EUROPA! EUROPA!

EUROPA! EUROPA! è il fil rouge di tutta la stagione. Di Europa, oggi, dobbiamo, vogliamo parlare. Ci sembra quanto mai indispensabile dedicare un anno intero a un tema che tocca tutti da vicino e che sta ridefinendo nuove geografie politiche, economiche, sociali e culturali. Noi, nati in Europa, cresciuti con l’idea, con l‘ideale di Europa, pensiamo sia giusto parlarne ancora, e ancora, nonostante o proprio perché si trova in un momento fragile e complesso. E di quell’Europa nata dalla guerra, cresciuta con gli ideali di democrazia, immobilizzata nell’affrontare nuovi scenari di difficile previsione, vogliamo parlare nel linguaggio che ci appartiene.

Vogliamo seguire il flusso di celebrazioni, anniversari e rievocazioni – i cosiddetti re-enactment inglesi – che scandiscono il nostro tempo e la nostra memoria, ma anche immaginare e inventare scenari possibili. Perché dall’Europa abbiamo interiorizzato i confini aperti, le strade culturali, le reti possibili e non possiamo più farne a meno.

WAR, DEMOCRACY, URBAN e NOW saranno i focus che declineranno la nostra idea di Europa, oggi che la Brexit è realtà, che il populismo è alle porte e con esso migliaia di persone. La sfida è aperta, con tutti i rischi che ciò comporta.

Con l’edizione 2017, la stagione teatrale e multidisciplinare di ZONA K giunge al suo 5° anno di attività. Un anniversario importante, per un’attività cresciuta in fretta, così in fretta che ogni tanto travolge e sorprende anche noi. Un anniversario che siamo liete di festeggiare anche grazie al Premio Sandra Angelini assegnatoci da Retecritica per il Miglior progetto organizzativo 2016. E grazie alle collaborazioni con vecchi e nuovi amici che quest’anno ci permettono di realizzare una stagione davvero straordinaria: C.L.A.P.Spettacolodalvivo, Danae Festival, la Casa della Memoria, Olinda, Stanze e Triennale Teatro dell’Arte.

GRAZIE a tutt* voi

La stagione 2017 EUROPA! EUROPA! è finita.
Grazie a tutt* voi che ne avete preso parte come pubblico, come collaboratori e sostenitori.
Infine, ma non in ultimo, grazie a tutte le compagnie ospitate, molte dal cuore grande grande!

La stagione 2018 è in via di definizione… 
tieni gli occhi aperti perché sarà POTENTE.

Season 2017 EUROPA! EUROPA! has just ended.
Many thanks to all the audience, the collaborators and supporters.
Last but not least, thanks to all the theatre companies, many of them with a very BIG heart!

New season 2018 is being defined….
stay tuned, ‘cos will be POWERFUL.

LIVE LONG AND PROSPER

NOW_ZONAK

Sette sequenze di film sono reinterpretate e rifilmate da sette performer in sette diverse location della città di Berlino. L’originale e la sua copia vengono mostrati contemporaneamente su due schermi, l’una lo specchio distorto dell’altro, come nel gioco “trova le differenze”. Le scale mobili della stazione centrale sono le montagne del Far West, la fiera è il campo di una storica battaglia, Pfennigland – un negozio tipo “Tutto a un Euro” – è l’interno dell’astronave Enterprise.

Sono scene di morte di grandi personaggi di film cult. La società contemporanea non si sofferma più sulla morte. La annuncia, la mostra, ma ci passa sopra, non c’è tempo per riflettere, non c’è tempo per assimilare, non c’è tempo per una pausa. Questa installazione lavora su quella pausa, sul quel tempo mancante e mette lo spettatore al centro di questa relazione-reazione.

Un progetto di Gob Squad Arts Collective sviluppato e interpretato da Johanna Freiburg, Sean Patten, Sharon Smith, Berit Stumpf, Sarah Thom, Bastian Trost, Simon Will montaggio Sharon Smith con consulenza di Ute Schall suono Jeff McGrory correzione colori Carsten Görtz assistente di produzione Hilde Tuinstra interni Annelies Puddy, Alfredo Martins Gob Squad producer Eva Hartmann con il supporto economico di Berliner Kulturverwaltung grazie a tutti i commessi e gli agenti di sicurezza che hanno chiuso un occhio mentre abbiamo girato questo film prima proiezione 3.12.2009 presso HAU di Berlino/Germania

 In inglese e tedesco, con sottotitoli in italiano.

Ingresso compreso nel biglietto della performance/lezione
We are Gob Squad and So Are You

c/o ZONA K – via Spalato, 11

 

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EUROPA A DOMICILIO
HOME VISIT EUROPE

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Nella stagione di ZONA K, in collaborazione con STANZE, ritorna il collettivo tedesco di REMOTE MILANO.

Dopo lo straordinario successo delle repliche primaverili, ritorna EUROPA A DOMICILIO/HOME VISIT EUROPE con nuove repliche.

Cos’è davvero l’Europa? Un confine geografico, un’identità culturale, una coalizione di stati? Si dice spesso che l’Europa è un’idea troppo teorica perché gli individui ne possano parlare partendo dalla propria esperienza. Rimini Protokoll contrappone a quest’idea astratta di Europa l’individualità e l’intimità di un appartamento privato. 15 persone prendono parte a una performance da salotto, una sorta di role play guidato, che intreccia storie personali e meccanismi politici dell’Europa nel tentativo di rispondere alla domanda: quanta Europa c’è in tutti noi?

Ogni spettacolo ha luogo in una casa diversa, viaggia attraverso centinaia di appartamenti in tutta Europa costruendo una rete che più che partire da un centro si estende da porta a porta attraverso il continente.

Gli elementi e le immagini raccolti durante le visite saranno condivisi, in forma anonima, on line sul sito www.homevisiteurope.org, andando così a implementare un archivio europeo in costante sviluppo.

 

Posti limitati, pre-acquisto biglietto obbligatorio, a breve riaprirà la biglietteria.
Ingresso:
€ 20,00 intero, € 15,00 ridotto (studenti/under18/over65)

BIGLIETTERIA ONLINE

c/o Case private della città di Milano.

L’indirizzo esatto sarà comunicato via sms il giorno precedente l’inizio dello spettacolo.
E’ necessario comunicare a ZONA K il tuo numero di cellulare scrivendo a biglietti@zonak.it 

L’elenco delle ZONE di Milano in cui si svolgeranno le repliche verrà pubblicato prossimamente.

30 settembre: ZONA ISOLA esaurita
1 ottobre: ZONA CENTRALE
4 ottobre: ZONA BOVISA esaurita
5 ottobre: ZONA NAVIGLI esaurita
11 ottobre: ZONA DERGANO esaurita
12 ottobre: ZONA P.TA ROMANA esaurita
18 ottobre: ZONA GARIBALDI esaurita
19 ottobre: ZONA CENTRALE esaurita
25 ottobre: ZONA GARIBALDI esaurita
26 ottobre: in via di definizione esaurita

Ideazione, testo, regia: Helgard Haug, Stefan Kaegi, Daniel Wetzel Drammaturgia: Katja Hagedorn Interaction Design: Claes Schwennen, Mirko Dietrich, Hans Leser, Grit Schuster Assistente Interaction Design: Philipp Arnold Scenografia: Lena Mody, Belle Santos Assistente Scenografia: Ran Chai Bar-zvi Produzione: Juliane Männel,  Anna Florin Direzione Tecnica: Sven Nichterlein Web Design: Tawan Arun + Ralph Gowers (Programming) Collaborazione artistica Tour Milano: Anton Rose, Claes Schwennen Redazione Web: Anton Rose Photo credits: © Rimini Protokoll / Illustration: María José Aquila,  © Pigi Psimenou, © Expanderfilms,  © Pigi Psimenou, © Expander films
Per Milano: riadattamento testo Valentina Kastlunger, maestri di cerimonia Andrea Panigatti e Enrico Pittaluga (Generazione Disagio), supporto tecnico Alice Marinoni, Silvia Orlandi

Home Visit Europe is a production of Rimini Apparat. In coproduction with Archa Theatre Prague (CZ). BIT Teatergarasjen/Bergen International Festival (NO). Frascati Teater Amsterdam (NL). HAU Hebbel am Ufer Berlin (D). Kaaitheater Brussels (BE). LIFT London (GB). Malta Festival Poznan (PL). Mungo Park (DK). Sort/Hvid (DK). Teater Nordkraft (DK). Théâtre de la Commune Aubervilliers (FR). Théâtre Garonne (FR). Teatro Maria Matos (PT). A House on Fire commission / coproduction with the support of the Cultural Program of the European Union. The project is supported by Capital Culture Fund Berlin.

Rimini Protokoll è oggi il collettivo artistico forse più premiato d’Europa e punto di riferimento fondamentale per tutto il teatro d’avanguardia. I suoi membri, Helgard Haug, Stefan Kaegi e Daniel Wetzel, si sono uniti nel 2000 per formare un collettivo di autori-registi. Dal 2002 tutti i loro lavori – opere teatrali, radiodrammi, film e installazioni – sono firmati Rimini-Protokoll. Fulcro della ricerca è lo sviluppo dei mezzi espressivi del teatro per provocare nuovi sguardi sulla realtà. Ogni opera attinge dalla vita reale e utilizza elementi e persone provenienti da situazioni concrete e luoghi specifici. Così Haug, Kaegi e Wetzel proclamano un’assemblea generale della Daimler-Benz pièce teatrale e, così facendo, in tale la trasformano; realizzano il progetto 100% Città portando sul palco 100 cittadini veri quale campione statistico per rappresentare, tra le altre, città come Berlino, Zurigo, Londra, Melbourne, Copenaghen o San Diego. Oppure partono in tournée con un gruppo di uomini d’affari nigeriano-europei per il progetto Lagos Business Angels e con la paraplegica MC Hallwachs per la pièce Qualitätskontrolle (Haug / Wetzel) o creano colonne sonore per le più disparate città del mondo con il progetto REMOTE X (Kaegi). Tra i molti premi e riconoscimenti segnaliamo che nell’aprile 2008 è stato consegnato loro il Premio Europeo per il Teatro di Salonicco nella categoria “Nuove Realtà” mentre nel 2011 l’intero lavoro dei Rimini-Protokoll è stato insignito del Leone d’Argento alla 41. Biennale di Teatro di Venezia.

EUROPA A DOMICILIO
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GUERRILLA

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Un progetto ZONA K, Danae Festival e Triennale Teatro dell’Arte

Una conferenza, una classe di Thai-Chi e una sessione di musica elettronica: queste sono le tre scene che compongo la pièce. Non vi è conflitto evidente in scena, la battaglia si è trasferita all’interno della mente. E nelle profondità di questi spazi interiori, dove è confinata la liberà, esiste una guerra di pensieri che si sveglia ogni mattina e si addormenta ogni notte senza mai risolversi.

Guerrilla osserva le tensioni sperimentate dall’Europa: pensieri incendiari di uno spazio di comodità. Se tutto avanza in un apparente stato di pace nel quale vi è un sentimento di sicurezza, perché involontariamente nelle nostre teste invochiamo la guerra?

La pièce è scritta combinando fiction e testo documentale, basato su una serie di interviste a un piccolo gruppo di persone che condividono lo stesso presente e lo stesso spazio, in questo caso la città di Milano.

ideazione El Conde De Torrefiel regia e drammaturgia Tanya Beyeler e Pablo Gisbert testo Pablo Gisbert in collaborazione con i volontari di Milano assistente Nicolas Chevallier disegno luci Ana Rovira scenografia Blanca Añón suono Adolfo García assistenza alla coreografia Amaranta Velarde musica Pink Elephant on Parade, Salacot performers Amaranta Velarde e i volontari di Milano coproduzione Kunstenfestivaldesarts Brussels, Steirischer Herbst Festival Gratz, Noorderzon Festival Groningen con il sostegno del progetto europeo NXSTP e il supporto di Graner, Centre de creació Barcelona, ICEC – Generalitat de Catalunya, INAEM, Ministerio de Cultura de España, Institut Ramón Llull

El Conde De Torrefiel è una compagnia fondata a Barcellona nel 2010 da Tanya Beyeler e Pablo Gisbert.
Il loro lavoro si articola attraverso un’estetica testuale e visuale dove convivono teatro, coreografia, letteratura e arti plastiche. Il punto di partenza del progetto si trova in un’analisi del presente e in un interrogativo immediato delle possibilità del nostro tempo. Gli ultimi lavori della compagnia sono stati presentati nei maggiori festival europei tra i quali Kunstenfestivaldesarts di Bruxelles, Festival d’Automne di Parigi, Steirischer Herbst di Graz o Dublin Theater Festival.

