FOCUS HUMAN

Ultimo focus della stagione, HUMAN propone spettacoli che affrontano il tempo dell’oggi ponendo al centro l’uomo e i suoi diritti, le sue forze, le sue contraddizioni e sofferenze. Finito il secolo breve, che ha mostrato la brutalità dell’umanità e anche la capacità di rimettersi in gioco, cosa siamo diventati? Chi vogliamo essere?

Hobsbawn disse che il ‘900 era terminato in un disordine mondiale di natura poco chiara e senza un meccanismo ovvio per porvi fine o controllarlo. Ci affacciamo a nuovi anni Venti, sfavillanti e incoscienti di quello che succede intorno?
L’Homo sapiens, ben definito e descritto da Harari, sarà capace di dare un senso al mondo che ha creato? di comprendere gli sviluppi globali e distinguere l’errore da ciò che è corretto?

 

Ottobre – novembre
RIMINI PROTOKOLL (DE)
TURNO DI NOTTE
[Spettacolo itinerante]
Una produzione ZONA K in collaborazione con Casa degli Artisti

c/o luoghi della città

 

22 – 23 ottobre
BABILONIA TEATRI (IT)
GIULIO
[spettacolo]

c/o ZONA K

 

12 – 13 novembre
M. Anderson, I. Kralj THEATER GIGANTE – A. Renda TEATRO DELLE ALBE /RAVENNA TEATRO (U.S.A/IT)
IN THE BELLY OF THE BEAST
[spettacolo]

c/o ZONA K

 

28 – 29 novembre
AGRUPACIÓN SEÑOR SERRANO (ES)
THE MOUNTAIN
[spettacolo multimediale]
Una co-produzione ZONA K presentato in collaborazione con Olinda Onlus

c/o TeatroLaCucina

 

26 – 29 novembre

CONVEGNO
A chiusura non solo dell’anno ma anche del triennio e di un percorso che fino a oggi ci ha portato a invitare i nomi più rappresentativi di quel filone definito Teatro della realtà, dedicheremo due giorni a un convegno di riflessione e confronto su quali prospettive future si delineano nella relazione e nell’azione del teatro sulla realtà.
Un’occasione importante dove poter fare il punto della situazione attuale in Europa ma anche aprire nuove questioni e domande. Per l’occasione saranno invitati alcuni degli artisti ospitati negli anni e gli operatori e i critici più sensibili al tema.

c/o ZONA K e altri luoghi della città

 

Scopri tutto il programma della Stagione Teatrale 2020 REALITY.

 

foto di ©Rocco Rorandelli / TerraProject

Agrupación Señor Serrano (ES)

C’è un’immagine ampiamente diffusa che ripercorre la storia delle idee: scalare una montagna, superare tutte le difficoltà per raggiungerne la cima e, una volta lì, poter vedere il mondo “così com’è”. Raggiungere la verità e non solo ombre e riflessi. È una bella immagine a tutti gli effetti.

Ma è davvero così? Spesso guardando dall’alto non si vede altro che nuvole e nebbia che ricoprono tutto o un paesaggio che cambia a seconda dell’ora del giorno o del tempo. Com’è il mondo allora? Com’è la verità? Esiste la verità? La verità è la cima di una montagna da coronare e basta, o piuttosto un sentiero freddo e inospitale che deve essere continuamente percorso?

In The Mountain, l’ultimo spettacolo della pluripremiata compagnia catalana, convergono la prima spedizione sull’Everest, il cui esito è ancora oggi incerto, Orson Welles che semina il panico con il suo programma radiofonico The War of the Worlds, giocatori di badminton che giocano a baseball, un sito Web di fake news, un drone che scruta il pubblico, molta neve, schermi mobili, immagini frammentate, e Vladimir Putin che parla soddisfatto di fiducia e verità.

Un palcoscenico bianco e diafano. Miniature in scala su dei praticabili, uno studio radiofonico, una riproduzione dell’Everest, schermi di proiezione portatili e treppiedi cinematografici costituiscono uno spazio a metà strada tra un set televisivo, un museo e un campo da badminton. Una rete di idee, storie, immagini, azioni e concetti è alla base del quadro drammaturgico di The Mountain. Con questi materiali, dispiegati in strati che si mescolano creando connessioni inaspettate, lo spettacolo si presenta come un’esplorazione senza mappa sul mito della verità.

 

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Una co-produzione ZONA K presentato in collaborazione con Teatro Menotti

c/o Teatro Menotti via Ciro Menotti 11, Milano [Autobus 92, Tram 9]

Info: spettacolo multimediale • durata 70 min. • in inglese con sottotitoli in italiano

Acquisto biglietti online obbligatorio: intero 15 euro d.p. inclusi – ridotto 10 euro d.p. inclusi (studenti/under 26/over 65).
Ritiro biglietti il giorno stesso dello spettacolo presso il Teatro Menotti. 

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creazione Agrupación Señor Serrano drammaturgia e regia Àlex Serrano, Pau Palacios, Ferran Dordal performance Anna Pérez Moya, Àlex Serrano, Pau Palacios, David Muñiz diffusione in Italia Ilaria Mancia management Art Republic
Una produzione GREC Festival de Barcelona, Teatre Lliure, Conde Duque Centro de Cultura Contemporánea, CSS Teatro Stabile di Innovazione del Friuli – Venezia Giulia, Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale, ZONA K, Monty Kultuurfaktorij, Grand Theatre, Feikes Huis Con il sostegno di Departament de Cultura de la Generalitat, Graner – Mercat de les Flors

Foto © Jordi Soler

THEATRE GIGANTE-TEATRO DELLE ALBE/RAVENNA TEATRO (USA-IT)

FOCUS: HUMAN

M. Anderson, I. Kralj THEATRE GIGANTE – A. Renda TEATRO DELLE ALBE /RAVENNA TEATRO (U.S.A/IT)

Nel racconto di Edgar Allan Poe L’uomo della folla si descrive un mondo caotico e imprevedibile, in cui coesistono fascinazione e orrore. Siamo tutti testimoni e attori di uno spettacolo dove i ruoli e le appartenenze vengono rimescolati in un movimento incessante. La folla appare come un’entità misteriosa e inquietante che sovrasta e annienta l’individuo. Partendo dalle suggestioni del racconto di Poe, lo spettacolo esplora l’oscurità che contraddistingue questi ultimi decenni. Infelicità, insicurezza, sofferenza e incertezza scatenano paura e violenza, una regressione rispetto al livello di “civilizzazione” faticosamente conquistato e ritenuto ormai consolidato in Europa come negli Stati Uniti, in India come in Australia e altrove. Viviamo in un mondo che è più connesso ma meno integrato. Il risentimento è diventato un’epidemia mondiale. Siamo bloccati nel ventre di una bestia. Chi è questa bestia? Siamo noi? Sono loro? Loro chi? Pensare con la pancia, quando ci si è ormai dimenticati del cuore.

Ideato, scritto ed eseguito da Isabelle Kralj, Mark Anderson e Alessandro Renda, lo spettacolo è un incontro di tre paesi differenti, tre culture, storie e lingue diverse, ma con le stesse paure, le stesse domande, gli stessi desideri, le stesse insicurezze. In the Belly of the Beast costruisce un’architettura molteplice di storie, utilizzando approcci stilistici e linguaggi diversi, alternando realtà e sogno, alienazione e solidarietà, ironia e poesia. Tra passato e presente. In scena, sul palco della Stagione Teatrale 2020 REALITY, un’umanità variegata e convulsa, figure dell’oggi e ombre dal passato che si presentano attraverso monologhi e dialoghi, musica, video e movimento.

 

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c/o ZONA K

Info: spettacolo • durata 80 min. • in lingua inglese, slovena e italiana con sovratitoli

Biglietti: 15 € (intero) – 10 € (ridotto studenti/ under 26/over 65/gruppi)

Spettacolo in abbonamento
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di e con Mark Anderson, Isabelle Kralj, Alessandro Renda, produzione Theatre Gigante (USA), Teatro delle Albe / Ravenna Teatro (IT)

 

 

Nel 2014 lo spettacolo del Teatro delle Albe Rumore di acque (di Marco Martinelli, con in scena Alessandro Renda) è in tournée negli Stati Uniti, ospite a La Mama Theatre di New York, poi in New Jersey e a Chicago. Proprio a Chicago, grazie all’invito di Thomas Simpson (docente alla Northwestern University di Chicago e traduttore in inglese di molti importanti autori italiani, tra i quali Marco Martinelli), Isabelle Kralj e Mark Anderson, co-direttori di Gigante Theatre, assistono allo spettacolo e decidono di ospitarlo nella loro città, Milwaukee (Wisconsin). Inizia così una fertile collaborazione che porterà l’anno successivo Alessandro Renda nuovamente negli Stati Uniti. Il legame artistico tra Isabelle Kralj, Mark Anderson e Alessandro Renda si è rinnovato in Italia, a Ravenna. Il progetto In the Belly of the Beast è una nuova collaborazione delle due compagnie alla ricerca di sintonie e corrispondenze, risonanze e difformità tra le poetiche. Si tratta della prima coproduzione del Teatro delle Albe con una compagnia americana e della prima coproduzione con una compagnia europea per Theatre Gigante.

BABILONIA TEATRI (IT)

FOCUS: HUMAN

Per la   Stagione Teatrale 2020 REALITY Valeria Raimondi e Enrico Castellani si confrontano con la vicenda Regeni nel nuovo spettacolo Giulio, intitolato allo studente torturato e ucciso al Cairo nel febbraio 2016. Un’indagine risoluta sulla linea di confine fra informazione e propaganda, fra potere e delitto, fra ragione di Stato e diritti inviolabili, che si interroga sull’apparato della legge, sulla violenza e sul significato profondo dell’essere liberi cittadini in un libero Stato.

Giulio Regeni non è solo un fatto di cronaca.
Giulio Regeni ci interroga su cosa significhi Stato. Cosa significhi giustizia. Cosa significhi potere. Cosa significhi polizia. Cosa significhi processo. Cosa significhi legalità. Cosa significhi carcere. Cosa significhi opinione pubblica. Cosa significhino giornalismo e libertà d’informazione.
Giulio Regeni ci interroga sulle questioni fondanti di un vivere sociale e di un vivere civile.

Ci interroga sul concetto di responsabilità, di umanità, di forza.
Concetti e questioni che attraversano le nostre vite, la letteratura e tutto il teatro dai greci a Shakespeare fino a noi. Giulio Regeni è un punto di partenza per riflettere su tutto questo.

 

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c/o ZONA K

Per partecipare è necessario inviare la richiesta di tesseramento annuale entro il giorno prima dello spettacolo, fallo SUBITO QUI

Info: spettacolo • durata 60 min. • in italiano

Biglietti: 15 € (intero) – 10 € (ridotto studenti/ under 26/over 65/gruppi)

Spettacolo in abbonamento
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Di Valeria Raimondi e Enrico Castellani, cast in via di definizione, produzione: Teatro Metastasio di Prato con Babilonia Teatri

 

Babilonia Teatri è tra le compagnie più innovative del panorama teatrale contemporaneo, distinguendosi per un linguaggio che a più voci viene definito pop, rock, punk. Si è imposta sulla scena italiana per il suo sguardo irriverente e divergente sull’oggi Babilonia Teatri vince nel corso degli anni numerosi riconoscimenti Oltre che nelle principali città italiane, gli spettacoli della compagnia sono stati ospitati numerose volte anche all’estero, dalla Francia alla Germania, dall’Austria all’Ungheria, dalla Bosnia-Erzegovina alla Croazia, dalla Colombia alla Russia. Enrico Castellani e Valeria Raimondi, fondatori della compagnia nel 2006, sono i Direttori artistici di Babilonia Teatri. Drammaturghi, autori, registi e attori, Castellani e Raimondi hanno base a Verona.

RIMINI PROTOKOLL (DE)

FOCUS: HUMAN

Il pluripremiato collettivo tedesco Rimini Protokoll porterà a Milano, nella  Stagione Teatrale 2020 REALITY di ZONA K, il camion che nel 2006 è stato trasformato in una platea su ruote in grado di trasportare 50 spettatori attraverso la città: seduti da un lato, guarderanno attraverso una grande finestra la realtà urbana che si farà palcoscenico.

Durante la residenza a Casa degli Artisti, che si svolgerà tra maggio e settembre 2019, cinque artisti selezionati, svilupperanno insieme ai Rimini Protokoll un progetto per il camion attorno al tema del lavoro notturno.

Il camion trasporterà gli spettatori attraverso le periferie della città e punterà i riflettori su ciò che normalmente si muove nel buio e nell’invisibile. Chi lavora di notte? Come? Chi paga? Economia sommersa o spina dorsale e backstage delle più smaglianti esibizioni diurne? Quali luoghi ospitano il lavoro che inizia quando gli altri si fermano e quali il lavoro che non ha un inizio e una fine?

 

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Una produzione ZONA K in collaborazione con Casa degli Artisti

c/o luoghi della città

Info: spettacolo itinerante per 50 spettatori • in italiano

Biglietti: 20 € (intero) – 15 € (ridotto studenti/ under 26/over 65/gruppi)

Spettacolo in abbonamento

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crediti

 

Helgard Haug, Stefan Kaegi e Daniel Wetzel fondano Rimini Protokoll nel 2000 e da allora firmano tutti i loro lavori con questo nome, sia che lavorino singolarmente, a due o tutti e tre insieme. Con il loro lavoro ricercano nuove prospettive sulla realtà. Spettacolo dopo spettacolo hanno ripensato gli strumenti del teatro e creato una poetica e uno stile inconfondibili, che hanno rivoluzionato il teatro contemporaneo europeo. I Rimini Protokoll sviluppano spettacoli teatrali, interventi scenici e produzioni radiofoniche avvalendosi della collaborazione di esperti, le cui conoscenze e abilità vanno oltre il teatro e che, non di rado, stanno in scena al posto degli attori. Amano tradurre spazi urbani e strutture sociali in formati teatrali. Molti spettacoli sono caratterizzati da interattività e uso giocoso della tecnologia. I Rimini Protokoll sono stati insigniti di numerosi importanti premi, tra i quali: il Mülheimer Dramatikerpreis, il Deutscher Theaterpreis Faust, il Grand Prix Theater del ministero federale svizzero per la cultura, il Premio del Teatro Europeo, il Leone d’Argento della Biennale di Venezia, il Premio Radiodramma Tedesco e il Premio Radiodramma dell’Anno dell’Associazione Kriegsblinden.

