Industry 4.0, la rivoluzione veloce.

 

Tecnologia, lavoro, istruzione, futuro: non c’è mistero o profezia, perché la ricerca procede ormai spedita, ma una grande domanda su quale sarà la visione che si imporrà. La tecnologia ha piani e innovazioni in costante aggiornamento. Come cambierà la nostra vita? Le tecnologie ci hanno regalato velocità, ma senza farci risparmiare tempo, anzi spesso saturandolo in una nuova contemporaneità che affronta nei prossimi anni un salto quantico forse mai visto. Quando la rivoluzione dell’industry si compirà, come verrà ridisegnata la nostra vita?

Con la partecipazione di Matteo Scanni (giornalista, regista, drammaturgo e docente di Human Innovation Culture presso H-Farm)

Modera la serata Angelo Miotto

Durata 60 min. – In italiano
diretta streaming sulle pagine Facebook @zonakmilano e @qcodemagazine

 

Image: freepik.com

L’uomo che cammina

 

Proiezione del film L’uomo che cammina, progetto artistico realizzato da DOM- nella sua edizione milanese.
Un’opera video realizzata da Studio Azzurro, gruppo storico di ricerca artistica che esplora il linguaggio video e gli ambienti mediali, coniugando l’applicazione delle tecnologie con l’idea di un’arte a vocazione sociale.

Nel corso della serata interverranno: Antonio Moresco, Leonardo Delogu, Valerio Sirna, Studio Azzurro e Repubblica Nomade.

 

c/o Cinema Beltrade Via Nino Oxilia 10 – M1 Pasteur

progetto video di Studio Azzurro a cura di Alberto Danelli, Laura Marcolini, Martina Rosa, tratto dall’omonima live-perfomance di DOM-, ideazione, drammaturgia e regia a cura di Leonardo Delogu, Valerio Sirna con Antonio Moresco e con Francesca Agabiti, Isabella Macchi, Paola Galassi, con la partecipazione degli allievi di ITAS Giulio Natta, con il contributo di Teatro Stabile dell’Umbria collaborazione Museo Del Novecento, Milano Sport, Abbazia di Chiaravalle, Hotel Corvetto

Durata 20 min. + incontro – In italiano – Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti

 

Vai alla PERFORMANCE 

 

 

FOCUS ECOLOGY

Černobyl’: una catastrofe,
un punto di partenza e di consapevolezza. 

Il nuovo incontro organizzato in collaborazione con Q Code Mag avrà come oggetto il disastro nucleare sovietico, ormai un vero e proprio caso di turismo dopo il successo della serie Tv degli ultimi mesi.

Questo terzo capitolo di discussione vedrà quindi alternarsi il ricordo di chi ha studiato e percorso le strade delle areee contaminate, una analisi e storie di consapevolezza che sono riuscite a decollare proprio grazie all’orrore di quel disastro, anche nelle energie pulite, e un accenno anche alle tecniche drammaturgiche della serie tv, perché quel successo è una leva importante per una sana ecologia.

Interverranno:
Gianluca Ruggieri: ingegnere ambientale università Insubria e vice presidente di ènostra
Gigi Donelli:
giornalista di Radio 24
Yarina Grusha: insegnante della lingua e letteratura ucraina all’UNIMI, traduttrice.
Al momento del disastro, sua mamma l’aspettava di 6 mesi.

 

Modera l’incontro: Angelo Miotto di Q Code Mag

Ingresso gratuito, consigliata la prenotazione: biglietti@zonak.it

 

 

FOCUS ECOLOGY

Próximo

Per la prima volta in Italia Próximo, ultima creazione di Claudio Tolcachir fondatore della Compagnia Timbre4 di Buenos Aires, considerato il regista e drammaturgo più interessante del teatro contemporaneo.

In Próximo si parla di un amore a distanza vissuto da due ragazzi che nella realtà non si incontrano mai ma si parlano e si vedono solo attraverso pc e smartphone. Uno spagnolo, di Madrid; l’altro argentino, dall’Australia, il pubblico diventa testimone della nascita e della costruzione di questo amore, fatto di parole, di silenzi ed emozioni filtrati da uno dispositivo tecnologico. Lo spettacolo racconta dunque l’esperienza di essere lontano da tutto ma, allo stesso tempo, quella di vivere le emozioni più intense di una vita senza una presenza fisica, nascite, morti, amore, sesso. E indaga tutte le possibilità e i limiti di una relazione costruita sulla connessione di skype in tempi di ipercomunicazione dove parlare d’amore sembra essere un atto di resistenza.

 

Venerdì 22 novembre a fine spettacolo Claudio Tolcachir e la compagnia incontrano il pubblico in una chiacchierata moderata da Sara Chiappori (La Repubblica).

 

Un progetto ZONA K e Teatro Franco Parenti

 

Spettacolo teatrale – durata 70 minuti – in spagnolo con sottotitoli in italiano
c/o Teatro Franco Parenti, via Pierlombardo 14 Milano

 

 

testo e regia Claudio Tolcachir con Santi Marín, Lautaro Perotti luci Ricardo Sica scene Sofia Vicini costumi Cinthia Guerra organizzazione Teatro TIMBRe 4 produzione Jonathan Zak, Maxime Seuge

 

Vai al WORKSHOP DI INTERPRETAZIONE PER ATTORI PROFESSIONISTI con Claudio Tolcachir

ANDY FIELD

“La performance one-to-one è come bussare alla porta di uno sconosciuto (…) incerto su quello che troverò dall’altra parte, in quale mondo inciamperò e quali mondi inciamperanno in me”.

I lavori di Andy Field sono insolitamente formali e interattivi e invitano a considerare le nostre relazioni con gli spazi che abitiamo e con le persone che ci circondano.  Nel corso degli anni ha creato progetti artistici in teatri, gallerie, magazzini, parcheggi multipiano, strade cittadine.

Le sue performance interattive sono pensate per coinvolgere pubblici differenti: intere famiglie, come nel caso del fortunato Curious Creatures presentato al Natural History Museum di Londra che ha visto, in 5 giorni, oltre 6 mila partecipanti, o coinvolgono il singolo spettatore, come nel caso di Lookout, performance one-to-one e site specific realizzata in collaborazione con una scuola elementare locale.

Co-direttore dell’organizzazione artistica Forest Fringe è anche docente ospite presso la Royal Holloway University e autore di pubblicazioni per The Guardian, The Stage e Contemporary Theatre Review.

Giovane ed eclettico Andy Field dedica una parte significativa del suo lavoro al coinvolgimento attivo di giovani e giovanissimi.

Ingresso libero fino ad esaurimento posti, suggerita la prenotazione.
Tessera ZONA K obbligatoria (€ 2,00)

Incontro organizzato con il supporto del British Council.

Durata 60 min. – In inglese con traduzione in sala
c/o ZONA K

 

Vai alla performance Lookout

 

FOCUS ECOLOGY

(Af)fondati sull’economia?

 

Dieci anni di crisi, 40 anni di politiche neoliberali: le nostre società sono divise, fratturate, senza una visione chiara del futuro.
È possibile allora costruire un pensiero economico che ci faccia riemergere dall’apnea dell’ingiustizia sociali e del degrado ambientale?

 

Intervengono:
Clara Capelli – Economista dello sviluppo esperta di Medio Oriente e Nord Africa. Ha esperienze di lavoro e ricerca in Tunisia, Libano e Palestina. Lavora attualmente a Gerusalemme.

Valeria Verdolini – Ricercatrice all’Università degli Studi di Milano, sociologa del diritto e attivista, è presidente di Antigone Lombardia. Dentro e fuori l’Università, si è occupata di processi di: democratizzazione, movimenti sociali, primavere arabe, carcere, politiche di sicurezza, migrazioni, giustizia penale, femminismi. Tra i fondatori di cheFare, project manager e ideatrice di Rosetta, collabora con noi all’ideazione e alla progettazione culturale di molte iniziative.

Modera: Christian Elia – condirettore di Q Code Mag

 

 

I soldi fanno la felicità

 

Stravolgere il vecchio adagio, che nega questo potere dei soldi, significa andare a vedere come sia cresciuta e come si sia diffusa una nuova finanza, etica, e quali siano gli strumenti adatti e necessari per educarci ed educare in campo economico e finanziario.

Fra gli attrezzi che sono stati sperimentati su scala globale con particolare successo, dai contadini delle terre povere fino ai sostenitori di alcune forze politiche occidentali, c’è il microcredito.

Una serata di dialogo su questi temi.

Intervengono: Ugo Biggeri, presidente di Banca Etica e Matteo Zagaria, amministratore di CreSud, società italiana che finanzia microcredito nel sud del mondo da 20 anni.

Modera la serata Angelo Miotto.
A cura di Q Code Mag.

 

 

pic. by Freepick

ECONOMY

VAI AGLI SPETTACOLI

DELLA STAGIONE TEATRALE 

 

E’ l’era della “mercantilizzazione del mondo”, del mercato unico con un pensiero unico. Il successo del capitalismo su scala mondiale porta ad affermare che non sia mai esistita una rivoluzione economica d’impatto così globale.

Eppure questo sistema non può non tenere conto di tre ordini di problemi che da esso derivano: l’iniquità, l’instabilità e il costo ambientale, che si traducono in crisi ecologica, globalizzazione, consumismo, diseguaglianze sociali.

A fronte della capacità o incapacità di arrivare a una soluzione dei tre fattori critici, sembra tuttavia incontrovertibile la considerazione che la crescita costituisca per tutti un presupposto per rendere più equa la distribuzione dei redditi, dare stabilità al sistema e salvaguardare l’ambiente.

“Come favorire allora una crescita economica che sia allo stesso tempo durevole e sostenibile?”

Nel 2018 il premio Nobel per l’Economia viene assegnato a Nordhaus e Romer, per i loro studi che evidenziano una stretta relazione tra andamenti macroeconomici, cambiamento climatico e nuove tecnologie e mettono in luce le contraddizioni nel paradigma del capitalismo, sottolineando la necessità di decisioni politiche lungimiranti.

Nel 2019 anche noi, con la nostra stagione teatrale, rivolgiamo il nostro sguardo al mondo economico, agli eccessi e alle distorsioni del denaro, alla società che ne viene influenzata, all’ambiente che subisce o si ribella, all’innovazione tecnologica che produce sviluppo o implosione sociale.