In italiano c/o Triennale Teatro dell’Arte
Posti limitati, preacquisto biglietto consigliato

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Ingresso: per i TESSERATI 2017 di ZONA K 10,00
20,00 euro (intero); 15,00 euro ridotto (under 30/over 65/gruppi); 10,00 euro (studenti)

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INFLUENZA

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“Non siamo liberi. Siamo chiusi dentro il nostro corpo. Siamo legati alla nostra storia. Siamo inevitabilmente parte del passato. Portiamo dentro di noi cose che non ci sono più. Accettiamo questo. Ma rimane la possibilità di andare e venire tra ciò che è vero e ciò che è fantasia. Quanto possiamo essere influenzati da questo?”

INFLUENZA è uno spettacolo da guardare come un libro di illustrazioni, lasciandosi trasportare dalle immagini in un mondo alternativo.

Ricordi, desideri, paure, presenze del passato, un universo misterioso eppure familiare.
Floor Robert si muove tra queste suggestioni, ripercorrendo col proprio corpo eventi e situazioni, reali o immaginarie, accennando e disfacendo storie.

Accompagnata, a tratti, da figure che sembrano uscite da quelle storie. E’ un viaggio all’interno di una stanza, ma è possibile ritrovarsi improvvisamente su un prato, in un bosco, o nello spazio. Per vedere tutto quello che non esiste ma che, proprio per questo, alla fine ci influenza.

c/o ZONA K
Posti limitati, preacquisto biglietto consigliato.

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uno spettacolo di inQuanto teatro | ideazione e coreografia Floor Robert | con Floor Robert, Giacomo Bogani, Francesco Michele Laterza | musiche Manuele Atzeni |  tecnica Monica Bosso | maschera Eva Sgrò | organizzazione e comunicazione Julia Lomuto | progetto vincitore del bando Sillumina – Copia privata per i giovani, per la cultura | spettacolo finalista DNA Appunti Coreografici | col sostegno di Fondazione Fabbrica Europa, CSC Centro per la Scena Contemporanea – Operaestate Festival Veneto, Romaeuropa Festival, Le Murate. Progetti Arte Contemporanea, spazioK_kinkaleri, Sosta Palmizi, Samotracia/Associazione Punto A Capo, Teatri Sospesi, CS376

Floor Robert è nata a Haarlem, Olanda, Vive oggi a Firenze. Ha lavorato come interprete con Kinkaleri, Compagnia Tardito-Rendina, Marco D’Agostin e Angela Antonini e con le compagnie olandesi NNT e Paradox. Nel 2010 è stata premiata con la menzione speciale del Premio Hystrio. È coautrice degli spettacoli di inQuanto teatro e famigliafuchè, realtà che ha contribuito a creare. Dal 2014 ha avviato un suo percorso di creazione autonomo. inQuanto teatro è un collettivo artistico fondato a Firenze nel 2010, si occupa di performance, didattica e arte nella sfera pubblica. I suoi lavori si caratterizzano per l’approccio multidisciplinare e drammaturgico che mescola cultura mediatica e tradizione letteraria.

Poster(s) from
pro-EU/anti-Brexit campaing!

Focus_DEMOCRACY

“Cari amici, […] abbiamo raggiunto un momento critico che potrebbe rivelarsi un punto di
svolta per l’Europa come la conosciamo. […] Brexit potrebbe signifi care la fi ne della UE. È un’istituzione imperfetta, ma nel complesso si distingue per una visione del mondo democratica, per i diritti umani e fa vorisce la cooperazione.”

Con queste parole l’artista e fotografo Wolgang Tillmans, vincitore del Turner Prize, decise di scendere in campo nel maggio 2016 con una campagna pubblicitaria anti-Brexit.

Centinaia di poster, con slogan capaci di attirare l’attenzione soprattutto dei più giovani, invasero le strade della GB, nel tentativo di arginare il rifiuto verso l’Europa. Oggi, alla luce dei fatti, Tillmans non si tira indietro e porta avanti il progetto in versione Pro-EU.

Ingresso libero c/o ZONA K

 

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LA POLITICA E’ REALE?

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Un finto partito populista, apparso nel giro di poche settimane nel 2010 in Estonia, ricevette migliaia di adesioni e venne dato al 20% dai sondaggi pre-elettorali. Come è stato possibile? Quale ruolo hanno giocato i media e quale percezione abbiamo della politica? Quanto il linguaggio politico utilizza oramai gli strumenti della finzione?

NO75 Unified Estonia toccò le paure e le speranze e incarnò le manipolazioni e le delusioni che sottostanno alla politica. Oggi potrebbe accadere anche altrove?

Se ne parla con Daniel Vaarik (tra gli ideatori di Unified Estonia) e Marcello Maneri (docente di Sociologia dei Processi Culturali e Comunicativi Università Bicocca) modera Danilo De Biasio

Ingresso libero  c/o ZONA K

Alle ore 20.30 si terrà la proiezione di NO55 ASH AND MONEY, il documentario sull’operazione NO75 Unified Estonia di NO99.

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KÖSZEG

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Köszeg, liberamente ispirato a Il grande quaderno di Ágota Kristóf, narra d’identità, di separazione, di un’umanità condannata al limite, al margine e della sua grande capacità di resilienza.

Protagonisti di Kőszeg sono due fratelli, indivisibili e interscambiabili come se avessero un’anima sola. Due piccoli adulti dalla prodigiosa intelligenza che, grazie alla logica della sopravvivenza, sviluppano una cristallina e brutale etica di vita. Intorno a loro, si muovono personaggi disegnati con pochi tratti scarni in un contesto di fame e morte.

Uno spettacolo duro dove tutto è reso feroce ed essenziale da una recitazione limpida e diretta. Nel susseguirsi delle immagini, sempre in bilico tra età adulta e infanzia, Köszeg propone, attraverso una forte risonanza con l’attualità e i sui flussi migratori, un racconto crudo, toccante che non lascia spazio alle divagazioni e dove amore, guerra, violenza, fragilità, clandestinità, emigrazione, identità e perdita dell’identità, sono le protagoniste.

c/o ZONA K
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Una creazione: Opera retablO regia: Ledwina Costantini di e con: Ledwina Costantini e Daniele Bernardi costumi: Caterina Foletti scenografia: Opera retablO e Michele Tognetti Produzione: Opera retablO in coproduzione con Teatro Sociale Bellinzona con il sostegno: Swisslos/ Pro Helvetia / Tognetti- auto/ Carthesio SA

Opera retablO nasce nel 2008 a Sessa (Canton Ticino) ed è uno spazio che ospita e promuove contaminazioni artistiche e culturali, nata dall’esigenza di dotare le creazioni di Ledwina Costantini, attrice-creatrice ticinese, di una rete di collaborazioni e di una struttura organizzativa e logistica. Opera retablO propone creazioni in bilico tra l’innovativo e l’arcaico; opere che danno corpo a una moderna e destabilizzante catarsi. Le attività dell’associazione si svolgono in ambito nazionale e internazionale.

CAFFETTIERA BLU

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CANCELLATO PER MOTIVI DI SALUTE

DI UNO DEGLI ATTORI DELLA COMPAGNIA

Caffettiera Blu è una ricerca al limite della disgregazione del linguaggio teatrale, che scava ironicamente e dolorosamente nelle dinamiche familiari e nelle angosce dell’attesa e della menzogna. La relazione familiare come inganno e tortura psicologica è nella nostra storia di figli, figlie e genitori, sempre e senza scampo.

La scelta di mettere un tavolo al centro come unico luogo d’incontro delle storie, e attorno ad esso – sui quattro lati – il pubblico seduto, compresi attrici e attori, vuole inchiodarci nel voyerismo ossessivo che il legame familiare continuamente impone. La convergenza di sguardi su quel tavolo, il rischio di incrociare quello di uno degli attori o di uno degli spettatori, irrigidisce la traiettoria del guardare, inizialmente. Ci fa ritrovare invece abbandonati a spiare poco dopo.

Così da vicino assistiamo ad elementi di verosimiglianza realistica e altri fantasticamente assurdi che si alternano e confondono. La lacerazione emotiva si confonde col processo di deformazione o esplosione della parola, della visione, del sistema di segni attraverso la cui mediazione diamo senso al mondo.

Caffettiera blu, tratto dall’omonimo testo di Caryl Churchill, mette in questione la sovranità del testo stesso e ribadisce invece quella dell’attore e dell’attrice.

c/o ZONA K
Posti limitati, preacquisto biglietto consigliato.

Regia Giorgina Pi con Sylvia De Fanti, Gian Marco Di Lecce, Mauro Milone, Aglaia Mora, Laura Pizzirani, Simona Senzacqua voce fuori campo Marco Cavalcoli costumi Gianluca Falaschi luci Giorgina Pi/Marco Guarrera dimensione sonora Valerio Vigliar suoni Michele Boreggi una produzione BLUEMOTION/ANGELO MAI con il sostegno di SARDEGNA TEATRO allinterno di NON NORMALE, NON RASSICURANTE. PROGETTO CARYL CHURCHILL a cura di Paola Bono

 

Bluemotion è una formazione nata a Roma all’interno dell’esperienza artistica e politica dell’Angelo Mai, vincitore del Premio Ubu Franco Quadri 2016. Performer, registi, musicisti e artisti visivi si uniscono per creare a partire dalle proprie suggestioni, confrontando i propri sguardi sul presente e sull’arte. Le opere di Bluemotion sono sempre creazioni collettive, risultato dello scambio e delle visioni dei membri del gruppo. Bluemotion crea, vive e condivide nello spazio indipendente per le arti Angelo Mai. Gli artisti di Bluemotion sono anche attivisti nel campo dei diritti umani e dei diritti dei lavoratori dello spettacolo.

EXTRA FOCUS

La categoria degli Extra Focus raccoglie quelle proposte che abbiamo inteso accogliere in stagione ma che per tema o calendario (per entrambi i presenti spettacoli è questo il caso) non possono rientrare nei focus tematici.

 

Gli eventi dell’EXTRA FOCUS

 

CANCELLATO PER MOTIVI DI SALUTE DI UNO DEGLI ATTORI
CAFFETTIERA BLU di BLUEMOTION (IT)
[Spettacolo teatrale c/o ZONA K]

Caffettiera blu mette in questione la sovranità del testo stesso e ribadisce invece quella dell’attore e dell’attrice.


19 – 21 maggio 2017 | ore 20.30

KÖSZEG di OPERA retablO (CH)
[Spettacolo teatrale c/o ZONA K]

Amore, guerra, violenza, fragilità, clandestinità, emigrazione, identità e perdita dell’identità, sono le protagoniste.


25 maggio 2017 | ore 20.30

INFLUENZA di Floor Robert/InQuanto teatro (IT)
[Performance teatro danza 40 min c/o ZONA K]

INFLUENZA è uno spettacolo da guardare come un libro di illustrazioni, lasciandosi trasportare dalle immagini in un mondo alternativo.

 

 

FIVE EASY PIECES

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Un progetto ZONA K e Triennale Teatro dell’Arte

Milo Rau, uno dei più richiesti e controversi registi del teatro contemporaneo, arriva per la prima volta a Milano con un progetto ambizioso che parte da un crudele fatto di cronaca – legato alla figura del pedofilo e assassino Marc Dutroux – e arriva a riflettere sulla materializzazione dei sentimenti in scena.