FOCUS VIRTUAL

In un presente costruito sempre più su realtà virtuale, realtà aumentata, reality show, fake news non poteva non mancare una riflessione dedicata al virtuale. Quanto l’esperienza immersiva, ormai sempre più dilagante, ci permette un approfondimento della realtà o quanto si riduce a un semplice atto di gamification?

Alcuni studi sostengono che la realtà virtuale può essere intrepretata come una macchina dell’empatia in grado di farci sperimentare situazioni diverse e difficili. Tra poliziotti che indossano VR per immedesimarsi nei criminali e spettatori che provano virtualmente la violenza subita dai migranti, c’è differenza? Esiste un confine preciso tra realtà e finzione?

 

Questi, gli spettacoli del FOCUS VIRTUAL.

anullato
SILKE HUYSMANS & HANNES DEREERE | CAMPO (BE)
PLEASANT ISLAND
[teatro documentario multidisciplinare]
presentato in collaborazione con Fattoria Vittadini

c/o Fattoria Vittadini

 

rimandato
MAMMALIAN DIVING REFLEX (Canada)
THE LAST MINUTES BEFORE MARS
[perfomance multimediale]
Un progetto di ZONA K e FOG Triennale Milano Performing Arts

c/o luogo in via di definizione

 

13 + 14 poi 16 + 17 e dal 20 al 24 maggio 2020
CODICEFIONDA (IT)
PLAY ME (Origins Project)
Una produzione di ZONA K
[perfomance per singolo spettatore]

c/o ZONA K

 

Scopri tutto il programma della Stagione Teatrale 2020 REALITY.

 

pic. by ©Michele Borzoni / TerraProject

CODICEFIONDA (IT)
cons. dramm. Agrupación Señor Serrano (ES)

Nella Stagione Teatrale 2020 REALITY? arriva PLAY ME (Origins Project), la nuova produzione di ZONA K che prosegue il percorso già intrapreso con Generazione gLocale nel 2017 attraverso il coinvolgimento di ragazzi, l’uso di nuovi dispositivi scenici e il supporto ideativo e drammaturgico di importanti nomi della scena internazionale, per questo progetto il pluripremiato collettivo catalano Agrupación Señor Serrano.

Un bottone. Un giocatore. Uno schermo.

Ecco i nuovi barbari. Incomprensibili agli occhi del mondo adulto. Gli adolescenti, iperconnessi e fragili, terrorizzati e attratti dall’immagine di sé sui “social media”, esperti conoscitori di “sexting”, “video-game” e “binge drinking”, possessori di SmartPhone come prolungamento del proprio corpo. Ma cosa sappiamo degli adolescenti di oggi?

Un corto circuito narrativo dalle origini del videogioco alle origini dell’iGeneration.
Una esperienza immersiva in cui incontrare gli adolescenti di oggi tramite l’uso delle nuove tecnologie. Un percorso di creazione che racconta le nostre identità – reali e virtuali – grazie al confronto tra generazioni.

In questa performance lo Spettatore si troverà in relazione a loro. Potrà scegliere se confermare o mettere in dubbio le proprie aspettative, le proprie paure e i propri pregiudizi. Il fine ultimo sarà un “gioco performativo” per generare un incontro inedito e intimo. PLAY ME (ORIGINS PROJECT) è il risultato di un lavoro sulle biografie di ragazzi incontrati nella fase di ricerca e sviluppo drammaturgico tra Torino e Milano. Quello che il sociologo Morin definisce “cinema di autenticità totale”.

 

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5 – 15 novembre 2020
da martedì a sabato ore 17.00 – 21.30
domenica ore 15.00 – 19.30
lunedì riposo

Info: performance multimediale per singolo spettatore con utilizzo VR • pubblico dai 16 anni in su • durata 25 min. • ingresso ogni 15 min • in italiano

Biglietteria solo online, richiesta la tessera associativa:
intero 15,00 € – ridotto 10,00 € (studenti/ under 26/over 65/gruppi)
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Direzione progettuale e creazione Andrea Ciommiento, creazione e referenza multimediale Simone Rosset, consulenza drammaturgica Álex Serrano e Pau Palacios, produzione esecutiva Valentina Picariello e Valentina Kastlunger, organizzazione e comunicazione Silvia Orlandi e Federica Bruscaglioni, programmazione applicazione VR Luigi Sorbilli e Giuliano Poretti, assistenza alla creazione Kausar El Allam, Shady Mostafa, Imane Mouslim, Jaouher Brahim, Mattia Ghezzi, Anes Fettar, Matteo Coppola, Momo Moukett, Filippo Farina, Lorenzo Bregant, Federica Bruscaglioni. Produzione ZONA K (Milano), creazione Codicefionda (Torino), consulenza drammaturgica Agrupación Señor Serrano (Barcellona), in collaborazione con Fuori Luogo Festival (La Spezia), Polo del ‘900 (Torino), Festival dei Diritti Umani (Milano), Istituto Professionale Albe Steiner (Torino), Yepp Italia (Torino) e Collettivo gLocale (Milano), Dialoghi – Residenze delle arti performative a Villa Manin” (CSS Teatro stabile d’innovazione del FVG), Con il sostegno di IntercettAzioni – Centro di Residenza Artistica della Lombardia e del Comune di Milano. Si ringrazia ITAS Giulio Natta e Hotel San Guido di Milano.

Il progetto è realizzato con il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito di ORA! Produzioni di cultura contemporanea. Visita ora.compagniadisanpaolo.it

MAMMALIAN DIVING REFLEX (CA)

FOCUS: VIRTUAL

Creato insieme a un gruppo di studenti dell’ITAS Giulio Natta di Milano, The Last Minutes Before Mars immagina gli ultimi minuti sulla Terra e ciò che siamo disposti a sacrificare per il nostro caro, dolce, bellissimo pianeta morente.

The Last Minutes Before Mars è una performance dal vivo, che include 360° video, sulla squisita noia della vita sulla Terra mentre sfrecciamo verso un futuro terrificante.

È una critica a coloro che suggeriscono che il futuro dell’umanità dipende dalla diffusione di se stessa in tutto l’universo. Secondo i Mammamlian è improbabile che si possano trovare soluzioni ai problemi terrestri su pianeti distanti con condizioni ostili. L’attuale ossessione per la colonizzazione di Marte è considerata una risposta in preda al panico per i difficili problemi che l’umanità deve affrontare sulla terra: i cambiamenti climatici, un ecosistema in collasso e il fatto che molti scienziati credono che siamo nel mezzo di un’altra estinzione di massa della vita sulla Terra, ecc. Ma piuttosto che cercare di superare i nostri problemi e, probabilmente, produrre una serie completamente nuova di problemi ancora più difficili, potrebbe essere meglio sistemarsi e capire come “terraformare” la terra, rendendola un habitat più ospitale per gli esseri umani e tutte le altre vite su cui facciamo affidamento. Perché rendere Marte più simile alla Terra quando c’è il compito di rendere la Terra più simile alla Terra?

PRIMA NAZIONALE per la Stagione Teatrale 2020 REALITY

 

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Un progetto di ZONA K e FOG Triennale Milano Performing Arts.

c/o ZONA K
Per partecipare è necessario inviare la richiesta di tesseramento annuale entro il giorno prima dello spettacolo, fallo SUBITO QUI

Info: perfomance multimediale

Biglietti:  in via di definizione
Tessera associativa 2020: € 2,00

Spettacolo fuori abbonamento
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Ideazione e regia: Darren O’Donnell  Co-regia e direzione video: Konstantin Bock  Gruppo di consulenza: Darren O’Donnell, Konstantin Bock, Alice Fleming, Tina Fance, Chiara Prodi, Sorcha Gibbson, Kiera O’Brien, Thule Van Den Dam, Sara Guttadauro, Sara Ben Hamouda, Andrada Ciccotto, Fjoralba Qerimaj, Jerwin Mostiero, Morena Marra, Genny De Leon, Elisa Fasiello, Mervin Fajardo  Con: Sara Guttadauro, Sara Ben Hamouda, Andrada Ciccotto, Fjoralba Qerimaj, Jerwin Mostiero, Morena Marra, Genny De Leon, Elisa Fasiello, Mervin Fajardo  Produzione: Tina Fance, Chiara Prodi, Alice Fleming  Scene: Sorcha Gibson  Composizione musiche: Isola 360 Expert: Fi Nicholson  Co-produzione: FOG Triennale Milano Performing Arts e ZONA K  Un ringraziamento a: Stephen O’Connel, Fi Nicholson, Letizia Gozzini dall’Itas Giulio Natta. Supporto sullo sviluppo: Australian Council for the Arts e Goethe Insitute Toronto. La performance è stata realizzata con il supporto di: Canada Council of the Arts

 

Mammalian Diving Reflex è una compagnia di Toronto conosciuta per l’ideazione di performance intellettualmente stimolanti. Nata nel 1993 sotto la direzione artistica dello scrittore e regista Darren O’Donnell, Mammalian Diving Reflex opera sulla dimensione privata e sociale del linguaggio, del pensiero e dell’informazione. La compagnia ha prodotto diversi lavori in Canada, Giappone, Australia, Singapore, India, Stati Uniti, Irlanda, Inghilterra e in molti altri paesi d’Europa. Tra i loro progetti, vi sono Diplomatic Immunities, pppeeeaaaccceee, The Children’s Choice Awards, Who Shot Jacques Lacan?, Dare Night, Slow Dance with Teacher, Nightwalks with Teenagers. Haircuts by Children. La pratica artistica della compagnia riconosce una dimensione performativa in ogni gesto quotidiano ed esplora estetica e società, creando insolite alleanze tra il mondo dell’arte e quello dei giovani. La ricerca di Mammalian Diving Reflex si concretizza in performance, esperienze collettive, testi teorici e happening.

 

SILKE HUYSMANS &
HANNES DEREERE | CAMPO (BE)

Lo spettacolo è annullato, come da ordinanza regionale del 04/03/20.

FOCUS: VIRTUAL

Nauru è una piccola Isola-Stato nell’Oceano Pacifico, conosciuta dagli esploratori europei come “Pleasant Island”. La storia di quest’isola può esser letta come una parabola dei nostri tempi. Dopo l’esauriente sfruttamento dei vasti giacimenti sotterranei di fosfati dell’isola, sia sotto il dominio anglo-australiano che dopo la sua indipendenza nel 1968, l’isola fu lasciata in totale rovina economica ed ecologica.

Oggi Nauru ospita campi profughi senza via d’uscita in cambio di una grande quantità di denaro australiano. Nel frattempo, l’isola rischia di essere inghiottita dall’oceano a causa dell’innalzamento del livello del mare.

È in questo scenario post-apocalittico che i documentaristi Silke Huysmans e Hannes Dereereere incontrano i limiti di un mondo intento a crescere all’infinito. Attingendo alle interviste e alle conversazioni con i residenti e i rifugiati dell’isola, cercano nuove prospettive.
Quale futuro c’è in un luogo che si è esaurito in termini ecologici, economici e umanitari? E come ci comportiamo con le cupe previsioni che sembrano attendere tutti noi?

PRIMA NAZIONALE per la Stagione Teatrale 2020 REALITY

 

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presentato in collaborazione con Fattoria Vittadini

c/o  Spazio Fattoria – Fabbrica del Vapore, via Procaccini 4 -M5 Monumentale-

Info: teatro documentario multimediale • durata 60 min. • in lingua inglese con sottotitoli in italiano

Biglietti: intero 15,00 € – ridotto 10,00 € (studenti/ under 26/over 65/gruppi)

Spettacolo in abbonamento

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di e con: Silke Huysmans & Hannes Dereere, drammaturgia Dries Douibi, suono Lieven Dousselaere, supporto tecnico Anne Meeussen & Piet Depoortere, produzione CAMPO, coproduzione Kunstenfestivaldesarts, Spring Festival Utrecht, Beursschouwburg, Kunstenwerkplaats Pianofabriek, Veem House For Performance, Spielart & De Brakke Grond residenze Beursschouwburg, De Grote Post, KAAP, Kunstencentrum Buda, Kunstenwerkplaats Pianofabriek, STUK & Veem House for Performance, LOD con il supporto di Vlaamse Gemeenschapscommissie & KAAP. Si ringraziano tutti coloro che hanno collaborato a Nauru

 

Il lavoro dei giovani autori teatrali Silke Huysmans e Hannes Dereereere si basa su situazioni concrete, eventi o luoghi che rappresentano un tema più ampio. Ciò che caratterizza il duo è il modo in cui svolgono la loro ricerca attraverso l’esame scientifico, le interviste e il lavoro sul campo. Dopo aver concluso gli studi a Gant nel 2013, hanno iniziato a occuparsi di teatro documentaristico. Nel loro acclamato Mining Stories (2016) hanno esplorato l’impatto di un recente disastro minerario nel sud del Brasile. Per i prossimi progetti saranno prodotti da CAMPO, con il supporto di Pianofabriek, KAAP Bruges, Kunstenfestivaldesarts e Beursschouwburg Brussels.

FOCUS GLOBAL

Il FOCUS è annullato, come da ordinanza regionale del 04/03/20.
Gli spettacoli sono rimandati.

La realtà ci dice che viviamo nell’era della globalizzazione, fatta di incredibili potenzialità e facilità, pur con le distorsioni economiche, politiche e sociali che sempre accompagnano i grandi passaggi. Alla difficoltà di trovare nuovi codici etici, diverse strade di convivenza e di distribuzione della ricchezza si risponde con chiusura, anacronistici nazionalismi, paura. Esiste una strada possibile?

Se la globalizzazione implica lo sviluppo di diversi stili di vita transnazionali, ha ragione Ulrich Beck quando sostiene che “per sopravvivere c’è bisogno di un realismo cosmopolita”?

Questi, gli spettacoli del FOCUS GLOBAL.

 

rimandato
VALTERS SĪLIS (LT)
BEING A NATIONALIST
[spettacolo]

c/o ZONA K

 

rimandato
GUINEA PIGS (IT)
#NUOVIPOVERI
[spettacolo]

c/o ZONA K

 

rimandato
ROGER BERNAT / FFF (ES)
NESSUNA CONVERSAZIONE DEGNA DI RILIEVO
[spettacolo]

c/o ZONA K

 

Scopri tutto il programma della Stagione Teatrale 2020 REALITY.

 

foto ©Simone Donati / TerraProject

 

ROGER BERNAT/FFF (ES)

Lo spettacolo è annullato, come da ordinanza regionale del 04/03/20, verrà riprogrammato.