ECONOMY è la nostra risposta a una scienza complicata, a modelli di sviluppo che conosciamo superficialmente, a una realtà che sembra correre senza darci il tempo di comprenderla.

Quattro focus, MONEY, SOCIETY, ECOLOGY, TECHNOLOGY, quattro personali declinazioni di quegli aspetti che riteniamo più stringenti, affidati all’interpretazione di artisti internazionali e italiani che, come noi, non smettono di interrogarsi sul presente.

Il 2019 rinsalda inoltre le collaborazioni con numerose realtà cittadine, a conferma della necessità di un’economia della cultura condivisa. Si confermano quindi i legami con Teatro delle Moire/Danae Festival, Triennale Teatro dell’Arte, Teatro Franco Parenti, Stanze – esperienze di teatro d’appartamento, Olinda/TeatroLaCucina, Stratagemmi/Prospettive Teatrali, Laboratorio Lapsus, mare culturale urbano e Fattoria Vittadini.

FOCUS #1
• MONEY •

Costo del denaro, rating, tassi d’interesse, inflazione, deflazione, investimenti, stock market trading, bitcoin….

L’inclusione finanziaria passa anche dall’alfabetizzazione. In Nepal – dove circa il 18% della popolazione è completamente esclusa dal sistema bancario – Prakash Koirala fornisce servizi di educazione finanziaria per informare, coinvolgere, motivare e responsabilizzare i consumatori verso l’indipendenza e la disciplina finanziaria.

Sarebbe necessario farlo anche altrove?

Oggi le più recenti statistiche dicono che le 62 persone più ricche del mondo posseggono la medesima ricchezza della metà più povera del pianeta e i guru dell’economia mondiale immaginano una “globalizzazione” 4.0 in favore di una crescita più centrata sull’uomo, più sostenibile, più inclusiva.

Con quali mezzi e strumenti?

Un focus MONEY e quattro spettacoli che parlano di soldi sono la nostra risposta. Quattro modi diversi di affrontare un tema spinoso da prospettive differenti.

 

22 | 23 FEBBRAIO
KALEIDER (UK)
The Money

c/o ZONA K

 

5 MARZO
I soldi fanno la felicità
a cura di Q Code Mag

incontro c/o ZONA K

 

15 | 16 MARZO
MAURO PESCIO (IT)
Mio cugino (Limited edition)

c/o ZONA K

 

22 | 23 MARZO
ONTROEREND GOED (BE)
£¥€$ (Lies)

c/o ZONA K

 

31 MARZO
CHRISTOPHE MEIERHANS (CH/BE)
Trials of Money (preliminary hearing)

c/o ZONA K

 

 

VAI A TUTTA LA STAGIONE

The Money

 

The Money è un incrocio tra un gioco e uno spettacolo teatrale.
Puoi scegliere di essere un Testimone silenzioso e guardare o un Giocatore e prendere parte alla decisione su come spendere una somma vera di denaro.

Da Giocatore puoi esprimerti come preferisci. Ma devi raggiungere un accordo con i tuoi compagni prima che il tempo scada e seguendo le regole che ti verranno date. Se queste condizioni non vengono soddisfatte, i soldi passano al gruppo di giocatori successivo.
Testimoni silenziosi  possono aggiungersi al gruppo dei Giocatori in qualsiasi momento e questo può cambiare tutto.

La premessa ludica di questo celebre lavoro prepara il terreno a una delle conversazioni più memorabili a cui si possa assistere, poiché l’altruismo in realtà presto si dirige verso interessi personali, le personalità di ciascuno si scontrano e le gerarchie vengono capovolte.

I risultati possono portare a tensioni come in un thriller, o possono essere ridicolizzati come in una farsa, ma alla fine ciò che ci si chiede è: ci sono davvero dei valori su cui possiamo essere d’accordo?  La cosa più preziosa di tutte è l’intesa comune? Infine, cos’è la cosa più interessante che possiamo fare insieme a cui non possiamo sottrarci?

 

Gioco|Spettacolo durata 100 min. – in italiano
c/o ZONA K

 

Produzione: Kaleider Ideazione e regia: Seth Honnor Collaborazione artistica: Alice Tatton-Brown Direttore di produzione: Jay Kerry PerformersGemma Paintin, Hanora Kamen, Gilda Deianira Ciao Foto: Prudence Upton 

 

BIGLIETTERIA SPECIALE The Money

Se vuoi essere un Giocatore sentiti libero di scegliere l’importo del prezzo del tuo biglietto.
Biglietto Giocatore: 10 euro (questo è l’importo minimo che puoi pagare online – se vuoi pagare di più avvisa la biglietteria 02.97378443)
Se vuoi essere un Testimone silenzioso scegli il prezzo intero o ridotto come al solito: 16 euro (intero) – 12 euro (ridotto under 26/over 65/gruppi)
La sera di spettacolo, si prega di portare almeno 10 euro in contanti nel caso in cui si decida di diventare un Giocatore durante il gioco-spettacolo.

 

FOCUS MONEY

Mio cugino
(Limited edition)

 

In un focus dove gli spettacoli raccontano dei meccanismi finanziari/matematici, relativi al denaro, abbiamo pensato a uno spettacolo che toccasse più l’aspetto umano e che raccontasse vite vissute. Ed è in quest’ottica che ospitiamo Mio cugino (Limited edition) di Mauro Pescio che, a suo modo, ha condotto comunque una sorta di indagine sociologica che racconta il nostro quotidiano.

In questo spettacolo Mauro Pescio ci farà conoscere storie di vita vere di persone che ha incontrato. Ha scelto narrazioni che fossero capaci di sfidare le nostre aspettative sul mondo. Un ragazzo che ha vissuto la dipendenza da videopoker, un ex pornodivo, una liceale sopravvissuta alla strage di San Valentino 2018 in un campus in Florida, un figlio di un poliziotto ucciso dalle Br, una coppia in crisi per futili motivi. In altre parole, ha cercato storie vere che sembrassero inventate.

Non ha messo limiti riguardo agli argomenti: le storie possono riguardare grandi eventi o piccole cose, situazioni tragiche o comiche, insomma qualsiasi esperienza di vita capace di darci un punto di vista originale e significativo della realtà. Lasciandosi guidare dalla convinzione che più ci sforziamo di capire il mondo, più il mondo si fa elusivo e ingannevole e che soltanto nelle esperienze degli esseri umani si possa andare a cercare una qualche risposta capace di contenere un nocciolo di verità.

 

Spettacolo – durata 65 min. – in italiano
c/o ZONA K

 

Di Mauro Pescio Con Mauro Pescio, Giulia Valli e Stefano Malatesta e con l’amichevole partecipazione di alcuni amici, colleghi e umanità varia in via di definizione

 

Ingresso: 15 euro (intero)  – 10 euro (ridotto under 26/over 65/gruppi)

 


Mauro Pescio
, autore radiofonico e teatrale, vive a Roma. Dopo essersi diplomato alla Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano si trasferisce a Roma dove fonda una compagnia teatrale con cui lavora per dieci anni. Dal 2012 è autore di “Voi siete qui” per Radio24 e dal 2015 di “Pascal” di Radio2. Dal 2017 collabora con Radio3 per la trasmissione di audiodocumentari “Tre soldi”. Per Audible ha scritto “La piena”, prima produzione italiana di Amazon di un podcast teatrale.

 

 

FOCUS MONEY

£¥€$ (Lies)

 

Il modo migliore per rapinare una banca è possederne una.” (William K. Black, avvocato e docente americano specializzato in reati finanziari)

Un casinò, una poker backroom illegale per provare l’ebrezza di essere parte di quell’élite dell’1% della popolazione che fa girare l’economia mondiale. Non c’è più tempo per l’etica, si è dentro per vincere. In questo covo di intrighi e trading, sono l’adrenalina e le decisioni di investimento – non il lancio di dadi – che contano. Come è il tuo rating del credito?
Chi viene salvato, chi riceve lo status di spazzatura, chi implode? Hai davvero in controllo o stai facendo un azzardo? Il pluripremiato collettivo belga Ontroerend Goed fornisce una visione della complessità del sistema monetario e del suo impatto sulla nostra vita, immergendo il pubblico nel mondo finanziario e permettendo di diventare protagonisti del “gioco” del capitalismo ad alto assorbimento.

 

Gioco|Spettacolo per 42 spettatori a replica – durata 110 min. – in inglese
c/o ZONA K

“Spettacolo realizzato nell’ambito del progetto Teen Time.“

 

Regia: Alexander Devriendt  Copione: Joeri Smet, Angelo Tijssens, Karolien De Bleser, Alexander Devriendt & cast Testi: Joeri Smet  Cast: Max Wind, Britt Bakker Costumi: Astrid Peeters  Musica: Johannes Genard Scenografia: vormen & Nick Mattan  Drammaturgia: Koba Ryckewaert,  Julie Behaegel (intern/stagiaire)  Produzione: David Bauwens Assistente di produzione: Charlotte Nyota Bischop Co-produzione: Vooruit Kunstencentrum, Ghent (BE), Theatre Royal, Plymouth (UK), Richard Jordan Productions (UK)  Si ringraziano: Toneelacademie Maastricht (NL), Khalid Koujili, Maria Dafneros, Miriam Matthys, Tamara Searle, Jeffrey Caen, Ruud Vanderheyden, Bram Billiet, Thomas Dhanens, Bo Marlijnen, Louiza Vande Woestyne  Con il supporto della Comunità Fiamminga, la Provincia di East-Flanders e la Città di Ghent

 

Ingresso: 15 euro (intero)  – 10 euro (ridotto under 26/over 65/gruppi)

 

Il collettivo belga Ontroerend Goed, sotto la direzione artistica di Alexander Devriendt, realizza progetti e dispositivi scenici che si fondano sul qui e ora, invitando il pubblico a partecipare e a vivere un’esperienza intensa. Il gruppo ha vinto numerosi premi in Europa e i loro lavori sono rappresentati nei maggiori festival in tutto il mondo. Ontroerend Goed crea e realizza dispositivi scenici che portano lo spettatore ad interrogarsi su come noi, individui, ci posizioniamo nel mondo di oggi. In ogni modo, sia che si tratti di ripercorrere la storia dell’universo in una sera, trasformare gli spettatori in elettori, guidare gli sconosciuti attraverso un labirinto di specchi e avatar per incontrarsi, il collettivo ha fatto sì che il suo marchio di fabbrica sia ogni volta imprevedibile nei contenuti e nella forma. Gli Ontroerend Goed sono: Alexander Devriendt, Joeri Smet, Charlotte De Bruyne, Karolien De Bleser, Angelo Tijssens, David Bauwens, Wim Smet, Babette Poncelet and Karen Van Ginderachter.