Milo Rau e l’International Institute of Political Murder (IIPM) hanno conquistato i più grandi teatri d’Europa negli ultimi anni con il loro teatro politico senza compromessi. I loro lavori si fondano su testimonianze dirette e ricostruzioni di eventi reali capaci di affrontare senza pietà grandi tabù della nostra epoca.

In collaborazione con il centro di produzione belga CAMPO, hanno dato vita a Cinque semplici scene per raccontare un episodio tragico della storia del Belgio. Cinque semplici scene, interpretate da bambini e ragazzi tra i 9 e i 13 anni, per mostrare un’immagine inquietante della società contemporanea e rivelare i limiti di ciò che i bambini sanno, provano e fanno.

Come possono comprendere davvero il significato della manipolazione, l’empatia, la perdita, l’assoggettamento, la delusione o la ribellione? Cosa vuol dire coinvolgere i bambini in un teatro per adulti? Cosa succede quando li guardiamo agire? Cosa ci rivela delle nostre paure e dei nostri desideri?

 

In fiammingo con sottotitoli in italiano.
Per il tema trattato, lo spettacolo è rivolto a un pubblico adulto
c/o TRIENNALE TEATRO DELL’ARTEviale Alemagna, 6

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Promozione per i tesserati 2017 di ZONA K: chiamaci per avere il codice da usare su VivaTicket 

 

Ideazione, testo e regia Milo Rau testo e performance Aimone De Zordo, Fons Dumont, Arno John Keys, Blanche Ghyssaert, Lucia Redondo, Pepijn Siddiki, Hendrik Van Doorn, Eva Luna Van Hijfte performance film Sara De Bosschere, Pieter-Jan De Wyngaert, Johan Leysen, Peter Seynaeve, Jan Steen, Ans Van den Eede, Hendrik Van Doorn & Annabelle Van Nieuwenhuyse drammaturgia Stefan Bläske assistente alla regia e performance coach Peter Seynaevec cura dei bambini e assistente alla produzione Ted Oonk ricerche Mirjam Knapp & Dries Douibi scene e costumi Anton Lukas video e sound design Sam Verhaert produzione CAMPO & IIPM co-produzione Kunstenfestivaldesarts Brussels, Münchner Kammerspiele, La Bâtie – Festival de Genève, Kaserne Basel, Gessnerallee Zürich, Singapore International Festival of Arts (SIFA), SICK! Festival UK, Sophiensaele Berlin & Le phénix scène nationale Valenciennes pôle européen de création foto Phile Deprez

 

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ISOLA E SOGNA

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Un report in forma di concerto su Giusi Nicolini, Sindaco di Lampedusa fino al giugno 2017, e sull’esercizio del potere nell’isola degli sbarchi e delle tartarughe, un luogo diventato emblema del confine, ribalta per la rappresentazione delle politiche europee. Della mano che cura e di quella che colpisce. La sua sconfitta alle ultime elezioni ha ispirato decine di articoli sui giornali e migliaia di commenti sul web. In Isola e Sogna, Ateliersi si confronta poeticamente con le prospettive di questo cambiamento, a partire dagli spostamenti semantici prodotti dalla Nicolini nei suoi cinque anni da Sindaco.

Nell’isola coesistono, non senza difficoltà, le locali opposte fazioni che si sfiorano sul livello umano, le contrapposizioni geopolitiche connesse ai colonialismi, gli accadimenti, gli immaginari contemporanei e il desiderio di perseguire una vita fatta di pesca, turismo e accoglienza pacifica.

Tutto lascia pensare che Lampedusa sia un braciere acceso. / Che parlare di Giusi Nicolini a Lampedusa sia scabroso oramai.”

Isola e sogna porta in scena le parole accese degli abitanti di Lampedusa, di Giusi Nicolini*, di chi ha descritto lei e di chi ha descritto la sua isola; e ne fa una questione di ritmo, di timbrica e di sensi contrapposti.

* Prezioso tra le fonti, il libro/intervista con Marta Bellingreri Lampedusa. Conversazioni su isole, politica, migranti  (Edizioni Gruppo Abele, Torino, 2013).

 
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Di e con Fiorenza Menni e Andrea Mochi Sismondi e con Giorgia Sangineto e Marco Mochi Sismondi musiche di Vittoria Burattini (percussioni), Mauro Sommavilla (elettronica, chitarra) e Vincenzo Scorza (elettronica) cura del suono Vincenzo Scorza direzione tecnica Giovanni Brunetto amministrazione e organizzazione Elisa Marchese progettualità e comunicazione Tihana Maravic

ATELIERSI è un collettivo di produzione artistica che opera nell’ambito delle arti performative e teatrali. Si occupa di creazione artistica e della cura della programmazione culturale dell’Atelier Sì a Bologna. La creazione di Ateliersi si compone di opere teatrali e interventi artistici in cui il gesto performativo entra in dialogo organico con l’antropologia, la letteratura, la produzione musicale e le arti visive per favorire una comunicazione del pensiero capace di intercettare inquietudini e prospettive che coagulano senso intorno ai sovvertimenti che si manifestano nel mondo. www.ateliersi.it

 

 

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WE ARE GOB SQUAD
AND SO ARE YOU

Focus_NOW

 

Featuring Fanny Alexander.

“Sii te stesso, sii onesto con te stesso, segui i tuoi sogni e raggiungi le stelle”. È questo il mantra di una generazione che premia l’individualismo come ultima espressione di libertà. Ma chi è questo “self” che credi di essere? Come hai fatto a diventare chi pensi di essere? Cosa rende te, davvero te? E cosa succede quando ci avventuriamo fuori dal concetto di “unicità”?

Gob Squad accompagna gli spettatori attraverso vent’anni di lavoro, fatto di processi collettivi, grandi idee, video e colonne sonore e nel farlo lascia il palcoscenico, si mescola tra il pubblico creando spostamenti di identità e di corpi. Man mano che il pubblico viene coinvolto l’identità collettiva si sviluppa attraverso una prospettiva giocosa e sperimentale.

Usando una tecnica che Gob Squad chiama “remote acting”, lo spettacolo inizia con una lezione in modo convenzionale e termina come una meditazione commovente sulla natura dell’io. È un’esperienza in equilibrio tra curiosità, coraggio, capacità di rischiare, e il rapporto tra la libertà infantile e la responsabilità condivisa per tutto ciò che succede.

Dopo la performance lezione ci sarà la proiezione di 

LIVE LONG AND PROSPER

In italiano c/o ZONA K

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Concept Gob Squad  Ideazione Johanna Freiburg, Sean Patten, Sharon Smith, Berit Stumpf, Sarah Thom, Bastian Trost, Simon Will  Suono Jeff McGrory, Martin Cooper  Video Sarah Harrison, Sean Patten  Production Management Eva Hartmann  UK Producer Ayla Suveren  Stagisti Valeria Germain Produzione Gob Squad Con il sostegno di Senatsverwaltung for Science, Research and Culture Berlin and The Arts Council of England  foto Jean-Philippe Offord/ Cartel Photos

La versione di Milano è interpretata da Marco Cavalcoli e Andrea Argentieri per Fanny & Alexander

 

 

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REVOLUTION NOW!

Focus_NOW

Un progetto ZONA K in collaborazione con Triennale Teatro dell’Arte.

Trascinante, coinvolgente, rumoroso, Revolution Now! rispolvera dal passato i momenti rivoluzionari decisivi per l’umanità con cui il pubblico, così come nella storia, dovrà mettersi in gioco. Perché per una sera sarà “o tutto o niente”.

“Un’esperienza teatrale magnifica, coraggiosa ed epica.”
The Guardian 

Gob Squad, il collettivo britannico-tedesco più provocatorio del momento, esponente di un teatro che sfida la rappresentazione e il pubblico e li trasferisce direttamente nei “templi” della vita urbana, ha deciso di metterne almeno in scena una e di trasformare il teatro nel ribollente quartier generale di un gruppo di rivoluzionari, collegati in diretta al canale di una piccola emittente tv che trasmette non stop proclami, manifesti, canzoni di rivolta.

È tempo per una rivoluzione? Le nostre vite non sono un po’ troppo comode? Siamo pronti a sacrificarle per la causa?
È certo che la parola “rivoluzionario” ha perso il suo senso da quando è diventato glamour, etichetta per vendere praticamente qualsiasi cosa, dalle rock star alle salviette igieniche.

Spettacolo in lingua inglese, con traduzione scenica in italiano
c/o Triennale Teatro dell’Arte
 – viale Alemagna, 6

 

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Promozione per i tesserati 2017 di ZONA K:
chiamaci per avere il codice da usare su VivaTicket 

 

ideazione e interpretazione Johanna Freiburg, Sean Patten, Sharon Smith, Berit Stumpf, Sarah Thom, Laura Tonke, Bastian Trost, Simon Will musica dal vivo e arrangiamenti Christopher Uhe, Masha Qrella video Miles Chalcraft, Kathrin Krottenthaler suono Jeff McGrory direzione tecnica Chris Umney costumi Pieter Bax drammaturgia e produzione esecutiva Christina Runge consulenti drammaturgici Aenne Quiñones, Götz Leineweber assistenti artistici Milena Kipfmüller, Tina Pfurr stagisti Hannah Senft, Florian Wessels Gob Squad Management Eva Hartmann tour management Mat Hand produzione Gob Squad coprodotto Donaufestival Niederösterreich, Schauspiel Köln e Volksbühne am Rosa-Luxemburg-Platz con il sostegno di Berliner Kulturverwaltung  foto Thomas Aurin
* partecipazione straordinaria di Marco Cavalcoli (Fanny & Alexander) per la versione italiana

Gob Squad è un mostro a sette teste, un collettivo artistico con sette capi. Ha un’identità schizofrenica: due nazioni e due lingue. Da oltre 20 anni i Gob Squad sono alla ricerca di un nuovo modo di combinare media e perfomance, producendo spettacoli, video installazioni, radiodrammi, film e interventi urbani. Gob Squad è stato fondato nel 1994, mentre i suoi membri erano ancora all’Università di Nottingham Trent e Giessen. Berlino è diventata la casa creativa del gruppo dal 1999. I suoi membri sono: Johanna Freiburg, Sean Patten, Sharon Smith, Berit Stumpf, Sarah Thom, Bastian Trost e Simon Will. Altri artisti sono invitati a collaborare su particolari progetti. Le loro produzioni sono state rappresentate in tutto il mondo: Super Night Shot (2003), Gob Squad’s Kitchen (2007, vincitore del New York’s Drama Desk Award 2012), Saving The World (2008, vincitore del Goethe Preis at the Impulse Festival), Before Your Very Eyes (2011), Western Society (2013) e il più recente War And Peace (2016).

 

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LA NOSTRA VIOLENZA E LA VOSTRA VIOLENZA

Focus_NOW

PRIMA NAZIONALE In collaborazione con OLINDA

Oliver Frljic, provocatore e controverso regista, entra a gamba tesa nella realtà e nella coscienza collettiva. Ispirandosi a “L’estetica della resistenza” di Peter Weiss, Frljic esplora il confrontarsi dell’Europa con la crisi dei profughi. Un’Europa pronta a dimenticare il suo passato colonialista e la violenza derivata per erigere muri e chiudere i confini.

La nostra violenza e la vostra violenza è tra gli spettacoli europei più controversi del momento e ci pone fino all’ultimo domande scomode e non retoriche. Spettatori commossi di fronte a scene immaginarie nella semi-oscurità di un teatro, restiamo ancora indifferenti di fronte a persone reali nei campi profughi in tutta Europa?

Siamo orgogliosi di chiamarci europei o dovremmo vergognarci dell’Europa? Piangiamo le vittime degli attacchi terroristici in Europa con la stessa empatia di quelle in Medio Oriente? Ci stiamo comprando una coscienza pulita con semplici dichiarazioni di solidarietà? Siamo consapevoli che la violenza genera solo altra violenza?


