valori attuale, per ragionare in forma artistica sul valore dell’arte, della cultura, dell’innovazione, sul significato di tempo libero e sul suo ruolo nel mercato.

 

Artisti Ekin Bozkurt, Chiara Campara, Giulia Oglialoro, Riccardo Tabilio e Francesco Venturi Supervisione artistica  Aljoscha Begrich e Jörg Karrenbauer (Rimini Protokoll) Project management Valentina Kastlunger (ZONA K) Coordinamento e mixing audio William Geroli Implementazione multimedia Stripes Digitus Lab In collaborazione con Accademia di Belle Arti di Brera, Eataly Smeraldo, Goethe-Institut Milano, Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, Giardini in Transito – Giardino Comunitario Lea Garofalo, Anteo Palazzo del Cinema, Piccolo Teatro di Milano


 

Ekin Bozkurt (sound designer), Chiara Campara (filmmaker), Giulia Oglialoro (autrice, giornalista), Riccardo Tabilio (autore e dramaturg) e Francesco Venturi (compositore) sono gli artisti che la seconda open call di Casa degli Artisti a tema “Work” ha selezionato nel marzo 2020 per il progetto artistico condiviso con il collettivo tedesco Rimini Protokoll.

Rimini Protokoll è un collettivo teatrale berlinese fondato nel 2000 da Stefan Kaegi, Helgard Haug e Daniel Wetzel e negli anni ha collaborato con diverse costellazioni di artisti. L’obiettivo è quello di espandere i mezzi del teatro al fine di creare nuove prospettive sulla realtà. Rimini Protokoll si avvale della collaborazione di esperti, le cui conoscenze e competenze vanno oltre il teatro, per produrre spettacoli, produzioni radiofoniche e interventi urbani che spesso traducono spazi urbani e strutture sociali in formati teatrali.

 

Gli artisti Ekin Bozkurt, Chiara Campara, Giulia Oglialoro, Riccardo Tabilio  e Francesco Venturi sono inseriti in “Intercettazioni” –  Centro di Residenza Artistica della Lombardia: un progetto di Circuito CLAPS e Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire, ZONA K, con il contributo di Regione Lombardia, MiBAC e Fondazione Cariplo.

 

Loro
di Anna Serlenga con Corps Citoyen

In residenza dal 10 al 16 gennaio, 20 e 21 gennaio, e dal 29 al 4 ottobre 2020
Restituzione pubblica autunno 2021


 

Il corpo politico è il soggetto principe del nostro ultimo progetto performativo LORO – sono come tu mi vuoi. Il lavoro cerca di interro- gare il potere narrativo della rappresentazione di sé e dell’altro, da un lato, e la natura politica dei corpi nella loro stessa presenza e posizionamento all’interno della rappresentazione, attraverso la lente dell’ironia e l’oscillazione tra realtà documentale e dichiarata finzonalizzazione. “Can the subaltern speak?”si chiedeva Gaiatri Spivak in un celebre intervento del 1988 su marxismo e interpretazione della cultura. Definire chi ha il diritto di parlare nella sfera pubblica è oggi più che mai un tema centrale nella ridefinizione dei ruoli di potere che caratterizzano il rapporto con i soggetti che vengono considerati minori. La narrazione occidentale ha una precisa agency di potere, che definisce l’Altro a partire dalle proprie categorie: per questa ragione, definire chi parla e lo spazio autoriale che occupa sono temi centrali di una pratica performativa che si vuole contemporanea e politica.

LORO è un dialogo acido, un lavoro ironico e scanzonato sulla percezione dell’altro, un dispositivo scenico svelato che si muove in un territorio ibrido: immagini e canzoni banali, volgari, dirette si alternano a storie radicate nel profondo della nostra mentalità e identità nazionale. Un gioco irriverente intorno all’eredità coloniale che riverbera la nostra tradizione come la nostra scena contemporanea.
In sottile equilibrio tra finzione e realtà, LORO espone il dispositivo di potere che sottende la rappresentazione orientalista
dell’altro a partire dalla rappresentazione per eccellenza, la finzione scenica, che contribuisce a creare e rafforzare le narrazioni del pre- sente attraverso l’inserzione di un corpo altro, di una presenza che si espone al pubblico, cercando di adeguarsi ad una rappresentazio- ne sempre storta, mai aderente, sempre sbagliata. Una voce fuori campo commenta, dà istruzioni, ricorda limiti e modalità del suo pre- sentarsi davanti a noi, il pubblico, il destinatario primo della rappresentazione e parte integrante del gioco.

LORO è narrazione minore che fa della sua stessa fragilità l’elemento centrale della propria esposizione davanti al pubblico, partecipan- te attivo, elemento drammaturgico fondante di questo lavoro performativo partecipato.
Grazie ad un dispositivo che mescola senza soluzione di continuità finzione e realtà, LORO vuole svelare il buonismo che si cela sotto mentite spoglie e al contempo riaffermare il diritto alla propria necessaria presenza sulla scena.

 

con Rabii Brahim concept Anna Serlenga e Rabii Brahim Drammaturgia Bruna Bonanno Cultural advisor Viviana Gravano spazio scenico e luci Manuel D’Onofrio documentazione visuale Luca Centola organizzazione Ginevra Bocconcelli regia Anna Serlenga progetto semifinalista a Premio Scenario 2019 con il sostegno di ZONA K / Circuito Claps /mareculturale urbano/ Qui e Ora residenza teatrale/ MACAO, COX 18


 

Corps Citoyen è un collettivo artistico pluridisciplinare basato tra Tunisi e Milano. La pratica del collettivo si compone di diversi strumenti disciplinari (danza, teatro, poesia, video, animazione, scrittura e ricerca antropologica) per creare nuove narrazioni contemporanee. L’obiettivo del gruppo è quello di rafforzare i valori della cittadinanza attraverso la pratica artistica, la formazione, la ricerca e la partecipazione attiva della società civile al fine di promuovere un cambiamento politico e sociale. Il collettivo si raccoglie intorno all’idea di fare dei linguaggi artistici strumenti di resistenza, di cambiamento, di recupero di coscienza ma anche di condivisione e divertimento, di pratica della cultura e della performance come strumento di riflessione sulla cittadinanza e sulla politica. L’attuale gruppo di lavoro italo-tunisino è composto da giovani professionisti nell’ambito del teatro e dell’arte, siamo: Rabii Brahim, attore e musici- sta; Lilia Ben Romdhane, poetessa ed architetto; Alessandro Rivera Magos, ricercatore antropologo e fotografo; Francesca Cogni, artista visiva e vi- deomaker; Anna Serlenga, regista e ricercatrice.

 

Il collettivo Corps Citoyen è inserito in “Intercettazioni” –  Centro di Residenza Artistica della Lombardia: un progetto di Circuito CLAPS e Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire, ZONA K, con il contributo di Regione Lombardia, MiBAC e Fondazione Cariplo.

 

#nuovipoveri
di e con Guinea Pigs

In residenza dal 22 al 26 gennaio e dal 6 al 16 febbraio 2020
Restituzione pubblica autunno 2021


#nuovipoveri è un’indagine sviluppata con gli strumenti del teatro e della video-arte intorno alla percezione dei concetti di ricchezza e povertà.
La compagnia partite da dati economico-statistici per superarli e arrivare a mettere in relazione le parole ricchezza e povertà con “capitali” di altra natura: capitali sociali, culturali, emotivi, relazionali, etc… Chi sono oggi i nuovi poveri? Come si raccontano a se stessi? Alla società? E ancora come raccontano la società a se stessi?

E quanto c’è di vero in questa auto-narrazione?

L’Istat parla di 5 milioni di poveri su una popolazione che supera i 42 milioni di abitanti: i poveri superano l’11% della popolazione totale. Ci sono i poveri assoluti che non hanno le possibilità di far fronte a una spesa mensile minima necessaria per acquistare beni e servizi di prima necessità; i poveri relativi che vivono con una spesa media mensile pari o inferiore ai 667,05 euro – la cifra calcolata come spesa media mensile “accettabile” pro-capite in Italia nel 2018. Quindi l’Istat afferma che un povero è chi non riesce a soddisfare gli standard minimi di consumo, chi non riesce a spendere perché non ha.

I #nuovipoveri non vivono nell’indigenza più profonda ma neppure nell’agio che permetterebbe loro di soddisfare tutti i loro desideri. La nuova povertà di cui parliamo è anche una condizione sociale e psicologica, ha a che fare con il senso di inadeguatezza, che si trasforma nell’amara sensazione di essere rimasti indietro o di essere stati esclusi dalla festa cui gli altri invece sono ammessi. Quindi #nuovipoveri è anche uno spettacolo sul denaro, su come sembri ancora fare la felicità, sulle sue contraddizioni, sul potere che ha di modificare equilibri e dinamiche di relazione, di decidere della salute e della realizzazione dei singoli, della felicità di una coppia e di una famiglia, della costruzione dell’identità di un’intera società.

di e con Letizia Bravi e Marco De Francesca drammaturgia Giulia Tollis regia Riccardo Mallus video Julian Soardi set design Stefano Zullo sound design Gianluca Agostini light design Martino Minzoni set design assistant Giulia Meduri una produzione Ecate Cultura in collaborazione con Guinea Pigs con il sostegno di ZONA K e Next – Laboratorio delle idee per la produzione e distribuzione dello Spettacolo dal Vivo Lombardo – Edizione 2019/2020 e con il sostegno di Teatro delle Moire


 

Guinea Pigs nasce nel 2014 a Milano. Il primo progetto artistico è lo spettacolo Atti di Guerra (2016). Nel 2017, in collaborazione con il Teatro Out Off di Milano, produce lo spettacolo Casca la terra di Fabio Chiriatti, con il quale vince il bando Siae Sillumina 2016. Sempre nel corso del 2017 avvia il percorso di ricerca e creazione per progetti site specific tra installazione e performance In lotta con la realtà. La prima tappa, Sovra/Esposizioni, viene presentata all’interno di IT Festival. La seconda tappa, Il futuro è una trappola?, viene coprodotta dal Festival Castel dei Mondi e vede la collaborazione di Guinea Pigs con Equilibrio Dinamico Dance Company e con Anelo1997 laboratorio di architettura e scultura romano. Nel 2019, in collaborazione con Museocity, hanno realizzato interventi teatrali e performativi all’interno di alcuni musei di Milano nell’ambito del progetto AMUSE di Fondazione Cariplo.

 

La compagnia Guinea Pigs è inserita in “Intercettazioni” –  Centro di Residenza Artistica della Lombardia: un progetto di Circuito CLAPS e Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire, ZONA K, con il contributo di Regione Lombardia, MiBAC e Fondazione Cariplo.

 

YOU FIGHT!
di e con Ana Shametaj/Kokoschka Revival

In residenza dal 9 al 19 settembre 2019, 20 e 21 ottobre e 27 e 28 novembre 2019
Restituzione pubblica 29 e 30 novembre 2019


 

E’ uno spettacolo multimediale che si confronta con alcuni tra i più evidenti fenomeni del contemporaneo: lo spazio virtuale e le nuove forme di intrattenimento, la promozione e monetizzazione della propria immagine attraverso i media, il logoramento delle relazioni umane nella distopia tecno-capitalista. E’ la storia di due ragazze che lavorano e vivono il loro quotidiano nello spazio virtuale: due fighters che non si guardano mai negli occhi, pur condividendo, per assurdo, lo stesso spazio del reale. Nell’era del branding del sé, dell’individualismo dominante, dello smartphone intimo e inseparabile…You Fight! Per cosa stai combattendo?

Ci sono le tre S per cui in molti combattono: Soldi, Sesso, Successo. Quello dei lavoratori dello spettacolo online è un fenomeno in costante espansione. Dalle Camgirls, passando per i Gamers, fino agli influencers: si muovono su Instagram, Youtube o Twitch, producono contenuti audiovisivi in live-streaming o pre registrati, gratis o a pagamento.

YouFight! è una piattaforma, dove ogni utente combatte per vivere e guadagnare soldi, che riceve in forma di credito/Like dal suo pubblico (chiamiamo questa moneta Energy Coin). Ognuno può proporre il gioco di combattimento che vuole, e le nostre due protagoniste si sfidano a chess Boxing: uno sport nel quale si alternano un round di Boxe e uno di scacchi. Nella stessa piattaforma di YouFight! si può spendere il tempo libero in altri servizi di intrattenimento immersivi, da fruire in solitudine ma sempre sotto gli occhi di un pubblico.

Le due protagoniste si chiamano Kasparov e Deep Blue, nomi chiave per il transumanesimo. Nel 1997 lo scacchista Garry Kasparov sfidò il computer IBM Deep Blue. Si dice che Deep Blue fece una mossa particolare, dovuta a un errore di calcolo, e questa mossa mandò in tilt Kasparov, che iniziò a pensare che la macchina fosse troppo creativa, troppo umana per essere un computer, e abbandonò la partita. Anche la nostra Deep Blue fa un errore, non di calcolo, ma di umanità. La riparazione di questo errore è un atto poetico.

 

Interpretato da Alice Raffaelli Ondina Quadri Diretto e Ideato da Ana Shametaj Design del suono Interaction design Composizione Andrea Giomi Visual design Interazioni video Grafica Fabio Brusadin Mentor progettazione sistemi interattivi Stefano Roveda Costumi Set design Giulio Olivero Marialuisa Bafunno Design delle luci Dramaturg Riccardo Calabrò Sviluppo mobile app m0k1.pw Prodotto da Kokoschka Revival


 

Kokoschka Revival è un collettivo artistico interdisciplinare fondato a Milano nel 2013, la cui ricerca si muove trasversalmente in un dialogo tra teatro, cinema e musica sperimentale. Ad oggi le produzioni consistono in spettacoli teatrali, performance, film sperimentali e feste/happening. Gli spettacoli del collettivo sono stati prodotti in residenze nazionali e internazionali, soprattutto in Francia e Danimarca. Dal 2015 al 2017 il collettivo ha organizzato numerose feste e eventi performativi a Macao (Milano), proponendo una sua idea di programmazione artistica.

 

Il collettivo Kokoschka Revival è inserito in “Intercettazioni” –  Centro di Residenza Artistica della Lombardia: un progetto di Circuito CLAPS e Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire, ZONA K, con il contributo di Regione Lombardia, MiBAC e Fondazione Cariplo.

 

 

The last minutes before Mars
di e con Mammalian Diving Reflex

In residenza dal 29 settembre al 19 ottobre 2019


 

The Last Minutes Before Mars è una combinazione di video 360 e performance dal vivo che include un gruppo di giovani: la prima squadra inviata per colonizzare Marte.

La compagnia performativa Mammalian Diving Reflex lavorerà con i giovani milanesi locali (un gruppo composto da alcuni studenti del Liceo Giulia Natta) per intervistare e documentare le loro vite reali – creando uno sguardo alla semplice banale bellezza della loro vita quotidiana sulla terra.

È una critica di coloro che suggeriscono che il futuro dell’umanità dipende dalla diffusione di se stesso in tutto l’universo.

Il progetto sostiene che è improbabile che si possano trovare soluzioni ai problemi terrestri su pianeti distanti con condizioni ostili. L’attuale ossessione per la colonizzazione di Marte è considerata una risposta in preda al panico per i difficili problemi che l’umanità deve affrontare sulla terra: i cambiamenti climatici, un ecosistema in collasso e il fatto che molti scienziati credono che siamo nel mezzo di un’altra estinzione di massa della vita sulla Terra , ecc. Ma piuttosto che cercare di superare i nostri problemi e, probabilmente, produrre una serie completamente nuova di problemi ancora più difficili, potrebbe essere meglio sistemarsi e capire come “terraformare” la terra, rendendola un habitat più ospitale per gli esseri umani e tutte le altre vite su cui facciamo affidamento. Perché rendere Marte più simile alla Terra quando c’è il compito di rendere la Terra più simile alla Terra?

La compagnia lavorerà  intervistando e girando con i giovani, per poi tornare all’inizio del 2020 per creare gli elementi di performance dal vivo che accompagnano il video 360.

 

Di Mammalian Diving Reflex Creazione e regia Darren O’Donnell Co-Direzione Konstantin Bock e Alice Fleming Consulenza Video 360° Fi Nicholson Assistenza Artistica Chiara Prodi Produzione Tina Fance Co-produzione ZONA K e FOG Triennale Milano Performing Arts con il supporto del Canada Council for the Arts Arts Abroad Co-Production


 

Mammalian Diving Reflex è una compagnia di Toronto conosciuta per l’ideazione di performance intellettualmente stimolanti. Nata nel 1993 sotto la direzione artistica dello scrittore e regista Darren O’Donnell, Mammalian Diving Reflex opera sulla dimensione privata e sociale del linguaggio, del pensiero e dell’informazione. La compagnia ha prodotto diversi lavori in Canada Giappone, Australia, Singapore, India, Stati Uniti, Irlanda, Inghilterra e in molti altri paesi d’Europa. Tra i loro progetti, vi sono Diplomatic Immunities, pppeeeaaaccceeeThe Children’s Choice AwardsWho Shot Jacques Lacan?Dare Night, Slow Dance with Teacher, Nightwalks with Teenagers. Haircuts by Children, presentato a Milano nel 2009 da Uovo performing arts festival, ha coinvolto i bambini di tutto il mondo in un workshop e in un’azione di taglio dei capelli in un vero salone da parrucchiere. La pratica artistica della compagnia riconosce una dimensione performativa in ogni gesto quotidiano ed esplora estetica e società, creando insolite alleanze tra il mondo dell’arte e quello dei giovani. La ricerca di Mammalian Diving Reflex si concretizza in performance, esperienze collettive, testi teorici e happening.

 

La compagnia Mammalian Diving Reflex è inserita in “Intercettazioni” –  Centro di Residenza Artistica della Lombardia: un progetto di Circuito CLAPS e Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire, ZONA K, con il contributo di Regione Lombardia, MiBAC e Fondazione Cariplo.

 

 

Padre d’amore, padre di fango
di e con Cinzia Pietribiasi

In residenza dal 25 agosto al 1 settembre, dall’11 al 15 ottobre 2019
Restituzione pubblica 21 e 22 novembre 2019


 

La “storia” di un padre filtrata dalla memoria di una figlia.
Nessuna rappresentazione, nessun personaggio: una storia senza racconto, perché Padre d’amore, Padre di fango è vita presente.
È un porre domande, un problematizzare, attraverso il processo creativo. Non c’è alcuna interpretazione univoca, alcuna sintesi.
Si tratta di una visione/presentazione per frammenti, per immagini e suoni.
Un atmosfera onirica ma non distante.

La nuova tecnologia (dall’animazione digitale all’elaborazione in real time di dati, all’uso delle possibilità offerte dalla rete) garantisce immersione e interattività nella convinzione che lo spettatore/agente debba essere “accolto” e partecipe.
Se esiste un senso, l’unica salvezza risiede in un’inno collettivo alla vita.

concept Cinzia Pietribiasi


 

Cinzia Pietribiasi è nata a Vicenza nel 1979, ma vive in Emilia. E’ un’artista performativa che utilizza la multimedialità e soprattutto il linguaggio e le tecniche video sia come artista visiva, sia nel suo lavoro di regista con studenti delle scuole primarie e secondarie e con utenti psichiatrici. Nel 2012 il suo assolo Io sono qui è tra i semifinalisti di Premio Gd’A Emilia Romagna. Nello stesso anno ha fondato col marito Compagnia Pietribiasi/Tedeschi, una realtà indipendente ed autoprodotta. Le produzioni spaziano dal teatro multimediale al teatro civile: #MEMORIEDELSUOLO (2015-18) progetto site-specific sulle comunità e i luoghi; PUNTO TRIPLO (2015) uno spettacolo multimediale sul concetto termodinamico del punto triplo dell’acqua; BIOS (2014) una performance multimediale ispirata agli scritti di Julio Cortázar; FREEZE(2013) un dramma ispirato al lavoro dello psichiatra Ronald D. Laing.

 

Cinzia Pietribiasi è inserita in “Intercettazioni” –  Centro di Residenza Artistica della Lombardia: un progetto di Circuito CLAPS e Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire, ZONA K, con il contributo di Regione Lombardia, MiBAC e Fondazione Cariplo.

 

 

 

R 500 – Safari nel labirinto urbano #studio I e II. L’Isola che non c’è
di e con Michele Losi/ Pleiadi Art Productions

In residenza dal 27 maggio al 3 giugno 2019 e dal 23 settembre al 2 ottobre 2019
Restituzione pubblica dal 3 al 6 ottobre 2019

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In residenza dal 13 al 22 ottobre 2020
Restituzione pubblica dal 23 al 25 ottobre 2020


Il progetto radius R500 è un esperimento con un esito. In questo esperimento scienza teatro e arte si fondono in un unico progetto. Siamo stati ispirati dal lavoro del professore di botanica. dr. Joop Schaminée. Egli ha indagato un miglio quadrato per un anno intero nella provincia di Zeeland, in Olanda. Insieme ad altri scienziati provenienti da diversi campi e facoltà, e anche alla gente locale, ha creato un libro. In questo libro tutto si è unito a tutte le storie e tutto ciò che è stato studiato. Tutti i fatti sono stati pubblicati e condivisi con la popolazione locale. Ne sono scaturiti un documentario e altre opere. Da fuori del miglio quadrato Joop Schaminee ha evidenziato  collegamenti con il resto del mondo. Storia e passato si sono uniti e la gente ha visto come quel piccolo mondo avesse legami con il resto del mondo.

Con i progetti Radius 500 facciamo la stessa cosa, lavorando con cultura e scienza, esperti locali e gente del posto. Stiamo mappando l’intero raggio di 500 metri. La mappatura del cerchio viene fatta con le persone che vivono qui e con studenti e artisti. La mappatura avrà forme e risultati diversi. Stiamo raccogliendo storie, manufatti e tutto ciò che c’è. Cerchiamo di creare più dati con diversi oggetti di ricerca su ciò che le persone possono fare da sole. Proviamo a vedere se ci sono collegamenti con il resto del mondo. Con tutti i materiali che troviamo e raccogliamo. Faremo mostre, opere d’arte e teatro raccontando storie, realizzando passeggiate sonore e molto altro. Condividiamo tutte le cose che troviamo e le lasciamo nell’R500 perché le abbiamo trovato qui. Ogni luogo è unico al mondo, devi solo cercarlo.

R500 in 7 passaggi

  1. Per raccogliere: raccogliamo ogni tipo di informazione (storie, fotografie, libri, etc).
  2. Per articolare: cerchiamo di articolare ciò che abbiamo raccolto e decidiamo dove zoomare. Questo è l’inizio della realizzazione della trasformazione artistica del progetto.
  3. Per collegare: creiamo un collegamento con le persone, le associazioni, le istituzioni, i commercianti e gli imprenditori rilevanti nel raggio.
  4. Per rappresentare: creiamo e sviluppiamo interventi teatrali e artistici.
  5. Per mostrare: mostriamo ciò che abbiamo trovato e lo condividiamo con le persone locali che iniziano a loro volta una propria produzione.
  6. Causa: indaghiamo ciò che abbiamo scoperto con degli scienziati, riflettendo con le comunità ed i principali stakeholder. Ci sarà una valutazione di ciò che è stato già realizzato e di ciò che è opportuno indagare per il futuro.
  7. Per continuare: cosa abbiamo provocato e come potremo procedere in futuro? Dobbiamo decidere insieme alla comunità locale e agli scienziati su come continuare.

 

Un progetto di Pleiadi, Campsirago Residenza in collaborazione con ZONA K (I), The Intrnational Accademy for Natural Arts (NL), BAM – Biblioteca degli Alberi Milano (I) Con il sostegno di IntercettAzioni – Centro di Residenza Artistica della Lombardia (un progetto di Circuito CLAPS e ZONA K, Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire) Artistic and scientific team Michele Losi, Sjoerd Wagenaar, Sofia Bolognini, Liliana Benini, Luca Maria Baldini, Emilio Padoa Schioppa, collettivo Studio Pasta Madre


 

Pleiadi Art Productions nasce nel 2015 in seno a Campsirago Residenza. È un progetto di produzione aperto e multidisciplinare che prende vita dall’esperienza teatrale e performativa di Michele Losi e dall’esperienza artistica dell’attrice Mariasofia Alleva, insieme a Riccardo Calabrò, drammaturgo, Marialuisa Bafunno, scenografa, Stefania Coretti, costumista e artista visiva, Alberto Sansone, videomaker, Diego Dioguardi, sound designer, musicista e dj. È incentrato sulla sperimentazione nell’ambito della performing art, del teatro nel paesaggio e delle produzioni site-specific. Pleiadi è un luogo aperto ad artisti di diverse discipline e provenienze che condividono l’intento di creare Arte anche per coloro che non sono soliti frequentarla: per chi, ad esempio, a teatro non è mai entrato o ha smesso di entrare.

 

Il progetto Pleiadi Art Productions è inserito in “Intercettazioni” –  Centro di Residenza Artistica della Lombardia: un progetto di Circuito CLAPS e Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire, ZONA K, con il contributo di Regione Lombardia, MiBAC e Fondazione Cariplo.

 

 

Ti voglio un bene pubblico
di e con Elisabetta Consonni

In residenza dal 19 al 22 maggio, dal 22 al 27 luglio e dal 21 al 27 settembre 2019
Restituzione pubblica 28 e 29 settembre 2019 – Via Padova e limitrofe –

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In residenza dal 26 luglio al 1 agosto e date da definire a ottobre 2021
Restituzione pubblica nel 2022 – quartiere Isola e zone limitrofe –


“Il primo che, avendo cintato un terreno, pensò di dire ‘questo è mio’ e trovò delle persone abbastanza stupide da credergli, fu il vero fondatore della società civile. Quanti delitti, quante guerre, quanti assassinii, quante miserie ed errori avrebbe risparmiato al genere umano chi, strappando i piuoli o colmando il fossato, avesse gridato ai suoi simili: ‘Guardatevi dal dare ascolto a questo impostore! Se dimenticate che i frutti sono di tutti e la terra non è di nessuno, siete perduti!’” (J.J. Russeau Origine della disuguaglianza, 1754)

Ti voglio un bene pubblico è un gioco urbano che riflette su infrastrutture di divisione quali cancelli, muri, recinti. Tanto di quello che ci circonda è fatto di muri e recinzioni; capirne il senso, di volta in volta, è una pratica civile necessaria. Significativo osservare che l’ articolo del codice civile che regola la costruzione di recinzione di fondi per definire la proprietà privata viene definito ‘ius escludendi alios’: determinare il proprio escludendo l’altro.
Quando un muro smette di proteggere e comincia a dividere, segregare ed escludere? E quando ad essere recintato è uno spazio pubblico di cui si limita l’accessibilità quanto di pubblico rimane di quello spazio pubblico? Posto un muro, quanto di quello che c’e’ dietro non possiamo conoscere?

 

Ideazione e direzione Elisabetta Consonni In collaborazione con Sara Catellani Consulenza sociologica Adriano Cancellieri Consulenza artistica Cristina Pancini Sviluppo e promozione Vittoria Lombardi/cultureandprojects


 

 

Elisabetta Consonni è attiva nella riflessione e pratica di come l’arte possa essere detonatore di cambiamento sociale a partire dal 2014 con Ergonomica, contenitore di ricerca per la relazione del corpo con lo spazio urbano. Nell’ambito di tale ricerca, accompagna lo studio teorico alla realizzazione di azioni come: “We want to become architecture” e “Go with the flow” ( Polonia, 2014), la costruzione coreografata di “Pompenpurg Park” (Rotterdam, Biennale di Architettura 2014), “Il secondo Paradosso di Zenone” ( Milano, 2016), “Abbastanza Spazio per la più tenera delle attenzioni” (progetto per la Biennale Danza 2016). Cura il simposio Spazio Ergonomico presso la Biennale Danza 2016.

 

Elisabetta Consonni è inserita in “Intercettazioni” –  Centro di Residenza Artistica della Lombardia: un progetto di Circuito CLAPS e Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire, ZONA K, con il contributo di Regione Lombardia, MiBAC e Fondazione Cariplo.

 

 

Trials of money (Preliminary Hearing)
di e con Christophe Meierhans

In residenza dal 26 marzo al 9 aprile 2019
Restituzione pubblica 31 marzo 2019


Trials of Money trasforma il teatro in una corte di giustizia che non esiste ancora. Il lavoro vuole invitare il suo pubblico a prendere parte al Tribunale Speciale per le Persone Semi-Umane per intraprendere il processo, non di un soggetto umano, né di un’entità legale, ma di una “cosa” – la cosa molto complessa che più comunemente chiamiamo “denaro”.

