rassegne

28 - 29 settembre 2019

Ti voglio un bene pubblico

ELISABETTA CONSONNI (IT)

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Ti voglio un bene pubblico di Elisabetta Consonni è il progetto selezionato come “nuova produzione” dal bando OPEN // CREAZIONE [URBANA] CONTEMPORANEA*. Il bando ha raggiunto quest’anno la sua ottava edizione rilanciando agli artisti l’indagine sulla relazione tra arte e spazio urbano. I vincitori sono sostenuti da Pergine Festival (Pergine), ZONA K (Milano), In\Visible Cities (Gorizia), Contaminazioni digitali (Cormons), Indisciplinarte/Ternifestival (Terni): una rete di realtà che si traduce in aumento di competenze e di supporti economici a sostegno della creazione artistica.

Il progetto Ti voglio un bene pubblico è costruito partendo dalla riflessione sul significato sociale, oltre che sulla funzionalità architettonica, di infrastrutture di separazione come muri, recinti, cancelli. Il lavoro intende innescare una riflessione su quando queste infrastrutture servano come effettivo riparo o producano invece esclusione, se garantiscano la salvaguardia del bene pubblico e prevengano una responsabilità attiva del cittadino. Per far questo si vuole lavorare alla progettazione di un gioco urbano a cui il pubblico partecipi attivamente, costruito come percorso in un centro abitato, con la collaborazione degli abitanti del quartiere coinvolto. Si pensa ad un gioco a squadre, costituito da una serie di prove per riuscire ad entrare e uscire da spazi pubblici e privati, attraverso le suddette infrastrutture di separazione. Il progetto Ti voglio un bene pubblico sarà sostenuto attraverso una serie di residenze presso i partner sostenitori di OPEN; debutterà a Pergine Festival e sarà poi ospite delle altre realtà.

 

Gioco urbano – in italiano
itinerante

 

Progetto vincitore del bando OPEN 2019


Elisabetta Consonni è attiva nella riflessione e pratica di come l’arte possa essere detonatore di cambiamento sociale a partire dal 2014 con Ergonomica, contenitore di ricerca per la relazione del corpo con lo spazio urbano. Nell’ambito di tale ricerca, accompagna lo studio teorico alla realizzazione di azioni come: “We want to become architecture” e “Go with the flow” ( Polonia, 2014), la costruzione coreografata di “Pompenpurg Park” (Rotterdam, Biennale di Architettura 2014), “Il secondo Paradosso di Zenone” ( Milano, 2016), “Abbastanza Spazio per la più tenera delle attenzioni” (progetto per la Biennale Danza 2016). Cura il simposio Spazio Ergonomico presso la Biennale Danza 2016.

 

SPECIALE RESIDENZE ECOLOGY

Elisabetta Consonni è inserita in “Intercettazioni” –  Centro di Residenza Artistica della Lombardia: un progetto di Circuito CLAPS e Industria Scenica, Milano Musica, Teatro delle Moire, ZONA K, con il contributo di Regione Lombardia, MiBAC e Fondazione Cariplo.