FOCUS: GLOBAL

Il regista catalano Roger Bernat torna a ZONA K per la Stagione Teatrale 2020 REALITY con uno spettacolo che affronta un tema di grande attualità.

Nel 2012 alcuni abitanti di Ceuta hanno lasciato le loro famiglie per andare in Siria. Durante le settimane trascorse tra Turchia e Damasco, chiamavano regolarmente i loro parenti. La polizia era intervenuta sui loro telefoni e tutte le conversazioni intercettate sono state successivamente incluse nel dossier del processo che si è svolto a Madrid. Il verdetto fu la condanna di undici persone per partecipazione alla rete di reclutamento dello Stato Islamico. È stato il primo processo in Spagna contro i collaboratori dello Stato islamico. Il dossier è il cuore di questo spettacolo: un’immersione non solo nella parola dei kamikaze ma anche delle persone a loro vicine, dei traduttori, della polizia e dei giudici che hanno seguito le intercettazioni.

Tre attrici leggono o ripetono le conversazioni telefoniche di Samra, Sanae e Nayua, mogli di tre jihadisti che si sono immolati in Siria durante l’estate 2012. Le loro conversazioni sono simultanee. Il pubblico, dotato di un auricolare wireless a 3 canali, deve navigare attraverso le parole per ricostruire i fatti, così come hanno fatto i servizi segreti qualche anno prima. Alla fine dello spettacolo, non ci saranno due spettatori che hanno ascoltato la stessa conversazione.

 

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c/o ZONA K
Per partecipare è necessario inviare la richiesta di tesseramento annuale entro il giorno prima dello spettacolo, fallo SUBITO QUI

Info: spettacolo • durata 60 min. • in italiano

Biglietti: 15 € (intero) – 10 € (ridotto studenti/ under 26/over 65/gruppi)
Tessera associativa 2020: € 2,00

Spettacolo in abbonamento
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interpreti: Silvia Calderoni, Matilde Facheris, Woody Neri e Giulia Salvarani, progettazione video, direzione tecnica e aiuto regia: Txalo Toloza, suono: Cristóbal Saavedra Vial, grafica: Marie-Klara González, coordinamento generale: Helena Febrés Fraylich, coordinamento in Marocco: Arts I Love e Ahmed Hammoud, ringraziamenti: DABATEATR (Rabat), Daha-Wassa (Rabat), Laura Gutiérrez, Toni Serra, JMBerenguer e Txiki Berraondo, spettacolo prodotto da Elèctrica Produccions (Barcellona), MUCEM (Marsiglia), Marche Teatro (Ancona), Triennale Teatro dell’Arte (Milano), Festival Grec 2017 (Barcellona) e Temporada Alta (Girona), con l’aiuto di Les Bancs Publics/Les Rencontres à l’échelle (Marsiglia)

 

Roger Bernat artista e regista catalano, dopo aver iniziato gli studi di architettura e di pittura, studia drammaturgia e regia all’Institut del Teatre di Barcellona dove si diploma nel 1996, aggiudicandosi il riconoscimento straordinario. Nei primi anni lavora come regista, drammaturgo e performer con la compagnia General Elèctrica che dirige insieme a Tomás Aragay. Nel 2008 fonda Roger Bernat/FFF e inizia a creare performance in cui il pubblico prende la scena e diventa protagonista. «Gli spettatori passano attraverso un dispositivo che li invita a obbedire o a cospirare, e in ogni caso a pagare con il proprio corpo e impegnarsi». La prima performance partecipativa è Domini Públic (2008), cui fanno seguito Pura Coincidencia (2009), La consagración de la Primavera (2010), Please continue (Hamlet) (2011), Pendiente de voto (2012), RE-presentation: Numax (2013), Desplazamiento del Palacio de la Moneda (2014), Numax-Fagor-plus (2014), We need to talk (2015), No se registran conversaciones de interés (2016-17) e The place of the Thing (2017).

 

FOCUS GLOBAL

GUINEA PIGS (IT)

Lo spettacolo è annullato, come da ordinanza regionale del 04/03/20 e verrà riprogrammato.

FOCUS: GLOBAL

Lo spettacolo #nuovipoveri della giovane compagnia milanese Guinea Pigs è un percorso di ricerca multiforme che indaga le relazioni tra economia e società, auto-percezione, rappresentazione e auto-narrazione della ricchezza e della povertà. L’ Istat parla di 5 milioni di poveri su una popolazione che supera i 42 milioni di abitanti: i poveri superano l’11% della popolazione totale. Ci sono i poveri assoluti che non hanno le possibilità di far fronte a una spesa minima necessaria per acquistare beni e servizi di prima necessità e i poveri relativi che vivono con una spesa media mensile pari o inferiore ai 667,05 euro. Quindi l’Istat afferma che un povero è chi non riesce a soddisfare gli standard minimi di consumo, chi non riesce a spendere perché non ha.

Il dizionario Treccani definisce il povero come “colui che ha scarsi mezzi economici, che manca del denaro necessario e di tutto quanto il denaro può procurare”, etimologicamente “colui che produce poco”. #nuovipoveri è un progetto sul denaro e sulle sue contraddizioni, sul potere che ha di modificare equilibri e dinamiche di relazione, di decidere delle giornate dei singoli, della felicità delle famiglie e della costruzione dell’identità di un’intera società. Povertà di mezzi e di risorse, di relazioni, di idee e di conoscenze, di possibilità concrete nell’immaginare il proprio presente e un eventuale futuro. Chi sono oggi i nuovi poveri? Come si raccontano a se stessi? Alla società? E ancora come raccontano la società a se stessi? E quanto c’è di vero in questa auto-narrazione?

Nella Stagione Teatrale 2020 REALITY in Anteprima Nazionale

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c/o ZONA K
Per partecipare è necessario inviare la richiesta di tesseramento annuale entro il giorno prima dello spettacolo, fallo SUBITO QUI

Info: spettacolo • durata 80 min. • in italiano

Biglietti: 15 € (intero) – 10 € (ridotto studenti/ under 26/over 65/gruppi)
Tessera associativa 2020: € 2,00

Spettacolo in abbonamento
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di e con: Letizia Bravi e Marco De Francesca, drammaturgia: Giulia Tollis, video: Julian Soardi sound design: Gianluca Agostini, set design: Stefano Zullo, light design: Martino Minzoni, regia: Riccardo Mallus, produzione: Ecate, in collaborazione con Guinea Pigs, con il sostegno di ZONA K e Next – Laboratorio delle idee per la produzione e distribuzione dello Spettacolo dal Vivo Lombardo – Edizione 2019/2020 e con il sostegno di Teatro delle Moire. Grazie a Il Magazzino di Antonio Mingarelli.

Azione performativa inserita in “Intercettazioni”Centro di Residenza Artistica della Lombardia: un progetto di Circuito CLAPS e Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire, ZONA K, con il contributo di Regione Lombardia, MiBAC e Fondazione Cariplo.

Guinea Pigs nasce nel 2014 a Milano. Il primo progetto artistico è lo spettacolo Atti di Guerra (2016). Nel 2017, in collaborazione con il Teatro Out Off di Milano, produce lo spettacolo Casca la terra di Fabio Chiriatti, con il quale vince il bando Siae Sillumina 2016. Sempre nel corso del 2017 avvia il percorso di ricerca e creazione per progetti site specific tra installazione e performance In lotta con la realtà. La prima tappa, Sovra/Esposizioni, viene presentata all’interno di IT Festival. La seconda tappa, Il futuro è una trappola?, viene coprodotta dal Festival Castel dei Mondi e vede la collaborazione di Guinea Pigs con Equilibrio Dinamico Dance Company e con Anelo1997 laboratorio di architettura e scultura romano. Nel 2019, in collaborazione con Museocity, hanno realizzato interventi teatrali e performativi all’interno di alcuni musei di Milano nell’ambito del progetto AMUSE di Fondazione Cariplo.

VALTERS SĪLIS (LV)

Lo spettacolo è annullato, come da ordinanza regionale del 23/02/20, verrà riprogrammato.

FOCUS: GLOBAL

 

Nella Stagione Teatrale 2020 REALITY la nuova creazione del regista lettone Valters Sīlis, Being a nationalist, è stata scritta dal drammaturgo Matīss Gricmanis. Prende spunto dall’esperienza personale di Gricmanis come assistente di un noto deputato nazionalista del Parlamento lettone. 

Cosa e chi fa parte del mondo di un nazionalista oggi? Vincono gli interessi dello Stato o i propri? Come si misurano gli amici e chi sono i patrioti? Nel mondo di un nazionalista gli interessi dello Stato sono più importanti dei propri.

Gli amici sono le persone che la pensano allo stesso modo, e non si interessano ai piccoli problemi quotidiani o alle questioni mondiali. I nemici sono molti, ma sono ben noti. I veri valori stanno per risorgere ancora una volta, nonostante il fatto che nel mondo materialista di oggi abbiano perso il loro valore.
Ma Sīlis ci dice che per vivere in questo mondo pieno di sfide, bisogna prima svegliarsi per poter cambiare la propria realtà.

 

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c/o ZONA K
Per partecipare è necessario inviare la richiesta di tesseramento annuale entro il giorno prima dello spettacolo, fallo SUBITO QUI

Info: spettacolo • durata 90 min. • in lettone con sovratitoli in italiano

Biglietti: 15 € (intero) – 10 € (ridotto studenti/ under 26/over 65/gruppi)
Tessera associativa 2020: € 2,00

Spettacolo in abbonamento
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scritto da: Matīss Gricmanis regia: Valters Sīlis con: Jānis Kronis, Āris Matesovičs, Ance Strazda scene: Uģis Bērziņs; luci: Lauris Johansons produzione: Dirty Deal Teatro

 

Matīss Gricmanis è uno scrittore e drammaturgo che scrive per teatro, cinema e televisione. Fin da giovane si è occupato di politica trasportando più tardi la sua esperienza nella scrittura per la scena. Nel 2018 ha vinto il concorso del nuovo festival di drammaturgia Versmė del Lithuanian National Drama Theatre con il suo spettacolo “Narrow Margins of a Normative Lifestyle”, basato sui diari di un omosessuale che viveva durante il regime sovietico lettone.
Valters Sīlis è uno dei più importanti registi della scena baltica. Nei suoi lavori rivolge sempre particolare attenzione alla complessità dell’esperienza umana portando in primo piano gli individui più marginali e vulnerabili.

 

FOCUS GLOBAL

WIM VANDEKEYBUS
ULTIMA VEZ (BE)

Per l’apertura della Stagione Teatrale 2020 REALITY di ZONA K è stato scelto lo spazio di Casa Degli Artisti, da poco restituito alla città.

In Go Figure Out Yourself, un incontro con il pubblico in uno spazio non allestito, cinque personaggi vi accompagnano lontano dalle rassicuranti pareti del teatro e vi svelano un luogo in cui potrete dar forma ai vostri pensieri, semplicemente guardando e ascoltando. Al ritmo di una colonna sonora che mischia parole, musica e danza, siete invitati a partecipare a un percorso imprevedibile e appassionante.

Go Figure Out Yourself esplora i confini tra pubblico e performer.
Spostandovi liberamente e semplicemente nello spazio, diventerete voi stessi parte di un happening collettivo, da cui uscirete con molte domande e poche risposte. La lentezza del tutto contrasta con la velocità del singolo. Il totale è più della somma delle parti. Tutto è ciò che è.

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presentato in collaborazione con e
c/o Casa degli Artisti, Corso Garibaldi, 89/A – via Tommaso da Cazzaniga -M2 Moscova-

Info: performance di danza • durata 75 min. • in inglese
nb: pubblico e performer divideranno lo stesso spazio scenico. Non sono previste sedute.

Ingresso: intero 15,00 € – ridotto 10,00 € (studenti/ under 26/over 65/gruppi)
Ritiro biglietti c/o Casa degli Artisti, Corso Garibaldi, 89/A – via Tommaso da Cazzaniga -M2 Moscova-

Spettacolo in abbonamento
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regia, coreografia, scenografia Wim Vandekeybus, creato e interpretato da Sadé Alleyne, Maria Kolegova, Hugh Stanier, Kit King, Tim Bogaerts, drammaturgia Aïda Gabriëls, disegno luci Davy Deschepper, Wim Vandekeybus, costumi Isabelle Lhoas assistita da Isabelle De Cannière, coordinamento tecnico Davy Deschepper, fonica Bram Moriau, direzione palco Tom de With, produzione Ultima Vez, coproduzione Les Brigittines (Bruxelles), con il sostegno del Tax Shelter del Governo federale Belga, Casa Kafka Pictures Tax Shelter empowered by Belfius, Ultima Vez è sostenuta dalle Autorità Fiamminghe e dalla Commissione Comunitaria fiamminga della Regione di Bruxelles-Capitale.

 

Fisicità, passione, intuizione sono gli elementi portanti dell’opera di Wim Vandekeybus, uno dei maggiori esponenti della scena performativa internazionale. Artista poliedrico, coreografo, regista, performer, ha frequentato l’Università di Leuven dove ha studiato psicologia. Affascinato dalla relazione tra mente e corpo, questo interesse ha influenzato tutti i suoi lavori coreografici.

Nel 1987 ha fondato la compagnia Ultima Vez con cui ha realizzato quasi 30 produzioni oltre a numerosi film e video. L’uso di media e linguaggi differenti si traduce in cast in continua evoluzione che comprendono danzatori, circensi, attori, musicisti e in collaborazioni con artisti di diverse discipline.

REALITY


La stagione REALITY com’era stata pensata e presentata a febbraio 2020 è stata cancellata come da ordinanza regionale del 04/03/20. La stagione è stata riprogrammata così come da nuovo programma REALITY?.


Non si vuole fare un’analisi filosofica su realismo, neo-realismo, modernità e post- moderno.
Né ridurre un termine inglese alla semplificazione ormai acquisita nel vocabolario di uso comune italiano, che vede Reality solo e unicamente legato a show.

Per noi Reality è semplicemente, e forse banalmente, la realtà. Quella realtà che ci tiene ancorati al presente, alla sua osservazione, alla sua analisi, alla sua interpretazione. É la realtà dei fatti, il dato di realtà, che crediamo esista nonostante il disorientamento causato dall’overload di informazioni, nonostante il dilagare di “fake news”, nonostante le propagande politiche sfacciate e impenitenti che non temono né l’autocontraddizione né l’esplicita menzogna.