Il denaro che usiamo quotidianamente può essere ritenuto responsabile dello stato disastroso del mondo di oggi? Trials of money sfida l’idea che il denaro sia solo uno strumento, o un mezzo al servizio delle intenzioni umane. Propone un’altra lettura del rapporto che l’uomo ha con il sistema monetario che ha inventato per se stesso.
Il denaro è una rete, un insieme di leggi e convenzioni, una fiducia istituzionalizzata, un mezzo, un fine, carta, metallo, carte di plastica, debito, potenziale, desiderio… L’imputato in questo processo può essere indicato, ma risiede anche dentro di noi tutti. È fatto dei valori che gli assegniamo; esiste e agisce solo attraverso di noi, per procura. Come facciamo a fare un processo se tutti i presenti in aula sembrano essere coinvolti con l’accusato? Come possiamo chiamare il denaro a rispondere dei suoi atti se non può parlare con la propria voce? Trials of Money è un tentativo di guardare alla nostra responsabilità collettiva come un unico essere identificabile.

Il lavoro è strutturato intorno alle testimonianze di dieci testimoni: uno psicologo, un ex banchiere, un impiegato della Banca Nazionale Svizzera, un senzatetto, un ricco filantropo, un nativo americano, un professore di economia, un abitante di un kibbutz e un criminologo. Il processo al denaro è condotto come un esercizio collettivo che coinvolge sia gli interpreti che il pubblico nell’esame del caso. Basandosi su interviste a una grande varietà di persone, gli interpreti consegnano le loro testimonianze rispondendo a qualsiasi domanda che gli spettatori vogliano porre loro.
Tutti i presenti nel Tribunale Speciale per i Semi Umani prendono liberamente la posizione di accusa o di difesa, in base alle loro convinzioni e influenzati dal corso del procedimento. Il denaro viene processato di nuovo ad ogni esibizione, con le accuse di frode, estorsione, non assistenza ad una persona in pericolo, incitamento all’odio e schiavitù. Se il denaro viene riconosciuto colpevole, ci lascia con la problematica questione di quale possa essere la giusta condanna per esso.

Concetto e realizzazione Christophe Meierhans Performance Christophe Meierhans, Luca Mattei Drammaturgia Bart Capelle Con la partecipazione di Shila Anaraki, Jochen Dehn, Adva Zakai Scenografia Decoratelier Jozef Wouters Disegni Giammarco Falcone Microfoni a spada laser Alexis Pawlak, Gaia Carabillo Costumi Sofie Durnez, Valerie Le Roy Disegno Luci Luc Schaltin Consulenza monetaria Olivier Auber Produzione HIROS, Elisa Demarré Co-produzione AUAwirleben (Berna), BIT Teatergarasjen (Bergen), BUDA (Kortrijk), FAR° (Nyon), Kaaitheater (Bruxelles), Nouveau Théâtre de Montreuil (Parigi), Teatro Maria Matos (Lisbona), Vooruit (Gent), ZONA K (Milano) Con il sostegno di Vlaamse Gemeenschap, ProHelvetia


 

Christophe Meierhans (Geneva; Brussels) lavora con e attraverso la performance, lo spazio pubblico, l’installazione, il suono, la musica e il video. Il suo lavoro consiste soprattutto nello sviluppare strategie di intervento nella vita quotidiana, attraverso la manipolazione di convenzioni accettate, abitudini sociali o usi semplici. I frammenti di realtà diventano la cornice per operazioni artistiche in grado di ridirezionare la banalità al fine di farla riapparire sotto angolazioni inattese. Il suo lavoro solleva questioni sulle norme e le convenzioni, confondendo un contesto casuale con altri diversi, e mettendo a confronto lo spettatore con qualcosa di altro, con la stranezza di essere nel posto “sbagliato”, o la possibilità che il luogo possa diventare qualcosa di diverso. Nel 2015, presenta a Santarcangelo il progetto Some use for your broken clay pots.

 

Christophe Meierhans è inserito in “Intercettazioni” –  Centro di Residenza Artistica della Lombardia: un progetto di Circuito CLAPS e Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire, ZONA K, con il contributo di Regione Lombardia, MiBAC e Fondazione Cariplo.

 

Bilderatlas
di e con CIRCOLO BERGMAN

In residenza nei giorni 1, 2, 4, 8, 9, 10, 12, 13 novembre e 4, 6, 7, 8, 13, 20, 21 dicembre 2018
Restituzione pubblica dal 15 al 18 novembre 2018


La memoria è una storia di fantasmi per adulti.  Aby Warburg

La vita privata altro non è che quella zona di spazio, di tempo, in cui io non sono un’immagine, un oggetto – ma ciò che devo difendere è il mio diritto politico di essere un soggetto. Roland Barthes

Alla sua morte nel 1929 lo storico dell’arte Aby Warburg lasciò un’opera incompiuta: l’Atlante della Memoria (Bilderatlas Mnemosyne): una serie di pannelli composti da montaggi fotografici, riproduzioni di opere d’arte, fotografie autografe e pagine di libri. Warburg era convinto che gli archetipi attraversassero la storia incarnandosi nelle immagini.

Oggi cerchiamo di comporre l’archetipo che vorremmo essere sulla tavola virtuale di Instagram. Di fronte alla moltiplicazione dei corpi in una galleria di riproduzioni, inseguiamo i fantasmi del desiderio. L’immagine ci sottrae alla morte ed entra in cortocircuito con il tempo.

Bilderatlas di Circolo Bergman è un’azione scenica modulare, divisa in tavole autonome e interdipendenti, che possono essere montate, smontate e ricostruite in spazi teatrali e non, alla ricerca di un atlante pervasivo in cui lo spettatore possa specchiarsi e moltiplicare sé stesso. Partendo dal dato biografico e dal rapporto con l’immagine dei performer coinvolti, lo spettacolo compie un viaggio confrontandosi coi diversi media che riproducendo il mondo creano il nostro immaginario.

Il rapporto di una “ninfa contemporanea” con la propria autorappresentazione sui social apre uno sguardo a ritroso nel tempo: dalle immagini visualizzate sullo schermo del nostro smartphone si passa alla definizione dei corpi nelle fotografie analogiche e negli strumenti di riproduzione istantanea come le Polaroid; dalla fotografia come mezzo di riproduzione della realtà che ha caratterizzato il Novecento si arriva a inseguire l’origine della visione nel colore e nelle opere pittoriche d’arte antica.

Il riflesso della rappresentazione ha sempre una risonanza nel corpo. In questa amplificazione della soggettività Bilderatlas va alla ricerca degli archetipi del nostro tempo.

 

concept Paolo Giorgio un progetto di Sarah Chiarcos, Paolo Giorgio, Marcello Gori regia Paolo Giorgio musica originale Marcello Gori allestimento e luci Sarah Chiarcos visual Dario Serio foto di scena Jo Fenz produzione Circolo Bergman _ Casa degli Alfieri testi intimamente condivisi con Sarah Ātman (e altre figure in corso di definizione)


 

Circolo Bergman
È un collettivo che si muove fra la creazione di un repertorio di drammaturgia contemporanea e la sperimentazione in area performativa, declinando nuovi formati di scrittura attraverso diversi media, con un particolare interesse per progetti site-specific. La modalità di lavoro parte da una progettazione orizzontale condivisa fra artisti e professionisti coinvolti in ciascun progetto, per arrivare in un secondo tempo a una definizione dei compiti e delle responsabilità operative.
Agisce in diversi territori, partendo dallo spettacolo dal vivo per abbracciare percorsi curatoriali, espositivi o editoriali. A seconda della natura specifica di ogni progetto, il collettivo si apre alla collaborazione con altri professionisti (videomaker, curatori, artisti, critici, attori, performer, danzatori), così come con non-professionisti. Ha prodotto gli spettacoli: Werther, o dell’assoluto (Teatro i, 2014), La cosa peggiore che possa capitare a un cane (esperimento di scrittura collettiva di Sarah Chiarcos, Festival Mixitè, 2015), Fondamenta (Teatro Ringhiera, 2015), Calcografia (produzione Circolo Bergman-Teatro i), Macinante (produzione Circolo Bergman- Casa degli Alfieri, commissione del Festival Pergine Spettacolo Aperto, 2016), Pergine, via San Pietro 4 (produzione Circolo Bergman- Casa degli Alfieri, commissione del Festival Pergine Spettacolo Aperto, 2017).
Circolo Bergman è composto da: Paolo Giorgio, regista e drammaturgo;  Sarah Chiarcos, drammaturga e responsabile degli allestimenti; Marcello Gori, musicista, drammaturgo, responsabile del suono.

 

Il collettivo Circolo Bergman è inserito in “Intercettazioni” –  Centro di Residenza Artistica della Lombardia: un progetto di Circuito CLAPS e Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire, ZONA K, con il contributo di Regione Lombardia, MiBAC e Fondazione Cariplo.

 

 

 

 

 

 

 

L’uomo che cammina
di e con DOM- Leonardo Delogu e Valerio Sirna

In residenza dal 30 marzo al 13 aprile 2018
Restituzione pubblica  20 – 21 e dal 24 al 28 ottobre 2018


L’arte sta in far si che tutto sia falso e paia vero.
L’arte sta in far si che tutto sia vero e paia falso.
« il realismo è l’impossibile » – W. Siti               

 

Un uomo percorre la città passeggiando. Attraversa una varietà di spazi che si susseguono all’interno di un ininterrotto piano sequenza – una stazione, una caverna, un campo incolto, una piscina pubblica, un centro commerciale, una fabbrica abbandonata, un lunapark, un night club, un orto, un cavalcavia, il letto di un fiume, un caseggiato popolare, una piazza – e che si ricompongono in un trittico quasi ultraterreno.

Durante questo tragitto il frammento di una vita si dispiega: un pomeriggio d’estate dall’andamento sospeso, la figura di un uomo umbratile e sfuggente, calato in un gioco di apparizioni e depistaggi narrativi. Attraverso il suo viaggio il paesaggio si apre e si svela agli occhi del pubblico che lo segue a distanza, come a spiarlo, in bilico tra identificazione e distacco.

A partire dalla graphic novel L’uomo che cammina di Jiro Taniguchi, DOM- costruisce una drammaturgia di spazi in cui esplorare il confine tra urbano e terzo paesaggio:  addentrandosi sempre più profondamente nella sostanza dei luoghi, l’esperienza viva del cammino diventa il pretesto per una tensione ineliminabile col reale.

 

creazione e drammaturgia spaziale a cura di DOM-  Leonardo Delogu, Valerio Sirna, Helene Gautier regia Leonardo Delogu, Valerio Sirna prodotto da Teatro Stabile dell’Umbria, Sardegna Teatro, ternifestival, santarcangelo 16, Teatri di Vetro con il sostegno di OSM/occhisulmondo con Dario Guardalben o Maurizio Lupinelli o Alberto Massazza nel ruolo del protagonista e con Helene Gautier collaborazione Maël Veisse e Vincenzo Scalera  organizzazione Francesca Agabiti, Giulia Mereghetti grafica Valerio Sirna, Francesca Mautone liberamente ispirato al fumetto di Jiro Taniguchi – L’uomo che cammina

ogni allestimento, a seconda delle caratteristiche del territorio, si avvale anche della collaborazione con associazioni culturali, comitati di quartiere, centri anziani, scuole, centri per il sostegno ai migranti, corsi di danza e di teatro, bambini, gatti e piccioni

 


DOM- è un progetto nato nel 2013 dalla collaborazione tra gli artisti Leonardo Delogu, Valerio Sirna ed Hélène Gautier. Indaga il linguaggio delle performing arts, con una particolare attenzione alla relazione tra corpo e paesaggio, e si impegna nella trasmissione di peculiari pratiche di abitazione, legate allo spazio e al tempo della creazione artistica. DOM- costruisce eventi performativi, seminari, camminate, scritti, giardini, installazioni, video, reportage fotografici.

 

Il progetto DOM- è inserito in “Intercettazioni” –  Centro di Residenza Artistica della Lombardia: un progetto di Circuito CLAPS e Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire, ZONA K, con il contributo di Regione Lombardia, MiBAC e Fondazione Cariplo.

Between me and P
di e con FILIPPO CEREDI

In residenza dal 29 al 31 gennaio, dal 7 al 14 febbraio, dal 26 al 27 febbraio e dal 10 al 12 maggio 2018
Restituzione pubblica dal 2 al 4 marzo 2018


Between me and P. nasce dalla radicale esigenza di riappropriazione di una storia famigliare.
Pietro sparì volontariamente nel 1987 all’età di 22 anni, senza lasciare tracce.

Dopo venticinque anni Filippo, il fratello minore, ha avviato una lunga ricerca per tentare di avvicinarsi a lui e capire cosa lo portò alla decisione di sparire. La ricerca è un tentativo di portare luce su un’assenza silenziosa e pervasiva, e la sua elaborazione scenica una possibilità di trasmettere questa storia, che parla profondamente al presente individuale e collettivo.

Filippo siede a una scrivania nella parte anteriore dello spazio scenico. Da lì opera sul computer, lo scanner e sui materiali visivi contenuti in un faldone.

Il pubblico segue la narrazione della storia attraverso la proiezione sulla parete di fondo, che riproduce lo schermo del computer. Brevi testi vengono scritti, file audio e video vengono riprodotti: riprese  realizzate da Filippo, stampe d’epoca realizzate da Pietro, autoritratti e testimonianze rilasciate da amici e parenti. Attraverso questi contenuti un ritratto di Pietro è tracciato passo dopo passo, aspetti divergenti della sua storia emergono e la sua decisione di lasciarsi tutto alle spalle diventa leggibile.

Nel corso della performance Filippo dispone sul pavimento oggetti provenienti dal faldone e da una borsa. Fotografie scattate da Pietro, i suoi libri e altri materiali visivi sono usati per costruire lo spazio scenico e alla fine della performance il pubblico viene invitato a dare uno sguardo ravvicinato a questa composizione.

Between me and P. vuole diventare una performance che include video, fotografia, registrazioni audio, musica, danza e manipolazione dal vivo di materiali d’archivio.

 

di e con Filippo Michelangelo Ceredi tutorDaria Defloriannell’ambito della residenza artistica Officina LachesiLAB accompagnamento alla realizzazione Alessandra De Santis e Attilio Nicoli Cristiani accompagnamento alla coreografia Cinzia Delorenzi assistenti al progetto Clara F. Crescini, Sara Gambini Rossano, Francesca S. Perilli produzione Filippo Michelangelo Ceredi, Teatro delle Moire / Danae Festival – 2016 con il sostegno di ZONA K


 

Filippo Michelangelo Ceredi è nato a Locarno nel 1982. Cresce e studia a Milano, dove si laurea in filosofia con una tesi sulla “Funzione delle passioni e della violenza nella tragedia greca”. Lavora con Karta Film, come assistente alla regìa di Marco Bechis nel film Il sorriso del capo (2011), in collaborazione con Istituto Luce, e nella serie-web Il rumore della memoria (2014). Collabora con Iacopo Patierno alla realizzazione dei video per Il teatro fa bene (2016), progetto finalizzato alla diffusione di messaggi sanitari in Mozambico attraverso il teatro. Accanto all’attività di videomaker, sviluppa una formazione da performer seguendo i laboratori del Teatro delle Moire e lavorando come assistente di progetti teatrali (Remote Milano dei Rimini Protokoll, 2014-2015; Sante di scena di Teatro delle Moire e Cinzia Delorenzi, 2015). All’Isola Kult Festival 2016 presenta Staring Backwards, il suo primo progetto performativo collettivo in collaborazione con Alessio Calciolari e Cinzia Delorenzi e nello stesso anno a Danae Festival debutta con la performance solista “Between Me and P.”, presentata successivamente a Santarcangelo Festival 2017.

 

Filippo M. Ceredi è inserito in “Intercettazioni” –  Centro di Residenza Artistica della Lombardia: un progetto di Circuito CLAPS e Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire, ZONA K, con il contributo di Regione Lombardia, MiBAC e Fondazione Cariplo.

 

 

 

I 7 PROGETTI VINCITORI
DI RESIDENZE DIGITALI 2021

Selezionati i 7 progetti vincitori del bando delle Residenze Digitali  tra le 178 le proposte pervenute da tutta Italia.

Chiara Taviani, Jan Voxel (Lorenzo Belardinelli e Cinzia Pietribiasi), Giacomo Lilliù Collettivo ØNAR e Lapis Niger, Margherita Landi, compagnia fuse*, Lorenzo Montanini, Mara Oscar Cassiani

 Al via il processo creativo di residenza che per 7 mesi vedrà gli artisti affiancati dai partners e dalle tutor di progetto: sinergie virtuose, per esplorare creatività e le potenzialità del mondo digitale

 

Sono stati selezionati i 7 progetti vincitori della seconda edizione del bando delle residenze digitali, un progetto promosso dal Centro di Residenza della Toscana (ArmuniaCapoTrave/Kilowatt), in partenariato con l’Associazione Marchigiana Attività Teatrali AMAT, la Cooperativa Anghiari Dance Hub, ATCL – Circuito Multidisciplinare del Lazio per Spazio Rossellini, il Centro di Residenza dell’ Emilia-Romagna (L’Arboreto -Teatro Dimora di Mondaino, La Corte Ospitale), la Fondazione Luzzati Teatro della Tosse di Genova e ZONA K di Milano. Si tratta di Whatever Happens in a Screen Stays in a Screen di Chiara Taviani; The Critters Room #experience di Jan Voxel, duo composto da Lorenzo Belardinelli e Cinzia Pietribiasi;  WOE – Wastage of Events di Giacomo Lilliù, Collettivo ØNAR e Lapis Niger; Dealing with Absence di Margherita Landi; Sàl della compagnia fuse*; Into the Woods di Lorenzo Montanini; I Am Dancing in a Room di Mara Oscar Cassiani. Sono progettualità artistiche legate ai linguaggi della scena contemporanea e della performance, progetti artistici sperimentali che trovano nello spazio web il loro habitat ideale.

I sette progetti sono stati selezionati da una giuria di 30 rappresentanti dei 9 partner organizzatori del progetto e dalle 3 tutor, le studiose Laura Gemini, Anna Maria Monteverdi, Federica Patti.

Ogni compagnia artistica riceverà un contributo di 3500 euro e sarà affiancata, nello sviluppo e nella realizzazione del lavoro, dai partner e dalle tutor di progetto. L’esito del processo creativo sarà una prima restituzione online aperta al pubblico che si terrà nella settimana che va dal 22 al 28 novembre 2021.

Questa seconda annualità di Residenze Digitali ci ha portato a esaminare una rosa di progetti maggiormente evoluti, molto più centrati sull’utilizzo consapevole degli ambienti digitali di quanto non fosse la media delle proposte giunte lo scorso anno.” – dichiarano i promotori del progetto – “Siamo impegnati a seguire passo passo e per 7 mesi l’evoluzione dei 7 progetti vincitori, fino alla Settimana delle Residenze Digitali di fine novembre. Ci metteremo a fianco di questi processi creativi, aiutandoli a sviluppare tecniche informatiche e contenuti drammaturgici utili a favorire il futuro incontro con gli spettatori del web.”

 

I PROGETTI SELEZIONATI

Whatever Happens in a Screen Stays in a Screen, della coreografa e danzatrice Chiara Taviani – fondatrice insieme a Carlo Massari di C&C Company – è un’indagine sulla trasformazione dell’immagine e sul senso dell’immagine stessa, tramite l’uso del green screen. Obiettivo del progetto è la realizzazione di un’opera semi-cinematografica realizzata con interpreti a distanza e creata integralmente da casa tramite computer, con l’esito di un mini-film trasmesso online.

 

 

The Critters Room #experience è un progetto di Jan Voxel, duo formato dal fisico e informatico Lorenzo Belardinelli e dalla performer e regista teatrale Cinzia Pietribiasi. Protagonisti del progetto sono: le polveri sottili, PM10, misurate da centraline autocostruite e di libero accesso; i vetrini da microscopio, esposti all’aria con pratica performativa, catalogati e micro-fotografati; le immagini e i suoni, che dai dati e dai vetrini prendono forma. The Critters Room è una web-application interattiva grazie alla quale gli spettatori potranno “visualizzare l’aria”, ascoltare il suono dei critters ed osservare le creature allora-viventi-ed-ora-viventi che ci narrano la fine dell’epoca centrata ossessivamente (e tossicamente) sull’umano. Il lavoro nasce in collaborazione con la Compagnia Pietribiasi Tedeschi e si avvale del sostegno di Ateliersi.

 

WOE – Westage of Events di Giacomo Lilliù, Collettivo ØNAR e del fumettista Lapis Niger, già noto come Napo nel duo rap Uochi Toki. Una performance in realtà virtuale, il cui titolo è tratto da una didascalia di “The Cage”, rivoluzionario graphic novel di Martin Vaughn-James del 1975: un racconto non lineare privo di personaggi, in cui dell’umano aleggia solo l’assenza. WOE rimodula quel panorama desolato in un deserto tridimensionale infinito per esplorare il territorio digitale che è entrato a far parte del nostro quotidiano ma che nasconde vaste zone d’ombra. Una produzione Compagnia MALTE.

 

 

Dealing with Absence, progetto della coreografa, danzatrice e antropologa Margherita Landi e della danzatrice Agnese Lanza, è un lavoro che intende indagare la relazione tra corpo e tecnologia in termini coreografici e fisici. La ricerca vuole approfondire l’apprendimento di un linguaggio fisico da un visore VR e la possibilità di creare una partitura coreografica partendo da un montaggio video 2D ricollocato in un ambiente a 360 gradi, alternati a video immersivi girati ad hoc. Il progetto è stato selezionato per Biennale College Cinema VR 2020 come uno dei 6 migliori progetti italiani in VR.

 

 

Sàl è un progetto della compagnia fuse*, che opera nell’area di incontro tra arte e scienza. Sàl (“anima” in islandese) è il terzo capitolo di una trilogia di live media performances. Il primo capitolo, Ljós (“Luce”, 2014) trae ispirazione dal “venire alla luce” usando la metafora del sogno e del risveglio, mentre il secondo, Dökk (“Buio”, 2017), racconta il viaggio di una vita dalla nascita alla morte. Sàl affronta il tema della prosecuzione del viaggio, attraversando l’orizzonte che separa la percezione cosciente dalla realtà del risveglio. L’obiettivo è una performance artistica su più livelli, per un’esperienza transmediale totalizzante.

 

 

Into the Woods è un progetto del regista e attore Lorenzo Montanini volto a creare una serie di 10 brevi favole in video, tratte dalle Fiabe Italiane di Calvino. Attraverso il teatro di oggetti vengono ricreati mondi in miniatura, spesso non realistici, che la dimensione video può valorizzare, creando un senso di immersività impossibile attraverso la rappresentazione puramente scenica. Il video sarà realizzato con una telecamera in 4k, con una telecamera a 360˚ e con un Lidar scanner, per ricostruire gli ambienti della favola in 3d ed esplorare la possibilità di vedere la storia anche in VR.

 

 

I Am Dancing in a Room nasce da un’idea di Mara Oscar Cassiani, artista wifi based che lavora nell’ambito della performance, della coreografia e dei media digitali, insignita nel 2019 del premio Digital Award di Roma Europa Festival. Il progetto si sviluppa ed estende come un capitolo completamente nuovo della ricerca intorno al concetto di Fauna. La Fauna come parte dell’ habitat della rete e delle sue manifestazioni. Il titolo è ispirato alla fondamentale masterpiece sonora di Alvin Lucier “I am sitting in a room”, in cui l’autore osserva il decomporsi della traccia sonora man mano che essa viene ripetuta a loop in una stanza. Allo stesso modo “I am dancing in a room” medita sull’eterno riverberarsi dei gesti in rete, da una stanza all’altra degli utenti, uniti esclusivamente dalla persistenza della stessa coreografia.

 

Con questa progettualità, il Centro di Residenza della Toscana (Armunia – CapoTrave/Kilowatt) e i suoi partner AMAT, Anghiari Dance Hub, ATCL per Spazio Rossellini, Centro di Residenza Emilia-Romagna (L’Arboreto Teatro Dimora – La Corte Ospitale), Fondazione Luzzati Teatro della Tosse, ZONA K, non vogliono rinunciare alla propria vocazione di accoglienza degli artisti in residenza presso le proprie strutture, piuttosto vogliono esplorare un’ulteriore opportunità di creazione che apre nuove sfide formali e concettuali, produce contenuti artistici innovativi e affianca le forme consuete di fruizione dello spettacolo dal vivo.

Ulteriori Informazioni su www.residenzedigitali.it

RESIDENZE DIGITALI 2021

SECONDA EDIZIONE

Il Centro di Residenza della Toscana (Armunia, CapoTrave/Kilowatt), in partenariato con l’Associazione Marchigiana Attività Teatrali AMAT, la Cooperativa Anghiari Dance Hub, l’Associazione Teatrale dei Comuni del Lazio ATCL per Spazio Rossellini, il Centro di Residenza Emilia-Romagna (L’Arboreto – Teatro Dimora di Mondaino, La Corte Ospitale di Rubiera), la Fondazione Luzzati Teatro della Tosse di Genova, l’Associazione ZONA K di Milano, lancia il presente bando per la selezione di n° 6 progetti di Residenza Digitale da svilupparsi nel corso dell’anno 2021.

L’intento è quello di stimolare gli artisti delle performing arts all’esplorazione dello spazio digitale, come ulteriore o diversa declinazione della loro ricerca autoriale. Dovrà trattarsi di progettualità artistiche legate ai linguaggi della scena contemporanea e della performance, che nascano direttamente per l’ambiente digitale o che in esso trovino un ambito funzionale ed efficace all’esplicitarsi dell’idea artistica. A titolo di esempio: non si tratta di presentare percorsi di lettura o riprese video di testi o spettacoli esistenti o da farsi, bensì di concepire progetti artistici che abbiano nello spazio web il loro habitat ideale, indicandone anche le modalità di fruizione e interazione da parte dello spettatore, per il quale prevedano un accesso attraverso il pagamento di un biglietto, di modo da valorizzare il lavoro dell’artista, non come una gratuità. Il progetto deve prevedere una restituzione on-line aperta al pubblico, da tenersi nel corso della settimana che va dal 22 al 28 novembre 2021.

Ciascuna delle 6 proposte vincitrici riceverà un contributo di residenza di 3.500 euro + iva, che sarà pagato dietro la presentazione di regolare fattura.

I promotori del presente bando hanno individuato in Laura Gemini, Anna Maria Monteverdi e Federica Patti tre esperte nell’ambito della creazione digitale che saranno le tutor degli artisti durante lo sviluppo dei loro progetti: ciascuna di loro seguirà specificamente 2 dei 6 progetti vincitori.

I 6 lavori vincitori potranno avvalersi anche di altri contributi produttivi forniti da ulteriori soggetti dello spettacolo, ovvero non si richiede loro alcun vincolo di esclusiva per ciò che riguarda la produzione che resta nell’assoluta disponibilità gestionale degli artisti.

Oltre ai 6 progetti vincitori, è prevista l’eventualità che i promotori del presente bando segnalino un numero ristretto di altri progetti, per portarli all’attenzione del sistema teatrale e coreografico nazionale, con l’auspicio che altre istituzioni possano a loro volta sostenerli, alle medesime condizioni del presente bando.

Gli artisti interessati al partecipare alla selezione dovranno entrare nel portale www.ilsonar.it, selezionare le pagine relative a bando Residenze Digitali e compilare i campi richiesti dal modulo di partecipazione online.
Verranno richiesti loro:
1) una presentazione dell’artista o della compagnia (massimo 1.000 battute);
2) una descrizione del progetto di Residenza Digitale che si intende realizzare (massimo 2.000 battute);
3) l’indicazione dell’eventuale partner tecnico (programmatore, webmaster, fornitore di specifico know-how) e/o della piattaforma che supporti le necessità tecniche dell’opera;
4) un allegato di tipo non testuale che possa illustrare le modalità di realizzazione on-line previste e/o immaginate (video, audio, pdf, PowerPoint), che potrà essere caricato come allegato o fornito come link esterno.

I materiali sopra descritti dovranno essere caricati online entro le ore dodici (mezzogiorno) di lunedì 8 marzo 2021. 

É previsto un colloquio conoscitivo, da realizzarsi in videoconferenza, nel periodo 29-31 marzo, con i candidati che avranno superato la prima fase della selezione.
All’atto di invio dei propri materiali, gli artisti e le compagnie accettano implicitamente tutte le norme contenute nel presente bando, incluso il Decalogo allegato che ne costituisce parte integrante.

Con il presente bando, il Centro di Residenza della Toscana (Armunia, CapoTrave/Kilowatt) e i suoi partner AMAT, Anghiari Dance Hub, ATCL per Spazio Rossellini, Centro di Residenza Emilia- Romagna (L’Arboreto – Teatro Dimora di Mondaino, La Corte Ospitale), Teatro della Tosse, ZONA K, non vogliono rinunciare alla propria vocazione di accoglienza degli artisti in residenza presso le proprie strutture, piuttosto vogliono esplorare un’ulteriore opportunità di creazione che apre nuove sfide formali e concettuali, produce contenuti artistici innovativi e affianca le forme consuete di fruizione dello spettacolo dal vivo.