Per il tema trattato e la presenza di nudo integrale, lo spettacolo è rivolto a un pubblico adulto.

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In croato, sloveno, inglese con sottotitoli in italiano
c/o TeatroLaCucina, ex Ospedale Psichiatrico Paolo Pini,
via Ippocrate 45, 20161 Milano

 

 

Regia e selezione musicale: Oliver Frljić; Drammaturgia: Marin Blažević  Scenografia: Igor Pauška, Costumi: Sandra Dekanić; Luci: Dalibor Fugošić e David Cvelbar; Consulenza artistica: Aenne Quiñones; Assistente alla regia: Barbara Babačić, Sound design: Silvo Zupančič; Manager di produzione: Hannes Frey.
Con: Barbara Babačić, Daša Doberšek, Uroš Kaurin, Dean Krivačić, Jerko Marčić, Nika Mišković, Draga Potočnjak, Matej Recer, Blaž Šef; Produzione: HAU Hebbel am Ufer, Berlin; Co-produzione: Slovensko mladinsko gledališče, Ljubljana, Wiener Festwochen, Zürcher Theaterspektakel, Kunstfest Weimar, Hrvatsko narodno kazalište Ivana pl. Zajca, Rijeka; Regional co-producer: MESS Sarajevo; Finanziamento: German Federal Cultural Foundation.
Traduzione in Italiano: Živa Brecelj

 

 

OLIVER FRLJIC (Travnik, 1976) è un nome di primo piano nel panorama della nuova regia europea. I suoi precedenti titoli – Turbo Folk, Baccanti, Risveglio di Primavera, Maledetto sia il traditore della patria sua si sono tutti segnalati per l’impatto che hanno avuto sul pubblico. Nel 2012 ha allestito il controverso Zoran Ðind sull’assassinio del primo ministro serbo. Sempre in quell’anno, un altro dei suoi progetti 25.671, riguardava il numero dei cancellati dai registri di residenza della Repubblica Slovena. Fino allo scorso giugno è stato sovraintendente del Teatro Nazionale Croato di Rijeka (HR).

 

 

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THE GREAT EUROPEAN DISASTER MOVIE

Focus_NOW

Documentario, vincitore del prestigioso 2016 Civis Media Award,  insignito dal presidente della Germania per la migliore informazione Europea.

Un aereo, in mezzo a una forte turbolenza, cerca di atterrare in varie capitali europee ma nessun aeroporto concede l’autorizzazione. Il vecchio Continente è caduto nel caos più totale. A bordo dell’aereo, un anziano passeggero racconta a una bambina ignara, un’Europa ormai fallita.

Fiction, realtà o premonizione?

 

Il film documentario diretto dalla regista, giornalista e direttrice della Wake Up Foundation Annalisa Piras e prodotto da Bill Emmott (già direttore dell’Economist e Presidente di The London Library e della Wake Up Foundation) mostra un futuro distopico in cui l’Unione Europea non esiste più. Tutto è rappresentato in modo lucido e diretto, dall’ascesa dei nazionalismi ai sette anni di crisi economica fino alla sempre maggiore insoddisfazione verso la democrazia.

A rendere veritiero il tutto le storie raccontate da cinque cittadini di altrettanti Paesi della UE.


In inglese con sottotitoli in italiano 
c/o ZONA K
Gratuito con tessera associativa, prenotazioni: biglietti@zonak.it

 

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FOCUS NOW

Un’Europa sfaldata, nuove migrazioni senza controllo, magnati dell’economia trasformati in novelli Cesari, ignoranza senza confini, violenza dentro e fuori casa. E viceversa: economia consapevole, società multiculturali, atti coraggiosi di persone coraggiose, millennials proiettati alla condivisione, confini che resistono aperti.

L’oggi pare il tempo dello spaesamento e dell’incertezza. Siamo ancorati a un presente che non piace; i sondaggi parlano di sfiducia e malcontento; i media mostrano immagini di attentati, profughi, disastri ambientali; la politica racconta soprattutto se stessa persa nell’individualismo dilagante. Eppure la realtà sembra essere meno peggio di quella che si percepisce e i dati statistici forniscono altri numeri.

Ma allora quale epoca stiamo vivendo? Siamo autorizzati a concederci un po’ di ottimismo per il futuro o il presente non è altro che il preludio di un nuovo Medioevo?

Per noi NOW è tutto questo. Vogliamo essere ottimisti e crediamo in nuove rivoluzioni possibili ma guardiamo in faccia la realtà con gli sguardi degli artisti che vivono e interpretano il presente. Che siano sguardi caustici, provocatori, irriverenti, di condanna o di stupore.

 

Gli eventi del FOCUS NOW:

14 ottobre 2017 | ore 20.00 + 15 ottobre 2017 | ore 16.00

FIVE EASY PIECES di Milo Rau (CH)
[spettacolo teatrale c/o Triennale Teatro dell’Arte]

Alla prova i limiti di ciò che i bambini sanno, sentono e fanno.


16 novembre 2017 | ore 20.30

THE GREAT EUROPEAN DISASTER MOVIE
di Piras e Emmot (IT/UK)

[film documentario c/o ZONA K]

Il lavoro mostra un futuro distopico in cui l’Unione Europea non esiste più.


18 novembre 2017| ore 20.30 + 19 novembre 2017 | ore 17.00

OUR VIOLENCE AND YOUR VIOLENCE di Oliver Frljić (HR)
[spettacolo teatrale c/o Teatro La Cucina]

Our violence and your violence è tra gli spettacoli europei più controversi del momento ma anche il primo confronto con la politica del neopresidente Donald Trump. In collaborazione con OLINDA.


22 – 23 novembre 2017 | ore 20.00

REVOLUTION NOW! di Gob Squad (DE/UK)
[spettacolo teatrale c/o Triennale Teatro dell’Arte]

Il teatro si trasforma per una sera nel ribollente quartier generale di un gruppo di rivoluzionari.
In collaborazione con Triennale Teatro dell’Arte.


24 – 25 novembre 2017 | ore 20.30

WE ARE GOB SQUAD AND SO ARE YOU di Gob Squad (DE/UK)
[performance teatrale c/o ZONA K]

È un’esperienza in equilibrio tra curiosità, coraggio, capacità di rischiare, e il rapporto tra la libertà infantile e la responsabilità condivisa per tutto ciò che succede.


24 – 25 novembre 2017 | ore 22.00

LIVE LONG AND PROSPER di Gob Squad (DE/GB)
[Film per doppio schermo con bicchiere di vino  c/o ZONA K]

Sette sequenze di film sono reinterpretate e rifilmate da sette performer in sette diverse location della città di Berlino.


 

01 – 02 dicembre 2017 | ore 20.30

ISOLA E SOGNA di Ateliersi (IT)
[concerto documentario c/o ZONA K]

Un report in forma di concerto su Giusi Nicolini, Sindaco di Lampedusa, e sull’esercizio del potere nell’isola degli sbarchi e delle tartarughe.


 

 

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HEARTBREAK HOTEL, Stanza 304

Focus_URBAN

All’Heartbreak Hotel viene assunta una nuova cameriera. Deve occuparsi di un’unica stanza. La stanza 304. All’Heartbreak Hotel arriva un’ospite. Una donna cieca, che fatica a camminare. Anzi no. Una casalinga disperata. Anzi no, una aspirante ballerina… Cosa cercano? Da chi scappano? Cosa vogliono? E soprattutto: perché hanno lo stesso volto? Room 304 non è la risposta a nessuna di queste domande. E’ la ricerca da parte di una donna della domanda mancante, dell’unica domanda che la potrà aiutare a orientarsi dentro il labirinto di specchi della propria identità.

Ad una donna in conflitto con la propria anima viene data la possibilità di riabbracciarsi. Anche qui la scelta del finale sarà responsabilità dellʼospite. LʼHeartbreak Hotel fornisce opportunità, non soluzioni. La salvezza è una responsabilità dellʼindividuo.

Heartbreak Hotel è un progetto multidisciplinare. L’Hotel è il contenitore di una serie di creazioni. Ogni creazione è una Stanza diversa dell’Heartbreak Hotel e può prendere la forma di uno spettacolo, di una performance, di un’installazione, di un fumetto… LʼHotel è la cornice narrativa in cui si inseriscono gli episodi, diversi per linguaggio sperimentato, contenuto ed elementi narrativi. Per ogni Stanza, snaporaz sceglie di ampliare la sua visione contaminandosi con presenze artistiche nuove. Gli artisti che si avvicinano all’Heartbreak Hotel hanno massima libertà espressiva, ma sono soggetti a un vincolo unico e semplice: relazionarsi ai materiali prodotti dal collettivo e alle stanze precedenti. Questa architettura- poliedrica è tuttavia sorretta da solide fondamenta comuni. Tutte le stanze, pur nella varietà dei linguaggi, affrontano la stessa vasta tematica: il coraggio di affrontare il dolore, le proprie paure, la rabbia. Così, snaporaz aspira a dare luogo a una serie-non-seriale. Un format obliquo, attraversato da storie che indaghino il confronto dell’uomo con la crisi. Non come concetto negativo ma come tappa necessaria ad un percorso evolutivo.

Solo 5 spettatori per replica.
Repliche: alle ore 18.00 – 19.00 – 20.00 – 21.00

BIGLIETTERIA ONLINE
NB: è necessario comunicare il proprio numero di cellulare per ricevere via sms indirizzo preciso dell’HOTEL a biglietti@zonak.it

Partecipazione € 15,00 intero € 10,00 ridotto
c/o Hotel ZONA Garibaldi
Preacquisto biglietto consigliato


da un’idea di Gilda Deianira Ciao scrittura scenica Noemi Bresciani con Noemi Bresciani e Gilda Deianira Ciao guide Fulvio Vanacore (alias il produttore discografico) Matteo Salimbeni (alias lo scrittore all’altro capo del filo)

 

snaporaz è un collettivo in progress, un mutante a più teste, nato dall’incontro tra Gilda Deianira Ciao, Matteo Salimbeni e Fulvio Vanacore. Lavorano sulla trasformazione dei materiali di partenza, contaminando visioni, approcci, personalità. snaporaz ha inaugurato il suo percorso nel 2015 con il progetto HeartbreakHotel: un format che si alimenta in ogni fase di lavoro rilanciando gli esiti della puntata precedente e convogliando artisti differenti in una temporanea intelligenza collettiva.

 

 

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GRIP

Focus_URBAN

GRIP è uno spettacolo in cui differenti approcci all’arte confluiscono. Danza, video, musica, racconto, scrittura condivisa, scultura… GRIP è l’aderenza delle ruote al suolo stradale, metafora per l’adesione alla propria vita.

Partendo dal confronto tra due personalità, una vorace, invadente ma concentrata sulle proprie necessità (Riccardo) e l’altra fluttuante, rispettosa, ma alla ricerca di sé (Alex), ci siamo interrogati tramite la metafora automobilistica e fisica (aggrappo tra due corpi) sul senso di aderire o meno alla propria vita, sul correrla fino a portarla all’estremo, al limite e magari fino a perdere l’aderenza. Sul senso di necessità di fare questo, su cosa ci spinge a desiderarlo. Il diritto all’autodeterminazione individuale e alla felicità (conseguente) sono diritti che è così facile non considerare come fondamentali davanti ad altri di prima necessità. Ma ogni essere umano ha diritto ad avere riconosciuti i diritti che gli permettano di aderire alla propria vita, a riconoscercisi e a riconoscerla. A guidarla.

Partecipazione € 10,00.
Posti limitati, preacquisto biglietto consigliato
c/o Case private, l’indirizzo esatto sarà comunicato via sms il giorno precedente lo spettacolo.
E’ necessario lasciare il proprio numero telefonico a biglietti@zonak.it per ricevere le informazioni precise.