 

FOCUS MONEY

 

Trials of Money
(Preliminary Hearing)

 

Il denaro che usiamo quotidianamente può essere ritenuto responsabile dello stato desolante del mondo di oggi? Cosa significherebbe ritenerlo responsabile delle sue azioni? Trials of Money sfida l’idea che il denaro sia solo uno strumento o un mezzo, e lo tratta come un essere complesso, un’entità “semi-umana” che ha acquisito un’operatività autonoma e sfugge al controllo degli uomini che ne fanno uso.

Questa nuova versione della performance si basa sulle testimonianze raccolte di nove testimoni: un ex-banchiere, un impiegato della Suisse National Bank, un senzatetto, un ricco filantropo, un nativo americano, un professore di economia, un abitante di un kibbutz e un criminologo. Invita il pubblico a prendere parte alle azioni di un tribunale fittizio, condotto come esercizio collettivo dove tutti i presenti assumono liberamente la posizione di accusa o di difesa, sulla base delle loro convinzioni e influenzati dallo svolgimento del procedimento.

ll denaro può essere effettivamente processato di fronte a un tribunale umano? E se alla fine l’imputato dovesse essere giudicato colpevole, quale dovrebbe essere la giusta sentenza?

PRIMA
Conferenza spettacolo – durata 120 min. ca – in italiano
c/o ZONA K

 

“Spettacolo realizzato nell’ambito del progetto Teen Time.“

Un progetto ZONA K e Stanze

 

Ingresso: 15 euro (intero)  – 10 euro (ridotto under 26/over 65/gruppi)

 

 

Ideazione e regia: Christophe Meierhans Performer: Christophe Meierhans, Luca Mattei Drammaturgia: Bart Capelle Con la partecipazione di: Shila Anaraki, Jochen Dehn, Adva Zakai Scenografia: Decoratelier Jozef Wouters Decori: Giammarco Falcone Light saber microphones: Alexis Pawlak, Gaia Carabillo Costumi: Sofie Durnez, Valerie Le Roy Disegno luci: Luc Schaltin Consulente monetario: Olivier Auber Produzione: HIROS, Elisa Demarré Co-produzione: AUAwirleben (Bern), BIT Teatergarasjen (Bergen), BUDA (Kortrijk), FAR° (Nyon), Kaaitheater (Brussels), Nouveau Théâtre de Montreuil (Paris), Teatro Maria Matos (Lisbon), Vooruit (Gent), ZONA K (Milan) Con il supporto di: Vlaamse Gemeenschap, ProHelvetia

 

 

Christophe Meierhans (Geneva; Brussels) lavora con e attraverso la performance, lo spazio pubblico, l’installazione, il suono, la musica e il video. Il suo lavoro consiste soprattutto nello sviluppare strategie di intervento nella vita quotidiana, attraverso la manipolazione di convenzioni accettate, abitudini sociali o usi semplici. I frammenti di realtà diventano la cornice per operazioni artistiche in grado di ridirezionare la banalità al fine di farla riapparire sotto angolazioni inattese. Il suo lavoro solleva questioni sulle norme e le convenzioni, confondendo un contesto casuale con altri diversi, e mettendo a confronto lo spettatore con qualcosa di altro, con la stranezza di essere nel posto “sbagliato”, o la possibilità che il luogo possa diventare qualcosa di diverso.

 

FOCUS MONEY

SPECIALE IETM MILANO/FESTIVAL DEL SILENZIO

In occasione del Satellite Meeting IETM a Milano – organizzata da Fattoria Vittadini e in parallelo al Festival del Silenzio ZONA K accetta con piacere l’invito a presentarsi al pubblico interazionale di IETM presentando e trascrivendo in Inglese Generazione gLocale, la sua prima produzione, realizzata per Migrarti 2017, in collaborazione con Andrea Ciommiento e Roger Bernat.

Accoglie al contempo in sede la versione inglese di My Place di QUI E ORA, partner di ZONA K agli albori e abituale frequentatrice degli appuntamenti di IETM.

2 MAGGIO
ZONA K
Generazione gLocale

Site specific 

 

2 MAGGIO
QUI E ORA
My Place

c/o ZONA K

 

VAI A TUTTA LA STAGIONE

Generazione gLocale
Think different, play local

Uno spazio pubblico. 
Un gruppo di adolescenti di Milano. 
Una voce in cuffia che pone domande, istruzioni e suggerimenti. 
Spettatori che si muovono nello spazio.
 

I protagonisti di questa storia sarete voi, Pubblico, e noi, Attori. Una squadra sarà il riflesso dell’altra. Uno specchio, uno scontro, una differenza. Una lotta di classe generazionale. Saremo divisi solo da una linea. In altre parole vorremmo costruire con voi un luogo dove fare accadere quasi tutto. Quasi, altrimenti sarebbe utopia.

“Generazione gLocale” è una battaglia d’identità. Il format, dopo la prima versione, vede la sua presenza in diverse città coinvolgendo gruppi di adolescenti nella creazione di drammaturgie locali interamente dedicate al confronto tra generazioni. Durante i nostri laboratori chiediamo ai ragazzi di costruire l’identikit della tribù gLocale. Grazie all’incontro con loro proviamo a farci domande di cui non sappiamo già le risposte. Ci chiediamo, per esempio, come condividere autenticamente una biografia con il pubblico. Così raccogliamo storie trasformandole in una esperienza collettiva dove attori e spettatori saranno entrambi protagonisti.

Performance partecipata – durata 40 min. ca. – in inglese e International Sign.

c/o Palazzo Regione Lombardia – Piazza Città di Lombardia n. 1

Ingresso gratuito, prenotazione obbligatoria — biglietti@zonak.it

 

Idea e progetto ZONA K  Regia Andrea Ciommiento  Supervisione Roger Bernat  Creazione collettiva Anes Fettar, Deborah Yebout, George Vasquez Colonia, Imane Mouslim, Issaka Abdou, Jaouher Brahim, Kausar El Allam, Leandro Perez, Mariam Lahmpur, Milagros De Los Santos, Momo Moukett, Sabina Ali, Silvio Bruscaglia, Sumaya Jabril Con Anes Fettar, Kausar El Allam, Imane Mouslim, Momo Moukett, Jaouher Brahim, Mattia Ghezzi, Matteo Coppola, Shady Mostafa Coordinamento Coop. Diapason e A.P.S. Asnada Collaborazione C.L.A.P.Spettacolo dal vivo  Supporto logistico Coop. Olinda Sostegno MigrArti 2017 – MiBact e Assessorato alla Cultura – Comune di Milano

 

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My Place

In scena tre corpi nudi – o meglio in biancheria intima – volutamente messi in evidenza: masse corporee vive e non censurate, vere, oneste e ben diverse da quelle che ancora oggi siamo abituati a vedere in mostra sui giornali, su internet, in televisione. Tre donne non più giovani ma non ancora vecchie, certamente non perfette. Ma belle. Perché autentiche. E disposte, in uno show surreale, ad offrirsi al pubblico per quello che sono: corpi senza casa né spazio, sfrattate dal proprio io, lanciate a inseguire, divorare e moltiplicare le proprie ombre. Con passo leggero e sguardo ironico e tragicomico sul femminile.

My Place segna l’occasione di mettere a confronto due poetiche diverse e affini. Due sguardi sul femminile. Si incontrano la ricerca di un movimento che nasce da corpi non convenzionali e la sperimentazione sulla drammaturgia autografa, lo sguardo ironico e l’indagine sul contemporaneo. Le attrici-autrici di Qui e Ora prestano corpo alle visioni di Silvia Gribaudi e offrono a loro volta alla coreografa e performer un immaginario contemporaneo con cui mettersi a confronto.

 

Spettacolo – durata 60 min. ca. – in inglese
c/o ZONA K

Ingresso: €15,00 intero; €10,00 ridotto (under 25, over 65 e gruppi di min. 8 persone)

Un progetto di Qui e Ora Residenza Teatrale Ricerca materiali Francesca Albanese, Silvia Baldini, Silvia Gribaudi, Laura Valli Regia Silvia Gribaudi  Assistente alla regia Roberto Riseri  Con Francesca Albanese, Silvia Baldini e Laura Valli  Immagini visive Silvia Gribaudi  Disegno luci Silvia Gribaudi e Domenico Cicchetti  Technical care Paolo Tizianel Foto Michela Di Savino Residenze La Piccionaia (Vicenza) | L’arboreto – Teatro Dimora (Mondaino RN) | Olinda –Teatro La Cucina (Milano)  Finalista In-Box 2017 

 

Qui e Ora Residenza Teatrale nasce nel 2007. È una compagnia di produzione e una residenza teatrale, lavora su drammaturgie autografe, con una spiccata attenzione al contemporaneo. Opera in stretto contatto con il territorio e promuove progetti culturali legati al teatro in luoghi insoliti. Da anni conduce una sperimentazione sulla casa attraverso percorsi di inchiesta teatrale che hanno portato a incontrare case e persone e attraverso la programmazione di una rassegna di teatro presso abitazioni private. Qui e Ora lavora sul tema del femminile attraverso workshop, percorsi di inchiesta, produzione di spettacoli (2012 MADRI concerto di sbagli e di intimità, 2013 A corto di bugie, 2014 Saga Salsa). L’incontro di Qui e Ora Residenza Teatrale con la coreografa e performer.
Silvia Gribaudi avviene su un comune interesse tematico e su esperienze affini sviluppate nell’ambito della formazione, intorno a differenti aspetti del femminile.

 

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FOCUS #2
• SOCIETY •

Già negli anni Trenta, Keyens sosteneva che la vera sfida da vincere è quella di riconnettere in modo intelligente e non regressivo economia e società.