 

RESIDENZE DIGITALI: IL NOSTRO DECALOGO
COSA FACCIAMO PER SUPPORTARE LE 6 RESIDENZE DIGITALI VINCITRICI DEL BANDO

  1. Accompagniamo il processo creativo degli artisti con 6 incontri collettivi da remoto (aprile, maggio, giugno, settembre, ottobre, novembre) a cui partecipano tutti gli artisti selezionati, le tutor e tutti i promotori del progetto nonché titolari di residenza, per conoscere bene i progetti di ricerca e monitorarne l’andamento, anche attraverso la discussione collettiva intorno al diario di appunti multimediale redatto da ogni compagnia, dove si sedimentano criticità e potenzialità dei processi artistici in atto.
  2. Seguiamo individualmente e da remoto ognuno dei progetti, dividendoci tra titolari di residenza una responsabilità esecutiva, ciascuno su uno specifico progetto: l’obiettivo è quello di aiutare gli artisti a risolvere specifici problemi gestionali che si ponessero durante la realizzazione dei loro progetti.
  3. Offriamo a ciascuno dei progetti un contributo economico di 3.500 euro + iva (o al lordo di ritenuta d’acconto).
  1. Mettiamo a disposizione di ogni progetto una tutor esperta in digital performance, che segua le varie fasi di elaborazione dei progetti artistici, nonché offra occasioni di elaborazione teorica e strumenti pratici utili allo sviluppo dei progetti.
  2. Sperimentiamo i modelli elaborati dagli artisti durante le fasi di sviluppo.
  3. Divulghiamo la conoscenza dei progetti attraverso comunicati stampa e interviste, nonché attraverso una narrazione degli stessi sui nostri social media.
  4. Amplifichiamo la visibilità dei contenuti digitali prodotti, soprattutto di quelli che necessitano di una diffusione in itinere, funzionale alla realizzazione del progetto stesso.
  5. Organizziamo “La settimana delle residenze digitali”, nella seconda metà di novembre, un momento di visibilità pubblica per i 6 progetti vincitori che avrà la struttura di un vero e proprio festival delle residenze digitali, all’interno del quale verranno presentati i 6 progetti, nello stadio in cui sono, non per forza come opere già complete, ma come stadio di avanzamento di un processo.
  6. Promuoviamo il processo produttivo di ciascun progetto vincitore incoraggiando l’intervento di nuovi soggetti interessati a contribuire alla produzione di uno o di tutti e sei i progetti.
  7. Favoriamo la conoscenza di altri progetti finalisti segnalati dalla Giuria, auspicando che altri soggetti del sistema delle residenze scelgano di aderire a questa rete, entrando a supportare gli altri progetti segnalati.

 

Residenze Digitali è un progetto ideato e coordinato dal Centro di Residenza della Toscana (Armunia, CapoTrave/Kilowatt) in collaborazione con AMAT, Anghiari Dance Hub, ATCL per Spazio Rossellini, Centro di Residenza Emilia-Romagna (L’Arboreto – Teatro Dimora di Mondaino, La Corte Ospitale), Teatro della Tosse, ZONA K.

ZOOm safari (humanwatching di persone in cattività)

Durante la lavorazione di PLAY ME (ORIGINS PROJECT) la compagnia torinese Codicefionda, nel ruolo di co-creatori di una installazione multimediale VR, ha incontrato una quarantina di adolescenti.

Nei mesi di aprile e maggio si sarebbe dovuta presentare ufficialmente l’esperienza immersiva rispettivamente al Polo del 900 di Torino e negli spazi di ZONA K.

Ma durante il “lockdown” la compagnia Codicefionda non si è fermata: ha contattato tutti i ragazzi che hanno fatto parte di questa esperienza artistica invitandoli a partecipare a ZOOM SAFARI, un format online di esplorazione domestica della durata di circa quaranta minuti. Ciascuno dei coinvolti da casa è stato guidato alla scoperta del proprio habitat incontrando gli altrui ecosistemi dalle proprie gabbie domestiche. Questa esplorazione è diventata ora un racconto video in live streaming fruibile dagli spettatori sulla piattaforma Twitch.

Tutte le persone interessate potranno conoscere e interagire con gli Streamer e scoprire i protagonisti del progetto.
Prenota la tua presenza su info@zonak.it e riceverai tutte le regole di partecipazione.

 

ZOOm safari è #tappadiattesa per
PLAY ME (ORIGINS PROJECT) una produzione di ZONA K a cura di Codicefionda, con la consulenza drammaturgica di Agrupación Señor Serrano, con il sostegno della Compagnia di San Paolo nell’ambito di ORA! Produzioni di cultura contemporanea e IntercettAzioni – Centro di Residenza Artistica della Lombardia e Comune di Milano.

Grazie alla collaborazione con teatri e scuole come il CSS Teatro Stabile d’Innovazione del FVG di Udine, l’Istituto Steiner di Torino, Fuori Luogo Festival di La Spezia e gli stessi ragazzi vicini a ZONA K.

Teatro: pronti a ripartire?

“Sembra sempre impossibile fino a quando non è fatto.”
Nelson Mandela.

Caro pubblico,
eccoci tornate.

In questi ultimi mesi abbiamo immaginato più e più volte come si sarebbe potuta trasformare la stagione 2020 REALITY alla luce di questa nuova realtà.

Qualche certezza in più oggi ce l’abbiamo, e stiamo lavorando nella prospettiva di trovare una nuova normalità in cui proporvi, in totale sicurezza, le performance e gli spettacoli interdisciplinari che hanno da sempre contraddistinto la nostra programmazione.

Così vi abbiamo chiesto di fare insieme l’ultimo pezzetto di percorso, compilando un questionario per aiutarci a capire come ripartire al meglio e in sicurezza.

Guarda i risultati del questionario

Grazie ancora a tutte e tutti e pronti a ripartire. 

(L’indagine sul pubblico,  a cura di ZONA K, STRATAGEMMI prospettive teatrali e CODICI Ricerca e intervento, è avvenuta tra la fine del mese di maggio e inizio giugno.

MUSIC ROOM
Inventa la tua canzone

Questo laboratorio online è stato proposto durante il primo lockdown 2020.
Vorresti partecipare con un gruppo di amici?
Scrivi a organizzazione@zonak.it per capire come organizzare il laboratorio.

 



 

Racconta la tua stanza con una canzone. Lasciati ispirare dagli oggetti intorno a te, inventa le parole e canta la canzone della tua stanza. Una volta creata, la potrai ricevere in mp3 per ascoltarla tutte le volte che vuoi!

Con i Duperdu (Marta Marangoni e Fabio Wolf)

 

Per informazioni su costi e come partecipare scrivi a organizzazione@zonak.it.

 

 


E’ possibile organizzare questo laboratorio anche per la tua classe!
Per informazioni su modalità e costi: didattica@zonak.it


 

Scopri tutte le proposte di PLAY ROOM

DEUTSCH ROOM
La tua storia in mp3

Questo laboratorio online è stato proposto durante il primo lockdown 2020.
Vorresti partecipare con un gruppo di amici?
Scrivi a organizzazione@zonak.it per capire come organizzare il laboratorio.

 



 

Che rumore fa la tua stanza? Suona? Di certo parlerà in tedesco.
In questo laboratorio inventiamo e registriamo insieme una storia incredibile! Alla fine della settimana la riceverai in mp3, così potrai ascoltarla tutte le volte che vorrai.

Con Bärbel Buck,  videomaker e media educator
>>> Guarda i corti in lingua tedesca realizzati da Bärbel Buck per ZONA K <<<


Per informazioni su costi e come partecipare scrivi a organizzazione@zonak.it.

 


E’ possibile organizzare questo laboratorio anche per la tua classe!
Per informazioni su modalità e costi: didattica@zonak.it


 

 

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TEACHERS ROOM
Didattica in movimento

Questo laboratorio online è stato proposto durante il primo lockdown 2020.
Vorresti partecipare con un gruppo di colleghi?
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La didattica a distanza stanca insegnanti e allievi? Proviamo a movimentarla!
Rendiamo dinamiche le lezioni frontali e condividiamo un codice gestuale per trasmettere nozioni specifiche.

Con Monica Galassi, danzeducatore®


Per informazioni su costi e come partecipare scrivi a organizzazione@zonak.it.

 

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WOMEN ROOM
Il colore in un gesto

Questo laboratorio online è stato proposto durante il primo lockdown 2020.
Vorresti partecipare con un gruppo di amiche?
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Che colore sei tu? E le altre? Come trasmettere la tua energia? Lavoriamo sul movimento e sull’espressività corporea, esploriamo sfumature e contrasti per trasformare il nostro colore in azione.

Con Maura Di Vietri, danzatrice


Per informazioni su costi e come partecipare scrivi a organizzazione@zonak.it.

 

ACTING ROOM
Storie in una stanza

Questo laboratorio online è stato proposto durante il primo lockdown 2020.
Vorresti partecipare con un gruppo di amici?
Scrivi a organizzazione@zonak.it per capire come organizzare il laboratorio.

 



 

Un canovaccio, una storia da interpretare, un gioco di ruolo.
Qui puoi dare voce, espressività e carattere ai personaggi, per vivere in prima persona un’avventura straordinaria!

Con Veronica Franzosi, attrice


Per informazioni su costi e come partecipare scrivi a organizzazione@zonak.it.

 


E’ possibile organizzare questo laboratorio anche per la tua classe!
Per informazioni su modalità e costi: didattica@zonak.it


 

Scopri tutte le proposte di PLAY ROOM

DANCE ROOM
Il pavimento danzante

Questo laboratorio online è stato proposto durante il primo lockdown 2020.
Vorresti partecipare con un gruppo di amici?
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Di gomma, di piume, d’acqua: così può diventare il tuo pavimento!
Balliamo insieme, bambini e adulti, e con gli oggetti della tua cameretta inventiamo una danza per scatenarci a ritmo di musica!

Con Noemi Bresciani, danzatrice


Per informazioni su costi e come partecipare scrivi a organizzazione@zonak.it.

 


E’ possibile organizzare questo laboratorio anche per la tua classe!
Per informazioni su modalità e costi: didattica@zonak.it


 

 

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ART ROOM
Diventa un’opera d’arte

Questo laboratorio online è stato proposto durante il primo lockdown 2020.
Vorresti partecipare con un gruppo di amici?
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Diventare la Gioconda di Leonardo o l’Urlo di Munch, trasformarsi nella Capretta di Chagall o nella Notte stellata di van Gogh.
Con questo laboratorio tutto è possibile perché l’opera d’arte… sarai proprio tu!

Con Alice Patriccioli, artista visiva


Per informazioni su costi e come partecipare scrivi a organizzazione@zonak.it.

 


E’ possibile organizzare questo laboratorio anche per la tua classe!
Per informazioni su modalità e costi: didattica@zonak.it


 

 

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VIDEO ROOM
Video storie dal telefono

Questo laboratorio online è stato proposto durante il primo lockdown 2020.
Vorresti partecipare con un gruppo di amici?
Scrivi a organizzazione@zonak.it per capire come organizzare il laboratorio.

 



 

In questo laboratorio online ti insegneremo a raccontare una storia per immagini, a farne la regia attraverso il tuo smartphone.
Come scegliere l’inquadratura migliore? Come far parlare i dettagli?
Aggiungi la musica, decidi la sequenza e condividi la tua video storia con gli amici.

Con: Davide Stecconi, regista e videomaker
>>> Guarda tutti i cortometraggi realizzati da Davide Stecconi per ZONA K <<<


Per informazioni su costi e come partecipare, scrivi a organizzazione@zonak.it.

 


E’ possibile organizzare questo laboratorio anche per la tua classe!
Per informazioni su modalità e costi: didattica@zonak.it


 

 

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Corsi di Teatro
TAM TAM

A seguito del decreto del presidente del consiglio dei ministri 04 marzo 2020, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, i corsi si stanno svolgendo regolarmente tramite piattaforme online.

Scopri tutti i dettagli:

WORKSHOP INTENSIVO – DANTE ANTONELLI

TO BURN OR NOT TO BURN

Marzo – Giugno 2020
aperto a tutt* | partecipazione gratuita | massima serietà

Teatro OUT OFF | ZONA K |
Comune di Milano – Fabbrica del Vapore

4 incontri di 4 giorni consecutivi l’uno,
un percorso a tappe con esito finale

OPEN CLASS: 26 giugno
Teatro OUT OFF

Per partecipare inviare una mail a:
attodimeraviglia@gmail.com

Con 1 video, su YouTube o Vimeo (link, no pass), di te che parli del tuo rapporto tra il sacro e il corpo (max 5′) + 2/4 foto + CV + quello che ti spinge a partecipare a questo lavoro (nel corpo nella mail).

Sulla scorta dei lavori attorno alle opere, al pensiero e alla vita di Yukio Mishima, To Burn Or Not To Burn è un workshop pensato come luogo d’incontro e formazione, di indagine e studio sulle pratiche della performance e della scrittura scenica, rivolto ad attori, danzatori, performer.

Un cantiere aperto, parte di un processo di creazione per un futuro Atto di Meraviglia, ispirato al romanzo “Il Padiglione d’oro”, alle “Lezioni spirituali per giovani Samurai” e a “La voce degli spiriti eroici“.

Religione e Politica, quale Tempio è il nostro Tempio in questo Tempo? Cenere e neve, il Tempio della nostra società è già stato dato alle fiamme, in questo orizzonte qualcuno si muove. Pellegrini in marcia sulla cenere, mentre la neve continua a cadere, coprendo tutto.

Riscrittura a sua volta di “Amleto” di William Shakespeare, “Il Padiglione d’oro” diMishima è il punto di partenza di una scrittura originale che inizia là dove il romanzo originale termina, da quel “io voglio vivere” pronunciato da Mizoguchi, protagonista dell’opera e che ribalta la triste sorte del Principe di Danimarca.

La visione del vuoto e l’atto fatale: la tensione spirituale della performance è quella del samurai idealizzato daMishima.
Apollineo e Dionisiaco muovono le onde di un mare solo geograficamente distante dal nostro e che affonda, invece, le sue correnti e riscopre i suoi stati di grazia nello stesso mare dove la nostra civiltà ha visto le sue origini.
Il paese ideale di Mishima insegue la bellezza classica dei nostri antenati e, in qualche modo la scena dei nostri giorni, i teatri e gli spazi dei nostri luoghi di vita, le persone che lo leggono oggi, possono dargli nuova voce e nuova luce.

“La vita è una danza
nel cratere di un vulcano: erutterà,
ma non sappiamo quando”

1 TAPPA
DAL 26 A 29 MARZO,
Dalle 10.00 alle 16.00
ZONA K
Via Spalato 11

2 TAPPA
DAL 30 APRILE AL 3 MAGGIO
Dalle 10.00 alle 16.00
ZONA K
Via Spalato 11

3 TAPPA
DAL 4 AL 7 GIUGNO
Dalle 10.00 alle 16.00
Teatro OUT OFF
Via Mac Mahon 16

4 TAPPA
DAL 18 AL 21 GIUGNO
Dalle 10.00 alle 16.00
Comune di Milano – Fabbrica del Vapore
Via Procaccini 4
+
OPEN CLASS
25 GIUGNO, PROVE GENERALI al Teatro OUT OFF
26 GIUGNO, PERFORMANCE STUDIO, ore 21.00, al Teatro OUT OFF

THEATRE GIGANTE-TEATRO DELLE ALBE/RAVENNA TEATRO (USA-IT)

FOCUS: HUMAN

M. Anderson, I. Kralj THEATRE GIGANTE – A. Renda TEATRO DELLE ALBE /RAVENNA TEATRO (U.S.A/IT)

Nel racconto di Edgar Allan Poe L’uomo della folla si descrive un mondo caotico e imprevedibile, in cui coesistono fascinazione e orrore. Siamo tutti testimoni e attori di uno spettacolo dove i ruoli e le appartenenze vengono rimescolati in un movimento incessante. La folla appare come un’entità misteriosa e inquietante che sovrasta e annienta l’individuo. Partendo dalle suggestioni del racconto di Poe, lo spettacolo esplora l’oscurità che contraddistingue questi ultimi decenni. Infelicità, insicurezza, sofferenza e incertezza scatenano paura e violenza, una regressione rispetto al livello di “civilizzazione” faticosamente conquistato e ritenuto ormai consolidato in Europa come negli Stati Uniti, in India come in Australia e altrove. Viviamo in un mondo che è più connesso ma meno integrato. Il risentimento è diventato un’epidemia mondiale. Siamo bloccati nel ventre di una bestia. Chi è questa bestia? Siamo noi? Sono loro? Loro chi? Pensare con la pancia, quando ci si è ormai dimenticati del cuore.

Ideato, scritto ed eseguito da Isabelle Kralj, Mark Anderson e Alessandro Renda, lo spettacolo è un incontro di tre paesi differenti, tre culture, storie e lingue diverse, ma con le stesse paure, le stesse domande, gli stessi desideri, le stesse insicurezze. In the Belly of the Beast costruisce un’architettura molteplice di storie, utilizzando approcci stilistici e linguaggi diversi, alternando realtà e sogno, alienazione e solidarietà, ironia e poesia. Tra passato e presente. In scena, sul palco della Stagione Teatrale 2020 REALITY, un’umanità variegata e convulsa, figure dell’oggi e ombre dal passato che si presentano attraverso monologhi e dialoghi, musica, video e movimento.

 

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c/o ZONA K

Info: spettacolo • durata 80 min. • in lingua inglese, slovena e italiana con sovratitoli

Biglietti: 15 € (intero) – 10 € (ridotto studenti/ under 26/over 65/gruppi)

Spettacolo in abbonamento
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di e con Mark Anderson, Isabelle Kralj, Alessandro Renda, produzione Theatre Gigante (USA), Teatro delle Albe / Ravenna Teatro (IT)

 

 

Nel 2014 lo spettacolo del Teatro delle Albe Rumore di acque (di Marco Martinelli, con in scena Alessandro Renda) è in tournée negli Stati Uniti, ospite a La Mama Theatre di New York, poi in New Jersey e a Chicago. Proprio a Chicago, grazie all’invito di Thomas Simpson (docente alla Northwestern University di Chicago e traduttore in inglese di molti importanti autori italiani, tra i quali Marco Martinelli), Isabelle Kralj e Mark Anderson, co-direttori di Gigante Theatre, assistono allo spettacolo e decidono di ospitarlo nella loro città, Milwaukee (Wisconsin). Inizia così una fertile collaborazione che porterà l’anno successivo Alessandro Renda nuovamente negli Stati Uniti. Il legame artistico tra Isabelle Kralj, Mark Anderson e Alessandro Renda si è rinnovato in Italia, a Ravenna. Il progetto In the Belly of the Beast è una nuova collaborazione delle due compagnie alla ricerca di sintonie e corrispondenze, risonanze e difformità tra le poetiche. Si tratta della prima coproduzione del Teatro delle Albe con una compagnia americana e della prima coproduzione con una compagnia europea per Theatre Gigante.

BABILONIA TEATRI (IT)

FOCUS: HUMAN

Per la   Stagione Teatrale 2020 REALITY Valeria Raimondi e Enrico Castellani si confrontano con la vicenda Regeni nel nuovo spettacolo Giulio, intitolato allo studente torturato e ucciso al Cairo nel febbraio 2016. Un’indagine risoluta sulla linea di confine fra informazione e propaganda, fra potere e delitto, fra ragione di Stato e diritti inviolabili, che si interroga sull’apparato della legge, sulla violenza e sul significato profondo dell’essere liberi cittadini in un libero Stato.

Giulio Regeni non è solo un fatto di cronaca.
Giulio Regeni ci interroga su cosa significhi Stato. Cosa significhi giustizia. Cosa significhi potere. Cosa significhi polizia. Cosa significhi processo. Cosa significhi legalità. Cosa significhi carcere. Cosa significhi opinione pubblica. Cosa significhino giornalismo e libertà d’informazione.
Giulio Regeni ci interroga sulle questioni fondanti di un vivere sociale e di un vivere civile.

Ci interroga sul concetto di responsabilità, di umanità, di forza.
Concetti e questioni che attraversano le nostre vite, la letteratura e tutto il teatro dai greci a Shakespeare fino a noi. Giulio Regeni è un punto di partenza per riflettere su tutto questo.

 

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c/o ZONA K

Per partecipare è necessario inviare la richiesta di tesseramento annuale entro il giorno prima dello spettacolo, fallo SUBITO QUI

Info: spettacolo • durata 60 min. • in italiano

Biglietti: 15 € (intero) – 10 € (ridotto studenti/ under 26/over 65/gruppi)

Spettacolo in abbonamento
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Di Valeria Raimondi e Enrico Castellani, cast in via di definizione, produzione: Teatro Metastasio di Prato con Babilonia Teatri

 

Babilonia Teatri è tra le compagnie più innovative del panorama teatrale contemporaneo, distinguendosi per un linguaggio che a più voci viene definito pop, rock, punk. Si è imposta sulla scena italiana per il suo sguardo irriverente e divergente sull’oggi Babilonia Teatri vince nel corso degli anni numerosi riconoscimenti Oltre che nelle principali città italiane, gli spettacoli della compagnia sono stati ospitati numerose volte anche all’estero, dalla Francia alla Germania, dall’Austria all’Ungheria, dalla Bosnia-Erzegovina alla Croazia, dalla Colombia alla Russia. Enrico Castellani e Valeria Raimondi, fondatori della compagnia nel 2006, sono i Direttori artistici di Babilonia Teatri. Drammaturghi, autori, registi e attori, Castellani e Raimondi hanno base a Verona.

RIMINI PROTOKOLL (DE)

FOCUS: HUMAN

Il pluripremiato collettivo tedesco Rimini Protokoll porterà a Milano, nella  Stagione Teatrale 2020 REALITY di ZONA K, il camion che nel 2006 è stato trasformato in una platea su ruote in grado di trasportare 50 spettatori attraverso la città: seduti da un lato, guarderanno attraverso una grande finestra la realtà urbana che si farà palcoscenico.

Durante la residenza a Casa degli Artisti, che si svolgerà tra maggio e settembre 2019, cinque artisti selezionati, svilupperanno insieme ai Rimini Protokoll un progetto per il camion attorno al tema del lavoro notturno.

Il camion trasporterà gli spettatori attraverso le periferie della città e punterà i riflettori su ciò che normalmente si muove nel buio e nell’invisibile. Chi lavora di notte? Come? Chi paga? Economia sommersa o spina dorsale e backstage delle più smaglianti esibizioni diurne? Quali luoghi ospitano il lavoro che inizia quando gli altri si fermano e quali il lavoro che non ha un inizio e una fine?

 

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Una produzione ZONA K in collaborazione con Casa degli Artisti

c/o luoghi della città

Info: spettacolo itinerante per 50 spettatori • in italiano

Biglietti: 20 € (intero) – 15 € (ridotto studenti/ under 26/over 65/gruppi)

Spettacolo in abbonamento

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crediti

 

Helgard Haug, Stefan Kaegi e Daniel Wetzel fondano Rimini Protokoll nel 2000 e da allora firmano tutti i loro lavori con questo nome, sia che lavorino singolarmente, a due o tutti e tre insieme. Con il loro lavoro ricercano nuove prospettive sulla realtà. Spettacolo dopo spettacolo hanno ripensato gli strumenti del teatro e creato una poetica e uno stile inconfondibili, che hanno rivoluzionato il teatro contemporaneo europeo. I Rimini Protokoll sviluppano spettacoli teatrali, interventi scenici e produzioni radiofoniche avvalendosi della collaborazione di esperti, le cui conoscenze e abilità vanno oltre il teatro e che, non di rado, stanno in scena al posto degli attori. Amano tradurre spazi urbani e strutture sociali in formati teatrali. Molti spettacoli sono caratterizzati da interattività e uso giocoso della tecnologia. I Rimini Protokoll sono stati insigniti di numerosi importanti premi, tra i quali: il Mülheimer Dramatikerpreis, il Deutscher Theaterpreis Faust, il Grand Prix Theater del ministero federale svizzero per la cultura, il Premio del Teatro Europeo, il Leone d’Argento della Biennale di Venezia, il Premio Radiodramma Tedesco e il Premio Radiodramma dell’Anno dell’Associazione Kriegsblinden.

MAMMALIAN DIVING REFLEX (CA)

FOCUS: VIRTUAL

Creato insieme a un gruppo di studenti dell’ITAS Giulio Natta di Milano, The Last Minutes Before Mars immagina gli ultimi minuti sulla Terra e ciò che siamo disposti a sacrificare per il nostro caro, dolce, bellissimo pianeta morente.

The Last Minutes Before Mars è una performance dal vivo, che include 360° video, sulla squisita noia della vita sulla Terra mentre sfrecciamo verso un futuro terrificante.

È una critica a coloro che suggeriscono che il futuro dell’umanità dipende dalla diffusione di se stessa in tutto l’universo. Secondo i Mammamlian è improbabile che si possano trovare soluzioni ai problemi terrestri su pianeti distanti con condizioni ostili. L’attuale ossessione per la colonizzazione di Marte è considerata una risposta in preda al panico per i difficili problemi che l’umanità deve affrontare sulla terra: i cambiamenti climatici, un ecosistema in collasso e il fatto che molti scienziati credono che siamo nel mezzo di un’altra estinzione di massa della vita sulla Terra, ecc. Ma piuttosto che cercare di superare i nostri problemi e, probabilmente, produrre una serie completamente nuova di problemi ancora più difficili, potrebbe essere meglio sistemarsi e capire come “terraformare” la terra, rendendola un habitat più ospitale per gli esseri umani e tutte le altre vite su cui facciamo affidamento. Perché rendere Marte più simile alla Terra quando c’è il compito di rendere la Terra più simile alla Terra?

PRIMA NAZIONALE per la Stagione Teatrale 2020 REALITY

 

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Un progetto di ZONA K e FOG Triennale Milano Performing Arts.

c/o ZONA K
Per partecipare è necessario inviare la richiesta di tesseramento annuale entro il giorno prima dello spettacolo, fallo SUBITO QUI

Info: perfomance multimediale

Biglietti:  in via di definizione
Tessera associativa 2020: € 2,00

Spettacolo fuori abbonamento
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Ideazione e regia: Darren O’Donnell  Co-regia e direzione video: Konstantin Bock  Gruppo di consulenza: Darren O’Donnell, Konstantin Bock, Alice Fleming, Tina Fance, Chiara Prodi, Sorcha Gibbson, Kiera O’Brien, Thule Van Den Dam, Sara Guttadauro, Sara Ben Hamouda, Andrada Ciccotto, Fjoralba Qerimaj, Jerwin Mostiero, Morena Marra, Genny De Leon, Elisa Fasiello, Mervin Fajardo  Con: Sara Guttadauro, Sara Ben Hamouda, Andrada Ciccotto, Fjoralba Qerimaj, Jerwin Mostiero, Morena Marra, Genny De Leon, Elisa Fasiello, Mervin Fajardo  Produzione: Tina Fance, Chiara Prodi, Alice Fleming  Scene: Sorcha Gibson  Composizione musiche: Isola 360 Expert: Fi Nicholson  Co-produzione: FOG Triennale Milano Performing Arts e ZONA K  Un ringraziamento a: Stephen O’Connel, Fi Nicholson, Letizia Gozzini dall’Itas Giulio Natta. Supporto sullo sviluppo: Australian Council for the Arts e Goethe Insitute Toronto. La performance è stata realizzata con il supporto di: Canada Council of the Arts

 

Mammalian Diving Reflex è una compagnia di Toronto conosciuta per l’ideazione di performance intellettualmente stimolanti. Nata nel 1993 sotto la direzione artistica dello scrittore e regista Darren O’Donnell, Mammalian Diving Reflex opera sulla dimensione privata e sociale del linguaggio, del pensiero e dell’informazione. La compagnia ha prodotto diversi lavori in Canada, Giappone, Australia, Singapore, India, Stati Uniti, Irlanda, Inghilterra e in molti altri paesi d’Europa. Tra i loro progetti, vi sono Diplomatic Immunities, pppeeeaaaccceee, The Children’s Choice Awards, Who Shot Jacques Lacan?, Dare Night, Slow Dance with Teacher, Nightwalks with Teenagers. Haircuts by Children. La pratica artistica della compagnia riconosce una dimensione performativa in ogni gesto quotidiano ed esplora estetica e società, creando insolite alleanze tra il mondo dell’arte e quello dei giovani. La ricerca di Mammalian Diving Reflex si concretizza in performance, esperienze collettive, testi teorici e happening.

 

SILKE HUYSMANS &
HANNES DEREERE | CAMPO (BE)

Lo spettacolo è annullato, come da ordinanza regionale del 04/03/20.

FOCUS: VIRTUAL

Nauru è una piccola Isola-Stato nell’Oceano Pacifico, conosciuta dagli esploratori europei come “Pleasant Island”. La storia di quest’isola può esser letta come una parabola dei nostri tempi. Dopo l’esauriente sfruttamento dei vasti giacimenti sotterranei di fosfati dell’isola, sia sotto il dominio anglo-australiano che dopo la sua indipendenza nel 1968, l’isola fu lasciata in totale rovina economica ed ecologica.

Oggi Nauru ospita campi profughi senza via d’uscita in cambio di una grande quantità di denaro australiano. Nel frattempo, l’isola rischia di essere inghiottita dall’oceano a causa dell’innalzamento del livello del mare.