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di e con Riccardo Olivier e Alex Mc Cabe collaborazione con il videoartista Alberto Sansone e con la set/costume designer Maddalena Oriani

 

Fattoria Vittadini nasce a Milano nel 2009 dalla volontà degli undici allievi del corso dell’allora Atelier di Teatro-Danza della Scuola Paolo Grassi di rimanere uniti e continuare a farsi strada insieme nel campo delle arti performative. Gruppo estremamente eterogeneo e versatile, si adatta alle pluralità dei linguaggi con una professionalità sempre crescente. Durante il corso degli anni hanno avuto l’opportunità di collaborare con grandi artisti, tra i quali Lucinda Childs, Yasmeen Godder, Ariella Vidach, Virgilio Sieni, Alessandro Certini, Emanuela Tagliavia, Jean Claude Penchenat, Maria Consagra, matanicola e Maya Carrol, senza perdere di vista una personale ricerca e poetica che continuano ad indagare attraverso la creazione di coreografie interne alla compagnia. Fattoria Vittadini ha partecipato a importanti manifestazioni e festival sia nazionali che internazionali (tra gli altri, Biennale Danza, TorinoDanza, MilanOltre, Roma Europa, Ravenna Festival, Fabbrica Europa, A-Genre Festival, Un Automne a Tisser, Diversia Festival, Fringe Festival…). Nel 2011 entra come partner attivo in RIC.CI – Reconstruction Italian Choreography 1980-1990, progetto di recupero della coreografia contemporanea italiana degli anni ’80-’90 ideato da Marinella Guatterini. Dal 2012 la compagnia è sostenuta dal Comune di Milano. Nel 2013 Fattoria Vittadini è vincitrice del bando regionale Teatri del Tempo Presente con lo spettacolo To This Purpose Only. Nel luglio 2014 è stata invitata dal Festival della Valle D’Itria ad essere la compagnia ufficiale per la 40° edizione del festival, prendendo parte alle opere in cartellone e firmando alcune delle coreografie. Dal 2014 Fattoria Vittadini è sostenuta dal MiBACT – Direzione Spettacolo dal Vivo. Fattoria Vittadini sono: Mattia Agatiello, Chiara Ameglio, Cesare Benedetti, Noemi Bresciani, Pieradolfo Ciulli, Maura Di Vietri, Gabriele Marra, Riccardo Olivier, Francesca Penzo, MariaGiulia Serantoni, Vilma Trevisan. 

 

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BODIES IN URBAN SPACES

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ISTRUZIONI PER PARTECIPARE ALLA PERFORMANCE

 

Bodies in urban spaces è un intervento artistico in spazi cittadini per venti performer, a metà strada tra teatro e installazione. Ammassati sotto ad una panchina, incastrati tra un gruppo di alberi, in bilico su una fontana, appollaiati sulla cima delle mura o camuffati tra gli stipiti delle porte, i corpi degli artisti conducono il pubblico in un insolito itinerario all’interno degli spazi della loro città. Coinvolgono passanti, residenti e pubblico alla scoperta di nuove possibilità performative e regalano inedite suggestioni con le quali osservare luoghi già conosciuti. Presente da molti anni nei più importanti festival europei, il coreografo viennese Willi Dorner realizza con questo suo insolito intervento in spazi urbani una vera e propria azione site-specific, lavorando di città in città con gruppi di performer locali.

 

NB: Lo spettacolo è itinerante e sarà percorso a piedi.

Luogo di partenza: Biblioteca Dergano – Bovisa, Via Filippo Baldinucci, 76
Mezzi pubblici: 
bus 82, 92 / tram 2 / Ferrovie Nord Milano e Passante Ferroviario (Bovisa-Politecnico a 850 mt), M3 (Dergano a 950 mt)
Luogo di arrivo: in piena Milano


Posti limitati, preacquisto biglietto obbligatorio.
Ingresso : 10 Euro (biglietto unico)

 

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Presentarsi nel luogo di partenza 20 minuti prima dell’inizio per ritiro biglietti e preparazione: vi verrà chiesto un documento come cauzione. Percorso a tappe obbligate, l’orario di partenza è improrogabile.

 

ideazione Willi Dorner assistenti coreografi Esther Steinkogler, Ian Per Dolan foto Lisa Rastl; perfomer per Milano Carolina Amoretti, Alice Bassetti, Davide Boi, Alessandra Bonincontro, Andrea Campani, Lorenzo Covello, Simona Drago, Antonella Fittipaldi, Alice Giuliani, Cinzia Galliani, Elisa Ghion, Lucrezia Palandri, Melania Pallini, Simone Paris, Mauro Plebani, Samuel Puggioni, Edoardo Sgambato, Francesca Sproccati, Clara Storti, Daniele Tenze assistente per Milano Luci Mazzi organizzazione Federica di Rosa supporto logistico Fattoria Vittadini

Coreografo viennese, Willi Dorner crea performance da palcoscenico, progetti site-specific, film e installazioni presentati nei maggiori festival internazionali. Bodies in urban spaces (2007) ha ottenuto importanti riconoscimenti internazionali (premio per l’arte interdisciplinare al KOÏNZI-DANCE Festival di Amburgo) e portato in più di 90 città in tutto il mondo. Dorner ha infine realizzato per il cinema i cortometraggi TREID (1999), mazy (2003), body trail e fleeting (2009), set in motion (2012) e every-one (2015).

 

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FOCUS URBAN

Le città europee crescono a vista d’occhio. Inglobano le periferie e si fanno metropoli. Salgono verso il cielo con nuovi importanti esperimenti architettonici. Sono i centri propulsori dello sviluppo economico, sociale, culturale, luoghi privilegiati di aggregazione, incubatori di innovazione e conflitti. Calamite per gli immigrati e chiunque sia in cerca di cambiamento. Veloci, dinamiche, pulsanti, ma anche disumane, stressanti, complesse. Sempre più tendono a perdere i loro tratti specifici per confondersi e assomigliarsi. In tutto ciò Milano non è da meno. Sempre più innovativa, sempre più europea, sempre più metropolitana. E, secondo noi, sempre più bella.

Il Focus Urban è un dunque un omaggio alla nostra città e, al contempo, una forma di ricerca, di domanda sui suoi limiti e le sue potenzialità. Insieme agli artisti coinvolti proviamo a riscoprirla e riraccontarla, portando in scena in suoi abitanti, penetrando nel suo intimo con gli spettacoli nelle case private, abitando luoghi di passaggio come gli alberghi, reiventando lo spazio pubblico con i performer di Willi Dorner.

 

Gli eventi del FOCUS URBAN:

14 – 15 settembre 2017 | ore 20.00

GUERRILLA di El Conde De Torrefiel (ES)
[Performance 80 min c/o Triennale Teatro dell’Arte ]

Una conferenza, una classe di Thai-Chi e una sessione di musica elettronica: queste sono le tre scene che compongo la pièce.
Un progetto ZONA K, DANAE FESTIVAL e TRIENNALE TEATRO DELL’ARTE


 

23 – 24 – 29 – 30 settembre 2017 | 17.45

BODIES IN URBAN SPACES di Cie Willi Dorner (AU)
[Perfomance urbana site-specific c/o Strade, piazze, cortili dei quartieri Isola-Garibaldi]

Un intervento artistico in spazi cittadini per venti performer, a metà strada tra teatro e installazione.
Luogo di partenza: Biblioteca Dergano – Bovisa, Via Filippo Baldinucci, 76 20158 Milano


30 settembre | ore 20.00 + 1 ottobre 2017 | ore 17.00
poi ogni MERCOLEDI’ e GIOVEDI’ dal 4 al 26 ottobre 2017 | ore 20.00

EUROPA A DOMICILIO/ HOME VISIT EUROPE
di Rimini Protokoll (Haug/Kaegi/Wetzel) (DE/CH)
[performance/gioco da tavola teatrale per 15 spettatori c/o Case private]
in collaborazione con Stanze

“Quanta Europa c’è in tutti noi?”

15 persone prendono parte a una performance da salotto, una sorta di role-play guidato, che intreccia storie personali e meccanismi politici dell’Europa.


6 – 7 ottobre 2017 | ore 20.30 + 8 ottobre 2017 | ore 17.00

GRIP di Fattoria Vittadini (IT)
[Performance/Danza c/o Case private]

Ogni essere umano ha diritto ad avere riconosciuti i diritti che gli permettano di aderire alla propria vita, a riconoscercisi e a riconoscerla.


26 – 29 ottobre 2017 | repliche alle ore 18.00, 19.00, 20.00

HEARTBREAK HOTEL, Stanza 304 di Snaporaz (IT)
[Performance c/o Hotel ZONA Garibaldi]

E’ la ricerca da parte di una donna della domanda mancante, dell’unica domanda che la potrà aiutare a orientarsi dentro il labirinto di specchi della propria identità.

 

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INTIME FREMDE

Focus_DEMOCRACY

Intime Fremde/Intimi stranieri è dedicato ad una riflessione sul confine, l’identità, il concetto di nazione, paese d’origine, all’incontro/scontro di anatomie fisiche e culturali, emotive.

L’Europa ci ha abituati a viaggiare low cost e a sentirci a casa in tutti i paesi dell’Unione. Ma il vecchio continente difende le sue frontiere con acqua spinata e C.I.E. I confini esistono nascosti ovunque: mentre facciamo la spesa, quando ci guardiamo, sfioriamo, evitiamo, nel volto coperto della vicina di casa, negli odori che si incontrano nella tromba delle scale. E quello che c’è dietro una porta, dietro una linea ci fa, da sempre, paura. Se è vero che siamo tutti biologicamente simili, è altrettanto vero che siamo tutti culturalmente diversi, e provvisti di diversi diritti. Noi siamo forse fatti di ciò che mangiamo, delle nostre esperienze, delle decisioni che abbiamo preso nel corso della nostra vita, di ciò che amiamo, di ciò per cui combattiamo?

Che cos’è l’identità? Che cosa significa nazionalità? Che cosa significa cittadinanza?

Intime Fremde è uno spazio in cui guardare in controluce le paure e i desideri di un’umanità divisa tra il bisogno di appartenere e quello di libertà. In scena tre attrici che vivono in Germania, ma che hanno tre origini culturali differenti, costruiscono barriere e cercano spazi di intimità.

Lo spettacolo ha avuto due residenze presso il Teatro del Lemming e ha debuttato il 20 novembre 2015 presso l’Acker Stadt Palast di Berlino.

 

In inglese, italiano e arabo c/o ZONA K
Posti limitati, preacquisto biglietto consigliato.

Con Aurora Kellermann, Lina Zaraket, Serfiraz Vural regia Chiara Elisa Rossini luci Alessio Papa di Welcome Project – The foreigner’s Theatre produzione Teatro del Lemming in collaborazione con TATWERK PERFORMATIVE FORSCHUNG_Berlino

 

Welcome Project è un progetto al femminile nato a Berlino nel 2015 da un’idea di Chiara Elisa Rossini. Il gruppo è formato da quattro artiste che vivono in Germania, ma che hanno origini culturali differenti.

Il suo nome nasce dalla loro esperienza personale come emigrate, ma anche dal concetto di teatro come mondo governato da altre regole, uno spazio dove possono accadere cose fuori dell’ordinario.

 

 

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EUROPA A DOMICILIO
HOME VISIT EUROPE

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Nella stagione di ZONA K, in collaborazione con STANZE, ritorna il collettivo tedesco di REMOTE MILANO.

Cos’è davvero l’Europa? Un confine geografico, un’identità culturale, una coalizione di stati? Si dice spesso che l’Europa è un’idea troppo teorica perché gli individui ne possano parlare partendo dalla propria esperienza. Rimini Protokoll contrappone a quest’idea astratta di Europa l’individualità e l’intimità di un appartamento privato. 15 persone prendono parte a una performance da salotto, una sorta di role play guidato, che intreccia storie personali e meccanismi politici dell’Europa nel tentativo di rispondere alla domanda: quanta Europa c’è in tutti noi?

Ogni spettacolo ha luogo in una casa diversa, viaggia attraverso centinaia di appartamenti in tutta Europa costruendo una rete che più che partire da un centro si estende da porta a porta attraverso il continente.

