GIOELE PERESSINI
La forma del Maschio
17 ottobre 2026 ore 18:00 e 20:30
La forma del maschio è un’indagine performativa sulla repressione dei corpi devianti e delle mascolinità non conformi. Un viaggio nella Venezia Giulia tra fine Ottocento e metà Novecento, dove l’eredità asburgica, la repressione fascista e l’occupazione nazista hanno imposto una sorveglianza costante sui confini nazionali e sui corpi che sfuggivano alla norma.
Ogni regime – impero, nazione, dittatura – ha costruito il proprio potere anche attraverso il controllo dei corpi, trasformando la devianza in un laboratorio di sperimentazione politica, terreno fragile e incandescente dove testare tecniche di disciplinamento poi estese all’intera popolazione.
Attraverso documenti giudiziari, fonti orali e materiali d’archivio, la narrazione dà voce a corpi che hanno infranto le regole della mascolinità dominante – virile, guerriera, conforme – diventando minaccia, scandalo, prova vivente di altre possibilità rimaste ai margini della storia ufficiale.
Lecture performance – Durata 60 min – In italiano
Ingresso consentito previo tesseramento 2026.
Adatto a un pubblico a partire dai 16 anni.
Evento accessibile a persone con mobilità ridotta.



di e con Gioele Peressini a partire dal volume Mascolinità devianti: dall’ex Litorale austriaco all’ex Venezia Giulia di Marco Reglia, consulenza storica Marco Reglia, dramaturg Giulia Bean, collaborazione grafica Alessandro Virgilio Mosetti, si ringrazia Riccardo Tabilio, produzione Quarantasettezeroquattro, foto Ruben Vuaran
Promosso all’interno del progetto “Devianti. Storie di corpi e identità non conformi. 1900-1950”. Realizzato con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia. Avviso storico etnografico progetti per studi e ricerche – anno 2024
Gioele Peressini è dottore di ricerca in design, studia il rapporto tra tecnologie, corpo, performance e moda contemporanea. Cura progetti di spettacolo dal vivo ed è co-direttore artistico del festival urbano multimediale In\Visible Cities, organizzato da Quarantasettezeroquattro, che esplora la memoria, l’identità e la trasformazione degli spazi urbani attraverso eventi partecipativi e performance site-specific.
Marco Reglia inizia la sua ricerca storica su mascolinità e omosessualità nel 2005, a seguito della posa della lapide con un triangolo rosa alla Risiera di San Sabba di Trueste. Il suo percorso di ricerca include il dottorato all’Università del Litorale di Capodistria, dalla cui tesi prende spunto il volume Mascolinità devianti.
Quarantasettezeroquattro è un’associazione culturale di Gorizia che intreccia arte, storia e memoria collettiva. Realizza performance, installazioni, passeggiate urbane, audioguide e progetti partecipativi per valorizzare storie marginali e per indagare i temi della memoria storica, dei confini e dei diritti, con una forte attenzione al coinvolgimento delle comunità locali. Attraverso un approccio interdisciplinare che unisce ricerca storica e pratiche performative, sviluppa collaborazioni con scuole, archivi, istituzioni e reti europee, portando i propri progetti in contesti nazionali e internazionali. Quarantasettezeroquattro intende rendere vivo il rapporto con il passato e stimolare forme di cittadinanza attiva e consapevole nel presente.
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