È in questo scenario post-apocalittico che i documentaristi Silke Huysmans e Hannes Dereereere incontrano i limiti di un mondo intento a crescere all’infinito. Attingendo alle interviste e alle conversazioni con i residenti e i rifugiati dell’isola, cercano nuove prospettive.
Quale futuro c’è in un luogo che si è esaurito in termini ecologici, economici e umanitari? E come ci comportiamo con le cupe previsioni che sembrano attendere tutti noi?

PRIMA NAZIONALE per la Stagione Teatrale 2020 REALITY

 

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presentato in collaborazione con Fattoria Vittadini

c/o  Spazio Fattoria – Fabbrica del Vapore, via Procaccini 4 -M5 Monumentale-

Info: teatro documentario multimediale • durata 60 min. • in lingua inglese con sottotitoli in italiano

Biglietti: intero 15,00 € – ridotto 10,00 € (studenti/ under 26/over 65/gruppi)

Spettacolo in abbonamento

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di e con: Silke Huysmans & Hannes Dereere, drammaturgia Dries Douibi, suono Lieven Dousselaere, supporto tecnico Anne Meeussen & Piet Depoortere, produzione CAMPO, coproduzione Kunstenfestivaldesarts, Spring Festival Utrecht, Beursschouwburg, Kunstenwerkplaats Pianofabriek, Veem House For Performance, Spielart & De Brakke Grond residenze Beursschouwburg, De Grote Post, KAAP, Kunstencentrum Buda, Kunstenwerkplaats Pianofabriek, STUK & Veem House for Performance, LOD con il supporto di Vlaamse Gemeenschapscommissie & KAAP. Si ringraziano tutti coloro che hanno collaborato a Nauru

 

Il lavoro dei giovani autori teatrali Silke Huysmans e Hannes Dereereere si basa su situazioni concrete, eventi o luoghi che rappresentano un tema più ampio. Ciò che caratterizza il duo è il modo in cui svolgono la loro ricerca attraverso l’esame scientifico, le interviste e il lavoro sul campo. Dopo aver concluso gli studi a Gant nel 2013, hanno iniziato a occuparsi di teatro documentaristico. Nel loro acclamato Mining Stories (2016) hanno esplorato l’impatto di un recente disastro minerario nel sud del Brasile. Per i prossimi progetti saranno prodotti da CAMPO, con il supporto di Pianofabriek, KAAP Bruges, Kunstenfestivaldesarts e Beursschouwburg Brussels.

ROGER BERNAT/FFF (ES)

Lo spettacolo è annullato, come da ordinanza regionale del 04/03/20, verrà riprogrammato.

FOCUS: GLOBAL

Il regista catalano Roger Bernat torna a ZONA K per la Stagione Teatrale 2020 REALITY con uno spettacolo che affronta un tema di grande attualità.

Nel 2012 alcuni abitanti di Ceuta hanno lasciato le loro famiglie per andare in Siria. Durante le settimane trascorse tra Turchia e Damasco, chiamavano regolarmente i loro parenti. La polizia era intervenuta sui loro telefoni e tutte le conversazioni intercettate sono state successivamente incluse nel dossier del processo che si è svolto a Madrid. Il verdetto fu la condanna di undici persone per partecipazione alla rete di reclutamento dello Stato Islamico. È stato il primo processo in Spagna contro i collaboratori dello Stato islamico. Il dossier è il cuore di questo spettacolo: un’immersione non solo nella parola dei kamikaze ma anche delle persone a loro vicine, dei traduttori, della polizia e dei giudici che hanno seguito le intercettazioni.

Tre attrici leggono o ripetono le conversazioni telefoniche di Samra, Sanae e Nayua, mogli di tre jihadisti che si sono immolati in Siria durante l’estate 2012. Le loro conversazioni sono simultanee. Il pubblico, dotato di un auricolare wireless a 3 canali, deve navigare attraverso le parole per ricostruire i fatti, così come hanno fatto i servizi segreti qualche anno prima. Alla fine dello spettacolo, non ci saranno due spettatori che hanno ascoltato la stessa conversazione.

 

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c/o ZONA K
Per partecipare è necessario inviare la richiesta di tesseramento annuale entro il giorno prima dello spettacolo, fallo SUBITO QUI

Info: spettacolo • durata 60 min. • in italiano

Biglietti: 15 € (intero) – 10 € (ridotto studenti/ under 26/over 65/gruppi)
Tessera associativa 2020: € 2,00

Spettacolo in abbonamento
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interpreti: Silvia Calderoni, Matilde Facheris, Woody Neri e Giulia Salvarani, progettazione video, direzione tecnica e aiuto regia: Txalo Toloza, suono: Cristóbal Saavedra Vial, grafica: Marie-Klara González, coordinamento generale: Helena Febrés Fraylich, coordinamento in Marocco: Arts I Love e Ahmed Hammoud, ringraziamenti: DABATEATR (Rabat), Daha-Wassa (Rabat), Laura Gutiérrez, Toni Serra, JMBerenguer e Txiki Berraondo, spettacolo prodotto da Elèctrica Produccions (Barcellona), MUCEM (Marsiglia), Marche Teatro (Ancona), Triennale Teatro dell’Arte (Milano), Festival Grec 2017 (Barcellona) e Temporada Alta (Girona), con l’aiuto di Les Bancs Publics/Les Rencontres à l’échelle (Marsiglia)

 

Roger Bernat artista e regista catalano, dopo aver iniziato gli studi di architettura e di pittura, studia drammaturgia e regia all’Institut del Teatre di Barcellona dove si diploma nel 1996, aggiudicandosi il riconoscimento straordinario. Nei primi anni lavora come regista, drammaturgo e performer con la compagnia General Elèctrica che dirige insieme a Tomás Aragay. Nel 2008 fonda Roger Bernat/FFF e inizia a creare performance in cui il pubblico prende la scena e diventa protagonista. «Gli spettatori passano attraverso un dispositivo che li invita a obbedire o a cospirare, e in ogni caso a pagare con il proprio corpo e impegnarsi». La prima performance partecipativa è Domini Públic (2008), cui fanno seguito Pura Coincidencia (2009), La consagración de la Primavera (2010), Please continue (Hamlet) (2011), Pendiente de voto (2012), RE-presentation: Numax (2013), Desplazamiento del Palacio de la Moneda (2014), Numax-Fagor-plus (2014), We need to talk (2015), No se registran conversaciones de interés (2016-17) e The place of the Thing (2017).

 

FOCUS GLOBAL

VALTERS SĪLIS (LV)

Lo spettacolo è annullato, come da ordinanza regionale del 23/02/20, verrà riprogrammato.

FOCUS: GLOBAL

 

Nella Stagione Teatrale 2020 REALITY la nuova creazione del regista lettone Valters Sīlis, Being a nationalist, è stata scritta dal drammaturgo Matīss Gricmanis. Prende spunto dall’esperienza personale di Gricmanis come assistente di un noto deputato nazionalista del Parlamento lettone. 

Cosa e chi fa parte del mondo di un nazionalista oggi? Vincono gli interessi dello Stato o i propri? Come si misurano gli amici e chi sono i patrioti? Nel mondo di un nazionalista gli interessi dello Stato sono più importanti dei propri.

Gli amici sono le persone che la pensano allo stesso modo, e non si interessano ai piccoli problemi quotidiani o alle questioni mondiali. I nemici sono molti, ma sono ben noti. I veri valori stanno per risorgere ancora una volta, nonostante il fatto che nel mondo materialista di oggi abbiano perso il loro valore.
Ma Sīlis ci dice che per vivere in questo mondo pieno di sfide, bisogna prima svegliarsi per poter cambiare la propria realtà.

 

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c/o ZONA K
Per partecipare è necessario inviare la richiesta di tesseramento annuale entro il giorno prima dello spettacolo, fallo SUBITO QUI

Info: spettacolo • durata 90 min. • in lettone con sovratitoli in italiano

Biglietti: 15 € (intero) – 10 € (ridotto studenti/ under 26/over 65/gruppi)
Tessera associativa 2020: € 2,00

Spettacolo in abbonamento
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scritto da: Matīss Gricmanis regia: Valters Sīlis con: Jānis Kronis, Āris Matesovičs, Ance Strazda scene: Uģis Bērziņs; luci: Lauris Johansons produzione: Dirty Deal Teatro

 

Matīss Gricmanis è uno scrittore e drammaturgo che scrive per teatro, cinema e televisione. Fin da giovane si è occupato di politica trasportando più tardi la sua esperienza nella scrittura per la scena. Nel 2018 ha vinto il concorso del nuovo festival di drammaturgia Versmė del Lithuanian National Drama Theatre con il suo spettacolo “Narrow Margins of a Normative Lifestyle”, basato sui diari di un omosessuale che viveva durante il regime sovietico lettone.
Valters Sīlis è uno dei più importanti registi della scena baltica. Nei suoi lavori rivolge sempre particolare attenzione alla complessità dell’esperienza umana portando in primo piano gli individui più marginali e vulnerabili.

 

FOCUS GLOBAL

Abbonamento Stagione 2020

Per l’ottava stagione teatrale e multidisciplinare 2020 REALITY, ZONA K ha sviluppato due tipologie di abbonamento.

Dopo l’acquisto, puoi prenotare via telefono, e-mail o presso il botteghino del teatro e ritirare comodamente i biglietti mezz’ora prima dell’inizio.

ABBONAMENTO 4 SPETTACOLI
Intero 48,00 € [rateo singolo biglietto 12,00 €]
Ridotto 32,00€ riservato a studenti, under26, over65 [rateo singolo biglietto 8,00 €]

ABBONAMENTO 3 SPETTACOLI
Intero 39,00 € [rateo singolo biglietto 13,00€]
Ridotto 27,00 € riservato a studenti, under26, over65 [rateo singolo biglietto 9,00€]

(altro…)

Il bando di IntercettAzioni è online!

Il Centro di Residenza Artistica per la LombardiaIntercettAzioni, lancia una call diretta
a
singoli artisti e compagnie italiane professioniste residenti in Italia e attive nell’ambito del teatro, della danza, del circo contemporaneo o della musica, al fine di offrire un sopporto alla creazione di progetti multidisciplinari.

A CHI SI RIVOLGE IL BANDO?
Il bando mira a individuare e ospitare presso il Centro di Residenza IntercettAzioni singoli artisti o compagnie professioniste con almeno 3 anni di esperienza – senza vincoli di età o di aree geografiche purché residenti e operanti in Italia – che abbiano elaborato un progetto originale per la creazione di uno spettacolo in cui confluiscano più discipline e che sia in dialogo con la musica dal vivo, intesa come elemento drammaturgico in grado di tessere una relazione stretta tra musicisti e performer.

QUALI SONO I BENEFIT RICONOSCIUTI?
La realtà selezionata avrà la possibilità di effettuare un periodo di residenza di un mese, da svolgere presso 4 diverse sedi
– Milano: ZONA K e Teatro delle Moire
– Brescia: Circuito CLAPS
– Vimodrone (MI): Industria Scenica

Il Centro di Residenza IntercettAzioni metterà a disposizione un sostegno alla creazione pari a 10.000€ lordi.

DOVE E QUANDO INVIARE LA DOMANDA DI PARTECIPAZIONE?
La domanda di partecipazione va inviata a segreteria@claps.lombardia.itcompleta di tutta la documentazione richiesta, entro e non oltre le ore 24.00 di lunedì 10 febbraio 2020.

Leggi il bando completo qui.

 

A partire dall’anno 2018, ZONA K rientra nel nuovo Centro di residenza artistica IntercettAzioni nato in Regione Lombardia a seguito del nuovo bando indetto per il triennio 2018-20, ai sensi dell’art. 43 del D.M. 27 luglio 2017 n. 332.

Regione Lombardia ha selezionato il Circuito CLAPS come Centro di Residenza del nostro territorio, grazie al progetto multidisciplinare “IntercettAzioni”, presentato dall’aggregazione di alcuni enti. Il capofila, Circuito CLAPS, nello sviluppo delle diverse “azioni” è affiancato dalle due Associazioni Culturali milanesi Teatro delle Moire e ZONA K, da Milano Musica – Associazione per la Musica Contemporanea e dalla Cooperativa Sociale Circolo Industria Scenica Onlus di Vimodrone.

L’attività del centro di residenza è realizzata con il contributo di Regione Lombardia, Ministero dei Beni e delle Attività Culturali – Direzione Spettacolo dal Vivo e Fondazione Cariplo.

Il Centro di Residenza IntercettAzioni punta la sua attenzione sulle arti che più caratterizzano la natura dei componenti del raggruppamento: la danza, il circo contemporaneo, il teatro fisico e partecipato e la musica.  L’attenzione nei confronti dei giovani artisti in residenza si declina seguendo con cura l’intero percorso residenziale e offrendo costanti occasioni di confronto.

In questo contesto ZONA K si inserisce quale luogo dedicato in particolare a compagnie italiane e internazionali che vogliano sviluppare progetti urbani e partecipati.

PRESENTAZIONE
PRIMO NUMERO

Q Code Magazine e Prospero Editore vi invitano alla serata di presentazione di “Muri, il primo numero cartaceo del semestrale di geopoetica.

Gianni Mura terrà a battesimo il nuovo giornale.

Saranno presenti molti dei contributors della rivista in formato libro.

Segue brindisi.

Per saperne di più: comunicazione@prosperoeditore.com

EVE #1

 

Torna a Danae Filippo Michelangelo Ceredi con la sua seconda creazione.
EVE #1 esplora il nostro rapporto con la memoria degli avvenimenti del nuovo millennio attraverso le immagini. Dal 2001 ad oggi la comunicazione visuale ha assunto un ruolo predominante e la nostra capacità di ricevere le informazioni è stata fortemente modificata. Il ricordo dei fatti di rilevanza globale verte sempre più spesso su immagini di grandi traumi o di disastri, disegnando un panorama tragico del mondo. La sovrabbondanza di stimoli visivi ha mortificato l’immaginazione e ha generato assuefazione all’orrore. EVE #1 è una rievocazione delle immagini che costruiscono l’immaginario contemporaneo e un tentativo di riprendere uno sguardo più lucido sul presente.

PRIMA ASSOLUTA
di e con Filippo Michelangelo Ceredi assistenti al progetto Clara Federica Crescini, Sara Gambini Rossano
disegno luci Adriana Renna accompagnamento alla realizzazione Alessandra De Santis e Attilio Nicoli Cristiani – Teatro delle Moire una produzione di Filippo Michelangelo Ceredi, Teatro delle Moire/Danae Festival, Lenz Fondazione/Natura Dèi Teatri Festival con il sostegno di IntercettAzioni – Centro di Residenza Artistica della Lombardia (un progetto di Circuito CLAPS e Teatro delle Moire, Industria Scenica, Milano Musica, ZONA K)

durata 50′

 

INFO E PRENOTAZIONI
+39 02 39820636 | +39 338 8139995 | info@teatrodellemoire.it
Prenotazione consigliata

 

 

Filippo Michelangelo Ceredi, dopo la laurea in filosofia a Milano, lavora come assistente alla regia di Marco Bechis nel film Il sorriso del capo (2011), in collaborazione con Istituto Luce, e nella serie web Il rumore della memoria (2014). Assiste Iacopo Patierno nella realizzazione della serie web per il progetto italo-mozambicano Il teatro fa bene (2016) e dirige lavori da videomaker. Dal 2012 inizia una formazione teatrale seguendo i laboratori del Teatro delle Moire e lavorando come tecnico per progetti teatrali. Nel 2016 debutta a Danae Festival con Between Me and P., presentato successivamente a Santarcangelo Festival 2017.

CONCERTO

Francesco Michele Laterza, regista e performer, ritorna a Danae, dopo aver presentato nel 2017 la performance dissacrante tutta al maschile Acquafuocofuochissimo. Questa volta si cimenta in un duetto insieme alla poliedrica artista Floor Robert, performer, disegnatrice e autrice, premiata nel 2008 con la menzione speciale del Premio HystrioConcerto è un concerto dell’immaginazione. Uno spettacolo teatrale che sogna di essere una performance musicale. Il lavoro muove da una raccolta di sogni trascritti e trasformati in canzoni originali o materiali performativi con l’idea di costruire un coro di forze, voci e immagini al limite del paradosso che dialogano all’ interno di un assurdo concerto in perpetuo mutamento.

PRIMA ASSOLUTA
di Francesco Michele Laterza con Francesco Michele Laterza e Floor Robert foto di Fabio Artese coproduzione Teatro delle Moire/Danae Festival con il sostegno di IntercettAzioni – Centro di Residenza Artistica della Lombardia (un progetto di Circuito CLAPS e Teatro delle Moire, Industria Scenica, Milano Musica, ZONA K)

durata 50′

 

INFO E PRENOTAZIONI
+39 02 39820636 | +39 338 8139995 | info@teatrodellemoire.it
Prenotazione consigliata

 

 

 

Francesco Michele Laterza, performer, regista e coreografo, dopo aver lavorato come interprete per diverse compagnie italiane (DOM-,Teatro Valdoca, Strasse, Famiglia Fuché, Inquanto teatro), intraprende un percorso autoriale mettendo al centro della sua ricerca la relazione tra corpo e processi di costruzione dell’identità attraverso la sperimentazione di diverse modalità performative. Nel 2015 con il progetto Acquafuocofuochissimo è coreografo residente presso Anghiari Dance Hub e vincitore del bando Assemblaggi Provvisori indetto dalla Tenuta dello Scompiglio di Vorno (Lucca). Dal 2017 è artista associato del progetto Officina Lachesi Lab curato dal Teatro delle Moire, Danae Festival di Milano. Nel 2018 è tra gli artisti selezionati nel workshop È il corpo che decide a cura di Marcello Maloberti con la performance Esercizi sullo spazio, al Museo del Novecento di Milano. È ideatore e conduttore di progetti di formazione e ricerca teatrale e di laboratori incentrati sullo studio del gesto.

LIVE SESSION

Matita è un concerto da guardare, colorare, disegnare. Un ensemble di disegnatori ritmici attorno a un tavolo microfonato, che amplifica il suono di matite, penne, pennarelli. Un pianoforte li accompagna, li guida, li insegue in un dialogo musicale.
L’atto del disegnare si trasforma in un gesto ritmico, visivo e sonoro, che accompagna e dà forma e struttura alla musica. Il concerto è la presentazione ufficiale del nuovo live da palco, si avvale di nuovi visuals curati dal gruppo stesso, con la collaborazione dell’artista visivo Daniele Spanò.

Antonello Raggi piano elettrico ed elettronica
Fabio Bonelli matite, penne, pennarelli
Francesco Campanozzi pennarelli, penne, matite
Antonello Raggi, Daniele Spanò, Matita visuals

durata 50 minuti

 

INFO E PRENOTAZIONI
+39 02 39820636 | +39 338 8139995 | info@teatrodellemoire.it
Prenotazione consigliata

 

 

 

 

Fabio Bonelli è un musicista e creativo cresciuto musicalmente come chitarrista dei milaus.
Dal 2007 ha sviluppato numerosi progetti, alla continua ricerca di un’unione tra quotidianità e incanto: Musica da cucina (concrete folk per chitarra e tavolo apparecchiato), Matita (collettivo di disegnatori ritmici), dBEETH (DJ set di musica classica su vinile), Sit In Music (indie pop per essere umano e band di pupazzetti), Kosmophon (concerto per chitarra e vecchi vinili di musica etnica), Sii Bih Dii (improvvisazioni aperte su vinili per birdwatchers). Ha creato colonne sonore per documentari (INSOLITO CINEMA, DON’T MOVIE) e per teatro (Gruppo Teatro Campestre), creato installazioni sonore/sound design per rassegne collaborando con artisti visivi (Audiovisiva, Container Art, Tamara Ferioli, Dome Bulfaro, Leonardo Nava).
Ha suonato, tra gli altri, alla Triennale e al Museo della Scienza e della Tecnica (Milano), MITO
Fringe (Milano), Milano Piano City (Milano), Frison (Freiburg, Svizzera), MONA FOMA 2011
(Hobart, Tasmania), Linz 09(Linz, Austria), Città dell’arte/Fondazione Pistoletto (Biella),Teatro Eliseo (Roma), Silencio (Parigi, Francia), RomaEuropa (Roma), Castello di Rivoli(Rivoli, TO), MAXXI Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo (Roma).
Di lui hanno parlato La Repubblica, LeMonde Magazine, ARTE TV, RTSI Radio Televisione
della Svizzera Italiana, Rai Due “TG2 Costume e società”, Radio Tre “Piazza Verdi”, Radio Tre
“Alza il Volume”, France Culture “L’atelier interieur” e numerose testate giornalistichemusicali sia cartacee (Insound) che online (Rockit, Onda Rock)

PILATES MATWORK

Pilates Matwork è un programma di esercizi che si concentra sui muscoli posturali, cioè quei muscoli che aiutano a tenere il corpo bilanciato e sono essenziali a fornire supporto alla colonna vertebrale.

In particolare, gli esercizi di Pilates fanno acquisire consapevolezza del respiro e dell’allineamento della colonna vertebrale rinforzando i muscoli del piano profondo del tronco, molto importanti per aiutare ad alleviare e prevenire mal di schiena.

Si ottengono:

• Igiene posturale

• Tonicità addominale

• Schiena perfetta

• Più flessibilità

• Più forza alle gambe

• Più forza alle braccia

• Più controllo del corpo e della mente

Il punto cardine del metodo è la tonificazione e il rinforzo del “Power House”, cioè tutti i muscoli connessi al tronco: l’addome, i glutei, gli adduttori e la zona lombare.

Gli esercizi che si seguono sul tappetino (Pilates Mat Work) devono essere fluidi e perfettamente eseguiti, mentre abbinati ad una corretta respirazione.

Per informazioni e iscrizione:

• Mitchell -> 3661635141

pilates.onstagenewage.com

THE MOMENTARY NOW
SCHOOL OF PERFORMANCE
di ZONA K

A seguito del decreto del presidente del consiglio dei ministri 04 marzo 2020, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, il corso si sta svolgendo regolarmente tramite piattaforme online.

 

The momentary now school of performance è il corso teorico – pratico che Marcella Vanzo propone a Milano per esplorare la performance a 360 gradi. Un corso che mancava, fatto di azione e riflessione sulla performance, tra arti visive, cinema, poesia e teatro, ma anche antropologia, psicologia o sociologia. Con incursioni dirette degli studenti nelle performance in programma a ZONA K.

 

Il corso è annuale e a numero chiuso, 20 incontri settimanali, tra fine ottobre 2019 e maggio 2020, il mercoledì dalle 19,30 alle 22,30 in italiano e in inglese.

Costa € 400,00, sono previste agevolazioni e sconti sugli spettacoli in programma per gli studenti. Viene rilasciato un attestato finale di frequenza, valido per i crediti formativi. 

Disponibile una borsa di studio.

 

Vanzo invita gli studenti a indagare linguaggi diversi che scandagliano tutta la profondità del gesto, il corpo come mezzo, la voce, il rapporto con l’altro, con lo spazio, con gli oggetti, con il mercato. Gli studenti lavoreranno sulla trasmissione sia individualmente che in gruppo, con focus sul fare, quindi esercitazioni pratiche, lavoro fisico, letture e analisi di opere. Sul vedere: mostre, teatro, performance, video, insieme ad incontri con artisti, curatori ed esperti. E sul trasmettere, impareranno anche a riportare le proprie esperienze.

 

A fine anno ciascuno di loro esaminerà a fondo una lettura e presenterà un progetto personale a un gruppo scelto di curatori: Matteo Bergamini (Exibart), Paola Clerico (Case Chiuse) e la critica e curatrice d’arte Gabi Scardi, che seguiranno il percorso.

 

MARCELLA VANZO:
Nata nel 1973 a Milano, in Italia, dove vive e lavora.
Si forma come antropologa e artista, Vanzo lavora con video, installazione e performance. Indaga su tutte le dimensioni dell’essere umano, da quello sociale a quello mitico, da quello emotivo a quello politico. Nel suo lavoro realtà e finzione formano un’unità unita che mette in discussione la rappresentazione del mondo quotidiano.
Il suo lavoro è stato mostrato in mostre personali e collettive, tra cui: Jakarta Biennale, 2017; Manifesta11, Zuerich, 2016; Perspectif Cinema, Centre Pompidou, 2015; Biennale di Praga 2011; Performa 09; Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Walker Art Center, Museo Reina Sofia, Galleria Continua e numerosi festival video, tra cui Kino der Kunst. I premi includono la New York Art Residency alla Columbia University, New York e l’Acacia-Emerging Artist Award, Milano.

 

 

www.marcellavanzo.com

 

 

 

Un corso di ZONA K con la media partnership di 

 

 

 

A LEZIONE DI VIDEOGAME DESIGN
CON SUPER MARIO

I più piccoli potranno imparare a creare il proprio livello di gioco personalizzato come dei veri e propri videogame designer, grazie al nuovo Super Mario Maker 2.
Non si studierà su libri e quaderni, ma sulla console Nintendo Switch in compagnia dell’idraulico baffuto in persona! A introdurre la speciale lezione, il Prof. Massimiliano Andreoletti della Facoltà di Psicologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

Quando nel 1985 Shigeru Miyamoto, il papà di Super Mario, creò il primissimo Super Mario Bros., non esistevano strumenti per realizzare in digitale i livelli prima che venissero codificati e inseriti nel videogioco dai programmatori. L’intera avventura venne quindi disegnata su dei fogli di carta millimetrata e tutte le modifiche successive vennero fatte su della carta trasparente, che veniva poggiata sopra alle tavole originali: erano gli albori di quello che viene comunemente definito level design, ovvero la disciplina che riguarda la progettazione delle strutture dei livelli nei videogiochi. Una disciplina a tutti gli effetti formativa, in grado di sviluppare la creatività e le proprie abilità di problem solving, soprattutto se esplorata fin da piccoli. Nintendo, da sempre molto attenta ai risvolti educativi dei propri prodotti, ha deciso di dare la possibilità ai più piccini di partecipare a un’esclusiva lezione per apprendere tutti i trucchi del mestiere di videogame designer, in cui non verranno utilizzati libri e quaderni, ma uno strumento didattico davvero particolare. Si tratta del nuovissimo Super Mario Maker 2, l’ultimo videogioco dell’idraulico baffuto che permette di costruire da zero i propri livelli di Super Mario, condividerli con tutti e giocare con quelli creati dai giocatori di tutto il mondo.

A partire dalle h 17:30 e fino alle h 19:30, i bambini potranno andare a lezione di videogame design muniti di console Nintendo Switch per imparare tutti i principi base per la costruzione di un buon livello di gioco. Ad attenderli ci sarà non solo uno speciale gadget a tema, ma anche Super Mario in carne e ossa!

Per partecipare all’evento è necessario prenotare il proprio posto scrivendo a info@gdgpr.it o chiamando il numero 0283523510.

La lezione sarà introdotta dal Professore Massimiliano Andreoletti, Docente della Facoltà di Psicologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e Game Scientist al Future Education Modena (FEM), che presenterà a tutti, adulti e bambini, le potenzialità educative del videogioco, un mezzo in grado di stimolare le creatività e l’attitudine al pensiero logico soprattutto sui più piccoli, proprio come in Super Mario Maker 2: ”la sperimentazione di soluzioni diverse e potenzialmente infinite, pone il giocatore di fronte alla sfida di creare un’occasione di gioco che deve essere al contempo interessante e complessa, divertente e alla portata di chi gioca – conferma il Prof. Andreoletti.

 

Per ulteriori dettagli:

Sito Nintendo http://www.nintendo.it

 

Nintendo

Nintendo Co.,Ltd di Kyoto, è un leader mondiale indiscusso nella creazione e nello sviluppo di intrattenimento interattivo. Ad oggi, Nintendo produce e commercializza hardware e software per i suoi sistemi Wii U™ e Wii™, nonché per le famiglie di console portatili Nintendo 3DS™ e Nintendo DS™. Dal 1983, Nintendo ha venduto più di 4,4 miliardi di videogiochi e più di 696 milioni di unità hardware in tutto il mondo, tra cui Wii U, Wii, la famiglia di console portatili Nintendo 3DS (che include New Nintendo 3DS™, New Nintendo 3DS XL™ e Nintendo 2DS™), Nintendo DS™, Nintendo DSi™, Nintendo DSi XL™, Game Boy™, Game Boy Advance™, Super NES™, Nintendo 64™ e Nintendo GameCube™. Nintendo ha inoltre creato icone indiscusse come Mario™, Donkey Kong™ e Metroid™ e lanciato serie del calibro di Zelda™ e Pokémon™. La filiale italiana, con sede a Vimercate (Milano), è attiva dall’inizio del 2002. La filiale europea, Nintendo of Europe, con sede in Germania, è attiva dal 1990 e funge da quartier generale per le operazioni Nintendo in Europa.