A un secolo di distanza e dopo un’altra devastante crisi economica, è lecito chiedersi se è ancora possibile una mediazione tra la spinta modernizzatrice del progresso e le esigenze della società.

I movimenti populisti di oggi – che siano guidati dall’alto o nati spontaneamente dal basso – danno voce a un malessere diffuso che contesta gerarchie sociali bloccate, ascensori sociali fermi, concentrazione della ricchezza sempre più evidente e che non vede più possibile l’acquisizione di benessere e sicurezza come assicurato in passato.

Eppure in un panorama così desolante e confuso, non mancano le voci di chi reclama il lato umano dell’economia, scienza sociale che si deve occupare del benessere dell’uomo “nell’interesse della stabilità e della giustizia sociale”.

Il focus attraversa diverse visioni – ironiche, disilluse, preoccupate – della società di oggi, che sull’economia si fonda e talvolta vi affonda.

 

5 MAGGIO
KTO THEATRE (PL)
Peregrinus
Spettacolo itinerante

14 MAGGIO
(Af)fondati sull’economia?
a cura di Q Code Mag
incontro c/o ZONA K

 

21 | 22 MAGGIO
BABILONIA TEATRI (IT)
Calcinculo
c/o ZONA K

 

24 | 25 MAGGIO
ANNIE DORSEN (USA)
Spokaoke
Site specific

 

28 | 29 MAGGIO
LA BALLATA DEI LENNA (IT)
Human animal. Liberamente tratto da “Il re è pallido” di D.F. Wallace
c/o ZONA K

 

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Peregrinus

 

Uno spettacolo itinerante senza parole ispirato alla poesia di T.S. Eliot

Profondo ma suggestivo, esprime le angosce umane in un mondo disumanizzato.

Lo spettacolo descrive una giornata qualsiasi di un uomo del XXI° secolo. Un individuo “normale” contemporaneo, la cui vita si divide tra casa e lavoro, una vita vissuta fusa alla vita lavorativa. Le sue peregrinazioni nella ricerca di un senso da dare alla propria esistenza si rispecchiano nel suo lavoro quotidiano, privo di spiritualità, di amore o bellezza.

Il mondo di Peregrinus è un mondo digitale, triste, terribile e grottesco, nel quale il consumismo è l’unica religione. Lui stesso abita nella vetrina di un negozio. Un personaggio dello spettacolo rivelerà le avventure del protagonista in contesti differenti e in situazioni diverse.
L’Homo Peregrinus è un essere umano “formattato”, prevedibile, privo di emozioni e di personalità.

Lo spettacolo è stato rappresentato in molte città della Polonia, ma anche in Canada, Cina, Croazia, Inghilterra, Francia, Georgia, Germania, Iran, Corea, Lituania, Romania, Russia, Spagna e USA.

 

Performance – 60 min ca. – senza parole – gratuito

Punto di ritrovo: VIA DE CASTILLIA 14, ai piedi del Bosco Verticale,
all’inizio della PASSEGGIATA LUIGI VERONELLI verso PIAZZA GAE AULENTI

 

Un progetto ZONA K in collaborazione con Fattoria Vittadini
Inserito nel programma del FESTIVAL DEL SILENZIO

 

Testo, musica e regia: Jerzy Zon Ideazione maschereSpitfire Company Disegno Maschere: Joanna Jaśko-Sroka Movimenti e coreografie: Eryk Makohon Performers: Karolina Bondaronek, Paulina Lasyk, Grażyna Srebrny-Rosa, Justyna Wójcik, Marta Zoń, Sławek Bendykowski, Bartek Cieniawa, Paweł Monsiel/Krzysztof Tyszko, Michał Orzyłowski

 

Il KTO è un teatro che crea spettacoli per la strada. I suoi spettacoli hanno visto la partecipazione di oltre un milione e mezzo di persone. Dal 1° gennaio 2005 la KTO ha lo status di teatro comunale di Cracovia. Il direttore del Teatro KTO è Jerzy Zon. Il KTO Theatre ha realizzato numerosissimi spettacoli all’aperto portando in scena gli eventi storici più rilevanti della storia polacca ed europea: “De la Revolution”, in occasione dell’anniversario dei Duecento anni della Rivoluzione francese, “The Refugees”, un’installazione sulla caduta del muro di Berlino, “The Polish Chronicle” in occasione dell’entrata in Europa della Polonia, per citarne alcuni. Inoltre, il KTO Theatre ha organizzato 31 edizioni del Festival Internazionale di Teatro di Strada a Cracovia oltre ad altri progetti culturali.

Calcinculo

 

Punta di eccellenza nel panorama italiano della ricerca teatrale i Babilonia Teatri arrivano a Milano con una nuova creazione, una sorta di concerto vero e proprio attraverso cui riescono a far passare contenuti densi e pregni di ribellione. La parola ripetuta che racconta il disincanto per un mondo (im)perfetto, cifra inconfondibile della compagnia, viene plasmata soprattutto in canzoni, appositamente scritte sulle note di Lorenzo Scuda (Oblivion), costruendo uno spettacolo in cui musica e teatro si contaminano e dialogano in modo ininterrotto e vorticoso.

Calcinculo è uno spettacolo dove le parole prendono la forma della musica. Dove la musica prende la forma delle parole. Viviamo un tempo ossessivo che le parole e le immagini non riescono più a raccontare da sole, la musica arriva in soccorso come una medicina e o una miccia esplosiva.

Calcinculo è uno spettacolo che vuole fotografare il nostro oggi. Le sue perversioni e le sue fughe da se stesso. La sua incapacità di immaginare un futuro, di sognarlo, di tendere verso un ideale, di credere. Con questo spettacolo i Babilonia raccontano il mondo che ci circonda con il loro sguardo tagliente, dolente ed ironico.

 

Spettacolo – durata 60 min. – in italiano
c/o ZONA K

 

 

Di e con: Enrico Castellani e Valeria Raimondi Musiche Lorenzo Scuda Direzione di scena Luca Scotton Fonico Luca Scapellato Produzione Babilonia Teatri, La Piccionaia centro di produzione teatrale Coproduzione Operaestate Festival Veneto Scene Babilonia Teatri Produzione 2018. Si ringraziano il Coro Ana Valli Grandi e Cuore Husky rescue

 

Babilonia Teatri è tra le compagnie più innovative del panorama teatrale contemporaneo, distinguendosi per un linguaggio che a più voci viene definito pop, rock, punk. Si è imposta sulla scena italiana per il suo sguardo irriverente e divergente sull’oggi Babilonia Teatri vince nel corso degli anni numerosi riconoscimenti Oltre che nelle principali città italiane, gli spettacoli della compagnia sono stati ospitati numerose volte anche all’estero, dalla Francia alla Germania, dall’Austria all’Ungheria, dalla Bosnia-Erzegovina alla Croazia, dalla Colombia alla Russia. Enrico Castellani e Valeria Raimondi, fondatori della compagnia nel 2006, sono i Direttori artistici di Babilonia Teatri. Drammaturghi, autori, registi e attori, Castellani e Raimondi hanno base a Verona. Lorenzo Scuda dal 1999 al 2003 studia Musical alla BSMT di Bologna e da lì partecipa prima come musicista/orchestrale e poi come attore e cantante a diverse produzioni, la più importante è Jesus Christ Superstar con la Compagnia della Rancia nel ruolo di Pilato. Nel 2002 fonda gli Oblivion. È autore e co-autore dei testi, arrangiatore e compositore di tutte le loro produzioni. Hanno debuttato a novembre 2018 col loro primo musical originale: La Bibbia riveduta e scorretta, regia di Giorgio Gallione. Dal 2009 lavora prevalentemente per gli Oblivion, dedicandosi anche all’attività di docente per corsi e seminari musicali per improvvisatori teatrali in tutta Italia.

Spokaoke

 

Un microfono, uno schermo, il testo che scorre in sovrimpressione, due minuti per esibirsi davanti al pubblico. Cantanti? No, al loro posto ci sono altri grandi artisti che sono passati alla storia per la loro passione, la loro eloquenza, le loro parole.

Spokaoke è un evento partecipativo che invita il pubblico a declamare discorsi così come canterebbe canzoni in un karaoke bar. Cinquanta speech-video caricati in un dispositivo-karaoke e disponibili in un catalogo che gli spettatori possono sfogliare: discorsi politici, discorsi pubblici, monologhi teatrali, elogi, testimonianze di processo, ecc. Alcuni sono familiari al punto da essere considerati icone (“I have a dream”, “Mr. Gorbaciov, abbattete questo muro”); altri sono meno noti; alcuni fanno parte della nostra storia, altri dell’immaginario collettivo.

Recitare questi vecchi discorsi significa riconoscerli per quello che sono: frammenti di storia e di arte popolare. Ecco un’opportunità per rendere omaggio ad alcuni dei più grandi produttori di hit di tutti i tempi e resuscitare così trionfi e traumi del nostro passato lontano e prossimo.

Se il karaoke ci offre l’occasione di riconoscere una proprietà condivisa del patrimonio musicale pop, Spokaoke ci permette di giocare con un’eredità di artefatti parlati costruendo una Top10 del discorso collettivo.

 

Performance partecipata – durata 60 min. – in italiano

Un progetto di ZONA K con Stanze

 

24 maggio c/o Casa Privata – l’indirizzo verrà comunicato via sms 
25 maggio c/o ZONA K

Ingresso: € 10,00 compreso aperitivo

 

 

Ideazione: Annie Dorsen Sound design: Vladimir Kudryatsev and Uli Ertl Assistenza: Lola Harney Management: Natasha Katerinopoulos Co-produzione steirischer herbst (Graz) Black Box Teater (Oslo)

 

Annie Dorsen è una regista e scrittrice newyorkese le cui opere esplorano l’intersezione di algoritmi e performance dal vivo. Il suo progetto più recente, The Slow Room, è stato presentato in anteprima al Performance Space di New York nell’autunno 2018. I progetti precedenti, tra cui The great outdoors (2017), Yesterday Tomorrow (2015), A piece of work (2013) e Hello hi there (2010), sono stati ampiamente rappresentati negli Stati Uniti e in altri paesi. Collabora e scrive per The Drama Review, Theatre Magazine, Etcetera, Frakcija e Performing Arts Journal (PAJ).

Human animal.