E’ quella realtà che nel 2018, all’affermarsi dei movimenti populisti e di una nuova forma del potere che disdegnava la conoscenza ma si costruiva sulla comunicazione, ci ha fatto pensare a Power. Quella stessa realtà che l’anno successivo con Economy ci ha portati a rivolgere lo sguardo al mondo economico, ai suoi eccessi e alle sue distorsioni.

Ed è sempre la realtà che alla fine del triennio con Reality prende il posto d’onore e, dopo due anni di immagini patinate e metaforiche, irrompe con la sua potenza, come sintesi di uno sguardo d’insieme sulla realtà globale. Uno sguardo che si interroga sul senso del mondo e che vorrebbe essere “cosmopolita” seguendo il pensiero del sociologo tedesco Ulrich Beck che parlava della necessità di uno “sguardo quotidiano, vigile sulla storia, riflessivo, che nasce in un contesto in cui confini, distinzioni e contraddizioni culturali svaniscono […]”.

GLOBAL, VIRTUAL e HUMAN sono i tre focus che accompagnano la stagione, chiavi di lettura per approfondire il quadro attuale della società contemporanea. Tre focus e non quattro come negli anni precedenti, per dare più unità e coerenza alla programmazione autunnale e permettere anche una tenuta più lunga di alcuni spettacoli.

A chiusura non solo dell’anno ma anche del triennio e di un percorso che fino a oggi ci ha portato a invitare i nomi più rappresentativi di quel filone definito Teatro della realtà, dedicheremo due giorni a un convegno di riflessione e confronto su quali prospettive future si delineano nella relazione e nell’azione del teatro sulla realtà.

Un’occasione importante dove poter fare il punto della situazione attuale in Europa ma anche aprire nuove questioni e domande. Per l’occasione saranno invitati alcuni degli artisti ospitati negli anni e gli operatori e i critici più sensibili al tema.

 

EVENTO SPECIALE
15 febbraio
WIM VANDEKEYBUS/ULTIMA VEZ (BE)
GO FIGURE OUT YOURSELF
[performance di danza]
presentato in collaborazione con e c/o Casa degli Artisti

 

FOCUS #1 • GLOBAL • 27 febbraio – 22 marzo 2020

27 + 28 febbraio
VALTERS SĪLIS (LV)
BEING A NATIONALIST
[spettacolo]
c/o ZONA K

14 + 15 marzo
GUINEA PIGS (IT)
#NUOVIPOVERI
[spettacolo]
c/o ZONA K

21 + 22 marzo
ROGER BERNAT / FFF (ES)
NESSUNA CONVERSAZIONE DEGNA DI RILIEVO
[spettacolo in cuffia]
c/o ZONA K

 

FOCUS #2 • VIRTUAL • 2 aprile – 17 maggio 2020

2 + 3 aprile
SILKE HUYSMANS & HANNES DEREERE | CAMPO (BE)
PLEASANT ISLAND
[teatro documentario multidisciplinare]
presentato in collaborazione con Fattoria Vittadini c/o Spazio Fattoria

22+ 23+ 24 maggio
MAMMALIAN DIVING REFLEX (Canada)
THE LAST MINUTES BEFORE MARS
[perfomance multimediale]
Un progetto di ZONA K e FOG Triennale Milano Performing Arts
c/o ZONA K

13 + 14 e 16 + 17 maggio
CODICEFIONDA (IT)
PLAY ME (Origins Project)
[performance multimediale]
Una produzione di ZONA K
c/o ZONA K

 

FOCUS #3 • HUMAN • ottobre – novembre 2020

inizio ottobre – fine novembre
RIMINI PROTOKOLL (DE)
TURNO DI NOTTE
[performance urbana itinerante]
Una produzione di ZONA K in collaborazione con Casa degli Artisti
c/o luoghi della città

22 + 23 ottobre
BABILONIA TEATRI (IT)
GIULIO
[spettacolo]
c/o ZONA K

12 + 13 novembre
M. Anderson, I. Kralj THEATRE GIGANTE (USA)
A. Renda TEATRO DELLE ALBE /RAVENNA TEATRO (IT)
IN THE BELLY OF THE BEAST
[spettacolo]
c/o ZONA K

28 + 29 novembre
AGRUPACIÓN SEÑOR SERRANO (ES)
THE MOUNTAIN
[spettacolo multimediale]
Una co-produzione di ZONA K presentato in collaborazione con Olinda Onlus
c/o TeatroLaCucina

novembre
CONVEGNO

 

Gli artisti che si avvicenderanno in residenza nel corso del 2020 sono:
Anna Serlenga (IT)
Guinea Pigs (IT)
Muna Mussie (IT)
Yan Duyvendak (CH)
Mats Staub (DE)
Michele Losi (IT)
+ il vincitore/vincitrice del Bando IntercettAzioni 2020

foto  ©Michele Borzoni / TerraProject

 

La stagione REALITY è un progetto di ZONA K – Soggetto di rilevanza regionale della Regione Lombardia – Con il sostegno di MIBACT Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, ORA! Compagnia di San Paolo – Con il patrocinio del Comune di Milano, Ambasciata del Belgio a Roma, Istituto Cervantes Milano, Goethe Institut, Ambasciata italiana del Canada – In collaborazione con Casa degli Artisti, Fattoria Vittadini, Triennale Milano, Olinda, Stratagemmi, Mare culturale urbano, Claps Circuito Lombardia Arti Performative, Industria Scenica, Teatro delle Moire, Milano Musica – Partner di comunicazione: Profili, Neo Studio

 

“Generazione gLocale”
Il progetto

“Generazione gLocale” è una produzione artistica di ZONA K (Milano) in cui dare voce alle nuove generazioni delle società multietniche. Il percorso vede la realizzazione di laboratori teatrali e la creazione di una performance urbana e interattiva diretta da Andrea Ciommiento con la supervisione dell’artista catalano Roger Bernat.

I protagonisti sono giovani milanesi di seconda generazione coinvolti nel percorso da marzo a luglio 2017 nel ruolo di ideatori, creatori e organizzatori del progetto grazie al supporto della Cooperativa Diapason (Milano) in qualità di mediatori culturali.

Parte del lavoro è realizzato all’interno dei corsi di lingua italiana per stranieri insieme al l’Associazione di promozione sociale Asnada (Milano), integrando la visione dei temi scelti con quella di chi in Italia è arrivato da poco e con cittadini (italiani e non) che abitano quotidianamente la città metropolitana.


Il debutto nazionale della performance è avvenuto Domenica 30 luglio 2017 21 negli spazi urbani del Castello Sforzesco grazie al supporto logistico dell’Assessorato alla cultura del Comune di Milano e il sostegno di MigrArti 2017 del MiBACT.
I partner logistici e organizzativi sono stati C.L.A.P. Spettacolo dal vivo (MI) e OLINDA (MI).

Generazione gLocale
Think different,
play local

Domenica 30 luglio 2017 – H 21
Castello Sforzesco – Milano

GENERAZIONE GLOCALE – THINK DIFFERENT, PLAY LOCAL

Uno spazio pubblico, un gruppo di persone, una voce in cuffia che pone domande, istruzioni, suggerimenti. Spettatori che si muovono nello spazio.
Chi sono oggi le tribù globali e locali delle città? Dove sono ora mentre tu sei qui?
Quanti chilometri ti serviranno per lasciarle fuori dal tuo spazio privato?
Uno spettacolo che dà voce alle nuove generazioni delle società multietniche.

BIGLIETTI
I biglietti si possono acquistare:
sulla BIGLIETTERIA ONLINE 
presso il CASTELLO SFORZESCO un’ora prima dello spettacolo

Costo unico € 10,00
Cuffie limitate, pre acquisto biglietto consigliato

idea e progetto ZONA K
regia Andrea Ciommiento
supervisione Roger Bernat
creazione collettiva Anes Fettar, Deborah Yebout, George Vasquez Colonia, Imane Mouslim, Issaka Abdou, Jaouher Brahim, Kausar El Allam, Leandro Perez, Mariam Lahmpur, Milagros De Los Santos, Momo Moukett, Sabina Ali, Silvio Bruscaglia, Sumaya Jabril
coordinamento Coop. Diapason e A.P.S. Asnada
collaborazione C.L.A.P.Spettacolo dal vivo
supporto logistico Coop. Olinda
sostegno MigrArti 2017 – MiBact e Assessorato alla Cultura – Comune di Milano

“Generazione gLocale”
Il laboratorio

Gli incontri hanno avuto una programmazione settimanale approfondendo le regole e la forma del dispositivo partecipativo, il lavoro sullo spazio teatrale, la creazione di setting (campi di gioco), l’interazione di movimenti collettivi e la scrittura di narrazioni per cuffie audio wi/fi. Si sono approfondite inoltre le diverse tematiche tramite la condivisione di link video, immagini e audio sulle dinamiche del teatro partecipativo.

La visione gLocal ridefinisce le nostre identità contemporanee e il dialogo tra sistemi globali e comunità locali. Il sociologo Bauman analizza un mondo glocal raccontando l’incontro tra piccole comunità e sistemi via via più complessi: quali sono le regole di convivenza nella stretta cerchia della famiglia, passando poi alla dimensione di quartiere e infine di città? Come difendere la propria appartenenza locale in un mondo senza confini? Come immaginare una città multietnica dove le nuove generazioni possano essere legate sia all’Italia che al paese di provenienza?

È su questa discrepanza tra realtà e sua rappresentazione che il progetto “Generazione Glocale” intende lavorare, cercando di svelare falsificazioni, mistificazioni, paure, ideologie insite in ognuno di noi e dare il proprio contributo alla composizione di una narrazione della società multiculturale e costruttiva.

“Generazione gLocale”
La poetica

Il percorso ha previsto la supervisione di Roger Bernat, artista catalano tra i più noti dell’avanguardia internazionale legata alla poetica dei dispositivi partecipativi.

La poetica scelta per la creazione dello spettacolo non prevede la presenza di attori in scena, ma solo di tecnici incaricati di gestire i supporti tecnologici (come ad esempio la trasmissione di tracce audio attraverso un sistema di cuffie wi-fi in dotazione agli spettatori) atti a innescare una serie di meccanismi per il coinvolgimento diretto del pubblico nelle azioni sceniche previste, trasformando così gli spettatori stessi in attori.

Attraverso l’utilizzo delle moderne tecnologie performative, i contenuti prodotti dai ragazzi, vengono infatti veicolati al pubblico senza la mediazione di attori. Possono essere musiche, racconti, domande, istruzioni, ordini. Allo spettatore viene implicitamente richiesto non solo di ascoltarli ma anche di rispondere, reagire, eseguire, interpretare.

Viene chiesto di “agire” e farsi interprete dei contenuti che riceve, di diventare esso stesso produttore di senso. La restituzione finale è prevista all’aperto, in ambiente urbano, visibile a persone di passaggio o convenute appositamente per assistere. Così gli spettatori si fanno attori della performance fino in fondo, agendo di fronte a un pubblico esterno che li osserva e ne interpreta le azioni.

FILMAKER
o giù di lì

Il contesto attuale di “democratizzazione” delle tecnologie digitali, vede affermarsi sempre di più la figura del filmaker, ovvero quella persona che, volendo raccontare per immagini storie o situazioni, è in grado di utilizzare tecniche e tecnologie in modo autonomo e se necessario anche da solo.

Il corso “Filmaker o giù di lì” si propone dunque di fornire le conoscenze necessarie all’uso efficace della tecnica e del linguaggio per immagini e intraprendere un percorso espressivo personale e, se possibile, professionale, passando dal puro dilettantismo ad un approccio di tipo professionistico.

Il corso sarà tenuto da professionisti di comprovata esperienza nei relativi settori di riferimento e sarà strutturato in:

– parte istituzionale: svolta durante gli incontri serali settimanali, sarà dedicata agli aspetti pratici e teorici della comunicazione per immagini: tecniche di ripresa, tecniche di montaggio, elementi di linguaggio cinematografico, strutturazione di un progetto, dall’idea alla sua realizzazione;

– parte di approfondimento: svolta durante alcuni fine-settimana dedicati al suono, alla direzione e all’esercitazione pratica.
Il corso fornisce il materiale tecnico necessario alle esercitazioni pratiche (telecamera digitale, computer e programma di montaggio). Sono previsti momenti di interazione con il corso di recitazione per cimentarsi con gli aspetti peculiari della recitazione in video.

Insegnanti: Massimiliano Pantucci (fotografia), Chiara Tognoli (montaggio), Gian Marco De Maria (linguaggio cinematografico)

Orari corso: Mercoledì 20.00–23.00 + alcuni fine settimana
Inizio corso: Mercoledì 7 novembre 2012 Fine corso: giugno 2012

Teatro o giù di lì
– lab. permanente –

organizzazione@zonak.it
02.97378443

Il corso è aperto a tutti coloro che abbiano voglia di cimentarsi con “lo stare in scena” che sia per pura evasione o per esplorare le proprie emozioni e risorse espressive. L’uso della voce, dei gesti e dell’immaginazione, il rapporto con i compagni e infine col pubblico, scandiranno infatti le tappe fondamentali del corso, con un’apertura ai tanti modi tra cui quelli più contemporanei di fare teatro.

Attraverso esercizi e giochi d’insieme sulla concentrazione, sull’improvvisazione, sul ritmo, sarà facile creare e comunicare spontaneamente così che emergano le personalità individuali, le inclinazioni e il poter emozionarsi ed emozionare gli altri.

Zona K sarà il luogo dove incontrarci fisicamente, creare liberamente con sé stessi, e infine confrontarsi con testo da mettere in scena e con uno o più personaggi da interpretare.

Al termine del corso è previsto l’incontro con il pubblico in un saggio aperto che vuol essere spettacolo e soprattutto momento di festa.

 

In sintesi

Il corso è aperto a coloro che vogliano cimentarsi con lo “stare in scena”, che sia per pura evasione o per esplorare le proprie emozioni e risorse espressive. L’uso della voce, dei gesti e dell’immaginazione, il rapporto con i compagni e infine col pubblico, attraverso il lavoro sul personaggio e su un testo teatrale, saranno le tappe fondamentali del corso, con una particolare apertura verso i tanti modi di fare teatro.