Gli elementi e le immagini raccolti durante le visite saranno condivisi, in forma anonima, on line sul sito www.homevisiteurope.org, andando così a implementare un archivio europeo in costante sviluppo.

 

Posti limitati, pre-acquisto biglietto obbligatorio, a settembre riapre la biglietteria. 

c/o Case private della città di Milano.

L’indirizzo esatto sarà comunicato via sms il giorno precedente l’inizio dello spettacolo.
Comunica a ZONA K il tuo numero di cellulare scrivendo a biglietti@zonak.it

 

Futuro:
da settembre 2017 nuove date, scrivi QUI per essere informat*

 

Passato:
Dal 23  marzo  ogni giovedì fino al 15 giugno 2017 ore 20.30
Dal 3 maggio repliche straordinarie tutti i mercoledì
Domenica 26 marzo ore 17.00 aperta anche agli 11<14 anni.

 

  • 23/03 ZONA PAGANO (fatta)
  • 26/03 ZONA BRENTA (fatta)
  • 30/03 ZONA PAGANO (fatta)
  • 06/04 ZONA NAVIGLI (fatta)
  • 13/04 ZONA CENISIO (fatta)
  • 20/04 ZONA FOPPA-SOLARI (fatta)
  • 27/04 ZONA CORSO TICINESE (fatta)
  • 03/05 ZONA ISOLA (fatta)
  • 04/05 ZONA NAVIGLI (fatta)
  • 10/05 ZONA LIMA (fatta)
  • 11/05 ZONA SARPI (fatta)
  • 17/05 ZONA MOSCOVA (fatta)
  • 18/05 ZONA CITTA’ STUDI (fatta)
  • 24/05 ZONA ISOLA (fatta)
  • 25/05 ZONA NAVIGLI (fatta)
  • 31/05 ZONA P.TA ROMANA (fatta)
  • 01/06 ZONA P.TA VENEZIA (fatta)
  • 07/06 ZONA GARIBALDI (fatta)
  • 08/06 ZONA CINQUE GIORNATE (fatta)
  • 14/06 ZONA BESANA (fatta)
  • 15/06 ZONA CITTA’ STUDI (fatta)

 

Ideazione, testo, regia: Helgard Haug, Stefan Kaegi, Daniel Wetzel Drammaturgia: Katja Hagedorn Interaction Design: Claes Schwennen, Mirko Dietrich, Hans Leser, Grit Schuster Assistente Interaction Design: Philipp Arnold Scenografia: Lena Mody, Belle Santos Assistente Scenografia: Ran Chai Bar-zvi Produzione: Juliane Männel,  Anna Florin Direzione Tecnica: Sven Nichterlein Web Design: Tawan Arun + Ralph Gowers (Programming) Collaborazione artistica Tour Milano: Anton Rose, Claes Schwennen Redazione Web: Anton Rose Photo credits: © Rimini Protokoll / Illustration: María José Aquila,  © Pigi Psimenou, © Expanderfilms,  © Pigi Psimenou, © Expander films
Per Milano: riadattamento testo Valentina Kastlunger, maestri di cerimonia Andrea Panigatti e Enrico Pittaluga (Generazione Disagio), supporto tecnico Alice Marinoni, Silvia Orlandi

Home Visit Europe is a production of Rimini Apparat. In coproduction with Archa Theatre Prague (CZ). BIT Teatergarasjen/Bergen International Festival (NO). Frascati Teater Amsterdam (NL). HAU Hebbel am Ufer Berlin (D). Kaaitheater Brussels (BE). LIFT London (GB). Malta Festival Poznan (PL). Mungo Park (DK). Sort/Hvid (DK). Teater Nordkraft (DK). Théâtre de la Commune Aubervilliers (FR). Théâtre Garonne (FR). Teatro Maria Matos (PT). A House on Fire commission / coproduction with the support of the Cultural Program of the European Union. The project is supported by Capital Culture Fund Berlin.

Rimini Protokoll è oggi il collettivo artistico forse più premiato d’Europa e punto di riferimento fondamentale per tutto il teatro d’avanguardia. I suoi membri, Helgard Haug, Stefan Kaegi e Daniel Wetzel, si sono uniti nel 2000 per formare un collettivo di autori-registi. Dal 2002 tutti i loro lavori – opere teatrali, radiodrammi, film e installazioni – sono firmati Rimini-Protokoll. Fulcro della ricerca è lo sviluppo dei mezzi espressivi del teatro per provocare nuovi sguardi sulla realtà. Ogni opera attinge dalla vita reale e utilizza elementi e persone provenienti da situazioni concrete e luoghi specifici. Così Haug, Kaegi e Wetzel proclamano un’assemblea generale della Daimler-Benz pièce teatrale e, così facendo, in tale la trasformano; realizzano il progetto 100% Città portando sul palco 100 cittadini veri quale campione statistico per rappresentare, tra le altre, città come Berlino, Zurigo, Londra, Melbourne, Copenaghen o San Diego. Oppure partono in tournée con un gruppo di uomini d’affari nigeriano-europei per il progetto Lagos Business Angels e con la paraplegica MC Hallwachs per la pièce Qualitätskontrolle (Haug / Wetzel) o creano colonne sonore per le più disparate città del mondo con il progetto REMOTE X (Kaegi). Tra i molti premi e riconoscimenti segnaliamo che nell’aprile 2008 è stato consegnato loro il Premio Europeo per il Teatro di Salonicco nella categoria “Nuove Realtà” mentre nel 2011 l’intero lavoro dei Rimini-Protokoll è stato insignito del Leone d’Argento alla 41. Biennale di Teatro di Venezia.

 

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NO55 ASH AND MONEY

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Nel 2010 la compagnia estone Theatre NO99 ha realizzato una produzione che portava in scena l’intera società estone.

NO75 Unified Estonia è il nome di un movimento politico fittizio creato dalla compagnia che gran parte del pubblico ha invece accolto come una reale forza politica. In modo originale ha unito teatro, arti performative, politica, media e società civile.

Per 44 giorni – a partire dalla prima conferenza stampa fino alla convention di fondazione del finto partito (a cui parteciparono più di 7000 persone) – il progetto è stato filmato per diventare documentario. NO55 Ash and Money è il primo film di Theatre NO99. E’ un documentario che racconta come NO75 Unified Estonia è stato ideato, attraverso interviste a chi ha lavorato dietro alle quinte ma anche a molti politici che hanno collaborato e assistito al processo di creazione del più grande evento performativo che si è visto nella storia recente europea. NO75 Unified Estonia racchiude le paure e le speranze, le manipolazioni e le delusioni che sottostanno alla politica nelle nostre democrazie contemporanee.

Un’enorme simulazione di iperpopulismo per riflettere quanto populismo eccessivo ci sia nella realtà. Il documentario mostra la varietà di emozioni e le drammatiche vicissitudini che i creatori di NO75 Unified Estonia hanno vissuto.

NO55 Ash and Money ha ricevuto riconoscimenti ed apprezzanti nei numerosi film festival in cui è stato presentato in tutto il mondo.

 

In Estone, sottotitolato in Italiano c/o ZONA K


Biglietteria ONLINE

 

Un film di: Tiit Ojasoo, Ene-Liis Semper riprese: Rein Kotov Suono: Harmo Kallaste Editors: Rein Kotov, Ene-Liis Semper Produttori esecutivi: Piret Tibbo-Hudgins, Rein Kotov Produzione: Allfilm and NO99

Theatre NO99 è una compagnia e un teatro con sede a Tallin, Estonia. Fondato nel 2005 sotto la guida di Ene-Liis Semper e Tiit Ojasoo. Theatre NO99 ha da subito avuto successo a livello internazionale in vari festival europei. Nel corso degli anni è stato ospite al Wiener Festwochen, Festival d’Avignon, HAU Berlino, KVS Brussels, Münchner Kammerspiele, NET Festival and Golden Mask di Mosca. Ha prodotto lavori di grande varietà nella forma tra cui molte co-produzioni internazionali. Dalla sua fondazione è stato dichiarato espressamente che Theatre NO99 realizzerà solo 99 produzioni e poi sarà destinato a sciogliersi.

 

 

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SOME USE FOR YOUR BROKEN CLAY POTS

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Some use for your broken clay pots è una performance che coinvolge gli spettatori in un dibattito collettivo della durata di circa due ore, attorno a un sistema democratico immaginario che il performer cerca di “vendere” al suo pubblico come un’alternativa migliore ai nostri regimi democratici attuali.

Lo script della performance è un libro-costituzionale vero e proprio immaginato per uno stato democratico, messo a disposizione del pubblico durante lo spettacolo. Questa costituzione e le istituzioni democratiche che il testo giuridico prescrive, è stato sviluppato e scritto in stretta collaborazione con un team di giuristi provenienti da diverse università belghe.

Un lavoro di “fantasia costituzionale” che comprende tutti gli organi, le procedure, le assemblee, norme e regolamenti necessari alla definizione di un sistema democratico completo che è, in teoria, funzionale. È stato messo a punto con l’intenzione di produrre qualcosa che sia il più diverso possibile dalle nostre attuali regolamentazioni, per discutere su ciò che la democrazia rappresenta usando una possibile logica di difesa dal pubblico, attraverso un metodo che sia il più possibile razionale e forte.

Some use for your broken clay pots è quindi un esercizio di creatività costituzionale. Sfidando la capacità di immaginare un’alternativa al nostro sistema politico attuale (inteso universalmente), artista e spettatori insieme affrontano i limiti della nostra comprensione della democrazia, sperimentando una divertente, surreale e attualissima idea di spettacolo partecipato.

In italiano c/o ZONA K
Posti limitati, pre-acquisto biglietto consigliato.

Ideazione, regia e con: Christophe Meierhans Drammaturgia: Bart Capelle in collaborazione con: Rudi Laermans Advising team: Anne-Emma­nuelle Bourgaux(ULB), Rudi Laermans(KU),Jean-Benoît Pilet(ULB),Dave Sinardet(VUB) Constitutional jurist: Anne-Emmanuelle Bourgaux Scenography: Sofie Durnez Conception & graphic design publication: The Theatre of Operations Illustration: Nuno Pinto Da Cruz Co-produzione: Kaaitheater(Brussels), Workspace Brussels, Vooruit Arts Centre (Ghent), Teatro Maria Matos (Lisbon), BIT Teatergarasjen (Bergen), Kunstenfestivaldesarts (Brussels) Produzione: Mokum / Hiros con il sostegno di: de Vlaamse Gemeenschapscommissie & Government of Flanders Produzione versione italiana: ON (Bologna) con la partecipazione del Festival di Santarcangelo (2015).

Christophe Meierhans (Geneva; Brussels) lavora con e attraverso la performance, lo spazio pubblico, l’installazione, il suono, la musica e il video. Il suo lavoro consiste soprattutto nello sviluppare strategie di intervento nella vita quotidiana, attraverso la manipolazione di convenzioni accettate, abitudini sociali o usi semplici. I frammenti di realtà diventano la cornice per operazioni artistiche in grado di ridirezionare la banalità al fine di farla riapparire sotto angolazioni inattese. Il suo lavoro solleva questioni sulle norme e le convenzioni, confondendo un contesto casuale con altri diversi, e mettendo a confronto lo spettatore con qualcosa di altro, con la stranezza di essere nel posto “sbagliato”, o la possibilità che il luogo possa diventare qualcosa di diverso. Nel 2015, presenta a Santarcangelo il progetto Some use for your broken clay pots.

 

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FOCUS DEMOCRACY

 

Nel 1988 Gorbaciov vedeva nella Grande casa europea, fondata su valori democratici prima ancora che economici, l’idea e la direzione da seguire per la costruzione di un grande continente europeo.

A distanza di 30 anni, le grandi aspettative sembrano essere implose e il nuovo “grande malato” è sempre più vittima di attacchi populisti.

Quante -exit ci attendono? E’ questo dunque il risultato della democrazia?