 

Lo spettacolo prende vita dalla lettura de Il re pallido, ultimo romanzo pubblicato postumo dell’americano David Foster Wallace, dedicato all’eroica quotidianità di un gruppo di funzionari dell’Agenzia delle Entrate di una cittadina di provincia negli USA, con l’intento di indagare la noia, e la capacità/incapacità dell’essere umano di saper sopravvivere alla burocrazia. De Il re pallido, romanzo rimasto incompiuto, al seguito del suicidio di DFW, non restano che brandelli di storie non finite in cui possiamo scorgere le esistenze frammentate dei protagonisti, e respirare il tormento di DFW nel tentare a tutti i costi di trovare un senso all’esistenza umana.

Partendo da qui, La Ballata dei Lenna attraverso un percorso di immedesimazione con l’autore, ha condotto nell’arco di alcuni mesi, una ricerca all’interno di diversi uffici dell’Agenzia delle Entrate del nostro Paese, con l’intento di indagare un mondo che nell’immaginario comune di eroico ha ben poco. Il materiale ha prodotto una drammaturgia originale che gioca con la frammentarietà del romanzo per dar vita ad un docuteatro che dona, assieme allo sguardo degli spettatori, un nuovo senso all’opera.

Spettacolo – durata 70 min. ca. – in italiano
c/o ZONA K

 

 

Di Paola Di Mitri Regia Nicola Di Chio, Paola Di Mitri, Miriam Fieno Con Nicola Di Chio, Paola Di Mitri, Miriam Fieno Voce narrante Alex Cendron Luci e visual concept Gennaro Maria Cedrangolo e Eleonora Diana Video e riprese Vieri Brini e Irene Dionisio Costumi Valentina Menegatti Produzione La Ballata dei Lenna Produzione esecutiva ACTI Teatri Indipendenti Sostegno alla produzione Hangar Creatività, ZONA K Milano, Factory Compagnia Transadriatica, Principio Attivo Teatro In collaborazione con Scuola Holden

 

La Ballata dei Lenna è un collettivo di ricerca teatrale fondato da Nicola Di Chio, Paola Di Mitri e Miriam Fieno che nasce nel 2012 alla Civica Accademia d’Arte Drammatica “Nico Pepe” di Udine, dove i tre attori si formano e si diplomano. Il lavoro di compagnia si concentra sullo studio delle relazioni tra la collettività e il suo quotidiano, nel tentativo di mettere in evidenza i punti di attrito dell’immaginario contemporaneo. L’idea del teatro come una rappresentazione collettiva porta la compagnia alla ricerca e all’uso di una varietà di linguaggi, che vanno dalla centralità dell’attore alla sua scomposizione, dalla parola al movimento, dal suono all’immagine. I tre artisti fondano il loro lavoro in una prospettiva che comprende l’arte dell’autore, il mestiere di interprete e il ruolo di direttore della scena.

FOCUS #3
• ECOLOGY •

Climate change, green economy, ecological economics…

Le Nazioni Unite definiscono la green economy una reale prospettiva per una crescita del reddito e dell’occupazione guidati da investimenti che mirano alla riduzione dell’inquinamento, all’aumento delle energie rinnovabili, all’efficienza delle risorse ed a evitare la perdita di biodiversità.

Il climate change è un dato di fatto: le temperature sono in aumento, l’andamento delle precipitazioni sta variando, ghiaccio e neve si stanno sciogliendo e il livello medio del mare si sta innalzando a livello globale.

Ciononostante le diffidenze verso quella scienza che Darwin indicava come “economia della natura” e che nel 1866 assurse a scienza indipendente con il nome di ecologia, sono ancora troppe.

Sebbene gli scienziati ci dicano che siamo entrati nella cosiddetta era dell’antropocene, in cui l’ambiente terrestre è fortemente condizionato dagli effetti dell’azione umana, assistiamo a una schizofrenia globale. Da un lato previsioni politiche, sociali ed economiche devastanti sul futuro del pianeta, avvalorate da iniziative protezionistiche, chiusure nazionalistiche, ridiscussione degli accordi di Parigi del 2015; dall’altro la nascita di movimenti transnazionali in favore dell’ambiente, nuove generazioni consapevoli dei rischi e soprattutto lo sviluppo di investimenti economici in campo energetico che fanno sperare che la green economy non resti solo un miraggio.

 

SPECIALE RESIDENZE:
Spettacoli itineranti

 

11 | 14 + 16 + 18 |20 OTTOBRE
DOM- LEONARDO DELOGU, VALERIO SIRNA (IT)
L’UOMO CHE CAMMINA
Un progetto ZONA K e Danae Festival
Camminata Urbana

 

16 OTTOBRE
ANDY FIELD (GB)
Masterclass

 

17 OTTOBRE
L’uomo che cammina
Il film di Studio Azzurro
c/o Cinema Beltrade Milano

 

19 | 20 OTTOBRE
ANDY FIELD (GB)
LOOKOUT “un incontro uno a uno con vista sulla città”
Performance site specific

 

23 OTTOBRE
ČERNOBYL’: UNA CATASTROFE,
UN PUNTO DI PARTENZA E DI CONSAPEVOLEZZA. 

incontro a cura di Q Code Magazine

 

26 | 27 OTTOBRE
BERLIN (BE)
ZVIZDAL [CHERNOBYL, SO FAR – SO CLOSE]
performance multimediale c/o TeatroLaCucina

 

 

VAI A TUTTA LA STAGIONE

 

FOCUS ECOLOGY

Scavi

 

Scavi è un progetto collaterale a Quasi niente, spettacolo liberamente ispirato al film Deserto rosso di Michelangelo Antonioni, un lavoro attorno alla figura della protagonista del film, Giuliana, una “selvatica vestita elegante” che si fa carico di quella marginalità che da sempre attrae i due artisti.

Scavi è una performance che vuole essere la restituzione pubblica delle “scoperte” nella fase di indagine del lavoro sulla nuova creazione.

Scavare con pazienza, come fanno gli archeologi, per trovare una nota a margine, un pensiero inespresso, un’idea appena abbozzata, la fotografia di una scena non montata. È l’incontro con il processo creativo, un materiale vasto, fitto, grezzo, del quale l’opera è solo la punta dell’iceberg. Così Daria Deflorian e Antonio Tagliarini, insieme a Francesco Alberici, si sono avvicinati al primo film a colori di Michelangelo Antonioni, Il deserto rosso. A ZONA K restituiranno le scoperte dei loro Scavi.

 

Un progetto ZONA K e Triennale Teatro dell’Arte
Inserito nel programma di FOG Triennale Milano Performing Arts.

 

Spettacolo – durata 60 min. ca. – in italiano
c/o ZONA K

Ingresso: 16 euro (intero) – 11 euro (ridotto under 26/over 65/gruppi) – 8 euro (studenti) – 9 euro tesserati ZONA K

oppure c/o la biglietteria di Triennale Milano da mar a ven – dalle 10.30 alle 19.30 e i giorni di spettacolo c/o ZONA K da due ore prima dall’inizio.
info e-mail: biglietteria.teatro@triennale.org tel: +39 02.72434258

Agli spettacoli in ZONA K si accede previa iscrizione all’associazione.

 

Un progetto di Daria Deflorian e Antonio Tagliarini Scritto ed interpretato da Francesco Alberici, Daria Deflorian e Antonio Tagliarini Consulenza letteraria Morena Campani Accompagnamento e distribuzione internazionale Francesca Corona Organizzazione Anna Damiani Foto Elizabeth Carecchio Coproduzione A.D. e Festival di Santarcangelo In collaborazione con Istituto Italiano di Cultura di Parigi residenza produttiva Carrozzerie | n.o.t Roma

 

Daria Deflorian e Antonio Tagliarini sono autori, registi e performer. Il loro primo lavoro è del 2008, Rewind, omaggio a Cafè Müller di Pina Bausch. Nel 2009 portano in scena from a to d and back again. Tra il 2010 e il 2011 hanno lavorato al “Progetto Reality” che, a partire dai diari di una casalinga di Cracovia, ha dato vita a due lavori: l’installazione/performace czeczy/cose (2011) e lo spettacolo Reality (2012), lavoro per il quale Daria Deflorian ha vinto il Premio Ubu 2012 come miglior attrice protagonista. Ce ne andiamo per non darvi altre preoccupazioni ha debuttato nel 2013 (Premio Ubu 2014 come miglior novità italiana mentre nel 2016 riceve il Premio della Critica come miglior spettacolo straniero in Quebec, Canada). Hanno creato due site specific: Il posto (2014) creato e presentato a Milano alla Casa Museo Boschi/Di Stefano per il progetto “Stanze” e Quando non so cosa fare cosa faccio (2015). Il cielo non è un fondale ha debuttato nel 2016 a Losanna. Lo spettacolo Quasi Niente ha debuttato nell’ottobre 2018.

Francesco Alberici (1988), terminati gli studi classici, si laurea in Economia e Commercio presso l’Università Bocconi di Milano. Si diploma come attore alla scuola Quelli di Grock e lavora in diversi spettacoli della compagnia stessa. Con il collettivo FRIGOPRODUZIONI, del quale è fondatore assieme a Claudia Marsicano e Daniele Turconi, realizza Socialmente eTropicana, lavori grazie ai quali il gruppo ottiene diversi riconoscimenti. Nel 2015 partecipa al corso di perfezionamento teatrale “Il corpo nelle parole” del Centro Teatrale Santa Cristina. Nel 2016 inizia una collaborazione con Daria Deflorian e Antonio Tagliarini, che lo porta a prendere parte ai progetti Il cielo non è un fondale, Quasi niente e Scavi.

Ti voglio un bene pubblico

 

Progetto vincitore BANDO OPEN /// CREAZIONE [URBANA] CONTEMPORANEA 2019 – nuova produzione

“Il primo che, avendo cintato un terreno, pensò di dire ‘questo è mio’ e trovò delle persone abbastanza stupide da credergli, fu il vero fondatore della società civile. Quanti delitti, quante guerre, quanti assassinii, quante miserie ed errori avrebbe risparmiato al genere umano  (J.J. Russeau Origine della disuguaglianza, 1754)

 

Ti voglio un bene pubblico è un gioco urbano che riflette su infrastrutture di divisione quali cancelli, muri, recinti. Tanto di quello che ci circonda è fatto di muri e recinzioni; capirne il senso, di volta in volta, è una pratica civile necessaria. Significativo osservare che l’ articolo del codice civile che regola la costruzione di recinzione di fondi per fissare la proprietà privata viene definito ‘ius escludendi alios’: determinare il proprio escludendo l’altro.
Quando un muro smette di proteggere e comincia a dividere, segregare ed escludere? E quando ad essere recintato è uno spazio pubblico di cui si limita l’accessibilità quanto di pubblico rimane di quello spazio pubblico? Posto un muro, quanto di quello che c’è dietro non possiamo conoscere?