Giorno: Ogni giovedì dal 9 ottobre 2014 a metà maggio 2015 (il calendario nel dettaglio verrà consegnato a inizio corso)

Orario: dalle 20.00 alle 22.30

Costo: € 650,00

Lezione di prova gratuita: giovedì 9 ottobre

Sconti:
a. del 10% con iscrizione entro la prima metà di settembre 2014 o con il pagamento in un’unica rata
b. del 20% per gli studenti e gli over 60
c. 5 ingressi gratuiti alla rassegna PLAY K(ei) 2014-2015

NB: Gli sconti a & b non sono cumulabili

Agevolazioni: possibilità di suddividere in due tranche il pagamento del corso.

Il corso è organizzato da ZONA K e tenuto da
SABRINA SINATTI Regista, scenografa, insegnante. Diplomata alla Scuola D’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano e all’Accademia di Belle Arti di Brera, lavora negli anni con Giorgio Barberio Corsetti, Stephane Braunschweig, Luca Ronconi. Le sue regie sono state ospitate alla Biennale dei giovani artisti d’Europa e del Mediterraneo, al Piccolo Eliseo di Roma, alla Biennale di Teatro di Venezia. Riceve il Premio Nazionale Michele Mazzella – per una drammaturgia giovane, con il progetto inter-disciplinare Amori in prestito-storie di affido familiare. Conduce laboratori e corsi all’Istituto Europeo del Design, all’Accademia d’Arte Drammatica Nico Pepe di Udine, alla Triennale Bovisa e all’Accademia di Belle Arti di Venezia. Dal 2012 è co-curatrice della stagione teatrale di PLAY K(ei) assieme a Valentina Kastlunger.

www.sabrinasinatti.com

Il futuro spiegato ai ragazzi

La giornata incomincia con
Re Giorgio e la sua più grande magia e I giocattoli della scatola di Einstein

 

Presentazione del libro “Il futuro spiegato ai ragazzi” e incontro con gli autori Cristina Bellon e Giovanni Bignami.

Il futuro si costruisce con la testa ma anche con le mani. E le mani dobbiamo imparare ad usarle per realizzare i nostri sogni. I più grandi inventori erano prima di tutto dei sognatori. L’impossibile può diventare reale e oggi abbiamo tutti gli strumenti per dimostrarlo. Quali saranno le scoperte scientifiche che cambieranno la nostra vita nel prossimo mezzo secolo? È prevista una missione umana su Marte? Come si fa a catturare una cometa? Quanti tipi di vita possono esistere? Insegneremo alle cellule a ricostruire un braccio amputato? Cos’è l’energia oscura che riempie l’universo? Come saranno i videogiochi del futuro? I robot prenderanno il posto degli uomini? Come può il silicio rendere immortali? Nel libro risponderemo a tutte le vostre domande anche a quelle che non avete mai avuto il coraggio di porre.

Cristina Bellon, scrittrice e pubblicista, crede nella comunicazione della scienza, soprattutto ai giovani. Da bambina sognava di diventare una scienziata, ma le tradizioni di famiglia l’hanno spinta su altre strade, che oggi sfrutta per parlare di scienza immaginifica al pubblico. Nelle sue trame di fantascienza si mescolano ingegneria e passione, enigmi spazio-temporali e buchi neri, con scienziati eroici e grandi protagoniste femminili. Collabora con riviste importanti, come Le Scienze e Arcipelago Milano, e apprezza quelle più mirate alla fantascienza, come Future Shock.

Giovanni Bignami, è astrofisico da sempre, non per scelta, ma perché non saprebbe fare altro. Ha vinto premi in Italia e all’estero, è stato nominato nell’Accademia dei Lincei e quella di Francia, insomma è uno scienziato serio. Ma non solo, per fortuna. Adora scrivere per tutti di scienza e di scienziati, e si sforza di farlo su quotidiani e riviste. Ha scritto sei libri, alcuni dei quali tradotti in diverse lingue. Le sue produzioni raccontano di esplorazioni spaziali (L’esplorazione dello spazio, Il Mulino, 2005), di vita extraterrestre (I marziani siamo noi, Zanichelli, 2010) ma anche di cosa resta da scoprire in molti campi della scienza (Cosa resta da scoprire, Mondadori, 2011). Attualmente è presidente dell’Istituto Nazionale di Astrofisica e del COSPAR, il Comitato mondiale per la ricerca spaziale.

 

PLAY K(ei) è anche Palcoscenico del presente

Atlantico Negro

Progetto che attraversa e incorpora culture musicali in movimento, con Patrizia di malta, Nenè Ribeiro e Manfredi Trugenberger

Atlantico negro come spazio fisico, oceano, attraversato nei secoli da popoli e culture: destini di gruppi e individualità mescolati in combinazioni complesse e imprevedibili. Atlantico negro come immaginario profondo, denso, cresciuto non nella stabilità della terra ferma ma nella fluidità marina, che incorpora storie e le restituisce, trasformandole, in un gioco continuo di andata e ritorno, partenze e approdi. Atlantico negro come percorso musicale, itinerante, che rivela il proprio dinamismo e apertura nell’ascolto e interpretazione della poesia di autori uniti dall’appartenenza a un grande viaggio impermanente, sulle onde della vita.

Patrizia di Malta – voce e percussioni

Nenè Ribeiro – chitarra e voce

Manfredi Trugenberger – pianoforte, tastiere e voce

 

 

Storia di un topolino e della sua pelliccia

la giornata continua con
Atlantico Negro

 

Federico è un topolino molto particolare: l’inverno è alle porte, i suoi amici lavorano sodo per fare scorta di cibo e lui sembra non fare niente. Poltrisce al sole, ascolta il vento, ricorda parole. Mentre gli altri pensano solo a mangiare lui fa scorta di bellezza, di poesia, di calore, per rendere l’inverno meno duro per sé e per i suoi compagni, con i quali condividerà tutto ciò che avrà raccolto nella memoria trasformandolo in un racconto che nutrirà i suoi amici anche quando il cibo sarà finito.

La memoria di Federico passa dai sensi: il sole sulla pelle, i profumi della campagna, il sapore dei cibi ma soprattutto i suoni, veri protagonisti di questa narrazione. Realizzati dal vivo e in tempo reale, accompagnano la storia e si associano agli eventi e ai personaggi principali. Durante e dopo la narrazione i bambini vengono guidati in un percorso di ascolto evocativo, focalizzato sul rapporto tra quello che sentiamo e le sensazioni che ci suscita: dal suono del vento a una musica, dalle voci dei personaggi ai rumori della natura, fino a quello che ci si può inventare… il Sole ad esempio, che rumore fa il Sole?

 

PLAY K(ei) è anche Palcoscenico del presente

“Ragazzi, così vi vogliamo!”

la giornata incomincia alle 11.00 con il laboratorio teatrale
Di madre in figlia

 

Claudia De Lillo, più celebre come Elasti, e Cristina Donà – donne di musica e parole – si raccontano e si confrontano tra il serio e l’ironico su come dovrebbe essere l’educazione sentimentale dei giovani ragazzi. Madri e figlie sono chiamate a dire la loro opinione!

Precede l’incontro:
PULIRE IL LINGUAGGIO
Con Luca Stetur
Testo di Tiziana Colla

In un mondo dominato dalle donne che si sono inserite in ogni ambito, dalla politica alla cultura, dall’imprenditoria all’istruzione, un uomo coraggioso si ribella e propone di ristabilire l’ordine naturale delle cose. Riportare le donne a i loro ruoli di base: mamme, badanti, intrattenitrici. “Pulire il linguaggio” è il titolo della conferenza che il professor Lamberto Ottiero Guerzoni, già rettore dell’università “Santissimo Redentore Trafitto” di Policastro al Corno, propone alle platee di uomini illuminati che vogliono porre fine al dominio femminile nella nostra società. Interessante ed argomentata, l’esposizione, sarà supportata da immagini che chiarificheranno in modo esaustivo il pensiero del luminare. Affinché la nostra comunità possa ritrovare l’ordine e la civiltà che per millenni è stata alla base di una convivenza civile e perché non ci si renda complici del degrado culturale del nostro paese invitiamo, gli uomini sensibili, a partecipare numerosi.

 

Claudia de Lillo, conosciuta come Elasti mamma, vive a Milano con il marito e i figli e lavora come giornalista finanziaria.  Nel settembre 2006 apre il blog nonsolomamma.com, oggi stabilmente tra i primi cento blog italiani più seguiti. Nel 2008 esce il primo libro, Nonsolomamma, che riscuote un immediato successo. Dal febbraio 2010 tiene una rubrica su D di Repubblica, «Appunti & divagazioni di una (non solo) mamma». Nel 2010 pubblica il seguito di Nonsolomamma intitolato Nonsolodue.

Cristina Donà. All’inizio ci furono gli studi accademici e una passione ardente per la musica, il cinema, l’arte: oggi basta chiedere di lei, della sua voce e delle sue canzoni, per sentirsi rispondere che Cristina DONÀ ha lavorato intensamente e con pazienza per dar vita ad un lungo e felice percorso artistico di cantautrice, che la distingue nel panorama musicale contemporaneo. Grazie alle sue prime performance sospinte da una voce unica, nei primi anni novanta viene notata da Manuel Agnelli degli Afterhours: nasce la collaborazione che porta all’album di debutto, Tregua (1997), che vince la Targa Tenco. Si susseguono quindi splendide prove d’autrice: Nido (1999) con il magico Robert Wyatt;Dove Sei Tu (2003) prodotto da Davey Ray Moor; Cristina Donà (2004) album in inglese pubblicato in tutto il mondo; La quinta Stagione(2007) prodotto da Peter Walsh; Piccola faccia (2008) con alcuni dei brani più amati del suo repertorio e due affascinanti cover. Il 2009 e 2010 sono gli anni in cui Cristina intreccia la sua vita artistica con l’esperienza della maternità e che segnano l’inizio della collaborazione con Saverio Lanza: con lui condivide, per la prima volta, la composizione della parte musicale di nuovi brani che daranno poi origine aLL’album Torno a casa a piedi (2011). A settembre 2012 il MEI Supersound di Faenza le conferisce il premio come miglior artista live.

 

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Di madre in figlia

La giornata continua alle 17.00 con l’incontro gratuito
Così vi vogliamo! con Cristina Donà e Claudia de Lillo aka Elasti

 

Madri e figlie insieme si esplorano e scoprono, attraverso il gioco, modalità nuove di relazione e complicità. I figli vedranno le madri fare cose diverse dal solito, osserveranno da fuori madri improvvisare con altre madri. E viceversa. Lavorando da soli, in coppia e in gruppo. Senza vergognarsi, giocando.

Carlo Ottolini, Diplomato nel 1992 alla Scuola Civica d’Arte Drammatica “Paolo Grassi” di Milano. Nel 2004 è menzionato, in occasione del premio Stregagatto, dall’Ente Teatrale Italiano come migliore attore del teatro ragazzi con la seguente motivazione: “Attore di buona scuola ed esperienza, Carlo Ottolini sa coniugare la sua eccellente prestanza fisica, al limite dell’acrobatica, con le capacità dei narratori. Ne è prova evidente la diversità dei tre spettacoli in cui viene premiato”. Conduce da anni laboratori di teatro rivolti ai ragazzi delle scuole elementari e medie. Dal 2009 partecipa come animatore/educatore al progetto di creazione di un servizio di Pronto Intervento per i bambini in difficoltà nella città di Pokara (Nepal) coordinato dal GRT (Gruppo Relazioni Transculturali) e dal CWIN (Child Workers in Nepal). Lo spettacolo “Beata Gioventù”, sui diritti dei bambini, ha il Patrocinio del Comitato Regionale per l’UNICEF della Lombardia.

 

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Nonno Telemaco

lettura in musica
con
Laura Valli
liberamente tratto da “La riparazione del nonno” di Stefano Benni

Nonno Telemaco 87, due soli pollici, non ha nulla da invidiare alla televisione. E la sua memoria è più potente di quella di un computer. Gli basta un bicchiere di Barolo e la Cattura del Toro Innamorato o la Costruzione del Campo di Calcio diventano racconti epici quanto la guerra di Troia. Vengono da ogni dove per ascoltare le sue storie. Fino alla fatidica sera in cui, colpito da un fulmine, gli si fondono i circuiti narrativi. Uno dei racconti più amati ed esilaranti di “Bar Sport Duemila” di Stefano Benni accompagnato dalle immagini di Spider.

Ma dove sono finite quelle storie a misura d’uomo e di bambino che ci raccontavano i nonni? Due musicisti e un’attrice raccontano questa storia dolce e ironica. Una storia che ci permette di affrontare in modo divertente e coinvolgente problemi serissimi come quelli della comunicazione nell’era del video, della memoria, delle radici.

 

Qui e Ora Residenza Teatrale è un progetto di aida associazione culturale, in collaborazione con la compagnia teatrale Figure Capovolte, e con i Comuni di Comun Nuovo, Dalmine, Osio Sotto e Verdello, concepito nell’ambito dell’iniziativa di Fondazione Cariplo ÊTRE – Esperienze teatrali di residenza. Qui e Ora è un progetto di residenza teatrale che nasce dall’ascolto di un territorio per dare vita a un luogo dove fare esperienza di sé in relazioni con gli altri, un luogo dove vi sia la capacità di osservare profondamente ciò che accade nel corpo sociale e trasformarlo in racconto, in atti poetici e artistici. Al centro del lavoro offrire la possibilità di sentirsi parte di una comunità nella scoperta di tutte le bellezze e risorse della comunità stessa; imparare a raccontare il proprio vissuto e immaginario partendo dal reale per assurgere a un contesto mitico ed emblematico, dove il quotidiano diventi straordinario, extra – ordinario.

 

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Rinascere nonne e nonni

PERFORMANCE-PRESENTAZIONE
all’interno del Salone del Mobile: Ü60 – design per il domani

Presentazione del volume di C. Ottaviano, Ri-nascere nonne e nonni. Legami intergenerazionali nella società complessa (Liguori, Napoli 2012), attraverso una performance teatrale a cura dell’Associazione Isabelle il Capriolo.

Il progetto – di cui questa iniziativa è parte – è risultato meritevole del Premio 2012 per “Iniziative di promozione dell’invecchiamento attivo e della solidarietà tra le generazioni” da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le politiche della famiglia.

Cristiana Ottaviano, Professore Associato confermato di Sociologia dei processi culturali e comunicativi presso il Dipartimento di Scienze Umane e Sociali, Università degli Studi di Bergamo

 

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“Da grande faro’ il giornalista”

INCONTRO CON CURZIO MALTESE di “la Repubblica” e  MARCO IMARISIO del “Corriere della Sera”. Modera Natascha Lusenti.

