rassegne

29 novembre 2015 ore 21.00

HATE RADIO

Milo Rau / IIPM

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Focus_Svizzera

Hate Radio (Svizzera/Germania 2011) racconta la storia della RTLM/Radio-Télévision Libre des Mille Collines, stazione radio ruandese che ha giocato un ruolo cruciale nel genocidio del Rwanda della minoranza Tutsi nel 1994.

Il 6 aprile 1994, l’aeroplano del Presidente ruandese Habyaruman fu colpito da due missili in fase di decollo. Questo evento segnò l’inizio del più brutale genocidio dalla fine della Guerra Fredda.
Nei mesi di aprile, maggio e giugno del 1994 in Rwanda la stima dei morti della minoranza Tutsi  ammontò da 800,000 a 1,000,000 e migliaia furono i morti tra i moderati dell’etnia Hutu.

L’arma più potente utilizzata durante il genocidio fu la “Radio-Télévision Libre des Mille Col-lines” (RTLM). Gli operatori della stazione radio, con inspiegabile cinismo, coltivarono e prepararono il genocidio per mesi, integrando nella propria programmazione: musica, sport, comunicati politici e autentiche istigazioni all’omicidio.

Come funziona il processo di affermazione dell’ideologia razzista? Come è possibile epurare l’individuo della sua umanità?

L’opera del regista Milo Rau si avvale di documenti e testimonianze dirette di membri dell’etnia Hutu e di superstiti del genocidio stesso, per dare una risposta a questi interrogativi, lasciando che le persone facciano esperienza diretta di quanto accaduto nella storia del Rwanda.

Francese con sottotitoli in italiano, durata 65 min.

Ingresso: € 5,00 

c/o ZONA K, via Spalato 11

Sceneggiatura e regia: Milo Rau; drammaturgia e conceptual managment: Jens Dietrich; scenografia e costumi: Anton Lukas; video: Marcel Bächtiger; suono: Jens Baudisch; cast del video: Estelle Marion, Nancy Nkusi; assistente alla regia: Mascha Euchner-Martinez; direttore di produzione e drammaturgia: Milena Kipfmüller; public relations: Yven Augustin; collaborazione scientifica: Eva-Maria Bertschy. “Hate Radio” è una produzione dell’IIPM – International Institut for Political Murder Berlin/Zürich con Migros-Kulturprozent Schweiz, Kunsthaus Bregenz, Hebbel am Ufer (HAU) Berlin, Schlachthaus Theater Bern, Beursschouwburg Brüssel, migros museum für gegenwartskunst Zürich, Kaserne Basel, Südpol Luzern, Verbrecher Verlag Berlin, Kigali Genocide Memorial Centre e Ishyo Arts Centre Kigali. Sostenuto da: Hauptstadtkulturfonds (HKF), Migros-Kulturprozent Schweiz, Pro Helvetia – Schweizer Kulturstiftung, Kulturelles.bl (Basel), Bildungs- und Kulturdepartement des Kantons Luzern, Amt für Kultur St. Gallen, Ernst Göhner Stiftung, Stanley Thomas Johnson Stiftung, Alfred Toepfer Stiftung F. V. S., GGG Basel, Goethe- Institut Brüssel, Goethe-Institut Johannesburg, Brussels Airlines, Spacial Solutions, Commission Nationale de Lutte contre le Génocide (CNLG), Deutscher Entwicklungsdienst (DED), Contact FM Kigali, IBUKA Rwanda (Dachorganisation der Opferverbände des Genozids in Ruanda) and the Hochschule der Künste Bern (HKB), Friede Springer Stiftung.

Milo Rau – 1977, Berna, Svizzera. Regista e autore teatrale, ha studiato sociologia, germanistica e romanistica a Parigi, Zurigo e Berlino, seguendo, tra gli altri, le lezioni di con Tzvetan Todorov e Pierre Bourdieu. Ha iniziato a scrivere reportage internazionali nel 1997, viaggiando in Ciapas e a Cuba. Dal 2000 ha lavorato per la Neue Zürcher Zeitung, e dal 2003 ha iniziato il suo percorso come regista e autore in Svizzera e all’estero. Nel 2007 Rau ha fondato l’IIPM (International Institute of Political Murder), il centro di produzione teatrale e cinematografico con il quale realizza anche oggi tutti i suoi lavori. Accanto al suo lavoro teatrale e cinematografico, Milo Rau tiene lezioni di regia e cultural theory in diverse università. Le sue opere teatrali e cinematografiche si basano su lunghe e meticolose ricerche sul campo, a volte sono vere e proprie campagne culturali e sociali di ampio respiro (come ad esempio “Montana”, “The Last Hours of Elena and Nicolae Ceausescu”, “Hate Radio”, “City of Change”, “Breivik’s Statement”, “The Moscow Trials”, “The Zurich Trials”, “The Civil Wars”, “The Dark Ages” e “The Congo Tribunal”). Sono state invitate in più di trenta diversi paesi del mondo e ospitate da alcuni tra i più importanti festival e centri interazionali, tra i quali Berliner Theatertreffen, Festival di Avignone, Theaterspektakel Zürich, Noorderzon Performing Arts Festival Groningen, Festival TransAmeriques, Wiener Festwochen, Kunstenfestival Brussels, Santarcangelo Festival, Terni Festival, Biennale di Venezia. E’ stato insignito con numerosi premi e riconoscimenti, tra i quali lo Swiss Theatre Price, il Premio per il miglior radiodramma dell’Associazione dei Ciechi di Guerra (per “Hate Radio”), il Premio Speciale della Giuria del German Film Festival (per “The Moscow Trials”) e il Gran Premio della Giuria del Festival Triennale di Teatro Tedesco “Politik im Freien Theater” (per “The Civil Wars”). Il suo saggio filosofico “What is to be done. Critique of the Postmodern Reason” (2013) è diventato un bestseller ed è stato nominato “Miglior Saggio Politico del 2013” dal prestigioso quotidiano tedesco ‘Die Tageszeitung’, mentre la sua pièce “The Civil Wars” è stata selezionata tra “Le migliori 5 opere teatrali del 2014” dalla commissione di esperti della Televisione Statale Svizzera. “The Civil Wars” è stata nominata come “uno dei migliori spettacoli dei Paesi Bassi e delle Fiandre della stagione 2014/2015”. Il quotidiano belga ‘La Libre Belgique’ ha recentemente definito Milo Rau “il regista più richiesto d’Europa”, mentre il settimanale tedesco ‘Der Freiteg’ lo definisce “il regista teatrale più controverso della sua generazione”.

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