 

Preacquisto obbligatorio. I biglietti verranno ritirati presso il luogo di partenza.

 

Gioco urbano itinerante per 24 spettatori – durata 75 min. – in italiano
Luogo di partenza: c/o Fermata M1 Pasteur, viale Monza 34

 

Un progetto di Elisabetta Consonni In collaborazione con Cristina Pancini, Sara Catellani e Barbara Stimoli Con il sostegno di IntercettAzioni – Centro di Residenza Artistica della Lombardia (un progetto di Circuito CLAPS e ZONA K, Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire) Con la consulenza di Adriano Cancelleri Una produzione: Pergine FestivaCo-produzione ZONA K, In\Visible Cities/Contaminazioni digitali, Terni Festival


Elisabetta Consonni è attiva nella riflessione e pratica di come l’arte possa essere detonatore di cambiamento sociale a partire dal 2014 con Ergonomica, contenitore di ricerca per la relazione del corpo con lo spazio urbano. Nell’ambito di tale ricerca, accompagna lo studio teorico alla realizzazione di azioni come: “We want to become architecture” e “Go with the flow” ( Polonia, 2014), la costruzione coreografata di “Pompenpurg Park” (Rotterdam, Biennale di Architettura 2014), “Il secondo Paradosso di Zenone” ( Milano, 2016), “Abbastanza Spazio per la più tenera delle attenzioni” (progetto per la Biennale Danza 2016). Cura il simposio Spazio Ergonomico presso la Biennale Danza 2016.

 

SPECIALE RESIDENZE ECOLOGY

 

FOCUS ECOLOGY

R 500 – Safari nel labirinto urbano
#Studio I. L’Isola che non c’è.

 

R 500 – Safari nel labirinto urbano #studio I. l’Isola che non c’è_primo studio è una performance itinerante e partecipativa che conduce il pubblico all’esplorazione della natura, a volte nascosta ai nostri occhi, e della sua complessa relazione con l’architettura urbana e gli abitanti, in uno stretto raggio di 500 metri compreso tra ZONA K e la Biblioteca degli Alberi.

La performance nasce da un lavoro collettivo di ricerca artistica e da un’analisi scientifica di questo specifico raggio di 500 metri: performer, ecologi, architetti e musicisti danno vita a un safari urbano coinvolgente e unico, composto in frammenti sonori, racconti, visioni ed incontri.

 

Gioco urbano per 66 spettatori – in italiano
Durata: 90 min. circa
Luogo di partenza: c/o ZONA K

 

Un progetto di Pleiadi, Campsirago Residenza, in collaborazione con ZONA K (I), The Intrnational Accademy for Natural Arts (NL), BAM – Biblioteca degli Alberi Milano (I), Con il sostegno di IntercettAzioni – Centro di Residenza Artistica della Lombardia (un progetto di Circuito CLAPS e ZONA K, Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire) artistic and scientific team Michele Losi, Sjoerd Wagenaar, Sofia Bolognini, Liliana Benini, Luca Maria Baldini, Emilio Padoa Schioppa, collettivo Studio Pasta Madre.

 

Pleiadi Art Productions nasce nel 2015 in seno a Campsirago Residenza. È un progetto di produzione aperto e multidisciplinare che prende vita dall’esperienza teatrale e performativa di Michele Losi e dall’esperienza artistica dell’attrice Mariasofia Alleva, insieme a Riccardo Calabrò, drammaturgo, Marialuisa Bafunno, scenografa, Stefania Coretti, costumista e artista visiva, Alberto Sansone, videomaker, Diego Dioguardi, sound designer, musicista e dj. È incentrato sulla sperimentazione nell’ambito della performing art, del teatro nel paesaggio e delle produzioni site-specific. Pleiadi è un luogo aperto ad artisti di diverse discipline e provenienze che condividono l’intento di creare Arte anche per coloro che non sono soliti frequentarla: per chi, ad esempio, a teatro non è mai entrato o ha smesso di entrare.

 

SPECIALE RESIDENZE ECOLOGY

 

FOCUS ECOLOGY

L’uomo che cammina

 

L’arte sta in far sì che tutto sia falso e paia vero.
L’arte sta in far sì che tutto sia vero e paia falso.
« il realismo è l’impossibile » – W. Siti

Dopo il grande successo ottenuto nella scorsa stagione, ritorna l’operazione straordinaria di DOM- che, a partire dalla graphic novel di Jiro Taniguchi, costruisce una drammaturgia di spazi in cui lasciar esplodere il confine tra centro e periferie, tra urbano e terzo paesaggio, tra umano e non umano.

Un uomo, lo scrittore e drammaturgo Antonio Moresco, percorre la città passeggiando. Attraverso il suo viaggio il paesaggio si apre e si nasconde agli occhi del pubblico che lo segue a distanza, come a spiarlo, in bilico tra identificazione e distacco.

Gli spazi si susseguono come in un ininterrotto piano sequenza – una piazza, una stazione, una cattedrale, un campo incolto, una palude, una piscina pubblica, un motel. L’esperienza viva del cammino diventa il pretesto per un corpo a corpo con il reale.

 

Un progetto ZONA K e Danae Festival

 

I biglietti verranno ritirati presso il luogo di partenza.

 

SOLD OUT, per repliche 11 – 14 ottobre, lista d’attesa completa. 

 

Performance urbana, itinerante per soli 15 spettatori.
Durata del tragitto: 4 ore e 30 minuti ca.

Il luogo di partenza sarà comunicato via sms a ciascun partecipante il giorno prima della performance prenotata, pertanto verrà chiesto un contatto telefonico. La performance prevede un percorso a piedi di circa 4 ore e mezza, si raccomanda di indossare abbigliamento e scarpe comodi. Non è adatta a persone con capacità motoria ridotta.

 

Ideazione, drammaturgia e regia a cura di DOM- / Leonardo Delogu, Valerio Sirna Produzione Teatro Stabile dell’Umbria, ZONA K, Danae Festival, Terzo paesaggio Con Antonio Moresco e con Paola Galassi e Isabella Macchi Con la partecipazione degli allievi di ITAS Giulio Natta di Milano Organizzazione e guida Francesca Agabiti Liberamente ispirato al fumetto di Jiro Taniguchi – L’uomo che cammina Testi inediti Antonio Moresco Progetto video Studio Azzurro A cura di Alberto Danelli, Laura Marcolini, Martina Rosa Musiche originali Fabio Zuffanti Elaborazione suono Lorenzo Danesin Collaborazione Museo Del Novecento, Milano Sport, Abbazia di Chiaravalle, Hotel Corvetto Con il sostegno di IntercettAzioni – Centro di Residenza Artistica della Lombardia (un progetto di Circuito CLAPS e ZONA K, Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire)

VAI AL FILM DI STUDIO AZZURRO

 

DOM- è un progetto nato nel 2013 dalla collaborazione tra gli artisti Leonardo Delogu, Valerio Sirna ed Hélène Gautier. Indaga il linguaggio delle performing arts, con una particolare attenzione alla relazione tra corpo e paesaggio, e si impegna nella trasmissione di peculiari pratiche di abitazione, legate allo spazio e al tempo della creazione artistica. DOM- costruisce eventi performativi, seminari, camminate, scritti, giardini, installazioni, video, reportage fotografici. 

Antonio Moresco, Scrittore italiano [Mantova, classe 1947]. Dopo aver compiuto un difficile apprendistato di cui dà conto in Lettere a nessuno (1997) documentando criticamente la
difficoltà di emergere dalla condizione di scrittore sotterraneo e rifiutato dal mondo editoriale italiano, ha pubblicato nel 1993 la raccolta di racconti Clandestinità, in cui sono già presenti i temi che sostanziano la sua opera, resi in uno stile asciutto e iperrealista che ne accresce l’impatto drammatico: quello della solitudine, in primo luogo, attraversata da una dimensione del sogno come straniamento da sé, cui si affianca il motivo ricorrente di una ricerca affannata di senso che si dipana attraverso percorsi obliqui e instabili. Il fulcro dell’opera di Moresco ruota intorno alla vasta opera Giochi dell’eternità, scritta nell’arco di 35 anni, costituita da Gli esordi (1998), Canti del caos (edito in due volumi nel 2001 e 2003) e Gli increati (2015). Tra le sue altre opere: La cipolla (1995), Lo sbrego (2005), Scritti di viaggio, di combattimento e di sogno (2005), Merda e luce (2007), La lucina (2013), Fiaba d’amore (2014), I randagi (2014), Piccola fiaba un po’ da ridere e un po’ da piangere (2015), L’addio (2016), Fiabe da Antonio Moresco (2017) e, entrambe nel 2018, L’adorazione e la lotta e Il grido.
Fondatore nel 2003 del blog Nazione indiana, nel 2005 ha creato la rivista telematica e cartacea Il primo amore.

 

FOCUS ECOLOGY

Lookout

“Un incontro uno a uno con vista sulla città”

Creato in collaborazione con una scuola locale, Lookout è l’incontro uno-a-uno tra un adulto, del pubblico, e un bambino. Uno scambio tra due persone, che potrebbero non incontrarsi normalmente, che avviene sulla cima di un edificio di Milano dove insieme guardare la città dall’alto e immaginare il futuro.
La conversazione che condividono è un tranquillo viaggio attraverso il passato, il presente e il futuro guidati dalle strade e dai punti di riferimento disposti davanti a loro.
Attraverso sogni di architettura utopica e possibili catastrofi, speranze e paure, mode del futuro, demolizioni proposte e progressi reali e immaginari, esplorano due versioni molto diverse della città in cui entrambi vivono.