C’è chi dice che votare non porti più a nulla, che il potere ormai stia tutto altrove, nelle alte sfere dei potentati economici. C’è chi crede, invece, che ancora si possa fare la differenza. Analisi demoscopiche e sociologiche evidenziano come le categorie più a rischio (poveri, disoccupati, anziani) siano le più distanti dalle urne elettorali, così come il dilagare della democrazia porti a un gap economico sempre più ampio nella società.

Ma allora dove risiede la democrazia? In istituzioni burocratiche complesse senza rapporti diretti con i cittadini che però si ammantano della nomea di rappresentanti del popolo o nella voce di nuovi imbonitori nazionalisti e revanscisti senza sguardo sul futuro?

“Per andare avanti bisogna imparare a guardare lontano”, diceva Tocqueville. Noi vogliamo provare a guardare lontano, con quella forza dirompente che solo l’immaginazione artistica può avere. Vogliamo cercare affinità, accettare i cambiamenti, ampliare lo sguardo mettendo alla prova alternative più o meno possibili in prospettiva del futuro, non solo quello immediato, ma anche quello più distante.

 

 

Gli eventi del FOCUS DEMOCRACY:

17 – 18 marzo 2017 | ore 20.30

SOME USE FOR YOUR BROKEN CLAY POTS
di Christophe Meierhans (CH/BE)

[Performance teatro-video c/o ZONA K]

E’ una performance che coinvolge gli spettatori in un dibattito collettivo attorno a un sistema democratico immaginario.


17 – 30 marzo 2017 | ore 10.00 – 19.00 (lu – ve)

Poster(s) from pro-EU/anti-Brexit campaing! di Wolfgang Tillmans
[mostra fotografica c/o ZONA K]

La campagna pubblicitaria anti-Brexit che invase le strade della GB


19 marzo 2017 | ore18.30

LA POLITICA E’ REALE?
[conversazione con aperitivo rinforzato c/o ZONA K]

NO75 Unified Estonia toccò le paure e le speranze e incarnò le manipolazioni e le delusioni che sottostanno alla politica. Oggi potrebbe accadere anche altrove? Se ne parla con Eero Epner (drammaturgo NO99) e Marcello Maneri (docente di Sociologia dei Processi Culturali e Comunicativi Università Bicocca) modera Danilo De Biasio


19 marzo 2017 | ore 20.30

NO55 ASH AND MONEY di NO99 (EE)
[Film documentario c/o ZONA K]

Nel 2010 la compagnia estone Theatre NO99 creò un movimento politico fittizio accolto come una reale forza politica. Per 44 giorni il progetto è stato filmato per diventare documentario.


23  marzo ogni giovedì fino al 15 giugno 2017 | ore 20.30

EUROPA A DOMICILIO/HOME VISIT EUROPE
di Rimini Protokoll (DE/CH)

[Performance/ gioco da tavolo teatrale per 15 spettatori c/o Case private]

15 persone prendono parte a una performance da salotto, una sorta di role play guidato dalla domanda: quanta Europa c’è in tutti noi? Ogni spettacolo ha luogo in una casa diversa.
In collaborazione con STANZE .


29 – 30 marzo 2017 | ore 20.30

INTIME FREMDE di Welcome Project (DE)
[Spettacolo teatrale c/o ZONA K]

Intime Fremde/Intimi stranieri è dedicato ad una riflessione sul confine, l’identità, il concetto di nazione, paese d’origine, all’incontro/scontro di anatomie fisiche e culturali, emotive.

 

KIDS

19 marzo 2017 | ore 11.00

THE MOVIE BAND La democrazia si fa musica
a cura di ZONA K con Francesca Badalini e Monica Galassi
[Laboratorio 4-7 anni – € 10]

Vieni a comporre dal vivo la colonna sonora di un film d’animazione


26 marzo 2017 | ore 17.00

EUROPA A DOMICILIO/HOME VISIT EUROPE
di Rimini Protokoll (Haug/Kaegi/Wetzel) (DE/CH)
[Gioco da tavolo teatrale per 15 persone – 11<14 anni + adulti – 120 min c/o Case private]

15 persone, tra ragazzi e adulti, prendono parte a una performance da salotto, una sorta di role play guidato dalla domanda: quanta Europa c’è in tutti noi? Ogni spettacolo ha luogo in una casa diversa.
In collaborazione con STANZE .

 

 

 

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L’IMMAGINE DELLA GUERRA TRA STORIA E PERFORMANCE

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Immaginare un fatto che avrebbe dovuto verificarsi senza che questo sia accaduto, metterne in atto una rievocazione, un re-enactement, per renderci partecipi. Immaginare come le nostre azioni di “improvvisati diplomatici” avrebbero potuto cambiare il corso della storia per resistere a quella guerra che cambiò la geografia politica europea.

Com’è cambiata la nostra percezione della guerra? Oggi che la diplomazia pare scomparsa e la guerra non ha più fronti e confini chiari?

Se ne discute con Alessandro Colombo, docente di Relazioni internazionali dell’Università degli Studi di Milano; Giovanni Scirocco, docente di Storia contemporanea dell’Università degli Studi di Bergamo; Collettivo LIGNA, Germania

 

Ingresso libero c/o ZONA K

 

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…MURX IHN AB!
Ein patriotischer Abend von Christoph Marthaler

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Per problemi tecnici la versione video dello spettacolo è stata cancellata.

 

La versione video di uno spettacolo cult per la storia del teatro tedesco, che ha fatto parte del repertorio fisso della Volksbühne di Berlino per 14 anni.

Nel 1993 il lavoro dell’allora ancora poco conosciuto Christoph Marthaler – che trae il suo titolo da “Canzone indiana” del poeta Paul Scheerbart (che significa qualcosa come “Fai fuori l’Europeo! Fallo fuori! Fallo Fuori!) – riuscì a cogliere il senso profondo del declino della DDR: la fatalità, l’assurdo, l’attesa, la burocrazia, l’imperscrutabilità. La descrizione di una condizione esistenziale che non è invecchiata con gli anni e si è rivelata essere pregnante per il cittadino europeo in generale.

“Murx” è uno spettacolo che contiene tutti gli elementi distintivi di quello che è in seguito diventato il famoso teatro di Christoph Marthaler. L’allestimento di Anna Viebrock, la sala d’attesa, il grande orologio a muro con la scritta “acciò che il tempo non si fermi” alla quale mancano alcune lettere cadute, le persone vestite con sottili giacchette da tuta sportiva anni settanta, gli occhiali spessi ha restituito un mondo immaginario della DDR che da allora non ha più smesso di esistere sulle scene e nella testa delle persone.

Senza parole, solo cantato, durata 120 min

 

Regia spettacolo: Christoph Marthaler; Scenografia e costumi: Anna Viebrock; Musica: Jürg Kienberger, Christoph Marthaler; Dramaturgie: Matthias Lilienthal; Produzione: Volksbühne Berlin

 

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A HOUSE IN ASIA


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Un progetto ZONA K e TRIENNALE TEATRO DELL’ARTE

Dal gruppo di punta della scena catalana, Leone d’Argento alla Biennale di Venezia 2015.

Nuove guerre mondiali. C’è chi dice che la terza sia già in corso. C’è chi la racconta nelle fiction e nelle serie tv. C’è chi fa prove generali. I confini fra realtà e finzione si assottigliano e confondono, nel nostro mondo globalizzato.

Anche sulla scena teatrale, i piani della narrazione e rappresentazione si moltiplicano creando nuove prospettive, effetti e svelamenti, anche grazie all’impiego di nuovi linguaggi e tecnologie. Il collettivo catalano scatena sulla scena di A House in Asia un dispositivo esplosivo che racconta la caccia all’uomo più importante del XXI secolo: la localizzazione e la cattura di Osama Bin Laden.

Tre case, uguali. La casa dove “Geronimo” (soprannome dato a Bin Laden dall’esercito US) si nasconde in Pakistan. Una copia esatta di quella casa in una base militare del North Carolina. Una terza casa, sempre identica, ricostruita su un set in Giordania, dove si sta girando un film. Uno Sceriffo ossessionato da una balena bianca. Cowboy e indiani. Aerei e birre. Copie, strategie, riproduzioni e cheeseburger.

Con la sua inconfondibile modalità artistica fatta di modellini in scala, proiezioni video, regia in presa diretta e performance,  Agrupación Señor Serrano presenta un “western teatrale” in cui la realtà e le sue copie si confondono, disegnando un ritratto pop impietoso del decennio post 11 settembre, un seme per il 21 secolo.

 

 

 

In Inglese, con sottotitoli in Italiano  c/o TRIENNALE TEATRO DELL’ARTE
Posti limitati, preacquisto biglietto consigliato QUI

 

Creazione Àlex Serrano, Pau Palacios, Ferran Dordal con Àlex Serrano, Ferran Dordal, Alberto Barberá produzione e assistente regia Barbara Bloin, realizzazione video Jordi Soler produzione GREC 2014 Festival de Barcelona, Hexagone Scène Nationale Arts et Sciences – Meylan, Festival TNT – Terrassa Noves Tendències, Monty Kultuurfaktorij, La Fabrique du Théâtre – Province de Hainaut

Agrupación Señor Serrano – Leone d’Argento della Biennale di Venezia 2015 – Fondata da Àlex Serrano a Barcellona nel 2006, Agrupación Señor Serrano è una compagnia teatrale che produce i propri spettacoli basandosi su materiali tratti dalla realtà contemporanea. Utilizza mezzi tecnici tra i più innovativi e strumenti tradizionali per ridisegnare costantemente i confini del proprio teatro. Si avvale di numerose collaborazioni artistiche e coniuga nelle sue produzioni teatro, performance, video in presa diretta, suono, modellini in scala, per mettere in scena storie capaci di raccontare le contraddizioni dell’esperienza umana contemporanea. Evoluzione, globalizzazione, sopravvivenza sono tra i principali temi trattati nelle ultime produzioni. Oggi il nucleo del gruppo è composto da Àlex Serrano, Pau Palacios e Barbara Bloin.

 

 

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LEĢIONĀRI.
Diskusija ar kaušanos

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Lo spettacolo – un esempio raro e folgorante di un teatro politico contemporaneo, che affronta i tumulti della storia ponendosi al di fuori del solco della narrazione e da quello della denuncia – si basa su un evento realmente accaduto.

Nel 1945, centosessantasette legionari baltici furono oggetto di una contesa tra la Svezia e l’Unione Sovietica, quando quest’ultima ne chiese l’estradizione al parlamento di Stoccolma, per poterli giudicare (e mandare a morte) per il loro rapporto, nella maggior parte dei casi forzato, con l’esercito nazista.

Leģionāri è costruito come una discussione, in cui due giovani dibattono, in diverse lingue, di questo fatto storico che viene anche coniugato al presente e restituito agli spettatori invitandoli a prendere la loro posizione, e generano una riflessione sui sentimenti feriti, sui tradimenti e sulle offese di cui è fatta la storia degli uomini, aprendo infine l’eterno dilemma tra libertà degli individui e libertà della società.

Esempio di teatro post-drammatico, lo spettacolo si e ci chiede che cosa sia davvero accaduto, perché, e se potrebbe accadere in modo diverso oggi.

 

 

 

In inglese con episodi in lettone, svedese, finlandese e tedesco c/o ZONA K.
Posti limitati, preacquisto biglietto consigliato QUI.

Drammaturgia Carl Alm, Ieva Kauliņa, Kārlis Krūmiņš, Valters Sīlis regia Valters Sīlis con Carl Alm, Kārlis Krūmiņš scenografia Ieva Kauliņa luciJānis Sniķers, Māra Jarovoja

 

Valters Sīlis (1985) attore e regista lettone, si è diplomato in regia alla Latvian Academy of Culture nel 2012 e lavora sia in piccoli teatri indipendenti (Dirty Deal Teatro, Theatre Ģertrūdes ielas teātris) sia al National Theatre di Riga, affermandosi come uno dei più promettenti registi della sua generazione. Leģionāri è creato insieme agli attori Carl Alm e Kārlis Krūmiņš che sono a tutti gli effetti co-autori dello spettacolo.