Segue “COS’E’ UNA NOTIZIA?” – laboratorio sull’attualità a cura di Paola Ponti

Due giornalisti, due inviati, insieme per raccontare la passione per il loro mestiere e condividere con grandi e piccoli le storie che più li hanno colpiti. Chiude l’appuntamento domenicale il laboratorio sull’attualità di Paola Ponti. Cos’è una notizia? Cos’è un’opinione? Come la percepiscono e la raccontano i nostri figli? E gli adulti? Un laboratorio in cui affrontare insieme mezzi, strumenti e  modalità per analizzare e raccontare il mondo che ci circonda e le nostre opinioni in proposito. A moderare l’incontro la voce femminile di Caterpillar AM Natascha Lusenti.

Curzio Maltese, nato a Milano, vive a Roma. Dopo gli studi in Scienze Politiche, entra nel mondo dei quotidiani, occupandosi di sport e cronaca per la Gazzetta dello Sport e la Notte. Inviato della Stampa per otto anni, è poi passato a Repubblica, dove tuttora è editorialista. E’ autore di alcuni saggi: “Come ti sei ridotto (modesta proposta di sopravvivenza al declino della nazione)” del 2006, “I padroni delle città” 2007, “La questua – Quanto la chiesta costa agli italiani” 2008, “La bolla – la pericolosa fine del sogno berlusconiano” 2009.

Marco Imarisio, nato a Milano, vive a Roma. Inviato del Corriere della Sera, quotidiano per il quale ha seguito i principali avvenimenti di cronaca degli ultimi dieci anni. Si occupa in prevalenza di fatti italiani, ha trascorso anche lunghi periodi in Iraq, Afghanistan, Kosovo. Ha pubblicato “Mal di Scuola” 2007, premio Corrado Alvaro, e “I giorni della vergogna” 2008. “La ferita. Il sogno infranto dei no-global italiani”, 2011.

Natascha Lusenti, nata in Svizzera (Bienne), vive principalmente a Milano. Inizia come modella ma intraprende prestissimo la carriera di giornalista. Tra le ultime collaborazioni segnaliamo: “Il mondo che verrà” (LA 7, autrice e conduttrice insieme all’ex premier Romani Prodi), “Gli intoccabili” e sempre per LA 7 conduce con Marco Paolini “L’importanza della carta stagnola”. Dal settembre 2012 è la voce di Caterpillar AM su Radio 2 con Filippo Solibello e Marco Ardemagni.

Paola Ponti, nata ad Angera, sul Lago Maggiore, drammaturga. Autrice, tra gli altri, dei testi teatrali Territori, I Nervi di Antigone, Traditi e Una Cena Armena, che ha debuttato al Teatro Petruzzelli di Bari ed è al momento in tournée per la stagione 2012-2013. Ha fondato con l’attore-regista Danilo Nigrelli la società teatrale Màlbeck Teatro.

 

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Il rubinetto nella roccia

testo e regia Tiziana Colla
con Lucia Malcovati e Alessandro Dinuzzi

“Acqua finita, comprata e venduta acqua perduta inquinata dall’uomo
buttata, sprecata, dispersa persa per sempre acqua piovana che non viene giù
acqua che ora non ce n’è più….”

Si dice: “facile come bere un bicchier d’acqua!” Ma se un giorno, per un misterioso motivo, dai nostri rubinetti non ne uscisse più una goccia? Vi immaginate il caos?  Noi ci abbiamo provato ed abbiamo scoperto loschi  trafficanti di bottigliette d’acqua.  Imprenditori miliardari che possiedono piscine mentre la maggior parte della popolazione è assetata; esperti, tuttologi, opinionisti che danno pareri; strani professori, che promettono di clonare l’acqua…. Insomma, tutto già visto!

Tiziana Colla. Attrice, regista, autrice. Da oltre vent’anni lavora in Italia e all’estero, affiancando alla propria attività teatrale, quella di insegnante e di formatrice.

 

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Il gioco di Adamo

La giornata continua con
Rebirth-Day e il Terzo Paradiso

 

Ore 16.00

Il gioco di Adamo  PREMIO SCENARIO INFANZIA 2010 | spettacolo finalista
uno spettacolo di inQuanto teatro

con Floor Robert, Giacomo Bogani, Andrea Falcone
drammaturgia Andrea Falcone
luci e audio Giulia Broggi
in collaborazione con Kinkaleri e La Piccionaia – I Carrara

Oltre le diversità del mondo presente, oltre la distanza del tempo, abbiamo cercato una storia capace di unire bambini e adulti, nonostante le loro differenze; abbiamo ritrovato il primo uomo, la prima donna, in un mondo senza tempo, dove tutto è ancora possibile. Seguendo le loro avventure attraverso le tradizioni, i racconti greci e latini, arabi, ebrei e slavi, ci siamo incamminati nei territori dell’immaginazione. Quello che abbiamo visto è un mito rinato che ancora può essere scoperto, vissuto e reinventato. Il nostro desiderio è quello di accompagnarci, insieme ai bambini, verso questa storia e ritrovare un posto dove le suggestioni della tradizione e le possibilità del presente possano vivere insieme, mescolarsi, giocare. Questa storia è la più vecchia e allo stesso tempo la più nuova: parla dell’inizio. Oggi può iniziare ancora. Il futuro, infatti, è tutto da scrivere.

 

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Dalla fiaba alla scienza

La giornata continua con la presentazione del libro
Il futuro spiegato ai ragazzi

 

Ore 11.00 –  per bambini dai 4 anni in su con genitori un po’ magici

Re Giorgio e la sua più grande magia – laboratorio spettacolo

di Giovanna Lepori e Giorgio Häusermann (Ascona Svizzera)

Viene narrata la storia di Re Giorgio che viveva tutto solo nel suo castello sulla collina. Re Giorgio trascorreva felicemente le giornate grazie alla sua bacchetta magica che realizzava tutti i suoi desideri. O meglio, quasi tutti, perché a Re Giorgio qualcosa mancava ancora…

Lo spettacolo è diviso in due parti: nella prima si racconta la fiaba, ricca di magie e di giochi tratti dal mondo della fisica, nella seconda si offrono ai bambini le spiegazioni degli esperimenti visti. In bilico tra la magia e la fisica, lo spettacolo è una storia ricca di apparizioni e strani esperimenti. E quando cala il sipario, si corre dietro le quinte! Per scoprire i segreti che si nascondono nella magia del teatro e della scienza.

 

Ore 16.00 – per bambini/ragazzi dai 10 anni con genitori che si sentono un po’ geni

IL GIARDINO DELLA SCIENZA (Ascona, Svizzera)

I giocattoli della scatola di Einstein – conferenza spettacolo

Lo spettacolo presenta il contenuto de “La Scatola di Einstein” ovvero giocattoli e oggetti con i quali si può studiare la scienza, e in particolare la fisica, divertendosi. Osservare, ragionare, sperimentare, stupirsi e imparare sono gli elementi che accompagnano tutta la presentazione che si basa sull’utilizzo di giocattoli e di semplici esperienze. Con l’aiuto del pubblico sono presentate esperienze che sembrano magiche ma che ritrovano la loro spiegazione nelle leggi della fisica. Gli argomenti sono trattati come se fossero presi da un immaginario manuale di carattere scientifico dove al posto delle pagine, delle formule, delle definizioni, degli esercizi ci sono giocattoli e semplici esperienze che mostrano come nel loro funzionamento si possano ritrovare i concetti e i fenomeni studiati nei corsi scolastici.

Giorgio Häusermann Formatore di didattica delle scienze presso il Dipartimento della Formazione e dell’Apprendimento della SUPSI a Locarno (Svizzera). Laureato in fisica nel 1975. Ha insegnato matematica, scienze, fisica e didattica della fisica nelle scuole ticinesi Da quindici anni presenta con diverse attività il tema dell’apprendimento della fisica per mezzo dei giocattoli ai vari livelli scolastici e in festival scientifici. Nel novembre 2010 ha aperto il “Giardino della Scienza” presso le scuole di Ascona.

 

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LA NOTTE POCO PRIMA DELLE FORESTE

la serata incomincia con Volare via dal mondo

 

Notte. Pioggia incessante. Un personaggio senza nome attacca bottone a un passante, con la scusa di cercare da accendere. È l’inizio di questo lungo monologo famoso per essere scritto senza un punto, un impetuoso fiume di parole che parlano d’amore, di fantasie e desideri, di incontri notturni, di stranieri e di specchi, di puttane e leggende, del progetto di una città che non conosca divisioni, dove i lavoratori che non si conoscono possano fermarsi tutti insieme in un giorno come gli altri per sedersi sull’erba e parlare.

Alla voce stanno le parole da dire, al suono la creazione di un flusso narrativo, in quello che è più di un reading e meno di una messa in scena. Ci sono solo due persone: una parla a microfono, l’altra produce suoni. Dal loro gioco nasce qualcosa che va semplicemente ascoltato.

Effetto Larsen nasce nel 2007 a Milano ad opera di Matteo Lanfranchi, attore diplomato presso la Scuola paolo Grassi di Milano, allo scopo di promuovere progetti di ricerca sui linguaggi performativi, in particolare il teatro in tutte le sue forme. Primo spettacolo è Dukkha – azione privata, pezzo per attore solo. Nel giugno 2007 realizza D:VERSO. Nel 2008 crea per il Festiva Danae di Milano TUO/OUT, intervento performativo urbano presentato sulla banchina del tram davanti al Teatro Litta. Sempre nel 2008 realizza Lo sguardo di Amleto, secondo premio al Festival Internazionale di Regia. Nel 2009 vince la Biennale Giovani artisti d’Europa e del Mediterraneo – Skopje 2009 con la performance Aggregazione, seconda parte del progetto Dukkha. Nel 2010 sviluppa la terza e ultima parte del progetto Dukkha, Elogio del disagio – ovvero il fallimento dell’azione, e la performance urbana di massa STORMO, entrambi prodotti dal Danae festival di Milano. Nel 2011 vince il Premio di Scrittura di Scena Lia Lapini con Innerscapes.

Roberto Rettura: Sound Producer, vice a Bologna, classe 1974. Come musicista partecipa con il gruppo Frida Frenner alla colonna sonora di Jack Frusciante è uscito dal gruppo e lavora nel film come consulente musicale. Laureato al DAMS-Musica con una tesi sul sonoro cinematografico-multicanale, collabora dal 2000 come tecnico e consulente del suono con studi di produzione audiovisivi e sonori, compagnie teatrali, etichette musicali, offrendo servizi e consulenze sul suono in tutte le sue forme. Negli ultimi anni ha focalizzato la sua attività nel Teatro contemporaneo e nella Musica. Nel 2004 ha fondato, insieme a Marco Valerio Amico e Rhuena Bracci, la compagnia Gruppo Nanou di Ravenna, con all’attivo diversi lavori presentati sia in Italia che all’estero. Nel 2010 ha creato a Bologna Lo Studio Spaziale, studio di registrazione audio dove offre servizi di sound engineering a etichette di produzioni musicali indipendenti e consulenze per pre-produzioni artistiche.

 

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VOLARE VIA DAL MONDO

con Floor Robert, Giacomo Bogani, Andrea Falcone

EXTRA EVENTO con aperitivo: si svolgerà presso la terrazza di Isolacasateatro (via Jacopo Dal Verme 16 – quartiere Isola Milano), con la collaborazione di Isolacasateatro

V o l a r e v i a d a l m o n d o è un atto d’evasione condotto a partire dagli spazi che viviamo, che sovrappone alla realtà che conosciamo, fatta di pietre e parole, il volo delle leggende dell’aviazione. Se anche i nostri piedi non riusciranno a staccarsi da terra, forse le nostre teste lo potranno fare.

Un’alternativa impossibile è pur sempre un’alternativa. E poi, è davvero impossibile? È quello che vedremo. Come scrisse Bacone, impossibile è una parola che si usa solo per difetto d’immaginazione.

In caso di maltempo le serate verranno ospitate all’interno di Isolacasateatro

 

ORLANDO – ORLANDO

la serata incomincia con Talita Kum

 

con Stefano Scandaletti
adattamento teatrale e regia Stefano Pagin
musica Gabriella Zen
assistente alla regia Marta Meneghetti
cura elementi scenici Lucia Morato e Paolo Bertinato
luci e direzione tecnica Gianfranco Gallo e Francesco Agostini
foto di scena Alberto Brescia
distribuzione Roberta da Soller
si ringrazia Teatro a l’Avogaria di Venezia e Teatro Fondamenta Nuove di Venezia
musiche registrate in occasione dei laboratori teatrali della Biennale di Venezia 2008
Premio off Teatro Stabile del Veneto. Premio Argot-off 2012 da Orlando di Virginia Woolf

Orlando – Orlando è l’ironica allegoria dell’artista contemporaneo che identifica se stesso con la sua opera, sperimentando suo malgrado che la natura e l’arte nutrono una naturale antipatia reciproca.

“Poiché l’amore, al quale possiamo ora ritornare, ha due volti: uno bianco e l’altro nero; due corpi: uno liscio e l’altro villoso. Ha due mani, due piedi, due code, due insomma di ogni membro, e uno è l’esatto opposto dell’altro. Eppure essi sono così strettamente connessi che non è possibile separarli.”

Motivazione Premio Argot-Off 2012:

Per una prospettiva tutta personale di lettura del testo, capace di suggerire lo smarrimento della propria identità fisica e interiore, questione tuttora irrisolta della nostra presenza nel mondo contemporaneo.

 

Indigena Teatro è un gruppo di recentissima formazione. È nato dall’esigenza di Marta Meneghetti, Stefania Felicioli, Stefano Pagin, Stefano Scandaletti tre attori e un regista attivi in campo professionale da alcuni anni. La poetica di Indigena si orienta verso un teatro di parola, si lega a testi teatrali e  poetici o ad elaborazioni drammaturgiche di opere letterarie. Crediamo fortemente che, pur nella sperimentazione, si debba continuare a ribadire la fiducia nella parola scritta: parola che evoca, che emoziona, che educa.