Lookout è un tentativo di considerare le grandi domande in piccolo, per riscoprire con uno sguardo diverso la nostra Milano che normalmente chiamiamo casa.
Questa versione è stata sviluppata attraverso un laboratorio con gli alunni della classe terza elementare dell’I.C. Vittorio Locchi di Milano che prendono parte alla performance.

Fino ad oggi Lookout è stato presentato in: Inghilterra, Nuova Zelanda, Egitto, Lituania, Estonia, Cina, Shanghai, Vancouver. Questa versione è stata sviluppata attraverso un laboratorio con gli alunni della classe quarta elementare dell’I.C. Vittorio Locchi di Milano che prendono parte alla performance

Ideazione Andy Field Produzione Beckie Darlington Musica e suono Tom Parkinson Drammaturgia Sybille Peters Con la straordinaria partecipazione della Classe IVB I.C. Vittorio Locchi sede di via Passerini: FRANCESCO, YAMAL, CRISTIAN, OLIVIA, DAVIDE C., DAVIDE D., ARAME, ADAM, RAHUL, KSENIA, MATTEO, ALESSANDRA, ANNA, LEONARDO, SABRINA, FEDERICO, BRIANA, VICTOR

 

Un progetto ZONA K e STANZE

Prenotazione obbligatoria.

Ingresso unico € 8,00 + d.p.

La performance si terrà anche in caso di pioggia.

c/o terrazza coperta Best Western Hotel Blaise & Francis, Via Enrico Annibale Butti, 9 (quartiere Dergano).

Ai fini della performance, lasciare NUMERO DI TELEFONO per essere contattati dalla produzione.

 

 

Andy Field è un artista, scrittore e curatore artistico con base a Londra. Realizza progetti che mirano a considerare le nostre relazioni sia con gli spazi che abitiamo sia con le persone che ci circondano. Lavora soprattutto con bambini e ragazzi. Ha creato progetti interattivi per le famiglie al Museo di Storia Naturale di Londra, al Southbank Centre e alla Arnolfini Gallery di Bristol. È co-direttore del Forest Fringe e scrive per The Guardian e la rivista The Stage e Contemporary Theatre Review.

 

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FOCUS ECOLOGY

Zvizdal
[Chernobyl, so far – so close]

 

Ucraina. Circa un migliaio di abitanti sono tornati nei territori contaminati della Zona di Esclusione in un raggio di 30 km da Chernobyl. Sono chiamati samosiols: coloro che hanno fatto ritorno.

Pétro e Nadia non se ne sono mai andati.

Quando la giornalista e scrittrice Cathy Blisson li ha incontrati nel 2009, Pétro e Nadia (entrambi ottantenni) erano gli unici due abitanti di un villaggio fantasma lungo appena 4 km. In seguito al disastro nucleare che esplose nella notte tra il 26 e il 27 aprile 1986, Zvizdal fu dichiarata non idonea per l’uomo. Un evento drammatico che ha condizionato la vita di centinaia di migliaia di ucraini, russi e bielorussi. Status: ufficialmente designato per l’evacuazione.

25 anni dopo ‘Chernobyl’ Pétro e Nadia vivono ancora lì, soli, circondati da una foresta che lentamente sta invecchiando con loro. In compagnia di un cane da guardia, una mucca magrissima, un lama e poche galline trascorrono le giornate, invocando Stalin e tutti i santi, in attesa che prima o poi il villaggio si ripopoli.

Un progetto di lungo corso (dal 2011 al 2015), Zvizdal si dispiega attraverso il trascorrere delle stagioni in un mondo dove il pericolo, invisibile, è ovunque. Una riflessione sull’isolamento, la questione della sopravvivenza, la solitudine e l’attesa della morte.

Performance multimediale – durata 60 min. ca. – in italiano

In collaborazione e c/o
Olinda/TeatroLaCucina, Ex O.P. Paolo Pini – via Ippocrate, 45

 

Ritiro biglietti nei giorni di spettacolo c/o TeatroLaCucina



Ideazione: Bart Baele, Yves Degryse, Cathy Blisson Con Nadia Pylypivna Lubenoce e Pétro Opanassovitch-Lubenoc Scene Manu Siebens, Ina Peeters, Berlin Interviste Yves Degryse, Cathy Blisson Camera e montaggio Bart Baele, Geert De Vleesschauwer Registrazione suono Toon Meuris, Bas de Caluwé, Manu Siebens, Karel Verstreken Traduzione Olga Mitronina Composizione musicale Peter Van Laerhoven Coproduzione Het Zuidelijk Toneel (Tilbourg); PACT Zollverein (Essen); Dublin Theatre Festival; Kunstenfestivaldesarts (Bruxelles); BIT Teatergarasjen (Bergen); Künstlerhaus Mousonturm (Francfort-sur-le-Main); Theaterfestival Boulevard (Den Bosch); Brighton Festival; Onassis Cultural Centre [Athène, GR]; Le CENTQUATRE-PARIS Co-realizzazione Le CENTQUATRE-PARIS; Festival d’Automne à Paris In collaborazione con deSingel (Anvers) Con il supporto di Gouvernement Flamand.

Lo spettacolo ha debuttato il 12 maggio 2016 al Kunstenfestivaldesarts (Bruxelles)

 

Fondatori di BERLIN nel 2003, i registi Bart Baele e Yves Degryse decisero di non scegliere un genere in particolare, ma di avventurarsi nel regno del documentario e lasciare che fossero i luoghi delle loro incursioni a guidare la loro ispirazione. Questa filosofia ha dato vita a due cicli progettuali: Holocene (l’attuale era geologica) dove il punto di partenza è sempre una città o un altro luogo del pianeta, e Horror Vacui (paura del vuoto) nel quale storie vere e toccanti vengono delicatamente districate attorno ad una tavola. Il ciclo Holocene comprende Jerusalem, Iqaluit, Bonanza, Moscow e Zvizdal. I primi tre episodi di Horror Vacui sono invece Tagfish, Land’s end e Perhaps all the dragons. I BERLIN sono tuttora al lavoro su entrambi i cicli. Holocene terminerà nella città di Berlino (da qui il nome del gruppo) con la creazione di un progetto di docu-fiction che coinvolgerà gli abitanti delle città protagoniste degli episodi precedenti. La compagnia ha lavorato in 27 paesi diversi negli ultimi anni, all’interno di vari circuiti: dai teatri agli spazi espositivi, dai festival alle location speciali.

 

FOCUS ECOLOGY

You fight!

 

Ci sono le tre S per cui in molti combattono: Soldi, Sesso, Successo. Quello dei lavoratori dello spettacolo online è un fenomeno in costante espansione.

Kokoschka Revival lavora allo sviluppo dell’ultima produzione, uno spettacolo multimediale che indaga le bizzarre forme di intrattenimento in live streaming e il fenomeno della monetizzazione della propria immagine nelle piattaforme online.

Si tratta di un lavoro che narra la storia di due ragazze che lavorano e vivono il loro quotidiano nello spazio virtuale: due fighters che non si guardano mai negli occhi, pur condividendo, per assurdo, lo stesso spazio del reale. Nell’era del branding del sé, dell’individualismo dominante, dello smartphone intimo e inseparabile… YouFight! Per cosa stai combattendo?

YouFight! è una piattaforma, dove ogni utente combatte per vivere e guadagnare soldi, che riceve in forma di credito/Like dal suo pubblico (chiamiamo questa moneta Energy Coin). Ognuno può proporre il gioco di combattimento che vuole, e le nostre due protagoniste si sfidano a chess Boxing: uno sport nel quale si alternano un round di Boxe e uno di scacchi. Nella stessa piattaforma di YouFight! si può spendere il tempo libero in altri servizi di intrattenimento immersivi, da fruire in solitudine ma sempre sotto gli occhi di un pubblico.

 

Spettacolo multimediale – Durata 50 min. – In italiano
Seguirà una sessione partecipata informale di circa 60 min, in cui il pubblico potrà provare le tecnologie interattive.

c/o ZONA K

Ingresso: 15 euro (intero)  – 10 euro (ridotto under 26/over 65/gruppi)

 

con Ondina Quadri, Alice Raffaelli ideazione e regia Ana Shametaj composizione musiche e design interazioni sonore Andrea Giomi grafica e design interazioni video Fabio Brusadin mentor progettazione sistemi interattivi Stefano Roveda dramaturg e disegno luci Riccardo Calabrò scene e costumi Marialuisa Bafunno, Giulio Olivero sviluppo applicativo per smartphone m0k1.pw produzione Kokoschka Revival con il sostegno di IntercettAzioni – Centro di Residenza Artistica della Lombardia (un progetto di Circuito CLAPS e ZONA K, Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire) 

 

 

Kokoschka Revival è un collettivo artistico interdisciplinare fondato a Milano nel 2013, la cui ricerca si muove trasversalmente in un dialogo tra teatro, cinema e musica sperimentale. Ad oggi le produzioni consistono in spettacoli teatrali, performance, film sperimentali e feste/happening. Gli spettacoli del collettivo sono stati prodotti in residenze nazionali e internazionali, soprattutto in Francia e Danimarca. Dal 2015 al 2017 il collettivo ha organizzato numerose feste e eventi performativi a Macao (Milano), proponendo una sua idea di programmazione artistica.

 

SPECIALE RESIDENZE TECHNOLOGY

The Milan Experiment

 

L’Imaginometric Society, fondata da un gruppo di studenti dell’Accademia di Brera e del Conservatorio di Milano, ha realizzato il progetto che ha rappresentato l’Italia alla Quadriennale di Scenografia di Praga (giugno 2019), premiato con l’Award for Imagination.

The Milan Experiment sviluppa la ricerca sull’immaginazione umana iniziata a Praga, aggiungendo nuove possibilità di funzionamento all’Imaginometro, lo strumento concepito per dimostrare il primo principio imaginometrico: l’immaginazione è ciò che ci rende umani. Ammessi uno alla volta nel cuore dell’Imaginometro, la Performative Machine, i visitatori vivranno un’esperienza immersiva, personalizzata e non replicabile, realizzando senza sosta il secondo principio imaginometrico: l’immaginazione aumenta riflettendo sé stessa. L’immaginazione collettiva del Milan Experiment disegnerà il volto delle prossime ricerche, legate al terzo principio imaginometrico: l’immaginazione non può essere riprodotta, ma solo ogni volta ricreata.