MIMU’ – Musica per bambini

LEZIONE CONCERTO per 0-6 anni secondo la MLT di Gordon

MIMU’ canta e accompagna i bambini ad ascoltare la sua musica.
Un concerto tratto dall’omonimo disco e curato da Federica Braga, Claudia Veronese e Aldo Bicelli, musicisti-educatori che con passione da quindici anni portano la musica ai bambini, in famiglia e nelle scuole, fedeli alla Music Learning Theory di Edwin Gordon. Grandi e piccini liberi di muoversi, stare seduti o sdraiati, contenuti dal suono dei musicisti posti intorno. Una intensa e giocosa esperienza di ascolto dedicata a chi avrà voglia di prendersi per mano e vivere la musica insieme.

 

Biglietto:  l’acquisto deve essere effettuato per ogni adulto e per ogni bambin* che accede al concerto
– € 8,00 il singolo concerto
Pre acquisto obbligatorio

I giorni di concerto la biglietteria è chiusa, non emetterà biglietti e non sarà possibile tesserarsi.

PER TUTTI GLI ADULTI: E’ OBBLIGATORIO TESSERARSI A ZONA K (gratuitamente) PRIMA DEL CONCERTO
CLICCA QUI!!!!! 

BIGLIETTERIA ONLINE 

info su biglietti@zonak.it —– 393.8767162

Il concerto dura 45 min.
E’ consentito l’ingresso in sala solo entro i primi 10 minuti di concerto.

Ensemble Musicale:
– Federica Braga, voce e pianoforte
– Claudia Veronese, voce
– Aldo Bicelli, voce, percussioni e ukulele – Stefano Zeni, voce e violino
– Davide Bonetti, voce e fisarmonica

INFO e BIGLIETTI:
ZONAK Via Spalato 11 – Milano (Quartiere Isola) tel 393 8767162
Biglietteria on line www.zonak.it biglietti@zonak.it

DESIGNER ANCH’IO!

Arriva il fuorisalone in città! Ecco per te un laboratorio di arte, architettura e teatro.
Diventa designer per un giorno:  trasforma lo spazio e gli oggetti come piace a te!

 

ore 14.00 – 15.00 dai 4 ai 6 anni

Chi sono questi personaggi di plastica? Come parlano? Come si vestono? Che abitudini hanno?
Porta con te una bottiglia di plastica: crea il tuo personaggio e dagli una voce!

ore 16.00 – 17.30 dai 7 gli 11 anni
In collaborazione con The Playroom
Progetta il tuo spazio e costruiscilo: con un po’ materiale di riciclo e molta fantasia costruirai un luogo da abitare e da visitare!

Ingresso laboratori: 10 euro (materna) – 12 euro (elementari)
Prenotazioni: biglietti@zonak.it fino al raggiungimento del numero massimo di partecipanti

CENTRO DI
RESIDENZA ARTISTICA

A partire dall’anno 2018, ZONA K rientra nel nuovo Centro di residenza artistica IntercettAzioni nato in Regione Lombardia a seguito del nuovo bando indetto per il triennio 2018-20, ai sensi dell’art. 43 del D.M. 27 luglio 2017 n. 332.

Regione Lombardia ha selezionato il Circuito CLAPS come Centro di Residenza del nostro territorio, grazie al progetto multidisciplinare “IntercettAzioni”, presentato dall’aggregazione di alcuni enti. Il capofila, Circuito CLAPS, nello sviluppo delle diverse “azioni” è affiancato dalle due Associazioni Culturali milanesi Teatro delle Moire e ZONA K, da Milano Musica – Associazione per la Musica Contemporanea e dalla Cooperativa Sociale Circolo Industria Scenica Onlus di Vimodrone.

L’attività del centro di residenza è realizzata con il contributo di Regione Lombardia, Ministero dei Beni e delle Attività Culturali – Direzione Spettacolo dal Vivo e Fondazione Cariplo.

Il Centro di Residenza IntercettAzioni punta la sua attenzione sulle arti che più caratterizzano la natura dei componenti del raggruppamento: la danza, il circo contemporaneo, il teatro fisico e partecipato e la musica.  L’attenzione nei confronti dei giovani artisti in residenza si declina seguendo con cura l’intero percorso residenziale e offrendo costanti occasioni di confronto.

In questo contesto ZONA K si inserisce quale luogo dedicato in particolare a compagnie italiane e internazionali che vogliano sviluppare progetti urbani e partecipati.

 

2018
Il primo artista ad inaugurare il Centro di Residenza è il giovane Filippo Ceredi che, accanto all’attività di videomaker, sviluppa una formazione da performer seguendo i laboratori del Teatro delle Moire e lavorando come assistente di progetti teatrali (Remote Milano dei Rimini Protokoll, 2014-2015; Sante di scena di Teatro delle Moire e Cinzia Delorenzi, 2015).

Attenzione particolare alla relazione tra corpo e paesaggio è il focus del lavoro di DOM-, un progetto nato nel 2013 dalla collaborazione tra gli artisti Leonardo Delogu, Valerio Sirna ed Hélène Gautier. DOM-  indaga il linguaggio delle performing arts, con eventi performativi, seminari, camminate, scritti, giardini, installazioni, video, reportage fotografici.

Residenze Focus MEDIA
Cosa c’è in gioco quando mettiamo in circolo una nostra immagine? Con cosa è profondamente connesso questo gesto? Circolo Bergman, partendo dalle immagini personali dei suoi performer, si interroga – come il critico d’arte Warburg – sulla presenza degli archetipi nel nostro tempo. Il risultato della residenza, presentato all’interno della stagione, porta il nome di BILDERATLAS.

Chiude il primo anno di residenze il progetto ORIGINS che crea uno scambio artistico e culturale tra un giovane autore, Andrea Ciommiento, e un artista affermato, l’Agrupación Señor Serrano (Leone d’argento alla Biennale di Venezia 2015). L’intento del progetto è portare a confronto le nuove generazioni del passato con quelle del presente, attraverso l’utilizzo di un codice condiviso con un particolare approfondimento sull’uso della multimedialità all’interno dello spettacolo dal vivo.

 

2019

Christophe Meierhans (Geneva; Brussels) lavora con e attraverso la performance, lo spazio pubblico, l’installazione, il suono, la musica e il video. Il suo lavoro consiste soprattutto nello sviluppare strategie di intervento nella vita quotidiana, attraverso la manipolazione di convenzioni accettate, abitudini sociali o usi semplici. Il suo lavoro solleva questioni sulle norme e le convenzioni, confondendo un contesto casuale con altri diversi, e mettendo a confronto lo spettatore con qualcosa di altro, con la stranezza di essere nel posto “sbagliato”, o la possibilità che il luogo possa diventare qualcosa di diverso.

Residenze Focus ECOLOGY
Due residenze sul tema dell’ecologia e due prime restituzioni del lavoro svolto.
Ti voglio un bene pubblico di Elisabetta Consonni* è la realizzazione di un gioco urbano a partire dalla riflessione sulla funzione sociale di infrastrutture di divisione quali muri, cancelli e recinti; su quanto proteggano ma al contempo limitino l’effettiva publicness di uno spazio pubblico.
R 500 – Safari nel labirinto urbano #studio I. l’Isola che non c’è di Michele Losi e Pleaidi Art Productions è una performance itinerante e partecipativa che conduce il pubblico all’esplorazione della natura, a volte nascosta ai nostri occhi, e della sua complessa relazione con l’architettura urbana e gli abitanti.

*nuova produzione sostenuta dal bando OPEN // CREAZIONE [URBANA] CONTEMPORANEA 2019 – Pergine Festival (Pergine), ZONA K (Milano), In\Visible Cities (Gorizia), Contaminazioni digitali (Cormons), Indisciplinarte/ Ternifestival (Terni).

 

Residenze Focus TECHNOLOGY
Tre artisti in residenza che si interrogano sull’uso della tecnologia e sull’interazione con l’arte performativa.
Padre d’amore Padre di fango di Cinzia Pietribiasi è una digital performance e un’installazione che racconta la storia di una famiglia per frammenti, vecchie lettere, appunti sparsi, fotografie ingiallite e VHS. Una piccola storia che porta i segni della grande Storia dell’ultimo ventennio del ‘900.
Imaginometric Society – gruppo di studenti diplomati in Scenografia presso l’Accademia di Belle Arti di Brera e in Musica Elettronica presso il Conservatorio di Milano – presenta al pubblico milanese l’evoluzione del lavoro portato alla Quadriennale di Praga e trasformato nel rinnovato The Milan Experiment. È possibile identificare e misurare l’immaginazione dei visitatori? Quali sono gli effetti dell’Imaginometro e su quali principi si basa?
Kokoschka Revival lavora allo sviluppo dell’ultimoprogetto, You Fight!, una produzione multimediale che indaga bizzarre forme di intrattenimento nell’era di internet e del live streaming e le modalità in cui queste tecnologie trasformano le nozioni abituali di presenza e di realtà.

 

REPORTER ANCH’IO!

Il laboratorio è annullato : ( e non è uno scherzo di carnevale.

Diventa video-giornalista per un giorno:  andiamo insieme a caccia di storie e di… oggetti di valore!

 

ore 10.30 – 12.00 dai 4 ai 6 anni
Porta con te il tuo giocattolo preferito: racconteremo una storia in stop motion… e i protagonisti sarete voi!

 

ore 14.30 – 17.00 dai 7 agli 11 anni
Porta un oggetto a cui sei affezionato: racconteremo la sua storia con il teatro e il video… e poi via!
In giro per il quartiere a scovare tante altre storie!

Ingresso laboratori: 10 euro (materna) – 12 euro (elementari)
Prenotazioni: biglietti@zonak.it fino al raggiungimento del numero massimo di partecipanti

Dreaming Collectives.
Tapping Sheeps (State 3)

 

Con la serie Stato 1-4 (di cui questo è il terzo episodio), Rimini Protokoll indaga ciò che oggi sfugge all’organizzazione e al controllo dello stato-nazione contemporaneo. Guarda all’essenza di quei poteri la cui separazione era intesa come principale meccanismo di controllo e monitoraggio delle strutture statali. Quanto questi poteri sono ancor in grado di regolare gli impeti decisivi per il cambiamento sociale odierno?

Benvenuti nell’anno 2048. L’organizzazione dell’umanità è finalmente del tutto digitalizzata. Non c’è più violenza. IRIS controlla le nostre armi. Non ci sono più incidenti stradali, perché IRIS controlla il traffico. La partecipazione democratica avviene tramite interazioni digitali. Ciò che clicchi è ciò che voti. IRIS ne misura i risultati. La democrazia è diventata liquida ed è rimasta teatro – ogni spettacolo è una sessione laboratoriale per 120 spettatori nella nuvola. Equipaggiati di tablet programmati ad hoc, i partecipanti entrano in un processo di voto permanete, tutti connessi alla nuvola attraverso i loro dispositivi digitali. Il pubblico diventa il corpo risonante che proietta le dinamiche dello sciame tipiche della rete nello spazio teatrale. Le loro decisioni si trasformano in suono. I loro dati diventano nuvole digitali. Partendo da Atene, luogo in cui la democrazia è nata e sembra oggi aver fallito, Daniel Wetzel e Ioanna Valsamidou indagano potenzialità e pericoli della digitalizzazione per il processo democratico.

 

Un progetto ZONA K e Teatro Franco Parenti


Performance – durata 90 min. ca. – in italiano
c/o Teatro Franco Parenti – Via Pier Lombardo, 14

 

Ideazione, direzione e testo: Daniel Wetzel
 Co-autore: Joanna Valsamidou
 Drammaturgia e ricerca: Julia Weinreich
 Composizione: Lambros Pigounis & Peter Breitenbach 
Direzione tecnica e disegna luci: Martin Schwemin: System Development Design interattivo: Dimitris Trakas/Renia Papathanasiou Scenografia: Magda Plevraki
 Assistenza alla regia e ricerca: Andreas Adreou Collaborazione scenografica: Guy Stefanou
 Assistenze: Nora Otte, Natasha Tsintikidi, Sarah HoemskeRicerca: Annette Müller Produzione esecutiva State 3: Violetta Gyra/Paula Oevermann Produzione esecutiva per Rimini Protokoll: Anna Florin Assistente di produzione: Dimos Klimenof
 Direttore di scena: Norman Schaefer, Franz Dextor 
Luci: Olivia Walter, Thomas Wildenhain 
 Audio: Hannes Rackow/Uwe Lahmann
 Makeup: Gabriele Recknagel
 Oggetti: Reinhild Mende

 

 

RIMINI PROTOKOLL è l’etichetta per i lavori di Helgard Haug, Stefan Kaegi e Daniel Wetzel, che dal 2000 costituiscono un collettivo di registi/autori e firmano le loro opere singolarmente, a due o a tre. Il loro lavoro indaga sistematicamente la realtà attraverso il teatro, utilizzando linguaggi innovativi che hanno di fatto rivoluzionato la scena Europea. Hanno portato in scena impresari di pompe funebri, uomini d’affari africani, programmatori specializzati e grandi investitori, politici ed economisti – i cosiddetti “esperti della realtà” – a volte anche tutti insieme. Ha organizzato passeggiate urbane guidate da un navigatore elettronico, visite a domicilio nelle case, rappresentazioni statistiche in scena delle maggior città del mondo, umanoidi meccanici protagonisti del palco. Sono stati invitati innumerevoli volte al Berliner Theatertreffen e hanno vinto innumerevoli premi (il Leone d’Argento alla Biennale di Venezia, il premio tedesco Der Faust, il riconoscimento come miglior Radiodramma dell’Associazione Ciechi di Guerra tedeschi – il premio per radiodramma più importante in Germania, il Premio Teatrale Europeo, solo per citarne alcuni). Si può ben dire che da metà degli anni 2000 in poi si deve parlare del teatro d’avanguardia prima e dopo i Rimini Protokoll.

DOPPIO ANCHE IO!

Una domenica di laboratori all’insegna del teatro e della musica.

ore 10.00 – 11.30 dai 4 ai 6 anni
Inventiamo insieme la storia degli oggetti, il loro ritmo e la loro musica! Non perdere il laboratorio di Teatro e Musica più stravagante che ci sia.

ore 14.00 – 16.00 dai 7 agli 11 anni
Hai mai pensato di dare la tua voce ai personaggi di film e cartoni animati?
Con il laboratorio di doppiaggio sarà un gioco da ragazzi!

Ingresso laboratori: 10 euro (materna) – 12 euro (elementari)
Prenotazioni: biglietti@zonak.it fino al raggiungimento del numero massimo di partecipanti

GRAZIE A TUTTE
E TUTTI VOI

La stagione POWER 2018 è appena terminata.

GRAZIE prima di tutto al nostro pubblico, voi che, anno dopo anno, diventate sempre più numerose numerosi e ci sostenete nelle nostre scelte artistico/politiche.

Grazie a tutte le compagnie e artisti intervenuti, per la meraviglia e i mille e più pensieri, spesso profondi, che ci avete regalato (in ordine di apparizione in stagione):
Roger Bernat/ FFF, Eric Gobetti e Simone Malavolti, Filippo M. Ceredi Philip Marlow, Cie Yan Duyvendak, Darren O’Donnell e Mammalian Diving Reflex, Guinea Pigs, Barbara Miele, Marta Dalla Via e Gold Leaves Academy, She She Pop, OHT, Eleonora Pippo, DOM- , Dance Makers, Berlin, Circolo Bergman, Lola Arias e IIPM / Milo Rau.

GRAZIE alla collaborazione, preziosa, delle realtà culturali della città che ci hanno permesso di poter offrire una stagione 2018 davvero “potente” (in ordine alfabetico): Accademia delle Belle Arti di Brera, Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico, Casa della Memoria Milano, DANAE FESTIVAL, Festival Internazionale del Teatro (FIT), Goethe-Institut Mailand, Istituto Nazionale Ferruccio Parri, L’Arcobalenodanza, Lachesilab, Laboratorio Lapsus, Mare culturale urbano, Olinda onlus, Photofestival, Stanze, STRATAGEMMI prospettive teatrali, Teatro Franco Parenti, TeatroLaCucina, terzo paesaggio, Triennale Teatro dell’Arte. Grazie all’ Assessore Filippo Del Corno.

GRAZIE! alle persone e associazioni che hanno preso parte in prima persona ai progetti partecipati speciali site specific. Per ACTION di Cie Yan Duyvendak: Ivan Colnaghi di ASSPI Associazione per lo Sviluppo del Sistema di Protezione Internazionale, Black Panthers FC, Farsi Prossimo Onlus e asnada, Alessandro Cesqui e l’assessore Pierfrancesco Majorino del Comune di Milano, Carla Chelo, Chicco Elia, Laura Ciriani, DAvide Garofalo, Dashti Bahjat Ali, Sulay Jallow, Tehi Keita, Hazal Koyuncuer, Debora Marongiu, Sarah Nocita, Jawad Noori. Tutti gli artisti che hanno partecipato al seminario con Darren O’Donnel. Per il progetto Teentalitarianism dei Mammalian Diving Reflex e per il progetto L’uomo che cammina di DOM-: tutti i ragazzi e le ragazze dell’ Itas Giulio Natta, professoressa Letizia Gozzini, la dirigente Carla Maria Cucinotta. Per il progetto Sex, Drugs and Criminality dei Mammalian Diving Reflex: Lorenzo Piccolo (Nina’s Drag Queens), NERONE, Ira Rubini e Andrée Ruth Shammah. Per Ask for the Moons dei Mammalian Diving Reflex: Umberto Angelini. Per lo spettacolo Le ragazzine di Milano stanno perdendo il controllo di Eleonora Pippo: Camilla Bonati, Clara Topputo, Elena Rieux, J. Gilda Pucci, Matilde Rosati, Paola Ricchiuto, Sara Guttadauro. Per il FOCUS CITIES Roberto Biscardini, Gianfranco Pertot, Alberto Rollo, Giovanni Scirocco. Per lo Spettacolo LONG-LASTING LANDSCAPES – itinerari coreografici urbani di Dance Makers ringraziamo gli allievi del biennio specialistico di Scenografia Teatrale e di Costume : Nadir Dal Grande, Ludovica Diomedi, Riccardo Galbussera, Elisa Gelmi, Matilde Grossi, Yang Linqing, Andrea Pogliani, Giulia Trivelli, Shi Shiting, We Yue, Mara Pieri, Alice Manente, Paola Mammolini, Jagna Nawrocka e i performer del Lab DUEMILA: Valeria Cadenelli, Elisa Calabretta, Marta Conte, Alice Cavalieri, Matilda Deida, Sara Fraschini, Sofia Magnani, Giulia Meduri, Elisa Melodia, Roberta Pellegrino, Romina Rangone, Beatrice Rizzoni, Matteo Ronciglia, Lila Rongione, Maria Chiara Vitti Gli artisti che hanno partecipato al workshop e alla pubblica restituzione di My Documents di Lola Arias: Alberto Baraghini, Giulio Bellotto, Riccardo Corcione, Agnese Cornelio, Marco de Meo, Paola Di Mitri, Margarita Egorova, Miriam Selima Fieno, Gloria Frigerio Pilotti, Cinzia Pietribiasi, Beatrice Pozzi, Silvia Rigon, Anna Luna Serlenga. Per Hate Radio di IIPM/Milo Rau: Thei Keita. Per l’incontro su Hate Radio: Danilo Di Biasio e Roberta Carpani, anche per l’incontro su Pendiente De Voto di Roger Bernat.

GRAZIE alle istituzioni che, attraverso patrocini, contributi e sostegni, hanno dato concretezza a POWER 2018 e ai suoi spettacoli. Per tutta la stagione: Comune di Milano, Mibac, Regione Lombardia, Fondazione Cariplo. Per il FOCUS PEOPLE: Ambasciata del Canada, Canada Council of the Art, Consolato generale di Svizzera a Milano, Istituto Cervantes Milano, Consolato Generale della Repubblica Federale di Germania, NPN Nationales Performance Netz. Per il FOCUS MEDIA: Ambasciata del Belgio a Milano, Consolato della Repubblica Argentina, Consolato Generale di Svizzera a Milano, Istituto Svizzero.

GRAZIE ANCORA A TUTT*!
Ci vediamo a febbraio con la nuova stagione 2019.

METROMOEBIUS

[presentazione libro con autori]

 

La storia di un uomo, Moebius, che si innamora perdutamente della voce degli annunci metropolitani e la cerca in un viaggio lungo una settimana. Incontrerà la vita quotidiana nel serpente metropolitano. Fino all’ultima fermata, quando…

Non si svela un finale. Durante la presentazione vedremo insieme le fotografie e gli scatti realizzati underground. Gli autori racconteranno la genesi del lavoro e di come, un giorno, abbiano conosciuto proprio lei, la voce della metropolitana.

Metromoebius è un progetto narrativo che nasce dentro i vagoni della metropolitana.
Osservazione quotidiana, immagini, un racconto e un progetto audio.
Una narrazione transmediale di Angelo Miotto e Leonardo Brogioni.

Le immagini fotografiche hanno dato vita finora a due mostre: PHONE PHOTOGRAPHY, collettiva ospitata al Centro Italiano della Fotografia d’Autore di Bibbiena (Ar), a cura di Giovanna Calvenzi. CORRISPONDENZE, collettiva organizzata nell’ambito del festival Il Viaggialibro a Gubbio (Pg) presso il Palazzo dei Consoli, a cura di Officine Creative Italiane.

Ingresso libero

ALLIED ALIENS – FREIRAUM

GOETHE INSTITUT MAILAND in collaborazione con ZONA K

presenta

Tandem Oslo-Milano

Lo spettacolo di improvvisazione teatrale „Allied Aliens“ di Jan Bosse svoltosi a Olso nel maggio scorso al teatro Den mangfaldige scenen, vede la sua continuazione naturale a Milano.
Con il patrocinio del Comune di Milano nell’ambito del 60esimo giubileo del Goethe-Institut Mailand.

Le due cittá formano infatti uno dei 19 tandem di „Freiraum“, il progetto del Goethe-Institut che analizza il concetto di libertà e le sue molteplici implicazioni, non ultime la marginalità e l‘inclusione nelle città europee.
Lo spettacolo sarà di nuovo curato dal regista tedesco d’avanguardia Jan Bosse e ai due attori già protagonisti a Oslo, Camara Joof, di genitori gambiani e norvegesi, e Modou Gueye, senegalese di casa a Milano da 30 anni, si aggiungerà anche l‘attrice Gama Kipulu, italiana di origine congolese. Insieme sul palco affronteranno in forma artistica domande quali: cosa significa essere estranei o invece di casa, giocano con le loro identità e riprendono le tematiche scelte da Olso e Milano per il progetto „Freiraum“.
Subito dopo lo spettacolo regista, attrici e attore dialogheranno con il pubblico.

Jan Bosse: „spazi liberi sono spazi intermedi – spesso dapprima piccole nicchie che diventano sempre più grandi e si sviluppano poi in autentici spazi liberi. Anche nel mio campo professionale, il teatro, in ogni singolo lavoro lo spazio comune, libero, creativo dell’elaborazione di un pezzo o di un progetto deve venire riscoperto ogni volta di nuovo, sviluppato, combattuto.“

„Allied Aliens“ muove dalle riflessioni che hanno portato le due città alla formulazione di tematiche molto simili intorno all’essere e al sentirsi stranieri e che sono le tematiche con le quali il Goethe-Institut Mailand e il Goethe-Institut Oslo con i loro partner locali – rispettivamente Sunugal e Hedda Foundation – hanno partecipato al progetto “Freiraum”:
Lingua: Inglese, italiano

Prezzo: Ingresso 5€ – richiesta prenotazione
 Tel. +39 02 97378443 oppure +39 393 8767162  

 

Milano
TAUTÓTĒS – Identità, incontro o scontro? Per riconoscere e vivere realmente la pluralità e la diversità come un valore aggiunto della nostra società e della nostra città, quali possono essere le nuove espressioni artistiche ed educative, sociali, politiche e di sviluppo urbano che attraverso un confronto serrato e magari provocatorio aprano a una nuova riflessione che indaghi le dinamiche identitarie e tenga conto della loro complessità e conseguenze?
Video Freiraum Milano

Oslo
Gli immigrati che arrivano in Norvegia considerano la libertà come il più alto valore norvegese. Nel contempo però parti della popolazione temono per la loro libertà proprio a causa dell’immigrazione da altre culture e religioni. Come creare una piattaforma di scambio in cui entrambe le parti si sentono ascoltate, costruiscono e condividono valori, sicurezza e senso di appartenenza? Si tratta dello stare insieme: Chi sei tu e come possiamo costruire un presente comune?
Video Freiraum Oslo

“Freiraum” è un termine che in tedesco indica il libero spazio, in senso letterale e traslato, e rappresenta fortemente il concetto di libertà, con le sue ambivalenze e contraddizioni in una contemporaneità sociale ed economica, nonchè politico-culturale, inquieta e allarmata.
Il Goethe-Institut, si intende come istituzione con una missione europea e con il progetto Freiraum vuole accentuare il proprio impegno europolitico, mettendosi a disposizione per instaurare un dialogo produttivo che veda come interlocutori nuovi partner e nuove utenze. Una rete internazionale inclusiva, che possa contribuire a mettere in rilievo le problematiche, a tracciare possibili percorsi e soluzioni, a gettare uno sguardo nuovo.

Jan Bosse
, nato a Stocarda nel 1969, ha iniziato la sua carriera di teatro al Münchner Kammerspiele e al Deutschen Schauspielhaus di Amburgo. Negli ultimi anni ha messo in scena spettacoli al Burgtheater di Vienna, al teatro Thalia di Amburgo e al Deutsches Theater di Berlino.

Video Allied Aliens, Oslo 10 maggio 2018

CHIAMATA PUBBLICA

LE RAGAZZINE di Milano STANNO PERDENDO IL CONTROLLO.  LA SOCIETA’ LE TEME. LA FINE E’ AZZURRA.

progetto teatrale people-specific per ragazze under 18 e la loro comunità
concept e regia di ELEONORA PIPPO

 

 

>> Il progetto <<<

La regista Eleonora Pippo cerca un gruppo di ragazze coraggiose per formare la Compagnia locale temporanea Ragazzine Milano 2018, una fantastica opportunità per fare un’esperienza nuova ed essere protagoniste di una performance originale.

A partire dall’omonimo teen-drama a fumetti di Ratigher, vincitore del prestigioso Premio Micheluzzi come Miglior Fumetto al Napoli COMICON 2015, il progetto prevede la formazione di compagnie locali temporanee composte da ragazze tra i 13 e i 18 anni, che nel tempo record di sette giorni lavoreranno insieme alla regista alla creazione di una performance originale. La performance sarà basata sulle peculiarità delle ragazzine coinvolte e si avvarrà della partecipazione attiva del pubblico.

Il lavoro sarà presentato domenica 14 ottobre alle 20.00
a ZONA K all’interno della stagione teatrale POWER.

Leggi il fumetto


>>>
Come partecipare? <<<
Sei una ragazza coraggiosa? Ti piace recitare, cantare o suonare?

O anche solo l’idea di poterlo fare? Vuoi metterti in gioco e raggiungere l’impossibile? Allora Le Ragazzine Project è quello che fa per tePartecipare è assolutamente gratuito, serve la firma di un genitore se sei minorenne.
Pensi di avere quello che ci vuole? Iscriviti ora!

>>> Quale è il programma? <<<

La lavorazione per la preparazione dello spettacolo avviene in sette giorni con incontri di tre ore al giorno in fascia pomeridiana, dal 6 al 14 ottobre. Venerdì 12 ottobre è richiesta la disponibilità di 4 ore, sabato 13 e domenica 14 ottobre di 5 ore.
La compagnia locale temporanea sarà composta da un numero massimo di 12 ragazze.

Il seguente programma potrebbe subire modifiche ed essere rimodulato in base alle esigenze dell’organizzazione.

Giorno 1 – Sabato 6 ottobre dalle 15:00 alle 18:00 @Lachesi Lab, via Porpora, 43
Incontro conoscitivo: è l’occasione per mettersi in gioco e sperimentare uno stile teatrale che unisce recitazione, musica, canto dal vivo e interazione con il pubblico nella creazione di performance non convenzionali dal forte impatto emotivo.

Giorno 2 – SELEZIONE / Domenica 7 ottobre dalle 15:00 alle 18:00 @Lachesi Lab, via Porpora, 43
Sulla base dell’esperienza maturata durante l’incontro conoscitivo, le ragazze potranno decidere di partecipare alla successiva fase di selezione attraverso la quale verrà formata la compagnia locale temporanea composta da un minimo di 6 ragazze and un massimo di 12. Incontri singoli o laboratorio collettivo. Da stabilire a seconda del numero di partecipanti.

Giorno 3 > giorno 9 – INTENSIVO / Creazione e montaggio 8 – 14 ottobre @ ZONA K via Spalato, 11
Durante questa fase la compagnia lavorerà con la regista alla creazione e montaggio della performance originale durante una residenza intensiva di una settimana con incontri di 3 ore ciascuno in orario pomeridiano. Sabato 13 e domenica 14 ottobre l’orario sarà intensificato.

Il calendario potrà subire variazioni. E’ richiesta la massima disponibilità e la partecipazione a tutti gli incontri.

>>> Cosa serve? <<<
Invitiamo tutte le ragazze che sanno suonare a portare il proprio strumento musicale. Siete tutte benvenute, se motivate e incuriosite. Le partecipanti non maggiorenni dovranno avere l’autorizzazione alla partecipazione a tutte le fasi, da parte di un genitore o di chi ne fa le veci.