 

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TALITA KUM

la serata continua con ORLANDO-ORLANDO

 

Immaginato e creato da Marco Ferro e Valeria Sacco
con Valeria Sacco
Disegno luci: Andrea Narese
Disegno del suono: Stefano De Ponti
Musiche originali: Luca Mauceri, Stefano De Ponti, Eleonora Pellegrini
Consulenza tecnica: Sergio Bernasani
Una Produzione Riserva Canini Teatro
Con il sostegno di Festival Immagini dell’Interno di Pinerolo (TO), Festival Giardino delle Esperidi (LC), Rete Teatrale Aretina (AR) Teatro Gioco Vita (PC), e di Théâtre Gérard Philipe de Frouard – Scène conventionnée pour les arts de la marionnette et les formes animées (Nancy – France)

In scena un’attrice sola, con una marionetta a taglia umana da lei stessa animata. Ma la marionetta abbandonata fra le braccia del marionettista ad un tratto si sveglia, e scopriamo essere una creatura umana, che respira, guarda, vive. Eppure l’interprete è solo una, allora lo spettatore comincia a perdersi e poi lentamente a comprendere che non solo quel che credeva marionetta è vivo, ma che quel che credeva vivo è in realtà animato. E, seguendo la storia, in questo suo interrogarsi sulla vera natura dei due protagonisti , si trova a mettere in discussione il concetto stesso di vita.

TalitaKum nasce da una visione, complessa e insieme lineare, come lo sono certi sogni del pomeriggio. E’ uno spettacolo che non ha parole, ma una storia c’è. E noi le abbiamo dato vita seguendo la rotta di un viaggio che molto assomiglia a una febbre, a un mancamento, a uno di quei momenti in cui le energie si esauriscono e si confondono dentro i nostri incomprensibili confini.

Riserva Canini nasce nel 2004 e ha sede operativa 
tra Firenze e Milano. La direzione artistica è affidata 
a Marco Ferro e a Valeria Sacco, che ne sono anche i fondatori. 
Ogni singolo progetto tuttavia coinvolge di volta in volta 
artisti e tecnici di varia natura. La compagnia ha finora collaborato per le diverse produzioni 
con strutture quali il Teatro Metastasio di Prato,Il Teatro Comunale di Castiglionfiorentino, Scarlattine Teatro di Lecco,
Il Festival Immagini dell’Interno di Pinerolo, Il Teatro Comunale di Pieve
S. Stefano, Il Teatro Giocovita di Piacenza, Il Pim Spazio Scenico, il Teatro
Laboratorio Mangiafuoco, l’Outis e il CRT di MIlano.
Nella lirica con AsLiCo per le produzioni di Rigoletto e
Hansel e Gretel e con il Festival della Val d’Itria per il Gianni 
di Parigi.
 Riserva Canini ha avuto collaborazioni e residenze all’estero con il Théatre Gerard Philipe di Frouard (Nancy),
L’Istituto Internazionale della Marionetta di Charleville Mezieres e
il Centre School of Speech and Drama di Londra.

 

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HAPPY MEALS
Azione gastro-performativa

Ore 20:00

Aperitivo Prêt-à-PORTER a cura di Cuochivolanti (Torino)
prenotazione consigliata
€ 5,00

 

Ore 21:00
Happy Meals – Azione gastroperformativa con Cuochivolanti (Torino)
€ 10,00 biglietto intero
€ 7,50 biglietto ridotto

di e con Davide Barbato e Chiara Cardea

sound design  Enrico Ascoli
allestimento Marco Gennaro e Jacopo Valsania
disegno luci Davide Marcone
regia Davide Barbato
organizzazione Offrome
produzione Cuochivolanti e Associazione CuochiLab
progetto realizzato con il contributo della Città di Torino, della Provincia di Torino, con il sostegno di Sistema Teatro Torino e Provincia con la collaborazione produttiva e il sostegno di: Associazione Teatro Baretti / Studio Marco Gennaro Architetto / Alain Battiloro fotografo /  Enrico Ascoli /Giulio Pedretti / Luigi Ceccon fotografo.
Immagine 
Alain Battiloro

 

Lo spettacolo ha debuttato in prima nazionale presso il Teatro Astra di Torino il 9 giugno 2012, nell’ambito del XVII Festival delle Colline Torinesi.

 

Happy Meals cita il celebre menù per bambini dell’innominabile colosso del fast-food, che forse per primo, insieme all’altrettanto celebre bibita gasata dalla ricetta segreta, ha sostituito negli stomaci delle persone il termine “fame” con il termine “felicità”, scoprendo un nuovo, inaspettato e insaziabile appetito per i nostri ipernutriti apparati digerenti. Ma cita anche i Giorni felici beckettiani, l’insensata abbuffata di parole (di cibo) che ci salva dal deserto insensato dell’esistenza: “c’è così poco che si possa dire (mangiare), che si dice (mangia) tutto, tutto quello che c’è”.

Mangiare è un atto ricreativo, per quasi tutti noi. Una piccola festa privata. E’ un intervallo dal quale ci aspettiamo di ritrovare una parte di noi stessi. Per tutto il resto (nutrimento, energie, vitamine, proteine) ci sono gli integratori. E il caffè, naturalmente.

Con questo spettacolo saliamo sul palco a parlare di cibo: lo facciamo grazie a Chiara che fa l’attrice, e presta il suo corpo e la sua voce ad un singolare esperimento di nutrizione emotiva, esponendo al pubblico i suoi pasti. Lo facciamo grazie ai Cuochivolanti, che fanno i cuochi e facendo mangiare le persone hanno visto più drammi, tragedie, commedie e farse di un drammaturgo. Con i preziosi meccanismi sonori di Enrico Ascoli facciamo parlare anche loro, i cibi, cercando di intuire il linguaggio riposto e misterioso, casomai riuscissimo a carpire un messaggio importante. E poi ci siete voi. I commensali. Magari vi andrà di dirci la vostra. L’opinione del vostro stomaco.

Buon appetito.

 

I Cuochivolanti nascono da un’idea di Davide Barbato, Roberta Cavallo e Patrizia Capuzzi. Dal 2009 è continuativa la collaborazione con Chiara Cardea, attrice. Le attività sono molteplici e vanno dal catering e dalla cucina a domicilio alla realizzazione di eventi, spettacoli e performances. Produzioni della compagnia: Kitchen Kabarett (2007); Cooking Time (2009); Tempesta di pasta (2009); L’ultima cena di Leonardo (2010); Cucinasonora (2010-2011); Anima in bocca (2012) e, con l’Ass. CuochiLab, Happy Meals (2012), progetto vincitore del bando STT – Sistema Teatro Torino.

Dal 2010 i Cuochivolanti curano il progetto Play with Food – La scena del cibo, primo festival di arti visive e performative interamente dedicato al cibo. Nell’ambito del festival, Cuochivolanti ha coprodotto nuove creazioni visive e performative di artisti provenienti da Torino e da tutta Italia. Sono attualmente in corso i lavori per la quarta edizione del festival (20-24 marzo 2013), il cui programma è costruito tramite quattro bandi d’idee tuttora in corso.

 

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SALOME’ HA PERSO IL LUME

la serata incomincia con Ingoia e fai finta di niente

 

Uno spettacolo di e con: Costanza Givone
Scenografia e disegno luci: Samuele Mariotti
Assistente alla regia e designer: João Vladimiro
Foto: Luís Martins

Una giovane donna s’incontra con se stessa,  in uno spazio che non è dentro né fuori: lo scheletro di una stanza. Un antico gioco di scacchi le rivela la storia di una principessa dalle forme perfette di nome Salomè. Cade una testa. Non si può tornare indietro. La testa guarda immobile la ragazza, per l’eternità. Fuggire è impossibile. Si appartengono l’un l’altra, non resta loro che vivere, in un mondo grottesco, dove la realtà è follia, e solo in sogno si trova pace.

Uno spettacolo ispirato alla storia di Salomè sulla perdita di sé. La mente naufraga, le luci che ci guidano si spengono, il pavimento si sgretola sotto i nostri piedi in uno spettacolo dove danza, teatro e arti plastiche s’incontrano.

Un gioco di scacchi ci racconta la vita di Salomè, una testa di creta, che si trasforma tra le mani dell’attrice, ci rivela il suo mondo interiore.

 

M’interessa l’incontro tra le arti, nel lavoro come nella formazione navigo attraverso i confini che delimitano le diverse discipline artistiche. Persone marcanti nella mia formazione artistica sono il regista N.Karpov (biomeccanica teatrale), i danzatori e coreografi Virgilio Sieni, Simona Bucci, Sofia Neuparth, Ainhoa Vidal, Peter Michael Dietz, Vera Mantero, i danzatori della compagnia di teatro di figura Derevo, Thanya Kabarova e Alexej Merkushev, l’attrice Gey Pin Ang (Grotowsky centre), la cantante e ricercatrice vocale Gabriella Bartolomei. Inoltre ritengo fondamentale per la mia crescita il lavoro da interprete e co-creatrice con la compagnia Zaches Teatro in italia e con le coreografe Madalena Victorino e Aldara Bizarro in Portogallo. (Costanza Givone)

 

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INGOIA E FAI FINTA DI NIENTE

la serata continua con Salomè ha perso il lume

 

Drammaturgia di Anna Schirru.
Regia di Anna Schirru.
Con Maria Gorini e Caterina Sciariada.

 

Due sorelle vivono la loro distopia quotidiana.

Distorcono Tempo e Spazio naturali per creare un microcosmo che è solo loro, regolato da un decalogo che scandisce le loro vite e che hanno ereditato, così come si eredita il colore degli occhi.

Per mantenere questo equilibrio usano la sola strategia che conoscono: il gioco, unico momento di autenticità. Un gioco da bambini che diventa occasione per dare libero sfogo a pulsioni adulte, violente e torbide, pulsioni altrimenti costantemente taciute. Se si vuole sopravvivere non si può far altro che tacere: ingoiare e fare finta di niente.

Abbiamo creato un equilibrio surreale e perverso ma perfetto.

 

La compagnia Gorsciaskji nasce nel novembre del 2011 per volontà di tre giovani attrici: Anna Schirru, Maria Gorini, Caterina Sciariada. Le tre ragazze, una di Milano, una di Roma e l’altra di Cagliari si sono incontrate al corso propedeutico di recitazione della scuola d’arte drammatica Paolo Grassi e hanno scelto come base per la compagnia Milano. Con una visione del teatro e un gusto estetico affini hanno intrapreso un percorso durante il quale si è delineata la fisionomia della compagnia. Ingoia e fai finta di niente è il loro primo lavoro.

 

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Ü60 – design per il domani

L’INCONTRO TRA GENERAZIONI sarà tema centrale durante il Salone del mobile quando ci chiederemo pubblicamente FORSE DOVREI CHIEDERE AD UN VECCHI SAGGIO? e ZONA K sarà vestita della mostra Ü60 – design per il domani.
Nello stesso contesto mercoledì 10 aprile avremo la presentazione del libro
Ri-nascere: nonne e nonni domani. Legami intergenerazionali nella società complessa di Cristiana Ottaviano, Università di Bergamo

Esposizione di alcuni oggetti realizzati dalle Facoltà di Design e Arti della Libera Università di Bolzano (I), della Burg Giebichenstein Kunsthochschule di Halle (D) e della Angewandte Kunst di Schneeberg (D). Il contenuto della mostra, già presentata al Museo Grassi di Lipsia, e alla IMM – Internationale Möbel Messe di Colonia è frutto di un progetto di cooperazione iniziato nel febbraio del 2012 e verte intorno a una serie di oggetti pensati per le persone anziane cercando di evitare l’estetica medico-sanitaria che solitamente li caratterizza. L’obiettivo della mostra è una più generale sensibilizzazione sul tema dell’invecchiamento della società contemporanea non concentrandosi esclusivamente sul progetto degli oggetti, ma pensando anche a una mediazione mirata di questo tema.

 

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TRICHER 3_ non dire falsa testimonianza

la serata incomincia con Visual Bluff

 

Coordinamento e regia Marco Ivaldi, Marco Monfredini e
Francesca Tortora
Con Chiara Cardea, Roberta Maraini, Silvia Mercuriati,
Salvo Montalto, Elena Pisu
Direzione tecnica Andrea Sancio Sangiorgi
Distribuzione, organizzazione e ufficio stampa OffRome
Foto di scena Alessandro Bosio
Immagine di locandina: Marco Monfredini
Riprese e montaggio video Giulia Gobbi e Francesco Dinolfo

il progetto TRICHER e’ stato selezionato per il NAPOLI FRINGE FESTIVAL 2013

 

Voglio fare un sondaggio.
Voglio sapere la verità.
Voglio trovare la domanda giusta per avere la risposta che non mi aspetto.

Voglio smetterla di mentire.

Voglio essere una testimone oculare.

Voglio dare la mia testimonianza.

La nostra domanda di partenza è sempre la stessa: “Che differenza c’è tra non dire la verità e mentire?”
In questo terzo capitolo proveremo a rispondere concentrando la nostra analisi sull’apporto che le “Testimonianze” possono dare alla ricerca della _ non menzogna_ .

 

MO.Lem continua ad approfondire i temi affrontati nei capitoli precedenti aggiornandoli sulla base dei continui cambiamenti reali della società e della politica. Lo spettacolo cambia a seconda del periodo della sua messa in scena, è un continuo work in progress che permette alle compagnie di lavorare costantemente insieme al progetto. Lo spettacolo è pensato e strutturato per essere allestito anche (e soprattutto!) in luoghi non convenzionali, che permettano un rapporto col pubblico più diretto, in modo da riprodurre un’ideale “agorà”. “[…] Un work in progress dove cinque attori si cimentano con tematiche sociali e di attualità, rappresentando e smontando le fiabe più care dei nostri ricordi. […] Crisi economica, precarietà e la chimera di un lavoro fisso sono pronti a entrare nel vivo della rappresentazione e a creare un’atmosfera surreale quanto mai realistica. […]”. Stefano Rogliatti – Quotidiano Piemontese, 13/04/2012

 

Il collettivo MO.Lem (Movimento Libere Espressioni Metropolitane) nasce nel luglio 2009 ed è formato dalle compagnie teatrali torinesi Anticamera Teatro, Chi per Es Teatro, Ivaldi|Mercuriati e Chiara Cardea a cui si aggiunge nel 2012 Grimaco Movimentiumani. 

Il collettivo ha l’obiettivo di unire differenti esperienze teatrali per la realizzazione e l’organizzazione di progetti legati alla contemporaneità.

 

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VISUAL BLUFF

la serata continua con Mo.Lem (Movimento Libere Espressioni Metropolitane)

 

Con Beatrice Cevolani, Hendry Proni e Delia Trice

Se sei alla cassa del supermercato ti aspetti che la cassiera sia onesta. Eppure il carrello è pieno di confezioni sulle quali stanno foto di un prodotto perfetto che dentro le scatole non troverai. E lo sai.