 

Partecipazione gratuita.

c/o Sala delle adunanze dell’Istituto Lombardo, via Brera 28

 

in occasione di ACCADEMIA APERTA 2019/2020
Un progetto della Scuola di Scenografia, Accademia di Brera e della Scuola di Musica Elettronica, Conservatorio di Milano in collaborazione con Scuola di Comunicazione e valorizzazione del Patrimonio artistico , Accademia di Brera, con il supporto di Istituto Lombardo, Accademia di Scienze e Lettere, con il sostegno di  IntercettAzioni – Centro di Residenza Artistica della Lombardia (un progetto di Circuito CLAPS e ZONA K, Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire), sponsor tecnico EVO GROUP   e con la partecipazione di amici, piccoli e grandi, di ZONA K

 

SPECIALE RESIDENZE TECHNOLOGY

 

Padre d’amore
Padre di fango

 

Durante la residenza a ZONA K, Cinzia Pietribiasi ha lavorato su un progetto immaginato da tempo: uno spettacolo che fosse in grado di raccontare la storia di una relazione. Quella di una figlia con il proprio padre. Nessuna rappresentazione, nessun personaggio: una storia che non viene raccontata ma piuttosto attraversata. La narrazione procede per frammenti, immagini della memoria, eventi storici e copre un arco di tempo che va dal 1979 al 1992. Ma Padre d’amore Padre di fango è vita presente. Gli spettatori sono convocati per essere testimoni di un atto d’amore che si realizza nel processo creativo e in ultima istanza nello spettacolo stesso. Se esiste un senso, l’unica salvezza risiede in un inno collettivo alla vita.

 

PRIMO STUDIO.
Digital performance e installazione intermediale

 

Durata 70 min. – In italiano
c/o ZONA K

 

Ingresso: 15 euro (intero)  – 10 euro (ridotto under 26/over 65/gruppi)

 

 

di Cinzia Pietribiasi produzione Compagnia Pietribiasi/Tedeschi coproduzione DAF Teatro dell’Esatta Fantasia Con il sostegno di IntercettAzioni – Centro di Residenza Artistica della Lombardia (un progetto di Circuito CLAPS e ZONA K, Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire)  performer Cinzia Pietribiasi suoni Giorgia Pietribiasi immagini Ayanta Noviello, Cinzia Pietribiasi scene Giulia Drogo odori Marco Ceravolo light design Davide Cavandoli assistente performer Lidia Zanelli consulenza drammaturgica Pierluigi Tedeschi editing audio Alfredo De Vincentiis foto di scena Pietro Baroni Si ringrazia per il tutoraggio Stefan Kaegi, per la consulenza e i consigli Lola Arias, Alina Marazzi, Franco Ripa di Meana, Filippo Ceredi, Lorenzo Belardinelli Si ringraziano inoltre Spazio Quarantanove e Via Roma Zero di Reggio Emilia, Unzalab di Milano, Alfonso Burzacchiello

 

Cinzia Pietribiasi, artista performativa multidisciplinare e multimediale, è nata a Vicenza nel 1979. Oggi vive in Emilia. Utilizzo la multimedialità, soprattutto il linguaggio e le tecniche video, sia come artista, sia nei suo laboratori con studenti delle scuole primarie e secondarie e con utenti psichiatrici. Ha ottenuto la laurea magistrale in Conservazione dei Beni Culturali, un master universitario in Clown terapia e un’alta formazione universitaria nelle tecniche teatrali come strumento per le attività educative. Attualmente è iscritta al Biennio Specialistico in Nuove Tecnologie dell’Arte presso l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Nel 2012 il suo assolo “Io sono qui” è tra i semifinalisti di Premio Gd’A Emilia Romagna. Nello stesso anno fonda la Compagnia Pietribiasi/Tedeschi, una realtà indipendente ed autoprodotta, le cui produzioni spaziano dal teatro multimediale al teatro civile. 

 

SPECIALE RESIDENZE TECHNOLOGY

Cinzia Pietribiasi è inserita in “Intercettazioni” –  Centro di Residenza Artistica della Lombardia: un progetto di Circuito CLAPS e Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire, ZONA K, con il contributo di Regione Lombardia, MiBAC e Fondazione Cariplo.

Play me
(Origins project)

 

Un bottone. Un giocatore. Uno schermo.

Ecco i nuovi barbari. Incomprensibili agli occhi del mondo adulto. Gli adolescenti, iperconnessi e fragili, terrorizzati e attratti dall’immagine di sé sui “social media”, esperti conoscitori di “sexting”, “video-game” e “binge drinking”, possessori di SmartPhone come prolungamento del proprio corpo. Ma cosa sappiamo degli adolescenti di oggi?

Un corto circuito narrativo dalle origini del videogioco alle origini dell’iGeneration.
Una esperienza immersiva in cui incontrare gli adolescenti di oggi tramite l’uso delle nuove tecnologie. Un percorso di creazione che racconta le nostre identità – reali e virtuali – grazie al confronto tra generazioni.

In questa performance lo Spettatore si troverà in relazione a loro. Potrà scegliere se confermare o mettere in dubbio le proprie aspettative, le proprie paure e i propri pregiudizi. Il fine ultimo sarà un “gioco performativo” per generare un incontro inedito e intimo.

PLAY ME (ORIGINS PROJECT) è il risultato di un lavoro sulle biografie di ragazzi incontrati nella fase di ricerca e sviluppo drammaturgico tra Torino e Milano. Quello che il sociologo Morin definisce “cinema di autenticità totale”.

Dopo Generazione gLocale e grazie al bando ORA! di Compagnia San Paolo, ZONA K torna a confrontarsi con una nuova produzione, ripensando lo scambio artistico e culturale tra un giovane autore e un artista affermato. Si conferma la collaborazione con Andrea Ciommiento questa volta affiancato dall’ Agrupación Señor Serrano – Leone d’argento alla Biennale di Venezia 2015 e già ospiti di ZONA K – con gli aspetti più innovativi della sua poetica che faranno da guida per l’intera produzione, oltre ad attivare un confronto su modalità partecipative inedite.

Performance multimediale per il singolo spettatore
Dai 17 anni in su
Ingresso ogni 15 min

Durata 25 min

Ingresso: 15 euro (intero) – 10 euro (ridotto under 26/over 65)

 

Con rammarico vi comunichiamo che lo spettacolo PLAY ME (Origins Project) previsto dall’8 al 10 novembre è rinviato in data da definirsi.

produzione ZONA K (Milano), creazione Codicefionda (Torino), consulenza drammaturgica Agrupación Señor Serrano (Barcellona), in collaborazione con Fuori Luogo Festival (La Spezia), Polo del ‘900 (Torino), Festival dei Diritti Umani (Milano), Istituto Professionale Albe Steiner (Torino), Yepp Italia (Torino) e Collettivo gLocale (Milano), Dialoghi – Residenze delle arti performative a Villa Manin” (CSS Teatro stabile d’innovazione del FVG), Con il sostegno di IntercettAzioni – Centro di Residenza Artistica della Lombardia e del Comune di Milano.  

direzione progettuale e creazione Andrea Ciommientocreazione e referenza multimediale Simone Rossetconsulenza drammaturgica Álex Serrano e Pau Palaciosproduzione esecutiva Valentina Picariello e Valentina Kastlungerorganizzazione e comunicazione Silvia Orlandi e Federica Bruscaglioniprogrammazione applicazione VR Luigi Sorbilli e Giuliano Porettiassistenza alla creazione Kausar El Allam, Shady Mostafa, Imane Mouslim, Jaouher Brahim, Mattia Ghezzi, Anes Fettar, Matteo Coppola, Momo Moukett, Filippo Farina, Lorenzo Bregant, Federica Bruscaglionisi ringrazia ITAS Giulio Natta e Hotel San Guido di Milano

“Il progetto è realizzato con il sostegno della Compagnia di San Paolo nell’ambito di ORA! Produzioni di cultura contemporanea“. 

Visita ora.compagniadisanpaolo.it

FOCUS #4
• TECHNOLOGY •

Il 31 dicembre del 1983, Isaac Asimov raccontò sulle pagine del Toronto Star come sarebbe stato il mondo nel 2019. Se l’umanità fosse sopravvissuta al pericolo di una guerra nucleare, la tecnologia e l’innovazione informatica avrebbero cambiato radicalmente il modo di vivere e le nostre abitudini lavorative. Gli uomini del 2019, si sarebbero occupati della progettazione e della comprensione di quelle macchine intelligenti e dei settori in cui avrebbero operato.

Parte delle sue previsioni erano dunque fondate. Oggi l’intelligenza artificiale è una realtà: la domotica, Siri, le automobili autonome, i robot entrano ogni giorno di più nella nostra vita, strumenti capaci di liberare tempo degli umani o anche pericolosi antagonisti in un futuro prossimo? E’ possibile che una macchina arrivi a volere il potere e a defenestrare l’uomo che l’ha creata?

Gli studiosi si dividono tra chi lo ritiene possibile e chi implausibile. Non entriamo nel dibattito, prendiamo però in considerazione gli effetti che la crescente presenza di tecnologie sempre più smart sta avendo sulla nostra vita e sul modo di rapportarci al mondo.

Si tratta solo di vantaggi economici, di semplificazioni, di evidenti opportunità lavorative prima non possibili? O dobbiamo anche considerare che sotto la cosiddetta non pericolosa AI si nascondono “algoritmi che hanno già oggi preso il controllo della maggior parte delle transazioni finanziarie globali e […] governano le logiche di funzionamento dei social network, influenzano la qualità dell’informazione, la visione del mondo e il buon umore o il cattivo umore di miliardi di umani, che prevedono i comportamenti umani e in base a queste previsioni propongono messaggi promozionali, manipolano le menti, suggeriscono comportamenti a umani meno consapevoli di quanto dovrebbero.” [Luca De Biase]?

 

 

8 | 10 novembre
ZONA K, CODICEFIONDA + AGRUPACIÓN SEÑOR SERRANO
PLAY ME (ORIGINS PROJECT)
c/o ZONA K

 

22 | 24 NOVEMBRE
CLAUDIO TOLCACHIR (AR)
PRÓXIMO
Un progetto ZONA K e Teatro Franco Parenti
c/o TEATRO FRANCO PARENTI

 

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