Tutte le partecipanti dovranno compilare il Modulo di Iscrizione entro lunedì 3 ottobre e inviarlo a questo indirizzo: info@leragazzinestannoperdendoilcontrollo.com

www.leragazzinestannoperdendoilcontrollo.com

 


Eleonora Pippo • Pordenone, (1976) Regista
Ha diretto ‘Cinque allegri ragazzi morti IL MUSICAL LO-FI’ L’alternativa, La festa dei morti e #tuttonuovo, ‘Marburg’ (Guillem Clua), ‘Save your wish’ (Elena Arcuri), ‘Come fu che in italia scoppio’ la rivoluzione ma nessuno se ne accorse’ (Davide Carnevali), ‘Ulisse chatta con gli dei, Amleto gioca alla playstation, Raskolnikov legge fumetti’ (Villiam Klimacek), ‘Sotterraneo’ (J. M. Benet i Jornet), ‘Cinque donne con lo stesso vestito’ (Alan Ball), ‘Yumiura’ (Yasunari Kawabata). I suoi spettacoli sono stati rappresentati al Teatro Litta e Teatro Elfo Puccini di Milano, al Teatro Vascello e Teatro India di Roma, al Teatro della Tosse Genova al Teatro Due di Parma. Si è formata alla Scuola del Teatro Stablie di Torino, con la compagnia ViaNegativa di Lubiana, con Thomas Ostermeier e Agrupacion Senor Serrano (Biennale College Teatro / La Biennale di Venezia) e con Richard Maxwell/New York City Players. Ha vinto il Premio Scintille 2010 Asti Teatro Festival.

www.eleonorapippo.wordpress.com

Ratigher
Nasce nel 1978. Inizia a disegnare e autopubblicare fumetti nel 1998. Sue storie e illustrazioni appaiono su KR, Il mirabolante almanacco dei f.lli Mattioli, Carmilla, Petrolio, Fandango, Carta. Nel 2001, a Bologna, con Tuono Pettinato e J.D. Raudo fonda l’etichetta DIY Donna Bavosa, con la quale vengono dati alle stampe albi a fumetti e dischi punk. Continua a pubblicare per riviste indipendenti come Lamette, Nervi, Monipodio, Inguine; in coppia con Alessandro Baronciani realizza un volume della serie 25 disegni. E’ comparso su Vice magazine, serializzando il Bimbo Fango e disegnando la serie “fumetti a caso”. Ha fatto parte per due anni del gruppo IUK, pubblicando la serie Vita a 3000 sulle pagine del mensile XL di Repubblica. In questi ultimi anni si dedica anima e corpo al nuovo gruppo di fumettisti di cui fa parte, i Super Amici (Maicol&Mirco, Dr.Pira, Tuono Pettinato, LRNZ) con cui realizza la rivista Hobby Comics per Grrrzetic e il primo free-press di fumetti Pic Nic, dove ricopre il ruolo di editor. Nel campo dell’autoproduzione collabora con il collettivo ZOOO.ORG. Insegna presso lo IED di Roma. Il suo primo libro a fumetti TRAMA il peso di una testa mozzata è uscito nel 2011 per Grrrzetic. Vive a Vasto.

 

CORSI PER ADULTI

Gli spazi di ZONA K ospitano diversi corsi e discipline durante l’anno 2018 – 2019

Corso di Tango Argentino con incursioni nella Milonga e Vals
PKUSTANGO di Paolo Vitalucci con la partecipazione di Alessandra Rizzotti
prova il 24 settembre 2018 poi ogni lunedì 20.00 – 23.00
Per informazioni: 3284814234 – paolo@pkustango.com

 

Corso di Biodanza & Arteterapia per persone con Parkinson, Epilessia, disturbi neuromotori e loro familiari
DANZA LA VITA A COLORI  di Associazione Culturale Namastè
da ottobre 2018 ogni mercoledì ore 15.00 – 16.30
Per informazioni: Francesca De Bartolomeis 340.3422290 – Cinzia Pattoni 339.4508071 – info@associazione-namaste.it

 

Corso di danza contemporanea e Body Mind Centering®
DANZARE LA VITA 
a cura di Emanuela Passerini
prova il 19 settembre 2018 poi ogni mercoledì ore 18.30 – 20.00
Per informazioni: 348.7517656 – emanuelapasserini.bhumi@gmail.com

 

Corso di antica arte marziale russa
SYSTEMA a cura di Gruppo Systema Milano
dal 5 settembre 2018 poi ogni mercoledì ore 20.30 – 22.00
Per informazioni: Guido Andreani 334.7329205 – info@grupposystema.it

SYSTEMA

Systema è un metodo per la salute, un sistema per difendere se stessi e gli altri, uno stile di vita e un percorso di crescita fisico, emotivo, psicologico e spirituale. E’ talmente vasto che non basta una vita per esplorarlo. Si basa sulla conoscenza empirica di come i vari “sistemi” corporei ( respiratorio, nervoso, muscolo-scheletrico, cardio-vascolare etc. ) interagiscono tra di loro, e di come sono connessi con la parte emotiva e mentale.

INFO E PRENOTAZIONI: Guido Andreani
+39 334 7329205 – info@grupposystema.it
www.grupposystema.it

 Attraverso l’utilizzo di semplici tecniche di respirazione abbinate a esercizi fisici di varia natura impariamo a rilasciare le tensioni, e a muoverci in modo naturale sia in situazioni normali che ad alto stress. Osservandoci in varie situazioni di stress crescente, ma controllato ( es. quando un compagno ci attacca ), impariamo a vedere come reagiamo o agiamo difronte alle difficoltà della vita quotidiana e a riconoscere e modificare quei comportamenti automatici inutili o dannosi per noi stessi e per gli altri.

 Come dice V. Vasiliev nel suo bellissimo libro Let Every Breath: “Systema si basa su una comunità spirituale di amicizia e incoraggiamento reciproco”, quindi l’armonia, il dialogo, l’umiltà, l’ascolto e il rispetto reciproco sono alla base del lavoro di Systema.

 Quello che si sviluppa in questo lavoro sono le capacità di ascolto interiore ed esteriore, la conoscenza e la consapevolezza del corpo delle emozioni e dei processi psicologici, propri e degli altri.

 Dal punto di vista della difesa personale è estremamente realistico ed efficace, essendo stato sviluppato in campo militare, ed è strutturato per accrescere il rilassamento, la forza, la velocità la resistenza, superare lo stress e la paura. E’ adatto a qualsiasi età e forma fisica. Non ci sono tecniche specifiche ma l’allenamento è mirato a ripristinare il movimento naturale, e la completa mobilità del corpo eliminando quelle forze che lo limitano ( tensioni, stress, paure ).

Corsi di Teatro multidisciplinare

Ripartono in presenza e in tutta sicurezza corsi multidisciplinari di Teatro di ZONA K.
Sconti sulle pre-iscrizioni fino al 15 settembre!

Corso di Teatro TAM TAM per 4<5 anni
prova lunedì 28 settembre o lunedì 5 ottobre ore 16.15 – 17.00

Corso di Teatro TAM TAM per 6<10 anni
prova lunedì 28 settembre o lunedì 5 ottobre ore 17.15 – 18.15

Teatro e… non solo per 14<18 anni
prova martedì 29 settembre o martedì 6 ottobre ore 18.30 – 20.00

Per avere informazioni, prenotare o iscriverti scrivi a organizzazione@zonak.it o chiama lo 02.97378443

Campus Estivi in Lingua Tedesca

Giunti alla quinta edizione, i campus estivi di ZONA K di quest’anno saranno tutti dedicati al mondo del circo e del cinema.

I bambini s’immergeranno nell’arte circense e nella clownerie attraverso esercizi che stimoleranno il lavoro individuale e di gruppo.
Si divertiranno anche a giocare con la parola, all’interno di un set cinematografico, per inventare una storia, creare i personaggi, scegliere movimenti, le inquadrature, montare le immagini, le musiche, costruire suoni, rumori, canzoni e poi… ciack, si gira… tutto in tedesco!

E allora che sfilino ballerine e domatori, clown e mimi, acrobati e giocolieri, animali addestrati e belve feroci.

Il programma svolto in ciascuna settimana sarà leggermente diverso per permettere a chi dovesse frequentarle entrambe di poter approfondire alcuni aspetti ludici e impararne nuovi.

In alcuni momenti (come l’accoglienza, il pranzo o le merende) i bambini delle elementari e delle materne potranno essere nello stesso ambiente, tuttavia i programmi per l’età materna e per l’età elementare vengono svolti in ambienti e gruppi separati.

 

Per informazioni dettagliate richiedi subito QUI il modulo d’iscrizione completo della proposta economica.

NB: Le iscrizioni verranno registrate in base all’ordine di arrivo delle ricevute di pagamento.
Il numero dei posti è limitato, le iscrizioni sono aperte fino al raggiungimento del numero max di iscritti.

 

Orario:
a) dalle 8.00 alle 12.30 (senza pranzo)
b) fino alle 16.30 (con pranzo)

La giornata tipo:
08.00 – 09.00 accoglienza e gioco libero
09.00 – 12.30 uscita didattica o attività strutturata
12.30 – 13.30 pranzo
13.30 – 14.30 attività strutturata o uscita ai giardini
14.30 – 16.30 attività strutturata o gioco libero e gelato

 

CIAK, CHE MUSICA!

Inventiamo una canzone e facciamo un videoclip! Rock, Pop o Rap?

Scegliamo le parole, mettiamole in musica e poi raccontiamo una storia con le immagini. Nel campus estivo “Ciack, che musica!” il teatro, la musica e il video si uniscono per dare ritmo, voce e azione teatrale ad un videoclip.

Come sarà il tuo? Divertente! Scanzonato! Impegnato! Sicuramente memorabile!

 

 

Una giornata tipo al campus “Ciak, che Musica!”:

8.30-9,00: Che ritmo! (giochi di accoglienza)
9.00-10.00: Parole e musica (ideazione della canzone e della storia per immagini)
10.00-10.30: Merenda
10.30-1130: Canto io! (giochiamo con la voce e scopriamo i generi musicali)
11.30-1230: Azione! (Improvvisazioni e giochi teatrali)
12.30-14.00: Tutti al parco! (pranzo e gioco libero)
14.00-15.00: Videoclip (visione di video musicali realizzati da diversi artisti)
15.00-16.00: Si gira! (video e riprese)
16.00-16.30: A domani! (giochi di arrivederci)

Costo: € 180,00
(sconto del 15% con iscrizione entro il 18/05 e per secondogeniti, non cumulativi)

Le iscrizioni si chiuderanno il 1 giugno 2018 o al raggiungimento del numero massimo dei partecipanti.

 

Varrà realizzato un videoclip musicale che sarà proiettato a settembre 2018 durante il festival ISOLA KULT organizzato da ZONA K.

BARCELLONA FERITA APERTA

A 80 anni dai bombardamenti fascisti su Barcellona.

Proiezione del documentario di Mónica Uriel.

Oltre alla regista partecipano:
Alfonso Botti
Università di Modena e Reggio Emilia
e
Andrea Torre
Istituto nazionale Ferruccio Parri

 

Ingresso libero c/o ZONA K
prenotazione consigliata: biglietti@zonak.it

 

Una collaborazione
logo_parri         zona_k_logo

 

FOCUS #1
• POLITICS •

Chi vuole essere politico deve avventurarsi nel mondo.

Aprire la stagione teatrale 2018 con il FOCUS POLITICS è preveggenza e provocazione.
Le elezioni di marzo parlano per noi. La politica permea la vita sociale in modo fin troppo invadente e urlato, contribuendo a diffondere disaffezione e distacco dei cittadini. Sorge spontanea la domanda: la democrazia è ancora una rappresentazione del potere popolare? In una società in forte cambiamento il potere della democrazia è ancora efficace?  Ed è possibile parlare ancora di Agorà pubblica e attiva?

Due celebri artisti internazionali, già ospiti nelle precedenti edizioni della stagione di ZONA K si interrogano su questi punti. Roger Bernat presenta PENDIENTE DE VOTO (VOTO SOSPESO). Uno spettacolo in cui viene richiesta la partecipazione del pubblico in una riflessione politica che con humor affronta i meccanismi di potere in tutte le democrazie e le derive totalitarie in germe nella collettività. Altresì una riflessione sulla parola cittadinanza e sulla democrazia partecipativa che non può non ricordarci le prossime elezioni politiche.

Yan Duyvendak, Nicolas Cilins & Nataly Sugnaux Hernandez (CH) con ACTIONS: un dispositivo scenico che dà forma a un’assemblea democratica ideale dove possano esprimersi i rifugiati, i responsabili politici e i volontari della città, con l’obiettivo di rispondere con azioni efficaci e dirette in grado di coinvolgere positivamente ogni singolo individuo e nel contempo uscire dalle secche della retorica delle buone intenzioni.

Infine nella sezione italiana ZONA K ospiterà l’artista rivelazione Filippo M. Ceredi con BETWEEN ME AND P., un intimo spettacolo documentario su un fratello misteriosamente scomparso. Ancora una volta è l’azione di un singolo a farsi gesto politico nel rifiuto radicale ad assoggettarsi allo status quo della società attuale.

 

16 | 17 FEBBRAIO
ROGER BERNAT/ FFF (ES)
PENDIENTE DE VOTO

 

20 FEBBRAIO
SARAJEVO REWIND 2014>1914
Film documentario di Eric Gobetti e Simone Malavolti

 

2 | 4 MARZO
FILIPPO M. CEREDI (IT)
BETWEEN ME AND P.

 

9 | 10 MARZO
YAN DUYVENDAK & NICOLAS CILINS & NATALY SUGNAUX HERNANDEZ (CH)
ACTIONS
c/o Casa della Memoria

 

FOCUS #3 • CITIES •

Che ruolo giocano oggi le città? Aperte, cosmopolite, incubatori di domani migliori, memoria di culture passate, terreni di sfide ecologiche e sociali? O caotiche, chiuse, provinciali anche se europee, esempio di non-integrazione, uniformate e senza poesia? Le strade sono diverse, si sovrappongono, corrono parallele a ricordarci che siamo noi a determinare i luoghi che viviamo.

E così torniamo a dedicare un focus alle città, non solo come simboli del potere economico e politico ma soprattutto come esempio della ricchezza del patrimonio culturale tutto italiano e della diversità del tessuto urbano. E di questo patrimonio vogliamo ri-appropriarci: invadendo gli spazi, segnando mappe del paesaggio, costruendo connessioni, abitando luoghi spesso sconosciuti. Usciamo ancora una volta allo scoperto in modo insolito e necessario.

 

 

5 | 7 OTTOBRE
OHT (IT)
PROJECT MERCURY – Performance n°3

 

9 OTTOBRE
MILANO TRA PASSATO E FUTURO
Incontro + Proiezione

 

14 OTTOBRE
ELEONORA PIPPO (IT)
LE RAGAZZINE DI MILANO STANNO PERDENDO IL CONTROLLO. La società le teme. La fine è azzurra.

 

20 – 21 + 24 – 28 OTTOBRE
DOM –  (IT)
L’UOMO CHE CAMMINA
Un progetto ZONA K e  Danae Festival

 

FINE NOVEMBRE
DANCE MAKERS (IT)
LONG-LASTING LANDSCAPES – Itinerari coreografici urbani
Un progetto ZONA K e Stanze

 

 

FOCUS MEDIA

“Lo strumento fondamentale per la manipolazione della realtà è la manipolazione delle parole.”
(Philip K. Dick)

 

Una riflessione sul rapporto tra mezzi di comunicazione e potere e sul potere della comunicazione di condizionare il pensiero della società, di stravolgere il passato, di leggere un solo presente e immaginare futuri incredibili.

Siamo vittime della comunicazione, asservita alle strategie di manipolazione dei poteri economici e politici, secondo la formula comunicazione=potere=controllo sociale? Oppure esistono ancora margini per utilizzare i media come una forza positiva, strumento e strada verso il cambiamento?

A guardare l’assalto di dispositivi elettronici che oramai corredano le nostre esistenze come protesi irrinunciabili, pare evidente quanto l’uso dei nuovi strumenti ci offra un diverso modo di percepire la realtà, sempre più in bilico tra un’informazione diretta, onesta e una falsificazione della stessa, priva di controllo.

Ancora una volta, gettiamo uno sguardo alla forza positiva della comunicazione che non è solo “quarto potere” o “potere 4.0”, ma è anche la forza dei diversi linguaggi che la compongono e che ci offrono sguardi e letture differenti.

 

17 | 20 OTTOBRE

BERLIN (BE)
PERHAPS ALL THE DRAGONS
+
REMEMBER THE DRAGONS
Un progetto ZONA K e Triennale Teatro dell’Arte

 

15 | 18 NOVEMBRE
CIRCOLO BERGMAN (IT)
BILDERATLAS

 

20 NOVEMBRE
LOLA ARIAS (AR)
THEATRE AS A REMAKE OF THE PAST
Masterclass

 

20 | 23 NOVEMBRE
LOLA ARIAS (AR)
VETERANS

 

24 NOVEMBRE
LOLA ARIAS (AR)
MY DOCUMENTS

 

1 | 2 DICEMBRE

MILO RAU/IIPM (CH)
HATE RADIO
In collaborazione con Olinda / TeatroLaCucina

 

POWER

Dov’è il potere oggi? Per lungo tempo è valso l’assioma che potere e status derivassero dal possedere conoscenza ed educazione e quindi l’accesso al sapere fosse una strada di emancipazione sociale. Oggi al contrario, la non-conoscenza è diventata un nuovo status da esibire.

E allora dove sta il potere? Nella politica urlata e populista? Nelle persone che bramano per apparire? Nelle città uguali ovunque? Nei mezzi di dis-informazione?

In un mondo sempre più interconnesso, privo di grandi rivoluzioni e ideali, ci chiediamo come ribaltare presunzioni e sconfiggere preconcetti.

Nel farlo, guardiamo al potere politico, a quello delle relazioni tra individui, tra cittadini e città, tra informazione e media, cercandone la forza positiva fatta di azione, esercizio di democrazia, stupore e conoscenza.

POWER è dunque il tema della stagione teatrale 2018, declinato in quattro focus POLITICS, PEOPLE, CITIES e MEDIA, secondo una modalità ormai consolidata, dove ogni focus affianca artisti internazionali e giovani artisti italiani, in una mappatura che parte dall’argomento tematico e su esso costruisce una visione.

Ma POWER per noi è questo ed altro. E’ una dichiarazione d’intenti. E’ la determinazione ad andare avanti, i piedi ben ancorati all’oggi. E’ la volontà di agire, dichiarare, pensare e domandare. E’ la libertà di scegliere.

Negli ultimi anni, abbiamo messo in atto scelte importanti, coraggiose, “potenti”; abbiamo investito sul pubblico e sulla nostra anomalia di “teatro-non teatro”. Oggi confermiamo le scelte fatte e le rilanciamo: attenzione al mondo contemporaneo, sguardo alla scena internazionale, spazio alle novità italiane e soprattutto rete e relazioni con numerose realtà artistiche e culturali, istituzionali o di nicchia, italiane o straniere, ma sempre sulla nostra stessa lunghezza d’onda.

Si confermano quindi i legami con Triennale Teatro dell’Arte, con Teatro delle Moire/Danae Festival, con Olinda /TeatroLaCucina e con Stanze – esperienze di teatro d’appartamento, e si aprono nuove importanti collaborazioni, con il Teatro Franco Parenti e il FIT Festival di Lugano, mare culturale urbano e Stratagemmi_Prospettive Teatrali.

 

EUTROPIA + VANITAS

Ultimo appuntamento con la rassegna di danza contemporanea “it’s a little bit messy”.

PROGRAMMA DELLA SERATA:

EUTROPIA
di MariaGiulia Serantoni
+
VANITAS
di Francesca Penzo.
+
Incontro “Fattoria Vittadini a confronto. Il tema dell’identità contemporanea e le sfide del futuro di questa realtà della Danza Milanese”.
Interviene Alessandro Pontremoli
+
Aperitivo per festeggiare tutti insieme i 10 anni del gruppo Fattoria Vittadini!

Prenotazioni: biglietti@zonak.it

DANAE FESTIVAL
A ZONA K

DANAE FESTIVAL  a ZONA K:

VEN 27 OTT ore 20:30 e SAB 28 OTT ore 19:00
Milena Costanzo [IT]
CHE IO POSSA SPARIRE – Liberamente tratto dalla vita e dalle opere di Simone Weil

SAB 11 NOV ore 20:30
Francesco Michele Laterza [IT]
ACQUAFUOCOFUOCHISSIMO

 

INFO E BIGLIETTI: danaefestival.com

 

Un cavallo annuncia la diciannovesima edizione di Danae Festival. Un’immagine che rimanda, a prima vista, a una figurazione classica, se non fosse per quel taglio che sdoppia l’animale, portandoci a guardarlo ad un altro livello. Una figura che rispecchia bene il Festival, per quel suo tenere in considerazione il passato, per poterlo superare e rielaborare, restituendo nuove visioni. Una figura potente, difficilmente domabile, in qualche modo guerresca, ma soprattutto che ha tra le sue peculiarità quella di un’ampiezza del campo visivo che sfiora i trecentosessanta gradi. Ci dice di battaglie, della determinazione, di un senso di libertà e di uno sguardo aperto, senza pregiudizi, capace di accogliere diverse esperienze, senza chiudersi in nessun filone o definizione possibile, cercando di dialogare con un pubblico sempre più ampio e differenziato.

Le battaglie sono le nostre e anche quelle degli artisti che presentiamo. Un paesaggio variegato, costituito da diverse generazioni a confronto, che ci offre anche la possibilità di una riflessione su quanto è accaduto nella scena negli ultimi decenni e sulle modalità di passaggio del testimone. Nomi di fama internazionale affiancati da giovani realtà disegnano uno scenario fatto di visioni radicali, di inquietudini, di ricerca di identità, che ci parlano di un presente che ha smarrito il senso dell’umano, in cui le persone pare abbiano perso la volontà e la capacità di lottare, di rivoltarsi contro quella che di fatto è una guerra perenne contro l’umanità. In questo scenario l’artista è più che mai voce fondamentale e necessaria per mettere a fuoco e svelare le contraddizioni e i pericoli che attanagliano il mondo, ma soprattutto per suggerire una libertà nell’operare e nel vivere che è ancora qualcosa di “scabroso”.  Non dà soluzioni, ma ci pone dinanzi a delle questioni e a delle domande che ci interrogano e che hanno la forza di metterci scomodi nelle nostre illusorie certezze.

Alessandra De Santis

 

Danae Festival è un progetto curato da Alessandra De Santis e Attilio Nicoli Cristiani, del Teatro delle Moire, interessati a rendere visibili esperienze artistiche nuove della scena contemporanea

 

IM MÄRKISCHEN SAND
Nella sabbia del Brandeburgo

23 APRILE 1945, IN UNA CAVA DI SABBIA A TREUENBRIETZEN (Brandeburgo)

Soldati della Wehrmacht fucilarono 127 internati militari italiani.
Una strage dimenticata che riemerge dopo decenni.
Dopo la capitolazione del re e di Badoglio dell’8 settembre 1943, ben 650.000 soldati italiani furono deportati in Germania e 50.000 di loro non tornarono più dai campi di lavoro forzato in cui erano stati rinchiusi.

Il documentario dei registi Katalin Ambrus, Nina Mair e Matthias Neumann è un viaggio nella violenza dimenticata, nel silenzio della colpa e nella responsabilità verso la storia.

 

Presentano il documentario:
Giovanni Scirocco, storico dell’ISTITUTO NAZIONALE FERRUCCIO PARRI
Nina Mair e Matthias Neumann, registi

 

Ingresso libero c/o ZONA K
prenotazione consigliata: biglietti@zonak.it

 

OUT OF FOCUS Filmproduktion, D 2016

 

Una collaborazione
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HANDLE WITH CARE

FRAGILE ARTISTS 

Siamo un collettivo interdisciplinare di performer, fotografe e dramaturg che indaga sulla relazione tra danza e fotografia. La contaminazione tra le due arti si sviluppa nella ricerca di un metodo di “drammaturgia fotografica” e nella creazione di performance sul rapporto tra corpo, immagine e identità nella società contemporanea. Le esibizioni avvengono soprattutto in urbano, con incursioni e performance site specific, ma ci piace coinvolgere il pubblico anche in spazi convenzionali.
I manifesti, come noi, si adattano ad ogni spazio; li affiggiamo come frammenti in dono a chiunque passerà e si fermerà a guardare.
Siamo attive in Italia dal 2013.

HANDLE WITH CARE

Co-fondatrici di Fragile Artists, Carola Ducoli, Giulia Laddago e Desirée Sacchiero sono parte integrante del processo di ricerca e progettazione del collettivo. I loro scatti costituiscono un archivio di movimenti, stati coreografici e ritratti dei molteplici aspetti di performer, personaggio e performance. Durante le esibizioni le tre fotografe ricoprono il ruolo di se stesse, osservatrici e predatrici di immagini e frammenti di identità che riflettono lo stato attuale della nostra generazione.

Il collettivo: Noemi Bresciani, Silvia Dezulian, Carola Ducoli, Laura Ghelli, Giulia Laddago, Irene Petra Zani, Alice Raffaelli, Desirée Sacchiero

INAUGURAZIONE MOSTRA 19 settembre h 18:00
ORARI VISITA MOSTRA lunedì – venerdì h10:00 – 19:00

Generazione gLocale
Think different,
play local

Uno spazio pubblico, un gruppo di persone, una voce in cuffia che pone domande, istruzioni, suggerimenti. Spettatori che si muovono nello spazio.
Chi sono oggi le tribù globali e locali delle città? Dove sono ora mentre tu sei qui?
Quanti chilometri ti serviranno per lasciarle fuori dal tuo spazio privato?
Uno spettacolo che dà voce alle nuove generazioni delle società multietniche.

Cuffie limitate, pre acquisto biglietto consigliato

idea e progetto ZONA K
regia Andrea Ciommiento
supervisione Roger Bernat
creazione collettiva Anes Fettar, Deborah Yebout, George Vasquez Colonia, Imane Mouslim, Issaka Abdou, Jaouher Brahim, Kausar El Allam, Leandro Perez, Mariam Lahmpur, Milagros De Los Santos, Momo Moukett, Sabina Ali, Silvio Bruscaglia, Sumaya Jabril
coordinamento Coop. Diapason e A.P.S. Asnada
collaborazione C.L.A.P.Spettacolo dal vivo
supporto logistico Coop. Olinda
sostegno MigrArti 2017 – MiBact e Assessorato alla Cultura – Comune di Milano

“Generazione gLocale”
Il laboratorio

Gli incontri hanno avuto una programmazione settimanale approfondendo le regole e la forma del dispositivo partecipativo, il lavoro sullo spazio teatrale, la creazione di setting (campi di gioco), l’interazione di movimenti collettivi e la scrittura di narrazioni per cuffie audio wi/fi. Si sono approfondite inoltre le diverse tematiche tramite la condivisione di link video, immagini e audio sulle dinamiche del teatro partecipativo.

La visione gLocal ridefinisce le nostre identità contemporanee e il dialogo tra sistemi globali e comunità locali. Il sociologo Bauman analizza un mondo glocal raccontando l’incontro tra piccole comunità e sistemi via via più complessi: quali sono le regole di convivenza nella stretta cerchia della famiglia, passando poi alla dimensione di quartiere e infine di città? Come difendere la propria appartenenza locale in un mondo senza confini? Come immaginare una città multietnica dove le nuove generazioni possano essere legate sia all’Italia che al paese di provenienza?

È su questa discrepanza tra realtà e sua rappresentazione che il progetto “Generazione Glocale” intende lavorare, cercando di svelare falsificazioni, mistificazioni, paure, ideologie insite in ognuno di noi e dare il proprio contributo alla composizione di una narrazione della società multiculturale e costruttiva.

“Generazione gLocale”
La poetica

Il percorso ha previsto la supervisione di Roger Bernat, artista catalano tra i più noti dell’avanguardia internazionale legata alla poetica dei dispositivi partecipativi.

La poetica scelta per la creazione dello spettacolo non prevede la presenza di attori in scena, ma solo di tecnici incaricati di gestire i supporti tecnologici (come ad esempio la trasmissione di tracce audio attraverso un sistema di cuffie wi-fi in dotazione agli spettatori) atti a innescare una serie di meccanismi per il coinvolgimento diretto del pubblico nelle azioni sceniche previste, trasformando così gli spettatori stessi in attori.

Attraverso l’utilizzo delle moderne tecnologie performative, i contenuti prodotti dai ragazzi, vengono infatti veicolati al pubblico senza la mediazione di attori. Possono essere musiche, racconti, domande, istruzioni, ordini. Allo spettatore viene implicitamente richiesto non solo di ascoltarli ma anche di rispondere, reagire, eseguire, interpretare.