Se sei ad un tavolo da poker pensi che bluffare sia lecito.

Se vai a teatro pensi di sederti ad ascoltare e guardare gente che mette in atto una finzione.

Se invece vai a vedere un Panda Bluff? Non lo sai. Perché prima sarai un fruitore, poi uno spettatore, poi un attore,

poi un partecipante, poi qualcosa che ancora non ha un nome perché è pura avanguardia, o un bluff. Non te lo diremo, ma se non provi non lo saprai mai.

Pensavamo a uno spettacolo, è nato un format: nei Panda Bluff prendiamo un argomento, lo sezioniamo, shakeriamo un po’ le convenzioni del teatro e le convinzioni del pubblico per cercare di dimostrare che mettere in atto delle

finzioni dichiarate, in alcuni casi, è l’unico modo per essere veri.

 

Panda Project sono Hendry Proni, Beatrice Cevolani e Delia Trice. Tre attori di diversa formazione (accademica, performativa, teatro di gruppo) lavorano nei teatri, nei festival, nelle piazze da anni, con vari gruppi/compagnie (Koiné, ALDES- Roberto Castello, Teatro Due Mondi), collaborano e hanno collaborato con chiunque desse loro lustro, spazio o denaro. Ora hanno deciso di stare un po’ assieme. E’ nato Panda Project e a seguire “Cuore di Panda” “Forse abbiamo pensato che eravamo grandi abbastanza. O forse che eravamo le persone giuste. Non sappiamo precisamente quando sia stato concepito, questo progetto, però siamo certi che sia stato un bel momento. Non l’abbiamo cercato, è vero, ma non glielo diremo mai.”

 

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GMGS_What the hell is happiness

Questo appuntamento è preceduto da
 THE CITY OF HAPPINES.Milano Tappa specifica per l’Isola 
di Codice Ivan

Ore 21.00 (a ZONA K)
CODICE IVAN
(Firenze)
GMGS_What  the hell is happiness

creazione collettiva Codice Ivan
scene Codice Ivan
musica originale Private Culture
produzione Codice Ivan
coproduzione Centrale Fies
in collaborazione con  Fondazione del Teatro Stabile di Torino/Prospettiva
con il sostegno di FAF (Firenze), Contemporanea Festival/Teatro Metastasio Stabile della Toscana
residenze creative Centrale Fies (Dro), Pim Off (Milano), FAF (Firenze), Spazio K Kinkaleri (Prato)
Codice Ivan ringrazia nEXt Emerson (Firenze), Private Culture, Simona Bonacina

Codice Ivan fa parte del progetto Fies Factory

 

C’è un unico errore innato, ed è quello di credere che noi esistiamo per essere felici. (A. Schopenhauer)

Il progetto GIVE ME MONEY, GIVE ME SEX_What the hell is happiness? (GMGS), nasce dal bisogno di confrontarsi con un concetto, un motore del fare quotidiano e con la sua spesso ossessiva ricerca: la felicità. Ognuno è portato a lottare per raggiungerla senza però capire né dove né come andare. L’unica certezza è l’(auto)cacciata da un mondo perfetto, e la consapevolezza della quotidiana difficoltà di scelta. E allora ci chiediamo: come dobbiamo vivere?

Codice Ivan nasce nel 2008 dall’incontro di Anna Destefanis, Leonardo Mazzi e Benno Steinegger. Da subito il lavoro del gruppo si orienta principalmente verso le arti performative/teatrali ma avviando anche un percorso di ricerca rivolto all’utilizzo di formati diversi. Nel 2009 riceve il Premio Scenario con Pink, Me & The Roses e nel 2011 il TransartPrize, con il progetto SCORE. 
Dal 2009 Codice Ivan fa parte di Fies Factory, un progetto di Centrale Fies.

 

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PIROFONIA.
Le macchine meravigliose

concerto spettacolo

Con Luca Valisi, Federico Bassi, Alessio De Meo, Daniele Napoli
Costruzione macchine di TanaCreatures e Piccolo Circo Volante

I pirofoni sono organi che mettono in vibrazione un corpo ferroso attraverso il calore del fuoco, producendo un suono grave e lungo, modulabile tramite un sistema a motori elettrici. Costruiti esclusivamente con materiali di scarto industriale, sono i principali strumenti utilizzati nella performance Pirofonia che nasce dall’incontro fra TanaCreatures di Federico Bassi e il Piccolo Circo Volante di Daniele Napoli e i musicisti Luca Valisi, al basso e loop station, e Alessio de Meo, al mixer ed effetti.

Da un futuro passato i quattro insoliti personaggi, mezzi argonauti e inventori di macchine ludiche, traghettano gli spettatori lungo un viaggio fra sonorità sconosciute e remote. Un viaggio sotto pelle, nella memoria del corpo, attraverso suoni, rumori, ritmi e melodie nati dal vulcano primordiale, così come dal mondo industriale. Il risultato è una performance, oltre che sonora, fortemente visiva e di grande impatto scenico.

Sculture meccanico-analogiche costruite con oggetti di scarto che producono suoni e risvegliano la meraviglia. Una performance, un live, un’installazione. Una vera fucina di suoni e visioni steampunk fatte realtà.

 

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Come voglio che sia il mio futuro

La giornata incomincia con il laboratorio
Flip Flap…Zzzzzz per un futuro più sostenibile

 

Presentazione a cura di Andrea Peraro della Cineteca di Bologna con l’importante testimonianza di don Gino Rigoldi da sempre impegnato a dialogare con i ragazzi. Modera. Giancarlo Bertolino.

 

Un film nato da un progetto di Ermanno Olmi per IpotesiCinema-formazione, girato da Maurizio Zaccaro e presentato al Festival di Venezia nel settembre 2012:

“in tutti questi anni non ho mai trascurato di mantenere vivo il dialogo con i ragazzi e le ragazze man mano si affacciavano le nuove generazioni. Noi non cercavamo risposte reboanti né convenzionali, e loro hanno detto con sincerità quel che sperano di poter fare. Sono sensati. Sanno che non sarà facile e che, lo vogliano o no, toccherà solo a loro affrontare il futuro, con loro idee e loro forze e che il mondo non sarà più quello di prima.” [E. Olmi, agosto 2012)

Un film-documentario a più voci per raccontare come oggi un giovane deve immaginare il suo futuro nel quale investire la propria esistenza, perché “La vera modernità è quella che sa immaginare il proprio futuro.” Come recita l’incipit, scritto dai ragazzi coinvolti nella realizzazione del documentario:

“Non è con le sole domande che si risolvono i problemi delle nuove generazioni, ma abbiamo anche bisogno di confrontarci per scambiarci, con sincerità, risposte per un futuro. Non quello che ci viene imposto o proposto, ma quello che vogliamo immaginare e che siamo fermamente disposti a prenderci perché ci spetta come diritto, e affermato come un dovere di cittadini. Con dignità. Per questo intendiamo realizzare un film che sia documento delle nostre ideali aspettative.”

Don Gino Rigoldi, coinvolto per il suo impegno sociale, per il suo dialogo con i giovani e perché alcuni ragazzi della sua Comunità Nuova sono convolti nel film. Fin dagli anni Settanta è impegnato per dare risposte concrete ai ragazzi abbandonati e in difficoltà. Cappellano del carcere minorile Beccaria, è fondatore di Comunità Nuova, casa di accoglienza per bambini e minori con gravi problematiche familiari e sociali e per tossicodipendenti. Membro della commissione di beneficienza della Fondazione Cariplo, nel 1999 ottiene l’Ambrogino d’oro.

 

Maurizio Zaccaro, diplomato alla Scuola del Cinema di Milano. Ha lavorato con Olmi, Nichetti e Bozzetto. Ha realizzato 16 cortometraggi fra i quali Overkill ha vinto nel 1982 il premio Juso miglior film al Festival Int. di Oberhausen. Dal 1982 al 1990 ha collaborato a Ipotesi Cinema, laboratorio di cinema e televisione nato da un’idea di Paolo Valmarana ed Ermanno Olmi.

Nel 2011 ha fondato la FreeSolo Produzioni srl, casa indipendente multimediale per la produzione cinematografica, televisiva, teatrale ed editoriale, nata da un desiderio estremo di libertà e indipendenza, ma anche della volontà di allargare i propri orizzonti creativi, sia in ambito nazionale che internazionale, attraverso nuove modalità e tecnologie esecutive, originalità delle idee e massima libertà d’espressione.

“Nello scrivere, preparare e girare un film ho un’unica certezza: ogni decisione presa non potrà mai piacere a tutti. Ed è una certezza che mi rende leggero e libero come la piuma di Forrest Gump. Quello che conta, a quel punto, è solo la qualità del mio lavoro”

 

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Flip Flap…….. ZZZzzzz per un futuro più sostenibile

La giornata continua con il film-documentario
Come voglio che sia il mio futuro di Olmi e Zaccaro

 

Lana, caucciù, cotone, foglie, cuoio, rametti, velina… costruiamo un piccolo nido, un bozzolo morbido e accogliente, un luogo ideale dove poter custodire e prendersi cura di un minuscolo e prezioso insetto. Si trasforma ogni “nido” in una spilla per permettere all’insetto di volare insieme a noi.

PANE ARTE E MARMELLATA  è un’associazione culturale fondata nel 2004 da Marta Motterlini e Antonella Orlando, esperte in didattica dell’arte, con lo scopo di avvicinare bambini e ragazzi all’arte moderna e contemporanea. Tutte le attività proposte sono un’occasione educativa e formativa, momenti di gioco e divertimento dove poter sperimentare, creare, porsi delle domande e reagire agli stimoli e alle provocazioni dell’arte. Durante gli incontri bambini e ragazzi fanno amicizia con le opere e gli artisti e si appropriano di diversi linguaggi espressivi per scoprire nuovi modi di raccontare ed esprimere se stessi.

 

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AD2012.
Progetto Nil admirari

la serata incomincia con LOLA POLIO. Poemetto borderline

 

con Floor Robert, Giacomo Bogani, Andrea Falcone, Francesco Michele Laterza
testi Andrea Falcone
progetto musicale Giacomo Bogani
disegno luci e tecnica Giulia Broggi
consulenza stilistica Maria Sole Vannetti
produzione inQuanto teatro
co-produzione Operaestate Festival Veneto
in collaborazione con Kinkaleri, La Piccionaia
nil admirari | menzione della giuria Premio Scenario 2011

Nil admirari è un percorso di ricerca avviato all’inizio del 2011. Il progetto, presentato alla Finale del Premio Scenario, è stato premiato con la Menzione Speciale della Giuria. «Per l’arguzia di un gioco scenico che coinvolge il pubblico con intelligenza e ironia e per la creazione di un linguaggio originale che inventa un mondo parallelo popolato di oggetti e governato dall’accumulo e dal non senso».

AD 2012 è un lavoro sul tempo, costruito su discrepanze e analogie tra gesti e discorsi vecchi e nuovi. È un lavoro contro il tempo. Rispettiamo ogni versione dei fatti basata su un prima, un adesso e un dopo, ma non è ciò che ci interessa. Cerchiamo una presa di coscienza: dove siamo?

AD 2012 è un lavoro fuori dal tempo, che avvicina personaggi da Sacra Rappresentazione e passaggi di recitar cantando a scene effimere e paesaggi artificiali, a oggetti di tutti giorni che non riusciamo a trovar normali. Nella contraddizione, nell’errore, è là che ci troviamo. Questo è un ritratto umano, forse quello di una generazione, più sicuramente quello di un genere di persone: romantici, si potrebbe dire. Innamorati dell’altrove e dell’altrimenti. Il tempo è passato, ci dicono, ma non è vero: il tempo rimane, siamo noi che ce ne andiamo.

inQuanto teatro è un collettivo artistico che nasce nel 2010 con sede a Firenze, nel quale operano Andrea Falcone, Floor Robert e Giacomo Bogani. Parte di una rete di legami e unioni più ampia, estesa nello spazio e nel tempo, inQuanto teatro collabora o ha collaborato con Giulia Broggi (performance, grafica, video editing), Matteo Balbo (performance, grafica), Susanna Stigler (fotografia), Duccio Mauro (fotografia), Maria Sole Vannetti (costumi) e Francesco Michele Laterza (performance). Attualmente, inQuanto teatro è parte di Officina Teatro, un progetto di Operaestate Festival Veneto per le giovani compagnie, e riceve il sostegno di Kinkaleri e La Piccionaia – I Carrara, Teatro Stabile d’Innovazione di Vicenza. inQuanto teatro è una rete di connessioni tese e intese nel campo artistico; un lavoro a maglia a molte mani, che riutilizza trame e brandelli di un altro tempo per intrecciare il testo di domani.

 

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LOLA POLIO.
Poemetto bordeline.

la serata continua con AD2012.Progetto Nil admirari

 

di e con: Gianluca De Col
drammaturgia scenica: Gianluca De Col, Alessandra De Santis, Attilio Nicoli Cristiani
supervisione: Alessandra De Santis, Attilio Nicoli Cristiani
tecnica: Monia Giannobili
suono: Luca Pagliano
ha suonato il pianoforte per la registrazione: Davide Dellino
Produzione De Col, Olinda e Teatro delle Moire

A Milano c’è un quartiere, un tempo chiamato la Casbah di Porta Chica.
Negli anni ’80 e ’90 era famoso per la presenza di transessuali e travestiti.
Alla Casbah c’era “il palazzo delle bambole”.
La casa dove transessuali e travestiti – le bambole – vivevano.

Lola è una di quelle bambole.
Lola Polio è abituata a camminare sui vetri
Lola ha la vocazione della poetessa e la specialistica nella sopravvivenza..
Lola cerca di resistere al tempo e all’indifferenza dei tempi.
Lola parla molto solo per darsi l’impressione di essere ancora qualcuno.

Gianluca De Col è nato a Belluno nel 1978. Vive e lavora a Milano. Diplomato alla scuola per attori del Teatro Stabile del Veneto Carlo Goldoni (2000) e al Corso di Drammaturgia della Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi (2003). Lavora come autore, attore e performer, in particolare da alcuni anni lavora sul travestimento inteso come artigianato teatrale (nel ruolo di Cassandra Casbah è interprete della Serata Gaudenzia). Ha presentato nell’edizione 2011 di “Da vicino nessuno è normale” Trasfigurata, testamento spirituale di una drag queen. Collabora con il Teatro delle Moire e con Milena Costanzo.

 

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