 

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IL GRANDE RIFIUTO

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Il collettivo tedesco Ligna porta in scena una visione, una possibile Storia Europea che non ha mai avuto luogo.

Nell’agosto del 1914 era previsto un congresso della Seconda Internazionale Socialista a Vienna con l’obiettivo di reagire a un possibile inizio della Grande Guerra con uno sciopero generale, che avrebbe fatto auspicabilmente crollare le infrastrutture dei paesi coinvolti e impedito l’avvio del conflitto. Il congresso e lo sciopero non ebbero mai luogo. I discorsi e gli interventi dei partecipanti al congresso erano ormai scritti, le richieste di permesso formulate e inoltrate, ma la guerra ne anticipò e annullò l’attuarsi.

Nella ricorrenza del centenario della Prima Guerra Mondiale, Il grande rifiuto esplora le possibilità individuali e collettive di rifiuto attraverso il re-enactment di una storia che non ha mai avuto luogo e di cui non si conosce la fine.

Il pubblico viene invitato a prendere parte ad una fiction storica: il congresso dell’Internazionale Socialista avrà luogo a Milano, aprendo un universo parallelo, nel quale si mette in discussione la guerra come destino ineluttabile.
Ciascuno si confronterà con una serie di “esercizi di resistenza”, un training di pose e gesti di rifiuto individuali e collettivi.

Il grande rifiuto è il risultato di una serie di residenze di ricerca a Bolzano, Bologna, Genova e Reggio Emilia avvenute ad aprile del 2015.

 

 

 

In italiano c/o ZONA K
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Creazione Ole Frahm, Michael Hueners e Torsten Michaelsen; coordinamento artistico e produzione italiana: Elena Basteri; Emanuele Guidi; Elisa Ricci Partner coproduttori: ar/ge kunst Bolzano / Bozen; Festival Transart Bolzano / Bozen; Santarcangelo 2015 Festival Internazionale del Teatro in Piazza 45 a Edizione; On; Fondazione Luzzati – Teatro della Tosse; Terni Festival Internazionale della Creazione Contemporanea / Teatro Stabile dell´Umbria. Sostenuto da: Goethe – Institut Genua; Goethe – Institut Mailand; Nationales Performance Netz (NPN) International Guest Performance Fund for Dance. Sostegno al programma di residenze: Goethe – Institut e.V.;

Il collettivo LIGNA esiste dal 1997 ed è composto dagli artisti Ole Frahm, Michael Hueners and Torsten Michaelsen che dai primi anni ’90 hanno iniziato a lavorare presso la Freies Sender Kombinat (FSK), una radio pubblica non profit di Amburgo. Dal 2002 il loro lavoro si incentra sulla creazione si situazioni effimere che coinvolgono il pubblico come gruppo attivo, un connubio che produce effetti imprevedibili e incontrollabili che mettono in discussione la gestione dello spazio. Uno degli esempi di come LIGNA usa i media è Radio Ballet, del 2002, in cui a radio ascoltatori viene offerta una coreografia di gesti proibiti in luoghi che prima sembravano pubblici e ora sono invece sotto controllo come stazioni o centri commerciali. Altri progetti come The new Man (2008) o Oedipus (2010) mettono in discussione lo spazio del teatro come apparato che plasma soggettività. Gli ultimi lavori The last Commune o Secret Radio (entrambi del 2014) invece invitano i partecipanti a mettere in scena interazioni complesse in uno spazio pubblico che si rivela tale solo gradualmente.


“Supported by the Nationales Performance Netz (NPN) International Guest Performance Fund for Dance, which is funded by the Federal Government Commissioner for Culture and the Media on the basis of a decision made by the German Bundestag.”

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FRIENDLY FEUER
(una polifonia europea)

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Giovedì 9 febbraio, dopo lo spettacolo, incontro con la compagnia moderato da Renzo Francabandera.

 

In un’Europa instabile e segnata da una crisi che diventa condizione esistenziale permanente, la tragedia del singolo, quale che fosse la sua identità nazionale e linguistica, a fronte di una modernità feroce, parla a noi e di noi più che mai – racconta la regista Marta GilmoreIl nemico, l’altro, i confini, oggi che per entrare in Europa si muore, e per restarci si finisce strozzati dai debiti, sono parole che meritano nuove domande, nutrite dalla consapevolezza di un passato tuttora doloroso”.

Friendly Feuer è uno spettacolo/performance per una scrittura collettiva sulla relazione fra l’Europa di oggi e quella di cento anni fa, all’alba del primo conflitto mondiale.

La lente attraverso cui guardare le vicende di allora è la condizione di chi a quella “guerra totale” tentò invano, più o meno consapevolmente, di sottrarsi: disertori, soldati affetti da nevrosi di guerra; soldati di schieramenti avversi che misero in atto tregue informali; e così via.

Sulla scena, le tante possibili declinazioni del “fuoco amico” che dà titolo al lavoro, in una narrazione frammentata e corale, una polifonia europea con una sensibilità estetica che ricorre ai linguaggi del contemporaneo per dialogare con la storia, rifuggendo la retorica delle celebrazioni. Così le vicende individuali di diserzione, nevrosi di guerra e suicidio vengono giustapposte a domande relative a un presente precario e a suo modo feroce.

Concetti quali nemico, straniero, codardia, coraggio e patria, sono coniugati al passato come al presente, senza fornire risposte esaustive. Mentre, gli interpreti passano da una lingua all’altra mescolando fra loro i diversi dialetti, nel ricordo di una generazione di fanti spesso semianalfabeti che andò alle armi nel ‘mondo di ieri’.

 

 

In italiano c/o ZONA K
Posti limitati, preacquisto biglietto consigliato QUI.

 

Regia e drammaturgia Marta Gilmore sulla base di una scrittura collettiva; con Eva Allenbach, Tony Allotta, Armando Iovino, Marta Gilmore, Vincenzo Nappi; responsabile tecnico Andrea Gallo; produzione Isola Teatro; con il sostegno di Centro Didattico Musicale, Roma; Crowdarts, sotto l’Alto Patrocinio di Istituto Svizzero, Roma

Isola Teatro ha iniziato le sue attività nel 2005, con la messa in scena dello spettacolo L’Isola, del drammaturgo sudafricano Athol Fugard, con la regia e la traduzione di Marta Gilmore. Da allora la compagnia ha messo in scena La strada ferrata (finalista Premio Scenario 2007), con il quale il gruppo ha iniziato a misurarsi con un lavoro di scrittura collettiva e costruzione drammaturgica. Questo percorso è proseguito con Brucia. Nel 2010 ha debuttato con Senza Lear, una riscrittura della tragedia shakespeariana dal punto di vista delle tre figlie del re, progetto vincitore del Premio Lia Lapini 2009, che ha preso parte al progetto REACT! promosso da Santarcangelo dei Teatri. Nel 2015 il collettivo ha preso parte al progetto Caryl Churchill, Non normale non rassicurante, a cura di Paola Bono, con Bluemotion, Accademia degli Artefatti e La casa d’argilla teatri, curando la mise en espace di Sette bambine ebree di Caryl Churchill. La sua ultima produzione, Friendly Feuer (una polifonia europea), ha debuttato all’E45 Fringe Festival di Napoli 2015.

 

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FOCUS WAR

Parlare di guerra per parlare di Europa perché proprio dalla guerra e da un secolo dilaniato dai conflitti, prese infine forma l’idea di Europa unita, solidale, ricca. Presupposto del più lungo periodo di pace che il continente abbia mai conosciuto.

Oggi di quelle guerre si celebrano i centenari, si rivivono i fatti nelle rievocazioni, nei saggi storici, nei film.

Ma quanto il passato è lontano? Quanto quella guerra che ci appare così lontana con le sue trincee o i suoi bombardamenti, lo è davvero? Le guerre contemporanee che ci circondano appartengono davvero a un altro mondo?

Da queste domande, una riflessione sull’oggi. Sull’Europa che non conosce bombardamenti ma chiude le frontiere, sulle responsabilità che ognuno di noi potrebbe avere, sulle scelte che faremmo. Sulla guerra come destino ineluttabile di nuove Real Politik economiche, finanziarie, mediatiche.

 

Gli eventi del FOCUS WAR:

9, 10, 11 febbraio 2017 | ore 20.30

FRIENDLY FEUER (una polifonia europea) di Isola Teatro (IT)
[Spettacolo teatrale c/o ZONA K]

Sullo sfondo la Grande Guerra, omaggio alla Storia e pretesto per guardare all’Europa di oggi.


CANCELLATO PER MOTIVI TECNICI
Murx den Europäer! Murx ihn! Murx ihn! Murx ihn! Murx ihn ab!
[Versione video dello spettacolo] Ein patriotischer Abend von Christoph Marthaler
di Volksbuhne Berlin (D)


15 febbraio 2017 | ore 18.30

L’IMMAGINE DELLA GUERRA TRA STORIA E PERFORMANCE
[conversazione con aperitivo]

Com’è cambiata la nostra percezione della guerra? Oggi che la diplomazia pare scomparsa e la guerra non ha più fronti e confini chiari?
Se ne discute con Alessandro Colombo, docente di Relazioni internazionali dell’Università degli Studi di Milano; Giovanni Scirocco, docente di Storia contemporanea dell’Università degli Studi di Bergamo; Collettivo LIGNA, Germania


16, 17 febbraio 2017 | ore 20.30

IL GRANDE RIFIUTO di Ligna (DE)
[Performance audio c/o ZONA K]

Una fiction storica che mette in discussione la guerra come destino ineluttabile.


sabato 18 ore 20.30 | domenica 19 febbraio 2017 ore 17.00

LEĢIONĀRI. Diskusija ar kaušanos di Valters Sīlis (LT)
[spettacolo teatrale c/o ZONA K]

Legionari baltici – accusati di complicità con l’esercito nazista – sono contesi tra Svezia e Unione Sovietica per l’estradizione e la conseguente probabile condanna a morte da parte dello Stato Sovietico.


27, 28 febbraio, 1 marzo 2017 | ore 20.00

A HOUSE IN ASIA di Agrupación Señor Serrano (ES)
[Performance teatrale video,  c/o CRT Milano TEATRO DELL’ARTE]

Dal gruppo di punta della scena catalana vincitore del Leone D’Argento alla Biennale di Venezia 2015.
Dopo il grande successo del FOCUS CATALOGNA di dicembre 2016, Agrupación Señor Serrano torna nella stagione di ZONA K con un western teatrale dove la realtà e le sue copie sono mescolate, grazie alla collaborazione con Triennale Teatro dell’Arte.
Un progetto ZONA K e Triennale Teatro dell’Arte

 

KIDS

Il 12 febbraio 2002 l’ONU proibisce il reclutamento dei minori di 18 anni nei conflitti, istituendo così la Giornata Internazionale contro l’uso dei bambini soldato. Ciononostante sono ancora più di 250.000 i bambini e gli adolescenti arruolati nel mondo. In un focus che parla di conflitti armati, diventa per noi indispensabile dichiarare il nostro no alla guerra tout court ma soprattutto alla guerra che priva i bambini del loro diritto a un’infanzia non violenta. Queste le proposte per parlarne ai bambini e ai ragazzi.

12 febbraio 2017 | ore 15.30

LA STRABOMBA a cura di Emergency
[laboratorio 6 – 10 anni gratuito]

Un corale NO ALLA GUERRA! guidati da un bel racconto di Mario Lodi e dalle storie provenienti dagli ospedali di Emergency.


12 febbraio 2017 | ore 17.30

ALL THE INVISIBLE CHILDREN, di Mehdi Charef, Emir Kusturica, Spike Lee, Kátia Lund, Jordan Scott, Ridley Scott, Stefano Veneruso, John Woo. (IT/FR 2005)
[film dai 12 anni – durata 108 min]

Sette registi di fama internazionale, sette paesi, sette storie di infanzia negata, invisibile. Uno scopo: sollevare il problema dei bambini ignorati e renderlo visibile grazie al cinema.

 

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