Viene chiesto di “agire” e farsi interprete dei contenuti che riceve, di diventare esso stesso produttore di senso. La restituzione finale è prevista all’aperto, in ambiente urbano, visibile a persone di passaggio o convenute appositamente per assistere. Così gli spettatori si fanno attori della performance fino in fondo, agendo di fronte a un pubblico esterno che li osserva e ne interpreta le azioni.

Generazione gLocale

“Generazione gLocale” è una produzione artistica di ZONA K  in cui dare voce alle nuove generazioni delle società multietniche. Il percorso vede la realizzazione di laboratori teatrali e la creazione di una performance urbana e interattiva diretta da Andrea Ciommiento con la supervisione dell’artista catalano Roger Bernat.

CAMPUS THYMIO
Coding e Robotica

Thymio è un piccolo robot che ti permetterà di scoprire l’universo della robotica e ti insegnerà il suo linguaggio.

Insieme ci metteremo alla prova, guarderemo dentro la tecnologia, faremo esperimenti usando le mani e la testa, programmeremo dei robot per cambiare il nostro punto di vista sul mondo.

E molto altro ancora…

Porta la curiosità, la tua fantasia e ricorda che si impara sbagliando e ragionando.

In questo campus con i robot, sei liber* di sbagliare!

Useremo scienza e tecnologia per creare il futuro che ci piace … e lo faremo insieme!

Se puoi porta il tuo PC portatile (laptop) con qualsiasi sistema operativo (se non lo possiedi segnalalo all’atto di iscrizione).

Costo: € 260,00 (sconto del 10% per secondogeniti e per soci Coop.Stripes Onlus, non cumulativi)
Le iscrizioni si chiuderanno il 15 giugno 2017 o al raggiungimento del numero massimo dei partecipanti.

Scrivi a organizzazione@zonak.it e prenota il tuo posto!

Attività:
Robotic coding – Scratch – Team working – Problem solving – Giochi e attività creative/multimediale

Giornata Tipo:
Mattina:
Accoglienza e presentazione delle attività della giornata
Attività con i robot, esperienze tecniche e scientifiche

Pausa Pranzo al sacco

Pomeriggio:
Dedicato a giochi, alle passeggiate in quartiere, alle attività creative e multimediali
Saluti

Il programma di dettaglio sarà comunicato agli iscritti prima della partenza.

Vai alla pagina completa dei CAMPUS TYMIO

Questo campus è a cura

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in collaborazione con
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MONOPOLY

Focus_NOW

PER PROBLEMI TECNICI LA PERFORMANCE E’ STATA RIMANDATA

 

Roger BernatSi laurea nel 1996 e riceve il Premio Extraordinario dell’Institut del Teatre di Barcellona. Lavora con Thierry Salmon e Xavier Albertí. Tra il 1998 e il 2001 fonda e dirige, insieme a Tomás Aragay, la General Elèctrica, centro di produzione per il teatro e la danza. E’ autore e regista dei suoi primi spettacoli, tra i quali 10.000 kg (Premio speciale della Crítica de Catalunya 96/97), Confort Domèstic (Premio della Crítica al Text Dramàtic 97/98), Àlbum, Trilogia 70, Bones Intencions, Bona Gent, LALALALALA, Amnèsia de Fuga, Tot és perfecte o Rimuski. Dal 2008 inizia  a creare dispositivi scenici nei quali il pubblico occupa la scena e si fa protagonista dello spettacolo esso stesso. “Gli spettatori sono inseriti in un meccanismo che li invita a obbedire o cospirare, in ogni caso a mettersi in gioco e con il proprio corpo e prendere posizione.” I suoi spettacoli, tra i quali Domini Públic (2008), Pura coincidència (2009), La consagración de la primavera (2010), Please Continue: Hamlet (2011), Pendiente de voto (2012) Desplazamiento del Palacio de la Moneda (2014) o, Numax Fagor plus (2015), sono stati presentati in una ventina di paesi diversi.

Varvara Guljajeva & Mar Canet lavorano insieme dal 2009. Essi hanno esposto le loro opere d’arte in numerosi festival internazionali. L’anno scorso il duo è stato commissionato da Google e dal Barbican Centre per la creazione di un nuovo pezzo di arte per la mostra Digital Revolution. E quest’anno le loro opere saranno esposte a Sydney.

 

 

FOCUS NOW

Un progetto di

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Con il sostegno di:

CLAPS COMPLETO SCRITTE LATERALI
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Con il patrocinio del
brand milano

In collaborazione con:
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IMPRONTA DIGITALE

Vogliamo varcare il confine, e farlo da hacker, perché siamo nell’epoca dei confini liquidi. Vogliamo realizzare una performance digitale, ragionando sull’antico ma instabile concetto di cittadinanza europea.

Vogliamo pensare alla condizione di titolari di diritti e doveri in un sistema sociale oggi e, utilizzando tecnologie a bassissimo costo, coinvolgere la comunità prossima in uno scambio di pensiero.

Vogliamo parlare di cosa significa essere comunità. Del rapporto fra vita privata e dimensione pubblica. Perché questo tema ci vivifica ma ci destabilizza, ci dovrebbe rendere più forti ma ci fa sentire paradossalmente spesso soli.

Lo faremo in una serie di incontri sul tema dell’arte performativa nelle sue più moderne declinazioni, guardando ai progetti di artisti che sono riferimento nell’ibridazione digitale delle arti sceniche e dello spettacolo dal vivo come Rimini Protokoll, Agrupación Señor Serrano, Marcelì Antunez Roca, Kathy Mitchell.

Per la prima volta in Italia, ZONA K propone un Laboratorio di Arte Performativa Digitale con tre esperti del settore: i due formatori che da 3 anni sviluppano attività e formazione sul linguaggio della performance, Renzo Francabandera e Michela Mastroianni, cui si unisce per la prima volta l’esperienza digitale di Michele Cremaschi, digital artist e performer

Numero partecipanti limitato.
Iscrizioni entro il 6  Marzo 2017.
Partecipazione € 120,00
Iscrizioni e Informazioni: organizzazione@zonak.it 02.97378443

Gli incontri si terranno dalle 20.00 alle 22.00:
1. giovedì 9 marzo
2. venerdì 31 marzo
3. giovedì 20 aprile
4. giovedì 27 aprile
5. giovedì 4 maggio
6. giovedì 11 maggio

Gli spettacoli inclusi nel percorso:
Ash and Money di NO99
Some use for your broken clay pots di Christophe Meierhans
Intime Fremde di Welcome Project

 

I FORMATORI

Renzo Francabandera
Giornalista da oltre vent’anni, critico d’arte e teatro. Laurea, Master e Phd in discipline sociali e Master biennale in Arte e Letteratura dell’Era digitale con l’Universidad de Barcelona- IL3 (ESP). Docente a contratto di Estetica del Movimento presso l’Università di Torino.

Scrive per numerose testate giornalistiche, (Hystrio, klpteatro.it e PAC www.paneacquaculture.net tra gli altri). Realizza illustrazioni e copertine per l’editoria e opera come live performer. Ha collaborato per la sezione spettacolo e arti performative alle candidature delle di Cagliari e Siena nella candidatura a Capitale Europea della Cultura 2019.

La Biennale di Venezia, il PAN e il Maschio Angioino di Napoli, il Palazzo dei Priori di Volterra, il Piccolo Teatro e le Officine Ansaldo di Milano sono alcune fra le tante sedi in Italia che hanno ospitato sue personali.

Tiene laboratori e progetti di formazione sui linguaggi della contemporaneità e l’arte performativa in tutta Italia.

Michela Mastroianni
Esperta di linguaggi, teoria dell’apprendimento e sviluppo della testualità multimediale nel contemporaneo, è insegnante di lingue e letterature classiche.

Master in “Ingegneria dei sistemi multimodali per la valorizzazione e la fruizione dei beni culturali” e in “Tecnologie per la Didattica” del Politecnico di Milano, dove collabora a gruppi di lavoro sull’uso degli strumenti del web 2.0 nel settore dell’istruzione, dell’informazione e della cultura nella prospettiva del Lifelong Learning e del Social Learning.

Riveste incarichi di coordinamento delle attività di formazione del personale docente e di gestione della comunicazione istituzionale attraverso il web.

Da anni tiene laboratori, incontri e conferenze sul linguaggio della performance, con particolare attenzione al confronto fra classicità e modernità.

Michele Cremaschi
Laurea in Scienze dell’Informazione presso la Statale di Milano e diploma in teatro presso il corso FSE di Cassina de Pecchi nel 1999, è ideatore e protagonista di spettacoli che lo hanno visto partecipare ad importanti festival anche all’estero: da Santarcangelo 2004 a Harare International Festival of Arts (Zimbawe, 2010), Edinburgh Fringe Festival (2006 e 2008), Big Break Festival (Russia, 2010 e 2011), Macao International Festival of Arts (2012) National Art Festival (Southafrica, 2012) e QuestFest (USA, 2014).

Con il gruppo Slapsus è stato ospite in trasmissioni televisive Italiane (Zelig) e Belghe. Amministra dal 2005 al 2008 la cooperativa Erbamil ed ha fondato, amministrato e presieduto dal 2008 al 2013 l’associazione Retroscena e la Residenza Teatrale InItinere.

Organizza la rassegna “Teatro e Nuovi Media” in collaborazione con il Teatro Donizetti di Bergamo. Ha partecipato allo Sviluppo di Quartz Composer a Milano e al workshop tenuto da Robert Wechsler su Motion Tracking Techniques.

 

#MEXIT
oltre l’altro

Percorso base di avvicinamento al linguaggio dell’arte contemporanea e della performance.

 

Quale artista muore con me! (Nerone)

Il percorso si rivolge a chiunque abbia curiosità verso le arti dal vivo nelle sue molteplici forme (teatro, danza, arti visive, musica ecc..).

Offre strumenti per comprendere i diversi linguaggi creativi attraverso continui intrecci tra arti visuali, arti performative e scienze del territorio.

Il percorso include:
6 incontri (ore 20.00 – 22.00)
3 spettacoli Domini Public di Roger Bernat, Birdie di Agrupación Señor Serrano, Friendly Feuer di Isola Teatro

 

La proposta del percorso
Uscire da sé stessi, come novelli britannici che decidono di separarsi dal sistema, adottando principi autonomi di autodeterminazione.
Uscire da sé stessi per uscire dal recinto dell’orto dei propri convincimenti, spesso diventati inamovibili ostacoli che chiudono l’orizzonte.

Lasciare libere parti di noi, quasi aliene, da sempre tenute dentro, come il pirandelliano Moscarda. Pensare alla molteplicità dell’uno come Jeckill e Hyde o Frankenstein. Ma qui il tema non è la consapevolezza di essere Uno, Nessuno o Centomila, o di avere in noi parti oscure, quanto piuttosto di ragionare sull’uscita di e da quella certa parte di noi. Una parte. O un tutto. Uscire da se stessi, insomma.

Ma per andare dove? E se poi restassimo soli, privi del nostro insieme?

Il tema dell’uscita da se stessi e del vivere altrove o altrimenti è cruciale in un’epoca come la nostra in cui i paradigmi del sociale diventano sempre più liquidi. Accettare parti di sé, della propria persona, della propria famiglia, del luogo di lavoro, della società. O rifiutarle. Il solo pensare a queste cose ci fa venire in mente di colpo quanto questo tema, da Menenio Agrippa in poi, abbia caratterizzato l’intera storia del consesso civile e umano.
Un modo diverso per affrontare il tema del “come veniamo guardati dagli altri, come noi guardiamo gli altri e come guardiamo noi stessi”.

Siete pronti a votare per ciò da cui volete allontanarvi o anche solo ad accettare che qualcuno o qualcosa voglia fare a meno di voi?

Avete sbagliato gli exit poll e vi trovate desolati davanti ad una birra con la bandiera dello Stato di Euforia ancora annodata al collo e pensate che solo l’arte possa salvarvi?

Non perdete altro tempo, partecipate!

Ci si può iscrivere fino al 21 Novembre 2016.
Numero partecipanti limitato.

Costo d’iscrizione € 85,00.

Iscrizioni e Informazioni: organizzazione@zonak.it 02.97378443

Gli incontri:
1. gio 24 novembre
sab 26 novembre partecipazione allo spettacolo DOMINI PÚBLIC di Roger Bernat
2. mer 30 novembre
gio 1 dicembre partecipazione allo spettacolo BIRDIE di Agrupación Señor Serrano
3. gio 15 dicembre
4. gio 22 dicembre
5. gio 12 gennaio
6. gio 19 gennaio
gio 2 febbraio partecipazione a FRIENDLY FEUER di Isola Teatro 

 

FORMATORI

Renzo Francabandera
Giornalista da oltre vent’anni, critico d’arte e teatro. Laurea, Master e Phd in discipline sociali e Master biennale in Arte e Letteratura dell’Era digitale con l’Universidad de Barcelona- IL3 (ESP).
Scrive per numerose testate giornalistiche (Hystrio, klpteatro.itwww.paneacquaculture.net tra le altre). Realizza illustrazioni e copertine per l’editoria e opera come live performer. Ha collaborato per la sezione spettacolo e arti performative alle candidature delle città di Cagliari e Siena nella candidatura a Capitale Europea della Cultura 2019.
Tiene laboratori e progetti di formazione sui linguaggi della contemporaneità e l’arte performativa in tutta Italia.

Michela Mastroianni
Esperta di linguaggi, teoria dell’apprendimento e sviluppo della testualità multimediale nel contemporaneo, è insegnante di lingue e letterature classiche. E’ Master in “Ingegneria dei sistemi multimodali per la valorizzazione e la fruizione dei beni culturali” e in “Tecnologie per la Didattica” del Politecnico di Milano, dove collabora a gruppi di lavoro sull’uso degli strumenti del web 2.0 nel settore dell’istruzione, dell’informazione e della cultura nella prospettiva del Lifelong Learning e del Social Learning. Riveste incarichi di coordinamento delle attività di formazione del personale docente e di gestione della comunicazione istituzionale attraverso il web.

 

 

 

Danae Festival
DIARIO DI BORDO: GENNAIO 1978 [anteprima]

ZONA K si fa tappa della 18^ edizione del DANAE FESTIVAL

Bosetti torna a Danae con un’opera di ispirazione autobiografica. Il diario è quello di sua madre, che nel 1977 inizia un viaggio a vela da Gibilterra alle Azzorre, che segna anche un periodo di distacco dalla famiglia. Un racconto scritto a mano nel 1978 e diviso in venti giornate, dove si parla di delfini, pesci volanti, burrasche improvvise e turni al timone. Il compositore, che lavora sul filo della parola, ripercorre il diario con la propria voce, scegliendo la forma del monodramma lirico ispirato al teatro orientale e della finzione radiofonica. Crea così un monumentale e toccante lavoro di teatro musicale, di cui Danae presenta un’anteprima di otto giornate e che vedrà il suo compimento tra il 2017 e il 2018, con la produzione del Centro Nazionale di Creazione Musicale di Marsiglia. Il lavoro si avvale dell’accompagnamento di Kenta Nagai allo shamisen, per intrecciare i tre fili della rotta percorsa, della calligrafia che la descrive e della voce che la abita.

Per i biglietti clicca QUI

Composizione, messa in voce e elettronica Alessandro Bosetti; shamisen e chitarra elettrica Kenta Nagai; anteprima di Journal de Bord/Giornale di Bordo festival Les Musiques, GMEM Centre national de création musicale, Marseille maggio 2017 – maggio 2018; grazie a Anne James Chaton.

Durata 1 ora

Alessandro Bosetti è un compositore e un artista sonoro eclettico, che ha declinato la sua passione per la sonorità del linguaggio parlato attraverso molteplici forme e discipline.   Nato in Italia nel 1973 si afferma parallelamente sulla scena della musica sperimentale a Berlino, dove nel decennio 2000 – 2010 è parte attiva di una profonda trasformazione dei linguaggi sonori (Ensemble Phosphor, composizioni for the Kammerensemble Neue Musik, Die Maulwerker, Neuevocalsolisten Stuttgart) e sulla scena della radiofonia sperimentale e di creazione in Germania e in Europa (WDR, Deutschlandradio, Radio France…) di cui diviene autore prolifico e multipremiato (Prix Phonurgia Nova, Palma Ars Acustica, Prix Hörspiel de La muse en Circuit, Hörspiel des Monats etc.).
Nella radio trova un terreno di libertà multidisciplinare dove sviluppare un’estetica personale e iconoclasta che applica ai numerosi progetti dal vivo per voce ed elettronica, ensembles (Trophies, Renard), gruppi vocali e in collaborazione con la danza (più recentemente in duo con il coreaografo Georges Appaix).
Le sue opere mettono in atto un dialogo tra linguaggio, suono e rumore all’interno di complesse costruzioni tonali e formali spesso percorse da un’ironia obliqua, a volte esilarante, a volte minimale e solenne . Nel suo lavoro categorie estetiche e tradizionali posture dell’ascolto  vengono costantemente messe in discussione attraverso la creazione di dispositivi sorprendenti ed una instancable meditazione in atto sulla natura e i modi d’esistenza della musica e sul suo rapporto col linguaggio (African Feedback 2004, The Listeners 2005, The Pool and the Soup/Acqua Sfocata, 2006-2013, 636 2006, Arcoparlante 2008, Gesualdo Translations 2008, Mask MirrorThe Notebooks etc.).
Performance dal vivo di Alessandro Bosetti sono state presentate in luoghi di riferimento tra cui il GRM/Presences Electroniques festival a Parigi,  Roulette e The Stone a New York, Cafe OTO a Londra e Liquid Architecture Festival a Melbourne e Sydney.
Più di dieci CD dedicati alla sua musica sono stati pubblicati da labels come  Errant Bodies Press, Monotype, Rossbin, Sedimental  e Unsounds. Un Cd quadruplo retrospettivo sui più rappresentativi lavori radiofonici è in fase di pubblicazione presso Monotype records e un DVD basato su MaskMirror presso l’editore coreano The Manual.
Alessandro è correntemente artista in residenza presso il GMEM, Centre de Creation Musicale di Marsiglia e professore ospite di radiofonia sperimentale presso la facoltà di media della Bauhaus Universität a Weimar.

www.melgun.net
https://vimeo.com/187196420
https://www.youtube.com/channel/UC0n0Z6Q4Gf1S9rEz3VTegaw
https://vimeo.com/user3159285

Kenta Nagai è un artista sonoro e visuale di stanza a New York. Lavora con il suono acustico ed elettronico, media visuali e live performance.
Dopo aver completato gli studi al Berklee College of Music di Boston (BA, 1996), Nagai si trasferisce a New York. Ha iniziato la sua carriera newyorkese come chitarrista suonando per le strade, nelle stazioni della metropolitana e nei locali. Il suo lavoro compositivo più recente, intitolato Long, Long, Long, è un ensemble di brani per strumenti tradizionali asiatici. E’ stato presentato al Roulette, a New York, nell’ottobre del 2006. Nagai è anche un performer di primo piano nelle due registrazioni della compositrice Laura Andel, Somnambulist (Red Toucan Records, maggio 2003, RT9322) e In::tension (Rossbin Records, October 2005, RS022). Come performer di shamisen, uno strumento a corde tradizionale giapponese, Nagai è apparso in numerosi concerti e venues inclusi lo Sculpture Center di Long Island City e la Carnegie Hall. Dal 1999 fino al 2002 Nagai è stato un compositore in residenza alla The Cave Gallery di Williamsburg, Brooklyn. In aggiunta al suo lavoro di chitarrista, Nagai è anche coinvolto in creazioni multimediali, performance interattive e installazioni e ha collaborato con artisti provenienti da  diversi ambiti. Questi progetti includono un duratura collaborazione con il coreografo Boaz Barkan documentata dalla filmmaker Miana Grafals nel cortometraggio A Moving Portait. Questo film è stato presentato al Dance Theatre Workshop a New York come parte del Dance on Camera Festival 2005.
Recentemente, Nagai ha lavorato con il fotografo Hiroshi Sugimoto sul film muto  The Water Magician (1933, diretto da Kenji Mizoguchi) componendo la colonna sonora e si è esibito alla Japan Society, New York e all’Hershhorn Museum presso lo Smithsonian Institute. Nel 2005 e nel 2006, Nagai si è esibito in  Flight of Mind con la coreografa Jennifer Monson. Ha continuato la sua collaborazione con Monson nel 2007 attraverso un progetto di più stagioni con sede presso l’Highland Park Reservoir a New York.

DANZA LA VITA A COLORI

Percorso di Biodanza & Arteterapia per persone con Parkinson, Epilessia, disturbi neuromotori e loro familiari.

La Biodanza incontra l’Arteterapia per ridare vita e colore al movimento, alle emozioni, alle relazioni, agli affetti, alla condivisione, alla voce e alla voglia di comunicare.
Non è necessario essere portati per la danza o l’arte: basta la disponibilità a vivere un momento di benessere e spontaneità lasciando andare tensioni, condizionamenti e preoccupazioni.

Facendo appello alla parte sana che è, ancora e sempre, in ogni individuo anche dopo molti anni di malattia, si induce la persona a muoversi sull’onda delle emozioni evocate dalla musica, dai colori e dall’esercizio proposto dal conduttore.

Attraverso ciò, in un contesto relazionale di gruppo piacevole e accogliente, si sostiene la postura, la motricità fine, la coordinazione, il movimento, la fluidità, l’equilibrio, la voce, la respirazione, le capacità cognitive, le emozioni e il tono dell’umore.

Associazione Culturale Namastè
info@associazione-namaste.it

Per info:
Francesca De Bartolomeis 340.3422290
Cinzia Pattoni 339.4508071

MUSICA PER LE MIE ORECCHIE

Il concerto è annullato, come da ordinanza regionale del 04/03/20.
I biglietti acquistati verranno rimborsati direttamente su carta di credito.

Piccola stagione concertistica secondo la MLT di E.E. Gordon per bambin* da 0 a 6 anni
a cura degli insegnanti AUDIATION INSTITUTE

Sesta stagione per l’appuntamento speciale dedicato ai piccoli e piccolissimi, unico a Milano.

Calendario
SABATO 28 SETTEMBRE 2019 ✔️
SABATO   7  DICEMBRE 2019  annullato per malattia
SABATO   8  FEBBRAIO 2020 ✔️
SABATO   4  APRILE 2020 annullato per COVID-19

Niente palcoscenico né sedie: il pubblico di bambini e genitori, seduto o sdraiato comodamente al centro della sala, viene abbracciato dal suono dei musicisti attorno. Un’esperienza a contatto diretto con la musica che dona a tutti la grande libertà di muoversi e interagire attraverso il corpo e la voce.
I concerti sono pensati per un massimo di due accompagnatori per ogni bambino.

info su biglietti@zonak.it —– 393.8767162

Il concerto dura 45 min.
Il sabato in ISOLA c’è il mercato, prendi i mezzi! E’ consentito l’ingresso in sala solo entro i primi 10 minuti di concerto.

Biglietto:  l’acquisto deve essere effettuato per ogni adulto e per ogni bambina e bambino che accede al concerto
– € 8,00 il singolo concerto – Pre acquisto obbligatorio
I giorni di concerto la biglietteria è chiusa, non emetterà biglietti e non sarà possibile tesserarsi.

ENSEMBLE MUSICALE
Federica Braga – Gabriele Bernardi tastiera e voce
Irene Bongiorno  voci e percussioni
Luca Spina violino e voce
Miriam Valvassori arpa, flauto e voce

e altri ospiti speciali

Organizzazione a cura di : ZONA K

L’IDOLO:
Call to action

Il 28 settembre e il 5 ottobre – dalle 20.00 alle 23.00 – sono organizzate due serate di workshop gratuite aperte a tutti con Igor Loddo, Franco Reffo/Compagnia Nut e Antonio Amore, in cui sarà possibile sperimentare le metodologie di lavoro del laboratorio Io Non Parlo Sono Parlato e in cui saranno selezionati previo colloquio i partecipanti alla Working Class 2016/2017, la classe di ricerca di questo anno di formazione.

Il giudizio sulla figura dell’idolo e sulla pratica dell’idolatria è unanime e costante: si tratta, sempre e per tutti, di qualcosa di negativo, di pericoloso, di una realtà con la quale è bene non avere nulla a che fare. La parola d’ordine è dunque sempre la stessa: gli idoli devono essere distrutti. Eppure gli uomini, della nostra come di ogni altra epoca, siano essi credenti o non credenti, ricchi o poveri, colti o ignoranti, non smettono un istante di fabbricarli e adorarli. Come spiegare l’universalità di tale legge? Perché “il bisogno di comunione nell’adorazione è il più grande tormento di ogni uomo singolo, come dell’intera umanità, fin dal principio dei secoli” (F. Dostoevskij)?

Perché “vi sono nel mondo più idoli che realtà” (F. Nietzsche)?

(Silvano Petrosino)

 

Ispirandosi al lavoro di Silvano Petrosino, come lo è stato per “L’impossibile”, il tema dell’idolo sarà il centro del lavoro di ricerca. Un percorso in cui si sperimenteranno nuovi approcci alla recitazione e si costruirà un percorso spettacolare attraverso linguaggi e modalità diverse.

Il percorso prevede un appuntamento settimanale (il mercoledì sera dalle 20.00 alle 23.00) e appuntamenti di approfondimento durante l’anno, workshop intensivi durante il weekend nei quali sono coinvolti diversi artisti italiani e internazionali (Roy Hart Theatre/Ian Magilton; Compagnia Nut e altri in via di definizione).

Conduttore del percorso è Igor Loddo, direttore artistico di Io Non Parlo Sono Parlato, affiancato da Franco Reffo/Compagnia Nut e Teatro Filodrammatici e Antonio Amore, che approfondiranno il lavoro sulla destrutturazione del movimento e sulle tecniche di organicità del movimento.

Nel corso dell’anno sono previsti diversi momenti spettacolari, installazioni, atti performativi, incontri con il pubblico, dove i partecipanti al laboratorio potranno sperimentare direttamente sulla scena il percorso di ricerca intrapreso, con l’obiettivo di costruire un lavoro finale da presentare a fine giugno.

Per diventare allievi del laboratorio è necessario un colloquio, oltre alla partecipazione ai due open day.

Da gennaio è prevista la creazione di una classe di lavoro parallela gratuita, per attori professionisti e su selezione, con la quale portare avanti progetti da distribuire.

Dove/quando
Working Class – ZONA K, Via Spalato 11, Milano, tutti i mercoledì sera dalle 20.00 alle 23.00, dal 28 settembre 2016 al 28 giugno 2017
Seminari di approfondimento – Spazio Lambrate, Viale delle Rimembranze di Lambrate 16, Milano, date da definirsi.

Info su progetto, materiali, insegnanti
www.iononparlosonoparlato.com
iononparlo@gmail.com
francescaaudisio@hotmail.com
349.1708568 / 333.5223569

Io Non Parlo Sono Parlato si dedica alla creazione di nessi tra temi scientifici e teatro, nel tentativo di mettere in scena progetti, spettacoli, installazioni performative che rendano la scienza un momento divulgativo accessibile, in grado di suscitare emozioni e mettere in relazione persone e identità, in un percorso artistico che ha una forte connotazione di contenuto ma trae origine dalla fisicità del teatro e dalle sue molteplici sfumature.

Impossibile 2015/2016: alcuni momenti di messa in scena:
Sogno e son desto
Installazione impossibile
I-PR (IM-POSSIBLE RELATIONSHIPS)


 

TAM TAM Teatro Arte Movimento

ZONA K, in collaborazione con l’Associazione Genitori Scuola Media Govone presenta TAM TAM Teatro Arte e Movimento, attività finanziata dal bando Scuole Aperte.

TAM TAM affianca il TEATRO, l’ARTE e il MOVIMENTO per dare spazio alle diverse creatività, per tenere la mente aperta ad ogni forma di fantasia e sua realizzazione.

Vieni alla lezione di prova gratuita il 20 settembre 2016 ore 14.30 presso la scuola Media Rosa Govone dell’ISOLA.

Attori, musicisti e artisti accompagneranno il gruppo alla scoperta degli altri, dello spazio, del proprio corpo, della voce, del suono, di nuove tecniche e materiali per trovare nuovi modi di raccontare ed esprimere se stessi.
Il corso di 12 incontri per ragazzi e ragazze delle medie TAM TAM è aperto a tutto il quartiere.

Il tema di TAM TAM 2016/2017  “E” COME EUROPA
Cos’è l’Europa? Cosa vuol dire parlare di Europa? Seguendo il filo della stagione teatrale, che affronterà quest’anno il tema nelle sue diverse declinazioni, anche con i più piccoli possiamo raccontare l’Europa. Possiamo farlo partendo dalle fiabe popolari più o meno note, intrecciando musiche e abitudini, ma anche lavorando sul tema del confine, che segna una linea immaginaria tra paesi e culture, e che può anche diventare luogo d’incontro e di scambio. Paesaggi, racconti, suggestioni per raccontare la nostra visione dell’Europa con parole, immagini e movimento.

TEATRO: corpo e parola, azione ed emozione. L’esperienza del teatro è dedicata alla creazione verbale e non verbale che privilegia i significati emozionali, affettivi, sensoriali, immaginativi.

ARTE: forme, materiali, tecniche. La ricerca sulle arti visive sensibilizza i partecipanti all’arte contemporanea analizzando gli strumenti del fare artistico, sviluppando le capacità di lavorare in maniera collaborativa e interdisciplinare, maturando il senso critico ed estetico.

MOVIMENTO: il pensiero prende corpo. Lo spazio del movimento creativo è orientato, alla coscienza del corpo, alla scoperta del linguaggio gestuale ed emozionale e delle sue potenzialità creative e comunicative.

Giorno:  Martedì dal 27 settembre 2016 per 12 incontri 

Orario:
14.30 – 15.30

Costo: € 30,00
ATTENZIONE! Il costo è orientativo e dipende dal raggiungimento di un numero sufficiente di partecipanti, più iscritti ci saranno, minore sarà la spesa.

Info: Lidia Violante per Associazione Genitori Govone 329. 7757392 lviolante@artest.it
https://mediarosagovone.wordpress.com/

Logo_Govone Logo_Scuole_Aperte

 

 

STRASSE / SOLO

VUOI PARTECIPARE?

 

CHI STIAMO CERCANDO:
persone che abitano il quartiere ISOLA o che  frequentino/conoscano la zona limitrofa alla stazione Garibaldi.

Non è necessariamente richiesta alcuna conoscenza specifica performativa.

SOLO è aperto a tutti. E’ richiesta una buona dimestichezza nell’uso dei telefoni cellulari.
La partecipazione è gratuita.

 

IL PROGETTO:
SOLO è un progetto site-specific ed è progettato di volta in volta in luoghi differenti, spazi pubblici come ad esempio le Grandi Stazioni, luoghi complessi di transito e circolazione, vissuti da persone legate a ritmiche e tempi di percorrenza precisi.

Il lavoro del partecipante è quello di mettersi in relazione a questa complessità per generare uno sguardo alternativo su un luogo conosciuto e accessibile a tutti, senza imporre così una visione unica delle cose.

Usando i telefoni cellulari per mettersi in comunicazione col pubblico, il lavoro crea ambiguità tra realtà e finzione. Gli stessi partecipanti/performer sono nella posizione di non sapere inizialmente chi sia lo spettatore, ma seguono un codice di azioni che permetterà loro di intuirlo mano a mano, e di guidare così il suo sguardo e le sue direzioni.

 

STRASSE
E’ un progetto fondato a Milano nel 2009 da Francesca De Isabella e Sara Leghissa.
Strasse lavora sul linguaggio performativo legato all’espressione del corpo in relazione al paesaggio urbano, e sul linguaggio cinematografico come filtro di osservazione della realtà.

Il lavoro che Strasse porta avanti genera la possibilità per lo spettatore di trasformare il suo punto di vista sullo spazio e sul contesto in cui l’opera è costruita, permettendogli di vedere ciò che già esiste, al fine di creare cornici sulla scena e sulle cose.

 

CALENDARIO

Prove:
dal 15 al 19 giugno, il 22 e il 29 settembre 2016
Indicare sul modulo di partecipazione la fascia oraria di preferenza.
Per la buona riuscita del progetto, ogni partecipante dovrà garantire la propria disponibilità per tutti i giorni di prova nella fascia oraria scelta.

 

Presentazioni pubbliche:
dal 23 al 25 settembre, il 29 settembre e l’1 e 2 di ottobre 2016

SOLO verrà presentato al pubblico durante l’ISOLA KULT, il festival culturale del quartiere isola organizzato da ZONA K.
Per la buona riuscita del progetto, ogni partecipante dovrà garantire la propria disponibilità per tutti i giorni delle presentazioni pubbliche, concordate precedendemente con la compagnia.

 

DOCUMENTAZIONE RICHIESTA

  • Modulo di partecipazione da compilare in ogni sua parte.
    Il modulo è richiesto anche per i partecipanti minorenni.
  • Qualche riga di motivazione.

 

Tutta la documentazione dovrà essere inviata via email
organizzazione@zonak.it indicando nell’oggetto “SOLO-Selezioni”.

Per ulteriori informazioni contattare Silvia Orlandi 393.8767162.

 

pic. by Luca Chiaudano

DA LIBRO NASCE LIBRO

Cosa succederebbe se il celebre burattino di legno facesse un giro all’Idroscalo? Cosa accadrebbe invece se i sette nani decidessero di farsi una bella gita al parco Trotter o se Pollicino si perdesse in città ?”

Un campus estivo alla scoperta della nostra città, seguendo il filo conduttore di un libro per l’infanzia letto insieme ai bambini.

Una storia che diventa spunto poetico per altre storie e per creare grandi libri rilegati a mano fatti dai bambini con disegni, illustrazioni, frammenti di natura e di città.
In questo campus estivo tanti saranno i luoghi da vedere, scoprire e dove organizzare ogni giorno un divertente “pic nic metropolitano”.

Posti limitati, l’iscrizione è obbligatoria. Il campus si attiverà al raggiungimento del numero minimo richiesto.

Costo: € 170,00.
Le iscrizioni sono accettate fino a esaurimento posti. 

Per scoprire il dettaglio della settimana e avere maggiori informazioni scrivi a organizzazione@zonak.it

A cura di Alterarte e Art-too

La musica della città di MI

Campus estivo in lingua tedesca.

Se ascoltiamo insieme Beethoven, cosa succede?
Come ci muoviamo sulla musica di Ciaikovskij o su quella degli ACDC?
Si può disegnare la musica di Shakira? O raccontare quella di Mozart?
E ancora: che musica ha composto Bach per raccontare la frenesia di Milano?
Quale musica sceglierei io per raccontare Piazza Duomo?
I rumori del traffico possono diventare musica? E le nostre urla durante l’intervallo?

Tra brani rubati ai musicisti e suoni rubati alla città, costruiremo una grande sinfonia urbana, colonna sonora collettiva del nostro spettacolo estivo, della nostra città di MI.

In questo campus estivo sono previsti due gruppi distinti in base alla fascia d’età; i gruppi lavoreranno in maniera autonoma:
GRUPPO MATERNA: 4 – 6 anni
GRUPPO ELEMENTARI: 7 – 11 anni

Ogni attività, salvo eventuali visite di esperti e ospiti esterni, sarà svolta in tedesco, con momenti dedicati al lavoro in piccoli gruppi per stimolare l’uso attivo della lingua anche tra i bambini.

La settimana di campus alterna momenti di attività e momenti di riposo e libertà.
Accanto ai laboratori pratici, sono previste ogni settimana 2 o 3 gite a musei e luoghi culturali della città in linea con il tema del campus.

Orario: dalle 8.00 alle 12.30 (senza pranzo) oppure  fino alle 16.30 (con pranzo)

Per avere tutti i dettagli, non perdere tempo, scrivi a organizzazione@zonak.it.

Il numero dei posti del campus estivo è limitato, le iscrizioni sono aperte fino al raggiungimento del numero massimo di iscritti.

 

TAM TAM Teatro, Arte e Movimento

Un ultimo campus estivo prima dell’inizio della scuola!
Ancora un po’ di divertimento, allegria e soprattutto creatività.

I bambini andranno alla scoperta degli altri, dello spazio, del proprio corpo, della voce, del suono, di nuove tecniche e materiali per trovare nuovi modi di raccontare ed esprimere se stessi.

Insieme creeranno una rappresentazione finale che prenderà forma e vita grazie all’apporto delle idee di tutti.

TAM TAM è il primo CAMPUS estivo multidisciplinare per bambini e bambine che affianca il TEATRO, l’ARTE e il MOVIMENTO per dare spazio alle diverse creatività, per tenere la mente aperta ad ogni forma di fantasia e sua realizzazione.

TEATRO (Enzo Biscardi): corpo e parola, azione ed emozione. L’esperienza del teatro è dedicata alla creazione verbale e non verbale che privilegia i significati emozionali, affettivi, sensoriali, immaginativi.

ARTE (Paola Gaggiotti): forme, materiali, tecniche. La ricerca sulle arti visive sensibilizza i partecipanti all’arte contemporanea analizzando gli strumenti del fare artistico, sviluppando le capacità di lavorare in maniera collaborativa e interdisciplinare, maturando il senso critico ed estetico.

MOVIMENTO (Monica Galassi): il pensiero prende corpo. Lo spazio del movimento creativo è orientato, alla coscienza del corpo, alla scoperta del linguaggio gestuale ed emozionale e delle sue potenzialità creative e comunicative.

Posti limitati, l’iscrizione è obbligatoria. Il campus estivo si attiverà al raggiungimento del numero minimo richiesto.

Costo: € 170,00.
ENTRO IL 15 LUGLIO iscrizioni aperte fino a esaurimento posti 

Per scoprire il dettaglio della settimana e avere maggiori informazioni scrivi a organizzazione@zonak.it

 

TAM TAM è anche corso annuale: ottobre 2016-maggio 2017
ZONA K crede nella commistione dei linguaggi creativi, e ne fa un suo punto di forza sia nelle attività di laboratorio per le scuole o per le famiglie, sia nelle scelte delle proposte artistiche in stagione.

L’ISOLA DEL TESORO

Campus estivo VIDEO&TEATRO.

Avete mai sentito parlare dell’isola del tesoro?
Si dice che in quest’Isola si nasconda un tesoro prezioso… sì, ma dove?
Proviamo a chiedere agli abitanti della nostra Isola se ne sanno qualcosa…

Armati di telecamere, taccuini e microfoni i bambini e le bambine partiranno all’avventura!

Come veri pirati ed esploratori di oggi andranno alla ricerca di indizi e suggerimenti, pronti a incontrare marinai, pescatori e sirene dell’Isola.

Attraverso il gioco del TEATRO e il linguaggio del VIDEO i bambini e le bambine, in questo campus estivo scopriranno gli strumenti tecnici, espressivi e narrativi per realizzare un cortometraggio che sarà mostrato a tutti gli abitanti del quartiere durante il festival ISOLA KULT a fine settembre.

Posti limitati, l’iscrizione è obbligatoria. Il campus si attiverà al raggiungimento del numero minimo richiesto.

Costo: € 170,00.
Le iscrizioni sono accettate fino a esaurimento posti. 

Per scoprire il dettaglio della settimana di campue estivo e avere maggiori informazioni scrivi a organizzazione@zonak.it

ZONA K crede nella commistione dei linguaggi creativi, e ne fa un suo punto di forza sia nelle attività di laboratorio per le scuole o per le famiglie, sia nelle scelte delle proposte artistiche in stagione.
Il campus vede la collaborazione con Federica Di Rosa e Davide Stecconi.

MUSICA PER LE MIE ORECCHIE @Unicredit Pavilion

AUDIATION INSTITUTE
presenta concerto straordinario presso Unicredit Pavilion di

MUSICA PER LE MIE ORECCHIE
concerto secondo la MLT di E.E. Gordon
per bambin* da 0 a 6 anni

Il concerto è rivolto a tutta la famiglia: mamme in dolce attesa e bambini dai 0 ai 6 anni di età accompagnati da due adulti. La musica si ascolta comodamente seduti o sdraiati a terra, immersi nel suono dei musicisti che si esibiranno attorno ai partecipanti. Un’esperienza a contatto diretto con la musica, che dona a piccoli e grandi la libertà di muoversi e interagire attraverso il corpo e la voce.

A cura di AUDIATION INSTITUTE – Organizzazione di ZONA K in collaborazione con AH-UM Milano Jazz Festival e Unicredit Pavilion

Presentarsi almeno 10 minuti prima per il ritiro dei biglietti.

Il concerto dura 45 min. E’ consentito l’ingresso in sala solo entro i primi 10 minuti di concerto.

Numero posti limitati – 8.00 € a ingresso (l’acquisto deve essere effettuato per ogni adulto e per ogni bambin* che accede al concerto)  Acquista i tuoi biglietti QUI

Per informazioni:
biglietti@zonak.it , tel. 393 8767162 (lu-ve 10.00-19.00)

 

Ensamble Musicale:
Federica Braga (tastiera e voce)
Irene Bongiorno e Claudia Veronese (voce)
Marta Noè (oboe e voce)
Daniele Paradiso (contrabbasso e voce)
Luca Spina (violino e voce)
Miriam Valvassori (arpa, flauto e voce)
+ numerosi altri insegnanti Audiation Institute e musicisti ospiti

 

Sabato 30 aprile UniCredit Pavilion ha il piacere di ospitare Millennials Save Jazz, iniziativa ideata dal

Comitato Giovani Lombardia della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO e AHUM Milano Jazz Festival.

Il progetto è parte della programmazione dell’International Jazz Day, giornata mondiale proclamata nel 2011 da UNESCO per sottolineare l’importante ruolo giocato dal Jazz nella storia e per promuovere la pace, la diversità, il dialogo tra le culture, il rispetto dei diritti umani, la libertà d’espressione nonché rafforzare il ruolo dei giovani nel portare avanti il cambiamento sociale. Per l’occasione il Comitato Giovani della Commissione Nazionale italiana per l’UNESCO promuove oltre 25 eventi in 20 regioni d’Italia.

Qui, tutto il programma della giornata.

PHYSICAL

Kiki van Eijk and Joost van Bleiswijk present PHYSICAL, an ambitious autonomous exhibition at the Salone del Mobile in Milan, including over 30 new works in five separate collections. Taking place at a beautiful modernistic theatre space in the Isola District, the designers have looked at ways in which to explore design in a physical way. Using physics, as a starting point: exploring nature’s balance, motion, warmth, light, electricity and construction, both designers have taken diverse routes of research.

The theme for PHYSICAL also refers to material in a tangible sense. As society is increasingly entrenched in the digital world, for Kiki and Joost, their roles as designers becomes more important. The quest to give shape and substance to an object is a large responsibility. The result is a series of new works from both designers, with each collection consisting of beautiful handcrafted objects.

The first of Kiki’s collections is Physical Interaction, a series of three light sculptures that highlight her passion for fusing handcraft with high tech. The wonder of a child playing has proved powerful inspiration for this piece; she took this movement into account when deciding how to illuminate the lamps. She made the switch interactive, such as blowing on a mobile, lighting a flint, covering a part with your hand to activate the dimmer or off-°©‐switch rather than using a traditional method.

Kiki’s second collection is Conversation Piece, a round table sculpture meant to question the values and worth of product industry and craft by reimagining the Dutch custom of round-°©‐table discussions. Designed in walnut, bronze, and faux marble, the sculpture includes a chair smashing through a beautiful, veneered table with purposefully unexciting desk lighting. With the piece, Kiki is asking, “Do we wonder if everything is wrong, nothing is right and everything is twisted?”

Depicted as a collection of bronze objects, her third presentation, Civilised Primitives, is a conversation about the present value of survival. Focusing on essence and origin, Kiki has looked to survival methods, which encourage inventiveness and joy in nature when combined with the basic forms that man has created: the circle, square, and triangle. The series includes an A-°©‐frame daybed, desk, candleholder, mirror, clock, desk light, curved lamp, and table lamp.

Joost presents Meccanic Constructions, a collection that draws inspiration from the model construction method Meccano, loved by children. In creating a series of hand-°©‐cut elements, which function as construction pieces, Joost ensures everything has both a functional and structural value. The presentation, made up of a coffee table, vertical lamp, shade XL and a cabinet, shows an improvised and spontaneous method of building that feels reminiscent of the structures one discovers in a physical and natural way of constructing. Joost continually added new elements to satisfy the build of each object, giving each piece a feeling of a natural and evolving physical growth.

Joost’s second collection, The Protopunk, was created from a completely improvised outcome of blow-°©‐torched pieces of flat metal, made without moulds, detailed drawings or even defined ideas. The pieces, comprised of thick cuts of steel, were roughly cut with the torch, welded together and then painted black and white. This aesthetic makes the works, a Jack table, clock, little lamp, standing lamp and key cabinet, sideboard, sidetable, chess table, chess set, pendant light, vase, stationary set, dresser become combative-°©‐looking, strong characters. The sensation is punk-°©‐like in its powerful, handmade, one-°©‐off roughness.

“Researching, experiencing and creating with your own hands is the best way to gather knowledge. This is the reason why babies from nature already experiment with physical principles. They obviously feel a need to play with physical things and are not able to live in a purely virtual world. The physical act may be very present in the final result and actual existence of objects in an exponential growing virtual world.” Kiki van Eijk & Joost van Bleiswijk, April 2016

The exhibition is supported by a series of watercolour paintings by Kiki, which will give the visitor more insight into the designers’ practice and inspiration. Photographed by Mariëlle Leenders and printed by Exposize, the smaller versions are also available as wallpapers.

 

Find more about DUTCH DESIGN ISOLA

 

ABOUT KIKI VAN EIJK
Kiki van Eijk was born in 1978 and graduated Cum Laude in 2000 from Design Academy Eindhoven. Her nostalgic approach combined with her poetic and personal style comes to life in a wide range of work like carpets, lighting, furniture, ceramics, glassware and luxurious textiles. By combining old and new techniques on unexpected objects, Kiki surprises and delights her audience. Along with her own collections, she works on projects for companies and institutions such as MOOOI, Häagen-ˇ‐Dazs, Serax, Bernhardt Design, Venice Projects, Hermès, Saint-°©‐Louis, Nodus, Omnidecor, La Montre Hermès, Rijksmuseum, 1882 Ltdand private collectors. Her work is published and sold worldwide.

ABOUT JOOST VAN BLEISWIJK
Joost van Bleiswijk was born in Delft, Netherlands in 1976. He graduated from design school in 2001, and developed his signature ‘no glue no screw’ collection, for which he is best known. These collections evolve each year, becoming more complicated, interesting, and architectural. Along with his own collections, he has worked for companies such as Ahrend, Bruut Furniture, Design Connection, Lebesque, Secondome, Moooi, and Rijksmuseum etc. His work has been exhibited in international galleries such as Moss and Vivid, along with museums such as Holon Design Museum and Zuiderzeemuseum.

WALK ON RIGHTS

Amnesty International, consapevole dell’importanza della musica, dei video, della scrittura e delle arti figurative come mezzi di trasmissione di valori quali il rispetto e la tolleranza tra gli esseri umani, ha indetto anche quest’anno il Concorso “Walk on Rights”.

In gara 5 categorie: 1. Fotografia Digitale 2. Disegno o Fumetto 3. Musica 4. Videoclip 5. Testo in Prosa o Poesia.
La PREMIAZIONE della V° Edizione del Concorso nazionale sui DIRITTI UMANI di quest’anno è dedicato alla LIBERTA‬‘ D’ESPRESSIONE.

‪#‎EspressivaMENTE‬ – dai forza alla ‪#‎libertà‬ d’espressione

Le molte opere arrivate sono al vaglio della giuria di esperti in varie discipline che hanno l’obiettivo di determinare in modo collegiale la scelta di vincitrici e vincitori.

L’ingresso è libero.

Per informazioni: 346.3673730 – walkonrights@gmail.com

Organizzato da Amnesty International Circoscrizione Lombardia

PER FAVORE, NON FACCIAMO GLI EROI

Laboratorio-Studio per la creazione di azioni performative sui temi del mito, della favola contemporanea e della leggenda metropolitana con restituzione finale alla città.

«Ogni uomo porta in se stesso una camera»: l’incipit del primo dei Quaderni in ottavo di Kafka, potrebbe ben spiegare il senso di claustrofobia ma anche di autoreclusione che il nostro  tempo sta inducendo, amplificando il paradosso della coesistenza fra iperconnessione e isolamento.

Mentre si muove in spazi apertissimi, nuovi quartieri nelle metropoli, la nostra mente, attraverso corridoi, porte, quinte, stretti luoghi di passaggio, abita il vissuto in un limbo di inspiegabile inadeguatezza.
La recente performance Remote di Rimini Protokoll ci ha posto proprio davanti a questa dicotomia, amplificata dall’uso della tecnologia, facendoci vivere isolati in uno sguardo fragile, buttato sulla città al tramonto.

Come nei racconti di Carver, spesso segnati da interruzioni e che si concludono su una sospensione, i racconti del nostro quotidiano si nutrono di notizie condivise sui social, pezzi di informazione frammentata, copia-incolla del reale, che contribuiscono ad alimentare leggende, miti ma anche paure e frasi senza conclusione. Affogati nell’enigma della comprensione reciproca, a tratti inattingibile, la Babilonia cantata da Marley appare molto più prossima di quanto non si immagini.

Qual è la funzione dell’arte in questa Storia condivisa di cui facciamo parte come esistenze pericolanti, in attesa di un gesto eroico che in fondo sappiamo non arriverà mai. Il nostro tempo ci vuole eroi o rinchiusi nella nostra stanza a vivere una favoletta senza finale in forma solitaria? Ci sentiamo realizzati o dentro un reality?

E mentre l’Occidente contemporaneo ha seppellito persino l’assoluta semplicità delle cose elementari sotto troppi strati di parole, di descrizioni, d’immagini Instagram, ci troviamo a confrontarci con altre culture che in modo impattante rispondono, con modi anche violenti e alle nostre generazioni finora ignoti, agli interrogativi cui non sappiamo dare risposta.

Giochiamo per la vittoria o siamo rassegnati anche alla sconfitta, con il mondo delle macchine piuttosto che con le culture altre, purchè sia dolce e la meno dolorosa possibile, come nei libri di Carver, o in film come Birdman?

Per conoscere cos’è e cosa è stata la propria vita c’è bisogno – come in Cathedral di “non stare dentro a niente”, ovvero di abbandonare le pareti della casa, del teatro, dell’ospedale. Aprire la finestra e respirare la libertà, per una volta, di poter scegliere, rinunciando a essere eroi ad ogni costo e accettando l’eredità dei fallimenti, il nostro tempo ha trovato amore, anche se in modo provvisorio. Per quell’amore si può precipitare sull’asfalto e volare via come il protagonista di Birdman. O Icaro.

Programma
Il percorso si articolerà in 5 incontri di due ore circa su un arco di una decina di settimane.

I primi incontri consentiranno l’acquisizione di strumenti di analisi critica attraverso materiali visivi e multimediali.

Si passerà poi ad elaborare le conoscenze, iniziando il lavoro vero e proprio di segno e creazione.

La visione di quattro spettacoli della stagione di ZONA K permetteranno l’esemplificazione e l’applicazione dell’approccio critico acquisito. Ogni spettacolo vedrà al termine un momento di confronto tra i partecipanti al laboratorio, il pubblico e gli artisti.

Tutto questo troverà infine esito nell’ultimo incontro, e nella possibilità di un momento pubblico.

Il progetto, che si svolgerà fra marzo e maggio ha lo scopo di coinvolgere chiunque abbia curiosità verso le arti dal vivo nelle sue molteplici forme (teatro, danza, arti visive, musica ecc..) in un percorso fatto di strumenti per comprendere, e per chi lo voglia sperimentare, i linguaggi dell’arte attraverso continui intrecci tra arti visuali, arti performativa e scienze del territorio.

5 incontri (ore 20.00 – 22.00)
4 spettacoli
2 interventi di artisti celebri delle arti visive
1 evento finale di restituzione alla città

 

Costo di partecipazione di tutto il laboratorio € 50,00

Le date
1. gio 3 marzo 2016
2. mar 22 marzo 2016
3. gio 31 marzo 2016
4. gio 7 aprile 2016
5. gio 21 aprile 2016

Spettacoli inclusi nel pacchetto formativo:
Dehor Audelà (14 o 15 marzo 2016)
TeatrInGestazione (8 o 9 maggio 2016) e brindisi finale.

Spettacoli con ingresso biglietto ridotto:
Motus (una data dall’8 al 12 marzo 2016)
Teatro Utile / Mascherenere (una data dal 6 all’8 maggio 2016)

Incontro di preparazione a settembre – gio 15 o gio 22 settembre 2016
La restituzione performativa finale avverrà durante il festival ISOLA KULT  23/24/25 settembre.

Iscrizioni e Informazioni: organizzazione@zonak.it 02.97378443

 

FORMATORI

Renzo Francabandera

Giornalista da oltre vent’anni, critico d’arte e teatro. Laurea, Master e Phd in discipline sociali e Master biennale in Arte e Letteratura dell’Era digitale con l’Universidad de Barcelona- IL3 (ESP).

Scrive per numerose testate giornalistiche (Hystrio, klpteatro.itwww.paneacquaculture.net tra le altre). Realizza illustrazioni e copertine per l’editoria e opera come live performer. Ha collaborato per la sezione spettacolo e arti performative alle candidature delle città di Cagliari e Siena nella candidatura a Capitale Europea della Cultura 2019.

Tiene laboratori e progetti di formazione sui linguaggi della contemporaneità e l’arte performativa in tutta Italia.

 

Michela Mastroianni

Esperta di linguaggi, teoria dell’apprendimento e sviluppo della testualità multimediale nel contemporaneo, è insegnante di lingue e letterature classiche.
E’ Master in “Ingegneria dei sistemi multimodali per la valorizzazione e la fruizione dei beni culturali” e in “Tecnologie per la Didattica” del Politecnico di Milano, dove collabora a gruppi di lavoro sull’uso degli strumenti del web 2.0 nel settore dell’istruzione, dell’informazione e della cultura nella prospettiva del Lifelong Learning e del Social Learning.
Riveste incarichi di coordinamento delle attività di formazione del personale docente e di gestione della comunicazione istituzionale attraverso il web.

 

RUGHE

Come dare movimento e vita ai segni che il tempo ha lasciato sul nostro corpo? 

Il laboratorio prevede due parti: training e improvvisazione. Il training consiste in un riscaldamanto che attraverso esercizi vari (yoga, pilates, klein technique e feldenkreis) prepara il corpo a raccontare, riconoscendone limiti e potenzialità. Ascoltandolo e allenandolo, lo prepariamo come se stessimo accordando il nostro strumento.

L’improvvisazione prevede un percorso di esercizi teatrali volto a raccogliere storie e a lasciarci sorprendere dal potere della comunicazione non verbale.

DAL 24 OTTOBRE 2016
Ogni lunedì dalle 10:30 alle 12:30

Costi: singola lezione 15 € | 5 lezioni 60 € | 12 lezioni 130 €
La prima lezione è gratuita

Per info: info@fattoriavittadini.it / noemi.bresciani@gmail.com
Noemi 333.6349480

 

IL LINGUAGGIO DEL CORPO

Corso rivolto a bambini dai 7 ai 12 anni.

Percorso di crescita sano all’interno del quale creatività, immaginazione, corpo e spazio diventano mezzi per scoprire le potenzialità artistiche del bambino.
Attraverso giochi ed esercizi guidati, si impara a conoscere la realtà e a confrontarsi con il mondo.
L’avvicinamento alla danza avviene in maniera naturale.
Nelle lezioni di gioco danza si indaga sull’improvvisazione, sull’istinto nel lavorare ed essere soli o parte di un gruppo.

Da Lunedì 18 gennaio 2016.
Ogni lunedì dalle 17:15 alle 18:15
Costi: singola lezione 10,00 € | 5 lezioni 40,00 € | 12 lezioni 100,00 € – la prima lezione è gratuita

Per info: info@fattoriavittadini.it

MA TU CHI SEI?

Focus_Identità

Ma tu chi sei? è un laboratorio di filosofia curato da Ludosofici, che propone ai bambini un percorso per riflettere sul concetto di altro, alla scoperta di ciò che è diverso da sé.

Partendo da Platone e dall’idea dell’identità di fondo che lega tutto il genere umano.

 

Ingresso:  10,00
Posti limitati, prenotazione consigliata.

 

Ludosofici – progettano eventi e percorsi per scuole, musei, aziende, comuni, biblioteche, librerie, che cercano, utilizzando gli strumenti della filosofia, di rendere visibile l’invisibile. Propongono laboratori di filosofia per e coi bambini che non si accontentano delle risposte. Propongono laboratori per insegnanti, bibliotecari, operatori culturali in cerca di nuove domande e per adulti che cercano nuovi strumenti per rispondere a nuove vecchie domande.

 

 

LA PROCEDURA

Focus_Identità

Lo scorso marzo 2015, all’interno del Focus Radio, ZONA K ha proposto il seminario di radiodramma condotto dal regista e autore tedesco Paul Plamper.

Il seminario proponeva ai partecipanti – autori, attori, performer, ricercatori e/o operatori sociali – di ideare e sviluppare progetti di radiodrammi o progetti audio, attorno al tema “Immigrazione, tra il politico e il performativo”, basando la ricerca su interviste a richiedenti asilo o richiedenti il permesso di soggiorno.

Il seminario ha avuto un ottimo riscontro da parte dei partecipanti, alcuni dei quali hanno proposto a ZONA K di proseguire insieme nella realizzazione concreta di uno o due dei progetti ideati durante il seminario.

Da qui è nato un percorso di ricerca che ZONA K ospita e coordina, il cui risultato, provvisoriamente intitolato La Procedura, verrà presentato in occasione del Focus Identità in forma di installazione multimediale o performativa.

Ingresso gratuito

 

Il FOCUS IDENTITA’ è realizzato con

Credits:

Logo_RitFut_negativo      brand milano

 

Con il sostegno di:

CLAPS COMPLETO SCRITTE LATERALI    02_MIBACT logo

 

Un progetto di:

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